You are currently browsing the tag archive for the ‘cartiera burgo’ tag.

Il Piccolo, 19 ottobre 2010 
 
L’ANNUNCIO NEL CORSO DEL VERTICE A VICENZA TRA SINDACATI E AZIENDA 
Cartiera Burgo, a dicembre chiude la linea 1 
A fine anno scade anche il contratto di solidarietà siglato per congelare i 50 esuberi

Dopo un’agonia durata due anni, chiude la linea 1 della Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. L’annuncio da parte della proprietà è scaturito nel corso del vertice convocato all’Assindustria di Vicenza, cui hanno preso parte anche alcuni delegati dello stabilimento locale. Dall’autunno 2008 la linea 1, l’impianto più datato della fabbrica, familiarmente chiamato “Anna” dagli operai, risultava in fermo produttivo. Mentre le altre linee, la 2 e la 3, pur colpite a singhiozzo da iniezioni di cassa integrazione hanno continuato a funzionare, per l’impianto in questione la ripresa della produzione, al di là degli interventi manutentivi, non è mai stata riavviata. Entro dicembre, dunque, “Anna” andrà in pensione.
D’altro canto, il perdurare della difficile congiuntura economica cui si imputa d’aver provocato a livello internazionale un crollo verticale della domanda di prodotto, aveva segnato un biennio da dimenticare, con ricadute pesanti sui fatturati. E appena adesso si inizia a intravedere un’inversione di tendenza. Per una cattiva notizia che allarma i rappresentanti dei lavoratori ve n’è, infatti, un’altra che spinge i sindacati a un cauto ottimismo: l’andamento positivo di Burgo group, illustrato dall’azienda nel corso dell’incontro vicentino. Merito della ristrutturazione che Burgo group, risultato della fusione tra il cartario torinese Burgo e la famiglia famiglia vicentina Marchi (43,3% del capitale), ha avviato a partire dal 2004, la prima metà dell’anno ha registrato un fatturato consolidato di 1,15 miliardi di euro (erano 1,02 miliardi nel primo semestre 2009) e un margine operativo lordo di circa 82 milioni di euro (erano 72 milioni nel 2009). L’indebitamento finanziario netto è sceso di 76 milioni. Stando alle previsioni riferite dal neoriconfermato delegato Rsu Adriano Valle (Ugl), nel 2011 “ci saranno investimenti per 30 milioni di euro, 12 dei quali verranno posti sulla manutenzione ordinaria nei diversi stabilimenti del gruppo”. La rimanente quota sarà distribuita invece negli impianti di Sora e Avezzano. “La proprietà – ha spiegato Valle – concentrerà gli investimenti sul funzionamento delle centrali turbogas delle fabbriche, strategicamente chiamate ad aumentare il margine dei profitti”. Segnali positivi anche sul fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali, che nei primi nove mesi di quest’anno è diminuito dell’ 85% rispetto al 2009. Per assenza di ordinativi l’azienda si è invece vista costretta a confermare la terza settimana consecutiva di Cigo alla cartiera di Toscolano: “Se la tendenza non verrà invertita – ha commentato il sindacalista dell’Ugl – nei primi mesi del 2011 sarà purtroppo dichiarata la chiusura anche di questo stabilimento, dopo le fabbriche di Marzabotto e Chieti”. Per quanto riguarda invece le trattative in corso alla Cartiera Burgo di San Giovanni, a fine anno scadrà l’accordo sul premio produzione e dunque i sindacati saranno chiamati al rinnovo dell’intesa con la contrattazione di secondo livello. Altro importante scoglio da affrontare, per tamponare i circa 50 esuberi, la proroga per l’anno venturo del contratto di solidarietà, il cui termine è fissato il 31 dicembre 2010. Intanto è stata resa nota la nuova Rsu votata nei giorni scorsi dai 450 lavoratori: Uil e Cgil hanno perso un delegato rispetto all’ultima nomina. Questi i nominativi: per la Cisl Mauro Benvenuto, Roberto Pugliese e Alessandro Matteacci; per la Cgil Maurizio Goat, Simone Cumin e Francesco Vozza; mentre per l’Ugl Adriano Valle (il più votato in assoluto con 39 voti per Rsu e 79 per Rsl) e Andrea Capun; e per la Uil Luca Mian.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 10 dicembre 2010 
 
