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Il Piccolo, 21 febbraio 2009 
 
Una lista di centrosinistra alternativa al Pd  
Nuova formazione a Staranzano con l’obiettivo di presentare un proprio candidato sindaco
 
 
STARANZANO Si proclama priva di qualsiasi “cappello” partitico, anzi asserisce di essere aperta a tutti, la nuova lista di centrosinistra indipendente, che nascerà il 18 marzo prossimo con un nome e un programma ben definito, se andrà in porto la condivisione di obiettivi, per presentarsi alle prossime elezioni amministrative di giugno esprimendo un proprio candidato sindaco e dare una ventata di novità al paese affidandosi a gente che «vuole lavorare seriamente». Di fatto un’alternativa alla compagine del Partito democratico che ha già deciso di risandidare il sindaco uscente Lorenzo Presot. L’idea è stata accolta con entusiasmo a Staranzano poiché l’altra sera, nel primo incontro nella sala Delbianco di via Zambon, c’erano oltre settanta persone. C’è stata una discussione pacata e serena, che ha avuto come moderatore Ferdinando Bertani, sui temi riguardanti le questionie legate all’ambiente e allo sviluppo del paese, in particolare quello sostenibile, e alla partecipazione alla vita politica utilizzando il metodo partecipativo dei cittadini nella discussione dei problemi che riguardano il futuro governo di Staranzano.
L’appuntamento è per mercoledì prossimo 25 febbraio, quando ci sarà un’altra assemblea pubblica, sempre alle 18 e si parlerà di disagio sociale, scuola e assistenza. Il 4 marzo si discuterà su urbanistica e pianificazione, mentre l’incontro conclusivo di sintesi il 18 marzo.
Nel primo intervento è stato illustrato lo stato di degrado ambientale del territorio dal punto vista dell’inquinamento atmosferico e delle acque, dell’uso del territorio e della cementificazione dei suoli, e ricordando come la provincia di Gorizia, anche escludendo il grave problema dell’amianto, sia ai primi posti in Italia per incidenza dei tumori. Altri temi toccati sono stati la raccolta differenziata, lo sviluppo del litorale stretto fra Marina Julia e l’Isola della Cona, lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle produzione biologiche. Molti gli spunti del dibattito con quesiti riguardanti la pianificazione urbanistica, in cui è stato riscontrato che il luogo più animato è la rotatoria in piazza della Repubblica. Quindi la costruzione della centrale a biomasse che è di tale grandezza «che ha solo il fine speculativo e dove a guadagnare sono solo i proprietari dei terreni».
Inoltre le domande hanno toccato anche l’umiltà nell’ascolto della gente, caratteristiche di chi si propone come futuro soggetto politico. E’ importante, inoltre la comunicazione, visto che in due anni l’amministrazione ha perso un referendum e non ha ascoltato i cittadini sul problema della centrale.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 12 febbraio 2009 
 
IMPIANTO DELLA TERSA DA 5 MEGAWATT  
Via libera alla centrale a biomasse al Lisert  
Lavori in primavera. Investimento di 13-14 milioni e 25 posti di lavoro previsti
  
