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Il Piccolo, 31 luglio 2009 
 
OK DELLA REGIONE, PRONTA LA DELIBERA DEL SINDACO 
Via libera ai tuffi a Marina Julia  
Subito rimossi i cartelli di divieto. Tutto il litorale diventa balneabile
 
 
di FABIO MALACREA

Da oggi il mare di Marina Julia è nuovamente balneabile dopo un anno intero di divieti e polemiche. La giunta regionale ha approvato la delibera con la quale è stata dichiarata idonea alla balneazione per la stagione balneare 2009 la zona nota come ”arenile Marina Julia”. La dichiarazione di idoneità contiene di fatto un apprezzamento per l’azione svolta dal Comune per raggiungere questo obiettivo. La stessa Regione infatti rileva come la delibera segua l’adozione delle misure di miglioramento ambientale volte a rimuovere le cause dell’inquinamento, come confermano le analisi eseguite dal dipartimento provinciale di Gorizia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nei periodi di campionamento agosto-settembre 2008 e aprile-luglio 2009, che evidenziano risultati conformi per tutti i parametri previsti dalla normativa in vigore.
In effetti erano stati proprio i campionamenti del giugno scorso, di segno fortemente negativo per un fatto episodico causato quasi sicuremente dal maltempo e dalle pessime condizioni in cui versa l’Isonzo, a far temere il peggio e a provocare lo slittamento della delibera. Ora le cose sono tornate a posto e la Regione ha ritenuto che non ci fossero altri ostacoli alla revoca dei divieti di balneazione. Da oggi, quindi, tutto il litorale monfalconese, da Marina Nova al Lido di Staranzano, torna balneabile senza il paradosso che avevano finora condizionato solo il tratto di spiaggia di Marina Julia, unico ”colpito” dai divieti di balneazione.
Ottenuta la comunicazione da parte della Regione, gli uffici comunali hanno già predisposto nel pomeriggio di ieri la delibera, pronta per la firma del sindaco, con la quale Gianfraco Pizzolitto sancirà la balneabilità della spiaggia di Marina Julia e la rimozione dei cartelli-spauracchio. Di fatto, dunque, forse già da oggi ma sicuramente da domani e per tutto il weekend i bagnanti potranno tranquillamente entrare in mare davanti a Marina Julia, sicuri che le acque sono pulite ma soprattutto senza rischiare di farsi sanzionare per aver contravvenuto a un divieto.
Soddisfatto l’assessore comunale Paolo Frittitta che in questi ultimi giorni aveva svolto un pressing assai deciso nei confronti della Regione per anticipare al massimo i tempi del provvedimento. «È una vittoria per la nostra città e per la nostra amministrazione – ha detto ieri – che premia la nostra azione, la tenacia con cui abbiamo perseguito questo obiettivo attraverso un lavoro approfondito, coordinato e strategico. Non ci siamo mai demoralizzati, neanche di fronte alle analisi sfavorevoli dello scorso mese di giugno che avevano rischiato di vanificare la nostra azione. Sapevamo di trovarci di fronte a un problema di variabilità di dati e che le cose si sarebbero rimesse a posto, forti proprio della convinzione di aver operato al meglio, senza scorciatoie. È una vittoria, dunque, ma la guerra per la valorizzazione massima della nostra spiaggia è ancora lunga. Questo, al momento, era il nostro massimo obiettivo. Lo abbiamo raggiunto».
Soddisfazione enorme anche per i concessionari della spiaggia che, nonostante i positivi risultati degli ultimi giorni, accusavano comunque una flessione della clientela dal Triestino e dalla Bassa friulana.

Messaggero Veneto, 31 luglio 2009 
 
Monfalcone. Decisiva l’adozione delle misure di miglioramento ambientale anti-inquinamento. Confortanti le analisi dell’Arpa  
Via libera della Regione: Marina Julia è balneabile  
La giunta ha approvato ieri la delibera che dichiara la spiaggia nuovamente idonea
  
 
MONFALCONE. L’acqua di Marina Julia è balneabile. Su proposta dell’assessore alla salute e alla protezione sociale, Vladimir Kosic, la giunta regionale ha approvato ieri la delibera con la quale la spiaggia dei monfalconesi viene dichiarata nuovamente idonea alla balneazione per la stagione balneare 2009. Una notizia attesa con trepidazione sia dal Comune, che da tempo ha avviato una serie di interventi per risolvere l’annoso problema dell’inquinamento, sia e soprattutto dagli operatori della spiaggia che hanno pagato pesantemente, dal 2007, la dichiarata non balneabilità di Marina Julia. La dichiarazione di idoneità è stata decisa in seguito all’adozione delle misure di miglioramento ambientale volte a rimuovere le cause dell’inquinamento, come confermano le analisi eseguite dal dipartimento provinciale di Gorizia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nei periodi di campionamento agosto-settembre 2008 e aprile-luglio 2009, che evidenziano risultati conformi per tutti i parametri previsti dalla normativa in vigore. Da ricordare che l’assessore Kosic, già a maggio, si era detto favorevole alla concessione della balneabilità a fronte dei buoni risultati dei monitoraggi dell’acqua, eseguiti da Arpa e che appunto fino a maggio, grazie agli interventi realizzati (sia a livello zonale, con l’allacciamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross, sia a livello locale con l’allaccio alla rete fognaria di varie zone cittadine), avevano attestato la “bontà” dell’acqua del mare monfalconese. I risultati dei due prelievi di giugno erano stati invece una doccia fredda: nell’acqua di Marina Julia Arpa aveva riscontrato la presenza rispettivamente di 3.600 e 4.400 ufc (unità formanti colonia su 100 millilitri d’acqua) di coliformi totali su un limite di 2.000, 237 e 560 ufc di coliformi fecali con un limite di 100 e 280 e 105 ufc di streptococchi su un limite di 100. L’iter si era quindi bloccato in attesa dei monitoraggi di luglio che hanno invece confermato come il “metodo Marina Julia”, determinato dalla sinergia tra studio dell’Arpa e interventi, abbia funzionato. A luglio il mare di Marina Julia è risultato essere superpulito, visto che il dato dei coliformi fecali si è fermato a 3 unità formanti colonia per Marina Nova e a 13 per Marina Julia, con un limite di 100. Tanto da convincere la giunta regionale a concedere la balneabilità. «È una vittoria della città e una vittoria del metodo attuato nel corso di un anno e mezzo e teso a raggiungere la balneabilità. Abbiamo fatto un pressing costante al problema, ma anche a chi poteva autorizzare la balneabilità» spiega soddisfatto l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, che ringrazia il tavolo tecnico che ha lavorato con attenzione e serietà al problema e che continuerà ad operare, ma anche la Regione che ha apprezzato il lavoro svolto. «È stata colta la nostra volontà di aggredire la situazione. Le azioni sono stati coerenti tra loro e con il fine perseguito. È stata una precisa strategia, che ha consentito di trasformare le idee in progetto e il progetto in crono programma, con indicatori di percorso e obiettivi da raggiungere. Le azioni poste in essere – prosegue – sono state un lavoro che si è avvicinato costantemente attraverso atti di miglioramento all’obiettivo finale, la balneabilità. Non abbiamo mollato mai, neanche quando i risultati di giugno, in modo strano ma sicuramente influenzati dalle condizioni meteorologiche, sono sembrati rendere tutto vano. Sapevamo, però, che quanto avevamo fatto doveva portare ad un miglioramento e ciò è stato confermato dai dati di luglio. Ora godiamoci la balneabilità». Frittitta annuncia già da ora che a settembre si incontrerà di nuovo il tavolo tecnico con Arpa, Ato, Irisacqua, Consorzi Industriale e di Bonifica e si proseguirà con azioni, «in progressione graduale, ma inesorabili e tali da consolidare il risultato raggiunto».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 01 agosto 2009 
 
Già rimossi i divieti, Marina Julia apre ai bagnanti  
Immediata attuazione dell’ordinanza del sindaco. I concessionari confidano in un boom nel weekend
 
 
di ELISA COLONI

Nuotare nelle acque di Marina Julia è finalmente tornato legale: i contestatissimi divieti di balneazione ieri sono stati rimossi, permettendo così a tutti gli amanti della tintarella di rinfrescarsi in mare, senza correre il rischio di prendere una multa di 50 euro. L’ora X è scattata ieri alle 13, quando un gruppo di operai è arrivato in spiaggia e, per conto del Comune, ha dato il colpo di grazia ai cartelli con impressa la scritta «divieto di balneazione», che da oltre un anno ammonivano i frequentatori di Marina Julia.
Ecco quindi che, dopo l’ok della Regione, e dopo la firma della delibera da parte del sindaco Pizzolitto (apposta dal primo cittadino ieri intorno alle 11.30), le acque di Marina Julia non sono più off-limits per monfalconesi e non residenti. Una notizia molto attesa, sia dai bagnanti che dai gestori dei bar e delle zone attrezzate della spiaggia.
Purtroppo, però, gli operatori di Marina Julia non sembrano poi così ottimisti. «Sono soddisfatto della delibera che permette di nuovo la balneazione – spiega Roberto Lacalamita, titolare del chiosco ”Number one” -. Però mi sa che questa stagione ormai sia compromessa. Tutte le persone che hanno deciso di non venire a causa dei divieti, quasi certamente non torneranno più. È difficile fare inversione di marcia e riportare qui i clienti a estate inoltrata. Quest’anno gli incassi sono stati disastrosi. Solo il bar ha tenuto, perché i monfalconesi non hanno mai smesso di fare il bagno a Marina Julia. Il problema, però, è che la maggior parte dei residenti si sistema sui tratti di spiaggia libera. Quindi il risultato è che ho perso il 50% degli incassi su ombrelloni e lettini, che erano utilizzati soprattutto da triestini, che dopo le recenti notizie dei diviti non si sono più fatti vedere, compresi molti clienti affezionati. Noi siamo convinti che qui il mare sia pulito. Se in qualche circostanza non lo è stato, si è trattato solo di casi sporadici, legati a particolari eventi atmosferici, come gli acquazzoni».
Simile il commento di Gianpaolo Sussarellu, titolare del chiosco ”Da Mario”: «Anch’io ho perso circa il 40% degli introiti da ombrelloni e lettini – spiega -. Speriamo che il ripristino della balneazione porti buoni risultati per il prossimo anno. La stagione attuale, infatti, non durerà ancora molto: venti giorni al massimo. Quest’anno – aggiunge – ho notato soprattutto un calo drastico di famiglie con bambini, probabilmente spaventate dalle notizie circolate sui livelli di inquinamento».
Ma cosa ne pensano i bagnanti? Ieri, prima che i diviti venissero rimossi, si vedeva più di qualche persona tra le onde. «Io vengo qui da quando aveva 5 anni e ora ne ho 72 – racconta una monfalconese -. Ho sempre fatto il bagno in mare e sono visibilmente in buona salute. Sono convinta che l’acqua sia pulita. La gente qui è sempre entrata in mare. Al limite si temevano le multe, non l’inquinamento». «Io invece sono in vacanza qui per tre mesi a Marina Julia – spiega una triestina -. È un luogo vicino a Trieste, in cui non si è costretti a stare ammassati in spiaggia. È abbastanza pulito e tranquillo. Però c’è da dire che quest’anno si è vista molta meno gente rispetto alle scorse stagioni. Chi c’era, però, entrava in acqua». 

Messaggero Veneto, 01 agosto 2009 
 
Monfalcone. Il consigliere comunale Pacor: «Ma occorre avviare un progetto concreto e unitario per il rilancio e la promozione dell’offerta turistica»  
Marina Julia balneabile, soddisfazione tra gli operatori 
 
MONFALCONE. La notizia che Marina Julia ha riavuto la balneabilità è stata accolta con entusiasmo e soddisfazione, dagli operatori della spiaggia ai rappresentanti politici e istituzionali della città. È stato evidenziato come abbiano sicuramente contribuito al risultato Marina Julia i primi lavori di completamento della fognatura. È stata completata infatti la rete fognaria (allacciamenti dei condomini Venus e del villaggio Albatros) e quella di via Bixio. Manca ancora il collegamento al depuratore del collettore di via Galilei, che attualmente sbocca ancora nel canale De Dottori e i cui lavori dovrebbero iniziare in settembre. Come ricordato spesso dall’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta sono stati realizzati gli interventi zonali e locali, ma occorrerà ora pensare anche agli interventi generali ovvero alla realizzazione del depuratore in terra slovena per risolvere l’inquinamento che arriva al golfo tramite l’Isonzo. «Ma adesso che Marina Julia è balenabile possiamo dire che il turismo a Monfalcone sia una componente importante per l’economia locale? Direi di no», osserva il consigliere comunale Giorgio Pacor, che evidenzia come per lanciare il turismo a Monfalcone occorre che l’amministrazione comunale predisponga un progetto, a carattere imprenditoriale, «di sviluppo unitario e condiviso dagli attori del territorio, che attraverso meccanismi di progettazione partecipata, sia in grado di coinvolgere attori privati e pubblici con ruoli ben definiti e strumenti normativi e regolamentari adeguati. Oltre a ciò deve avviare una rete di relazioni con gli altri attori di promozione e comunicazione del territorio, un sistema di servizi al turista, sia informativi che di accoglienza e di supporto alla fruizione, un marchio comune, che possa identificare il comprensorio in modo univoco e nel quale gli attori locali dell’offerta si possano riconoscere». Pacor sottolinea che per un comune di dimensioni modeste come Monfalcone è importante spostare l’attenzione dalla dimensione numerica del flusso turistico, alla dimensione qualitativa. «È per questo che occorre attuare al più presto la redazione di un progetto unitario di sviluppo turistico, in cui sia sviluppato operativamente le modalità con le quali il visitatore trovi facilmente modo di essere coinvolto e supportato nell’usufruire di tutta l’offerta turistica, commerciale, alberghiera, della ristorazione, escursionistica, sportiva e culturale della Città e della provincia», ribatte, chiedendo l’istituzione di una consulta degli operatori turistici e la gestione diretta dell’Ufficio informazioni turistiche attrezzato anche con servizi per l’accoglienza.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 03 agosto 2009 
 
UN BOOM NELLA PRIMA DOMENICA SENZA DIVIETI DI BALNEAZIONE  
Triestini e sloveni tornano a Marina Julia  
Tutto esaurito sulla spiaggia, lettini e ombrelloni a ruba, parcheggi garantiti a tutti
 
 
di ELISA COLONI

Parcheggi regolari traboccanti di auto, marciapiedi e pezzi di aiuole presi d’assalto dalle quattro ruote, spiaggia libera colma di asciugamani e ombrelloni multicolor, lettini delle zone attrezzate pienissimi di gente. E, soprattutto, tante persone in mare.
Marina Julia, ieri, si presentava così. Il battesimo agostano del lido monfalconese è stato un successo. Nella prima domenica del mese più amato dell’estate, che è stata anche e soprattutto la prima domenica dopo la rimozione dei divieti di balneazione, Marina Julia ha fatto il botto. In tanti, a partire dagli operatori della spiaggia, attendevano una rivincita dopo i mesi di magra appena trascorsi. E sembra proprio che siano stati accontentati.
Tanti i bagnanti locali, tantissini i triestini. Tra le auto parcheggiate quasi fino alla fine del viale alberato che porta in spiaggia spuntavano anche molte targhe slovene, alcune austriache e tedesche. Oltre a quelle dell’Est Europa. Tutti gli amanti del sole domenicale sono stati accolti, per la prima volta quest’anno, dall’ampia gradinata senza i contestatissimi divieti, che fino a pochi giorni fa imponevano l’uso esclusivo della doccia per rinfrescarsi sotto il sole concente, pena una sanzione di 50 euro.
Ieri i divieti, i cartelli, le multe, sembravano veramente storia passata. Parevano solo un brutto, lontanissimo, ricordo. A tenere banco c’erano invece la musica dei chioschi, le grida dei tantissimi bambini presenti, il chiacchiericcio di coppie, famiglie, gruppi di amici.
Per molti, soprattutto per i residenti a Monfalcone e dintorni, quei divieti di balneazione in realtà non sono mai esistiti. Ogni giorno, infatti, si poteva contare più di qualche bagnante in mare. Ma la rimozione dei cartelli ha senza dubbio attirato qualche triestino e qualche sloveno in più. Lo dimostra un dato: nelle ultime settimane – domeniche comprese – nei tratti di spiaggia attrezzati non si era ancora riusciti a registrato il tutto esaurito per lettini e sdraio. Ieri, invece, sì. Escludendo un paio di postazioni libere, infatti, la distesa di ombrelloni a pagamento era completamente piena.
«Vengo qui da vent’anni – racconta una triestina sulla sessantina -. Ho sempre fatto il bagno e continuerò a entrare in acqua. Marina Julia non è un posto di lusso, con uno scenario suggestivo, ma è una delle migliori alternative che un triestino possa avere nelle domeniche di luglio e agosto. In spiaggia c’è spazio sufficiente per tutti, la ricerca di un parcheggio porta via al massimo una decina di minuti e, infine, per arrivarci non devo rischiare di finire imbottigliata in code chilometriche. È un posto senza grandi pretese, ma che mi evita di trasformare la domenica al mare in un grande stress».

Il Piccolo, 14 agosto 2009 
 
A Ferragosto bagni sicuri a Marina Julia  
I prelievi dell’Arpa hanno confermato la buona qualità del mare
 
 
I monfalconesi che sono rimasti in città, i turisti e i pendolari che frequentano il litorale possono contare su un mare pulito se hanno scelto, come mete di Ferragosto, Marina Julia e Marina Nova. 
I prelievi effettuati dall’Arpa a inizio mese confermano la buona qualità delle acque marine del litorale, che da due settimane circa ha riconquistato la balneabilità. Il risultato ottenuto grazie al lavoro di analisi e di soluzione dei problemi messo in campo a partire dal 2007, quando il divieto di balneazione a Marina Julia fu imposto a causa degli episodi di inquinamento, non viene comunque dato per acquisito in via definitiva dal Comune di Monfalcone. Tant’è che l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta ha già convocato per l’inizio di settembre il tavolo tecnico che da due anni ha messo assieme tutti i soggetti utili alla soluzione del problema.
In questi giorni l’assessore all’Ambiente ha invece riunito il tavolo di lavoro con i tecnici comunali e dell’Arpa per fare il punto sulla situazione della qualità delle acque. «Nel corso dell’incontro è emerso – spiega Frittitta – che la sofferenza di giugno, cioé i due prelievi sfavorevoli, a detta dei tecnici è sempre da imputare soprattutto alle piene dell’Isonzo. Ciò pare confermato dal fatto che i prelievi favorevoli del periodo successivo sono avvenuti in condizioni di magra del fiume». L’assessore ha tirato in ogni caso le somme anche sulla validità delle azioni già intraprese a livello zonale, cioé nel rione di Marina Julia, e quelle in fase di realizzazione in città. A settembre si punterà soprattutto sulla verifica dei lavori di completamento della rete fognaria cittadina in corso ormai da inizio anno in città. «Sappiamo che ci sono ancora diverse azioni da realizzare per consegnare un mare pulito ai monfalconesi, Isonzo permettendo», sottolinea l’assessore all’Ambiente.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 14 agosto 2009 
 
Marina Julia pulita anche in agosto: risultati positivi dalle ultime analisi 
 
MONFALCONE. L’acqua di Marina Julia è pulita e la fiducia data dall’assessore regionale Kosic al mare della spiaggia monfalconese, che ha portato alla riassegnazione della balneabilità, è stata ben riposta.
Anche il primo prelievo delle acque di agosto, effettuato come sempre dall’Arpa, è favorevole, confermando come tutti i parametri previsti per legge (in merito a coliformi totali, fecali e streptococchi) siano ampiamente rispettati. Insomma, il “metodo Marina Julia” citato molte volte dall’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta e che vede operare in sinergia molti enti e portatori di interessi, ha funzionato. «Siamo felici di consegnare alla città un ferragosto di mare pulito. Le analisi dell’Arpa ai primi di agosto hanno confermato il trend favorevole» afferma Frittitta spiegando come in questi giorni si sia riunito il tavolo di lavoro per fare il punto della situazione. «I tecnici di Arpa hanno confermato che la sofferenza di giugno, che aveva portato a temere di non ottenere la balneabilità, è stata causata dalla piena dell’Isonzo e dal carico di inquinamento portato da questo. Ora, viste le scarse piogge, l’Isonzo è in periodo di magra, l’acqua che arriva al mare è poca. Il tavolo di lavoro – dice ancora – ha fatto il punto anche sulla validità delle azioni messe in atto, sia a livello zonale (collegamento alla fognatura dei condomini Venus e del villaggio Abatross) sia locale (collegamenti ai collettori fognari della parte nord ovest della città). Non molliamo però la presa, perché l’obiettivo è dare al cittadino un mare costantemente pulito. Isonzo permettendo».
Da ricordare che la dichiarazione di idoneità è stata decisa lo scorso 30 luglio, in seguito all’adozione delle misure di miglioramento ambientale volte a rimuovere le cause dell’inquinamento, come confermano le analisi eseguite dal dipartimento provinciale di Gorizia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nei periodi di campionamento agosto-settembre 2008 e aprile-luglio 2009, che evidenziano risultati conformi per tutti i parametri previsti dalla normativa in vigore. Da ricordare che l’assessore Kosic, già a maggio, si era detto favorevole alla concessione della balneabilità a fronte dei buoni risultati dei monitoraggi dell’acqua, eseguiti da Arpa e che appunto fino a maggio, grazie agli interventi realizzati. (c.v.)

Il Piccolo, 17 agosto 2009
 
PIENONE A FERRAGOSTO SULLE SPIAGGE MONFALCONESI 
Marina Nova contro l’Arpa: «Ci ha danneggiati»  
Gli operatori: «Ha fatto credere che anche il nostro mare fosse inibito alla balneazione»
  
 
di FERDINANDO VIOLA

Almeno a Ferragosto è andata bene: Marina Nova e Marina Julia hanno visto il tutto esaurito nei due giorni più vacanzieri dell’anno. Al bando i dati sulla balneazione e i vari divieti che hanno condizionato buona parte della stagione turistica, in questo ultimo weekend le due località balneari monfalconesi hanno accolto migliaia di persone in cerca di refrigerio e di un’abbronzatura che duri almeno fino a Natale. E le condizioni c’erano tutte: il tradizionale solleone ferragostano così bene descritto nei film italiani degli anni Sessanta, l’acqua (finalmente) pulita, la spiaggia accogliente e una serie di iniziative che hanno invogliato i bagnanti a fermarsi più del solito. Una boccata di ossigeno per gli operatori turisti dei due lidi dopo un giugno di pioggia e un luglio di polemiche sulla balneabilità delle acque.
MARINA NOVA. È stata la più penalizzata. Sabato tutto esaurito, al bar ristorante per la cena di Ferragosto (con musica) non c’era un tavolo libero. Stessa cosa ieri. Ma due giornate al top non salvano una stagione da dimenticare. La protesta degli operatori è forte: «Il nostro mare è sempre stato balneabile. Le notizie non chiare dell’Arpa hanno fatto credere il contrario ai bagnanti. E le conseguenze si sono viste». Cioè spiaggia vuota (o quasi): a giugno il tempo non è stato clemente, a luglio l’inclemenza è stata tutta di natura umana. Agosto è iniziato bene e i bagnanti che ieri hanno affollato la spiaggia (l’entrata è a pagamento) erano soddisfatti: tanta tranquillità, buoni servizi, magari qualche momento di animazione in più non guasterebbe.
MARINA JULIA. Se Marina Nova piange, Marina Julia non ride. Certamente in questi ultimi due giorni trovare un lettino non era facile. Il parcheggio era strapieno, visto da sopra la scalinata sembrava di essere a Lignano o a Jesolo. Non mancavano le macchine con targa slovena. Sulla spiaggia si sentiva parlare triestino e friulano. Evidentemente è successo quello accadeva negli anni scorsi: meglio fermarsi a Monfalcone che avventurarsi nel traffico e nei costi di Grado. I bar, entro e fuori la spiaggia, hanno lavorato a pieno ritmo. Gli stessi bagnanti erano più che soddisfatti; alcuni giurano che da anni programmano le loro vacanze qui.
Ma anche a Marina Julia la stagione è stata contrassegnata da un ritornello poco piacevole, bagni sì bagni no. Con la conseguenza che molti non si sono fatti vedere, i fedelissimi invece hanno sfidato i divieti, come dire ”stessa spiaggia stesso mare” nonostante l’inquinamento. E anche qui gli operatori guardano il cielo sperando in una seconda metà di agosto come la prima. «Non è il massimo – affermano – ma se anche nei prossimi giorni il tempo non si mantiene buono, per noi sarebbe un disastro totale».
LIDO DI STARANZANO. Il lido soffre di solitudine, in attesa di un rilancio che non arriva mai. Poca gente, nonostante la buona volontà degli animatori che anche ieri hanno organizzato giochi per bambini sulla spiaggia e nel pomeriggio un’abbondante grigliata. Evidentemente il lido rappresenta uno scenario stupendo solo per manifestazioni tipo Summerlab beach festival che a luglio ha attirato migliaia di giovani sul litorale bisiaco. Ieri i giovani (pochi) c’erano, alcuni giocavano a pallone, altri, divertiti, ma annoiati, giuravano che su questa spiaggia non avrebbero più messo piede. Un chiaro segnale per gli amministratori. Lo stupendo scenario della Cona merita una spiaggia che sappia valorizzare ancor di più l’habitat naturale che la circonda.

Il Piccolo, 19 agosto 2009
 
DOPO LE ANALISI DELL’ARPA  
«Marina Nova sempre balneabile»
 
 
Per l’Arpa la balneazione a Marina Nova non è mai stata messa in dubbio. L’acqua pur presentando delle criticità, soprattutto nel mese di giugno, non ha mai raggiunto i valori di inquinamento presenti in altri lidi del monfalconese. La risposta dell’Agenzia ambientale alle polemiche degli operatori della spiaggia non si è fatta attendere.
«È chiaro – afferma Franco Sturzi, responsabile del servizio territoriale del dipartimento di Gorizia dell’Arpa – che noi siamo presenti quasi tutti i giorni nel golfo di Monfalcone per controlli sulla qualità dell’acqua. La nostra presenza a Marina Nova, più che in altri posti soprattutto nel piovoso mese di giugno, può aver fatto credere a qualcuno, in buona fede, che l’Arpa possa decidere cose che non le spettano. Le ordinanze e i divieti non li facciamo noi. Noi trasmettiano i dati al Comune che provvede poi di conseguenza».
A Marina Nova la protesta degli operatori era stata molto vivace: «Le false indicazioni sulla balneabilità e il maltempo di giugno hanno rovinato la stagione, nonostante il buon andamento di agosto. E i danni a noi nessuno ce li ripaga».

Messaggero Veneto, 22 agosto 2009
 
Monfalcone. Soddisfatto l’assessore comunale Frittitta: finora il problema è stato l’Isonzo  
Marina Julia, l’acqua è pulita  
Positivi risultati dai prelievi effettuati di recente dall’Arpa
 
 
MONFALCONE. L’acqua di Marina Julia resta pulita: lo conferma il prelievo di metà agosto effettuato dall’Arpa, che, come quello dell’inizio di agosto, ha confermato la buona qualità dell’acqua del mare monfalconese. Anche il secondo prelievo delle acque è risultato favorevole, confermando come tutti i parametri previsti per legge (in merito a coliformi totali, fecali e streptococchi) siano ampiamente rispettati.
Insomma, il “metodo Marina Julia” citato molte volte dall’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, e che vede operare in sinergia molti enti e portatori d’interessi, ha funzionato. «Continua la traccia favorevole e ne siamo contenti, inutile dirlo – dice l’assessore Frittitta –. Le analisi dell’Arpa hanno confermato il trend favorevole e la validità delle conclusioni dello studio effettuato dall’Arpa: le condizioni meteorologiche improntate al bello, le scarse precipitazioni hanno influito sulla pulizia delle nostre acque e dimostrano come l’acqua che arriva dall’Isonzo pesi sulla nostra situazione». I tecnici dell’Arpa hanno confermato che la sofferenza di giugno, che aveva portato a temere di non ottenere la balneabilità, è stata causata dalla piena dell’Isonzo e dal carico di inquinamento portato dal fiume. Ora, viste le scarse piogge, l’Isonzo è in periodo di magra, l’acqua che arriva al mare è poca e di conseguenza anche il carico d’inquinamento. «In settembre s’incontrerà il tavolo tecnico trasversale che farà il punto di quanto fatto e di quanto ancora si dovrà fare, perché non dimentichiamo – continua l’assessore – che l’attenzione e il lavoro proseguono, vista la validità di quello che è divenuto il “metodo Marina Julia”, il quale dimostra come le sinergie e le azioni messe in atto, a livello sia zonale (collegamento alla fognatura dei condominii Venus e del villaggio Albatross) sia locale (collegamenti con i collettori fognari della parte nord-ovest della città) siano state fondamentali. Non molliamo però la presa, perché l’obiettivo è dare al cittadino un mare costantemente pulito. Se poi anche i dati di settembre fossero per noi favorevoli, potremmo puntare ad avere già conferma della balneabilità per l’estate 2010».
Da ricordare che la dichiarazione d’idoneità è stata decisa lo scorso 30 luglio, in seguito all’adozione delle misure di miglioramento ambientale volte a rimuovere le cause dell’inquinamento, come confermano le analisi eseguite dal dipartimento provinciale di Gorizia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nei periodi di campionamento agosto-settembre 2008 e aprile-luglio 2009, che evidenziano risultati conformi per tutti i parametri previsti dalla normativa in vigore. (cris.vis.)

