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Il Piccolo, 30 ottobre 2010 
 
Undici alloggi recuperati dai cittadini 
Piano-pilota in via Valentinis: tra 10 giorni il bando per partecipare

Sarà pubblicato entro una decina di giorni il bando per la partecipazione al progetto di autorecupero di 11 alloggi, ora di proprietà comunale, nella palazzina di via Valentinis 88. Il traguardo è stato raggiunto dall’assessorato alle Politiche sociali, dopo un percorso non facile, anche perchè pressochè inedito in Italia. A dire però se il progetto avrà colto nel segno in una città a forte tensione abitativa sarà ora proprio l’adesione al bando, che come requisito di fondo chiede soprattutto una forte motivazione.
I vincitori del bando dovranno costituirsi in cooperativa, acquistare l’immobile dal Comune (il cui valore non è comunque quello di “mercato”) e i materiali per la ristrutturazione, accordarsi sul progetto definitivo e poi lavorare tutti assieme, mettendo a disposizione un minimo monte ore settimanale per l’organizzazione del cantiere. «Il punto di forza sta appunto nel prezzo di vendita dell’immobile e quindi nella possibilità di accedere a un alloggio altrimenti irragiungibile – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin -, ma anche nell’affiancamento di un facilitatore e di personale tecnico qualificato. Il costo della manodopera poi non c’è». Per illustrare il progetto, curato dall’associazione Kallipolis e sostenuto dall’Ater, e chiarire i contenuti del bando arriva prima un convegno il 6 novembre, dalle 9.30, nella sala conferenza della Biblioteca comunale e poi uno sportello informativo, aperto dal 9 novembre in via Sant’Ambrogio 12 fino a dicembre inoltrato. Entrambe le iniziative, come l’attività di promozione, è stata resa possibile dal contributo concesso dalla Fondazione Carigo all’ente locale, come ricorda l’assessore Morsolin, che proprio con la Fondazione ha avviato anche un confronto sull’accesso al credito degli autorecuperatori.
Il progetto preliminare della ristrutturazione c’è già e prevede la creazione di tipologie di appartamenti in grado di soddisfare esigenze diversificate. «Sarà poi la cooperativa a decidere sul progetto definitivo, in base alle necessità dei partecipanti – spiega Dario Piatelli, dell’associazione Kallipolis, che ha al suo attivo esperienze di autocostruzione e autorecupero anche nell’ex Jugoslavia -. Il punto di forza sta comunque nel fatto che tutti lavorano per tutti, contribuendo a creare legami molto solidi». Proprio l’architetto Piatelli illustrerà nel convegno le esperienze di autocostruzione e autorecupero assistito finora realizzate in Italia, mentre la cooperativa Lybra farà un quadro della tensione abitativa nell’Isontino. L’associazione Kallipolis infine spiegherà come si accede al bando e dove trovare le informazioni. (la.bl.)

Il Piccolo, 05 novembre 2010 
 
CASA. SPORTELLO AL PALAVENETO 
Autorecupero, parte martedì la campagna d’informazione

Si parlerà del progetto pilota di autorecupero assistito costruito dal Comune di Monfalcone, ma anche dei problemi più generali legati alla casa presenti nel territorio nel convegno di domani, dalle 9.30, nella sala conferenze della Biblioteca comunale di via Ceriani. All’appuntamento interverranno il sindaco e presidente dell’Anci regionale Gianfranco Pizzolitto, il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, il vicepresidente dell’Ater Sergio Pacor e un rappresentante della Fondazione Carigo, che ha deciso di sostenere la parte promozionale e informativa del progetto. La Cooperativa Lybra farà il punto sulle problematiche della tensione abitativa nella provincia, mentre l’associazione Kallipolis, partner tecnico del Comune, illustrerà il progetto nato a Monfalcone. Saranno fornite le spiegazioni su come si accede al bando, che sarà pubblicato lunedì, e dove trovare tutte le informazioni. Per agevolare la partecipazione dei cittadini il Comune, grazie al contributo della Fondazione Carigo, attiverà da martedì uno sportello al piano terra del palazzetto veneto di via Sant’Ambrogio, già  sede dell’Urp. Lo sportello sarà attivo martedì e giovedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10 alle 12 con orari quindi utili ad agevolare i lavoratori. Si potranno attingere informazioni inoltre anche dal sito internet dedicato www.autorecupero.altervista.org, mentre le richieste di chiarimenti potranno essere inoltrate anche via mail all’indirizzo autorecupero.monfalcone@hotmail.it.

Il Piccolo, 07 novembre 2010 
 
Parte il progetto dell’autorecupero 
L’intervento pilota in regione interesserà una palazzina Ater di via Valentinis

Attitudine al lavoro di gruppo, disponibilità di tempo libero da destinare al progetto, affidabilità, spiccata abilità manuali, una sana e robusta costituzione. Sono queste le doti che deve possedere chi ha intenzione di partecipare al progetto di autorecupero assistito di 10 alloggi nella palazzina di via Valentinis 88 promosso dal Comune di Monfalcone. Un progetto pilota in regione i cui requisiti possono essere comunque “trasferiti” a un parente o a un familiare. Non possono invece esserlo i criteri di base stabiliti dal bando che il Comune pubblicherà domani e rimarrà aperto fino al 30 gennaio 2011. Per aderire al progetto bisogna essere maggiorenni, cittadini dell’Unione europea o extracomunitari regolari e dotati di lavoro, dipendente o autonomo, ed essere residenti o lavorare a Monfalcone e nei comuni limitrofi. Non bisogna essere proprietari, anche parziali, di altri immobili nel territorio nazionale. Vietato pure essere stati sfrattati per morosità nell’arco degli ultimi cinque anni. L’Isee, invece, deve essere compreso tra 11.150 e 29mila euro, un range che potrebbe escludere singoli o famiglie in situazione di difficoltà. Saranno ammessi al bando quanti possiedono questi requisiti generali, mentre ad accertare quelli richiesti per la buona riuscita del progetto (dall’attitudine alla cooperazione alla capacità di non mancare all’impegno preso con gli altri autorecuperatori) sarà un colloquio. La priorità sarà data comunque ai nuclei familiari in lista d’attesa per l’assegnazione di alloggi o alle prese con uno sfratto esecutivo e poi a quelli residenti o un cui familiare lavori da almeno cinque anni in città o nei centri vicini. Inciderà anche la presenza di un familiare invalido. Gli autorecuperatori dovranno costituirsi in cooperativa per realizzare la ristrutturazione dei 10 alloggi, il cui costo è valutato dal Comune in mille euro a metro quadrato. Una cifra che comprende non solo l’acquisto dell’immobile, ma anche il recupero e le spese connesse all’intervento nella sua totalità. La cooperativa dovrà ottenere un finanziamento destinato sia all’acquisto sia al recupero, che l’ente locale stima sia completabile nell’arco di 12 mesi. Gli alloggi non potranno poi essere rimessi in vendita per 15 anni e nel momento in cui lo saranno il diritto di prelazione va all’Ater. In questo percorso la cooperativa non sarà sola, ma affiancata, dalla fase burocratica a quella di cantiere, da un soggetto individuato dal Comune. Come hanno dimostrato le foto e il filmato proiettato ieri dall’Associazione Kallipolis, che affianca l’assessorato alle Politiche sociali in questo percorso e ha un’esperienza ultradecennale alle spalle, nell’ex Jugoslavia e in Italia, l’obiettivo non è irragiungibile. Da martedì prossimo fino alla metà di gennaio sarà inoltre disponibile uno sportello informativo nel Palazzetto veneto di via Sant’Ambrogio. (la. bl.)

