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Esce il numero 6 di MonfalconeTerritorio
In tutte le edicole della sinistra Isonzo da giovedì 24 dicembre

Editoriale: Cara cugina ti scrivo…

Lo so, è tanto che non ci sentiamo. Mi chiedi come vanno le cose a Monfi, città della tua infanzia e adolescenza, città in cui abbiamo condiviso forse i migliori anni della nostra vita, inconsapevoli e felici.
E’ cambiata, si è riempita di strana gente, strane lingue e strani accenti. Per molta gente questo è un problema: “no se senti più parlar bisiaco, xe pien de botteghe bengalesi, i nostri fioi a scola no impara più niente perché toca insegnarghe italian a quei altri, no se pol più caminar per la strada…, par de esser a Dacca, sta gente ne ruba el lavor… Monfalcon no xe più quela…, mi no son razzista ma tutti sti cabibi…” (scusa il bisiaco imperfetto). Ma a tutto questo rimedieremo: abbiamo un sacco di telecamere per controllare, perché la sicurezza è una priorità e poi abbiamo pensato di monfalconesizzare tutti questi stranieri. Come? Beh, insegneremo loro l’italiano e naturalmente anche il bisiaco, faremo corsi rapidi di cucina locale così scompariranno gli sgradevoli odori speziati e nei nostri condomini assaporeremo soltanto effluvi di brovada e cotechini, sardele in savor, renga e jota…
Poi ci riapproprieremo della piazza e del centro. Eh, il centro, è triste il centro. Negozi chiusi, bar semivuoti, aria di crisi. Per fortuna i centri commerciali reggono, è un buon posto per socializzare, pensa che quando chiedo ai miei alunni che cosa conoscono meglio della loro città in tanti mi rispondono l’”Emisfero”. Sorprendente no?
(Continua su MT6)

Questo giornale nasce per parlare, discutere e far discutere sui problemi reali della nostra città e di tutto il suo territorio mandamentale verso il quale abbiamo grandi responsabilità.
Questo giornale nasce per parlare della nuova Monfalcone e anche dei suoi nuovi abitanti, di cosa sa esprimere questa città, anche delle cose belle che vi succedono.
Vogliamo essere un giornale aperto per una città aperta, rinnovata, ottimista nonostante tutto.

Il blog di MonfalconeTerritorio

MonfalconeTerritorio 06

SOMMARIO DEL NUMERO 6, DICEMBRE 2010

Pag.02 Editoriale: Cara cugina ti scrivo
Pag.03 Come monfalconezzisarsi in 10 mosse
Pag.04 Era l’estate 2008
Pag.05 Con il colore dell’amianto
Pag.06 Dolorosa fu la partenza…
Pag.08 Monfalcone sito nucleare
Pag.09 L’Italia progetta centrali nucleari vicino alla Carinzia
Pag.10 Bassa soglia
Ogni volta che ti sorride

Pag.12 Monfalcone noi e la Gabanelli
Pag.13 La monanarzia
Pag.14 Bisiachi rossi e bastardi
Pag.15 Monfalcone, corridoio 5
Ma cosa ne pensano i comuni?

Pag.16 La parola ai progettisti
Pag.17 Una storia disonesta
Pag.20 Lentamente e consapevolmente
Pag.22 Ricerca pittorica e impegno sociale
Pag.24 Il viaggio di MT nel mondo delle donazioni alla vita
Pag.25 Quando ad uccidere non sono i cattivi
Pag.26 Difesa della razza
Pag.28 Carlo Michelstaedter spiegato a mio figlio
Pag.29 Il prossimo sindaco di Monfalcone
Pag.30 Sulla relatività Einstein aveva ragione
Pag.31 Acqua azzurra acqua cara

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Il Piccolo, 04 novembre 2010

