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Il Piccolo, 11 gennaio 2011

Tutto da rifare per il canile della ”Cuccia” 
Il Comune sceglie una nuova area. Ma a giugno scade l’ospitalità offerta dal Consorzio di bonifica

Ci sono meno di sei mesi di tempo per dare una nuova casa ai cani e gatti soccorsi a Monfalcone e nel resto del mandamento dall’associazione La Cuccia, che potrà  contare solo fino a fine giugno sull’ospitalità  del Consorzio di bonifica. Resta tutto da vedere, però, se basteranno all’amministrazione comunale per realizzare il primo lotto del canile-gattile, in gestazione ormai da cinque anni.
Il progetto definitivo ormai c’è, come pure ci sono sempre i fondi, regionali e comunali, quasi 200mila euro in tutto, necessari per procedere alla costruzione del rifugio. Il percorso burocratico e autorizzativo è invece ancora in buona parte da compiere, anche se così non dovrebbe essere. Il Comune ha però deciso che canile-gattile sarà edificato in un’altra area e non nei 3500 metri quadri individuati già da tempo a fianco di via Chico Mendes, nella zona industriale Schiavetti-Brancolo. A ridosso del biotopo Schiavetti e del Sito di interesse comunitario della foce dell’Isonzo.
A convincere l’amministrazione a spostare l’opera ci sarebbero state non a caso difficoltà di carattere ambientale poste dalla collocazione del sito tali da spingere a trovare un’altra area idonea. Quanto è avvenuto sempre grazie alla disponibilità del Consorzio per lo sviluppo industriale, che già aveva messo a disposizione in comodato gratuito il terreno di via Chico Mendes e ora fornirà con le stesse modalità un altro appezzamento lungo via Bagni nuova, di fronte all’ex inceneritore. Fin qui tutto bene, ma l’area è a destinazione industriale e quindi si dovrà prima procedere al cambiamento della sua destinazione d’uso con una variante al Piano regolatore, che sarà all’esame del Consiglio comunale nelle prossime settimane.
L’approvazione della variante, la cui elaborazione ha richiesto una nuova perizia geologica, non chiuderà il percorso autorizzativo, perché l’area si trova sempre a ridosso del Sito di interesse comunitario e quindi a emettere l’ultima parola sulla compatibilità dell’opera sarà sempre la Regione. Basteranno quindi i 6 mesi di tempo concessi dal Consorzio di bonifica alla Cuccia? I lavori non dovrebbero durare molto (si parlava di un mese), ma vanno calcolati i tempi della gara d’appalto la cui indizione sarà possibile solo dopo il via libera della Regione. L’unica cosa certa, quindi, è che da parte del Consorzio di bonifica non ci saranno altre proroghe. «Purtroppo non possiamo – afferma il presidente dell’ente, Enzo Lorenzon -, perché siamo destinatari di un finanziamento europeo per la valorizzazione dell’archeologia industriale e quindi il recupero dell’idrovora nella cui area ospitiamo la Cuccia dal 2009 non è rinviabile oltre, pena la perdita dello stanziamento. Questo lo sa da tempo anche il Comune di Monfalcone». Nei primi dieci mesi del 2010 La cuccia ha accolto nei suoi spazi 392 gatti e nei suoi quattro box sono passati 72 cani.
Laura Blasich