Cartiera Burgo, trattative a oltranza 
Sul tappeto il rinnovo del contratto di solidarietà ai lavoratori
A fine anno la linea 1 cesserà la produzione, settanta esuberi dichiarati

Sono proseguite fino a ieri in tarda serata le trattative alla Confindustria di Trieste per il rinnovo del contratto di solidarietà alla Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Il tavolo, convocato per discutere punto per punto le condizioni avanzate nel precedente incontro dall’azienda, ha preso avvio alle 14. Ma le prime quattro ore sono servite solo per affrontare la materia del documento presentato la volta prima da Burgo group. I sindacati hanno proposto le proprie modifiche, concertate assieme agli operai, consultati nel corso dell’assemblea di fabbrica di martedì. Dopodiché i rappresentanti della proprietà si sono ritirati per altri sessanta minuti. Quindi il braccio di ferro serrato sul tema più delicato: la riorganizzazione del settore manutentivo. Come noto, i vertici aziendali hanno avanzato la richiesta di trasformare a giornata il turno diurno di un meccanico e un elettricista, chiamati a garantire anche la reperibilità sulle 24 ore nelle giornate infrasettimanali (durante i giorni festivi l’organico resta allo stato attuale), previa retribuzione ulteriore di 80 euro settimanali.
Fino a sera inoltrata le parti sindacali hanno strenuamente difeso le posizioni, avanzando la controproposta che ogni deroga al contratto nazionale di categoria – e sul riassetto della manutenzione e sulla riduzione dei turni di riposo, avvenga su base volontaria e non obbligatoria – come invece appunto vorrebbe Burgo group. In caso di mancata riconferma, da parte dell’azienda, della volontà di sottoscrivere il contratto di solidarietà, per i lavoratori dello stabilimento di San Giovanni di Duino, si prospetterebbe lo scenario della cassa integrazione straordinaria e dei licenziamenti, stante i 70 esuberi dichiarati dalla proprietà. A fine anno infatti, secondo quanto annunciato, la linea 1 cesserà definitivamente la produzione. A causa della difficile congiuntura economica e della crisi attraversata dal mercato cartaio negli ultimi anni, l’impianto risultava dal 2008 in fermo forzato. (ti.ca.)

Annunci

Il Piccolo, 20 giugno 2010
 
AVEVA LAVORATO ALLA CARTIERA PRIMA DI TROVARE UN POSTO AL SINCROTRONE DI TRIESTE 
Muore di cancro, sospetto amianto 
Vittima il monfalconese Fabrizio Antoniazzi, di 53 anni. Disposta l’autopsia

