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Il Piccolo 17 novembre 2009 
 
”CARICO SOSPESO”  
Le morti bianche al Comunale
 
 
A teatro, per commemorare le vittime delle ”morti bianche”. Si terrà sabato 28 novembre l’appuntamento annuale di Carico Sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro. Al Comunale, alle 20.30, sarà portato in scena “3,06”, diretto dall’attrice Luisa Vermiglio, già coordinatrice del Laboratorio Fare Teatro. L’iniziativa, realizzata con il contributo della Regione e il patrocinio di Provincia e Comune di Monfalcone, Staranzano e Ronchi, si è sviluppata in seguito alla scomparsa del portuale Franco Cicciarella, per non dimenticare quanto è accaduto, ma anche per informare e dar voce al diritto a un lavoro sicuro e al diritto alla vita. Il titolo “3,06” fa riferimento al numero medio giornaliero delle “morti bianche” accertate dall’Inail nel 2008. «Le morti sul lavoro – così i promotori della serata, a ingresso libero – rappresentano uno stillicidio continuo di dolore. Gli infortuni sul lavoro non sono frutto del caso, della fatalità, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento della cultura della sicurezza. Ma anche da una produzione e un’organizzazione del lavoro fondata su una ricerca esasperata della produttività, su ritmi sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione dei costi, da una mancanza di supporto alla valutazione e gestione dei rischi». (ti.ca.)

Messaggero Veneto, 25 novembre 2009 
 
“Carico sospeso”, sabato uno spettacolo per promuovere la sicurezza sul lavoro 
 
MONFALCONE. “3,06” è lo scarno titolo dello spettacolo artistico-culturale organizzato per sabato da “Carico sospeso”, l’associazione nata per ricordare Franco Cicciarella (deceduto in un tragico incidente di lavoro in porto), ma anche tutte le morti e gli infortuni che avvengono sul posto di lavoro. 3,06 è il freddo dato statistico medio di caduti sul lavoro, senza contare le migliaia di invalidi permanenti ogni anno.
«Sta a significare – spiegano i rappresentanti dell’associazione – che ancora oggi di lavoro si muore o si rimane invalidi per tutta la vita per sé e per i propri affetti. Le morti sul lavoro rappresentano uno stillicidio continuo che colpisce la società reale. Gli infortuni come tutti gli eventi che investono la salute di chi lavora non sono il frutto del caso, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento complessivo della cultura della sicurezza, da un sistema generale di formazione, prevenzione, vigilanza non adeguato alle esigenze e alle necessità. Ma anche da una produzione e da una organizzazione del lavoro, fondata su di una ricerca esasperata della produttività, su ritmi di lavoro sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione continua dei costi, a partire proprio da quelli per la sicurezza, da una mancanza inoltre di supporto alla valutazione e gestione dei rischi e alla formazione nei confronti delle microimprese».
“Carico sospeso” intende porre attenzione alla tematica della dignità di un lavoro sicuro e del diritto alla vita tramite il lavoro proponendo uno spettacolo attraverso il quale diffondere a un pubblico ampio, ed in particolare ai lavoratori e ai giovani, la cultura del diritto ad un lavoro sicuro.
La manifestazione artistico-culturale con ingresso libero si terrà quindi sabato 28 novembre, nel teatro comunale di Monfalcone, alle 20.30 con la regia e la direzione artistica di Luisa Vermiglio e vedrà la partecipazione di artisti e gruppi del mandamento quali: Alessandra Franco (canto), Sergio Giangaspero (chitarra), Lucio Casentino – Marco Fumis e Ousmane Bangoura (canto e percussioni), Luca Sterle & The Rebus (Gruppo Rock), Coro Gospel Soul Circus di Max Devitor, Daidaloi (teatro), Partiti Crew (breakdance), Fabio Babich & Massimo Racozzi (sand animation), ScattArte (foto).

Il Piccolo, 30 novembre 2009
 
Dal teatro un appello contro le stragi sul lavoro  
Quattro anni fa la morte di Franco Cicciarella. Comunale gremito per ”Carico sospeso”
 
