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Il Piccolo, 25 novembre 2010 
 
SEDICENNI E STRANIERI ALLE URNE PER I RIONI
«Per noi votare significa integrazione» 
I rappresentanti delle varie nazionalità temono che la novità provochi tensioni in città

di LAURA BORSANI

Il diritto di voto per l’elezione dei rappresentanti dei rioni ai ragazzi a partire dai 16 anni e a tutti gli immigrati, a prescindere dalla nazionalità e dalla durata della residenza in città, approvato dalla terza Commissione comunale, viene accolto con particolare favore, ma anche con un certo timore, dalla comunità degli stranieri. L’iniziativa viene considerata un «primo passo concreto» nel segno dell’integrazione, ritenuta un grande esempio di partecipazione democratica. Ma non è stato nascosto il timore circa l’impatto che questo provvedimento, qualora venisse approvato dal Consiglio comunale, potrà avere sulla popolazione monfalconese.
Dalla Consulta degli immigrati è giunta una condivisione corale al progetto, definito un atto di volontà coraggioso. Ieri sera, al Centro Anziani, i membri della Consulta hanno spiegato il loro punto di vista. Il consigliere comunale Fabio Delbello, ispiratore del progetto, ha premesso: «Gli immigrati in città rappresentano almeno un settimo della popolazione. Si tratta di 3-4mila stranieri che lavorano, pagano le tasse, ma sono privi di diritti politici. Nell’Europa di oggi è intollerabile. Abbiamo pertanto sfruttato l’opportunità fornita dalla legge costituzionale 3/2001 che assegna ampi poteri statutari agli enti locali per conferire questo diritto politico limitatamente ai rioni, considerato che le elezioni comunali sono disciplinate, come anche le circoscrizioni, dalla normativa nazionale». Delbello ha annunciato una specifica campagna informativa sia nei tre istituti superiori del monfalconese, sia al Centro Giovani, in ordine in particolare al diritto di voto esteso ai 16enni, volendo altresì coinvolgere la neo associazione ”Il Buonarroti”, che raccoglie i genitori del liceo. Il primo incontro, ha aggiunto Delbello, è previsto all’Einaudi-Marconi.
Il presidente della Consulta immigrati, Mohammad Hossain Mukter, detto Mark, ha spiegato, ricordando peraltro un evento precursore, la partecipazione al voto data a 25 bengalesi nel rione Romana-Solvay: «L’approvazione di questo regolamento rappresenterebbe un momento storico, dimostrando la volontà dell’amministrazione locale di accogliere questa nuova realtà che conta 4mila stranieri. È un processo importante, che accelera e dà un senso ai programmi di integrazione sociale. Il prossimo passo che auspichiamo venga superato sarà dunque il passaggio in Consiglio comunale».
Sulla stessa lunghezza d’onda, Xoana Shehu, membro della Consulta di nazionalità albanese: «Non posso che esprimere soddisfazione per questo progetto, che viene incontro alle istanze e alle difficoltà degli stranieri. Mi chiedo come i monfalconesi accoglieranno questa iniziativa, che vuole promuovere l’integrazione sociale in città». Elena Lucia Marcu, rappresentante romena della Consulta, ha osservato: «L’auspicio è quello di poter raggiungere questo risultato, è molto importante per il nostro futuro nel cammino dell’integrazione. Potrebbe anche essere un modo per incentivare gli stessi italiani ad andare a votare». Ildas Ate, macedone, lo ha definito «un passo significativo per la democrazia». Parole di condivisione anche dal presidente dell’associazione Bangladesh Forum, Amin Nurul Khondaker, e da Abdus Salam, che, peraltro, ottenuta la cittadinanza italiana, intende partecipare alle amministrative: è il sole, hanno dichiarato, che si apre all’orizzonte.
 
