You are currently browsing the tag archive for the ‘centrale biomasse’ tag.

Il Piccolo, 17 agosto 2010
 
SORGERÀ A BISTRIGNA NEL COMUNE DI STARANZANO AL CONFINE CON QUELLO DI MONFALCONE 
Centrale a biomasse, iniziati i lavori 
L’impianto, del costo di 60 milioni, avrà una una capacità produttiva di 55 megawatt

di CIRO VITIELLO

Aperto il cantiere per la costruzione della centrale a biomasse a Bistrigna, in Comune di Staranzano. Fine lavori 31 maggio 2013. Questa la data indicata sul tabellone che è stato sistemato nei giorni scorsi dall’impresa. È dunque iniziata la costruzione dell’impinato a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili e olio vegetale. E se tutte le tappe rispetteranno i tempi stabiliti dal progetto fra tre anni comincerà la produzione dell’energia elettrica “da esportazione”. Il cantiere è aperto in località della Risaia, proprio nella zona accanto al depuratore.
Tutta l’area è recintata per la costruzione dell’impianto, mentre le ruspe sotto un sole cocente estivo hanno cominciato a spianare il terreno. Dalle parole ai fatti. Il Comune, retto dal sindaco Lorenzo Presot, dunque, tira dritto per la sua strada e tutto quello che prima era solo sulla carta, ora comincia a diventare realtà con la concreta costruzione del mega impianto. Verrà costruito dalla B.O. Power per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre che ha realizzato il progetto.
Sono finite, dunque, le discussioni fra le forze politiche e si scrive, invece, la storia che per oltre un anno ha coinvolto i partiti, ha spaccato l’ex maggioranza con l’uscita di Rifondazione comunista e facendo nascere nelle ultime elezioni il movimento “Staranzano Partecipa” che si oppone alla costruzione dell’impianto, ottenendo il 22% dei consensi elettorali e incassando l’appoggio di Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente e di Pdl e Lega Nord.
Favorevoli Pd, “Sinistra per Staranzano” e Italia dei valori. I contrari all’impianto mettono in primo piano la questione ambientale e lo sfruttamento del terzo mondo per l’estrazione dell’olio di palma da piantagioni che potevano servire all’agricoltura locale. Per i favorevoli, invece, ci sono tutte le garanzie per l’ambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, in base alla convenzione, porterà un beneficio economico in 15 anni nelle casse del Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese.
In uno degli ultimi consigli comunali, inoltre, era stata approvata una fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.

Annunci

Il Piccolo, 26 aprile 2010
 
STARANZANO PARTECIPA, RIFONDAZIONE, LEGAMBIENTE E WWF CONTRO IL PROGETTO 
Scontro serrato sulla centrale a biomasse 
Si accende la protesta: in aula approderà la proposta di fideiussione

STARANZANO È più vicina la costruzione della contestata centrale a biomasse di Bistrigna e si riaccende lo scontro con la coalizione della lista civica ”Staranzano Partecipa” (nata proprio per contrastare l’impianto) e Rifondazione comunista, alla vigilia del Consiglio comunale, probabilmente venerdì, nel quale approderà la proposta di fideiussione, condizione necessaria per l’avviamento del progetto. La fideiussione del valore di un milione di euro viene ritenuta una sottostima dei reali costi di ripristino e servirà per tutelare il territorio dal rischio che l’imprenditore decidesse di abbandonare la centrale venendo meno al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
Scoppia la polemica anche con le associazioni ambientaliste, Legambiente e Wwf, e i numerosi cittadini che avevano raccolto più di 700 firme contro la centrale, presentate proprio dal presidente di Legambiente, Michele Tonzar, nelle mani del sindaco Lorenzo Presot durante il Consiglio comunale a fine dicembre 2008. «Il nostro movimento – spiega la lista Sp – è nato proprio per impedire la nascita dell’impianto che ora si ripropone quasi in sordina in tutte le sue negatività, predisponendo l’ultimo atto che permetterà l’inizio dei lavori. La scelta di una centrale elettrica a olio vegetale non rientra in un piano energetico e non permette di rilanciare né l’economia locale, né l’occupazione, ma arricchisce solo il proprietario dei terreni e l’investitore, quest’ultimo garantito dai contributi statali più che dai guadagni del mercato energetico. A fronte di tutto questo – dicono Sp e Rc -, il territorio del mandamento, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Cona». Rifondazione comunista, che aveva abbandonato la giunta nello scorso mandato perché contraria alla costruzione dell’impianto, attacca la maggioranza sostenendo che la filiera dell’olio vegetale, importato dai paesi in via di sviluppo, è notoriamente causa di devastazione del territorio e di sfruttamento del lavoro, come denunciato in più sedi dai contadini dei paesi coinvolti nella produzione. I biocarburanti, poi, sono poco convenienti dal punto di vista energetico e permettono un abbattimento estremamente modesto dei gas serra, la loro convenienza economica non esisterebbe in assenza di finanziamento da contributi europei. «La cosiddetta ”partecipazione della cittadinanza” promessa da questa amministrazione durante le scorse elezioni – sostiene l’opposizione – continua a essere disattesa. Chiediamo da subito che questo importante passaggio della fideiussione e della costruzione dell’impianto venga discusso in un Consiglio comunale dedicato, incoraggiando in ogni modo la partecipazione della cittadinanza».

