You are currently browsing the tag archive for the ‘coordinamento difesa scuola pubblica’ tag.

Messaggero Veneto, 25 febbraio 2009 
 
Tutelare la scuola pubblica: un incontro in municipio 
RONCHI
 
 
RONCHI. Domani, alle 18, nella sala del consiglio di Ronchi, si terrà l’assemblea del coordinamento isontino a difesa della scuola pubblica.
All’ordine del giorno la questione delle iscrizioni all’anno scolastico 2009-2010 e le ultime disposizioni del governo Berlusconi «che minano il sistema pubblico dell’istruzione e il diritto costituzionale allo studio. In questi mesi la scuola è tornata al centro dell’iniziativa politica e sociale nel nostro Paese. Da una parte il governo in carica che taglia posti in organico, ore e attività, alla ricerca di risparmi di bilancio indipendentemente da ogni considerazione sulla qualità del progetto didattico».
«Dall’altra – spiega il Coordinamento – decine di migliaia tra genitori, insegnanti, personale non docente e dirigenti scolastici che difendono gli attuali assetti della scuola dell’obbligo italiana perché, nonostante le carenze e le inefficienze che la caratterizzano, garantiscono alle generazioni più giovani uno dei più qualificati modelli educativi d’Europa».

Il Piccolo, 27 febbraio 2009 
 
PROMOSSO DAL COMUNE  
Coordinamento permanente per la scuola aperto a insegnantii, genitori e sindacati
 
 
Scuole alle prese con crediti pregressi, vantati dal ministero della Pubblica istruzione. La «sofferenza» per gli istituti scolastici della regione verrebbe quantificata in almeno 10 milioni di euro. Un ammanco che nelle oltre 200 scuole del Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per quelle dipendenti dalle sei direzioni del Monfalconese, arriva fino a 100mila euro. È solo una delle criticità evidenziate alla prima assemblea dedicata alla realtà scolastica, tenutasi l’altro ieri al Centro giovani. L’iniziativa s’inserisce nel progetto varato dall’amministrazione comunale, impegnata ad applicare il mandato contenuto in una mozione approvata in Consiglio, che prevede la costituzione di un coordinamento permanente dedicato alle istanze del sistema scolastico, anche alla luce della riforma Gelmini che entrerà in vigore il prossimo anno. La proposta nasce sulla scorta di quanto accaduto nell’autunno scorso, attraverso le manifestazioni di protesta scaturite da movimenti spontanei, ma anche le preoccupazioni provenienti dai genitori, dagli insegnanti e dalle organizzazioni sindacali. All’incontro, l’altro ieri, al quale erano presenti l’assessore provinciale all’Istruzione, Maurizio Salomoni, e, per il Comune, il vicesindaco Silvia Altran, il consigliere Fabio Delbello e il funzionario Rossana Spazzali, hanno partecipato i genitori degli alunni e degli studenti, i rappresentanti di tutti gli ordini di scuola, tra dirigenti e insegnanti, nonchè le principali sigle sindacali del settore. In rassegna dunque sono passate innumerevoli «criticità». A partire dal pregresso economico vantato dalle scuole, che, in una prospettiva di riforma volta a ridimensionare organici e risorse, rappresenta un consistente aggravio per il sistema scolastico che si prepara ad affrontare le nuove disposizioni di legge. Sul tappeto c’è anche l’istituzione del «maestro unico», per il quale ne discendono, peraltro, l’annullamento delle cosiddette «compresenze» e le difficoltà a pagare il personale docente supplente. Ciò significa rischiare di «alterare» o bloccare la stessa attività didattica. All’attenzione altresì il rapporto maestro-alunni che comporterà la formazione di classi comunque più numerose, a partire dai 25 bambini. C’è poi un problema di comunicazione nei confronti dei genitori degli alunni, ai fini di una chiara valutazione delle possibili conseguenze derivanti dalla riforma. Lo si evince dalla stessa modulistica per le iscrizioni che, ad esempio, pur prevedendo più opzioni orarie del tempo scolastico non assicura allo stato attuale l’automatico rispetto delle scelte operate dalle famiglie, in assenza di garanzie sull’organico di fatto del personale insegnante. In questo senso, ha spiegato la Altran, sulla scorta del modello dell’«Open day», è prevista l’organizzazione di «Family day», giornate informative dedicate ai genitori.
È stata inoltre posta in evidenza la formazione delle docenti elementari per la lingua straniera, l’inglese, che la riforma indica in 150 ore, del tutto insufficienti per assicurare la qualità dell’insegnamento. Per quanto attiene alle medie inferiori, s’è parlato del rischio di perdere la seconda lingua straniera, che nel Monfalconese ha consolidato i parametri europei.
La Altran intende ora coinvolgere le altre amministrazioni comunali del mandamento, puntando altresì su una forte presenza della Provincia, al fine di individuare, alla luce dei nuovi indirizzi previsti dalla riforma per le superiori, i percorsi scolastici più conformi alla realtà produttiva del territorio.