Il Piccolo, 29 marzo 2009 
 
Oggi il via al trasloco del rifugio degli animali 
 
Oggi «La Cuccia» di Monfalcone inizia il trasloco. Definitivo. L’associazione abbandonerà così la sua storica sede, ormai fuori legge e quindi non più utilizzabile, e prenderà possesso del nuovo spazio messo a disposizione a Staranzano dal Consorzio di bonifica. Le chiavi della nuova casa sono state consegnate alle responsabili dell’associazione qualche giorno fa, e oggi inizia il trasferimento delle strutture. Solo che le operazioni non sono così semplici come pare. Prima di tutto, sarà necessario installare un recinto tutto attorno alla zona, specialmente per impedire che i gatti, portati in una zona del tutto nuova, non tentino la fuga. «C’è il problema che proprio vicino alla casa c’è un’idrovora – spiega Laura Grassi, la presidente della Cuccia – e quindi i gatti, se spaventati dal rumore, potrebbero anche infilarsi nel meccanismo e finire schiacciati». Ecco quindi l’importanza di mettere prima la struttura in sicurezza. Solo che, ancora una volta, sono proprio i volontari a dover sostenere tutti i costi. «A parole ci era stato indicato che un aiuto sarebbe arrivato – spiega ancora la presidente della Cuccia – ma in realtà ancora una volta siamo noi a doverci sobbarcare le spese». Così i volontari anticiperanno i costi di realizzazione del reticolato, per poi eventualmente venire rimborsati, conme sperano, dagli sponsor privati.

Il Piccolo, 31 marzo 2009 
 
PROTEZIONE ANIMALI 
Monfalcone, i volontari allestiscono la nuova sede della «Cuccia»
 
 
È partita, domenica, la sistemazione della sede della Cuccia, con la pulizia della «casa» tra Staranzano e Monfalcone, che presto ospiterà l’associazione, anche se restano delle questioni da risolvere, in particolare quelle riguardanti la sistemazione del recinto, che dovrà essere effettuata quanto prima per mettere in sicurezza gli animali. Con la pulizia di ieri, la Cuccia ha iniziato ufficialmente il suo spostamento dalla vecchia sede alla nuova. «In realtà i lavori da fare nell’edificio non sono molti – spiega la presidente dell’associazione, Laura Grassi – perchè bastano un po’ di pulizia, qualche pennellata e la posa del linoleum, che abbiamo appena acquistato. Il problema principale è quello della recinzione, che deve essere assolutamente risolto prima di spostare gli animali». Tutto viene fatta a spese dei volontari della Cuccia, che si sono autotassati per l’occasione. «Grazie all’interessamento del Consorzio di bonifica sarà possibile sistemare la struttura a breve – spiega ancora la presidente – mentre stiamo aspettando l’intervento del Consorzio industriale che dovrebbe fornire un container per la sistemazione dei gatti esterni». Ci vorrà quindi ancora un po’ di tempo per far sì che il rifugio sia operativo nella sede nuova. Ma i cittadini di Monfalcone sono già mobilitati. «Chiederemo l’aiuto di tutti al momento della demolizione – spiega ancora Laura Grassi – visto che altrimenti dovremmo far ricorso al Comune e pagare l’intervento. Già ora tutti i fondi delle offerte sono stati dirottati su questo intervento. Per fortuna, c’è molta sensibilizzazione». L’ultima in ordine di tempo è stata la mostra organizzata alle Antiche Mura dall’associazione Nonsoloblu. «Proprio ieri ci sono stati consegnati i fondi raccolti dalle offerte – spiega ancora Laura Grassi – e quindi il nostro grazie va alla presidente, Flavia Benussi e a tutti gli artisti che hanno partecipato». (e.o.)

Il Piccolo, 20 aprile 2009 
 
NELLA NUOVA SEDE DI STARANZANO  
”Cuccia”, si complica il trasloco  
Si cercano vecchie roulotte per ospitare temporaneamente cani e gatti
 
 
Sembrano non finire mai, per il rifugio degli animali «La Cuccia» di Monfalcone i problemi relativi al trasferimento nella nuova sede di Staranaznao. A mancare ora è un container che serviva per dare assistenza a cani e gatti e che era stato messo a disposizione dal Consorzio per lo sviluppo industriale. Purtroppo il container è troppo grande per il recinto della nuova sede, e quindi risulta inutilizzabile. Solo che la prossima settimana la «Cuccia» inizierà il trasferimento degli animali ed è quindi alla disperata ricerca di qualche altro supporto. «Cerchiamo, entro domani una o due roulotte dismesse in cui poter ospitare temporaneamente gli animali – spiega la presidente della Cuccia, Laura Grassi – e quindi invitiamo chi ha una vecchia roulotte inutilizzata, che sta pensando di eliminare, di contattarci perchè a noi serve urgentemente». Per informazioni ci si può rivolgere alla «Cuccia» (telefono 0481 480922), appure a Laura Grassi (3383515362) o a Michela (3492309169). Poi, come detto, con le prossime settimane l’associazione comincerà il trasloco degli animali dalla vecchia sede di via dei Boschetti nella nuova sede trovata grazie all’interessamento del Consorzio di bonifica che ha anche fornito la manodopera per montare il recinto, senza il quale la nuova «Cuccia» sarebbe inutilizzabile.

