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Il Piccolo, 01 luglio 2010 
 
DATI CONTRASTANTI SULLO STATO DI SALUTE DEL MARE 
Balneabilità, Legambiente smentisce l’Arpa 
L’agenzia regionale ribatte: teniamo conto dei parametri imposti dall’Ue

Legambiente di Monfalcone polemizza sulla balneabilità del litorale monfalconese (da Marina Nova al Lido di Staranzano) dopo le analisi dei prelievi dell’acqua di mare comunicati dall’Arpa regionale relativi a maggio, risultati ampiamente nei limiti massimi della legge, in contrasto con quelli forniti invece da Goletta Verde e illustrati martedì scorso nel corso di una conferenza stampa a San Giorgio di Nogaro. Per la sigla ambientalista, infatti, le minacce più gravi per il mare e per i 111 chilometri di coste friulane, arrivano proprio dalle foci dei fiumi, Aussa-Corno, Isonzo, Stella e Tagliamento che risulterebbero inquinate da allarme rosso e rappresentano quattro dei sei punti più critici rilevati. Per l’Arpa regionale, invece, anche le analisi di giugno (i cui valori verranno inviate nei prossimi giorni ai Comuni interessati) confermano la striscia positiva dell’acqua pulita (e quindi la balneabilita del mare) rilevati il mese precedente con risultati ben al di sotto della soglia di limite fissata dai parametri di inquinamento. E’ Michele Tonzar di Legambiente a evidenziare la contraddizione che esiste fra le diverse valutazioni dei due enti. «Non è possibile – dice – che alla Foce dell’Isonzo la Goletta Verde rilevi acqua inquinata al massimo e per l’Arpa, invece, sia tutto normale. C’è qualcosa che non funziona».
L’Arpa si limita, invece, a ribadire che tutti i prelievi dell’acqua di mare avvengono nel rispetto delle normative nazionali ed europee. Fino allo scorso anno, infatti, la balneabilità del mare veniva regolata dal Decreto del presidente della Regione del 982 e da successive modificazioni dove i parametri si riferivano soprattutto alle quantità presenti nell’acqua di coliformi fecali, coliformi totali o di streptococchi e salmonelle. Nell’aprile scorso, invece, La Regione ha recepito un decreto attuativo di una direttiva europea in materia di inquinanmento dell’acqua. La nuova certificazione dell’Arpa per stabilire la balneabilità o meno del mare, utilizza i nuovi parametri adeguati alle normative europee e si basa solo su due valori. Si misurano, cioè, le quantità di enterococchi intestinali, dove il limite di conformità è 200 Ufc/100 ml e di escherichia coli, con il limite massimo è di 500 Mpn/100 ml. Inoltre non vengono più effettuati, come un tempo, due prelievi al mese, ma solamente uno e in un’unica località. «Oggi – risponde l’Arpa – le nostre analisi che sono adeguate alle normative europee seguono una precisa metodologia e prendono in esame soprattutto il contenuto microbiologico dell’acqua piuttosto che quello chimico. Per quanto riguarda poi le modalità dei prelievi, sui risultati influiscono moltissimi fattori: il luogo, il giorno, l’ora, la temperatura, prima o dopo la pioggia, il caldo e il freddo, la bassa o l’alta marea (quest’ultima trattiene le acque dei canali eventualmente inquinati spingendole verso terra). I valori di Goletta Verde e i nostri potrebbero essere comparati solo se venissero effettuati nello stesso momento e con uguali caratteristiche e parametri. Senza voler togliere nulla all’attività di Legambiente, bisognerebbe verificare prima tutte queste cose».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 14 luglio 2010
 
NEGLI ULTIMI VENT’ANNI SOLO TANTI INTERVENTI TAMPONE 
Marina Julia, la beffa dei progetti mancati 
Parte un nuovo piano di risanamento. Ma il Comune ne aveva uno, gratis, pronto da 14 anni

di FABIO MALACREA

A furia di interventi-tampone del tutto inutili, la spiaggia di Marina Julia è da vent’anni una divoratrice di denaro pubblico. Centinaia di migliaia di euro regolarmente spazzati via dalle mareggiate, come la sabbia. E ogni volta si ricomincia.
Con i ”grandi” progetti per creare un vero polo turistico monfalconese, poi, siamo al paradosso. Non c’è sindaco che non l’abbia inserito nel suo programma elettorale. Nel 1996, quando la Snam scelse Monfalcone come sito per un terminal per la rigassificazione del metano liquido, poi bocciato da un referendum, il recupero della spiaggia fu inserito ai primi posti nelle cosiddette opere ”di compensazione” richieste dal Comune.
Di progetti ce ne sono stati già tre. L’ultimo – quello affidato all’ingegner Luca Falcomer con un compenso di 38mila euro – prevede barriere sott’acqua per contrastare l’erosione e ridare una veste dignitosa definitiva alla spiaggia di Marina Julia. Spesa: circa 350mila euro. Si parla di un consistente ripascimento dell’arenile con l’arrivo di nuova sabbia su un tratto di 250 metri e dell’installazione di opere a mare proprio per garantire la ”stabilità” del litorale.
Sarà veramente la volta buona per Matina Julia? Lo si vedrà l’anno prossimo. Peccato che da 14 anni un progetto analogo e del tutto gratuito sia dimenticato in qualche cassetto del Municipio.
Lo aveva elaborato l’insegner Giampaolo Fontana, attuale direttore del Consorzio industriale, per conto della Snam. Prevedeva più o meno la stessa soluzione: barriere sottomarine. E un rialzo della linea di spiaggia di circa un metro e mezzo, con pennelli frangivento. L’obiettivo era di creare una nuova spiaggia di circa un chilometro e mezzo larga un centinaio di metri.
Tutto gratis per il Comune visto che a saldare il conto sarebbe stata la Snam. Di mezzo però c’è stato il referendum. La Snam se n’è andata e il progetto e finito nel dimenticatoio. Nel frattempo il Comune ha pensato di ritentare con un nuovo progetto di minima, per andare almeno al ripristino di un tratto di spiaggia molto più contenuto, tra i 200 e i 250 metri, attraverso il riporto di sabbia e la realizzazione di opere a mare.
Niente a che vedere con un altro progetto, quello per il quale otto anni fa la Regione destinò ben 8 miliardi delle vecchie lire, che prevedeva l’applicazione del modello americano sperimentato per la spiaggia di Saint Germain, in Normandia, riadatta l’intervento tarandolo su misura delle caratteristiche di Marina Julia. Doveva essere la soluzione definitiva di tutti i problemi. Poi arrivarono le mareggiate, la necessità di interventi-tampone immediati per non far naufragare definitivamente la spiaggia. Una parte dei fondi fu dirottata su altre spiagge regionali, un’altra servì, come sempre, a tappare i buchi di Marina Julia. La maggior parte fu stornata. E si tornò agli interventi-tampone che continuano tuttora.

Messaggero Veneto, 10 aprile 2009 
 
Monfalcone. Gli studi effettuati dall’Arpa potrebbero consentire al Comune di richiedere un finanziamento alla Comunità europea  
Marina Julia, nuove risorse anti-inquinamento 
 
MONFALCONE. Gli studi effettuati da Arpa per la Provincia e per il Comune di Monfalcone sulla qualità delle acque di balneazione del litorale monfalconese, ovvero studi che approfondiscono le cause che influiscono sullo stato dell’inquinamento, possono essere gli strumenti con cui il Comune di Monfalcone potrà richiedere, nei prossimi anni, le risorse per intervenire proprio a favore del litorale e in particolare di Marina Julia: «Siamo alla vigilia di tre momenti importanti. Innanzi tutto capire cosa succederà a Marina Julia nella prossima stagione balneare e quindi se gli interventi già effettuati nel rione (l’allacciamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross oltre all’allacciamento del tratto di via Cavana non ancora collegato per cui Irisacqua ha già appaltato i lavori) risulteranno sufficienti perché la Regione possa dichiarare balneabile il mare di Marina Julia».
«Secondo l’entrata in vigore nel 2010 della direttiva europea sulla acque di balneazione e terzo il varo della Regione, entro il 2009, del piano di tutela delle acque, strumento irrinunciabile e che determinerà le azioni, le priorità e le risorse per i prossimi 10 anni», ha spiegato l’ingegner Franco Sturzi dell’Arpa, che assieme a Ketty Cettul, sempre dell’Arpa, e all’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta ha illustrato ancora una volta gli esiti dello studio fatto per il Comune, stampato e riprodotto su cd che verrà consegnato a ogni consigliere comunale.
«Quanto abbiamo iniziato lo studio non sapevamo che sarebbe servito per gli obiettivi che ho citato prima, ma è importante perché – ha detto – gli obiettivi di qualità della direttiva europea prevedono ulteriori finanziamenti rispetto alla risorse già disponibili e proprio lo studio è perfettamente allineato con quanto previsto dalla direttiva europea». Sturzi, così come Frittitta e Cettul, ha però evidenziato come gli interventi non debbano riguardare solo Monfalcone e non solo la provincia, ma anche l’area di Nova Gorica: «Monfalcone non può restare sola con la sua Marina Julia – hanno ammonito –: sarebbe un modo disallineato di affrontare la questione».
Anche perché, come ha spiegato Frittitta, le cause d’inquinamento sono locali, ma anche zonali e generali: servono quindi l’intervento sulla roggia San Giusto per inviare al depuratore le acque del canale (che altrimenti vanno al mare portandosi una carica batterica fecale di un bacino di 10 mila abitanti equivalenti residenti nella zona di Monfalcone Ovest) e l’intervento sul canale de’ Dottori, a cui affluiscono le acque dell’Isonzo, che a sua volta viene caricato delle acque del Corno, che portano una carica batterica fecale di 60 mila abitanti equivalenti, compresi i residenti di tutta Nova Gorica.
È stato ricordato come causa dell’inquinamento di Marina Julia siano le acque dolci di superficie, portate appunto dal De’ Dottori e che non si mescolano con la acque salate profonde che risultano sane. Cettul ha sottolineato l’importanza di aver coinvolto nello studio, commissionato dal Comune e coordinato dal Dipartimento Arpa di Gorizia, soggetti quali Irisacqua, l’Ato, la Provincia «perché sono istituzioni che attraverso i piani di investimento possono intervenire e rendere concreta l’applicazione della norma europea, che prevede non soltanto studi analitici, ma anche interventi rapidi di miglioramento».
La speranza, quindi, è che già con le cose realizzate con grande rapidità e professionalità anche da Irisacqua Marina Julia venga dichiarata nuovamente balneabile, dichiarazione su cui incideranno i risultati dei prelievi effettuati in questo mese: «Con questo studio, che è analitico, ma anche di monitoraggio, possiamo dire che i dati non sono più soltanto un pericolo, ma uno strumento per capire se abbiamo agito bene e come dovremo agire», ha osservato Frittitta, che ha ringraziato per l’impegno e la professionalità Arpa, Irisacqua, Ato, la Provincia e gli uffici comunali.

Messaggero Veneto

Il Piccolo, 10 aprile 2009 
 
LO STUDIO DELL’ARPA SULLA SALUTE DELLE ACQUE  
Canali super-inquinati, fognature sotto accusa  
Analisi di fine aprile decisive per la balneabilità. Diecimila monfalconesi non allacciati alla rete
 
 
di LAURA BLASICH

Il monitoraggio ordinario sulla qualità delle acque marine ai fini della concessione o della revoca della balneabilità è ripreso la scorsa settimana. Anche nello specchio di Marina Julia, che non può quindi non attendere con ansia i risultati delle analisi. L’esito del campionamento dovrebbe essere reso noto a giorni e da esso dipende, assieme a quello del monitoraggio che sarà effettuato nella seconda metà del mese, il ritorno alla balneazione, negato dalla Regione a dicembre. Lo ha sottolineato ieri l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, presentando assieme alla responsabile dell’Arpa di Gorizia Ketty Cettul il completamento dello studio commissionato dal Comune nel 2007 all’agenzia per definire le cause dell’inquinamento del golfo di Panzano e le strategie da attuare. Lo studio diventa quindi uno strumento fondamentale per pianificare gli interventi più urgenti, oltre a quelli già realizzati a Marina Julia, e chiederne l’inclusione nel Piano per la qualità delle acque che la Regione si è impegnata a varare entro fine anno, stabilendo le risorse finanziarie per attuarlo. Come ha sottolineato ieri anche Franco Sturzi dell’Arpa, che ha coordinato lo studio, sono già disponibili i fondi necessari a realizzare il Piano d’ambito dell’Atoo attraverso Irisacqua, ma non quelli per attuare le azioni aggiuntive delineate dall’analisi condotta sulle acque interne, principali responsabili, a iniziare dall’Isonzo, dell’inquinamento del golfo. Se Nova Gorica, 50mila abitanti equivalenti che scaricano nel Corno, si doterà di un depuratore entro fine 2011 grazie ai finanziamenti Ue, rimangono da collegare gli scarichi di 10mila abitanti equivalenti di Gorizia. Vanno inoltre effettuati, come emerso ieri, anche interventi aggiuntivi nella zona di Pieris i cui scarichi incidono poi sulla qualità delle acque, ora pessima, del Brancolo e adeguati numerosi sfioratori di piena. E rimane il problema degli allacciamenti, senza i quali la realizzazione dei collettori è inutile. «Gli utenti vanno quindi messi in condizione di allacciarsi – ha detto Sturzi – e Atoo e Irisacqua stanno cercando le risorse anche per questo». I lavori a Marina Julia sono ormai ultimati, visto l’allacciamento delle abitazioni di via Cavana, e dovrebbero essere sufficienti a garantire campionamenti favorevoli. Sempre che maree e piogge non ci mettano lo zampino, considerato che principali responsabili dell’inquinamento sono appunto l’Isonzo e i canali interni dove vengono scaricate acque non depurate. «Monfalcone non può quindi essere lasciata sola a risolvere un problema che è di salute pubblica», ha ribadito ieri Frittitta. Una delle cause, lo sversamento degli scarichi di circa 10mila abitanti equivalenti nella roggia San Giusto, sarà risolta nei prossimi mesi. I lavori di Irisacqua nella zona Nord-Ovest di Monfalcone (via Volta-via Mazzini) sono iniziati e stanno procedendo a ritmo sostenuto. Il lavoro d’indagine dell’Arpa, partito a seguito dei fenomeni di inquinamento che hanno privato Marina Julia della balneabilità dal luglio 2007, si è esteso dalla spiaggia al confine con la Slovenia, passando dalle acque interne di tutto i Monfalconese. È così che è stato individuato lo sversamento di acque nere a ridosso della spiaggia, provocato dal cattivo allacciamento di utente private, ma anche la concentrazione di coliformi fecali nel canale de’ Dottori e nel Brancolo e, a seguire, nello sbocco a mare del canale Valentinis. Solo per dare un’idea alla confluenza tra canale de’ Dottori e Valentinis l’Arpa ha accertato la presenza il 19 giugno del 2008 di 45mila coliformi fecali quando il limite è di 100 unità formanti colonia per 100 millilitri d’acqua e di 210 all’uscita del porto. All’uscita del Brancolo il giorno precedente ne erano stati riscontrati 82mila, fenomeno comprensibile a fronte dei dati raccolti nell’entroterra.

