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Esce il numero 5 di MonfalconeTerritorio
In tutte le edicole della sinistra Isonzo da giovedì 29 aprile

Editoriale: Eccoci al secondo anno

Siamo al primo numero del 2010.
Con un po’ di ritardo sul previsto ma facciamo quello che possiamo .
Anche se con grandi diffi coltà ci sembra importante mantenere viva questa voce fuori dal coro.
A Monfalcone le cose continuano ad andare malamente. Assistiamo continuamente ad un imbarbarimento che a volte lascia sgomenti. La destra, Razzini in testa, non perde occasione per creare zizzania in città, per esasperare gli animi e creare solchi sociali difficili poi da ricomporre.
Sembra sia andata persa ogni capacità di ragionare sui problemi, si preferisce agitarli, amplifi carli, inventarli per creare un clima di insofferenza che non appartiene alla nostra gente.
Se ne sentono di tutti i colori: anche la proposta di abbattere gli alberi del viale per far posto a parcheggi. Sembra che ogni limite all’umana decenza sia ormai superato.
In città si parla del mega piano Unicredit di cui si capisce la portata (1 ml di euro) ma non cosa rappresenterà per il nostro porto e la nostra città. Intanto la centrale termoelettrica continuerà ad andare a carbone ed il gas rimane una chimera.
Con buona pace dei nostri polmoni. Di tutto questo parliamo nella copia di MT che avete tra le mani…

Questo giornale nasce per parlare, discutere e far discutere sui problemi reali della nostra città e di tutto il suo territorio mandamentale verso il quale abbiamo grandi responsabilità.
Questo giornale nasce per parlare della nuova Monfalcone e anche dei suoi nuovi abitanti, di cosa sa esprimere questa città, anche delle cose belle che vi succedono.
Vogliamo essere un giornale aperto per una città aperta, rinnovata, ottimista nonostante tutto.

Il blog di MonfalconeTerritorio

MonfalconeTerritorio 05

SOMMARIO DEL NUMERO 5, APRILE 2010

Pag.02 Editoriale: Eccoci al secondo anno
Pag.03 Il morso del ragno
Pag.04 Monfalcone: anatomia di un omicidio
Pag.06 Sicurezza per tutti o delirio di potenza?
La fabbrica della paura

Pag.08 Se potessi avere 1000 euro al mese
Ansia press

Pag.10 Monfalcone vista da chi ci viene a vivere da fuori
Pag.11 Sapete dove si trova Haiti?
Pag.12 L’istinto della libertà
Monfy e la lotta agli infedeli

Pag.13 Il muro di Monfalcone
Pag.14 Ancora a proposito di amianto
Elzeviro

Pag.15 Le mie riforme
Pag.16 Il centro destra monfalconese bolle e ribolle in vista del 2011
Pag.17 La scuola in degrado
Pag.18 Intervista ad Antonio Ingroia
Pag.20 Il porto delle nebbie
Pag.21 Penso in bisiaco, parlo in bisiaco, sono bisiaco?
Pag.22 Mediazione animale
Pag.23 Maxi-rotatoria o maxi-cazzata?
Pag.24 Monfalcone si trasforma…
Pag.25 Varietà
Pag.26 Ancora carbone per Monfalcone
Pag.27 Uno a Zero
Pag.28 El gaucho

Esce il numero 4 di MonfalconeTerritorio
In tutte le edicole della sinistra Isonzo da giovedì 3 dicembre