 
Ha ragione, il sindaco Gianfranco Pizzolitto, quando dice che «chi va a lavorare non va in guerra». E che la speranza, come ha aggiunto alla serata organizzata in teatro per dire basta alle morti bianche, di vedere tornare a casa ogni giorno, sano e salvo, un operaio non dovrebbe essere, appunto, un auspicio ma una pretesa. Il condizionale, quando si parla di stragi sul posto di lavoro, è tuttavia imprescindibile. Perché i decessi continuano ad avvenire. Lo dimostrano i dati snocciolati sul palco dai promotori dell’iniziativa, i volontari di ”Carico sospeso”, l’associazione sorta nel 2005 a seguito della scomparsa, a 39 anni, del portuale Franco Cicciarella: 3,06 la media giornaliera di decessi che si verificano in Italia, un milione di incidenti e 25mila casi di invalidità, cifra da cui si escludono le malattie professionali. «Nel 2007 – così un attore sul palco – 27 persone sono morte per infortunio, 26 nel 2008: uno si è salvato, ma ancora si assiste al quotidiano bollettino di guerra». La serata, che ha fatto il pieno in teatro, è stata diretta dall’attrice monfalconese Luisa Vermiglio e ha visto l’esibizione di diversi artisti che hanno levato alto un grido di denuncia (in apertura il contributo video di Ascanio Celestini). Ad alzare il sipario Antonella Paoletti di ”Carico sospeso”, che ha annunciato a breve l’uscita del bando per un concorso letterario nelle scuole sulla sicurezza sul lavoro. La parola è passata quindi al sindaco, presente assieme al vice Altran, agli assessori Benes e Morsolin, al consigliere provinciale Del Bello e al sindaco di Staranzano Presot: «Vi ringrazio per ciò che avete fatto con la vostra associazione: siete nati sull’onda di un tragico evento, ma non si è trattato di una fiammata. La sicurezza sul lavoro oggi non è un dato ma un obiettivo da raggiungere». Il primo cittadino ha quindi toccato il dramma dell’amianto, paragonando gli esposti a «persone allineate a un muro. Il profitto è il punto di vista di chi svolge attività economiche, mentre io credo che se queste non vengono abbinate a una concezione etica non si può proseguire in maniera proficua».
L’assessore Benes, ex insegnante di Cicciarella, ne ha ricordato il profilo umano, esortando «al rispetto della vita e della solidarietà», mentre il consigliere Del Bello ha affrontato il tema della responsabilità sociale d’impresa. Archiviati i discorsi ufficiali è stata la volta dello spettacolo, intessuto lungo una sequela di performance: dalla travolgente break dance (Partiti crew), al canto struggente accompagnato alla chitarra (Sergio Giangaspero e Alessandra Franco), passando attraverso l’incontenibile rock di Luca Sterle & The Rebus, l’affascinante sand art di Max Racozzi & Fabio Babich, le percussioni del trio di Luca Cosentino, Ousmane Bangoura e Marco Fumis e il gospel finale di The soul circus. Il tutto accompagnato dalle belle immagini di ScattArte. I promotori hanno infine invitato la cittadinanza a prender parte, il prossimo 22 marzo, al dibattimento del processo Cicciarella.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 22 marzo 2010
 
L’INFORTUNIO IN PORTO CHE COSTÒ LA VITA A FRANCO CICCIARELLA 
Operaio morì, riparte il processo 
Alla sbarra anche l’ex console della Compagnia Franco Romano

Riprende oggi in Tribunale a Gorizia il processo penale per l’accertamento delle responsabilità per la morte di Franco Cicciarella, vittima l’11 aprile del 2005 di un infortunio sul lavoro mentre stava operando in banchina assieme a dei colleghi. Nella precedente udienza, il 13 luglio del 2009, sono stati sentiti alcuni testimoni, sia dell’accusa sia della difesa, per tentare di accertare cosa sia accaduto quel pomeriggio nel porto di Monfalcone, sferzato dalla bora. Dopo il patteggiamento del conducente del carrello elevatore che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, rimangono sul banco degli imputati l’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della stessa Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa sopraccarichi di cui era dipendente Cicciarella.
Intanto ”Carico sospeso”, l’associazione nata in ricordo di Cicciarella per diffondere una cultura della sicurezza sul lavoro, continua con la propria azione di sensibilizzazione e lo fa rivolgendosi ai più giovani. Carico sospeso lancia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Primo concorso letterario Carico Sospeso per le scuole medie inferiori e superiori. «Con questa iniziativa, che prevede una sezione di prosa e una di poesia, desideriamo offrire ai ragazzi del mandamento – spiega l’associazione – l’opportunità di riflettere sul tema della sicurezza e della dignità sul posto di lavoro, che riguarda il vivere civile di ogni comunità, esprimendo i propri pensieri e le proprie emozioni e preparandosi quindi a una più ampia comprensione del futuro che li aspetta». In questi giorni il bando è stato trasmesso alle scuole medie inferiori e superiori di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano e il termine per la presentazione degli elaborati è fissato per il 4 maggio.
La cerimonia di premiazione dei vincitori, con lettura dei testi e consegna dei premi (che consistono in buoni libro per un totale di mille euro) avverrrà alla fine dell’anno scolastico. (la.bl.)

Il Piccolo, 23 marzo 2010
 
MORÌ L’OPERAIO FRANCO CICCIARELLA 
Infortunio, slitta il processo 
Prossima udienza il 24 maggio con l’audizione di tre testimoni

È ripreso in tribunale a Gorizia ma è slittato subito al prossimo 24 maggio il processo penale per l’accertamento delle responsabilità per la morte di Franco Cicciarella, vittima l’11 aprile del 2005 di un infortunio sul lavoro mentre stava operando in banchina, nel porto, assieme a dei colleghi. Il rinvio è stato deciso a causa di un impedimento dell’avvocato Alessandro Giadrossi, difensore di uno degli imputati, Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa Sopraccarichi di cui era dipendente Cicciarella. Nell’udienza del 24 maggio saranno ascoltati tre testimoni chiamati dal pm. Nella precedente udienza, il 13 luglio scorso, erano stati sentiti altri testimoni, sia dell’accusa che della difesa, con lo scopo di accertare cosa sia accaduto quel pomeriggio nel porto di Monfalcone, sferzato dalla bora. Il conducente del carrello elevatore che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, è già uscito dal processo, scegliendo la via del patteggiamento. Rimangono sul banco degli imputati, oltre a Misseroni, l’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, e Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società.