Il Piccolo, 29 aprile 2010
 
AMBIENTE. UN PATTO GARANTIRÀ IL COMUNE DAI RISCHI IN CASO DI RINUNCIA DELLA SOCIETÀ 
Parchi in cambio della centrale a biomasse 
Il sindaco di Staranzano mette sul piatto anche le ricadute occupazionali dell’impianto

STARANZANO «La centrale a biomasse si farà con tutte le garanzie per la popolazione. Ci sono prospettive occupazionali per tecnici locali e importanti ritorni economici per realizzare opere pubbliche e migliorare i servizi del paese». Tira dritto per la sua strada il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot alla vigilia del Consiglio comunale convocato per domani alle 16. All’ordine del giorno figura l’approvazione della Convenzione garanzia fideiussoria di un milione di euro, che servirà per tutelare il territorio dal rischio se l’imprenditore deciderà di abbandonare la centrale, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente e anche l’autorizzazione all’installazione di una centralina per il controllo antinquinamento. Pur rispettando il parere contrario di chi non è d’accordo con l’amministrazione comunale,
Presot sottolinea che il Comune sta mettendo in atto non solo le precauzioni affinchè non ci siano problemi di inquinamento dell’aria, ma anche un beneficio economico che porterà una serie di migliorie di opere a favore della comunità. Chi costruirà la centrale elettrica, infatti, verserà in 15 anni al Comune la somma di 3 milioni e 300mila euro, a cui si aggiungeranno 200 mila euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettanti zone del paese.
«La società che dovrà gestire la centrale – spiega Presot – ha incaricato inoltre un responsabile a Staranzano per selezionare tecnici del posto. Non sappiamo quanti potranno trovare occupazione per l’inserimento della nuova industria, ma il fatto che troveranno lavoro nostri concittadini è un segnale molto positivo. Devo aggiungere, inoltre, che le aziende partner di fornitura di olio vegetale per il funzionamento della centrale, hanno preso accordi con un gruppo industriale italiano in modo che gran parte dell’olio vegetale che alimenterà l’impianto arriverà da una filiera italiana e non dall’estero. Dal 5-10% previsto in origine, si potrebbe arrivare anche a una fornitura dalla filiera italiana fino al 30-40%». Per il sindaco, dunque, è un altro passo deciso verso la costruzione della centrale elettrica a olio vegetale.
«Siamo poi l’unico Comune – afferma Presot – a vedere accolta una richiesta di garanzia. La fidejussione rappresenta, inoltre, un preciso adempimento a cui è stato vincolato il parere favorevole del Consiglio comunale del 9 dicembre 2008 e fatto proprio dalla Regione che l’ha anche inserito come una delle condizioni indispensabili per concedere l’autorizzazione alla costruzione della centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da fonti rinnovabili». Intanto la lista civica “Staranzano Partecipa” nata nelle ultime elezioni proprio per rappresentare in consiglio la voce dei contrari alla centrale, Rifondazione comunista, Legambiente e Wwf, continuano la loro battaglia contro la realizzazione dell’impianto.
Il mandamento, dicono, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone a Monfalcone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo.

AMBIENTE. DOMANI IN CONSIGLIO IL VOTO SULLA BOZZA DI FIDEJUSSIONE 
Le opposizioni: «Troppi rischi»
 

STARANZANO Un “no” secco alla centrale a biomasse da 55 megawatt di potenza e alla “bozza di fideiussione” di un milione di euro (da rivalutare ogni otto anni). Documento che verrà presentato domani in Consiglio comunale di Staranzano convocato per le 16 a tutela del ripristino del sito in caso di abbandono del progetto da parte della B.O. Power, la società incaricata dall’Elettrostudio di Venezia-Mestre di costruire l’impianto energetico.
Lo hanno ribadito ieri mattina nel corso di una conferenza stampa la lista civica “Staranzano Partecipa” con i due consiglieri comunali Giovanni Dean e Andrea Corà, da Carlo Iernetti dello stesso gruppo, e dal responsabile del Circolo Isontino del Partito della rifondazione comunista Monfalcone-Staranzano, Emiliano Zotti.
«Da un lato – spiega Giovanni Dean – siamo contrari alla realizzazione dell’impianto e alla garanzia fideiussoria, irrilevante rispetto all’impianto che costa 60 milioni di euro.
«Dall’altro – continua Dean – essendo amministratori dobbiamo garantire ai cittadini che questa convenzione, oltre al danno per il territorio, non ne aggiunga uno pecuniario». Pertanto ”Staranzano Partecipa” e il Partito della rifondazione comunista hanno chiesto in prima battuta per discutere sulla fidejussione, una rivalutazione annuale o al massimo triennale del valore citato. Di inserire, inoltre, nella bozza i costi del carotaggio (verifica dell’inquinamento del terreno) e di avere un avallo che manca dell’ufficio tecnico comunale delle previsioni di garanzia stimate dalla società Sinergo-Elettrostudio Group. Il valore di un milione, comprende, secondo ”Staranzano Partecipa”, solo l’immobile, mentre il Comune dovrebbe accollarsi l’onere di vendere a terzi altri beni della centrale per ricavare introiti.
«Nella presentazione della bozza in commissione – afferma Corà – c’è stato un tentativo di sensibilizzare il problema, essendo il documento presentato in anticipo rispetto al solito. Ma non c’è stata la possibilità di interagire, perché era già tutto pronto e si è persa l’occasione di portare avanti con questo argomento una linea nuova».
Dura la presa di posizione, invece, di Rifondazione con il consigliere Zotti. «La centrale a biomasse è un impianto insostenibile per il territorio – afferma – che si regge solo sulle sovvenzioni pubbliche. La fidejussione è uno specchietto per le allodole ed è una risposta sulla criticità del progetto che non cautela certo il cittadino». (ci.vi.)

Il Piccolo, 03 maggio 2010
 
STARANZANO. L’ACCUSA DI ASQUINI (LN): «IL TERRITORIO HA GIÀ DATO ABBASTANZA» 
Ok del Consiglio, centrale più vicina 
Approvata la convenzione per l’impianto a biomasse. Si passa alla realizzazione

