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Il Piccolo, 09 novembre 2008 
 
INCONTRO SUI PROBLEMI AMBIENTALI  
La Sbe rassicura il rione di Panzano: non si farà il dissociatore molecolare
 
 
La Sbe non si doterà più del dissociatore molecolare. Il progetto messo a punto dall’azienda in virtù della normativa di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili è tramontato. Ora che il nuovo Governo Berlusconi ha sposato la linea del nucleare. Lo ha spiegato ieri il presidente Alessandro Vescovini ai residenti di Panzano, nell’ambito di un incontro richiesto dall’App per affrontare la convivenza tra lo stabilimento e il rione. Una convivenza che si porta dietro gli interrogativi in ordine alla salvaguardia della salute pubblica e ai ritmi produttivi. L’Associazione per Panzano, guidata dal presidente Franco Visintin, s’è così raccolta nella mensa aziendale per far presenti le problematiche che coinvolgono i residenti. In rassegna le emissioni di odori. Le polveri derivanti dal conferimento della calce nel serbatoio, per le quali si provvederà con adeguati sistemi di imbragatura. E ancora, i rumori e l’impianto di illuminazione, fino al traffico dei mezzi pesanti lungo via Bagni e davanti al piazzale d’ingresso dello stabilimento.
Un incontro voluto per affrontare i problemi, ha spiegato Visintin, nel segno del confronto costruttivo: «Scordiamoci il passato – ha spiegato -. È interesse di tutti risolvere e migliorare le situazioni». Invito raccolto da Vescovini: «Mi ritengo anch’io cittadino di Panzano – ha osservato -. Ho già incontrato, 6 mesi fa, i residenti delle case Ater. Voglio farvi capire e vedere come lavoriamo». La prima notizia così è scaturita quando è stato posto l’argomento-dissociatore: «È un forno – ha spiegato Vescovini – dove viene bruciato mais per produrre energia. C’era pure la disponibilità a mettere a disposizione della Provincia l’impianto, per un paio di mesi e a titolo sperimentale, per bruciare una parte di rifiuti. Avevamo lavorato a fondo sul progetto individuando anche il terreno all’interno del nostro stabilimento. Ora è capitolo chiuso». Vescovini ha peraltro sottolineato la bontà dell’impianto fotovoltaico inaugurato 2 anni fa, che «rende il 13% annuo, senza rischi». E ha evidenziato: la Sbe vuole continuare ad essere in linea con i parametri di legge sotto il profilo ambientale e sanitario.
Vescovini lo ha ribadito anche quando, sentendosi provocato da un residente, ha scandito: «Siamo l’industria più verde d’Europa. Qui lavorano 400 persone e ci tengo alla mia e alla loro salute. Stiamo cercando di migliorare». La riunione è poi rientrata nei binari del confronto. Avanti con i problemi dunque. E le proposte. Quella, ad esempio, di mettere a disposizione un numero telefonico in stabilimento al quale fare riferimento per presentare le istanze. E ancora, gli odori. «Abbiamo investito 5 milioni di euro – ha detto Vescovini – per i depuratori dell’aria. Qui peraltro non si butta via nulla, si recupera anche l’olio». Odori di officina, poi, che raggiungono le abitazioni circostanti, per i quali si provvederà a far chiudere con maggiore accuratezza finestre e portoni in stabilimento. Odori, ha altresì garantito Vescovini che «non creano danno alla salute». Quindi l’illuminazione del piazzale d’ingresso: s’è intervenuto, ha detto Vescovini, installando «prossimity» (regolatori con fotocellula) e timer. Quanto al traffico dei mezzi pesanti, il problema sarà risolto quando sarà realizzato il collegamento dedicato alla zona industriale Schiavetti-Brancolo, che permetterà lo spostamento dell’ingresso dello stabilimento.