Il Piccolo, 24 novembre 2010 
 
RIUNIONE DISERTATA PER PROTESTA DALLE FORZE DI OPPOSIZIONE. NASCE IL QUARTIERE MARINA JULIA-ISOLA DEI BAGNI 
Rioni, via libera al voto di sedicenni e stranieri 
Approvata dalla Terza commissione la bozza di regolamento che ora dovrà andare in Consiglio comunale

di STEFANO BIZZI

La Terza commissione consiliare ha dato il via libera al documento che dà il voto agli stranieri e ai minorenni per eleggere i Consigli di rione. È già una rivoluzione, ma per essere completata dovrà superare le forche caudine del Consiglio comunale.
Alla fine, la Terza commissione consiliare ce l’ha fatta: ha dato parere favorevole alla bozza di regolamento sui rioni presentata dal presidente Fabio Del Bello. Lo ha fatto però a maggioranza. Come annunciato alla vigilia, i rappresentanti dell’opposizione hanno disertato la seduta convocata lunedì sera. Sabato mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata per parlare del rapporto tra il Partito democratico e gli immigrati, avevano detto che lo avrebbero fatto per «coerenza politica». Le forze di centrodestra hanno contestato la riconvocazione dell’assemblea negli stessi termini in cui era avvenuta due settimane fa quando c’era stata la discussione tra Giuliano Antonaci e Duilio Russi sulla presenza in aula dei rappresentanti della Consulta stranieri.
L’iter, come detto, non è però concluso. Prima che i minorenni e gli immigrati possano eleggere i loro rappresentanti nei consigli rionali di acqua sotto i ponti dovrà passarne ancora molta. Il documento dovrà essere ora sottoposto all’analisi del Consiglio comunale e lì è facile prevedere aspri contrasti tra maggioranza e opposizione e non è detto che l’intera maggioranza sostenga la proposta di Del Bello. In attesa di capire come evolverà la situazione, il presidente della Terza commissione incassa comunque una vittoria personale.
«Il diritto elettorale attivo e passivo per i sedicenni e per tutti gli immigrati – dice Del Bello – sono gli aspetti politico-istituzionali più rilevanti della bozza e, molto probabilmente, è la prima volta in Italia che un Comune, sfruttando sino in fondo l’autonomia statutaria e regolamentare derivante dalla legge costituzionale numero 3 del 2001, estende i diritti politici, nelle sfere di sua competenza, ai sedicenni ed agli immigrati».
L’esponente del Pd definisce il risultato ottenuto come «una sorta di piccola rivoluzione democratica» che corona la riforma statutaria del 2003-2005 con la quale è stato redatto «uno statuto comunale particolarmente innovativo in tutti i campi». Del Bello ricorda anche «la riforma regolamentare consigliare del 2005 finalizzata a recuperare alla massima assemblea civica e democratica cittadina effettivi poteri di indirizzo e di controllo».
Secondo il suo teorico, la riforma dei rioni ha come fine quello di «innescare processi di democratizzazione e di coinvolgimento delle generazioni più giovani in un quadro più generale di progresso economico e civile della Conurbazione Monfalconese». Ammesso che la bozza venga approvata prima del termine del mandato della giunta Pizzolitto, le prime elezioni rionali potrebbero svolgersi tra circa un anno.
Nel documento è prevista anche l’istituzione di un sesto rione: quello di Marina Julia-Isola dei Bagni. Per quanto concerne la sua costituzione Del Dello sottolinea che nel corso dei lavori della Terza Commissione «i rappresentati del Rione di Panzano, cui oggi appartiene Marina Julia, si sono dichiarati apertamente favorevoli al distacco dell’area e alla costituzione del sesto rione».