 
STARANZANO Sei ore di discorsi fiume, una sospensione di una ventina di minuti e per la prima volta tanto pubblico (più di una cinquantina di persone), che ha alzato la voce nel corso dell’intervento di più di un consigliere. Un pubblico presente, dunque, composto da cittadini preoccupati, che si ritengono impotenti di fronte alle incognite di un progetto contrastato fin dalla sua nascita. Si è consumato infatti, nel corso della seduta del Consiglio comunale di venerdì sera, l’ultimo atto che precede la costruzione a Staranzano della centrale elettrica a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili: si tratta dell’approvazione della convenzione relativa all’impianto, ovvero la fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
La delibera ha registrato il voto favorevole della maggioranza: Pd, “Sinistra per Staranzano” e Idv. Contraria l’opposizione: Pdl, Ln e “Staranzano Partecipa”, quest’ultima sorta proprio per opporsi alla centrale. Una posizione peraltro appoggiata anche da Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, attende ora solo l’inizio lavori. Verrà costruita nell’area di Bistrigna dalla “B.O. Power” per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre. In base alla convenzione, l’impianto porterà un beneficio economico in 15 anni al Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese. Per il sindaco Lorenzo Presot la fidejussione rappresenta «una conquista importante e per nulla scontata». Un adempimento, questo, a cui era stato vincolato il parere favorevole del consiglio comunale del 9 dicembre 2008. Per la maggioranza sono intervenuti Erika Boscarol, Patrizia Dominutti, Flavio Pizzolato e Fabio Marchiò.
Un muro di contrarietà si è invece levato dalle fila dell’opposizione. Tanta amarezza per i consiglieri di Sp Giovanni Dean e Andrea Corà. «Siamo contrari all’impianto – così Corà – perché non è sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico ed economico, inoltre contribuisce allo sfruttamento del terzo mondo ed è stato deciso senza la partecipazione della gente». «Ci opponiamo fortemente – ha ribadito invece Nassimo Asquini (Ln) – perché questo territorio così piccolo ha già pagato tanto ed è fortemente inquinato. La centrale servirà solo a far guadagnare soldi ad altri con la complicità del Comune a danno della popolazione». Per il Pdl sono intervenuti Adriano Ritossa, Alessandro Marega e Pasquale Pusateri. «Appena finiranno gli incentivi verdi dello Stato – ha detto Marega – gli imprenditori ci lasceranno il bubbone». «La situazione è molto grave – ha concluso Ritossa – perché Staranzano è diventata la pattumiera della zona industriale. Ci sono l’impianto di compostaggio, il depuratore fognario, il nuovo impianto di Irisacqua e ora arriverà la centrale a biomasse».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 12 maggio 2010
 
STARANZANO. ATTACCO DI ”PARTECIPA”, RC E VERDI 
«Centrale a biomasse con il trucco»

STARANZANO Lanciano nuove accuse all’amministrazione comunale la lista civica “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista, Verdi e ambientalisti sulla centrale a biomasse che dovrebbe essere costruita a Bistrigna. «Il sindaco Lorenzo Presot – affermano – non dice la verità sull’affidamento del progetto all’Elettrostudio di Mestre, in quanto la società ha messo in atto trucchi per avere l’autorizzazione regionale, evitando di essere sottoposta alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale. Ci batteremo per impedire la costruzione di uno scempio a danno della nostra comunità». Secondo il gruppo esistono prove che, per l’assoggettazione del progetto della centrale, l’Elettrostudio prima ha abbassato la potenza dell’impianto da 55 mw, come inizialmente richiesto nella domanda di rilascio dell’autorizzazione a 49.7 mw, contrariamente a quanto affermato dal sindaco Lorenzo Presot nel recente consiglio comunale. «L’Elettrostudio, inoltre, dopo aver evitato la procedura di Via e superato lo sceening ambientale è tornata sui suoi passi e ha aumentato la potenza a 55,2 mw indicandola come una modifica non sostanziale».
Un attacco all’amministrazione anche dal verde Luciano Giorgi. “Ci sono profonde contraddizioni etiche che minano profondamente la credibilità di un centrosinistra – dice Giorgi – che predica bene e razzola male. A Staranzano questa non è una novità. La creazione di una centrale senza il Via. – afferma Giorgi – è una mera speculazione finanziaria che favorisce proprietari terrieri e investitori, grazie ai sostanziosi certificati verdi che rendono economicamente vantaggioso l’investimento. Visto l’andazzo siamo portati a supporre che l’affare, comprenda anche altri possibili beneficiari».
Il gruppo Sp appoggiato da Rc, verdi e ambientalisti, ha raccolto più del 20% dei consensi nelle ultime elezioni proprio per impedire la costruzione della centrale. Il gruppo ha rilevato, inoltre, un caso simile a Staranzano anche a Casarano nel Salento. “Un gruppo di cittadini e associazioni ambientaliste stanno combattendo come noi – afferma Carlo Iernetti di Sp – e si oppongono ad una centrale a olio vegetale sponsorizzata da un sindaco Pd, considerata dai cittadini inquinante, immorale per l’impoverimento del Sud del mondo».

Il Piccolo, 14 maggio 2010
 
STARANZANO. IL SINDACO RIBATTE ALLE ACCUSE MOSSE DA SP, PRC E VERDI 
Presot: nessun giochetto sulle biomasse

STARANZANO «Menzogne, malafede e poca dimestichezza con le norme legislative». Il sindaco Lorenzo Presot reagisce con forza alle accuse di “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista e Verdi che lo hanno attaccato su possibili “giochetti” messi in atto per l’impianto a biomasse, onde evitare la procedura della Via (Valutazione di impatto ambientale). Secondo SP e Prc, infatti, la società Elettrostudio prima avrebbe abbassato il valore della potenza nel progetto dell’impianto da 55 Mw a 49.7 Mw. Superato lo screning ambientale in Regione, sarebbe invece tornata sui suoi passi aumentandola a 55,2 Mw . «La modifica di potenza – spiega Presot – non ha nulla a che vedere con la Valutazione di impatto ambientale. E’ avvenuta, da quello che al Comune è stato riferito dagli uffici regionali competenti per l’istruttoria, per la semplice ragione che in quel momento era in dubbio se l’iter autorizzativo di un impianto di potenza a cavallo dei 50 MW fosse di competenza regionale o ministeriale ai sensi della Legge regionale 30/2002. Per tale motivo in un primo momento la potenza dichiarata era stata diminuita, al fine di mantenere la competenza per il rilascio dell’autorizzazione alla Regione, visto che l’istruttoria era già in fase avanzata. Una volta chiarito che la competenza, anche per impianti di potenza superiore rimaneva alla Regione, la potenza è stata riportata al valore iniziale di progetto». «Nonostante ciò – continua Presot – il progetto è passato attraverso i rigorosi esami di tipo ambientale previsti dalla legge e ha ottenuto l’Autorizzazione integrata ambientale. Se chi parla è convinto che sia stata utilizzata qualche procedura illegittima, non comprendo perché non abbiano proceduto a denunciare il fatto alle autorità competenti». «Evidentemente – aggiunge Presot – è più semplice spargere insinuazioni . Quanto denunciato è di competenza del Comune e il sindaco non ha mai fatto affermazioni diverse da contenuti ufficiali di atti amministrativi». Presot attacca i Verdi, Prc e SP. «Mi interessa poco replicare al signor Luciano Giorgi o a al Prc – dice – perchè il giudizio sulla politica di questi personaggi l’hanno già dato i cittadini facendoli scomparire dal panorama politico del nostro paese. Spiace invece osservare come a questi squallidi metodi di insinuazione e di falsità, si unisca chi si fa paladino di un nuovo modo di fare politica. A Staranzano Partecipa vorrei ricordare che i pilastri della partecipazione sono prima di tutto un’informazione corretta, obiettiva e il rispetto per le idee degli altri. Anche quando non condivise».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 24 maggio 2010
 