Messaggero Veneto, 09 novembre 2008 
 
Monfalcone. Il titolare Vescovini rassicura Panzano anche su cattivi odori, polveri e luci del piazzale  
«Alla Sbe non sarà realizzato alcun dissociatore molecolare»
 
 
MONFALCONE. Non sarà realizzato il dissociatore molecare della Sbe, la società di bulloneria di via Bagni. È stato lo stesso proprietario dell’azienda, nonché presidente della Vescovini Group, Alessandro Vescovini, ad annunciare la “non” realizzazione dell’impianto, che era oltretutto già stato previsto dalla Provincia nel piano dei rifiuti, nel corso dell’incontro con i residenti di Panzano. «Avevamo previsto la realizzazione dell’impianto, che è un gassificatore, con l’intento di bruciare sorgo e mais, producendo energia elettrica, così come doveva essere previsto dalla legge per la produzione sull’energia elettrica da fonti alternative».
 
«La legge non è stata fatta, perché il nuovo governo ha fatto prevalere l’ipotesi degli impianti nucleari. Quindi il dissociatore non si farà», ha spiegato Vescovini. Nello stabilimento di via Bagni è attivo dal 2007 un grande impianto fotovoltaico con cui è prodotta energia che poi è rivenduta allo Stato a 0,45 euro a chilowatt. «Pensavamo di poter fare la stessa cosa col dissociatore, ma non faremo nulla perché non c’è l’incentivazione», ha aggiunto, sottolineando che l’impianto non avrebbe prodotto emissioni e che, rispetto all’ipotesi di bruciare rifiuti, era stata accolta la proposta della Provincia, in forma sperimentale e limitata nel tempo: «Non avremmo mica bruciato tutta l’immondizia della provincia. Ma comunque visto che non si fa, il problema non si pone».
L’incontro alla Sbe era stato richiesto dall’Associazione per Panzano per un confronto sui problemi registrati nel rione a causa della presenza della fabbrica, dagli odori persistenti, alle polveri, alle luci forti del piazzale. Dopo un inizio di confronto vivace e acceso, la discussione è proceduta con maggior calma. «Siamo l’azienda più verde d’Europa – ha detto Vescovini – e il lusso più grande che mi permetto è di non avere nulla da nascondere. Le emissioni della fabbrica sono 10, 20 volte inferiori alla norma e sono disposto ad ascoltare i problemi che mi segnalate, perché credo che solo sapendo che c’è un problema, si possa risolvere». Circa gli odori persistenti che spesso si diffondono nel rione, Vescovini ha spiegato che si tratta dei normali odori di un’officina, in cui ci sono tante macchine per cui si usa l’olio per lubrificare e raffreddare. «L’odore non è provocato da emissione in aria dell’olio, primo perché sarebbe contrario alla norma, secondo perché rovinerebbe l’impianto fotovoltaico collocato sul tetto, terzo perché preferiamo riciclare ottenendo così anche un risparmio. Capisco che può essere fastidioso, ma non è pericoloso per la salute: vivo in questa fabbrica 12 ore il giorno e ci tengo alla salute mia e dei miei dipendenti, visto che respiriamo la vostra stessa aria», ha detto. Sulla luce “accecante” dei piazzali, ha evidenziato che sono stati installati inizialmente sensori di “prossimity” e poi timer, sia per non creare disagi, sia per limitare i costi di un’inutile illuminazione. «A volte succede, però, che alcuni operatori, per comodità di lavoro, accendano manualmente le luci e le lascino accese», ha detto.
Per limitare la polvere di calce provocata dai camion che scaricano la calce stessa, usata nel depuratore, ha quindi annunciato d’aver già previsto l’acquisto di manicotti da applicare ai camion al momento dello scarico. Circa poi i disagi provocati dai mezzi pesanti che stazionano sul piazzale d’ingresso con motore acceso, provocando vibrazioni e disturbo nelle abitazioni vicine, ha evidenziato che da quattro anni è stato chiesto al Comune di realizzare una strada alternativa che consenta l’arrivo dei camion da un’altra zona: «Quando questa sarà realizzata (l’opera è legata alla bretellina che dalla bretella aeroporto-strada di Grado poterà alla zona industriale di Monfalcone) la questione sarà risolta».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 19 ottobre 2008 
 
PROTESTE DEI COMMERCIANTI  
«No» alla Ztl, Panzano in assemblea  
Domani il quartiere ridiscuterà l’avvio delle limitazioni previste a novembre 
Continua la petizione che ha già superato le cinquecento firme
 