Il Piccolo, 22 agosto 2009 
 
Nuovo ok dell’Arpa per Marina Julia  
Non c’è più traccia di inquinamento. La stagione continua a pieno regime 
Favorevole l’esito dei prelievi effettuati all’inizio della settimana 
 
Il mare monfalconese supera a pieni voti l’esame dell’Arpa in questo mese di agosto, che ha visto soprattutto Marina Julia affollata nei week-end e non solo. Anche il monitoraggio effettuato all’inizio della settimana ha avuto un esito favorevole, come comunica l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, che ora guarda con attenzione, ma anche con fiducia, agli ultimi due campionamenti di settembre.
«Ci sono a questo punto buone possibilità di concludere la stagione in modo positivo e quindi di affacciarci all’estate del prossimo anno con la balneabilità già in tasca», afferma l’assessore comunale. È evidente a questo punto l’importanza di una conferma sul fronte della qualità  delle acque consentirebbe di innescare una serie di meccanismi utili al rilancio del litorale, permettendo alle amministrazioni pubbliche e anche ai privati di programmare investimenti per sistemare il litorale e le aree retrostanti. Anche se, va detto, Marina Julia viene apprezzata dai frequentatori pendolari, soprattutto in un anno di crisi, per la sua capacità di mettere a disposizione parcheggi e spiaggia liberi e quindi del tutto gratuiti.
«L’esito dell’ultimo prelievo non fa comunque che confermare – ribadisce l’assessore all’Ambiente – le cause dell’inquinamento del litorale individuate dallo studio dell’Arpa e alle quali stiamo mettendo mano per quanto ci riguarda, nel nostro territorio». L’amministrazione comunale monfalconese rimane comunque aperta a suggerimenti che possano contribuire a migliorare ancora il quadro, tanto che il tavolo tecnico che sarà riconvocato alla fine del prossimo mese sarà allargato in modo del tutto trasversale.
«Il metodo impostato e seguito da due anni a questa parte, organizzando gli interventi per zone e ordini di priorità – conclude l’assessore Frittitta -, ha dimostrato comunque la sua validità, che la Regione ha colto, dimostrando in ogni caso estrema attenzione e sensibilità nei confronti di Monfalcone che aveva richiesto, proprio a fronte delle azioni avviate e dei risultati ottenuti, il ripristino della balneabilità lungo il suo litorale».
Resta il fatto che la spiaggia, per poter registrare un effettivo rilancio, deve veder effettuato il piano di ripascimento e di difese dalle mareggiate, già deciso ma non ancora decollato dopo numerosi rinvii. (la.bl.)

Il Piccolo, 07 settembre 2009

BALNEABILITÀ CONFERMATA  
Arpa: acqua pulita a Marina Julia
 
 
ULTIMO TEST
Anche il primo monitoraggio di settembre del mare monfalconese ha dato un esito favorevole, come quelli di luglio e agosto. La stagione estiva che ha visto la riconquista della balneabilità per Marina Julia dopo due anni di bagni vietati pare quindi possa concludersi in modo positivo, consentendo a Monfalcone di affacciarsi all’estate 2010 già con le carte in regola. L’Arpa deve comunque ancora effettuare, tra una settimana circa, il secondo campionamento il cui esito potrebbe però essere condizionato dal peggioramento delle condizioni meteorologiche dei giorni scorsi. In ogni caso l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, ha convocato per il 17 settembre, quando i risultati del secondo monitoraggio del mese dovrebbero essere disponibili, il tavolo operativo creato per affrontare in modo metodico assieme a tutti i soggetti competenti il problema dell’inquinamento del litorale. «l tavolo sarà riunito, alla presenza del sindaco Gianfranco Pizzolitto e dei tecnici – afferma l’assessore all’Ambiente -, per fare il punto della situazione alla conclusione della stagione estiva, individuando le azioni di monitoraggio e da intraprendere per consolidare l’obiettivo raggiunto».
Al tavolo, come sottolinea Frittitta, saranno invitati anche quanti in questi mesi hanno avanzato delle proposte operative che possono essere valutate dai tecnici. E’ il caso, ad esempio, della consigliere del Pdl Suzana Kulier, che ha chiesto di verificare la possibilità di dare continuità alla diga foranea in modo da “spingere” più al largo l’inquinamento trascinato a mare dal canale De Dottori e poi Valentinis, oltre che dal canale del Brancolo.
«L’obiettivo che ci eravamo dati, quello di raggiungere la balneabilità nel corso di quest’estate, è stato raggiunto – afferma l’assessore Frittitta -, a fronte dei lavori effettuati a Monfalcone in base un’attività di studio delle cause, come ha riconosciuto anche la Regione. E’ vero però che le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito di dare visibilità a queste azioni locali prima di giugno e da luglio in poi. Se si manterranno buone anche nei prossimi giorni, potremo quindi affacciarci alla prossima stagione con la balneabilità acquisita. Nel caso contrario, continueremo a operare per garantire un mare pulito a chi frequenta il nostro litorale». 
 

Messaggero Veneto, 07 settembre 2009
 
Marina Julia, acqua pulita anche in settembre  
La conferma dai risultati dei primi prelievi del mese: inquinamento sotto controllo
 
 
MONFALCONE. L’acqua di Marina Julia continua a essere pulita.
Lo dicono i risultati del primo prelievo effettuato nel mese di settembre, che come quelli di agosto attestano la buona qualità delle acque del mare monfalconese e la validità degli interventi realizzati per dare finalmente una risposta a un problema storico, quello appunto dei picchi di inquinamento che nel passato hanno caratterizzato il mare di Marina Julia.
«I dati a noi favorevoli – spiega l’assessore comunale all’ambiente di Monfalcone Paolo Frittitta – dimostrano anche che i lavori fatti con tempestività, anche in base alle indicazioni emerse dallo studio affidato dal Comune ad Arpa, erano necessari. Abbiamo realizzato al 100 per cento gli interventi zonali (quelli relativi all’allacciamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross) mentre quelli locali (il completamento della rete fognaria cittadina, con l’allacciamento della zona Nord-Ovest di Monfalcone) sono già finanziati e si provvederà all’esecuzione in autunno».
«L’effetto di ciò che abbiamo fatto è favorevole – aggiunge l’esponente della giunta municipale – e bisogna riconoscere anche la validità dei risultati del tavolo tecnico a cui partecipano oltre al Comune, Arpa, Ato, Consorzio industriale e di bonfica, per finire con Irisiacqua».
L’assessore Frittitta annuncia anche che il prossimo 17 settembre si riunirà il tavolo operativo, a cui parteciperanno tutti i portatori di interesse e alcuni amministratori ed ex amministratori monfalconesi quali preziosa memoria storica della vicenda di Marina Julia: verrà fatto il punto della situazione con i tecnici Arpa in modo da capire che cosa manca ancora, in base alla progettazione.
«Il massimo obiettivo, la balneabilità, comunque, è stato ormai raggiunto – precisa Frittitta –, nonostante gli sfavorevoli dati che avevano caratterizzato il mese di giugno, che come affermano i tecnici sono stati provocati dalle piena dell’Isonzo. Siamo fiduciosi e speriamo che, posta l’irrazionalità del tempo su cui non possiamo fare nulla, anche l’ultimo prelievo della stagione, a metà settembre, sia favorevole, in modo da poter arrivare alla prossima stagione balneare 2010 con la balneabilità già acquisita».
«Continueremo comunque – conclude ancora l’assessore comunale monfalconese – ad avere una grande attenzione per Marina Julia e quindi proseguiremo con l’effettuazione dei monitoraggi delle acque anche se occorre ricordare che ai fini della balneabilità valgono solo i rilevamenti che vengono effettuati nel periodo compreso tra i mesi di aprile e di settembre».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 17 settembre 2009

Mare sempre pulito lungo il litorale 
Balneabilità confermata dall’ultimo prelievo previsto dall’Arpa nel 2009

Il litorale monfalconese chiude la stagione balneare con le carte in regola, perché anche il secondo campionamento di settembre effettuato dall’Arpa ha avuto un esito favorevole. Marina Julia, che è rientrata in possesso della balneabilità a luglio dopo due anni di bagni vietati, potrà quindi affacciarsi all’estate 2010 di certo con maggiore tranquillità. E’ l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, a rendere noto, con molta soddisfazione, l’esito del secondo prelievo del mese, che segue quello ottimo di inizio settembre, quando il dato dei coliformi totali era stato di 60 unità formanti colonia in 100 millilitri d’acqua (su un limite massimo di 2000), 2 per gli streptococchi fecali (con limite di 100) e addirittura assenti i coliformi fecali. Secondo l’assessore Frittitta, Monfalcone si è aggiudicata la partita del ritorno alla balneabilità per la quale l’assessorato e l’amministrazione hanno lavorato molto. «Certo non ci sediamo sugli allori – sottolinea -, perché resta forte l’impegno dell’amministrazione per evitare di tornare dove eravamo. Tanto che il 22 settembre sarà convocato il tavolo operativo, al quale partecipano tutti i portatori di interesse e alcuni amministratori ed ex amministratori monfalconesi quali preziosa memoria storica della vicenda Marina Julia». In quella occasione verrà fatto il punto della situazione, si analizzerà quanto fatto anche assieme ai tecnici Arpa, si ascolteranno i portatori d’interesse e si valuteranno le strategie per il futuro. «É evidente che ancora molte cose restano da fare – afferma l’assessore Frittitta -, ma per la prima volta non si è proceduto a tentoni, ma seguendo precise indicazioni tecniche, che ci hanno permesso di ottenere questo importante risultato e di non essere più vittime della variabilità dei dati». (la.bl.)

Messaggero Veneto, 17 settembre 2009

L’acqua di Marina Julia è pulita

MONFALCONE. Anche il secondo prelievo di settembre, effettuato da Arpa, conferma che l’acqua di Marina Julia è pulita. È l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta con molta soddisfazione a rendere noto l’esito generale del secondo prelievo del mese, che segue quello assolutamente positivo di inizio settembre, quando il dato dei coliformi totali era stato di 60 unità formanti colonia in 100 millilitri d’acqua (su un limite massimo di 2000), 2 per gli streptococchi fecali (con limite di 100) e addirittura assenti i coliformi fecali.
«È una partita vinta. Abbiamo lavorato molto per ottenere la balneabilità e ora il dato di settembre ci consente di dire che potremo cominciare con tranquillità anche la prossima stagione balneare. Certo non ci sediamo sugli allori – sottolinea – : resta forte l’impegno dell’amministrazione per evitare di tornare dove eravamo. Tanto che il 22 settembre sarà convocato il tavolo operativo, a cui partecipano tutti i portatori di interesse e alcuni amministratori ed ex amministratori monfalconesi quali preziosa memoria storica della vicenda Marina Julia». In quell’occasione sarà fatto il punto della situazione, si analizzerà quanto fatto anche assieme ai tecnici Arpa, si ascolteranno i portatori di interesse e si valuteranno le strategie per il futuro.
«È evidente che ancora molte cose restano da fare, ma per la prima volta non si è proceduto a tentoni, ma seguendo precise indicazioni tecniche, che ci hanno permesso di ottenere questo importante risultato e di non essere più vittime della variabilità dei dati. Il massimo obiettivo, la balneabilità, comunque è stato raggiunto, nonostante gli sfavorevoli dati di giugno, che come affermano i tecnici, sono stati provocati dalla piena dell’Isonzo. Ciò conferma – dice ancora Frittitta – la validità degli interventi realizzati per dare finalmente una risposta a un problema storico, quello appunto dei picchi di inquinamento che nel passato hanno caratterizzato il mare di Marina Julia». Ricorda ancora una volta che sono stati realizzati al 100% gli interventi zonali (quelli relativi all’allacciamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross) mentre quelli locali (il completamento della rete fognaria cittadina, con l’allacciamento della zona nord-ovest di Monfalcone) sono già finanziati e si provvederà all’esecuzione in autunno. «Continueremo comunque – conclude – ad avere grande attenzione per Marina Julia e proseguiremo i monitoraggi delle acque anche se occorre ricordare che ai fini della balneabilità valgono solo quelli effettuati tra aprile e settembre. Non di meno presteremo grande attenzione alle situazione dell’Isonzo e agli interventi che si dovrebbero fare».

Il Piccolo, 26 settembre 2009 
  
ISTITUITA UNA COMMISSIONE PER METTERE IN CAMPO TUTTE LE MISURE PREVENTIVE  
Task-force contro l’inquinamento a Marina Julia
 
 
«Dalle notizie in possesso dei tecnici Arpa posso assicurare che il mare di Monfalcone è pulito». Lo afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Paolo Frittitta. Ma la parola d’ordine, ora che la balneabilità per Marina Julia e il Lido di Staranznao è stata finalmente riconcquistata dopo mesi di tuffi vietati è agire affinché si mettano in campo tutte le azioni per contrastare l’inquinamento. Il Comune punta in alto, in sintonia con la normativa europea. «Non vogliamo, né dobbiamo più sottostare alla sudditanza del dato numerico – ha sottolienato Frittitta -. L’inquinamento va aggredito prevedendo i fenomeni. Vogliamo dare stabilità alla salute del nostro mare, intervenendo con azioni mirate». Una prospettiva lungimirante, che intende superare la logica della catena virtuosa dei prelievi tenuta ancora in scacco da episodi inquinanti che possono bloccare la balneabilità. «Vogliamo poter dire ai monfalconesi e soprattutto agli imprenditori di Marina Julia – ha continuato Frittitta – che il mare è pulito senza agguati di sorta». Insomma, che il ”mare da bere” diventi un obiettivo.
Da qui la nuova strategia, messa a punto martedì, durante il tavolo tecnico: è stato dato mandato all’assessore all’Ambiente di istituire una Commissione al fine di fornire risposte operative finalizzate all’eliminazione di ogni fonte inquinante. La Commissione, coordinata da Frittitta, sarà composta da Arpa, Iris Acqua, dal rappresentante dei miticoltori di Duino, Walter De Walderstein, nonchè da specialisti in biotecnologia.
Si prevede, inoltre, l’utilizzo dei bioattivatori enzimatici, un sistema naturale per ridurre le colonie batteriche. Sarà altresì valutato un sistema di rimescolamento delle acque per diluire l’inquinamento che, è ormai assodato, investe il solo strato superficiale del mare.
È stato invece già rifinanziato un progetto per intervenire in modo definitivo sugli scolmatori del canale Valentinis. Il piano, che in origine prevedeva una semplice grigliatura, è stato modificato permettendo la realizzazione di opere murarie. Si lavora dunque per mettere in sicurezza il mare anche da eventi inquinanti importati. Finché, almeno, la Slovenia non realizzerà, entro il 2012, il previsto depuratore e Gorizia, con i suoi 21 milioni di euro ricevuti dalla Regione, non metterà mano alla rete fognaria. «Intendiamo lavorare in prospettiva – ha concluso Frittitta -, al massimo delle nostre possibilità, guardando a una dimensione ampia dell’ambiente e a risposte valide nel lungo termine».
 

Messaggero Veneto, 26 settembre 2009 
 
«Vogliamo prevenire l’inquinamento di Marina Julia»  
Il Comune ha messo a punto una strategia per abbassare al minimo la contaminazione
 
 
MONFALCONE. A fronte di un mare che ad oggi, secondo quanto riferito dai tecnici, risulta essere pulito, l’obiettivo primo dell’amministrazione comunale di Monfalcone è sottrarre il contributo di contaminazione che arriva al litorale e abbassare al massimo il limite delle sostanza inquinanti, con una prospettiva di soluzione definitiva. «Perché vogliamo non solo che il nostro mare sia balneabile, ma soprattutto che non sia inquinato. Ovvero non limitarci a rientrare nel parametri di legge, ma dare ai nostri cittadini un’acqua davvero pulita. Non vogliamo essere vittime dei dati, ma prevenirli ed è per questo che abbiamo realizzato un lavoro enorme, dando vita a quello che è il Metodo Marina Julia» spiega l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta.
Strumenti per raggiungere questo obiettivo sono gli interventi già realizzati a livello zonale (il collegamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatross), quello che si sta facendo a livello locale (il completamento della rete fognaria cittadina, lavori già finanziati), ma anche la commissione tecnica che, coordinata dallo stesso Frittitta e sostenuta dal sindaco Gianfranco Pizzolitto nel corso del recente incontro del tavolo di esperti (a cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia, l’assessore provinciale Mara Cernic, il sindaco di Staranzano, Arpa, Csim, Consorzio di Bonifica, Irisacqua, esercenti, i consiglieri comunali Kulier di Monfalcone e Pusateri per Staranzano su delega di Adriano Ritossa, l’ex sindaco Adriano Persi), avrà il compito di analizzare e valutare il miglior metodo possibile per sostenere le opere strutturali, tra cui per esempio i metodi con bioattivatori enzimatici, «metodo naturale con utilizzo di batteri che possono ridurre l’inquinamento e il gap che può derivare dai ritardi di interventi che spettano ad altri».
Oppure il rimescolamento delle acque, le barriere fisiche, le barriere di mitili. «Tutto sarà analizzato dalla commissione che sarà composta da rappresentanti di Arpa e Irisacqua, da Walter Waldestein rappresentante dei mitilicoltori, da specialisti di biotecnologia. Ciò per spiegare come il comune di Monfalcone abbia una strategia precisa, non agisca a caso. Chiediamo però che anche gli altri – prosegue – facciano quanto devono e si lavori in una prospettiva futura».
Frittita ricorda che il Metodo Marina Julia ha visto la creazione di un tavolo di lavoro a cui hanno partecipato (e partecipano) i tecnici e i portatori di interesse dei vari comparti. A tutti è stata data voce ed è poi seguito lo studio dell’Arpa, voluto proprio per riuscire a individuare la soluzione definitiva. «Gli interventi zonali hanno già dimostrato la loro efficacia riducendo la contaminazione del mare e quindi l’inquinamento tanto da farci ottenere la balneabilità dalla Regione, che ha riconosciuto la validità di quanto fatto. Gli interventi locali con la realizzazione delle rete fognaria saranno completati alla fine dell’anno, inizio del 2010, ma per ora non rientrano nella riduzione della contaminazione» dice, ricordando che tra gli interventi strutturali è prevista anche la creazione di opere murarie a supporto degli scolmatori del canale Valentinis.
Inizialmente era stata prevista solo la posa di una griglia di contenimento, ma in seguito ad una studio sulla futura antropizzazione si è deciso di rifinanziare il progetto e prevedere, assieme ad Ato, Arpa e Provincia, opere murarie. «Da quanto è stato detto la Slovenia risolverà i suoi problemi della rete fognaria tra il 2011 e il 2012. Gorizia ha ottenuto dalla Regione 21 milioni di euro per fare le opere fognarie e la parte idraulica: è evidente che se Monfalcone e la Slovenia fanno la loro parte, anche altri interventi dovrebbero essere fatti per poter risolvere la situazione, altrimenti ci sarà ancora l’inquinamento. A fronte di ciò – conclude – l’amministrazione monfalconese risponde rilanciando l’impegno. Nonostante i risultati ottenuti proseguiamo per dare maggiore stabilità alle nostre acque con azioni mirate».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 10 ottobre 2009 
 
INQUINAMENTO  
Marina Julia torna balneabile  
Gli ultimi test dell’Arpa La prossima stagione si aprirà senza divieti
  
 
Balneabilità garantita a Marina Julia per la prossima stagione estiva. Lo sanciscono gli esiti degli ultimi prelievi eseguiti dall’Arpa nella seconda metà del mese di settembre. Dati decisamente favorevoli: per i coliformi totali sono stati rilevati 21 Ufc (Unità formanti colonia) ogni 100 millilitri, rispetto al limite di legge di 2000; per i coliformi fecali il rapporto è di 1 rispetto alla soglia di 100 e gli streptococchi fecali è di 2 a fronte di un limite di 100.
Risultato: la balneabilità di Marina Julia è un dato acquisito per la prossima estate. Conquistata sul campo, sottolinea l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta. Che va oltre, volendo puntare sulla stabilità della salubrità del mare, svincolandosi dalla ”sudditanza” legata alla variabilità dei dati. «La strategia da tempo messa in atto – spiega – vuole anticipare la normativa europea non ancora in vigore che prevede quattro livelli di valutazione, da insufficiente a ottimo, superando il sistema del dato numerico. L’amministrazione è orientata verso una strategia che evidenzierà la sua massima attendibilità proprio con la normativa europea». Frittitta osserva: «Con grande determinazione e volontà, abbiamo scomposto l’articolata problematica legata all’inquinamento aggredendo progressivamente le criticità. Partendo dalle azioni più semplici fino a mettere in campo quelle più complesse». Dall’adeguamento dunque della rete fognaria ”zonale” di Marina Julia ai collegamenti per l’intera area Est della città che saranno ultimati nel gennaio 2010. «Si tratta di una vittoria della città rispetto a un problema storico». L’assessore rilancia: «Nonostante questi dati positivi, non abbassiamo la guardia perchè vogliamo continuare a migliorare le nostre acque. Garantiremo azioni di sostegno mettendo in sicurezza Marina Julia per il futuro». Azioni garantite grazie alla Commissione istituita, coordinata dall’assessore Frittitta e composta da Arpa, Iris Acqua, dal miticoltore Andrea De Walderstein e gli specialisti in biotecnologia. Il tutto considerando il contestuale intervento atteso su altri fronti, da Gorizia e dalla Slovenia.

Messaggero Veneto, 10 ottobre 2009 
 
Monfalcone. I dati dell’ultimo prelievo confermano che le sostanze inquinanti nell’acqua sono considerevolmente diminuite  
Il mare a Marina Julia non è mai stato così pulito
 
 
MONFALCONE. Non c’è più alcun dubbio: l’acqua di Marina Julia è assolutamente pulita e lo attestano i dati dell’ultimo prelievo di settembre, effettuato dopo la metà del mese, che ha trovato nell’acqua del mare monfalconese 21 unità formanti colonia di coliformi totali su un limite di legge di 2.000 (in 100 millilitri d’acqua), due unità di streptococchi su un limite di 100 e solo un’unità di batteri fecali per un limite di 100.
Una mare quasi “da bere” e che risponde a quello che è l’obiettivo primo dell’amministrazione comunale di Monfalcone, ovvero sottrarre il contributo di contaminazione che arriva al litorale e abbassare al massimo il limite delle sostanza inquinanti, con una prospettiva di soluzione definitiva. «Perché vogliamo non solo che il nostro mare sia balneabile, ma soprattutto che non sia inquinato. Ovvero non limitarci a rientrare nel parametri di legge, ma dare ai nostri cittadini un’acqua davvero pulita. Non vogliamo essere vittime dei dati, ma prevenirli ed è per questo che abbiamo realizzato un lavoro enorme, dando vita a quello che è il “Metodo Marina Julia” spiega con logica soddisfazione l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, che ricorda come le azioni realizzate siano in linea con la nuova norma europea che appunto non parla più di numeri e dati, ma di livelli di qualità della acqua. Il risultato raggiunto è il frutto di un’azione di miglioramento che, conferma lo stesso assessore, si continuerà a far funzionare.
«La balneabilità è stata conquistata con azioni determinate e con grande volontà. Abbiamo saputo scomporre un problema storico, aggredendolo con azioni semplici e poi più complesse, che ottimizzeranno in seguito gli interventi zonali e locali che sono già stati realizzati. Entro dicembre saranno completate le azioni locali e quindi i collegamenti della rete fognaria locale. Celebriamo una vittoria della città, ma non abbassiamo la guardia e continuiamo per quanto possibile ad aumentare la qualità delle nostre acque in base a quanto previsto dalla normativa», prosegue, ripetendo come ormai da tempo che si continueranno i monitoraggi e si attiverà il lavoro della commissione tecnica che, coordinata dallo stesso Frittitta e sostenuta dal sindaco Gianfranco Pizzolitto nel corso del recente incontro del tavolo di esperti (a cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia, l’assessore provinciale Mara Cernic, il sindaco di Staranzano, Arpa, Csim, Consorzio di bonifica, Irisacqua, esercenti, i consiglieri comunali Kulier di Monfalcone e Pusateri per Staranzano su delega di Adriano Ritossa, l’ex sindaco Adriano Persi), avrà il compito di analizzare e valutare il miglior metodo possibile per sostenere le opere strutturali, il metodo adatto che più si adatta alla realtà territoriale, tra cui per esempio quellocon bioattivatori enzimatici, «metodo naturale con utilizzo di batteri che possono ridurre l’inquinamento e il gap che può derivare dai ritardi di interventi che spettano ad altri». La commissione sarà composta da rappresentanti di Arpa e Irisacqua, da Walter Waldestein rappresentante dei mitilicoltori, da specialisti di biotecnologia.
«Noi abbiamo fatto tutto ciò che è era possibile per la nostra area , ora – conclude Frittitta, ringraziando i tecnici e tutti coloro che hanno lavorato – aspettiamo che vengano realizzate azioni che esulano dalle nostre competenze territoriali e che nel tempo dovranno ridurre l’impatto inquinante. Altrimenti condizioni atmosferiche particolari, particolarmente piovose, potrebbero determinare un’impennata di inquinamento della nostra acqua, con evidente danno e vanificazione delle azioni realizzate».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 15 ottobre 2009 
 
ACCORDO TRA MONFALCONE E STARANZANO  
Alleanza per rilanciare le due spiagge  
Sarà siglata una convenzione con l’obiettivo di arrivare a un unico piano intercomunale
 
 
Monfalcone e Staranzano mettono nero su bianco un’alleanza per valorizzare il litorale tra Marina Julia e l’isola della Cona. Dopo aver costituito negli scorsi mesi un gruppo di lavoro misto, composto tra gli altri dagli assessori all’Urbanistica di Monfalcone Massimo Schiavo e Staranzano Mauro Negrari, i due Comuni sono pronti a stringere una convenzione per arrivare alla predisposizione di una variante urbanistica intercomunale sul tema del litorale. La collaborazione avviata, anche con Ronchi, per la stesura di un Piano del traffico sovracomunale ha quindi fatto scuola e gettato le basi per intese che riguardino anche altri ambiti d’intervento. L’assessore Schiavo non nasconde di stringere altri accordi politici con i centri confinanti che riguardino il Carso e l’asta dell’Isonzo. Insomma, gli ambiti individuati dalla bozza di Piano strutturale al quale si stava lavorando in base alla precedente legge urbanistica regionale.
«La variante relativa al litorale dovrà occuparsi di armonizzare la fruizione turistica della spiaggia con la protezione ambientale dell’Isola della Cona – spiega l’assessore all’Urbanistica Schiavo -. È quanto avremmo voluto fare attraverso la legge regionale 5. Ora procederemo, se non attraverso un piano unitario, con varianti comunali strutturate in modo organico tra loro».
La variante relativa al litorale, che andrà all’esame del Consiglio come la convenzione (già in aula in una delle prossime sedute in programma questo mese), si occuperà della spiaggia e del retrospiaggia e consentirà quindi di superare il Piano particolareggiato di iniziativa pubblica già esistente per Marina Julia, ma rimasto finora tutto sulla carta. Anche perché il 70% delle aree coinvolte è di proprietà di un unico soggetto (la famiglia Beghetto già titolare del villaggio Albatros) e il restante 30% è frammentata tra diversi privati. «Noi siamo pronti a metterci in gioco – aggiunge l’assessore Schiavo -. Speriamo che ognuno ci metta la buona volontà necessaria». Risolto il nodo della pianificazione e degli strumenti urbanistici, andrà comunque affrontato quello delle risorse necessarie. Si tratterà di armonizzare e migliorare l’esistente, ma anche di verificare la disponibilità dei privati con i quali gli enti locali hanno intenzione di dialogare per arrivare a un coordinamento dei rispettivi progetti.
L’assessore all’Urbanistica ha già sottolineato comunque come sarà indispensabile il coinvolgimento della Regione, sia perché i Comuni non hanno competenze rispetto la manutenzione straordinaria della spiaggia sia perché le risorse necessarie per arrivare a una sostanziale rivisitazione del litorale e del suo retroterra non potranno essere trovate solo dalle amministrazioni locali. (la.bl.)

