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Il Piccolo, 13 luglio 2010
 
La Fiom denuncia la ”liberatoria” 
Fincantieri smentisce. Incontro a fine mese anche su questo problema

Si riunirà forse già a fine luglio il tavolo sugli appalti previsto dal contratto di Fincantieri. La società ha dato la disponibilità all’incontro, sollecitato da Fiom-Cgil che ha denunciato la ricomparsa nel cantiere della ”liberatoria”.
In sostanza, stando alla Fiom, i lavoratori dell’indotto che volessero spostarsi dalla propria impresa a un’altra che fornisce condizioni migliori non possono farlo, a meno che la ditta di partenza non dia il proprio assenso. La regola non ha alcun fondamento normativo, ma i dipendenti alla fine vi si attengono, sostiene la Fiom-Cgil, perchè minacciati di non trovare più alcun impiego non solo nello stabilimento di Monfalcone, ma in tutti i cantieri del gruppo. La pratica della liberatoria pareva ormai scomparsa, da una decina d’anni circa. Il sindacato ha iniziato a ricredersi alcuni mesi fa, quando nella sede di via Pacinotti è arrivato un lavoratore originario dell’ex Jugoslavia. «Ci chiedeva con insistenza ”la carta per poter andare in altra ditta” e noi a dirgli che un documento del genere non esiste proprio, è illegale», racconta il segretario provinciale della Fiom-Cgil Thomas Casotto.
Poteva essere un caso isolato. In questi giorni, però, nella bacheca di un’impresa dell’indotto è apparsa una nota in cui si afferma che «chi si licenzia da qualsiasi ditta di Fincantieri non potrà lavorare in tutti i cantieri d’Italia». «L’impresa, in aggiunta, sostiene nella nota affissa in bacheca che la posizione sarebbe condivisa da Fincantieri – afferma il segretario provinciale della Fiom Casotto -. Se fossi Fincantieri, denuncerei l’impresa per quanto dichiarato e cercherei di mettere ordine nel mondo degli appalti, come stiamo chiedendo da tempo». La società da parte sua dichiara che la pratica della liberatoria è scomparsa da dieci anni nello stabilimento invitando la Fiom ad assumersi la responsabilità di quanto affermato. (la.bl.)

Il Piccolo, 06 agosto 2010
 
INCONTRO AZIENDA-SINDACATI 
Rischio di 500 esuberi nell’indotto Fincantieri 
Fim, Fiom e Uilm temono un duro impatto sociale e chiedono garanzie

Il sindacato teme per la deriva che rischia di prendere l’indotto Fincantieri. E lo ha manifestato in un vertice con l’azienda svoltosi in Confindustria a Gorizia. Secondo le stime di Fincantieri, l’indotto produrrà almeno 500 esuberi strutturali. Per cui Fim, Fiom e Uilm chiedono un particolare impegno da parte dell’azienda e delle istituzioni «nell’affrontare quello che per i prossimi anni sarà un passaggio delicatissimo della situazione industriale e sociale del territorio».
Attualmente sono circa 3500 i lavoratori dell’indotto Fincantieri, picco massimo in vista della consegna della ”Queen Elizabeth” a settembre, ma questo numero è destinato a scendere successivamente attorno alle 3000 unità per poi ridursi a circa 2300/2500 da gennaio 2011 in poi.
Nel corso della riunione, le parti sono scese nel dettaglio dei carichi di lavoro previsti per le ditte in appalto, delle modalità di gestione degli ammortizzatori sociali, della ottimizzazione dei servizi interni quali mensa, spogliatoi e trasporti, della situazione di alcune aziende storiche dell’appalto Fincantieri.
Secondo i sindacati, vanno stabilite modalità di fruizione e di anticipo dei trattamenti di cassa integrazione per i lavoratori dell’indotto. «In assenza di tali misure – è stato detto – c’è il rischio di ritrovarsi centinaia di casi simili a quello che ha coinvolto Eaton in questi mesi». Fim, Fiom e Uilm hanno quindi ribadito «la prioritaria importanza che va data all’azione di legalità e trasparenza dell’indotto: i casi di palesi irregolarità a cadenza ormai quotidiana – è stato detto – confermano che la rete preventiva ha maglie troppo larghe e che altri devono essere gli strumenti messi in campo». È stato anche chiesto che i trasporti interni vengano resi fruibili anche per i lavoratori dell’indotto e che siano migliorate le condizioni degli spogliatoi. Apprezzamento da parte del sindacato è venuto per la disponibilità manifestata da Fincantieri a fare il possibile per il rispetto della legalità degli appalti interni. Ma il sindacato chiede un salto di qualità in questo delicato settore.

