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Il Piccolo, 30 giugno 2010
 
CONDANNATO A 2 ANNI CON LA CONDIZIONALE: DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI
«Lorito spendeva 800 euro al mese al Lotto» 
Secondo i giudici il vicequestore assumeva abitualmente cocaina ed era in crisi finanziaria

di CLAUDIO ERNÈ

In nome del popolo italiano i giudici del Tribunale di Trieste hanno dichiarato il vice questore Carlo Lorito «propenso al consumo di stupefacenti, in particolare cocaina». Lo si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il dirigente della Polizia di Stato sospeso da quasi tre anni dal servizio, e il cui pensionamento è questione di pochi giorni, è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale. Era accusato di corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento. Ha fornito a spacciatori con cui era entrato in rapporti informazioni adatte a eludere l’inchiesta che li coinvolgeva e in cambio ha ottenuto cocaina.
Nelle 138 pagine redatte dai giudici Luigi Dainotti, Angela Gianelli e Francesco Antoni, vengono ripercorse tutte le tappe della clamorosa vicenda emersa pubblicamente il giorno dell’arresto del dirigente di polizia. Era il 16 novembre 2007.
Tutto il dibattimento – in cui erano coinvolti due altri imputati, Fabio Novacco e Andrea Sauro, anch’essi condannati rispettivamente a quattro anni e due anni di carcere – è ruotato attorno all’affare Lorito. Un capitolo della sentenza di condanna è dedicato proprio alla personalità di Carlo Lorito. Si evince «la figura di un uomo, di un funzionario di polizia, dotato sì di personalità e carisma, che però piega costantemente al soddisfacimento dei propri personali interessi. Indubbiamente nell’arco di tempo illuminato dalle indagini compiute, il Lorito ha attraversato un periodo per molti versi non facile, caratterizzato da una crisi di liquidità finanziaria, da una marcata propensione al gioco, nonché da un abituale consumo di sostanze stupefacenti». Questo scrivono i magistrati del Tribunale per soffermarsi poi sulle singole voci. Crisi di soldi, propensione al gioco, consumo di stupefacenti.
Lorito prima dell’arresto guadagnava 3.508 euro netti al mese, ma ne percepiva nella busta paga soli 2.807, più gli straordinari. La differenza veniva prelevata automaticamente alla fonte per coprire mese dopo mese due prestiti. La «forte propensione al gioco», come si legge nella sentenza, è direttamente collegata nella prospettazione del Tribunale a «puntatine sui cavalli e al gioco del Lotto a cui Lorito nell’ultimo periodo arrivava a destinare circa 800 euro al mese». Questa propensione nella sentenza viene ritenuta «evidentemente cagione di costanti e ingenti esborsi economici«, posto che Gerry Baglieri, il tabaccaio di Gorizia di cui il vicequestore era cliente, «non ha ricordato vincite significative da parte del Lorito».
La terza voce è rappresentata dal consumo di stupefacenti, sempre negato dall’imputato. «Che Lorito fosse un abituale assuntore di cocaina è stato dimostrato nel processo con una evidenza che non si stenta a definire solare e schiacciante».

Il video della sniffata nella pescheria di Deste al Villaggio del pescatore 

Il punto nodale dell’inchiesta e della condanna del vicequestore Carlo Lorito, è rappresentato dalla ripresa video effettuata il 15 novembre 2007 nel retrobottega della pescheria del Villaggio del pescatore in cui lavorava Diego Deste. Ecco come la sentenza ripercorre quell’episodio. «Il filmato mostra il Lorito che riceve una dose di cocaina e la ripone nel portafoglio; poi ”sniffa” un’altra dose di polvere bianca da lui stesa su un foglio di carta. Questa condotta – scrivono i tre magistrati – fa seguito a una conversazione nella quale il Lorito, come altre volte, aveva chiesto a Diego Deste il ’regalino’ di stupefacente con le consuete espressioni allusive».
Parecchie pagine sono dedicate ai rapporti tra il vicequestore e il suo principale accusatore. «I rapporti tra Diego Deste e Lorito si erano intensificati dopo l’incendio capitato a una pescheria di Sistiana. Per le indagini erano stati interrogati dagli inquirenti tutti i suoi familiari ma non lui e questo lo aveva indotto a ritenere che gli investigatori lo ritenessero l’autore dell’incendio. Aveva allora chiesto informazioni al Lorito se poteva vedere come mai c’erano questi interrogatori. Lorito lo aveva rassicurato dicendogli che avrebbe pensato lui a informarsi aggiungendo di stare attento a non parlare troppo al telefono perché verosimilmente era intercettato».