Emergenza casa, ferme all’Ater 400 richieste di alloggi popolari 
L’ente interverrà in città recuperando il patrimonio edilizio degradato

di LAURA BLASICH

L’Ater si impegnerà per fornire una risposta al forte bisogno di alloggi ad affitti accessibili sempre presente a Monfalcone. Lo farà, però, non realizzando nuove costruzioni, ma attraverso il recupero del proprio patrimonio edilizio, che in città conta una settantina di appartamenti sfitti. In vista c’è quindi un nuovo bando per l’assegnazione di alloggi Ater a Monfalcone. «Lo pubblicheremo il prossimo anno», ha annunciato ieri il vicepresidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale Sergio Pacor, intervendo al convegno “La casa fatta in casa” per il lancio del progetto di autorecupero promosso dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune e sostenuto anche dall’Ater. L’emergenza casa a Monfalcone rimane una realtà di fatto, anche in base agli indicatori in possesso all’Ater. «Ho lasciato l’Ater cinque anni fa con 400 domande di alloggi inevase e il numero è rimasto invariato – ha detto Pacor -. La situazione è resa più difficile da una vera e propria emergenza sociale, resa evidente anche dalla crescente difficoltà che la stessa Ater ha a vedersi pagare regolarmente gli affitti». L’Ater avrà quindi “un occhio di riguardo per Monfalcone”, rimettendo in circolo il proprio patrimonio immobiliare. «Non abbiamo intenzione di effettuare interventi come quelli che negli anni ’60 stravolsero la realtà cittadina – ha spiegato -, ma di recuperare gli alloggi, attività già in corso, contribuendo così a limitare anche situazioni di degrado e di emarginazione». Nelle politiche per la casa, «diritto che deve essere certo e assicurato a tutti», andrebbe comunque coinvolta Fincantieri, «responsabile perlomeno in parte della situazione presente a Monfalcone», ha rilanciato ieri Pacor. Il progetto di autorecupero assistito, il primo del genere in regione, può comunque fornire una risposta complementare, e quindi importante, a quelle garantire dall’Ater e dai contributi taglia-affitti. Lo ha sottolineato ieri l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, che, con il sostegno del sindaco Gianfranco Pizzolitto, da due anni sta lavorando con caparbietà al progetto. «Con il quale non solo si crea un altro canale per l’accesso alla casa – ha osservato -, ma si riesce a recuperare del patrimonio edilizio pubblico senza consumare altre aree, costruendo invece un piccolo nucleo solidale che lavora per un obiettivo comune». Come ha spiegato ieri l’architetto Dario Piattelli, dell’Associazione Kallipolis, partner tecnico del Comune, gli autorecuperatori conoscono quale sarà il loro alloggio solo quando è stato realizzato l’80% dell’intervento. A dare la misura della tensione abitativa esistente a Monfalcone e nei centri limitrofi sono i dati dello Sportello Casa, gestito dalla cooperativa Lybra. «Gli utenti sono attorno ai 110 all’anno, come a Trieste», ha spiegato ieri Maria Stropkovicova. Fino al 31 ottobre gli utenti sono stati 71 e 41 i microprestiti erogati per consentire di pagare le tre mensilità anticipate di affitto richieste alla stipula del contratto di locazione. «Gli affitti rimangono molto alti – ha proseguito l’operatrice della cooperativa Lybra -. I prezzi medi oscillanno tra i 550 e i 700 euro per un bicamere con soggiorno e viaggiano attorno ai 450 euro per un appartamento con una sola camera e soggiorno. I nostri utenti riescono però a sostenere una spesa media attorno ai 450 euro per i primi e attorno ai 300 per i secondi. Sul mercato ce ne sono pochissimi e la ricerca di una casa a prezzi equi può durare anche un anno». Il tasso di sofferenza nel pagamento dei microprestiti è però inferiore al 10%. «Il prestito è in sostanza d’onore e chi lo contrae lo sa», ha concluso Maria Stropkovicova. Al convegno ieri sono intervenuti anche la vicesindaco Silvia Altran, l’assessore provinciale all’Ambiente Mara Cernic e per la Fondazione Carigo Franco Bratina, che ha confermato il supporto al progetto.

Il Piccolo, 08 novembre 2010 
 
EMERGENZA CASA 
Aiuti taglia-affitti, -26% di domande 
Calo determinato dall’esclusione ai contributi degli extra comunitari

Anche quest’anno i contributi che il Comune di Monfalcone girerà ai cittadini alle prese con affitti troppo pesanti rispetto al proprio reddito saranno ridimensionati rispetto al tetto massimo possibile. Anche se, va detto, i finanziamenti ricevuti da Regione e Stato per rispondere al fabbisogno delle famiglie per il 2009 sono in rapporto un po’ più alti rispetto allo scorso anno. Un riconoscimento dell’emergenza abitativa sempre presente in città? Di certo c’è che anche quest’anno Monfalcone detiene il numero di richieste d’aiuto presentate e ammesse a contributo (oltre 130 in più rispetto a Gorizia). Anche nel 2010 l’amministrazione locale ha inoltre deciso di integrare il budget destinato ai contributi taglia-affitti con propri fondi per un totale di 91.851 euro, conquistandosi una fetta in più di trasferimenti rispetto a chi non l’ha fatto, come il Comune di Pordenone, ad esempio. I vincoli posti dalla Regione, che hanno di fatto escluso dalla corsa ai contributi gli stranieri extra comunitari, hanno prodotto comunque una sostanziale riduzione del numero delle richieste ammesse a finanziamento, passate dalle 470 del 2009 alle 344 di quest’anno. Il fabbisogno non è però diminuito di pari passo, perché, come rileva l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, è aumentata l’incidenza media degli affitti sui redditi, colpiti anche in modo pesante dalla crisi. Così a fronte di 26,8% di domande in meno il fabbisogno complessivo calcolato dal Comune per fare fronte alle richieste delle famiglie è pure diminuito, ma del 23,7%.In rapporto gli stanziamenti arrivati dalla Regione e dallo Stato sono stati comunque superiori rispetto allo scorso anno, quando a fronte di una richiesta del Comune di 1 milione 83.170 euro (cifra al netto del cofinanziamento dell’ente locale di 120.352 euro) ne arrivarono in totale 702.183, il 35,2% in meno. Quest’anno a fronte di una domanda di 826.663 euro Regione e Stato ne hanno erogato in totale 596.141, pari al 27,9% in meno rispetto a quanto necessario per soddisfare appieno le esigenze dei residenti a Monfalcone. In particolare la Regione quest’anno ha di fatto aumentato la propria quota: 406.876 euro contro i 463.112 del 2009, quando però le domande ammesse a contributo erano appunto decisamente di più. «Adesso attendiamo il trasferimento per poi procedere all’erogazione dei contributi, penso tra questo mese e il prossimo», afferma l’assessore Morsolin, che rimane decisamente critica rispetto alla decisione della Regione di penalizzare i cittadini extracomunitari.

