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Il Piccolo, 03 aprile 2009 
 
STRATEGIE CONTRO IL CARO-VITA 
Sconti sulla bolletta dei rifiuti da caricare sulla Carta famiglia  
Le richieste pervenute al Comune sono 957. Stanziati 100mila euro
 
 
di LAURA BORSANI

Sconto sulla bolletta dei rifiuti da ”caricare” nella Carta famiglia unitamente al ”bonus” relativo all’energia elettrica che la Regione ha riattivato il 9 marzo. È l’orientamento dei Comuni del Basso Isontino, alle prese con la gestione operativa dello strumento previsto dalla legge regionale a favore delle famiglie in difficoltà e con figli a carico. L’ipotesi al vaglio dei 9 enti locali dell’Ambito, di cui Monfalcone è rappresentativa della metà, diversamente dalla scelta effettuata dall’Alto Isontino che ha stipulato una convenzione finalizzata all’abbattimento della bolletta dell’acqua, è quella di puntare sullo sgravio della tassa sulla raccolta ”porta a porta”, o sulla Tia. La Tarsu, nell’ambito del bilancio di previsione 2009, ha subito in città un aumento del 10%. L’indirizzo di lavoro, spiega il vicesindaco Silvia Altran, è dovuto al fatto che, volendo prevedere erogazioni omogenee, il benefit per l’acqua non sarebbe fattibile a Grado, dove la relativa bolletta è ricondotta agli amministratori condominiali. E intanto si fanno le cifre. Le domande presentate finora in città sono 957, rispetto alle 600 dello scorso anno, lievitate ulteriormente a 900 nel dicembre scorso. Di queste 957 richieste, circa la metà è riconducibile a famiglie con figli al di sotto dei 26 anni, che nel comune sono complessivamente 2039. Quanto agli stanziamenti regionali, per Monfalcone sono a disposizione 100mila euro, metà erogati per l’anno 2007 e metà per il 2008. Significa, in via teorica, un ”bonus” medio per famiglia di 50 euro, pur considerando gli scaglioni minimi e massimi parametrati all’Isee. La ”Carta famiglia” presuppone stanziamenti proporzionali al grado di difficoltà dei nuclei familiari, espresso dall’indicatore Isee, prevedendo più fasce di beneficio. L’indicatore economico va inoltre ripresentato, avendo validità annuale. Tra i requisiti richiesti rientrano un Isee inferiore a 30 mila euro, la residenza in regione da almeno un anno (almeno uno dei genitori), l’avere almeno un figlio a carico. Per le famiglie con 4 o più figli, sono previsti anche benefici per accedere ai quali l’Isee può essere superiore a 30 mila euro. Il vice sindaco Silvia Altran ricorda altri strumenti di sostegno economico. Come il ”bonus elettrico” introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, per garantire alle famiglie in difficoltà e numerose un risparmio sulle bollette (esteso anche ai casi di disagio fisico, in presenza di patologie che costringano all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita). Rientrano nel diritto al benefit le famiglie con Isee non superiore a 7500 euro, con oltre 3 figli a carico e Isee non oltre i 20mila euro. Il valore, quest’anno, è di 58 euro per una famiglia di 1 o 2 persone, di 75 euro per 3 o 4 persone, di 130 euro per oltre 4 persone e di 144 euro per i malati costretti all’utilizzo di apparecchiature elettomedicali. E, ancora, la ”Carta acquisti nazionale”, che vale 60 euro al mese, in virtù dell’integrazione regionale di 20 euro. Viene concessa agli anziani dai 65 anni in su e alle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni, in possesso di particolari requisiti. La Altran, nel consigliare le famiglie aventi diritto di presentare comunque domanda per tutti i benefici previsti, pone alcune questioni. «Un primo elemento critico – osserva – è rappresentato dalla mancata semplificazione. Sarebbe più pratica per i cittadini l’introduzione del quoziente familiare nell’ambito della tassazione». Sul tappeto altresì la questione dei parametri definiti ai fini dell’erogazione dei fondi regionali ai Comuni. Stanziamento che, come anche per altre erogazioni legate all’assistenza sociale o ai bambini disabili, verrebbe stabilito su base demografica, anzichè in virù dell’effettiva situazione del nucleo familiare. Un criterio che il vice sindaco definisce «improprio», ma soprattutto non equo, poichè non rispetta il reale ”fabbisogno sociale” di un Comune. Con ciò rischiando di determinare disparità di trattamento tra gli enti locali che, a parità di popolazione, registrano invece un diverso numero di famiglie in difficoltà. «Applicare il parametro demografico – osserva – significa penalizzare una città come Monfalcone, caratterizzata da un tessuto industriale in rapida espansione e quindi da un’alta concentrazione di famiglie giovani e con figli a carico».