Centrale nucleare? Dibattito con il Comune, A2A e Legambiente

Il circolo Green Gang di Legambiente sarà in piazza della Repubblica a Monfalcone sabato, dalle 15 alle 18, nel 23° anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare, per ribadire che il futuro è nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili. Anche a Monfalcone, come in altre 100 piazze in tutta Italia, i cittadini potranno firmare il progetto di legge d’iniziativa popolare sullo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima.
Le firme saranno poi consegnate in Parlamento prima delle festività natalizie. L’iniziativa di sabato pomeriggio permetterà inoltre a Legambiente di presentare il ciclo di incontri ”Il nostro futuro comune: lo stato dell’ambiente nel territorio monfalconese”. La serie di appuntamenti inizierà giovedì 11 novembre, alle 18, nel Centro Giovani di viale San Marco con un incontro dedicato alla ”Mobilità sostenibile: piste ciclabili, autobus, car pooling… soluzioni percorribili”. A parlare di questi temi saranno Andrea Wehrenfennig, responsabile del settore Mobilità di Legambiente Fvg, Nicola Conficoni, assessore all’Ambiente e Mobilità del Comune di Pordenone, e Silvia Altran, vicesindaco e assessore all’Istruzione del Comune di Monfalcone, per il quale ha promosso la realizzazione dei pedibus e dei bicibus a servizio delle scuole dell’obbligo cittadine. Il secondo degli incontri ospitati dal Centro Giovani, il 25 novembre, sempre alle 18, sarà però proprio dedicato alla questione energetica. Si discuterà infatti sul tema ”Gli insediamenti di produzione energetica a Monfalcone: dalla centrale termoelettrica alla centrale nucleare?”. Relatori dell’appuntamento saranno Cristiano Gillardi, responsabile del settore Energia di Legambiente Fvg, il sindaco Gianfranco Pizzolitto e Massimo Tiberga, responsabile del settore termoelettrico di A2A, proprietaria dell’impianto di Monfalcone.

Il Piccolo, 08 novembre 2010 
 
INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE 
Raccolte 100 firme in tre ore a favore dell’energia pulita

Legambiente, ormai radicata da tempo nel territorio monfalconese, cerca ora di farsi conoscere e avvicinare i più giovani. L’associazione sarà non a caso oggi dalle 17 alle 19 nel Centro giovani di viale San Marco. Nel corso dell’incontro, aperto alla partecipazione di chiunque sia interessato ai temi dell’ambiente, verranno illustrate le campagne nazionali, l’attività dell’associazione a livello regionale e del circolo di Monfalcone. Legambiente ha trasferito in questi anni a livello locale le campagne nazionali di Puliamo il Mondo, quest’anno dedicata al litorale, Goletta Verde, Mal’Aria, Operazione Fiumi. L’associazione è impegnata anche nella compilazione dei dossier Ecosistema urbano, Comuni ricicloni, Comuni rinnovabili. Tra le campagne regionali spicca Scarpe e Cervello, creata per far conoscere da vicino il territorio in cui si abita, ma anche “Le classi per l’ambiente”. Il Circolo Green Gang sabato pomeriggio è invece sceso in piazza, raccogliendo oltre cento firme in tre ore a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare per incentivare le fonti di energia rinnovabile. «Al tavolo informativo allestito in piazza della Repubblica molti sono venuti per firmare e per chiedere informazioni. Forse anche per respingere al mittente l’ipotesi avanzata dall’oncologo Umberto Tirelli – afferma l’associazione – che qualche giorno fa sosteneva che Monfalcone dovrebbe fare salti di gioia all’idea di poter accogliere sul proprio territorio una centrale nucleare».
La raccolta di firme, che proseguirà in tutta Italia fino agli inizi di dicembre, si pone l’obiettivo delle 50mila sottoscrizioni e punta a una legge che realizzi il Piano energetico ambientale nazionale, a interventi per privilegiare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile, a diminuire i vincoli burocratici per gli impianti termici e fotovoltaici di piccola taglia.
Si potrà firmare anche giovedì, dalle 18 alle 20, al Centro giovani in occasione dell’incontro “Per una mobilità sostenibile: piste ciclabili, autobus, car pooling… soluzioni percorribili!”, il primo di una serie d’appuntamenti pubblici organizzati da Legambiente su molte questioni d’interesse generale che hanno rilevanza nel territorio di Monfalcone.

