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Il Piccolo, 23 ottobre 2008

CREMASCHI, GHINI E LONATI  
Rabbia e dolore dei vertici nazionali del sindacato  
«Sono troppe le circostanze in cui dobbiamo portare le condoglianze alle famiglie»
 
 
Rabbia e dolore, ma anche la volontà di continuare a chiedere e a lavorare perché si fermi la catena di morti sul lavoro che sta insanguinando l’Italia. È quanto hanno espresso ieri i rappresentanti nazionali dei sindacati dei metalmeccanici, venuti a Ronchi dei Legionari per l’ultimo saluto a Mauro Sorgo, assieme ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil e a quelli di Fim, di cui il dipendente Fincantieri era un iscritto, Fiom, Uilm, ai delegati dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone e di altri cantieri del gruppo. «C’è rabbia e dolore, perché al di là di tutte le dichiarazioni – ha detto il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi -, se le cose non cambiano, se si andrà avanti con un modo di lavorare che non tiene conto delle persone». Cremaschi ha confermato che la Fiom si costituirà parte civile nel procedimento penale a carico dell’azienda. «Siamo a disagio, perché i lavoratori dicono ”Il sindacato cosa fa?”. Da soli, però, non ce la facciamo a risolvere il problema – ha sottolineato Cremaschi -, se Governo, Regione, magistratura non considerano la sicurezza sul lavoro un’emergenza per la quale sì andrebbe utilizzato lo slogan tolleranza-zero. Occorre che tutti facciamo il nostro dovere e che le aziende capiscano che devono cambiare profondamente l’organizzazione del lavoro». Per il coordinatore nazionale per la navalmeccanica della Uilm, Mario Ghini, si tratta comunque ora di capire esattamente cosa sia uscito dal Consiglio di amministrazione di Fincantieri in materia di sicurezza. «Speriamo che l’azienda lo spieghi venerdì (domani, ndr) al tavolo di confronto per il rinnovo del contratto integrativo – ha aggiunto Ghini -. Chiediamo comunque sia rivista l’organizzazione del lavoro adottando tutti gli accorgimenti necessari per prevenire gli infortuni». Il coordinatore nazionale per la navalmeccanica della Fim, Emilio Lonati, ha osservato come «ormai sono troppo frequenti le circostanze in cui il sindacato nazionale va a portare le condoglianze alle famiglie. Ci siamo perché il cuore è vicino alla famiglia, ma anche perché è un ulteriore stimolo perché questo problema del Paese sia definitivamente affrontato e risolto».
Laura Blasich

L’arcivescovo: «Investite di più sulla vita»  
Duemila persone ai funerali di Mauro Michele Sorgo, morto una settimana fa sulla «Ruby»
 
  
Duemila persone hanno reso omaggio ieri a Ronchi all’ultima vittima sul lavoro nel cantiere di Monfalcone, l’operaio Mauro Michele Sorgo, travolto una settimana fa da una porta stagna sulla Ruby Princess. È stato un rito silenzioso e composto cui hanno voluto essere presenti centinaia di cantierini, oltre ai vertici del cantiere navale di Panzano, nunerosi sindaci del Monfalconese. Nessuno striscione sindacale, nessuna reazione polemica. Solo un grande abbraccio alla famiglia, alla moglie Antonella, che ha assistito al rito accanto alla bara vicino alla piccola Mary. A rompere il silenzio è stata la forza dell’omelia dell’arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni con un forte invito al rispetto della vita umana e dalle commosse parole del sindaco di Ronchi e del parroco di San Lorenzo. È stato l’arcivescovo Dino De Antoni, a presiedere la cerimonia, concelebrata assieme ai sacerdoti della città e di altri centri del mandamento. E le sue parole sono state perentorie, scandite da tanti «perché». Perchè tanti tanti morti sui posti di lavoro, perché tante promesse, perché tante iniziative annunciate e mai intraprese. «Noi che crediamo in un disegno sapiente di Dio nelle vita degli uomini – ha detto l’arcivescovo – possiamo domandare: perché? Anche noi siamo zittiti dalla tragedia che si è compiuta, per la seconda volta in sei mesi. Possiamo ben ripeterci che questo è il percorso dell’esistenza umana. Michele, creatura stupenda, per la sua intelligenza, la creatività, la forza dei sentimenti, di fronte a un evento imprevedibile è diventato una creatura fragile, che un meccanismo perfido ha stroncato di colpo».
Ma l’arcivescovo si è soffermato anche sulla necessità di fare qualcosa di più. «Non esistono parole che possano cancellare il dolore della sposa e della bimba – ha continuato – ed è un prezzo pesantissimo da pagare. Ma a questo punto è legittimo fare un’ultima riflessione, perché questa morte non risulti vana. Nel giro di sei mesi due operai sono morti tra noi. Potevano essere morti risparmiate? Forse è più giusto dire che sono necessari rinnovati investimenti e un esame ancor più attento e vigile sul posto di lavoro, perché siano prese più adeguate e forse più sofisticate misure di sicurezza».
Un tasto sul quale ha battuto anche il sindaco di Ronchi, Roberto Fontanot, il quale ha parlato anche a nome dei colleghi presenti. E dopo aver espresso il dolore dell’intera comunità e l’affetto nei confronti della famiglia, ha voluto lanciare un appello a non dimenticare. «Ciò che è stato fatto non basta – ha detto – visto che l’Italia oggi è al primo posto in Europa per morti sul posto di lavoro. Non dobbiamo arrenderci, dobbiamo vincere l’indifferenza che spesso ci pervade e dobbiamo farlo per i nostri figli, per chi ha diritto di lavorare in sicurezza».
Tra i presenti anche il consigliere regionale di Rifondazione, Roberto Antonaz, che ha ribadito la richiesta delle dimissioni dei vertici dello stabilimento monfalconese di Fincantieri. E infine, prima della mesta sepoltura al cimitero di Staranzano, il messaggio della famiglia letto dal parroco, don Renzo Boscarol, parente della vittima. «Siamo grati a tutti per la partecipazione e l’affetto – ha detto – ai sindaci, al vescovo, ai sacerdoti, agli operai ed ai dirigenti di Fincantieri, alla gente. Nella speranza che si lavori per la salute e per la qualità della vita di tutti coloro che sono impegnati sui posto di lavoro e dei quali Michele è la testimonianza attuale che non va dispersa».
Luca Perrino 
 
I SINDACI ALLA CERIMONIA 
Il primo cittadino di Udine accompagnato dal gonfalone: «Non potevo non trovarmi qui in questa giornata» 
Gianfranco Pizzolitto è stato rappresentato dalla vice Silvia Altran 
Honsell diserta l’Anci per il rito  
Il sindaco di Monfalcone, a Trieste, è stato confermato presidente regionale dell’Associazione

Il sindaco di Udine Furio Honsell ha disertato l’assemblea nazionale dell’Anci a Trieste per essere a Ronchi e dare l’ultimo saluto all’operaio morto in Fincantieri. «Dovevano essere giorni di festa per la consegna di una nuova nave – ha detto Honsel – ai quali dovevano prendere parte tutte le maestranze, compreso l’operaio che ha perso la vita e dei quali oggi si celebrano i funerali. Mi sembrava più giusto essere qui, per sottolineare l’impegno di tutti gli amministratori pubblici perché questa strage finisca. Solo due settimane fa abbiamo festeggiato i mutilati e invalidi del lavoro ed in quell’occasione abbiamo fatto sentire la nostra voce, abbiamo ribadito che c’è la necessità di leggi e di controlli adeguati per garantire la vita alle persone che lavorano. Ecco perché essere ai funerali, oggi, è più importante di qualsiasi altro convegno, di qualsiasi altra iniziativa seppur importante». Alla cerimonia Honsell era presente con il gonfalone comunale listato a lutto assieme a tutti gli altri sindaci del Monfalconese. Mentre solo il Comune di Monfalcone era rappresentato dal vicesindaco Silvia Altran, in quanto il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto era a Trieste per l’assemblea dell’Anci, di cui è stato confermato presidente regionale. (lu.pe.)  
 
La Ruby oggi parte per Fort Lauderdale  
 
Come da programma, la Ruby Princess lascia oggi Monfalcone per Fort Lauderdale in Florida, dove la nave passeggeri, 116mila tonnellate di stazza lorda per 290 metri di lunghezza, sarà tenuta a battesimo il 6 novembre. La prima crociera alla volta dei Caraibi salperà invece l’8 novembre, toccando Ocho Rios in Giamaica, per poi toccare Grand Cayman, Cozumel in Messico e le Bahamas, rientrando infine in Florida. La Ruby è la venticinquesima nave da crociera costruita a Monfalcone dal 1989 a oggi ed è la quarta unità della classe Caribbean Princess. Partita la Ruby, lo stabilimento di Monfalcone domani sarà già impegnato nel varo della Carnival Dream, che con le sue 130mila tonnellate di stazza lorda è la più grande passeggeri realizzata da Fincantieri e dal cantiere navale di Panzano. Stando all’ordinanza della Capitaneria di porto, la movimentazione della Dream verso la banchina E dello stabilimento prenderà il via già attorno alle 7.30 di sabato. Da quell’ora e fino al completamento dell’operazione è interdetta la navigazione e la sosta di ogni unità nelle zone antistanti le banchine E e D dello stabilimento.
 
