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Il Piccolo, 20 luglio 2009 
 
DIFFICILE PER I PRIVATI L’ACCESSO AI CONTRIBUTI REGIONALI  
Manutenzioni frenate dalla burocrazia Protestano i residenti di Panzano
 
 
Una burocrazia farraginosa rischia di complicare non poco la vita delle famiglie che abitano a Panzano e che si trovano alle prese con banali lavori di risistemazione dei propri alloggi o con il recupero degli immobili, che sono tutelati dalla Sovrintendenza. Lo afferma il direttivo dell’Associazione per Panzano: «L’impianto della legge regionale 28 del 1995, relativa alla riqualificazione del nostro rione, prevedeva il rilancio edilizio dell’area attraverso il finanziamento ai privati. A oggi l’accesso a tali finanziamenti si è dimostrato insufficiente e farraginoso. Ci sono voluti 10 anni per prevedere un contributo a fondo perduto, stanziato appena qualche mese fa, che ammonta complessivamente a 450mila euro. Una cifra da scaglionare nell’arco del triennio 2009/2011. Ma a tutt’oggi mancano norme e modalità d’accesso ai fondi». L’una tantum, annunciata dall’amministrazione, arriva fino a 10mila euro. Non è solo l’aspetto economico, tuttavia, a preoccupare l’associazione: «Le norme di attuazione del Piano di recupero, varate nel 1998, hanno di fatto completamente ingessato il recupero degli immobili da parte dei privati. A seguito delle numerose proteste, nel 2006, il Comune aveva quindi affidato ai propri funzionari l’incarico di provvedere ad alcune varianti, per migliorare l’assetto normativo. Ma, a quanto pare, nulla è stato fatto da allora e tutto è fermo. Vorremo sapere a che punto stanno le famose varianti e quando saranno operative». Il risultato finale di queste impasse si traduce in una serie di piccoli grattacapi per le famiglie. Infatti, come riferisce il comitato, per cambiare gli infissi o ritinteggiare un muro scrostato occorre spesso «compilare pile e pile di documenti con estrema pignoleria». «E alla fine – sottolinea l’associazione – la maggior parte delle persone, spesso anziane, desiste oppure effettua riparazioni in maniera abusiva». Le procedure burocratiche, ritenute dal comitato elefantiache, rappresentano un grosso ostacolo per quelle che sono le normali esigenze di una famiglia residente in una casa ch’è stata costruita diversi decenni prima. E come tutte le residenze datate che si rispettino necessitano di manutenzione. Anche perché, come rileva il comitato, «le multe in cui possono incappare i cittadini del quartiere per delle sistemazioni abusive sono piuttosto pesanti». “C’è chi – aggiunge il direttivo – si è visto costretto a pagare anche 2mila euro di multa».sanzione. Ogni sistemazione delle abitazioni deve infatti osservare determinati requisiti, relativi per esempio alle colore delle tinteggiature o alla natura dei materiali nel rispetto dell’originario stile architettonico, pena un verbale».
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 20 ottobre 2009 
 
Contributi di 10mila euro per rifare le recinzioni  
Illustrate le linee guida del piano per il recupero del quartiere di Panzano
 
