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Messaggero Veneto, 21 gennaio 2010
 
Il consiglio comunale sulla Fincantieri sarà allargato a Staranzano e Ronchi 
 
MONFALCONE. È stato convocato per il 10 febbraio, nella Galleria comunale d’arte contemporanea, il consiglio comunale allargato dedicato a Fincantieri e in particolare a tempi e modi del calo di produzione, al ricorso alla cassa integrazione, alle prospettive future della più grande realtà produttiva isontina.
Da ricordare che l’azienda con febbraio inizierà un periodo di cassa integrazione, che interesserà fino a un massimo di 450 dipendenti nell’arco di 13 settimane, cominciando con il prossimo mese con 60/70 dipendenti. Alla seduta, che s’inizierà alle 18, sono invitati i consiglieri comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano.
La proposta di ampliare la convocazione del consiglio comunale di Monfalcone, dedicato alla situazione di Fincantieri, anche alle assemblee consiliari di Ronchi dei Legionari e Staranzano, era stata avanzata a novembre dal consigliere del Pdl, Suzana Kulier Pusateri, al presidente del consiglio comunale, Marco Ghinelli, nel corso di una riunione dei capigruppo consiliari. Kulier aveva trovato anche l’accordo dei colleghi Giuseppe Nicoli e Riccardo Grassilli.
«È innegabile che eventuali problemi occupazionali, di cassa integrazione e scarico di lavoro farebbero pesare le loro conseguenze anche sui comuni vicini. Tanti sono infatti i lavoratori che lavorano allo stabilimento di Monfalcone, ma risiedono nel mandamento. Quindi – osserva – è opportuno che anche gli amministratori di Ronchi e Staranzano vengano messi al corrente di ciò che potrebbe accadere e di qual è la situazione attuale di Fincantieri».
L’azienda da parte sua ha dato la disponibilità al confronto: al momento non si sa chi parteciperà a consiglio, anche se la richiesta era quella di poter avere come interlocutore l’amministratore delegato, Giuseppe Bono.
Il presidente del consiglio, Marco Ghinelli, ha sottolineato che l’occasione è importante per tutti, perché offre la possibilità di porre a Fincantieri questioni e dubbi che animano l’intera comunità. È probabile che la seduta del 10 febbraio sia solo un incontro di illustrazione della situazione e di chiarimento dei quesiti, mentre l’eventuale dibattito politico tra i gruppi consiliari potrebbe essere ospitato in una seduta successiva.

Il Piccolo, 03 gennaio 2010
 
L’AZIENDA HA COMUNICATO UFFICIALMENTE IL RICORSO ALLA CIGO A SINDACATI NAZIONALI E ASSINDUSTRIA DI GORIZIA 
Fincantieri, da febbraio ”cassa” per 450 
Interessato dal provvedimento un quarto dei dipendenti dello stabilimento di Panzano

di LAURA BORSANI

Cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a partire dal primo febbraio. Il provvedimento interesserà, con modalità progressiva, fino a un massimo di 450 lavoratori diretti dello stabilimento di Panzano che attualmente conta 1700 dipendenti. Una quantificazione che l’azienda ha definito ”di contenimento”, rispetto all’iniziale previsione di 500 maestranze. In questi termini è stata comunicata, nei giorni scorsi, l’apertura del procedimento in ordine agli ammortizzatori sociali da parte di Fincantieri, all’Assindustria di Gorizia e alle segreterie nazionali dei sindacati. A questo primo passo, è stato spiegato, faranno seguito gli incontri con le parti sociali. L’azienda, infatti, ha informato le Rappresentanze sindacali di stabilimento, Fiom, Fim, Uilm, Failms-Cisal e Ugl, circa la necessità di avvalersi della Cigo a seguito della contrazione dell’attività produttiva dovuta alla mancanza di commesse. Si attende ora la data della consultazione. Come preannunciato dai vertici aziendali, la recente consegna Carnival per la realizzazione di una maxi-passeggeri ripetuta, gemella della Dream, non può colmare lo scarto derivato dalla discontinuità produttiva venutosi a creare per la prolungata assenza di nuove commesse.
La decisione comunicata da Fincantieri non ha colto di sorpresa i sindacati: «La notizia della procedura per la Cigo – ha osservato Moreno Luxic, della Fiom di stabilimento – era nell’aria. Ne abbiamo avuto la conferma ufficiale e ne prendiamo atto. Come prendiamo atto che è necessario gestire al meglio, in sede di tavolo di confronto, questa delicata fase. Ci impegneremo a fondo. Che il vuoto produttivo fosse sotto gli occhi di tutti era un dato assodato, ma adesso, in virtù della nuova commessa, possiamo valutare anche i termini temporali di questa criticità». Criticità, peraltro, ha fatto notare Luxic, messa in conto attraverso le dimissioni dei rappresentanti di Fim e Fiom in seno alle Rsu, avvenute a inizio dicembre: «Abbiamo deciso di anticipare le elezioni previste a marzo – ha spiegato il sindacalista – perchè vogliamo la legittimazione diretta dei lavoratori dando loro la possibilità di scegliere i propri rappresentanti per gestire questa fase di emergenza». Luxic ha altresì sottolineato: «La direzione di Fincantieri ci ha assicurato che, a parità di mansione, si cercherà di favorire il ricorso alla mobilità interna nello stabilimento delle maestranze interessate dagli scarichi di lavoro. Saremo vigili facendo tesoro di quanto garantito».
La Failms-Cisal, con il segretario provinciale Fabrizio Ballaben, chiama in causa la «trasparenza e il rispetto del diritto dei lavoratori alla conoscenza delle realtà aziendali. Avendo esperito tutte le formalità previste dalla legge in materia e dalle norme contrattuali vigenti – ha detto Ballaben -, attendiamo da Confindustria di Gorizia la convocazione di un tavolo ufficiale con Fincantieri per conoscere le cause di sospensione del lavoro, l’entità e la durata prevedibile, nonchè il numero dei lavoratori interessati». Fa poi riferimento alla «concomitanza con le elezioni del rinnovo Rsu in Fincantieri» e ai «criteri di attribuzione di ”premi ad personam” distribuiti unitamente alla tredicesima».
Il problema riguarda anche l’indotto, attualmente di circa 2.500-3mila unità, e le possibili ripercussioni sociali. «C’è preoccupazione, ma anche massima attenzione», ha evidenziato Luxic. Le cifre non sono quantificabili, neppure da parte dell’azienda. Che ricorda, tuttavia, come, grazie al recente tavolo governativo, presso il ministero dello Sviluppo Economico, dedicato alla cantieristica navale, è stata disposta la cassa integrazione in deroga applicabile agli stabilimenti nazionali. E in prospettiva anche per il sito di Panzano.
 
Il Piccolo, 03 gennaio 2010
 
IL MESE PROSSIMO PROVE IN MARE PER AZURA 
Martedì il varo della Queen Elizabeth

La pausa delle festività di fine anno è stata ridotta ai minimi termini nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone a causa delle importanti scadenze produttive in programma per i prossimi giorni. Il varo tecnico della Queen Elizabeth, commissionata da Cunard Line, altro brand del gruppo Carnival, è confermato per martedì, come pure l’uscita dal bacino, fissata invece per sabato. A causa del rinvio delle prove a mare della Azura P&O, provocato da un problema ai generatori, la Queen Elizabeth, 92mila tonnellate di stazza lorda per 294 metri di lunghezza, sarà posizionata in Riva D, cioé alla banchina dello stabilimento di Panzano antistante il porto di Monfalcone. L’unità, che potrà ospitare nelle sue 1.046 cabine più di 2.500 ospiti assistiti da 1.097 componenti dell’equipaggio e sarà una delle più grandi navi panamax, cioè in grado di transitare attraverso il canale di Panama, sarà consegnata all’inizio dell’autunno. Il viaggio inaugurale salperà il 12 ottobre da Southampton alla volta delle Canarie. Il 12 gennaio sarà impostato regolarmente in bacino il primo blocco della Carnival Magic, gemella della Dream, quindi un nuovo colosso da 130mila tonnellate di stazza lorda per 306 metri di lunghezza. I problemi ai generatori dell’Azura si sono invece rivelati più gravi del previsto. La passeggeri, 116mila tonnellate di stazza lorda, effettuerà le prove in mare appena nella seconda metà di febbraio, ma il rinvio, assicura Fincantieri, non avrà alcuna ripercussione sul termine concordato per la consegna dell’unità. L’Azura lascerà Monfalcone, direzione Southampton, tra fine marzo e inizio aprile. La passeggeri avrebbe dovuto lasciare la banchina dello stabilimento di Panzano subito dopo Natale, il 28 dicembre, per poi entrare nel bacino dell’arsenale San Marco di Trieste per le operazioni di carenaggio. (la. bl.)

