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Il Piccolo, 04 novembre 2010 
 
INFORTUNIO NELLA NUOVA PANEL-LINE DELLO STABILIMENTO NAVALE DI PANZANO 
Operaio ferito, scattano 2 ore di sciopero 
Escluse complicazioni per il dipendente diretto Pietro Carnese, carpentiere di 28 anni

Imprigionato con una gamba tra un rullo e un pannello mentre spostava una lamiera nella nuova panel-line: un infortunio simile a quello che nell’aprile 2009 era costato la vita al croato Juko Jerko, ha visto coinvolto ieri un dipendente diretto di Fincantieri, il carpentiere Pietro Carnese, 28 anni. L’uomo è stato soccorso dall’ambulanza di servizio nello stabilimento e trasferito all’ospedale di San Polo. I controlli ai quali è stato sottoposto non hanno rilevato complicazioni, tanto che già oggi Carnese potrebbe essere dimesso con una prognosi di pochi giorni. Ma sono state la dinamica dell’incidente e l’analogia con l’episodio mortale del 2009 a far scattare la protesta della Rsu che ha proclamato uno sciopero nelle ultime due ore di ogni turno. «A un anno e mezzo dall’infortunio nella nuova linea pannelli e che ci ha visto piangere il nostro collega Jerko – scrive la Rsu Fim-Fiom-Uilm – la realtà si è riproposta. Due coincidenze troppo simili perché si possano attribuire al caso. Un lavoratore Fincantieri è rimasto infatti imprigionato con la gamba tra la rulliera e una lama durante lo spostamento di un pannello. Un pannello che non avrebbe dovuto muoversi ma, rimasto agganciato a un secondo manufatto, avanzava causando l’incidente. Il lavoratore è stato ricoverato all’ospedale. Questo grave episodio è emblematico e mette in evidenza il comportamento dell’azienda sulle disposizioni di sicurezza, sottolineando ancora una volta come principale responsabile delle violazioni delle regole sia Fincantieri. Passa, con queste logiche sempre più pressanti, l’idea che sia il profitto al centro dell’interesse aziendale, e non i lavoratori».
Fincantieri, dal canto suo, declina ogni responsabilità sull’accaduto. In una lettera affissa in bacheca nello stabilimento l’azienda rileva come «l’infortunio è riconducibile a comportamenti di singoli soggetti non consoni alle regolari modalità di lavoro che hanno originato condizioni di non adeguata sicurezza. In particolare – rileva l’azienda – il posizionamento dei pannelli sulla linea è stato attuato non rispettando le necessarie distanze tra pannelli al fine di consentire il corretto impiego delle attrezzature utilizzate per la traslazione. L’azienda si riserva di adottare i provvedimenti necessari nei confronti dei responsabili dell’accaduto». (f.m.)

Il Piccolo, 14 novembre 2010

IL 22 SI CHIUDE LA CASSA INTEGRAZIONE 
Fincantieri, presidio di protesta ai cancelli 
Sempre più duro lo scontro tra azienda e sindacati sulla sicurezza nel posto di lavoro