Editoriale: Il punto

In questi ultimi anni l’immiserimento del dibattito politico ha prodotto effetti che rischiamo di pagare a lungo.
Ormai sembra che, nel nostro paese, sia stata dispersa ogni capacità di analisi seria sulle grandi questioni di cui, invece, si parla in tutti gli altri paesi d’Europa.
Tutto si è ridotto a slogan, a una semplificazione di temi e problemi che se oggi fa guadagnare voti a chi li propone, a medio e lungo termine si trasformerà in incapacità ad affrontare consapevolmente le sfide, anche drammatiche, che il futuro prossimo ci presenterà.
Oggi tutto sembra giocarsi sulle questioni dell’appartenenza, dell’identità d’origine.
Che importa se i cambiamenti climatici, come solo pochi giorni fa ha ammonito il presidente Obama, porteranno problemi giganteschi?
Che importa se continuare a puntare sulla combustione di idrocarburi, ci condannerà ad esaurirli in poche decine di anni?
Che importa se a parlare di nucleare siamo rimasti quasi solo noi in Italia mentre gli altri paesi europei ne hanno deciso l’uscita?
Che importa se la globalizzazione governata dalle multinazionali sta producendo danni in tutto il mondo e colpisce anche in Italia, ovviamente il lavoro e non il profitto?
Che importa se il fenomeno delle migrazioni è una questione epocale che non si può risolvere con il carcere, ma dando speranza e futuro al sud del mondo?
L’importante è trovare spazio nella grande giostra del potere politico e se per ottenerlo bisogna giocare sporco, se si arriva a far credere alla gente che i problemi del lavoro, delle risorse che mancheranno, della complessità dell’evoluzione sociale si risolvono con la Padania, con l’uso dei dialetti, con il carcere o la morte per gli immigrati, con le ronde e con il pensiero unico del Capo allora vuol dire che non c’è più limite al pudore.
Rincoglionire la gente con la rappresentazione televisiva di un mondo inesistente, spostare i ragionamenti della gente dalla complessità della vita a misere ricette che riguardano il qui e adesso sembra essere la ricetta per governare sereni verso il disastro che pagheremo anche quando Bossi e Berlusconi non saranno più tra noi.
A Monfalcone si sta avvicinando il tempo delle elezioni per il dopo Pizzolitto e il nostro timore è di assistere a una disputa che, per garantire la vittoria, si svolga all’insegna della banalizzazione dei problemi e alla nascita di proposte e programmi senza lungimiranza che puntino ad attrarre gli elettori con ricette estemporanee e sempre più banali.
Abbiamo degli esempi da tutte due le parti. Le recenti ordinanze della giunta Pizzolitto che hanno il dichiarato obiettivo di tacitare qualche mal di pancia dei frequentatori cronici dei bar in cui spararle grosse sembra lo sport preferito, dall’altra abbiamo un centro destra che si è ricoperto di ridicolo con la grande battaglia contro la raccolta differenziata (unici al mondo) mentre le loro giunte elette come a Gorizia anche su queste posizioni, hanno beatamente proseguito sulla strada del porta a porta senza cambiare una virgola rispetto a quanto succedeva prima.
Quanto ci piacerebbe che qualcuno iniziasse a parlare su cosa fare, anche nella nostra città, per prepararci ad affrontare seriamente le sfide che già oggi vediamo profilarsi.
Cosa fare seriamente per la situazione sanitaria di Monfalcone in cui non esiste solo l’amianto ma, ad esempio, una concentrazione abnorme di diossine prodotte dalla centrale che rischia di ripetere, fra qualche anno, il dramma dell’asbestosi?
Cosa fare per preparare la città alla futura crisi energetica e del petrolio in particolare da tutti annunciata (ci dimentichiamo che era a 160 dollari poco più di un anno fa e che già ora si parla di un dopo crisi a 200 dollari)?
Cosa fare in città per favorire i consumi locali e a km 0?
Cosa fare seriamente per governare la trasformazione sociale che il trasfertismo e l’immigrazione hanno generato negli ultimi anni? Si può realisticamente pensare che sia possibile tornare ad una Monfalcone che non c’è più e che forse ci piace solo perché è lontana nel tempo?
Cosa fare per il mondo del lavoro che oggi vive, con tutta evidenza, il dramma di scelte fatte in ambiti lontani dal noi (la globalizzazione bellezza) come insegnano il caso Ineos e Eaton? Come ricostruire un’economia che non dipenda dalle scelte di Fincantieri che ha puntato tutto sui bassi salari e sul caos organizzativo?
Sono tutte questioni che ci piacerebbe venissero affrontate con serenità e serietà.
Noi inizieremo a farlo, anche se temiamo che verremo tutti nuovamente travolti da slogan di facile presa, da programmi elettorali che si differenzieranno sulla posizione di una rotonda, sul peperoncino o le bombe a mano di cui dotare i vigili, su come costringere i nostri concittadini bangla a diventare bisiacchi o a tornare a casa.
Forse si può ancora guardare un po’ più in alto e più lontano. Forse. Noi ci proviamo.