Messaggero Veneto, 03 gennaio 2010
 
Fincantieri, polemiche sui premi di produzione

MONFALCONE. Nell’anno appena iniziato, Fincantieri, come già annunciato, dovrà utilizzare la cassa integrazione per un massimo di 450 dipendenti per 13 settimane. La notizia ha assunto veste ufficiale lo scorso 29 dicembre, quando l’azienda ha comunicato tale decisione ai sindacati, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Ugl e Failms Cisal.
Secondo quanto annunciato dall’azienda, e poi anche dalla Confindustria di Gorizia, il provvedimento si rende necessario a seguito della contrazione dell’attività produttiva determinata dalla mancanza di commesse. Una comunicazione a cui la Failms ha risposto chiedendo, sia alla Confindustria di Gorizia sia a Fincantieri, un esame congiunto per ricevere informazioni, dati, informazioni e notizie in merito all’intervento alla cassa integrazione, così come previsto dall’articolo 5 della Legge 164 del 1975.
«Avendo esperito tutte le formalità prevista dalla legge in materia e dalle norme contrattuali vigenti – scrive il segretario provinciale della Failms, Fabrizio Ballaben – attendiamo da parte di Confindustria di Gorizia la convocazione in un tavolo ufficiale con Fincantieri per conoscere le cause di sospensione del lavoro, l’entità e la durata prevedibile e il numero dei lavoratori interessati. È evidente che in quel tavolo Fincantieri dovrà anche spiegare come, di fronte a un momento di crisi economica aziendale, legittima il ricorso alla Cig, ma ci siano nuove assunzioni ed erogazioni di “premi ad personam”».
Ballaben, a nome della Failms, chiede infatti spiegazioni su assunzioni, nei primi giorni di dicembre, di «esponenti sindacali provenienti da organizzazioni sindacali confederali non ostili all’azienda, provenienti da altre realtà produttive e, guarda caso, in concomitanza con le elezioni del rinnovo Rsu in Fincantieri».
Chiede anche di capire come siano stati attribuiti premi natalizi «a pochi meritevoli e cosa qualifichi un dipendente come meritevole: forse sono tali coloro che per un anno non hanno mai dissentito o criticato la politica aziendale o non hanno mai fatto valere i propri diritti. Tutto ciò – dice – crea solamente divisioni e malcontenti e non favorirà certo gli obiettivi aziendali di produttività e partecipazione che all’Azienda stanno tanto a cuore. Il nostro concetto di meritocrazia non è certo quello dell’azienda: pensiamo, infatti, che i premi sarebbero dovuti andare a coloro che, pur criticamente, si sono dati da fare e hanno espresso la loro opinione e la loro prestazione per il miglioramento sia produttivo sia organizzativo».

Il Piccolo, 10 novembre 2009 
 
DA GIOVEDÌ A MARTEDÌ 17 NOVEMBRE  
Altra ”cassa” per i lavoratori Burgo  
Scarsi ordini: i 400 dipendenti resteranno a casa per cinque giorni
 
 
Ancora cinque giorni di cassa integrazione ordinaria per i circa 400 lavoratori occupati nelle linee produttive 2 e 3 della Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Lo ha comunicato ieri l’azienda, motivando il provvedimento con la scarsità di ordinativi. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per gli operai, che avevano appena ricevuto l’anticipo trimestrale del Tfr (750 euro) e contavano di riscuotere almeno per questo mese l’intero salario, dopo le difficoltà riscontrate nelle scorse settimane per via delle attività più volte rimaste bloccate. Ai dipendenti, invece, toccherà restarsene a casa da giovedì fino a martedì 17 novembre: gli impianti ritorneranno operativi alle 6 del giorno seguente. La notizia è stata annunciata ieri, nel corso di un incontro delle rappresentanze sindacali unitarie, dal capo del personale Del Zotto, proprio mentre le sigle si stavano preparando in vista dell’incontro di oggi alle 10 alla sede dell’Assindustria di Trieste. Dove vertici aziendali e sindacati tratteranno, tra le varie questioni, la stipula del contratto di solidarietà che dovrebbe essere varato a partire dal 1° gennaio 2010.
«Siamo stati tutti colti di sorpresa – ha commentato Adriano Valle, segretario dell’Ugl e membro delle Rsu – poiché ci erano state fornite in precedenza rassicurazioni sul fatto che il portafoglio di ordinativi risultava sufficientemente capiente da garantire un novembre al riparo dalla Cigo. Purtroppo così non è stato». Valle ha sottolineato lo sconforto dei lavoratori: «La cassa integrazione – ha chiarito – giunta a cavallo di queste due settimane, priva gli operai dell’opportunità di guadagnare qualcosa in più col turno domenicale: anche a novembre, dunque, i salari saranno risicati. Per le famiglie sta ormai diventando sempre più difficile tirare avanti e tutti sono giù di morale». Gli unici lavoratori in attività durante i cinque giorni, saranno i manutentori, gli operai della centrale elettrica e gli addetti alla portineria: tutti gli altri se ne resteranno con le braccia conserte. E a dicembre, con tutta probabilità, la situazione verrà replicata, poiché è prevista un’ulteriore iniezione di Cigo a ridosso delle festività. «Operativi – ha concluso Valle – rimarranno solo i lavoratori inseriti nel ciclo del Pressa pasta, chiamati a rimpinguare le scorte per quando ci sarà bisogno: tutti gli altri 400 se ne staranno a casa».
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 11 novembre 2009 
 
ORA TOCCHERÀ ESPRIMERSI ALL’ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI  
Cartiera, l’azienda impone la flessibilità interna  
Condizione indispensabile per salvare il posto a 75 operai considerati in esubero
 
 
La Burgo detta le condizioni per arrivare alla stipula del contratto di solidarietà e pone la flessibilità interna come contraltare al salvataggio dei 75 lavoratori in esubero. Si è concluso con un “Rivediamoci tra tre settimane”, l’incontro fissato ieri all’Assindustria di Trieste tra dirigenza e rappresentanze sindacali della cartiera di San Giovanni di Duino: l’azienda ha fissato i propri paletti e ora la palla passa ai lavoratori, che la prossima settimana si riuniranno in assemblea per mettere a punto il prosieguo della trattativa. Al tavolo, infatti, non si è discusso solo dell’accordo collettivo aziendale, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2010, ma anche della contrattazione interna di secondo livello.
La circostanza ha messo in allarme i sindacati, che hanno ravvisato nelle richieste formulate dalla Burgo una sorta di condizione senza la quale il contratto di solidarietà può sfumare. Una circostanza, questa, da scongiurare: i sindacati sanno che se non si arriva all’accordo, il passo successivo è l’avvio della procedura di mobilità per 75 operai.
Ora la sensazione delle sigle sindacali è stata che la Burgo abbia inteso ottenere quanto nei mesi scorsi è sempre stato respinto dalle maestranze: in primis la flessibilità interna e poi la modifica dei parametri interni di valutazione del lavoratore, con la decadenza dell’anzianità di fabbrica e reparto a favore di altri indici. Non solo: i vertici aziendali hanno chiesto, cosa mai avvenuta prima, una riduzione di organico anche per il comparto della centrale elettrica, col passaggio da due a un solo lavoratore per turno. Configurando una situazione difficilmente accettabile per i sindacati, che oppongono ragioni di sicurezza. L’azienda ha comunque fornito, dopo aver preso contratto con il ministero del Lavoro, rassicurazioni sull’applicabilità dell’accordo collettivo aziendale alla realtà di San Giovanni: in un primo tempo si era temuto che lo stabilimento, a ciclo continuo, potesse non rientrare nei parametri normativi fissati dalla legge. Il contratto richiede il passaggio da 6 a 5 squadre di lavoro (i 16 lavoratori rimanenti fungerebbero da riserve o affiancamento).
Infine la Burgo ha comunicato la riduzione di un giorno sull’ultima Cigo per i lavoratori della linea 3, che rientreranno in fabbrica il 17 anziché il 18 novembre, come invece annunciato lunedì.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 03 dicembre 2009
 
Contratto di solidarietà alla Burgo, oggi si decide 
 
Si tiene oggi, all’Assindustria di Trieste, l’incontro decisivo per la stipula del contratto di solidarietà che dovrebbe salvare i 75 esuberi stimati dal gruppo Burgo per lo stabilimento di San Giovanni di Duino. Al primo tavolo di inizio novembre i vertici aziendali avevano posto sul tappeto la questione della flessibilità interna, da trattare come oggetto di un successivo accordo, e quindi in distinta sede, in qualche modo ponendola come ”conditio sine qua non” e legando così le due questioni. Ipotesi, questa, che le rappresentanze sindacali rifuggono, decise innanzitutto a portare a casa il contratto di solidarietà e poi, ma solo in un secondo momento, ad aprire l’altra questione. All’appuntamento odierno le parti dovrebbero arrivare a una sintesi degli obiettivi, particolarmente attesa dopo l’ultimo confronto tra sindacati e gruppo avvenuto a Vicenza. Confronto durante il quale è emerso che l’azienda guarda con interesse alla sperimentazione del contratto di solidarietà a San Giovanni di Duino.