Il Piccolo, 20 ottobre 2009 
 
La futura gestione delle spiagge in aula  
Domani e giovedì ultimi due Consigli nel palazzo municipale
 
 
Il Consiglio comunale di Monfalcone torna a riunirsi domani e giovedì, alle 20.30, e lo farà in municipio, dal quale traslocherà però nell’arco di una decina di giorni. A partire da novembre l’assemblea sarà quindi convocata nella sala delle udienze dell’ex pretura. Il Consiglio tra domani e giovedì sera è intanto chiamato a prendere in esame le linee guida per la predisposizione degli strumenti urbanistici che consentano a Monfalcone e a Staranzano di arrivare a una riorganizzazione omogenea e armonica del litorale da Marina Julia verso l’isola della Cona. Le due amministrazioni hanno deciso di muoversi assieme sul tema, forti dell’esperienza di collaborazione già effettuata, con Ronchi dei Legionari, in materia di Piano urbano del traffico. In aula approderà anche la modifica dei confini con Staranzano, in corrispondenza della via che dalla provinciale 19 porta alla piscina comunale e che diventerà di competenza di Monfalcone.
Nella serata di giovedì con tutta probabilità approderanno in aula sia la ratifica della terza variazione al bilancio 2009 effettuata dalla giunta sia la manovra di assestamento del documento contabile. la variazione è in sostanza servita all’ente a iscrivere a bilancio una serie di contributi a destinazione vincolata e sponsorizzazioni delle manifestazioni organizzate nell’arco di questi mesi. Si tratta quindi dei 119mila euro ricevuti dalla Regione per sostenere il progetto dei Lavori socialmente utili (cofinanziato dal Comune con 30mila euro) e di altri 46.500 euro stanziati sempre dalla Regione per sostenere le famiglie che hanno deciso di percorrere la strada delle adozioni internazionali.

Messaggero Veneto, 23 ottobre 2009 
 
Monfalcone. Tecnici anche di Staranzano per studiare interventi di valorizzazione da Marina Nova all’Isola della Cona  
Rilancio del litorale, due Comuni al lavoro
 
 
MONFALCONE. Un gruppo di lavoro congiunto fra i Comuni di Monfalcone e di Staranzano sarà costituito a breve per arrivare alla stesura di linee guida per la predisposizione di una variante urbanistica in entrambi i comuni e a un accordo di programma per interventi sul litorale.
È stato il consiglio comunale di Monfalcone, con 17 voti favorevoli e sei contrari (Pdl e Lega, oltre a Volpato di CittàComune) a dare l’ok alla costituzione del team di persone, appartenenti alle risorse interne dei due enti, che si metteranno al lavoro per stabilire le linee d’intervento e gli interventi specifici per dare nuovo valore al litorale monfalconese-staranzanese.
«Da tempo stiamo lavorando con Staranzano perché riteniamo che sia essenziale operare insieme per dare valorizzazione, sviluppo e futuro al nostro litorale, che dev’essere visto nel suo complesso da Marina Nova all’Isola della Cona – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo –. C’è inoltre un segnale di risveglio dell’imprenditoria privata, con cui dobbiamo collaborare se vogliamo fare concretamente qualcosa. È nostra intenzione, comunque, garantire uno sviluppo compatibile con l’ambiente, arrivare a un turismo controllato ed equilibrato».
Perplessi non sulla proposta, ma sul metodo di lavoro i consiglieri Giuseppe Nicoli del Pdl e Maurizio Volpato di CittàComune: «Si vuol mettere in piedi uno strumento urbanistico misto, che è il modo più corretto di procedere allo sviluppo dell’area. Sono d’accordo se l’amministrazione vuol procedere alla valorizzazione del litorale, usando risorse interne. Ma non sono d’accordo – ha detto Nicoli – sulla procedura applicata: si stanziano soldi per fare un lavoro, ma non ci sono le direttive su cui farlo e che invece, in un discorso urbanistico, sono fondamentali. L’amministrazione affida un compito di studio, ma dovrebbe anche dare linee politiche a cui questo dovrebbe attenersi, perché altrimenti si produrrà uno strumento che difficilmente sarà approvato. Serve anche la partecipazione dei privati».
Simile la posizione di Volpato, che ha affermato di dare voto negativo, benché a malincuore. «Una visione d’insieme del territorio è il motivo che anima la mia partecipazione politica e quindi su questo sono d’accordo, ma sono perplesso sulla procedura. Si chiede a tecnici, che sono esecutori, di predisporre genericamente una variante urbanistica sul tema del litorale. Come faranno a orientarsi? Il pericolo è che si usi uno strumento che poi rischia di essere quello meno adatto».
Giorgio Pacor del gruppo misto ha sollecitato l’amministrazione a porre particolare attenzione al fatto che gli interventi siano rispettosi dell’ambiente e prevedano una cubatura bassissima, «come quella dell’ultimo piano particolareggiato d’iniziativa pubblica, che poi non è stato realizzato».
L’assessore Schiavo, da parte sua, ha garantito che la costituzione del gruppo di lavoro è necessaria per poter cominciare a lavorare, «ma che poi tutte le direttive, le scelte, le proposte saranno sottoposte alla discussione e all’approvazione del consiglio comunale».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 18 novembre 2009 
 
LIDO E MARINA JULIA  
Domani in Consiglio comunale il progetto di una spiaggia unica
 
 
STARANZANO È stato già definito il Consiglio comunale per lo sviluppo del litorale Monfalcone-Staranzano. Fra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea convocata per domani alle 20.30 nella sala consiliare del nuovo municipio di piazza Dante, figurano infatti le linee guida di un accordo di programma sul litorale Monfalcone-Staranzano. Quali potrebbero essere cioè i possibili criteri da usare per il decollo delle due spiagge “cugine” di Marina Julia e del Lido che, da oltre un anno, sono al vaglio delle due amministrazioni, impegnate nel trovare i punti di contatto per presentare una variante unica ai rispettivi piani regolatori.
Ma ecco l’elenco completo degli altri i punti all’ordine del giorno. Si comincerà con le comunicazioni del sindaco, poi seguiranno l’approvazione verbali seduta precedente, quindi la presa d’atto dello spostamento dei confini tra il Comune di Staranzano e il Comune di Monfalcone. Si tratta cioè di ripristinare la situazione confinaria originaria (in prossimità della piscina comunale di Monfalcone), per un’errata trasposizione aerofotogrammetrica effettuata nel 2000.
Le altre delibere riguardano appunto le linee guida per la predisposizione di una variante urbanistica nel Comune di Staranzano e una nel Comune di Monfalcone sul tema del litorale, con eventuale stesura di accordo di programma. Seguiranno la realizzazione dell’infrastruttura regionale a larga banda prevista dal programma “Ermes”, l’approvazione schema di convenzione tra Insiel e Staranzano, il regolamento del commercio della stampa quotidiana e periodica, il piano di localizzazione dei punti esclusivi di vendita e i criteri per il rilascio delle autorizzazioni. (ci. vi.)

Il Piccolo, 21 novembre 2009 
 
Staranzano: ok al piano di sviluppo del litorale  
Passa in aula il progetto unitario che vede coinvolto anche il Comune di Monfalcone 
Lo studio predisposto interessa il tratto da Marina Nova alla Cona
 
 
STARANZANO Con 12 voti favorevoli della maggioranza (10 del Pd, Idv, Sps) e deu dell’opposizione del gruppo Staranzano Partecipa) e con quattro astenuti di Pdl (3) e Lega nord (1), il Consiglio comunale di Staranznao ha approvato le linee guida per un importante accordo di programma tra Monfalcone e la stessa amministrazione staranzanese finalizzato a un armonico sviluppo del litorale. Delibera illustrata dal sindaco Lorenzo Presot, titolare della delega all’Urbanistica. Entrambi i Comuni hanno deciso di unire le proprie potenzialità coordinati da un gruppo di lavoro e progettare unitariamente tutto il litorale, compreso il territorio retrostante la spiaggia, da Marina Nova fino alla Riserva naturale regionale dell’Isola della Cona. Le scelte prioritarie della variante urbanistica, saranno agganciate alla fruizione della Riserva naturale della Foce dell’Isonzo. Sono previsti, inoltre, un potenziamento della rete viaria pubblica, il ripristino della balneazione e dei servizi alla spiaggia, impianti sportivi, escursionismo ed eventuale fattibilità di percorsi idrici legati alla “Litoranea Veneta”. Sarà importante nel progetto il coinvolgimento della Regione, ma soprattutto dei privati per la realizzazione di infrastrutture. L’intesa fra i due Comuni si basa su quattro punti principali: procedere alla progettazione unitaria delle due varianti, creare un gruppo di lavoro congiunto, poi l’importo della progettazione urbanistica di 18 mila euro a carico di Monfalcone e per le progettazioni esterne (tipo indagini geologiche ambientali o relazioni di tipo paesaggistico) 10 mila euro in carico a Staranzano e infine di fissare il termine al 31 maggio 2010 per la predisposizione di tutti gli elaborati per l’adozione delle due varianti urbanistiche. C’è stata poi un dibattito molto articolato. Ha cominciato Adriano Ritossa (Pdl) che ha auspicato oltre a un’offerta turistica, anche una fruizione locale del territorio, soprattutto per il tempo libero e nel periodo estivo.
«Inoltre – ha affermato – bisogna tener conto che per avere risultati positivi, l’acqua deve essere sempre pulita e tutti devono essere collegati alla rete fognaria». Giorgio Nogherotto (Pd) da ex sindaco, ha tracciato una storia del Piano regolatore che già nel 2000 conteneva una serie di indicazioni per il futuro sviluppo. «In quell’occasione – ha detto – sono stati effettuati alcuni studi a protezione del retrospiaggia dopo che Marina Julia nel 1966 venne invasa dalla marea».
Giovanni Dean (Sp), invece, ha suggerito alla giunta di fare “un passaggio” per rendere noto alla cittadinanza il lavoro della variante per litorale. Pareri favorevoli sono stati espressi anche negli interventi di Flavio Pizzolato e Alessandro Presot, entrambi del Pd.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 24 novembre 2009 
 
STARANZANO. VOTO FAVOREVOLE IN CONSIGLIO  
Il progetto intercomunale sul rilancio del litorale mette d’accordo maggioranza e opposizione
 
 
STARANZANO «Abbiamo dato anche noi il voto favorevole assieme alla maggioranza al progetto del litorale, poiché riteniamo che la nostra spiaggia possa avere uno sviluppo solo se rapportata con quella di Monfalcone e perché l’amministrazione è disponibile a coinvolgere la gente».
Lo afferma il gruppo consiliare di minoranza “Staranzano Partecipa” composto da Giovanni Dean e Andrea Corà, che lanciano segnali di “collaborazione” dopo il via libera del Consiglio dell’altra sera sull’importante accordo di programma tra Monfalcone e Staranzano. I due Comuni, infatti, hanno deciso di unire le proprie forze per creare un gruppo di lavoro composto essenzialmente dai tecnici interni degli uffici tecnici poiché conoscono il territorio, per progettare unitariamente tutto il litorale, compreso l’area retrostante la spiaggia, da Marina Nova fino alla Riserva naturale regionale dell’Isola della Cona.
Entro 31 maggio 2010, inoltre, verranno predisposti tutti gli elaborati per l’adozione delle due varianti urbanistiche che dovranno tener conto di agganciare la fruizione della Riserva naturale della Foce dell’Isonzo. «Abbiamo chiesto alla giunta – spiega Giovanni Dean – di far conoscere alla cittadinanza le varie fasi del progetto poiché la “partecipazione” è uno dei punti di forza del programma che abbiamo presentato agli elettori nelle elezioni di giugno». «Nel nostro gruppo – afferma invece il consigliere Andrea Corà – ci sono persone competenti in materia che potrebbero dare consigli utili allo scopo di integrare il progetto per la realizzazione di opere di interesse comune. Specie in materia di monitoraggio ambientale». Sempre sul tema della “partecipazione” del cittadino alla vita amministrativa, stasera alle 18 in sala Delbianco ci sarà in secondo appuntamento del corso promosso sempre da Staranzano Partecipa su come “si legge” un bilancio comunale.
L’incontro sarà incentrato sui temi della misurazione della qualità della spesa, della sua efficacia, su come presentare i risultati di bilancio al cittadino tramite il bilancio sociale e su come intervenire nelle varie voci per le proposte degli amministratori o dei cittadini.
Ciro Vitiello

Messaggero Veneto, 27 dicembre 2009 
 
Monfalcone. Via libera della giunta regionale, ma l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, non intende sedersi sugli allori  
Acque pulite, Marina Julia sarà balneabile
 
 
MONFALCONE. Potrebbe sembrare una notizia fuori stagione, vista la neve e le temperature bassissime, ma in realtà è un fatto importante, perché consentirà l’avvio di stagione balneare senza preoccupazioni: la giunta regionale, infatti, ha confermato la balneabilità del mare di Marina Julia.
L’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, ha espresso la propria soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, visti i dati storici e le difficoltà della scorsa stagione, obiettivo che è stato colpito grazie a un vero metodo di lavoro che ha dato i suoi frutti. «Ciò significa che le azioni realizzate sono state corrette e comunque non intendiamo sederci sugli allori. Non molliamo la presa e continuiamo a lavorare perché il nostro mare resti un mare pulito».
Tanto che nei giorni scorsi si è riunito il Gruppo di miglioramento, tavolo di lavoro su Marina Julia, presieduto dall’assessore e a cui partecipano, oltre ai tecnici comunali, anche Arpa, Irisacqua ed esperti del settore e che ha il compito di tenere alta l’attenzione in merito alle condizioni del mare monfalconese. «Il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo decreto attuativo della legge europea sulla salute delle acque, che avrà grande impatto sulle realtà marine, visto che non si parlerà più solo di mare sotto il profilo ambientale, ma anche di quello della salute. Non ci sarà più il pesante legame con i dati del momento, ma – spiega – si parlerà di salubrità delle acque duratura, valutando i dati degli ultimi 4 anni. Per noi, secondo quanto riferito dai tecnici, non dovrebbero esserci problemi, visti gli interventi che abbiamo fatto a diversi livelli (locali e zonali, con collegamento e completamento della rete fognaria ndr) e gli importanti investimenti che sono stati fatti e che intendono fare gli imprenditori della zona».
Frittitta Ricorda anche che non si parlerà più solo di acque balneabili o non balneabili, ma di quattro livelli di qualità: scarsa, sufficiente, buona, ottima. Per Marina Julia il livello potrebbe già attestarsi tra sufficiente e buono, «ma non ci interessa che i monitoraggi ci dicano che i batteri presenti rientrano nella norma, magari solo per un’unità: noi vogliamo che la nostra acqua sia acqua di qualità vera. Acqua pulita in cui fare il bagno con piena tranquillità».

Il Piccolo, 28 dicembre 2009
 
COMUNICAZIONE UFFICIALE DELLA GIUNTA REGIONALE 
Balneabilità garantita per l’estate 
Gli operatori tirano un respiro di sollievo dopo il pessimo 2008

di LAURA BORSANI

I cittadini e gli operatori turistici possono stare tranquilli. Il mare del litorale monfalconese è pulito. A prova di balneabilità. A sancirlo è stata la Giunta regionale che ha deliberato l’idoneità garantendo un avvio della prossima stagione estiva con le carte in regola. È un importante risultato per le nostre spiagge. In primis per Marina Julia che in passato ha ”sofferto” gli effetti altalenanti di eventi inquinanti sporadici ma penalizzanti.
Monfalcone porta a casa la certezza matematica sulla salubrità del proprio litorale, messo in sicurezza dallo stesso vantaggio ora ottenuto dal placet regionale (lo scorso anno il verdetto fu invece negativo, mettendo subito in forse le prospettive per la stagione estiva). Non solo. Il mare monfalconese si prepara a superare anche il test europeo che, sulla scorta di un decreto governativo attuativo che potrebbe entrare in vigore già nel 2010, cambierà i criteri ai fini della certificazione della balneabilità. Secondo la normativa europea, l’idoneità delle spiagge si misurerà attraverso una statistica di dati reali registrati negli ultimi quattro anni. Non più, dunque, campioni periodici, ma uno spettro di rilevazioni consolidato nel tempo.
«Dagli elementi in possesso attraverso gli esperti – ha osservato l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta – possiamo ragionevolmente credere che anche con la normativa europea che sarà recepita dal Governo saremo assolutamente in linea. Anzi, l’azione che abbiamo messo in campo da due anni a questa parte ci premierà». Il ”modello Monfalcone” dunque funziona. Frutto delle azioni, coordinate dall’assessore Frittitta, volte a individuare le cause specifiche legate alle criticità del litorale intervenendo scientificamente con le misure correttive. «È stato un duro e intenso lavoro – ha osservato Frittitta -, una pianificazione che non ha lasciato nulla di intentato. Non abbiamo mai mollato la presa anche se le cause dei problemi evidenziatisi sembravano contraddittorie. Abbiamo promosso una strategia operativa interdisciplinare avvalendoci di esperti a conoscenza del problema storico di Monfalcone».
Si è dunque intervenuti con l’istituzione di un tavolo composto da esperti, presieduto dal sindaco Gianfranco Pizzolitto. Contestualmente è stato istituito un tavolo tecnico con l’assessore Frittitta quale delegato del tavolo degli esperti che ha messo in atto le opere risolutive a livello zonale, interessanti i collegamenti di Marina Julia, e locale con il completamento della rete fognaria cittadina in via di ultimazione. Resta la questione legata alla problematica dell’Isonzo, propria dei livelli istituzionali superiori. Il metodo di controllo capace di tarare le azioni sul territorio al fine di raggiungere l’obiettivo ”mare pulito” ha fatto scuola. Producendo risultati, confermati proprio dal ”via libera” della Giunta regionale.
Ma Frittitta procede a oltranza nella battaglia anti-inquinamento. Convinto che «dobbiamo e possiamo garantire la piena salubrità per i cittadini». Un mare non più vulnerabile, ostaggio della variabilità dei dati. Da qui l’istituzione di un terzo gruppo di lavoro, finalizzato ad assicurare la stabilità della qualità dell’acqua. Il tavolo, sempre presieduto da Frittitta, è composto da tecnici comunali, dall’Arpa, Irisacqua, biologi ed esperti in tecniche enzimatiche per l’abbattimento delle cariche batteriche. La volontà è quella di mantenere costantemente monitorato il litorale monfalconese. Il gruppo di lavoro ha effettuato un primo incontro due settimane fa, riaggiornandosi a fine gennaio.

Il Piccolo, 22 gennaio 2010
 
QUALE FUTURO PER LA SPIAGGIA MONFALCONESE
Marina Julia chiede barriere anti-mareggiate 
Il sindaco: «È la balneabilità il vero problema». Il caso dello Stallone

di TIZIANA CARPINELLI

La città deve scegliere cosa fare di Marina Julia. Chi vi risiede invoca (e si ritiene per questo una ”voce che grida nel deserto”) la realizzazione di opere a mare di contenimento, per impedire che l’ennesima iniezione di sabbia da parte del Consorzio industriale si smarrisca nel nulla alla prima mareggiata. I bagnanti spostano invece l’indice contro l’immancabile divieto di balneazione che puntualmente a maggio piove sul litorale. L’opposizione, dal canto suo, si straccia le vesti per l’ancora incompleta sistemazione dell’impianto fognario, cui si imputa l’inquinamento dell’area. E il sindaco Gianfranco Pizzolitto, invece, detta la rotta, scommettando tutto su insediamenti turistici diffusi e immersi nel verde, in stile Camargue.
È questo il quadro emerso dall’incontro moderato ieri da Roberto Lucci al circolo Alcide De Gasperi. «È possibile realizzare a Marina Julia – dice il primo cittadino – un tipo di turismo per attrarre i giovani e contemporaneamente valorizzare le ricchezze ambientali. Il problema più grosso resta quello della balneabilità, per il quale sospetto vi sia lo zampino di qualcuno, dal momento che durante l’anno le analisi sono sempre a posto e, guardacaso, a maggio i dati sono invece differenti». Il sindaco riferisce di aver «parlato con l’ingegner Lanari, presidente di Irisacqua, il quale ha assicurato che le vicende del Corno, a Gorizia, avvantaggerebbero la nostra area, risolvendo il problema della balneazione».
«Finchè non vedo non credo – aggiunge -, tuttavia posso dire che il Comune ha eseguito tutti i lavori, consegnando una rete fognaria finalmente completa. Resta sul piatto, invece, il problema degli scarichi provenienti dall’Isonzo». Il sindaco assicura altresì che in merito al ripascimento «si sta muovendo qualcosa» e che l’aver allargato la visuale, stipulando con Staranzano una convenzione per affinare le sinergie sul litorale (80 ettari complessivi di spiagge), si è rivelata una mossa strategica, anche per la ricerca di finanziamenti pubblici. Infine la ”pegola” dello Stallone, in stato di evidente degrado: «È una situazione che grida vendetta e concordo sul fatto che non dia una bella immagine, ma ci troviamo in presenza di un edificio privato, di fronte al quale il pubblico nulla può, a meno che non si tratti di un edificio con problemi strutturali o di natura ingienico-sanitaria. Mi consta che il Comune abbia emesso un’ordinanza in merito».
Secca la replica del consigliere comunale staranzanese Adriano Ritossa: «Il sindaco è estremamente ottimista quando sostiene che è stata completata la rete fognaria, mentre invece vi sono ancora milioni di euro da spendere: pensiamo a Staranzano, dove vi sono, su un totale di 43 chilometri di fognature, 9 km assenti, per i quali non si sa dove vengano scaricate la acque reflue e nere. Appena adesso abbiamo approvato le linee per una variante urbanistica volta alla stesura di un programma comune: dopo tanti anni, ci si è dunque accorti che le sorti dei litorali di Monfalcone e Staranzano sono intimamente connesse! Sul tema del ripascimento, poi, mi arrabbio: è inutile che si spenda in iniezioni di sabbia quando alla prima mareggiata la spiaggia sparisce. Ci vogliono le opere di contenimento a mare». Un punto, questo, sollecitato anche dal rappresentante di Marina Julia che punta l’indice contro «l’immobilismo della classe politica, che ha solo sfruttato il litorale per fini elettorali». Il consigliere regionale Franco Brussa, infine, parla di «mancata lungimiranza: negli anni ’80 si poteva credere di più nello sviluppo turistico dell’area».

Il Piccolo, 08 aprile 2010
 
Marina Julia, parte la bonifica dell’amianto 
Interessato l’edificio dell’ex Playa. Prevista la creazione di un prato alle spalle della spiaggia

Marina Julia cerca, nei limiti del possibile, di presentarsi con il vestito migliore all’inizio della stagione balneare 2010. Il Comune si prepara a intervenire sul tratto di retrospiaggia compreso tra l’ex Playa e la concessione Sussarellu, in direzione quindi del Lido di Staranzano, per trasformarla a prato, oltre che sulla battigia, dove sarà risistemato lo strato di ghiaia steso lo scorso anno e posato un nuovo quantitativo di sabbia. L’assessorato ai Servizi tecnici metterà inoltre mano al fabbricato dell’ex Playa, ormai senza gestore da un paio di estati e in crescente stato di degrado. Lo farà intanto eliminando la copertura in eternit della costruzione, collocata nei pressi dell’ingresso principale alla spiaggia e quindi non il migliore biglietto da visita per Marina Julia. L’amministrazione comunale potrà intervenire, dopo aver ottenuto la concessione del chiosco e delle cabine in muratura vicine al fabbricato. «Potremo quindi trasformare le cabine in una nuova doccia e un servizio igienico pubblico a servizio della spiaggia», spiega l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin.
La spiaggia è stata comunque già  ripulita del grosso dei detriti depositati dalle mareggiate autunnali e invernali, mentre all’esterno della spiaggia, lungo via Giarette, sono ancora evidenti i danni provocati al verde dalla bufera di marzo.
Marina Julia sconta inoltre il degrado dell’edificio dell’ex Stallone, al cui esterno lunedì si era creato anche un allagamento, e il sempre presente abbandono di rifiuti nei pressi dei più grandi palazzi del quartiere. In programma ci sono comunque la sistemazione del percorso ciclo-pedonale con il Lido di Staranzano, che corre dietro l’argine, e il completamento della sede del Circolo windsurfing Marina Julia che sorge su un’area in concessione al Comune e la cui presenza viene considerata un importante componente dell’offerta turistica del litorale. In questo caso i lavori prenderanno il via alla chiusura della stagione, visto che l’amministrazione ha appena approvato il progetto definitivo-esecutivo e l’intervento deve ancora andare in gara. In gran parte finanziato con fondi regionali, l’ampliamento della sede del circolo sarà inoltre realizzato all’insegna delle energie rinnovabili e quindi di un ridotto impatto ambientale.
La sede costruita nel 2007 si doterà  quindi non solo di un deposito dell’attrezzatura della scuola, di un ufficio e di una tettoia per il ricovero dei mezzi e delle vele, ma anche di pannelli solari per la produzione di acqua calda e di un condizionatore a pompa di calore. In tutto l’intervento costerà 281mila euro di cui 225 comperti da contributo regionale e 56mila da fondi comunali.

Il Piccolo, 01 maggio 2010
 
L’ARENILE SI PREPARA A OSPITARE IL PRIMO TUTTO ESAURITO. L’8 MAGGIO L’INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE 
Marina Julia: mare ok, spiaggia in ritardo 
I concessionari: «Per noi questa è l’ultima occasione». Appena iniziata la posa della sabbia

ORDINANZA DEL SINDACO 
Acqua balneabile, dopo tre anni spariscono i divieti
Avviata la gara d’appalto per l’atteso intervento di ripascimento naturalistico

L’obiettivo era stato raggiunto a fine anno con il via libera della giunta regionale. A sancire la balneabilità di Marina Julia e di Marina Nova ora c’è anche l’ordinanza firmata dal sindaco Pizzolitto. Il litorale monfalconese può quindi iniziare la stagione (l’’inaugurazione è prevista l’8 maggio) nel migliore dei modi, dopo tre anni di incertezza, dovuta a fenomeni di inquinamento di natura organica delle acque. Nel frattempo il Comune sta lavorando per conferire un assetto più armonico e curato alla costa. Da un lato quindi prosegue l’attività di elaborazione di una proposta unica per il litorale con il Comune di Staranzano dall’altro l’ente locale sta avviando la progettazione o l’appalto di una serie di interventi migliorativi. È di questi giorni l’avvio della gara per l’affidamento dell’appalto di servizi relativo alla progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, direzione lavori del ripascimento di Marina Julia con tecniche di ingegneria naturalistica. Il Comune si sta muovendo su delegazione amministrativa della Regione che ha finanziato il progetto con un contributo di 349.370 euro. Resta da vedere se si procederà in base alle linee del progetto ”Sand castle” che prevedeva di testare anche a Monfalcone il sistema sperimentato per la prima volta nel 2008 in Europa, a Saint Germain-Sur-Ay, in Bassa Normandia. Il Comune sta invece già procedendo all’appalto di una serie di interventi compresi nel progetto di ampliamento della sede del Circolo windsurfing Marina Julia. Il litorale sarà comunque sottoposto a una manutenzione ordinaria, sia con la stesura di una nuova quantità di sabbia sia con la posa di terra tra l’ex Playa e la concessione Sussarellu. È in progettazione intanto la riconversione delle due cabine esterne all’ex Playa in servizio igienico pubblico. (la.bl.)

Il Piccolo, 09 maggio 2010
 
IERI LA CERIMONIA CON LA BANDA CIVICA 
Marina Julia ha aperto la stagione «La località balneare può decollare»

Nonostante la pioggia, Marina Julia ieri ha festeggiato l’apertura della stagione. Quanti hanno partecipato alla cerimonia, compresi i residenti affacciatisi alle finestre dei condomini circostanti la piazza principale, hanno accolto con favore l’iniziativa di ”benvenuto” all’estate. Il primo passo che guarda alla svolta, perchè «Marina Julia – ha evidenziato l’assessore Paola Benes – deve e può decollare». Ad aprire la kermesse è stata la Banda Civica ”Città di Monfalcone”, che ha proposto numerosi brani seguendo un’esibizione itinerante, fermandosi davanti agli esercizi commerciali, fino a fare tappa sulla scalinata e culminare in spiaggia. Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha portato i saluti alla comunità e agli operatori turistici. Sono intervenuti anche l’assessore Benes e l’assessore Giordano Magrin.
I pubblici esercenti hanno quindi offerto un brindisi beneaugurante. Si parte, dunque, sotto i migliori auspici, ha sottolineato l’assessore Benes. Tutto è pronto, il litorale è completamente allestito. Non resta che attendere il sole e i turisti. Marina Julia ha le caratteristiche per «essere vissuta e frequentata, soprattutto dai monfalconesi – ha osservato l’assessore – e le iniziative in progetto hanno proprio questa finalità».