Il Piccolo, 14 luglio 2009 
 
PROCESSO PER L’INFORTUNIO DELL’APRILE 2005  
Morte di Cicciarella, i testimoni
 
 
Si è svolta ieri in tribunale a Gorizia la prima udienza, davanti al giudice monocratico Elena Bigattin, del processo per determinare una serie di ulteriori responsabilità per la morte di Franco Cicciarella, deceduto in porto, in seguito a un incidente, l’11 aprile di quattro anni fa.
A rispondere di omicidio colposo sono chiamati Franco Romano, all’epoca legale rappresentante della Compagnia portuale (difeso dall’avvocato Nereo Battello), Sergio Rondi, responsabile operativo della stessa Compagnia (difeso dall’avvocato Donolato), Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società (avvocato Sanzin) e Guido Misseroni, legale rappresentante della Compagnia portuale sopraccarichi (avvocato Giadrossi).
Nel corso dell’udienza è stato ricostruito attraverso il resoconto di alcuni testimoni, convocati sia dall’accusa che dalle difese, cosa avvenne in quel maledetto pomeriggio di bora ”scura” sulla banchina numero 8. Franco Cicciarella, assieme ad altri colleghi, si stava occupando di scaricare un camion che trasportava bramme di ferro. Improvvisamente venne investito e schiacciato da un carrello elevatore che procedeva in retromarcia e di cui non si accorse proprio a causa del forte vento che copriva il rumore del mezzo.
Per lui non ci fu nulla da fare. Inutile aggiungere come e quanto lo sviluppo dei lavori processuali abbia emozionato i diversi amici e parenti che hanno seguito l’udienza. Fra loro, i fratelli di Franco, Riccardo, Emilio e Corrado e la convivente, Elena Fedel, tutti costituitisi parte civile e assistiti rispettivamente dagli avvocati Fabio Luzzatto Guerrini e Anna Grazia Luzzatto Guerrini.
«Vogliamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto – hanno sottolineato molto compostamente -. La morte di Franco deve servire da monito affinchè nei diversi ambienti di lavoro si faccia di più sul fronte della sicurezza». Non a caso, all’indomani della tragica scomparsa, proprio i parenti e gli amici di Franco hanno dato vita all’associazione “Carico sospeso” che in questi anni è stato molto attiva nella promozione di una rinnovata cultura della sicurezza. E i singoli aspetti correlati all’efficacia dei presidi di sicurezza allora in funzione sono uno dei temi cruciali attorno ai quali ruota l’intero procedimento e sul quale presumibilmente si concentrerà l’attenzione del pubblico ministero Massimo De Bortoli, che ha coordinato le indagini.
Il processo è stato aggiornato al 22 marzo 2010.
Nicola Comelli

Messaggero Veneto, 14 luglio 2009
 
Morì un operaio, in quattro a processo per omicidio colposo 
 
MONFALCONE. Si è aperto dinanzi al giudice monocratico Bigattin il processo per la morte di Franco Cicciarella, l’11 aprile 2005, per cui sono state rinviate a giudizio quattro persone, legate alla Compagnia portuale di Monfalcone e alla Cooperativa portuale sopraccarichi di Trieste. Devono rispondere di omicidio colposo Franco Romano, allora legale rappresentante della Compagnia portuale, Sergio Rondi, direttore operativo della stessa compagnia, Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi. Cicciarella era sulla banchina 8 del porto, stava coordinando le fasi di scarico di un tir quando fu investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore. Ieri sentiti i primi testi che hanno raccontato cosa accadde quel giorno: il processo è aggiornato al 22 marzo 2010.

Il Piccolo, 08 luglio 2009
 
SETTE ANNI FA RIMASE FERITO UN MURATORE  
Infortunio, chieste sei condanne  
Imputati di lesioni i responsabili e alcuni operai di un’impresa
 
 
Sette anni fa in un cantiere di via Garibaldi un operaio di Latisana, Francesco Paschetto, rimase semisepolto da una parte di terra franata durante lo scavo delle fondamenta di un nuovo stabile in costruzione. A giudizio dinanzi al giudice Emanuela Bigattin sei tra operai, responsabili del cantiere e titolari della ditta, imputati di lesioni. Si tratta di Maurizio Corradin di Grado, Franco Zorzin e Flavio Zorzin di San Canzian, Claudio Esposito di Monfalcone, Attilio Urban di Latisana e Riccardo Leonardi di Monfalcone.
Ieri il pubblico ministero per i primi quattro imputati ha chiesto una condanna a 3 mesi di reclusione e 300 euro di multa e gli altri due a 2 mesi e 200 euro di multa con i benefici. I difensori hanno invece sollecitato l’assoluzione. Il giudiceviato il processo al prossimo 21 luglio per le repliche e la sentenza. Il fatto era accaduto il 10 gennaio 2002. Paschetto, dipendente dell’impresa Corradin, stava lavorando nel cantiere edile dove si stavano effettuando operazioni di scavo quando venne investito da una frana del terreno riportando alcune fratture e lesioni giudicate guaribili in oltre 40 giorni.
Franco Femia

