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Messaggero Veneto, 24 ottobre 2008 
 
L’ex Ineos è stata acquistata dalla Mangiarotti  
Monfalcone: nei prossimi due anni la società di Sedegliano investirà circa 100 milioni di euro nell’area
 
 
MONFALCONE. L’area industriale ex Ineos di Monfalcone verrà acquisita entro la fine dell’anno dalla Mangiarotti spa, azienda storica di Pannellia di Sedegliano, in provincia di Udine. E’ quanto ha affermato ieri mattina, a Gorizia, il presidente della società, Paolo Di Savio, nel corso di un incontro con l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin.
Specializzata nella progettazione e nella produzione di speciali apparecchi di processo, quali colonne di distillazione, scambiatori di calore e reattori, la Mangiarotti spa intende utilizzare circa 30mila metri quadrati dell’area di Monfalcone sia per la linea produttiva, sia per quella di assemblaggio della produzione degli altri stabilimenti della società, vale a dire quelli di San Giorgio di Nogaro, di Sedegliano e, soprattutto, di Milano.
Avendo inoltre acquisito, alla fine del 2007, il 70% delle azioni dell’Ansaldo Camozzi di Milano, la Mangiarotti è ormai entrata a pieno titolo nel settore di produzione delle parti meccaniche della cosiddetta “isola” delle centrali nucleari.
Nei prossimi due anni la società di Sedegliano investirà circa 100 milioni di euro nell’area ex Ineos, cifra necessaria per realizzare un moderno impianto in grado di produrre apparecchiature tanto sofisticate quanto imponenti da esportare in tutto il mondo. Ecco allora l’importanza del sito di Monfalcone e dello sbocco sul mare che può offrire, una condizione ritenuta indispensabile per il trasferimento via nave di componenti la cui mole renderebbe difficile l’uso di altri mezzi di trasporto.
Come ha spiegato l’assessore provinciale, Marino Visintin, con il nuovo insediamento industriale, la Mangiarotti spa avrà bisogno di reclutare nuovo personale che, operando in un settore manifatturiero di nicchia, dovrà necessariamente essere altamente specializzato. Ingegneri, tecnici, saldatori, carpentieri e personale addetto alla manutenzione con una preparazione adeguata al settore specifico in cui si troveranno ad operare. Una necessità che ha spinto i vertici della Mangiarotti spa a rivolgersi proprio alla Provincia di Gorizia.
La quale ha mobilitato i propri uffici sia per reclutare il personale più qualificato, sia per organizzare, in accordo con la Regione, dei corsi di riqualificazione per tutti quei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro dall’attuale crisi occupazionale.
I corsi, completamente gratuiti, coinvolgeranno circa 200 persone e avranno una durata di 400 ore, gran parte delle quali verrà svolta nelle diverse aziende che già hanno aderito al progetto, tra cui la stessa Mangiarotti spa. Una parte dei “corsisti” verrà assunta direttamente dalla Mangiarotti, anche se la società ha già chiesto alla Provincia di Gorizia di poter disporre fin da subito di 35 operai specializzati da impiegare nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro. 
 

Il Piccolo, 24 ottobre 2008 
  
INVESTIMENTO DI 100 MILIONI 
La Mangiarotti entro un mese va all’acquisto delle aree ex Ineos  
L’azienda produrrà a Monfalcone impianti nucleari per l’estero
 