Giorgi: «Presot sulla Centrale rigira soltanto la frittata» 
Ancora polemiche a Staranzano per la procedura di Via

STARANZANO Non si placano le polemiche nei confronti il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot, sulla centrale elettrica a biomasse. «Se c’è qualcosa di squallido nella vicenda è il comportamento omertoso di Presot, che rese pubblico il progetto a cose praticamente fatte. Di squallido e scandaloso c’è pure la speculazione sui terreni interessati all’impianto che ha moltiplicato a dismisura il loro valore nominale». Luciano Giorgi, verde del “Sole che ride”, si scaglia contro Presot sui asseriti “raggiri” ipotizzati da Sp, Prc e Verdi per l’approvazione in Regione del progetto della centrale da 55 megawatt, onde evitare la procedura della Valutazione d’impatto ambientale (Via). A Prc e Verdi, Presot aveva risposto che «il giudizio lo avevano già dato gli elettori mettendoli fuori dalle ultime politiche». A Sp, invece, di fornire «un’informazione corretta». «L’arrogante Presot – così Giorgi – ha imparato bene la lezione berlusconiana di rivoltare la frittata, offendendo chi critica le sue decisioni. L’unico giudizio politico emerso dalle elezioni è la perdita secca del 20% dei voti del Pd conquistati da Sp. In mancanza di tale gruppo i voti sarebbero andati a Ritossa. E Presot oggi non sarebbe sindaco». Sp rincara la dose: «Presot non mostra rispetto per le opinioni altrui. Purtroppo è tipico di certi politici alzare i toni per distogliere l’attenzione dalla chiarezza delle informazioni. Le sue spiegazioni non cambiano la sostanza dei fatti: Elettrostudio, che dovrebbe costruire la centrale, prima ha ridotto e poi aumentato la potenza per evitare la Via. Stupisce che Presot non si rammarichi, poiché la procedura avrebbe meglio tutelato la salute dei cittadini. È insopportabile sentire la lezioncina sull’informazione, dato che non ha coinvolto la gente sulle scelte dell’impianto». (c.v.)

Il Piccolo, 09 novembre 2009 
 
DOMENICA PROSSIMA  
Il ”no” alla centrale diventa spettacolo  
Commedia-protesta contro l’impianto a biomasse

 
STARANZANO Lo scontro sulla costruzione della centrale elettrica a biomasse di 55 megawatt diventa ora uno spettacolo teatrale. Un “no” secco alla costruzione della centrale che dovrebbe essere costruita nella zona di Bistrigna, questa volta arriva con una performance teatrale organizzata dalla lista civica Staranzano Partecipa, che ha l’appoggio anche del Partito della Rifondazione comunista. L’appuntamento per tutti, staranzanesi e non, è fissato alle 18 di domenica 15 alle “Stalle rosse” dell’area parrocchiale. Ci sarà una voce narrante che reciterà la storia, accompagnata dalle note di una chitarra. La trama ripercorrerà, infatti, la vicenda della centrale a olio vegetale, portata avanti già nel giugno scorso come momento di approfondimento per la campagna elettorale. Ma a tutt’oggi, come sottolineano gli organizzatori, conserva una sua attualità. Al termine dello spettacolo ci sarà anche un rinfresco di autofinanziamento per la lista civica, durante il quale sarà reso pubblico il bilancio della passata campagna elettorale.
«I prossimi appuntamenti – spiega il consigliere comunale Giovanni Dean – nascono con l’intento di far partecipare le persone alla vita politico-amministrativa del paese, raccontando quanto succede all’interno del Comune, fornendo anche gli strumenti per comprendere le informazioni e per far sentire la propria opinione. Colgo, pertanto, l’occasione di informare che fino a metà novembre è ancora visionabile all’ufficio urbanistico del Comune la Vas, cioè la Valutazione ambientale strategica collegata al piano del traffico dei tre Comuni di Staranzano, Ronchi e Monfalcone». (c.v.)

Messaggero Veneto, 10 novembre 2009 
 
Iniziative di Staranzano partecipa  
Calendario per la fine del 2009. Domenica spettacolo teatrale
 
 
STARANZANO. È pronto il calendario di iniziative che la lista civica Staranzano partecipa intende proporre ai cittadini di Staranzano per la fine del 2009.
Le iniziative nascono con l’intento di far partecipare le persone alla vita politico-amministrativa di Staranzano, raccontando quanto succede all’interno del Comune e fornendo anche gli strumenti per comprendere le informazioni e poter far sentire la propria opinione.
Si inizierà con una performance teatrale il 15 novembre sulla vicenda della centrale a olio vegetale di Bistrigna, preparata come momento di approfondimento per la campagna elettorale, ma che conserva tuttora una sua attualità informativa.
L’iniziativa sarà accompagnata da un rinfresco di autofinanziamento per la lista civica, durante il quale sarà reso pubblico il bilancio della campagna elettorale.
Nelle serate del 17 e del 24 novembre, verrà proposto a tutti i cittadini un mini-corso di due serate sul tema del bilancio comunale ovvero su come viene costruito un bilancio e come vengono spesi i soldi in carico all’amministrazione comunale.
«Sarà un corso dal linguaggio semplice ed accessibile a tutti, che permetterà – spiegano i componenti della lista civica, rappresentata in consiglio comunale da Giovanni Dean e Andrea Corà – di familiarizzare con il documento fondamentale dell’amministrazione, quello che dovrebbe tradurre le promesse elettorali in fatti. Cogliamo l’occasione per informare che fino a metà novembre è ancora visionabile presso l’ufficio urbanistico del Comune la Valutazione ambientale strategica collegata al piano del traffico dei tre Comuni di Staranzano, Ronchi e Monfalcone».