Il Piccolo, 17 dicembre 2009
 
Cartiera, intesa sul contratto di solidarietà  
Accolta con favore dagli operai la bozza dell’accordo tra Rsu e azienda
 
 
Semaforo verde dai lavoratori della Cartiera Burgo all’ipotesi di accordo siglata martedì da sindacati e azienda all’Assindustria di Trieste. È stata accolta favorevolmente dalle maestranze, la bozza di contrattazione illustrata ieri dalle Rsu in occasione delle assemblee di fabbrica promosse alle 11 e alle 18.
Si perfeziona dunque, con il voto favorevole della maggioranza dei dipendenti, l’iter per la stipula del contratto di solidarietà, istituito con legge 863 nel 1984 e invocato per salvare il posto di lavoro a 75 operai ritenuti in esubero dall’azienda, a rischio licenziamento. Incassato il placet, il mandato dei sindacati prevede la firma a breve dell’accordo con i vertici di Burgo group, che inoltreranno la richiesta del contratto di solidarietà al Ministero del Lavoro. «Una volta ottenuto il decreto attuativo da Roma – sottolinea Maurizio Goat (Cgil) – lo depositeremo in Regione per ricevere lo stanziamento di circa 200mila euro, relativo al fondo destinato a sostegno dei lavoratori. Ogni dipendente della cartiera riceverà con cadenza trimestrale una tantum di 45-50 euro, che si sommerà al salario integrato dall’Inps». Il contratto collettivo aziendale, che comporta la riduzione dell’orario di lavoro e della relativa retribuzione, prevede infatti la compensazione del salario decurtato nella misura dell’80% da parte delle casse Inps. «La somma – prosegue Goat – verrà assicurata per tutto il 2010 e se la Regione riproporrà il contributo nel 2011, in caso di proroga del contratto di solidarietà, potremmo tornare e richiedere il sostegno». Il sindacalista ritiene che la trattativa abbia sortito gli effetti sperati: «Siamo riusciti a salvare l’occupazione, a mantenere le richieste degli operai, come il servizio mensa all’interno del turno, e a salvare il criterio di anzianità nella valutazione della professionalità. La situazione economica resta difficile, ma al momento questa è l’unica strategia possibile».
Durante le assemblee sono stati richiesti chiarimenti sulla gestione delle ferie nel contratto di solidarietà. In realtà, come il lavoratore non subisce danni in ordine alla maturazione e all’ammontare della pensione o al trattamento di fine rapporto, così non vede subire variazioni alle ferie spettanti. Cambia solo la retribuzione, che sarà ridotta secondo il parametro applicato nel periodo di solidarietà. Lo stesso vale per la malattia, la maternità e il congedo matrimoniale. «A seguito del nuovo modello di turnazione – spiega Adriano Valle (Ugl) – si è reso necessario incrementare i giorni inseriti nel contratto di lavoro, passati da 361 a 365. In media, secondo i nostri calcoli, nel 2010 si lavorerà 51 giorni in meno rispetto alla regolare distribuzione dei turni, ma la difficile sistemazione del monte ferie è stata superata lasciando in gestione dell’azienda i 15 giorni delle vacanze estive e i 6 fissati dal contratto del 2005. A libera decisione del lavoratore restano comunque, come richiesto, 11 giorni di ferialità». E Flaviano Dambrosi (Cisl): «Lo scoglio rimanente è la gestione del contratto di solidarietà, ma vi saranno dei report trimestrali per la verifica del meccanismo, pure sotto il profilo produttivo».
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 26 febbraio 2010
 
PROBLEMI DI RIMBORSI CON IL NUOVO CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ 
A marzo torna la Cigo alla Cartiera

DUINO AURISINA Malcontento, alla Cartiera, dopo la sigla del contratto di solidarietà. Se sotto un profilo organizzativo, la nuova distribuzione di turni dettata dall’entrata in vigore degli ammortizzatori sociali non ha determinato criticità di rilievo alla Burgo di San Giovanni di Duino Aurisina, diversamente può dirsi per l’integrazione del salario percepita da gennaio. I lavoratori, infatti, a causa della mancata emanazione da Roma dei decreti attuativi relativi alla contrattazione di solidarietà, stanno ricevendo un rimborso delle ore non lavorate pari al 60%, anziché all’80% come siglato a dicembre nell’accordo stipulato all’Assindustria di Trieste. La differenza retributiva si attesta sul centinaio di euro e incide non poco sui budget già risicati delle famiglie, molte delle quali provenienti anche dal Monfalconese, costrette da mesi a convivere con lo spettro della cassa integrazione.
Uno spettro destinato a rimaterializzarsi a marzo: secondo quanto già ventilato dalla direzione alle Rsu, infatti, tra qualche settimana le linee 2 e 3, che a gennaio avevano ripreso regolarmente a produrre per la nuova iniezione di ordinativi (la 1 è invece congelata dal dicembre 2008), si fermeranno. La durata della Cigo, che assottiglierà nuovamente i salari, non è ancora stata comunicata. Il mercato cartaio, secondo quanto riferito dal sindacalista Maurizio Goat (Cgil), è sempre in profonda crisi. «Ci sono informative che circolano – spiega – e, secondo i nostri rumors, si profilerebbe la chiusura di altri impianti dopo Marzabotto e Chieti. La fabbrica di Duino Aurisina, comunque, è esclusa da questo ragionamento: infatti, nonostante la crisi, nel corso del 2009 la produttività pro capite all’interno dello stabilimento è aumentata». La questione pressante, ora, è però quella del rimborso per il contratto di solidarietà. Il punto verrà trattato martedì durante un’assemblea generale.
«Il sindacato – chiarisce Goat – poco può fare in questo caso: l’Inps, deputata a erogare il rimborso delle ore non lavorate, attualmente copre la somma al 60%, sulla base della normativa vigente. I decreti legislativi che disciplinano la materia sono infatti stati emessi, ma senza dare immediatamente seguito ai decreti attuativi, che appunto sono chiamati a fissare il rimborso nella percentuale dell’80%. Per le indiscrezioni che trapelano, tali decreti attuativi potrebbero arrivare appena la prossima estate: si capisce bene che, con 100 euro al mese in meno in busta paga per almeno metà anno, e con la possibilità concreta di ulteriori blocchi produttivi, la situazione diventa seria». (ti.ca.)

Il Piccolo, 30 agosto 2010
 
Cartiera, lavoro assicurato solo fino a dicembre 
Si rinnova la Rappresentanza sindacale unitaria. Sarà chiesta la proroga del contratto di solidarietà

Contratto di solidarietà, ancora per un anno, alla Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. È questa l’istanza che il nuovo direttivo delle rappresentanze sindacali unitarie, in procinto di andare al rinnovo a metà settembre, dovrà perorare per scongiurare che cinquanta lavoratori in esubero perdano il posto.
La produzione, nonostante le difficoltà di mercato, procede con una certa continuità, dunque senza fermate dettate da periodi di cassa integrazione. Alla Burgo vengono attualmente realizzate, mediamente, 900 tonnellate di carta al giorno: un dato ritenuto significativo dai rappresentati dei lavoratori, che parlano di “buona performance”.
Le maestranze sono rimaste a casa due settimane, dal 3 al 18 agosto, per le ferie collettive. Al rientro il lavoro è regolarmente ripreso e, stando a quanto riferito dai sindacati, fino a dicembre non si prevedono blocchi produttivi.
La necessità di prorogare l’attuale regime di contratto di solidarietà per ulteriori dodici mesi, secondo Maurizio Goat, delegato Rsu della Cgil, è determinata dalla mancanza delle condizioni di riavvio della linea 1, familiarmente chiamata “Anna” dagli operai e ormai in standby da mesi. «Non ci sono i presupposti produttivi per riattivare la linea 1 – sottolinea Goat – e dunque allo stato figurano circa 50 esuberi che, in assenza del contratto di solidarietà, rischierebbero la perdita del posto di lavoro. Un riscontro positivo, invece, si è avuto sul fronte degli ordinativi: pur viaggiando su pacchetti lavorativi di venti giorni, non prevediamo altre fermate fino a Natale».
l momento le attività sindacali sono rallentate in conseguenza dell’imminente cambio di timone delle Rsu. Entro due settimane al massimo, infatti, il direttivo uscente dovrà affiggere all’albo la comunicazione relativa al rinnovo delle cariche, che dovrà rimanere depositata per quindici giorni. A metà del prossimo mese è attesa la presentazione delle liste, per cui le elezioni potranno svolgersi attorno al 17 settembre.
Per quanto riguarda il versante salariale, dopo l’anticipo delle indennità da parte dell’azienda non si sono avuti altri problemi (frattanto è stato pubblicato il decreto attuativo ministeriale relativo alla contrattazione di solidarietà). «Mi risulta sia uscito anche il decreto della Regione – conclude Goat – perciò nelle prossime buste paga i lavoratori dovrebbero ottenere 38 euro in più in due tranche». (ti.ca.)

Il Piccolo, 05 novembre 2009
 
LA SOCIETÀ PERÒ NON CONFERMA LE VOCI 
Ansaldo, possibili scarichi di lavoro a partire dal 2010

Ansaldo sistemi industriali non esclude di dover tamponare un possibile scarico di lavoro nello stabilimento di Monfalcone a partire dall’inizio del 2010, ricorrendo a una riduzione dell’orario di lavoro o alla cassa integrazione ordinaria.
È quanto emerso nel corso di un incontro in azienda per la presentazione da parte dell’Ugl (presente nella Rsu della fabbrica con un delegato) del suo nuovo segretario territoriale del settore metalmeccanico, Andrea Marcolini. A riferlo sono fonti del sindacato, mentre la società  ribadisce come al momento non esista ancora un quadro certo e definitivo dei carichi di lavoro per i primi sei mesi del prossimo anno. Per Ansaldo sistemi industriali è quindi del tutto prematuro parlare di un possibile ricorso a strumenti diversi da quelli adottati finora (mobilità  interna, ferie, formazione) per tamponare la mancanza di commesse per il settore dello stabilimento che produce motori a corrente continua. Asi, come concordato con le organizzazioni dei metalmeccanici nell’ultimo incontro, conta invece di poter fornire un quadro più chiaro sulle prospettiva della produzione per il 2010 ai sindacati alla fine di questo mese. Il carico di lavoro è assicurato fino alla fine del 2009, perlomeno per la produzione di grandi motori a corrente alternata, e solo la positiva chiusura delle trattative in corso per nuove commesse nel settore oil&gas e navale consentirebbe di guardare al prossimo anno senza ansie.
Intanto però procede senza rallentamenti la costruzione del nuovo capannone, necessario per lo sviluppo di motori di ancora maggiori dimensioni. La struttura, che inizia a diventare visibile da via dell’Agraria, sta richiedendo alla società  un investimento di 14 milioni di euro. Nel corso dell’appuntamento di ieri (che per la società  non aveva alcun carattere formale di confronto sindacale) l’Ugl ha comunque anche chiesto notizie sul fronte della sicurezza, dopo i due incidenti, di lieve entità, verificatisi nello stabilimento di Panzano una decina di giorni fa. Ansaldo sistemi industriali proprio in questo periodo sta procedendo a una formazione in materia di sicurezza di tutto il suo personale operaio a Monfalcone attraverso un corso tenuto da Formindustria. Il percorso formativo si concluderà attorno alla metà di dicembre e l’Ugl ha riferito di essere consapevole degli sforzi che l’azienda sta effettuando sul fronte della prevenzione degli infortuni. (la.bl.)