Il Piccolo, 29 agosto 2010
 
Nucleare a Monfalcone, a scegliere sarà il Comune
Rivoluzione della Sogin: nessuna imposizione arriverà dall’alto

Deposito nucleare a Monfalcone? Ipotesi ancora aperta, ma prospettiva che cambia. Entro un mese la Sogin (la società dei rifiuti atomici creata dalla liberalizzazione elettrica che riunisce soprattutto le competenze di Enel e Enea) dovrebbe consegnare la mappa dei luoghi potenzialmente idonei a ospitare il parco tecnologico con deposito atomico. Monfalcone è tra le località papabili, ma c’è una novità. Per risolvere alla radice il problema delle proteste che paralizzerebbero ogni progetto, la scelta non dovrebbe più venire dall’alto. Anziché imporre un impianto ai cittadini, la Sogin cercherà di sollecitare la sua richiesta proprio da parte di chi non lo vuole. È una vera e propria rivoluzione copernicana.
Come avverrà tutto ciò? Secondo quanto pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, una volta individuati i Comuni potenzialmente idonei ad ospitare il polo tecnologico e scientifico con annesso deposito per le centrali nucleari e per la raccolta dei materiali radioattivi, la Sogin emanerà un bando di gara nel quale, tra le altre cose, saranno previsti sussidi e compensazioni per tutti quei Comuni che si dichiareranno interessati all’insediamento. La scelta dei luoghi verrà quindi solo successivamente e qui si arriva addirittura al paradosso. Una volta che i Comuni si saranno candidati ci sarà addirittura la possibilità che dopo la scrematura non vengano scelti.
Il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia sostiene che per il momento non esiste alcuna mappa, che ci sono solo indicazioni di massima legate al fatto che servono grandi masse d’acqua fresca in prossimità di potenti linee di alta tensione. In questo senso Monfalcone è uno dei siti papabili, ma a questo punto, spetterà all’amministrazione proporsi: a questo punto la domanda è meglio intascare un bel po’ di fondi o rischiare di bruciarsi agli occhi dell’opinione pubblica? (s.b.)

Il Piccolo, 30 agosto 2010
 
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE ZOTTI (PRC) 
«Nessun incentivo giustifica il nucleare»

«Nessun beneficio o incentivo può giustificare il nucleare a Monfalcone». A dirlo è il consigliere comunale di Rifondazione comunista Emiliano Zotti che ieri è intervenuto sulla ”rivoluzione copernicana” messa a punto dalla Sogin per la scelta dei siti dove potenzialmente insediare attività legate al nucleare.
«La Società di gestione impianti nucleari – scrive Zotti – conferma che il monfalconese è un potenziale sito per la realizzazione di una centrale nucleare, con buona pace di tutti quelli che lo negavano».
«Il governo – prsegue l’esponente di Rc -, in evidente crisi di popolarità, vorrebbe, però, che siano i comuni a chiedere che tali centrali siano costruite sui propri territori. Per quanto mi riguarda, fino a quando governeremo questa città, nessuna richiesta di ospitare una centrale nucleare a Monfalcone verrà mai inoltrata. La contrarietà alla realizzazione di una centrale nucleare sul nostro territorio è un punto programmatico irrinunciabile. Non ritengo esista nessun beneficio o incentivo che possa giustificare una svendita, morale e materiale, di questo tipo».
«Mi auguro – conclude Zotti – che tale atteggiamento si ripeta in tutti i territori soggetti a questo ricatto, perché penso che il nucleare sia una scelta sbagliata indipendentemente da dove si intenda realizzarla. Ritengo altresì ipocrita l’atteggiamento di quelle forze politiche che si dichiarano contrarie alle centrali nucleari se realizzate qui, ma favorevoli se costruite altrove».