Il Piccolo, 12 aprile 2009 
 
Partito il maquillage a Marina Julia  
Pulizia della spiaggia e posa di ciottoli e sabbia per contenere l’erosione
  
 
In attesa del ritorno alla balneabilità e dell’intervento straordinario di ripascimento, Marina Julia intanto ha visto l’avvio di una serie di lavori di manutenzione ordinaria sì, ma in grado di migliorarne l’aspetto in vista dell’estate. L’operazione ha preso il via martedì, interessando già la sistemazione delle zone verdi e delle aiuole spartitraffico, mentre ieri è stato steso un quantitativo di ciottoli nei tratti della spiaggia di cui il Comune è concessionario. «Lo abbiamo fatto a migliore garanzia della sicurezza della spiaggia in caso si mareggiate», spiega l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, sottolineando come non si tratti però di un intervento ricompreso nel progetto di ripascimento dell’arenile finanziato dalla Regione con 349mila euro. «Stiamo lavorando anche su quel fronte – aggiunge l’assessore -. Subito dopo Pasqua ci sarà un nuovo incontro tra i nostri dirigenti e i responsabili della Regione e i docenti dell’Università di Trieste».
Sempre nello stesso periodo, l’assessorato conta però anche di riuscire a stendere sulla spiaggia della sabbia, sempre in un ambito di manutenzione ordinaria del litorale di cui il Comune ha la gestione. Nel corso della settimana sarà effettuata una verifica sul costo del materiale per decidere il fornitore. L’ente locale interverrà anche per riqualificare l’area dell’ex Playa, di cui nessun privato ha voluto rilevare la concessione e che è quindi rimasta in carico al Comune. «Stiamo cercando di elaborare un progetto di minima – spiega l’assessore Magrin – per sistemare la concessione, mantenendo la costruzione esistente. L’obiettivo è soprattutto quello di rendere utilizzabili le docce e il servizio igienico per disabili». Sollecitato più volte su questo fronte, oltre a quello dei servizi da fornire in spiaggia, dalla consigliere di An-Pdl Suzana Kulier, l’assessorato sta studiando la possibilità di collocare delle pedane di legno che consentano un transito agevole attraverso la spiaggia ai disabili e alle mamme con passeggini. Resta infine l’obiettivo di collocare dei giochi nell’area verde attrezzata con panchine e tavoli creata poco prima dell’ingresso principale alla spiaggia e di procedere a una sistemazione dell’area verde che delimita il grande parcheggio sterrato retrostante l’argine. «Cercheremo – conclude Magrin – di ottenere l’area in concessione per alcuni anni». (la.bl.)

Messaggero Veneto, 29 aprile 2009 
 
Partita l’istruttoria per il nulla osta della Regione 
Marina Julia, dati ok sull’acqua Il Comune chiede la balneabilità 
Monfalcone
 
 
MONFALCONE. L’acqua di Marina Julia è buona: lo attestano i risultati dei due prelievi effettuati da Arpa nella acque della spiaggia monfalconese. Risultati che dovrebbero indurre la Regione a riconsegnare a Marina Julia la patente di balneabilità, persa nell’estate dello scorso anno.
Fatto che aveva creato non pochi problemi agli operatori commerciali e concessionari della spiaggia (meno, per dire la verità, ai bagnanti, che avevano continuato a fare il bagno) e avevano indotto il Comune ad affrontare una volta per tutte il vecchio problema inquinamento, cercandone cause effettive e possibili soluzioni. Era stata quindi incaricata Arpa di svolgere uno studio che individuasse la fonte dell’inquinamento, ma soprattutto indicasse le azioni da realizzare per restituire a monfalconesi e no un mare pulito. Un lavoro che, presentato in numerose occasioni, ha indicato cause zonali (affrontate con tempestività dal Comune, che ha provveduto a collegare alla rete fognaria il complesso di condomini Venus e del villaggio Albatross), locali e generali, e tra queste la grossa responsabilità del carico d’inquinamento portato dall’Isonzo, la cui acqua arriva al golfo con una forte carica batterica fecale che rimane in superficie (il mescolamento delle acque del golfo di Monfalcone è infatti minima), determinando l’inquinamento rilevato dai prelievi, che attestano anche come, invece, sotto i 40 cm di profondità l’acqua sia pulita. «Credo che la Regione, a fronte dei risultati dei prelievi di aprile, possa riconoscere il lavoro fatto a Marina Julia e ridarla ai cittadini. Lo studio affidato ad Arpa ha creato un metodo e un piano programmatico che hanno dato vita a un vero Sistema Monfalcone, che ha consentito di affrontare strutturalmente la questione inquinamento – dice l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta – senza limitarsi a interventi a campione. Eravamo vittime dei dati, mentre ora possiamo contare su un metodo nuovo, su un approccio globale, una programmazione costante. Così il monitoraggio dell’acqua non dev’essere atteso per il risultato, ma usato come strumento per le azioni da intraprendere, frutto di sinergia fra gruppo di lavoro tecnico-scientifico e istituzionale».
Va ricordato che al tavolo di confronto hanno partecipato Comune, Ato, Arpa, Irisacqua, Consorzio di bonifica, ma anche persone ritenute memoria storica del caso Marina Julia, come l’ex sindaco Adriano Persi e Adriano Ritossa: «In pochi mesi – aggiunge Frittitta – abbiamo realizzato azioni che in altri tempi avrebbero richiesto anni». Le cause zonali, quindi, sono state risolte al 100%, le cause locali (l’inquinamento che arriva da Monfalcone ovest, non ancora collegata alla rete fognaria, per un totale di 10 mila abitanti equivalenti) sono in fase di soluzione, ma restano da risolvere le cause generali che vedono riversare nell’Isonzo e quindi nel golfo gli scarichi fognari di parte degli abitanti di Gorizia (10 mila equivalenti) e Nova Gorica (50 mila).
«Serve che tutti affrontino la situazione. Noi abbiamo fatto la nostra parte per rendere salubri le nostre acque. Ora la Regione, a fronte dei dati favorevoli e del fatto che sono passati i sei mesi di legge, anche a cavallo di due stagioni balneari, che abbiamo avuto, su 12 prelievi, 10 esiti buoni e due sfavorevoli, che i dati di aprile sono tutti e due buoni, ridia la balneabilità a Marina Julia», sottolinea l’assessore, annunciando che è partita l’istruttoria che vedrà il Comune presentare richiesta ufficiale alla Regione, a cui saranno consegnati anche i volumi dello studio Arpa, per riavere la balneabilità facendo forza su dati, interventi fatti e lavori da fare in prospettiva.
«Non si preoccupino i monfalconesi se nei prossimi giorni come Comune dovremo confermare la non balneabilità di Marina Julia – conclude –: è un atto dovuto in attesa della decisione della Regione, l’unica a poter definire lo stato delle acque della nostra spiaggia».

Il Piccolo, 29 aprile 2009 
 
ANALISI DELL’ARPA FAVOREVOLI 
Acque pulite a Marina Julia, il Comune vuole la balneabilità  
Parte la richiesta di revoca dei divieti alla Regione. L’incognita-pioggia
 
 
di LAURA BLASICH

Il monitoraggio delle acque effettuato dall’Arpa ad aprile promuove Marina Julia. Trascorsi i sei mesi dall’ultimo prelievo sfavorevole, nella seconda metà di luglio dello scorso anno, il Comune di Monfalcone invierà già all’inizio della prossima settimana alla Regione la richiesta formale di revoca del divieto di balneazione, che ormai campeggia sulla spiaggia cittadina da quasi due anni. L’assessorato all’Ambiente motiverà la domanda non soltanto con l’esito favorevole del monitoraggio di aprile, ma anche con i lavori effettuati per mettere in sicurezza la rete fognaria di Marina Julia e quelli avviati da Irisacqua per completare la rete monfalconese.
«La Regione ha la facoltà di reinserire Marina Julia nelle zone in cui è consentita la balneazione – ha spiegato ieri l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, comunicando l’esito dei prelievi di aprile – e il nostro ufficio ha già avviato l’istruttoria per raggiungere questo risultato e inviare una richiesta formale nei prossimi giorni. Ci attendiamo che la Regione accolga la domanda».
Come è stato, comunque, un atto dovuto da parte dell’assessorato regionale alla Salute l’esclusione nello scorso dicembre di Marina Julia dalle zone indonee alla balneazione a fronte dello sforamento di luglio 2008, così ora il Comune dovrà emettere l’ordinanza di divieto di balneazione in attesa della revoca da parte della Regione. «Si tratta purtroppo anche in questo caso – ha sottolineato ieri Frittitta – di un atto dovuto».
I campionamenti effettuati nella prima e terza settimana di questo mese sono risultati favorevoli a conferma di come le azioni messe in campo dal Comune a livello locale siano sufficienti a garantire la balneabilità. A fronte però di buone condizioni meteorologiche, perché in caso di forti piogge a inquinare il litorale rimarrà sempre l’acqua dell’Isonzo trasportata dal canale de’ Dottori, come hanno accertato gli studi effettuati dall’Arpa di Gorizia su incarico della Provincia e del Comune di Monfalcone. Marina Julia dovrà quindi fare i conti con una variabilità di risultato fino a quando non saranno realizzati il depuratore di Nova Gorica (50mila abitanti equivalenti che scaricano nel Corno) e il completamento della rete fognaria di Gorizia (10mila abitanti equivalenti non allacciati ancora).
«Se nei prossimi giorni continuerà a piovere – ha riconosciuto Frittitta -, rischiamo che il primo prelievo di maggio possa avere un esito sfavorevole. A livello locale siamo intervenuti, vedi il completamento della rete a Marina Julia e quello della zona Nord Ovest della città, ed esiste un programma di azioni da avviare in futuro, mentre l’Isonzo rimane un problema aperto». Che Monfalcone, è evidente, non può risolvere da sola.
Il lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo ha consentito però di accertare in modo inequivocabile le cause dell’inquinamento e realizzare già una prima serie di interventi, effettuandone poi un monitoraggio costante per controllarne i risultati.
«Si è creato in sostanza un insieme di risposte articolate – ha ribadito l’assessore all’Ambiente – per affrontare in modo strutturale il nodo dell’inquinamento del litorale monfalconese. Ciò è stato comunque possibile per la sinergia creata tra il tavolo tecnico-scientifico e la controparte istituzionale». L’assessore Frittitta ieri ha voluto anche ringraziare ancora una volta gli uffici comunali, Arpa, Ato, Irisacqua, Consorzio di bonifica e Consorzio industriale e tutti i soggetti che hanno collaborato dall’autunno del 2007 a oggi.