Il Piccolo, 26 novembre 2009
 
APPROVATO DAI LAVORATORI A LARGHISSIMA MAGGIORANZA  
Ansaldo, passa il contratto
  
 
C’è preoccupazione tra i lavoratori di Ansaldo sistemi industriali sui carichi di lavoro dello stabilimento di Panzano per il prossimo anno. I dipendenti di Asi hanno dato voce ai propri timori durante le assemblee che Fim e Uilm hanno tenuto in questi giorni nella fabbrica per illustrare l’accordo sul rinnovo del contratto nazionale, non sottoscritto dalla Fiom, in vista del referendum tra gli iscritti alle due organizzazioni (apertosi ieri e che si concluderà domani). «E’ indispensabile andare a una verifica entro la fine dell’anno con la società – afferma il segretario provinciale della Fim-Cisl Gianpiero Turus – che non ha nascosto come, se non fossero concretizzati degli ordini, ci sarebbero dei problemi a Monfalcone all’inizio del prossimo anno. La preoccupazione dei lavoratori è comprensibile». Le assemblee avevano comunque al centro il tema del contratto e la Fiom-Cgil è tornata a chiedere attraverso un ordine del giorno che tutti i metalmeccanici e non solo gli iscritti a Fim e Uilm, la cui rappresentanza è minoritaria nel settore. Il documento è stato approvato a larghissima maggioranza, con solo 3 voti contrari e con il parere favorevole di moltissimi iscritti a Fim, Uilm e Ugl, riferisce la Fiom.
«Il risultato della votazione ha ribadito quanto sia importante e sentito il valore della democrazia nei luoghi di lavoro – commenta la Fiom -. Il contratto nazionale non è di proprietà di nessuna sigla sindacale. I lavoratori vogliono avere la possibilità di decidere, anche e soprattutto in presenza di proposte diverse, su come sarà il loro futuro, nelle aziende e nella vita sociale”. È stato richiesto che l’ordine del giorno sia portato a conoscenza delle segreterie nazionali, perché venga sentita «la voce che arriva dalle fabbriche».

Il Piccolo, 27 novembre 2009
 
CONTRATTO NAZIONALE ALL’ASI  
La Fiom chiede alla Uilm un referendum vincolante
 
 
«Il contratto nazionale non è proprietà di alcuna sigla sindacale». Lo afferma Thomas Casotto, segretario provinciale della Fiom-Cgil, in merito al referendum sull’accordo promosso nello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali da Fim e Uilm che a livello nazionale hanno sottoscritto l’intesa. Al termine delle assemblee tenutesi in fabbrica sul contratto, ma anche sui carichi di lavori di Asi, la Fiom ha chiesto, attraverso un ordine del giorno, che tutti i metalmeccanici, e non solo quelli iscritti a Fim e Uilm, si potessero esprimere sull’intesa. Il documento è stato approvato a larga maggoranza con soli tre voti contrari e con parere favorevole, sottolinea la Fiom, di moltissimi iscritti a Fim, Uilm e Ugl. In merito alla situazione sindacale presente all’interno dello stabilimento di Panzano, Casotto ricorda che «recentemente la Fim ha perso un delegato e alcuni iscritti proprio a fronte della vicenda contrattuale, ciò a dimostrazione che i lavoratori e le lavoratrici, non solo a Monfalcone, ma in tutta Italia (vedi i recenti fatti di cronaca quali Fiat ed esempio) nelle assemblee contestano questa firma separata, questa disdetta di un contratto unitario ancora in vigore, oltreché la mancanza di un percorso democratico che nei metalmeccanici è ormai tradizione assodata». La Fiom, pertanto, che rappresenta la maggioranza dei lavoratori, ha chiesto a Fim e Uilm un referendum vincolante: se i lavoratori dovessero approvare l’ipotesi firmata da Fim e Uilm, allora anche la Fiom, pur non ritenendola una buona intesa, la firmerebbe per rispetto e mandato di tutti.

Messaggero Veneto, 27 novembre 2009
 
Contratto: l’Ansaldo chiede un referendum fra tutti i lavoratori 
 
MONFALCONE. «L’assemblea dei lavoratori di Ansaldo sistemi industriali dello stabilimento di Monfalcone chiede che tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici, iscritti e non iscritti al sindacato, possano esprimere il loro giudizio, attraverso un referendum, sull’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, firmata da Federmeccanica con Fim, Uilm e Ugl». È questo il testo dell’ordine del giorno votato a larghissima maggioranza dei lavoratori Ansaldo al termine delle assemblee tenutesi nello stabilimento e convocate da Fim e Uilm, relativamente all’accordo separato sul contratto nazionale dei metalmeccanici.
Dopo l’illustrazione del contenuto, Fim e Uilm avevano infatti ribadito la volontà di far approvare o meno l’accordo attraverso un referendum, a cui avrebbero potuto partecipare soltanto i loro iscritti, ma le Rsu della Fiom-Cgil hanno presentato alle assemblee l’ordine del giorno da sottoporre al voto dei lavoratori e i cui si chiedeva che la possibilità di voto venisse ampliata a tutti i lavoratori. Il documento è stato approvato a larghissima maggioranza, con soli tre voti contrari e con il parere favorevole di moltissimi iscritti anche di Fim, Uilm e Ugl. «Il risultato della votazione – spiegano i rappresentanti Fiom di Ansaldo – ha ribadito quanto sia importante e sentito il valore della democrazia nei luoghi di lavoro».
«L’intesa è stata raggiunta, ma è ormai non più prorogabile l’avvio di un confronto sul futuro, perché con la fine gennaio saranno finite le 52 settimane di Cigo a disposizione per tamponare gli scarichi di lavoro. All’inizio dell’anno la società dovrà necessariamente illustrare i propri programmi».
Le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e le Rsu incontreranno venerdì mattina il management di Eurogroup, impresa che effettua lavori di carpenteria legati per un terzo a Fincantieri e che prima delle ferie aveva siglato un accordo con le segreterie provinciali dei metalmeccanici per un ricorso alla Cigo per 13 settimane per tutti i suoi 93 dipendenti. Un aumento del carico di lavoro aveva consentito di limitare il ricorso alla cassa integrazione. Al tavolo l’azienda porterebbe quindi un ulteriore prolungamento della Cigo.

Il Piccolo, 02 dicembre 2009
 
Eurogroup chiude il ricorso alla ”cassa”  
Rientrano le lavorazioni affidate a una ditta esterna a favore dei 93 dipendenti
 
 
Eurogroup, l’azienda di carpenteria insediata al Lisert, per ora non ricorre più alla cassa integrazione ordinaria per tamponare la riduzione degli ordini e si attiva per riportare in casa delle lavorazioni finora affidate a un’impresa esterna. La società lo ha comunicato nell’incontro avuto in questi giorni con le segreterie provinciali dei sindacati dei metalmeccanici e le Rsu di stabilimento. Le commesse al momento attuale non sono ancora sufficienti a sostenere l’orario normale di lavoro. Visto che la Cigo scadeva a fine novembre e la situazione pare gestibile con l’utilizzo del ponte dell’8 dicembre e poi delle ferie collettive per le festività di fine anno, Eurogroup ha deciso per il momento di non chiedere un ulteriore periodo di ”cassa” per i suoi 93 dipendenti. È stata comunque già fissata una nuova verifica con il sindacato a metà gennaio, quando la situazione del mercato potrebbe essere meglio decifrabile, soprattutto per quel che riguarda il navale. «Il dato positivo è comunque che l’azienda non solo ha rispettato i termini dell’accordo sulla Cigo per quel che riguardava rotazione e versamento dell’anticipo della cassa integrazione – spiega Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil -, ma si sta impegnando per far rientrare delle lavorazioni finora effettuate da un’impresa esterna. In questo senso va l’affiancamento di 12 dipendenti a quelli della ditta in appalto».
A conferma di questa volontà Eurogroup ha già  contattato gli enti formativi per coinvolgere i dipendenti in un corso per saldocarpentiere e in uno per saldatore. Per quel che riguarda il mercato, come riferisce Baldassi, Eurogroup continua a realizzare gli ordini già chiusi con Fincantieri per le unità in fase di costruzione a Monfalcone e Marghera. L’unico cliente che al momento sta garantendo lavoro in modo continuativo pare invece essere il Cantiere navale Visentini di Rovigo. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 04 dicembre 2009
 
