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Il Piccolo, 27 novembre 2009
 
A DICEMBRE IL PIANO URBANO DEL TRAFFICO APPRODERÀ IN CONSIGLIO 
Il Comune insiste: Corso chiuso alle auto 
Si annuncia battaglia con l’Ascom, contraria a questa scelta per la storica via

La battaglia è annunciata. Causa scatenante: la pedonalizzazione di corso del Popolo. I commercianti la temono, considerandola il ”colpo di grazia” alla crisi della storica strada. Il Comune la prevede nel nuovo Piano urbano del traffico che disegna una zona pedonale estesa a corso del Popolo e al tratto di via San Francesco tra via Plinio e piazza della Repubblica. La previsione è contenuta nel nuovo Piano del traffico che sarà portato in Consiglio nel prossimo mese per essere adottato.
Una scelta precisa e che non mancherà di essere contestata, almeno da una parte dei commercianti, ancora convinti che chiudere al traffico il corso porterà alla morte definitiva della via. Se il Corso, però, si sente e si vede solo come strada di transito e di attraversamento, proprio la chiusura al traffico, affiancata da investimenti sull’arredo, potrebbe portare a un rilancio dell’area, che continuerà a essere servita dai mezzi pubblici.
L’estensione della zona pedonale avverrà, come ha ribadito l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo, quando saranno realizzati gli interventi necessari a intercettare il traffico di attraversamento e potenziare la sosta. La previsione comunque c’è, come è emerso mercoledì in commissione per la Programmazione territoriale economica, assieme a quella della trasformazione in un senso unico in direzione del centro di via Cosulich, nel tratto tra via Aquileia e l’incrocio con via Rossini, dove sarà realizzata una corsia preferenziale per i bus diretti a Panzano. In questo modo sarà possibile semplificare l’incrocio tra via Rossini, via Cosulich e via Ponziana. La filosofia del nuovo Put, elaborato dall’ingegner Fiorella Honsell e dal suo staff, è quella non solo di definire le funzioni delle diverse strade, ma anche di intervenire usando il più possibile l’esistente, riorganizzandolo.
Qualche opera nuova comunque c’è, ha sottolineato l’ingegner Honsell. Oltre a ricomprendere il potenziamento di via Boito-via Colombo, che vede trasformate in rotatorie le principali intersezioni lungo l’asse, il Put conferma la presenza di una nuova strada di accesso alla zona industriale Schiavetti-Brancolo, ma anche la scelta di realizzare una nuova via parallela al Brancolo a servizio del litorale tra Monfalcone e Staranzano con conseguente potenziamento del ponte della Checca. «Entrambe le soluzioni – spiega l’assessore Schiavo – si poggiano sul ruolo della nuova bretella di connessione tra Ronchi e la provinciale 19, dove si vuole instradare innanzitutto il traffico pesante proveniente dall’autostrada e diretto alla zona industriale Sud». Il Put, anche nelle zone urbane di Monfalcone, agisce non solo attraverso la revisione dei sensi di marcia (vedi i casi di via Aquileia, via Terenziana e via Carducci) e delle svolte, ma anche proponendo la semplificazione di alcuni incroci. Stando al piano, quelli tra via Aulo Manlio e via Crociera e tra la stessa strada e via Isonzo dovrebbero essere soppiantati da rotatorie, come dovrebbe accadere anche all’intersezione tra via Foscolo e via Valentinis e tra via Roma e via Garibaldi. L’assetto dei sensi unici rimane invece invariato in centro, dove si pensa però a un futuro meno denso di traffico per il tratto di via 9 Giugno tra via Bixio e via Duca d’Aosta. «Per ora non si può pensare a una sua chiusura – ha detto la progettista -, ma a un suo depotenziamento – e quindi a una sua valorizzazione sotto il profilo commerciale». Il Put si occupa anche della mobilità ciclabile e pedonale, affrontata con il completamento della rete esistente e soprattutto l’introduzione massiccia delle ”Zone 30” in tutto l’agglomerato urbano.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 27 novembre 2009
 
Il Comune, che si appresta a vagliare il piano urbano del traffico, non intende cedere alla pressione dei commercianti 
Monfalcone, la zona pedonale sarà ampliata