Il Piccolo, 22 febbraio 2009 
 
SISTEMAZIONE PROVVISORIA  
«Cuccia», sede in zona Brancolo  
Il rifugio per animali nell’edificio del custode dell’ex idrovora
 
 
Una sede temporanea finalmente adatta e il trasferimento a breve. Per la Cuccia si apre ora un periodo di fuoco causa spostamento di cani, gatti e materiale vario da spostare dalla vecchia e ormai impraticabile sede a quella nuova, anche se solo temporanea, individuata a Staranzano, nella vecchia casa del custode dell’idrovora, subito dopo l’ex ristorante «La Checca». Una sistemazione che necessita di alcuni lavori (un recinto prima di tutto) prima di essere utilizzabile, ma che comunque ha messo d’accordo volontari e Comune. Dopo il passo falso del terreno cementato proposto in prima battuta, dunque, l’amministrazione si è mossa per trovare una seconda ipotesi più fattibile. L’ha fatto grazie al coinvolgimento del Consorzio di bonifica, che si è dimostrato molto sollecito a risolvere il problema del rifugio per animali che dovrà ora trasferirsi. E anche questo sarà un problema. «Purtroppo la strada è complessa perchè si tratta di fare due trasferimenti, prima nella sede temporanea, poi in quella definitiva in cui dovremmo essere sistemati», spiega la presidente dell’associazione, Laura Grassi. Il trasferimento probabilmente inizierà già dalla prossima settimana, e la Cuccia si sta già preparando a chiedere un aiuto della cittadinanza.

Il Piccolo, 07 febbraio 2009 
  
ANIMALI SOTTO SFRATTO  
Terreno allagato, impraticabile la sede d’emergenza della Cuccia
 
 
Salta la sistemazione anticipata come soluzione temporanea per ospitare la Cuccia a causa del maltempo. Il terreno che il Comune aveva previsto di destinare alla sistemazione del rifugio in modo temporaneo, per evitare lo sfratto del canile, è infatti ormai quasi stato scartato come opzione praticabile. Lo spazio era sempre stato considerato poco praticabile da parte della stessa associazione, che aveva sottolineato come fosse inadatto a ospitare animali. Si trattava infatti di uno spiazzo di cemento sul quale il Comune avrebbe realizzato un container. Già a una prima occhiata l’ipotesi era stata scartata dalla Cuccia. Poi, giorni fa, a un ulteriore sopralluogo il terreno era stato anche rinvenuto allagato. E quindi l’impraticabilità della zona era divenuta evidente. Ecco quindi il nuovo sopralluogo del Comune e Provincia per individuare una nuova sistemazione. «Non si tratta di fare i difficili – spiega la presidente dell’associazione, Laura Grassi – ma di tenere presente il benessere degli animali prima di tutto. Poi dove, come, chi sono solo elementi di contorno, quello che ci interessa è che gli animali siano tutelati il più possibile. Purtroppo le proposte che ci sono state avanzate finora erano inadeguate. Siamo riconoscenti ai Comuni che hanno dimostrato disponibilità e continuano a farlo». Aperture all’ipotesi di accogliere la Cuccia sono arrivate anche da realtà diverse da Monfalcone, come San Canzian e Staranzano. Per facilitare l’impresa, si sono mossi anche il Consorzio industriale e la Provincia di Gorizia, che appunto hanno fatto il sopralluogo assieme al Comune. (e.o.)