“Eurogroup” bloccherà il ricorso alla cassa integrazione ordinaria

MONFALCONE. Arriva da Eurogroup, azienda monfalconese di carpenteria, un piccolo ottimistico segnale positivo rispetto alla crisi che ha colpito numerose aziende. L’azienda, infatti, nel corso di un recente incontro con le segreterie provinciali dei sindacati metalmeccanici e le Rsu, ha comunicato di non dover ricorrere più, per ora, alla cassa integrazione ordinaria dei 93 dipendenti per tamponare la riduzione degli ordini e di attivarsi per riportare in casa delle lavorazioni finora affidate a un’impresa esterna.
È ancora reale il fatto che le commesse al momento attuale non siano sufficienti a sostenere l’orario normale di lavoro, ma considerata la scadenza della Cigo a fine novembre, si è preferito non rinnovarla e utilizzare per una sospensione del lavoro l’utilizzo del ponte dell’8 dicembre e poi le ferie collettive per le festività di fine anno. È stata comunque già fissata una nuova verifica con il sindacato a metà gennaio, quando la situazione del mercato potrebbe essere analizzata in modo più preciso, soprattutto per quel che riguarda il settore navale. «Il dato positivo è comunque che l’azienda non solo ha rispettato i termini dell’accordo sulla Cigo per quel che riguardava rotazione e versamento dell’anticipo della cassa integrazione – spiega Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil –, ma si sta impegnando per far rientrare delle lavorazioni finora effettuate da un’impresa esterna. In questo senso va l’affiancamento di 12 dipendenti a quelli della ditta in appalto».
A conferma di questa volontà Eurogroup ha già contattato gli enti formativi per coinvolgere i dipendenti in un corso per saldocarpentiere e in uno per saldatore. Intanto Eurogroup continua a realizzare gli ordini già chiusi con Fincantieri per le unità in fase di costruzione a Monfalcone e Marghera, anche se l’unico cliente che al momento sta garantendo lavoro in modo continuativo pare essere il Cantiere navale Visentini di Rovigo.

Il Piccolo, 11 dicembre 2009
 
SCARICO DI LAVORO  
Cassa all’Ansaldo per 13 settimane  
L’annuncio è stato dato ai sindacati in un incontro a Milano
 
 
A partire dall’inizio del 2010 Ansaldo Sistemi Industriali ricorrerà alla cassa integrazione ordinaria a Monfalcone per tamponare un consistente scarico di lavoro, non più gestibile con mobilità interna, corsi di formazione e ferie come nel 2009. La società lo ha annunciato ieri a Milano alle Rsu e alle segreterie territoriali dei metalmeccanici. Asi non è riuscita quindi a concretizzare in queste ultime settimane un numero sufficiente di ordini tale da garantire la piena produzione nei primi quattro-cinque mesi del 2010. Una serie di offerte rimangono in campo, per il settore dell’oil&gas e non solo, ma l’eventuale arrivo di nuove commesse avrà ormai effetto sui carichi di lavoro della seconda metà del prossimo anno. Asi dovrà quindi ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a partire da gennaio o al più tardi febbraio. Il numero di dipendenti coinvolti, che a Monfalcone, il più grande stabilimento di Asi in Italia, sono in tutto 450, e le modalità con cui sarà utilizzata la Cigo saranno definiti mercoledì in un incontro a livello di stabilimento tra azienda e rappresentanti dei lavoratori.
Al tavolo il sindacato intende porre la questione dei contratti interinali in scadenza a fine anno (cinque) e quella dell’utilizzo, ormai consolidato, di una quarantina di lavoratori esterni, tutti romeni. L’inizio dell’anno inizierà all’insegna delle difficoltà solo per lo stabilimento di Monfalcone. La commessa da 35 milioni di euro che Asi si è aggiudicata a novembre, tramite la controllata Answer Drives, da Kerself, società italiana leader nel settore quotata in Borsa, per fornitura di componenti elettrici per impianti fotovoltaici in Puglia avrà ricadute positive, ma per gli stabilimenti di Vicenza e Milano. Monfalcone, che produce motori elettrici a corrente alternata di media e grossa taglia e motori a corrente continua, deve continuare invece a fare i conti con la pesantissima crisi del settore siderurgico e con il rallentamento degli altri mercati, quello navale incluso. «A questo punto la preoccupazione maggiore – ha detto subito dopo l’incontro Maurizio Vesnaver, coordinatore Fiom-Cgil nella Rsu – è che la riduzione della produzione possa prolungarsi anche nella seconda metà del prossimo anno». Stando a quanto spiegato ieri dalla società, il 2009 pare si sia chiuso per lo stabilimento di Panzano in linea con le previsioni di budget. I risultati ottenuti dovrebbero comunque essere inferiori a quelli raggiunti nel 2008 sia come volume di fatturato (oltre 100 milioni di euro) sia come margini. (la. bl.)

Messaggero Veneto, 12 dicembre 2009
 
Monfalcone. Il provvedimento scatterà all’inizio di gennaio a causa del calo di lavoro 
Anche l’Ansaldo ricorrerà alla Cig

MONFALCONE. A partire dall’inizio del 2010 anche nello stabilimento Ansaldo sistemi industriali si dovrà ricorrere alla cassa integrazione ordinaria. Il ricorso alla Cig, che si rende necessaria per tamponare lo scarico di lavoro, è stato comunicato dalla società, ieri, nell’incontro tenuto a Milano con le Rsu e le segreterie territoriali dei sindacati dei metalmeccanici e voluto per fare il punto della situazione alla fine dell’anno.
Asi non è riuscita quindi a concretizzare in queste ultime settimane un numero sufficiente di ordini tale da garantire la piena produzione nei primi quattro-cinque mesi del 2010 e comunque la serie di offerte che sono in campo per il settore dell’oil&gas, ma non solo, avrà effetto sui carichi di lavoro della seconda metà del prossimo anno. Asi dovrà quindi ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a partire da gennaio o al più tardi febbraio. Il numero di dipendenti coinvolti sono, in tutto, 450, e le modalità con cui sarà utilizzata la cassa integrazione saranno definite mercoledì in un incontro a livello di stabilimento tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori.
Al tavolo il sindacato con tutta probabilità porrà la questione dei contratti interinali in scadenza a fine anno (cinque) e quella dell’utilizzo, che ormai si protrae da diversi anni, di una quarantina di lavoratori esterni, tutti romeni. C’è da dire che le difficoltà sembrano toccare solo lo stabilimento di Monfalcone, visto che la commessa da 35 milioni di euro che Asi si è aggiudicata a novembre, tramite la controllata Answer Drives, da Kerself, società italiana leader nel settore quotata in Borsa, per fornitura di componenti elettrici per impianti fotovoltaici in Puglia avrà ricadute positive per gli stabilimenti di Vicenza e Milano.
Monfalcone, che produce motori elettrici a corrente alternata di media e grossa taglia e motori a corrente continua, deve continuare invece a fare i conti con la pesantissima crisi del settore siderurgico e con il rallentamento degli altri mercati, quello navale incluso. La principale preoccupazione, secondo quanto riferisce il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, Maurizio Vesnaver, è che la riduzione della produzione possa prolungarsi anche nella seconda metà del prossimo anno. «Speriamo in una ripresa del mercato» ha detto.
Stando a quanto spiegato ieri dalla società, il 2009 pare si sia chiuso per lo stabilimento di Panzano in linea con le previsioni di budget. I risultati ottenuti dovrebbero comunque essere inferiori a quelli raggiunti nel 2008 sia come volume di fatturato (oltre 100 milioni di euro) sia come margini.

Messaggero Veneto, 17 dicembre 2009
 
Monfalcone. Azienda e sindacati hanno concordato l’utilizzo dei permessi retribuiti  
Ansaldo, cassa integrazione da febbraio
 
 
MONFALCONE. Lo stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali comincerà la cassa integrazione ordinaria a febbraio. Fino alla fine del mese di gennaio, infatti, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro ieri tra azienda e sindacati a livello locale, è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino a fine gennaio.
Al momento, quindi, Asi, che a Monfalcone ha 450 dipendenti, non ha ancora quantificato il numero di persone interessate dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano.
Di conseguenza nell’incontro di ieri le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno posto sul tavolo la questione del futuro dei lavoratori interinali i cui contratti sono in scadenza a fine anno e del ruolo della trentina di lavoratori romeni che da alcuni anni ormai sono impiegati all’interno della fabbrica come dipendenti di una ditta esterna.
Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine, sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.

Il Piccolo, 20 dicembre 2009
 
Ansaldo, lavoro dimezzato a febbraio scatta la ”cassa” 
Accordo azienda-sindacati: ferie di Natale prolungate con i permessi retribuiti

La cassa integrazione ordinaria si aprirà con febbraio nello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali. Nell’incontro tra azienda e sindacati a livello locale è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino alla conclusione del mese. Al momento, quindi, Asi non ha ancora quantificato il numero di dipendenti, in totale 450 a Monfalcone, che saranno coinvolti dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano. Di conseguenza le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno posto sul tavolo la questione del futuro dei lavoratori interinali i cui contratti sono in scadenza a fine anno e del ruolo della trentina di lavoratori romeni che da alcuni anni ormai sono impiegati all’interno della fabbrica come dipendenti di una ditta esterna. Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette quindi moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.

Messaggero Veneto, 21 dicembre 2009
 
Ansaldo: concordati i permessi retribuiti per prolungare le ferie 
 
MONFALCONE. Erano presenti anche i rappresentanti dell’Ugl al tavolo tra azienda e sindacati, dove è stato firmato il documento che prevede per febbraio l’inizio della cassa integrazione ordinaria per i dipendenti dello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali.
La precisazione giunge dagli stessi rappresentanti dell’Ugl, che chiariscono come oltre a Fim Fiom e Uilm fosse rappresentata anche la loro sigla. Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino a fine gennaio.
Al momento, quindi, Asi, che a Monfalcone ha 450 dipendenti, non ha ancora quantificato il numero di persone interessate dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano.
Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine, sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010.
Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.