Messaggero Veneto, 08 luglio 2009
 
Incidente sul lavoro: operaio 45enne cade da 8 metri e si frattura un braccio 
 
MONFALCONE. Un 45enne operaio goriziano, Alessandro Kavvs, dipendente di una ditta monfalconese, è rimasto ferito, fortunatamente non in modo grave, in un incidente sul lavoro, occorsogli nel pomeriggio di ieri alla Cartiera Burgo di Duino.
L’uomo è caduto al suolo da un’altezza di quasi 8 metri.
Intorno alle 17, secondo quanto si è potuto apprendere, il 45enne operaio goriziano (che come detto lavora per una ditta monfalconese esterna) era impegnato nello stabilimento della Burgo e stava effettuando degli interventi di manutenzione sulla linea di produzione numero 3 quando, per cause attualmente in corso di accertamento, sarebbe caduto da un telo di filtraggio, compiendo un volo di circa otto metri.
Una caduta da un’altezza considerevole che avrebbe potuto costargli davvero caro ma fortunatamente l’impatto è stato attutito in parte da un muro obliquo e le conseguenze sono state così tutto sommato non gravissime.
L’operaio isontino, che ha riportato la frattura di un braccio, è stato immediatamente soccorso dai sanitari del 118 che dopo avergli prestato le prime cure l’hanno trasferito all’ospedale di San Polo a Monfalcone dove l’uomo è stato accolto nel reparto di ortopedia.
Sul posto per gli accertamenti e i rilievi del caso è intervenuta la Polizia del Commissariato di Duino che sarà così chiamata a fare luce sulla dinamica dell’incidente che ha visto coinvolto il 45enne operaio isontino. (pi.ta.)

Il Piccolo, 22 luglio 2009 
 
DAVANTI AL GIUDICE DI GORIZIA IMPRESARI E DIPENDENTI  
Infortunio sul lavoro, tutti assolti i sei imputati di lesioni  
Sette anni fa un tecnico edile era rimasto semisepolto da una massa di terra e si era fratturato una gamba
 
 
Si è concluso con una sentenza di assoluzione per tutti i sei imputati il processo celebrato ieri davanti al tribunale di Gorizia per il grave infortunio occorso sette anni fa al latisanese Francesco Paschetto, oggi quarantenne, che rimase semisepolto da una massa di terra mentre lavorava in un cantiere edile di via Garibaldi a Monfalcone. Il muratore era riuscito a evitare di rimanere completamente sommerso con un movimento repentino che gli era però costato la frattura scomposta di un femore. Il giudice ha mandato assolti dall’accusa di lesioni colpose, perché il fatto non sussiste, Maurizio Corradin, di Grado, il titolare dell’omonima impresa edile, Flavio e Franco Zorzin, di Pieris, della ditta incaricata dei lavori di demolizone e sbancamento, e Claudio Esposito di Monfalcone, direttore del cantiere, Attilio Urban di Latisana e Riccardo Leonardi, pure di Monfalcone, rispettivamente dipendente dell’impresa Corradin e coordinatore per l’esecusione delle opere edili.
L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Annunziata Puglia, aveva chiesto la condanna di Corradin, Flavio e Franco Zorzin ed Esposito a tre mesi di reclusione ciascuno e per gli altri impuati a due mesi di carcere.
I difensori degli imputati, avvocati Antonio Montanari, Massimo Bruno, Francesco De Bendedittis e Roberto Ziani, avevano invece sostenuto la piena innocenza dei loro assisisti e si erano quindi battuti per per l’assoluzione. Il giudice monocratico Emanuela Bigattin ha ha assolto gli imputati facendo però riferimento, nel dispositivo di sentenza, al secondo comma che equivale alla vecchia formula dubitativa dell’insufficienza di prove.
L’infortunio di cui rimase vittima Paschetto risale al 10 gennaio del 2002. Si verificò nel cantiere aperto dall’impresa edile Corradin di Pertegada impegnata a Monfaocone nella costruzione di una palazzina in via Garibaldi. Paschetto stava lavorando munito di badile in una fassa profonda circa cinque metri mentre un collega stava muovendo della terra con un piccolo escavatore. All’improvviso una parete della fossa cedette. L’addetto all’escavatore se ne era accorto e aveva urlato al collega di scansarsi. Paschetto spiccò un balzo, ma si fratturò una gamba.

Messaggero Veneto, 22 luglio 2009 
 
Infortunio in un cantiere edile: tutti assolti  
Un operaio riportò la frattura del femore. Sotto processo finirono il titolare e altre cinque persone
 
 
MONFALCONE. Con l’assoluzione di tutti e sei gli imputati perché il fatto non sussiste si è concluso, ieri pomeriggio, in Tribunale, a Gorizia, il processo per il grave infortunio sul lavoro, accaduto sette anni fa, in un cantiere edile, dove l’operaio quarantenne Francesco Paschetto di Latisana rimase semisepolto da una massa di terra.
Per un soffio Paschetto era riuscito con un balzo ad evitare di essere sommerso del tutto. Ma, nel balzo, si era ferito alla gamba sinistra: frattura scomposta del femore avevano diagnosticato i medici.
E così erano finiti sotto processo con l’accusa di lesioni colpose Maurizio Corradin di Grado, titolare dell’omonima impresa, Flavio e Franco Zorzin di Pieris della ditta incaricata dei lavori di demolizione e sbancamento, Claudio Esposito di Monfalcone, direttore del cantiere, Attilio Urban di Latisana e Riccardo Leonardi di Monfalcone, rispettivamente dipendente dell’impresa Corradin e coordinatore per l’esecuzione delle opere del cantiere.
Il pm, Annunziata Puglia, aveva chiesto la condanna dei primi quattro a tre mesi di reclusione ciascuno, degli altri due a due mesi di carcere.
I difensori, avvocati Antonio Montanari, Massimo Bruno, Francesco De Benedittis e Roberto Ziani, si erano battuti per l’assoluzione dei sei imputati. Richiesta che il giudice monocratico, Emanuela Bigattin, ha accolto facendo, peraltro, riferimento del dispositivo della sentenza al secondo comma che equivale alla “vecchia” formula dubitativa.
L’incidente risale al 10 gennaio 2002 e ha avuto come teatro il cantiere dell’impresa Corradin di Pertegada, impegnata nella realizzazione di una palazzina di via Garibaldi.
Francesco Paschetto stava lavorando con la pala in una fossa profonda circa cinque metri, mentre un collega stava smuovendo la terra con un piccolo escavatore.
All’improvviso, la gigantesca parete di terra si era staccata.
Per fortuna, l’operaio che stava sull’escavatore se n’era accorto e aveva dato l’allarme, urlando al collega di mettersi al riparo.
Paschetto, come si è detto, aveva spiccato un balzo per evitare, appunto, di essere sepolto da quella massa di terriccio, ma “atterrando” si era fratturato il femore della gamba sinistra. (n.v.)