Il Piccolo, 22 ottobre 2010 
 
Nucleare, Monfalcone nella mappa dei Verdi 
Ma non è tra le località in cima alla lista per ospitare la centrale

Monfalcone rientra tra le eree adatte ad ospitare un reattore nucleare, ma non sembra essere tra le prime scelte del governo. Questo è quanto sostengono i Verdi. Mercoledì ad Anguillara l’Enea ha riacceso il nocciolo del reattore nucleare Triga e secondo la mappa realizzata dagli ambientalisti, in pole-position per ospitare il primo nuovo reattore d’Italia ci sarebbe Montalto di Castro nel Lazio. Per gli altri tre impianti che il governo ha in mente di realizzare ci sarebbero Caorso in Emilia Romagna, Chioggia in Veneto e una tra Oristano in Sardegna e Nardò in Puglia. Anche se non compare tra le prime scelte, Monfalcone rimane nella lista. Nella mappa dei Verdi si trova in compagnia di Fossano e Trino in Piemonte, Scarlino in Toscana, San Benedetto del Tronto nelle Marche, Latina nel Lazio, Termoli in Molise, Mola di Bari e Manduria in Puglia e Palma in Sicilia.
Se per i siti delle centrali le località sono state individuate nella mappa dei Verdi, il rilancio del nucleare passa comunque attraverso l’Agenzia per la sicurezza nucleare che dovrà intanto vagliare, sulla scorta della Valutazione ambientale strategica, l’elenco delle 52 località che la Sogin ha individuato come ipotetiche sedi del deposito delle scorie radioattive. Nel dettaglio, la situazione prevede che i depositi di scorie o Parchi tecnologici con aree di scienza e ricerca potrebbero essere realizzati nel Viterbese, nella Maremma, al confine tra Puglia e Basilicata, tra Puglia e Molise, sulle colline emiliane, nel Piacentino o nel Monferrato. Sarebbero invece escluse Sicilia e Sardegna, le località di alta montagna, le zone troppo abitate, i terreni con rischio sismico rilevante e i luoghi soggetti a frane o allagamenti. Come era già stato rilevato anche negli scorsi mesi la comunità che accetterà di ospitare le scorie verrà ricompensata con quelli che sono definiti ”forti incentivi economici”. I criteri per la realizzazione del deposito non possono in ogni caso prescindere da acune caratteristiche. Su tutte verranno prese in esame la stabilità del suolo, la non sismicità e la bassa densità di popolazione. Per individuare le aree i tecnici si sono basati su un costrutto definito ”strati a Gis”’ dove sono stati incrociate, sovrapponendole, le mappe dei diversi criteri. Alla fine sono state prese in considerazione come idonee le aree dove rimenevano dei ”buchi”. In ogni caso, allo stato attuale si sta valutando l’ipotesi per individuare il sito superficiale che dovrà ospitare le scorie ”a bassa e media radioattività” (pari al 95% del totale) e ”temporaneamente anche quelle ad alta intensità”. Queste ultime dovranno poi andare a finire in un deposito geologico, di cui ancora non si parla. (s.b.)

Il Piccolo, 17 luglio 2010
 
UN CONVEGNO A TRIESTE SULLA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI. SOLO L’ANNO PROSSIMO LA MAPPA DEI SITI 
Nucleare a Monfalcone, il governo non si sbilancia 
Il sottosegretario Saglia (Sviluppo economico): «Una centrale è un’opportunità, non una iattura»

