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Il Piccolo, 13 agosto 2010

CHIUSURA ANTICIPATA DEL CONTRATTO CHE VINCOLAVA L’ENTE CON LE BANCHE FINO AL 2036 
Derivati, il Comune fuori dalla trappola 
Nessun onere o perdite per l’ente, cade la causa intentata nei confronti degli istituti di credito

di LAURA BORSANI

Il Comune di Monfalcone ha chiuso la partita dei derivati Uscendo definitivamente dalla ”trappola” che lo vincolava fino al 2036. Il contratto stipulato nel 2003 con le banche è stato sciolto attraverso l’estinzione dello strumento finanziario senza perdite od oneri a carico dell’ente locale. Il controvalore maturato ad oggi grazie ai tassi favorevoli, sarà rimborsato in tranche graduali. Non solo. L’estinzione anticipata del derivato sblocca parte dei 750mila euro accantonati dall’amministrazione comunale a titolo prudenziale. Un ”tesoretto” da poter dirottare, dunque, a favore della comunità.
L’azzeramento del derivato è frutto di uno specifico accordo raggiunto l’altro ieri tra il Comune, con l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno che ha seguito passo a passo la spinosa vicenda, e gli istituti bancari del Gruppo Intesa San Paolo, la Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia Spa, tesoriere e consulente finanziario (advisor) dell’ente locale, e la Biis Spa, con le quali era stato sottoscritto e successivamente rinegoziato lo strumento finanziario.
Proprio nei confronti dei due istituti di credito la giunta comunale, lo scorso luglio, aveva deciso di avviare un’azione legale volendo tutelare l’ente dal rischio di eventuali perdite future, con i soldi pubblici, pur essendo stato finora favorito attraverso i flussi di cassa scambiati ogni 6 mesi, tanto da guadagnare al 31 dicembre dello scorso anno 368mila euro. Una mossa decisa anche in virtù dei richiami della Corte dei conti, in relazione ad eventuali danni erariali. La giunta comunale, infatti, aveva così deliberato: «Si ritiene di avviare un’azione legale a tutela delle ragioni del Comune, volta a far valere la responsabilità precontrattuale e/o contrattuale degli istituti in questione nei nostri confronti, chiedendo il risarcimento del danno e la risoluzione del contratto in corso».
ACCORDO. Vertenza giudiziaria superata, con reciproca soddisfazione delle parti. L’accordo tra l’ente locale e gli istituti bancari è stato sancito l’altro giorno stabilendo l’estinzione anticipata del derivato. «Il controvalore – viene spiegato quindi in una nota congiunta – verrà rimborsato secondo un piano di pagamento graduale, senza perdite od oneri per il Comune di Monfalcone». L’accordo raggiunto è frutto anche delle «favorevoli condizioni di mercato».
LA CAUSA. Alla luce dell’estinzione anticipata del derivato, viene di fatto meno l’azione legale, visto l’accordo raggiunto che, proprio perchè senza oneri nè perdite per l’ente locale, fa cadere i presupposti per procedere.
TRIVIGNO. Evidenti il sollievo e l’orgoglio manifestati dall’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno, all’indomani dell’intesa concordata con le banche. «Non posso che esprimere grande soddisfazione – ha osservato – per aver raggiunto un importante obiettivo per la città, secondo il mandato indicato in maniera trasversale dal Consiglio comunale. A tale proposito, ringrazio quanti hanno lavorato in squadra in questi giorni frenetici, e ringrazio il Consiglio comunale per il bel dibattito sviluppatosi nell’ultima seduta su questo argomento, nonchè gli istituti coinvolti per la disponibilità dimostrata». L’assessore Trivigno ha definito l’estinzione del derivato «il più grande risultato portato a casa per la nostra comunità. Ora non abbiamo più il fiato sul collo su eventuali rischi futuri del derivato, a tutto vantaggio per l’ente locale, ma soprattutto per i cittadini. È il migliore regalo che consegnamo ai monfalconesi, dopo un arduo e duro lavoro messo in campo. Per quanto mi riguarda – ha concluso l’assessore -, questa risoluzione rappresenta la mia migliore soddisfazione amministrativa, dopo quella sperimentata in occasione delle iniziative legate al centenario del cantiere navale, quando ricoprivo l’incarico di assessore alla Cultura».