Il Piccolo, 14 novembre 2009 
 
Centrale a biomasse, protesta a Staranzano con uno spettacolo 
 
STARANZANO Rappresentazione contro la costruzione della centrale a biomasse a Staranzano dal titolo “Come un sindaco, una ciminiera e una tanica di olio di palma fecero risvegliare la cittadina di Staranzano” di Pierluigi Monaco. Lo spettacolo è in programma domani alle 18.30 nel salone delle Stalle Rosse dell’area parrocchiale e sarà interpretato da Laura Fagagnolo, accompagnata dalla chitarra di Marco Petitto. L’appuntamento definito “orazione civica”, è aperto a tutti i simpatizzanti ed è organizzato nell’ambito della “Festa di autofinanziamento” promosso dalla lista civica “Staranzano Partecipa” con l’appoggio di Rifondazione comunista.
Il gruppo, costituito nelle ultime elezioni amministrative, rappresenta la voce della città che si oppone alla costruzione della centrale elettrica da 55 megawatt che dovrebbe sorgere nell’area di Bistrigna, e verrà alimentata con olio di palma proveniente dalle foreste del Terzo mondo. «Il 24 giugno – spiega il consigliere Giovanni Dean – la Regione ha emanato il decreto di autorizzazione unica con la quale obbliga la società Elettrostudio all’inizio dei lavori della centrale a biomassa entro un anno e a ultimarli entro un anno dall’inizio degli stessi. Staranzano Partecipa si è opposta a questo progetto non condiviso con i cittadini e ha scelto la partecipazione e la comunicazione come risposta a questo modo di gestire il nostro comune».
Il programma della giornata prevede alle 15 il ritrovo sotto il Bobolar dove partirà la biciclettata per le vie del paese. Alle 18 si comincerà con il saluto e la relazione delle attività svolte e di quelle future della lista civica. Alle 18.30, il momento teatrale e al termine la cena di autofinanziamento con offerta libera. Domani verrà anche lanciato il nuovo sito Internet del gruppo cioè staranzanopartecipa@gmail.com.
Il gruppo consiliare ha organizzato, inoltre, due serate il 17 e 24 novembre nella sala Delbianco, nelle quali verrà proposto un mini-corso in due appuntamenti sul tema del bilancio comunale. Come viene costruito, cioè, un documento finanziario e come vengono spesi i soldi in carico all’amministrazione. Relatore Adriano Nicola, revisore dei conti di alcuni comuni della provincia di Gorizia che illustrerà le basi con cui poter leggere e comprendere il bilancio comunale. (ci. vi.)

Il Piccolo, 03 dicembre 2009
 
OGGI A STARANZANO 
Privatizzazione dell’acqua, convegno

STARANZANO Oggi alle 20.45 al primo piano della sala conferenze del municipio, il gruppo consiliare “Staranzano Partecipa” promuove un convegno pubblico aperto a tutto il mandamento monfalconese che avrà per tema “La problematica della privatizzazione dell’acqua”. Relatori Marco Iob del Ce.Vi. di Udine coordinatore della campagna internazionale per il diritto all’acqua e il direttore di Irisacqua Paolo Lanari per illustrare come funziona il sistema-Gorizia in tutta la provincia. Il decreto legge 135/09 nei giorni scorsi è stato trasformato in legge, prevede una serie di liberizzazioni nel settore dei servizi pubblici tra cui l’erogazione dell’acqua. Nell’incontro odierno i relatori spiegheranno quale significato avrà il provvedimento nella vita quotidiana, l’eventuale aumento dei costi, se il nuovo servizio sarà più o meno efficiente e i motivi per cui Comuni, Province, Regioni e associazioni cittadine si stanno mobilitando contro questa decisione. Infine, verrà portata l’esperienza dei Comuni isontini che hanno dato vita all’A.T.O. (ossia all’Autorità d’Ambito Ottimale) e costituito la società a intero capitale pubblico “Irisacqua” consentendo di mantenere sotto il controllo pubblico la risorsa dell’acqua.

Messaggero Veneto, 17 maggio 2009 
 
Centrale a biomasse, perplessità dei Verdi 
 
STARANZANO. Attenzione a definire ecologica una centrale a biomasse: la definizione corretta per questo tipo di centrali è agrocombustibile in quanto il termine biomassa alluderebbe a qualcosa di ecologico che evidentemente in questo caso non è. Infatti con lievi modifiche il motore, cuore di questa centrale, può funzionare a idrocarburi come il petrolio e l’unico motivo scelto per il tipo di combustibile sta nell’approfittare dei certificati verdi come finanziamento.
L’allarme è stato lanciato dal deputato europeo dei Verdi, Sepp Kusstatscher, che ha tenuto un incontro pubblico nella piazza a Staranzano in supporto alla lista civica Staranzano partecipa e al suo candidato sindaco Giovanni Dean. L’incontro è stato organizzato dalla Federazione isontina dei Verdi in sintonia con la filosofia del movimento politico “che è – spiega il presidente provinciale dei Verdi, Mauro Bussani – quella di appoggio a tutte quelle realtà che sui territori si danno come momento di partecipazione dal basso e, come in questo caso, per sviluppare un percorso che contrasti la realizzazione di una centrale a biomasse a Bistrigna, l’ennesimo esempio di speculazione ai danni di cittadini e territorio”.
Kusstatscher ha sottolinea che in molti stati europei, Germania in primis, la certificazione “verde” non viene data a impianti come questo che importano la materia prima da migliaia di chilometri (Borneo), ma solo laddove si presenti una filiera corta con materiale prodotto o riciclato in loco. Oltretutto piantagioni di questo genere nel terzo mondo sono causa di sfruttamento, impoverimento, depauperazione della biodiversità.
E’ stato quindi affermato che su tali premesse “è inaccettabile il comportamento di una giunta comunale che porta a conoscenza dei consiglieri e dei cittadini di un progetto simile solo a cose fatte, senza una minima discussione pubblica e avviando percorsi partecipativi. Che sono il vero fondamento della lista Staranzano Partecipa”. Kusstatscher nel salutare l’attento pubblico intervenuto ha allargato la discussione su un tema quanto mai di attualità anche nella nostra zona, ricordando che in Europa esiste ancora la tentazione di rilanciare una forma energetica come il nucleare e in questo campo vengono finanziate molte ricerche.
“Ai cittadini che hanno a cuore il proprio territorio, come nel caso della centrale agrocombustibile o della ben più impegnativa centrale nucleare che tra le righe si vorrebbe costruire nell’isontino – conclude Bussani -, Kusstatscher ha evidenziato la necessità di informare e protestare. E’ questa l’essenza della partecipazione”.