Messaggero Veneto, 23 ottobre 2008 
  
Ronchi dei Legionari. Amici, colleghi ma anche delegazioni da altri cantieri per l’ultimo saluto al 43enne Michele Sorgo, vittima sul lavoro alla Fincantieri  
In migliaia per l’addio all’operaio  
L’arcivescovo De Antoni ha celebrato la messa: «Due morti in sei mesi, potevano essere salvati?»
 
 
RONCHI DEI LEGIONARI. Un’altra vittima del lavoro, un altro operaio uscito di casa il mattino e non rientrato la sera, un’altra famiglia senza sposo e senza padre. Perché? È questa la domanda che, muta eppure forte, è aleggiata ieri nel corso di tutta la cerimonia dell’ultimo saluto a Michele Mauro Sorgo, l’operaio 43enne, deceduto mercoledì scorso in un tragico infortunio sul lavoro a bordo della Ruby Princess.
Una cerimonia celebrata nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, comune di cui era originario Sorgo, dall’arcivescovo Dino De Antoni, assieme ad altri sette sacerdoti, tra cui il padre cappellano del cantiere, don Gildo. Una cerimonia a cui hanno assistito migliaia di persone, familiari, amici, conoscenti, delegazioni di altri cantieri di tutta Italia, colleghi, ma anche tutti i sindaci del Mandamento, i rappresentanti di Fincantieri, il direttore uscente dello stabilimento Carlo De Marco, quello nuovo, Paolo Capobianco e il dirigente Paolo Maschio, i rappresentanti nazionali dei sindacati della cantieristica, per la Fiom Giorgio Cremaschi, per la Uilm Mario Ghini, per la Fim, Emilio Lonati. Presenti anche il consigliere regionale Roberto Antonaz e l’assessore del comune di Udine, Kristian Franzil assieme al sindaco di Udine, Furio Honsell che ha voluto fosse presente alla cerimonia anche il labaro del comune listato a lutto.
Dirette, precise e piuttosto dure le parole dell’arcivescovo nel corso omelia, pur nel ricordo della consolazione che può dare la fede. «Anche se siamo zittiti dalla tragedia che si è compiuta per la seconda volta in sei mesi, anche se le parole appaiono chiacchiere e gelano dentro di noi, anche se vorremmo restare muti e le immagini di un cantiere vanto dell’imprenditoria italiana sono diventate motivo di amarezza e l’angoscia e ci tormenta e corrode l’amore per la vita, sappiamo che grande è la fedeltà di Dio e la sua misericordia non finisce. Michele è diventato una creatura fragile che un meccanismo perfido ha schiacciato. La nostra dignità è racchiusa in un corpo debole che una porta stagna ha distrutto, ma nella nostra debolezza non siamo soli, affidiamola a Dio. Certo non esistono parole per annullare il dolore, ma perché la morte non sia vana occorre fare una riflessione: nel giro di sei mesi ci sono stati due morti, potevano essere salvati?». Ha quindi sollecitato nuovi e maggiori investimenti, maggiore attenzione e più sofisticate misure per garantire la sicurezza.
A nome dei sindaci e delle istituzioni, è stato il primo cittadino di Ronchi, Roberto Fontanot a portare l’affetto e il calore alla famiglia. «In un paese in ci non ci si indigna quasi più per niente e ci si occupa di chi lavora solo quando muore, siamo qui per dire che non ci si deve dimenticare di chi esce da casa per lavorare e non vi fa ritorno, né dobbiamo scordarci che occorre fare di più perché evidentemente ciò che abbiamo fatto finora non basta. Ciao Mauro». Un ringraziamento particolare a tutti i presenti, a chi ha ricordato Mauro Michele e chi è stato vicino alla famiglia è stato rivolto da don Renzo Boscarol, che ha sollecitato «l’impegno per salvaguardare oltre il posto di lavoro anche la salute e l’uomo».
Cristina Visintini 
 
«Tolleranza zero per chi non rispetta le regole» 
I SINDACATI
 
  
RONCHI DEI LEGIONARI. Tolleranza zero per chi non rispetta le norme della sicurezza, l’impegno di tutte le aziende perché si cambi il modo di lavorare, l’uomo quale elemento centrale del lavoro: sono queste le richieste che i rappresentanti sindacali della cantieristica, Giorgio Cremaschi per Fiom Cgil, Mario Ghini per Uilm Uil e Emilio Lonati per Fim Cisl hanno fatto ieri, a margine dei funerali di Michele Mauro Sorgo.
«Al di là di tutte le dichiarazioni, sappiamo che se non cambiano davvero le cose, succederà ancora, perché esiste un modo di lavorare che non tiene conto delle persone e si riproduce qui come in altre parti d’Italia, un meccanismo di rischio che quando si verifica è drammatico» ha detto Cremaschi, annunciando che Fiom si costituirà parte civile contro l’azienda. «Ci sentiamo a disagio perché i lavoratori ci chiedono cosa fa il sindacato. Ma da soli non possiamo fare nulla, serve l’impegno di tutti sindacati, istituzioni e aziende. Invece l’organizzazione del lavoro chiede alla persona di lavorare con un ritmo, in cui il rischio diventa normalità e anche nella grandi aziende, dove erano scomparsi, tornano gli infortuni mortali. Sono il precariato e gli appalti ad aggravare la situazione».
Ghini, da parte sua, si è chiesto che cosa abbia deciso il consiglio di amministrazione di Fincantieri rispetto al comitato delle sicurezza. «Vorremmo capire cosa si vuole fare davvero, se si intende riorganizzare il lavoro, trovando il modo di dare le giuste responsabilità».
«Siamo qui perché guai se dovessimo perdere di vista il cuore, che è vicino alla famiglia, ma questo – ha affermato Lonati – deve essere stimolo perché il tema tanto discusso e che dicono sia uno dei problemi del paese, venga definitivamente affrontato con serietà e con gli strumenti a disposizione». (c.v.)

Il Piccolo, 22 ottobre 2008 
 
L’INCIDENTE IN FINCANTIERI  
L’addio all’operaio morto, la città si ferma  
Due ore di lavoro devolute alla famiglia. Rinviata la trattativa per l’integrativo 
OGGI ALLE 14 NELLA CHIESA DI SAN LORENZO A RONCHI I FUNERALI DI MAURO MICHELE SORGO
 
 
Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone rallenterà oggi i suoi ritmi, perché saranno tanti i lavoratori che hanno anticipato ieri la volontà di partecipare all’ultimo saluto a Mauro Michele Sorgo, il collega rimasto vittima una settimana fa di un incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess. Attorno alla famiglia oggi, alle 14, nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi, dove sarà celebrato il funerale, si stringeranno anche gli amministratori locali e la dirigenza dello stabilimento di Fincantieri, ma anche delegazioni provenienti da alcuni degli altri stabilimenti e sedi della società. Saranno presenti anche i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento ieri hanno chiesto formalmente proprio ai tre coordinatori e all’ad di Fincantieri Giuseppe Bono di rinviare il nuovo incontro per il rinnovo del contratto integrativo che era stato fissato proprio per questa mattina a Roma.
«Siamo contenti che si sia deciso di far slittare l’appuntamento a venerdì – afferma il coordinatore Uilm nella Rsu, Luca Furlan -, pur conoscendo gli impegni che ci sono a livello sia dell’azienda sia dei tre coordinatori». Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai suoi dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le 2 ore di lavoro di cui le Rsu hanno sollecitato la devoluzione saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud. Ci sono anche altre ditte e lavoratori che si sono mossi raccogliendo offerte in contanti. Speriamo che l’ufficio personale del cantiere possa funzionare come punto di riferimento, in grado poi di trasferire quanto donato alla famiglia». L’amministrazione, che sabato scorso ha proclamato il lutto cittadino in segno di cordoglio per la morte di Mauro Sorgo, sarà presente con la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci, che avrebbe dovuto debuttare proprio a bordo della Ruby Princess. Un appuntamento cancellato dall’Associazione dei Comuni, di cui Pizzolitto è presidente regionale, in seguito all’infortunio mortale. Nel giorno dei funerali i segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo, «anch’essi vittime di questa ennesima circostanza drammatica e inacettabile, come lo sono tutte le morti sul lavoro». Le segreterie confederali sottolineano di condividere «da sempre la denuncia delle Rsu Fincantieri e del sindacato di categoria nei confronti della direzione di stabilimento: la ricerca di tempi di realizzazione più brevi, costi più contenuti, l’utilizzo di appalti scarsamente controllati, senza un adeguato miglioramento delle tecnologie ed una seria formazione professionale e sulla sicurezza, non possono che produrre infortuni». Cgil, Cisl e Uil stanno però denunciando da tempo, ricordano i tre segretari, l’inadeguatezza degli organici della Uopsal, la Medicina del lavoro dell’Ass. «Risorse deliberate dalla Regione e messe a disposizione per questo già dal 2005 – affermano i segretari – non sono state utilizzate dalla direzione dell’Ass, penalizzando di fatto la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. Senza organici adeguati la vigilanza, la repressione, le sanzioni ovvero la prevenzione si fa in modo molto approssimativo e continuando così qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di altri possibili incidenti». Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi un maggiore impegno delle autonomie locali, della Prefettura, della Regione.
Laura Blasich