Messaggero Veneto, 03 aprile 2009 
  
Carta famiglia per sconti sui rifiuti  
Il vicesindaco Silvia Altran: importante presentare correttamente la domanda 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Se per l’ambito Alto Isontino, in particolare a Gorizia, i fondi a disposizione dei Comuni da stanziamento regionale per la Carta famiglia saranno usati per lo sconto sulla bollette dell’acqua, a Monfalcone e nel Basso Isontino si sta ipotizzando di usare i fondi, 100 mila euro, erogati in riferimento a 2007 e metà 2008, per sconti sulle tariffe rifiuti, Tarsu o Tia.
«La situazione è complessa e vorremmo essere omogenei nella decisione. La scelta dello sconto Tarsu – spiega il vicesindaco, Silvia Altran – è dovuta al fatto che per molti condomini nella nostra zona, in particolare a Grado, il titolare della bolletta è l’amministratore e non le famiglie». Una decisione da prendere con attenzione, visto che a Monfalcone, al 19 marzo, le domande di Carta famiglia sono state 957, pari quasi al 50% delle famiglie che hanno figli sotto i 26 anni, che sono 2.039. «Le risorse sono attribuite in due tranche da 50 mila euro, importo modesto a fronte delle tante domande e del fabbisogno», precisa Altran. Chi ha diritto alla Carta famiglia può accedere a un fondo gestito in parte dai Comuni e in parte dalla Regione, che ha previsto agevolazioni sul pagamento delle bollette per l’energia elettrica. Il percorso d’abbattimento sull’energia, concluso il 28 febbraio, è stato riattivato con delibera di giunta regionale il 9 marzo.
«È importante che le famiglie presentino la domanda, ma anche che si ricordino che va ripresentato l’Isee ogni 12 mesi. Inoltre, ci sono altre possibilità di aiuto, quali il bonus elettrico previsto dall’Autorità dell’energia elettrica e del gas (anche per famiglie senza figli) e la Social card nazionale, concessa anche a persone maggiori di 63 anni e minori di 3. Fare domanda non costa nulla, sarebbe un peccato – aggiunge – averne diritto e non chiederla. Certo è che invece di fare tutte queste iniziative sarebbe più facile introdurre un quoziente familiare nella tassazione e semplificare i percorsi, erogando i fondi in base alla realtà demografica e alle necessità delle città. Carta famiglia – conclude – non è legata al fondo di solidarietà che il Comune intende istituire per le persone in difficoltà».
Per benificiare della Carta famiglia occorre essere residenti in regione da almeno un anno (almeno uno dei genitori), avere un figlio fisicamente a carico e un Isee inferiore a 30 mila euro. Per ottenere il beneficio energia elettrica della Regione è necessario presentare al Comune una domanda in cui indicare l’importo totale delle bollette dal 1º dicembre 2007 al 20 novembre 2008, il codice Pod o copia della bolletta su cui il codice è riportato e indicare le modalità per l’eventuale riscossione del beneficio.
Per informazioni, telefonare al numero verde 800.007.008 o andare su sito www.famiglia.fvg.it. Per il bonus elettrico, numero verde 800.166.654 o sito www.autorita.energia.it.