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Il Piccolo, 25 aprile 2010
 
LA CRISI ECONOMICA RIDUCE I REDDITI: 120MILA EURO IN MENO AL COMUNE CON L’ADDIZIONALE IRPEF 
Emergenza casa: oltre 500 famiglie in attesa 
Sta per partire il nuovo bando per i contributi taglia-affitti. Nel 2009 le domande furono 566

di LAURA BORSANI

Calano i redditi delle famiglie monfalconesi e aumenta la ”fame” di alloggi popolari. I dati in possesso del Comune sono significativi. Il fabbisogno di case resta molto alto: quest’anno sono circa 500 le richieste pervenute.
REDDITI IN CALO. Intanto i redditi si abbassano: stando infatti alle previsioni per il 2010, relative all’addizionale Irpef, l’incasso del Comune è stato stimato in 770mila euro, rispetto agli 890mila del 2009. Significa, dunque, una diminuzione pari a 120mila euro, frutto proprio della crisi economica.
FONDI TAGLIA-AFFITTI. Resta alta anche la richiesta dei monfalconesi per quanto riguarda i contributi taglia-affitti. Siamo sull’ordine di oltre 500 domande che, in vista dell’apertura del bando, potranno essere presentate. Un quadro, dunque, non facile, che evidenzia come anche quest’anno la crisi economica legata altresì al ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori, incida ancora molto sui cittadini. E a risentirne sono proprio le fasce più deboli della popolazione, gli anziani ma anche le famiglie. La ”cartina tornasole” è rappresentata dai servizi sociali del Comune, al quale approdano le richieste di sostegno. Lo spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin: «I redditi delle famiglie sono calati in modo evidente, basta guardare al minore introito stimato nel bilancio di previsione 2010 per l’addizionale Irpef, che indica una riduzione di 120mila euro. Conseguentemente, resta alta la richiesta sia di alloggi popolari che di contributi per sostenere gli affitti».
I redditi, per le categorie sociali più deboli, viaggiano attorno ai mille euro al mese. L’assessore riporta alcuni esempi: l’indicatore Isee di fascia A, fino a 11.150 euro, comporta un’incidenza del canone di locazione non inferiore al 14%. L’indicatore Isee di fascia B, da 11.150,01 a 16.420 euro, comporta un’incidenza del canone di locazione non inferiore al 24%.
E se, dunque, la domanda di casa aumenta, cresce in parallelo anche la richiesta dei contributi taglia-affitti per i quali l’ente locale si appresta ad aprire il nuovo bando. L’assessore Morsolin considera che le domande in arrivo potrebbero superare pertanto le 500 unità. Nel 2009 le richieste sono state 566 per il fondo taglia-affitti, di cui 470 sono state accolte. Il contributo richiesto alla Regione, rappresentativo del fabbisogno complessivo delle famiglie monfalconesi, era stato di 1,2 milioni di euro. La Regione aveva erogato 700mila euro, mentre il Comune aveva partecipato con un contributo di 120mila euro, pari al 10% del fabbisogno. La liquidazione complessiva era stata quindi di 820mila euro.
ALLOGGI, 500 RICHIESTE. Quanto al fabbisogno di alloggi, l’assessore Morsolin considera almeno 350 domande per gli alloggi Ater, oltre a 120 richieste legate alle case Spaini. «Ogni anno – osserva – l’Ater interviene con una rivisitazione delle graduatorie inserendo le nuove richieste. Tra nuove domande e la sostituzione di quelle già presentate, l’aumento medio è attorno al 30-40%. L’Ater tuttavia ha consegnato in città negli ultimi tempi numerosi alloggi, un centinaio. Il problema che si pone è legato alla riduzione del Fondo sociale che rende più difficoltoso intervenire con le ristrutturazioni degli alloggi sfitti, comportando quindi una minore offerta di nuovi appartamenti».
ALTRI INTERVENTI. L’assessore Morsolin ricorda altri interventi di sostegno. Come i contributi economici, per quasi 200mila euro, di cui un terzo riguardanti le spese abitative. E i 79mila euro che l’ente locale ha messo a disposizione nel 2009 per mantenere nelle pensioni una ventina di persone. Ricorda anche il contributo di 31.800 euro che sempre nel 2009 è stato erogato per le spese abitative, anche attraverso lo sportello ”Pronto Casa”.

Il Comune risparmia 50mila euro sulle pensioni 
Grazie a una convenzione le persone senza dimora hanno trovato un’abitazione

Si potrebbe chiamarla una seconda chance. L’opportunità concreta di riprendere in mano i fili della propria vita, che per un motivo o per un altro ha deragliato dai binari. Questo rappresenta, secondo l’assessore alle Politiche sociali di Monfalcone Cristiana Morsolin, la convenzione stretta tra il Comune e l’associazione ”Centro di sostegno alla persona” di Staranzano: un progetto riabilitativo-assistenziale in grado di offrire un tetto stabile a persone impossibilitate, per personali vicissitudini, ad avere una casa.
«A settembre – spiega Morsolin – abbiamo avviato un accordo che nei prossimi mesi consentirà alla casse comunali di risparmiare qualcosa come 50mila euro. Il ”Centro di sostegno alla persona”, infatti, si è visto assegnare dall’Ater alcuni appartamenti da destinare all’accoglienza delle persone disagiate. E così, con la convenzione stipulata, siamo riusciti a dirottare in quegli alloggi le persone che per anni abbiamo sostenuto, finanziariamento, attraverso il versamento di rette per pensioni e locande».
Nel 2008, per citare le cifre, l’ente locale ha aiutato 18 persone, fronteggiando una spesa complessiva di 66.273 euro. Nel 2009, invece, 19 per un investimento di 79mila euro. Quest’anno, proprio grazie al nuovo progetto, saranno assistiti solo due cittadini per un contributo pari a 22.110 euro.
«Parallelamente alla convenzione – prosegue l’assessore comunale – gli operatori del Servizio sociale hanno costruito dei percorsi riabilitativi assieme alle persone interessate. Percorsi che hanno consentito un affrancamento dal pernottamento in una pensione verso un percorso di sostegno autonomo».
«Si tratta – conclude Morsolin – di un processo importante, poichè i soggetti aiutati hanno nella quasi totalità dei casi storie di marginalità alle spalle e dunque difficoltà enormi a reinserirsi nel mondo lavorativo. Possono essere situazioni generate da un pregresso alcolismo, da separazioni difficili o dalla perdita dell’occupazione. Per ogni persona viene individuato un percorso, da avviare con l’obiettivo di far raggiungere una propria autonomia». (ti.ca.)
 
Piano di autorecupero per 11 alloggi comunali 
Venduti a prezzi stracciati saranno ristrutturati a spese dei futuri proprietari

Per gli ultimi cinque inquilini, tra i quali anche anziani di 80 anni, il Comune sta valutando assieme all’Ater i trasferimenti in alloggi idonei. Una volta liberata la palazzina di via Valentinis, si potrà quindi procedere con il bando legato al progetto di ”autorecupero”. L’amministrazione comunale ipotizza di poter partire a settembre.
Si tratta di undici alloggi che saranno messi in vendita dal Comune per affrontare le relative ristrutturazioni con il coinvolgimento diretto degli acquirenti. L’utenza è diversificata, prevedendo alloggi per singoli e per nuclei familiari. Prezzi, dunque, più che popolari. Il progetto è rivolto ad una fascia sociale specifica, avendo previsto precisi requisiti di idoneità nel bando: sono monfalconesi che hanno un reddito superiore ai parametri previsti per la richiesta di un alloggio popolare, ma al contempo non hanno la possibilità di sostenere i prezzi di mercato.
L’assessore Cristiana Morsolin spiega: «Una volta individuate le persone idonee ai fini dei requisiti richiesti dal bando, si costituirà una cooperativa che sarà seguita da un gruppo esperto di supporto per tutte le procedure legate agli interventi di ristrutturazione. Il gruppo farà anche da garante per l’accensione di un mutuo al quale non avrebbe accesso il singolo richiedente, considerato il suo livello di reddito. Le persone riunite così in cooperativa, interverranno nella sistemazione degli alloggi mettendo a disposizione la propria manodopera. Il progetto è quindi finalizzato ad ottenere un alloggio diventandone proprietario».