Il Piccolo, 31 dicembre 2009
 
LAVORO. LO STATO DELL’INDUSTRIA CITTADINA 
La Cassa arriva anche all’Ansaldo

Alle spalle un 2009 di crisi per l’economia del territorio, il 2010 rischia di non portare nulla di meglio per l’industria locale, perlomeno nel suo primo semestre. La cassa integrazione ordinaria è ancora aperta per la settantina di dipendenti dello stabilimento Reggiane-Terex del Lisert e per gli oltre 300 della Sbe di via Bagni vecchia, oltre che per i 180 lavoratori della Roen Est di Ronchi dei Legionari, dove la cassa è stata usata finora per andare comunque a una riduzione dell’orario di lavoro.
Le ferie di Natale e fine anno sono state in alcuni casi prolungate fino all’11 gennaio per tamponare gli insufficienti carichi di lavoro ancora presenti, senza ricorrere così ad altre giornate di cassa integrazione ordinaria. È il caso proprio della Roen Est, ma anche dell’Ansaldo Sistemi Industriali, uscita finora indenne dalla crisi, ma che sarà costretta a ricorrere alla Cigo proprio a partire dall’inizio del 2010. La cassa integrazione ordinaria si aprirà infatti con febbraio nello stabilimento monfalconese. Azienda e sindacati hanno concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino alla conclusione del mese.
Al momento, quindi, Asi non ha ancora quantificato il numero di dipendenti, in totale 450 a Monfalcone, che saranno coinvolti dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro verso la fine di gennaio in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori. Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano. Sul 2010 pende inoltre la grossa incognita dell’apertura della cassa integrazione nello stabilimento Fincantieri.
«Non ci sono ancora date nè una quantificazione precisa», afferma Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil. Qualche segnale incoraggiante arriva però da alcune realtà di medie dimensioni come la Detroit del gruppo De Rigo di Ronchi dei Legionari e la Omi di Fogliano Redipuglia, che produce compressori e ha iniziato a far rientrare qualche interinale.
«Anche la situazione della Roen Est non pare negativa – afferma Baldassi -. Maggiore chiarezza l’avremo nell’incontro previsto attorno alla metà di gennaio». Nello stesso periodo una verifica sarà effettuata anche con Eurogroup, dove è cessato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ma le prospettive rimangono legate, almeno in parte, all’andamento della produzione di Fincantieri. Sempre il prossimo mese i sindacati effettueranno un monitoraggio della situazione con Sbe, oltre che con Eaton, il cui futuro appare decisamente a rischio. (la.bl.)

Il Piccolo, 16 gennaio 2010
 
Riunione all’Assindustria per la ”cassa” all’Ansaldo 
Lunedì l’incontro azienda-sindacati: coinvolti 450 operai

Ansaldo sistemi industriali e sindacati dei metalmeccanici si incontreranno lunedì nella sede dell’Assindustria di Gorizia per stabilire i termini di utilizzo della cassa integrazione ordinaria nello stabilimento di Monfalcone. Al tavolo lunedì si tratterà di definire quanti dei 450 dipendenti della fabbrica saranno coinvolti e in che modo, mentre è già certo che la Cigo si aprirà con il primo febbraio per un periodo di 13 settimane. La riunione al tavolo dell’Assindustria è stata preceduta in questi giorni da una serie di incontri a livello di stabilimento con l’azienda per una puntuale definizione dei carichi di lavoro all’interno della realtà produttiva.
Lo scarico preannunciato da Asi nell’ultimo incontro con i sindacati, un mese fa, era pesante, trattandosi del 50% circa dei livelli del 2009, e avrebbe dovuto coinvolgere sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata. A metà dicembre i sindacati hanno quindi posto sul tavolo il nodo del futuro dei lavoratori interinali i cui contratti erano in scadenza a fine 2009 e del ruolo della trentina di lavoratori romeni che da alcuni anni ormai sono impiegati all’interno della fabbrica come dipendenti di una ditta esterna.
Ansaldo sistemi industriali ha risposto di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010. Al momento né Eurogroup né Roen Est stanno invece ricorrendo alla cassa integrazione ordinaria che invece coinvolge ancora la settantina di lavoratori di Terex-Reggiane.

Il Piccolo, 19 gennaio 2010
 
Ansaldo, cassa per 400 da marzo  
Accordo tra azienda e sindacati. La Cigo durerà 13 settimane
 
 
All’Ansaldo sistemi industriali si ricorrerà alla cassa integrazione ordinaria dal primo marzo per un massimo di 13 settimane e 400 lavoratori coinvolti, in pratica tutti i dipendenti dello stabilimento di via Marconi, impiegati e operai. L’accordo siglato ieri dalla società con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm punta però a ridurre al massimo i contraccolpi sui lavoratori dell’insufficiente numero di commesse che Asi si sta trovando a gestire a Monfalcone nel primo semestre di quest’anno. La Cigo non sarà utilizzata per andare a una riduzione generalizzata dell’orario, ma in ogni caso sarà impiegata in base a una programmazione mensile e a una verifica settimanale con le Rsu. L’obiettivo è quello di consentire al massimo la rotazione della cassa integrazione tra i lavoratori, anche se nella prima fase alcuni reparti saranno più coinvolti di altri. A differenza di quanto preannunciato, la “cassa” si aprirà comunque con l’inizio di marzo e non di febbraio, durante il quale lo scarico di lavoro sarà tamponato come già a gennaio con l’utilizzo delle ferie ancora rimanenti dal 2009. Nonostante Ansaldo sistemi industriali sia stata costretta alla fine a ricorrere alla Cigo per fronteggiare le difficoltà ancora esistenti sui mercati, le prospettive per il 2010 non sembrano nerissime. Tanto da far sperare che le difficoltà che stanno investendo lo stabilimento siano strettamente congiunturali. Sul fronte del carico di lavoro, come riferisce Maurizio Vesnaver, coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, la situazione è ancora in evoluzione, anche perché qualche ordine pare sia arrivato a fine 2009. Asi ha aperto la Cigo, ma anche assunto a tempo indeterminato i sei giovani il cui contratto interinale scadeva alla fine di dicembre e 12 della trentina di lavoratori romeni da tempo impiegati in azienda, ma come esterni. In questo caso Asi ha stabilizzato il posto di quei lavoratori che hanno dichiarato la propria volontà di rimanere a Monfalcone. L’assunzione dei lavoratori interinali e di quelli originari della Romania viene quindi considerata un segnale importante e positivo da parte del sindacato. Come pure la conferma del consistente investimento in atto (si tratta di quasi 15 milioni di euro) per ampliare la capacità produttiva dello stabilimento con un nuovo capannone in grado di accogliere la realizzazione di motori elettrici a corrente alternata di grandi dimensioni. La società ha annunciato per l’inizio di marzo l’ultimazione del primo lotto e quindi della costruzione della struttura di cui poi si procederà all’allestimento interno. La nuova struttura consentirà di realizzare macchine con un peso fino a 150 tonnellate, lo stesso dei motori di propulsione delle navi da crociera. Il capannone sarà dotato di carriponte a tre livelli, di cui due con una portata di 150 tonnellate e due con una portata di 60 tonnellate.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 19 gennaio 2010
 
Ansaldo, la Cigo scatterà a marzo 

MONFALCONE. Cassa integrazione ordinaria da marzo (e non come detto in un primo momento da febbraio) e per un massimo di 13 settimane, per i 140 lavoratori (operai e impoegati) dello stabilimento Ansaldo sistemi industriali di Monfalcone. L’accordo del provvedimento è stato siglato ieri dalla società con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, puntando però a ridurre al massimo i contraccolpi sui lavoratori dell’insufficiente numero di commesse che Asi ha registrato per il primo semestre di quest’anno.
La Cigo non sarà utilizzata per andare a una riduzione generalizzata dell’orario, ma in ogni caso sarà impiegata in base a una programmazione mensile e a una verifica settimanale con le Rsu. L’obiettivo è quello di consentire al massimo la rotazione della cassa integrazione tra i lavoratori, anche se nella prima fase alcuni reparti saranno più coinvolti di altri. A febbraio lo scarico di lavoro sarà tamponato, come già a gennaio, con l’utilizzo delle ferie ancora rimanenti dal 2009. Nonostante Ansaldo sistemi industriali sia stata costretta alla fine a ricorrere alla Cigo, le previsioni per il 2010 non sembrano negative.
Maurizio Vesnaver, coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, riferisce che in merito al carico di lavoro la situazione è ancora in evoluzione, anche perché qualche ordine pare sia arrivato a fine 2009.
D’altra parte occorre evidenziare come l’azienda abbia perlatro assunto a tempo indeterminato i sei giovani il cui contratto interinale scadeva alla fine di dicembre e una dozzina della trentina di lavoratori romeni da tempo impiegati in azienda, ma come esterni, stabilizzando il posto di quei lavoratori che hanno dichiarato la propria volontà di rimanere a Monfalcone. L’assunzione dei lavoratori interinali e di quelli originari della Romania viene quindi considerata un segnale importante e positivo da parte del sindacato. Come pure la conferma del consistente investimento in atto (si tratta di quasi 15 milioni di euro) per ampliare la capacità produttiva dello stabilimento con un nuovo capannone in grado di accogliere la realizzazione di motori elettrici a corrente alternata di grandi dimensioni.
La nuova struttura consentirà di realizzare macchine con un peso fino a 150 tonnellate, lo stesso dei motori di propulsione delle navi da crociera. Azienda e sindacati hanno già concordato un nuovo incontro per la metà di febbraio per un’ulteriore verifica della situazione prima dell’avvio della Cigo.