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Il Piccolo, 17 giugno 2010
 
Consulta stranieri, cinque liste in lizza 
Gli ammessi al voto del 4 luglio saranno 1500. Solo quattro le donne candidate

Saranno cinque le liste in corsa per l’elezione della Consulta degli stranieri, voluta dall’amministrazione comunale di Monfalcone per favorire il dialogo con le comunità immigrate, ma anche la gestione dei nodi posti dalla presenza in città di circa 4100 cittadini comunitari ed extracomunitari, pari a quasi il 15% della popolazione. Per quanto la consulta sia poco più di una qualsiasi associazione e non abbia alcun poter decisionale, gli stranieri sembrano ritenerla un’occasione da non perdere per far arrivare la propria voce direttamente all’amministrazione locale. Gli stranieri monfalconesi si sono inoltre mossi al di là degli steccati delle comunità di appartenenza. Tre liste sono composte in modo del tutto trasversale da cittadini del Bangladesh, nordafricani, kosovari, romeni, serbi, mentre la lista ”Stella” è formata solo da albanesi e la lista ”Ananas” solo da persone originarie del paese asiatico.
L’elezione della consulta vede comunque in pista gli stranieri già attivi all’interno della propria comunità e di Monfalcone con associazioni e prima con il Coordinamento degli stranieri, che di fatto ha rappresentato il prologo alla nascita della consulta. È il caso di Muhammad Hossain Muktar, più noto come Mark, già presidente del coordinamento e della Bimas, una delle tre associazioni bangladeshe attive a Monfalcone, coinvolto in un’inchiesta sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Mark ha presentato la lista ”Stelle”, mentre Islam Mohammed Jairul, presidente della Bag, la lista ”Ombrello aperto”. La quinta lista si chiama ”Sedia” ed è prevalentemente composta da africani e nordafricani. «Tutte le liste sono risultate valide, perchè corredate dal numero richiesto di firme, dal simbolo del diametro di due centimetri e dal programma scritto in italiano – spiega l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin -, nonostante i tempi concessi fossero molto stretti». Nei programmi gli stranieri parlano delle azioni che intendono compiere all’interno della comunità immigrata per favorire l’integrazione con quella locale, ma anche dell’esigenza di insegnare ai figli la propria lingua e le proprie tradizioni. E le donne? Ce ne sono, ma davvero pochine: tre in una lista, una in un’altra. Il meccanismo individuato dal Comune per garantire una rappresentanza femminile non passa del resto dalle quote rose nelle liste, pur esistendo la raccomandazione di riservare il 30% delle candidature al genere meno rappresentato. La soluzione è invece quella di aggiungere fino a un massimo di due seggi da assegnare sempre al genere meno rappresentato ai 15 previsti per comporre l’organismo, nel caso in cui tutti e i 15 componenti siano dello stesso genere.
L’appuntamento con le urne è il 4 luglio, dalle 8 alle 20, nell’ex dispensario di via Vecellio. Il Comune sta già procedendo all’invio delle convocazioni al voto a circa 1500 stranieri aventi diritto, cioè maggiorenni, residenti a Monfalcone da almeno un anno e da almeno due in Italia. La Consulta resterà in carica tre anni.
Laura Blasich

Il Piccolo, 04 luglio 2010
 
Stranieri oggi al voto per eleggere i componenti della Consulta immigrati

Sono cinque le liste tra le quali i cittadini comunitari ed extracomunitari ammessi al voto potranno scegliere oggi per eleggere i 15 componenti della Consulta comunale per gli stranieri.
Le elezioni si terranno dalle 8 alle 20 nel seggio elettorale di via Vecellio 1, cioé nell’ex centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
Potranno votare, esibendo un documento valido di identificazione (passaporto o altro documento valido per l’espatrio o, se non in possesso, carta d’identità italiana e documenti di soggiorno) tutti i cittadini stranieri maggiorenni alla data delle elezioni e che sono residenti a Monfalcone da almeno un anno.
In corsa per entrare nella Consulta ci sono la lista “Ombrello”, tutta composta da cittadini del Bangladesh (una è donna su 8 candidati) e di cui è capolista Islam Md Faridul, e la lista “Stella”, i cui candidati sono tutti albanesi (una donna su cinque).
La lista “Sedia” è capeggiata invece dal cittadino originario del Bangladesh Nurul Amin Khandoker, ma è formata anche da algerini, serbi, bosniaci, marocchini, etiopi, senegalesi e una donna rumena. La lista “Ananas”, di cui è capofila Jasin Sarkar, è tutta di cittadini del Bangladesh, mentre quella “Stelle”, capeggiata da Muhammad Hossain Muktar, più noto come Mark, comprende tre donne (una bangladesha, una albanese e una macedone) su 15 candidati, originari anche della Tunisia, Bosnia, Ucraina, Kosovo e Senegal.
La Consulta, come dice già il nome, è un organo consultivo dell’amministrazione comunale e sarà  di norma consultata in tutti quei casi in cui cioè si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti e indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti nel Comune di Monfalcone.
La Consulta vuole però anche essere uno degli strumenti attraverso i quali l’amministrazione comunale s’informa sulle condizioni e le problematiche delle comunità straniere presenti sul suo territorio, ma riesce a comunicare anche le esigenze del resto della comunità cittadina.