 
Un’assemblea pubblica straordinaria che si preannuncia carica di tensione quella convocata dall’associazione per Panzano quella in programma domani, lunedì, alle 20, nella sede dell’associazione «Il Trullo» di via Marco Polo 7. All’ordine del giorno l’opposizione alla Zona a traffico limitato interessata a 33 strade, fortemente contestata dai commercianti del quartiere, che consegneranno martedì prossimo una petizione al sindaco Gianfranco Pizzolitto, corredata da una raccolta di firme da una settimana che nei primi giorni aveva raccolto circa 500 adesioni. L’iniziativa dei commercianti comunque continua con varie puntate anche nel centro cittadino per trovare adesioni. Ci sarà tempo, quindi, per firmare non solo quindi nelle liste sparse nei negozi del quartiere fino a domani. La protesta dei commercianti, a quanto pare, sta trovando adesioni. Contrari al provvedimento che il Comune intendeva mettere in pratica nel prossimo mese di novembre ci sarebbe anche una buona parte dei 3.000 residenti, soprattuttto quelle persone che, con la Zona a traffico limitato, si troverebbero senza un parcheggio prima di recarsi al lavoro nello stabilimento Fincantieri di Panzano. Questo l’elenco delle strade dove il transito e la sosta dovrebbero essere limitati ai soli residenti del rione di Panzano: vie Rovigno, Cherso, Spalato, Abbazia, Fiume (via e androna), vicolo della Marcelliana, vicolo Magellano, via e androna Manin, via e androna Muggia, androna della Pace.
Inoltre le vie Capodistria, Cellini, Dandolo (fino a via Caboto), Marco Polo, Pirano, Pisino, Parenzo, Caboto (fino a metà), Vespucci, Pisani e Colombo. Nella lista ci sono anche le vie Gioia (anche l’androna), Verrazzano e tutta la zona laterale di via Callisto Cosulich (vie Palermo, Venezia, Firenze, Predonzani, Torino e Genova). Il piano prevede comunque che da via Callisto Cosulich sia garantito l’ingresso alla zona pedonale di via Pisani per raggiungere i negozi di Panzano. Alla riunione di domani è stato invitato anche l’assessore comunale alla Viabilità, Massimo Schiavo, il quale già ha fatto sapere che non esiste alcuna imposizione da parte del Comune per la Ztl in quanto il provvedimento rappresenta una risposta nata da una richiesta ufficiale del rione, sostenuta da un’assemblea pubblica che si era tenuta nei mesi scorsi.
Il Comune risponde a questa esigenza, ma terrà conto che gli esercenti sono preoccupati per la loro attività economica.
Moderatore del dibattito sarà il presidente del rione Francesco Visintin, che aveva già programmato un’assemblea generale del quartiere per la Ztl. E prima ancora alle 17.30 si parlerà, con la vicesindaco Silvia Altran, degli investimenti previsti a bilancio sul rione di Panzano e del dissociatore molecolare.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 15 ottobre 2008 
 
Già 500 firme contro la Ztl a Panzano  
Negozianti del rione all’attacco: «Così si mette in ginocchio il commercio»
 