VALORE DECISO DAL MERCATO 
Strumento ad alto rischio

Un strumento derivato, in finanza, è considerato ogni contratto o titolo il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni (azioni, indici, valute, tassi eccetera). I derivati hanno raggiunto solo di recente una enorme diffusione enorme nel mondo grazie alla globalizzazione dei mercati e alla contestuale introduzione dei computer per il calcolo dei prezzi in relazione, talvolta complessa, tra loro. Esistono diversi derivati strutturati per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantità di neve caduta in una determinata zona. Gli utilizzi principali sono però l’arbitraggio, la speculazione e la copertura (detta hedging). Quest’ultima è stata quella utilizzata dal Comune di Monfalcone, non avendo finalità di tipo speculativo. Le variabili alla base dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono avere diversa natura; possono essere cioè un’azione, un’obbligazione, un indice, una commodity come il petrolio o anche un altro derivato. I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati, ma soprattutto all’over the counter, mercati alternativi alle borse vere e proprie creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telefoniche. Tali mercati, di solito, non sono regolamentati.

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Il Piccolo, 15 giugno 2009 
 
Costa un milione chiudere i ”derivati”  
Per la risoluzione del contratto attesi tassi più favorevoli
 
 
I tassi in questo momento sono favorevoli al Comune di Monfalcone, ma chiudere lo strumento di finanza derivata stipulato nel 2003 e poi rinegoziato una prima volta nel 2006 all’ente locale costerebbe attorno al milione di euro. Come ribadito nella scheda allegata al rendiconto della gestione 2008, cioé al conto consuntivo, le iniziative programmate dall’amministrazione Pizzolitto consistono nella risoluzione anticipata del contratto e anche per questo motivo, oltre che per fare fronte a nuovi eventuali differenziali negativi, che nel bilancio di previsione 2009 sono stati accantonati 200mila euro.
Nell’autunno dello scorso anno ne erano già stati messi da parte 80mila sempre con lo stesso obiettivo, vale a dire quello di chiudere entro la fine del 2009 il “derivato” che nel 2008 è costato all’ente locale 152mila euro. Una perdita che avrebbe potuto essere ben più pesante, se la struttura tecnica del Comune non avesse deciso di fronteggiare il peggioramento delle condizioni per l’ente causate da un’impennata dei tassi, facendo in modo di dotarsi di una consulenza esterna e, soprattutto, “terza” rispetto gli istituti bancari. I flussi finanziari presunti per ora sono comunque a vantaggio dell’ente, perché il differenziale atteso per il 2009 è di 32.963 euro a favore del Comune.
Il trend, stando alle indicazioni in possesso del Comune, dovrebbe proseguire anche nel 2010, con un differenziale favorevole per l’ente di 27.850 euro, e poi, anche se in misura minore, nel 2011 (flusso positivo di 9.974 euro). L’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno ha però ribadito a più riprese la ferma intenzione dell’amministrazione di chiudere il prima possibile il contratto stipulato con Banca Opi, trasferito dal primo gennaio 2008 a Banca infrastrutture innovazione e sviluppo, sempre del gruppo Intesa San Paolo. Il “derivato” è giudicato uno strumento troppo rischioso per l’ente, anche a fronte della sua durata, visto che la scadenza è fissata nel dicembre 2036.

Il Piccolo, 18 ottobre 2009 
 
BILANCIO. DIFFICILE GESTIONE DELLO STRUMENTO DEI ”DERIVATI”  
Comune costretto a congelare 550mila euro  
L’amministrazione intende comunque uscire dalla morsa dei tassi variabili
 