di TIZIANA CARPINELLI

Un’altra vittima potrebbe aggiungersi alla tragica sequela di decessi legati all’amianto. Giovedì scorso è spirato, in un letto dell’ospedale civile di Gorizia, il monfalconese Fabrizio Antoniazzi. Aveva da poco compiuto 53 anni e a stroncarlo è stato un tumore maligno al polmone. Dirigeva il reparto elettrico del Sincrotrone di Trieste, ma per vent’anni aveva lavorato, come il padre Nerio e la zia Valnea, alla cartiera di San Giovanni di Duino. A seguito del decorso clinico e del percorso professionale dell’uomo, il personale sanitario che lo ha assistito nelle ultime settimane ha presentato nei giorni scorsi denuncia all’Inail. E la magistratura ha disposto per domani alle 8.30 l’autopsia sul cadavere, che verrà eseguita a Gorizia da un anatomopatologo del presidio monfalconese.
I risultati dell’esame autoptico, che dovranno essere depositati alla Procura di Gorizia entro sessanta giorni, saranno utili a chiarire e l’origine della neoplasia e le cause del decesso. Il sospetto è infatti che la morte possa essere riconducibile all’esposizione all’amianto. Lo ha riferito la sorella Michela, fino all’ultimo rimasta amorevolmente accanto a Fabrizio. «Vicini al nostro dolore – così Michela Antoniazzi – la compagna Bruna, pure lei al capezzale, il nipote Federico e l’inseparabile amico Ivan». Dopo il nulla osta della magistratura, i funerali si terranno, giovedì alle 10, alla cappella del cimitero di via 24 Maggio, a Monfalcone. Fabrizio Antoniazzi era molto noto in città e la notizia della sua scomparsa ha destato vasto cordoglio. Profondamente addolorati gli amici di una vita, i compagni di pallone (in gioventù militava nel San Michele), i vicini (viveva nel rione di largo Isonzo, in una casa di via Ippolito Nievo) e i tanti colleghi del Sincrotrone, dove fin dall’inizio dell’attività del polo scientifico Antoniazzi, perito elettrotecnico, aveva trovato lavoro. «Putroppo – ha riferito Michela Antoniazzi – non potrò mantenere le ultime volontà di mio fratello, che desiderava essere cremato. L’atto dell’autopsia, infatti, nega la possibilità di incenerire il corpo. Apprendere che mio fratello potrebbe essere una vittima dell’amianto è stata una cosa assolutamente terribile: non avevo mai pensato, prima, a una tale eventualità. Sapevo, sì, che aveva lavorato per vent’anni in cartiera, iniziando d’estate, durante le vacanze, ma non credevo che avrebbe potuto fare questa fine. All’avvio del Sincrotrone, la sua domanda era stata accolta e la parentesi della cartiera si era conclusa».
Non è stato possibile accertare l’ipotesi di una conclamata asbestosi o di un mesotelioma mentre Fabrizio era in vita, per le complicanze patite dall’uomo. Durante una recente broncoscopia si era sentito male e i medici non avevano potuto effettuare l’esame. «Tutto – ha proseguito la sorella – è iniziato a novembre, all’insorgere di una trombosi. Mio fratello, che era sempre stato sano come un pesce, praticava ancora lo sport e andava pure a correre, si era presto ristabilito, ma il cardiologo a cui si era rivolto privatamente aveva notato, da una radiografia al polmone, una macchia scura. Verso la fine di dicembre, infatti, una brutta tosse aveva preso a perseguitarlo e il medico, forse con lungimiranza, aveva difatti intravisto qualcosa di anomalo». Di qui la trafila delle corsie d’ospedale, a causa di una serie di problemi sempre più gravi. «Da ultimo – ha concluso – era insorto un focolaio di broncopolmonite dal quale si stava comunque riprendendo. Ma il tumore, inoperabile, non gli ha dato scampo. Mi piace ricordarlo per ciò che è sempre stato: un amante della vita, uno cui piaceva la Monfalcone di un tempo, giocare a pallone, frequentare gli amici al bar. Era una persona dolce e disponibile. Mi mancherà moltissimo».

Il Piccolo, 10 novembre 2009 
 
DA GIOVEDÌ A MARTEDÌ 17 NOVEMBRE  
Altra ”cassa” per i lavoratori Burgo  
Scarsi ordini: i 400 dipendenti resteranno a casa per cinque giorni
 
 
Ancora cinque giorni di cassa integrazione ordinaria per i circa 400 lavoratori occupati nelle linee produttive 2 e 3 della Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Lo ha comunicato ieri l’azienda, motivando il provvedimento con la scarsità di ordinativi. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per gli operai, che avevano appena ricevuto l’anticipo trimestrale del Tfr (750 euro) e contavano di riscuotere almeno per questo mese l’intero salario, dopo le difficoltà riscontrate nelle scorse settimane per via delle attività più volte rimaste bloccate. Ai dipendenti, invece, toccherà restarsene a casa da giovedì fino a martedì 17 novembre: gli impianti ritorneranno operativi alle 6 del giorno seguente. La notizia è stata annunciata ieri, nel corso di un incontro delle rappresentanze sindacali unitarie, dal capo del personale Del Zotto, proprio mentre le sigle si stavano preparando in vista dell’incontro di oggi alle 10 alla sede dell’Assindustria di Trieste. Dove vertici aziendali e sindacati tratteranno, tra le varie questioni, la stipula del contratto di solidarietà che dovrebbe essere varato a partire dal 1° gennaio 2010.
«Siamo stati tutti colti di sorpresa – ha commentato Adriano Valle, segretario dell’Ugl e membro delle Rsu – poiché ci erano state fornite in precedenza rassicurazioni sul fatto che il portafoglio di ordinativi risultava sufficientemente capiente da garantire un novembre al riparo dalla Cigo. Purtroppo così non è stato». Valle ha sottolineato lo sconforto dei lavoratori: «La cassa integrazione – ha chiarito – giunta a cavallo di queste due settimane, priva gli operai dell’opportunità di guadagnare qualcosa in più col turno domenicale: anche a novembre, dunque, i salari saranno risicati. Per le famiglie sta ormai diventando sempre più difficile tirare avanti e tutti sono giù di morale». Gli unici lavoratori in attività durante i cinque giorni, saranno i manutentori, gli operai della centrale elettrica e gli addetti alla portineria: tutti gli altri se ne resteranno con le braccia conserte. E a dicembre, con tutta probabilità, la situazione verrà replicata, poiché è prevista un’ulteriore iniezione di Cigo a ridosso delle festività. «Operativi – ha concluso Valle – rimarranno solo i lavoratori inseriti nel ciclo del Pressa pasta, chiamati a rimpinguare le scorte per quando ci sarà bisogno: tutti gli altri 400 se ne staranno a casa».
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 11 novembre 2009 
 