Il Piccolo, 19 maggio 2010
 
STARANZANO. MARE BALNEABILE SECONDO GLI ULTIMI TEST DELL’ARPA 
Parte l’operazione-pulizia al Lido 
Rimozione di alghe e detriti affidata al personale assunto per lavori socialmente utili

di CIRO VITIELLO

STARANZANO L’Arpa del Friuli Venezia Giulia, dopo Marina Julia e Marina Nova a Monfalcone, promuove anche il Lido di Staranzano. Un’importante valvola di sfogo per tutto l’Isontino. La stagione parte, dunque, con il piede giusto ed è massima la soddisfazione del sindaco Lorenzo Presot, poiché la balneabilità dell’acqua di mare, nonostante la prudenza, è sempre un segnale positivo per operatori turistici, stabilimenti balneari e ristoranti della zona, visto che affrontano con un altro spirito un’estate già alle porte, nella speranza di un afflusso sempre maggiore di gente e nelle clemenzana del tempo. Ieri ad esempio, è bastata una mattinata di sole, che la spiaggia è stata subito “visitata” da qualche patito della tintarella. Il Comune, utilizzando il personale acquisito quest’anno per i lavori socialmente utili, ha incominciato da qualche giorno a ripulire l’arenile dalla spazzatura accumulatasi durante l’inverno. Poi, dalla prossima settimana, in accordo con Iris, si comincerà la raccolta delle alghe che le mareggiate hanno scaricato a quintali sulla costa. E di lavoro ce n’è veramente tanto prima di effettuare il ripascimento della spiaggia. «Purtroppo – spiegano in Comune – partiamo in ritardo con la pulizia a causa del maltempo. La raccolta e smaltimento delle alghe era prevista ad aprile, ma la pioggia caduta ha impedito ogni intervento. Se il tempo si rimette a bello, guadagneremo le settimane perdute e nel giro di pochi giorni il nostro litorale sarà disponibile ai bagnanti». Da quest’anno, poi, è cambiata la modalità delle analisi dell’Arpa. I parametri, infatti, non si riferiscono più alle quantità presenti nell’acqua i coliformi fecali, coliformi totali o di streptococchi e salmonelle presenti nell’acqua. Da aprile, mese in cui cominciano i prelievi per effettuare le analisi, l’Arpa per stabilire la balneabilità o meno del mare utilizza i nuovi parametri adeguati alle normative europee. La certificazione, infatti, si basa solo su due valori che devono essere contenuti entro determinati limiti stabiliti per legge. Si misurano, cioè, le quantità di enterococchi intestinali ( risultati ad aprile di 41Ufc/100 ml (il limite di conformità è 200) e di Escherichia coli con 46 Mpn/100 ml (il limite massimo è di 500). Inoltre non ci saranno più due prelevamenti al mese, ma solamente uno e in un’unica località. Il prelievo a Staranzano è stato effettuato il 16 aprile scorso in località “Arenile”.
Stando dunque a questo primo monitoraggio, l’acqua di mare del lido staranzanese è pulitissima, quasi da bere, nonostante il tempo piovoso che generalmente negli anni passati faceva temere poiché proprio durante le abbondanti piogge, tutto il materiale scaricato dall’Isonzo, spesso aiutato dal gioco delle correnti, causava un’impennata dei valori ammissibili facendo scattare i divieti lungo tutto il litorale. Lo scorso anno la stagione era stata molto positiva sul fronte delle analisi dell’acqua di mare, anche se gli operatori si attendevano un’affluenza maggiore di bagnanti. Nutrono, perciò, buone speranze i due stabilimenti balneari e cioè il “Jeko bay”, che organizza anche spettacoli serali sulla spiaggia, e del “Surf bar” che richiama molti amanti del surf a vela da tutta la regione e anche dall’estero.

Il Piccolo, 30 giugno 2010
 
GLI ULTIMI RISULTATI DEI TEST ESEGUITI DALL’ARPA 
Balneabilità assicurata a Marina Julia 
Parametri d’inquinamento sotto i limiti anche a Staranzano e Marina Nova

Mare pulito e balneabile da Marina Nova al Lido di Staranzano passando per Marina Julia. E’ questo il responso delle ultime analisi dopo i prelievi di maggio dell’Arpa regionale risultati ben al di sotto della soglia di limite fissata dai parametri di inquinamento.
Un’idoneità che garantisce una stagione estiva con le carte in regola e una boccata di ossigeno soprattutto per gli operatori turistici locali alle prese nella passata stagione con il problema del mare inquinato.
La certificazione dello stato di salubrità dell’acqua si basa solo su due valori. Si misurano, cioè, le quantità di enterococchi intestinali risultati ben al di sotto del limite di conformità di 200 Ufc/100 ml e di escherichia coli limite massimo è di 500 Mpn/100 ml. Inoltre non vengono effettuati più due prelevamenti al mese, ma solamente uno e in un’unica località. Da aprile, infatti, mese in cui cominciano i prelievi, l’Arpa per stabilire la balneabilità del mare si è adeguata alle normative europee. Ovviamente c’è soddisfazione da parte del sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto, ma fino a quando tutta la rete fognaria non sarà a regime c’è sempre qualche pericolo in agguato. Resta in piedi, inoltre, anche la questione legata alla problematica dell’Isonzo, propria dei livelli istituzionali superiori.
«Stiamo lavorando sodo per la messa a punto del sistema fognario – afferma Pizzolitto – la città è piena di cantieri e le strade di buchi per completare prima gli allacciamenti principali e poi quelli secondari. E i risultati già si vedono. Ma questo è solo uno dei punti importanti per risolvere il problema – sottolinea il sindaco – poiché l’altro riguarda l’intervento della Regione con un piano finanziario che comprenda il ripascimento di tutto il litorale nell’ambito di un progetto intercomunale. Fino a quando la Regione non verrà investita completamente per questo problema, tutto quello che proponiamo sono provvedimenti cosiddetti tampone”, che servono solo al momento, ma che non danno la certezza di una continuità. Stiamo anche attendendo una relazione oramai imminente da parte dell’assessorato regionale competente, su come si intende procedere per il litorale. Credo che entro l’anno potremo dar vita a questo progetto intercomunale». Mentre la spiaggia di Marina Nova continua a essere sempre a riparo da eventuali correnti che trasportano l’inquinamento, luci e ombre, invece si addensano sulla stagione balneare 2010 per il Lido di Staranzano.
Ecco le notizie positive. Il completamento della pulizia della spiaggia e le alghe ammassate subiranno un trattamento per scaricare la sabbia prima di essere smaltite in discarica. La notizia negativa, invece, è che quest’anno per la prima volta lo stabilimento balneare del “Jeko Bay” resterà chiuso e sarà quindi aperto solamente il “Surf Bar” situato proprio al confine con la spiaggia monfalconese. Colpito dalle mareggiate e dall’alta marea durante l’inverno, ora la struttura in degrado sembra un locale disastrato e una discarica a cielo aperto.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 02 luglio 2010
 
Mare inquinato? Legambiente punta il dito sui depuratori 
Reti fognarie deficitarie causa della contaminazione dei fiumi che sfociano in golfo

Marina Julia non è al sicuro da fenomeni di inquinamento marino in presenza di forti piogge. Ad affermarlo è Legambiente di Monfalcone a fronte del monitoraggio effettuato da Goletta Verde in Friuli Venezia Giulia nel corso del mese di giugno. E’ vero, e Legambiente non l’ha mai nascosto, che lo studio è “puntuale” e si riferisce cioé all’analisi dell’acqua in una sola giornata. Se però la mattinata prescelta ha fatto seguito a forti acquazzoni, il mare antistante Marina Julla risultata fortemente inquinato: oltre 10mila Unità formanti colonia per 100 millilitri di enterococchi intestinali e oltre 10mila Ufc di escherichia coli. Dati ben peggiori di quelli rilevati alla foce dell’Isonzo e pari solo a quelli della località Pantanel di Lignano. «Per la provincia di Gorizia, reti fognarie incomplete, Gorizia e, in misura molto minore Monfalcone, o del tutto mancanti, vedi Fossalon di Grado, e depuratori malfunzionanti, come il depuratore di Servola, provocano risultati a dir poco negativi per quel che riguarda l’inquinamento di origine organica», afferma Legambiente. «Le analisi sono state effettuate dopo una abbondante pioggia, e conseguente apporto di inquinanti con l’Isonzo – aggiunge il circolo monfalconese di Legambiente -, ma a meno di vietare la pioggia per decreto, questo va considerato un fenomeno piuttosto normale». Di lavoro quindi, secondo l’associazione ambientalista, ce n’è ancora da fare per migliorare la salute dei fiumi e corsi d’acqua interni e di conseguenza del golfo di Panzano». È del tutto evidente, a detta di Legambiente, come la grave contaminazione microbiologica dei fiumi della regione sia legata a doppio filo con reti fognarie e servizi depurativi deficitari. (la. bl.)
 
INIZIATE LE OPERAZIONI DI STESURA CHE SI CONCLUDERANNO DOMANI 
Marina Julia, spiaggia più accogliente con 500 metri cubi di nuova sabbia

di LAURA BORSANI

È arrivata la nuova sabbia a Marina Julia. Ieri mattina sono iniziati infatti i lavori di manutenzione ordinaria dei tratti di spiaggia liberi, situati tra una concessione e l’altra dell’arenile, con il riporto di 500 metri cubi di sabbia. L’operazione di rimpinguamento del litorale proseguirà anche oggi e domani. Ieri sono giunti a Marina Julia i primi carichi di sabbia, trasportati da sei camion che hanno effettuato tre viaggi. Il Comune di Monfalcone li ha acquistati dalla ditta specializzata Tomasin di Villesse, a fronte di una spesa di 6mila euro. Ma l’ente locale interverrà anche con ulteriori iniezioni di terra compatibile in altri tratti di arenile, per una spesa stimata in 10-12mila euro.
Ieri mattina, dunque, i mezzi pesanti hanno scaricato la nuova sabbia sul litorale, mentre la squadra lavori dell’ente locale ha provveduto alle opere di sistemazione. La spiaggia quindi si fa più bella e gradevole, per la gioia dei bambini e delle famiglie che numerose frequentano Marina Julia, specie in questi giorni di calura estiva.
L’intervento, in particolare, riguarda i tratti di area demaniale non in concessione per i quali il Comune, come ha spiegato l’assessore ai Servizi tecnici e alla Manutenzione, Giordano Magrin, ha assunto la cura gartantendone la costante pulizia. Si tratta delle aree comprese tra le concessioni affidate agli operatori Roberto Lacalamita (Number One) e Gianpaolo Sussarellu (bar Da Mario).
Interventi sono in corso anche nel tratto in concessione del Comune, davanti al ”Windsurf”, per il quale, grazie ai 280mila euro stanziati dalla Regione, sono stati appena completate le opere di ampliamento della sede, che sarà a breve inaugurata. E ancora, ha spiegato l’assessore Magrin, è stata portata nuova terra per sistemare il tratto libero ad ovest, in direzione del Lido di Staranzano, tra i concessionari Sussarellu e Geron (Surf Bar). Si tratta di 1500 metri cubi di terra, di cui 500 già trasferita in loco.
Questo tratto, ha spiegato Magrin, sarà sistemato seguendo una specifica sequenza, con un primo strato, a nord, seminato a erba, un secondo successivo di sabbia, e il terzo, verso la battigia, sistemato con l’apporto di ghiaia, per permettere una migliore e meno costosa pulizia delle alghe. Lo smaltimento delle alghe, infatti, ha osservato l’assessore, comporta una spesa consistente per l’ente locale, pari a 70mila euro.
Il Comune sta inoltre attendendo il placet dalla Provincia di Gorizia per ”stendere” mille tonnellate di terra tra le concessioni di Sussarellu e ”La Playa”, per coprire adeguatamente gli avvallamenti provocati dal passaggio del ”tubone” del depuratore. Questo tratto sarà quindi ”coperto” di erba attraverso l’opera di idrosemina. Il riporto di terra, in parte di proprietà del Comune, comporterà dunque una spesa di circa 10-12mila euro.

Il Piccolo, 05 luglio 2010
 
LAVORI AL VIA IL PROSSIMO ANNO DAVANTI A MARINA JULIA 
Barriere sott’acqua per salvare la spiaggia 
Contro l’erosione del litorale monfalconese un progetto da 350mila euro finanziato dalla Regione
Lo studio realizzato in collaborazione con l’università di Udine. In arrivo anche nuova sabbia nei tratti frequentati dai bagnanti

di LAURA BORSANI

Barriere sottomarine per salvare la spiaggia di Marina Julia e per contrastare il fenomeno dell’erosione del litorale nmonfalconese.
Abbandonato un sistema legato all’azione di particolari enzimi, sul modello americano applicato con successo in Normandia, l’amministrazione comunale di Monfalcone rimette in moto il procedimento avvalendosi di un progetto alternativo, su misura per la spiaggia monfalconese. Si parla dunque dui un consistente ripascimento dell’arenile con larrivo di nuova sabbia su un tratto di 250 metri di arenile, dopo quiella sparsa nei giorni scorsi, ma sopratutto dell’installazione di opere a mare proprio per garantire condizioni durature, pluriennali, per il litorale. L’operazione intende avvalersi di specifici interventi di ingegneria naturalistica, prospettando l’adozione di sistemi anti-erosione sulla scorta di precisi calcoli matematici. Interventi che saranno realizzati il prossimo anno.
È in questi termini pertanto che si sta lavorando per poter garantire alla spiaggia di Marina Julia non solo un adeguato e apprezzabile ripascimento, ma anche una fisionomia duratura nel tempo riducendo l’azione erosiva delle maree e delle frequenti mareggiate. L’amministrazione comunale, nel riavviare il progetto già battezzato ”Sand Castle”, dopo aver archiviato l’idea originaria che prevedeva l’applicazione del modello americano sperimentato per la spiaggia di Saint Germain, in Normandia, riadatta l’intervento tarandolo su misura delle caratteristiche dell’arenile di Marina Julia. I soldi ci sono, stanziati dalla Regione attraverso una delibera di giunta del 30 dicembre 2008. Il Comune di Monfalcone ha a disposizione 370 euro per finanziare il progetto e le relative opere.
L’operazione si avvale della collaborazione dell’Università di Udine e l’ente locale ha affidato all’ingegner Luca Falcomer di Trieste l’incarico per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, nonché la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza per il ripascimento. L’incarico ha comportato una spesa complessiva di 37.752 euro.
L’assessore ai Servizi tecnici e alla Manutenzione, Giordano Magrin, intende dunque dare una svolta al futuro del litorale. «Giovedì – annuncia – sarà effettuato un incontro tecnico per fare il punto della situazione e analizzare le proposte». Magrin assieme all’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Schiavo, si confronteranno con l’ingegner Falcomer, il responsabile del procedimento, geometra Sergio Marconato dell’Unità operativa manutenzione patrimono e Servizi tecnici, nonché con il dirigente architetto Maurizio Gobbato.
Il progetto prevede anche una risagomatura del litorale con il ripristino di un tratto di spiaggia tra i 200 e i 250 metri attraverso il riporto di sabbia e la realizzazione di opere a mare con barriere sommerse. «L’incontro – conclude Magrin – ci permetterà di verificare come procedere. L’intenzione è anche quella di garantire un ripascimento duraturo, valido per gli anni futuri».

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Messaggero Veneto, 07 giugno 2009
 
Golfo, inquinamento scongiurato 
Versati nelle griglie del porto 1.200 chili di olio combusto
Il pericoloso liquido sarebbe potuto finire in mare se non fosse entrato in funzione l’apparato di decantazione con vasche e filtri

MONFALCONE. Sei fusti da 200 chilogrammi ciascuno di olio combusto sono stati sversati (o versati) nelle griglie dei piazzali del porto di Monfalcone, dalla parte del vecchio ingresso di via Vittorio Veneto. Mille 200 chilogrammi di olio, di prodotto pericoloso che sarebbe potuto finire in mare e inquinare praticamente gran parte del golfo di Monfalcone.
Eventualità sventata invece solo grazie all’apparato di decantazione con vasche e filtri, realizzato dal Consorzio industriale di Monfalcone, con un investimento di oltre un milione di euro. Denaro che, a questo punto lo si può dire, mai fu speso così bene, visto che ha evitato che le acque del nostro mare, sorvegliate speciali da tempo per guarirle dall’inquinamento di batteri fecali (obiettivo raggiunto e che ha consentito di riottenere dalla Regione la balneabilità), fossero contaminate dall’inquinamento da sostanza chimica.
Non si sa quando è avvenuto il versamento dell’olio combusto, ma del fatto se ne sono accorti venerdì i tecnici del Consorzio industriale quando hanno effettuato il controllo periodico delle vasche di decantazione collegate alla rete di scarico delle griglie dei piazzali portuali, dalla parte del vecchio ingresso del porto realizzate proprio per evitare che sostanze inquinanti e pericolose, cadute o buttate, possano arrivare al mare.
Immediatamente i tecnici si sono accorti che nelle vasche era finita una quantità davvero notevole di olio combusto, enormemente superiore alla quantità che potrebbe normalmente essere raccolta e che non sarebbe sicuramente dovuta esserci.
È stata quindi avvisata immediatamente la Capitaneria di porto, che ha avviato le indagini per risalire ai responsabili dello sveramento. Per il momento non sono state formalizzate denuncie in merito all’accaduto, ma è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Gorizia. Nel frattempo l’olio è stato raccolto e portato ad un impianto di smaltimento autorizzato, le vasche sono state pulite.
«La procedura è costate 20 mila euro. Abbiamo però tenuto dei campioni di sostante per risalire all’origine dell’olio e di conseguenza all’identità di chi ha attuato lo sversamento. Visto che è avvenuto in ambito portuale si presume che possa essere gente che in qualche modo ha accesso al porto», ci tiene a sottolineare il direttore del Csim, Gianpaolo Fontana, che evidenzia anche come solo l’investimento ingente della rete di scarico e delle vasche ha consentito di evitare una grossissimo danno ambientale.
Delle indagini, come detto, si sta occupando la Capitaneria di porto di Monfalcone.

Il Piccolo, 07 giugno 2009

RISCHIATO UN GRAVE DANNO AMBIENTALE: SOSPETTI SU UNA DELLE NAVI ALL’ORMEGGIO   
Allarme in porto, sversata una tonnellata di olio   
La sostanza è stata raccolta dalle vasche della banchina, riempitesi al limite della tracimazione

di LAURA BLASICH

Maxi-sversamento di sostanze oleose in porto. La sostanza – oltre una tonnellata di olio esausto – è finita nelle griglie di raccolta dell’acqua piovana all’interno dello scalo. rischiando di provocare un pesante inquinamento del golfo di Panzano. A evitare il peggio sono state le vasche di decantazione delle acque di dilavamento realizzate a Portorosega dal Consorzio per lo sviluppo industriale con un investimento di un milione di euro.
Nel sistema di intercettazione degli inquinanti è finita una quantità di olio combusto al limite della capacità della vasca di decantazione. Sarebbe bastato un quantitativo solo appena superiore a far tracimare l’onda nera che sarebbe finita in mare, diffondendosi poi nell’area antistante il porto e da lì nel golfo di Panzano.
Ad accorgersi del fatto e a dare l’allarme sono stati i tecnici del Consorzio industriale recatisi in porto a verificare il funzionamento del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei piazzali dello scalo. Immediata è partita una segnalazione alla Capitaneria che ha avviato altrettanto prontamente un’indagine, coordinando la bonifica della zona. Anche il Csim sporgerà a breve una denuncia contro ignoti, anche per arginare episodi di questa gravità. Grave anche il danno arrecato all’ente economico. Il Consorzio industriale, spiega il direttore Gianpaolo Fontana, sarà costretto a spendere non meno di 20mila euro per smaltire il quantitativo di una tonnellata e 200 chili di olii riversatisi nella vasca, in un impianto in grado di accogliere e trattare il materiale. Sono stati trattenuti comunque alcuni campioni della sostanza che saranno fatti analizzare nel tentativo di risalire all’origine della sostanza oleosa e quindi agli autori del gesto.
Stando a quanto ricostruito dal Consorzio industriale, nelle griglie che percorrono il piazzale all’altezza del vecchio ingresso del porto, da via Portorosega, è stato versato il contenuto di sei fusti da 200 chilogrammi ciascuno, I sospetti sono rivolti verso soggetti che hanno accesso al porto in orario notturno, visto che un’operazione del genere non sarebbe passata inosservata durante il giorno in uno scalo trafficato come quello di Monfalcone.
Si pensa comunque a persone ”di passaggio” e non a soggetti che operano regolarmente all’interno dello scalo. «Il materiale potrebbe essere stato scaricato da una autobotte – afferma il direttore del Csim – o da una delle navi all’ormeggio in banchina nel corso della settimana. Il sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei piazzali che il Consorzio ha provveduto a relizzare ha comunque confermato la sua importanza, perché in caso contrario avremmo rischiato di trovarci di fronte a un gravissimo inquinamento marino».
Basti pensare che l’ultimo episodio, risalente all’inizio del 2008, provocò un notevole allarme pur riguardando uno sversamento contenuto, solo alcune decine di litri di gasolio, durante le operazioni di rifornimento di una motonave, la «Hans Lehman» battente bandiera di Gibilterra, ormeggiata nel porto. L’immediato intervento della Capitaneria di porto e dei mezzi di una ditta specializzata nel contenere la diffusione di sostanze inquinanti in mare e di recuperarle, consentì di far rientrare l’allarme che rischiava di arrecare danni soprattutto alla fauna costiera.
Nei giorni precedenti lo sversamento erano invece comparse alcune misteriose macchie di petrolio nel golfo di Trieste, lambendo anche l’oasi faunistica dell’isola della Cona e creando seri danni all’avifauna svernante alla Cona di cui diversi esemplari erano finiti imbrattati dalla sostanza oleosa.

Il Piccolo, 09 giugno 2009 
 
LO SVERSAMENTO DI UNA TONNELLATA DI OLI COMBUSTI  
Capitaneria a caccia della nave che ha inquinato il porto  
Il comandante Giuseppe Romano: «Provvidenziale il funzionamento delle vasche realizzate in banchina»
 
 
La Capitaneria di porto di Monfalcone sta effettuando una serie di rilievi nel porto di Monfalcone per tentare di accertare i responsabili del massiccio sversamento di più di una tonnellata di oli combusti nelle griglie di raccolta delle acque di dilavamento dei piazzali portuali avvenuto la scorsa settimana con grave rischio per l’ambiente marino. I sospetti sono indirizzati su qualche nave all’ormeggio. «L’indagine prosegue – conferma il comandante della Capitaneria di porto, Giuseppe Romano -. Va detto altresì che le vasche realizzate sulla banchina dello scalo a completamento della rete di raccolta delle acque piovane servono proprio per raccogliere questo tipo di materiali e hanno dimostrato di funzionare».
Il maxi-sversamento di olii combusti ha comunque rischiato provocare un pesante inquinamento in tutto il golfo di Panzano. A evitare il peggio sono state appunto le vasche di decantazione delle acque di dilavamento realizzate a Portorosega dal Consorzio per lo sviluppo industriale con un investimento di un milione di euro. Nelle vasche è finita oltre una tonnellata di olio combusto, una quantità quasi al limite della capacità del sistema di intercettazione degli inquinanti. Se la quantità fosse stata anche solo leggermente superiore, la sostanza oleosa sarebbe tracimata e avrebbe potuto raggiungere il mare, diffondendosi poi nell’area antistante il porto e da lì nel golfo di Panzano.
Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i tecnici del Consorzio industriale, che si erano recati in porto per una verifica di routine proprio del funzionamento del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei piazzali dello scalo. I sospetti si stanno comunque rivolgendo quindi verso chi può avere accesso al porto in orario notturno, visto che un’operazione del genere non sarebbe passata inosservata durante il giorno in uno scalo trafficato come quello di Monfalcone. Si pensa in ogni caso a persone ”di passaggio” e non a soggetti che operano regolarmente all’interno dello scalo.

Il Piccolo, 15 giugno 2009 
 
L’INQUINAMENTO NEL GOLFO 
Isonzo, Gherghetta alla Slovenia: fate presto  
Per la Provincia sotto accusa gli scarichi che finiscono nel fiume oltre confine
 
 
di LAURA BORSANI

L’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato) vuole imprimere un’accelerata al piano di intervento anti-inquinamento, denominato ”Acqua pulita”, promosso dal Comune di Monfalcone al fine di garantire una balneabilità stabile per il litorale monfalconese. Marina Julia, ma anche il Lido di Staranzano, devono poter contare su un equilibrio consolidato.
E se Monfalcone sta facendo la sua parte, a buon punto sulla tabella di marcia delle opere, la Slovenia si fa attendere. Tanto che il presidente Enrico Gherghetta, in qualità di responsabile dell’Aato, ha sollecitato i partner sloveni a mettere mano agli interventi. Proprio mercoledì scorso, il presidente, nell’ambito di un tavolo di lavoro promosso assieme alla Regione, al Comune di Gorizia, Irisacqua, Aato e ai rappresentanti della vicina Slovenia, ha serrato le fila prendendo in esame il ”pacchetto Gorizia-Nova Gorica”.
L’incontro sarà riaggiornato al 17 giugno, quando dalla Slovenia saranno forniti i dati utili a mettere in campo la programmazione specifica delle opere per la realizzazione del depuratore. I tempi stringono, considerando peraltro che l’impianto sloveno dovrà essere realizzato e reso operativo entro il 2011, pena la perdita della possibilità di poter partecipare a tutti i programmi europei Interreg Italia-Slovenia. Ma, stando ai tempi per la progettazione e la programmazione delle opere, di fatto si parla del 2012 quale termine di consegna.
Il problema è legato al torrente Corno, nel quale scaricano i quartieri di Gorizia e Nova Gorica, che confluisce nell’Isonzo. Gherghetta osserva come a Gorizia sono fermi oltre 21milioni di euro, stanziati da tempo all’ente locale dalla Regione in ordine a interventi idraulici. Pertanto propone di eseguire subito le opere in ordine alla realizzazione della nuova rete fognaria, a fronte di un investimento di 10milioni di euro, posticipando quelle idrauliche. Gherghetta prevede così di poter avviare la relativa progettazione proprio il 17 giugno, volendo quantomeno portare avanti la tranche italiana per garantire il collegamento dei goriziani alla rete fognaria. Con ciò, in attesa che la Slovenia proceda con l’avvio dei lavori del depuratore a servizio dei cittadini di Nova Gorica, previsto nel 2011.
«Il tavolo con gli sloveni è aperto – ha osservato il presidente -, ora si tratta di procedere con le progettazioni. Posso comunque assicurare che l’intero ”pacchetto Gorizia-Nova Gorica” potrà essere concluso entro il 2012».
Gherghetta ricorda peraltro altre azioni di risanamento, tra le quali anche la realizzazione del nuovo depuratore di Gradisca d’Isonzo.
Le operazioni in campo riguardano anche il fronte monfalconese, considerando altresì un aspetto: attualmente le utenze collegate al depuratore sono circa l’89,2% del totale. E l’Europa richiede una copertura del 95% entro il 2011. Gli studi non sono mancati: l’analisi degli impatti su Marina Julia e l’individuazione di nuovi interventi, per il quale è stato incaricato lo studio Cappella (22mila euro); il progetto di aggiornamento del sistema fognario di Monfalcone; il controllo incrociato degli scarichi industriali.
Ne sono scaturiti tre maxi-interventi. La sistemazione della fognatura di via Cavana, ormai conclusa e costata 40mila euro. L’eliminazione degli scarichi nella roggia San Giusto, per un importo di 1,3 milioni di euro, i cui lavori sono in corso. L’intervento permetterà di assicurare la completa depurazione del centro cittadino. Altra grande opera riguarda l’adeguamento degli scolmatori di piena lungo il canale Valentinis. Si tratta di un investimento di 1 milione di euro e i lavori inizieranno entro l’anno. «Per rispettare la tempistica europea evitando di incorrere in sanzioni – ha concluso Gherghetta -, l’Aato intende far anticipare a Irisacqua i lavori già previsti nel Piano d’Ambito aggiungendovi anche quelli che risulteranno dallo studio Cappella». 
 
IL CONSIGLIERE COMUNALE ANNUNCIA UNA MOZIONE  
Del Bello: siamo di fronte a un disastro ambientale
 
 
Nuova mozione da sottoporre al Consiglio di Monfalcone per la salvaguardia del litorale. La sta mettendo a punto il consigliere provinciale e comunale Fabio Del Bello, dopo la comunicazione dell’Arpa sulla non balneabilità del Lido di Staranzano. Del Bello propone una «battaglia senza quartiere» contro l’inquinamento. «Ci troviamo davanti – dice – a un disastro ambientale di Area Vasta. Il miglioramento della qualità delle acque di balneazione su scala nazionale è sintomo di capacità di depurazione delle acque fognarie e di scarichi più controllati. Nel contempo, il peggioramento delle acque delle foci dei fiumi, che si riversano in mare, mostra i limiti del sistema di depurazione: pochi controlli e scarichi civili e industriali non trattati mettono in crisi la salute dei fiumi in quasi tutte le regioni italiane. In questo contesto s’è sviluppata l’azione del Comune di Monfalcone (assessorato Ambiente) che con l’Arpa ha prodotto uno studio per monitorare la qualità delle acque del Golfo di Panzano, in continuità con l’analisi della Provincia». Del Bello evidenzia un altro aspetto, «la maggiore contaminazione fecale da parte di fenomeni piovosi. Le fognature scaricano nei corpi idrici superficiali per evitare danni alla rete e ai depuratori. Lo scarso rimescolamento delle acque dolci con quelle salate e l’effetto-marea concorrono ad accentuare le criticità per Marina Julia e il Lido».