 
Il Comune di Monfalcone vuole risolvere il contratto sul Derivato. Lo strumento finanziario, attivato assieme all’emissione dei Boc (Buoni ordinari comunali) nell’ambito della ristrutturazione del debito, lo scorso anno, in virtù del differenziale negativo a fronte di un rialzo dei tassi, aveva dato filo da torcere alla programmazione economica dell’ente locale, pur comunque messo già al riparo dai maggiori guadagni maturati negli anni precedenti. Per raggiungere l’obiettivo finale della risoluzione del contratto, come peraltro indicato da una specifica deliberazione consiliare, l’amministrazione ha messo sul piatto un accantonamento complessivo di 550mila euro, di cui 150mila disposti in sede di assestamento di bilancio. Una posta prudenziale, prevista in funzione dell’azzeramento dello strumento, caratterizzato dalla complessità dei meccanismi legati ai tassi variabili, che rendono aleatoria una pianificazione finanziaria nel lungo periodo. Lo Swap, peraltro, qualora venduto ora alle banche, produrrebbe ingenti esborsi di denaro per l’ente locale.
A spiegarne la strategia è l’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno. Che mantiene aperte più strade ai fini della risoluzione del contratto. È attesa l’evoluzione di una proposta di legge depositata in Parlamento e promossa da esponenti del Pd, ma anche del centrodestra, tesa a consentire ai Comuni che hanno stipulato questo tipo di contratto di sostituirlo trasformandolo in un mutuo ordinario. «C’è molta attenzione verso questo percorso legislativo – osserva Trivigno – che, qualora andasse in porto, permetterebbe agli enti locali di uscire dall’impasse senza aggravi finanziari». Ma l’assessore mantiene aperta un’altra proposta: quella di sondare l’eventuale opportunità, avvalendosi anche del sostegno della Regione che peraltro per questa problematica ha attivato una consulenza con la stessa società investita dall’ente locale, la Bredy Italia, di addivenire a un contenzioso con l’istituto bancario con il quale è stato stipulato il contratto del Derivato. Con ciò fermo restando la possibilità di giungere a una transazione con la banca. L’assessore aggiunge: «Qualora vi fossero elementi o sortissero buone proposte dall’istituto di credito, siamo pronti a ragionare al fine di procedere ad una risoluzione in termini transattivi».
Un’apertura su più fronti per la quale l’amministrazione, in sede di assestamento di bilancio, ha dunque determinato, sempre in via cautelativa e nel rispetto della trasparenza dei conti, di accantonare 150mila euro che, unitamente ad altre poste previste, porta il fondo a 550mila euro complessivi. Un’operazione volta alla ”messa in sicurezza” del tutto prudenziale dei conti. Evidenziando altresì come l’ente locale di Monfalcone, grazie a successive rinegoziazioni, è riuscito a rendere tutto sommato controllabile lo Swap.
L’assessore Trivigno, tuttavia, precisa: considerati gli attuali tassi, l’andamento del Derivato fino a fine anno e al termine di giugno 2010, prospetta differenziali di cassa favorevoli per il Comune. Inoltre, la curva dei tassi attesi potrebbe suggerire di aspettare che lo strumento continui a dare differenziali positivi nei prossimi mesi. «Al momento – conclude Trivigno – stiamo guadagnando con il Derivato e non ci sono elementi per ipotizzare situazioni di emergenza anche per il futuro».

Il Piccolo, 13 marzo 2010
 
IL CONSIGLIERE IPOTIZZA UN DANNO ERARIALE 
Derivati, Pacor (Udc) denuncia la giunta alla Corte dei conti