Il Piccolo, 05 luglio 2010
 
OLTRE 700 STRANIERI HANNO PRESO PARTE ALLE VOTAZIONI 
L’ITER 
Alle 12 si insedierà la commissione per lo spoglio, nel pomeriggio le nomine 
In coda per eleggere la Consulta

Oltre settecento immigrati si sono recati ieri al voto per nominare il proprio rappresentante, tra le cinque liste candidate, in seno alla Consulta comunale per gli stranieri: la prima di natura elettiva in Regione.
Quindici i componenti che andranno a formare il nuovo direttivo dell’organo di consultazione. Nonostante l’afa, fin dalle prime ore del mattino, i cittadini comunitari ed extracomunitari si sono messi pazientemente in fila, all’ex dispensario di via Vecellio, per esprimere la relativa preferenza. Molte le donne, che fino a sera si sono attivate promuovendo la campagna elettorale della lista di riferimento.
Soddisfatta per l’affluenza (erano 1.800 gli aventi diritto) Cristiana Morsolin, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Monfalcone. «È andata molto bene», ha commentato dopo una giornata trascorsa tra i seggi, al pari di altri colleghi della maggioranza. «Un’esperienza bellissima constatare l’entusiasmo e la voglia di partecipazione espressa da questa gente – ha proseguito l’assessore -: l’affluenza, rimasta sempre alta fino a sera (le votazioni si sono concluse alle 20, ndr), è segnale di interesse e desiderio di influire nella società. Per quanto riguarda invece le procedure, è bene sottolineare che siamo stati molto fiscali: sono stati valutati con attenzione tutti i requisiti dei candidati e sono stati effettuati controlli incrociati all’Anagrafe per verificare il possesso di tutte le caratteristiche richieste».
Oggi a mezzogiorno si insedierà la commissione elettorale, mentre nel tardo pomeriggio, con tutta probabilità, verranno resi noti gli eletti. L’organo della Consulta stranieri sarà attivata in tutti quei casi in cui ciò si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti e indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti sul territorio. La Consulta servirà però anche all’amministrazione comunale per apprendere le problematiche inerenti le diverse comunità.
Sono complessivamente 4.096 gli stranieri presenti a Monfalcone (1.642 femmine e 2.454 maschi), pari al 14,61% dei residenti totali, che all’Anagrafe risultano 28.043. La parte del leone la fa la comunità bengalese, con 1.437 abitanti, il 5,12% della popolazione totale. Seguita a ruota da quella croata (401 cittadini) e macedone (370). (ti.ca.)