BOSCAROLLI  
La solidarietà dei commercianti
 
 
I commercianti del Monfalconese condividono il lutto per la morte di Mauro Sorgo, vittima di un infortunio sul lavoro nello stabilimento Fincantieri. Lo sottolinea il presidente dell’Ascom cittadino e mandamentale, Glauco Boscarolli, rispondendo implicitamente alle sollecitazioni giunte in questi giorni dai suoi associati, dopo la scarsa riuscita della serrata di un quarto d’ora voluta proprio dall’Ascom sabato in concomitanza con il lutto cittadino. «La notizia della proclamazione del lutto cittadino mi è pervenuta solo nel pomeriggio di Venerdì 17 – spiega Boscarolli -. Non ho potuto quindi che decidere di fare un limitato giro di telefonate entro la serata, limitato in quanto non avevamo il tempo di chiamare gli oltre 700 commercianti del mandamento». Secondo Boscarolli, la partecipazione è stata limitata. «Me ne scuso e prego la famiglia e i colleghi di Mauro Sorgo di accogliere le sincere condoglianze mie e dei commercianti – afferma quindi Boscarolli -. Invito i sindacati a confidare nel fatto che il commercio è consapevole del fatto che facciamo tutti parte di una realtà sociale comune e unita. In questi giorni siamo impegnati a sostenere, a esempio, la battaglia sindacale sulle aperture domenicali e ancor più a definire importanti linee di finanziamento, oltre 2 milioni di euro, per difendere l’occupazione e le imprese della nostra provincia a fronte della crisi mondiale dell’economia». 
 
I sindacati ai sindaci: «Sicurezza al primo posto»  
Chiesti interventi per l’integrazione dei lavoratori stranieri. «In provincia troppi infortuni»
 
 
I sindacati chiedono sicurezza sul posto di lavoro, alla luce dell’ultimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri. Lo hanno ribadito ieri i segretari provinciali di Cisl, Cgil e Uil ai sindaci dei 16 comuni dell’Associazione «Città dei motori». Come testimoniato dalla presidente dell’associazione e sindaco di Maranello, Lucia Borsi, Monfalcone non è l’unica a dover gestire la coesistenza di grandi fabbriche, con tutte le conseguenze sul piano economico e sociale che queste comportano. L’impatto delle fabbriche è fortte. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha presentato alcuni dati ai presenti: solo Fincantieri conta 1.500 operai interni e 3.500 persone che lavorano per le ditte esterne. Il 12,6% della popolazione monfalconese è costituita da stranieri. Pizzolitto ha poi parlato di promozione del territorio in relazione ai marchi e ai prodotti realizzati nelle fabbriche cittadine: Fincantieri, Ansaldo ed Eaton. «Bisogna sfruttare la produzione per veicolare il valore e l’importanza della sicurezza sul posto di lavoro», ha affermato il segretario provinciale della Cisl, Umberto Brusciano, rifacendosi a quanto affermato dal sindaco. Brusciano ha evidenziato anche il triste primato conquistato dalla provincia di Gorizia: nella classifica nazionale è al secondo posto per la quantità di infortuni sul lavoro. Effettivamente basta pensare ai due incidenti mortali avvenuti nel cantiere navale negli ultimi 6 mesi.
Due morti bianche che non devono passare inosservate, ma devono servire ad accelerare i tempi per varare il testo unico sulla sicurezza. «Serve una normativa sostanziale, non formale, che informi i lavoratori sui rischi del luogo in cui lavorano e sulle norme da seguire durante lo svolgimento dell’attività», ha spiegato Brusciano. E ha posto l’attenzione anche sui tanti stranieri che lavorano in città. Molti non conoscono perfettamente la nostra lingua e questa mancanza rappresenta la prima fonte di insicurezza nelle fabbriche, un problema da risolvere al più presto. Su questo argomento è tornato anche Giacinto Menis della Uil, che ha parlato di obblighi per i datori di lavoro. Uno su tutti: informare e formare il lavoratore, compreso l’insegnamento della lingua utilizzata nel luogo di lavoro. Attraverso un gioco di parole, Menis ha detto: «Le Città dei motori devono essere il motore della sicurezza nei posti di lavoro». Il segretario della Uil ha spiegato che le morti bianche non sono solo disgrazie. Non è un caso che siano più frequenti fra immigrati e precari e che avvengano verso la fine dei lavori, quando le persone sono più stanche e i ritmi più frenetici. Paolo Liva, segretario provinciale della Cgil, ha evidenziato i cambiamenti subiti da Monfalcone. «Fino a qualche anno fa i cantierini erano orgogliosi delle navi che costruivano – ha detto – e si intristivano quando prendevano il largo. Oggi questo non avviene più. Gli stranieri e i trasferisti non sono integrati, perciò non riescono ad affezionarsi al lavoro che svolgono».
Rossella de Candia 
 
Messaggero Veneto, 22 ottobre 2008 
 
Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato ieri sera in municipio a Monfalcone i sindaci delle Città dei Motori. Evidenziata anche la situazione di precari e immigrati  
Sicurezza: appello dei sindacati a Fincantieri  
«Sia veicolo di marketing territoriale, ma anche esempio per il rispetto delle norme»
 
 
MONFALCONE. Sicurezza sul lavoro e prospettive dell’industria: ieri incontro tra sindacati e sindaci del territorio. «Fincantieri sia veicolo di marketing territoriale, ma sia anche veicolo di applicazione delle norme della sicurezza sul lavoro e si assuma, contestualmente, anche il peso dell’impatto sociale che il suo modello produttivo porta al territorio».
D’altra parte, l’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, solleciti il Governo perché si arrivi all’approvazione rapida del testo unico sulla sicurezza, testo che contiene tutti gli strumenti, tra cui il documento di rischio aziendale, per poter agire concretamente a salvaguardia dei lavoratori.
Sono queste le richieste che i segretari provinciali di Cgil, Paola Liva, Cisl, Umberto Brusciano e Uil, Giacinto Menis hanno presentato all’Associazione dei sindaci delle Città dei Motori, riuniti in assemblea a Monfalcone, a margine della XXV Assemblea nazionale dell’Anci che si aprirà oggi a Trieste. Al presidente dell’associazione, Lucia Bursi sindaco di Maranello, ma anche agli altri primi cittadini tra cui appunto anche il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, i tre sindacalisti, che hanno ricordato come Monfalcone abbia registrato in meno di sei mesi due morti sul lavoro, hanno evidenziato in modo chiaro luci e ombre della situazione monfalconese, dove il Cantiere ha rappresentato sicuramente l’ossatura di una nuova e importante economia, ma dove, tramite un modello produttivo che vede il ricorso massiccio agli appalti e quindi alla ditte private “esterne” al cantiere, sono piovuti anche problemi legati alla presenza di migliaia di lavoratori stranieri extracomunitari e trasferisti provenienti dal Sud Italia. Presenza che ha avuto in forte impatto sociale su tutta la città, incidendo sull’emergenza abitativa e sull’aumento della richiesta di servizi. Hanno d’altra parte ricordato come la presenza di lavoratori precari, con insufficiente formazione, che spesso non conoscono la lingua italiana incida fortemente sul grado di sicurezza con cui viene svolto il lavoro, tanto che purtroppo la provincia di Gorizia è ai primi posti per il numero di infortuni.
«Occorre lavorare tutti con impegno e responsabilità per l’obiettivo di arrivare ad uno sviluppo che si configuri nell’ambito del buon lavoro. Fincantieri è un’azienda grande e come tutte le grandi aziende deve essere riferimento per le più piccole, ma non solo dal punto di vista produttivo, ma anche del rispetto delle regole», ha detto Brusciano, mentre Liva, riconoscendo che a Monfalcone, «piccola città che vive i problemi di una grande città si verifichi il preoccupante fenomeno della perdita d’orgoglio rispetto a ciò che si realizza. Un tempo chi lavorava al cantiere era davvero orgoglioso di ciò che realizzava, ora i lavoratori, che arrivano da fuori, non si integrano nel territorio e nemmeno nell’azienda». Ha sollecitato anche un potenziamento e una riorganizzazione della Medicina del lavoro, perché finalmente si chiariscano ruoli e compiti.
Cristina Visintini
 
Questo pomeriggio i funerali dell’operaio  
Nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi l’addio a Michele Sorgo, morto alla Fincantieri
 