ORA TOCCHERÀ ESPRIMERSI ALL’ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI  
Cartiera, l’azienda impone la flessibilità interna  
Condizione indispensabile per salvare il posto a 75 operai considerati in esubero
 
 
La Burgo detta le condizioni per arrivare alla stipula del contratto di solidarietà e pone la flessibilità interna come contraltare al salvataggio dei 75 lavoratori in esubero. Si è concluso con un “Rivediamoci tra tre settimane”, l’incontro fissato ieri all’Assindustria di Trieste tra dirigenza e rappresentanze sindacali della cartiera di San Giovanni di Duino: l’azienda ha fissato i propri paletti e ora la palla passa ai lavoratori, che la prossima settimana si riuniranno in assemblea per mettere a punto il prosieguo della trattativa. Al tavolo, infatti, non si è discusso solo dell’accordo collettivo aziendale, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2010, ma anche della contrattazione interna di secondo livello.
La circostanza ha messo in allarme i sindacati, che hanno ravvisato nelle richieste formulate dalla Burgo una sorta di condizione senza la quale il contratto di solidarietà può sfumare. Una circostanza, questa, da scongiurare: i sindacati sanno che se non si arriva all’accordo, il passo successivo è l’avvio della procedura di mobilità per 75 operai.
Ora la sensazione delle sigle sindacali è stata che la Burgo abbia inteso ottenere quanto nei mesi scorsi è sempre stato respinto dalle maestranze: in primis la flessibilità interna e poi la modifica dei parametri interni di valutazione del lavoratore, con la decadenza dell’anzianità di fabbrica e reparto a favore di altri indici. Non solo: i vertici aziendali hanno chiesto, cosa mai avvenuta prima, una riduzione di organico anche per il comparto della centrale elettrica, col passaggio da due a un solo lavoratore per turno. Configurando una situazione difficilmente accettabile per i sindacati, che oppongono ragioni di sicurezza. L’azienda ha comunque fornito, dopo aver preso contratto con il ministero del Lavoro, rassicurazioni sull’applicabilità dell’accordo collettivo aziendale alla realtà di San Giovanni: in un primo tempo si era temuto che lo stabilimento, a ciclo continuo, potesse non rientrare nei parametri normativi fissati dalla legge. Il contratto richiede il passaggio da 6 a 5 squadre di lavoro (i 16 lavoratori rimanenti fungerebbero da riserve o affiancamento).
Infine la Burgo ha comunicato la riduzione di un giorno sull’ultima Cigo per i lavoratori della linea 3, che rientreranno in fabbrica il 17 anziché il 18 novembre, come invece annunciato lunedì.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 03 dicembre 2009
 
Contratto di solidarietà alla Burgo, oggi si decide 
 
Si tiene oggi, all’Assindustria di Trieste, l’incontro decisivo per la stipula del contratto di solidarietà che dovrebbe salvare i 75 esuberi stimati dal gruppo Burgo per lo stabilimento di San Giovanni di Duino. Al primo tavolo di inizio novembre i vertici aziendali avevano posto sul tappeto la questione della flessibilità interna, da trattare come oggetto di un successivo accordo, e quindi in distinta sede, in qualche modo ponendola come ”conditio sine qua non” e legando così le due questioni. Ipotesi, questa, che le rappresentanze sindacali rifuggono, decise innanzitutto a portare a casa il contratto di solidarietà e poi, ma solo in un secondo momento, ad aprire l’altra questione. All’appuntamento odierno le parti dovrebbero arrivare a una sintesi degli obiettivi, particolarmente attesa dopo l’ultimo confronto tra sindacati e gruppo avvenuto a Vicenza. Confronto durante il quale è emerso che l’azienda guarda con interesse alla sperimentazione del contratto di solidarietà a San Giovanni di Duino.