Il Piccolo, 06 luglio 2010
 
Consulta stranieri 4 le donne elette nel nuovo direttivo 
Marocchina la più votata. Un 25enne bengalese fa incetta di preferenze. Mark Mukther secondo

di TIZIANA CARPINELLI

Si tinge di verde e rosso la Consulta comunale per gli stranieri: con un incredibile gioco di squadra, la comunità bengalese è riuscita a piazzare ben sette rappresentanti su 15 in seno all’organo consultivo, il primo di natura elettiva in regione. La giornata di passione ai seggi, risultati particolarmente torridi date le temperature, è giovata: bangladesho, infatti, è anche il candidato che, in assoluto, ha raccolto più preferenze. Si chiama Hossain Suleman, ha 25 anni e ha raccolto 122 voti. A incalzarlo, subito dietro, un nome ben più conosciuto in città: Mohammad Hossain Mukter, alias Mark, 32 anni, interprete, traduttore e coordinatore della Bimas, a febbraio rinviato a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un segno, l’incetta di 93 voti, che pone un sigillo sull’affezione della comunità asiatica a colui che è stato uno degli esponenti di maggiore spicco.
Bisogna arrivare al decimo tra i più eletti, per scorgere una nazionalità diversa da quella bangladesha: si tratta di una donna, macedone, Ate Jlds, impostasi con 26 voti. E a proposito di quote rosa, va detto che su un totale di 856 votanti (il 37% degli aventi diritto, cioè 2.809 stranieri) sono state 216 le elettrici (25%). Ciononostante sono state nominate delle donne in misura inferiore al 30% previsto e pertanto la Consulta è stata integrata con un’ulteriore esponente del gentil sesso, scelta tra le candidate più votate indipendentemente dalla nazionalità: Shamima Khanam, 28 preferenze, anche in questo caso, bengalese. Quattro, comunque, le donne che l’hanno infine spuntata: Ate Jlds e Shamima Khanam, come detto, ma anche Elena Lucia Marcu (rumena, 8 voti) e Shehu Xhoana (albanese, 23).
Oltre a Hossain Suleman e Mark gli altri nove colleghi maschi, entrati nella Consulta per gli stranieri, sono: Mustapha Mouaoia (marocchino, 20 preferenze), Uddin Afaz (bengalese, 77), Islam Md Faridul (bengalese, 75), Mohammed Mehdi (bengalese, 67), Khondaker Nurul Amin (bengalese, 65), Alieski Same (macedone, 5), Dolic Radoje (bosniaco, 10), Dia Bassirou (senegalese, 12) e Saljihu Azem (serbo, 11). A breve il direttivo della Consulta, di durata triennale, nominerà il suo presidente, che resterà in carica per dodici mesi, dopodiché l’organo si riunirà investire un altro rappresentante, così come previsto dal regolamento. «Sono soddisfatta per la partecipazione – commenta l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – ora finalmente abbiamo una consulta molto rappresentativa e mista: l’obiettivo di dare voce a ogni nazionalità è stato centrato». «Nessun problema si è verificato – osserva il presidente del consiglio Marco Ghinelli, ai seggi assieme ai consiglieri Frisenna, Zilli, Sabato, Panariello, Saullo e Zotti – e ringrazio i consiglieri per l’attività resa durante il seggio». «È stato un momento di festa e di grande democrazia», ha chiosato il consigliere Alessandro Saullo.

Il Piccolo, 11 settembre 2010

PER IL SINDACO LA PRESENZA DELL’ESPONENTE DELLA COMUNITÀ BENGALESE È INOPPORTUNA 
« Mark è sotto processo, lasci la Consulta stranieri»