Il Piccolo, 01 maggio 2010
 
VIA LIBERA DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 
L’Ater vende 105 alloggi, incasserà 5,5 milioni 
Priorità agli attuali inquilini. Quanto ricavato sarà reinvestito in complessi edilizi popolari

di FRANCESCO FAIN

Centocinque alloggi popolari in vendita, di cui 39 a Gorizia e 21 a Monfalcone. Sì, ci siamo. Il consiglio di amministrazione dell’Ater ha stilato l’atteso e pluriannunciato ”Piano-vendite”.
A fornire i numeri dell’operazione sono il presidente dell’Ater Roberto Grion e la responsabile dell’area tecnica Alessandra Gargiulo.
Non si tratta di un’iniziativa di poco conto perché l’ex Iacp dalla vendita di tutti questi appartamenti conta di riuscire a incamerare oltre 5.580.800 euro: una cifra ben più pingue del milione di euro previsto nell’estate dello scorso anno e che consentirà, se mai verrà incassata, di avere a disposizione risorse per realizzare nuovi complessi edilizi.
IL SONDAGGIO. Priorità assoluta ce l’avranno, chiaramente, gli attuali inquilini. Sarà a loro che verrà chiesto di acquistare l’appartamento in cui vivono ad un prezzo, chiaramente, molto concorrenziale se raffrontato alle quotazioni del libero mercato. «Sono stati contattati tutti e l’80% si è dichiarato interessato ad acquistare l’alloggio in cui già oggi risiede», spiega Alessandra Gargiulo. Quindi, un certo ottimismo trapela sulla buona riuscita dell’operazione.
Non è un mistero che l’ente deve fronteggiare la cancellazione dei fondi Gescal e il taglio (sempre più evidente) degli stanziamenti statali e regionali: dall’alienazione potrebbe arrivare ossigeno per le malconcie casse dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale. Non bisogna dimenticare che le richieste di alloggi popolari sono in inarrestabile crescita. A Gorizia come a Monfalcone, a Cormòns come a Ronchi dei Legionari e Staranzano. «E riguardo alla carenza di alloggi popolari non si può gettare la croce addosso soltanto all’Ater perché, senza fondi adeguati, non si va da nessuna parte», ha sottolineato di recente il Sunia, il sindacato degli inquilini più rappresentativo.
Ma entriamo maggiormente nel dettaglio del Piano vendite intrapreso dall’ex Istituto autonomo case popolari: tutti gli appartamenti in vendita sono riportati dettagliatamente nel grafico in alto.
IL METODO. In linea prioritaria verrà proposta la vendita degli alloggi agli attuali inquilini. Se questi rifiuteranno, verrà proposto loro un cambio e se non accetteranno nemmeno questa proposta rimarranno in affitto sempre in quell’alloggio. Ma c’è il rovescio della medaglia: dalla vendita di questi beni l’Ater non otterrà immediatamente i fondi perché gli inquilini-compratori potranno pagare a rate il prezzo stabilito per la compravendita. «Ed è questo il limite principale di questa operazione. L’Ater – argomenta Alessandra Gargiulo – avrebbe bisogno di soldi subito per reinvestirli nella costruzione o nell’acquisto di altre case popolari. Con la rateizzazione viene meno la possibilità di avere disponibile denaro fresco pronto per essere reinvestito».
Nell’elenco ci sono anche quattordici alloggi sfitti che necessitano di qualche ristrutturazione e che verranni proposti a coloro che sono meglio piazzati in graduatoria.
IL PATRIMONIO. Infine, vale la pena di fare la «conta» del patrimonio immobiliare dell’ex Iacp attualmente in essere nell’Isontino.
L’Ater può contare su un patrimonio di oltre 4 mila appartamenti sparsi su tutta la provincia, un centinaio sono quelli inutilizzati che attendono nuovi inquilini. Un numero piuttosto consistente dinanzi a una richiesta piuttosto elevata di case – in particolar modo nel Monfalconese -. Negli ultimi quattro anni sono stati 521 gli alloggi assegnati dei quali 260 nuovi e 261 di risulta. A Gorizia gli appartamenti inaugurati sono stati 93 e quelli di risulta 85 per un totale di 178 appartamenti. A Monfalcone gli appartamenti nuovi sono stati, nell’ultimo quadriennio, 146 (soltanto 15 quelli ristrutturati). Parità assoluta fra Gradisca e Cormòns con 18 alloggi assegnati dal 2000 al 2004.

Il Piccolo, 31 agosto 2010
 
NON SI ALLENTA LA TENSIONE ABITATIVA IN CITTÀ 
Quasi 400 famiglie in attesa di una casa 
Negli ultimi due anni l’Ater ha ristrutturato e realizzato 130 alloggi. Entro l’anno un nuovo bando

di LAURA BORSANI

Un fabbisogno calcolabile attorno ai 350-400 alloggi a Monfalcone. Considerando non solo quanti sono in attesa dell’assegnazione di un’abitazione popolare, ma anche coloro che, sotto il profilo economico, si pongono in una ”fascia intermedia”, non avendo i requisiti per poter avanzare il diritto a una casa Ater e, al contempo, non riuscendo a sostenere un mutuo per l’acquisto di un immobile o l’affitto a prezzi di mercato. Il tutto, a fronte di una risposta, in fatto di assegnazione di alloggi popolari, che negli ultimi tempi ha consegnato in città circa 130 appartamenti.
La ”fame di casa” continua a rappresentare un indicatore di ”emergenza” tra le famiglie monfalconesi, alle prese peraltro con la morsa della crisi economica che, tra mobilità e cassa integrazione, ha messo in fila nuovi disagi sociali e povertà.
Una situazione, dunque, da ”bollino rosso”, come si evince dai dati in possesso del Comune e dalle richieste di sostegno pervenute ai Servizi sociali. Con ciò, come spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, tenendo conto anche degli altri interventi messi in campo dall’amministrazione comunale a sostegno dell’istanza abitativa. Un esempio su tutti è rappresentato dalla domanda relativa ai contributi taglia-affitti, per la quale l’assessore parla di un ”fabbisogno” di circa 500 richieste.
Un trend destinato a mantenersi su questo livello, se non ad aumentare ancora. Ne è convinto il segretario provinciale del Sunia, Sergio Donda: «La situazione – spiega – di fatto rimane invariata. Anzi, ritengo che l’andamento sia in progressivo peggioramento, proprio in virtù della crisi economica. Attualmente – continua -, non c’è alcun bando per gli alloggi popolari, poichè si procede alle integrazioni delle graduatorie attraverso l’inserimento di quanti hanno subito uno sfratto esecutivo. Gli sfratti – aggiunge – si attesterebbero attorno ai 70 casi, tra quelli esecutivi e quelli in attesa della sentenza esecutiva da parte del Tribunale».
Donda ricorda un aspetto riguardo alla città: «Il precedente Consiglio di amministrazione dell’Ater – dice – si era impegnato ad aprire entro l’anno un nuovo bando per Monfalcone, a fronte di una trentina di alloggi».
Per il segretario provinciale del Sunia, l’«emergenza casa» è un problema prioritario. Acuito, osserva, anche dagli sfratti. Il tutto considerando altresì le famiglie in attesa dell’assegnazione di un alloggio. E il conto sale, tra giovani coppie, anziani, famiglie alle prese con la cassa integrazione.
L’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, conferma la difficile situazione. «Ogni anno – ha osservato – l’Ater interviene con una rivisitazione delle graduatorie inserendo le nuove richieste. Tra nuove domande e la sostituzione di quelle già presentate, l’aumento medio è attorno al 30-40%. L’Ater, tuttavia – ha aggiunto -, negli ultimi tempi ha consegnato diversi alloggi in città, oltre un centinaio. Ad acuire la situazione è stata la riduzione del Fondo sociale, rendendo difficoltoso intervenire con le ristrutturazioni degli alloggi sfitti, comportando quindi una minore offerta di appartamenti».

