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Il Piccolo, 14 giugno 2010
 
PIANO ATTUATIVO PROPOSTO DA UN POOL DI IMPRENDITORI E SOCIETÀ COSTRUTTRICI LOCALI 
Tennis e grattacieli, ecco Bistrigna-city 
Progettato un nuovo maxi-quartiere residenziale tra ”La Sirenetta” e la piscina comunale

di TIZIANA CARPINELLI

Nell’area dove un tempo c’erano solo campi coltivati a frumento e foraggio, rimasta in parte ancora viva nella memoria del lavoro e del sudore dei contadini, potrebbe sorgere un nuovo maxi-quartiere da 80mila metri quadrati, con palazzoni da dieci piani, campi sportivi e ampi spazi pedonali, attrezzati a verde pubblico. Un pool di privati imprenditori e società costruttrici locali sta da tempo lavorando a un progetto di sviluppo edilizio, che interessa la nuova porta d’ingresso di Monfalcone: via Grado, vicino a Bistrigna, di fatto uno dei pochissimi ambiti, attualmente configurato dal Piano regolatore come zona agricola, rimasto ancora del tutto privo di insediamenti abitativi. La bozza del piano attuativo, disegnato dallo studio di architettura di Claudio Francesco Bragagna, delinea sulla strada provinciale 19, tra l’albergo ”La Sirenetta” e la Piscina comunale una nuova cittadella, dove 400 nuovi alloggi potrebbero sorgere e dunque altrettante famiglie insediarsi. Un volano incredibile, in tempi di buriana recessiva, per l’economica locale. E una proposta che darebbe un impulso fortissimo anche al mercato immobiliare. Se dovesse decidere di dare il via libero alla progettualità il Comune otterrebbe, come contropartita agli oneri concessori, un auditorium da 400 posti. Mentre la città avrebbe finalmente il suo circolo del tennis: tra gli investitori privati, infatti, c’è anche chi ha intravisto questo tipo di business e dunque ha inserito nel piano la realizzazione di sei campi in terra rossa, con parcheggio privato sottostante la piastra attrezzata.
Il verde da realizzare a parco urbano vede invece un percorso salute di due chilometri e altri impianti minori (per calcetto, basket e pallamano). La parte residenziale occupa metà della superficie d’ambito complessiva, vale a dire 40mila metri quadrati: l’edificazione, da progetto, risulta concentrata in torri angolari di 10 piani (alla stessa stregua del grattacielo dell’Anconetta, il complesso più alto di Monfalcone) ed edifici seriali di 6 e 8 piani, per una volumetria di 110mila metri cubi. La scelta di raggrumare i quattrocento alloggi in palazzi molto alti, stando all’architetto Bragagna, preserva l’habitat circostante e tutela la permanenza del verde. Il disegno prevede la realizzazione di due blocchi da dieci piani (con due piani parcheggio e 8 piani residenza e direzionale), uno lineare da otto e due da sei. Non solo case, comunque. Sarà presente anche il commercio di quartiere con pub, edicole e alimentari di base.
Ampi spazi di aggregazione saranno garantiti da una piazza pedonale, mentre la viabilità dovrebbe scorrere lungo una sola asta di collegamento tra via Grado e via Capitello del Cristo per il traffico locale, con strade a raccordo dei singoli insediamenti. Pure un maxi parcheggio coperto da 5mila mq. «Il complesso edilizio, sulla carta, ha personalità indipendente e originale – chiarisce l’architetto Bragagna -: è infatti pensato come una nuova idea di quartiere, autosufficiente e vocato alle attività sportive, per un nuovo stile di vita e un trait d’union eccezionale con il polo già esistente, vale a dire la Piscina comunale». Dall’idea al progetto, dunque, che ha fatto nascere un’iniziativa senza precedenti nel campo dell’edilizia residenziale locale, per dimensioni, qualità architettonica e anche per le risorse economiche e imprenditoriali evidentemente richieste. La natura del piano attuativo si evidenzia infatti nella scelta di concentrare gli spazi alla residenza, per consegnare i rimanenti spazi ad attrezzature sportive e culturali e di verde attrezzato. Il verde urbano, nelle sue diverse collocazioni, costituisce infatti la trama portante di tutto il discorso insediativo, qualificandosi come barriera al traffico della strada provinciale.

Il Piccolo, 16 giugno 2010
 
LA COSIDDETTA BISTRIGNA CITY NON CONVINCE L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE 
«Meglio restaurare che costruire nuove case» 
L’assessore Schiavo frena sulla cittadella di via Grado: «Ci pensi il prossimo sindaco»