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Il Piccolo, 15 maggio 2009
 
CRITICA LA FIOM: A PANZANO I METALMECCANICI DELLA CISL VOTARONO CONTRO L’INTEGRATIVO NAZIONALE 
Fincantieri, un’altra intesa separata 
Accordo di programma sottoscritto soltanto dai rappresentanti sindacali di Fim e Uilm

di LAURA BLASICH

Sull’applicazione del nuovo contratto integrativo di Fincantieri il clima rimane caldo nello stabilimento di Monfalcone, dove maggiore e più trasversale è stata l’opposizione ai contenuti dell’accordo ”separato” sottoscritto a livello nazionale da Uilm-Uil, Fim-cisl e Ugl, ma non dalla Fiom-Cgil. Mentre all’orizzonte si profila sempre più vicina la manifestazione nazionale indetta dalla Fiom a Trieste, a livello di cantiere navale nuove tensioni sono state innescate dalla firma dell’intesa sugli obiettivi del premio di programma incluso nel contratto aziendale tra Fincantieri. Intesa siglata non solo dalla Uil, ma anche dai rappresentanti sindacali della Fim nel cantiere navale che non avevano però sottoscritto l’integrativo di gruppo, una scelta, questa, sostenuta in modo massiccio dai cantierini monfalconesi aderenti al sindacato di categoria della Cisl. Adesso invece le le Rsu della Fim hanno sottoscritto l’accordo sul premio di programma. Una scelta che la Fiom condanna in modo pesante, perché, come spiega il segretario provinciale dei metalmeccanici della Cgil, Thomas Casotto, “presuppone vi sia il recepimento integrale dell’accordo siglato a livello nazionale il primo aprile». In questo modo, secondo Casotto, si lasciano quindi pericolosamente aperti capitoli come il premio di efficienza, che è stato fragorosamente bocciato dai lavoratori nelle assemblee, la questione ormai esplosiva degli appalti e e la mancanza di risposte sul capitolo sicurezza in un cantiere che nel 2008 ha avuto ben due incidenti mortali». Il fatto poi che, secondo la Fiom, che riunirà a Selz martedì il suo coordinamento nazionale per la cantieristica, Fincantieri tenti di modificare passo passo l’accordo separato del primo aprile «testimonia che il contratto integrativo è inesistente e ingestibile». Ecco perché la Fiom, sottolinea Casotto assieme alle Rsu dell’organizzazione del cantiere, rimane convinta di dover rimanere in campo «in difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori».
Per la Fim monfalconese la firma dell’intesa sul premio di programma non significa ritrattare quanto sostenuto fino alla scorsa settimana, ma solo agire con un minimo di pragmatismo proprio nell’interesse dei lavoratori. «Ci stiamo avvicinando alle scadenze su cui è costruito il premio di programma – spiega il segretario provinciale della Fim-Cisl, Gianpiero Turus – e i lavoratori cominciavano a esprimere una certa ansia rispetto la definizione degli obiettivi del premio, che in sostanza siamo riusciti a confermare, senza che vi fosse l’introduzione di diversi appuntamenti “di officina”, meno visibili e forse più difficili da raggiungere». Quanto Fim e Uilm hanno firmato rispetta fra l’altro, rivendica Turus, un’impostazione condivisa anche dalle altre organizzazioni. «Tant’è che a Sestri e Palermo – sottolinea – all’intesa sul premio di programma, strutturata come la nostra, ha aderito anche la Fiom».
Il premio di programma per il 2009 verrà quindi erogato ai dipendenti Fincantieri su quattro appuntamenti in base ai risultati raggiunti.
La Fim negli altri cantieri e quindi a livello complessivo di gruppo ha inoltre approvato l’integrativo tout court, un dato di cui la Fim monfalconese non poteva non tenere conto in rapporto alla questione del premio di programma.
«Il premio di programma non è stato affatto snaturato rispetto al passato – sottolinea Luca Furlan, coordinatore della Uilm nella Rsu – e dire che il 20% del premio è a rischio perché legato alla consegna di un blocco non è corretto, anche perché già in passato nel premio sono rientrati obiettivi di questo genere. Questo poi è un appuntamento a rischio tanto quanto lo possono essere gli altri e credo sarebbe stato peggio che a rischio ci fosse il 100% del premio, quanto sarebbe avvenuto se non si fosse raggiunta la firma in stabilimento con l’azienda». «Capisco che la Fiom -aggiunge – possa avere un problema politico a sottoscrivere un accordo che in effetti rientra in un contratto integrativo contro il quale l’organizzazione si è opposta, ma credo anche che i lavoratori inizieranno a capire il senso dell’intesa del primo aprile ora che i soldi stabiliti dal contratto entreranno nelle buste paga». Stando a Furlan, entro giugno sarà definito il meccanismo con il quale erogare il premio di efficienza previsto dall’integrativo che, in ogni caso, tiene a ricordare il coordinatore della Uilm, prevede misure precise a tutela dei lavoratori nel caso di scarichi di lavoro.