Il Piccolo, 06 gennaio 2009 
 
COORDINAMENTO ISONTINO  
Protesta a difesa del tempo pieno
 
 
La scuola dell’infanzia e primaria sono destinate a cambiare già dall’inizio del prossimo anno scolastico, perché i due schemi di regolamento approvati il 18 dicembre dal Consiglio dei ministri intervengono sulla riorganizzazione della rete scolastica e sulla revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico. I documenti, a conferma che marce indietro non ce ne sono state, prevedono innanzitutto l’introduzione del maestro unico a cominciare dalle prime classi della scuola primaria e la cancellazione delle compresenze nelle classi successive alla prima. «Siamo dunque di fronte ad uno stravolgimento della scuola primaria – afferma il Coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica – che va contrastato a partire da ora: in questo mese si apriranno le iscrizioni e i genitori potranno chiedere per i loro i bambini il modello orario scelto fino ad ora, a 30 o 40 ore, con le compresenze dei docenti e rifiutare, invece, il modello a 24 ore, povero di tempo e di risorse».
Il Coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica tornerà quindi a mobilitarsi a partire dai prossimi giorni, diffondendo, attraverso volantinaggi e assemblee, moduli di iscrizione integrativi, affinché «i genitori possano richiedere modelli di tempo scuola disteso e di qualità, rifiutando con forza una riforma che ha il solo intento di tagliare in modo pesantissimo i fondi alla scuola pubblica». Secondo il Coordinamento isontino, gli atti del Governo decretano la fine dell’organizzazione modulare, della pluralità docente, della specializzazione per ambiti disciplinari. Dal prossimo anno scolastico, sempre secondo il coordinamento, sarà impossibile effettuare uscite didattiche, attività di recupero per i bambini che si trovano in situazione di svantaggio, lavori a gruppi e attività laboratoriali.
Anche il tempo pieno, senza compresenze e con il maestro unico di riferimento, si avvia a diventare un tempo a «40 ore» privo di risorse e di mezzi, sostiene il coordinamento (contattabile anche in rete agli indirizzi http://difesascuolapubblica.forumup.it e difesascuolapubblica@email.it).