Il Piccolo, 17 giugno 2009
 
TEGOLA SU MARINA JULIA AL VIA DELLA STAGIONE  
LE CAUSE   
Sotto accusa gli scarichi dell’Isonzo dopo i temporali di fine maggio 
Partono i prelievi di verifica: almeno tre su 5 dovranno essere favorevoli 
Mare inquinato, balneabilità a rischio
  
 
di LAURA BLASICH

Il traguardo del ritorno alla balneabilità sembrava ormai a portata di mano per Marina Julia, ma il primo monitoraggio di giugno, decisamente sfavorevole, rischia di rimettere in discussione anche la decisione dell’assessorato regionale alla Salute, competente per quel che riguarda la salubrità delle acque da balneazione. Nell’incontro di fine maggio a Trieste con i vertici regionali di Arpa e il sindaco Gianfranco Pizzolitto e l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, l’assessore regionale alla Salute Vladimir Kosic si era impegnato a portare in giunta il suo parere positivo alla restituzione del diritto alla balneazione a fronte dei sei mesi consecutivi di prelievi favorevoli e anche degli sforzi messi in campo per risolvere le cause dell’inquinamento del golfo. La data in cui la delibera doveva andare in discussione era l’11 giugno.
La giunta regionale si è riunita regolarmente, ma senza deliberare sulla balneabilità di Marina Julia, adducendo motivi tecnico-burocratici. In realtà, l’attendismo della Regione potrebbe essere stato generato invece dall’esito sfavorevole del primo monitoraggio effettuato all’altezza del Lido di Staranzano, le cui dinamiche di inquinamento seguono quelle di Marina Julia, non a caso pure interessata da un nuovo fenomeno di inquinamento all’inizio di questo mese contraddistinto da un’alta piovosità.
Le precipitazioni abbondanti, come in occasioni analoghe, dovrebbero aver provocato un maggiore utilizzo degli sfioratori di piena di un sistema fognario non ancora del tutto adeguato nel mandamento, oltre che a Monfalcone, dove i lavori sono in corso ed entro dicembre tutte le utenze equivalenti ancora sganciate dalla rete (circa 12mila) scaricheranno nei collettori. Le piogge, come verificato dagli studi commissionati all’Arpa da Provincia e Comune, hanno inoltre contribuito ad aumentare la portata dell’Isonzo, pure inquinato da scarichi fognari, e quindi lo scarico di acque non pulite nel golfo attraverso la derivazione del canale de’ Dottori.
Stando ai dati di Arpa, all’inizio di giugno è stata rilevata la presenza di 3600 coliformi fecali (unità formanti colonia per 100 millilitri d’acqua) contro un limite di 2000, 237 coliformi fecali (limite di 100), e 280 spreptococchi fecali (100). Tutti gli altri quattro campionamenti, due in aprile e due in maggio, avevano invece avuto come esito valori abbondantemente entro i limiti. Il prelievo con esito sfavorevole di giugno dovrà essere seguito, in base alla normativa, da cinque prelievi di controllo: tre nello stesso punto, uno a Est e uno a Ovest della zona di monitoraggio. Almeno tre dei cinque campioni dovranno dare esito favorevole per garantire che l’acqua possa essere considerata balneabile. È presumibile quindi che la Regione attenda l’esito di questi ulteriori controlli prima di prendere la sua decisione. Di certo l’esito della prima rilevazione di giugno ribadisce come l’eliminazione delle cause d’inquinamento del golfo sia ancora del tutto parziale.

Messaggero Veneto, 17 giugno 2009 
 
Mazzata su Marina Julia, il bagno non si fa più  
L’ultimo prelievo effettuato dall’Arpa ha confermato che le acque sono inquinate  
Il Comune è in attesa del pronunciamento della Regione che doveva ufficializzare la balneabilità l’11 giugno Secondo le norme vigenti ora si dovranno fare 5 analisi supplettive, 3 delle quali dovranno essere positive
 
 
MONFALCONE. Il Comune attende con ansia il pronunciamento della Regione in merito alla balneabilità delle acque di Marina Julia, tanto più che dopo una serie di dati tutti favorevoli, il primo prelievo di giugno ha rimesso in campo tutti i dubbi del passato. 
L’ordinanza che doveva ufficializzare la balneabilità delle acque del mare monfalconese era attesa per l’11 giugno, ma sembra che motivi tecnici abbiano impedito di redigere il documento che doveva essere approvato dalla giunta regionale in questi giorni. Ma l’ultimo prelievo effettuato da Arpa nel mare monfalconese è stato una “mazzata”.
Il monitoraggio ha attestato, infatti, la presenza di 3600 unità formanti colonia su 100 millilitri di acqua di coliformi totali con un limite di legge di 2000; i fecali registrati sono stati 237 con un limite di 100 e gli streptococchi 280 con un limite di 100. Già i dati dei prelievi di maggio, pur essendo entro i limiti avevano mostrato una crescita dei dati: coliformi totali 18 passati a 850, fecali 2 passati a 58 e streptococchi 13 passati a 82.
Secondo la norma ora si dovranno effettuare cinque analisi suppletive e per dire che l’acqua è “buona” tre di questi dovranno essere favorevoli alla balneabilità. Insomma si torna alla situazione dell’estate 2008, quando a luglio, visti gli esiti dei prelievi, Marina Julia fu dichiarata “non balneabile”. Si tratterà ora di capire come intende pronunciarsi la Regione, che solo qualche settimana fa, tramite l’assessore alla salute, Vladimir Kosic, valutati i dati e gli interventi effettuati a Marina Julia e alla rete fognaria di Monfalcone si era pronunciata per riaprire la balneabilità a Marina Julia. Ma la paura che ciò non possa avvenire è davvero grande. «Sappiamo che il pronunciamento della Regione può venir vanificato da uno scroscio di pioggia» afferma il consigliere comunale e provinciale, Fabio Del Bello che da tempo è attento alla situazione delle acque del litorale e al rapporto inquinamento/salubrità del mare con l’Isonzo.
«Conseguentemente, in continuità logico-programmatica con la mozione sulla salubrità delle acque già approvata all’unanimità dal consiglio provinciale, sto mettendo a punto nei dettagli un’ulteriore mozione politico-programatica dai toni durissimi da sottoporre al Consiglio comunale di Monfalcone. Tra le finalità programmatiche – spiega Del Bello –, l’individuazione di un sviluppo comune tra le spiagge di Monfalcone e Staranzano, legate da decennali eventi calamitosi, da lanciare all’interno di un piano di geomarketing territoriale la cui precondizione è la conduzione vittoriosa di una battaglia senza quartiere contro l’inquinamento e i suoi agenti responsabili che vanno individuati e chiamati a rispondere come giustamente ha detto il riconfermato sindaco di Staranzano». Del Bello evidenzia come la comunicazione da parte dell’Arpa, avvenuta lo scorso mercoledì 10 giugno, della non balneabilità del Lido di Staranzano, le cui acque solo due settimane fa risultavano pulitissime, non deve sorprendere, per due motivi. «Il primo è che ci troviamo davanti a un disastro ambientale di Area Vasta. Il lento miglioramento della qualità delle acque di balneazione rilevato su scala nazionale negli ultimi anni è infatti sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e di scarichi più controllati». (c.v.)

Il Piccolo, 20 giugno 2009
 
INQUINAMENTO: ESTATE-BEFFA PER IL LITORALE 
Marina Julia bocciata dall’Arpa, bagni addio  
Sfuma la rimozione dei divieti. Il sindaco Pizzolitto convoca un tavolo tecnico
 
 
di LAURA BLASICH

Salta il ritorno alla balneabilità delle acque di Marina Julia. La Regione non ha ancora emesso il suo verdetto, ma il sindaco Gianfranco Pizzolitto non si fa illusioni, perché pare certo che anche il secondo prelievo di giugno abbia avuto un esito sfavorevole e che quindi i cartelli di divieto di balneazione siano destinati a rimanere dove sono. Il dato del secondo monitoraggio di giugno apre molti interrogativi, oltre a frenare qualsiasi progetto di sviluppo turistico del litorale: muovere investimenti privati, oltre che andare a un’azione di maketing a livello nazionale e nei Paesi confinanti, senza la certezza di un mare pulito, diventa infatti improponibile.
Il primo prelievo è stato effettuato dall’ Arpa il 4 giugno, dopo alcune giornate piovose che hanno aumentato l’apporto dei corsi d’acqua inquinati nel Golfo di Panzano. Il secondo è avvenuto in questi giorni, cioé in condizioni meteo buone e quindi in una situazione di ”normalità” rispetto al carico di inquinamento che può raggiungere il litorale e che, stando allo studio e ai monitoraggi dell’Arpa, è stato abbattutto dopo gli interventi sulla rete fognaria di Marina Julia. Il dato del secondo monitoraggio, benché sia ancora in corso il completamento della rete fognaria di Monfalcone e restino intatte le carenze di quella mandamentale e provinciale, potrebbe quindi ridimensionare le ”responsabilità” dell’Isonzo. L’amministrazione si sta quindi chiedendo se sia davvero esaustivo il lavoro di analisi che l’Arpa ha effettuato tra il 2007 e inizio di quest’anno per conto dell’ente locale e della Provincia e quali siano le cure da mettere in campo per arrivare a una definitiva soluzione di un problema che coinvolge la salute pubblica prima che l’economia turistica della città.
Il sindaco Pizzolitto intende quindi riunire nuovamente tutti gli attori che hanno partecipato al tavolo costituito per dare piena certezza alla qualità delle acque di Marina Julia. «Tutte le soluzioni indicate dall’Arpa per il territorio di Monfalcone sono state messe in atto o sono in corso di realizzazione – ha ribadito l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, rispondendo al question time posto dal consigliere del Pd Fabio Del Bello nell’ultimo Consiglio -. Le azioni di monitoraggio per verificare la validità delle soluzioni adottate hanno inoltre confermato la validità di quanto realizzato finora. La causa dell’inquinamento del golfo non va però ricercata solo a Monfalcone, stando a quanto è indicato dallo studio dell’Arpa. A fronte della situazione che si è creata, siamo pronti a recepire qualsiasi suggerimento». Del Bello da parte sua sposa la tesi delle responsabilità di Gorizia e Nova Gorica, la prima con la rete fognaria incompleta e la seconda del tutto mancante, nell’inquinamento dell’Isonzo e quindi del golfo, attraverso il canale de’ Dottori, e ha quindi chiesto al sindaco di impegnare le amministrazioni delle due città nella realizzazione delle opere necessarie per eliminare il fenomeno. Secondo il coordinatore del Pdl, Giuseppe Nicoli, Monfalcone paga gli errori del passato, perché «non si può dire sia stato affrontato in modo deciso il problema del completamento della rete fognaria». Pure Nicoli concorda però sulla corresponsabilità dell’Isonzo e intende a coinvolgere la Regione alla ricerca di una soluzione.
 
L’Isonzo, una fogna a cielo aperto  
Dati impressionanti sulla situazione del fiume che sfocia nel golfo
 
 
di FRANCESCO FAIN

Tredici milioni 200 mila escherichia coli, ovverosia feci. Probabilmente sta tutto in questo dato l’inquinamento dell’Isonzo. Un numero impressionante e che viene commentato con grande preoccupazione da Vincenzo Bellini, presidente provinciale del Cordicom (Coordinamento dei comitati ambientali).
«Passano gli anni e i problemi continuano ad essere irrisolti», allarga le braccia. «Per la depurazione, in Slovenia hanno deciso di realizzare un loro impianto entro il 2012 mentre il Comune di Gorizia ha in studio un progetto per convogliare in un collettore pubblico (fogne) la miriade di scarichi aperti, che svuotano nel Corno. Progetto di cui si parla da tanti, troppi anni. Quello che, invece, non sempre è noto è la quantità e la qualità di quanto scorre negli scarsi rivoli di acqua che scendono lungo il greto dei corsi d’acqua di questo territorio. Riteniamo molto grave che non vengano resi noti i dati delle analisi eseguite dalle istituzioni sulle acque dei fiumi e relativi affluenti».
Bellini chiede che – quantomeno – lungo tutto il corso dell’Isonzo venga istituito il divieto di balneabilità. «Non tutti i Comuni si sono adeguati. Mi auguro che le amministrazioni comunali prendano coscienza dello stato in cui versa l’Isonzo».
Un monitoraggio parziale effettuato qualche tempo fa portò alla luce 184 scarichi fognari: acque bianche, grigie e nere presenti nel tratto tombato compreso fra la via Catterini e la Valletta del Corno. Una situazione preoccupante che emerse anche nei reiterati interventi della sezione locale del Wwf.
È chiaro che fino a quando non sarà sanata la questione-Corno non si potrà pensare al rilancio turistico dell’Isonzo e delle spiagge a valle.
«Intendiamo valorizzare il nostro fiume – è stata la recente sottolineatura dell’assessore comunale all’Ambiente di Gorizia, Francesco Del Sordi -. In quest’ottica sarà fornito il massimo supporto alla delegazione italiana per la Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia. L’amministrazione sta lavorando e continuera a impegnarsi quindi per chiudere l’ultraventennale questione con gli sloveni ed attuare la depurazione transfrontaliera secondo gli accordi sottoscritti nel 2000, anche per consentire i lavori di ripristino ambientale del Corno, già finanziati nel 1999».

Messaggero Veneto, 20 giugno 2009
 
Marina Julia, esplode la polemica sulle acque inquinate  
Del Bello attacca i sindaci di Gorizia e Nuova Gorizia: devono intervenire per risolvere il problema
 
 
MONFALCONE. Il balletto dei dati delle acque di Marina Julia, colpite da un nuovo esito sfavorevole del prelievo effettuato da Arpa ad inizio giugno (che potrebbe bloccare la balneabilità, che la Regione stava oltretutto per concedere) sta facendo disperare i concessionari della spiaggia, che temono di vedere diminuire ancora il loro lavoro, ma fanno arrabbiare anche il consigliere comunale e provinciale, Fabio Del Bello che dopo la battaglia delle scuole monfalconesi, promette “la battaglia delle acque” e un possibile stop ai rapporti con Gorizia e Nuova Gorizia. «Si chiede al sindaco di farsi interprete con le amministrazioni comunali di Gorizia e Nuova Gorizia del profondo disagio e rammarico della popolazione di Monfalcone e del Monfalconese che vede calpestato il diritto alla salubrità delle acque marine e fluviali e alla fruizione del litorale» ha detto Del Bello, intervenendo nel question time del consiglio comunale ed evidenziando come per risolvere la situazione di Marina Julia sia inderogabile certo intervenire sulla rete fognaria cittadini, ma anche e urgentemente sulle acque reflue non depurate provenienti da Nuova Gorizia attraverso il Corno e da Gorizia.
«Occorre chiedere alle due amministrazioni la dichiarazione di un impegno formale nella realizzazione delle opere necessarie per eliminare alla fonte l’inquinamento fecale. Se entro un tempo ragionevole non otterremo questa dichiarazione di impegno – ha detto con forza – presenterò in aula una mozione finalizzata al congelamento e alla sospensione a tempo indeterminato di ogni tipo di rapporto e relazione, in qualsiasi sede, con i due comuni».
L’assessore all’ambiente Paolo Frittitta ha replicato a Del Bello ricordando, ancora una volta, come sia sia attuato un metodo nuovo e completo per risolvere la situazione di Monfalcone: lo studio dell’Arpa, l’individuazione di problemi zonali (già risolti al 100%), locali (in via di risoluzione con i lavori della rete fognaria nella zona Nord Ovest della città) e generali, il rapido intervento per restituire ai monfalconesi il loro mare pulito. Passi che avevano avuto quale risultato una serie di prelievi tutti favorevoli, tanto da indurre il sindaco e l’assessore Frittitta a chiedere la balneabilità in un incontro con l’assessore regionale Kosic. Che si era detto favorevole.
«Lo studio di Arpa ci ha dato delle linee di intervento che per quanto possibile abbiamo seguito, ma ora il primo dato di giugno è risultato negativo. Devo notare – aggiunge Frittitta – che ogni anno a maggio e inizio giugno, questo dato si rinnova e sembra però che questa volta siano sfavorevoli anche i dati per Marina Nova e per il Lido di Staranzano. Attendiamo ora l’esito del secondo prelievo di giugno, ma non con ansia, visto che sappiamo che molto probabilmente in questo periodo il litorale soffre di inquinamento. Certo che se dovessimo scoprire che le cose stanno proprio così, vorremmo avere delle risposte precise: non possono essere le fognature di Monfalcone a inquinare solo in questo periodo dell’anno, ci deve essere qualche altro motivo».

Il Piccolo, 21 giugno 2009 
  
Marina Julia inquinata, la Regione ha bloccato l’iter per la balneabilità  
Kosic: «Motivi di sicurezza». Il sindaco: «Falle nel nostro piano per il risanamento del litorale»
 
 
di LAURA BORSANI

È davvero fumata nera per la balneabilità di Marina Julia, all’indomani del secondo prelievo dell’Arpa, avvenuto in questi giorni e che segue il precedente con esito negativo del 4 giugno scorso. Restano i cartelli di divieto per il litorale monfalconese. Perchè, a questo punto, lo stesso assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, prendendo atto dei risultati, osserva: «I prelievi sono molto chiari. La mia disponibilità resta e c’è sempre stata. Ma la sicurezza e la salute dei cittadini vengono prima di tutto. E le regole vanno rispettate». Una posizione inequivocabile, in virtù della garanzia della salute pubblica. Che sul principio di salvaguardia, ha aggiunto l’assessore Kosic, vede la Regione e il Comune di Monfalcone in piena sintonia. Intanto riflessioni e interrogativi tengono banco, sulla scorta altresì del piano di interventi proposto dal Comune e coordinato dall’Aato finalizzato a conferire adeguata stabilità agli equilibri del litorale. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto offre un ragionamento articolato, sostenendo che, alla luce dello stato degli interventi messi in campo su più fronti, gli esiti per Marina Julia siano inaspettati. Con ciò riservandosi di riconvocare tutti i soggetti coinvolti per approfondire la questione. «Ciò che ritengo vada verificato – osserva il sindaco – è il fatto che, a ridosso della stagione turistica, tra maggio e giugno, improvvisamente ci siano queste clamorose bocciature del nostro mare. Mi chiedo se, in un particolare momento del periodo estivo, non subentrino contingenze che ancora ci sfuggono. Mi chiedo se lo sforzo di Monfalcone sia stato sufficiente». Un riferimento, dunque, alla realtà mandamentale, per la quale il sindaco ricorda come la Provincia stia elaborando uno studio sull’intera rete fognaria, finalizzato alla richiesta di finanziamenti. Pizzolitto auspica altresì che la Regione, alla quale riconosce sensibilità nell’approccio al problema, possa fornire uno sforzo ulteriore, più complessivo ed esaustivo. Dunque, ci vuole di più per il litorale monfalconese. «La prima fase degli interventi cittadini è ormai conclusa. E la seconda, in ordine alla sistemazione della rete fognaria relativa alla zona centro-Ovest sarà completata entro dicembre. Di fatto, la risoluzione dell’inquinamento prodotto dalla città si può pressochè ritenere come dato acquisito. Ci attendevamo pertanto una sufficiente stabilità». Invece i conti non tornano. «Trovo strana questa ”caduta” dei valori – conclude il sindaco – che, per alcune aree non è comprensibile. Se il primo prelievo è legato a precedenti giornate di pioggia, l’ultimo è invece avvenuto in condizioni di bel tempo. L’Arpa lo spiega relazionandolo ad alcune condizioni di vento. Ma restano i dubbi».

CHIESTI INTERVENTI RADICALI  
Del Bello: è stato di emergenza
 
 
Il consigliere Fabio Del Bello propone intanto una specifica mozione dedicata alla salvaguardia del litorale, da porre in discussione già nell’ambito del Consiglio comunale di giovedì prossimo. Il consigliere chiama in causa un’azione strategica a tutto campo, in un contesto di Area vasta. Si rivolge altresì alla Regione sollecitando un ”ruolo attivo” affinchè «assieme agli enti locali venga affrontata in modo concreto la situazione».
La mozione si articola in sei punti. Con la richiesta alla Provincia affinchè «indichi all’Aato di rivisitare il Piano d’Ambito finalizzato a garantire la balneazione del Golfo di Panzano». Ribadisce l’importanza che l’ente provinciale «mantenga un proficuo contatto con le autorità slovene» affinchè entro il 2011 garantiscano gli interventi di competenza. Chiede poi la costituzione di una sorta di ”gabinetto di crisi” in seduta permanente. E un pronunciamento da parte dei Comuni di Gorizia e Nova Gorica relativo all’impegno di realizzare nel più breve tempo possibile le nuove fognature e le altre opere idrauliche in Italia, il depuratore in Slovenia».
E, ancora, chiede il riconoscimento da parte della Regione della situazione di ”disastro ambientale”, ai fini dell’accertamento delle responsabilità almeno sul piano tecnico-politico e del sanzionamento delle inerzie, nonchè sostegni finanziari a favore degli operatori turistici di Marina Julia e di Staranzano. Infine, dà mandato al sindaco di «verificare la possibilità di progettare il ”Fronte d’Acqua Monfalconese”», proponendo una sistemazione coordinata e unitaria delle spiagge di Marina Julia e del Lido di Staranzano. Una «grande spiaggia del litorale» inserita in un piano complessivo di rilancio turistico-ricettivo. (la.bo.)

Messaggero Veneto, 23 giugno 2009 
 
Marina Julia, tintarella e basta  
Si allontana la possibilità che la Regione tolga il divieto di fare il bagno
Diffuso pessimismo sull’esito del secondo prelievo effettuato dall’Arpa Del Bello presenta una mozione e promette battaglia giovedì in consiglio
 
 
MONFALCONE. Si allontana sempre più la possibilità per Monfalcone di avere dalla Regione la dichiarazione di balneabilità delle acque di Marina Julia: non c’è ancora l’esito del secondo prelievo effettuato da Arpa a metà giugno, ma la sensazione (confermata anche dal sindaco, Gianfranco Pizzolitto) è che, come quello, del 4 giugno non sarà favorevole. 
Una vera “mazzata” per il mare monfalconese, ma soprattutto per gli operatori della spiaggia e per gli amministratori monfalconesi che nel corso dell’anno hanno avviato un vero “metodo Marina Julia” effettuando gli interventi zonali e locali di loro competenza, utili per riavere delle acque non inquinate. Come annunciato nel corso del consiglio comunale di giovedì scorso, il consigliere comunale e provinciale, Fabio Del Bello ha dato quindi avvio alla “battaglia delle acque” e ha presentato una mozione che propone venga discussa con urgenza già giovedì, nella già convocata seduta del consiglio comunale.
«Offro il mio contributo, avendo studiato a fondo la questione, con due elaborati: una mozione vera e propria da mettere ai voti e che può essere da subito integrata dall’apporto dei consiglieri e un saggio programmatico sul Litorale Isontino e Monfalconese che non va messo ai voti, ma solo consultato» dice Del Bello che indica due binari, sui quali deve correre l’iniziativa del Comune di Monfalcone: il primo è quello dell’iniziativa politica che deve essere condotta con metodi decisi e determinati; il secondo è quello di porsi nella prospettiva del Piano di Marketing annullando l’idea che Monfalcone debba essere considerato solo città a vocazione industriale.
Monfalcone, nel quadro più vasto dell’Economia del mare, ha le potenzialità per diventare un Centro di servizi commerciali e culturali di un’Area vasta di gran pregio turistico, dalla Cona alla baia di Sistiana comprendente il Carso interno. «Dentro quest’Area vasta, le tre spiagge (Marina Nova, Marina Julia, Lido di Staranzano) costituiscono il segmento centrale votato soprattutto al turismo di carattere familiare e popolare. Infatti sono queste le fasce sociali più colpite dalla cronica calamità dell’inquinamento e sono coloro che gli amministratori dovrebbero maggiormente tutelare».
Così come fatto per la “Battaglia delle scuole”, propone lo stesso metodo: comprendere le dinamiche, individuare i “nemici” e denunciarli (politicamente), cercare alleanze (che nel caso del Comune di Monfalcone sono innanzi tutto la Provincia di Gorizia e il Comune di Duino-Aurisina) e isolare i fattori avversi: «Nel tempo di tre-quattro anni la criticità (inquinamento delle acque) può essere azzerata: il presupposto però – conclude – è quello di agire come politici (guidati da idee e obiettivi strategici) e non come politicanti (guidati cioè da interessi diversi da quello generale)».
Nella mozione, se approvata, il consiglio comunale di Monfalcone, tra le altre cose, ribadisce l’importanza del fatto che la Provincia stessa, esercitando il suo ruolo di Area vasta, indichi all’Aato di rivisitare il Piano d’ambito finalizzato a garantire la balneazione del Golfo di Panzano e mantenga, nel suo ruolo di coordinamento di Area vasta in sede di Commissione mista italo-slovena, mantenga un proficuo contatto con le Autorità slovene affinché le stesse risolvano entro il 2011 il problema dell’inquinamento dell’Isonzo.
Del Bello chiede ancora che sia costituito una sorta di “Gabinetto di crisi”, in seduta permanente fino al superamento della situazione di “disastro ambientale”, formato dai Comuni di Monfalcone e Staranzano, dalla Provincia di Gorizia, dalla Regione, dalla Prefettura, dall’Arpa, dall’Ascom (e da quant’altri si riterrà opportuno) che segua e monitori giorno per giorno l’evoluzione della situazione su Area vasta.
Inoltre si dovrebbe arrivare ad un impegno preciso delle amministrazioni comunali di Gorizia e di Nuova Gorizia per realizzare nel più breve tempo possibile le fognature nuove e le altre opere idrauliche in Italia, il depuratore in Slovenia.

Il Piccolo, 25 giugno 2009
 
LA QUESTIONE MARINA JULIA APPRODA IN CONSIGLIO 
Del Bello: «Fuori i colpevoli del mare inquinato» 
Il consigliere chiede il riconoscimento dello stato di ”disastro ambientale” per la spiaggia

Monfalcone non può essere lasciata sola con il problema dell’inquinamento del golfo di Panzano perché le cause del fenomeno non sono addebitabili solo alla città. L’amministrazione deve invece farsi carico di sostenere le attività degli operatori economici e turistici del litorale messe a dura prova da due anni dalla revoca della balneabilità alla quale pare precluso un ritorno ormai anche nel corso di quest’estate, visti gli esiti dei campionamenti di giugno. È quanto afferma il consigliere del Pd Fabio Del Bello, la cui mozione sull’azione da intraprendere per arrivare a ottenere la salubrità del golfo di Panzano andrà in discussione nella seduta di questa sera del Consiglio. «Immediato dovrà essere un provvedimento a favore degli operatori ecomici e turistici del litorale – afferma Del Bello -, vittime principali di un inquinamento di sistema territoriale subregionale e internazionale». Del Bello proporrà perciò nella mozione un concreto intervento a sostegno degli operatori che utilizzi la leva fiscale, sottolineando il ruolo che uno sviluppo del litorale, da agganciare soprattutto al turismo naturalistico che ha come meta principale la vicina riserva dell’isola della Cona, potrebbe avere per la diversificazione dell’economia di un territorio dalla vocazione comunque industriale. L’obiettivo deve essere quello, secondo Del Bello, di mettere fine una volta per tutte all’inquinamento pluridecennale del golfo, «dovuto a una patologia di ”area vasta” e non certo solo, come si vuol far credere, alle fognature cittadine in fase di completamento, mentre altrove siamo, come grazie all’Arpa tutti sanno, in alto mare». Ecco perché Del Bello chiama in causa la Regione, di cui sollecita un ruolo attivo, e cui chiede anche il riconoscimento della situazione di ”disastro ambientale”, così da effettuare l’accertamento delle responsabilità dell’inquinamento almeno sul piano tecnico-politico e del sanzionamento delle inerzie. Alla Provincia viene invece chiesto di dare indicazioni all’Atoo di rivisitare il Piano d’ambito in modo da garantire la balneazione del Golfo di Panzano, ma anche di mantenere un rapporto con le autorità slovene per arrivare entro il 2011 al collegamento della rete fognaria di Nova Gorica al depuratore. Ferma restando la necessità di completare la rete fognaria di Gorizia e dell’Isontino. Il Comune di Monfalcone, infine, dovrebbe non solo sostenere gli operatori economici, ma anche farsi promotore di una progettazione integrata con Staranzano del litorale. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 27 giugno 2009
 
Attrito tra Comune e Regione su Marina Julia  
Rinviata la discussione sulla mozione Del Bello, il sindaco pretende chiarezza
 
 
MONFALCONE. È stata rinviata la discussione della mozione del consigliere Fabio Del Bello in merito alla situazione dell’inquinamento di Marina Julia e la “battaglia delle acque” da combattere per assicurare ai monfalconesi di poter godere di una mare pulito: Del Bello aveva chiesto di discutere con urgenza della questione, ma la mozione non è stata giudicata di urgente ed è stata messa in fila con tutte le altre mozioni.
In consiglio si è comunque parlato di Marina Julia, grazie alla consigliere Suzana Kulier Pusateri (Pdl) che in question time ha chiesto al sindaco di valutare l’idea di mettere vicino alla diga foranea in cui sfocia il canale De Dottori-Valentinis, una “barriera galleggiante a saracinesca” come quelle usate per contenere gli inquinamenti di petrolio.
In questo modo potrebbe essere “assorbito” l’inquinamento fecale superficiale che arriva dal De Dottori e che resta appunto nei primi 30 centimetri di acqua, visto che nel golfo esiste una scarso rimescolamento delle acque, così come affermato nello studio realizzato dall’Arpa. Kulier Pusateri non ha mancato di ricordare anche la proposta di collocare una barriera di mitili con filtri tampone antinquinamento.
Proposte che sono state ascoltate dal sindaco che ha annunciato la riconvocazione del tavolo di lavoro specificatamente dedicato a Marina Julia, a cui verrà invitata anche la consigliere del Pdl e il presidente dei mitilicolori «che spiegherà come la barriera di mitili sia una barriera insufficiente per arginare l’inquinamento. Certo che però dobbiamo capire cosa succede: abbiamo pagato uno studio, che ci ha indicato alcune linee e dato certe conclusioni. Sono stati indicati interventi zonali, locali e generali. Abbiamo completato i zonali, stiamo lavorando sui locali, per i generali serve anche l’interessamento di altre realtà, anche se – ha detto Pizzolitto – ho già parlato con il presidente della Provincia e presidente dell’Ato, Enrico Gherghetta e con il sindaco di Gorizia».
Il sindaco ha ricordato come la Regione, alle luce dei risultati ottenuti fino ad aprile e degli interventi effettuati, avesse già detto sì alla balneabilità, ma come in attesa che venisse preparata e approvata la delibera tecnica, si siano avuti due esiti di prelievi acqua sfavorevoli, che hanno bloccato l’iter della balneabilità.
«Non penso ad un complotto, ma la perplessità nasce dal fatto che dal 2002 al 2006 non ci sono mai stati problemi e adesso che Marina Julia è stata ben sistemata e iniziava a ingranare si ottengono questi brutti esiti. Qualcosa deve indubbiamente essere chiarito. I gestori pagano canoni demaniali salati, l’acqua non è balneabile, non si può andare avanti così. Una volta ci viene detto che la causa è della pioggia abbandonate, una volta ai venti: ci deve essere detto cosa succede veramente».