MONFALCONE. Arriverà in discussione e adozione del consiglio comunale di Monfalcone nelle prossime sedute di dicembre il Put, Piano urbano del traffico urbano elaborato dal Comune di Monfalcone assieme alle amministrazioni di Ronchi dei Legionari e Staranzano, nell’ottica di dare una visione e una soluzione d’insieme al problema della mobilità.
Fra le scelte più forti per Monfalcone, illustrate alla Commissione consiliare per la programmazione territoriale economica, sicuramente quella di estendere la zona pedonale anche a corso del Popolo e al tratto di via San Francesco compreso tra via Plinio e piazza della Repubblica. Una scelta che provocherà (ma ha già provocato) le reazioni dei commercianti dell’arteria cittadina, convinti che chiudere al traffico il corso porterà alla morte definitiva della via, già da alcuni anni in sofferenza.
Contrario, invece, il parere dell’amministrazione comunale, secondo la quale proprio la chiusura del corso, a cui saranno affiancati investimenti sull’arredo urbano, potrebbe portare a un rilancio dell’area, che continuerà a essere servita dai mezzi pubblici.
Resta fermo il fatto che l’estensione della zona pedonale avverrà, come ha sempre ribadito l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, soltanto quando saranno stati realizzati gli interventi necessari per intercettare il traffico di attraversamento e potenziare la sosta.
La previsione di ampliamento della zona pedonale è stata illustrata assieme a quella della trasformazione in un senso unico in direzione del centro, di via Cosulich, nel tratto fra via Aquileia e l’incrocio con via Rossini, dove sarà realizzata una corsia preferenziale per i bus diretti verso Panzano. In questo modo sarà possibile semplificare l’incrocio tra via Rossini, via Cosulich e via Ponziana.
La filosofia di base del nuovo Put, elaborato dall’ingegner Fiorella Honsell e dal suo staff, è del resto quella non soltanto di definire le funzioni delle diverse strade, assegnando quindi a ciascuna il proprio ruolo, ma anche d’intervenire usando il più possibile l’esistente, riorganizzandolo. «Qualche opera nuova comunque c’è», ha sottolineato in commissione l’ingegner Honsell. Oltre a ricomprendere il potenziamento di via Boito-via Colombo, che vede trasformate in rotatorie i maggiori incroci lungo l’asse, il Put conferma la presenza di una nuova strada d’accesso alla zona industriale Schiavetti-Brancolo, ma anche la scelta di realizzare una nuova via parallela al Brancolo a servizio del litorale tra Monfalcone e Staranzano con conseguente potenziamento del ponte “della Checca”.
«Entrambe le soluzioni – spiega l’assessore Schiavo – poggiano sul ruolo della nuova bretella di connessione tra Ronchi e la provinciale 19, dove si vuole instradare innanzi tutto il traffico pesante proveniente dall’autostrada e diretto alla zona industriale sud».
Il Put, anche nelle zone urbane di Monfalcone, agisce non soltanto attraverso la revisione dei sensi di marcia e delle svolte, ma propone anche la semplificazione di alcuni incroci. Stando al piano, dovrebbero divenire rotatorie gli incroci tra via Aulo Manlio e via Crociera, tra via Crociera e via Isonzo, tra via Foscolo e via Valentinis e tra via Roma e via Garibaldi.
L’assetto dei sensi unici rimane invece invariato in centro, dove si pensa però a un futuro meno denso di traffico per il tratto di via IX giugno compreso tra via Bixio e via Duca d’Aosta, che dovrà essere valorizzato sotto il profilo commerciale. (c.v.)

Il Piccolo, 23 novembre 2008 
 
INIZIATIVA DELL’ASCOM  
Buoni sconto anti-crisi con il gratta e vinci per le spese natalizie  
Importi variabili da 10 a 100 euro. Hanno già aderito 200 negozi. Il via il 5 dicembre con la fiera di San Nicolò 
A dicembre domeniche aperte sin dalla prima settimana del mese. Le vendite di fine stagione saranno anticipate al 2 gennaio
  
 
Buoni sconto contro la crisi. Questa la soluzione adottata dai commercianti di Monfalcone (ma anche di Staranzano e di Ronchi dei Legionari per il periodo delle feste natalizia. Si tratta di buoni-acquisto messi in palio con la formula del Gratta e vinci, che il cliente potrà utilizzare in tutti i negozi che hanno aderito all’iniziativa promossa dall’Ascom e che sono già quasi 200, di diverse categorie merceologioche. Sono previsti buoni sconto da 100, 50, 20 e 10 euro, da spendere negli esercizi convenzionati. L’associazione dei commercianti sta mettendo a punto in queste settimane gli ultimi dettagli per le promozioni di dicembre. E ha già ottenuto quasi 200 adesioni, più di quelle dello scorso anno. I dettagli dell’iniziativa sono stati messi nero su bianco con l’inizio della stampa dei biglietti da distribuire con l’inizio di dicembre. Ecco quindi che i negozianti si stanno mettendo d’impegno, oltre che con le promozioni e gli sconti per combattere la crisi.
GLI SCONTI Alcune anticipazioni sull’iniziativa sono già trapelate. Si sa già, ad esempio, che si tratta di una riproposizione dei Gratta e Vinci adottato lo scorso anno, ma con una novità. Il ticket dello scorso anno riguardava infatti una lotteria a premi, quello di quest’anno invece prevede l’assegnazione di buoni sconto da spendere nei negozi convenzionati. Lo scorso anno di Gratta e Vinci ne erano stati stampati 60mila, che però erano andati praticamente tutti subito esauriti. Ecco perchè quest’anno se ne prevedono in arrivo ben tre volte tanti. «I buoni sconto saranno di diversi importi, da 10 a 100 – spiega l’Associazione dei commercianti – e verranno distribuiti ai negozianti senza obbligo su dove e come distribuirli». Chiaro che ci sarà differenza se una persona acquisterà un caffè o un girocollo in una gioielleria. Comunque sia la cosa importante è che i buoni sconto saranno immediatamente spendibili nei negozi convenzionati, sia di Monfalcone sia Staranzano e di Ronchi.
LE ALTRE INIZIATIVE Accanto ai buoni sconto, che saranno distribuiti a partire dal 5 dicembre, in occasione della fiera di San Nicolò, l’Ascom ha messo in campo anche altre azioni di spinta per sostenere gli affari. Come, ad esempio, le aperture domenicali (che si terranno per l’intero mese di dicembre) o le offerte promozionali che già ora sono una realtà nei negozi cittadini, sempre per far fronte alla crisi. L’associazione infatti ha già deciso di tenere le serrande alzate già la prima diomenica del mese, il giorno 7, per poi continuare fino alla fine dell’anno e all’arrivo dei saldi invernali. L’intenzione è quindi quella di sfruttare al massimo l’opportunità prevista dalla nuova legge regionale che consente di aprire le quattro domeniche dell’ultimo mese dell’anno. A volte infatti i commercianti hanno optato per saltare la prima delle domeniche di dicembre, specie se cadeva molto vicina all’inizio del mese. Quest’anno, invece, le aperture domenicali avranno inizio già nella prima settimana. Sempre durante dicembre ono previste le vendite promozionali, che offrono capi di ogni tipo a prezzi scontati. E, infine, c’è già chi guarda ai saldi invernali, che avranno inizio il 2 gennaio, molto prima rispetto ai precedenti anni, quando il termine era fissato al 6 gennaio.
Elena Orsi