Il Piccolo, 09 maggio 2009 
 
COMUNE  
Tarsu più leggera con la Carta famiglia  
Ogni nucleo potrebbe in media risparmiare cento euro in un anno
 
 
Sconti che potranno arrivare fino al 40% del costo della Tarsu. Anche se, probabilmente, scaglionati a seconda dell’Isee dei richiedenti. A fronte dei fondi disponibili a livello mandamentale (attorno a 200mila euro) e delle domande (circa 1800), per ogni famiglia che ha fatto domanda della ”Carta famiglia” saranno disponibili circa 100 euro. Un esempio per Monfalcone: considerando una famiglia media con una casa di 70 metri quadrati, si arriva a una Tarsu annuale che viaggia attorno ai 160 euro. Il contributo del Comune, sommando due annualità derivanti dalla ”Carta famiglia”, viaggia sui 100mila euro con 900 domande, quindi in linea con il resto del mandamento. «In questi giorni stiamo svolgendo le riunioni conclusive – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – ed entro la fine del mese dovremmo essere in grado di definire nel dettaglio gli importi del beneficio». Visto che i fondi non sono tanti rispetto alle domande pervenute ai Servizi sociali, si dovrà operare una scelta: graduare il contributo a seconda dell’Isee, in modo da garantire alle famiglie più in difficoltà un beneficio maggiore. Dalla media del 40% di Tarsu scontata, quindi, si potrà arrivare anche a una percentuale maggiore.
Tra i requisiti richiesti per la ”Carta famiglia” rientrano un Isee inferiore a 30mila euro, la residenza in regione da almeno un anno (per almeno uno dei genitori), almeno un figlio a carico. Per le famiglie con 4 o più figli, sono previsti benefici per accedere ai quali l’Isee può essere superiore a 30mila euro. Accanto poi ai contributi della Carta decisi dai Comuni, ci sono altri interventi, come il bonus per l’energia elettrica, il primo contributo deciso a livello regionale. Qualche settimana fa, la Regione ha provveduto a identificare nel dettaglio l’importo delle agevolazioni, inserendolo in un range che andava da 200 a 1400 euro, legato al numero dei figli a carico e al reddito complessivo della famiglia, ma anche ai consumi. Ciò significa che se la spesa media sostenuta per l’energia elettrica durante l’anno da una famiglia con un figlio si attesta attorno ai 400 euro, questa riceverà un contributo di 200 euro, mentre chi ha due figli a carico riceverà da un minimo di 300 a un massimo di 800 euro, chi ha tre figli a carico otterrà da un minimo di 500 euro e, per le famiglie numerose, si arriverà fino a un massimo di 1400 euro.
Elena Orsi

Il Piccolo, 13 maggio 2009 
 
Sconti su Tarsu e Tia fino al 40 per cento  
Sono 2170 le domande per la Carta famiglia nella Sinistra Isonzo
 