Il Piccolo, 16 maggio 2009 
 
PREMIO DI PROGRAMMA: CLIMA INCANDESCENTE IN FINCANTIERI  
Zoff insultato dopo la firma. «Torno a fare l’operaio»  
Il coordinatore della Fim nella Rsu difende la sua scelta. L’azienda: «È un segnale forte»
 
 
La firma dell’accordo sull’erogazione del premio di programma da parte di Fim e Uilm ha reso pesante il clima nello stabilimento Fincantieri di Panzano. Tanto da convincere il coordinatore dei metalmeccanici della Cisl nella Rsu, Michele Zoff, bersaglio di «offese personali», di prendere le distanze dal suo incarico e tornare a lavorare in officina a tempo pieno da lunedì in attesa di trovare un sostituto per il ruolo finora ricoperto. «Torno a lavorare come operaio, perché questo sono: non faccio politica, mentre ho sempre puntato a fare sindacato – spiega – e quindi a tutelare gli interessi dei lavoratori. Ecco perché ho ritenuto fosse doveroso firmare un accordo sul premio di programma». Si trattava, secondo Zoff, innanzitutto di impedire a Fincantieri di fissare in modo unilaterale gli appuntamenti su cui ripartire il premio e poi di garantire ai lavoratori di ottenere un ritorno economico concreto e già visibile con la busta-paga di luglio, dove confluiranno le tranche relative alle prove a mare della Carnival Dream e al varo della Azura P&O, previsti rispettivamente per il 19 e 27 giugno. «Sono inoltre convinto che il fatto di aver sottoscritto l’intesa sul premio di programma – aggiunge il coordinatore Fim nella Rsu – non significhi riconoscere il nuovo contratto integrativo, che io non ho firmato e di cui ribadisco di non condividere la parte relativa al premio di efficienza, mettendomi contro la mia stessa organizzazione. Mi sono messo contro quanto dicono a Roma, mentre altri non si sono discostati dalla linea ufficiale a prescindere dalle loro idee o da quanto era ed è ragionevole. Comunque, ho firmato un accordo tale e quale quello sottoscritto dalla Fiom a Genova e Palermo». Zoff, che sottolinea di essere stato bersaglio ieri di offese sul piano personale, ritiene di aver quindi fatto una scelta condivisa dalla maggior parte dei lavoratori e non solo degli iscritti alla Fim. «Se poi la gente viene qui e mi dice che non va bene, ritiro la firma dal premio di programma la cui impostazione non era affatto scontata», rileva il coordinatore della Fim. L’azienda, da parte sua, si limita a dire che «la firma della Fim all’intesa sul premio di programma sulla scia di quelle avvenute a Sestri e Palermo rappresenta un segnale forte che si commenta da solo». Intanto nel cantiere di Panzano anche la Failms-Cisal continua a essere contraria all’accordo sul nuovo integrativo del gruppo, in cui rientra anche il premio di programma. La Failms attacca proprio il coordinatore della Fim per la scelta di sottoscrivere l’intesa sul premio. «Non riusciamo a comprendere gli atteggiamenti di alcuni sindacalisti che prima di affiancano alla massa dei dipendenti contrari all’integrativo – afferma il segretario provinciale della Failms Ballaben -, scioperando e firmando contro l’integrativo, poi annunciano le dimissioni, poi ancora ritirano le annunciate dimissioni e infine si accordano a firmare il premio di programma». (la. bl.)