Il Piccolo, 26 ottore 2008 
 
NUOVO ESERCIZIO COMMERCIALE INAUGURATO IN VIA GIACICH  
I bengalesi sono oltre il 4% in città e aprono il loro ottavo punto-vendita
  
 
Cresce la comunità bengalese in città. Con i suoi quasi 1200 residenti, rappresenta il 4% della popolazione monfalconese. Un trend in aumento per quella che costituisce la nazionalità più presente sul territorio, considerato peraltro che nell’ultimo mese i bengalesi sono aumentati di 44 residenti. Erano 1147 a fine agosto e sono saliti a 1191 a fine settembre.
Cresce la comunità bengalese a fronte di un’occupazione che se è comunque concentrata nei cantieri navali, considera anche l’impiego nel settore commerciale. I punti vendita sarebbero una dozzina, rappresentativi del 5% delle attività. Si tratta per lo più di negozi alimentari e di Internet point-phone center, soggetti a specifica norma nazionale e, dall’agosto 2005, anche assoggettati alle normative antiterrorismo. L’apertura è legata pertanto a licenza emessa dalla Questura. Gestioni dirette, applicando gli orari in ordine alle città con «status turistico», per venire incontro ai connazionali che lavorano in cantiere. Punti vendita distribuiti nelle aree del centro cittadino.
Secondo tuttavia i dati in possesso del presidente del Coordinamento degli immigrati, nonchè presidente dell’associazione Bimas di Monfalcone, Mark Mohammad Hossain Mukter, le attività commerciali reali sarebbero otto. Compreso il nuovo esercizio inaugurato ieri in via Giacich. È un punto vendita di generi alimentari, frutta e verdura, che raccoglie 15 soci e propone anche prodotti italiani. Una iniziativa che, è stato spiegato, intende essere il primo di un più ampio progetto, volto a un’espansione commerciale attraverso anche altre tipologie merceologiche, come l’abbigliamento.
Segnali questi di «stabilizzazione» della comunità nel territorio? Secondo il presidente del Coordinamento per gli immigrati, la realtà della comunità bengalese va letta in altri termini. «Intraprendere un’attività commerciale – spiega – non è facile, soprattutto garantirne la continuità. Ultimamente sono stati chiusi 5 negozi, attività già interrotte le cui pratiche però sono ancora da completare. Parlare di 12 negozi, pertanto, è una cifra teorica. Le attività effettive ora sono otto, compreso il nuovo negozio appena inaugurato». Commercio difficile, dunque, che risente della crisi economica generale, e in parte, dice Mark, della stessa inesperienza dei connazionali: «I bengalesi fanno difficoltà a mantenere la continuità commerciale. È nota la crisi dei generi alimentari, con i relativi aumenti dei prezzi. I nostri negozi, inoltre, utilizzano la formula del credito. Anche questo aspetto pesa sulla gestione».
Secondo l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, la presenza di punti vendita bengalesi rappresenta un modo per mantenere la propria identità culturale e i legami con il territorio di origine. «Sono attività – sostiene l’assessore – sostanzialmente ”tarate” sulle esigenze della comunità. Ma rappresentano anche un primo passo verso l’apertura con il territorio». Il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, osserva come queste attività hanno un target espressamente rivolto alla propria comunità, non ponendosi in termini di concorrenza. «Sotto il profilo amministrativo – aggiunge Boscarolli -, queste attività risultano in regola, dimostrando correttezza nel rispetto delle normative del settore. Molti commercianti bengalesi, inoltre, si rivolgono all’Ascom per i servizi».

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