Il consigliere comunale e provinciale dell’Udc, Giorgio Pacor, ha denunciato alla Corte dei Conti la giunta «per il danno erariale perpetrato nei confronti dei cittadini di Monfalcone a causa del ricorso ai ”derivati”». Pacor chiede, quindi, all’organo di controllo di far pagare in solido, oggi e per il futuro, agli amministratori il danno erariale di volta in volta provocato al Comune a seguito della delibera 230 del 21 giugno 2007 con cui la giunta aveva approvato la rimodulazione dell’originario contratto di ”interest rate swap” mediante il perfezionamento con banca Opi dell’operazione di finanza derivata descritta nella proposta operativa allegata da Banca Opi».
Per effetto di queste operazioni di finanza derivata, sostiene Pacor nella denuncia, il tasso cui è regolato il complesso indebitamento comunale al primo gennaio 2007 (28 milioni di euro) è stato trasformato da tasso fisso a tasso variabile con contestuale acquisto di un’opzione “collar”. Nella premesse della delibera, ricorda Pacor, la Giunta dichiarava che ”le operazioni di gestione del debito tramite utilizzo di strumenti derivati devono essere improntate alla riduzione del costo finale del debito e alla riduzione dell’esposizione ai rischi di mercato e che si possono concludere tali operazioni solo in corrispondenza di passività effettivamente dovute, avendo riguardo al contenimento dei rischi di credito assunti”.
«Ma negli anni 2007, 2008, 2009, nonostante tassi di interesse generali molto bassi – ricorda Pacor -, il Comune di Monfalcone ha pagato ad Opi, per flussi scambiati nel 2008, più di 200mila euro a fronte di flussi favorevoli del 2007 e 2009 di qualche decina di migliaia di euro». Dai primi evidenti risultati sfavorevoli dell’operazione, scrive Pacor, non si può non rilevare che i rischi non sono stati contenuti e che l’operazione non è stata improntata alla riduzione del costo finale del debito e alla riduzione dell’esposizione dei rischi di mercato. «E così il Comune di Monfalcone – conclude Pacor -, fino al 2032 è messo a rischio di pagare, ogni anno, flussi finanziari onerosissimi a banca Opi, fra l’altro non prevedibili, recando ogni anno alle amministrazioni future possibili obblighi di pagamenti, anche onerosissimi a fronte dell’aumento del tasso di interesse».

Il Piccolo, 21 marzo 2010
 
Derivati, il Comune chiede aiuto ai legali 
Dopo il caso di Milano l’ente vuole uscire da questa ”avventura”

Il Comune punta a chiudere la ”partita derivati” nel modo più rapido e indolore possibile. La vicenda è partita nel 2003, quando l’ente locale stipulò un primo contratto con l’allora Cassa di risparmio di Gorizia (ora Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia, Gruppo Intesa Sanpaolo). Ad oggi, i flussi di cassa scambiati (ogni 6 mesi) sono stati positivi. Il Comune fino al 31 dicembre 2009 ha incassato 368.740 euro. Questo dopo l’ultima rimodulazione dello strumento, emesso tramite la Banca Opi Spa (Gruppo Intesa Sanpaolo), assistito dalla Brady Italia Srl, incaricata per la consulenza esterna nel dicembre 2006. La rimodulazione è stata decisa nel giugno 2007, al fine di fronteggiare l’innalzamento dei tassi per il 2007 e il 2008, blindando anche le fluttuazioni future.
Ma il problema è se sia possibile chiudere e a quale prezzo uno strumento al quale l’amministrazione è legata fino alla scadenza fissata per il 31 dicembre 2036. L’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno, osserva: «Ribadendo la ferma volontà di chiudere il contratto, ritengo necessario trovare la strada migliore per poterne uscire, anche alla luce delle evoluzioni generali della questione-derivati in tutto il Paese». L’assessore considera quindi due aspetti, alla luce del processo intentato dal Comune di Milano: «Il caso del Comune di Milano rappresenta un processo ”pilota” che, qualora le banche risultassero sconfitte, potrebbe accelerare anche in altre situazioni la ricerca e la contestazione di precise responsabilità degli istituti. Dall’altro lato, i Comuni si trovano nelle condizioni di dover affrontare soli la situazione, negoziando direttamente con le banche le chiusure o, in assenza di disponibilità da parte degli istituti a discutere, facendogli causa. Al di là degli sforzi di assistenza e di monitoraggio che alcune Regioni, tra cui la nostra, stanno facendo, non è ancora giunto alcun provvedimento dallo Stato. In questi giorni la Commissione Finanze del Senato ha deliberato un documento non legislativo che contiene alcune linee guida. Si tratta, però, di un atto di indirizzo che al momento non cambia nulla per i Comuni». Trivigno esprime una proposta: «Sarebbe utile che si adottasse un atto avente forza di legge per consentire la risoluzione immediata dei contratti al prezzo della semplice neutralizzazione dei flussi generati. Nel caso di differenziali positivi maturati dall’ente, si dovrebbero restituire le somme capitalizzate rinunciando alla copertura sui tassi precedente e futura, ma uscendo dalla morsa dei futuri probabili differenziali negativi. L’amministrazione sta rafforzando i servizi di consulenza tecnica e legale, auspicando che la disponibilità fin qui dimostrata dagli istituti coinvolti nella nostra vicenda, possa sfociare in una risoluzione del contratto nel modo che ho indicato». (la.bo.)