 
Sono più di duemila, con la parte più consistente di competenza del Comune di Monfalcone, le domande per la Carta famiglia nei Comuni della Sinistra Isonzo dove i benefici saranno destinati all’abbattimento delle tasse (Tarsu e Tia) per la raccolta dei rifiuti urbani. Le domande si sono fissate a quota 2170. Al Comune di Monfalcone saranno destinati 100mila euro, agli altri cifre molto più basse: 24mila a Grado e meno ancora agli altri, per una somma totale disponibile di poco meno di 200mila euro per i nove Comuni del Monfalconese. Ciò non impedirà comunque di confermare i benefici finora ipotizzati. Secondo le previsioni, infatti, gli sconti sulla tassa per la raccolta dei rifiuti potranno arrivare fino al 40% della somma in media pagata dagli utenti. «Adesso i Comuni stanno verificando i dati derivanti dalle singole richieste, per capire quale è la situazione economia prevalente – spiega l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin –. L’idea è di applicare lo sconto alla Tarsu in modo scalare, per ciascuna fascia di reddito, con un sistema uguale per tutto il mandamento». In questo modo lo sconto definito a Grado sarà identico a quello di Monfalcone.
«Altra intenzione è di andare a una riduzione significativa – spiega ancora la Morsolin –. Ma per farlo dovremo prima riordinare tutti i dati. E ci vorrà ancora un po’ di tempo». Se si considera il Comune di Monfalcone, che da solo assomma quasi la metà delle domande, lo sconto Tarsu potrebbe andare a coprire quasi la metà della somma sborsata da una famiglia media. Nel caso di un alloggio di 70 metri quadrati, la Tarsu annuale a Monfalcone viaggia attorno ai 160 euro. E il contributo del Comune, sommando due annualità derivanti dalla Carta famiglia, si situerebbe su una media di cento euro.
Visto che i finanziamenti non sono tanti rispetto alle domande pervenute ai Servizi sociali, i Comuni dovranno operare una scelta: graduare il contributo a seconda dell’Isee, in modo da garantire alle famiglie più in difficoltà benefici maggiori. Dalla media del 40% di Tarsu scontata, quindi, si potrà arrivare anche a una percentuale maggiore. Lo sconto sulla Tarsu sarà solo la parte ”comunale” delle agevolazioni previste dalla Carta famiglia: a questo va infatti aggiunta quello regionale sul corsto della bolletta dell’energia elettrica. Qualche settimana fa, la Regione ha provveduto a identificare nel dettaglio l’importo delle agevolazioni, inserendolo in un range che andava da 200 a 1400 euro, legato al numero dei figli a carico e al reddito complessivo della famiglia, ma anche ai consumi. Tra i requisiti richiesti per richiedere la Carta famiglia rientrano un Isee inferiore a 30mila euro, la residenza in regione da almeno un anno, almeno un figlio a carico. Per le famiglie con 4 o più figli, sono previsti anche benefici per accedere ai quali l’Isee può essere superiore a 30mila euro.
Elena Orsi

Il Piccolo, 22 maggio 2009

RIFIUTI 
Arriva la Tarsu con un rincaro del 10% 
La tassa va pagata entro maggio. Sconti per chi ha più di 65 anni e redditi bassi
Gli esentati sono circa ottocento

