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Il Piccolo, 27 novembre 2010 
 
SCUOLA. ALL’EINAUDI-MARCONI 
Badge e registro elettronico contestati dagli studenti

Contestano i badge presenze e l’iPad utilizzato come registro elettronico di classe. Agli studenti dell’Istituto tecnico Einaudi-Marconi di Staranzano la tecnologia non piace. Vorrebbero tornare al vecchio sistema cartaceo. Lo precisano in una nota in cui spiegano anche che l’occupazione del campetto scolastico avviata la scorsa settimana non è stata promossa per contestare l’indisponibilità degli insegnanti ad accompagnare le classi in gita, quanto per informare tutti gli studenti sulle conseguenze della riforma Gelmini all’interno dell’istituto (diminuzione ore di laboratorio, taglio dei fondi che portano alla riduzione delle cattedre, aumento degli alunni per classe, cambiamento degli indirizzi di studio). Gli studenti sottolineano che la maggior parte dei docenti ha apprezzato il comportamento tenuto dai ragazzi durante l’autogestione, ma affondano una stoccata all’indirizzo del dirigente scolastico che, a loro dire, con i badge e l’iPad «privilegia strumentazioni di dubbia utilità».
Di fatto ritengono superfluo strisciare all’ingresso a scuola il badge dal momento che poi, in classe, viene comunque fatto l’appello e compilato il registro cartaceo. Dove invece c’è il registro elettronico, i tempi per segnare presenze e assenze sull’iPad sono troppo dilatati,
«Siamo una scuola tecnica e tecnologica – risponde il preside Marco Fragiacomo – e avere la situazione delle presenze in un data base rientra negli obiettivi del nostro indirizzo. Forse i ragazzi non riescono a capirne il valore. In ogni caso sono iniziative che sono state approvate dal Consiglio d’istituto con parere favorevolissimo dei genitori».
Il dirigente riconosce che l’iPad ha presentato alcuni limiti, ma parla di problemi tecnici già risolti e ritiene l’impianto valido. «L’informatizzazione ci permette di risparmiare tempo a livello di segreteria – sottolinea -. L’obiettivo è comunicare tempestivamente con i genitori. Non si tratta certo di un controllo di poliziesco, è piuttosto un modo per informare. Se il sistema funzionerà, e lo sta facendo abbastanza bene, allora l’anno prossimo esporteremo il registro elettronico ad altre classi. In caso contrario, torneremo all’inchiostro e al calamaio. In ogni caso ritengo che la protesta sia espressione di una minoranza, non di tutti gli studenti». (s.b.)

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Il Piccolo, 29 novembre 2009
 
Omofobia, incontro all’Itis con gli esperti

La scuola si interroga, riflette e coinvolge genitori e studenti per contrastare il bullismo, che spesso si indirizza verso chi si pensa diverso, anche sotto il profilo dell’orientamento sessuale. L’Isit Einaudi ha così deciso di accogliere la proposta dell’Ass di ospitare mercoledì, alle 18, un incontro dal titolo ”Omofobia: conoscere, riflettere, intervenire”. L’appuntamento servirà al Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste, in collaborazione con Arcigay ”Nuovi passi” e Arcilesbica di Udine, per presentare il progetto ”A scuola per conoscerci. Isolamento sociale, bullismo e omofobia: strategie d’intervento in ambiente scolastico”. L’associazione illustrerà inoltre i dati ricavati dalla ricerca ”Benessere psicofisico e omofobia interiorizzata delle persone con diverso orientamento sessuale nel Friuli Venezia Giulia”. La ricerca è stata realizzata sotto la supervisione del professor Giovanni Battista Flebus dell’Università di Trieste e della psicologa Margherita Bottino, presente insieme alla psicoterapeuta Adriana Monzani, alla presidente del Circolo Arcobaleno Maria Ginaldi e al responsabile scuola Davide Zotti. Il progetto ”A scuola per conoscerci” prevede due interventi, rivolti agli studenti del triennio delle superiori sul tema del bullismo omofobico e del pregiudizio sociale verso le persone omosessuali.