La partecipazione di “Mark”, cioè di Mohammad Hossain Mukter, 32 anni, traduttore, principale imputato del processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aperto al Tribunale di Gorizia, alla Consulta degli stranieri di Monfalcone è “inopportuna”. A chiarirlo è il sindaco Gianfranco Pizzolitto, sollecitato sulla questione dal consigliere del Gruppo misto-Unione di centro Giuliano Antonaci giovedì sera nella seduta del Consiglio comunale.
«D’intesa con l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, ho affrontato il problema su suoi due piani, quello legale e quello politico – ha detto Pizzolitto -. Dal punto di vista legale l’elezione di Mark e la sua partecipazione alla Consulta è ineccepibile. Non è così da un punto di vista politico, perché se fossimo stati in lui avremmo atteso l’esito del giudizio del tribunale sulle accuse che gli sono state mosse».
Il sindaco ha spiegato di aver convocato Mark, a lungo uno dei principali rappresentanti della comunità del Bangladesh residente in città, esprimendo, assieme all’assessore Morsolin, la propria perplessità e preannunciando che avrebbe reso pubblica la propria posizione, se sollecitato. Com’è avvenuto in aula giovedì. Antonaci ha affermato di ritenere la risposta del sindaco soddisfacente. Intanto la nuova udienza del processo che vede Mark come principale imputato avrà luogo il 12 novembre, quando saranno ascoltati i primi dieci testimoni presentati dal pubblico ministero. Nel procedimento è coinvolta anche una decina tra imprenditori e lavoratori bengalesi. Nella precedente udienza dell’11 giugno del processo, apertosi il 30 marzo a Gorizia, il pm aveva depositato i decreti relativi alle intercettazioni effettuate nel corso delle indagini compiute dalla squadra mobile di Gorizia assieme al commissariato di Monfalcone e al nucleo della Guardia di finanza. Mukter venne arrestato il 2 settembre 2009 e dopo qualche tempo gli vennero concessi gli arresti domilciliari, in seguito revocati. Oggi ”Mark” attende gli esiti del processo in stato di libertà. (la.bl.)

Il Piccolo, 01 ottobre 2010
 
STRANIERI A MONFALCONE 
Consulta immigrati Mukter presidente 
Insieme a lui eletti Muoauia Mustafa e Faridul Anis

È Mohammad Hossain Mukter, più noto come Mark, il primo presidente della consulta degli stranieri di Monfalcone. A indicare il suo nome è stata la ”giunta” eletta a luglio dalla comunità non italiana. Dei 15 membri eletti, i candidati sono stati addirittura otto e questo ha portato a una frammentazione delle preferenze. A Mark sono stati sufficienti cinque voti per essere eletto come primo presidente. La sua carica durerà un anno, poi lascerà il posto a Faridul Anis, il quale, dodici mesi più tardi la lascerà a Muoauia Mustafa. Lo statuto prevede l’alternanza di tre presidenti nel corso dei tre anni di mandato della giunta.
L’elezione di Mark ha già sollevato polemiche. A Islam Jahirul e Miah Fazul, presidenti rispettivamente delle associzioni Bag e Bairab, la scelta non piace. «Non può essere presidente», dicono ricordando che su di lui pende un processo in corso. Da parte sua, il diretto interessato risponde: «La mia legittimità è di fronte agli occhi di tutti. Ho la fiducia della comunità che mi ha votato e chiedo di aspettare la fine del processo prima di giudicarmi»
Sono sei le priorità individuate dal neo-presidente per andare incontro alle esigenze della comunità straniera: l’assitenza legale per l’ottenimento dei documenti, l’assistenza amministrativa per la compilazione dei tanti moduli previsti dalla burocrazia italiana, l’assitenza per l’accesso alla casa, l’assitenza per orientarsi nel mondo del lavoro, l’assitenza sanitaria e l’assitenza culturale.
«Sono tutte attività svolte da diversi enti e associazioni – osserva Mark – noi cercheremo di cucire tutto assieme. per questo organizzeremo un incontro per farci conoscere da tutti».
La Consulta, come dice già il nome, è un organo consultivo dell’amministrazione comunale e sarà di norma interpellata in tutti quei casi in cui ciò si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti o indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti nel comune di Monfalcone. La Consulta vuole però anche essere uno degli strumenti attraverso i quali l’amministrazione comunale informa sulle condizioni e le problematiche delle comunità straniere presenti sul suo territorio e delle proposte avanzate dalle stesse. La Consulta sarà però pure il canale attraverso il quale comunicare le esigenze del resto della comunità cittadina.
Dei 15 componenti eletti sette sono originari del Bangladesh, due sono macedoni, uno è marocchino, uno è senegalese, uno è serbo, uno è bosniaco, uno è rumeno, e uno è albanese. (s.b.)

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