Il Piccolo, 27 giugno 2009 

RINVIATA A FINE AGOSTO LA MOZIONE DI DEL BELLO CHE CHIEDEVA PRECISI IMPEGNI ALL’AMMINISTRAZIONE  
Marina Julia, barriera artificiale anti-inquinamento  
Soluzione temporanea proposta dalla consigliera Kulier per chiudere il varco della diga foranea 
 
Sull’inquinamento del litorale monfalconese il Consiglio comunale prenderà una posizione in una delle prossime sedute, ma forse dopo la pausa d’agosto, quindi a stagione balneare quasi conclusa. La conferenza dei capigruppo consiliari riunitasi nel corso della riunione di giovedì sera dell’assemblea, esaurito l’esame di interpellanze e interrogazioni, alla fine non ha ravvisato un carattere d’urgenza per la discussione della mozione presentata dal consigliere del Pd Fabio Del Bello, che chiedeva all’amministrazione locale degli impegni precisi, anche in termini di rivendicazioni nei confronti di Regione e Provincia, per affrontare il nodo dell’inquinamento del litorale. Di Marina Julia, che dopo i due prelievi sfavorevoli di giugno è condannata anche quest’estate al divieto di balneazione, si è comunque parlato nella seduta di giovedì sera del Consiglio, presenti tra il pubblico diversi operatori economici della spiaggia e alcuni residenti del quartiere. La capogruppo di An per il Pdl, Suzana Kulier, nell’ambito dello spazio riservato al question time, ha proposto all’amministrazione di riflettere sull’opportunità di collocare una barriera galleggiante a saracinesca in grado di chiudere il varco della diga foranea dal quale potrebbe diffondersi nel golfo di Panzano l’inquinamento organico trascinato a mare dal canale De Dottori e poi Valentinis. Questa è perlomeno la conclusione alla quale è giunto lo studio realizzato dall’Arpa, come ha sottolineato giovedì sera la capogruppo di An per il Pdl, che ha chiesto quindi cosa si intenda fare e si possa ritenere fattibile l’opera. Secondo Suzana Kulier, l’intervento «potrebbe rappresentare una soluzione tampone, in attesa di quella definitiva». Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha preannunciato di voler nuovamente riunire il gruppo di lavoro, composto in modo del tutto trasversale, oltre che tecnico, per venire a capo di un problema la cui soluzione pareva indicata in modo inequivocabile proprio dallo studio dell’Arpa. «Abbiamo fatto e iniziato a fare quanto ci hanno detto – ha affermato il sindaco – e come risultato a giugno ci ritroviamo con un primo prelievo sfavorevole perché pioveva e il secondo pure, ma, ci è stato spiegato, per una questione di venti. Vogliamo quindi arrivare a chiarire una volta per tutte quali sono le cause dell’inquinamento, rifacendo il monitoraggio e riconvocando l’unità di crisi».

Messaggero Veneto, 28 giugno 2009 
 
Golletta verde: la foce dell’Isonzo è inquinata  
Negativo lo stato di salute emerso dai campionamenti: bandiera nera alla Caffaro srl
 
 
GRADO. Dati negativi per il mare del Friuli Venezia Giulia arrivano dalle foci dei fiumi: inquinate quelle dell’Isonzo e del Tagliamento. È questo l’allarme lanciato da Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente, in occasione della tappa gradese in Friuli Venezia Giulia. Riflettori accesi sulla Caffaro Srl, per l’impianto cloro-soda a Torviscosa. Alla società va la bandiera nera di Goletta verde. Friuli Venezia Giulia al terzo posto in Italia per illeciti lungo le coste: 4,1 infrazioni per ogni km di costa.
Le criticità del mare e delle coste del Friuli Venezia Giulia sono state presentate questa mattina in conferenza stampa sulla terrazza a mare antistante al municipio, alla presenza di Katia Le Donne portavoce di Goletta Verde, Giorgio Cavallo, presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia, Lino Santoro, comitato scientifico Legambiente Friuli Venezia Giulia, Luisella Milani, osservatorio Alto Adriatico Arpa Friuli Venezia Giulia.
Quest’anno le analisi di Goletta Verde, con campionamenti puntuali e in grado di fornire un’istantanea dello stato di salute del mare, vogliono essere campanello d’allarme per situazioni critiche che necessitano maggiori controlli. Per la regione Friuli Venezia Giulia le maggiori criticità sono state rilevate alle foci di due fiumi del Friuli Venezia Giulia. Nello specifico, secondo le analisi dei tecnici dell’imbarcazione ambientalista risultano inquinate le foci dell’Isonzo e del Tagliamento.
Bandiera nera alla Caffaro Srl. Goletta Verde anche quest’anno continua la sua denuncia contro tutte quelle attività insostenibili da un punto di vista ambientale. E proprio in occasione del passaggio in Friuli Venezia Giulia, assegna la bandiera nera alla Caffaro Srl, per aver portato su una strada senza uscita un percorso industriale che ha inquinato per lunghi anni la Bassa friulana e la Laguna di Grado e Marano senza prendere quelle misure tecnicamente disponibili che avrebbero permesso di continuare l’attività produttiva e allo stesso tempo di salvaguardare l’ambiente. Assieme alla Caffaro, la bandiera nera va a tutti coloro che, nella società e nelle istituzioni, per subalternità o per inammissibili logiche di rinvio, hanno aiutato la Caffaro nel suo atteggiamento negligente.

Il Piccolo, 29 giugno 2009 
 
LE ANALISI DI LEGAMBIENTE E ARPA DELLE ACQUE DEL CANALE  
Inquinamento, sotto accusa il ”Brancolo”
 
 
Anche il canale del Brancolo è sotto accusa per l’inquinamento delle sue acque. La notizia è contenuta nell’articolato rapporto che la Goletta Verde di Legambiente ha presentato l’altro giorno a Grado. Il documento è stato recipito anche dal consigliere comunale e provinciale monfalconese Fabio Del Bello che coglie l’occasione per ritornare su un tema che gli è molto caro, ovvero la ”Battaglia per la Salubrità delle Acque dell’Isonzo e del Golfo di Panzano”, argomento – ricorda – che i Capigruppo del Consiglio comunale di Monfalcone non hanno ritenuto urgente trattare a fronte di una mia mozione. Fortunatamente, in Provincia, già nel febbraio scorso era stata approvata all’unanimità dal Consiglio una mozione simile che ora è alla base dell’azione avviata dal presidente Gherghetta». Nel capitolo zone costiere del rapporto di Legambiente viene definita «un’importante fonte di contaminazione quella costituita dal Canale del Brancolo, immittente acque cariche di nutrienti proveniente dall’Agro Monfaconese nel golfo di Panzano mentre persiste l’inquinamento da metilmercurio nelle acque del Golfo. Non solo – ricorda Del Bello – le ultime rilevazioni risalgono a ben quindici anni fa».
Il dossier di Legambiente ha confermato l’inquinamento nella Foce dell’Isonzo: Coliformi fecali e/o Streptococchi fecali maggiore di 100 ufc/100 ml e/o Escherichia Coli maggiore di 500 ufc/100 ml. Questi ultimi sono batteri che vivono esclusivamente nell’intestino umano che danno una dimensione molto precisa del carico antropico e che sono il nuovo parametro di riferimento della Direttiva europea 2006/7/CE. L’ulteriore conferma della non balneabilità di Marina Julia e del Lido di Staranzano è venuta da Luisella Milani dell’Arpa del Friuli Venezia Giulia che ha citato i due Studi Arpa per conto della Provincia e del Comune di Monfalcone ed ha ribadito che la causa sta nelle acque reflue non depurate. Utilizzando tutti i dati raccolti finora Del Bello ha presentato una comunicazione in cui si denunciano il degrado dei parametri chimici del Torre e del Basso Isonzo (zone ad impatto industriale), le elevate concentrazioni di erbicidi e contaminanti origine fecale nel Versa. Del Bello invita anche a verificare le eventuali criticità nell’ambito della zootecnia onde evitare lo spargimento di liquami nelle acque affluenti dell’Isonzo: (il metabolismo dei maiali crea nelle feci metalli pesanti come il cromo esavalente).

Messaggero Veneto, 30 giugno 2009 
 
Niente da fare: le acque di Marina Julia sono inquinate 
 
MONFALCONE. Goletta verde conferma l’inquinamento dell’Isonzo e l’Arpa conferma la non balneabilità di Marina Julia. Una situazione certo non felice, che è stata ricordata nel corso dell’incontro gradese per la partenza di Goletta verde di Legambiente, che ha appunto confermato come risultino inquinate le foci dell’Isonzo e del Tagliamento.
In particolare per Monfalcone risulta importante il dato dell’inquinamento della foce dell’Isonzo: coliformi fecali e streptococchi presenti in quantità maggiore del limite di 100 unità formanti colonia su 1.000 ml di acqua, ma anche presenza di escherichiacoli in quantità superiore ai 500 unità formanti colonia su 100 ml di acqua. Tutti batteri che vivono esclusivamente nell’intestino umano, che danno una dimensione molto precisa del carico antropico che pesa sulle acque dell’Isonzo e quindi di Marina Julia. L’ulteriore conferma della non balneabilità di Marina Julia e del lido di Staranzano è venuta da Luisella Milani dell’Arpa regionale che, a Grado, ha citato i due studi Arpa per conto della Provincia e del Comune di Monfalcone e ha ribadito che la causa sta nelle acque reflue non depurate.
Presente a Grado per un intervento a fronte dell’attenzione e degli studi dedicati ai temi inquinamento, Marina Julia e Isonzo anche il consigliere provinciale e comunale, Fabio Del Bello, che utilizzando tutti i dati raccolti finora ha spiegato quale sia la fonte dell’inquinamento diffuso del bacino dell’Isonzo e ha parlato della prevenzione dello stesso, anche a fronte della presenza nelle acque di materia fecale umana (e forse animale), metalli pesanti, metilmercurio. Ha quindi evidenziato il degrado dei parametri chimici del Torre e del Basso Isonzo (zone a impatto industriale), le elevate concentrazioni di erbicidi e contaminanti di origine fecale nel Versa e ha chiesto che vengano verificate «le eventuali criticità nell’ambito della zootecnia, onde evitare lo spargimento di liquami nelle acque affluenti dell’Isonzo: il metabolismo dei maiali crea nelle feci metalli pesanti come il cromo esavalente».
Non ha mancato di accennare all’inquinamento puntiforme, con elevato carico inquinante di origine fecale del Corno e degli impianti di depurazione di Gorizia e di Gradisca e come in tutti i corsi d’acqua ci siano fonti puntuali di inquinamento e scarichi inquinanti, il cui terminale di arrivo è il golfo di Panzano, il mare di Monfalcone, dove si riscontra un grave peggioramento dell’indice Ibe, Indice biotico esteso. Secondo quanto ha riferito Del Bello, per le zone costiere un’importante fonte di contaminazione è costituita dal canale del Brancolo, immittente acque cariche di nutrienti provenienti dall’agro monfaconese nel golfo di Panzano e infine persiste l’inquinamento da metilmercurio nelle acque del golfo, ma le ultime rilevazioni risalgono a ben quindici anni fa.
«Tutto quanto precede può essere visto da diverse angolature: a me sembrano urgenti il ripristino e la salvaguardia della legalità. Ricordo che i capigruppo del consiglio comunale di Monfalcone – ha affermato, ricordando quanto successo la scorsa settimana in consiglio comunale – non hanno ravvisato il carattere d’urgenza nella trattazione di questa materia contenuta nella mia mozione riguardante “La battaglia per la salubrità delle acque dell’Isonzo e del golfo di Panzano”. Fortunatamente, in Provincia, già nel febbraio scorso era stata approvata all’unanimità dal consiglio una mozione simile che ora è alla base dell’azione avviata dal presidente Gherghetta. Contestualmente, tramite un’operazione di area vasta condotta da più istituzioni, va messa in atto una serie di interventi integrati la cui regia operativa spetterà alla Provincia con il supporto della Regione».
In merito al rinvio della discussione della mozione di Del Bello interviene il capogruppo del Pd, Barbara Zilli spiegando che «la mozione presentata da Del Bello sulla salubrità delle acque di Marina Julia non è stata ritenuta urgente poiché il deliberato prevedeva azioni che sono già in corso da mesi: non ha quindi alcun significato che il consiglio comunale si impegni a fare cose già fatte sia dal Comune che dalla Provincia, come la rivisitazione del piano d’ambito e il confronto istituzionale con la Slovenia ai quali la Provincia ha già dato corso o come l’istituzione del gabinetto di crisi, già istituito tempo fa».
L’unico punto che poteva avere carattere di urgenza, ovvero quello di intervenire con adeguati sostegni finanziari a favore degli operatori, non specificava né il carattere della misura finanziaria né il capitolo di spesa o l’ente dal quale attingere tali somme. «È stata quindi responsabilità dei capigruppo mettere l’ordine del giorno in seduta ordinaria per valutare quali forme di intervento concreto il consiglio può mettere in atto come per esempio – dice Zilli – inviare l’ordine del giorno al Demanio marittimo per dare forza alle domande di sgravio fiscale che gli esercenti di Marina Julia hanno inoltrato e non hanno ancora trovato soddisfacente risposta, punto questo nemmeno accennato nella mozione».

Il Piccolo, 07 luglio 2009 
 
Mare inquinato spiagge semivuote  
Una mozione in Provincia chiede di dimezzare i canoni delle concessioni demaniali
 
 
L’inquinamento del golfo di Panzano è un vero e proprio disastro ambientale che ha origini di area vasta, non riconducibili quindi a una responsabilità  esclusiva di Monfalcone. E’ quindi legittima la proposta di dimezzare i canoni che i concessionari di Marina Julia e Lido di Staranzano versano al demanio. Lo sostiene il consigliere provinciale del Pd Fabio Del Bello, che ha presentato in Provincia una mozione in questo senso, sottoscritta poi da tutto il centrosinistra. Se approvata, la mozione impegnerà la Provincia a fare pressione sull’Agenzia del demanio, perché tenga conto della situazione in cui si trovano a operare i concessionari del litorale monfalconese e staranzanese. «E’ urgente intervenire con opportuni e adeguati sostegni finanziari a favore degli imprenditori – afferma Del Bello – che nonostante il perdurare di eventi calamitosi garantiscono un indispensabile e apprezzato servizio al pubblico a Marina Julia e al Lido di Staranzano». Nella mozione si chiede quindi «un intervento concertato tra Provincia, Comuni coinvolti, Regione e parlamentari nei confronti del Demanio per ridurre al 50% il canone di concessione per i danni dovuti all’nquinamento del mare nelle stagioni 2007, 2008 e ora 2009». I canoni delle concessioni hanno subito fra l’altro un’impennata, passando a Marina Julia da 6mila a circa 17mila euro, proprio nel 2007, nella cui stagione estiva è comparso il divieto di balneazione che ancora incombe sui frequentatori della spiaggia. Nel documento Del Bello sottolinea comunque non solo le cause molteplici dell’inquinamento del golfo di Panzano, ma anche l’esigenza di arrivare a una sistemazione coordinata e unitaria delle spiagge di Marina Julia e del Lido, dando origine a una grande spiaggia del litorale monfalconese-staranzanese. 
 
RESI NOTI I RISULTATI DEI TEST DELLA SECONDA METÀ DI GIUGNO. COLIFORMI FECALI QUASI IL TRIPLO DEL LIMITE FISSATO  
Dopo le ultime analisi dell’Arpa bagni sempre vietati a Staranzano
 
 
di CIRO VITIELLO

Mare ancora inquinato e bagni vietati sulla costa monfalconese. Ancora una mazzata in piena estate per gli stabilimenti balneari, anche se molti bagnanti, per vincere la calura estiva (come nello scorso fine settimana), continuano a ignorare il divieto di balneazione. Da una parte, infatti, la Regione non ha emanato il decreto di rimozione il provvediento che vieta i bagni a Marina Julia, dall’altra invece, per il Lido di Staranzano la situazione proprio nei giorni scorsi si è ulteriormente aggravata perché l’ultimo monitoraggio ha dato di nuovo risultati sfavorevoli. L’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha comunicato infatti all’amministrazione comunale gli ultimi dati dei test compiuti nella seconda quindicina di giugno e che ampiamente oltre i limiti consentiti dalla legge. si conferma ancora la non idoneità del mare alla balneazione. Infatti, i coliformi totali sono 3.200 (il massimo consentito è 2.000) su 100 millilitri d’acqua, i coliformi fecali 280 (il massimo è 100) e gli streptococchi 140 (massimo 100). Valori alti che denotano uno scarico diretto di materiale fecale. E come spesso capita, le due spiagge “sorelle” di Marina Julia e del Lido di Staranzano sono strette nella morsa dell’inquinamento e condannate a espiare forse ingiustamente colpe altrui, come continuano a ribadire i sindaci di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto e Staranzano Lorenzo Presot. Il dito viene puntato soprattutto sulle correnti che spingono l’inquinamento sulla costa a forma di “imbuto”, sull’Isonzo che porta in mare anche scarichi da oltre confine, su qualche azienda agricola, sul canale De Dottori e su scarichi abusivi. Inoltre uno studio effettuato di recente dall’Arpa indica che l’inquinamento dell’Isonzo, con il torrente Corno, è reale perché il fiume sembra ridotto a essere quasi un vero e proprio collettore degli scarichi di Nova Gorica, Gorizia e del resto dell’Isontino. Questi fenomeni di contaminazione, spesso coincidono con un’alta piovosità. Proprio come accade dalla metà di giugno a oggi. Le perplessità dei tecnici si indirizzano anche sull’ipotesi della scarsa bontà del funzionamento del depuratore di Bistrigna che, probabilmente, in particolari situazioni, non riesce a “ripulire” completamente le acque nere che poi vengono scaricate in mare e ributtate dalle correnti verso le spiagge. Nonostante, dunque, ci sia un ventaglio di possibili ipotesi delle fonti di inquinamento la situazione resta sempre la stessa. L’inquinamento a Staranzano, che poi aveva anche coinvolto la spiaggia monfalconese, si era aggravato dalla fine di maggio quando in soli tre giorni i valori dei coliformi totali partivano da 3.000 e sforavano nei giorni successivi addirittura quota 7.800. Cioè circa quattro volte in più del valore consentito. Ai primi di giugno sembrava che l’ondata di scarichi fecali si fosse fermata, poiché l’acqua di mare alle analisi aveva registrato all’improvviso valori ottimali per la stagione e cioè: coliformi totali 29, coliformi fecali 5, streptococchi 16 e zero salmonella. Quasi, insomma, un miracolo rispetto alla debacle precedente.
Sarebbero bastati, infatti, altri due risultati consecutivi entro i limiti fissati, che sembrava a portata di mano, e il divieto di balneazione sarebbe decaduto. Ma gli ultimi dati resi noti dall’Arpa hanno deluso tutte le aspettative.

Il Piccolo, 12 luglio 2009 
 
PROPOSTA DEI CONCESSIONARI  
Inquinamento, colpa del varco sulla diga foranea
 
 
«Tappate quel ”varco” sulla diga foranea che rappresenta una delle cause di inquinamento delle acque di Marina Julia, senza danneggiare i tanti diportisti che se ne servono quotidianamente soprattutto d’estate». Lo chiedono i concessionari della spiaggia, sostenuti nella loro battaglia per far fronte ai ripetuti casi di inquinamento che continuano a rendere non balneabile il litorale monfalconese dall’assessore provinciale e comunale Fabio Del Bello e dall’esponente del Pdl, Suzana Kulier. Per loro è proprio quel varco di un centinaio di metri tra la diga foranea che che parte dall’Isola dei bagni e costeggia parte del canale di accesso al porto e il successivo tratto che si estende più al largo per quasi duecento metri, a convogliare, per il gioco delle correnti, le acque inquinate dagli scarichi fognari e da sversamenti derivanti da attività agricole proprio davanti alla spiaggia di Marina Julia e del Lido di Staranzano. Una tesi suffragata anche dallo studio effettuato dall’Arpa per conto della Provincia che aveva monitorato la situazione tra il luglio e il dicembre 2007. E così chiedono una soluzione-tampone, definita ”soluzione B”, in quanto «appare scontato – afferma Del Bello – che ci vorranno almeno tre anni per arrivare a una soluzione defintiva dei problemi fognari di Gorizia e di Nova Gorica indicati dai due studi dell’Arpa come fondamentali concause del fenomeno inquinatorio che da molti anni rovina il mare di Monfalcone». L’andamento della marea, secondo concessionari e politici, svolge un ruolo rilevante nella dinamica di trasporto e diffusione nel golfo di Panzano delle acque dolci provenienti dal bacino di Panzano. E quando la variazione della marea è sensibile, quella crescente determina la deviazione verso Ovest, sulle spiagge, del flusso delle acque dolci provenienti dal bacino anche attraverso il varco della diga foranea di accesso al porto. «L’effetto più marcato – afferma Del Bello – è che le acque dolci superficiali provenienti dal bacino di Panzano, durante la marea crescente, finiscono per lambire il litorale in modo più marcato verso Marina Julia e Staranzano, peggiorandone la qualità». La proposta? Bloccare quel travaso di acque. Ma qui sorge un problema. Il varco sulla diga foranea è utilizzato, soprattutto d’estate, da migliaia di diportisti per abbreviare il loro ingresso nella zona del porto se provenienti dalle secche dei ”caregoni”, da punta Sdobba o dall’Isonzo, lungo il canale del Taglio. Inopportuno quindi bloccare quel varco con una barriera galleggiante. Ecco quindi la proposta di una barriera galleggiante anti-inquinamento, più lunga, che dovrebbe essere collocata a Ovest rispetto alla diga garantendo il diportismo e, forse, preservando Marina Julia e il Lido di Staranzano dall’inquinamento delle acque dolci insalubri provenienti dal Valentinis-De Dottori e dal Brancolo. Un intervento che, secondo i proponenti, non dovrebbe essere troppo difficile entro tempi brevi per capire poi, in caso di conferma scientifica della bontà dell’ipotesi, chi dovrebbe finanziare un’operazione dai costi comunque contenuti e che, in attesa dei lavori di non poco conto che dovrebbero mettere in sicurezza i sistemi fognari del retroterra, «forse potrebbe salvare il salvabile». (f.ma.)

Messaggero Veneto, 12 luglio 2009 
 
Del Bello: «Barriera anti-inquinamento per Marina Julia» 
 
Ambiente
MONFALCONE. Non demorde il consigliere comunale e provinciale Fabio Del Bello, che aveva annunciato una “battaglia delle acque” e che in effetti si sta battendo perché Marina Julia possa riavere il suo mare non inquinato. Dall’attenta lettura del prezioso e fondamentale Studio effettuato dall’Arpa per conto della Provincia dal luglio 2007 al dicembre 2007 e dedicato al “Monitoraggio delle acque marine costiere del golfo di Panzano e delle acque del fiume Isonzo” e dal confronto puntuale e preciso con la memoria storica rappresentata dai concessionari che lavorano sul litorale che da anni stanno studiando il fenomeno dell’inquinamento e sforzandosi di escogitare delle proposte «per proteggersi dalla marea nera che oramai gli sta sferrando il colpo finale», Del Bello avanza un’ipotesi di lavoro finalizzata a salvare, con un’opportuna misura tampone, le prossime stagioni balneari: il posizionamento di una barriera galleggiante a ovest del varco della diga foranea, che consenta il traffico nautico diportistico, ma blocchi le acque dolci superficiali che arrivano dal De Dottori. «È scontato infatti – dice Del Bello che ha inviato la sua proposta al presidente della Provincia, al sindaco di Monfalcone, agli assessori all’ambiente provinciale e comunale – che ci vorranno almeno tre anni per la soluzione dei problemi fognari di Gorizia e di Nuova Gorizia indicati dai due Studi Arpa come fondamentali concause del fenomeno inquinatorio che da molti anni rovina il Mare di Monfalcone, abbassa la qualità della vita dei residenti, inibisce qualsiasi investimento, porta quest’anno forse alla rovina economica quei pochi imprenditori coraggiosi che hanno creduto non solo nelle indubbie possibilità del nostro litorale, ma anche nella protezione da parte delle istituzioni». Del Bello, così come attestato dallo studio Arpa, evidenzia che l’andamento della marea svolge un ruolo rilevante nella dinamica di trasporto e diffusione nel golfo di Panzano delle acque dolci provenienti dal bacino di Panzano.
Quando la variazione della marea è sensibile, la marea crescente determina la deviazione verso ovest, e quindi verso il litorale, del flusso superficiale delle acque dolci provenienti dal bacino anche attraverso il varco della diga foranea di accesso al porto. Con la marea calante si ripristina lo scorrimento superficiale delle acque dolci provenienti dal bacino lungo il canale di accesso al porto.
«L’effetto più marcato è che, in caso si contaminazione delle acque dolci superficiali provenienti dal bacino di Panzano, queste durante la marea crescente finiscono con il lambire il litorale in modo più marcato verso Marina Julia e Staranzano peggiorandone la qualità» dice e propone pertanto una barriera galleggiante anti-inquinamento, collocata a ovest rispetto alla diga garantendo il diportismo e forse preservando Marina Julia e il lido di Staranzano dall’inquinamento delle acque dolci insalubri provenienti dal Valentinis-De Dottori e dal Brancolo. «Tutto va ovviamente testato e affrontato con i portatori di interesse, concessionari e diportisti e con l’Arpa: ma non dovrebbe essere troppo difficile farlo entro tempi brevi per capire poi, in caso di conferma scientifica della bontà dell’ipotesi, chi dovrebbe finanziare un’operazione dai costi comunque contenuti e che, in attesa dei lavori di non poco conto che dovrebbero mettere in sicurezza i sistemi fognari del retroterra (Gorizia e Nuova Gorizia) forse potrebbe salvare il salvabile» commenta, suggerendo che a stagione estiva conclusa si potrebbe eseguire un esperimento chiudendo il varco per un breve periodo ed effettuando le misurazioni.