Messaggero Veneto, 04 marzo 2009 
 
Controlli a scuola, Perrone si rivolge a Gherghetta 
STARANZANO
 
 
STARANZANO. L’attivazione di un badge magnetico contapresenze all’Itc-Iti Einaudi Marconi di Staranzano è oggetto di un’interrogazione presentata al presidnete della Provincia, Enrico Gherghetta, dal consigliere provinciale del Pdci, Alessandro Perrone, che chiede se corrisponda al vero che la scuola superiore, d’alto livello qualitativo e nota anche per le innumerevoli attività extra-curriculari attente al territorio e alla comunità locale, controlli le entrate di studentesse e studenti tramite un sistema di controllo attraverso un badge magnetico.
«Tale sistema – scrive Perrone – a detta dei dirigenti scolastici dovrebbe combattere la dispersione scolastica e responsabilizzare i ragazzi e pare sia connesso direttamente alla valutazione del voto in condotta dei ritardatari». Dubitando che la responsabilizzazione degli alunni possa passare attraverso il controllo dei loro movimenti, «inculcando in loro, non tanto il giusto senso del dovere, quanto il timore per l’istituzione scolastica», Perrone chiede a Gherghetta se ritiene di intervenire nei confronti della dirigenza scolastica «affinché investa sforzi e risorse in un sistema educativo basato su consapevolezza e crescita del senso critico di tutte e tutti, più che abituarli a un sistema arbitrario di stile coercitivo e autoritario col rischio di offuscarne capacità e intelligenze».

Il Piccolo, 06 marzo 2009 
 
INTERROGAZIONE IN PROVINCIA  
Perrone: no al badge all’Iti-Itc
 
 
L’Iti-Itc di Staranzano non è l’unica scuola dell’Isontino che ha deciso di dotarsi di nuovi sistemi per il controllo delle presenze degli studenti, ma l’uso dei badge magnetici introdotto lo scorso autunno nell’istituto ha richiamato l’interesse del consigliere provinciale del PdCi Alessandro Perrone. Tanto da convincerlo a portare il caso dell’istituto tecnico e commerciale all’attenzione della Provincia attraverso un’interrogazione. Perrone sottolinea come l’Iti-Itc di Staranzano sia una scuola superiore d’alto livello qualitativo, esprimendo un giudizio preoccupato sull’uso dei badge per controllare la presenza degli studenti, uno dei criteri, da sempre presenti, per la valutazione del comportamento. Il consigliere del PdCi chiede all’assessore provinciale all’Istruzione Salomoni se l’uso del sistema «sia connesso alla valutazione del voto in condotta dei ritardatari». Perrone dubita inoltre che «la responsabilizzazione degli alunni possa passare attraverso il controllo dei loro movimenti, inculcando in loro, non tanto il giusto senso del dovere, quanto il timore per l’istituzione scolastica». Il consigliere del PdCi quindi domanda a Salomoni se ritenga «di intervenire nei confronti della dirigenza, affinché investa sforzi e risorse in un sistema educativo basato sulla crescita del senso critico».

Il Piccolo, 12 febbraio 2009 
  
NUOVO ORGANISMO  
Assemblea permanente a difesa della scuola  
Saranno rappresentate tutte le componenti. Un primo incontro già alla fine del mese
 