Il Piccolo, 16 gennaio 2009 
 
ANIMALI ABBANDONATI  
Raccolta di firme in piazza per salvare «La Cuccia»
 
 
Dopo aver inviato una lettera aperta alla città e alle istituzioni, i volontari del rifugio per animali abbandonati «La Cuccia» chiedono il supporto diretto della popolazione di Monfalcone. E lo fanno aprendo una raccolta di firme che, sperano, possa aumentare la pressione per scongiurare la chiusura della struttura e trovare in tempo utile una sistenmazione alle decine di cani e alle centinaia di gatti ospitati. La petizione prenderà il via sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, in piazza della Repubblica. Un banchetto sarà allestito dai volontari davanti al palazzo municipale.
Oggetto della «campagna», è il futuro incerto – per non dire nero – dell’associazione, che a marzo rischia di dover lasciare il luogo dove è ospitata da anni senza avere al momento la certezza di poter dare un tetto ai dieci cani e alle centinaia di gatti che attualmente ospita. La vicenda è stata portata più volte all’attenzione dell’amministrazione comunale monfalconese ma finora, a causa soprattutto di ostacoli burocratici ma anche forse di una sotttovalutazione del problema, non è stato possibile trovare una sistemazione alternativa. Anche se il Comune di Monfalcone, per bocca del vicesindaco Silvia Altran, afferma di lavorare su tre diverse ipotesi, e di voler arrivare a una soluzione entro il termine del mese di marzo, in tempo quindi per evitare il peggio. Intanto però l’incertezza pesa sulle spalle dei volontari che non sono messi in grado di poter gestire la situazione al meglio. Per questo viene chiesta la mobilitazione di tutta la popolazione monfalconese che, offrendo il proprio apporto partecipando alla raccolta firme, potrà dimostrare tangibilmente quanto la vicenda sia sentita a Monfalcone.
 

Il Piccolo, 13 gennaio 2009 
 
Allarme della Cuccia: a marzo si chiude  
Critiche al Comune: «Ingiustificati ritardi per il nuovo rifugio. Ormai è tardi»
 
 
Marzo 2009: rischia di essere questa la data capolinea per l’attività della Cuccia di Monfalcone. La comunicazione da parte dell’Ass di non poter rinnovare la convenzione con l’associazione è solo un passo verso quella che sembra sempre di più una fine annunciata. Non solo: si rischia che le ruspe per abbattere la struttura siano mandate a spese della stessa associazione. Ecco quindi, come aveva anticipato la stessa Cuccia, una lettera aperta alla cittadinanza e alle istituzioni, affinchè si faccia qualcosa. «Dal primo gennaio 2009 la Cuccia è impossibilitata ad aiutare i cani abbandonati trovati in provincia – scrive la presidente dell’associazione, Laura Grassi -. Il primo irreversibile passo verso la definitiva chiusura della struttura è appena stato ufficializzato: l’Ass ha revocato la convenzione che autorizzava la Cuccia alla custodia e al ricovero dei cani abbandonati. È una grande perdita per il Comune di Monfalcone e l’intero territorio della Provincia». Il canile è infatti attivo da 23 anni, fondato sulla passione e la competenza di una squadra di volontari, che ne garantisce la qualità. «Ora tutto questo verrà sostituito da un canile a gestione imprenditoriale. Si chiude una struttura in cui il benessere degli animali è curato, il più possibile e con costi relativamente bassi, proprio perché basato sul volontariato. Si sta eliminando una struttura in cui lavorano persone che dedicano anima e corpo agli animali più sfortunati e non solo: capita spesso che i volontari vogliano contribuire alle spese di qualche emergenza sanitaria non preventivata», continua la presidente. I cani, oltre a essere mantenuti da un punto di vista alimentare e sanitario, sono curati e rispettati in tutte le loro esigenze, fisiologiche e comportamentali. Adesso,tutto questo patrimonio rischia di andare perso. «Come già anticipato in vari articoli, questa situazione è la conseguenza della impossibilità ad ottenere il rinnovo delle varie autorizzazioni e permessi, dall’agibilità alle autorizzazioni sanitarie. Sono passati 8 anni dalle prime promesse, da parte del Comune, di risolvere la situazione, a cui sono seguite anche azioni concrete, che però non sono state portate a termine. Sono più che mai convinta che l’amministrazione si stia impegnando con maggiore convinzione per realizzare una nuova struttura. Ciò che non posso far a meno di constatare è la superficialità con cui è stata affrontata la questione dall’inizio». E adesso si rischia di arrivare tardi. «Abbiamo sempre domandato molto poco, ma ora chiediamo di poter continuare a essere utili al territorio. È un appello che scavalca i confini di Monfalcone perché, con la nostra struttura, si chiudono anche tante soluzioni a problemi di ordine sanitario, che da anni gestiamo per il territorio. Ai cittadini chiediamo la solita calorosa solidarietà: scrivete lettere, mandate e-mail al sindaco perché continui nella strada intrapresa, portandola finalmente a termine. Ricordiamo che, data l’estrema emergenza, è molto importante trovare una casa ai nostri animali».
Elena Orsi