Il Piccolo, 04 novembre 2009 
 
L’INTENTO DELL’ASSESSORE MORSOLIN  
Confronto pubblico sul recupero di un edificio della Colonìa
 
 
Il Comune andrà con tutta probabilità  a un momento di confronto pubblico sul progetto elaborato per promuovere l’autorecupero di una palazzina della Colonìa da parte di un gruppo di cittadini. «Il progetto steso dalla cooperativa Sotto il tetto di Milano è molto corposo – spiega l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – e soprattutto indica varie opzioni con cui dare concretezza al progetto». In sostanza, l’ente locale potrebbe prevedere la strada della vendita ai privati che poi procederebbero al recupero dell’immobile o quella di rimanere proprietario e applicare poi un affitto ovviamente parametrato all’impegno finanziario del gruppo di cittadini nel trasformare la palazzina. «Il progetto quindi comprende varie valutazioni sulle soluzioni finanziarie – aggiunge l’assessore alle Politiche sociali -, anche in base ai lavori che potrebbero essere effettuati in proprio e quelli che invece vanno in modo quasi obbligato affidati a imprese specializzate. Credo che un momento di confronto pubblico potrebbe essere utile».
L’amministrazione comunale, che ha avviato il progetto come misura anti-tensione abitativa, intanto ha deciso di costituire un gruppo di lavoro interno proprio per individuare la soluzione ritenuta migliore e che quindi sarà messa a bando nel corso dei prossimi mesi. In vista c’è anche un incontro con gli estensori del progetto. «Mi rendo conto che i tempi si stanno allungando – afferma l’assessore Morsolin -, ma non esistono molte esperienze di autorecupero in Italia, mentre ne sono state compiute un po’ di più sul fronte dell’autocostruzione. In Friuli Venezia Giulia non esiste poi una legislazione specifica in materia e anche per questo riteniamo importante portare a termine quello che è a tutti gli effetti un progetto pilota». La palazzina individuata per mettere in pratica l’operazione si trova nell’area alle spalle dell’ex dispensario di via Valentinis. Pare perché è già certo che i 12 alloggi al momento presenti nell’edificio scenderanno a 6, in modo da aumentarne le dimensioni, ora molto ridotte e non adatte ad accogliere delle famiglie. (la.bl.)

Il Piccolo, 18 novembre 2009 
 
APPELLO AI CONSIGLIERI REGIONALI  
Donda: no ai tagli all’edilizia pubblica
 
 
Sunia sul piede di guerra per il dietrofront della Regione, che ha annunciato un drastico taglio, nella finanziaria del 2010, ai contributi dell’edilizia pubblica. La segretaria provinciale del Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari rivolge un appello ai consiglieri regionali dell’Isontino, ai sindaci e a tutte le forze politiche e sociali affinché sia garantito un forte impegno per la salvaguardia dei fondi in precedenza destinati al comparto degli alloggi Ater. «Alla luce – afferma il segretario Sergio Donda (nella foto) – dei recenti provvedimenti della giunta Tondo riferiti alla prossima finanziaria in materia di edilizia pubblica, cui fa seguito il drastico taglio dei finanziamenti per l’edilizia sovvenzionata e le indispensabili opere di manutenzione delle case, peraltro in precedenza ripetutamente promessi sulla stampa, il Sunia esprime una vibrante protesta». L’ente, pur consapevole «delle difficoltà economiche e delle limitate risorse in capo alla Regione, anche in rapporto alla crisi occupazionale che colpisce tanti settori e riduce i consumi», ritiene grave il provvedimento della Regione. Provvedimento che «non tiene conto delle priorità d’intervento, soprattutto verso il bene sociale della casa». Nell’Isontino, stando a Donda, risultano 1.700 richieste d’alloggio indirizzate all’Ater, molte delle quali sono state formulate da famiglie con doppio sfratto esecutivo. «Davanti a questa situazione – conclude – che mette in difficoltà lo stesso Ater, poiché non lo rende capace di rispettare i programmi posti, si registrerà la perdita di 67 alloggi per il 2010. Perciò rivolgiamo un pressante invito ai consiglieri regionali dell’Isontino, ai sindaci e a tutte le forze politiche e sociali di esprimere un forte impegno teso a far modificare, nella finanziaria, l’indirizzo delle risorse economiche verso il bene della casa, ritenendola una priorità assieme alla sanità e alla scuola». Per contribuire a far modificare alla Regione le proprie decisioni, il Sunia ha infine chiesto un incontro urgente all’Ater.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 22 novembre 2009 
 
INTERVENTO DI PRIVATI SU EDIFICI PUBBLICI DEGRADATI  
Nuovi alloggi con l’autorecupero
 
 
Undici alloggi di proprietà pubblica da autorecuperare e quindi destinare al mercato immobiliare: una soluzione per riuscire a reinserire tra le disponibilità nelle case che altrimenti non verrebbero mai recuperate causa mancanza di fondi dell’amministrazione. Un progetto pilota a livello regionale e nazionale, che adesso il Comune si propone di mettere finalmente in campo dopo gli annunci degli scorsi mesi. Il piano di azione, che il Comune aveva affidato a una cooperativa, è stato finalmente redatto e consegnato all’amministrazione. Nel piano è indicato come si potrà effettivamente realizzare l’autorecupero, con che impegno finanziario e tempi tecnici. «L’intenzione è quella di spiegare agli interessati, che saranno i primi undici alloggi individuati nel piano, come ci si intende muovere, nel corso di un convegno pubblico – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Cristiana Morsolin – perchè l’azione sarà di una certa complessità, e sarà quindi necessario essere bene informati». L’incarico dell’esecuzione dello Studio di fattibilità è stato affidato dalla società ”Sotto il tetto” di Milano.Vista l’altissima richiesta di alloggi e le difficoltà in cui si trovano le Ater, il Comune di Monfalcone vuole quindi stringere i tempi sul progetto. L’iniziativa conta su una collaborazione tra Comune e Ater, e prevede l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 11 alloggi di piccole dimensioni, che dopo i lavori (di competenza degli affittuari che poi diverranno proprietari degli alloggi) saranno dieci, questo per rendere alcuni di essi, molto piccoli, adatti ad ospitare anche delle famiglie. I tempi di realizzazione, fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale, rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale. In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione. La ‘fame di case’ è poi evidente anche nella richiesta di contributi per affitti. Monfalcone ricopre in provincia quasi un terzo del numero totale di domande. Su 1146 accettate, infatti, 470 provengono dalla città dei cantieri e 317 da Gorizia.