 
Prende una brutta piega la vertenza di Panzano sulla creazione della Ztl (zona a traffico limitato). Commercianti, residenti e non, sono sul piede di guerra contro le decisioni dell’ultima assemblea di quartiere che avrebbe avallato il Comune a creare una zona a traffico limitato per 33 vie del rione, «montando – a loro dire – una situazione di disagio inesistente solo per accontentare una decina di persone» e senza coinvolgere tutte le categorie e senza tener conto degli altri residenti. Uno strappo che dovrebbe avere conseguenze immediate, visto che è partita una petizione per il sindaco Gianfranco Pizzolitto allo scopo di bloccare la delibera per l’allestimento della segnaletica stradale prima che sia approvata dalla giunta. «L’assemblea che si è svolta – hanno detto ieri i commercianti – composta solo da una ventina di persone, non aveva alcuna autorità di decidere per tremila residenti. È stata convocata di domenica mattina, quando tutti erano via e perciò per noi dovrà emettere un documento per far desistere l’amministrazione a punire il commercio locale e a rendere un inferno la vita in un rione che già sta pagando un pedaggio molto pesante. Non vogliamo la Ztl». In soli tre giorni sono state raccolte più di 500 firme e con questo ritmo in una settimana potrebbero essere triplicate. Il vero problema che esiste a Panzano, hanno spiegato i negozianti, consiste nella mancanza di 2000 parcheggi che assillano e mortificano da anni la qualità della vita della gente che vi abita. Non ci sono, insomma, aree di sosta per i cantierini. «Vorremmo ricordare all’amministrazione – dicono i commercianti – che questo quartiere è nato per soddisfare le esigenze del cantiere. Non è nè un centro storico da salvaguardare nè una meta per lo shopping. La gente viene a Panzano solo per lavorare e noi ne abbiamo bisogno. Se non creiamo nuove aree di sosta o se li mandiamo via con Ztl, dovremo chiudere i battenti perché mancheranno i clienti». Se il Comune dovesse mettere in atto la Ztf, recita la petizione, accentuerebbe gli attuali disagi soprattutto ai residenti e ai lavoratori del cantiere e destinando il rione a morire. A ciò si aggiungono le preoccupazioni più volte espresse dai commercianti del quartiere che rischiano, a loro dire, la chiusura dell’attività. Secondo i residenti, creando le zone a traffico limitato non si risolveranno mai i problemi, in quanto i parcheggi si sposterebbero solo di alcune centinaia di metri verso le strade in prossimità dell’Albergo impiegati, cui seguirebbe la protesta di quei residenti. «La vera soluzione – spiegano gli esercenti – sarebbe di creare nuove aree di parcheggi in via dell’Agraria e stipulare un accordo con Fincantieri per utilizzare zone interne dello stabilimento per la sosta dei dipendenti. Il Comune, inoltre, non ha neanche risolto il problema dei Tir diretti al cantiere. Invece di attraversare via Bonavia, bisognerebbe utilizzare l’ingresso di via Cosulich, per alleggerire il traffico pesante verso il cantiere e rendere meno pericolosa sia via Gorizia che via Bonavia».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 16 ottobre 2008 
 
I PROBLEMI DEI RIONI 
«Panzano morirà con il blocco del traffico»  
Commercianti e residenti: «Siamo già penalizzati. Le nuove misure ci danneggiano ulteriormente»
 
 
Panzano si oppone all’annunciata creazione della Ztl (zona a traffico limitato), che dovrebbe coinvolgere ben 33 vie del rione dove transito e sosta saranno limitati ai soli residenti. L’opposizione degli esercenti è netta perché, dicono, il quartiere resta «soffocato e isolato». E anche i lavoratori sono contrari perchè già perseguitati dalle multe per la sosta a tempo e per la mancanza dei parcheggi. La raccolta di 500 firme nella petizione in pochi giorni, è un evidente segnale di protesta per un percorso a ostacoli che stando alle attuali condizioni, difficilmente potrebbe essere portato a compimento. Intanto lunedì alle 20, nella sede dell’associazione «Il Trullo» di via Marco Polo 7, il presidente dell’associazione Per Panzano, Francesco Visintin, ha convocato un’assemblea generale del quartiere per la Ztl e prima alle 17.30 si parlerà con la vicesindaco Silvia Altran degli investimenti previsti per il rione di Panzano e del dissociatore molecolare.
L’assessore alla Viabilità Massimo Schiavo (che sarà presente all’incontro), ha spiegato la posizione dell’amministrazione comunale. «Non c’è alcuna imposizione per la Ztl da parte del Comune per il quale riservare una parte di spazio pubblico solo per una parte limitata di cittadini rappresenta una scelta dolorosa. Quello che si vuole realizzare, non è altro che una risposta nata da una richiesta ufficiale del rione e sostenuta da un’assemblea pubblica. Stiamo cercando di rispondere a questa esigenza. Comprendiamo però che gli esercenti sono preoccupati per la loro attività».
E la protesta della gente non si ferma. «Ci opponiamo a questo provvedimento – spiega Violetta Facchini del Bar Sport – perché il rione è già in crisi. Così saremo tagliati fuori dalla clientela che arriva dal centro. Rendiamoci conto che Panzano non è un centro storico da salvaguardare e neanche una meta preferita per fare shopping. È un posto per lavorare e dobbiamo dare la possibilità a chi vuole arrivare di non chiedere un pass al Comune». «Non possiamo permettere – dice Renzo Zaghet della Viteria 2000 – di creare la Ztl altrimenti dobbiamo chiudere il negozio. Se limitiamo il traffico non arriva più nessuno». Pietro Gava, titolare dello storico negozio di regali Ferreri Maria Pia è amareggiato poiché ogni giorno che passa ci sono solo proposte negative. «È una pazzia quello che vogliono fare – afferma – perché il Comune deve solo risolvere il problema dei parcheggi. Chi arriva alle 7 dopo un’ora è già in contravvenzione. Occorrono soluzioni nuove e cercare aree di soste senza fare la Ztl».
«Sono vedova – dice Carla S. – e mia figlia di Ronchi non sa se deve chiedere il pass al Comune per venirmi a trovare». «In questo modo non possiamo più venire a Panzano – afferma Gianluca Soranzio – per evitare di prendere la multa». Franco Cuzzi è un ex «panzanino» di via Gorizia. «Limitando le strade di accesso – sostiene – il rione, l’unico oramai di Monfalcone dove si parla il bisiaco, verrà emarginato da tutti».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 10 ottore 2008 
 