 
L’impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a biomasse nel Monfalconese si farà, e sarà quello proposto dalla Tersa srl nella zona industriale del Lisert. Si tratta di una centrale da 5 megawatt, quindi con una potenza che non arriva nemmeno a un 10% di quella del possibile impianto a biomasse di Staranzano. L’impianto progettato dalla Tersa ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e i lavori per la costruzione partiranno in primavera.
La società acquisirà al più tardi entro il prossimo mese l’area di 20mila metri quadrati di cui aveva già ottenuto l’assegnazione da parte del Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone. Già da un paio di mesi, del resto, la società ha aperto i suoi uffici nel nuovo edificio realizzato dal Csim lungo la via Timavo. La realizzazione della centrale a biomasse dovrebbe richiedere, stando quanto programmato dalla Tersa, un investimento di 13-14 milioni di euro, mentre i posti di lavoro creati direttamente saranno 25.
L’impianto avrà appunto una potenza di 5 megawatt e sarà alimentato con scarti della produzione agricola e vitivinicola, quindi con una «filiera corta». Il percorso autorizzativo è iniziato oltre due anni fa e in prima battuta si era scontrato con la resistenza opposta dello stesso Csim, perché come sito per l’insediamento era stata individuata un’area lungo il canale Est-Ovest ormai dedicato alla nautica da diporto.
Il Consorzio industriale ha poi ritenuto di venire incontro alle esigenze della società in seguito allo spostamento del futuro sito dalla sponda del canale Est-Ovest a un terreno inserito nel tessuto industriale del Lisert (l’area si trova a poca distanza dall’insediamento della società Adriastrade).
In attesa delle autorizzazioni la Tersa si è comunque mossa per chiudere i contratti relativi alla raccolta del materiale necessario al funzionamento dell’impianto: 55 mila tonnellate l’anno di scarti della filiera del legno, della produzione agricola e vitivinicola. Tersa stava inoltre già realizzando un’attività di raccolta degli scarti di potatura delle viti con propri macchinari e stava definendo accordi con stabilimenti cartari regionali per la raccolta degli scarti della lavorazione del pioppo e, appunto, della filiera del legno, oggetto di un progetto che coinvolge ministero dell’Ambiente e assessorato regionale alle Risorse agricole.
L’energia prodotta dall’impianto sarà rivenduta al Grtn, gestore della rete nazionale, mentre l’energia termica si pensava potesse essere impiegata soprattutto per far funzionare le Terme romane. Proprio sulla realizzazione dell’impianto a biomasse ha però deciso di presentare un’interrogazione il consigliere comunale della Rosa Bianca Giuliano Antonaci. Al sindaco Gianfranco Pizzolitto l’esponente della Rosa bianca chiede non solo a quale punto sia il percorso autorizzativo dell’impianto, ma anche come si concili l’ubicazione dell’impianto con la presenza delle Terme romane, sul cui rilancio l’amministrazione comunale sta investendo in modo consistente. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 06 febbraio 2009 
 
Una centrale a biomasse in città: Antonaci chiede lumi a Pizzolitto 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Oltre a quella che sorgerà a Bistrigna, in Comune di Staranzano, anche a Monfalcone verrà realizzata una centrale a biomasse.
Molto più piccola rispetto a quella del sito staranzanese, 5 contro 55 megawatt, ma che comunque solleva, se non ancora le preoccupazioni, perlomeno le perplessità del consigliere del Gruppo misto – Rosa bianca, Giuliano Antonaci, che dopo aver già presentato in agosto una interrogazione sul tema, ora ne presenta un’altra, urgente, chiedendo al sindaco, Gianfranco Pizzolitto, di sapere che la centrale verrà costruita a Monfalcone e se la società che intende realizzarla, la Tersa srl, ha già ottenuto tutte le autorizzazioni.
«Come si concilia l’ubicazione dell’impianto con le vicine Terme romane? E non ritiene il sindaco – chiede Antonaci – che il consiglio comunale debba essere informato sullo stato dell’arte?».
Come ricordato, già in agosto Antonaci aveva chiesto informazioni su quanti impianti ci siano in vista per il territorio del Monfalconese, che già convive con una centrale termoelettrica da circa 1.000 megawatt, domanda a cui aveva risposto il vice-sindaco, Silvia Altran, confermando la presenza di un unico progetto, quello di Tersa srl per una centrale a biomasse al Lisert, sito individuato in secondo battuta, dopo aver ipotizzato la costruzione della centrale sulla sponda del Canale Est Ovest, dedicato, però, allo sviluppo del settore nautico.
Silvia Altran aveva affermato come al Comune risultasse che l’impianto produrrà un traffico di 14 camion al giorno e che, dagli atti a disposizione, gli impatti acustici e di emissioni in aria saranno nei limiti della norma.
Dalle notizie già diffuse, l’impianto dovrebbe avere una potenza di 5 megawatt e sarà alimentato con scarti della produzione agricola e vitivinicola.
L’impianto a biomasse sarà legato al 75% all’attività di Iskralegno, azienda che dovrebbe sorgere in zona Schiavetti-Brancolo.
La restante capacità dell’impianto a biomasse della Iskralegno, che sarà alimentato dagli scarti del legname, potrebbe essere utilizzata a vantaggio dell’area industriale in cui l’attività sorgerà.