Il Piccolo, 30 aprile 2009 
  
SU LITORALE MONFALCONESE  
Nessuna serrata nelle spiagge  
I concessionari non aderiscono alla protesta contro il caro-canoni demaniali
 
 
Nessuna serrata degli stabilimenti balneari da Marina Nova al Lido di Starazano per lo sciopero proclamato domani primo maggio a livello nazionale dai gestori delle spiagge in concessione dopo la bocciatura dell’emendamento che avrebbe dovuto rinviare l’aumento dei canoni demaniali e marittimi al prossimo 30 settembre. Per gli operatori monfalconesi e quelli del Lido di Staranzano, Surf bar e Jeko bay, infatti, l’aumento del 300% voluto dalla Finanziaria del 2007 (con rincari fino a 1.400% sul territorio nazionale a seconda delle caratteristiche delle concessioni) è già in vigore da due anni. Per cui il canone demaniale passato da 6.000 a 18.000 già applicato resterà tale e quale, anche se si sperava in una sua diminuzione a seguito di questo emendamento poi respinto, nel decreto “salvacrisi”. Gianpaolo Sussarellu del bar “Da Mario”, sottolinea l’ingiustizia della legge nazionale, in quanto il litorale dovrebbe essere inserito in quelle zone a basso turismo, degradate e con mare inquinato. «Speravamo – ha spiegato ieri – che ci fosse un ravvedimento del Governo, un distinguo con le zone veramente turistiche. Invece tutto è rimasto come prima. Chi ha fatto, poi, il ricorso senza pagare il canone maggiorato come Castelreggio a Sistiana, resterà chiuso e salterà la stagione. A Marina Julia siamo rimasti in due stabilimenti. L’unica cosa che ci spinge ad andare avanti è che il tempo sia bello e il mare finalmente pulito per recuperare economicamente quello che abbiamo perso fino allo scorso anno. Il primo maggio saremo perciò aperti, le previsioni meteo sono buone. Anzi vorrei ringraziare l’assessore Magrin che proprio oggi sta facendo ripulire la spiaggia. Vuol dire che il Comune mostra interesse». Per Roberto Lacalamita del bar spiaggia “Number One” andare avanti in queste condizioni «è una scommessa», mentre per le altre due realtà, cioè la spiaggia antistante al villaggio Albatros e l’adiacente scuola di vela e per la spiaggia di Marina Nova, in pratica non ci sono sulla spiaggia strutture balneari tali da giustificare un aumento del canone previsto dalla legge Finanziaria. A Marina Julia la crisi si chiama “Meo Pataca” (ex “La Playa”), ancora chiuso per mancanza di offerte nel bando comunale. Per avere la concessione, infatti, occorre pagare due quote anticipate con una fideiussione altre due annualità e in questo caso occorre avere subito circa 100mila euro, oltre a comprare le attrezzature e gli arredi del bar.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 07 maggio 2009 
 
STA PER INIZIARE LA POSA DI SABBIA E GHIAIA  
A fine mese parte la stagione di Marina Julia  
L’amministrazione confida nella revoca dei divieti di balneazione da parte della Regione
 
 
Inaugurazione a fine mese a Marina Julia. Entro quella data infatti il Comune provvederà a ripristinare almeno parte del litorale con il posizionamento della sabbia, che comporterà almeno una manutenzione ordinaria, così che la spiaggia possa presentarsi in buone condizioni, anche nella speranza che la Regione conceda il via libera alla balneabilità.
«In questi giorni stiamo provvedendo alla sistemazione e pulizia dei tratti interessati dall’ultima mareggiata – spiega l’assessore ai Servizi tcnici Giordano Magrin – in attesa di procedere con gli altri lavori. La sabbia è in via di ordinazione, procederemo a sistemarla entro le prossime settimane. E contiamo che, visti gli esiti favorevoli delle ultime analisi sulle acque, la Regione ci possa dare il via libera per la balneabilità e ci consenta quindi di inaugurare la stagione entro il mese». Ma la posa della sabbia non sarà l’unico intervento. «La spiaggia non è del Comune ma appartiene al Demanio. Il Comune affida le tre concessioni – spiega Magrin -. Uno dei concessionari, il campeggio Albatros, ha già provveduto a sistemare l’area di sua competenza. E anche i due stabilimenti stanno sistemando sdraio e ombrelloni».
Il Comune interverrà soprattutto nelle ”aree di nessuno” con pose di ghiaia e sabbia. In più, si doterà anche la spiaggia di nuove strutture. «Chiederemo al Demanio di poter utilizzare uno stabilimento di sua proprietà che al momento è abbandonato – spiega ancora l’assessore – per garantire migliori servizi». Altro lavoro sarà la sistemazione dell’area di sosta sterrata accanto alla scalinata principale, piena di buche. L’area sarà sistemata indipendentemente dalla decisione della Regione, che comunque si spera sia positivia. I campionamenti effettuati nella prima e terza settimana di aprile infatti sono risultati favorevoli a conferma di come le azioni messe in campo dal Comune a livello locale siano state efficaci. L’unico rischio è rappresentato, nel caso di forti piogge, dall’inquinamento provocato dalle acque provenienti dall’Isonzo, dal canale De Dottori e dal Brancolo. La speranza, quindi, è che le condizioni meteorologiche siano propizie e non vanifichino quanto finora è stato fatto.
Elena Orsi

Il Piccolo, 09 maggio 2009 
  
ESITI FAVOREVOLI ANCHE DALL’INDAGINE DI MAGGIO  
Prelievi ok, è pulita l’acqua di Marina Julia  
È già partita la richiesta ufficiale alla Regione: i divieti di balneabilità vanno rimossi
 
 
Il mare del golfo di Panzano continua a mantenersi pulito. Anche il campionamento effettuato a inizio maggio dall’Arpa ha dato un esito favorevole, promuovendo in questo preludio di stagione balneare l’acqua di Marina Julia e dimostrando come gli interventi di completamento della rete fognaria del quartiere e della città stiano dando risultati. Sempre che non ci sia la pioggia ad aumentare la portata dell’Isonzo, trasportando con velocità l’inquinamento organico del fiume. A fronte del buon esito dei due prelievi di aprile il Comune, a firma del sindaco Pizzolitto e dell’assessore all’Ambiente Frittitta, ha inviato la richiesta alla Direzione regionale alla Salute perchè sia firmata l’ordinanza di balneabilità per Marina Julia. «Abbiamo allegato al documento gli studi realizzata dall’Arpa dallo scorso anno – spiega Frittitta – e tutte le procedure e gli atti di ciò che abbiamo fatto per la nostra spiaggia». Secondo l’assessore, l’acqua di Marina julia ”deve” rientrarne nei tratti di mare balneabili, visto che è stato fatto ciò che prevede la direttiva Ue. Cioè azioni concrete per risolvere le cause di inquinamento e monitoraggio delle acque attraverso prelievi che hanno avuto esito favorevole anche a cavallo di due stagioni estive quindi per 6 mesi consecutivi. Già la prossima settimana l’assessore dovrebbe inoltre convocare il tavolo di lavoro istituzionale che ha operato sul problema inquinamento (composto da Comune, Ato, Arpa, Irisacqua, Consorzio di bonifica isontina). «In questo modo il gruppo continuerà a essere aggiornato sui passi compiuti e quelli da compiere», dice Frittitta, che sottolinea come grazie al rapporto continuo e proficuo tra amministrazione e Arpa non è necessario attendere i tempi canonici per sapere gli esiti dei prelievi. «Tant’è che posso già annunciare che anche il prelievo del primo maggio ha avuto un buon esito – rileva Frittitta – e quindi non possiamo essere penalizzati dal fatto che oltre a cause locali di inquinamento ci siano anche cause generali, di cui anche altri debbono assumersi la responsabilità di operare per la soluzione». Il lavoro svolto dall’Arpa per conto di Comune e Provincia ha chiarito come ci siano cause zonali, risolte con gli interventi realizzati già lo scorso anno a Marina Julia, locali, in via di cancellazione con la creazione dei tratti mancanti di collettori fognari in città da parte di Irisacqua, e generali. E tra queste la responsabilità maggiore va proprio all’Isonzo». (la.b.)

Messaggero Veneto, 10 maggio 2009 
  
Monfalcone. Il sindaco e l’assessore Frittitta hanno inviato la richiesta alla direzione regionale alla salute  
«L’acqua è pulita, Marina Julia dev’essere dichiarata balneabile»
 
 
MONFALCONE. È partita, con la firma del sindaco Gianfranco Pizzolitto e dell’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta la richiesta alla direzione regionale alla salute affinché per l’acqua di Marina Julia sia firmata l’ordinanza di balneabilità. Richiesta sostenuta anche dall’ottimo esito del prelievo d’acqua effettuato il primo maggio, che avrebbe confermato come l’acqua del golfo di Monfalcone è pulita.
«Abbiamo allegato al documento gli studi Arpa e tutte le procedure e gli atti di ciò che abbiamo fatto per la nostra spiaggia. E copia della richiesta è stata inviata anche in Provincia, perché – spiega Frittitta – vogliamo continuare ad avere un rapporto di collaborazione e sinergia con tutti i soggetti con cui abbiamo lavorato finora». Secondo l’amministratore, l’acqua della spiaggia di Marina Julia “deve” rientrarne nei tratti di mare balneabili, visto che è stato fatto ciò che prevede la direttiva europea: azioni concrete per risolvere le cause di inquinamento e monitoraggio delle acque che hanno avuto prelievi con esito favorevole anche a cavallo di due stagioni estive quindi per i sei mesi consecutivi previsti per norma. «Intendiamo proseguire anche l’azione di comunicazione ai cittadini, che abbiamo voluto sempre mantenere informati su ciò che si stava facendo e a metà maggio convocherò anche il tavolo di lavoro istituzionale che ha lavorato sul problema inquinamento (a cui hanno partecipato amministrazione comunale, Ato, Arpa, Irisacqua, Consorzio di bonifica isontina, ma anche persone ritenute “memoria storica” della vicenda Marina Julia, come l’ex sindaco Adriano Persi e Adriano Ritossa, ndr) e che così continuerà a essere aggiornato sui passi compiuti e quelli che sarebbero da compiere» dice ancora Frittitta che sottolinea come grazie al rapporto continuo e proficuo tra amministrazione comunale e Arpa, non occorre attendere i tempi canonici per sapere gli esiti dei prelievi, ma il filo sia praticamente diretto, «tanto che appunto posso già dire che anche il prelievo del primo maggio ha avuto un buon esito e quindi non possiamo essere penalizzati dal fatto che oltre a cause locali di inquinamento (già peraltro risolte) ci siano anche cause generali, di cui anche altri debbono assumersi la responsabilità di operare per la soluzione». Da ricordare che sul problema “inquinamento”, sulla ricerca delle cause effettive e possibili soluzioni era stata incaricata Arpa di svolgere uno studio che individuasse la fonte dell’inquinamento, ma soprattutto indicasse le azioni da realizzare per restituire ai monfalconesi e no, un mare pulito. Un lavoro che ha indicato cause zonali (affrontate con tempestività dal comune che ha provveduto a collegare alla rete fognaria il complesso di condomini Venus e del villaggio Albatross), locali e generali e tra queste la grossa responsabilità del carico di inquinamento portato dall’Isonzo, la cui acqua arriva al golfo con una forte carica batterica fecale che rimane in superficie (il mescolamento delle acque del golfo di Monfalcone è infatti minima) determinando l’inquinamento rilevato dai prelievi, che attestano anche come, invece, sotto i 40 centimetri di profondità l’acqua sia pulita. Lo studio affidato ad Arpa ha creato un metodo e un piano programmatico che ha dato vita ad un vero “Sistema Monfalcone”, che ha consentito di affrontare strutturalmente la questione inquinamento senza limitarsi a interventi a campione.

Il Piccolo, 14 maggio 2009 
 
Balneabilità, attesa la decisione da Roma  
L’assessore regionale Vladimir Kosic ha dato parere favorevole
  
 
L’assessorato regionale alla Salute ha già inviato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali e sanitarie la richiesta di via libera alla balneabilità della spiaggia di Marina Julia. La Regione si attende una risposta entro fine mese e la speranza è che sia positiva. «Se così non fosse, l’assessore alla Salute Vladimir Kosic ritiene ci sia comunque una strada di riserva da percorrere», afferma il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini. «Il Comune ha inviato i dati favorevoli dei campionamenti effettuati tra l’inizio dello scorso agosto e tutto aprile una decina di giorni fa – afferma Razzini – e l’assessore Kosic se ne è immediatamente occupato, anche su mia sollecitazione. L’assessore ritiene che Monfalcone, visto l’esito sostanzialmente buono delle analisi, possa ottenere la balneabilità della sua spiaggia».
L’assessorato sta quindi compiendo tutti i passaggi formali perché l’impegno dimostrato dall’amministrazione comunale nel voler migliorare la qualità delle acque di balneazione ottenga una risposta positiva nell’ambito di quanto previsto dalla normativa. I cartelli di divieto di balneazione spariranno comunque solo se il ministero accetterà la linea sostenuta dalla Regione. «Si stanno comunque effettuando tutti i passi necessari per ottenere questo risultato – sottolinea Razzini – su cui l’assessore comunale all’Ambiente Paolo Frittitta si è pure speso molto». Non solo le analisi di aprile, ma anche la prima di maggio hanno confermato come l’acqua di Marina Julia non sia inquinata. A dimostrazione di come gli interventi sulla rete fognaria realizzati nel quartiere e quelli in corso in città abbiano risolto i problemi locali. (la.bl.)