Il Piccolo, 17 dicembre 2009
 
Cartiera, intesa sul contratto di solidarietà  
Accolta con favore dagli operai la bozza dell’accordo tra Rsu e azienda
 
 
Semaforo verde dai lavoratori della Cartiera Burgo all’ipotesi di accordo siglata martedì da sindacati e azienda all’Assindustria di Trieste. È stata accolta favorevolmente dalle maestranze, la bozza di contrattazione illustrata ieri dalle Rsu in occasione delle assemblee di fabbrica promosse alle 11 e alle 18.
Si perfeziona dunque, con il voto favorevole della maggioranza dei dipendenti, l’iter per la stipula del contratto di solidarietà, istituito con legge 863 nel 1984 e invocato per salvare il posto di lavoro a 75 operai ritenuti in esubero dall’azienda, a rischio licenziamento. Incassato il placet, il mandato dei sindacati prevede la firma a breve dell’accordo con i vertici di Burgo group, che inoltreranno la richiesta del contratto di solidarietà al Ministero del Lavoro. «Una volta ottenuto il decreto attuativo da Roma – sottolinea Maurizio Goat (Cgil) – lo depositeremo in Regione per ricevere lo stanziamento di circa 200mila euro, relativo al fondo destinato a sostegno dei lavoratori. Ogni dipendente della cartiera riceverà con cadenza trimestrale una tantum di 45-50 euro, che si sommerà al salario integrato dall’Inps». Il contratto collettivo aziendale, che comporta la riduzione dell’orario di lavoro e della relativa retribuzione, prevede infatti la compensazione del salario decurtato nella misura dell’80% da parte delle casse Inps. «La somma – prosegue Goat – verrà assicurata per tutto il 2010 e se la Regione riproporrà il contributo nel 2011, in caso di proroga del contratto di solidarietà, potremmo tornare e richiedere il sostegno». Il sindacalista ritiene che la trattativa abbia sortito gli effetti sperati: «Siamo riusciti a salvare l’occupazione, a mantenere le richieste degli operai, come il servizio mensa all’interno del turno, e a salvare il criterio di anzianità nella valutazione della professionalità. La situazione economica resta difficile, ma al momento questa è l’unica strategia possibile».
Durante le assemblee sono stati richiesti chiarimenti sulla gestione delle ferie nel contratto di solidarietà. In realtà, come il lavoratore non subisce danni in ordine alla maturazione e all’ammontare della pensione o al trattamento di fine rapporto, così non vede subire variazioni alle ferie spettanti. Cambia solo la retribuzione, che sarà ridotta secondo il parametro applicato nel periodo di solidarietà. Lo stesso vale per la malattia, la maternità e il congedo matrimoniale. «A seguito del nuovo modello di turnazione – spiega Adriano Valle (Ugl) – si è reso necessario incrementare i giorni inseriti nel contratto di lavoro, passati da 361 a 365. In media, secondo i nostri calcoli, nel 2010 si lavorerà 51 giorni in meno rispetto alla regolare distribuzione dei turni, ma la difficile sistemazione del monte ferie è stata superata lasciando in gestione dell’azienda i 15 giorni delle vacanze estive e i 6 fissati dal contratto del 2005. A libera decisione del lavoratore restano comunque, come richiesto, 11 giorni di ferialità». E Flaviano Dambrosi (Cisl): «Lo scoglio rimanente è la gestione del contratto di solidarietà, ma vi saranno dei report trimestrali per la verifica del meccanismo, pure sotto il profilo produttivo».
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 26 febbraio 2010
 
PROBLEMI DI RIMBORSI CON IL NUOVO CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ 
A marzo torna la Cigo alla Cartiera