Messaggero Veneto, 17 maggio 2009 
 
Non si placa la polemica sull’integrativo Fincantieri 
 
MONFALCONE. L’integrativo aziendale Fincantieri, siglato in aprile, continua a creare malumori tra i lavoratori, visto che non sono state recepite gran parte delle istanze portate avanti nella piattaforma integrativo di secondo livello presentata all’azienda. E’ questo quanto dichiara il segretario provinciale della Failms Cisal, Fabrizio Ballaben, che sulle affermazioni della direzione generale in merito alla maglia nera dell’assenteismo da assegnare allo stabilimento monfalconese invita Fincantieri «a togliere dai conteggi le ore di scioperi e ferie» e chiede cosa si stia aspettando per fare gli investimenti necessari».
Sulla posizione di alcuni colleghi di altre sigle sindacali, la segretaria provinciale Failms osserva che «alcuni sindacalisti si riempiono la bocca delle sacralità di molti valori, ma quando si tratta di agire, spesso e volentieri alle parole non fanno seguire i fatti e talvolta operano vergognosamente in antitesi. Il coordinamento Failms nazionale ribadisce – scrive Ballaben – che i lavoratori di Fincantieri dovevano avere, con questo integrativo, salario fresco, sicuro aggiuntivo, al contrario della situazione attuale grazie alle firme poste da Fim e Uilm». Ricorda che la Failms proponeva, tra le altre cose, di rivedere i piani di cedolazione, di rivedere il sistema degli appalti e di riorganizzare il processo produttivo, con un chiaro e deciso riconoscimento della meritocrazia nella definizione dei paramentri del salario. Chiedevano inoltre garanzie sull’occupazione, la riorganizzazione del lavoro nei reparti strategici « e non la chiusura di alcuni reparti come l’azienda fa intendere. Nell’integrativo siglato in maniera separata sono lasciati pericolosamente aperti capitoli come il problema occupazionale, gli appalti e la sicurezza. «Non riusciamo a comprendere gli atteggiamenti di alcuni sindacalisti, che, prima si affiancano alla massa dei dipendenti contrari all’integrativo scioperando e firmando contro l’integrativo, poi annunciano le dimissioni, poi le ritirano e infine rientrano e si accordano per firmare l’accordo del premio programma. Pensiamo che così facendo – conclude Ballaben – si stia solo creando tanta confusione nei confronti dei lavoratori , confusione che in questo momento non dovrebbe esistere. Nei confronti delle maestranze di Fincantieri deve esserci profonda chiarezza, lealtà e massima delucidazione su tutti gli accordi siglati».
Da parte sua l’azienda non commenta. Ricorda solo che “in merito al premio di programma, relativo all’integrativo, nei cantieri di Sestri e Palermo oltre a Fim e Uilm ha firmato anche Fiom. Crediamo che – dice il portavoce di Fincantieri – questo fatto commenti da solo la situazione”.
 Il Piccolo, 17 maggio 2009 
 
CONTESTATA LA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO IN SALDERIA  
Fiom: «Fincantieri innesca una guerra tra poveri»
 
 
L’organizzazione del lavoro in alcune aree dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone sta cambiando, ma non nel senso più opportuno, secondo la Fiom, per raggiungere l’obiettivo che la stessa società si è posta di raggiungere una maggiore efficienza. Nella salderia B, una quarantina di lavoratori è passata dall’impiego a turno a quello su un orario giornaliero, non sempre apprezzato, anche perchè implica spesso una nuova organizzazione familiare per i dipendenti coinvolti. «È una questione su cui non avevamo niente da ridire, visto che si tratta di una possibilità  prevista dal contratto nazionale – spiega Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu del cantiere di PAnzano -. Poi però abbiamo cercato di capirne qualcosa di più e abbiamo scoperto che il rientro nel lavoro a turno è garantito ai ”più meritevoli”. Questo atteggiamento dell’azienda rischia di innescare una guerra tra poveri e non di rendere più efficientee la produzione». Insomma, se questo, sostiene Luxich, «è il primo passo per cercare di far raggiungere il recupero dei 20 punti di efficienza previsti dal nuovo contratto integrativo, si tratta di una falsa partenza».
La Fiom, che non ha firmato l’integrativo e ne ha chiesto poi la revoca e la riapertura del tavolo di confronto con Fincantieri, torna a chiedere quindi alla società di presentare «una programmazione seria e un’organizzazione del lavoro diversa in modo radicale e non basate su ricatti». Il cambiamento della turnazione ha inoltre creato disagi a livello di trasporti interni, perchè i bus impiegati per trasportare nelle officine i lavoratori giornalieri sono, stando a Luxich, sovraffollati. «Eppure con Fincantieri esiste un accordo in cui si parla di trasporti interni adeguati, come ora non è», osserva il coordinatore della Fiom, che sottolinea anche i notevoli problemi che ancora esistono nei nuovi spogliatoi.
«La socetà ci ha assicurato che tutte le criticità  sarebbero state risolte – spiega Luxich -, mentre ci sono perdite d’acqua in tutti i piani, provocando la formazione di muffe che, secondo noi, non favorisce un ambiente igienico e salubre. L’acqua inoltre entra nei neon. Quanto abbiamo segnalato, sentendoci rispondere che «tanto esistono i salvavita». In compenso la notevole quantità di polvere presente nello stabilimento ci sta facendo chiedere ogni giorno che sia bagnato a terra per limitare i disagi ai lavoratori».
Resta inoltre irrisolto, soprattutto per i dipendenti dell’appalto, il problema dei parcheggi. L’intenzione è quindi quella di riaprire un ragionamento con l’azienda e con l’amministrazione comunale su questo tema. Fincantieri ha da tempo programmato di realizzare una nuova area di sosta nell’area circostante l’ingresso storico allo stabilimento e alla torre dell’acquedotto. Proprio in questa zona viene però ancora effettuato lo stoccaggio dei materiali residui delle lavorazioni di allestimento, dopo che l’area a suo tempo usata da Fincantieri è stata sequestrata dalla Capitaneria per uno sversamento di olio sul terreno. Prima di tornare a essere utilizzabile, consentendo di liberare quella vicina alla torre dell’acquedotto e dare l’avvio alla creazione dei nuovi parcheggi, l’area che è stata nel frattempo dissequestrata deve essere messa in sicurezza. (la.bl.)