Il Piccolo, 15 maggio 2009 
 
L’ASSESSORE TEME TEMPI LUNGHI DOPO IL COINVOLGIMENTO DEL MINISTERO  
Frittitta: per la balneabilità occorre fare presto
 
 
La revoca del divieto di balneazione a Marina Julia sarà utile a Monfalcone solo se arriverà in tempi brevi, prima dell’inizio della nuova stagione estiva. A sottolinearlo è l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, che non nasconde una certa preoccupazione a fronte del coinvolgimento del ministero della Salute da parte dell’amministrazione regionale. Il parere del ministero è e rimane facoltativo in un caso come quello di Monfalcone, che ha totalizzato oltre l80% dei prelievi favorevoli nell’arco di sei mesi a cavallo delle due stagioni balneari, cioé tra 2008 e 2009. «Non vorrei ci fosse a monte un problema interpretativo – afferma Frittitta -, generato dal fatto che il prelievo della metà di luglio del 2008 aveva segnalato una presenza di salmonelle sopra i limiti. Si tratta però di un parametro facoltativo e che, in sostanza, non rientra nei criteri definiti obbligatori dalla normativa nazionale ed europea ai fini della concessione della balneabilità. A differenza degli streptococchi, la cui presenza ha superato i limiti però nel maggio del 2008». L’ente locale fa quindi risalire a quella data i sei mesi a cavallo delle due stagioni entro i quali era necessario migliorare la qualità delle acque di Marina Julia. «Fra l’altro si è trattato di un caso del tutto isolato, perché il limite relativo alle salmonelle – rileva l’assessore all’Ambiente – non è mai stato sforato al di là del luglio 2008 nell’arco di 10 anni». La questione, stando all’assessore, era inoltre già nota alla Regione cui l’ente locale si è rivolto anche nell’agosto dello scorso anno per tentare di ottenere nuovamente la balneabilità di Marina Julia. Un parere al ministero poteva quindi essere richiesto anche allora. «Ci rimettiamo com’è logico alla decisione della Regione, di cui apprezziamo l’attenzione riservata alla qualità delle acque del nostro litorale – sottolinea Frittitta -. Sappiamo che la delibera sulla balneabilità di Marina Julia è già in fase di elaborazione. Speriamo appunto che il coinvolgimento del ministero non dilati troppo i tempi, visto l’impegno profuso dall’amministrazione, assieme ai soggetti che hanno collaborato su questo fronte, per rendere certa la balneazione a Marina Julia». L’assessore all’Ambiente tiene a ringraziare quindi il consigliere regionale della Lega Nord Federico Razzini, che sul tema si sta spendendo e sta facendo da collegamento con la Regione.

Messaggero Veneto, 15 maggio 2009 
 
Soddisfazione per l’iteressamento trasversale al recupero della fruizione della spiaggia cittadina  
«Rispettare anche i tempi per salvare la stagione» 
Balneazione, timori per Marina Julia  
Frittitta: alcuni dati potrebbero essere male interpretati dalla Regione
 
 
MONFALCONE. E’ soddisfatto del coinvolgimento trasversale della forze politiche sul problema della balneabilità di Marina Julia e apprezza in particolare l’interessamento del consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, “indicatore di un risultato e del fatto che su questo argomento c’è bisogno di tutti”, ma l’assessore all’ambiente del Comune di Monfalcone, Paolo Frittitta, è anche preoccupato perché nella procedura di riapertura alla balneazione del mare di Monfalcone, da parte della Regione, potrebbe verificarsi un problema interpretativo dei dati.
“Con molta pacatezza, chiedo perciò alla Regione a cui abbiamo inviato lo scarso 4 maggio domanda di “accensione della balneabilità”, di valutare i dati e ciò che è stato fatto. Sono contento che in seguito alla nostra richiesta la Regione abbia chiesto parere al Ministero, cosa peraltro non obbligatoria. E’ indice che la situazione monfalconese viene guardata con attenzione, ma – dice l’assessore – non vorrei che la decisione venisse spostata troppo in là”.
E quindi, si potrebbe aggiungere, che possa essere messa in pericolo anche la stagione balneare 2009.
Frittitta ricorda che il 31 luglio 2008 l’amministrazione comunale aveva già chiesto alla Regione la revoca del provvedimento, «dovuto», specifica, di sospensione della balneabilità, ma l’amministrazione regionale aveva risposto che “identificando nei prelievi una concentrazione di coliformi totali, fecali e streptococchi non poteva ridare la balneabilità”.
Lo scorso 4 maggio, visti i buoni esiti del monitoraggio nella finestra di tempo prevista dalla norma (a cavallo delle due stagioni balneari) che hanno dato 10 esiti buoni su 12 prelievi, è stata chiesta nuovamente la cosiddetta “accensione della balneabilità” anche alla luce dei lavori effettuati.
“Il problema che potrebbe verificarsi è che in un prelievo di luglio 2008 l’acqua è risultata avere una contaminazione da salmonella. Certo non è un parametro previsto per la concessione della balneabilità e oltretutto è stato l’unico episodio in 10 anni, tanto da poter dire che è stata una contaminazione occasionale, ma non vorremmo che ciò influisse sulla delibera regionale, al cui scopo invece ribadisco che da maggio 2008 ad aprile 2009 i prelievi sono stati tutti favorevoli. Sappiamo – prosegue Frittitta – che la delibera regionale è in cantiere, ma anche che è stato chiesto il parere del ministero e temiamo che i tempi si dilatino. Con tutto ciò che è stato fatto e con tutta la pazienza che hanno dimostrato cittadini e commercianti sarebbe una cosa pesante da sopportare. Quindi auspichiamo – conclude – che i tempi per poter ridare la patente di balneabilità al nostro mare, siano utili per poter iniziare la nuova stagione estiva”. (c.v.)

Messaggero Veneto, 16 maggio 2009 
 
Dalla Regione assicurazioni tramite l’assessore Kosic per risolvere il nodo-inquinamento di Marina Julia 
 
MONFALCONE. L’assessore regionale, Vladimir Kosic, ha assicurato che la Regione ha ben presente la situazione di Marina Julia e ciò che è stato realizzato per risolvere, almeno a livello locale, il problema dell’inquinamento e che entro maggio darà una risposta ala richiesta del comune di riaccendere la balneabilità per la spiaggia monfalconese.
L’assicurazione di interessamento è stata data dallo stesso assessore regionale all’assessore comunale, Paolo Frittitta, presente ieri a Trieste e che nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione perché nella ri-accensione della balneabilità del mare di Monfalcone, da parte della Regione, avrebbe potuto verificarsi un problema interpretativo dei dati di monitoraggio dell’acqua. «Con molta pacatezza, chiedo perciò alla Regione a cui abbiamo inviato lo scarso 4 maggio domanda di accensione della balneabilità, di valutare i dati e ciò che è stato fatto. Sono contento che in seguito alla nostra richiesta la regione abbia chiesto parere al Ministero, cosa peraltro non obbligatoria. È indice che la situazione monfalconese viene guardata con attenzione, ma – dice l’assessore – non vorrei che la decisione venisse spostata troppo in là». E, quindi, potesse essere messa in “pericolo” anche la stagione balneare 2009. Il timore dell’assessore era che la Regione potesse essere “bloccata” dall’esito di un prelievo del luglio 2008, quando l’acqua era risultata avere una contaminazione da salmonella.
«Certo non è un parametro previsto per la concessione della balneabilità e oltretutto è stato l’unico episodio in 10 anni, tanto da poter dire che è stata una contaminazione occasionale, ma non vorremmo – aveva detto Frittitta – che ciò influisse sulla delibera regionale, al cui scopo invece ribadisco che da maggio 2008 ad aprile 2009 i prelievi sono stati tutti favorevoli».

Il Piccolo, 17 maggio 2009
 
INCONTRO TRA FRITTITTA E KOSIC 
Balneabilità, ”sentenza” entro maggio 
Favorevole l’80% delle analisi sulle acque negli ultimi sei mesi

L’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta ha espresso ieri di persona a Trieste all’assessore regionale alla Salute Vladimir Kosic le preoccupazioni dell’amministrazione su un possibile rinvio del ritorno alla balneabilità per le acque di Marina Julia. «L’assessore regionale ha sottolineato di avere però ben presente la situazione di Marina Julia e il proprio personale interessamento alla richiesta della revoca del divieto di balneazione avanzata dal Comune il 4 maggio – riferisce Frittitta -. Kosic ha assicurato che fornirà una risposta alla nostra istanza entro la fine di questo mese e non oltre». In questi giorni l’assessore comunale all’Ambiente aveva espresso il timore dell’ente locale di vedersi dilatare oltre il tempo massimo, cioé l’inizio della stagione estiva, il possibile rientro nella balneabilità a fronte della decisione della Regione di chiedere un parere, facoltativo, al ministero della Salute. Secondo il Comune, ci sono infatti già tutte le condizioni previste dalla normativa nazionale ed europea per permettere di togliere dalla spiaggia monfalconese i cartelli con cui si vieta la balneazione. Oltre l’80% dei prelievi effettuati nell’arco di sei mesi a cavallo delle stagioni 2008 e 2009 ha avuto esito favorevole e soprattutto i due di aprile e il primo di maggio hanno confermato l’efficacia degli interventi realizzati sulla rete fognaria di Marina Julia.

Il Piccolo, 23 maggio 2009 
 
BALNEABILITÀ  
L’Arpa conferma: «Il mare è pulito»
 
 
La qualità del mare monfalconese si mantiene buona, confermando quindi secondo l’amministrazione la legittimità della richiesta alla Regione per la revoca del divieto di balneazione ancora imposto a Marina Julia. Il dato del prelievo di metà maggio, effettuato dall’Arpa una settimana fa, ha avuto un esito favorevole, come i due effettuati ad aprile e quello dell’inizio del mese. Intanto giovedì si è riunito ancora una volta il gruppo di lavoro costituito dal Comune per definire e risolvere le cause dell’inquinamento del litorale. All’incontro hanno preso parte Provincia, Capitaneria, Comune di Staranzano, Irisacqua, Consorzio di bonifica, Consorzio industriale e rappresentanti degli esercenti. «Abbiamo fatto il punto della situazione che in sostanza prevede un completamento della rete fognaria di Nova Gorica entro il 2011 – afferma l’assessore Paolo Frittitta -, mentre per Gorizia non ci sono ancora date certe». La quota di inquinamento del golfo di Panzano che dipende dall’Isonzo non sembra quindi destinata a scomparire tanto in fretta. I lavori sulla rete fognaria di via Cavana sono stati invece ultimati. «Mancano quelli sulla roggia San Giusto che però saranno avviati a breve», sottolinea l’assessore all’Ambiente. Durante l’incontro la Provincia ha annunciato una complessiva rivistazione della rete fognaria dell’Isontino e interventi per migliorare il funzionamento degli sfioratori di piena con una spesa in quest’ultimo caso di 1,1 milioni di euro. (la.bl.)

 Messggero Veneto, 23 maggio 2009 
 
Marina Julia, l’Arpa conferma: acqua pulita  
Monfalcone: risultati positivi anche dal prelievo effettuato soltanto pochi giorni fa Intanto il Comune sta lavorando anche per migliorare l’aspetto della spiaggia
 
 
MONFALCONE. Prosegue la serie di dati favorevoli per l’acqua di Marina Julia. Anche il prelievo effettuato da Arpa a metà maggio ha dato un risultato buono, che attesta che l’acqua è pulita e non inquinata, dato utile a sostenere la richiesta del comune alla Regione perché venga riaccesa la balneabilità.
«Inoltre l’esito del prelievo conferma la bontà e l’utilità degli interventi che abbiamo fatto», afferma l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, che ricorda anche come quello che si può definire ormai “metodo Marina Julia” abbia determinato un interesse forte sulla questione una seria di azioni congruenti alla normativa europea. Giovedì si è svolto anche l’incontro del tavolo di lavoro a cui hanno partecipato, oltre al Comune di Monfalcone, anche la Provincia con il presidente Gherghetta, Arpa, Irisacqua, Consorzio di bonifica, Capitaneria di porto, Comune di Staranzano ed esercenti. sono state fornite tutte le informazioni sullo stato dell’arte e recepite invece le informazioni in merito al prossimo collegamento (previsto per il 2010) alla rete fognaria di Nuova Gorizia (50 mila abitanti equivalenti), fatto che dovrebbe in parte risolvere l’inquinamento portato al corno e all’Isonzo e quindi al mare di Marina Julia.
A livello locale sono stati completati i lavori di via cavano e avviati i lavori sulla roggia San Giusto, mentre la provincia rivisiterà la rete fognaria e riprogetterà gli scaricatori di piena (sono già stati stanziati un milione 100 mila euro). «I dati non sono più elementi di ricatto, ma strumenti per capire l’utilità di ciò che abbiamo fatto e ciò che eventualmente si dovrà fare. Il dato favorevole anche a metà maggio ci spinge con maggiore forza a chiedere alla Regione la balneabilità» sostiene l’assessore che ricorda anche come l’assessore regionale Kosic abbia assicurato, se non sulla tipologia della risposta, ma sulla tempistica: entro maggio la Regione risponderà.
Intanto a Marina Julia il Comune sta intervenendo per migliorare anche l’aspetto della spiaggia, oltre che la qualità dell’acqua. Ieri e giovedì, gli addetti dei servizi tecnici, dopo aver provveduto alla pulizia, hanno anche distribuito ghiaino, «rigorosamente certificato» dice l’assessore Giordano Magrin, nei tratti di spiaggia libera. Nei prossimi giorni verrà anche distribuita della sabbia, pure certificata.
«Si tratta di manutenzione ordinaria, che è quanto possiamo fare nei tratti di spiaggia che non sono in concessione e che sono di proprietà del demanio, a cui – dice Magrin – abbiamo intenzione di chiedere la possibilità di utilizzare alcune strutture dell’ex Playa, in particolare il bagno per i disabili e le docce». intenzione dell’assessore Magrin sarebbe anche quella di collocare in spiaggia dei contenitori di colori diversi per la raccolta differenziata, che dovrebbe però poi essere effettuata da Iris. Inoltre in un angolo dell’arenile è già stato realizzato un deposito temporaneo di alghe, che vengono poi rimosse settimanalmente.