TRIESTE Nessuna smentita e nessuna conferma sull’ipotesi di centrale nucleare a Monfalcone. Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, non si sbilancia. Per l’ennesima volta si ipotizza la città dei cantieri come possibile sito per un impianto nucleare? Per l’esponente del governo, ieri a Trieste per partecipare al convegno organizzato dalla Sogin (Società gestione impianti nucleari) insieme al sottosegretario all’ambiente Roberto Menia, non c’è nulla di concreto perché la mappa dei siti si conoscerà appena l’anno prossimo.
MONFALCONE «Ad oggi – afferma Saglia – non è possibile né smentire né confermare alcuna ipotesi. Stiamo costruendo l’architettura normativa per garantire la sicurezza dei territori. Pertanto, quando si parla di possibili siti siamo semplicemente di fronte a delle voci». Anche Roberto Menia conferma quanto affermato dal collega di governo assicurando che «al momento non c’è nulla». Saglia ha comunque aggiunto che ospitare una centrale nucleare «va visto come un’opportunità e non come una iattura». Il programma del governo in questo settore va avanti, ha confermato il sottosegretario, aldilà di «qualche ritardo» dovuto alle dimissioni dell’ex ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, e alla successiva mancata nomina di un nuovo ministro.
RITARDI «Sicuramente – ha spiegato Saglia – il problema di aver ritardato di qualche mese la nomina dei componenti dell’Agenzia nucleare ha avuto un effetto, ma non è drammatico». Secondo il sottosegretario, tuttavia, «l’altro lato della medaglia consiste nel fatto che il presidente del Consiglio e ministro ad interim è il massimo garante del programma nucleare, che era anche nel programma elettorale del Pdl». Per Saglia «entro la pausa estiva l’Agenzia per la sicurezza nucleare inizierà il suo lavoro». Di qeust’Agenzia potrebbero far parte Umberto Veronesi ma anche Maurizio Cumo, docente alla Sapienza di Roma e Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Cro di Aviano.
KRSKO Saglia si è soffermato anche sull’ipotesi di partecipazione italiana al raddoppio della centrale nucleare slovena di Krsko, obiettivo più volte ribadito dal presidente della Regione, Renzo Tondo. «Il governo ha avuto molti incontri con la Slovenia – ha affermato il sottosegretario – e si è parlato anche di questa eventualità». Saglia ha assicurato che da parte delle imprese italiane «c’è la massima disponibilità e la professionalità» per l’eventuale intervento ma nel contempo «ci dovrebbe essere maggiore entusiasmo da parte del governo sloveno». Secondo Menia «Tondo sostiene una tesi che ha la sua valenza sul piano della sicurezza, del business e dell’allontanamento di un’eventuale centrale in Friuli Venezia Giulia».
RIGASSIFICATORE A margine del convegno si è parlato anche dell’impianto che dovrebbe sorgere a Zaule e che, anche in questo caso, vede protagonisti i rapporti con la Slovenia. Secondo Menia «Lubiana usa motivazioni ambientali in maniera strumentale, nascondendo questioni economiche vista l’ipotesi di un rigassificatore a Capodistria». Sia l’esponente triestino del governo che Saglia tuttavia precisano che «da parte nostra abbiamo fornito tutte le garanzie ambientali possibili». Menia ha affermato che, dopo l’incontro di fine maggio che ha portato alla stipula dell’accordo tra Italia e Slovenia sulla sicurezza nucleare «sembrava tutto appianato» e ha mostrato perplessità sulla minaccia di ricorso alla Corte di giustizia europea da parte di Lubiana: «Non si è mai verificata una cosa del genere».
LA CHIESA Sul tema del nucleare si è espresso al convegno anche il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, che ha assicurato come per la Chiesa «c’è disponibilità all’utilizzo civile dell’energia nucleare, purchè non vi siano implicazioni militari. Se si tratta di un utilizzo per il bene comune – ha affermato monsignor Crepaldi – non c’è alcuna preclusione da parte della Chiesa».
Roberto Urizio

Il Piccolo, 18 luglio 2010
 
No al Nucleare, la città pronta alle barricate 
Il sindaco: il rischio è alto, la Regione sia chiara. Razzini: il centrosinistra fa terrorismo