Messaggero veneto, 07 gennaio 2009 
 
Riprende la protesta del Coordinamento contrario alla riforma scolastica Gelmini 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Assopita, forse, ma certo non scomparsa, riprende vita, dopo gli scioperi e le occupazioni dei mesi scorsi la protesta isontina contro la riforma della scuola voluta dall’attuale governo.
Il coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica diffonderà dai prossimi giorni, attraverso volantinaggi e assemblee, moduli di iscrizione integrativi affinché i genitori possano richiedere modelli di tempo scuola «disteso e di qualità, rifiutando con forza una riforma che ha il solo intento di tagliare in modo pesantissimo i fondi alla scuola pubblica». Il coordinamento, che ha sede a Monfalcone e che a novembre aveva già promosso un banchetto di raccolta firme e informativo in piazza della Repubblica, afferma che «la scuola pubblica è in grave pericolo. Il 18 dicembre 2008 sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri due schemi di regolamento, l’uno che concerne la riorganizzazione della rete scolastica, l’altro la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo. Tali documenti prevedono innanzitutto l’introduzione del maestro unico a cominciare dalle prime classi della scuola primaria e la cancellazione delle compresenze nelle classi successive alla prima. Si decreta pertanto la fine dell’organizzazione modulare, della pluralità docente, della specializzazione per ambiti disciplinari».
Il tempo pieno, senza compresenze e con il maestro unico di riferimento, si avvia a diventare un tempo a 40 ore privo di risorse e mezzi.
«Siamo dunque di fronte a uno stravolgimento della scuola primaria che va contrastato a partire da ora: in questo mese si apriranno le iscrizioni e i genitori potranno chiedere per i loro i bambini il modello orario scelto fino ad ora, a 30 o 40 ore, con le compresenze dei docenti e rifiutare, invece, il modello a 24 ore, povero di tempo e di risorse. E’ per questo che il coordinamento – concludono – diffonderà i moduli di idcrizione integrativi».
Pieno appoggio all’azione del coordinamento è dato dal consigliere Fabio Del Bello. «Le notizie delle ultime settimane avevano fatto pensare a una correzione di rotta, che c’è stata in riferimento all’Università e allo slittamento delle modifiche alle Superiori. Invece perdura l’accanimento del trio Berlusconi-Tremonti-Gelmini a sfasciare l’unica grande riforma scolastica effettuata nei decenni scorsi».
Per Del Bello è urgente che l’assessorato comunale all’Istruzione convochi tutti i portatori di interesse (dirigenti scolastici, rappresentanze dei docenti, dei genitori, degli studenti, degli Ata e i coordinamenti spontanei) per la costituzione formale del Coordinamento cittadino e territoriale per la difesa e la promozione della scuola pubblica istituito dal consiglio comunale, approvando lo scorso 18 dicembre la mozione predisposta dalo stesso Del Bello e con cui si chiede anche il coinvolgimento della Provincia, competente per gli istituti scolastici superiori.
 
Il Piccolo, 07 gennaio 2009 
 
APPOGGIO AL COORDINAMENTO  
Del Bello chiede un’assemblea a difesa della scuola
 
 
Va dato pieno appoggio all’azione che sarà intrapresa nei prossimi giorni dal Coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica, formato da insegnanti e genitori che si battono contro il progetto del Governo. Lo sottolinea il consigliere comunale e provinciale del Pd Fabio Del Bello, a fronte degli ultimi atti del Consiglio dei ministri che confermano la riorganizzazioni decisa per la scuola dell’infanzia e primaria. Sarà urgente quindi, secondo Del Bello, che l’assessorato comunale all’Istruzione convochi tutti i portatori di interesse (dirigenti scolastici, rappresentanze di docenti, genitori, studenti, Ata e i coordinamenti spontanei già operanti come quello isontino appunto) per la costituzione formale del Coordinamento cittadino e territoriale per la difesa e la promozione della scuola pubblica. Così da rispettare quanto deciso dal Consiglio comunale il 18 dicembre, approvando la mozione presentata da Del Bello e che chiedeva anche il coinvolgimento della Provincia, competente per le scuole superiori. Del Bello è non a caso impegnato a far passare entro il mese un’ulteriore mozione in Provincia per fare in modo che l’ente aderisca al Coordinamento di zona monfalconese. Nei prossimi giorni Del Bello incontrerà personalmente tutti i dirigenti scolastici, i presidenti dei Consigli di istituto (o circolo) e le rappresentanze studentesche.