Il Piccolo, 14 aprile 2010
 
Il Comune non può ancora liberarsi dal rischio-derivati

La ”grana” derivati continua a pesare sul bilancio del Comune. Anche se, dopo la débâcle subita nel 2008, lo strumento derivato di cui si è dotato il Comune di Monfalcone nel 2003, rinegoziandolo poi nel 2006, sta in questo momento addirittura garantendo entrate nelle casse dell’ente. L’obiettivo di uscire da questa ”avventura”, considerato prioritario, continua però a rimanere proibitivo per l’amministrazione guidata dal sindaco Pizzolitto. Nonostante ormai siano stati accantonati 700mila euro per ”riacquistare” il derivato da Banca Opi del gruppo San Paolo Imi, e uscire quindi da questa situazione estremamente pericolosa, il valore del contratto al 28 febbraio era ancora vicino al milione di euro (945.213 euro per l’esattezza). Il problema, comunque, non pare essere solo quello del raggiungimento della somma necessaria attraverso ancora qualche accantonamento, dopo quello di 150mila euro previsto anche nel bilancio di previsione 2010 e finanziato in parte con l’avanzo di amministrazione 2009.
Non a caso, come ha sottolineato di recente l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno, l’amministrazione comunale sta rafforzando le azioni di consulenza legale e finanziaria, in attesa che il Parlamento elabori una normativa in grado di consentire agli enti locali di rescindere i contratti in essere «al prezzo della semplice neutralizzazione dei flussi generati».
Stando all’andamento dei tassi, la previsione per il 2010 va, comunque, a vantaggio del Comune di Monfalcone che attende dal derivato un differenziale positivo (cioè un flusso a proprio favore) di 27.851 euro.
Più o meno in linea, cioè, con il risultato relativo al 2009, chiusosi con un differenziale positivo di 32.964 euro. L’anno peggiore resta quindi il 2008, con un differenziale negativo di 198.741 euro, gestito comunque attraverso una rimodulazione decisa nel giugno 2007 per fronteggiare l’innalzamento dei tassi per il 2007, chiusosi di fatto alla pari, e il 2008, blindando anche le fluttuazioni future.
Il derivato, comunque, due anni fa è costato al Comune 152mila euro, versati a Banca Opi a copertura del differenziale negativo. Nel 2006 l’incasso fu però di 348.435 euro e l’amministrazione comunale di Monfalcone fino al 31 dicembre 2009 ha introitato 368.740 euro dal derivato, il cui importo nominale residuo al 31 dicembre del 2009 è di 24,186 milioni di euro (l’importo nozionale del contratto è di 28,064 milioni di euro) e la cui scadenza naturale rimane fissata al 31 dicembre del 2036.

Il Piccolo, 20 marzo 2009 
 
BILANCIO DI PREVISIONE 2009  
Comune, torna a crescere la pressione tributaria: quest’anno sarà di 440 euro  
Aumento di 11 euro medio pro capite determinato essenzialmente dall’incremento della tariffa-rifiuti
 