Messaggero Veneto, 14 luglio 2009 
 
Marina Julia, barriera anti-inquinamento 
 
La proposta
MONFALCONE. È stata la consigliere comunale del Pdl/An, Suzana Kulier Pusateri, a fare per prima la proposta di utilizzare una barriera galleggiante per cercare di risolvere almeno momentaneamente il problema di inquinamento di Marina Julia. La soluzione, indicata nei giorni scorsi dal consigliere Del Bello e che dovrebbe trovare la condivisione non solo degli operatori del litorale, ma anche dei rappresentanti della nautica da diporto, non è quindi originale ed è corretto ricordare che appunto Suzana Kulier aveva suggerito questo escamotage, proprio nella sera in cui il consiglio comunale aveva rinviato la discussione della mozione di Del Bello in merito alla situazione dell’inquinamento di Marina Julia e la “battaglia delle acque” da combattere per assicurare ai monfalconesi di poter godere di una mare pulito.
Del Bello aveva chiesto di discutere con urgenza della questione, ma la mozione non era stata giudicata urgente ed era stata messa in fila con tutte le altre mozioni. In consiglio si era comunque parlato di Marina Julia, grazie alla consigliere Suzana Kulier Pusateri, che in question time ha chiesto al sindaco di valutare l’idea di mettere vicino alla diga foranea in cui sfocia il canale De Dottori-Valentinis, una “barriera galleggiante a saracinesca” come quelle usate per contenere gli inquinamenti di petrolio. In questo modo potrebbe essere “assorbito” l’inquinamento fecale superficiale che arriva dal De Dottori e che resta appunto nei primi 30 centimetri di acqua, visto che nel golfo esiste una scarso rimescolamento delle acque, così come affermato nello studio realizzato dall’Arpa. Kulier Pusateri non aveva mancato di ricordare anche la proposta di collocare una barriera di mitili con filtri tampone antinquinamento.
Proposte che erano state ascoltate dal sindaco che ha annunciato la riconvocazione del tavolo di lavoro specificatamente dedicato a Marina Julia, a cui verrà invitata anche la consigliere del Pdl e il presidente dei mitilicoltori «che spiegherà come la barriera di mitili sia una barriera insufficiente per arginare l’inquinamento. Certo che però dobbiamo capire cosa succede – ha detto Pizzolitto –: abbiamo pagato uno studio, che ci ha indicato alcune linee e dato certe conclusioni. Abbiamo effettuato degli interventi. E la perplessità nasce dal fatto che dal 2002 al 2006 non ci sono mai stati problemi e adesso che Marina Julia è stata ben sistemata e iniziava a ingranare si ottengono questi brutti esiti. Qualcosa deve indubbiamente essere chiarito. I gestori pagano canoni demaniali salati, l’acqua non è balneabile, non si può andare avanti così. Una volta ci viene detto che la causa è della pioggia abbandonate, una volta ai venti: ci deve essere detto cosa succede veramente».
 

Il Piccolo, 19 luglio 2009 
 
L’Arpa: mare inquinato anche a Marina Nova Balneabilità al limite  
Sforati due parametri su tre. Tuffi sempre vietati nelle altre due spiagge del litorale
 
 
di CIRO VITIELLO

Un’estate da dimenticare per i monfalconesi. Peggiora, infatti, l’inquinamento del mare e si allontana sempre di più la possibilità che la Regione possa revocare il divieto di balneabilità. Da Marina Julia al Lido di Staranzano, infatti, dagli ultimi dati delle analisi forniti dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), il mare è diventato una fogna a cielo aperto e si appresta a regalare in piena estate, un altro fine settimana ancora amaro agli stabilimenti balneari, mentre i bagnanti che dovrebbero prendere solo tintarella, continuano a ignorare il divieto. Tuttavia il segnale più preoccupante è che anche Marina Nova, da sempre rimasta “estranea” e indenne da ogni tipo di inquinamento come se si trattasse di un altro mare, questa volta è rimasta anch’essa intaccata, poiché le ultime analisi hanno fatto registrare lo sforamento di due dei tre parametri fondamentali per conservare la balneazione. Valori che indicano come Marina Nova sia al limite della balneabilità. L’Arpa farà alcune prove suppletive e se i valori venissero confermati, infatti, scatterebbe il divieto di balneazione anche per la spiaggia di Marina Nova, dopo l’ordinanza del sindaco Gianfranco Pizzolitto. A confermare la grave situazione in atto, sono gli ultimi risultati dell’Arpa effettuati al 30 giugno scorso che hanno superato da due a quattro volte i limiti consentiti dalla legge.
Valori, cioè, che ribadiscono ancora la non idoneità temporanea alla balneazione: coliformi totali 4.400 (il massimo consentito è 2.000) su 100 millilitri d’acqua, coliformi fecali 570 (il massimo è 100) e gli streptococchi 105 (massimo 100). Per quanto riguarda i risultati delle analisi di Marina Nova questa è la situazione: coliformi totali 1.900 (il limite è 2.000), coliformi fecali 310 fuori limite e gli streptococchi 119, anch’essi fuorilegge. La grave situazione del mare monfalconese di Marina Julia, mai come in questo periodo va a braccetto con il Lido di Staranzano e si è ulteriormente aggravata perché l’ultimo monitoraggio ha dato di nuovo risultati sfavorevoli. I coliformi totali sono 3.300 i coliformi fecali 280 e gli streptococchi 140. Valori altissimi e non giustificati in estate per chi ha intenzione di andare al mare, che denotano purtroppo uno scarico diretto di fogne direttamente in mare. Non era mai successo da alcuni anni che i valori negativi raggiungessero valori del genere lungo tutta la costa, anche se lo scorso anno dopo uno sforamento, tutto si era rimesso a posto tant’è vero che l’assessore regionale Vladimir Kosic fino al maggio scorso aveva sul tavolo il decreto di rimozione del divieto di balneabilità per Marina Julia. Poi non è stato mai firmato.
Sarebbero, insomma le correnti che spingono l’inquinamento sulla costa, l’Isonzo dopo la pioggia (anche quella di ieri) che porterebbe in mare gli scarichi da oltre confine, qualche azienda agricola non in regola con gli scarichi fognari, il canale De Dottori che raccoglie scarichi abusivi, l’Isonzo con il torrente Corno, dove fiume sembra ridotto a essere quasi un vero e proprio collettore degli scarichi di Nova Gorica, Gorizia e del resto dell’Isontino. Nella lista nera anche il depuratore di Bistrigna che, probabilmente in particolari situazioni, non riesce a “ripulire” completamente le acque nere.

Il Piccolo, 25 luglio 2009 
 
L’acqua di Marina Julia finalmente di nuovo pulita  
L’assessore Frittitta: solleciteremo la revoca del divieto di balneabilità
 
 
di LAURA BORSANI

Mare decisamente pulito a Marina Julia e a Marina Nova. I dati dell’Arpa, relativi allo stato di salubrità dell’acqua, nel mese di luglio sono tornati su valori positivi, ben al di sotto della soglia di limite fissata dai parametri di inquinamento. Tanto da prefigurare la possibilità di ”portare a casa” la balneabilità per il prossimo mese di agosto.
I numeri registrati nei due prelievi eseguiti a luglio infatti sono chiari, dopo l’impennata di giugno che, come lo scorso anno, ha riscontrato sforamenti tanto evidenti quanto definiti ”anomali” e di difficile comprensione. Con ciò ”spezzando” la catena dei valori positivi, che già a maggio aveva visto l’amministrazione comunale formalizzare la richiesta in Regione per la revoca del divieto di balneabilità, grazie altresì agli interventi realizzati (con l’allacciamento alla rete fognaria dei condomini Venus e del villaggio Albatros e i collegamenti fognari in altre zone cittadine).
Ma una balneabilità sfumata con i rilievi di giugno, che, nell’ambito dei due prelievi eseguiti dall’Arpa, avevano consegnato valori di 3600 e 4400 ufc (unità formanti colonia) su 100 millilitri d’acqua per i coliformi totali, di 237 e 560 ufc per i coliformi fecali e di 280 e 105 ufc per gli streptococchi. Dati che la stessa amministrazione comunale vuole sviscerare e comprendere. A maggior ragione alla luce degli esiti, decisamente favorevoli, di luglio, laddove i valori sono radicalmente precipitati rispetto alle soglie limite: i coliformi totali infatti si sono attestati su 180 e 98 ufc per 100 millilitri d’acqua, i coliformi fecali a 4 e 13 ufc e gli streptococchi a 24 e 5 ufc.
Un quadro, dunque, assolutamente compatibile con la richiesta dell’amministrazione comunale inoltrata alla Regione a maggio, al fine della revoca del divieto di balneabilità per Marina Julia e Marina Nova. Volendo così a ”salvare” quantomeno il mese di agosto. Perchè il trend, sostiene l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, è favorevole. «Nell’arco di sei mesi, a cavallo tra due stagioni estive – ha spiegato l’assessore -, s’è riscontrato l’80% di esito favorevole. Siamo pertanto di fronte ad una situazione in cui la norma prevede il ritiro del divieto. Non chiediamo infatti forzature alla legge, la salute dei cittadini resta prioritaria. Ma ora si ravvisano le condizioni oggettive, utili a conseguire la balneabilità». Il calcolo parte da agosto 2008, considerando anche settembre 2008, per riprendere con i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio 2009. Nell’arco di questi sei mesi, pertanto, solo giugno ha ”ripetuto” l’anomala performance negativa dello scorso anno. Da qui, dunque, l’impegno a puntare sulla balneabilità per il mese di agosto. «Assieme al sindaco – spiega Frittitta – ci muoveremo per chiedere la balneabilità alla Regione. L’assessore Kosic si era già espresso favorevolmente, alla luce dei buoni esiti di maggio. Poi, mentre stava lavorando alla delibera per la balneabilità, è giunto l’esito sfavorevole di giugno. A questo punto, alla luce dei nuovi esiti favorevoli di luglio, rinnoveremo la richiesta alla Regione affinchè il nostro mare sia dichiarato nuovamente balneabile. Resta l’”anomalia” ripetuta per il mese di giugno che i tecnici non sanno spiegare – osserva l’assessore – e che intendiamo approfondire». A settembre sarà convocato il tavolo tecnico su Marina Julia, al quale parteciperanno tutti i portatori di interesse e quanti hanno espresso idee e proposte fattibili. Il tutto proseguendo nell’opera di costante monitoraggio, di studio e nella realizzazione degli interventi programmati.

Messaggero Veneto, 25 luglio 2009 
 
In luglio mare “superpulito” a Marina Julia 
 
MONFALCONE. È il mese di giugno “l’orco” di Marina Julia: è in questo mese infatti che quest’anno, così come nel passato, i dati della salubrità dell’acqua sono stati sfavorevoli. Prima, a maggio e dopo, a luglio, l’acqua del nostro mare risulta invece essere pulita. Più che pulita, tanto da poter ambire all’agognata balneabilità, che sembrava già raggiunta visto i dati di maggio e gli interventi realizzati (sia a livello zonale, con l’allacciamento alla rete fognaria dei condimoni Venus e del villaggio Albatross, sia a livello locale con l’allaccio alla rete fognaria di varie zone cittadine) e che invece proprio a causa dei risultati dei monitoraggi di giugno non è stata ancora concessa. Invece a luglio il mare di Marina Julia e Marina Nova, «è superpulito, visto che il dato dei coliformi fecali si è fermato a 3 unità formanti colonia per Marina Nova e a 13 per Marina Julia, con un limite di 100» osserva l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta. Un fatto estremamente strano, perlomeno anomalo quello dell’inquinamento di giugno, che induce il comune a chiedere una chiarezza.
«Innanzi tutto con il sindaco ci muoveremo per chiedere la balneabilità alla Regione. Ricordo – dice l’assessore Frittitta – che l’assessore regionale Kosic si era già espresso favorevolmente alla luce dei buoni esiti di maggio. Poi mentre si stava lavorando alla delibera per la balneabilità, ci è caduta sulla testa la tegola dei dati di giugno. Ora alla luce dei dati favorevoli di luglio, chiederemo e insisteremo nuovamente con la Regione perché il nostro mare sia dichiarato nuovamente balneabile. Resta il fatto che è strano questo inquinamento ripetuto di giugno: ci fa pensare e ci poniamo delle domande. Certo restano dei dubbi a cui non è stata data risposta».
Per questo a settembre verrà riconvocato il tavolo tecnico su Marina Julia, a cui saranno fatti sedere tutti i portatori di interesse e coloro che hanno espresso idee e proposte serie su Marina Julia: resta ferma l’intenzione dell’amministrazione, al di là di quanto affermato dallo studio condotto da Arpa, di capire cosa succede nelle acque di Marina Julia. «Insisteremo con la Regione per avere la balneabilità anche alla luce di quanto prevede la normativa – dice ancora Frittitta – che tiene in considerazione l’esito dei prelievi favorevoli nell’arco dei sei mesi, anche a cavallo di due stagioni». Per comprendere al meglio quanto affermato dall’assessore, basti vedere i dati. I due prelievi di giugno avevano attestato nell’acqua di Marina Julia la presenza rispettivamente di 3.600 e 4.400 ufc (unità formanti colonia su 100 millilitri d’acqua) di coliformi totali su un limite di 2.000, 237 e 560 ufc di coliformi fecali con un limite di 100 e 280 e 105 ufc di streptococchi su un limite di 100.
Dati scesi vertiginosamente con i prelievi di luglio: 180 e 98 ufc per i coliformi totali, 4 e 13 ufc per i coliformi fecali e 24 e 5 ufc per gli streptococchi. Dati che confermano come quella di giugno sia stata una parentesi “nera” che potrebbe però incidere sulla balneabilità della stagione estiva 2009.

Il Piccolo, 26 luglio 2009 
 
INQUINAMENTO. LA PARADOSSALE SITUAZIONE DELL’ARENILE MONFALCONESE  
Tuffi e divieti, l’estate-beffa delle spiagge  
Bagni proibiti a Marina Julia ma consentiti a 300 metri di distanza. Il Pdl: «Comune colpevole»
 
 
di FABIO MALACREA

Bagni consentiti a Marina Nova e da oggi anche al Lido di Staranzano. Bagni tassativamente vietati a Marina Julia, con tanto di cartelli e rischio di multe di 50 euro per chi entra in acqua. Scoppia la ”guerra” tra le spiagge nel golfo di Panzano, innescata dalle analisi dell’Arpa e dalla normativa regionale. Una situazione rocambolesca quella che si sta verficando sui tre chilometri di litorale monfalconese, di cui meno di uno costituito da spiagge, a danno proprio della spiaggia più popolare, frequentata e soprattutto attrezzata. Marina Julia, appunto. Stesso mare, quello del golfo di Panzano, ma bagni consentiti ”a pelle di leopardo”. A Marina Julia migliaia di bagnanti devono accontentarsi di prendere il sole e per rinfrescarsi devono sfidare i controlli della Capitaneria. Ma basta spostarsi di trecento metri a sinistra, verso la diga foranea, o a destra, verso la Cona, per poter entrare in acqua senza problemi e rischi di sanzioni. Un’altra beffa: nel centro del golfo di Panzano, sulle secche dei ”caregoni” o di Punta Sdobba, migliaia di monfalconesi buttano l’ancora e fanno il pieno di vongole e ”capelonghe” (una scena che si ripete da sempre soprattutto nei weekend) mentre si moltiplicano, nelle acque più profonde, gli avvistamenti di grosse tartarughe marine, tutti sintomi di un’acqua perfettamente pulita. La spiagazione la dà il direttore dell’oasi naturale della Cona, Fabio Perco: «Il fatto certo è che l’acqua, nel golfo di Panzano, è sostanzialmente pulita. E che i rilievi di inquinamento sono episodici e localizzati». Marina Julia, purtroppo, sta pagando una situazione pregressa particolarmente sfavorevole delle acque. «Marina Julia arriva da una situazione difficile – afferma il sindaco Gianfranco Pizzolitto -. Nel 2008 c’è stata una lunga serie di prelievi che hanno dato risultati pessimi sul fronte della balneabilità. E ciò ha fatto sì che la Regione decretasse un anno di stop alla balneazione. Poi la situazione è migliorata ma proprio quando sembrava che ciò potesse consentire il ripristino della balneabilità, sono arrivare altre due o tre bocciature». Il Comune ora intende tornare alla carica per ridare la belneabilità a Marina Julia entro agosto. Ma soprattutto per poter iniziare la prossima stagione senza divieti. Resta il fatto che, proprio nel periodo di maggior afflusso di bagnanti, Marina Julia deve pagare lo scotto di un mare inquinato secondo la legge ma pulito per una serie di altri indicatori, compresi gli ultimi rilievi dell’Arpa. E a farne le spese non sono solo i monfalconesi ma anche i gestori della spiaggia, puniti ulteriormente con l’aumento esponenziale dei canoni per l’occupazione del suolo demaniale e dal rinvio del piano sperimentale di ripascimento del litorale e di difesa dalle mareggiate il cui avvio era previsto per la scorsa primavera e che è stato invece rinviato, compensato solo da qualche ”rattoppo”.
Ma se Marina Julia si trova in queste condizioni, secondo il Pdl, non è solo colpa del maltempo, dell’Isonzo e dei suoi canali. Dice Giuseppe Nicoli, coordinatore cittadino. «È da troppi anni che si ripete la questione-balneabilità a Marina Julia. Mi chiedo come può essere che il mare, un mese sia inquinato e il mese dopo no. Di una cosa sono certo: prima l’amministrazione Persi e ora quella Pizzolitto non hanno prodotto mai un complessivo intervento per la località. Marina Julia ha urgente bisogno di una riqualificazione urbanistica. Voglio ricordare il piano particolareggiato di iniziativa pubblica, costato oltre 100mila euro, che giace nei cassetti del Comune e non può più neppure essere utilizzato. Quindi le opportune opere a mare che impediscano l’erosione del litorale e, contestualmente, le misure anti-inquinamento». 
 
INQUINAMENTO. ORDINANZA DEL SINDACO PRESOT  
Staranzano brinda, via i cartelli
 
 
Tornano i bagni al Lido di Staranzano. Ieri il sindaco Lorenzo Presot ha emesso un’ordinanza con la quale ha dichiarato il litorale idoneo alla balneazione e sono stati rimossi i cartelli del divieto dalla spiaggia. Provvedimento adottato in conseguenza dei dati forniti dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) che, nelle ultime due rilevazioni routinarie di luglio, hanno dato un mare pulitissimo con valori ottimali, completamente opposti a quelli di giugno che avevano superato da due a tre volte i limiti consentiti dalla legge.
Un inquinamento globale della costa per il quale sarebbero responsabili soprattutto l’Isonzo, scarichi fognari abusivi e il canale De Dottori che aveva coinvolto pure Marina Julia e in parte anche Marina Nova-Camping Panzano lido da sempre “estranea”, avendo registrato lo sforamento di due dei tre parametri fondamentali per conservare la balneazione. Per quanto riguarda i risultati del Lido di Staranzano relativi alle due quindicina di luglio (in parentesi della prima) questa è la situazione: coliformi totali 130 (210) dove il limite è di 2.000 su 100 millilitri d’acqua, coliformi fecali 4 (14) quando il tetto massimo consentito è di 100 ufc in 100 millilitri di acqua e gli streptococchi 26 (8). Soddisfazione per il Comune di Staranzano, impegnato da anni per il rilancio turistico del litorale, per una condizione del mare che lancia speranze per un futuro, oltre a una salutare boccata d’ossigeno agli operatori della spiaggia che vedono riaprirsi le porte per una stagione favorevole che fino a qualche giorno fa sembrava compromessa.
La zona, infatti, oltre a mare pulito e spiaggia tranquilla, offre ai visitatori una serie di opportunità con percorsi ginnici per sportivi immersi nel verde e una speciale pista ciclabile che parte dal bosco degli Alberoni, in località Riva Lunga, attraversa Punta Barene, l’argine, costeggia il canale della Quarantia, fino al congiungimento della strada che porta all’Isola della Cona, per tornare poi a Riva Lunga. La svolta della riconferma della balneabilità, del buono stato di salute del mare rilancia almeno in parte l’immagine del litorale monfalconese.
La spiaggia, inoltre, è stata trasformata in questo periodo in un grande palcoscenico all’aperto per accogliere spettacoli di buon livello con grandi artisti e migliaia di persone. Qualità che conferiscono al territorio un richiamo simile a spiagge assai più blasonate della zona, come la vicina Grado Pineta. (ci.vi.)

Il Piccolo, 27 luglio 2009 
 
GIORNATE DI BOOM PER IL LITORALE MONFALCONESE ALLE PRESE CON LA BEFFA-BALNEAZIONE  
Marina Julia, bagni vietati ma bagnini obbligatori  
Migliaia sulla spiaggia, nessuno osserva i divieti. «L’acqua qui è perfetta, non parliamo di pericoli» 
 
di FABIO MALACREA

Bagni vietati a Marina Julia. Ma nessuno ci crede. Non ci credono le migliaia di frequentatori che in acqua ci vanno lo stesso, con tanto di bambini al seguito («L’acqua qui è pulita, lo vede chiunque. E poi lo ha detto anche l’Arpa», dice un papà in ammollo con i due figli a fianco), nè la Capitaneria di porto che di multe ai trasgressori finora non ne ha fatta neanche una ma, in compenso, impone ai concessionari di avere in libro-paga e tenere in servizio un addetto al salvataggio.
A Marina Julia succede anche questo nell’estate delle beffe per il litorale monfalconese. Il tratto di mare – pulitissimo secondo le ultime analisi dell’Arpa – è lo stesso ma, sul fronte della balneabilità, è invece diviso da rigide barriere invisibili che in un tratto consentono i bagni e qualche metro più in là lo proibiscono. Con i cartelli di divieto bene in vista proprio a Marina Julia, la spiaggia dei monfalconesi ma anche dei friulani della Bassa, di goriziani, triestini, sloveni di Nova Gorica e di tutti quelli che vogliono evitare l’affollamento e gli alti costi degli altri prestigiosi stabilimenti regionali, primo quello di Grado. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto spera che proprio le ultime analisi favorevoli sulla salute delle acque consenta di far sparire quei cartelli da Marina Julia già ai primi di agosto.
Di fatto però, almeno per i monfalconesi, i divieti già non esistono più. Tanto che ieri, giornata-boom con migliaia di persone stese al sole su tutto l’arenile, non c’era nessuno che si trattenesse dall’entrare in acqua per timore dell’inquinamento. «Non scherziamo – dice un pensionato ex cantierino, affezionato frequentatore di Marina Julia -. Episodi di inquinamento possono anche succedere. Ma qui l’acqua è pulita, forse più che a Grado. Sono assurdi questi provvedimenti a macchia di leopardo su un litorale come il nostro. Servono solo a spaventare la gente». E i controlli? Ce ne sono. Gli uomini della Capitaneria passano anche cinque volte al giorno per controllare che tutto sia a posto.
Controllano la regolarità dei parcheggi delle centinaia di auto nei grandi piazzali dietro l’argine, controllano che non ci siano venditori abusivi e topi d’ombrellone, che gli stabilimenti siano in regola, che non ci siano cani in circolazione e che tutte le concessioni siano dotate di un bagnino patentato. Ma di multe a chi non osserva il divieto di balneazione (50 euro) non ne hanno ancora elevata nessuna. Del resto sarebbe un’impresa titanica, visto che in mare, attorno a mezzogiorno di ieri, c’erano centinaia di persone: mamme con bambini, anziani, giovani, pescatori dei vongole. E nessuno si è sognato di trasferirsi a Marina Nova o al Lido di Staranzano per entrare in acqua.
Certo i cartelli sono un deterrente. Non tanto per i monfalconesi, quanto per chi arriva dalle altre province. «I triestini – conferma uno dei concessionari della spiaggia – venivano a migliaia qui a Marina Julia fino allo scorso anno. Ora ce ne sono molti di meno. Leggono sui giornali che c’è il divieto di balneazione e magari decidono di fermarsi a Barcola o di spingersi fino a Grado». C’è una famiglia friulana con tre bambini che, dopo aver trovato parcheggio, fa il suo ingresso in spiaggia e nota uno dei cartelli di divieto: breve conciliabolo e immediato dietro-front. «Non me la sento di rischiare – dice il capofamiglia -. Ho dei bambini piccoli. Sarà anche vero che l’acqua è pulita ma è meglio trovare un posto sicuro». In compenso arriva un altro cliente e chiede un pedalò per spingersi un po’ al largo. «Non è per l’inquinamento – precisa – ma solo per fare il bagno nell’acqua più alta». 
 
Gestori sconcertati: «Quei cartelli sono un’assurdità, toglieteli» 
 
«Ne stiamo passando di tutti i colori». È sconsolato Roberto Lacalamita, triestino, gestore del Number One, il più affollato stabilimento della spiaggia di Marina Julia. «Questa faccenda dei divieti ci sta costando molto cara: le prenotazioni si sono praticamente dimezzate. I triestini e i friulani che venivano qui per evitare i costi di Grado si vendono molto meno. Non so se ce la faremo a resistere. Fino al 2006 la concessione ci costava 5800 euro l’anno, ora 17mila. Il piano di ripascimento della spiaggia ritarda di continuo e, nel frattempo, a ogni mareggiata le spiaggia si ”restringe”. Non bastava la crisi che indubbiamente ha ridotto la capacità di spesa della gente. Ora ci voleva anche il divieto di balneazione. Ma lo sa – continua Lacalamita – che proprio qui davanti ci sono dei bambini che hanno trovato un cavalluccio marino? Vuol dire che l’acqua è pulita. E che l’inquinamento, se c’è, è episodico. Ma com’è l’acqua a Grado quando migliaia di persone imbrattate di creme solari scendono in acqua? Basta un niente per condizionare le analisi.
La sostanza – continua – è che a Marina Julia, come a Marina Nova e al Lido di Staranzano, l’acqua è esattamente la stessa ed è pulita. Non è pensabile che solo qui ci siano i divieti, gli stessi che vigono in zone portuali o circondate da scarichi fognari irregolari. Non è giusto che a Staranzano, a qualche centinaio di metri in linea d’aria, tutto sia in regola e a noi invece venga riservato questo trattamento». E i bagnini ”obbligatori”? «È la dimostrazione che tutti si rendono conto che c’è una palese anomalia. Che bisogno c’è dei bagnini se i bagni sono vietati? Eppure ci vengono richiesti. Giustamente peraltro, perchè la gente in acqua ci va lo stesso. Ma allora prendiamone atto e facciamo finire questa situazione paradossale». (f.m.)

Il Piccolo, 30 luglio 2009 
 
BALNEAZIONE CORSA CONTRO IL TEMPO  
Divieti con le ore contate a Marina Julia  
Pressing del Comune sulla Regione, i cartelli potrebbero cadere già nel weekend
 
 
di ELENA ORSI

Da questo fine settimana la spiaggia di Monfalcone potrebbe tornare balneabile. Questa è la speranza del Comune che preme sulla Regione per vedere ritirata, dopo l’esito favorevole delle recenti analisi, la delibera che impediva la balneabilità. La speranza è che, con la sua prossima delibera di giunta, la Regione possa dare il via libera al provvedimento. In tal caso, i cartelli per il divieto di balneazione, che ancora campeggiano sul litorale, potrebbero essere tolti. «Appena la Regione ci darà il via libera – conferma l’assessore Paolo Frittitta – provvederemo a rimuovere i cartelli. Speriamo che ciò avvenga già sabato». Il Comune sta facendo forti pressioni per indurre la Regione a dare a Marina Julia il prima possibile l’attestato di spiaggia balneabile, forte dei dati forniti dall’Arpa che hanno confermato nel mese di luglio valori ben al di sotto della soglia-limite fissata dai parametri di inquinamento, dopo la ”batosta” inattesa di giugno. Con il paradossi che, mentre al Lido di Staranzano e a Marina Nova l’acqua risulta pura e balneabile, proprio Marina Julia, che sta nel mezzo, si vede ancora ”vittima” dei divieti. Ma per ritirare i divieti a Marina Julia serve un atto ufficiale della Regione. Atto che il Comune spera possa essere preso già nella prossima seduta di giunta, in programma oggi. Se tutto dovesse andare come nelle speranze, Marina Julia potrebbe tornare aperta ai bagni già da questo fine settimana. Aperta, in realtà, in senso ufficiale. Perchè in realtà i bagnanti, nonostante i cartelli di divieto, ci sono sempre stati. Sabato e domenica infatti la spiaggia viene comunque affollata da famiglie monfalconesi, che evitano le code di Grado o Trieste. Anche se comunque il divieto ha portato a una riduzione delle presenze. «Questa faccenda dei divieti ci sta costando molto cara – spiegano i gestori dei chioschi sul litorale –. Le prenotazioni si sono praticamente dimezzate. I triestini e i friulani che venivano qui per evitare i costi di Grado si vendono molto meno». E il tutto è aggravato dal fatto che fino al 2006 la concessione costava 5800 euro l’anno, ora 17mila. Mentre calano i guadagni. Comunque sia, anche la concessione della balneabilità non risolverà tutti i problemi. A settembre sarà infatti convocato il tavolo tecnico su Marina Julia, al quale parteciperanno tutti i portatori di interesse e quanti hanno espresso idee e proposte.