RACCOLTA RIFIUTI  
Un comitato contro il dissociatore molecolare  
Il gruppo Amici di Beppe Grillo chiede un confronto aperto ai cittadini con la Provincia
 
 
«Vogliamo aprire un dialogo con la Provincia, per spiegare perché, secondo noi, il dissociatore molecolare non è la strada giusta da percorrere».
È un messaggio forte e preciso contro la sperimentazione del dissociatore molecolare e a favore della raccolta differenziata spinta quello lanciato dal Meetup Amici di Beppe Grillo, che, con Manuela Botteghi e Federico Fanzini, ieri mattina al Wine Caffè Piazza Grande di piazza Vittoria ha proposto anche a Gorizia la formazione di un comitato Nodismo (sigla che indica il «No» al dissociatore molecolare). Per prima cosa a non convincere gli Amici di Beppe Grillo sono l’atteggiamento e la scelta della Provincia per quanto riguarda il Piano dei Rifiuti, che sembra non voler più privilegiare quella raccolta differenziata che nell’Isontino ha portato a risultati incoraggianti. «Vogliamo precisare che non abbiamo nessun intento polemico nei confronti della Provincia o dell’assessore Cernic, che peraltro stimiamo – spiega Manuela Botteghi -. Vogliamo proporre invece un confronto costruttivo, per capire esattamente quali motivazioni spingono l’amministrazione provinciale a scegliere la sperimentazione del dissociatore molecolare. Noi proporremmo piuttosto di puntare sulla raccolta differenziata spinta e sulla politica dei “rifiuti zero”, che, attuando una serie di scelte virtuose, non è un’utopia, ma un obbiettivo concreto».
Diversi i punti che il costituendo comitato Nodismo contrappone, in senso propositivo, alla scelta del dissociatore molecolare: la tutela del territorio – il dissociatore molecolare, secondo gli Amici di Beppe Grillo, è destinato ad inquinare -, lo smaltimento intelligente dei rifiuti (raccolta differenziata e riciclaggio), l’economia e il lavoro che ne derivano e la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
«Vogliamo creare un tavolo di discussione aperto alla cittadinanza, per poi dar vita ad un confronto con la Provincia ed i Comuni – dice Federico Fanzini -. Sul dissociatore molecolare, del quale non ci stancheremo mai di dire che si tratta di un inceneritore, e dunque inquinante, ci sono notizie e informazioni ancora troppo vaghe e scarse, e per questo non capiamo come mai la Provincia di Gorizia, all’improvviso, abbia deciso di mettere da parte la raccolta differenziata spinta per dare spazio, prima in Italia e tra le pochissime al mondo, alla sperimentazione di un impianto potenzialmente pericoloso».
Marco Bisiach