Il Piccolo, 19 febbraio 2010
 
LA CRISI DELL’INDUSTRIA 
In ”cassa” dal primo marzo i 400 operai dell’Ansaldo 
Dal prossimo mese un anno di Cigs per i 340 della Sbe Difficoltà anche all’Eurogroup

La crisi dovrebbe essere alle spalle, ma per il Monfalconese il peggio sta appena arrivando. Con marzo tutte le più grandi aziende del territorio saranno interessate dal ricorso alla cassa integrazione: Fincantieri, Ansaldo sistemi industriali, Sbe, senza contare la drammatica situazione di Eaton. Un vero e proprio bollettino di una guerra che rischia di coinvolgere nei prossimi mesi oltre un migliaio di famiglie, in modo più o meno pesante. In alcuni casi la “cassa” sarà ordinaria, ma in altri si trasformerà  in straordinaria. E’ il caso della Sbe, che, esaurite le 52 settimane di Cigo a disposizione, dal prossimo mese, come spiega il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, aprirà la cassa integrazione straordinaria a zero ore per tutti i suoi 340 dipendenti. «L’utilizzo della Cigs sarà comunque modulato in base alle esigenze produttive, come avvenuto con “l’ordinaria” negli scorsi mesi», aggiunge Casotto. Il ricorso alla Cigs, che avrà la durata di un anno, è legato al perdurare della contrazione del mercato, che già tra 2008 e 2009 ha ridotto il fatturato della Sbe del 40% circa. Le previsioni di una ripresa non si sono quindi avverate e il caso dell’azienda di via Bagni vecchia non è isolato. Concluso il periodo di cassa integrazione ordinaria, scattato la scorsa estate, pure l’Eurogroup, una novantina di dipendenti e una produzione in parte legata a Fincantieri, potrebbe avanzare al sindacato la richiesta di un passaggio alla “straordinaria” sempre da marzo. Non c’è nulla di certo, ma un incontro tra società e rappresentanti dei lavoratori dovrebbe avere luogo già la prossima settimana nella sede dell’Assindustria di Gorizia. Dal primo marzo è certo intanto l’avvio della Cigo nello stabilimento di Ansaldo sistemi industriali, oltre 400 dipendenti e una produzione di motori elettrici condizionata, per quelli di piccola taglia, dalla crisi del settore siderurgico. Sindacati e azienda si incontreranno martedì per fare un ultimo punto su carichi di lavoro e numeri della Cigo, che, forse, potrebbero essere non troppo elevati. L’accordo sulla Cigo siglato dalla società con i sindacati ha inoltre incluso l’assunzione a tempo indeterminato di sei giovani i cui contratti interinali scadevano a fine anno e di trenta lavoratori romeni, finora “esterni”. Intanto, nonostante l’arrivo di nuove commesse, nei prossimi mesi la Cigo aumenterà di volume nello stabilimento Fincantieri, toccando un massimo di 440 lavoratori coinvolti a maggio. La cassa integrazione ordinaria è inoltre ancora aperta per la settantina di dipendenti di Terex (ex Fantuzzi Reggiane), che punta però al rilancio dello stabilimento di Monfalcone. Il nodo degli esuberi dichiarati nei due stabilimenti emiliani di Reggio Emilia e Lentigione dovrebbe essere però oggetto di confronto al ministero del Lavoro la prossima settimana. Secondo il segretario provinciale della Fiom le situazioni più gravi sul territorio, per le loro ricadute sociali, sono due: quelle dell’appalto Fincantieri e della Eaton, 310 lavoratori che si trovano a meno di due mesi dalla scadenza della Cigs senza avere alcuna prospettiva certa.
Laura Blasich

Il Piccolo, 24 febbraio 2010
 
INDUSTRIA. RICORSO ALLA CIGO NELLO STABILIMENTO DI PANZANO 
Ansaldo, da lunedì a casa i primi 60

Sono sessanta i lavoratori di Ansaldo Sistemi Industriali in cassa integrazione ordinaria da lunedì a causa della contrazione delle commesse di motori elettrici acquisite negli scorsi mesi dallo stabilimento elettromeccanico di Monfalcone.
I numeri e le modalità di utilizzo dell’ammortizzatore sociale, richiesto per 400 dipendenti per un periodo di tredici settimane, sono stati definiti ieri in un incontro tra la società e i rappresentanti sindacali dei lavoratori. La ”cassa” parte in modo abbastanza morbido per il numero dei dipendenti coinvolti, ma anche perché comporterà per ora una riduzione d’orario di un giorno alla settimana, che con tutta probabilità coinciderà con il venerdì.
La Cigo, il cui utilizzo è stato contenuto grazie a spostamenti interni tra reparto e reparto, riguarderà sia gli uffici tecnici, in modo variabile a seconda dei carichi di lavoro, sia i settori delle trancie e delle lavorazioni meccaniche per i motori a corrente alternata di dimensioni più piccole. La cassa integrazione proseguirà nel corso della prossima primavera in base a una programmazione mensile, ma saranno effettuate verifiche settimanali con la Rsu. La situazione dei carichi di lavoro sarà valutata invece su base quadrimestrale.
Il quadro è in evoluzione sul fronte delle commesse, come riferisce Maurizio Vesnaver, coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, e si spera si possa modificare in modo positivo.
Ansaldo Sistemi Industriali è in attesa di concretizzare delle offerte sostanziose, legate al navale e quindi alle nuove commesse in arrivo per Fincantieri, ma non solo. Nel caso in cui non si chiudessero nuovi ordini il ricorso alla cassa integrazione ordinaria potrebbe farsi però più pesante a partire dal mese di maggio, coinvolgendo più lavoratori e più reparti.
Ci sono comunque gli elementi per guardare con sufficiente fiducia oltre a un 2010 che sarà indubbiamente difficile, anche secondo il sindacato. Ci sono le 17 assunzioni effettuate all’inizio dell’anno da Ansaldo nonostante l’apertura della cassa integrazione ordinaria fosse già certa, ma c’è anche la continuità degli investimenti. E si tratta dei 14,7 milioni di euro che la società ha iniziato a spendere per realizzare il nuovo capannone sul retro delle strutture produttive attuali e di cui proprio in questo periodo si sta montando il rivestimento esterno.
Asi va inoltre alla ricerca di nuovi mercati scommettendo sulle opportunità offerte dalla ”green economy”: a Monfalcone un pool di dipendenti è già impegnato nello sviluppo del prototipo di motore elettrico per il parco eolico off-shore nel golfo di Trieste proposto dalla società assieme alla Sbe di via Bagni.
Laura Blasich

Il Piccolo, 27 febbraio 2010
 
Cassa straordinaria chiesta da Eurogroup 
Concluse le 13 settimane di Cigo. Perplessi i sindacati di categoria

Eurogroup, azienda di carpenteria insediata al Lisert, la cui produzione di travi saldate è legata per un terzo a Fincantieri, ha annunciato ai sindacati dei metalmeccanici l’esigenza di aprire la cassa integrazione speciale per un anno per la novantina di dipendenti. La richiesta avanzata alle organizzazioni di categoria è stata motivata dalla società con «evento imprevisto legato ai carichi di lavoro». Una causale che ha lasciato perplessi i sindacati e preoccupato i lavoratori, come è emerso nelle assemblee tenute giovedì nello stabilimento del Lisert. Le organizzazioni dei metalmeccanici hanno quindi chiesto un incontro formale all’Eurogroup per comprendere meglio i termini della questione. Il confronto al tavolo dell’Assindustria di Gorizia è ormai atteso a giorni, come riferisce Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil.
«I lavoratori sono preoccupati, perché la richiesta della Cigs arriva dopo un solo ricorso alla cassa integrazione ordinaria – spiega Baldassi -, per un totale di 13 settimane tra l’estate e l’autunno del 2009. Ci chiediamo cosa possa dettare quindi il passaggio alla procedura straordinaria». Nel caso in cui nel corso della prossima settimana azienda e sindacati raggiungano un’intesa, il ricorso alla Cigs dovrà in ogni caso essere avvallato dalla Regione. In autunno la Cigo si era chiusa con l’intenzione della società di riportare in casa lavorazioni fino a quel momento affidate a un’impresa esterna per tamponare una situazione di contrazione degli ordini. Anche a inizio dicembre le commesse non erano ancora sufficienti a sostenere l’orario normale di lavoro, ma si erano poi utilizzati “ponti” e festività di fine anno come misura di contenimento della situazione. Intanto i sindacati hanno siglato in queste settimane il ricorso alla Cigo o alla cassa in deroga per i dipendenti di alcune ditte dell’appalto Fincantieri di piccole dimensioni. (la. bl.)