Messaggero Veneto, 25 novembre 2009

Emergenza case, scatta il piano di autorecupero 
Il Comune è orientato a cedere undici alloggi a un gruppo di privati per risistemarli e affittarli

 
MONFALCONE. È stato approvato dalla giunta comunale di Monfalcone lo studio di fattibilità dell’autorecupero di alloggi, progetto pilota a livello regionale e nazionale che mette il comune di Monfalcone tra i comuni che, appunto, per primi, hanno creduto a questa forma di risposta all’emergenza abitativa.
Lo studio, realizzato dall’associazione “Sotto il tetto” di Miliano, prende in esame sia gli aspetti tecnici, sia economico/sociali dell’intervento e sostanzialmente rispetta quanto previsto all’accordo quadro tra comune e Ater e dal contratto di affidamento, salvo privilegiare il passaggio dell’immobile in proprietà alla cooperativa di autorecuperatori, rispetto al mantenimento della proprietà in capo al Comune.
«Si ritiene – si legge sulla delibera di giunta che approva lo studio – che ciò non sia contrario agli interessi dell’ente e che possa, invece, maggiormente incentivare l’iniziativa dei privati».
Per il seguito del lavoro e data la sua interdisciplinarietà, è già stato valutata in Conferenza dirigenti la proposta del direttore generale di procedere alla costituzione di un apposito gruppo di lavoro interno intersettoriale, cui affidare il compito di verificare con ulteriore dettaglio le proposte dello studio di fattibilità e di avviare il percorso attuativo dell’intervento.
In sostanza si parla, dunque, di undici alloggi di proprietà pubblica da autorecuperare e quindi destinare al mercato immobiliare: una soluzione per riuscire a reinserire tra le disponibilità delle case che altrimenti non verrebbero mai recuperate causa mancanza di fondi dell’amministrazione.
Come si procederà e come saranno effettuati i lavori verrà spiegato nel corso di un convegno pubblico, «perché – come spiega l’assessore alle politiche sociali Cristiana Morsolin – l’azione sarà di una certa complessità, e sarà quindi necessario essere bene informati».
Vista l’altissima richiesta di alloggi e le difficoltà in cui si trovano le Ater, il Comune di Monfalcone vuole quindi stringere i tempi sul progetto. L’iniziativa conta su una collaborazione tra Comune e Ater, e prevede l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 11 alloggi di piccole dimensioni, che dopo i lavori (di competenza degli affittuari che poi diverranno proprietari degli alloggi) saranno dieci, questo per rendere alcuni di essi, molto piccoli, adatti a ospitare anche delle famiglie.
Gli appartamenti, tra i 30 a 45 metri quadrati, saranno assegnati con bando pubblico in base al reddito e potranno godere anche di zone comuni, ad esempio l’area per i congelatori.
I tempi di realizzazione – fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale – rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale.
In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione. La “fame di case” è poi evidente anche nella richiesta di contributi per affitti.
Monfalcone ricopre in provincia quasi un terzo del numero totale di domande. Su 1146 accettate, infatti, 470 provengono dalla città dei cantieri e 317 da Gorizia.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 08 dicembre 2009
 
I CONTI IN TASCA AL COMUNE 
Raddoppia la spesa per consulenti e artisti 
Una tranche dell’importo complessivo di circa 300mila sostenuta da Ue e Regione
Compenso di 18mila euro a Carlo De Incontrera per la direzione musicale
IN ECONOMIA LA PRESTIGIOSA STAGIONE CONCERTISTICA DEL TEATRO: È COSTATA SOLO 81MILA EURO

di LAURA BORSANI

Il Comune presenta il conto in fatto di consulenze esterne e di cachet. Quest’anno si è raggiunta circa quota 300mila euro, rispetto a un ”budget” attorno ai 161mila euro dell’anno precedente. Un impegno economico che, tuttavia, tiene conto del forte intervento legato ai finanziamenti Ue relativi a progetti europei, ministeriali e regionali.
Gli incarichi affidati a consulenti esterni assommano a quasi 150mila euro. Si tratta di compensi lordi. L’importo maggiore riguarda l’affidamento della direzione artistica nell’ambito del Festival Absolute Poetry, a Raffaele Voce, a fronte di 39.936 euro (fondi Anci e compartecipazione comunale). Quindi gli incarichi a Carlo de Incontrera, per 18.400 euro in ordine alla direzione artistica della stagione musicale 2009/2010. Tra le altre consulenze, si considerano altresì gli incarichi a Rada Orescanin (Cooperazione internazionale, 14.972 euro, fondi Ue), nonchè l’incarico affidato a Franco Facin relativo all’analisi dell’investimento e la ricerca del valore attribuibile al compendio immobiliare adiacente all’area termale denominato ”area delle terme romane” (10.771 euro). Sono poi 19.200 euro per l’affidamento di uno studio di fattibilità sul progetto sperimentale legato all’autorecupero di alloggi.
Quanto alla stagione concertistica 2008/2009, l’investimento ai fini delle esecuzioni degli artisti, è di circa 81mila euro. Si tratta di fondi regionali e statali. Una stagione caratterizzata da nomi di indiscutibile fama e da un ”calendario” di alto livello, tanto da rappresentare un’attrattiva culturale di richiamo regionale. La peculiarità della manifestazione è data dalla ricerca continua della qualità delle proposte musicali, cercando di mantenere una gestione economica oculata. Al primo posto tra gli artisti internazionali ospiti al Comunale c’è la pianista Angela Hewitt, con un compenso di 6.600 euro. Altri nomi: Olli Mustonen (5.775), John Steven Isserlis (5.775), la regina della viola Kim Kashkashian (4.400), Robyn Schulkowsky (4.400). Infine, si registrano oltre 80mila euro per incarichi di diversa tipologia. Tra questi, i maggiori compensi sono andati a Arnaldo Becci (coordinamento assemblea dei sindaci, 14.900, fondi riconducibili a Città Mandamento), Chiara Valdesolo (Progetti europei, 11.730, fondi Ue), Patrizia Daneluzzo (Pari opportunità, 9.500, fondi regionali), Federica Franceschini (Pari opportunità, 8.200, fondi regionali).