Il Piccolo, 23 novembre 2009 
 
ALL’ALTEZZA DEL PONTE  
Spuntano chiazze oleose nel canale del Brancolo
 
 
Intervento ieri mattina all’altezza del ponte sul Brancolo, in direzione di Marina Julia. Nel canale sono state rilevate alcune chiazze oleose, per le quali sono in corso gli opportuni accertamenti. Sul posto, assieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri, sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di Porto che hanno provveduto a delimitare le macchie oleose con apposite banne. Al vaglio dunque sono le cause dell’evento, ritenuto tuttavia limitato.
La mobilitazione è avvenuta attorno alle 9 del mattino, dopo che un passante, come è stato riferito, notando le chiazze oleose, ha richiesto l’intervento delle forze del soccorso. Circoscritto e risolto l’evento inquinante, sono state altresì eseguite verifiche approfondite lungo il canale.

Il Piccolo, 17 febbraio 2009
 
LA PROVINCIA SI IMPEGNA PER LA SALUBRITÀ DEL GOLFO E DELL’ISONZO 
Un’unica spiaggia per rilanciare il litorale Bagni da Marina Julia al Lido di Staranzano

 
L’obiettivo primario da raggiungere in tempi stretti è quello di ripulire le acque dell’Isonzo e quindi del golfo di Panzano, ma si deve anche iniziare seriamente a progettare una spiaggia unica tra Monfalcone e Staranzano, che condivida quindi anche le strategie anti-erosione. Lo sottolinea il consigliere comunale e provinciale del Pd Fabio Del Bello, che dopo aver visto approvata all’unanimità la sua mozione in Consiglio provinciale non ha affatto intenzione di abbandonare la sua battaglia sulla salubrità delle acque del golfo di Panzano. Anzi. Del Bello ha intenzione di portare anche in Consiglio comunale un documento per tornare a chiedere con forza alla Provincia e al Comune di lavorare in stretto accordo per «sradicare una volta per tutte questo inaccettabile divieto e di costituire assieme a Staranzano una unica bella spiaggia, ovvero la spiaggia comune, se così la si può definire». Intanto la mozione approvata dal Consiglio provinciale rappresenta un atto formale con cui non solo il Monfalconese, ma tutto l’Isontino chiede di avviare, di concerto con Regione, enti locali e se necessario lo Stato, un’azione di depurazione delle acque del fiume Isonzo lungo tutto il suo corso a partire dalla Slovenia per passare poi a Gorizia e nella Destra Isonzo, arrivando poi al completamento della rete fognaria del Monfalconese. «Si chiede altresì di sostenere la regolarizzazione del litorale – spiega il consigliere provinciale e comunale del Pd – lungo la linea ideale dettata dall’assetto e dall’evoluzione naturale della spiaggia in permanente funzione antierosione». Alla Provincia, nello specifico, si sollecita invece di farsi carico nei confronti dell’Atoo, cioé dell’ente incaricato della gestione del servizio idrico integrato (captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione), di una rivisitazione del Piano d’ambito in modo da garantire la balneazione del litorale. La Provincia è chiamata però anche a promuovere un tavolo tra gli enti coinvolti nella gestione dell’Isonzo e del litorale che coordini una gamma di interventi integrati e finalizzati a due obiettivi fondamentali: la bonifica e la salubrità delle acque fluviali e marine e la predisposizione di una efficace barriera antierosione della costa.
«Sono le due precondizioni fondamentali per favorire lo sviluppo di un’area – ribadisce Del Bello – che costituisce una grande risorsa a disposizione del Monfalconese, della Provincia e della stessa Regione». Alla Provincia viene chiesto infine di sostenere il progetto di sviluppo complessivo del litorale isontino-monfalconese. «La priorità assoluta comunque resta quella di orientare il Piano d’ambito – conclude Del Bello – verso la soluzione di tutte quelle criticità che ancora ostacolano la balneazione: un obiettivo su cui il Consiglio provinciale ha trovato l’unanimità». Che la colpa dell’inquinamento sia dell’Isonzo e della mancanza, nel 2009 e nel progredito Nord-Est (anche se parte della colpa va addebitata oltre confine), di una rete fognaria adeguata è stato appurato dallo studio condotto dall’Arpa prima per la Provincia e poi per il Comune di Monfalcone. Di fatto, proseguendo con lo studio, l’Arpa ha scoperto che l’acqua proveniente dal canale Valentinis, e prima dal De Dottori, diramazione dell’Isonzo, e dal bacino di Panzano «scivola» su quella salata, pulita, comportandosi come un fiume. E proprio nelle acque superficiali con ridotta salinità è evidente la contaminazione fecale.

Il Piccolo, 18 febbraio 2009
 
VERTICE DI AGENDA 21 
L’Arpa promuove il mare di Marina Julia 
Frittitta: «Inversione di tendenza, ora speriamo nel certificato di balneabilità»

 
di LAURA BORSANI

L’ultimo esito rilevato dall’Arpa risale a una settimana fa. Si riferisce al controllo effettuato a Marina Julia del tratto di vecchia fognatura che dall’edificio de «La nave» giunge alla scalinata di accesso alla spiaggia. Le acque di risorgiva sono pulite. Grazie all’allacciamento fognario realizzato per il condominio Venus e per l’Albatros. Significa che gli interventi messi in campo nell’ambito dell’operazione-Marina Julia, che s’avvale del tavolo tecnico (Comune, Provincia, Aato, Irisacqua, Consorzio industriale e di Bonifica, Arpa e altri esperti territoriali), sta garantendo gli effetti programmati. Come ha spiegato Franco Sturzi, funzionario dell’Arpa, durante l’incontro di Agenda 21, assieme ai rappresentanti dei rioni, dell’associazione di Marina Julia, e di altri portatori di interesse (c’erano anche Legambiente e Federconsumatori), le azioni «chirurgiche» stabilite nell’ambito dello studio sull’inquinamento di Marina Julia, dimostrano che «siamo sulla strada giusta». Un’opera in progress, come l’ha definita l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, da cui ci si attendono costanti passi in avanti. Siamo all’inversione di marcia. Tanto da prevedere che, da aprile, Monfalcone porterà a casa miglioramenti continui per la salubrità dell’acqua. Compreso, si presume, il certificato di balneabilità, con il prossimo prelievo di primavera, utile a completare la sequenza semestrale, ora prevista dalla legge, di campionature positive. Il tutto in linea con la normativa europea, che il prossimo anno entrerà in vigore, recepita dalla Regione. Lo studio commissionato all’Arpa è il primo progetto completo e organico, messo in rete con il piano provinciale. Da due anni si sta affrontando lo «storico» problema di Marina Julia «con metodo sistemico», ha spiegato Frittitta, avvalendosi di una procedura integrata e sinergica, concentrando e sintetizzando le conoscenze in materia al fine di «evidenziare i punti di forza e di debolezza, per mettere in atto interventi mirati». Il tavolo tecnico, che corre parallelo al tavolo politico e si connota per l’apertura a ulteriori proposte, purchè di valenza scientifica e di fattibilità applicativa, si pone l’obiettivo di assumere carattere permanente, in termini di monitoraggio delle acque, di controllo e di azione operativa, per dare a Marina Julia una balneabilità stabile. Lo studio ha identificato 3 livelli di intervento, locale, zonale e generale, prefigurando una messa a regime con il completamento delle opere entro il 2011. Le azioni locali, a Marina Julia, hanno raggiunto il 90% di realizzazione. Sono altresì in corso gli interventi per il collettore di via Cavana. Per Monfalcone, il secondo livello, mancano alcuni collegamenti fognari, in primis, nell’area centro-San Polo, per la quale, è stato spiegato, l’apporto di contaminazione è stato quantificato in 15 mila abitanti equivalenti. Altri lavori già cantierati sono previsti anche per la zona Sud della città. Il terzo livello, più complesso da gestire, è legato all’apporto inquinante proveniente dall’Isonzo, a partire da Nova Gorica. In questa mappatura, è stato spiegato a quanti hanno chiesto delucidazioni, vengono esclusi apporti inquinanti provenienti da Duino, ma anche dal depuratore di Bistrigna e le contaminazioni di tipo agricolo. Gli esperti lo hanno appurato: l’inquinamento è superficiale, sull’ordine dei 30 centimetri. In profondità, a livello di 1 metro, l’acqua è pulita. L’Isonzo, dunque, è ritenuto una minaccia insidiosa. Ma l’inquinamento raggiunge il Golfo di Panzano in condizioni di particolare portata del fiume, quando impiega circa 9 ore.
 

Messaggero Veneto, 18 febbraio 2009
 
MONFALCONE 
Marina Julia, dai prelievi risulta che l’inquinamento interessa lo strato superficiale

 
MONFALCONE. E’ stato accertato, con specifici prelievi, che nel tratto di fognatura “intercettato” (ovvero chiuso) che va dall’edificio della Nave ai piedi della scalinata che conduce alla spiaggia di Marina Julia, ci sono solo acque pulitissime di risorgiva. Il fatto potrebbe sembrare di poco conto, se non fosse che Arpa nell’ambito dello studio condotto sulle cause dell’inquinamento delle acque di Marina Julia, non avesse scoperto che proprio in quel tratto, che si credeva già “intercettato” e a cui, quindi, avrebbero dovuto far riferimento solo le acque risorgive, in realtà arrivavano ancora gli scarichi dei condomini Venus e del villaggio Albatross. Fognature che poi arrivavano al mare. E’ stata attenzione del Comune provvedere quindi alla soluzione della situazione, allacciando le due realtà residenziali alla rete fognaria.
La notizia è stata data dal funzionario dell’Arpa, ingegner Franco Sturzi che lunedì ha illustrato i risultati dello stduo nel corso dell’incontro di Agenda 21, convocato dal comune e a cui hanno partecipato, oltre all’assessore all’ambiente Paolo Frittitta, anche rappresenati dei rioni cittadini, dell’associazione Marina Julia, della Federconsumatori e di Legambiente. E’ stato ricordato il fatto che a Marina Julia l’inquinamento da batteri fecali (il cui livello di presenza determina la balneabilità o la non balneabilità) è superficiale, portato dalle acque dolci e causato principalmente dal Canale de Dottori, a cui affluiscono, alla presa di Sagrado, le acque dell’Isonzo che, giunte poi in golfo, scorrono come un “fiume” sulle acque salate.
Dai prelievi effettuati nel golfo risulta che nei primi 30 centimentri di acqua, che è in prevalenza dolce, esiste inquinamento, che è invece assolutamente assente, negli stessi punti di prelievo, ad un metro di profondità. Ciò indica anche una forte stratificazione delle acque a fronte di un scarso mescolamento. Come già spiegato in commissione, la scorsa settimana, l’ingegner Sturzi ha spiegato che l’altalenanza dei dati di inquinamento è data dalla differenza di portata del canale De Dottori, a sua volta influenzata dalla portata dell’Isonzo, nelle cui acque arriva l’inquinamento degli scarichi di Nuova Gorizia e dell’affluente Corno. Se la portata è alta, le acque arrivano al mare in poco più di due ore, fortemente diluite e quindi poco inquinanti. Se la portata è bassa le acque arrivano lente e l’inquinamento “decade”.
“Il problema – ha spiegato Sutizi – si crea quando la portata ha un livello medio, con le acque che arrivano al mare in 6/7 ore portando un forte inquinamento. Nell’Isonzo, nel ramo che procede invece verso la foce, l’inquinamento scompare perchè spesso le acque diminuiscono di portata e si “inghiaiano” e i sassi presenti sul letto, fungono quasi da assorbenti dei batteri fecali”. E’ stato l’assessore Frittitta a spiegare, una volta di più, come oltre agli interventi zonali di Marina Julia e locali, ovvero sulla rete fognaria di Monfalcone (in particolare quelli che riguardano gli scarichi nella roggia San Giusto delle zona San Polo-ospedale della città, pari a 10mila abitanti equivalenti), occorre pensare con una certa concretezza a rapidità anche agli interventi generali, ovvero quelli che influenzeranno la salubrità delle acque dell’Isonzo.

Messaggero Veneto, 06 febbraio 2009 
 
Tre interventi per Marina Julia  
Indicazioni dell’Arpa sui metodi per ripulire l’acqua del mare 
INQUINAMENTO A MONFALCONE 
Dall’allacciamento alla fognatura del tratto di via Cavana non ancora collegato agli interventi lungo la roggia San Giusto e il canale de Dottori. Le nuove regole
 
 
MONFALCONE. Tre gli interventi urgenti per “guarire” le acque di Marina Julia: l’allacciamento alla rete fognaria del tratto di via Cavana non ancora collegato (per cui Irisacqua ha già appaltato i lavori); l’intervento sulla roggia San Giusto per inviare al depuratore le acque del canale (che altrimenti vanno al mare portandosi una carica batterica fecale di un bacino di 10 mila abitanti); e, infine, l’intervento sul canale de Dottori.
Intervento nella zona in cui vi affluiscono le acque del Corno, che portano una carica batterica fecale di 50 mila abitanti. Le indicazioni di intervento sono state illustrate da Franco Sturzi (Arpa), che ha illustrato alla commissione per la tutela della salute, presieduta da Barbara Zilli, i risultati dello studio commissionato dal Comune ad Arpa su acque del golfo, loro stato di salute e azioni atte a favorirne la balneabilità.
“Non abbiamo prodotto tanto una studio, quanto un metodo di lavoro. Nello studio commissionato dalla Provincia, di poco precedente, abbiamo raccolto le conoscenze sulla situazione, in questo abbiamo cercato di applicarle e ciò è importante perchè dà un senso all’operazione e ci consente di dire che siamo in linea con quanto previsto dalla nuova direttiva europea” ha evidenziato Sturzi, spiegando che già nel 2006 Arpa aveva osservato un peggioramento nei dati della balneazione di Marina Julia e aveva deciso di procedere a uno studio della situazione.
“Dopo qualche mese, con campionamento di superficie e di profondità, in bacino, lungo il de Dottori, il Brancolo e l’Isonzo abbiamo capito la dinamica dell’inquinamento tanto da pensare di coinvolgere il Comune, anche perchè – ha detto – abbiamo trovato criticità per Marina Julia non note”.
Come già spiegato a fronte di acque di profondità pulite, la causa dell’inquimamento sono le acque di superficie, le acque dolci che arrivano nel golfo dall’Isonzo che scende lungo il de Dottori e dal canale Valentinis in cui c’è un apporto inquinante delle fognature della città non ancora collegate al depuratore, ma anche le acque della roggia San Giusto.
“La contaminazione dell’Isonzo è variabile, dipende dalla portata: la situazione più grave è quando la portata è intermedia e le acque arrivano al mare in 6-7 ore. Se la portata è abbondante, la carica batterica si diluisce, se è bassa e il fiume s’insabbia, si pulisce. Va ricordato – ha aggiunto – che la situazione delle acque è influenzata pure dalla presenza di macroalghe che bloccano movimento e rimescolamento”.
Le nuove criticà emerse, ma già risolte grazie al pronto intervento del Comue, era stato scoperto che nel tratto fognario ai piedi della scalinata che conduce alla spiaggia, che si credeva “intercettato” e al quale avrebbero dovuto far riferimento solo le acque risorgive, in realtà arrivavano ancora gli scarichi dei condomini Venus e del villaggio Albatross.
“E’ chiaro he le acque del mare non potranno essere sterili, ma devono rientrare in limiti accettabili. Lo scorso anno i dati di Marina Julia erano “border line”, ma da luglio sono stati incoraggianti: ora si tratta di vedere l’effetto che avranno gli interventi attuati. Comunque – ha rilevato Sturzi – se la vecchia norma prevedeva solo acque balneabili o non balneabili, quella nuova prevede 4 livelli di qualità delle acque: eccellente, buono, sufficiente, scarso. Entro il 2015 tutti dovranno avere acque sufficienti e raggiungere poi il livello di buono. Noi siamo in linea, perchè oltre ai dati, potremo presentare alla Regione una strategia e interventi fatti, di cui si dovrà tener conto”.
Il responsabile della direzione ambiente e territorio della Provincia e presidente dell’Atoo, ingegner Gabrielcich, ha evidenziato come la presenza di un Piano d’Ambito “consente d’avere serenità rispetto alla possibilità di ottenere risorse per gli interventi”.
Il direttore di Irisacqua, Burtolo, ha invece ricordato come si sia già sottoscritto un muituo di 110 milioni di euro con la Banca europea di fiananziamento per intervenire sulla reti fognarie di Monfalcone, ma anche di Staranzano, Gradisca, Ronchi.
Cristina Visintini 
 
«Attivi da tempo per la balneazione»  
L’assessore Frittitta: la Regione consideri quanto già fatto dal Comune Suzana Kulier (An): urgono soluzioni-tampone per salvare la stagione
 
 
MONFALCONE. Sono tre i livelli di intervento previsti per Marina Julia dallo studio dell’Arpa: zonali (già concretizzati con i lavori sugli scarichi dei condomini Venus e del villaggio Albatros), locali (con interventi sulla rete fognaria monfalconese e sulla roggia San Giusto) e generali (a livello transfrontaliero con la realizzazione del deputarore di Nova Gorica).
Interventi che, realizzati in sinergia, consentiranno di ridare a Marina Julia un’acqua di buona qualità.
“Non chiediamo alla Regione di avere un occhio di riguardo – dice l’assessore all’ambiente Paolo Frittitta, presente alla commssione durante cui è stato illustrato lo studio dell’Arpa -, ma chiediamo di considerare le azioni che abbiamo già messo in atto in sintonia con quella che sarà la nuova normativa europea, che sarà recipita a livello reigonale e che prevde passi che noi abbiamo già fatto”.
D’altra parte, l’assessore Frittitta conferma che le azioni di monitoraggio proseguiranno “perchè vogliamo che i dati che emergeranno dai prleievi siano buoni. Proseguiremo inoltre nella campgna di informazione e comunicaiozne al consiglio comunale e ai cittadini, aperti ad accogliere qualsiasi contributo che abbia una base scientifica”.
In proposito, interviene ancora una volta Suzana Kulier Pusateri, consigliere comunale di Alelanza nazionale, che, evidenziando come gli interventi proposti saranno realizzati in tempi medio-lunghi, sarebbe il caso di concretizzare interventi d’emergenza e “tampone” per salvare la stagione balneare.
Suzana Kulier Pusateri ripropone quindi di usare barriere di mitili “quali tamponio all’inquinamento di batteri fecali. Potrebbe essere collocate nel golfo di Monfalcone una fila di mitili non destinati all’alimentazione, organismo sentinella, bioindicatore utile per monitorare il litorale, sistema giò in uso nella riserva marina di Miramare”.
L’esponente del centro-destra chiede anche se siano già stati contattati i comuni vicini ed eventuali istituti scientifici e ricorda che “dai tessuti dei mitili è possibile determinare gli inquinanti presenti in acqua”. (c.v.)

Il Piccolo, 06 febbraio 2009 
 
MARINA JULIA  
Mare, nuovi limiti per la salubrità  
Anticipata la norma Ue che deve’essere ancora recepita dalla Regione 
L’inquinamento dell’acqua
 
 
L’operazione-Marina Julia, che s’avvale dell’interscambio tra il «tavolo tecnico» (Comune, Provincia, Aato, Irisacqua, Consorzio industriale e di Bonifica, Arpa e altri esperti territoriali) e il «tavolo politico» a valenza trasversale, anticipa la norma comunitaria, che sarà recepita a livello regionale. Norma che peraltro stabilisce una diversa valutazione dello stato delle acque, introducendo 4 livelli di giudizio (eccellente, buono, sufficiente, insufficiente). La commissione consiliare presieduta da Barbara Zilli, l’altro ieri, al quale hanno partecipato numerosi altri consiglieri, nonchè i rappresentanti delle associazioni Marina Julia e di Fincantieri, ed esperti «storici» come l’ex sindaco Adriano Persi, ha approfondito la questione, introdotta dall’assessore Paolo Frittitta, alla luce del nuovo studio affidato dal Comune all’Arpa con una spesa di 35mila euro. Lo studio sarà presentato all’assemblea di Agenda 21, il 16 febbraio alle 18 in biblioteca. In commissione hanno portato il contributo l’ingegner Gabrielcich, direttore dell’Aato, il dottor Sturzi, dell’Arpa, e il direttore di Irisacqua, Burtolo.
Si parte dallo studio dell’Arpa, messo in rete con quello avviato dalla Provincia, che, ha riferito Frittitta, oltre a garantire una frequente verifica dei valori dell’acqua, fornisce contestualmente specifiche indicazioni circa gli interventi da mettere in campo. Ne è scaturita una mappatura del territorio e, parallelamente, una sorta di «cronoprogramma» delle opere, da completarsi entro il 2011. Le verifiche scientifiche evidenziano la forte componente inquinante dell’Isonzo, insidia sempre in agguato. L’apporto d’acqua, a partire dalla parte alta dell’Isonzo, e considerando anche l’affluenza del Corno, rappresenta lo scarico di circa 60mila abitanti equivalenti, che raggiunge il canale De Dottori, in relazione alla variabilità della portata, nel giro di 8-10 ore. La parte Ovest di Monfalcone consegna invece uno scarico corrispondente a 7-8 mila abitanti equivalenti. Non solo. L’inquinamento sia proveniente dall’Isonzo che dal Brancolo è di origine superficiale, rilevato fino a 40 centimetri di profondità. Dunque acqua dolce e fredda, che pertanto tende a risalire. Nella dinamica verrebbe escluso il conferimento a mare delle acque sotterranee attraverso il «tubone», considerando l’inesistenza di fenomeni di riflusso. Nè viene chiamato in causa il depuratore di Bistrigna, seppure continuerà a rimanere monitorato.
E veniamo agli interventi, individuati su 3 livelli, come ha spiegato Frittitta: zonali, attraverso le opere già effettuate sugli scarichi dei condomini Venus e del villaggio Albatros, compreso il collettore di via Cavana; locali, intervenendo sulla rete fognaria monfalconese e sulla roggia San Giusto; generali, a carattere transfrontaliero, con la realizzazione del depuratore di Nova Gorica. In particolare, a fronte di un importo stimato in almeno 7 milioni di euro, si punta all’adeguamento del depuratore di Bistrigna, nonchè alla prioritaria realizzazione di nuovi collettori nell’area tra San Polo e il centro. Si sta lavorando altresì all’adeguamento degli sfioratori di piena. «Proseguiremo – ha osservato Frittitta – nella campagna informativa e nella comunicazione al Consiglio e ai cittadini, aperti ad accogliere ogni contributo di valenza scientifica e applicazione territoriale». È stato proposto l’utilizzo di barriere di mitili per «tamponare» l’inquinamento da batteri fecali, metodo, ha risposto l’esperto dell’Arpa, non ritenuto utile considerata la natura superficiale dell’inquinamento.

Messaggero Veneto, 25 gennaio 2009 
 
Cura drastica per la spiaggia  
Sperimentato un metodo per porre rimedio all’erosione 
INTERVENTO A MARINA JULIA  
Monfalcone: la Regione ha stanziato 349 mila euro Nuovo parco giochi per i bambini a lato della scalinata
 
 
MONFALCONE. La spiaggia di Marina Julia, a Monfalcone, sarà “curata” con con metodo di ripascimento tutto naturale, che consentirà di porre rimedio all’erosione del mare e degli agenti atmosferici grazie a un prodotto composto, a sua volta, da una trentina di prodotti naturali, che viene distribuito meccanicamente sulla spiaggia per farle mantenere il suo aspetto naturale. 
Il metodo, noto come “Sand castle”, sperimentato per la prima volta in Europa sulla spiaggia di Saint-Germaine-sur-Ay, viene proposto da una società americana e potrà essere applicato alla spiaggia monfalconese grazie al finanziamento di 349 mila euro, ottenuto dalla giunta regionale con un’ultima variazione del 2008 e destinato espressamente al ripascimento della spiaggia con tecniche di ingegneria naturalistica e quindi a un intervento di carattere sperimentale.
L’operazione, che verrà eseguita con personale dei servizi tecnici comunali, sarà seguita in collaborazione da Giorgio Lizzi, direttore del Servizio geologico della Regione, Franco Cucchi, direttore del dipartimento geologico dell’Università di Trieste e da Bruno Della Vedova, direttore del master dell’Università di Udine con sede a Gorizia. «Quest’anno abbiamo deciso di intervenire in questo modo al problema dell’erosione della spiaggia – spiega l’assessore ai servizi tecnici, Giordano Magrin assieme al vicesindaco, Silvia Altran –, ma sappiamo che non sarà un’azione esaustiva e che se dovesse verificarsi un’altra mareggiata saremo punto e a capo. Serviranno altri interventi decisivi».
«La speranza è che questo sistema, oltre a servire al ripascimento della spiaggia, possa anche essere più economico, visto che con i metodi ordinari – aggiunge Silvia Altran – la spesa si aggirava sui 700 mila euro».
Intanto è stata ultimata la pulizia della spiaggia e gli operatori, che hanno avuto nei giorni scorsi un incontro con l’assessore Magrin, hanno chiesto una più incisiva e frequente presenza del Comune a Marina Julia.
Magrin ha anche annunciato che, grazie alla disponibilità del proprietario, Bruno Beghetto (proprietario del villaggio Albatross) e con cui sono già stati avviati i contatti, sarà concesso un terreno boscato, sul lato destro della scalinata di accesso alla spiaggia, che verrà adibito a parco giochi per bambini e fornito di arredo urbano.

Il Piccolo, 25 gennaio 2009 
 
SPIAGGIA DEVASTATA DALLE MAREGGIATE  
Marina Julia laboratorio, parte il risanamento con tecniche sperimentali  
Sarà applicato un metodo di ingegneria naturalistica in collaborazione con l’Università di Trieste
 
 
Sarà un ripascimento «a prova d’ambiente» ma anche in grado di durare nel tempo quello che sarà realizzato sulla spiaggia di Marina Julia nei prossimi mesi. La Regione, stanziando il 30 dicembre 349mila euro per effettuare la risistemazione del litorale, distrutto dalle mareggiate d’inizio dicembre, oltre che di agosto, ha stabilito che l’intervento sia messo in campo con tecniche di ingegneria naturalistica e quindi sperimentali. L’amministrazione conta però sempre di riuscire ad avviare prima dell’inizio della nuova stagione estiva il progetto che sarà elaborato assieme alle Università di Udine e Trieste e al Master sul rischio idrogeologico che ha sede a Gorizia. Lo hanno sottolineato ieri l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin e la vicesindaco Silvia Altran, illustrando le caratteristiche dell’operazione. L’indicazione è di testare anche a Monfalcone il sistema sperimentato per la prima volta in Europa negli scorsi mesi a SaintGermain-Sur-Ay, in bassa Normandia, la cui spiaggia era sottoposta a un violento fenomeno di erosione, provocato anche da escursioni di marea che sono tra le più ampie al mondo e da correnti estremamente forti. In Normandia è stato in sostanza utilizzato il sistema proposto dalla società statunitense Sand Castle, come hanno spiegato ieri la vicesindaco Altran e l’assessore Magrin, la cui tecnica prevede lo scavo di «trincee» parallele alla linea di costa in cui viene inserito un prodotto ecologico, composto da una trentina di sostanze naturali, ma in grado di consolidare la spiaggia, bloccando l’erosione, ma anche di far tornare la sabbia a essere idrofila.
«Questo è uno dei sistemi da prendere in considerazione – ha affermato ieri l’assessore Magrin – e abbiamo già dei riferimenti precisi ai quali i nostri tecnici stanno lavorando assieme al direttore del Servizio geologico della Regione Giorgio Lizzi, al direttore del Dipartimento di geologia dell’Università di Triesye e al direttore del Master di Gorizia Giorgio Della Vedova». Nel caso in cui l’esperimento riuscisse, il metodo potrebbe essere utilizzato anche lungo i litorali più frequentati del Friuli Venezia Giulia, come Grado e Lignano, e comunque esposti a problemi di erosione. Per ora il Comune di Monfalcone non è ancora in grado di quantificare il costo esatto dell’operazione per la quale era stato chiesto alla Regione un finanziamento di 700mila euro.
«La cifra si basava però su una stima effettuata a fronte di un progetto che utilizzava metodiche tradizionali», ha osservato ieri l’assessore Magrin. Intanto la spiaggia di Marina Julia è stata ripulita dai detriti e dai rifiuti ingombranti depositati dall’ultima mareggiata più importante, quella dell’inizio di dicembre. In questi giorni l’amministrazione ha anche incontrato alcuni operatori turistici e commerciali del litorale monfalconese, che all’ente locale, come riferisce l’assessore ai Servizi tecnici e progetti di quartiere, hanno chiesto una presenza più puntuale in fatto di pulizia e attività di animazione. L’assessorato ha invece contattato il privato proprietario della maggior parte delle aree di Marina Julia per chiedere la concessione dell’area alberata alle spalle del grande piazzale sterrato che si trova alla destra della scalinata principale di accesso alla spiaggia.
«Vorremmo sistemare il verde di quella zona – ha detto Magrin – e collocarvi dei giochi. L’intervento del Comune è però possibile a fronte di una concessione dell’area che consenta di ammortizzare l’investimento».
Laura Blasich

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