Questo giornale nasce per parlare, discutere e far discutere sui problemi reali della nostra città e di tutto il suo territorio mandamentale verso il quale abbiamo grandi responsabilità.
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MonfalconeTerritorio 04

SOMMARIO DEL NUMERO 4, DICEMBRE 2009

Pag.02 Editoriale: Eccoci al numero 4 del 2009
Pag.03 Il punto
Pag.04 Monfalcone città insostenibile
E se il vero sviluppo fosse lo sviluppo zero?
Pag.06 V per vendetta
Pag.07 Tentazioni in tempo di crisi: dove va Fincantieri?
Pag.08 Ospedale: quando i numeri fanno giustizia delle parole
Pag.09 Cronistoria di Neomonfy aggiornata al 31/12/2018
Pag.10 Il “Piccolo” editto di Mercatello
Pag.11 Sapere, Far Sapere, Saper Fare, Fare
Overnight overday
Pag.12 A volte ritornano
Pag.14 10 domande al ministro
Pag.15 A Roma anche i farabutti di MT
Pag.16 Voci dall’Eaton
Pag.18 La patente per votare
Pag.19 Chi norme non piglia pesci
Pag.20 La posta in gioco
Il “bisiaco” in camicia verde
Pag.21 Ci voleva lui
Pag.22 Oriazi e curiazi e la sfida di burletta
MT alla Farnesina
Pag.23 Spritz
Pag.24 Intervista a Vauro
Pag.25 A tu per tu con… Claudio Marongiu

Perché non se ne parla?
Editoriale di MT – Monfalcone Territorio numero 3
In tutte le edicole da sabato 8 agosto 2009

Il disagio psichico è un tema molto complesso e molto delicato che oggi sembra ancor più intrecciarsi al disagio sociale, alla precarietà e a questa diffusa sensazione che per la prima volta dopo secoli fa pensare che il futuro non prometta niente di meglio del presente o addirittura del passato.
E’ un tema che viene spesso rimosso e di cui non si parla .
Eppure è un problema molto presente anche nella nostra città anche se se ne sa poco, quasi fosse un argomento “sconveniente” su cui è meglio glissare.
In altre pagine di MT ne parliamo grazie all’intervento di due medici che del problema, in modo diverso, se ne occupano da molti anni.
Ma oggi qui vogliamo porre anche un’altra questione che riguarda in primo luogo i pazienti ed in secondo coloro che di questi pazienti si occupano.
Sappiamo che il disagio psichico è una condizione di grande sofferenza che spesso diventa un peso insopportabile che spinge anche a gesti estremi come via di fuga da un dolore insostenibile e da una situazione che non lascia intravvedere altre soluzioni.
E’ una condizione con cui spesso le famiglie e gli operatori sanitari si scontrano ed è un rischio che dovrebbe essere costantemente monitorato e prevenuto.
Come mai, allora, negli ultimi anni almeno 3 persone, donne, seguite ed in cura presso il centro di salute mentale di Monfalcone hanno cercato la morte lanciandosi dalle finestre del centro o dalla contigua scuola elementare?
Ma, soprattutto, perché di queste vicende così dolorose nessuno ne ha saputo niente?
La morte di Nevia che si è schiantata gettandosi dal terzo piano della scuola e quella di Fulvia che era rimasta gravemente ferita gettandosi dalle finestre del CSM e che se ne è andata dopo una lunga permanenza in ospedale a Cattinara non sono diventate notizie che potevano far nascere altre domande sul come e perché siano riuscite a sfuggire al controllo di chi le aveva in cura e se era stato fatto tutto quello che si poteva per prevenire queste tragedie.
Non si è saputo niente nemmeno di Laura che, lanciatasi anche lei dalle finestre della stessa struttura, fortunatamente si è salvata anche se con lesioni non proprio trascurabili.
A nostra presa domanda il Sindaco Pizzolitto e l’assessore ai servizi sociali Cristiana Morsolin hanno dichiarato di non averne mai saputo nulla.
Noi crediamo, con tutto il rispetto per la scelta dolorosa di queste persone e con tutta l’attenzione per il sacrosanto diritto alla privacy delle famiglie coinvolte, che tragedie come queste che direttamente o indirettamente riguardano l’efficienza di una struttura sanitaria di grande importanza, non possono passare sotto silenzio e ci stupiamo che non ne siano stati informati i rappresentanti istituzionali della città.
Vorremmo qualche risposta.
Perché il silenzio che spesso accompagna la vita di queste persone fragili e sofferenti non le segua anche nella morte e perché è giusto interrogarsi se si è fatto tutto quello che si sarebbe potuto per prevenire esiti cosi definiti e dolorosi.