BLITZ DELL’ARMA A CORMONS
INCHIESTA 
FURTI 
Carabiniere arrestato, era a capo di una gang di ladri 
Rubavano gasolio nelle aziende. In manette anche quattro complici, di cui due minorenni
Prosegue l’indagine per individuare gli autori dei colpi nelle villette
Sorpresi in flagranza mentre versavano il carburante in una cisterna
 

di FRANCO FEMIA

CORMONS Smessa la divisa di carabiniere, si dedicava con quattro complici al furto di gasolio. Ma è stato pizzicato dagli stessi colleghi dell’Arma ed ora si trova rinchiuso in carcere, assieme ai complici, con l’accusa di furto aggravato. Si tratta di due giovani di nazionalità romena, due italiani tra cui una donna. Dei quattro arrestati due sono minorenni.
La gang si era specializzata in furti di gasolio che rubavano dalle cisterne di aziende, anche agricole, in varie parti dell’Isontino e poi rivendevano a prezzo stracciato. Si sa che il carabiniere arrestato, di cui non sono state fornite le generalità, è vicentino d’origine, presta servizio a Gorizia e risiede a Cormons.
L’arresto è avvenuto l’altra notte a Cormons. I ladri verso l’1.30 sono stati colti in flagranza mentre versavano il gasolio rubato in una cisterna che si trovava dislocata nel parcheggio interno della pizzeria ”Napoli Express”, in via Vino della Pace, i cui titolari sono completamente estranei alla vicenda.
I militari dell’Arma da giorni erano sulle tracce dei ladri e l’altra notte hanno teso la trappola con uno spiegamento di forze che comprendeva uomini del reparto operativo del Comando provinciale, della Compagnia di Gradisca e della stazione di Cormons.
Una volta fermato, il carabiniere-ladro è andato in escandescenze tanto che per calmarlo è stato richiesto l’intervento del 118 e un’ambulanza dal vicino Distretto sanitario di viale Venezia Giulia è accorsa sul posto. I sanitari hanno provveduto a calmarlo.
L’arresto dei ladri è stato confermato dalla Procura della Repubblica pur senza fornire ulteriori particolari. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica dottor Enrico Pavone che, probabilmente oggi, chiederà al giudice delle indagini preliminari la convalida della custodia cautelare e anche il mantenimento in carcere degli arrestati maggiorenni, mentre per quanto riguarda i minorenni sarà la Procura dei minori di Trieste a decidere. Il gip avrà, poi, 48 ore di tempo per fissare l’udienza di convalida e decidere sull’arresto del carabiniere e dei suoi complici.
Erano giorni che l’Arma stava effettuando particolari controlli su tutto il territorio cormonese non solo per prevenire i furti, ma anche per identificare gli autori dei numerosi furti che sono stati commessi nelle ultime settimane nel Cormonese e che hanno destato preoccupazione nella popolazione. Ladri temerari che sono entrati nelle villette mentre i proprietari dormivano, alcuni sono stati stati sorpresi e sono riusciti a fuggire. In molti dei casi sono riusciti a portare a termine il colpo rubando soldi e gioielli.
L’indagine della Procura dovrà accertare se la banda arrestata l’altra notte ha compiuto furti nelle abitazioni oppure se questi sono opera di altri malviventi.
Intanto martedì prossimo, con rito direttissimo, sarà giudicato Josè Gasparato, il quarantenne sorpreso a rubare all’interno di un’auto dopo averne rotto il finestrino. L’uomo si trova attualmente agli arresti domiciliari.

Il Piccolo, 01 luglio 2010 
 
CORMONS. IL GASOLIO RUBATO VENIVA RIVENDUTO A 50 CENTESIMI IL LITRO 
Furti, al carabiniere concessi i domiciliari 
È stato sospeso dall’Arma. Il giudice ha rimesso in libertà gli altri componenti della banda
 

di FRANCO FEMIA

CORMONS Gli arresti sono stati convalidati delle indagini preliminari ma nessuno della banda del gasolio è rimasto in carcere. Anche il carabiniere – E. M., di 49 anni, le sue iniziali – ha lasciato ieri pomeriggio la casa circondariale di via Barzellini: il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari che sconterà nella sua abitazione cormonese. Libera invece la donna romena, mentre il complice ha l’obbligo della firma. Liberi a questo punto anche i due minorenni, che erano con i tre maggiorenni quando sono stati sorpresi nella notte tra lunedì e martedì dai carabinieri con 300 litri di gasolio appena rubato da un’azienda vinicola e da una ditta di verniciatura. Tutti restano, comunque indagati, per furto aggravato.
Il carabiniere, che era in forza a Gorizia anche se da alcuni mesi si trovava a riposo, è stato sospeso dall’Arma. Un provvedimento praticamente automatico dinanzi a un fatto così grave.
Le indagini, coordinate dal pm Enrico Pavone, continuano per verificare se la banda è responsabile anche dei numerosi furti compiuti nel Cormonese in questi ultimi mesi. Quello che è certo che il gruppo si era dedicato in particolare al furto di gasolio, che veniva sottratto dalle cisterne che si trovavano in molte aziende della zona. L’altra notte stavano versando in un capiente contenitore 300 litri di gasolio. Ma questa è una piccola parte di carburante rubato. Solo un’azienda agricola di Angoris aveva denunciato nelle settimane scorso un furto di ben 1000 litri di gasolio dalle cisterne in loro dotazione.
Gasolio che i malviventi in gran parte rivendevano a 50 centesimi al litro sul mercato clandestino e ad automobilisti compiacenti ben contenti di pagare la metà il carburante. Ma rischiano: se venissero scoperti scatterebbe per loro la denuncia di ricettazione.
I carabinieri, coordinati dal Comando provinciale diretto dal ten. col. Roberto Zuliani, da tempo erano sulle tracce dei ladri e la rete dispiegata l’altra notte ha dato i suoi frutti. Quando il gruppo si è presentato nel parcheggio della pizzeria ”Bella Napoli” – estranea comunque ai fatti .- per versare il gasolio rubato in una cisterna, sono stati bloccati dai carabinieri.

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