Il Piccolo, 31 agosto 2010
 
INTERESSATA UNA PALAZZINA DI VIA VALENTINIS 
Con l’autorecupero risparmi del 50%

 
Si mette in moto il progetto di autorecupero a Monfalcone. Ci sono i 13mila euro stanziati dalla Carigo per predisporre a breve il lancio dell’iniziativa e aprire uno sportello informativo, utile anche alla raccolta delle domande di adesione al bando. Bando che l’amministrazione comunale potrebbe aprire tra ottobre e novembre. Si tratta di 12 alloggi individuati in un immobile di via Valentinis, messi a disposizione dei privati che parteciperanno al recupero degli alloggi, diventandone nel tempo proprietari. L’amministrazione ha stipulato un accordo con l’Ater, che gestisce gli immobili di proprietà del Comune e rappresenta l’ente di edilizia pubblica, al fine di trovare una sistemazione alternativa ai cinque inquilini presenti nella palazzina di via Valentinis oggetto del programma di autorecupero. Ad oggi, spiega l’assessore Cristiana Morsolin, sono state risolte quattro situazioni. L’intenzione è quella di liberare l’immobile entro l’anno. «Il progetto era iniziato diverso tempo fa, con più passaggi. In Consiglio comunale era stato approvato il bando di gara per l’affidamento di uno studio di fattibilità. L’appalto è stato aggiudicato all’associazione ”Sotto il tetto” di Trieste, costituita da architetti e ingegneri». È stato prodotto uno studio indicando il costo degli appartamenti e le linee guida per realizzare la sistemazione degli alloggi. «La palazzina in questione – spiega la Morsolin – richiede la messa a norma degli impianti, che saranno rifatti adottando anche sistemi energetici innovativi».
Grazie ai 13mila euro messi a disposizione dalla Carigo, si potrà procedere con l’organizzazione di un convegno illustrativo dell’iniziativa, aprendo poi uno Sportello informativo e per la raccolta delle domande di partecipazione al bando. I vincitori costituiranno una cooperativa e provvederanno ad accendere un mutuo per l’acquisto degli alloggi dal Comune. I privati parteciperanno al recupero degli appartamenti abbattendo pertanto i costi della manodopera, e diventandone proprietari nel tempo. A seguire l’intero procedimento ci sarà un soggetto accompagnatore per guidare i privati nel percorso del recupero. Questa formula permette di favorire l’acquisto degli appartamenti con un risparmio rispetto ai prezzi di mercato del 50%.

Il Piccolo, 25 maggio 2009

PARTE UN PIANO 
Ater-Comune, sconti a chi restaura la casa 
I privati coinvolti potranno scalare le spese dagli affitti e dalle compravendite

Riparte il progetto per fare in modo che un gruppo di cittadini arrivi ad autorecuperare alloggi di proprietà pubblica, ottenendo quindi una casa e sconti su affitti e compravendite. E Monfalcone si pone come apripista per questa iniziativa, che vede una collaborazione tra Comune e Ater, e che sta suscitando interesse in molti altri Comuni italiani e di una dottoranda della Facoltà di architettura dell’Università di Venezia.
L’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin ricorda che l’obiettivo è quello di concludere la parte burocratica del progetto entro la fine dell’anno in modo da mettere poi in moto l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 12 alloggi di piccole dimensioni. «Il 19 dicembre del 2008 si è concluso il bando di gara per scegliere il progettista dell’operazione – spiega Cristiana Morsolin -. L’incarico è stato affidato dalla società ”Sotto il tetto” di Milano. Il 26 febbraio di quest’anno è stato approvato il testo definitivo del contratto per l’affidamento effettivo dell’incarico».
Il 2 marzo il contratto è stato spedito a Milano, ma poi non è rientrato, firmato, nei tempi previsti a causa di un disguido postale. Si è arrivato così al 4 maggio, data dalla quale scattano i 90 giorni concessi per realizzare la progettazione, che includerà anche le formule per l’individuazione del soggetto autorecuperante e degli alloggi. «Con la società ci sono però già stati contatti in questi mesi – afferma l’assessore – e quindi l’elaborazione del progetto è di fatto già iniziata. La consegna avverrà quindi prima dei 90 giorni previsti, forse già, da quanto sappiamo, entro il 20 giugno».
I tempi di realizzazione, fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale, rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale.
Pare però già certo che i 12 alloggi al momento presenti nell’edificio scenderanno a 6, in modo da aumentarne le dimensioni, ora molto ridotte e non adatte ad accogliere famiglie. In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione.
Dei 27 del Comune 2 saranno assegnati a breve, 4 sono interessati da lavori di piccola entità, 13 sono inclusi in programmi edilizi complessi e 8 sono in attesa di progettazione.
«Gli alloggi coinvolti da piccoli lavori – spiega Cristiana Morsolin – sono di fatto quelli che rientrano all’Ater e vanno risistemati prima di procedere a una nuova assegnazione».
Laura Blasich
 
Messaggero Veneto, 25 maggio 2009

Comune e Ater: l’autorecupero per utilizzare alcuni alloggi sfitti

MONFALCONE. Comune e Ater puntano sulla pratica dell’autorecupero per rendere utilizzabili alloggi ora sfitti perché bisognosi di interventi di manutenzione straordinaria e per i quali non esistono fondi a sufficienza. Lo studio di fattibilità dell’autorecupero, che sarà redatto dall’impresa sociale milanese Sotto il tetto, che ha vinto il bando, potrebbe essere presentato il 20 giugno e passare poi in consiglio comunale. Lo ha annunciato l’assessore ai servizi sociali, Cristiana Morsolin, rispondendo a un’interrogazione sul recupero di immobili comunali presentata da Lionella Zanolla (Gruppo misto-La Destra), che ha ricordato come lo studio di fattibilità sull’autorecupero di sei alloggi di proprietà comunale preveda una spesa di 19.200 euro e che l’impresa ha 90 giorni per presentare il progetto necessario per procedere poi celermente all’individuazione dei privati interessati a partecipare all’operazione. Morsolin ha spiegato anche che dopo la firma del sindaco Gianfranco Pizzolitto e del presidente dell’Ater, Roberto Grion, dell’accordo programmatico che apriva la possibilità di un autorecupero per sei alloggi di proprietà comunale in un edificio della zona est di Monfalcone, è stato pubblicato nel dicembre 2008 un bando di gara per l’autorecupero vinto appunto da Sotto il tetto. L’affidamento dell’incarico è stato ufficializzato a marzo, ma per disguidi postali la firma dei documenti è stata apposta solo pochi giorni fa. «È vero che l’impresa sociale avrebbe 90 giorni di tempo per presentare il progetto, ma in realtà il lavoro di progettazione si era già iniziato e quindi ci hanno comunicato che la presentazione potrebbe avvenire già il 20 giugno», ha detto l’assessore, evidenziando che è invece più difficile stabilire quando s’inizieranno i lavori «perché la procedura è nuova».
Rispondendo ancora a Zanolla ha spiegato che la gestione degli immobili comunali è affidata ad Ater , che seguirà l’iter di recupero degli alloggi, che andrà realizzato da una cooperativa o da un gruppo di privati associati. La struttura interessata, in zona est, è composta da 12 alloggi «che sono però piccolissimi e l’intenzione è quella di realizzare sei alloggi più grandi».
Oggi in città ci sono 119 alloggi sfitti di proprietà Ater o del Comune. Di questi, 92 sono dell’Ater e risultano sfitti: 12 per lavori di piccola entità, 12 per lavori più importanti, 31 perché la sistemazione è in fase di progettazione e 37 sono in attesa di progetto. Dei 27 alloggi del Comune, due saranno assegnati a breve, quattro sono sfitti per lavori di piccola entità, 13 per necessità di programmi edilizi più complessi e otto in attesa di progettazione. (c.v.)