Il Piccolo, 19 maggio 2009 
  
OGGI NELL’AREA DELLE FESTE  
Integrativo, Coordinamento Fiom con Bianchi e Cremaschi a Selz
 
 
La Fiom-Cgil non allenta la propria azione contro il nuovo contratto integrativo di Fincantieri, che non ha voluto sottoscrivere il primo aprile per la netta contrarietà soprattutto alla parte relativa al premio di efficienza, ma anche alle questioni ritenute irrisolte sul fronte di appalti e sicurezza. La Fiom riunirà quindi oggi nell’area delle feste di Selz il proprio coordinamento nazionale per la cantieristica, che riunisce i rappresentanti dei lavoratori dei singoli stabilimenti e i segretari dei territori in cui i cantieri navali sono insediati. All’appuntamento prenderanno quindi parte il coordinatore nazionale della cantieristica dell’organizzazione Sandro Bianchi e il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi. Il coordinamento è stato convocato in pratica a Monfalcone e non a Roma come segnale forte in vista dell manifestazione nazionale contro l’integrativo che i metalmeccanici della Cgil hanno indetto per venerdì a Trieste. Nella riunione di oggi non si discuterà però solo degli ultimi dettagli organizzativi della manifestazione, che porterà delegati e lavoratori sotto la direzione generale di Fincantieri, ma anche, spiega il segretario provinciale della Fiom Thomas Casotto, di come proseguire la vertenza contro l’applicazione dell’accordo sottoscritto il primo aprile da Fim (nazionale), Uilm e Ugl.

Messaggero Veneto, 19 maggio 2009 
 
Fiom, condannata l’aggressione a Rinaldini 
 
MONFALCONE. «Il dissenso è certamente legittimo, ma mai in questi termini». È categorico il giudizio del segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, sulla vicenda di Torino, dove il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, è stato malmenato da un gruppo di Cobas durante un comizio sindacale.
«È normale che in tempi di grave crisi come quelli attuali nascano nuovi comitati e ci siano maggiori tensioni – rimarca Casotto –, ma non sono giustificabili in alcun modo le azioni che abbiamo visto, messe in atto, peraltro, da uno sparuto gruppo di contestatori».
Secondo il sindacalista, tralaltro, «non si tiene conto del fatto che la Cgil, e quindi anche la Fiom, fa passare ogni decisione al vaglio dei lavoratori, nella massima democrazia e trasparenza, democrazia che non sembra essere una prerogativa dei contestatori di sabato a Torino».
Nell’Isontino i Cobas non ci sino, ma Casotto ribadisce che «in tempi di crisi nascono comitati come funghi, anche se, mi auguro,evitando che il dissenso sconfini nella violenza».
In merito alla situazione economica nell’Isontino, il segretario della Fiom isontina non condivide l’ottimismo che da più parti viene ostentato. «Io non ho visto segnali di ripresa in questo periodo – sottolinea –, anzi, mettendo sul piatto i miglioramenti e i peggioramenti delle aziende, direi che la crisi, per quanto riguarda il settore metalmeccanico, è addirittura diventata più forte».
Pur ritenendo che non ci siano ancora le condizioni per fare pronostici, Casotto evidenzia che «dalla situazione attuale e dai contatti che abbiamo i problemi non si esauriranno nel 2009, ma proseguiranno anche nel 2010».
In condizioni così critiche, quindi, c’è davvero da augurarsi che le tensioni non sfocino in reazioni esagerate, considerando, peraltro, che i sindacati, ma anche le istituzioni locali, nell’Isontino stanno facendo il massimo per cercare di sostenere i lavoratori anche nelle situazioni più difficili.
Patrizia Artico