 
RONCHI DEI LEGIONARI. Sarà celebrato oggi alle 14 nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo il funerale di Michele Mauro Sorgo, l’operaio 43enne deceduto mercoledì scorso in un tragico infortunio avvenuto sulla Ruby Princess, nave realizzata nei cantieri navali di Monfalcone. Dopo la messa il corteo funebre partirà alla volta del cimitero di Staranzano dove l’uomo sarà sepolto.
L’autopsia, effettuata sul corpo lunedì, non avrebbe fatto emergere elementi diversi rispetto a quanto già, purtroppo, conosciuto: lo schiacciamento del corpo di Sorgo da parte della porta tagliafuoco della sala macchine ha provocato lesioni incompatibili con la vita. Secondo quanto riferito dalla Procura di Gorizia non sarebbero per ora stati emmessi avvisi di garanzia, ma proseguono gli accertamenti e i sopralluoghi tesi ad accertare la dinamica dell’infortunio. Oltretutto già nei giorni scorsi la ripetuta simulazione di black out, esercitazione durante cui l’operaio ronchese ha perso la vita, non avrebbe rivelato alcuna anomalia nel sistema.
In concomitanza con il funerale avrebbe dovuto tenersi a Roma l’incontro tra sindacati e azienda per la discussione del contratto integrativo Fincantieri, che invece è stato fatto slittare a venerdì. Saranno presenti al funerale anche gli amministratori (la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci), i dirigenti delle stabilimento Fincantieri e i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini «per dimostrare – spiegano le Rsu di stabilimento – che si fa parte di un vero gruppo sempre, non solo in occasione per la realizzazione delle navi». Hanno dato la loro adesione e solidarietà anche le Rsu di Muggia e di Marghera. Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai propri dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le due ore di lavoro sollecitate dalle Rsu saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud». I segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis, in concomitanza con i funerali, esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo. (c.v.)

Il Piccolo, 21 ottobre 2008 
 
Sindacati: fare blocco sul nodo-sicurezza  
Appello lanciato ieri a mille tute blu riunite in assemblea
 
 
Fare blocco sulla questione della sicurezza, pretendendo il costante e pieno rispetto delle normative in materia e assumendo una responsabilità diretta. È questa la sollecitazione che i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm hanno lanciato ieri ai lavoratori di Fincantieri, riuniti in due partecipate assemblee, convocate venerdì dopo l’infortunio che è costato la vita a Mauro Sorgo, a bordo della Ruby Princess. «È ormai evidente che l’azienda non è in grado di governare processi produttivi così veloci – ha detto il coordinatore della Fiom, Moreno Luxich -. Noi lavoratori siamo quindi soli e dobbiamo far capire a questa azienda che non si può barattare la salute con la necessità di fare in fretta. Si tratta quindi di fare fronte comune, perché così sarà molto più difficile effettuare pressioni sui lavoratori che già ora pretendono di operare in luoghi sicuri».
Il sindacato ieri ha lanciato quindi un’assunzione di responsabilità da parte dei lavoratori, in modo tale da non lasciare a spazio ad alibi sulle questioni della sicurezza. «D’altra parte dopo l’infortunio mortale di aprile – aggiunge Luxich – si è messa in moto una macchina di solidarietà anche da parte delle istituzioni che però non ha dato alcun frutto all’interno dello stabilimento». Il sindacato sa che il cantiere navale di Monfalcone produce il 50% del Pil della provincia di Gorizia, ma crede si «debba anche dire a che prezzo vengono realizzate queste navi», conclude Luxich.
«Come sindacato abbiamo voluto sottolineare – ha affermato dopo l’assemblea del mattino il coordinatore della Uilm nella Rsu, Luca Furlan – che bisogna fare fronte comune e che tutti hanno una responsabilità diretta nel far rispettare la 626. È un cammino che va avviato quello di creare una nuova cultura di sensibilità e attenzione alle questioni della sicurezza». Furlan ritiene però fondamentale che si arrivi a una formazione continua dei lavoratori e non solo dei neoassunti, perché «le lavorazioni e le tecnologie hanno subito cambiamenti continui in questi anni». Nel corso dell’assemblea della mattina, alla quale ha preso parte un migliaio di lavoratori di Fincantieri, stando ai sindacati, è stato comunque rinnovato l’invito a stringersi attorno alla famiglia di Mauro Michele Sorgo. «In questi giorni e anche oggi (ieri, ndr) i cantierini hanno dimostrato di avere una grandissima dignità e di saper esprimere la propria solidarietà», ha detto dopo l’assemblea il coordinatore della Fim-Cisl, Michele Zoff. Anche i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento di Monfalcone si preparano intanto a riprendere il confronto con Fincantieri sul rinnovo del contratto integrativo. Il nuovo appuntamento è fissato per domani a Roma e pare inevitabile che i sindacati ripropongano all’attenzione dell’azienda i problemi della sicurezza. 
 
CELEBRAZIONI CANCELLATE IN SEGUITO ALL’INFORTUNIO MORTALE  
«Ruby» passa alla flotta Princess senza festa  
Domani il cambio di bandiera in forma privata. Giovedì la partenza alla volta di Fort Lauderdale
 
 
Fincantieri consegnerà domani la nave da crociera «Ruby Princess» alla società armatrice Princess Cruises. L’unità lascerà quindi Monfalcone nella tarda mattinata di giovedì, secondo quanto concordato dalle due società.
Non subiscono quindi alcuna variazione i programmi di Princess Cruises, che ha fissato per il 6 novembre lo svolgimento della naming ceremony a Fort Lauderdale e la partenza della crociera inaugurale per l’8 novembre. La Ruby salperà alla volta della Jamaica per poi toccare Grand Cayman, Cozumel in Messico e le Bahamas, rientrando infine in Florida. Anche le scadenze produttive che Fincantieri si è data rispetto la realizzazione della Carnival Dream non sono destinate a subire modifiche. La Dream, la più grande nave passeggeri mai realizzata dalla società e dallo stabilimento di Monfalcone, sarà varata venerdì per essere ultimata nella tarda primavera del prossimo anno. Carnival Cruise Lines ha già lanciato le prenotazioni della prima crociera della sua nuova ammiraglia, che salperà da Civitavecchia il 21 settembre del 2009. La Ruby è la venticinquesima nave da crociera costruita a Monfalcone dal 1989 a oggi ed è la quarta unità della classe Caribbean Princess. La capostipite della serie è stata la Caribbean Princess (consegna 2004), seguita da 3 gemelle, ancorchè caratterizzate da una diversa motorizzazione, la Crown Princess (2006), l’Emerald Princess (2007), e ora la Ruby Princess.
La nave da crociera, lunga 290 metri per 76 di altezza massima e 116 mila tonnellate di stazza lorda, è stata realizzata in tempi record rispetto alle gemelle e a navi di pari dimensione costruite per conto di altre compagnie crocieristiche. La Ruby è rimasta in bacino solo 8 mesi, la fase successiva dell’allestimento ha richiesto altri 8 mesi e mezzo.
L’abbattimento del lead-time di produzione è quantificabile in un mese e mezzo, spiegava Fincantieri nel materiale prediposto in occasione della presentazione ufficiale dell’unità, annullata in seguito all’incidente in cui ha perso la vita Mauro Sorgo. Il risultato è stato conseguito grazie alla nuova impiantistica del cantiere di Monfalcone, soprattutto nell’area scafo, impiegata in parte per la prima volta su questa nave.
Gli investimenti impiantistici, che hanno richiesto una spesa di 40 milioni di euro, a regime, dovranno garantire, a detta di Fincantieri, un incremento della produzione di assoluto rilievo, e di conseguenza una maggiore competitività sui tempi di consegna nave che è un elemento sostanziale di differenziazione nei confronti dei concorrenti e di interesse per il cliente. (la.bl.) 
 
EFFETTUATA L’AUTOPSIA SUL CORPO  
«Mauro era sotto stress per il lavoro»  
La moglie: «Non vedeva l’ora che la nave partisse». Funerali domani a Ronchi
 