DUINO AURISINA Malcontento, alla Cartiera, dopo la sigla del contratto di solidarietà. Se sotto un profilo organizzativo, la nuova distribuzione di turni dettata dall’entrata in vigore degli ammortizzatori sociali non ha determinato criticità di rilievo alla Burgo di San Giovanni di Duino Aurisina, diversamente può dirsi per l’integrazione del salario percepita da gennaio. I lavoratori, infatti, a causa della mancata emanazione da Roma dei decreti attuativi relativi alla contrattazione di solidarietà, stanno ricevendo un rimborso delle ore non lavorate pari al 60%, anziché all’80% come siglato a dicembre nell’accordo stipulato all’Assindustria di Trieste. La differenza retributiva si attesta sul centinaio di euro e incide non poco sui budget già risicati delle famiglie, molte delle quali provenienti anche dal Monfalconese, costrette da mesi a convivere con lo spettro della cassa integrazione.
Uno spettro destinato a rimaterializzarsi a marzo: secondo quanto già ventilato dalla direzione alle Rsu, infatti, tra qualche settimana le linee 2 e 3, che a gennaio avevano ripreso regolarmente a produrre per la nuova iniezione di ordinativi (la 1 è invece congelata dal dicembre 2008), si fermeranno. La durata della Cigo, che assottiglierà nuovamente i salari, non è ancora stata comunicata. Il mercato cartaio, secondo quanto riferito dal sindacalista Maurizio Goat (Cgil), è sempre in profonda crisi. «Ci sono informative che circolano – spiega – e, secondo i nostri rumors, si profilerebbe la chiusura di altri impianti dopo Marzabotto e Chieti. La fabbrica di Duino Aurisina, comunque, è esclusa da questo ragionamento: infatti, nonostante la crisi, nel corso del 2009 la produttività pro capite all’interno dello stabilimento è aumentata». La questione pressante, ora, è però quella del rimborso per il contratto di solidarietà. Il punto verrà trattato martedì durante un’assemblea generale.
«Il sindacato – chiarisce Goat – poco può fare in questo caso: l’Inps, deputata a erogare il rimborso delle ore non lavorate, attualmente copre la somma al 60%, sulla base della normativa vigente. I decreti legislativi che disciplinano la materia sono infatti stati emessi, ma senza dare immediatamente seguito ai decreti attuativi, che appunto sono chiamati a fissare il rimborso nella percentuale dell’80%. Per le indiscrezioni che trapelano, tali decreti attuativi potrebbero arrivare appena la prossima estate: si capisce bene che, con 100 euro al mese in meno in busta paga per almeno metà anno, e con la possibilità concreta di ulteriori blocchi produttivi, la situazione diventa seria». (ti.ca.)

Il Piccolo, 30 agosto 2010
 
Cartiera, lavoro assicurato solo fino a dicembre 
Si rinnova la Rappresentanza sindacale unitaria. Sarà chiesta la proroga del contratto di solidarietà

Contratto di solidarietà, ancora per un anno, alla Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. È questa l’istanza che il nuovo direttivo delle rappresentanze sindacali unitarie, in procinto di andare al rinnovo a metà settembre, dovrà perorare per scongiurare che cinquanta lavoratori in esubero perdano il posto.
La produzione, nonostante le difficoltà di mercato, procede con una certa continuità, dunque senza fermate dettate da periodi di cassa integrazione. Alla Burgo vengono attualmente realizzate, mediamente, 900 tonnellate di carta al giorno: un dato ritenuto significativo dai rappresentati dei lavoratori, che parlano di “buona performance”.
Le maestranze sono rimaste a casa due settimane, dal 3 al 18 agosto, per le ferie collettive. Al rientro il lavoro è regolarmente ripreso e, stando a quanto riferito dai sindacati, fino a dicembre non si prevedono blocchi produttivi.
La necessità di prorogare l’attuale regime di contratto di solidarietà per ulteriori dodici mesi, secondo Maurizio Goat, delegato Rsu della Cgil, è determinata dalla mancanza delle condizioni di riavvio della linea 1, familiarmente chiamata “Anna” dagli operai e ormai in standby da mesi. «Non ci sono i presupposti produttivi per riattivare la linea 1 – sottolinea Goat – e dunque allo stato figurano circa 50 esuberi che, in assenza del contratto di solidarietà, rischierebbero la perdita del posto di lavoro. Un riscontro positivo, invece, si è avuto sul fronte degli ordinativi: pur viaggiando su pacchetti lavorativi di venti giorni, non prevediamo altre fermate fino a Natale».
l momento le attività sindacali sono rallentate in conseguenza dell’imminente cambio di timone delle Rsu. Entro due settimane al massimo, infatti, il direttivo uscente dovrà affiggere all’albo la comunicazione relativa al rinnovo delle cariche, che dovrà rimanere depositata per quindici giorni. A metà del prossimo mese è attesa la presentazione delle liste, per cui le elezioni potranno svolgersi attorno al 17 settembre.
Per quanto riguarda il versante salariale, dopo l’anticipo delle indennità da parte dell’azienda non si sono avuti altri problemi (frattanto è stato pubblicato il decreto attuativo ministeriale relativo alla contrattazione di solidarietà). «Mi risulta sia uscito anche il decreto della Regione – conclude Goat – perciò nelle prossime buste paga i lavoratori dovrebbero ottenere 38 euro in più in due tranche». (ti.ca.)