Il Piccolo, 17 gennaio 2009 
 
OGGI SU RAITRE  
«Ambiente Italia» sul caso Monfalcone  
Nel programma intervista con il presidente del rione Enel Adriano Bernardel 
Il problema dell’alta concentrazione di diossine in atmosfera
 
 
Il «caso Monfalcone», cioé quello di un territorio che sta pagando un prezzo pesantissimo al massiccio uso dell’amianto effettuato nel cantiere navale e in altre industrie e ora si trova pare tra i più colpiti in Italia dalla presenza di diossina in atmosfera, sarà preso in esame oggi, alle 14.50, dal programma «Ambiente Italia» su RaiTre. Nel corso della trasmissione – in diretta da Taranto – andrà in onda un servizio di approfondimento sul Monfalconese, sulla tragedia dell’amianto, sull’inquinamento da diossina, sulla centrale termoelettrica ex Enel e sulla centrale a biomasse progettata nel territorio di Staranzano alla quale si stanno opponendo associazioni ambientaliste, cittadini, partiti di sinistra come Rifondazione comunista, ma anche del centrodestra.
Questa puntata televisiva va seguita, sottolinea proprio la Federazione di Gorizia di Rc, perché è necessaria a non sottovalutare l’attualità di queste emergenze sociali e ambientali. I cronisti di «Ambiente Italia» hanno effettuato interviste nel rione Enel, che dagli anni ’60 si è trovato a dover convivere con la centrale termoelettrica più potente della regione, ma anche con esponenti politici del territorio. Anche a livello locale si potrebbe e si dovrebbe fare di più per difendere la salute dei cittadini e l’ambiente. È quanto sostiene il consigliere comunale di Forza Italia Giorgio Pacor che elenca i nodi ancora irrisolti a Monfalcone: l’inquinamento del mare che bagna Marina Julia, l’inquinamento da scarichi fognari della sorgente termale del Lisert, la mancata riconversione a metano dei gruppi a olio combustibile della centrale termoelettrica, il mancato completamento della rete fognaria cittadina.
«Nonostante un preciso impegno del sindaco nel suo programma elettorale – aggiunge Pacor -, non vengono inoltre resi noti periodicamente i dati sullo stato dell’ambiente, il che fa supporre che siano disastrosi». Il consigliere comunale ha quindi presentato un’interpellanza, affinché gli siano consegnati e illustrati tutti i dati sull’ambiente (aria, mare, terra) riguardanti il 2008 in possesso dell’amministrazione comunale. E da Taranto partirà quest’anno, la campagna di Legambiente «Mal’aria 2009», per dire stop all’inquinamento atmosferico, per chiedere una città più vivibile. Nella puntata di «Ambiente Italia» di oggi saranno ospiti di Beppe Rovera il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, il sindaco di Taranto Stefano Ippazio, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Da Monfalcone ci sarà un’intervista con Adriano Bernardel, presidente del rione Enel, che parlerà della convivenza difficile del quartiere, confinante con la centrale termoelettrica più potente della regione e alle prese con frequenti fenomeni di inquinamento acustico, oltre che atmosferico.

Il Piccolo, 13 gennaio 2009 
 
Sì della Regione all’impianto a biomasse  
La centrale progettata a Staranzano supera l’esame della Conferenza dei servizi 
Il sindaco Presot: «Faremo rispettare i vincoli ambientali approvati dal Consiglio»
 
 
STARANZANO Via libera alla costruzione della centrale elettrica a biomasse da 55megawatt a Staranzano nella frazione di Bistrigna. La Conferenza di servizio riunitasi ieri a Trieste nella sede della Direzione regionale della Pianificazione territoriale dopo il rinvio del 12 dicembre scorso, ha votato all’unanimità per il «Sì». Tra i componenti figurano ovviamente il Comune di Staranzano, a Regione, l’Arpa, l’Azienda sanitaria, il Consorzio industriale di Monfalcone e i Vigili del fuoco. Ora la Regione avrà tre settimane di tempo per pubblicare il decreto. Quindi si potrà passare alla fase esecutiva del progetto dell’impianto. Il sindaco di Staranzano Lorenzo Presot, che si è fatto portavoce delle decisioni del Consiglio comunale e delle preoccupazioni manifestate dai cittadini sulla questione dell’inquinamento che potrebbe causare la nuova centrale, ha espresso la sua soddisfazione per il parere favorevole. Ma ritiene che da questo momento comincerà una fase molto delicata e impegnativa. «Fa piacere l’unanimità – afferma Presot – poiché sono stati fugati anche i dubbi con il voto favorevole del Consorzio industriale. Poi è importante poiché verranno realizzate nell’area nuove infrastrutture viabili per due milioni di euro dalla società che avrà in gestione la centrale, che potranno permettere uno sviluppo della zona industriale». «Ma la partita non è ancora finita – continua Presot – in quanto l’amministrazione ha assunto impegni ben precisi di controllo votati dal Consiglio comunale sotto l’aspetto ambientale e relativi all’impianto e voglio rassicurare i cittadini che li farà rispettare». Amarezza viene invece esopressa dal circolo monfalconese Greengang di Legambiente per un esito «scontato» già alla vigilia della decisionedi ieri.
«Non è ancora finita – spiega il presidente Michele Tonzar – poiché prima di raggiungere alla costruzione finale ci saranno tanti problemi. Siamo preoccupati per il territorio, per l’inquinamento dell’aria e di quello acustico. Siamo preoccupati della convenzione i cui proventi non consentiranno alla fine di essere utilizzati dove si vorrebbe per motivi di bilancio. Lasciamo il giudizio di questa operazione ai cittadini che si troveranno un’altra centrale, dopo quella a poca distanza da Monfalcone. Non siamo stati ascoltati dal Comune che non ha neanche tenuto conto delle 700 firme sulla petizione e del giudizio negativo espresso dai cittadini».
Ciro Vitiello