di LAURA BORSANI

Il nucleare tiene ancora sulla graticola Monfalcone. Perché non convincono le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che sull’argomento ha affermato di «non poter smentire né confermare alcuna ipotesi», sostenendo che «la mappa dei siti si conoscerà appena l’anno prossimo». Tanto che il sindaco, Gianfranco Pizzolitto, rinnova la sua determinazione: «Sono disposto a scendere in piazza, qualora si prospettasse l’eventuale coinvolgimento di Monfalcone. Voglio ribadire il mio forte appello affinché la Regione ponga particolare attenzione a una questione che riguarda la salute dei cittadini, ma anche lo sviluppo economico del nostro territorio, bloccando iniziative di diversificazione produttiva». Se dal centrosinistra cresce la preoccupazione, i rimandi sono altrettanto netti. Quelli del consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, poiché il presidente Renzo Tondo non intende rilasciare ulteriori dichiarazioni rispetto a quanto già ribadito. «Il sottosegretario Saglia ha detto ciò che ha detto: non c’è nulla sul tappeto – ribatte così Razzini -. Il nucleare è pulito, sicuro, ma di Monfalcone non se ne parla. La Lega Nord è contraria, a tutti i livelli. Anche il presidente Tondo lo è. Questo ”terrorismo” è solo la ”foglia di fico” utilizzata per mascherare invece lo scempio che gli esponenti del centrosinistra che hanno fatto della nostra città. Il problema reale è piuttosto che tra pochi mesi ci propineranno la centrale a biomasse tra Staranzano e Monfalcone».
Ma in città restano i dubbi. Pizzolitto si dice «molto preoccupato»: «Il Governo, nuclearista, ritiene che la centrale è un’opportunità. La Regione continua a non assumere alcuna posizione chiara contro questa ipotesi. Parla di Krsko, ma intanto ha votato a favore del nucleare. L’atteggiamento della maggioranza regionale non è sufficiente a cautelarci rispetto alla possibilità di una centrale. Lo dico innanzitutto come cittadino. Il tutto, in un momento in cui si discute di rigassificatori e del superporto, e a fronte dell’assenza di un reale piano energetico. Siamo all’interno di un vuoto programmatico e questa è una condizione di debolezza da parte del Friuli Venezia Giulia, mentre altre Regioni, hanno già espresso profonde perplessità». Fa eco il segretario provinciale del Pd, Omar Greco: «C’è molto tatticismo, un’ambiguità voluta, legata però al fatto che, in realtà, c’è la volontà di costruire centrali nucleari. Il presidente Tondo continua a ribadire di voler attivare una partnership con la Slovenia per il raddoppio di Krsko, quando noi sottolineiamo che la Regione non ha gli strumenti giuridici per farlo, trattandosi di una questione che attiene ai rapporti tra Stati. L’attivismo del presidente, pertanto, lascia il tempo che trova. E poi c’è stato lo ”scivolone” del presidente del Consiglio regionale, Edouard Ballaman, della Lega, anche se Razzini ripete che non c’è alcun rischio. Il tutto, mentre il presidente del Veneto, Luca Zaia, pure della Lega, pur nulcearista, ha votato contro la centrale nella Conferenza Stato-Regione. Monfalcone rimane uno degli obiettivi ”sensibili”, pur in assenza di una lista ufficiale. Il rischio è di trovarci completamente disarmati. È una situazione gravissima, per la quale chiederemo conto delle responsabilità al centrodestra e mobiliteremo i nostri cittadini».
Legambiente rinnova il netto ”no” a una scelta ritenuta «rischiosa per la sicurezza e la salute pubblica e perdente sotto il profilo economico». Il presidente Michele Tonzar aggiunge: «Non cambia alcunché, salvo che slitta la data sulla lista dei siti. Alla fine ne uscirà un pasticcio e questo Governo, con i problemi di ben altro tipo che ha, non deciderà nulla. Voglio comunque vedere cosa accadrà nel momento in cui si deciderà sul sito e i cittadini si sentiranno esclusi, considerati gli iter rapidi che su questa materia scavalcano gli enti locali».

Il Piccolo, 05 giugno 2010
 
Nucleare, in Italia due pericolosi ”precedenti”