Il Piccolo, 24 novembre 2008 
 
ASSEMBLEA CON I GENITORI  
No ai tagli decisi per la scuola pubblica: messi a repentaglio 150 posti di lavoro
 
 
Ha visto la partecipazione di genitori, insegnanti, dirigenti, studenti e rappresentanti delle amministrazioni locali l’incontro promosso nella sala del Consiglio comunale dal Coordinamento isontino per la difesa della scuola pubblica sugli effetti del decreto Gelmini. Tra i più evidenti rischia di esserci il taglio di 150 operatori della scuola tra insegnanti, Ata e amministrativi già a partire dal prossimo anno scolastico, secondo quanto ha affermato Girolamo Malfi, della segretaria provinciale della Cgil Flc. Malfi ha sottolineato le conseguenze negative che la riduzione di personale avrà sulla gestione di ciascun plesso e il decremento dell’occupazione in provincia. Intanto le iscrizioni all’anno scolastico 2009-2010 quasi sicuramente slitteranno di qualche mese. A detta dell’insegnante di scuola dell’infanzia Paola Deffendi, in rappresentanza del Movimento di cooperazione educativa-Mce, l’ipotesi di funzionamento delle sezioni con una sola insegnante vanificherà invece molte delle buone prassi educative attivate in questi anni. «Una sola insegnante in sezioni fino a 30 bambini, in un tempo ridotto alla sola mattinata – ha spiegato -, potrà dare minore attenzione, ascolto e risposta ai bisogni cognitivi, affettivi e materiali dei singoli bambini». In rappresentanza del Comitato contro il maestro unico e dei Cobas Scuola, ha poi preso la parola l’insegnante di scuola primaria Gianluca Gabrielli, che, dopo aver tracciato un breve iter tra le trasformazioni storiche della scuola elementare, ha sottolineato che l’organizzazione del tempo pieno e dei moduli ha permesso di sostituire alla scuola dove il bambino ascolta, la scuola dove il bambino parla. Un modello educativo che, ha rilevato Gabrielli, è ora messo fortemente in pericolo dalla legge a causa dell’elevato numero di bambini per classe che potranno essere anche 30.
Per rappresentare il punto di vista dei genitori ha infine parlato Serenella Ferrari Benedetti, presidente del Comitato genitori di San Lorenzo Isontino, che ha espresso le ragioni del «no» alla Legge Gelmini. In particolare per quanto riguarda la supposta riduzione della qualità e quantità del tempo scuola. Nel corso dell’incontro sono emersi altri nodi dei provvedimenti legislativi adottati di recente come l’accorpamento di molti indirizzi degli istituti tecnici con gli istituti professionali, la drastica riduzione delle attività gestite dai tecnici di laboratorio, la possibile trasformazione degli organi collegiali degli istituti superiori e delle università in veri e propri Cda con la partecipazione di sponsor privati. Non è mancata la voce degli studenti delle scuole superiori che stanno continuando a portare avanti forme di protesta diverse dalle occupazioni. 
 
GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI SU MATERNE ED ELEMENTARI  
ORGANIZZAZIONE  
IL VICESINDACO  
Classi affollate, fino a 31 alunni  
L’assessore Altran: «Aule troppo piccole: occorre adeguare gli edifici scolastici» 
«Senza personale sarà difficile aprire le sezioni primavera» 
Si teme l’azzeramento delle attività di gruppo ed extra
 