Il Piccolo, 18 settembre 2009
 
FRANCO ROMANO DOVRÀ RISPONDERE DI OMICIDIO COLPOSO 
Operaio ucciso alla Burgo dalla sega elettrica a giudizio l’ex presidente della Compagnia portuale

di CORRADO BARBACINI

L’ex presidente della compagnia portuale di Monfalcone, Franco Romano è ritenuto dal pm Giuseppe Lombardi, il responsabile della morte Mauro Burg, l’operaio di 49 anni residente a Terzo di Aquileia, nella Bassa friulana, fatto a pezzi dalle lame di un macchinario utilizzato per tagliare i tronchetti di legno nell’area della Cartiera Burgo di Duino. L’infortunio era avvenuto nel pomeriggio di sabato 17 gennaio. L’udienza davanti al gip è stata fissata per il prossimo 20 ottobre.
L’accusa è di omicidio colposo. In pratica, secondo il pm, Romano non avrebbe attuato tutte le misure di prevenzione per evitare il verificarsi dell’infortunio nella segheria. Nello specifico la principale responsabilità attribuita all’ex presidente della Compagnia di Monfalcone è quella relativa in senso stretto all’episodio in cui morì l’operaio stritolato dalla sega circolare, mentre l’altra responsabilità, più in generale, è quella della mancanza di prevenzione degli infortuni nell’impianto teatro dell’infortunio. La prima è stata insomma sostanzialmente la conseguenza dell’altra. Ad avvalorare queste ipotesi sono stati i risultati della perizia tecnica sull’impianto firmata da Claudio Milocco, responsabile della sicurezza dell’Azienda sanitaria.
Per comprendere esattamente alcuni aspetti di quello che è accaduto, nel corso delle indagini erano stati anche smontati alcuni pezzi dell’impianto della segheria che poi sono stati esaminati in laboratorio. Nel corso delle indagini era emersa anche l’esistenza di alcune lettere inviate dalla direzine ad alcuni operai del reparto in cui si raccomandava un atteggiamento prudente durante il lavoro. Si tratta di vere e proprie contestazioni in cui gli operatori venivano diffidati dal bloccare il sistema di sicurezza della segheria, quello stesso sistema che nel pomeriggio di sabato 17 gennaio non si è attivato quando Mauro Burg è finito prima sul nastro trasportatore e poi nella sega circolare assieme ai tronchetti di legno che stava tagliando. L’impianto in cui era avvenuta la disgrazia è una struttura metallica arrugginita, dall’aspetto vecchio e poco rassicurante. Alta una decina di metri, è collegata con un nastro trasportatore che a sua volta parte dai binari ferroviari. I pezzi di legno vengono separati a mano secondo la lunghezza: quelli che superano il metro finiscono nella sega circolare. Questo perché gli impianti interni della Cartiera accettano solo tronchi di un metro.
La società recentemente entrata a far parte del gruppo Maneschi e affidata all’ex presidente dell’Ap di Trieste Maurizio Maresca, aveva acquisito la gestione di quell’area dello stabilimento duinese dopo l’esternalizzazione di una delle sue fasi produttive, avvenuta due anni fa. Burg era un operaio con una trentina di anni di lavoro in porto alle spalle. Era stato anche socio della Compagnia. Con la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell’udienza preliminare per la Procura della Repubblica c’è il nome di un responsabile, quello del presidente della Compagnia portuale di Monfalcone, Franco Romano.