Il Piccolo, 25 maggio 2009 
 
Tutti in spiaggia, i monfalconesi sfidano i divieti  
In migliaia ieri hanno affollato Marina Julia. Non fa paura il rischio-inquinamento
 
 
Caldo torrido in netto anticipo rispetto all’estate, con temperature oltre i 30 gradi e la spiaggia di Marina Julia ha potuto beneficiare ieri della prima vera giornata di tutto esaurito. Il via ufficiale alla stagione balneare sarà dato il primo giugno, con una cerimonia ufficiale e tanto di alzabandiera, ma quest’anomala ondata di caldo ha spinto migliaia di persone ad affollare la spiaggia di Marina Julia. Monfalconesi, stranieri presenti in città per lavoro, triestini e molti provenienti dall’Isontino e dalla Bassa friulana si sono sistemati sull’arenile, fin dalla prima mattinata, con sdraio, asciugamani e ombrelloni. Tanti hanno scelto Marina Julia per la presenza di parcheggi liberi altri perché la spiaggia è ampia e i bambini possono giocare in tranquillità. E in centinaia, in barba ai cartelli di divieto di balneazione, hanno trovato refrigerio in acqua. Le persone sembrano aver già capito che, nonostante i divieti, la ”salute” dell’acqua è buona, come peraltro confermato da tutte le recenti analisi effettuate dai tecnici dell’Arpa. Per molti basta vedere il colore dell’acqua per capire che il mare gode di ottima salute. E allora via libera a nuotate e a giochi in acqua. In attesa che dal ministero arrivi il via libera, caldeggiato oltre che dal Comune anche dalla Regione, per la rimozione dei cartelli di divieto. Un iter burocratico che gli amministratori sperano di veder concluso entro questa settimana, in modo da dare il via alla stagione balneare a pieno regime e con il riconoscimento della buona qualità delle acque della nostra zona. In questi giorni sono terminati anche i lavori di sistemazione della spiaggia.
Sono stati curati gli spazi verdi e le aiuole, è stato pulito il litorale, inoltre nei tratti di spiaggia libera sono stati stesi ghiaino e sabbia per ancorare la spiaggia, soggetta ad erosione. Inoltre tutti i concessionari storici hanno rinnovato le proprie licenze per i chioschi e la gestione dell’arenile antistante, così anche quest’estate offriranno i propri servizi per ampliare l’offerta turistica. Marina Julia affila le armi, quindi, in vista dell’estate e la quantità di persone che hanno preso d’assalto la spiaggia già a fine maggio suona come buon auspicio per l’avvio della stagione balneare. Non resta che attendere l’ok da Roma per eliminare il divieto di balneazione, così Marina Julia non avrà niente da invidiare alle altre spiagge della regione.
Rossella de Candia

Il Piccolo, 30 maggio 2009
 
CON L’ESTENSIONE DELLA RETE FOGNARIA ELIMINATE LE CAUSE CHE CONCORREVANO ALL’INQUINAMENTO
Marina Julia torna balneabile dopo due anni
I cartelli di divieto spariranno l’11 giugno quando la giunta regionale formalizzerà la decisione

 
di LAURA BLASICH

I cartelli di divieto di balneazione spariranno dalla spiaggia di Marina Julia. L’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, ha deciso di restituire la balneabilità alla spiaggia monfalconese, priva da quasi due anni, a fronte del percorso compiuto dal Comune di Monfalcone e, soprattutto, dell’esito favorevole dei campionamenti effettuati dall’Arpa tra la fine della scorsa estate e questa primavera. Il “verdetto” è stato emesso a conclusione del tavolo che si è tenuto giovedì a Trieste e al quale hanno partecipato il sindaco Gianfranco Pizzolitto, l’assessore comunale all’Ambiente, Paolo Frittitta, e il responsabile di Arpa per il settore acque, Giorgio Matassi. L’assessore Kosic ha quindi fornito una risposta all’amministrazione comunale entro la fine di maggio, come si era impegnato a fare e con una “puntualità” che l’assessore all’Ambiente Frittitta non manca di sottolineare. Monfalcone dovrà comunque attendere ancora una decina di giorni prima che la Regione formalizzi la sua decisione, perché, causa elezioni, la prima riunione utile della giunta Tondo avrà luogo l’11 giugno. L’appuntamento sarà preceduto quindi dal primo prelievo del mese di giugno, che sarà effettuato da Arpa all’inizio della prossima settimana e che il Comune si auspica davvero sia in linea con gli ultimi quattro, tutti favorevoli, realizzati tra aprile e maggio. «Nell’incontro abbiamo illustrato quanto abbiamo realizzato finora – spiega l’assessore Frittitta -, a livello zonale, cioé di Marina Julia, e a livello locale, cioé in città, per eliminare le cause monfalconesi dell’inquinamento del golfo di Panzano. Abbiamo illustrato anche i risultati che abbiamo ottenuto e che confermano come sia stata scelta la strada corretta per risolvere il problema». Gli interventi programmati a Marina Julia, per collegare tutte le utenze alla rete fognaria, sono stati del tutto ultimati, ormai, mentre quelli in corso in città da parte di Irisacqua per andare a un completamento dei collettori saranno portati a termine entro dicembre. «In base all’istruttoria compiuta, l’assessore regionale ha quindi comunicato che verrà data la balneabilità a Marina Julia – prosegue Frittitta -, purtroppo non prima dell’11 giugno, prima riunione utile della giunta. L’assessore Kosic ha però rispettato la promessa di fornirci un’indicazione prima della fine di maggio. Ringraziamo davvero l’assessore per l’attenzione dimostrata a Monfalcone». La Regione ha comunque deciso anche di aumentare il numero di prelievi mensili da due a tre, così da aumentare il controllo sulla qualità delle acque della spiaggia di Monfalcone. «Sappiamo che bastano due prelievi consecutivi sfavorevoli per la revoca della balneabilità – sottolinea l’assessore all’Ambiente – ed è per questo che continueremo a lavorare sul fronte della qualità delle acque del nostro mare, un problema che coinvolge la salute dei nostri cittadini». L’amministrazione comunale rimane convinta della fondatezza dello studio realizzato dall’Arpa di Gorizia su incarico sia dell’ente locale sia della Provincia e che ha individuato tra le cause principali dell’inquinamento del golfo quello, consistente, dell’Isonzo, trasportato, in caso di forti piogge, velocemente al mare dal canale De Dottori e dal canale Valentinis e poi sospinto a riva da condizioni di mare crescente. Per questo l’amministrazione comunale teme che, nonostante il completamento della rete fognaria in corso in città, lo spettro di nuovi sforamenti dei limiti previsti dalla normativa non scomparirà fino a quando non sarà realizzata la rete fognaria di Nova Gorica e completata quella di Gorizia. Intanto, l’assessorato ai Servizi tecnici ha effettuato in questi giorni la posa di un quantitativo di sabbia nelle aree della spiaggia di competenza del Comune, dopo che la scorsa settimana era stata stesa invece ghiaini per consolidare la battigia.

Messggero Veneto, 30 maggio 2009
 
Monfalcone. La decisione ufficiale della Regione dovrebbe arrivare l’11 giugno durante la riunione della giunta
Marina Julia, tolto il divieto di balneabilità
I recenti prelievi effettuati dall’Arpa hanno confermato che l’acqua è pulita

 
MONFALCONE. Marina Julia è balneabile. Lo ha riconosciuto l’assessore regionale alla salute, Vladimir Kosic, nel corso dell’incontro tenutosi giovedì a Trieste con il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, l’assessore all’ambiente Paolo Frittitta, il dirigente del settore ambiente del Comune di Monfalcone, Mariano Dudine, e il responsabile scientifico di Arpa, Giorgio Mattassi, oltre a dei funzionari della Direzione regionale alla salute.
L’ufficialità della balneabilità, attesa da Monfalcone da un anno, dovrebbe arrivare probabilmente l’11 giugno, data della prima riunione utile della giunta regionale, ma già ora il Comune si attiverà per quanto di sua competenza, in modo da poter togliere il prima possibile le funeste tabelle di «non banelabilità».
Soddisfatto per il risultato l’assessore Frittitta, che ringrazia innanzi tutto l’assessore Kosic. «A fine aprile ci aveva promesso che entro maggio ci avrebbe dato una risposta ed è stato di parola. Da parte nostra avevamo già inviato una richiesta di accensione della balneabilità accompagnata da tutta la documentazione relativa, lo studio di Arpa e gli atti degli interventi realizzati» dice, ricordando che gli interventi zonali (collegamento alla rete fognaria dei condomini del complesso Venus e del villaggio Albatross) sono stati realizzati al 100 per cento, mentre per dicembre dovrebbero essere realizzati anche gli interventi locali ovvero l’allacciamento alla rete fognaria della parte Nord-Ovest di Monfalcone.
«È un risultato che ci conforta, anche per il grande lavoro che abbiamo realizzato, dando vita a quello che è ormai il Sistema Marina Julia. Certo non è la fine del nostro impegno. Il comune infatti – prosegue Frittitta – intende continuare il monitoraggio per garantire la salubrità delle acque, effettuandolo non ogni 15 giorni, ma ogni 10 giorni. E continuiamo il controllo coscienti che se si dovessero verificare due monitoraggi negativi, potremmo perdere nuovamente la balneabilità.Terremo comunque sempre informata la cittadinanza».
Resta il fatto che i prelievi di aprile e maggio sono stati favorevoli per Marina Julia e che tutto ciò che è stato fatto dal comune, grazie anche lavoro del tavolo interistituzionale, è perfettamente orientato con quanto previsto dalla nuova normativa, che apprezza oltre al controllo e ai dati sulle acque anche gli interventi strutturali previsti e realizzati per garantirne la qualità.

Il Piccolo, 02 giugno 2009 
 
CERIMONIA UFFICIALE ALLE 17.30  
Marina Julia, sabato il via alla ”stagione”  
Sistemata la spiaggia con la stesura di 500 tonnellate di sabbia e ghiaino
 
 
Acquisito il permesso alla balneazione e risistemata la spiaggia,l’amministrazione comunale si prepara a inaugurare la nuova stagione estiva di Marina Julia. L’apertura è fissata per sabato, alle 17.30, con una breve cerimonia che avrà luogo sulla scalinata dell’accesso principale alla spiaggia. A sottolineare l’alzabandiera sui pennoni che si trovano al culmine della gradinata dovrebbe essere la Banda civica, con la quale l’assessore alla Cultura, Paola Benes, ha preso contatto in questi giorni. Intanto, come spiega l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin, sono state stesi circa 500 tonnellate, portata sul litorale di Marina Julia la scorsa settimana, nei tratti di cui è concessionario il Comune. Il materiale è stato steso nelle zone a monte della fascia in cui in precedenza era stato collocato del ghiaino, utile come ancoraggio della battigia, soggetta a pesanti fenomeni di erosione, soprattutto nella zona antistante il villaggio turistico Albatros. Il materiale è stato collocato comunque non solo nella zona antistante l’ingresso principale e poi verso il Lido di Staranzano, ma anche nell’area compresa tra la sede dell’Associazione windsurfing e il tratto in concessione all’Albatros. «Vediamo se riusciamo a recuperare ancora qualche risorsa finanziaria – afferma l’assessore Magrin – in modo tale da stendere ancora un po’ di sabbia tra l’ex Playa e l’ultima concessione verso il Lido». L’assessore ai Servizi tecnici tiene ancora una volta a ribadire che quella che sta effettuando il Comune è in ogni caso manutenzione ordinaria, visto che l’ente locale ha l’affidamento della gestione, ma la proprietà rimane del demanio. Un intervento più consistente di ripascimento sarà messo in pratica con i 350mila euro stanziati dall’assessorato regionale alla Protezione civile, che l’ha voluto legare a pratiche innovative e quindi a una collaborazione con l’Università di Trieste. La realizzazione del progetto “Sand castle” è però slittata alla prossima stagione, visto l’allungarsi della tempistica di approvazione dell’intervento. Intanto è stata definita un’intesa con Iris per la raccolta e lo smaltimento delle alghe spiaggiate nei tratti di competenza del Comune. A occuparsi della rimozione delle alghe sarà comunque una cooperativa, mentre il costo del servizio dovrebbe aggirarsi sui 30mila euro. In settimana sulla spiaggia saranno collocati inoltre i contenitori per effettuare la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro. L’assessorato alla Cultura sta intanto lavorando a una possibile estensione della convenzione con la Pro loco in modo da poter effettuare dell’animazione anche a Marina Julia nel corso dell’estate. A monte di questa serie di azioni del Comune sta comunque il risultato fondamentale di aver ottenuto dalla Regione il via libera alla balneabilità. L’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, sensibilizzato sul tema dal consigliere regionale della Lega Nord Federico Razzini, ha deciso alla fine della scorsa settimana di restituire la balneabilità alla spiaggia monfalconese a fronte del percorso compiuto dal Comune di Monfalcone e, soprattutto, dell’esito favorevole dei campionamenti effettuati dall’Arpa tra la fine della scorsa estate e questa primavera. Monfalcone dovrà comunque attendere ancora quakche giorno prima che la Regione formalizzi la sua decisione, perché, causa elezioni, la prima riunione utile della giunta Tondo avrà luogo l’11 giugno. L’appuntamento sarà preceduto quindi dal primo prelievo del mese di giugno, che l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, che ha lavorato con caparbietà per restituire a Marina Julia il permesso alla balneazione, si auspica davvero sia in linea con gli ultimi quattro, tutti favorevoli, realizzati tra aprile e maggio. (la. bl.)