 
Super-classi assegnate al maestro unico e azzeramento delle attività di gruppo ed extradidattiche. La riforma Gelmini, diventata legge dello Stato, cambierà il rapporto insegnante-alunni, ma anche l’offerta formativa, presupponendo altresì il «ripensamento» delle strutture scolastiche. Gravano le incognite sulla nuova legge, in vigore dal prossimo anno scolastico. A metterle in evidenza, in relazione alle materne ed elementari è il vicesindaco e assessore alle Attività socio-educative Silvia Altran. «Questa legge – premette – è tutta da comprendere, poichè se sono noti i principi, non sono ancora chiari gli aspetti organizzativi in assenza dei regolamenti applicativi». Per questo il vicesindaco invita a partecipare all’«Open days: scuola, Comune e famiglia» in programma all’oratorio San Michele il 28 e 29 novembre, per fare il punto della situazione. Intanto slittano le iscrizioni, finora stabilite entro gennaio per l’anno scolastico successivo. Quest’anno è prevista una dilazione, in virtù, spiega la Altran, della mancanza dei regolamenti attuativi. Si ipotizza che i termini possano slittare a marzo. Opzioni orarie «blindate» alle materne dove si ipotizza la possibilità, assieme alle 40 ore settimanali, anche della scelta per le 25 ore, senza però permettere di passare da una modalità all’altra durante l’anno. «Chi iscriverà il proprio bambino con l’opzione delle 25 ore settimali, ossia per la sola mattinata – spiega la Altran -, presumibilmente non potrà più cambiare per accedere al servizio delle 40 ore settimanali, fino al pomeriggio. I genitori dovranno subito scegliere l’uno o l’altro servizio». L’opzione delle 25 ore presuppone l’assegnazione di una sola insegnante, quella delle 40 ore, due docenti a copertura del mattino e del pomeriggio. Attualmente, spiega la Altran, operano due insegnanti nell’arco delle 40 ore settimanali, con una fase di «compresenza» giornaliera determinata dai diversi orari di entrata e di fine servizio, utile per attività più articolate e di gruppo. Compresenza, e quindi attività didattica, che si ipotizza non sarà più possibile.
Sezioni più numerose. Attualmente nelle materne il tetto minimo previsto è di 18 bambini fino a un massimo di 28, seguiti da una educatrice. La nuova legge prevede sezioni di 29 bambini, con una deroga fino a raggiungere i 31 piccoli. Si prevede altresì di attivare in modo massiccio le «sezioni primavera», già peraltro tentate a Monfalcone ma ritenute difficilmente applicabili per questioni di spazi e di offerta del servizio. Le «sezioni primavera» sono dedicate ai bambini di 2 anni e mezzo, assegnate a insegnanti di scuola materna. «C’è da chiarire – aggiunge la Altran – in quale struttura, il Nido o la Materna, potranno essere ospitate queste sezioni, peraltro, anche strutturalmente autonome». Le materne statali sono 6 (via della Poma, via Primo Maggio, Largo Isonzo, via Cellottini, via Gramsci e via Toti), oltre a due sezioni alle elementari Duca d’Aosta ed Ernico Toti. Quindi le elementari, 5 in città (via Duca d’Aosta, via Battisti, Largo Isonzo, via Nazario Sauro, via Toti). Attualmente il tetto massimo indicato prima dello sdoppiamento della classe è di 26 bambini. Con la riforma verrebbe portato a 31. Il prossimo anno l’aumento previsto sarebbe pertanto dello 0,20% rispetto al passato, mentre nei due anni successivi lieviterebbe rispettivamente dello 0,10%. Con il tempo normale a 25 ore settimanali, si considerano anche i rientri pomeridiani, per il raggiungimento delle 30 ore di servizio. Il tempo pieno attualmente offerto alla sola Duca d’Aosta riguarda due sezioni con due maestre a coprire le 40 ore settimanali ciascuno. Il «nuovo» tempo pieno prevede il maestro unico durante l’orario mattutino, a garantire le 25 ore settimanali, e una copertura «a spezzoni» per le restanti 15 ore pomeridiane, affidate quindi a insegnanti diversi. «Bisognerà capire – osserva ancora la Altran – se e come il ministero intende potenziare questa offerta formativa». La vice sindaco pone poi l’accento sugli orari di entrata e uscita dalla scuola per le future prime classi elementari che, con 25 ore la settimana, dovrebbero diversificarsi rispetto alle classi di grado superiore che seguono un orario più esteso, considerando anche la gestione dello scuolabus. Parla poi delle strutture: «In virtù di classi più numerose, si apre il problema degli spazi adeguati, che presupporrebbero una ristrutturazione interna dei locali». Altro aspetto dolente l’assegnazione degli alunni diversamente abili, dovendo fare i conti con classi più numerose.