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MT - Monfalcone Territorio

Eccoci già al numero due
Editoriale di MT – Monfalcone Territorio numero 2
In tutte le edicole da sabato 18 aprile 2009

Se ci ripresentiamo ai lettori significa che qualche interesse lo abbiamo suscitato, che qualche complimento lo abbiamo ricevuto e che un bel po’ di copie sono state vendute.
Il successo che abbiamo avuto ci spinge a osare di più e quindi il n° 2 ha 32 pagine.
Oggi dobbiamo, noi della redazione, confrontarci con i tempi che un giornale impone, con i carichi di lavoro del giornale che si sommano a quelli per vivere, con le tante domande che ci poniamo quando scriviamo o decidiamo di pubblicare qualcosa.
Abbiamo dimostrato che lo spazio per parlare di Monfalcone e del territorio c’è e che cose da dire ce ne sono ancora di più.
Nuovi collaboratori si sono aggiunti nel frattempo e speriamo che altri li seguano.
Questo numero di MT si occupa, tra le alte cose, di alcune vicende che hanno interessato la nostra città nelle ultime settimane.
In primo luogo della vistosissima e pubblicizzatissima operazione della procura a carico di alcuni esponenti dei centri di aggregazione giovanile in città. Operazione che, come spesso succede, si è andata rivelando poco più di una bufala, una tempesta – e che tempesta – in un bicchier d’acqua.
E qui vorremmo capire perché quando arresta un architetto con una piantagione di marijuana in casa il giornale locale ne parla per un giorno e pubblica solo le iniziali, mentre se alcuni ragazzi vengono arrestati per aver fumato – non prodotto o venduto, fumato! – alcuni spinelli si dà vita ad una campagna di stampa con tanto di nomi e cognomi che dura per giorni e giorni.
Ma non parliamo solo di questo, ovviamente.
In questo numero incominciamo a palare anche di sanità e assistenza con un articolo sulla casa di riposo perché è proprio il caso che si incominci a discuterne visto che i problemi sembrano aumentare e la capacità di rispondere ai bisogni della gente sembra diminuire.
Ed ancora parliamo di città comune, un altro tema in ballo ormai da decenni ma che bisogna affrontare con decisione una volta per tutte.
Abbiamo messo a confronto Monfalcone con la città “gemella” Papenburg e ne usciamo con le ossa rotte.
Non abbiamo dimenticato l’amianto. Abbiamo dichiarato nel primo numero che questo sarà uno dei lifemotive che ci accompagnerà sempre.
Dall’uscita del primo numero altre persone sono morte per asbestosi e noi non vogliamo mollare l’attenzione su questa tragedia, sulle sue cause e responsabilità.
C’è ancora chi fa fi nta di niente, che si illude che questo sia un problema lontano, da esorcizzare, ma ormai tutti noi abbiamo parenti o amici o solo conoscenti che sono morti per questo.
E allora insistiamo a dare informazioni.
In Bisiacaria ci sono anche elezioni in alcuni Comuni. Potevamo ignorarle? Certo che no anche perché non sono esclusi colpi di scena, risultati a sorpresa, capovolgimenti sorprendenti.
In questo numero abbiamo anche qualche curioso reportage dall’interno di Monfalcone, su alcuni aspetti curiosi, fastidiosi e forse poco conosciuti della nostra città.
Ben tornati a MT.

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Venerdì 27 aprile 2009 ore 18:
PRESENTAZIONE DI MT MONFALCONE TERRITORIO NUMERO DUE
Alla libreria Rinascita di Monfalcone, viale San Marco.