 
Il quartiere operaio di Panzano va verso un nuovo piano di recupero per tentare di coniugare meglio che in passato valorizzazione della memoria storica e architettonica ed esigenza dei privati di adeguare abitazioni nate per la vita di cent’anni fa. Le linee guida del nuovo strumento urbanistico, all’esame ieri della commissione per la Programmazione territoriale economica e in un prossimo futuro del Consiglio, propongono innanzitutto dei progetti-tipo, a seconda delle caratteristiche degli edifici coinvolti (dagli ”ottoalloggi” alle bifamiliari dell’epoca).
«L’intenzione è da un lato di salvaguardare ciò che resta della fisionomia delle case operaie, estendendo un’immagine unitaria del rione – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo -, e dall’altro di semplificare la vita ai privati, dando loro la certezza di ciò che si può e non si può fare».
L’amministrazione propone quindi anche quattro soluzioni per la sostituzione dei cancelli, dà indicazioni sull’uso del legno per le persiane e pensa di consentire, per quel che riguarda le pertinenze, un solo manufatto, di 30 metri quadri di superficie nel caso delle ville e di 18 metri quadri nel caso delle case operaie. Per una salvaguardia il più possibile integrale del rione, la parte senz’altro meglio conservata di Monfalcone, vale comunque la pena di spendersi, secondo il capogruppo di Città Comune, Maurizio Volpato, che ha chiesto di affrontare di petto anche il problema dell’invasione del traffico.
«La motorizzazione di massa è l’elemento più estraneo al rione – ha sottolineato Volpato – e quindi si deve ragionare sulla creazione di Ztl, ma anche parcheggi comuni in grado di levare le automobili dalle strade». Volpato ha chiesto di eliminare quanta più discrezionalità possibile nella realizzazione degli interventi da parte dei privati così da arrivare a un’immagine forte di recupero, funzionale anche a un’attrattiva turistica del quartiere legata a percorsi sull’archeologia industriale. «L’obiettivo è questo», ha risposto Schiavo, ricordando gli interventi finora realizzati sul fronte della creazione di spazi per la sosta e per l’aggregazione (la nuova isola pedonale di via Pisani). Il Comune conta inoltre di pubblicare a breve il bando per la concessione di contributi una tantum a fondo perduto fino a 10mila euro ai residenti. A disposizione ci saranno in totale 200mila euro e l’amministrazione spera che la misura contribuisca a favorire la ricostruzione delle recinzioni, le cui attuali pessime condizioni non contribuiscono a dare un’immagine del rione più vicina all’originale.
Laura Blasich

Il Piccolo, 13 novembre 2009
 
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DEL COMUNE AI RESIDENTI DI PANZANO 
Diecimila euro a chi rinnova la recinzione 
L’intervento economico serve a favorire un omogeneo recupero del quartiere operaio

Rifacimento dei serramenti e delle recinzioni, il Comune vara un contributo a fondo perduto di 10mila euro per la case di Panzano. «Si tratta di un problema annoso – spiega l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo – perchè finora i lavori di restauro e di rifacimento del rione finora non hanno potuto riguardare né i serramenti né le recinzioni, che quindi costituivano una problematica piuttosto seria per le condizioni del rione». Per ottenere la possibilità di destinare al recupero delle strutture un contributo ad hoc, quindi, si è dovuto attendere la modifica della normativa regionale. «Il bando è stato predisposto e sarà emanato a giorni – spiega Schiavo – e come criteri prevede una quota fissa di contributo per ogni metro lineare di recinzione e ogni serramento, così da evitare trafile lunghe e complesse con tanto di presentazione di preventivi e così via. Si creerà invece un legame diretto tra lavoro e contributo». A tale scopo, il Comune ha previsto un fondo di 200mila euro, che consentirà di dare risposta a una ventina di domande. Il bando dovrebbe avere come effetto un miglioramento dell’estetica del rione, vista la formula che dovrebbe incentivare la sostituzione delle recinzioni esterne, che finora non sono mai state toccate vanificando, di fatto, i lavori di restauro del resto delle abitazioni. Per il recupero del rione di Panzano sono stati investiti finora 34 milioni di euro, inclusi gli interventi sul campo sportivo Cosulich, le ristrutturazioni del Contratto di quartiere e l’acquisto dell’ex albergo impiegati.
Per completare l’operazione, stando alle stime dell’amministrazione, servirebbero altri 21 milioni tra sistemazione di strade e reti tecnologiche, interventi di manutenzione sugli alloggi di proprietà comunale, concessione di anticipazioni ai privati per acquisti o risistemazione di edifici e interventi su edifici, attrezzature e impianti di interesse pubblico. Per il triennio 2009-2011 è comunque previsto un investimento complessivo di due milioni di euro per dare seguito alla riqualificazione del rione L’importo tiene conto della disponibilità residua a fine 2008, vale a dire 725mila euro, e delle effettive disponibilità derivanti dai rientri dalle anticipazioni erogate negli anni precedenti e delle entrate ipotetiche. Con questi fondi saranno realizzate le nuove urbanizzazioni primarie che andranno a sommarsi a quelle realizzate finora e per le quali l’ente ha investito 6,9 milioni di euro. (e.o.)

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