Il Piccolo, 14 gennaio 2009 
 
RACCOLTO L’APPELLO DEL RIFUGIO  
Sono allo studio tre soluzioni per evitare lo sfratto alla Cuccia 
Il problema maggiore è legato ai tempi: a marzo i volontari dovranno lasciare l’attuale sede
 
 
Ci sono tre soluzioni alternative che il Comune ha in ballo per quanto riguarda la situazione del rifugio per animali abbandonati «La Cuccia» di via Bagni. Nella speranza, che pare concreta, di trovare una soluzione entro il mese di marzo, quando effettivamente l’allarme diverrà vera emergenza. «Per quanto riguarda la situazione dell’associazione, abbiamo il problema ben presente – spiega il vicesindaco Silvia Altran – e stiamo lavorando per trovare una soluzione al più presto. In realtà ci sono tre ipotesi di sistemazione alternativa sulle quali stiamo lavorando, e visto che manca ancora oltre un mese e mezzo a marzo contiamo di riuscire a trovare una soluzione prima che si arrivi al dover sfrattare gli animali». Cosa che certamente non avverrà, visto che se la Cuccia dovesse chiudere l’attività, la situazione a Monfalcone si farebbe drammatica. «Stiamo facendo quanto è in nostro potere per trovare velocemente una soluzione», ha spiegato ancora la Altran. La situazione dell’associazione è ben conosciuta ai responsabili del Comune di Monfalcone, visto che la Cuccia ha più volte sottolineato l’allarme in cui versa, dopo che l’Azienda sanitaria non ha rinnovato per il 2009 la convenzione per l’ospitalità ai cani, e che la struttura deve di fatto abbandonare la sua sede quanto prima, pena l’essere abbattuta. Il problema è che la soluzione che sembrava a portata di mano (l’individuazione di un terreno vicino alla sede) è stata invece rinviata a data da destinarsi per la presenza di vincoli ambientali. La Cuccia ha atteso fino all’ultimo nella speranza di avere una sistemazione alternativa, salvo poi trovarsi con la minaccia di uno sfratto immediato e nessuna soluzione in vista. Ecco quindi la lettera aperta che l’associazione ha rivolto alla città: «Ai cittadini chiediamo la solita calorosa solidarietà, scrivete lettere, mandate e-mail al sindaco perché continui nella strada intrapresa, portandola finalmente a termine. Inoltre ricordiamo che, data l’estrema emergenza, è molto importante trovare una casa ai nostri animali». Il canile della città è attivo da 23 anni. Oltre a ospitare cani e gatti abbandonati, la Cuccia gestisce anche il problema delle colonie, garantendo la cura e la sterilizzazione. Nel 2008 la struttura ha accolto 446 gatti, ha supportato 87 sterilizzazioni assieme all’Ass, e 107 con fondi propri. Il tutto per una spesa di 40mila euro, coperta dagli enti pubblici per 40% (Ass, Comune di Staranzano e Grado) l’altro 60% da privati (Fondazione Carigo, e Crt, e cittadini). Una quindicina i volontari che si prendono l’impegno di operare nella sede, e una ventina le «gattare» che curano le colonie a spese loro. Infine, la Cuccia interviene anche su segnalazione in caso di maltrattamenti, provvedendo a denunciare il fatto e salvare gli animali in pericolo. È grazie alla Cuccia se sul territorio di Monfalcone è di fatto inesistente il problema del randagismo, di cani ma anche di gatti, e se le colonie sono tenute sotto controllo sia dal punto di vista della salute che del numero di animali presenti. (e.o.)