Il Piccolo, 19 novembre 2008 
 
QUESTA SERA ALLE 20.30  
Futuro della scuola, assemblea  
Sindacati e coordinamenti convocati nella sala del Consiglio
 
  
La sala del Consiglio comunale di Monfalcone ospiterà oggi alle 20.30 un’assemblea pubblica del Coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica per discutere dei contenuti e dei dispositivi di legge che, secondo il movimento contro il decreto Gelmini, mettono a rischio l’esitenza stessa del carattere pubblico della scuola e dell’università italiana. Nel corso dell’iniziativa verranno esposte le ricadute dei tagli del personale docente e Ata nell’Isontino e gli effetti del nuovo dimensionamento delle istituzioni scolastiche in termini non solo di chiusura di plessi, ma anche in materia di offerta formativa. Il coordinamento è nato nelle scorse settimane come strumento di partecipazione dal basso di docenti dei diversi ordini di scuola, personale Ata, genitori e studenti e ha già promosso diversi momenti di informazione, organizzando un sit-in in piazza della Republica e una fiaccolata a Ronchi. Il titolo dell’assemblea è «La scuola cambia … ma non in meglio. Analisi a più voci della Legge Gelmini» e sono previsti i seguenti interventi di Girolamo Malfi segreteria provinciale della Cgil Flc, di Paola Deffendi del Mce, Movimento di cooperazione educativa, di Gianluca Gabrielli dei Cobas Scuola-Comitato contro il maestro unico e di Serenella Ferrari Benedetti, presidente del Comitato genitori di San Lorenzo.

Il Piccolo, 17 novembre 2008 
  
Effetto Gelmini in città: taglio di 50 cattedre e una superiore in meno  
«Simulazione» della Flc-Cgil che prospetta anche una drastica riduzione di corsi e indirizzi
 