Il Piccolo, 29 maggio 2009
 
IMPUTATI I VERTICI DELLA COMPAGNIA PORTUALE
Fissato al 13 luglio il processo per la morte di Franco Cicciarella

Dopo il patteggiamento del conducente del carrello elevatore, che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, prenderà il via a tutti gli effetti il 13 luglio il processo a carico degli altri quattro imputati per l’incidente in cui perse la vita sei anni fa in porto il lavoratore della Cooperativa portuale sopraccarichi. Si tratta dell’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della stessa Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa sopraccarichi. Il quinto imputato, Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, ha invece deciso di patteggiare la pena a 9 mesi di reclusione con la condizionale. Zorzin era alla guida del carrello elevatore che aveva colpito Cicciarella provocandogli le lesioni mortali. All’avvio sostanziale del procedimento guarda con attenzione l’associazione Carico sospeso, nata per diffondere una cultura della sicurezza sul lavoro nel ricordo di Franco Cicciarella. L’associazione, che in questi anni è stata promotrice di incontri e spettacoli teatrali con questo obiettivo, ha intenzione di proseguire nella propria azione, compatibilmente comunque con le risorse a disposizione, che non sono molte. «Per questo è così importante il contributo di 400 euro che oggi (ieri, ndr) riceviamo dal Centro giovani del Comune di Monfalcone», ha detto Emilio Cicciarella, presidente di Carico sospeso e fratello di Franco, in municipio, dove si è tenuta la consegna formale dei fondi raccolti dal Centro giovani attraverso la distribuzione, a offerta libera, del calendario fotografico 2009 realizzato da ragazzi che frequentano la struttura. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, legata appunto sempre alla diffusione della prevenzione sui luoghi di lavoro, è stata l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin.
«Si tratta inoltre di un’azione che nasce per spinta dei giovani, dando una lezione di civiltà a tutti», ha aggiunto l’assessore Morsolin, ringraziando l’associazione che gestisce il centro, Banda Larga, per la sua capacità di cogliere le diverse sensibilità dei ragazzi. Banda Larga si è detta soddisfatta di un risultato non pronosticabile in partenza. Il calendario in ogni caso si è rivelato un ottimo veicolo per far conoscere le attività del Centro giovani attraverso le immagini, ma anche per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di prestare attenzione alla sicurezza una volta che entreranno nel mondo del lavoro. I calendari sono stati distribuiti grazie alla disponibilità del Caffé Tommaso e della libreria Rinascita ai quali si sono poi aggiunti il Bar Buzz, Xingu arte Brasil e l’associazione Nuova entrata libera.

Messaggero Veneto, 29 maggio 2009
 
Il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte in porto di Franco Cicciarella
 
MONFALCONE. È stata fissata per il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte di Franco Cicciarella, avvenuta l’11 aprile 2005, e per cui sono state rinviate a giudizio quattro persone, legate alla Compagnia portuale di Monfalcone e alla Cooperativa portuale sopraccarichi con sede a Trieste.
Le quattro persone, rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo dal giudice dell’udienza preliminare, Andrea Comez, per l’incidente sul lavoro che causò la morte di Cicciarella nell’area portuale di Monfalcone sono Franco Romano, 57 anni, di Monfalcone, allora legale rappresentante della Compagnia portuale (difeso dall’avvocato Battello), Sergio Rondi, 52 anni, direttore operativo della stessa compagnia (avvocato Donolato), il triestino Fabio Salvini, 68 anni, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società (avvocato Sanzin), e Guido Misseroni, 56 anni, di Monfalcone, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi (avvocato Giadrossi).
Una quinta persona, Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, aveva invece patteggiato 9 mesi di reclusione con la condizionale.
Zorzin, che nell’udienza preliminare celebratasi al Tribunale di Gorizia era difeso dall’avvocato Francesco Donolato, era alla guida del carrello elevatore che aveva colpito Cicciarella provocandogli le lesioni mortali
Nell’udienza preliminare celebrata nel luglio 2008 si erano costituite le parti civili Elena Fedel, convivente di Cicciarella, assistita dall’avvocato Anna Grazia Luzzatto Guerrini, la mamma di Cicciarella Gabriella Puntin e i fratelli Riccardo, Emilio e Corrado con l’avvocato Fabio Luzzatto Guerrini.
L’incidente mortale avvenne nel pomeriggio dell’11 aprile di quattro anni fa. Secondo l’indagine effettuata dal Commissariato di Monfalcone e dal servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria, Cicciarella, 39 anni, di Staranzano, sulla banchina numero 8 del porto stava coordinando le fasi di scarico di un camion contenente brame di ferro.
Improvvisamente è stato investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore, al quale volgeva le spalle, che era condotto da Zorzin. Il carrello procedeva in retromarcia ed era privo del dispositivo sonoro che si attiva quando si innesta la retromarcia.
Dall’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della repubblica, Massimo De Bortoli, era emerso che tutti i 17 carrelli elevatori in servizio al porto erano privi del segnalatore acustico previsto dalle norme di sicurezza sui posti di lavoro. (cr.vi.)