Messaggero Veneto, 14 gennaio 2009 
 
STARANZANO  
La Conferenza dei servizi: sì alla centrale a biomasse 
 
STARANZANO. La Conferenza dei servizi, riunitasi a Trieste nella sede della Direzione regionale della pianificazione territoriale, ha detto “sì” alla centrale a biomasse che dovrebbe essere realizzata a Bistrigna di Staranzano. Il voto è stato unanime trovando quindi la condivisione di Comune, Reigone, Arpa, Azienda sanitaria, Consorzio indutriale, Vigili del fuoco. Ora la Regione avrà tre settimane di tempo per pubblicare il decreto e poi si potrà passare alla fase esecutiva del progetto dell’impianto.
Soddisfatto il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot, che conferma però gli impegni della sua amministrazione, a tutela della cittadinanza, in merito al controllo e vigilanza sia sulla realizzazione dell’impianto, sia ai possibili impatti ambientali.
Amarezza viene espressa da Legambiente, che evidenzia come evidentemente non si sia tentuo conto delle 700 firme raccolte contro la centrale, non ci si sia preoccupati dell’inquinamento ambientale e acustico, nè dell’uso dei proventi di convenzione.
Per Rifondazione comunista, tramite il segretario del circolo Monfalcone-Staranzano, Emiliano Zotti, è invece già iniziata, evidentemente, la campagna elettorale per le amministrative di Staranzano vista la divisione anche politica che la vicenda centrale ha causato. “Anticipo pensiamo motivato dallo strappo che si è consumato sulla vicenda della centrale. Riteniamo, però, che prima della propaganda si debba trovare il tempo per analizzare l’azione amministrativa svolta in questi anni non tralasciando alcun aspetto. Rassicurare gli abitanti sulla salubrità dell’impianto, ritenendo questo l’unico aspetto negativo del progetto – dice -, rischia di limitare la comprensione delle problematiche legate a questa centrale”.
Ritiene “assordante” il silenzio di quegli amministratori “che non hanno ritenuto necessario commentare gli enormi interessi economici documentati e legati a questo impianto. Interessi alimentati da una legislazione lacunosa che fa ricadere sui cittadini l’onere e da ai privati il profitto”.
Oltre al progetto, ci sarebbero altri aspetti da chiarire. Innanzitutto sul metodo con cui si è gestita tutta la vicenda. “Si è evitato il confronto pubblico con le altre forze politiche, non si sono voluti coinvolgere i cittadini, si è assunto un atteggiamento subordinato nei confronti degli interessi dei privati, non si è tenuta conto della volontà di 700 concittadini contrari al progetto per svariati motivi non solo di carattere ambientale. Questi aspetti sono i più preoccupanti perché fanno presagire un metodo di conduzione della cosa pubblica che non condividiamo. Stiamo valutando altre iniziative che possano fermare la realizzazione di questo progetto, prima di prendere in considerazione quelle relative alla limitazione dei danni che un eventuale impianto costruito genererà. La particolare attenzione che poniamo alle questioni ambientali è legata a questi aspetti. La tutela dell’ambiente – conclude – non è solo un dovere e responsabilità civica, ma un banco di prova che misura la volontà di attuare politiche di sviluppo sostenibile e svincolate da interessi particolaristici”.