Il Piccolo, 03 ottobre 2008 
 
Arrivano i primi no al dissociatore previsto alla Sbe di via Bagni 
 
Si è tenuta all’associazione culturale «A piena voce» un’affollata assemblea sulla prevista realizzazione di un dissociatore molecolare presso lo stabilimento Sbe a Panzano. Nel corso dell’iniziativa i relatori hanno messo in luce i rischi che deriverebbero dall’incenerimento dei rifiuti urbani nell’impianto, la cui temperatura di esercizio è compatibile con la formazione di diossina, e dalla inevitabile immissione di polveri e gas serra nell’atmosfera. Nemmeno con l’utilizzo esclusivo delle biomasse come combustibile risulterebbe compatibile con l’estrema vicinanza delle abitazioni all’impianto, oltre ad essere scarsamente funzionale dal punto di vista dei rendimenti energetici, molto inferiori a quelli di una moderna centrale elettrica. Infine è stato sottolineato la necessità di applicare il principio di precauzione che esclude la sperimentazione in aree popolate e prevede preventivi screening epidemiologici. Gli interventi hanno sottolineato una sorta di «conflitto di interessi» che grava sul presidente della Sbe, che è anche consigliere di amministrazione di Iris.
Messaggero Veneto, 03 ottobre 2008 
 
Gherghetta: un test in Scozia per il dissociatore molecolare 
 
MONFALCONE. Sempre più convinta l’intenzione della Provincia di Gorizia di fungere da “capofila” nella sperimentazione dell’ormai arcinoto “dissociatore molecolare”. Il progetto di sperimentazione entrerà nel vivo entro i prossimi due mesi e avrà come teatro la Scozia dove l’amministrazione provinciale seguirà da vicino il funzionamento di un impianto in modo da verificarne le qualità e l’efficacia così da valutare l’opportunità della possibile realizzazione di un analogo dissociatore anche sul territorio isontino. Una convinzione, quella del presidente Enrico Gherghetta, rafforzata ieri anche dall’adesione ufficiale alla sperimentazione del dissociatore molecolare che verrà avviata dalla Provincia di Gorizia anche dell’amministrazione provinciale udinese. Oltre ad approvare l’adesione al progetto, la giunta guidata da Pietro Fontanini ha individuato e nominato in qualità di osservatori della sperimentazione l’assessore all’ambiente Enio Decorte e due funzionari tecnici.
“Tutto l’interesse che sta crescendo attorno alla sperimentazione del dissociatore, compresa ora l’adesione dell’amministrazione provinciale friulana, conferma che avevamo visto giusto ponendoci come capofila del progetto – sottolinea il presidente Gherghetta -. Tra l’altro, ne ho parlato anche con il presidente dell’associazione industriali Gianfranco Di Bert, il quale si è detto estremamente interessato e ha chiesto che anche l’Assindustria goriziana possa essere coinvolta nella sperimentazione del dissociatore”.
Teatro della sperimentazione sarà come detto la Scozia “tra meno di due mesi – continua Gherghetta – andremo là per fare le nostre valutazioni. La sperimentazione in terra scozzese rappresenta la soluzione più indicata e ovviamente molto meno costosa. L’idea di realizzare in via sperimentale un dissociatore a Panzano è insomma per il momento accantonata. La priorità è seguire la sperimentazione dell’impianto scozzese”.
Proprio della questione dissociatore si è parlato l’altra sera in un’affollata assemblea pubblica dell’Associazione culturale a Piena Voce: come detto si era ipotizzata la realizzazione di un dissociatore allo stabilimento Sbe di Panzano. I relatori hanno messo in luce i “rischi che deriverebbero dall’incenerimento dei rifiuti urbani nell’impianto la cui temperatura di esercizio – si legge in una nota inviata dagli esponenti dell’associazione – è compatibile con la formazione della diossina. Nemmeno con l’utilizzo esclusivo delle biomasse come combustibile risulterebbe compatibile con l’estrema vicinanza delle abitazioni all’impianto oltre a essere scarsamente funzionale dal punto di vista dei rendimenti energetici”.
L’assemblea ha quindi deciso di riconvocarsi invitando i rappresentanti della Provincia, della Sbe e della ditta realizzatrice dell’impianto per un confronto pubblico sul progetto. (pi.ta.)

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