Il Piccolo, 05 giugno 2009 
 
Bagni sicuri a Staranzano, il Lido promosso dall’Arpa  
Rese note le analisi dell’Agenzia per l’ambiente: i valori di coliformi e streptococchi sono nei limiti
 
 
di CIRO VITIELLO

STARANZANO Il mare del Lido di Staranzano è balneabile. L’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) ha comunicato ieri al Comune, i valori delle analisi risultati ampiamente nella norma, relative al 4 maggio scorso: “coliformi totali” 143 su 100 millilitri d’acqua (il limite consentito è 2.000), “coliformi fecali” 11 (il massimo è 100), “streptococchi” 51 (massimo 100), “salmonella assenti”. Un trend positivo che si allunga dalla passata stagione, a conferma che l’inquinamento, anche se il mare è sempre sotto osservazione, sembra oramai alle spalle, un brutto ricordo. Invece rappresenta un ottimo segnale per l’estate che ha già dato segni della sua forte presenza con il caldo eccezionale di maggio. La notizia è ancora più incoraggiante per gli operatori degli stabilimenti balneari “Jeko bay” e “Surf bar” dopo che anche il mare di Marina Julia è tornato pulito.
Intanto, proprio nei giorni scorsi il Lido di Staranzano è stato ripulito da detriti, tronchi e quintali di alghe e con il bel tempo è cominciata una stagione estiva promettente con l’assalto dei bagnanti alla spiaggia degli ultimi fine settimana. In primo luogo è stato portato via il materiale ingombrante (tronchi di una certa dimensione scaricati in mare dall’Isonzo e anche la carcassa di una vecchia imbarcazione). Poi con l’ausilio di una ruspa sono state ammassate tutte le alghe in una zona della spiaggia che non potesse turbare la presenza dei bagnanti. La ripulitura ha prima interessato lo stabilimento “Jeko bay”, poi man mano si è arrivati al “Surf bar”.
Per nascondere l’ammasso delle alghe, al momento è stata creata una sorta di “mascheratura” dell’area di deposito, nell’attesa di effettuare la cosiddetta “vagliatura”. Il procedimento consiste nell’utilizzo di un macchinario a nastro, dove vengono prelevate le alghe senza portare via anche la sabbia. E le alghe successivamente verranno portate allo smaltimento.
L’ufficio dei servizi tecnici del Comune di Staranzano ha inoltre programmato per tutta l’estate due passaggi settimanali (martedì e venerdì) per la pulizia delle alghe. C’è vita infatti sulla spiaggia staranzanese. Il “Surf bar” uno dei due stabilimenti balneari proprio al confine con Marina Julia, continua a essere meta dei surfisti provenienti da tutta la Regione e dalla vicina Slovenia. È rimasto praticamente operativo anche durante i fine settimana invernali. La titolare Cristina Geron aveva più volte sollecitato al Comune di Staranzano di mettere a posto la spiaggia. Invece il “Jeko bay” si sta rimettendo a nuovo perché in questo fine settimana è prevista l’apertura ufficiale della struttura.
La Regione, intanto, per i danni causati dalla mareggiata dello scorso anno che ha spazzato il litorale, per la concessione di contributi ha chiesto un’integrazione di documenti. Staranzano aveva domandato un contributo per i danni per 108mila euro.

Il Piccolo, 12 giugno 2009 
 
IL SINDACO DI STARANZANO PRESOT: «PAGHIAMO COLPE DI ALTRI. NELL’ISONZO SI SCARICA DI TUTTO»  
Mare inquinato, stop ai bagni al Lido  
Doccia fredda dalle ultime analisi dell’Arpa: valori molto elevati di coliformi e streptococchi
 
 
di CIRO VITIELLO

STARANZANO Bagni vietati al Lido di Staranzano. L’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) a sorpresa ha comunicato ieri all’amministrazione comunale che i valori delle analisi effettuate il 25 maggio e quelle successive di controllo fino al 3 giugno, hanno superato di molto i limiti consentiti dalla legge. Solo due settimane prima, il mare era pulitissimo. «Visti i risultati delle analisi microbiologiche negative – scrive l’Arpa – dai campioni di acque di balneazione prelevati il 18 maggio e nei giorni 25, 26, 27 maggio e 1, 2, 3 giugno, la zona del Lido risulta temporaneamente non idonea alla balneazione». I valori dei coliformi totali e quelli degli altri parametri hanno subìto, infatti, un’impennata notevole sforando completamente i valori minimi. Infatti, da 3.200 (il limite consentito è 2.000) del 25 maggio hanno raggiunto il 3 giugno nel prelievo delle 9.40, addirittura il valore di 7.800, cioè circa quattro volte in più di quello massimo consentito.
Il sindaco Lorenzo Presot, a pochi giorni dalla sua rielezione, è stato così costretto a firmare la sua prima ordinanza indicante il divieto di balneazione e l’immediata sistemazione della segnaletica sulla spiaggia da parte del personale comunale. Non c’è pace, dunque, per il Lido che solo fino a pochi giorni prima, aveva l’acqua di mare perfettamente a posto come indicavano, infatti, i valori relativi al 4 maggio scorso che erano: coliformi totali 143 su 100 millilitri d’acqua, coliformi fecali 11 (il massimo è 100), streptococchi 51 (massimo 100), salmonella assente.
«Continuiamo a pagare colpe di altri – afferma Presot – senza che i diretti interessati prendano i dovuti provvedimenti. E così si scarica nell’Isonzo di tutto e di più: acque di fogna arrivano direttamente in mare senza passare per il depuratore e l’inquinamento che arriva dal canale De Dottori o da zone prive di fognature. Il gioco delle correnti, inoltre, ci castiga perché la zona avendo la conformazione di un imbuto, spesso concentra l’inquinamento o al Lido di Staranzano o sulla spiaggia di Marina Julia. Le stesse correnti poi si portano via l’inquinamento in altre parti. Spesso è capitato che da noi era balenabile e a Monfalcone no. O viceversa. Comunque c’è qualcosa che non quadra e sicuramente la Regione dovrebbe mettere mano a questo problema, trovare la soluzione individuando i veri colpevoli».

Il Piccolo, 13 giugno 2009 
  
ALZABANDIERA ALLE 13  
Via alla stagione a Marina Julia  
Slitta la delibera regionale: divieti di balneazione in vigore
 
 
La nuova stagione estiva per Marina Julia si apre ufficialmente oggi, alle 13, al culmine della scalinata dell’accesso principale alla spiaggia, ma ancora senza il via libera formale della Regione alla rimozione del divieto di balneazione che da quasi due anni incombe sul litorale. Nonostante l’impegno dichiarato dell’assessore regionale alla Salute al tavolo di fine maggio, nella sua ultima riunione di giovedì pomeriggio la giunta Tondo non ha approvato la delibera relativa alla concessione della balneabilità al litorale monfalconese, che pure ha accumulato oltre l’80% di campionamenti favorevoli nell’arco di sei mesi consecutivi a cavallo delle stagioni balneari 2008 e 2009. Il sindaco Pizzolitto, come riferisce l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, ha chiamato la Regione per chiarimenti, sentendosi rispondere che non c’è stato il tempo sufficiente per predisporre il dispositivo della delibera e che se ne discuterà la prossima settimana. Il rischio concreto è che però ciò avvenga alla luce di un esito sfavorevole (come avvenuto a Staranzano) del primo monitoraggio di giugno, mese apertosi all’insegna della piovosità e quindi di un possibile incremento del livello di inquinamento che viene scaricato nel golfo di Panzano dai canali.

Il Piccolo, 14 giugno 2009
 
PREOCCUPAZIONE PER LA SALUTE DELL’ACQUA DOPO I RISULTATI DEI PRELIEVI AL LIDO DI STARANZANO  
Marina Julia, inaugurata la stagione dei bagni  
La spiaggia è tuttora in attesa dalla Regione della revoca del divieto di balneazione
 
 
Una giornata di sole e vento leggero ha consentito di aprire nel migliore dei modi la nuova stagione estiva di Marina Julia. Per festeggiare davvero, però, si sta attendendo la delibera con cui la giunta regionale dovrebbe restituire la balneabilità alla spiaggia che, a causa di alcuni episodi di inquinamento, ne è priva ormai da quasi due anni. Il via libera pareva certo, visti gli impegni assunti dall’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, a fronte dell’esito favorevole dei campionamenti nel corso di sei mesi consecutivi a cavallo delle stagioni 2008 e 2009, ma sulla decisione finale rischia di pesare il risultato del primo monitoraggio di giugno, che per il Lido di Staranzano non è stato affatto buono. «L’inaugurazione di oggi avviene quindi un po’ in sordina – ha detto ieri l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, intervendo all’appuntamento di ieri -, perché stiamo ancora attendendo dalla Regione il via libera alla balneabilità. Fino alla seconda metà di maggio non abbiamo avuta alcun problema di qualità delle acque, ma il quadro potrebbe essere cambiato a causa della forte piovosità dell’inizio di questo mese, come l’analisi effettuata davanti al Lido di Staranzano ha confermato. Aspettiamo con ansia la prossima riunione di giunta, all’inizio della settimana».
All’apertura della stagione Marina Julia si è intanto presentata in ordine e curata, per quanto nelle possibilità del Comune, dal punto di vista finanziario, ma anche di competenze assegnate dal Demanio e limitate di fatto solo all’aspetto concessorio. Dopo la pulizia di inizio anno dai detriti delle mareggiate, per la quale sono stati spesi 8mila euro, l’ente locale, grazie all’impegno dell’assessorato ai Servizi tecnici, ha steso sul litorale 3mila tonnellate di ghiaino e 8mila tonnellate di sabbia. «L’amministrazione comunale ha trovato la collaborazione di tutti i concessionari in questa operazione», ha sottolineato Magrin, che ha voluto ringraziare anche la consigliere di An per il Pdl Suzana Kulier, presente ieri, per «le sollecitazioni e i pungoli arrivati attraverso le sue interrogazioni». La squadra lavori ieri mattina si è inoltre messa all’opera alle 6 per effettuare un’ulteriore pulizia dei tratti privi di concessionari, mentre lungo tutto il litorale sono state posizionate cinque postazioni di contenitori per la raccolta differenziata. L’assessore alla Cultura Paola Benes ieri ha ribadito di aver contattato alcune band locali per verificare la possibilità di effettuare dell’animazione musicale in spiaggia. «Verificheremo con gli operatori quali possono essere le soluzioni migliori – ha detto ieri Paola Benes -, perché forse sarebbe utile se l’intrattenimento andasse ad allungare la giornata a Marina Julia. Si tratta di capire anche dove realizzare questo tipo di eventi». L’assessore alla Cultura e al marketing territoriale sta inoltre lavorando alla realizzazione di una promosione unica delle realà turistiche e ricreative insediate a Marina Julia. «Speriamo si riesca a valorizzare sempre di più la nostra spiaggia – ha sottolineato Suzana Kulier -, che offre molti vantaggi, anche alle famiglie, a iniziare dalla disponibilità di parcheggi gratuiti. Sono d’accordo quindi sul fatto di animare la spiaggia con iniziative musicali o magari dei giochi». Il consigliere provinciale e comunale Fabio Del Bello sta predisponendo una nuova mozione da sottoporre al Consiglio comunale per sostenere uno sviluppo unitario delle spiagge di Marina Julia e del Lido di Staranzano.