Messaggero Veneto, 03 giugno 2009 
 
Dal Centro giovani 400 euro all’associazione Carico sospeso 
 
MONFALCONE. Ammontano a 400 euro i fondi devoluti all’associazione Carico sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro, fondi raccolti dal Centro di aggregazione giovanile del Comune di Monfalcone attraverso la distribuzione del calendario fotografico delle sue attività.
La distribuzione del calendario è stata curata dall’associazione Banda larga, in collaborazione con il Caffè Tommaso e la libreria Rinascita, a cui poi si sono aggiunti bar Buzz, negozio di prodotti brasiliani e del commercio equo solidale Xingu Arte Brasil e associazione Nuova entrata libera di Monfalcone.
«Ritengo tale iniziativa di valore assolutamente notevole per il significato che ha di ribadire l’importanza della sicurezza sul lavoro, uno dei problemi emergenti della società», afferma l’assessore alla politiche giovanili, Cristiana Morsolin, consegnando i fondi a Carico sospeso e ribadendo come bisogna evidenziare che «sicurezza è sicurezza sul posto di lavoro, valore che è diverso rispetto al concetto di sicurezza che intende l’attuale Governo, che vuole invece creare un clima di paura e diffidenza, piuttosto che di un vivere sano e civile. Il messaggio che abbiamo lanciato nasce e arriva dal e al Centro giovani, una realtà composita e multiculturale, giovani che – dice, ringraziando Banda larga che gestisce il centro e che coglie le sensibilità dei ragazzi, indirizzandole in attività di costruzione e crescita – spesso sono sottovalutati e che invece danno forte dimostrazione di maggiore civiltà».
È stato il presidente di Carico sospeso, Emilio Cicciarella, a ringraziare «per un dono che in momento di difficoltà come questo diventa risorsa ancora più preziosa. Siamo contenti anche perché ci sentiamo inseriti in un contesto con cui intendiamo proseguire la bella collaborazione». Soddisfatti anche i responsabili di Banda larga per quello che, nato come un esperimento, ha avuto un ottimo successo, consentendo di raccogliere una cifra significativa: «Così come significativo è il lavoro fatto da una comunità giovane che spesso è frammentata e che nel centro riesce a esprimersi, riuscendo a dare importanti segnali. Il calendario è servito anche a noi – hanno detto – per far capire cos’è e cosa fa il centro».
Oltre al denaro, a Carico sospeso sono stati donati anche 50 calendari. Le copie distribuite a offerta libera sono state 140, con una offerta media di 3 euro per copia. Da ricordare che il calendario è nato nell’ambito di Play time, spazio di aggregazione libera e spontanea del centro, che ha poi coinvolto il laboratorio di fotografia ScattArte (coordinato da Riccardo Berini) e il grafico Andrea Antoni.
Sono state però rappresentate anche altre realtà quali il gruppo di breake dance, i laboratori di Fumetto e Teatro, il Pop english-Conversation club. Una pagina è stata dedicata ai volontari che supportano il centro.
La volontà di donare il ricavato a Carico sospeso è stata spiegata nel calendario, ricordando come Monfalcone è da sempre città che vive e si confronta con il lavoro, con gli aspetti negativi e positivi e come molti dei giovani siano arrivati in città a seguito della famiglia che si è trasferita proprio per motivi di lavoro. L’associazione è stata scelta perché lavora per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.

Il Piccolo, 11 aprile 2009 
 
CARICO SOSPESO  
Morti sul lavoro, oggi alle 13 omaggio in porto
  
 
L’associazione ”Carico sospeso, Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti ad un lavoro sicuro”, costituita dagli amici e i familiari uniti da un profondo dolore e da un sentimento di grave ingiustizia per quanto accaduto, l’11 aprile 2005, quando il portuale Franco Cicciarella rimase vittima di un incidente sul lavoro, invitano tutti a riflettere su come si possa, ancora oggi, in Italia morire di lavoro per cause che potrebbero essere evitate da una adeguata cultura della sicurezza. Ogni giorno, scrive l’associazione, in Italia si verificano in media 4 incidenti mortali sul lavoro, spesso per carenza del rispetto della sicurezza da adottarsi nei luoghi di lavoro, senza dimenticare che, troppo spesso, almeno ”ufficialmente”, questo era anche il loro primo giorno di lavoro. La stessa realtà industriale del nostro territorio ha visto morire sul lavoro in quest’ultimo anno due operai nel cantiere navale e uno nella Cartiera Burgo di Duino. Ed è proprio per non dimenticare che oggi alle 13, i familiari, gli amici e l’associazione ”Carico sospeso” saranno presenti in Porto per commemorare Franco Cicciarella e con lui tutte la altre vittime degli incidenti sul lavoro.