Il Piccolo, 30 luglio 2009 
 
FINALE POSITIVO DELLA TRATTATIVA ALL’ASSINDUSTRIA  
Accordo alla Burgo, niente licenziamenti  
Sindacati soddisfatti: orario ridotto fino a dicembre ma salvati 74 posti di lavoro
  
 
DUINO Orario ridotto fino a dicembre, poi l’accesso ai contratti di solidarietà, la salvaguardia dei posti di lavoro e l’uscita con mobilità e legge amianto per una decina di lavoratori. E’ stato siglato ieri in Assindustria a Trieste l’accordo tra sindacati e proprietà della Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Un accordo che permette di salvare 74 posti di lavoro a rischio a causa del mancato utilizzo della Linea 1 di produzione, ormai ferma da mesi ma che – anche grazie a questo nuovo patto tra proprietà e lavoratori – non verrà considerata chiusa, ma tenuta in “stand by” sperando in un miglioramento del mercato nel corso del prossimo anno.
L’accordo è stato siglato dopo che l’assemblea generale dei lavoratori aveva dato mandato ai rappresentanti sindacali di prolungare l’accordo già in essere, in scadenza a settembre, che riduce da 8 a 6 le ore di lavoro giornaliere degli operai, con una decurtazione di circa 200 euro di stipendio. A settembre, secondo il primo accordo, i lavoratori sarebbero dovuti tornare a regime in quanto la riduzione di orario era legata all’attivazione del nuovo plafond di cassa integrazione, ma il piano varato oggi con i sindacati estende il provvedimento fino a dicembre, con l’obiettivo in questo caso di salvare i posti di lavoro.
A partire dal primo gennaio del 2010, se le condizioni non cambieranno, le parti si incontreranno nuovamente per valutare la possibilità di accedere ai contratti di solidarietà, una ulteriore diversa distribuzione del lavoro che permetterà a tutti di mantenere il posto. «Siamo soddisfatti di questo accordo – ha dichiarato ieri il sindacalista Walter Ulcigrai – perché è una buona soluzione temporanea in attesa che termini la congiuntura negativa e in attesa che il mercato della carta migliori. Con uno sforzo comune, approvato dalla maggioranza dei lavoratori, siamo stati in grado di mantenere la forza lavoro, evitando licenziamenti di persone giovani. Usciranno dalla forza produttiva i dipendenti che via via matureranno il diritto alla mobilità o l’accesso alle norme legate all’amianto». L’argomento è stato affrontato ieri anche in consiglio regionale, a seguito di una interrogazione urgente del consigliere d’opposizione Igor Gabrovec all’assessore alle Attività produttive Luca Ciriani, che ha confermato l’impegno della Regione a seguire con attenzione l’evolversi della situazione in Cartiera, «riservandosi di intraprendere le iniziative necessarie a tutela del livello occupazionale e produttivo sul territorio». Il sindaco di Duino Aurisina, Giorgio Ret, che nei giorni scorsi aveva ricevuto i sindacati in municipio, ha confermato l’impegno dell’amministrazione a sostenere i lavoratori.

Il Piccolo, 31 luglio 2009 
 
Un fondo sociale pro lavoratori Burgo 
 
Mobilitazione da parte del vicesindaco di Duino Aurisina Massimo Romita, facendo seguito all’appello delle sigle sindacali in occasione dell’incontro in municipio con il sindaco di Duino e lo stesso Romita di un sostegno ai lavoratori. In particolare Romita ha inteso farsi promotore, concordando insieme ai rappresentanti sindacali, attraverso alcune associazioni culturali e sportive, una raccolta di un fondo da destinarsi al Fondo sociale della Cartiera Burgo. Tale fondo sarà poi destinato a sopperire alle difficoltà economiche dei lavoratori per il mese d’agosto. Vi hanno già aderito la Consulta Giovani che ha devoluto 700 euro, mentre il gruppo Ajser 2000 e la Pro loco in occasione della Festa di San Rocco di agosto offriranno il bicchiere della solidarietà, donato in cambio di un contributo.

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 219.536 visite
Annunci