Messaggero Veneto, 14 giugno 2009 
 
Monfalcone. Il 16 giugno la giunta Tondo esaminerà la situazione relativa alla qualità dell’acqua del mare. Il nodo dei servizi e delle iniziative  
Inaugurata la stagione turistica a Marina Julia  
Ma il Comune attende ancora che la Regione revochi finalmente il divieto di balneazione
 
 
MONFALCONE. Issate le bandiere dell’Europa e del Comune di Monfalcone sui tre pennoni in cima alla scalinata di ingresso, s’è iniziata ieri ufficialmente la stagione balneare di Marina Julia, il quartiere a mare della città dei cantieri che sta attendendo dalla Regione la revoca della non balneabilità e, quindi, il permesso alla balneabilità anche a fronte dei risultati favorevoli del monitoraggio dell’acqua eseguiti dall’Arpa e dei lavori realizzati nel corso dell’autunno e dell’inverno dal Comune, sia a livello zonale (il collegamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross) sia a livello locale (l’inizio dei collegamenti alla rete fognaria delle zona a nord-ovest di Monfalcone).
E’ stato l’assessore ai servizi tecnici, Giordano Magrin, a dare il via ufficiale all’estate 2009, ricordando che già a inizio anno si è cominciato tenere sotto controllo la spiaggia, effettuando i lavori di pulizia dei detriti, rami, rifiuti portati dalle mareggiate, con una spesa di 8 mila euro.
Da maggio poi s’è iniziata la manutenzione ordinaria del litorale, dove sono state portate 3.000 tonnellate di ghiaino e 7.000 tonnellate di sabbia.
«Tutte certificate e compatibili con l’area. L’amministrazione ha trovato la collaborazione di tutti gli esercenti Sussarello, Calamita e villaggio Albatross», ha detto Magrin, ringraziando la consigliere Suzana Kulier Pusateri per aver più volte, tramite interrogazioni consiliari, sollecitato gli interventi in spiaggia.
«Certo inauguriamo la stagione in sordina perché attendiamo la certificazione della Regione in merito alla salubrità della nostra acqua, che fino all’altro giorno era pulita. Forse con le piene dell’Isonzo di maggio che porta al mare il suo carico di inquinamento, qualcosa potrebbe essere cambiato – ha detto ancora l’assessore – e quindi attendiamo con ansia la riunione della giunta regionale del prossimo 16 giugno, dove dovrebbe essere deliberata la balneabilità».
Ha ringraziato anche la squadra lavori per gli interventi realizzati, anche ieri mattina, quando sono state asportate le alghe.
L’amministrazione comunale attende inoltre anche la risposta del Demanio in merito alla richiesta di poter utilizzare docce e bagni, un tempo in concessione al locale La Playa, ora non in attività.
Da parte sua, Suzana Kulier Pusateri ha evidenziato ancora una volta la necessità di valorizzare la spiaggia, che «è bella, offre un ottimo servizio posteggi, giochi per i bambini ed è adatta alle famiglie. Sarebbe bello inoltre realizzare una passerella per favorire l’arrivo al mare delle persone disabili in carrozzina e anche promuovere occasioni di animazione».
È stata Paola Benes, assessore alla cultura, a confermare che sono già state contattate band musicali locali «per dare vita a rock-spritz, aperitivi serali in spiaggia, che possano richiamare gente, senza disturbare gli stabilimenti balneari».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 08 aprile 2009 
 
Centralina dell’Arpa da 4 giorni fuori uso  
Impossibile verificare i livelli in centro città delle polveri sottili
 
 
La centralina anti-smog dell’Arpa è di nuovo fuori servizio. Da giovedì scorso, infatti, le polveri sottili sono scomparse dalla misurazione. Un malfunzionamento temporaneo, si era detto allora, che aveva comportato l’impossibilità di misurare la quantità dell’agente inquinante presente in atmosfera. Ma il problema, che doveva essere risolto a breve, è a quanto pare ancora presente, anche se l’Arpa assicura tempi rapidi di intervento. Sta di fatto che ancora per una volta Monfalcone è rimasta scoperta dal punto di vista del controllo dell’inquinamento più pesante, quello relativo alle automobili, che di fatto decide sulla chiusura o meno del centro città. Proprio una violazione ripetuta per più di tre giorni alle polveri sottili infatti determina l’applicazione del Piano antinquinamento, che prevede di fatto la possibilità di chiusura dell’intero centro città. Se di fatto si fosse verificata tale possibilità ora, non lo si sarebbe saputo (dato che da giovedì a oggi i giorni sono più di tre). Per fortuna, l’eventualità è lontana, visto che nei giorni in cui ancora la misurazione era attiva le polveri sottili erano attorno ai 26 microgrammi per millimetro, quindi ben lontani dalla soglia dei 50 previsti per legge.
Questo però non significa la certezza assoluta, tanto più che il Comune ha individuato proprio il mese di aprile come uno di quelli più a rischio, decidendo di organizzare per la fine del mese la domenica a piedi come sensibilizzazione sul tema dell’ambiente e della sua tutela.

Il Piccolo, 09 aprie 2009 
 
Centralina dell’Arpa di nuovo in funzione  
Nessun superamento nei giorni scorsi delle polveri sottili
 
 
Riparato il guasto alla centralina dell’Arpa. La mancanza dei dati relativi al parametro Pm10 (polveri sottili) a partire da venerdì scorso è stato causato da un guasto tecnico alla pompa di aspirazione dell’analizzatore delle polveri della centralina.
Questo tipo di guasto rientra nella normale casistica per apparecchiature in funzione tutto l’anno, 24 ore su 24. Prontamente allertata, la ditta specializzata martedì ha provveduto alla sostituzione della pompa. I dati dell’altro giorno non hanno evidenziato criticità, anche se non sono stati resi disponibili poiché coprono meno del 75% della giornata.
Oggi la centralina riprenderà la diffusione delle rilevazioni con la conferma di assenza di criticità. Nel periodo primaverile le polveri sottili non presentano di norma superamenti. Non si verificano, infatti, fenomeni di inversione termica persistente, che favoriscono il ristagno atmosferico nei bassi strati e quindi l’accumulo delle sostanze inquinanti (tra cui le Pm10). Da segnalare poi che in aprile non si sono mai verificati superamenti del limite giornaliero. Ma vediamo i dati di questi ultimi tre anni a Monfalcone. Tenendo conto che il limite è di 40 microgrammi/m3, la media è stata la seguente: nel 2006 18 microgrammi, nel 2007 19, nel 2008 16; nel 2009 naturalmente è da determinare.
Il numero massimo annuale del superamento dei limiti è 35. Nel 2006 ve ne sono stati 2 (a novembre e dicembre), nel 2007 invece 5 (a gennaio e febbraio), nel 2008 7 (a febbraio e novembre), finora nel 2009 uno (il 1° marzo). Perciò i dati che sono stati registrati a Monfalcone sono del tutto tranquillizzanti per una città con elevato traffico veicolare e numerosi insediamenti industriali.

Messaggero Veneto, 03 maggio 2009 
 
Qualità dell’aria, dalle centraline dati confortanti 
 
MONFALCONE. L’aria di Monfalcone è di buona qualità: lo attestano le stazioni di monitoraggio organizzate nella rete industriale Endesa, attualmente installate nell’area cittadina, che indicano come la qualità dell’aria (in generale nelle aree urbane della regione) sia in netto miglioramento e la concentrazione di biossido di zolfo e monossido di carbonio rientrino nei parametri di legge.
I dati sono forniti dall’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Giorgio Pacor (già di Forza Italia e confluito ufficialmente nel corso dell’ultima seduta nel Gruppo misto-Udc) riguardante la qualità dell’aria cittadina e il relativo piano di miglioramento. «La Regione ha approvato il progetto di Piano di miglioramento della qualità dell’aria anche alla luce della direttiva europea», ha confermato Frittitta, affermando come si tratti di una piano che deve intendersi come primo documento anticipatore di quello che sarà il piano definitivo, in corso di elaborazione e che sarà sottoposto a Valutazione ambientale strategica.
Con riferimento a tale articolato progetto, che prevede analisi della situazione e pianificazione di interventi, l’assessore ha spiegato che in città la situazione relativa al biossido di azoto è buona e che anche il livello di benzene è tenuto sotto controllo. «La qualità dell’aria in riferimento alla smog fotochimico (ozono) è critica, invece, sia nelle aree urbane, sia in quelle extraurbane e rurali. Con riferimento alle zone industriali e agli inquinanti principali(ossidi di zolfo, azoto e particelle sospese) non si verificano situazioni critiche nelle centraline installate a Monfalcone», ha assicurato, aggiungendo che tra le azioni proposte dal progetto regionale per la città dei cantieri si citano il supporto al risparmio energetico per l’industria e il terziario, con iniziative di risparmio energetico anche nelle abitazioni private, il supporto per le emissioni da verniciatura, passaggio a gas degli impianti a olio combustibile e in particolare la conversione a gas naturale della centrale Endesa.
Nel corso del consiglio, Lionella Zanolla (Gruppo misto-La destra) ha chiesto se il Comune intenda collaborare con i volontari del rifugio per animali La Cuccia nell’operazione di demolizione e rimozione dei detriti della vecchia sede di via Bagni.
Richiesta a cui l’assessore Massimo Schiavo ha risposto promettendo di individuare una strategia per riuscire, in qualche modo, ad aiutare l’associazione. E sempre Schiavo si è impegnato a chiedere un incontro con l’Azienda di trasporto pubblico per verificare la possibilità di istituire linea di trasporto notturno, così come sollecitato da Paolo Bearzi (Lega Nord), «misura che potrebbe riportare gente in città, visto che oggi – ha detto il consigliere – con la possibilità di incappare in pur giustissimi controlli delle forze dell’ordine, i locali pubblici di sera sono praticamente vuoti».
Cristina Visintini

Messaggero Veneto, 01 aprile 2009 
 
Polveri sottili, oltrepassati i limiti nel 2008 in febbraio e novembre 
MONFALCONE 
L’assessore Frittitta fornisce i dati chiesti da Pacor (Pdl)
 
 
MONFALCONE. Quale è lo stato dell’aria del Comune di Monfalcone, rispetto ai paramenti previsti dal progetto di Piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria, progetto approvato dalla giunta regionale il 12 marzo?
La domanda è posta dal consigliere comunale Giorgio Pacor (Pdl), che ricorda come nel progetto sia specificatamente presa in considerazione l’area di Monfalcone. L’interrogazione è stata presentata ieri e sarà affrontata nei prossimi consigli, ma già nell’ultima assemblea consiliare, sempre in seguito a interrogazioni presentate da Pacor, si è parlato di ambiente, qualità di acqua e aria.
Tanto che l’assessore Paolo Frittitta ha consegnato al consigliere un fascicolo con una relazione di sintesi sui dati dell’ambiente 2008. Circa lo stato dell’aria e relative azioni del Comune, è predisposto un sistema di monitoraggio basato sulla centralina collocata nel giardino della scuola Duca d’Aosta e gestito da Arpa, con cui sono rilevati monossido di carbonio, biossido di azoto e di zolfo, polveri sottili e ozono. Le polveri sottili, Pm10, sono l’indicatore più usato per la caratterizzazione delle qualità dell’aria. Nel 2008 solo in due mesi (febbraio, sei giorni ma non consecutivi, e novembre, un giorno) si è sforato il limite di Pm10, mantenendo per tutto l’anno un livello ben al di sotto del limite. In occasione dello sforamento di febbraio (il picco sul limite di 50ug su metro cubo è stato registrato il 25 febbraio con 104 ug/metro cubo, sceso però subito dopo a 76 e poi 34 ug) si è intervenuti prontamente con il Pac, piano di azione comunale, di cui Monfalcone (primo di Regione) è dotato e che prevede il blocco del traffico nel centro della città, il lavaggio delle strade, la diminuzione di un grado del riscaldamento (esclusi i luoghi sensibli). Non ci sono stati sforamenti di biossido di azoto.
In ogni caso è previsto che al verificarsi di episodi di inquinamento acuto, Arpa trasmetta i dati a Regione e Comune il prima possibile e comunque entro le 12 del giorno seguente. Comunicazione che deve proseguire fino a fine emergenza. A supporto dei dati della centralina esiste il Sistema chimico e meteorologico per il rilevamento della qualità dell’aria, rete di centraline di proprietà della centale E.On dislocate sul territorio isontino. Per Monfalcone la centralina è collocata in via Natisone, rione di largo Isonzo. Se si verificano sforamenti, ancora una volta è Arpa a darne comunicazione. Circa la centrale elettrica, la stessa è dotata sui gruppi 1 e 2 di dispositivi per la desolforazione dei fumi effluenti dalle caldaie, che usano un processo calcare-gesso a umido.
«Circa la conversione a gas dei gruppi 3 e 4 a seguito della conferenza servizi di dicembre a Roma – si legge nel fascicolo – saranno autorizzati per 47 mesi dalla data di rilascio dell’Aia, tempo entro cui il gruppo 4 andrà convertito in ciclo combinato turbogas». (c.v.)