 
Un’assemblea permanente a difesa della scuola. Un laboratorio di confronto e di disamina dei problemi e delle necessità espressi dagli istituti e da quanti ruotano attorno al mondo scolastico, che nel Monfalconese rappresenta, in termini di utenti, una realtà con il tasso di crescita più alto dell’Isontino. Il progetto si pone l’obiettivo di aggregare studenti, genitori, insegnanti e personale scolastico, dirigenti, sindacati, nonchè esperti e operatori del settore, per affrontare difficoltà e istanze, sostenendo con maggiore peso le richieste ai livelli superiori, regionale e ministeriale, attraverso un’azione coordinata e strutturata. Con questo spirito, i dirigenti scolastici delle scuole Randaccio, Giacich, del liceo Buonarroti e dell’Iti-Itc Einaudi, i rispettivi docenti, i rappresentanti dei genitori e degli studenti, nonchè i consigli di istituto, il personale Ata e le organizzazioni sindacali, provinciali e le Rsu di ciascun istituto, assieme agli assessori comunale e provinciale all’Istruzione, vengono chiamati a costruire questo spazio d’interscambio e proposta. Il primo incontro è previsto per il 25 febbraio alle 17.30, al Centro giovani di viale San Marco. La formula intende ripercorrere l’esperienza dell’Open day.
«L’idea – spiega il vicesindaco Silvia Altran – è di effettuare una prima fase per la promozione della partecipazione aperta a tutti i portatori di interesse, onde verificare la disponibilità a stabilire un confronto stabile sul tema della scuola». Un coordinamento cittadino e territoriale che possa riunire, articolandosi anche in lavori di gruppo, persone con le più diverse competenze e aspettative, potendo affrontare congiuntamente e organicamente i problemi posti dal sistema scolastico in genere, ma anche alla luce delle novità scaturite dalla riforma Gelmini e dalla Finanziaria varata la scorsa estate. Il tutto, continua la Altran, è scaturito dalle sollecitazioni provenienti da studenti, insegnanti e genitori già in autunno, quando erano sortite le prime proteste. Un movimento spontaneo, volto alla tutela della scuola pubblica, al quale si è associata anche la componente sindacale del personale scolastico, nel sollecitare maggiore incisività e azione, oltre a una organica opera informativa. In Consiglio è quindi approdata una mozione, approvata dalla maggioranza, che ha sancito l’istituzione di questo organismo stabile.

Il Piccolo, 09 febbraio 2009 
 
Svastiche, forse un oltraggio a Pahor  
I simboli nazisti comparsi a Staranzano su muri e una campana del vetro 
È possibile che l’azione sia indirizzata allo scrittore che ha incontrato i giovani
 
 
STARANZANO Svastiche contro Boris Pahor. Lo pensano i residenti della zona di via Gorizia a Staranzano all’indomani dell’incontro di qualche giorno fa tra lo scrittore sloveno e il pubblico all’Iti Einaudi-Marconi. «È un affronto premeditato allo scrittore. Se fosse questo il motivo del gesto insano siamo inorriditi e protestiamo energicamente per questa ennesima provocazione perpetrata proprio in momenti in cui le nostre zone e l’Italia ricordano i brutti momenti della sua storia. E parliamo del Giorno della Memoria (il 27 gennaio) e il Giorno del Ricordo che si celebra il prossimo 10 febbraio». A protestare sono i residenti di via Gorizia a Staranzano i quali si sono accorti che sulla campana di vetro di fronte a un condominio e nella parte posteriore di un edificio, ignoti hanno disegnato con una bomboletta spry una grande svastica nazista e una “stella a cinque punte”. La “croce uncinata”, sembra proprio con uno scopo ben preciso, è comparsa anche su un edificio che guarda caso è adiacente a piazza Risiera San Sabba. Ieri è stata prontamente ripulita. Secondo quanto dichiarato da alcune persone, sembra che nella zona sia stata disegnata “in sfregio” alla presenza del grande scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor, che qualche giorno prima era stato ospite dell’Iti Einaudi-Marconi invitato dalla scuola e dalla biblioteca comunale nell’ambito del progetto «Incontri con gli autori», ottenendo una grande partecipazione di pubblico. Pahor, infatti, aveva parlato fra l’altro nella sua lunga conversazione con il pubblico (tutto è raccontato dettagliatamente nel suo capolavoro “Necropoli”), degli orrori nazisti verso gli ostaggi, del campo di concentramento di Natzweiler-Struthof dov’era rinchiuso, del suo trasferimento in Alsazia tra neve e gelo e di altri campi che non c’entravano con l’Olocausto, ma che avevano lo scopo di distruggere le persone per fame e malattia.
I residenti di via Gorizia, che ipotizzano la presenza di scritte vandaliche anche in altre zone del paese, hanno avvisato immediatamente la Polizia municipale e gli uffici del Comune che hanno assicurato il loro interessamento nel più breve tempo possibile facendo intervenire gli operai di Iris per eliminare quelle scritte. Per quelle del condominio, invece, dovranno arrangiarsi gli stessi condomini a loro spese poiché l’azienda multiservizi non può effettuare interventi all’intero di strutture private. Il Comune fa sapere di segnalare altre “croci uncinate” agli uffici comunali se trovati in altre parti del paese.
Ciro Vitiello

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