Messaggero Veneto, 11 aprile 2009 
 
Manifestazione ricorda gli operai deceduti sul lavoro 
 
MONFALCONE. L’associazione “Carico sospeso: coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro” saranno oggi, alle 13, al porto di Monfalcone, per ricordare dinanzi alla sua targa commemorativa, la memoria di Franco e il tragico infortunio in cui perse la vita. L’associazione è stata costituita dagli amici e dai familiari uniti da un profondo dolore e da un sentimento di grave ingiustizia per quanto accaduto l’11 aprile 2005, quando Franco Cicciarella, operaio portuale, rimase vittima di un tragico incidente sul lavoro. Nel momento del ricordo invitano tutti a riflettere su come si possa, ancor oggi, in Italia, «morire di lavoro» per cause che potrebbero essere evitate da un’adeguata cultura della sicurezza. «Ogni giorno in Italia, domeniche comprese – dicono –, si verificano in media quattro incidenti mortali, spesso per carenza del rispetto delle misure di sicurezza, senza dimenticare che, troppo spesso, almeno ufficialmente, questo era anche il loro primo giorno di lavoro. La stessa realtà industriale del nostro territorio ha visto morire sul lavoro, in quest’ultimo anno, tre persone».

Il Piccolo, 12 aprile 2009 
 
CERIMONIA IN BANCHINA  
Ricordato Cicciarella a 4 anni dalla morte  
Commosso appello del fratello del portuale deceduto: «Occorre più sicurezza»
 
 
I familiari, gli amici e i lavoratori del porto si sono ritrovati ieri all’interno di Portorosega ieri per deporre un mazzo di fiori e ricordare Franco Cicciarella, operaio portuale rimasto vittima, a soli 39 anni, l’11 aprile del 2005 di un tragico incidente sul lavoro.
A differenza di quattro anni fa, Portorosega ieri non era battutto dalla bora, ma avvolto in un sole primaverile che però non è riuscito a sciogliere il dolore dei presenti. Nell’arco di 12 mesi, ha del resto ricordato il fratello di Franco Cicciarella, Emilio, che poi si è interrotto per la commozione, hanno perso la vita altri tre lavoratori: l’operaio croato di origine bosniaca Jerko Yuko e il dipendente di Fincantieri Mauro Michele Sorgo, rispettivamente nell’aprile e ottobre del 2008, e poi ancora il lavoratore della Compagnia portuale, distaccato nel parco legname della cartiera di San Giovanni di Duino, Mauro Burg lo scorso gennaio.
«Non è possibile che incidenti del genere accadano ancora, oggi», ha affermato Emilio Cicciarella davanti alla targa murata su una parete della cabina Enel adiacente al terminal-auto della Cetal, in prossimità del luogo del mortale infortunio, scoperta nel 2007. La cerimonia di ieri, di fatto disertata da rappresentanti istituzionali e politici (se si esclude il consigliere comunale di Rifondazione comunista Luigi Bon di Ronchi), è stata organizzata dall’associazione ”Carico sospeso-Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro” non solo per ricordare un amico e un parente, ma per invitare tutti a riflettere su come si possa, ancora oggi, in Italia morire di lavoro per cause che potrebbero essere evitate da un’adeguata cultura della sicurezza.
«Ogni giorno in Italia, domeniche comprese – spiega l’associazione, che sta continuando la sua battaglia per un lavoro sicuro -, si verificano in media quattro incidenti mortali sul lavoro, spesso per carenza del rispetto delle misure di sicurezza da adottarsi nei luoghi di lavoro».

Messaggero Veneto, 14 aprile 2009 
 
Cerimonia in porto con Carico sospeso in ricordo di Cicciarella 
 
MONFALCONE. L’associazione Carico sospeso: coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro ha ricordato ieri mattina al porto di Monfalcone la memoria di Franco e il tragico infortunio in cui perse la vita. L’associazione è stata costituita dagli amici e dai familiari uniti da un profondo dolore e da un sentimento di grave ingiustizia per quanto accaduto, l’11 aprile 2005, quando Franco Cicciarella operaio portuale rimase vittima di un tragico incidente sul lavoro. Ieri, davanti alla targa commemorativa, collocata in porto dopo un intenso lavoro di mobilitazione popolare, si sono ritrovati i familiari di Franco, gli amici, semplici conoscenti e alcuni dipendenti del porto per sensibilizzare all’opinione pubblica, ma anche ai politici e alle istituzioni che il ricordo individuale, di un operaio peraltro estremamente sensibile alle problematiche della sicurezza sul luogo di lavoro è imprescindibile da una forte condivisione con l’intera collettività di un dramma che travalica i confini del dolore personale, essendo fortemente connesso con problemi collettivi, dell’intera società, come testimonia il continuo perpetuarsi di incidenti e morti sul lavoro. Nel momento del ricordo hanno invitato tutti a riflettere su come si possa, ancora oggi, in Italia “morire di lavoro” per cause che potrebbero essere evitate da una adeguata cultura della sicurezza. «Ogni giorno in Italia, domeniche comprese – ha detto il presidente dell’associazione, Emilio Cicciarella, fratello di Franco –, si verificano in media quattro incidenti mortali sul lavoro, spesso per carenza del rispetto delle misure di sicurezza da adottarsi nei luoghi di lavoro, senza dimenticare che, troppo spesso, almeno ufficialmente, questo era anche il loro primo giorno di lavoro». Da ricordare che la realtà industriale del nostro territorio ha visto morire sul lavoro, in quest’ultimo anno, tre persone: due operai nel cantiere navale di Monfalcone e uno nella Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. L’incontro è servito anche per ricordare tutte le altre vittime degli incidenti sul lavoro.