Il Piccolo, 11 marzo 2009 
 
INTEGRATIVO FINCANTIERI  
Fiom annuncia nuovi scioperi
 
 
La Fiom chiamerà a un nuovo sciopero i lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. La due-giorni di trattative con la società per il rinnovo dell’accordo integrativo aziendale non ha quindi segnato dei passi avanti, perlomeno secondo i metalmeccanici della Cgil. La Fiom, che si è riunita subito dopo la conclusione dell’incontro con l’azienda, ha quindi già proclamato un nuovo pacchetto di ore di sciopero, da effettuare dopo le assemblee con i lavoratori per informarli sulla vertenza. Il tavolo con Fincantieri però non è saltato, perché un nuovo incontro è già stato fissato per il 24 e 25 marzo. La Fiom intende quindi convocare assemblee e indire la nuova azione di protesta prima della nuova due-giorni di confronto con la società e con Fim e Uilm. Fincantieri avrebbe ribadito le sue difficoltà di mercato e l’esistenza di tensioni con il sistema creditizio. La società avrebbe quindi posto il 24 e 25 marzo come termine ultimo per raggiungere l’accordo.

Messaggero Veneto, 11 marzo 2009 
 
Monfalcone. La Fiom è contraria alla politica dell’azienda, mentre la Uilm è disponibile a proseguire la trattativa  
Fincantieri, contratto congelato
 
 
MONFALCONE. Posizioni diverse per Fiom e Uilm al termine della due giorni di trattative con Fincantieri, per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
Se per Fiom non si sono fatti passi in avanti e quindi i lavoratori saranno chiamati a nuovi scioperi, per Uilm c’è stato un avvicinamento delle posizioni, tanto da poter pensare per i prossimi 24 e 25 marzo, giornate in cui ci saranno nuovi incontri, di raggiungere un accordo. La Fiom, che si è riunita subito dopo la conclusione dell’incontro con l’azienda, ha già proclamato un nuovo pacchetto di ore di sciopero, da effettuare comunque dopo le assemblee con i lavoratori indette per informarli rispetto all’esito della vertenza. La nuova azione di protesta Fiom sarà indetta prima della nuova due giorni romana.
«L’impostazione della società purtroppo non è affatto cambiata – ha detto Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu dello stabilimento di Monfalcone –, perché Fincantieri ha ripresentato un’ipotesi di accordo in cui si continua a parlare del recupero del 20% della produttività a totale carico dei lavoratori. Su questo fronte la società non ci ha finora mai dato quindi una ricetta seria. Come Fiom riteniamo quindi irricevibile la proposta di Fincantieri, anche per quel che riguarda il premio di programma».
Nell’incontro di ieri e lunedì Fincantieri avrebbe da parte sua ribadito le sue difficoltà di mercato e l’esistenza di tensioni con il sistema creditizio. Per Uilm, invece, l’accordo sarebbe più vicino, visto che l’azienda ha presentato una bozza di testo per un possibile accordo, che Uilm ha ritenuto poter essere «una base di discussione utile a far proseguire speditamente la trattativa pur rilevando ancora diversi punti da chiarire e implementare». Nel documento è illustrato come costruire il nuovo meccanismo del premio di risultato che dovrà produrre un recupero del 20% di efficienza; tale meccanismo interesserà le singole officine e avrà un monitoraggio mensile continuo da parte di una commissione paritetica appositamente costituita; il meccanismo prefigura l’assegnazione di un monte ore interne, da valere per l’intero anno e ripartito in due semestri.
Tra i punti discussi il fatto che il congelamento proposto dall’azienda del vecchio meccanismo della produttività non dovrà essere la media del Gruppo (39 punti) ma dovrà essere l’intero importo della vecchia scala (40 punti) pari a 720 euro circa.