 
Cento milioni di euro e due anni e mezzo di lavoro per trasformare l’ormai ex sito dell’Ineos in una piattaforma logistico – produttiva da cui esportare impianti nucleari – e non solo quelli – praticamente chiavi in mano. È particolarmente ambizioso il progetto che la Mangiarotti intende varare per rimettere a nuovo l’area di via Timavo, che nel giro di un mese acquisterà a titolo definitivo. «Per noi si tratta di un investimento indispensabile per completare i nostri piani di espansione nel settore nucleare – ha spiegato Paolo Di Salvio, numero uno dell’azienda codroipese, presentando ieri, in Provincia, il programma messo a punto dal suo staff tecnico -. Realizzeremo un capannone attrezzato da 30mila metri quadrati nel quale verrà effettuato l’assemblaggio finale della componentistica proveniente dai nostri stabilimenti di Sedegliano, San Giorgio di Nogaro e Milano (quest’ultimo ospita l’Ansaldo Camozzi, recentemente acquisita al 70% dal gruppo friulano, ndr)».
Operazioni molto più complesse di quello che si potrebbe pensare. Su questo punto è sufficiente dire che dovranno essere movimentati pezzi che possono arrivare a un peso anche di 300 tonnellate. Anche per questa ragione Di Salvio ha già anticipato che nei prossimi mesi scatteranno una serie di assunzioni mirate, a tutti i livelli. «Dagli ingegneri ai periti, fino agli operai siamo alla ricerca di personale altamente qualificato per l’insediamento di Monfalcone – ha aggiunto -. Il completamento delle lavorazioni che effettueremo nell’Isontino avrà un valore strategico». Un aspetto, quello occupazionale, che vedrà coinvolto da vicino l’assessorato provinciale al Lavoro, guidato da Marino Visintin. «L’arrivo della Mangiarotti non può non essere salutato con grande positività – ha commentato -. È chiaro, però, che se la manodopera isontina vuole essere coinvolta in questo grande progetto deve fare un salto di qualità. Noi ci stiamo già muovendo in questa direzione e presto proporremo una serie di importanti proposte formative». Proposte formative che saranno articolate su moduli da 400 ore che prevederanno anche periodi di tirocinio direttamente nelle aziende. Una di queste realtà coinvolte è proprio la Mangiarotti, che accoglierà a San Giorgio una parte dei corsisti. «Ci scontriamo con un mercato del lavoro che non offre quella preparazione di cui, invece, abbiamo grande bisogno – ha fatto notare Di Salvio -. Un problema che per noi è di notevole rilevanza». Attualmente i dipendenti della società codroipese sono 350.
Nei prossimi anni il nuovo sito di Monfalcone trainerà una crescita «significativa» del numero delle maestranze che, però, stando a quanto riferiscono i dirigenti, «non è ancora quantificabile con precisione». La scelta di acquistare l’area Ineos è stata fatta soprattutto alla luce delle capacità di Portorosega. «Non comparabili con Porto Nogaro, specie in termini di pescaggio – ha evidenziato il presidente della Mangiarotti -. Il 95% della nostra produzione, buona parte della quale è rappresentata dalla realizzazione di impianti ad alta e altissima pressione per l’industria petrolifera, sia di estrazione che di raffinazione, e quella del gas, prende la via dell’estero». In un quadro di questo tipo ha una certa rilevanza anche la presenza dello scalo aeroportuale di Ronchi. «Tutte le fasi della progettazione e della costruzione, nonché dell’assemblaggio, della componentistica nucleare sono seguite dai tecnici dei Paesi nei quali gli impianti vanno a finire. Ospitiamo spesso esperti provenienti dal Nord Europa, dal Sudamerica, dagli Usa, dall’Asia – ha evidenziato Di Salvio –. Avere a disposizione a pochi chilometri di distanza un aeroporto internazionale è fondamentale per mantenere e rafforzare i nostri contatti globali».
In gennaio, una volta completata la procedura di acquisto degli oltre 200 mila metri quadrati di via Timavo, la società presenterà al Comune i dettagli del progetto che intende sviluppare. «Ci auspichiamo un iter burocratico rapido – ha anticipato il direttore generale Davide Vanin – in modo da partire al più presto con la costruzione del capannone». Se non ci saranno intoppi, nella primavera del 2011 la struttura dovrebbe diventare operativa a tutti gli effetti.
Nicola Comelli

Il Piccolo, 23 ottobre 2008 
 
ASSUNZIONI  
Gli ex Ineos sospendono la protesta dei «pirati»  
Restano ancora da collocare 85 dei 150 lavoratori. Via ai corsi di qualificazione
 