Il problema nucleare coinvolge tutti i cittadini di destra, sinistra, centro e nono è una questione di colore politico, come si vuole far credere con la propaganda delle lobbies nuclearistiche. Non è un’energia pulita, risolutiva ed economica, bensì foriera di molti problemi. Che sia un problema di tutti lo si evince esaminando, oggi, alcuni fatti di ciò che succede sul nucleare italiano:
-S aluggia ( Piemonte ), è il più importante deposito di scorie radioattive in una zona riconosciuta assolutamente non idonea, sugli argini della Dora Baltea. Con l’esondazione del 2000 , l’ex presidente dell’ Enea, Carlo Rubbia, dichiarò che si sfiorò una catastrofe planetaria. Ciò nonostante adesso si vogliono fare nuovi impianti fra cui il deposito D2 e D3 dove sistemare altre scorie;
– Trino Vercellese ( Piemonte ), è sede della vecchia centrale in fase di smantellamento. Nell’esondazione del Po del 05/11/1994 e del 16/11/2000, viene sfiorata la tragedia quando l’acqua del Po lambisce la centrale nucleare con il rischio di contaminazione radioattiva dell’acqua che la scienza non è in grado di neutralizzare. Tutti questi rischi e altri ancora per una centrale che dopo 40 anni è ancora obsoleta
Le regioni della consulta si sono rivolte alla corte costituzionale contro la legge dello stato dichiarando che: “le scelte che ci vengono imposte per decreto, parlano di almeno quattro nuove centrali, di militarizzazione delle aree prescelte e di imposizione qualora le amministrazioni facessero resistenza”. Riteniamo la legge incostituzionale e inopportuno che il governo parli di nuovi insediamenti, finchè non saranno chiuse le questioni della precedente stagione nucleare. Prendiamo ora in esame le compensazioni al “disagio per la presenza nucleare a Saluggia e Trino Vercellese: ci sono 58 milioni di euro bloccati nelle casse dello stato; il primo anno dell’elargizione sarebbe stato il 2004, bloccato dalla finanziaria 2005 la quale tagliava del 70% le elargizioni; i pagamenti ridotti hanno toccato solo gli anni 2004 e 2007, Saluggia 6.300.000 euro, mentre Trino 4.500.000, provincia 11i milioni. Notare che tutti gli italiani da molti anni pagano nella bolletta dell’energia una piccola quota dedicata che consente allo stato di accumulare un fondo da ripartire fra i comuni che ospitano attività nucleare. La durata di questa quota, a nostro carico, sarà di migliaia di migliaia di anni dovuta alle scorie radioattive. Per ora paghiamo i disagi, ma non i morti: un indagine epidemiologica tedesca rivela il +30% di tumori e leucemie nei dintorni di centrali e dispositivi nucleari.
Intanto a Saluggia è in corso, dopo ben 2 anni dal referendum, per verificare se la presenza delle scorie nucleari abbia provocato un incremento delle patologie tumorali. Mentre il ministro della Sanità sta “valutando” di realizzare indagini simili in tuti i comuni interessati dal nucleare. L’Arpa del Piemonte è fortemente preoccupata perché a Saluggia si trovano già diversi pozzi contaminati in prima falda da radioattività e non sanno da dove arriva oltre che come fermarla. Meno male che la costituzione italiana sancisce ” la Repubblica italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività “; davanti a questi fatti è evidente che per i promotori del nucleare e per il governo, la salute dei cittadini non è tra le loro priorità. Per favore pensateci.

Gianfranco Nolli, Monfalcone

Il Piccolo, 17 giugno 2010
 
INCONTRO RC, CGIL E AMBIENTALISTI 
Nucleare, città a rischio

«Non è vero che il rischio di vedere insediata una centrale nucleare a Monfalcone o in un’area poco distante non è reale». Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha risposto così indirettamente alle accuse del centrodestra cittadino di sollevare preoccupazioni infondate per non occuparsi dei problemi più concreti di Monfalcone. Lo ha fatto nell’affollato incontro promosso da Rc, ”Sinistra ecologia libertà”, Cgil e Wwf in collaborazione con Legambiente. «Siamo di fronte a una Regione nuclearista e in assenza di un progetto complessivo sullo sviluppo economico del Friuli Venezia Giulia – ha detto il sindaco -. Non esiste un Piano energetico e la vicenda della centrale di Monfalcone è emblematica». Il sindaco ha ribadito come il nucleare sia del tutto incompatibile con l’attuale assetto del territorio. Il nucleare, è emerso nell’incontro, è però anche anti-economico come fonte di produzione di energia, sia per i costi di estrazione dell’uranio, sia di costruzione e successiva dismissione degli impianti. «Il nucleare non risolve neppure il problema della dipendenza di approvvigionamento da Paesi considerati instabili – ha detto Dario Predonzan, responsabile energia del Wwf regionale -, perchè l’uranio arriva tutto da aree interessate da tensioni o conflitti». All’incontro è intervenuto anche l’ex astronauta Umberto Guidoni, della segreteria nazionale di ”Sinistra ecologia e libertà”.

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