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MT - Monfalcone Territorio

 

Il Piccolo, 17 aprile 2009
 
SECONDO NUMERO DELLA RIVISTA 
Unione dei Comuni, dibattito su «Monfalcone Territorio»

Sarà disponibile da domani nelle edicole il secondo numero di “Mt Monfalcone Territorio”, rivista promossa dall’associazione “Libertà di parola”. Anche alla sua seconda uscita Mt è dedicata, come dice il nome, a Monfalcone, ma anche al suo territorio, all’area che storicamente è sempre stata associata, per destino ed evoluzione, alla città dei cantieri. Il secondo numero di Mt sarà presentato oggi, alle 18, nella libreria Rinascita di Monfalcone. Tra gli articoli di questa edizione uno speciale sull’Unione dei Comuni e, come spiega Tiziano Pizzamiglio, tra i promotori della rivista, “sulla sterile progettualità della conferenza dei sindaci in questi anni”. I lettori potranno trovare anche un’intervista all’ex presidente della Regione Biasutti e un parallelo tra Monfalcone e una cittadina della Germania. Simile il numero di abitanti, entrambe hanno un cantiere navale e una forte presenza di cittadini stranieri, ma diversa, come sottolinea Pizzamiglio, la gestione della realtà sociale e lavorativa. Mt sarà in edicola a due euro.

Tempi strani, questi. Anche per Monfalcone
Sembra proprio che tutti i problemi e le contraddizioni che attraversano il pianeta si siano dati appuntamento qui.

Editoriale del numero 01, gennaio 2009.

Il problema dei migranti? noi ce l’abbiamo.
Quello della domanda e dell’offerta di lavoro che non si incontrano e quindi sempre più manodopera da fuori? Noi ce l’abbiamo.
Nuove forme di organizzazione produttiva che privilegia appalti e subappalti e quindi precarietà? Noi ce l’abbiamo.
Infortuni e morti sul lavoro? Noi ce li abbiamo.
Un implacabile serial killer come l’amianto? Noi ce l’abbiamo.
Inquinamento ambientale tra centrale elettrica, colibatteri dall’Isonzo, terreni inquinati? Noi ce l’abbiamo.
Intasamento ed inadeguatezza del sistema di mobilità e di trasporto? Noi ce l’abbiamo.
Diffi coltà di sbocchi professionali per lavori qualifi cati? Noi ce l’abbiamo.
Emergenza abitativa? Noi ce l’abbiamo.
Una classe politica – maggioranza ed opposizione – spesso inadeguata? Noi ce l’abbiamo.
Il disagio sociale, la crescita della povertà? Noi ce l’abbiamo.
Sacche malavitose? Ce le abbiamo.
Bene. E allora?
Allora è inutile mettersi a piangere in memoria di un passato che ci sembra invidiabile solo oggi che siamo nel suo futuro, ma che a ben pensarci non è mai stato troppo tranquillo.
L’industrializzazione improvvisa dell’inizio ‘900, la prima guerra mondiale, il fascismo e le persecuzioni che questo territorio ha subito, la prima ondata migratoria che ha fatto lievitare la città, la seconda guerra, gli anni duri della ricostruzione, la strage dell’amianto che ancora continua.
Eppure Monfalcone è riuscita sempre, con cocciutaggine, a guardare i problemi in faccia e ad affrontarli e a ripartire con un dinamismo magari confuso ma sconosciuto in altre aree della Regione.
Non saranno le posizioni conservatrici espresse con la testa rivolta all’indietro dagli esponenti politici dell’opposizione più retrograda di tutto il nord est, non sarà l’afasia dei partiti di maggioranza, non sarà un’ amministrazione comunale, quand’anche diligente, a disegnare la Monfalcone che verrà.
Dobbiamo assumerci noi tutti cittadini il compito di costruirla approfittando anche delle opportunità che le trasformazioni della città ci offrono.
Bisogna tornare ad essere protagonisti del destino di questa città, ad affrontare con intelligenza e fatica la comprensione e la soluzione dei problemi. Ragionando sui problemi veri e non su questioni pompate ad arte per interessi politici o di mercato dei giornali come la questione rifi uti e quell’altra sulla sicurezza.
Dove sta scritto che non saremo capaci di ripartire ancora una volta?
Una nuova Monfalcone è davanti a noi e non sarà mai più quella di prima.
Possiamo lavorare per renderla un posto dove ci piaccia ancora vivere o la vogliamo livida, timorosa, morta?