 
Gli ex lavoratori dell’Ineos non marceranno più ogni mercoledì nel centro di Monfalcone, come facevano da oltre un anno per tenere viva l’attenzione sulla vicenda che li vedeva e li vede coinvolti. Gli ex lavoratori Ineos (autodefinitisi «pirati») avevano dato vita alle marce nel maggio del 2007 per protestare contro la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di via Timavo e per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica nei confronti di gruppi che «invece di portare lavoro, intervengono con mere operazioni finanziarie». I lavoratori hanno annunciato ieri di aver deciso di concludere questa fase. «Riteniamo di aver concluso la nostra vicenda con l’avvio dei corsi di riqualificazione professionale, avviati grazie alla preziosa collaborazione della Provincia e dell’assessore al Lavoro, Marino Visitin», ha affermato Tiziano Pizzamiglio, già coordinatore della Rsu della fabbrica, a nome di tutti i lavoratori.
«Sono già state effetuate le preiscrizioni e avviati i bandi, i corsi inzieranno nei primi mesi del prossimo anno – ha spiegato Pizzamiglio – e ci consentiranno di avere un tipo di professionalità richiesta dal mercato e che quindi ci permetterà di reinserirci immediatamente nel mondo del lavoro. L’obiettivo dei corsi è infatti quello di dare nuovo impulso all’occupazione degli ex dipendenti Ineos». Pizzamiglio ieri ha ricordato come dei 150 lavoratori che lavoravano per l’azienda, acquistata dalla multinazionale britannica Ineos, ne sono rimasti 85 da ricollocare. «Metà ha già trovato lavoro e alcuni sono stati assunti anche dalla nuova proprietà (la Mangiarotti, ndr) – ha proseguito Pizzamiglio – quindi alle marce siamo sempre in meno, ma proprio perchè tanti hanno cominciato a lavorare».
Pizzamiglio ha ringraziato a nome di tutti la Provincia e l’assessore Visintin, «sempre vicini al nostro problema, tanto da rendere il nostro caso un modello al quale fare riferimento per il reinserimento lavorativo». A nome dei lavoratori, Pizzamiglio ha ringraziato anche la comunità locale, le istituzioni, le persone che hanno sostenuto la battaglia dei lavoratori, comprendendo la difficile situazione. «Ora guardiamo avanti – ha concluso -. Abbiamo dovuto in parte dimenticare l’obiettivo che ci eravamo posti di tornare a lavorare tutti assieme, nello stesso posto, anche se un cospicuo gruppo di persone resterà in via Timavo. Infine vorrei spiegare che se nei mesi passati alcune offerte di lavoro sono state rifiutate, è solo perchè erano offerte a tempo determinato e per uno stipendio davvero bassissimo». I corsi di formazione riguarderanno saldatori, carpentieri, congegnatori meccanici. Il servizio provinciale di collocamento effettuerà degli specifici incontri con gli impiegati della fabbrica e con i lavoratori ultracinquantenni. La mobilità scattata nel corso dell’estate si chiuderà infatti a metà agosto del 2009, mentre il sito ex Ineos ed ex Adriaplast sarà riconverito e rientrerà in attività a un anno e mezzo dall’avvio dei lavori, quindi non prima della seconda metà del 2010. 
 