 
di LAURA BLASICH

La pressione tributaria che il Comune esercita sui monfalconesi torna a salire, dopo il netto calo del 2008, imputabile in sostanza tutto alla cancellazione dell’Ici sulla prima casa decisa dal Governo nazionale. L’aumento previsto nel 2009 è di circa 11 euro pro capite, perché l’attesa è quella di passare dai 428,07 euro per residente dello scorso anno ai 439,56 euro di quest’anno. In questo caso l’incremento è legato in sostanza solo alla scelta dell’amministrazione comunale di andare al rialzo della Tassa rifiuti di un 10%, perché, scomparsa l’Ici sulla prima abitazione (che rientra sotto forma di trasferimenti dallo Stato), la Finanziaria ha imposto per il 2009 il congelamento della leva fiscale di cui potevano disporre i Comuni. In sostanza, l’amministrazione, posto che l’avesse voluto, non ha potuto mettere mano all’addizionale Irpef, che rimane ferma allo 0,3% dei redditi sopra i 15mila euro, e neppure alla Tosap, confermata ai livelli dell’anno precedente. Nonostante l’incremento del 10%, la Tarsu consentirà all’ente di incassare 4,345 milioni di euro contro un costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti di 5 milioni di euro, pari a un tasso di copertura dell’83,54% della spesa del servizio. Di fatto il settore ambiente, rifiuti e pulizia della città, richiederà quest’anno l’impegno di 650mila dei 39,4 milioni di euro delle spese correnti ipotizzate dalla giunta. La manovra sulla Tassa rifiuti, a fronte appunto del congelamento delle altre imposte, mancata reintegrazione di tutto il gettito Ici prima casa, diminuzione dei trasferimenti regionali e aumento dei costi di gestione, era comunque una strada obbligata. Lo ha ribadito l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno, spiegando mercoledì sera al Consiglio comunale le scelte effettuate dall’amministrazione per comporre il bilancio di previsione 2009. «L’aumento della Tarsu è in ogni caso affiancato dalla garanzia delle fasce deboli – ha aggiunto Trivigno – e dalla costante vigilanza del rispetto del contratto stipulato con Iris e che va verso una riduzione dei costi del servizio nell’arco dei prossimi anni». La giunta ha però messo mano anche ad alcune tariffe dei servizi a domanda individuale, dalle rette della casa di riposo (più 5%) alle tariffe dei servizi cimiteriali (più 2% che diventa 3% per concessioni cimiteriali), a quelle per l’utilizzo di impianti sportivi e contenitori culturali. Nonostante gli aumenti, la maggior parte dei servizi a domanda individuale rimane in perdita, anche se in effetti ridotta rispetto l’anno o gli anni precedenti. E’ il caso del teatro, la cui attività è comunque in gran parte sostenuta da trasferimenti regionali o statali, che dovrebbe chiudere il 2009 con un passivo di 300mila euro contro 450mila del 2008. Per restare in ambito culturale per la Galleria comunale d’arte contemporanea si prevede un risultato in negativo di 162mila euro contro una perdita di 186mila euro nel 2008 e di 221mila nel 2007. La gestione della casa di riposo, anche a fronte della razionalizzazione dell’uso delle strutture (chiusura dell’edificio più datato in attesa della ristrutturazione), avrà un deficit di 704mila contro i 771mila euro dell’anno precedente. Pure i servizi funebri e cimiteriali non riusciranno ad andare in pari (perdita di 35mila euro), nonostante si tratti di un’attività ormai gestita in libera concorrenza dal Comune. Il motivo? L’ente in ogni caso sta tenendo prezzi inferiori ai privati per fornire anche in questo caso una risposta alla comunità. La perdita nella gestione degli impianti sportivi dovrebbe infine essere ridotta a 43.600 euro contro i 50mila del 2008 e i 476mila del 2007.

Il Piccolo, 20 marzo 2009 
 
BILANCIO. GIÀ SBORSATI 152MILA EURO NEL 2008  
Derivati, accantonati 200mila euro contro il rischio di ulteriori perdite
 
 
Il derivato che il Comune ha stipulato nel 2003 per stabilizzare nel tempo il costo dell’indebitamento da opere pubbliche peserà sulle finanze dell’ente locale per 200mila euro quest’anno. Non si tratta di coprire una perdita secca, come quella del 2008, che comportò un esborso di 152mila euro, visto che i tassi sono ai minimi storici e quindi i termini dell’accordo sottoscritto a suo tempo con Banca Opi del gruppo San Paolo sono in questo momento favorevoli al Comune. L’amministrazione comunale ha deciso però di effettuare un ulteriore accantonamento, appunto di 200mila euro, dopo quello di 80mila realizzato lo scorso autunno in sede di assestamento, perché l’obiettivo rimane quello di chiudere quanto prima questro strumento finanziario. Lo ha ribadito l’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno, presentando le linee guida del bilancio di previsione al Consiglio comunale. «Per me rimane un obiettivo importante – ha sottolineato -, nonostante in questo momento i tassi siano di nuovo a nostro favore, quello di concludere quanto prima il ricorso al derivato». Un anno fa il valore dello swap e quindi il costo per chiudere il contratto era di 1,8 milioni di euro. L’operazione di uscita dall’intesa con Banca Opi, dello stesso gruppo del tesoriere dell’ente (Friulcassa), potrebbe quindi non essere così immediata. L’assessore alle Finanze e il sindaco Gianfranco Pizzolitto, primo cittadino anche al momento della stipula del contratto con Banca Opi, hanno da tempo chiarito di voler abbandonare uno strumento che crea incertezze e condiziona la vita dell’ente molto a lungo (la scadenza naturale del contratto è nel 2036). Nel bilancio triennale 2009-2011 l’amministrazione ha comunque previsto un accantonamento di 50mila euro per ciascun anno per coprire la svalutazione dei crediti.