Il Piccolo, 20 gennaio 2009 
 
Lavoro e sicurezza al Centro giovani 
 
Si intitola «Giovani e sicurezza», ed è un tema quanto mai attuale in questi tempi. È l’iniziativa organizzata al Centro giovani di viale San Marco da Carico Sospeso, l’associazione sorta nell’aprile 2005 dopo la morte sul lavoro di Franco Cicciarella come osservatorio permanente sulla situazione lavorativa e infortunistica nel monfalconese. L’appuntamento è per giovedì. Alle 18.30 si terrà la presentazione del calendario 2009 del centro giovani di Monfalcone, i «12 scatti per il nuovo anno». Si tratta di 12 immagini, realizzate da Riccardo Berini. Nella serata sarà possibile fare la conoscenza dei partecipanti alle varie attività che trovano spazio al Centro giovani. Alle 20.45 spazio ad «Avanti Pop, I diari del camioncino», un reading, video e musica live dei Tetes de Bois transita nei luoghi di lavoro alla ricerca di storie di dignità calpestata, forza, ingiustizia, riscatto. L’ingresso è libero.

Messaggero Veneto, 20 gennaio 2009 
 
Lavoro e sicurezza, giovedì una serata al Centro giovani 
 
MONFALCONE. Tornano a fianco di Carico sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro, i Têtes de Bois, che giovedì, rappresentati dal leader e cantante della band Andrea Satta, a partire dalle 20.45 al Centro giovani di Monfalcone, presenterà il libro/dvd Avanti Pop – I Diari del Camioncino. La serata servirà per ripercorrere il lungo viaggio, fino alla sua ultima stazione, della band transitata nei luoghi di lavoro con il suo carico di artisti, di questioni di affrontare e di sogni realizzabili.
Avanti Pop è stato anche un concerto modulato sulle vicende di varie fabbriche, call center, campi di pomodori, che finora ha toccato, fra gli altri, i cancelli della Fiat Sata di Melfi, le cartiere di Isola del Liri, le acciaierie di Terni, i campi di Borgo Libertà, l’Atesia.
Quest’opera, il cui il ricavato andrà interamente a beneficio dell’associazione Carico sospeso, contiene parte del percorso conseguito fino a oggi da amici e parenti di Franco Cicciarella nella difesa dei diritti dei lavoratori e con la sensibilizzazione sul tema del lavoro sicuro. L’evento si associa alla presentazione di “Tutto un altro calendario”, il calendario 2009 del Centro giovani di Monfalcone, che avverrà giovedì alle 18.30.

Messaggero Veneto, 21 gennaio 2009 

MONFALCONE  
Centro giovani, domani doppio appuntamento a favore di Carico sospeso
 
 
MONFALCONE. Doppio appuntamento domani al Centro giovani di Monfalcone. Per l’intera giornata il servizio che fa riferimento all’assessorato alle politiche giovanili collaborerà con le associazioni Banda larga e Carico sospeso per realizzare una serata che ha lo scopo di presentare due valide iniziative.
Si inizia alle 18 con “Tutto un altro calendario”, la presentazione ufficiale del calendario, delle dodici foto che accompagneranno il 2009 e che si propongono come il biglietto da visita di quel mondo giovanile che trova nel Centro di viale San Marco lo spazio per trascorrere parte del proprio tempo libero e per esprimere ed approfondire i propri interessi. Sfogliando il calendario infatti, sarà possibile fare la conoscenza dei partecipanti e delle attività che ruotano attorno al Centro giovani: la break dance, i laboratori di fumetto, fotografia, teatro, pop english – conversation club, fino a playtime, spazio informale della struttura del Centro dedicato all’aggregazione ludica e spontanea. Il calendario, composto grazie alle foto realizzate dal giovane monfalconese Riccardo Berini, non è un oggetto fine a se stesso: distribuito a offerta libera (oltre al Centro giovani a Monfalcone lo si trova al caffé Tommaso e alla libreria Rinascita) si propone anche come strumento per sostenere l’associazione monfalconese Carico sospeso.
Infatti, Monfalcone da sempre è una città che vive e si confronta con un certo tipo di lavoro, quello industriale, con tutti gli aspetti positivi e negativi che questo comporta e che spesso, per motivi vari, i giovani incontrano sul loro cammino. Si è ritenuto giusto, quindi, fare in modo che i ragazzi del Centro offrissero i loro volti per sostenere un’associazione che nasce e lavora sul territorio dove essi abitano o sono venuti ad abitare, che lavora per migliorare le condizioni della sicurezza sul lavoro, questione che toccherà tutti loro quando dovranno confrontarsi con la futura occupazione. L’attività è realizzata dall’assessorato alle politiche giovanili grazie alla collaborazione delle associazioni Banda larga, Periferia nordest, Laboratorio fare teatro e Collegio del mondo unito dell’Adriatico.
Dalle 20.30 la serata vedrà protagonista proprio l’associazione Carico sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro e sarà incentrata sulla sicurezza sul posto di lavoro. Nell’occasione, l’associazione monfalconese ringrazierà chi ha voluto sostenere le sue attività, in particolare il gruppo musicale Têtes de Bois che ha destinato i proventi dell’ultimo lavoro, libro e dvd “Avanti pop – I diari del camioncino”, proprio a Carico sospeso. Sarà presente, accompagnato dalle proprie musiche e dalle proprie parole, Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois (per informazioni sulle attività di Carico sospeso: www.caricosospeso.it). Come tutti gli eventi del Centro giovani, anche la serata di domani sarà a entrata libera e gratuita (per informazioni, contattare il numero dell’Informagiovani 0481 798011 o gli indirizzi elettronici informagiovani@monfalconeonline.it o banda.larga@yahoo.it).

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