Messaggero Veneto, 23 ottobre 2008 
 
Ex Ineos, i “pirati” non marceranno più  
I lavoratori dello stabilimento di via Timavo hanno sospeso la manifestazione di protesta 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. I “pirati” non marceranno più. L’annuncio ufficiale della fine delle marce del mercoledì, che gli ex lavoratori Ineos (autodefinitisi “pirati”) avevano iniziato nel maggio 2007 per protesta contro la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di via Timavo e per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica nei confronti di gruppi che «invece di portare lavoro, intervengono con mere operazioni finanziarie», è stato dato ieri. Il mercoledì quindi non si vedrà più il serpentone dei lavoratori che, a piedi, dallo stabilimento raggiungevano il centro città.
«Riteniamo di aver concluso la nostra vicenda con l’avvio dei corsi di riqualificazione professionale, avviati grazie alla preziosa collaborazione della Provincia e dell’assessore al lavoro, Marino Visitin» ha affermato Tiziano Pizzamiglio della Rsu, a nome di tutti i lavoratori. «Sono già state fatte le preiscrizioni e avviati i bandi, i corsi inzieranno nei primi mesi del prossimo anno e ci consentiranno di avere un tipo di professionalità richiesta dal mercato e che quindi ci permetterà di reinserirci immediatamente nel mondo del lavoro. L’obiettivo dei corsi è infatti dare nuovo impulso all’occupazione degli ex dipendenti Ineos» ha spiegato, ricordando che dei 150 lavoratori che lavoravano per l’azienda inglese, ne sono rimasti 85.
«Metà ha già trovato lavoro e alcuni sono stati assunti anche dalla nuova proprietà (la Mangiarotti ndr.) quindi alle marce siano sempre in meno, ma proprio perchè tanti hanno cominciato a lavorare» ha osservato Pizzamiglio, ringraziando a nome di tutti la Provincia e l’assessore Visintin «sempre vicini al nostro problema, tanto da rendere il nostro caso un modello a cui fare riferimento per il reinserimento lavorativo». Ha ringraziato la comunità locale, le istituzioni, le persone che hanno sostenuto la battaglia dei lavoratori, comprendendo la difficile situazione.
I corsi di formazione riguarderanno saldatori, carpentieri, congegnatori meccanici. Il servizio provinciale di collocamento effettuerà degli specifici incontri con gli impiegati della fabbrica e con i lavoratori ultracinquantenni. La disponibilità espressa dai lavoratori è stata ritenuta estremamente positiva dall’assessore Visintin che, nel corso di un recente incontro all’Ufficio provinciale del Lavoro a Monfalcone, ha evidenziato come ci sia urgenza di andare al ricollocamento lavorativo di queste persone. La mobilità scattata nel corso dell’estate si chiuderà infatti a metà agosto del 2009, mentre il sito ex Ineos ed ex Adriaplast sarà riconverito e rientrerà in attività a un anno e mezzo dall’avvio dei lavori, quindi non prima della seconda metà del 2010 (quanto meno). Mangiarotti, che a Monfalcone sembra voler trasferire la produzione di reattori, generatori di vapore e accessori per le centrali nucleari, ha comunque intanto assunto una decina di manutentori ex dipendenti Ineos, che saranno impiegati per ora negli stabilimenti della società. (c.v.)

Il Piccolo, 19 ottobre 2008 
 
Cinquanta dell’ex Ineos ai corsi di formazione  
L’iniziativa servirà a preparare i lavoratori alle nuove mansioni previste della Mangiarotti Spa 
La nuova azienda non potrà iniziare la produzione prima della seconda metà del 2010
 