Scomparsa l’Ici sulla prima casa, l’appuntamento con il pagamento della Tassa rifiuti, da versare entro il 31 maggio (almeno per la soluzione unica o la prima rata), si fa quest’anno decisamente più ”fastidioso” per i monfalconesi. Gli avvisi di pagamento che stanno arrivando nelle case dei cittadini sono infatti maggiorati del 10% rispetto allo scorso anno e nel 2007 (quando la Tarsu crebbe del 15%), nonostante ci sia stata una buona adesione alla raccolta porta a porta, visto che il 60% del totale del materiale conferito in città è riciclabile. Insomma, a due anni dall’introduzione del nuovo sistema la comunità monfalconese si conferma virtuosa, senza però aver ottenuto un alleggerimento della tassa collegata al servizio rifiuti. Il motivo, secondo l’amministrazione, sta in un bilancio dell’ente che, anche a causa di minori trasferimenti e del blocco di un’altra possibile fonte d’entrata come l’addizionale Irpef, non poteva e non può fare a meno di un aumento degli introiti garantiti dalla Tarsu. L’incasso atteso quest’anno è di 4,345 milioni di euro che andranno a coprire l’83,54% dei costi del servizio.
GLI SCONTI. Anche quest’anno l’ente locale ha confermatoforme di tutela delle fasce deboli della popolazione, come gli ultrasessantacinquenni, che in città sono circa 7.300 pari al 26% della popolazione. La riduzione della Tarsu è del 50% per gli ultrasessantacinquenni che abitano da soli o con un’altra persona anziana in case di tipo economico-popolare e con un reddito complessivo lordo ai fini dell’Irpef rispettivamente sotto i 12.014,39 euro e i 18.020,27 (il dato deve essere riferito al 2008). Sono esentati del tutto dal versamento della Tarsu invece i cittadini con un reddito complessivo pari o inferiore all’importo della pensione sociale quindi, per il 2009, 7.540 euro. In totale lo scorso anno hanno pagato il 50% di Tarsu 630 monfalconesi sopra i 65 anni e altri 183 ne sono stati esentati del tutto. A questa fascia si aggiungono ora i nuclei che hanno accesso alla Carta famiglia, ma in questo caso l’abbattimento avverrà a fronte delle spese sostenute e vi provvederanno i Servizi sociali comunali.
PAGAMENTI. Anche quest’anno la riscossione della TarsU viene gestita in forma diretta dal Comune tramite il tesoriere Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia del Gruppo Intesa-San Paolo. È possibile eseguire il pagamento del tributo in unica soluzione entro il 31 maggio o in 4 rate con scadenze 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2009 rivolgendosi a qualsiasi sportello bancario (senza oneri aggiuntivi) o in tutti gli uffici postali. Si utilizzano i bollettini Mav precompilati e spediti al domicilio dei contribuenti. L’Ufficio tributi comunale, in via San Francesco 13, è a disposizione per chiarimenti e informazioni il lunedì dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30 e il martedì, mercoledì, venerdì dalle 9 alle 12 (giovedì chiuso). (la.bl.)

Messaggero Veneto, 19 gennaio 2010
 
Monfalcone. Il numero dei richiedenti, rispetto al 2008, è destinato ad aumentare. Assegnati al Comune altri 52 mila euro 
“Carta famiglia”, raccolte già 120 domande

MONFALCONE. cominciata, negli uffici comunali dei servizi sociali della casa albergo di Monfalcone, la raccolta delle domande per beneficiare della “Carta famiglia”. In poche ore sono già state raccolte 120 domande, numero che indica come quasi sicuramente il totale dei richiedenti aumenterà anche rispetto allo scorso anno, quando le domande presentate furono quasi mille, indicazione di come in città sia cresciuto anche il numero delle famiglie in difficoltà. A dicembre, con i nuovi stanziamenti per il secondo round della “Carta famiglia”, al Comune di Monfalcone sono stati assegnati altri 52 mila euro, dopo i finanziamenti del 2008 e del 2007, ma devono ancora essere stabilite le modalità della distribuzione.
Ciò che è certo è che da venerdì, negli uffici della casa albergo, sono in attività anche due mediatori linguistici che aiutano i cittadini stranieri residenti in città a poter richiedere in modo corretto gli aiuti previsti per legge. Sharna Aktir graziosa signora bengalese che lavora anche all’azienda sanitaria e aiuta i cittadini provenienti dal Bangladesh e Bozidar Stanisic per i cittadini provenienti dall’ex Jugoslavia sono i mediatori dell’Associazione Mediatori di comunità di Udine, che ha vinto il bando del comune e che con pazienza e cortesia aiutano gli stranieri delle due comunità più numerose a Monfalcone: i bengalesi sono circa 1.400, mentre i provenienti dall’ex Jugoslavia sono in tutto quasi 1.300. «Il servizio, finanziato dalla Provincia – spiega l’assessore alle politiche sociali, Cristiana Morsolin, sottolineando come si sia voluta un’equa rappresentanza di genere – è un’esigenza che risponde alle richieste espresse più volte dai migranti. È uno strumento che potrà agevolare la comunicazione, riducendo i malintesi e le incomprensioni. Oltre alla presenza nei servizi e alla relazione con il pubblico, intendiamo mettere a disposizione i mediatori anche a chiamata, per risolvere eventuali problemi che dovessero verificarsi».
Il mediatore ha il compito di supportare gli uffici comunali nel rapporto con i cittadini stranieri e italiani, rafforzando le relazioni efficaci tra l’utenza immigrata e i servizi comunali, oltre a diffondere nella comunità straniera la conoscenza della lingua e delle consuetudini locali.
Trattandosi di un servizio sperimentale per ora il mediatore linguistico avrà durata annuale, fino al dicembre 2010 con presenza settimanale di 20 ore per operatore a settimana: per alcuni mesi i mediatori opereranno in casa albergo, mentre a maggio e giugno opereranno per i servizi educativi (iscrizioni alle mese, all’asilo nodo, alle scuole, ai centri estivi) e per il pagamento di tributi (per esempio la Tarsu), poi a settembre e ottobre il servizio sarà ancora a disposizione dei servizi educativi. Per il resto dell’anno si cercherà di rispondere alle esigenze, ma i mediatori saranno comunque disponibili per i servizi sociali, al front office, al servizio anagrafe (dove peraltro il servizio viene richiesto nel corso di tutto l’anno). (c.v.)