 
Ci sono forse la stanchezza e la pressione alla quale Mauro Michele Sorgo si sentiva sottoposto negli ultimi tempi alla base dell’incidente di cui è rimasto vittima attorno alle 20.30 di mercoledì scorso, nella sala macchine della Ruby Princess, durante le prove di blackout. Una procedura che aveva già affrontato altre volte e che non è stata contraddistinta da alcun malfunzionamento degli impianti. È quanto ha accertato la nuova prova di blackout effettuata venerdì sera a bordo della nave passeggeri, ormai ultimata e in consegna alla società armatrice Princess Cruises, a beneficio dei periti nominati dal tribunale di Gorizia. La segnalazione di anomalia è stata inviata in plancia solo quando Mauro Sorgo, 43 anni, dipendente di Fincantieri dal 1997, ma un totale di 25 anni di lavoro nel cantiere navale di Panzano, è rimasto intrappolato in una porta tagliafuoco, che pare avesse aperto con una procedura manuale, del peso di 3 tonnellate. L’autopsia effettuata ieri mattina dal servizio di anatomia dell’ospedale di Monfalcone non ha potuto che confermare che a causare la morte di Mauro Sorgo sono stati i gravissimi traumi da schiacciamento riportati e nonostante i quali era stato estratto vivo dalla porta tagliafuoco. I colleghi e il personale di Fincantieri avevano tentato di rianimarlo, usando anche il defibrillatore, ma il lavoratore era deceduto prima dell’arrivo dei mezzi e del personale del 118. Mauro Sorgo stava concludendo il turno di lavoro, che mercoledì scorso andava dalle 14 alle 22. «Avevo parlato con lui anche nei giorni precedenti l’incidente e mi aveva detto che era stanchissimo – afferma Michele Zoff, coordinatore della Fim-Cisl, ma anche a lungo vicino di casa e amico della famiglia -, che stava facendo troppe ore, ma che non voleva rischiare di perdere il lavoro a turno, alla mattina o al pomeriggio, che gli lasciava più spazio per la famiglia, per passare a quello a giornata». Un aspetto, quello della stanchezza, confermato a Michele Zoff anche dalla moglie Antonella Parovel.
«Mauro le aveva detto che si sentiva sotto pressione e che non vedeva l’ora che la nave andasse via per avere un po’ più di respiro», aggiunge Michele Zoff. I familiari, gli amici e i colleghi ora si preparano a salutare per l’ultima volta Mauro Michele Sorgo. Il magistrato che coordina le indagini, il pm Fabrizio Suriano, dovrebbe aver fornito ieri il nullaosta alla sepoltura e le esequie dovrebbero essere celebrate domani a Ronchi, dove Sorgo ha abitato fino a 3 mesi fa. Nelle assemblee che si sono tenute ieri nello stabilimento Fincantieri per parlare di sicurezza Fim, Fiom, Uilm hanno sollecitato tutti i lavoratori ha partecipare al funerale e a rimanere vicini alla famiglia di Mauro.
Laura Blasich 
 
INCIDENTE  
Furgone urtato dalla maxi-gru
 
 
Un nuovo incidente si è verificato ieri in Fincantieri, questa volta sotto bordo della Ruby Princess, secondo quanto segnalano i sindacati. Ieri mattina un furgoncino è stato parcheggiato sulle rotaie su cui si muove la gru a servizio della banchina cui è ormeggiata la nave da crociera. Il conducente non si è però evidentemente accorto che la gru era in movimento. Il mezzo di sollevamento è quindi andato a sbattere contro il furgone, senza provocare comunque conseguenze alle persone. Il veicolo è invece rimasto danneggiato nell’impatto con la gru. Venerdì scorso un manufatto in alluminio era volato dal ponte 12 al ponte 11 della Dream per le forti raffiche di bora. 
 
ABBASSAMENTO DELLE SERRANDE  
Negozianti contro l’Ascom  
Non informati sulla chiusura in occasione del lutto cittadino
 
 
I commercianti sabato non hanno potuto esternare la loro solidarietà nei confronti della famiglia di Mauro Sorgo e degli altri lavoratori di Fincantieri semplicemente perché la loro associazione di categoria non ha effettuato una comunicazione diretta e puntuale. È quanto denunciano alcuni negozianti, dispiaciuti per non aver potuto dimostrare il proprio cordoglio, aderendo al lutto cittadino proclamato dal sindaco Gianfranco Pizzolitto. «Non abbiamo potuto dimostrare la nostra partecipazione in modo tangibile con la chiusura e l’abbassamento delle serrande – spiega un commerciante monfalconese -, perché non c’è stata un’informazione da parte dell’Ascom». Nessuno, secondo il commerciante, avrebbe avuto problemi ad abbassare le serrande e quindi a chiudere per un solo quarto d’ora. «Siamo dispiaciuti, perché si tratta della nostra gente», aggiunge il negoziante, che si sarebbe atteso quanto meno un comunicato dell’Ascom per chiarire la situazione. Il fatto che pochi negozi in città abbiano chiuso non è passato inosservato ai sindacati del cantiere. «Fincantieri ha creato a Monfalcone ricchezza per tutti, ma i commercianti non hanno nemmeno chiuso un quarto d’ora a fronte della proclamazione del lutto cittadino», ha denunciato ieri in assemblea il coordinatore della Fim-Cisl nella Rsu di stabilimento, Michele Zoff.
 

Messaggero Veneto, 21 ottobre 2008 
 
Monfalcone. I sindacati  
«Per ricordare Sorgo la città doveva fermarsi»
 
 
MONFALCONE. Alla presenza di circa un migliaio tra operai, capi settore, impiegati si è svolta ieri nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone l’assemblea di approfondimento sulla questione sicurezza, tenuta dai rappresentanti sindacali di stabilimento e fortemente voluta dopo la morte di Michele Mauro Sorgo, avvenuta mercoledì sera. È stato il coordinatore Fiom nell’ambito della Rsu, Moreno Luxich a spiegare come la gestione dello stabilimento «non sia in grado di governare processi produttivi così veloci. I lavoratori sono soli. Occorre, invece, capire al più presto con la proprietà che non si baratta la salute con i posti di lavoro e con la mancanza di sicurezza». Unitariamente Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto ai lavoratori di fare fronte comune rispetto alla mancanza di applicazione delle regole e di “pretendere” invece il rispetto della 626, anche se è condizione nota quella che vede vessati i lavoratori che appunto chiedono il rispetto delle norme. «Siamo noi i protagonisti della nostra salute, ma la struttura tutta è responsabile della situazione sicurezza» ha detto ancora Luxich, riferendo l’impressione che l’assemblea abbia recepito il messaggio e auspicando che il tavolo sulla sicurezza avviato ad aprile, in occasione della morte del lavoratore croato Yuko Jerco, «non resti solo una serie di belle parole, come è stato finora». I sindacati non dimenticano che l’“azienda” Fincantieri produce oltre il 50% del Pil regionale, fatto senz’altro notevole e positivo, «ma occorre dire però a che prezzo si fanno le navi». Luca Furlan coordinatore Uilm ha sottolineato che al fronte comune dei lavoratori devono partecipare anche i dipendenti della ditte private «perché tutti hanno responsabilità diretta». Ha ricordato anche come esistano dei fondi specifici per l’attivazione di corsi di formazione, che non sono stati utilizzati. «Invece la formazione è necessaria e non solo per chi inizia il lavoro, ma anche per i lavoratori più anziani perché le lavorazioni cambiano con rapidità e bisogna essere preparati. Certo il processo va avviato e il problema non si risolverà in tempi brevi, ma è importante – ha detto – creare una nuova cultura del lavoro». Amaro invece il commento di Michele Zoff, coordinatore Fim, sulla mancata partecipazione della città al lutto proclamato dal sindaco. «Fincantieri ha creato la ricchezza di Monfalcone, ma i negozi non si sono fermati davanti al lutto» ha detto, rimarcando ancora una volta come la fretta delle lavorazione per arrivare al completamento della navi sia prioritaria.
«Michele mi aveva detto di essere stanchissimo, per le tante ore di lavoro, ma aveva paura che se avesse parlato gli avrebbero tolto il lavoro a turno che invece per lui era necessario. Era pressato – ricorda Zoff – non vedeva l’ora che la nave partisse». Ancora una volta poi, rinnova l’appello ad essere vicini alla famiglia di Sorgo non solo nelle prime settimane dopo la tragedia, ma con continuità ed è stata anche sollecitata la partecipazione ai funerali, che dovrebbero svolgersi mercoledì a Ronchi dei Legionari. In merito alla mancata partecipazione dei commercianti al lutto cittadino è uno dei rappresentanti della categoria, che vuole restare anonimo a confermare che evidentemente «all’Ascom c’è un problema di comunicazione, perché non abbiamo saputo cosa avremmo dovuto fare. Il quarto d’ora di serrande abbassate mi sembra fosse assolutamente accettabile ed era un gesto che avremmo sicuramente fatto se l’avessimo saputo. Mi meraviglio poi che Ascom non abbia pubblicamente spiegato cosa è successo, né abbia espresso solidarietà alla famiglia».

Messaggero Veneto, 20 ottobre 2008 
  
MONFALCONE  
Firme per annullare ogni manifestazione di “Vivere di cantiere” 
 
MONFALCONE. A giorni sarà consegnata al sindaco di Monfalcone la richiesta di annullare le iniziative previste nell’ambito di “Vivere di cantiere”, programma di manifestazioni previste per celebrare il centenario del cantiere navale, e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione dello stabilimento di Panzano, a partire dall’elica di salita Granatieri. La richiesta, promossa dall’associazione “Tenda per la pace e i diritti” sarebbe stata sottoscritta da tanti cittadini che nel pomeriggio di sabato sono passati e si sono fermati con i rappresentanti dall’associazione, presenti in piazza.
L’iniziativa era stata lanciata prima della morte di Michele Mauro Sorgo, il dipendente Fincantieri deceduto mercoledì sera in un tragico infortunio sul lavoro a bordo della Ruby princess. La manifestazione ha avuto come obiettivo principale la contestazione dell’ordinanza del sindaco Pizzolitto e del piano da 800 mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano come il Comune non solo sia alieno dai veri problemi, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini – dicono dalla Tenda – che già è maggiormente sotto pressione dal punto di vista produttivo perché dipendenti in subappalto al cantiere navale, ma che pagano anche l’emergenza territoriale: disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
Alla giunta viene chiesto, quindi, un drastico cambio di rotta. «La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri, sia nel territorio. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sia sbagliato voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo “Vivere di cantiere”». (c.v.) 
 