 
Oltre una cinquantina di ex lavoratori Ineos hanno partecipato all’incontro promosso dalla Provincia nell’Ufficio del lavoro dell’ex Gaslini, dando la propria disponibilità di massima a partecipare ai corsi di formazione per saldatori, carpentieri e congegnatori meccanici per poter quindi essere reinseriti nel mondo del lavoro. Il servizio provinciale di collocamento effettuerà comunque degli incontri appositi con gli impiegati della fabbrica, che la multinazionale britannica Ineos ha deciso di chiudere nell’aprile del 2007 (dopo averla acquistata solo due anni prima da Solvay), e con i lavoratori ultracinquantenni.
«Stiamo preparando il bando per la realizzazione dei corsi – spiega l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin – legati a professionalità nuove per questi lavoratori, ma di cui c’è estrema richiesta a Monfalcone e come pure nel resto dell’area isontina».
Già al momento attuale e a prescidente quindi dalla riconversione dello stabilimento di via Timavo da parte della Mangiarotti Spa, che a Monfalcone sembra voler trasferire la produzione di reattori, generatori di vapore e accessori per le centrali nucleari da esportare poi nel mondo. «Mi sembra positivo che molti dei lavoratori presenti abbiano dato la loro disponibilità a frequentare i corsi – afferma l’assessore provinciale Visintin -, perché c’è urgenza di andare al ricollocamento di queste persone». La mobilità scattata nel corso dell’estate si chiuderà infatti a metà agosto del 2009, mentre il sito ex Ineos ed ex Adriaplast, un tempo occupato dalla Solvay, sarà riconverito e rientrerà in attività a un anno e mezzo dall’avvio dei lavori, quindi non prima della seconda metà del 2010 (quanto meno). L’assessore provinciale al Lavoro auspica quindi che nel corso della settimana possa finalmente essere approvato il riconoscimento dello stato di crisi per il settore della gomma-plastica nell’Isontino che di fatto mette a disposizione ulteriori strumenti per incentivare il ricollocamento dei lavoratori coinvolti. La Mangiarotti Spa ha comunque intanto assunto una decina di manutentori ex dipendenti Ineos, che saranno impiegati per ora negli stabilimenti della società situati in friuli e in Veneto.

Il Piccolo, 12 ottobre 2008 
 
PROGRAMMI  
Assunti dalla Mangiarotti i primi 10 operai dell’ex Ineos  
Altri 35 potrebbero essere avviati presto ai corsi di formazione 
Potrebbe arrivare a Monfalcone la produzione che si trova a Sesto San Giovanni 
 
La Mangiarotti Spa, già presente con i suoi stabilimenti in Friuli, ha effettuato le prime assunzioni di ex lavoratori Ineos. Si tratta di una decina di manutentori che in attesa della riconversione del sito produttivo di via Timavo saranno impiegati con tutta probabilità nello stabilimento della Mangiarotti a San Giorgio di Nogaro. La società, che ha firmato a fine estate un preliminare per l’acquisto dell’ex Adriaplast con la multinazionale britannica Ineos, sta nel frattempo procedendo a una prima pulizia dell’area di via Timavo. In settimana i cancelli della fabbrica erano aperti e anche nell’area vicina all’ingresso erano visibili cumuli di materiali da smaltire in discarica.
La società, come del resto emerso a fine settembre, ha peraltro già avviato un confronto tecnico con l’amministrazione comunale di Monfalcone per definire il percorso autorizzativo del progetto per la riconversione del sito che, a quanto pare, dovrebbe essere realizzato nell’arco di 18 mesi. L’intenzione della società sarebbe quella di trasferire a Monfalcone la produzione che ora viene realizzata a Sesto San Giovanni dalla Mangiarotti Nuclear Spa, dove si realizzano reattori, generatori di vapore e accessori per le centrali nucleari e ha ottenuto ordini relativamente a tre centrali in costruzione negli Usa. Mangiarotti avrebbe manifestato la necessità di assumere intanto 35 persone, che verrebbero quindi formate negli altri stabilimenti di proprietà della società nel Friuli. La società ha anche partecipato all’incontro promosso dalla Provincia a Gorizia con la Regione e altre realtà manifatturiere e centrato sulla realizzazione dei percorsi formativi necessari a riassorbire il personale dell’Ineos, circa una novantina di addetti in mobilità dalla metà di agosto per un anno, ma anche quello del settore del legno alle prese con una pesantissima crisi.
La Provincia sta quindi operando, d’intesa con la Regione, per attivare entro la fine dell’anno e nel corso del prossimo i corsi utili a riqualificare la novantina di ex lavoratori Ineos che si trovano in mobilità.
I corsi, che saranno realizzati a Monfalcone da parte degli enti formativi abilitati, saranno mirati alla creazione di saldatori specializzati, tecnici di carpenteria e congegnatori meccanici.
I corsi dovrebbero essere in tutto dieci e aperti a dieci lavoratori alla volta, mentre i tirocini saranno effettuati in alcune imprese del territorio isontino, che hanno confermato anche nel corso dell’incontro in Provincia la disponibilità ad accogliere i tirocini e poi eventualmente stabilizzare i rapporti instaurati con i partecipanti ai corsi.
L’assessore provinciale al Lavoro Marino Visintin ha in questi giorni incontrato anche i rappresentanti sindacali dell’ex Ineos, decidendo di convocare un’assemblea con tutti i lavoratori nell’Ufficio del lavoro di via Valentinis per giovedì, alle 14.
«In questa sede proporremo il percorso individuato per arrivare a un reinserimento nel mondo del lavoro», spiega l’assessore Visintin. L’auspicio è che questo possa coincidere con il rientro nello stabilimento di via Timavo che, comunque, avrà una missione produttiva completamente diversa dalla precedente, quella di produrre films rigidi di plastica. Assessorato provinciale al Lavoro e sindacati dei metalmeccanici sembrano aver deciso anche di convocare, ma in questo caso la data è ancora da decidere, un’assemblea degli ex lavoratori della Finmek di Ronchi dei Legionari, che possono contare ancora su un anno di cassa integrazione straordinaria (la scadenza è al 31 agosto del 2009).
Anche in questo caso l’appuntamento servirà a delineare i percorsi formativi utili a riqualificare e reinserire nel mondo del lavoro le 85 persone che non sono state riassorbite nella fabbrica di Ronchi dei Legionari dalla Mw. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 14 ottobre 2008 
 