Messaggero Veneto, 22 marzo 2009 
 
Più spesa sociale e fine dei «derivati»  
L’assessore Trivigno alle associazioni: «I fondi arriveranno»
 
 
Non è stato certo facile per la giunta far quadrare quest’anno il bilancio di previsione, in un momento di crisi che sta facendo aumentare le richieste di aiuto e quindi la pressione sul Comune, invece sempre più a corto di risorse. Il documento contabile contiene quindi scelte poco popolari, come l’aumento del 10% della Tassa rifiuti, conferma l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno, che sottolinea perciò l’importanza del via libera al bilancio ottenuto dalla giunta da parte del Consiglio. A maggioranza, ma allargata ai due consiglieri dell’Unione di centro i cui odg in materia di sostegno ai cittadini coinvolti dalla crisi, supporto all’associazionismo e anche abbandono del rischio dettato dal ricorso ai «derivati», sono stati fatti propri dal centrosinistra. «Per quel che riguarda il sociale il documento è stato proposto dal consigliere Murgia – rileva però Trivigno – e la giunta e la maggioranza lo hanno poi adeguato alle reali possibilità del bilancio, trovando la disponibilità da parte dell’Unione di centro. Abbiamo votato l’odg, perché ne abbiamo condiviso le motivazioni politiche, cioé l’esigenza di supplire alle carenze create dal governo nazionale e regionale». Il documento con cui si amplia il fondo di solidarietà sociale del Comune con uno stanziamento di altri 500mila euro non è stato votato dal centrodestra che, sottolinea l’assessore, «si è alzato ed è uscito dall’aula. Un comportamento che mi ha meravigliato, anche se non ne conosco i motivi», aggiunge Trivigno, che smorza invece i toni della polemica sui tagli dei contributi all’associazionismo. «A causa delle nostre dinamiche di bilancio di solito partiamo con le poste relative ai contributi alle associazioni pari a zero – spiega Trivigno – e quindi confrontare i 4mila euro già previsti per i sodalizi del settore culturale con i 138mila del dato assestato del 2008 non può essere corretto.
In un momento di ristrettezze di risorse è giusto che l’amministrazione si ponga l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra i grandi eventi e il sostegno all’associazionismo, non penalizzando quest’ultimo». Il bilancio 2009 ha dovuto fare i conti, secondo l’assessore, con la contrazione dei trasferimenti da Stato e Regione, la cui politica sta quindi penalizzando gli enti locali.
«A fronte di una tendenza alla diminuzione delle entrate, mentre i nodi della gestione dei nostri molti contenitori sono venuti al pettine – afferma -, si è effettuata una scelta dolorosa come l’aumento del 10% della Tarsu. Sono quindi soddisfatto del dibattito in aula, perché ha messo in evidenza come le difficoltà di questo momento siano state comprese assieme agli sforzi che l’amministrazione sta effettuando per eliminare le diseconomie». (la.bl.)