La nuova cittadella sportiva di via Grado? Non se ne parla fino a dopo le elezioni. L’ambiziosa proposta di sviluppo edilizio nella zona agricola compresa tra ”La Sirenetta” e la Piscina comunale, vicino a Bistrigna, che viene portata avanti da un pool di imprenditori e società costruttrici locali è destinata a essere per il momento archiviata. L’amministrazione comunale ritiene la bozza del piano attuativo stilata dallo studio di architettura Bragagna meritevole di considerazione, ma afferma altresì di non voler aprire in questo momento una discussione in consiglio comunale.
«Personalmente – spiega l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo – sono favorevole alla ristrutturazione del centro, piuttosto che all’espansione degli insediamenti nelle periferie, anche se mi rendo conto che una riflessione, estesa al mandamento, va posta in quanto la riqualificazione del cuore storico può non risultare sufficiente a rispondere alla domanda abitativa. Fatta questa premessa, si deve considerare che il nostro Prgc lascia ben poco spazio a possibili sviluppi, poiché sono rimaste solo due grosse aree ancora edificabili: una in prossimità di Staranzano, verso via Crociera, e l’altra in via Grado, oggetto appunto di discussione. Ho fatto il possibile, negli anni, per non intaccare tali ambiti, in modo da evitare lo sviluppo disordinato delle attività così come avvenuto sul lato sinistro della strada per Grado. Ho preferito concentrare gli interventi sulla viabilità, per potenziare la rete di collegamento stradale e questa sarà anche l’ultima impresa dell’ente locale». «Alla luce tuttavia di quanto realizzato e ancora da realizzare sulla Monfalcone-Grado – conclude – credo che in futuro risulterà estremamente interessante aprire un ragionamento sul progetto dei privati, dal momento che lì si collocherà la nuova porta di accesso della città. Ma escludo che lo si possa fare prima della conclusione delle opere». Insomma la ”patata bollente” finirà nelle mani di chi amministrerà Monfalcone dopo Pizzolitto. E certamente sarà una carta da giocare durante la prossima campagna elettorale, dal momento che il progetto è a più zeri e promette di essere un volano per l’economia locale. Intanto, però, si registrano già i primi commenti critici: «Tutti possono notare – dice Emiliano Zotti, consigliere Prc – lo stato del mercato immobiliare, che presenta un esubero di offerta sia di nuove costruzioni che di usate e indica diversi ambiti di sviluppo già autorizzati e non ancora completati a causa della scarsa domanda di alloggi». «Il nostro obiettivo – termina – è quello del “consumo zero” del territorio: il progetto presentato ricade in una zona agricola e dunque non è  nostra intenzione effettuare alcuna variante al piano regolatore». (ti.ca.)

Il Piccolo, 18 giugno 2010
 
VICINO A BISTRIGNA 
Wwf: «No alla colata di cemento per la nuova city di via Grado» 
Gli ambientalisti si oppongono alla proposta avanzata da un gruppo di investitori privati

Il Wwf punta il dito contro la «colata di cemento di 110mila metri cubi da riversare su una delle poche aree agricole – tra Monfalcone, Ronchi e Staranzano – sopravvissuta alla marmellata urbanistica che negli anni ha trasformato tali Comuni in un’unica grande periferia, priva di servizi adeguati». Secondo gli ambientalisti i due mega-condomini da 10 piani e gli altri tre palazzoni di 6-8 piani, oggetto di recente proposta di realizzazione da parte di privati nella zona agricola di via Grado, «trasformerebbero un paesaggio rurale in qualcosa di simile a via 25 Aprile». «La filosofia d’intervento proposta vicino a Bistrigna – commenta il Wwf – sembra attinta dal complesso di Rozzol Melara, costruito negli anni ’70 alla periferia di Trieste».
Stando agli ambientalisti ci si deve porre due domande: «Dal sacrificio di questo prezioso spazio agricolo, la collettività riceverebbe in cambio un auditorium, un’area verde e alcuni campi da tennis: a fronte di quali guadagni per le imprese proponenti? È evidente l’enorme sproporzione tra il profitto per l’imprenditore e il beneficio del pubblico, non solo in termini economici, ma anche di qualità della vita per gli abitanti, che si troverebbero a vivere all’ombra dei grattacieli e che vedrebbero la loro zona, attualmente tranquilla e con un tessuto urbano semi estensivo, trasformata in un popoloso quartiere sub-urbano, con aumento della popolazione, del traffico e via discorrendo». La seconda domanda. «A quale clientela – chiede il Wwf – gli imprenditori intendono rivolgersi, considerato che nei Comuni del mandamento la richiesta di abitazioni proviene quasi esclusivamente da fasce a basso reddito e in particolare dai lavoratori stranieri del cantiere navale, che non hanno grandi disponibilità di denaro e attualmente sono alle prese con affitti eccessivamente alti in rapporto agli alloggi offerti? Passeggiando per Monfalcone, Ronchi o Staranzano, un portone su due ha cartelli di alloggi in vendita».
«Non abbiamo, per ora, informazioni sufficienti a dare un giudizio fondato sullo specifico progetto in questione – conclude il Wwf – e siamo soliti prendere posizione solo dopo aver accuratamente visionato la documentazione. Tuttavia, invitiamo gli amministratori locali a non lasciarsi tentare da facili scorciatoie per mettere a posto le casse comunali, senza pensare al futuro del proprio territorio, alla qualità della vita dei propri cittadini e nello specifico all’utilità per la collettività di simili interventi edilizi, totalmente avulsi dalla tradizione locale e del tutto fuori scala rispetto alle esigenze abitative del Comune. Chiediamo, pertanto, all’Amministrazione comunale di Monfalcone di tranquillizzare i propri cittadini e chiarire da subito che sul suo territorio, e nelle pregiate aree agricole in particolare, interventi del genere non sono nemmeno pensabili, senza perdere tempo in inutili discussioni e senza lasciare alcun spiraglio a ipotesi così pesanti per il tessuto urbano dei nostri paesi».

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