Ex Ineos, prime riassunzioni  
Una decina di manutentori rilevati dalla Mangiarotti spa Inizialmente saranno impiegati a San Giorgio di Nogaro 
MONFALCONE 
È stata già avviata la riconversione del sito di via Timavo 
Percorsi formativi per 90 addetti in mobilità Spiragli per ex Finmek
 
 
MONFALCONE. Comincia a ridare segni di vita lo stabilimento ex Ineos di via Timavo: una decina di ex lavoratori sono già stati assunti dalla nuova proprietà, la Mangiarotti Spa. Si tratta di una decina di manutentori che in attesa delle riconversione del sito produttivo di via Timavo saranno impegnati probabilmente nel sito Mangiarotti di San Giorgio di Nogaro.
Nel frattempo, a Monfalcone, l’azienda, che ha firmato in estate un preliminare di acquisto per lo stabilimento Ineos, sta procedendo con operazioni di pulizia dell’area, testimoniate dai cumuli di materiale da smaltire sistemati vicini ai cancelli d’ingresso. La società ha già avviato, inoltre, un confronto tecnico con il Comune per definire il percorso autorizzativo del progetto di riconversione del sito, riconversione che potrebbe essere realizzata in 18 mesi. L’intenzione dell’azienda sembrerebbe essere quella di trasferire a Monfalcone la produzione ora realizzata a Sesto San Giovanni dalla Mangiarotti nuclear spa, dove si realizzano reattori, generatori di vapore, accessori per le centrali nucleari. Nel pacchetto ordini ci sarebbero prodotti per tre centrali in costruzione negli Usa. Mangiarotti avrebbe manifestato, quindi, la necessità di assumere intanto 35 persone, che dovranno essere formate negli altri stabilimenti friulani della società. La società ha partecipato anche all’incontro promosso dalla Provincia e a cui erano presenti la Regione e altre realtà manifatturiere e centrato sulla realizzazione di percorsi formativi necessari a riassorbire il personale Ineos, un novantina di addetti in mobilità da metà agosto, ma anche personale del settore legno alle prese con la crisi.
I corsi saranno realizzati a Monfalcone da parte degli enti formativi abilitati e saranno mirati alla creazione di saldatori specializzati, tecnici di carpenteria, congegnatori meccanici. I corsi dovrebbero essere dieci e ciascuno per dieci lavoratori alla volta, che poi potranno effettuare i tirocini in imprese isontine che hanno confermato la disponibilità alla collaborazione e all’eventuale conferma del rapporto. Inoltre, su proposta dell’assessore provinciale al lavoro, Marino Visintin, che nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti sindacali dell’ex Ineos, giovedì alle 14 nell’ufficio del lavoro di via Valentinis ci sarà un incontro con i dipendenti in mobilità del sito di via Timavo. L’incontro servirà per illustrare il percorso individuato per arrivare a un reinserimento nel mercato del lavoro, magari nello stesso stabilimento che avrà però una “mission produttiva” diversa.
Analogo incontro potrebbe essere organizzato anche per gli ex dipendenti Finmek di Ronchi, che possono però contare ancora su un anno di cassa integrazione che finirà il 31 agosto 2009. Attualmente sono ancora 85 le persone in cassa e non reintegrate nelle fabbrica di Ronchi, rilevata dalla Mw.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 28 settembre 2008 
 