Il Piccolo, 27 ottobre 2009 
 
STARANZANO. IN ZONA SCHIAVETTI-BRANCOLO  
Parte la costruzione della centrale a biomasse  
Dopo il sì della Regione manca solo la convenzione sulla fideiussione Comune-società
 
 
STARANZANO Manca solo la convenzione con il Comune sulla “fideiussione” e la società Elettrostudio Energia con sede a Mestre potrà partire la costruzione della nuova centrale a biomasse da 55 megawatt di potenza nella zona Schiavetti-Brancolo a Staranzano. Elettrostudio Energia ha ottenuto, infatti, in estate il rilascio dell’autorizzazione “unica” dalla Regione (è comprensiva cioè di una serie altre autorizzazioni) e a fine luglio è stata pubblicata anche sul bollettino regionale. Anche se non ci sono segnali di inizio lavori, la società può cominciare a costruire l’impianto quando vuole, ma entro un anno dal decreto regionale, pena la decadenza del provvedimento. Il Comune sta preparando il documento che prevede le garanzie finanziarie fidejussorie (non è ancora quantificata la cifra), a fronte degli obblighi di adempiere nel caso di dismissione dell’impianto. Per la cessazione dell’attività energetica la società infatti, sarà obbligata a provvedere a proprie spese alla demolizione, allo smantellamento e al ripristino dello stato precedente dei luoghi.
Intanto a seguito dell’autorizzazione regionale entrerà nelle casse comunali un’una tantum straordinaria di 80mila euro, prevista nell’accordo che la società dovrà versare prima della costruzione dell’impianto. Soldi che sono stati girati subito nelle entrate del bilancio e “spacchettati e convogliati” per 49.722,20 euro a finanziamento di spese “correnti” e 30.277,80 euro a spese per “investimenti”.
L’amministrazione, tuttavia, ha condizionato il suo parere positivo espresso nel consiglio comunale del 9 dicembre scorso al rispetto di una serie di prescrizioni. Oltre alla fideiussione, ci sono la garanzia sulla realizzazione di opere di mitigazione ambientale, il controllo e la verifica della funzionalità dei filtri e di tutti i sistemi di controllo delle emissioni in atmosfera e di quelle acustiche, la verifica dell’approvvigionamento del combustibile via mare e lo studio di fattibilità di una rete di teleriscaldamento da destinare al territorio. Per i “disagi”, Elettrostudio ha definito un contributo annuo di 200 mila euro.
Procede, dunque, senza intoppi l’iter della costruzione della centrale, dopo le fiammate pre elettorali di Pdl e Ln, ambientalisti e Rifondazione che lo scorso mandato aveva tagliato con la maggioranza di cui faceva parte. Contro la centrale era nato anche il comitato “Staranzano partecipa” che nelle elezioni, ha ottenuto il 20% di voti con due consiglieri.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 07 marzo 2009 
  
ENERGIA. ACCANTO ALL’OSPEDALE DI SAN POLO  
Sesta centrale idroelettrica sul de’ Dottori  
Via libera anche a due impianti a biomasse da 5 MW al Lisert e in zona Schiavetti
 
 
Una sesta centralina per la produzione di energia elettrica andrà ad aggiungersi alle cinque già presenti lungo il corso del canale de’ Dottori. Il nuovo impianto sarà realizzato su un terreno alle spalle dell’ospedale, a ridosso della linea ferroviaria, di proprietà del Consorzio di bonifica, ma non farà parte come le altre centraline del nucleo idroelettrico dell’Enel. L’impianto sarà costruito dalla stessa società, già Elettrostudio, che ha proposto il progetto dell’impianto a biomasse da 55 megawatt nella zona di Bistrigna a Staranzano. La centralina avrà un’altra capacità di generazione di energia, oltre che un altro impatto. Sfruttando un salto d’acqua di 1,70-1,90 metri, a seconda della portata del canale che oscilla quindi tra i 10 e 14 metri cubi al secondo, vicino il bivio di San Polo, l’impianto avrà una potenza di 90 chilowattora per una produzione annua di 500 megawatt, che in parte sarà ceduta al Consorzio di bonifica, proprietario delle aree, e per il resto sarà immessa in rete e rivenduta. Le aree coinvolte dalla costruzione dell’impianto non avevano però la destinazione d’uso richiesta e quindi il Consiglio è stato chiamato ad approvare la variante 34 al Piano regolatore. La zona interessata era a destinazione ferroviaria, ma le Ferrovie, come ha spiegato in aula l’assessore Massimo Schiavo, hanno già dato la loro autorizzazione. Secondo il consigliere comunale di Fi Giuseppe Nicoli, l’area poteva invece in futuro essere interessata dalla previsione di una nuova, e sempre auspicata, viabilità di collegamento con la zona dello Zochet. Schiavo ha osservato come la realizzazione del Corridoio 5 innalzerà le barriere ferroviarie, rendendo di fatto difficile la realizzazione di un sovrapasso della linea.
A Monfalcone saranno invece di certo realizzati due impianti a biomasse da 5 megawatt ciascuno, nelle zone industriali del Lisert e dello Schiavetti-Brancolo. Lo ha confermato il sindaco Gianfranco Pizzolitto, rispondendo a Giuliano Antonaci della Rosa bianca. «Sono ciascuno un decimo di quello previsto a Staranzano – ha osservato il sindaco – e quello del Lisert non si trova vicino alle Terme e utilizzerà scarti di legname prodotti in regione. L’obiettivo inoltre è di cedere il calore prodotto alle aziende della zona e alle Terme romane. L’impianto dello Schiavetti impiegherà l’80% dell’energia per autoproduzione, mentre il restante 20% sarà immesso in rete e venduto». Il sindaco intende comunque elaborare un documento in cui si metta un freno alla realizzazione di altri impianti energetici del genere. «Si può ragionare – ha aggiunto – solo su impianti alimentati da fonti rinnovabili». Antonaci ha ribattuto: «Il Consiglio doveva essere informato per tempo di queste iniziative – ha detto l’esponente della Rosa bianca -, perché si tratta dell’uso del territorio». Antonaci ha quindi preannunciato una mozione contro la realizzazione dei due impianti «in una città dove c’è già abbastanza inquinamento e rimangono ancora da completare gli interventi per il miglioramento dell’impatto ambientale della centrale». (la. bl.)
 