Messaggero Veneto, 16 gennaio 2009 
 
Centrale a biomasse, il caso approda in tv 
STARANZANO
 
 
STARANZANO. Si parlerà della centrale a biomasse in località Bistrigna, in Comune di Staranzano, e della situazione che vive il territorio in cui esistono già una centrale termoelettrica e altre aziende dal potere inquinante nel programma “Ambiente Italia”, che andrà in onda domani alle 15 su Raitre. Saranno intervistati alcuni rappresentanti istituzionali, delle associazioni, ma anche politici.
Tra questi anche il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Roberto Antonaz, già assessore della giunta Illy, il quale ritiene «gravissimo il via libera della conferenza regionale dei servizi alla realizzazione della centrale a biomasse da 55 megawatt di Bistrigna».
Antonaz ha spiegato che se la centrale venisse realizzata, si andrebbe ad aggiungere una fonte inquinante a quelle già presenti in un territorio già provato e che comunque il percorso che ha portato al progetto, in particolare all’acquisizione dei terreni, è tutt’altro che chiaro.
«Sappiamo, come abbiamo già dimostrato nelle scorse settimane – afferma Antonaz –, che nella vendita dei terreni su cui dovrebbe sorgere la centrale, il cui prezzo nel secondo passaggio di compravendita è lievitato, ci sono stati alcuni passaggi quanto meno dubbi. Dalla visura richiesta e inviataci dalla Camera di commercio di Venezia si deduce ora che l’amministratore dell’Elettrostudio è Gianluca Valenti, coinvolto nell’inchiesta sull’Aliké, di cui è amministratore delegato assieme a Dimitri Passaro. Si tratta di una semplice constatazione, ma crediamo che se ne dovrebbe tenere conto e che dovrebbe far riflettere tutti i responsabili sul fatto che l’insediamento dell’impianto energetico andrebbe bloccato».
Il consigliere regionale di Rifondazione comunista continua inoltre a ritenere inaccettabile che i Comuni limitrofi a quello di Staranzano non siano stati coinvolti nell’iter per valutare l’impatto e la fattibilità o meno del progetto della centrale a biomasse.

Il Piccolo, 05 febbraio 2009 
 
ARTICOLATO PIANO A STARANZANO  
ENERGIA  
Il fotovoltaico da tempo rende autosufficienti le scuole del paese e l’isola della Cona 
Il Comune aderisce alla giornata nazionale del risparmio energetico 
 Pannelli solari sugli impianti sportivi
  
 
STARANZANO Risparmio energetico, difesa dell’ambiente e pannelli fotovoltaici a breve anche agli impianti sportivi della zona di via Atleti Azzurri d’Italia. Lo ha confermato il sindaco Lorenzo Presot nell’annunciare l’adesione all’iniziativa «M’illumino di meno 2009» lanciata dal programma Caterpillar di Radio 2 per venerdì13 febbraio nell’ambito della giornata internazionale del risparmio energetico in occasione dell’anniversario della firma del Protocollo di Kyoto. A Staranzano, alle 18, saranno spente le luci di Piazza Dante Alighieri, piazza principale del Comune, nonché dei fari di illuminazione del Bobolar, l’albero secolare simbolo del paese. «In questi anni – spiega Presot – l’amministrazione non si è fermata alla semplice adesione alle campagne, ma ha messo in campo atti concreti volti al contenimento del consumo energetico e alla ricerca di fonti alternative di produzione di energia elettrica». Presot ribadisce che, dopo la ristrutturazione del municipio che ha visto utilizzate tecniche per contenere i consumi per riscaldamento e raffreddamento, sono stati installati pannelli fotovoltaici sulle scuole cittadine, rese energeticamente autosufficienti tutte le strutture dell’Isola della Cona e prossimamente si proseguirà con l’installazione di pannelli anche sugli impianti sportivi. La Cona, infatti, già dal 2006 ricava quasi tutto il fabbisogno energetico dai questi nuovi impianti: “fotovoltaico”, per soddisfare la richiesta di una parte energia elettrica per gli usi civili e connesso anche alla rete nazionale. “Solare termico” per produrre acqua calda sanitaria e di una centrale termica alimentata e a “biomassa” (cippato di legno reperito nella Riserva) per i bisogni termici di riscaldamento del centro visite. Il tutto costruito con una particolare attenzione all’inserimento ambientale per non provocare impatti di rilievo. Inoltre si evita di scaricare nell’atmosfera oltre trenta tonnellate all’anno di anidride carbonica, di risparmiare circa 8mila litri di gasolio. L’impianto fotovoltaico di 370 metri quadrati di superficie, produce annualmente 19.500 Kwh, mentre il solare termico circa 40mila litri all’anno di acqua a 60 gradi. «Un invito quindi a tutti i nostri cittadini – ribadisce Presot – a partecipare all’iniziativa, spegnendo anche per pochi minuti le luci di casa per dare un segno di attenzione e di sostegno questi temi, come verrà fatto con le luci della nostra piazza».
Ciro Vitiello

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