Il Piccolo, 04 marzo 2009 
 
Assemblee dei lavoratori Fiom oggi nello stabilimento di Panzano 
 
Lavoratori di Fincantieri della Fiom in assemblea, oggi, nello stabilimento di Panzano sulla questione del contratto integrativo. I lavoratori del primo turno e i giornalieri si fermeranno dalle 9 alle 10, quelli del secondo turno dalle 15 alle 16. Le assemblee saranno gestite dal segretario provinciale della Fiom, Thomas Casotto. Fim, Fiom e Uilm si preparano intanto alla ripresa della trattativa con Fincantieri che potrebbe avviarsi alla stretta finale, in vista della due-giorni programmata per lunedì e martedì prossimi che potrebbe risultare decisiva, dopo le due assemble di oggi e prima del coordinamento convocato per domani e il confronto con le altre organizzazioni dei metalmeccanici. La Uilm, da parte sua, afferma di aver riscontrato nell’ultimo confronto con la società «una maggiore disponibilità di Fincantieri sulla quota economica da congelare, a mettere una quota economica aggiuntiva alla specificità di stabilimento per le lavorazioni gravose, a un riconoscimento economico per le seste e settime categorie non produttive che erano escluse dalla prima proposta aziendale». Secondo la stessa Uilm, la Fincantieri sarebbe anche disposta a definire un sistema di verifiche in grado di permettere il raggiungimento degli obbiettivi fissati e a una diversa interpretazione per quanto riguarda il riconoscimento economico della nuova produttività per i lavoratori indiretti.

Il Piccolo, 05 marzo 2009 
 
FIM E UILM ALLA RICERCA DI UNA POSIZIONE COMUNE  
Fincantieri, aperture della Fiom sull’integrativo  
Disponibilità a trattare sulla consistenza della quota fissa da erogare ai dipendenti
 
 
La Fiom è disposta a chiudere un accordo con Fincantieri per il rinnovo del contratto integrativo del gruppo, ma non alle condizioni imposte dalla società. Lo ha ribadito ieri il segretario provinciale dei metalmeccanici della Cgil, Thomas Casotto, nelle assemblee tenute, con l’organizzazione di un’ora di sciopero, nel cantiere navale di Monfalcone, il più grande del gruppo. Anche se la Fiom, come pure i lavoratori, che stanno seguendo con attenzione la situazione di scarico di lavoro di altri stabilimenti della società, non nega l’esistenza della crisi e delle difficoltà che ne conseguono anche per Fincantieri. «La Fiom non fa marcia indietro sull’esigenza di erogare una quota fissa – ha detto Casotto dopo le assemblee -, anche se è disponibile a discuterne la consistenza. L’obiettivo della produttività deve essere inoltre raggiungibile e quindi reale. La Fiom non nega ci sia la crisi, ma per Fincantieri non è ancora di una gravità tale da dover arrivare al congelamento del rinnovo del contratto integrativo, come è avvenuto per altre realtà industriali». Insomma, la Fiom punta a raggiungere un’intesa nella due giorni già convocata per lunedì e martedì prossimi, «ma non incondizionata». Intanto domani c’è un primo appuntamento fondamentale, quello con Fim e Uilm per tentare di trovare di trovare una posizione comune (dopo mesi di spaccatura) da portare al tavolo con Fincantieri. La Fiom inoltre, e l’ha ribadito ieri, ritiene fondamentale mantenere l’unitarietà del gruppo a livello nazionale, mantenendo quindi una solidarietà interna tra i diversi cantieri. Rispetto la denuncia, effettuata in modo unitario da Fim, Fiom, Uilm, di prime difficoltà nel mondo dell’indotto Fincantieri, la società ribatte che lo stabilimento di Monfalcone non soffrirà di alcuno scarico di lavoro nel corso del 2009. Fincantieri ribadisce come una diminuzione della produzione si potrà avere tra circa un anno se nel corso del 2009 non saranno acquisiti nuovi ordini.