Il Piccolo, 04 giugno 2009
 
Casa, i nuovi quartieri bloccati dalla crisi 
Rallentano i lavori al Parco Rocca e all’ex Detroit. Cala (10%) il prezzo dell’usato
PROGETTI EDILIZI FRENATI

 
di ELENA ORSI

Mercato immobiliare bloccato a Monfalcone, specie quello relativo alle case nuove. Al punto che i grandi cantieri edili stanno rallentando decisamente il ritmo. Succede al Parco Rocca. E anche nell’area ex Detroit. La causa? I prezzi (fino a 1900 euro al metro quadrato) non accennano a calare. E i monfalconesi preferiscono puntare sugli edifici da ristrutturare o su quelli più datati che, alla fine, garantiscono un risparmio attorno al 10% rispetto a un anno fa. L’appartamento più ricercato in città? Quello attorno agli 80 metri quadrati e magari un po’ malandato che, con un po’ di impegno, si può acquistare con una spesa di 60mila euro. O anche meno.
PREZZI. La ripresa del mercato immobiliare cittadino è lenta. Ma sembra esserci. Lo sostiene la Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari. Dall’inizio dell’anno, sono in leggera ripresa trattative e contratti anche per quanto riguarda gli alloggi nuovi. Insomma, chi ha un capitale torna a investire nel mattone. Ma anche l’usato da ristrutturare sembra riprendersi. Qui è il prezzo a farla da padrone: la trattativa può portare a spuntare condizioni decisamente vantaggiose. «Per quanto riguarda gli alloggi nuovi, i prezzi sono rimasti gli stessi del 2008 – spiega Susanna Marusig della Fiaip -, mentre per le case da ristrutturare notiamo un calo di prezzi che viaggia anche attorno al 10 per cento». Quindi una casa che fino a pochi mesi fa costava 200mila euro la si può portare via per 180mila o anche 170. Poi, naturalmente, si devono mettere in conto i lavori. Che però, a differenza dell’acquisto, si possono fare anche in economia, quindi senza la richiesta di mutui. Uno spauracchio che molti evitano.
NUOVI CANTIERI. Il risultato di tutto questo è che anche i grandi cantieri aperti in città stanno rallentando la marcia in attesa che la crisi passi e il mercato riprenda. Per ora non si parla di ridimensionamenti dei progetti ma solo di protrazione di termini. Insomma, tutto quello che è stato progettato e iniziato verrà portato a termine. Ma con tempi piàù dilatati. Il Parco Rocca, ad esempio, realizzato nell’area dell’ex ospedale: al momento sono stati completati i primi due edifici destinati a uso soprattutto direzionale. La costruzione del terzo edificio è stata programmata non prima di settembre. «Nel frattempo, però, la costruzione ha ottenuto la certificazione energetica in classe A, la migliore» spiega ancora la responsabile Fiaip. Anche per l’insediamento nell’ex area occupata dalla Detroit si attendono tempi migliori. «Abbiamo realizzato i primi due edifici, e stiamo completando il terzo – spiega il titolare del cantiere, Roberto Pinesso – e per quanto riguarda il quarto, l’intenzione è di iniziare i lavori entro la fine dell’anno. Ma con calma. Cerchiamo di capire dove sta andando il mercato».
AFFITTI. A non conoscere flessioni, invece, è il mercato degli affitti, proprio a fronte della mancanza di liquidità per l’acquisto. La richiesta si mantiene molto alta per quanto riguarda la formula del ”3+2” (tre anni più due), mentre gli affitti a canone concordato caldeggiati dal Comune sono in costante aumento. Dal 2007 al 2008, per esempio, sono aumentati del 15%. Secondo il Comune, a fine 2007 gli edifici interessati a questa tipologia di contratto (che punta a ridurre il canone dando al proprietario una serie di agevolazioni) erano 563 (449 abitazioni e 114 pertinenze). A fine 2008 si è saliti a quota 651 (554 abitazioni e 127 pertinenze), 55 con aliquota al 3 per mille.

Il Piccolo, 09 febbraio 2009 
 
EMERGENZA ABITATIVA  
Case popolari, 320 famiglie in lista di attesa  
Sono 120 i nuclei che hanno fatto richiesta di uno dei 30 appartamenti del complesso ex Spaini
  
 
di LAURA BORSANI

Oltre 320 famiglie in lista d’attesa, inserite nella graduatoria definitiva dell’Ater, per l’assegnazione di alloggi popolari a Monfalcone. E altri 120 nuclei familiari che si sono messi in coda per ottenere uno dei 30 alloggi di edilizia convenzionata, nell’ambito del bando delle case Spaini. E ancora: la fame di casa si tradurrebbe in un fabbisogno in città calcolato sull’ordine dei 100-150 alloggi. Elementi che indicano quanto l’emergenza abitativa in città sia contingente. Soprattutto costante, destinata peraltro ad aumentare. A confermare questa tendenza è l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, che evidenzia la portata del problema, frutto del differenziale tra la capacità di reddito dei monfalconesi e gli alti prezzi per gli affitti applicati sul mercato.
Il disagio abitativo, spiega l’assessore, esprime un andamento importante in quest’ultimo triennio. Lo si evince dal piano-casa presentato dal Comune alla Regione, subito dopo l’approvazione della legge 9 del 2008. Per il 2007 la necessità indicata dall’ente locale era di 112 alloggi, di cui 28 prioritari, a fronte di una spesa calcolata sull’ordine dei 15 milioni e 400 mila euro, di cui 2 milioni e 800 mila per le priorità. Per il 2008, il fabbisogno denunciato è stato di 128 alloggi (28 i prioritari), per una spesa di 17 milioni e 800 mila euro. Per quest’anno si parla di 125 alloggi, di cui 25 prioritari, a fronte di una spesa quantificata in 17 milioni 350 mila euro (2 milioni e 350 mila per le priorità).
«Nel piano – spiega la Morsolin – è stato preso in considerazione il problema generale, uscendo dal mero aspetto sociale e guardando anche all’aspetto urbanistico calcolando la capacità insediativa futura e aggregando i dati delle richieste di alloggi Ater, le domande del bando taglia-affitti, il numero di sfratti, stimati in una decina al mese in città rispetto ai 35 totali mensili nella provincia di Gorizia, nonchè il fabbisogno reale di alloggi di edilizia pubblica». Fame di casa, per la quale l’assessore Morsolin guarda all’opportunità del recupero, tenuto altresì conto della mancanza di terreni comunali disponibili e della già forte concentrazione edilizia in città. In questo ambito, ricorda il progetto di autorecupero previsto per un immobile comunale in zona Valentinis, per il quale sono state avviate le procedure, al fine di ricavare una decina di appartamenti.
Intanto in attesa per un alloggio Ater ci sono 320 famiglie. «È un dato importante – continua l’assessore alle Politiche sociali -, che esprime il livello di necessità delle famiglie monfalconesi. C’è tuttavia da considerare anche tutta una serie di situazioni, sia in ordine a nuclei familiari che di persone singole, per le quali resta problematico poter sostenere il pagamento dell’affitto. Si tratta di quei cittadini che non hanno il requisito economico utile per poter richiedere un alloggio Ater, detentori di un reddito superiore ai parametri fissati, ma che, per contro, non hanno la facoltà economica di accedere al mercato immobiliare privato». Famiglie comunque in difficoltà, quantificabili sull’ordine di 200 unità, tagliate fuori di fatto sia dalle protezioni sociali garantite dall’edilizia sovvenzionata, sia dal mercato privato.
Lo si deduce, spiega la Morsolin, dalla portata delle stesse domande presentate in ordine alla richiesta di contributi taglia-affitti. Nel 2008 le domande sono state 493, per un fabbisogno totale di un milione 280mila euro. Nel 2007 le domande erano circa 480, per un fabbisogno di un milione 210mila euro, mentre nel 2006 si erano registrate 450 richieste per un fabbisogno di circa un milione di euro. Anche in questo caso, il trend è in crescita. Ma ciò che è lievitato è soprattutto il fabbisogno relativo al contributo: «Abbiamo riscontrato – spiega la Morsolin – che è aumentato il divario tra il salario e l’affitto pagato, per il quale è aumentata la consistenza del contributo». L’assessore inoltre osserva: «Stanto alle richieste in relazione ai nostri servizi sociali, le maggiori criticità poste dal cittadino riguardano proprio la questione-casa».

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