Il Piccolo, 20 ottobre 2008 
 
TENDA PER LA PACE  
«Via quell’elica dalla piazza entro 10 giorni»  
Chiesta alla giunta la fine anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere
 
 
Protesta per le condizioni di lavoro in Fincantieri e per chiedere una maggiore tutela dei lavoratori ma anche contro i provvedimenti adottati dalla giunta Pizzolitto in tema di sicurezza. In merito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza della Repubblica, la Tenda per la Pace e i diritti, l’associazione che ha promosso la manifestazione, chiedendo tra l’altro anche la chiusura anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere navale, sottolinea che «la stessa è stata lanciata prima del tragico incidente occorso all’operaio della Fincantieri». L’iniziativa, sostiene l’associazione, aveva come obiettivo primario la contestazione dell’ordinanza di Pizzolitto e della giunta comunale e del piano da 800mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano – sostiene l’associazione – come l’amministrazione comunale non solo sia aliena dai veri problemi della città, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini cioè che già è più sotto pressione dal punto di vista produttivo, come dimostra la politica degli appalti praticata nel cantiere navale, e dal punto di vista territoriale, con il disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
L’iniziativa di sabato pomeriggio, dunque, era stata pensata nei riguardi della giunta alla quale è stato chiesto «un drastico cambio di rotta».
«La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti – afferma l’associazione che ha promosso l’iniziativa – ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri che nel territorio circostante. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sbagliato sia voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo ”Vivere di cantiere”. Le associazioni e i singoli che hanno aderito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza – conclude la Tenda per la Pace e i diritti – hanno decretato dal basso la fine anticipata dei festeggiamenti e nei prossimi giorni verrà consegnata al sindaco e alla giunta la richiesta ufficiale di annullare tutti le iniziative previste all’interno di ”Vivere di cantiere” e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione del cantiere, a partire dall’elica di salita Granatieri. 
 
L’INFORTUNIO MORTALE SULLA «RUBY» 
Le inchieste: nessuna anomalia nella chiusura della porta stagna  
Da chiarire il motivo per cui Sorgo non ha potuto evitare l’impatto
 
 
Le inchieste avviate da Fincantieri e dalle forze dell’ordine sull’infortunio verificatosi mercoledì sera a bordo della nave passeggeri «Ruby Princess» in cui è morto l’operaio ronchese di 43 anni Mauro Michele Sorgo sembrano concordare: non ci sarebbe stato alcun malfunzionamento della porta stagna di tre tonnellate che ha schiacciato l’operaio durante la prova di black-out che doveva saggiare l’efficienza dei sistemi di sicurezza della nave in fase di completamento e di consegna all’armatore. Questo peraltro avrebbero dimostrato anche i test eseguiti da Fincantieri venerdì sera a beneficio dei periti nominati dal Tribunale di Gorizia, presenti i periti di parte di Fincantieri e alcuni esperti. Nel test sono state ricreate le condizioni a bordo della «Ruby Princess» mercoledì poco prima delle 21, quando si è verificato l’infortunio mortale.
Ma alle stesse conclusioni sembra essere giunta anche la Polizia che ha verificato a sua volta, per conto della Procura, il funzionamento delle porte stagne. C’era da accertare, di fatto, se la chiusura violenta della paratia potesse essere eventualmente dovuta a un inconveniente tecnico e che quindi l’operaio fosse rimasto intrappolato a causa di qualche anomalia. Non sembra, però, che tutto ciò si sia verificato. Secondo quanto emerso, il funzionamento della porta stagna è risultati rispondente a quanto previsto: la struttura ha cioè una chiusura violenta che deve servire a evitare, in casi di emergenza, che la nave sia invasa dall’acqua, isolando i singoli settori.
A questo punto le ipotesi possono essere diverse: Mauro Michele Sorgo potrebbe aver sottovalutato la violenza della chiusura automatica della porta stagna. O forse l’operaio ronchese riteneva di avere comunque il tempo di passare, dopo aver lasciato il maniglione, confidando nella sua rapidità. Forse, però, qualcosa – un ostacolo improvviso, un impaccio – potrebbe avergli impedito di compiere l’operazione con la dovuta velocità. Resta il fatto che il funzionamento della porta stagna è risultato del tutto regolare.
Mauro Michele Sorgo, comunque, era un lavoratore molto esperto, dipendente diretto di Fincantieri dal 1997, e con un totale di 25 anni di lavoro nello stabilimento alle spalle. Difficile quindi supporre una sua leggerezza nel compiere l’operazione. Più probabile una fatale disattenzione o il fatto che l’uomo abbia incontrato un’improvvisa difficoltà proprio nel momento in cui avrebbe dovuto levarsi da quella posizione con la massima sollecitudine.
Mercoledì scorso, durante le prove di black-out, Mauro Michele Sorgo si trovava nella sala macchine assieme ad altri due colleghi, come previsto in occasioni del genere. Durante tutta la procedura, anche prima dell’inizio, avevano funzionato i segnali acustici e visivi di attenzione. L’anomalia del funzionamento degli impianti è stata segnalata in plancia solo nel momento, le 20.27, in cui è avvenuto l’incidente mortale.
L’indagine coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Suriano della Procura della Repubblica di Gorizia comunque continua per chiarire l’esatta dinamica e le possibili cause dell’infortunio che è costato la vita al 43enne dipendente di Fincantieri, che lascia la moglie e una figlia di 6 anni, adottata da pochi mesi. Questa mattina, intanto, nell’obitorio dell’ospedale di San Polo si svolgerà l’autopsia sul corpo dell’operaio ronchese. L’esame necroscopico è stato affidato all’anatomopatologo dal sostituto procuratore del capoluogo isontino, Fabrizio Suriano, che coordina l’indagine sull’incidente. Difficile, comunque, che da questi accertamenti possano emergere elementi in grado di spiegare l’accaduto.
Fino a ieri, intanto, non era stata ancora fissata la data per i funerali di Mauro Michele Sorgo, mentre pare al momento confermata la partenza della «Ruby Princess», non ancora consegnata ufficialmente all’armatore, giovedì per raggiungere Fort Lauderdale, dove all’inizio di novembre deve prendere servizio secondo quanto concordato con Princess Cruises. Ancora da verificare invece se venerdì sarà effettuato il varo della Carnival Dream, che dovrebbe prendere il posto della Ruby nella banchina di allestimento. Va ricordato che, oltre alla cerimonia di consegna, che si sarebbe dovuta svolgere sabato scorso alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, è stata cancellato a causa dell’infortunio anche l’avvio dell’assemblea nazionale dell’Anci, prevista proprio sulla Ruby. I lavori sono invece stati spostati a Trieste. 
 
Pd: infortuni frutto dei ritmi di lavoro  
Omar Greco chiede una riflessione ai sindaci dell’Anci
 
 
Per Omar Greco, segretario provinciale del pd «l’ennesimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri non può che portarci, ancora una volta nello spazio di pochi mesi, a una profonda riflessione. Lascia sgomenti e senza parole ciò che è successo in cantiere, con la morte di un operaio durante un normale turno di lavoro. Al momento non è chiara l’esatta dinamica dell’incidente, per cui non sarebbe corretto esprimere giudizi definitivi. Certo è – afferma Greco – che si fa ormai fatica a trovare le parole per commentare questa ennesima tragedia sui luoghi di lavoro. E che ciò avvenga nella principale realtà industriale della nostra provincia, ci fa capire quanto ancora rimanga da fare per limitare al massimo i rischi per le persone che svolgono quotidianamente la propria attività».
Per Greco e il Pd «le trasformazioni in atto nei processi produttivi stanno accelerando la frequenza degli incidenti e in particolare in Fincantieri questa condizione si manifesta in tutta la sua tragicità. Non possiamo accettare che nel nostro Paese 4 persone al giorno perdano la vita guadagnandosi da vivere. Questa è una piaga che dobbiamo sconfiggere e per farlo abbiamo bisogno di riflettere attentamente attorno alla realtà che ci circonda». Greco chiede quindi maggiori investimenti nella sicurezza, prestare maggiore attenzione alle richieste dei sindacati che conoscono le realtà in cui si opera, per migliorare una situazione che, al momento, appare drammatica.
Greco esprime quindi il cordoglio del Pd alla famiglia dell’operaio deceduto, l’ennesima famiglia distrutta da una tragedia che non può trovare giustificazione. Infine un appello all’Anci che in questi giorni doveva tenere una parte della propria assemblea nazionale a bordo della Rudy Princess: quello di avviare un dibattito sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. «Si sfrutti questo momento di ribalta mediatica nazionale – conclude Omar Greco – per richiamare l’attenzione di tutti, e in particolare del governo nazionale, su un tema che deve stare al centro del dibattito politico, soprattutto in una realtà, come Monfalcone, la cui storia è stata sempre legata a doppio filo all’industria manifatturiera».