INIZIATIVA DELLE RSU  
L’accordo sulla riforma del contratto all’esame dei lavoratori dell’Ansaldo
 
 
Assemblee di lavoratori si sono svolte in questi giorni all’Ansaldo sistemi industriali sull’accordo quadro del 22 gennaio 2009 sulla riforma contrattuale e non su questioni interne alla realtà industriale. Al confronto con i lavoratori di Asi hanno partecipato, oltre al coordinatore dell’Ugl nelle Rsu Giorgio Mapelli, il segretario dell’Unione di Gorizia Alessandro Zupin e il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici Giovanni Centrella, che ha spiegato in modo chiaro e in tutti i dettagli i vari aspetti dell’accordo quadro firmato da Cisl, Uil e dalla stessa Ugl a Roma il 22 gennaio con il Governo. L’assemblea, come spiega in una nota l’Ugl, avrebbe dovuto vedere anche la partecipazione della segreteria Fiom-Cgil di Gorizia, impegnata però altrove. Per i metalmeccanici della Cgil, che non ha sottoscritto l’accordo, è intervenuto quindi il coordinatore della Fiom nelle Rsu di Ansaldo sistemi industriali Maurizio Vesnaver, che ha illustrato i motivi della posizione sostenuta dalla sua organizzazione sindacale. Le assemblee, che hanno coinvolto i tre turni, hanno visto una buona partecipazione di lavoratori e anche un consenso, sempre secondo l’Ugl, per «il confronto civile fra le sigle sindacali che lasciando ai lavoratori la libertà di intervenire con domande ha cercato di esporre luci e ombre dell’accordo». 

Messaggero Veneto, 05 marzo 2009 
 
MONFALCONE  
Fincantieri, i sindacati “spingono” per definire il contratto integrativo
 
 
MONFALCONE. È stata giudicata buona l’adesione alle assemblee organizzate da Fiom per i lavoratori Fincantieri di Monfalcone, dedicate alla questione del contratto integrativo.
I lavoratori del primo turno e i giornalieri si sono incontrati dalle 10 alle 11 e dalle 15 alle 16 quelli del secondo turno. Le assemblee sono state gestite dal segretario provinciale Fiom, Thomas Casotto, che ha chiarito subito come per l’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil non ci siano le condizioni per congelare il rinnovo dell’integrativo, come fatto in altre aziende. Non nega che esista la crisi, «ma per ora non ha dimensioni devastanti e quindi il rinnovo non va congelato, né si deve accettare la chiusura incondizionata di un contratto integrativo».
Casotto osserva che la gente sta guardando con attenzione a quanto accade in altri cantieri e condivide la necessità di tutelare anche i lavoratori delle ditte da eventuali scarichi di lavoro, «anche perché si rischia di dover fare i conti con problemi sociali enormi».
Sulla piattaforma proposta da Fincantieri, Fiom invece non ci sta. «Siamo disponibili a discutere sulla quantificazione della quota fissa, ma serve fissare una produttività raggiungibile. Inoltre, c’è da risolvere il problema della sicurezza», rimarca, ribadendo come sia necessario operare nella contrattazione considerando un “cantiere unico” a livello nazionale per poter governare meglio le questioni come gruppo.
Domani, inoltre, Fiom cercherà di accordarsi su una bozza unitaria di integrativo, assieme a Fim e a Uilm, in vista della due-giorni di ripresa delle trattative con Fincantieri, programmata per lunedì e martedì. Qualsiasi sia l’esito delle trattative, Fiom intende organizzare assemblee per informare i lavoratori.
E’ stato invece fissato per il 12 marzo l’incontro con il neo-assessore provinciale alla politiche del lavoro, Alfredo Pascolin, richiesto dai segretari provinciali di Fim Cisl, Gianpiero Turus, Fiom Cigl, Thomas Casotto, e Uilm Uil, Claudio Cinti, per fare il punto degli effetti della crisi nel settore metalmeccanico e per capire come affrontare il futuro.
«È un incontro che vogliamo avere al più presto, viste le condizioni in cui si trovano diverse aziende. Occorre capire – dice anche a nome dei colleghi il segretario Fiom, Casotto – come muoversi e come affrontare la crisi in modo complessivo, vista anche la situazione di alcune aziende provinciali. Il rischio è di trovarsi tra le mani una bomba sociale».
Nella stessa mattinata, i sindacati incontreranno anche il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto.

Tensione a Fincantieri, identificati i sindacalisti in sciopero

Mercoledì 3 dicembre 2008 18:10 Marghera Venezia

Tensione a Marghera davanti ai cancelli della Fincantieri. La polizia identifica alcuni sindacalisti della Fiom in sciopero per protestare contro il licenziamento per motivi disciplinari di due pompieri interni alla Fincantieri.
Oggi la conferenza.

La feature su Global Project: http://www.globalproject.info/art-18112.html

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Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

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La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
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