Messaggero Veneto, 07 marzo 2009 
 
In cantiere 2 centrali biomasse  
Monfalcone, saranno realizzate nel Lisert e in zona Schiavetti entrambe con una potenza di 5 megawatt: annuncio del sindaco
 
 
MONFALCONE. Non sarà una, ma saranno due le centrali biomasse che saranno realizzate a Monfalcone, una in zona Lisert vicina alla Cunja e una in zona Schiavetti. Non saranno impianti di grandi dimensioni: entrambi saranno da 5 megawatt, circa un decimo di quella da 55 megawatt che sarà realizzata a Staranzano. È stato il sindaco, Gianfranco Pizzolitto, a dare la notizia al consiglio comunale, rispondendo alle preoccupazioni del consigliere del Gruppo misto/Rosa Bianca, Giuliano Antonaci, che dopo aver già presentato in agosto un’interrogazione sul tema, nei giorni scorsi ne ha presentata un’altra, urgente, chiedendo si sapere se la centrale verrà costruita a Monfalcone e se la società che intende realizzarla, la Tersa srl, ha già ottenuto tutte le autorizzazioni e come si concilia l’ubicazione dell’impianto con le vicine Terme romane.
Antonaci ha anche annunciato una mozione, tramite cui il consiglio potrà dire “no” alla realizzazione delle centrali a Monfalcone «città che ha già pagato in termini di inquinamento. Non si facciano quindi altri siti per inquinare ulteriormente». «Il consigliere fa bene ad informarsi, anche se questo problema è minimo rispetto alla prospettiva di insediamento nucleare. Ma ho già detto che Monfalcone non è una pattumiera, dove mettere quello che altri non vogliono», ha detto Pizzolitto, spiegando che la centrale del Lisert non sarà proprio vicina alle terme e che utilizzerà scarti di legname provenienti dal territorio, ovvero dalla cartiera e dal porto, con obiettivo di cessione dell’energia prodotta alle aziende e alle terme.
La centrale di zona Schiavetti userà l’energia all’80% per autoproduzione mentre il 20% verrà immesso in rete. «La realizzazione di questi due impianti è stata ritenuta possibile per locazione e dimensione, ma con queste abbiamo raggiunto la misura, tanto che con il Consorzio industriale intendiamo elaborare un documento con cui dire basta ad altri possibili insediamenti. Potremmo ragionare solo – ha detto – su eventuali centrali a fonti rinnovabili». La risposta non ha placato la preoccupazione di Antonaci, che ha lamentato la mancata informazione al consiglio riguardo ai due progetti, «perché il territorio è comunale e la potestà per esprimere un giudizio sul territorio compete al consiglio, dove di ciò si sarebbe dovuto discutere».
Il consiglio comunale ha poi approvato (sì della maggioranza, astenuti Forza Italia, Lega nord, CittàComune, An e Zanolla del gruppo misto/La destra) la variante al piano regolatore, necessaria per consentire al Consorzio di bonifica di far realizzare, su una piccola area di proprietà sul canale De Dottori, una centralina idrica per la produzione di energia. La variante era necessaria per cambiare destinazione all’area, prima zona ferroviaria.
La centralina, che sarà realizzata dalla Elettrostudio e che pagherà al Consorzio una percentuale sulla produzione elettrica, sfrutterà un “salto” del canale (circa un metro e 70 centimetri) e la portata di 10/14 metri cubi al secondo per produrre energia, 90 kilowatt medi per 500 megawatt l’anno. L’energia verrà venduta per l’immissione in rete. Da sottolineare che la centralina sarà una delle prime ad essere realizzate in Regione.

Il Piccolo, 18 marzo 2009 
 
CENTRALE AL LISERT  
Biomasse, accordo tra Tersa e Lorenzon
 
 
La Tersa, la società che realizzerà al Lisert un impianto a biomasse di 6,5 megawatt, presenta oggi la prima sinergia, quella con l’azienda Lorenzon di San Canzian, creata con il territorio per la creazione di una filiera agricola a scopo energetico. La giornata dimostrativa, che vedrà la partecipazione dell’assessore regionale alle Risorse agricole Claudio Violino, prenderà il via alle 10.30 nell’azienda Lorenzon proprio con la visita ai cantieri di raccolta di colture dedicate alla produzione di energia. Il progetto della Tersa prevede la realizzazione al Lisert di un distretto energetico che avrà come fulcro una centrale cogenerativa (cantiere in fase di apertura), alimentata a biomassa legnosa vergine di circa 6,5 Mw. La centrale consentirà la valorizzazione energetica degli scarti del legno (ramaglie, scarti di lavorazione del legno, potature delle viti) e della filiera agricola a scopi energetici (miscanto, canna comune, sorgo). Il distretto sarà composto però anche da una rete di teleriscaldamento per fornire calore alle utenze industriali e civili adiacenti.