Il Piccolo, 19 ottobre 2008 
 
Operaio morto, picchetti agli ingressi del cantiere  
IN FINCANTIERI 
Presidiati i cancelli all’alba per impedire l’entrata dei trasfertisti. Protesta in piazza 
L’INFORTUNIO  
Scarsa informazione: nessun commerciante ha rispettato la chiusura di un quarto d’ora che era stata chiesta per la giornata di lutto cittadino
 
 
Solo le bandiere a mezz’asta sul municipio ieri hanno reso in qualche modo evidente il lutto cittadino proclamato dal sindaco Gianfranco Pizzolitto in segno di cordoglio per la morte sul lavoro di Mauro Michele Sorgo, rimasto vittima mercoledì sera di un incidente a bordo della Ruby Princess, ormai ultimata e prossima alla partenza. La città ieri di fatto non si è fermata e anche lo stabilimento Fincantieri, dove ormai il sabato è lavorativo per molti dipendenti delle ditte esterne, ha stentato a farlo. Pochissimi negozi hanno abbassato le serrande come preannunciato dall’Associazione commercianti, che forse non ha effettuato un’informazione capillare. Questo è perlomeno quanto hanno affermato i titolari delle attività di un centro cittadino davvero affollato, complice la bella giornata e la presenza dell’equipaggio al completo della Ruby.
Lo stabilimento Fincantieri si è fermato durante tutta la mattina di ieri, ma a causa del presidio dell’ingresso effettuato dai rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, che non mancano inoltre di sottolineare come la società non avesse nemmeno fatto scendere a mezz’asta le bandiere issate sui pennoni a ridosso dell’ingresso del cantiere navale.
«Ai cancelli si sono presentati lavoratori delle ditte esterne e di Fincantieri – ha spiegato ieri mattina il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu, Moreno Luxich -. Nonostante quindi la proclamazione del lutto cittadino, la società non ha ritenuto di dover informare le imprese dell’appalto che oggi in cantiere non si lavorava».
Insomma, «l’azienda ha espresso a più livelli il suo cordoglio, ma non è stata conseguente», ha aggiunto il coordinatore della Uilm, Luca Furlan. «Non credo sia una polemica sterile – ha sottolineato Furlan -, ma di capire che fine ha fatto il principio di solidarietà. La bandiera della società è stata fatta scendere solo quando l’abbiamo fatto presente noi».
Una solidarietà concreta alla famiglia, come comunica il coordinatore della Fim-Cisl Michele Zoff, hanno invece deciso di darla i lavoratori dell’impresa croata Rimont, per la quale lavorava il saldocarpentiere Yuko Jerko, vittima dell’infortunio verificatosi il 23 aprile nella nuova panel line dello stabilimento.
I dipendenti della Rimont hanno aderito all’iniziativa lanciata dalle Rsu di devolvere alcune ore di lavoro alla famiglia di Michele Sorgo. Nel pomeriggio di ieri sono invece scesi in piazza gli aderenti della Tenda per la pace che ha chiesto al Comune di sospendere gli eventi di «Vivere di cantiere 1908-2008». Le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm chiedono al consigliere regionale della Lega Nord Federico Razzini di farsi portavoce nei confronti del ministro dell’Interno Roberto Maroni della necessità di non modificare il testo unico sulla sicurezza e di fare in modo che gli enti preposti alle verifiche e ai controlli siano in grado di svolgere in modo concreto il loro ruolo.
«Ben venga se la Lega Nord si occupa di sicurezza – affermano le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm -, anche se il ministro Maroni fa parte di un Governo che sta tentando di modificare, in termini peggiorativi, la normativa del settore». In questi giorni Razzini aveva preannunciato di voler consegnare un dossier sulla situazione della sicurezza sul lavoro all’interno dello stabilimento Fincantieri e in generale in regionale al ministro Maroni, che già mercoledì sarà a Trieste, dove interverrà nell’ambito dell’assemblea nazionale dell’Anci.
Laura Blasich 
 
Periti su Ruby, ripetuto il test blackout  
L’operazione non avrebbe messo in evidenza alcun malfunzionamento
 
 
Non avrebbe messo in evidenza malfunzionamenti degli impianti e dei sistemi di allarme di bordo la nuova prova di black-out effettuata venerdì sera a bordo della nave passeggeri «Ruby Princess» a beneficio dei periti nominati dal Tribunale di Gorizia. Presenti i periti di parte di Fincantieri e alcuni esperti, sono state quindi ricreate le condizioni esistenti a bordo della Ruby mercoledì sera, quando, proprio durante lo svolgimento della prova di black-out, si è verificato l’infortunio in cui ha perso la vita l’operaio ronchese Mauro Michele Sorgo di 43 anni. Il dipendente diretto di Fincantieri, dal 1997, ma con un totale di 25 anni di lavoro nello stabilimento alle spalle, si trovava nella sala macchine assieme ad altri due colleghi, come previsto in occasioni del genere.
Durante tutta la procedura e anche prima dell’inizio hanno funzionato i segnali acustici e visivi di attenzione, secondo quanto riferito da Fincantieri in questi giorni. L’anomalia del funzionamento degli impianti è stata segnalata in plancia solo nel momento, le 20.27 di mercoledì, in cui è avvenuto l’incidente mortale. Sarà l’indagine coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Suriani della Procura della Repubblica di Gorizia a chiarire l’esatta dinamica e le possibili cause dell’infortunio che è costato la vita al 43enne dipendente di Fincantieri, che lascia la moglie e una figlia di sei anni. Fino a ieri, intanto, i rappresentanti sindacali dello stabilimento di Panzano non avevano ancora notizia che fosse stata fissata una data per i funerali di Mauro Michele Sorgo. Pare invece per ora confermato che la «Ruby Princess», non ancora consegnata ufficialmente all’armatore (la cerimonia era prevista ieri ma era stata annullata) al momento dell’incidente, lasci Monfalcone giovedì per raggiungere Fort Lauderdale, dove all’inizio di novembre deve prendere servizio secondo quanto concordato con Princess Cruises. Da verificare invece se venerdì sarà effettuato il varo della Carnival Dream.

LAVORO E SICUREZZA  
Uno spettacolo snobbato
  
 
Riferisco in merito alla rappresentazione teatrale «Ocjo», promossa dall’Inail e organizzata dall’Isitituto «Einaudi-Marconi» di Staranzano, in qualità di «scuola polo per la sicurezza». L’evento, che si tenuto nella mattinata di mercoledì 15 al Teatro comunale di Monfalcone, messo gentilmente a disposizione dall’amministrazione cittadina, ha saputo coinvolgere con rara efficacia e in modo diretto i ragazzi delle scuole presenti. Non è stata quindi una mattinata sottratta alle normali lezioni curricolari, ma una concreta occasione formativa che l’Inail, a cui siamo riconoscenti, ha voluto arricchire con la diffusione di materiale di approfondimento sulla tragica piaga degli infortuni sul lavoro: mai come in queste ore drammaticamente presente nella nostra città. Come animatore dell’iniziativa, ringrazio pubblicamente le autorità, gli enti e gli istituti scolastici presenti alla manifestazione con gli allievi degli ultimi anni di corso: il Liceo scientifico «Buonarroti» di Monfalcone e l’Istituto Agrario «Brignoli» di Gradisca, oltre naturalmente all’«Einaudi Marconi» di Staranzano. Benché la cronaca abbia riportato la presenza del Polo professionale di Monfalcone, preciso che l’Istituto, pur essendo stato invitato e nonostante alcuni insegnanti avessero esplicitamente richiesto al dirigente di partecipare, non è intervenuto. Mi auguro che più importanti motivazioni, che non la sicurezza sui luoghi di lavoro, abbiano privato i ragazzi dell’Istituto professionale, che più di altri si troveranno ad operare in realtà così tristemente funestate dagli infortuni, di un momento di concreta riflessione su tale «spaventoso fenomeno» come è stato recentemente definito dal nostro Presidente della Repubblica.
prof. Maurizio Onofri
 
 Messaggero Veneto, 19 ottobre 2008 
 
Monfalcone. Scarsa partecipazione al lutto. Bandiere a mezz’asta a Panzano solo dopo l’appello sindacale  
Poche serrande abbassate per la morte in Fincantieri 
Sorgo, domani l’autopsia al San Polo
 