Il Piccolo, 23 marzo 2009 
 
Derivati, Comune sotto osservazione  
Solo verifiche della Corte dei conti, nessuna inchiesta
 
 
Il Comune di Monfalcone non rientrerebbe tra gli oltre 10 enti locali finiti sotto inchiesta della Corte dei conti in relazione all’investimento di titoli derivati. Le istruttorie aperte, al momento, riguarderebbero i Comuni di Udine, Pordenone, San Giorgio, Tavagnacco, Manzano e Tricesimo. Il procuratore ha spiegato che si starebbero aggiungendo altre amministrazioni locali. Il Comune di Monfalcone tuttavia non rientrerebbe in questa indagine, ma il contatto con la Corte dei conti è già da tempo mantenuto costante, proprio al fine di garantire un monitoraggio periodico circa la posizione del derivato, sottoscritto con Banca Opi nel 2003, sulla base dell’evoluzione contrattuale. Lo conferma l’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno. «Su invito dell’organo a rilevanza costituzionale – ha spiegato -, da alcuni mesi e a scadenze periodiche, viene inviato un ”report” sullo stato dei derivati. Mi risulta che la Corte dei conti stia effettuando un monitoraggio costante sui titoli stipulati dai Comuni e anche il nostro ente ha tenuto aggiornato l’organo amministrativo sulla posizione del nostro strumento derivato». L’assessore ricorda che il Comune non ha rilevato grandi perdite e attualmente, grazie all’abbassamento dei tassi, sta guadagnando. Trivigno, condividendo il principio secondo il quale questo tipo di contratti, avendo un margine di rischio non direttamente controllabile, non debbano essere sottoscritti dagli enti locali, ha ribadito la volontà di «uscire» dal contratto qualora le condizioni di mercato lo consentiranno. L’assessore conferma che sono aperti tutti i canali, sia nei confronti della banca contraente, sia con gli altri enti locali, con la supervisione e il coordinamento della società di consulenza, Trady Italia, che è anche consulente della Regione.

Il Piccolo, 28 marzo 2009 
 
Comune, entro l’anno la chiusura dei derivati 
 
Il Comune di Monfalcone vuole arrivare entro la fine del 2009 alla chiusura del cosiddetto «derivato» oggetto del contratto stipulato nel 2003 con banca Opi del gruppo San Paolo. Lo ha affermato con chiarezza l’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno, rispondendo nella seduta di giovedì sera del Consiglio comunale all’interrogazione dell’esponente de La Destra Lionella Zanolla, che si è detta soddisfatta della posizione dell’amministrazione. Il Comune di Monfalcone, invece, pur avendo presentato domanda, non è stato incluso nel progetto di assistenza finanziaria varato dalla Regione per aiutare gli enti locali a gestire gli «effetti collaterali» degli strumenti di finanza derivata. Il motivo? Il Comune di Monfalcone già si avvale di una consulenza esterna, effettuata poi dalla Brady Italia, la stessa società cui si è rivolta l’amministrazione regionale. L’accantonamento di 200mila euro effettuato nel bilancio di previsione 2009, dopo quello di 80mila euro dello scorso autunno, servirà quindi a raggiungere la chiusura del contratto con Banca Opi entro l’anno.

Il Piccolo, 11 febbraio 2009 
 
BILANCIO ACCANTONAMENTI  
Derivati, l’obiettivo è uscirne al più presto
 
 
Ci sono anche due azioni straordinarie in programma da parte del Comune per il 2009 e sono quelle necessarie a gestire da un lato il contratto di finanza derivata con Banca Opi e dall’altro il contenzioso con il privato cui il Comune, oltre un paio di decenni fa, non ha pagato l’espropriazione del terreno di via Baden Powell, dove è stata costruita la palestra verde.
Nel primo caso la giunta comunale effettuerà quindi ulteriori accantonamenti di fondi in modo da ipotizzare la risoluzione del contratto sul derivato, che a fine anno l’ente ha deciso di posticipare per questioni tattiche (la discesa dei tassi favorisce il Comune).
«Resta però fermo l’obiettivo – ha sottolineato ieri l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno – di concludere il ricorso a uno strumento del genere, nei tempi che si riterranno più opportuni». Per fare fronte al mancato raggiungimento di un’intesa con il privato e a una possibile sentenza avversa la giunta ha invece deciso di vincolare un immobile tra quelli compresi nel Piano di valorizzazione e alienazione degli immobili, destinandolo all’esito della vertenza sull’area di via Baden Powell. Il Comune potrebbe del resto trovarsi a dover versare circa 700mila euro ai privati, affrontando quindi un’uscita straordinaria di non poco conto.

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