Il Piccolo, 19 marzo 2009 
 
IL PROGETTO  
Due ettari di terreno per la centrale Tersa  
Accordo con l’azienda Lorenzon per l’impianto a biomasse del Lisert 
Contratto di 15 anni anni con ritiro garantito del prodotto
 
 
Una vera e propria filiera agricola legata alla produzione di energia è quanto vuole nasca sul territorio la Tersa, il cui progetto non si riduce quindi alla sola realizzazione di una centrale a biomasse da 6,5 megawatt potenza nella zona industriale-portuale del Lisert a Monfalcone. La Tersa ieri ha fornito una dimostrazione visiva e pratica delle colture di miscanto e canna comune finalizzate alla produzione di energia realizzate su due ettari della tenuta Lorenzon a San Canzian d’Isonzo, avanzando già una proposta commerciale agli imprenditori del settore. In sostanza un contratto di 15 anni con il ritiro garantito del materiale raccolto a un prezzo base, calcolato sul secco, di 45 euro a tonnellata, rinnovato annualmente, cui si potranno aggiungere anche dei bonus fedeltà e produzione.
Il prezzo totale a partire dal terzo, quando le colture vanno a regime, potrebbe quindi raggiungere i 55 euro a tonnellata. «Per gli agricoltori di una regione che vanta un’agricoltura ad alto valore aggiunto – ha spiegato l’amministratore di Tersa, Paolo Sabatini – si tratterebbe solo di diversificare, sfruttando i terreni improduttivi che si trovano in sostanza in ogni tenuta. Le colture finalizzate alla produzione di energia hanno bisogno di poche cura e poca acqua». La Tersa agli imprenditori agricoli garantirà inoltre assistenza tecnica per le fasi di realizzazione e conduzione delle colture. La società sta lavorando, in collaborazione con l’Università di Udine, per poter contare sui quantitativi di materiale necessari a far funzionare la centrale a biomasse quando entrerà in funzione, cioé verso la fine del 2010-inizio del 2011. Il cantiere per la costruzione dell’impianto aprirà alla fine di aprile, mentre i lavori dureranno 20 mesi. Il progetto, come ha ribadito ieri Sabatini, prevede però la realizzazione al Lisert di un vero e proprio distretto energetico che pure avrà come fulcro la centrale cogenerativa, alimentata a biomassa legnosa vergine di circa 6,5 megawatt di potenza e con annesso parco di gestione, preparazione e immagazzinamento del materiale legnoso per l’alimentazione. La necessità annua sarà di circa 60mila tonnellate di legno vergine cippato. Il progetto comprende però anche una rete di teleriscaldamento per fornire calore alle utenze industriali e civili adiacenti. È prevista anche la trigenerazione, fornendo energia frigorifera, utile sia per il condizionamento, sia per i processi industriali, oltre che a serre per il riutilizzo del calore a bassa temperatura smaltito dalla centrale. Anche le alghe saranno al centro di un progetto, sviluppato in collaborazione dell’Università di Napoli, per la realizzazione di fotobioreattori per la produzione di bioolio a fini energetici. L’azienda agricola Lorenzon, come ha spiegato ieri il proprietario Enzo Lorenzon, ha messo due anni fa a disposizione due ettari di terreno perché fosse realizzato un impianto pilota a fini anche dimostrativi. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 19 marzo 2009 
 
Centrale a biomasse al Lisert  
Il cantiere sarà aperto in aprile. I lavori dureranno 20 mesi 
NUOVA ENERGIA A MONFALCONE 
L’impianto funzionerà utilizzando gli scarti del legno e della filiera agricola Il progetto illustrato ieri a Pieris nell’azienda agricola di Enzo Lorenzon
 
 
MONFALCONE. Sarà aperto ad aprile il cantiere che realizzerà per Tersa, in zona Lisert a Monfalcone, una centrale cogenerativa (già in possesso dell’Autorizzazione unica) alimentata a biomassa legnosa vergine da 6.5Mwe. La centrale consentirà la valorizzazione energetica degli scarti del legno (ramaglie, scarti di lavorazione del legno, potature delle viti) e della filiera agricola a scopi energetici (miscanto, canna comune, sorgo).
Sono state proprio centrale a biomasse e filiera agricola utile alla sua attività i protagonisti della Giornata dimostrativa riguardante le colture dedicate a energia e raccolta di scarti dell’agricoltura, svoltasi all’azienda agricola di Enzo Lorenzon a Pieris. «Vogliamo lanciare la proposta per trovare agricoltori che vogliano aderire al progetto per sviluppare una filiera di colture energetiche e consentire eventualmente di realizzare altri impianti», ha spiegato Paolo Sabatini, presidente di Tersa, società nata nel 2006 per studiare sistemi per migliorare l’efficienza energetica secondo criteri di uno sviluppo sostenibile anche per l’ambiente. «Il nostro obiettivo – ha detto – non è di sovvertire le coltivazioni, dedicandole esclusivamente alle colture energetiche, ma proporre agli agricoltori di dedicarsi a queste aree secondarie e non sfruttate anche perché queste piante necessitano di poca cura». L’appuntamento a Pieris è stato voluto per verificare dal vivo come si può sviluppare un’area di questo genere. Lorenzon da due anni ha dedicato due ettari alla coltivazione del miscanto e della canna comune, che una volta raccolti e compattati saranno usati come combustibile per la centrale, «anche se – precisa – siamo più interessati a partecipare con scarti di vite e legno». L’idea della centrale che sarà realizzata al Lisert (i lavori dureranno 20 mesi) è nata da un accordo tra Tersa, Provincia, Consorzio industriale e Consorzio di bonifica. «Non abbiamo fatto nulla di nascosto e abbiamo contattato subito anche ambientalisti e amministratori per arrivare a un progetto condiviso, in cui s’è tenuto conto delle indicazioni emerse, tanto che abbiamo cambiato l’area in cui sorgerà il sito energetico, rispetto all’ipotesi iniziale», ha evidenziato Sabatini. Il distretto energetico sarà composto da una centrale cogenerativa alimentata a biomassa legnosa con annesso parco di gestione, preparazione e immagazzinamento del materiale legnoso per l’alimentazione (la necessità annua sarà di circa 60 mila tonnellate di legno vergine cippato), da una rete di teleriscaldamento per fornire calore alle utenze industriali e civili adiacenti, da serre per il riutilizzo del calore a bassa temperatura smaltito dalla centrale (gli impianti saranno utili sia allo sviluppo di attività produttive industriali, sia ad attività di ricerca. Sono previste coltivazioni di specie florovivaistiche energivore, colture algali e piante tropicali. Proprio le alghe saranno al centro di un progetto per la realizzazione di fotobioreattori per la produzione di bioolio a fini energetici) e da un parco fotovoltaico per studiare e applicare soluzioni innovative all’intercettazione di energia solare.
L’impianto pilota di miscanto e canna comune dell’azienda Lorenzon è stato realizzato in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Udine. (c.v.)

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 223.453 visite
Annunci