Il Piccolo, 30 aprile 2010
 
All’Ansaldo la ”cassa” prorogata di un mese

Ansaldo sistemi industriali vede un 2011 in ripresa per lo stabilimento di Monfalcone. Intanto, però, il 2010 si conferma avaro di ordini soprattutto per il settore dei motori a corrente alternata. Tanto da costringere la società a richiedere un prolungamento fino a fine luglio della cassa integrazione ordinaria che avrebbe dovuto chiudersi il 31 maggio. Asi ha espresso la sua esigenza nella due giorni di confronto con il coordinamento sindacale del gruppo e le Rsu dei singoli stabilimenti che ha avuto luogo a Milano. Il ricorso alla Cigo si è intanto ampliato, passando dalla sessantina iniziale a circa 150 lavoratori coinvolti, anche se per la metà in modo abbastanza ridotto, come sottolinea il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu dello stabilimento di Panzano, Maurizio Vesnaver. «La metà dei lavoratori coinvolti è in cassa integrazione per due giornate al mese, la restante metà per quattro o sei giornate al mese», spiega. I corsi di formazione delle maestranze coinvolte prenderanno il via oggi, mentre attorno alla metà di maggio sindacati e azienda si ritroveranno a livello locale per firmare l’accordo sul prolungamento della Cigo. Agosto sarà poi gestito attraverso la chiusura per ferie collettive. «Non abbiamo ancora indicazioni invece rispetto l’ultimo quadrimestre dell’anno – aggiunge Vesnaver -, mentre la situazione sul fronte delle acquisizioni è data in miglioramento e il 2011 dovrebbe essere un anno meno difficile anche per Monfalcone». Nell’incontro con i sindacati l’amministratore delegato di Asi Claudio Andrea Gemme ha confermato l’impegno della società a diversificare e a entrare nel mercato delle energie rinnovabili (vedi la partnership con Fincantieri per l’eolico off shore) e anche in quello del nucleare. In entrambe i casi l’azienda prevede ricadute in termini di carichi di lavoro per Monfalcone. (la. bl.)

Il Piccolo, 20 maggio 2010
 
SITUAZIONE 
Ansaldo, si allunga la cassa integrazione 
Altre 13 settimane di Cigo a partire dal prossimo mese
Il provvedimento ha riguardato finora 150 dei 400 lavoratori occupati a Panzano

All’Ansaldo sistemi industriali di Monfalcone il ricorso alla cassa integrazione ordinaria si allunga fino all’inizio dell’autunno. Azienda e sindacati dei metalmeccanici hanno firmato in questi giorni l’accordo per l’utilizzo della Cigo per altre 13 settimane a partire da inizio giugno, invece delle sette annunciate da Asi nell’incontro di fine aprile a Milano con il coordinamento sindacale del gruppo e le Rsu dei singoli stabilimenti. La società, come riferisce il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu, Maurizio Vesnaver, lamenta uno scarico medio di lavoro attorno al 25% che ha quindi bisogno di essere gestito attraverso la cassa integrazione. Qualche acquisizione, però, come spiegato dall’azienda, c’è stata per Monfalcone anche nella fascia dei motori elettrici a corrente alternata di taglia medio-piccola e non solo nel settore della corrente continua. Tant’è che la Cigo rimane aperta per 400 dipendenti, ma a maggio vi sono stati coinvolti una trentina di addetti delle officine e del magazzino e gli impiegati per due giornate al mese.
Ad aprile il ricorso alla Cigo si era invece ampliato, passando dalla sessantina iniziale a circa 150 lavoratori coinvolti, anche se per la metà in modo abbastanza ridotto (dalle due alle sei giornate al mese). «Ad Ansaldo abbiamo però chiesto come Rsu un’organizzazione e una programmazione più puntuale della cassa integrazione – aggiunge Vesnaver -, in modo da ridurre il più possibile i disagi e la penalizzazione dei lavoratori coinvolti».
La Rsu punta comunque a capire a breve se la cassa integrazione potrà chiudersi definitivamente a settembre, viste le ultime acquisizioni e la previsione della società di un 2011 migliore del 2010 in quanto a ordini. Nell’incontro di fine aprile con i sindacati l’amministratore delegato di Asi. Claudio Andrea Gemme, ha confermato l’impegno della società a diversificare e a entrare nel mercato delle energie rinnovabili (vedi la partnership con Fincantieri per l’eolico off shore) e anche in quello del nucleare. In entrambe i casi l’azienda ha affermato di prevedere ricadute in termini di carichi di lavoro per Monfalcone, dove nel frattempo sta proseguendo la realizzazione del grande capannone destinato alla produzione di motori a corrente alternata di sempre maggiori dimensioni.
Nella due giorni milanese Asi ha fornito qualche indicazione sui risultati del 2009, in base ai quali sarà erogato il premio di programma ai lavoratori. Il fatturato dello stabilimento di Monfalcone sarebbe sceso sotto il risultato, peraltro eccezionale, del 2008, quindi sotto i 100 milioni di euro. Monfalcone ha chiuso però lo scorso anno con pochissime penali, grazie al miglioramento conseguito in termini di efficienza. Asi e sindacati tireranno le fila su prospettive e premio di programma attorno alla metà  di giugno.

Il Piccolo, 08 luglio 2010
 
LA CRISI NON SI ALLENTA 
Eurogroup, prosegue la ”cassa” a zero ore 
Interessati 80 lavoratori Le maestranze rinunciano per ora al premio di presenza

All’Eurogroup di Monfalcone, oltre 80 dipendenti diretti, la cassa integrazione straordinaria aperta lo scorso marzo per ora proseguirà a zero ore. L’attività dello stabilimento del Lisert rimane quindi ferma a causa delle difficoltà del settore navalmeccanico per il quale l’azienda lavora. E’ quanto è emerso nell’incontro che la proprietà e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, affiancate dalle Rsu dello stabilimento del Lisert, hanno avuto ieri nella sede dell’Assindustria di Gorizia. Oggetto dell’incontro, come spiegano i sindacati, l’analisi della situazione dopo l’apertura della Cigs avvenuta all’inizio di marzo. «L’azienda conferma il perdurare della Cigs a zero ore per tutti i dipendenti a fronte di una scarico di commesse», aggiungono le organizzazioni dei metalmeccanici.
Come da accordi, l’azienda conferma però la disponibilità ad anticipare le quote derivanti dalla cassa integrazione straordinaria, nonostante a oggi il ministero del Lavoro non abbia ancora emanato il decreto relativo alla Cigs. Proprio per queste ragioni l’azienda ha richiesto il congelamento della seconda tranche del premio presenza previsto dall’accordo integrativo. Le segreterie, assieme alle Rsu aziendali, ieri hanno preso atto della richiesta e «per senso di responsabilità» hanno convenuto con l’azienda che il pagamento del premio presenza verrà erogato contestualmente all’emanazione del decreto ministeriale. Al termine dell’incontro le parti hanno concordato di incontrarsi nuovamente a settembre. Il fatturato di Eurogroup nel 2009 era legato per il 35% a Fincantieri e la discontinuità del carico di lavoro degli stabilimenti del gruppo avevano già provocato lo scorso anno il ricorso alla cassa ordinaria. (la. bl.).

Il Piccolo, 17 ottobre 2009 
 
IL COMUNE PRONTO AD AFFRONTARE LE CONSEGUENZE DI CALI DI LAVORO E ”CASSA”  
Mutui congelati e affitti soft contro la crisi  
L’assessore Morsolin: «Fondamentale anche investire sull’edilizia popolare»
 
 
Mutui congelati e affitti a canone calmierato: sono questi due degli strumenti che il Comune intende utilizzare per parare i colpi della profonda crisi occupazionale che potrebbe interessare Monfalcone nei prossimi mesi.
La situazione oggi, sul fronte della cassa integrazione, è già difficile. E quella che si delinea all’orizzonte sembra tutt’altro che rosea: se Fincantieri non dovesse ricevere nuove commesse, infatti, centinaia di lavoratori potrebbero rimanere temporaneamente disoccupati e, di conseguenza, centinaia di famiglie potrebbero non farcela ad arrivare alla fine del mese e bussare alle porte delle istituzioni chiedendo aiuto. Davanti a questa possibile emergenza, il Comune è pronto? Ha in cassetto un piano di salvataggio?
«Non siamo di certo arrivati a oggi senza prendere adeguati provvedimenti – spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali Cristiana Morsolin -. Ci sono aziende come la Sbe e la Eaton, ad esempio, già da tempo in sofferenza. Per affrontare queste situazioni abbiamo già iniziato a lavorare su diversi fronti. Pensiamo agli affitti a canone concordato: permettono agli inquilini di pagare rate mensili meno salate, perché sui proprietari pesano tasse più basse, come l’Ici sulla seconda casa, che in questi casi scende dal 9 al 4 per mille. E poi ci sono i mutui: molti istituti di credito li congelano per i lavoratori che finiscono in cassa integrazione. Nei prossimi mesi – continua l’assessore – continueremo su questi fronti: spingeremo affinché le banche vengano incontro alle necessità delle famiglie».
Questo nel breve termine. Ma, ovviamente, il discorso va ampliato al medio e lungo periodo. «È chiaro che il Comune, davanti a una crisi economica di questa portata, non può fare da solo. Ci sono degli aiuti economici tampone che potranno essere messi in campo al momento del bisogno, ma il problema è molto più ampio. Bisogna pensare al lungo periodo, a interventi strutturati, che devono coinvolgere in primis la Regione e poi il Governo. Monfalcone è una città ad alta tensione abitativa: servono nuove case popolari. È fondamentale investire sull’edilizia residenziale pubblica, dare case alla gente, anche in affitto e a rotazione. È emblematico il caso di quelle famiglie bengalesi in affitto in città che hanno già annunciato alle agenzie immobiliari che torneranno per alcuni mesi in Balgladesh per mancanza di lavoro, chiedendo di mantenere l’appartamento a Monfalcone, ma con degli sconti. Ecco – spiega Morsolin – se in questo momento avessimo degli alloggi pubblici disponibili, tutto sarebbe molto più semplice. Al secondo posto, tra gli interventi da realizzare nel medio-lungo periodo, ci sono i corsi di formazione e riqualificazione per i lavoratori che restano disoccupati: chi rimane senza lavoro a 40 o 50 anni deve avere gli strumenti giusti per essere nuovamente inserito nel mondo del lavoro». (el.col.)

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