 
Dopo la conversione in legge della riforma Gelmini e con la protesta studentesca ancora in atto, sindacati e istituzioni cercano di prefigurarsi lo scenario che attende il mondo della scuola non solo a livello nazionale ma anche locale. Sia sul piano organizzativo, sia strettamente occupazionale. Ebbene, secondo la Flc-Cgil potrebbero essere 141 i posti di lavoro a rischio tra docenti e personale interno che verrebbero meno nella provincia di Gorizia – il 30% a Monfalcone -, mentre in tutta la nostra regione l’organico rischia di calare di 1114 unità.
Ma anche le scuole di Monfalcone potrebbero pagare un «pedaggio» altissimo che si potrebbe aggirare addirittura su una perdita di 40-50 posti.
Sono questi i dati emersi da una «simulazione» effettuata dalla Flc-Cgil isontina per meglio comprendere gli effetti della riforma in atto. Un’azione, definita «devastante» dal sindacato, che potrebbe essere evitata solo prospettando una soluzione a dir poco improbabile. Cioè il ritiro della norma legislativa.
Secondo la Cgil, la perdita delle cattedre in provincia di Gorizia è stata così calcolata: 37 per le scuole elementari, 38 per le scuole medie, 27 per le superiori. Oltre a 39 posti occupati dal personale Ata che verrebbero meno. Fin qui i numeri, che rispecchiano per grandi linee quelli già ipotizzati da altre organizzazioni dei lavoratori o dagli stessi operatori scolastici. Ma le scuole monfalconesi potrebbero pagare in modo severo anche in termini di autonomia, di corsi, attrezzature e laboratori.
Pessimo il futuro, ad esempio, che la Flc-Cgil prefigura per il Liceo scientifico Buonarroti che potrebbe perdere il biennio dell’indirizzo «sperimentale», come pure l’indirizzo «classico» che, peraltro, già quest’anno non è stato costituito per carenza di iscritti. E un’altra prospettiva, giudicata con estrema preoccupazione dai dirigenti scolastici, potrebbe riguardare gli altri due istituti superiori cittadini che, per affinità, rischiano di essere unificati sotto un’unica sigla e direzione. Trattati insomma come dei «doppioni».
È il caso dell’Iti-Itc Einaudi-Marconi di Staranzano che già quest’anno si trova, quanto a numero di studenti, sotto il tetto minimo richiesto per godere dell’autonomia, cioè 500. La sua sorte, secondo il sindacato, potrebbe essere quella di finire accorpato al Polo professionale di via Baden Powell, sotto un unico dirigente scolastico. «La situazione è gravissima – afferma Mino Malfi della Flc-Cgil isontina -: qui non si tratta di limare sperperi di risorse inutili come vuol farci credere il governo. Stiamo seriamente rischiando di snaturare la funzione stessa delle scuole professionali che hanno il compito di formare i futuri operai specializzati, e di quelle tecniche in campo industriale e commerciale».
La prospettiva, secondo la Flc-Cgil – è ancor più grave a Monfalcone, la cui economia poggia sull’industria più che sul terziario. In questo caso inoltre, secondo il sindacato, ci sarebbe un’emorragia di insegnanti di materie tecniche. A livello provinciale – aggiunge Malfi – rischia la cancellazione anche una scuola unica nel suo genere nell’Isontino, l’Istituto agrario di Gradisca d’Isonzo. «A oggi – aggiunge Malfi – non si conosce il destino che potrebbe attendere questa scuola. Per questi motivi, la Flc-Cgil chiediamo il ritiro o quanto meno la sospensione per almeno un anno della legge. Nel frattempo dovremmo metterci attorno a un tavolo e discutere».
Un primo effetto, secondo il sindacato, c’è già stato: i termini delle iscrizioni per il prossimo anno sono state rimandate. Dovevano essere effettuate entro il 31 gennaio, invece sono state rinviate a febbraio o addirittura a marzo in attesa vdi conoscere i contenuti e le disposizioni dei decreti attuativi e quindi stabilire gli organici delle singole scuole. Per quanto riguarda gli eventuali accorpamenti, il sindacato spinge per coinvolgere quanto prima la Regione, la Provincia di Gorizia e i Comuni prima che sia troppo tardi. «Questo non è solo un problema di Monfalcone, dell’Isontino o della regione – afferma Malfi – ma è un problema nazionale perché tocca le famiglie, la qualità dell’insegnamento e il posto di lavoro di tante persone. Senza contare il problema delle scuole elementari e del ”tempo pieno” che viene frequentato da centinaia di scolari a Monfalcone e che potrebbe essere messo a rischio con il ricorso alla figura del maestro unico.
«Non c’è in gioco solo un metodo d’insegnamento – conclude Malfi – ma anche l’organizzazione interna di molte famiglie con entrambi i genitori che lavorano e che vedrebbero la loro esistenza rivoluzionata. Stiamo preparando un piano di protesta che prevede, per il personale Ata, lo sciopero dello straordinario, per i docenti il rifiuto di sostituire colleghi assenti o di svolgere attività non obbligatorie e quindi bloccare, a esempio, i viaggi di istruzione. Per le scuole superiori bisogna cominciare una serie di iniziative di sensibilizzazione sul territorio, coinvolgere in una rete gli studenti di diversi istituti e anche i genitori, con l’obiettivo di puntare a una scuola di qualità».
Ciro Vitiello

COORDINAMENTO ISONTINO  
Mercoledì assemblea in Consiglio
 
 
Il dibattito del Consiglio di Monfalcone sui cambiamenti imposti alla scuola dal decreto Gelmini non è proseguito giovedì sera. Il confronto sulla mozione presentata dal Pd proseguirà nella prossima seduta, come deciso dal presidente del Consiglio Marco Ghinelli e dai capigruppo. Intanto continua la mobilitazione anche a livello locale per la difesa della scuola pubblica. La sala del Consiglio farà da teatro mercoledì, alle 20.30, a un’assemblea pubblica del Coordinamento isontino in difesa della scuola pubblica, riunita per discutere dei contenuti e dei dispositivi di legge che «mettono a rischio l’esitenza stessa del carattere pubblico della scuola e dell’università italiana». Nel corso dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori, verranno esposte le ricadute dei tagli del personale docente e Ata nella provincia e gli effetti del nuovo dimensionamento delle istituzioni scolastiche in termini non solo di chiusura di plessi, ma anche in materia di offerta formativa. Il coordinamento è nato come strumento di partecipazione dal basso di docenti dei diversi ordini di scuola, personale Ata, genitori e studenti ed ha già promosso diversi momenti di informazione con volantinaggi e assemblee.

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 227.521 visite