Il Piccolo, 26 marzo 2009 
  
Spiaggia, i lavori slittano a fine estate  
Rinviata l’attuazione del piano sperimentale di ripascimento
 
 
Rimandato, ancora una volta, il ripascimento di Marina Julia. Nonostante ci siano buone speranze che, quest’estate, il mare possa tornare balenabile. Almeno questo l’obiettivo cui punta il Comune con le analisi (decisive) che verranno effettuate dall’Arpa a maggio. Siccome nei mesi scorsi i monitoraggi hanno avuto esito negativo, ecco che l’amministrazione ha già preallertato la Regione: se anche a maggio tutto sarà ok, sarà avanzata la richiesta di far tornare balneabile Marina Julia. Acqua pulita, dunque, ma spiaggia destinata a restare in pessime condizioni per tutta l’estate, visto che l’intervento sperimentale con tecniche naturalistiche in grado di durare nel tempo, sfruttando i fondi regionali di 349mila euro per risistemare il litorale distrutto dalle mareggiate del 2008 potrà essere effettuato solo in autunno e non entro l’inizio dell’estate, come annunciato. «Purtroppo i tempi si sono ristretti – spiega il vicesindaco Silvia Altran – e quindi dovremmo rimandare tutto a dopo l’estate. Comunque l’intervento ci sarà e sarà risolutivo». Reazione desolata, ovviamente, dei gestori delle concessioni che si aspettavano, quest’anno, di poter riavere la spiaggia nelle sue condizioni migliori. Il progetto, elaborato assieme alle Università di Udine e Trieste e al Master sul rischio idrogeologico, doveva comportare l’uso del sistema sperimentato per la prima volta a SaintGermain-Sur-Ay, in bassa Normandia. Si tratta della tecnica Sand Castle, che prevede lo scavo di «trincee» parallele alla linea di costa in cui viene inserito un prodotto ecologico, composto da una trentina di sostanze naturali, ma in grado di consolidare la spiaggia, bloccando l’erosione, ma anche di far tornare la sabbia a essere idrofila.
Sul fronte della balneazione, invece, sembra che le cose possano mettersi nel verso giusto. «I risultati finora rilevati dai monitoraggi – spiega Frittitta – sono buoni, indicano che i problemi sono sporadici e si verificano solo in acque superficiali. Purtroppo però, per legge, sono necessarie conferme in tal senso per 6 mesi per poter riottenere la balneabilità. Contiamo quindi, se anche i dati di aprile dell’Arpa saranno favorevoli, di avere una spiaggia comunque agibile e con il mare balneabile per tutta l’estate». Peccato soltanto che le condizioni dell’arenile non saranno tali da attirare grandi folle sul litorale monfalconese.
Elena Orsi

Il Piccolo, 30 marzo 2009 
 
RIMANDATA A SETTEMBRE UNA RADICALE AZIONE DI RIQUALIFICAZIONE  
Marina Julia, una task-force per la spiaggia  
Previsti a breve interventi di minima per la sistemazione del litorale
 
 
Anche se il ripascimento verrà rimandato a settembre, per l’estate, che il mare sia balneabile o meno, si interverrà per mettere a punto la spiaggia e farne un habitat confortevole anche solo per prendere il sole. Lo assicura l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin, che sottolinea come «Marina Julia, anche se dovremmo rinviare l’intervento a dopo l’estate, sarà soggetta a un intervento di sistemazione di minima». L’arenile è infatti in condizioni difficili dopo l’inverno. «Non possiamo lasciare le cose così come sono – spiega – anzi, dobbiamo comunque prevedere, almeno per un minimo, una sistemazione della sabbia nelle aree comunali per renderla praticabile. Ecco perchè questa settimana metteremo in campo una task-force tra tutti i soggetti interessati così da poter capire in che modo intervenire al meglio, anche dal punto di vista del ripascimento». Magrin infatti conferma che non c’è alcuna certezza di iniziare l’intervento prima della stagione estiva, pure se i fondi regionali ci sono e sono stati confermati. «Dobbiamo però capire come fare, visto che si tratta di un intervento del tutto sperimentale. Certo che, se anche il ripascimento non verrà effettuato, è chiaro che in qualche modo si dovrà intervenire con una sistemazione di minima, in modo da rendere l’arenile praticabile già per i mesi di maggio e giugno». Non solo: si sta valutando anche di installare, sempre sulle aree di concessione comunale, dei servizi igienici e una doccia. L’intervento consisterà in pratica nel posizionamento di nuovo sabbia in modo da rimpolpare la spiaggia. Una cosa più semplice quindi del ripascimento, elaborato assieme alle Università di Udine e Trieste e al Master sul rischio idrogeologico di Gorizia, che prevedeva l’uso del sistema sperimentato per la prima volta in Bassa Normandia, la cui spiaggia era sottoposta a un violento fenomeno di erosione, provocato anche da escursioni di marea che sono tra le più ampie al mondo e da correnti estremamente forti. Si trattava della tecnica Sand Castle, che prevede lo scavo di «trincee» parallele alla linea di costa in cui viene inserito un prodotto ecologico, composto da una trentina di sostanze naturali, ma in grado di consolidare la spiaggia, bloccando l’erosione.

Messaggero Veneto, 02 aprile 2009 
 
Monfalcone. Sostenuto da fondi regionali, non darebbe risultati come a Grado e Lignano  
Marina Julia, dubbi sul piano di sistemazione della spiaggia
 
 
MONFALCONE. Si sta avvicinando la bella stagione e diventano argomento di attualità lo stato e il ripascimento della spiaggia di Marina Julia, che anno dopo anno viene mangiata da mareggiate e maltempo, ma anche semplicemente dal lavorio delle onde del mare.
La sistemazione di Marina Julia non sarà però un’operazione né di poco conto né da poter fare a breve e c’è il rischio che altri litorali, quali Grado e Lignano, intervengano più rapidamente di Monfalcone. L’idea per Marina Julia è quella d’intervenire con un metodo di ripascimento tutto naturale, che consentirà di porre rimedio all’erosione del mare e degli agenti atmosferici grazie a un prodotto composto a sua volta da una trentina di prodotti naturali, distribuito meccanicamente sulla spiaggia che mantiene il suo aspetto naturale. Il metodo, noto come “Sand castle”, sperimentato per la prima volta in Europa sulla spiaggia di Saint-Germaine-sur-Ay, è proposto da una società americana e potrà essere applicato alla spiaggia monfalconese grazie al finanziamento di 349 mila euro ottenuto dalla giunta regionale con un’ultima variazione 2008 e destinato espressamente al ripascimento della spiaggia con tecniche d’ingegneria naturalistica e quindi a un intervento di carattere sperimentale.
«È ammirevole e degno di nota l’interesse sul litorale che sta portando avanti con impegno l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin, ma il Consorzio industriale si appella al Comune perché faccia attenzione a non basare il futuro del litorale soltanto sul progetto sperimentale finanziato dalla Regione. Da tempo ormai il Consorzio industriale è fuori dei lavori per la sistemazione della spiaggia – spiega il direttore Giampaolo Fontana –, visto che l’idea di un soggetto a tre fra Comune, Regione e Consorzio è tramontata così come la Delegazione amministrativa. Ma dall’esperienza che abbiamo vorremmo far presente che il progetto Sand castle, essendo sperimentale, avrà una notevole durata di realizzazione e che comunque deriva da un’esperienza su un tratto costiero la cui configurazione orografica è diversa dalla nostra».
L’impressione è che la Regione abbia dato a Monfalcone finanziamenti che saranno utili solamente tra un certo periodo di tempo, mentre quello di cui Marina Julia avrebbe bisogno è un intervento a breve di riporto di sabbia come fatto dal Consorzio per conto della Regione nel 2006. Lignano e Grado, infatti, hanno avuto finanziamenti d’importo ben maggiore, attorno al milione di euro, per partire con la sistemazione di sabbia in vista della stagione 2009.
È vero che Marina Julia ha ottenuto oltre 300 mila euro, ma per un intervento sperimentale che dovrà appena essere tradotto in pratica e i cui risultati si vedranno soltanto fra uno o due anni. Il pericolo su cui mette in guardia il Consorzio, quindi, è che da parte della Regione la spiaggia monfalconese sia “relegata” a litorale secondario rispetto ad altri, con un danno notevole per la città di Monfalcone e il suo territorio.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 05 aprile 2009 
 
SPIAGGIA: INIZIA LA STAGIONE PIÙ DIFFICILE 
Crisi, maxi-canoni e inquinamento I concessionari minacciano la fuga  
Critiche al piano di ripascimento. «Ancora un aumento e ce ne andiamo»
 
 
di CIRO VITIELLO

Si preannuncia all’insegna dell’incertezza la nuova stagione balneare per gli operatori del litorale. Svanita la prevista ”moratoria” sui maxi-canoni demaniali introdotti nel 2007 e alle prese con la crisi economica, i concessionari si sentono con le spalle al muro, come se non bastassero i problemi della precaria balneabilità del mare e lo slittamento a settembre delle operazioni di ripascimento. Un primo effetto, peraltro, c’è già: il bando per una delle concessioni, l’ex Playa, è andato deserto per cui una fetta di spiaggia di Marina Julia non sarà nemmeno quest’anno attrezzata. Di fatto, i concessionari contavano molto su una riduzione dei canoni dopo gli aumenti del 300% decisi dalla Finanziaria 2007, grazie al decreto ”salvacrisi” in approvazione domani alla Camera e giovedì al Senato. Ma l’annullamento della “moratoria” che prevedeva il congelamento dei canoni imposti prima del 2007 fino al 30 settembre prossimo, ha di fatto sparire qualsiasi certezza. E quindi, quanto meno i maxi-aumenti che per i concessionari delle spiagge monfalconesi erano stati del 300% (da 6 a 18mila euro) non subiranno alcuna riduzione. Una nuova batosta per i gestori che nutrivano la speranza che la nuova normativa potesse rendere loro più giustizia.
«Siamo disperati – spiega Roberto Lacalamita, concessionario del bar-spiaggia ”Number One” – e così sarà molto difficile andare avanti. Dovesse scapparci qualche altro aumento dei canone, non ci resterebbe che ritirarci. Dopo la disastrosa stagione balneare 2008 con il mare inquinato e la gente che se ne andava, quest’anno il rinnovo della concessione è stata una scommessa. Questa, infatti, sarà per noi una stagione in piena crisi, con la gente sempre più in difficoltà. A Marina Julia non c’è turismo. Bisogna farlo arrivare. Rivolgiamo quindi al Comune l’appello a non abbandonare la spiaggia. Avevamo chiesto al neo assessore Giordano Magrin di farci ripulire la spiaggia prima di Pasqua per favorire le prime tintarelle e per consentirci una boccata d’ossigeno. Ma le montagne di tronchi e di alghe che abbiamo accumulato sono ancora tutte lì. Con le tasse che paghiamo è un miracolo andare avanti». Anche per quest’anno, intanto, è andato deserto il bando per la gestione dell’ex stabilimento ”La Playa”. Per la concessione, dovevano essere pagate due quote anticipate con una fideiussione per altre due annualità. In pratica, l’aventuale acquirente doveva sborsare subito circa 100mila euro e poi comperare attrezzature e arredi.
«Non possiamo andare avanti in queste condizioni – dice Gianpaolo Sussarellu titolare del bar ”Da Mario” – e sarebbe un peccato se qualcun altro dovesse mollare. A Marina Julia sono rimasi due soli stabilimenti. Chiediamo al Comune di metterci in condizione di lavorare e di tenere pulite soprattutto le zone libere, perché quelle in concessione ci pensiamo già noi. Poi di sistemare container per la raccolta delle alghe portare un po’ di sabbia. Insomma bisogna dare una vera sistemata alla spiaggia. Il Comune, invece di puntare sul suo maxi-progetto sperimentale di ripascimento, già slittato, dovrebbe investire un milione di euro e sistemare in modo serio tutta la spiaggia». Anche al Lido di Staranzano i maxi-canoni hanno messo in ginocchio i gestori. «È difficile – afferma la titolare del Surf Bar Cristina Geron – andare avanti economicamente in queste condizioni. Poi ci sono ancora le montagne di alghe accatastate. La gente se ne va e perdiamo clienti».

Il Piccolo, 08 aprile 2009 
 
Sabbia in arrivo per Marina Julia  
Interventi-tampone prima del piano di ripascimento
 
 
È in arrivo la sabbia per il litorale di Marina Julia. Ma sarà solo un ripascimento di minima per la sistemazione del la spiaggia in attesa dell’inaugurazione della stagione balneare che il Comune intende fissare entro la prima quindicina di maggio. «Stiamo trattando in questi giorni l’acquisto della sabbia da posizionare poi nei tratti di Marina Julia non in concessione. Questo – spiega l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin – per garantire la fruibilità del litorale in vista della stagione». Qualche giorno fa c’è stato un sopralluogo per verificare l’agibilità della zona, e il Comune ha provveduto a contattare una ditta per la fornitura della sabbia e della ghiaia, che dovrebbe costare, secondo le previsioni, tra i 17 e i 18 euro a tonnellata.
«Stiamo lavorando per garantire a chi userà la spiaggia per prendere un po’ di sole un ambiente decente – spiega ancora Magrin – per questo a breve partiremo con le operazioni di sistemazione della sabbia e ghiaia». Definitivamente rimandato, quindi, l’intervento di Sand Castle, la nuova tecnica che avrebbe dovuto risistemare la spiaggia entro l’estate. Rimandato sia per questione di tempistica sia di opportunità: non si sa infatti ancora se l’acqua di Marina Julia sarà balneabile o meno questa estate. Ecco quindi che si è deciso che l’intervento sperimentale con tecniche naturalistiche in grado di durare nel tempo, finanziato con i fondi regionali di 349mila euro per risistemare il litorale distrutto dalle mareggiate del 2008, potrà essere effettuato solo in autunno e non entro l’estate, come annunciato in precedenza. L’intervento che si andrà a fare consisterà invece nel posizionamento di nuova sabbia. Una cosa più semplice quindi del progetto sperimentale elaborato assieme alle Università di Udine e di Trieste e al Master sul rischio idrogeologico di Gorizia. Quindi, se anche tale intervento non verrà effettuato, il Comune, ente sul quale ricade la gestione e la sistemazione della spiaggia, interverrà con una sistemazione di minima, e si sta valutando anche di installare, sempre sulle aree di concessione comunale, dei servizi igienici e una doccia.
Per la balneabilità invece è ancora tutto da verificare: i risultati finora rilevati dai monitoraggi sono buoni, indicano che i problemi sono sporadici e si verificano solo in acque superficiali. Purtroppo però, per legge, sono necessarie conferme in tal senso per sei mesi per poter riottenere la balneabilità. Ciò che è successo finora lascia ben sperare, quindi il Comune conta che, se anche i dati di aprile delle misurazioni dell’Arpa saranno favorevoli, sarà possibile richiedere alla Regione l’agibilità per l’estate 2009. (e.o.)

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