Il Piccolo, 15 dicembre 2008 
 
Carta famiglia: già oltre 600 domande  
Ogni giorno però continuano ad arrivare decine di richieste
 
 
Saranno centinaia le famiglie che a Monfalcone faranno richiesta per il primo beneficio della Carta Famiglia, consistente in uno sconto sulla bolletta dell’energia elettrica. Non tutte le 600 domande finora pervenute potranno essere accolte, dal momento che il beneficio è riservato alle famiglie con due o più figli (fascia media ed alta), ma secondo le previsioni solo in città le richieste potranno essere oltre il 50% del totale. Al momento infatti le domande per l’attivazione della Carta, arrivate a 600 solo a inizio mese, sono in continuo aumento: al Servizio sociale preposto a tale scopo le persone alla ricerca di informazioni o per l’attivazione stanno arrivando al ritmo di 30, 50 al giorno.
«Il termine per la presentazione delle domande è fissata a fine febbraio – spiega il Comune di Monfalcone – quindi solo a tale data sapremo il numero totale delle richieste che sono state accettate. Non saranno tutte quelle ricadenti nella Carta Famiglia, dal momento che il beneficio in questione è riservato solo alle famiglie con due o più figli. Ma le domande continuano ad arrivare, per cui siamo certi che il numero sarà elevato».
Fare un’equiparazione tra richiedenti della Carta e famiglie in difficoltà non sarebbe certamente corretto. Ma è anche vero che per poter accedere al servizio ci sono dei limiti ben specificati di reddito. Le agevolazioni al momento previste a livello regionale riguarderanno una riduzione dei costi dell’elettricità per le fasce ad alta intensità di beneficio e quelle a media intensità, per una cifra che in realtà è ancora da definire visto che molto dipenderà anche dal numero di famiglie che ne faranno richiesta.
Per ottenerle, non basta però aver fatto domanda per la Carta: la famiglia dovrà anche presentare, allo sportello del Comune di residenza, una richiesta di accesso al beneficio (disponibile oltre che agli sportelli comunali anche sul portale dedicato www.famiglia.fvg.it) nella quale è compresa un’autocertificazione in cui vanno indicati, oltre ai propri dati, il totale degli importi delle fatture per la fornitura di energia elettrica che riportano data di emissione compresa tra il 1° dicembre 2007 e il 30 novembre 2008, l’indicazione del Pod, ovvero il codice alfanumerico che identifica il contatore nonché l’Iban (codice bancario) o altra modalità di riscossione del rimborso.
Non è obbligatorio portare con sé alcuna bolletta, tuttavia può essere utile in caso di incertezza sull’identificazione del codice alfanumerico Pod. Il calcolo degli importi deve comunque essere fatto dalla persona che lo dichiara sotto la sua responsabilità. (e.o.)

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