Ex Ineos, prime riassunzioni Mangiarotti punta al rilancio  
Alla Finmek cassa integrazione prorogata fino all’agosto 2009
 
 
La società friulana Mangiarotti sta lavorando con determinazione per riattivare nell’arco si presume di un paio di anni lo stabilimento ex Ineos Films di via Timavo. La società ha effettuato anche alcune assunzioni e in un nuovo incontro con la Provincia, responsabile per le politiche attive del lavoro, ha preannunciato di voler assumere tutti i manutentori della fabbrica di materia plastiche, destinata a essere riconvertita per operare nel campo meccanico, costruendo manufatti molto complessi e ingombranti. L’intenzione della società sarebbe quella di trasferire a Monfalcone la produzione che ora viene realizzata a Sesto San Giovanni dalla Mangiarotti Nuclear Spa, che produce reattori, generatori di vapore e accessori per le centrali nucleari e ha ottenuto ordini relativamente a tre centrali in costruzione negli Usa. Mangiarotti avrebbe manifestato la necessità di assumere 35 persone, che verrebbero quindi formate negli altri stabilimenti di proprietà della società in Friuli. L’azienda starebbe già effettuando dei colloqui a questo scopo. La Provincia da parte sua sta quindi operando, d’intesa con la Regione, per attivare entro la fine dell’anno e nel corso del prossimo i corsi utili a riqualificare la novantina di ex lavoratori Ineos che si trovano in mobilità. I corsi, che saranno realizzati a Monfalcone da parte degli enti formativi abilitati, saranno mirati alla creazione di saldatori specializzati, tecnici di carpenteria e congegnatori meccanici. «Tra l’altro in provincia mancano circa 300 tra saldatori e carpentieri», spiega l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin, che con la Regione sta costruendo i percorsi formativi. I corsi dovrebbero essere in tutto dieci e aperti a dieci lavoratori alla volta, mentre i tirocini potrebbero essere effettuati in alcune imprese dell’Isontino. Anche su questo fronte l’assessore Visintin ha già iniziato a muoversi, prendendo contatti con le industrie meccaniche del territorio. Mangiarotti ha intanto avviato anche un confronto con il Comune sul progetto di riutilizzo dell’area di via Timavo, confinante con il porto di Monfalcone. La Provincia da parte sua ha quindi proposto alla società la creazione di un tavolo tecnico in cui siedano tutti gli enti chiamati a rilasciare le autorizzazioni necessarie al progetto di modifica del sito industriale. E’ comunque evidente come i tempi della riconversione, due anni appunto, non coincidono con quelli della mobilità, che scadrà alla metà di agosto del 2009.
Intanto martedì a Roma le organizzazioni sindacali sottoscriveranno la proroga per un altro anno della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti del gruppo Finmek, tra cui si trovano anche 85 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Ronchi dei Legionari, acquistato poi nel febbraio del 2007 dall’Mw. La proroga della Cigs, che scadeva il 31 agosto, è stata decisa da un decreto del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Poi si tratta di attivare delle iniziative con la Provincia e la Regione – afferma il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto – per ricollocare i lavoratori che non sono stati riassorbiti in Mw».
Laura Blasich

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