 
MONFALCONE. Il lutto cittadino, proclamato dal sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, in segno di cordoglio per la morte sul lavoro del 43enne operaio di Fincantieri Michele Mauro Sorgo, ha avuto una tiepida eco in città. Soltanto le bandiere a mezz’asta sul palazzo municipale, in piazza della Repubblica, e su pochi altri edifici pubblici ieri hanno reso omaggio al lavoratore rimasto vittima mercoledì sera di un incidente a bordo della nave passeggeri “Ruby princess”.
Le serrande nei negozi, che sarebbero dovute essere abbassate dalle 12 alle 12.15, sono rimaste per la maggior parte alzate, forse per mancanza d’informazione capillare a tutti i titolari, che hanno spiegato così la mancata adesione al lutto cittadino.
Ma se la città, ieri, di fatto non si è fermata, lo stabilimento Fincantieri, dove il sabato non è più un giorno di riposo, ma per molti dipendenti delle ditte esterne è un giorno lavorativo come gli altri, si è fermato durante tutta la mattina di ieri solo perché è stato attuato il presidio dell’ingresso da parte dei rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm. E sono proprio i rappresentanti sindacali a far notare come la società non avesse nemmeno fatto scendere a mezz’asta le bandiere collocate all’ingresso del cantiere navale. «Ai cancelli si sono presentati lavoratori delle ditte esterne e di Fincantieri – ha spiegato il coordinatore Fiom-Cgil nella Rsu, Moreno Luxich –. Nonostante, quindi, la proclamazione del lutto cittadino, di cui la società era a conoscenza, non si è ritenuto di dover informare le imprese d’appalto che oggi in cantiere non si lavorava».
Secondo Luca Furlan, coordinatore Uilm, se l’azienda ha espresso a parole il suo cordoglio, alle dichiarazioni non ha fatto seguire i fatti. «Non credo sia una polemica sterile – ha sottolineato Furlan –, ma bisogna capire che fine ha fatto il principio di solidarietà. La bandiera della società è stata fatta scendere solo quando abbiamo fatto notare la cosa». È invece il coordinatore della Fim-Cisl, Michele Zoff, a sottolineare che, invece, solidarietà «vera e concreta» è arrivata dai lavoratori dell’impresa croata Rimont, per la quale lavorava il saldo-carpentiere Yuko Jerko, vittima dell’infortunio mortale verificatosi il 23 aprile nella nuova panel line dello stabilimento. I dipendenti della Rimont hanno aderito all’iniziativa lanciata dalle Rsu di devolvere alcune ore di lavoro alla famiglia di Sorgo.
In merito ai funerali non è stata ancora fissata la data, visto che soltanto domani, alle 9, sarà effettuata l’autopsia nell’obitorio dell’ospedale di San Polo, mentre la nuova simulazione di blackout, effettuata sulla Ruby per consentire al magistrato di analizzare la dinamica dell’infortunio mortale, non avrebbe rivelato anomalie al sistema. Si tratterà ora di capire perché Sorgo avesse lasciato la squadra con cui lavorava per andare a controllare quella porta tagliafuoco che lo ha ucciso schiacciandolo.
Ieri pomeriggio, invece, gli aderenti della Tenda per la pace, con un sit-in in piazza della Repubblica hanno chiesto al Comune di sospendere gli eventi di “Vivere il cantiere 1908-2008”, celebrazioni del centenario del cantiere navale. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm chiedono invece al consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, di farsi portavoce nei confronti del ministro dell’Interno Roberto Maroni della necessità di non modificare il testo unico sulla sicurezza e di fare in modo che gli enti preposti alle verifiche e ai controlli siano in grado di svolgere in modo concreto il loro ruolo.
In questi giorni Razzini aveva annunciato di voler consegnare un dossier sulla situazione della sicurezza sul lavoro all’interno dello stabilimento Fincantieri e, in generale, in regione a Maroni, che mercoledì sarà a Trieste, dove interverrà nell’ambito dell’assemblea nazionale dell’Anci.
Cristina Visintini 
 
MONFALCONE  
I sindacati: va rilanciata Medicina del lavoro
 
 
MONFALCONE. La ricerca di tempi di realizzazione delle navi sempre più brevi, costi più contenuti, l’utilizzo di appalti scarsamente controllati, senza un adeguato miglioramento delle tecnologie né una seria formazione professionale e sulla sicurezza, non possono che produrre infortuni.
È questa l’opinione che esprimono i segretari provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis, convidivendo la denuncia delle Rsu Fincantieri e del sindacato di categoria nei confronti della direzione di stabilimento.
Esprimendo cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo, anch’essi vittime di quest’ennesima circostanza drammatica e inaccettabile, come lo sono tutte le morti sul lavoro, affermano l’assurdità di quest’ulteriore morte sul lavoro che si aggiunge alle migliaia in Italia.
«È inaudito che per fare le navi da crociera più belle del mondo persone debbano perdere la vita», affermano, ma non dimenticandosi di ricordare che da tempo Cgil, Cisl e Uil denunciano l’inadeguatezza degli organici della Uopsal (Medicina del lavoro).
Una preoccupazione espressa anche di recente da più forze politiche cittadine e dell’Isontino.
Già dal 2005 la Regione ha messo a disposizione, per tale scopo, una serie di risorse che però non sono state utilizzate dalla direzione generale dell’Azienda isontina per i servizi sanitari, penalizzando, di fatto, la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro.
«Negli ultimi mesi la situazione sta peggiorando. È irresponsabile non comprendere che gli organici di una Uopsal devono essere adeguati alle dimensioni produttive e industriali di un territorio e correlati alle percentuali degli infortuni (e la nostra è molto alta). Senza organici adeguati – proseguono i rappresentanti sindacali – la vigilanza, la repressione, le sanzioni, ovvero la prevenzione, si fanno molto approssimativamente e continuando così qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di altri possibili gravi incidenti».
Cgil, Cisl e Uil ritengono che tale situazione non sia più tollerabile e chiedono un maggiore impegno delle autonomie locali, della Prefettura, della Regione (che deve controllare sul rispetto delle sue delibere), «affinché – ribadiscono – la sicurezza sul lavoro diventi la priorità del nostro territorio». 
 
MONFALCONE  
Cgil, Cisl e Uil: impegno straordinario e a 360 gradi per mettere un freno agli infortuni sul lavoro
 
 
MONFALCONE. «Sul tema della sicurezza si fa ancora troppo poco: ora basta. Serve un impegno straordinario, anche in termini finanziari, per mettere un freno agli infortuni sul lavoro». Sono i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, in modo unitario e dopo l’incidente sul lavoro che è costato la vita a Michele Mauro Sorgo, operaio ronchese 43enne, a mettere sotto accusa l’inerzia con cui ancor oggi si continua ad assistere a «tragedie quasi quotidiane» e ad ampliare il discorso rispetto alla sola Fincantieri.
«Si sente parlare tanto di sicurezza, vigilanza, telecamere da installare sulle nostre strade per garantire l’incolumità dei cittadini, con costi di milioni di euro – commentano Franco Belci, Giovanni Fania e Luca Visentini, segretari regionali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil –, e intanto gli ispettorati che dovrebbero vigilare sui posti di lavoro continuano a essere sotto organico, a dispetto del maggiore rigore imposto dalla nuova normativa».
Una situazione assolutamente «paradossale e inaccettabile», tanto che i sindacati ribadiscono come occorra «una vigilanza continua e più attenta, perché il caso di mercoledì dimostra che questi incidenti non si verificano soltanto nelle piccole realtà, dove magari le norme sulla sicurezza sono meno presidiate, ma anche nelle strutture più grandi, in linea teorica più sicure».
Di qui l’appello a un impegno straordinario sotto il profilo finanziario: «È indispensabile – dichiarano Belci, Fania e Visentini – investire maggiori risorse nella formazione, vero perno attorno a cui far ruotare tutto il sistema della prevenzione. A maggior ragione in Friuli Venezia Giulia, regione che continua a detenere la maglia nera per gli infortuni sul lavoro, con in testa proprio la provincia isontina».
Intanto, in merito all’istituzione del Comitato di sicurezza, proposto dall’Ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici riconosce che è «una decisione utile per garantire la sicurezza sul lavoro. Peccato che l’iniziativa sia arrivata soltanto dopo l’ultimo incidente mortale e non in seguito ai nostri pressanti e continui allarmi. Per il sindacalista la battaglia per la sicurezza sul lavoro si vince “creando una vera sinergia tra sindacati, lavoratori, azienda ed enti preposti al controllo, che deve andare di pari passo con una forte azione formativa e informativa».
Mentre si attende di conoscere la data dei funerali di Michele Sorgo, attesi per la prossima settimana, i Comunisti italiani esprimono cordoglio e solidarietà alla famiglia di Mauro Michele Sorgo, ma anche ai lavoratori del cantiere di Monfalcone, auspicando che s’interrompa la spirale degli incidenti che si susseguono ormai con drammatica cadenza.
Il Pdci s’associa a quanti hanno richiamato la necessità di una riflessione attenta attorno alle condizioni di lavoro in Fincantieri. «Affinché tale proposito non si esaurisca nella pur giusta commozione del momento è, però, necessario esercitare una durevole pressione nei confronti dei settori produttivi affinché prevalga la cultura della prevenzione e della tutela della salute di chi lavora. La rabbia dei lavoratori – dice il Pdci – non può rimanere inascoltata. Occorre inoltre contrastare una certa cultura della fatalità che può farsi largo anche tra l’opinione pubblica, quasi che lo sviluppo debba sopportare un costo in termini umani e sociali».
Per il Pdci nell’anno del centenario della fondazione del cantiere di Panzano c’è la necessità di consolidare i livelli di garanzia e diritti «che, qui come altrove, il movimento operaio vede quotidianamente essere erosi».

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