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Venerdì 23 gennaio 2009 ore 18:
PRESENTAZIONE DI MT MONFALCONE TERRITORIO
Alla libreria Rinascita di Monfalcone, viale San Marco.

Sabato 24 gennaio 2009 dalle ore 18’30:
BICCHIERATA INAUGURALE
Al bar Galleria a Monfalcone, via Duca d’Aosta.

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MT - Monfalcone Territorio

Messaggero Veneto, 23 gennaio 2009 
 
Città e territorio, nuova rivista
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Uscirà oggi in edicola il primo numero della nuova rivista “Mt – Monfalcone territorio”, giornale promosso dall’associazione “Libertà di parola” e dedicato, come dice il nome, a Monfalcone, ma anche al suo territorio, all’area che storicamente è sempre stata associata, per destino ed evoluzione, alla città dei cantieri. “Mt vuole essere uno strumento per leggere Monfalcone non solo nell’ottica del lamento e richiamo dei bei tempi passati – spiega uno dei promotori, Arturo Bertoli, che fa parte del Comitato di redazione -, ma prendendo atto di una situazione di cambiamento, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa trasformazione ha creato e crea problemi, ma anche tante opportunità. Cosìnoi vogliamo creare un pensiero su Monfalcone che sia utile per definire il percorso che la città farà nei prossimi anni”.
Secondo Bertoli e Tiziano Pizzamiglio, che pure rientra tra i promotori e nel Comitato di Redazione, il giornale non vuole essere schierato nè ideologicamente, nè politicamente, “anche se forse vira a sinistra”. Tanto che ne risulta essere direttore Gabriele Polo, già direttore di Manifesto. Sarà mensile o bimensile, si troverà in edicola a due euro di costo: il primo numero è stato autofinanziato dall’associazione, gli altri numeri vivranno sulle vendite dei numeri precedenti. Il numero 1 di Mt ha un’ampia parte dedicata all’amianto “perchè è la questione più rilevante, socialmente, con cui Monfalcone ha a che fare” e in ogni numero ci sarà uno spazio dedicato a questo tema.
“Non tratteremo solo cose di Monfalcone, ma anche del suo territorio, perchè nessun processo che accade in città è disgiunto dal suo territorio. Vogliamo – dice Pizzamiglio – creare una palestra in cui esercitare il senso civico e con cui tenere d’occhio chi governa”. Mt sarà presentato oggi alle 18 alla libreria Rinascita.

Il Piccolo, 23 gennaio 2009 
 
NUOVA RIVISTA  
Polo direttore di Mt
 
 
Una nuova rivista si affaccia sulla scena e lo fa con la direzione di Gabriele Polo, che guida «Il manifesto», e ritorna ora a occuparsi della sua città. Lo fa assieme a un gruppo di appartenenti a un’area di sinistra che sconfina però in quelle dei movimenti e dell’ambientalismo e pesca pure in una zona del Pd, quella in cui si riconosce almeno una parte degli ex Ds, che non ha ben digerito la posizione assunta dall’amministrazione in materia di sicurezza e il suo spostamento al centro. Nella redazione di «Monfalcone Territorio» si ritrovano quindi Arturo Bertoli, fondatore della civica Cittadini per Monfalcone, Mauro Bussani, candidato alle ultime comunali, ma anche l’ex assessore alla Cultura Stefano Piredda e Tiziano Pizzamiglio, già presidente del Consorzio culturale. Non mancheranno, nel primo numero, frecciate non tanto nei confronti del centrodestra, quanto dell’amministrazione di centrosinistra. Promossa dall’associazione Libertà di parola, MT potrebbe rivelarsi una spina nel fianco del centrodestra, oltre che della giunta Pizzolitto, da qui alle comunali del 2011, alle quali, poi, non può essere escluso che Libertà di parola si presenti trasformata in lista civica.

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Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


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