Messaggero Veneto, 14 gennaio 2009 
 
MONFALCONE  
L’Ass non rinnova i contributi alla Cuccia Si avvicina la chiusura del ricovero per animali
 
 
MONFALCONE. Si sta pericolosamente avvicinando la data entro cui potrebbe concludersi l’attività della Cuccia, l’associazione monfalconese di ricovero e cura degli animali.
Potrebbe essere marzo infatti il mese in cui il rifugio di via Bagni, sulla cui sorte sono già stati pubblicati numerosi articoli e di cui si è occupato con un’interrogazione anche il consigliere del Gruppo misto-La Destra, Lionella Zanolla, potrebbe chiudere definitivamente l’attività.
La conferma di questa negativa possibilità è il fatto che l’Azienda sanitaria non ha rinnovato la convenzione con l’associazione tramite cui versava un contributo per il mantenimento dei cani (10 mila euro nel 2007 per 13 cani): la convenzione non ha potuto essere rinnovata anche a causa dello stato di inagibilità in cui si trova la Cuccia, situazione che sarebbe dovuta essere sanata già parecchi anni fa, ma che ancora non ha trovato soluzione nonostante i ripetuti e accorati appelli della presidente dell’associazione, Laura Grassi, ma anche di tutti i volontari che operano nella struttura, circa una quindicina, e degli operatori felini, i gattari, una ventina, che quotidianamente si occupano dei gatti delle colonie.
Una situazione che richiede un intervento immediato del Comune per evitare che la struttura chiuda, lasciando in strada un centinaio di gatti, altrettanti cani, una capretta e altri piccoli animali, con conseguenze pesanti sul piano anche sanitario.
«Dal 1º gennaio 2009 la Cuccia è impossibilitata ad aiutare i cani abbandonati trovati in provincia – scrive Laura Grassi in una lettera aperta inviata alle istituzioni e alla cittadinanza –. Il primo irreversibile passo verso la chiusura è stata la revoca della convenzione con l’Azienda sanitaria. È una grande perdita per l’intero territorio della provincia».
Il timore dei volontari dell’associazione è che ora il rifugio venga sostituito da un canile a gestione imprenditoriale, timore espresso anche da Lionella Zanolla che ha evidenziato come realizzare un canile comunale significhi costruire «un luogo in cui i cani attendono la morte».
«Si chiude una struttura in cui il benessere degli animali è curato il più possibile a costi relativamente bassi, proprio perché basato sul volontariato. Si sta eliminando una struttura – scrive ancora Grassi – in cui lavorano persone che dedicano anima e corpo agli animali più sfortunati e che spesso pagano di tasca loro qualche emergenza sanitaria. Questa situazione è la conseguenza dell’impossibilità di ottenere il rinnovo delle varie autorizzazioni e dei permessi, dall’agibilità alle autorizzazioni sanitarie. Sono passati 8 anni dalle prime promesse del Comune di risolvere la situazione, a cui sono seguite anche azioni concrete che però non sono state completate. Sono più che mai convinta che l’amministrazione si stia impegnando con convinzione per realizzare una nuova struttura, ma – prosegue amareggiata – non posso fare ameno di notare la superficialità con cui è stata affrontata la questione dall’inizio».
E ora potrebbe essere troppo tardi. «Abbiamo sempre domandato poco, ora chiediamo di poter continuare a essere utili al territorio. L’appello va oltre l’area di Monfalcone. Ai cittadini chiediamo la solita calorosa solidarietà: scrivete lettere, mandate mail al sindaco, perché continui la strada portandola finalmente a termine. Ricordiamo – conclude – che,data l’estrema emergenza, è molto importante trovare una casa ai nostri animali». (cr.vi.)

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