La vertenza aperta da Fim, Fiom, Uilm sulle modalità  di uso della molatura all’interno dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone si fa sempre più dura, mentre si avvicinano scadenze produttive importanti. Dopo lo sciopero di mercoledì, che ha bloccato i diversi settori del cantiere navale durante buona parte della giornata, l’annuncio del presidio di ieri, organizzato per rafforzare il blocco dello straordinario, ha vuotato lo stabilimento, come accade ormai di rado al sabato mattina. I lavoratori, sia dipendenti sia, in numero maggiore, delle imprese dell’appalto, non si sono nemmeno avvicinati all’ingresso del cantiere navale. Perlomeno di prima mattinata. Qualcuno si è fatto vivo attorno alle 9, sperando magari che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali se ne fossero già andati, cosa che non è avvenuta, se non verso le 11, ed è stato pertanto convinto a non entrare. Magari dopo uno scambio di battute dal tono teso. «Perché non scioperate a oltranza? E i problemi che ci sono sulla nave in bacino a quelli ci pensate?», ha detto un operaio di una ditta esterna. Il nodo, però, stando a Fim, Fiom, Uilm, sta anche qua: evitare di allargare le maglie degli accordi esistenti in materia di sicurezza e salute che, secondo i isndacati, sono già di difficile applicazione, soprattutto nelle aree in cui operano le imprese dell’appalto e del subappalto. Dopo che l’ultimo incontro con la società, martedì scorso in stabilimento non ha segnato dei passi avanti rispetto le richieste avanzate dai sindacati (presentazione di un piano di investimenti, modifica dei cicli produttivi) per mettere in piena sicurezza l’impiego della molatura contestualmente alle lavorazioni di saldatura, le azioni di pressione sembrano destinate a proseguire nei prossimi giorni. Le Rsu si ritroveranno domani per fare il punto e decidere come proseguire la vertenza. Intanto si avvicinano scadenze produttive importanti. Una data ancora non c’è, ma pare che Carnival Magic, il nuovo colosso in realizzazione su commissione di Carnival Cruise Line, varato a fine agosto, debba effettuare i primi test in mare aperto già nel corso del prossimo mese. L’ultimazione della nave da crociera, lunga 306 metri, larga 42 e alta 64, con una stazza lorda di 130mila tonnellate e una velocità massima di 23 nodi, è prevista per aprile del 2011, visto che la crociera inaugurale nel Mediterraneo salperà da Venezia il primo maggio. Ormai imminente è anche l’impostazione in bacino del primo blocco della gemella di Magic e Dream, che la società armatrice ha deciso di chiamare “Breeze”, cioè brezza. La realizzazione della super-nave da crociera è programmata per l’estate del 2012 e non dovrebbe subire ritardi, anche se i motori diesel a essa destinati saranno dirottati sulla Costa Fascinosa, già in costruzione in bacino nello stabilimento Fincantieri di Marghera. I propulsori in costruzione alla Wartsila di Trieste per Breeze sono del resto identici, modello W46 a 12 cilindri, ai sei affondati a settembre a 20 metri di profondità al largo di Venezia.
L’impostazione del primo blocco è condizionata comunque anche dalla conclusione degli interventi di manutenzione straordinaria che stanno interessando il bacino del cantiere navale di Monfalcone, dove alla fine della prossima settimana si chiuderà la cassa integrazione ordinaria per tutti i lavoratori ancora coinvolti. Il rientro delle maestranze è previsto per il 22 novembre, mentre il giorno successivo a Roma si terrà un incontro di gruppo tra società e sindacati sui carichi di lavoro, dove dovrebbe emergere se i “buchi” nella produzione degli altri stabilimenti del gruppo saranno tamponati con un trasferimento di personale a Monfalcone.

Il Piccolo, 13 giugno 2008 
 
EMERGENZA SICUREZZA  
Investito da un carrello in Cantiere Operaio ricoverato all’ospedale  
Trasportato al San Polo anche un altro lavoratore colto da malore 
I sindacati hanno sollecitato immediate misure di prevenzione. L’azienda valuterà la dinamica per tentare di ridurre le possibilità di rischio
 
 
Un operaio originario del Bangladesh di 26 anni, Hossain Alamagir, residente a Gorizia, è stato investito ieri da un mezzo in manovra nella banchina dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. Il dipendente della ditta esterna ha riportato la frattura della caviglia della gamba destra e rimarrà lontano dal lavoro almeno 30 giorni. E sempre ieri mattina un altro operaio è stato soccorso e portato all’ospedale dopo essere stato colto da malore. Quello di ieri è l’infortunio più serio che si è verificato dal 22 aprile, giorno in cui all’interno del cantiere navale perse la vita, nella nuova linea blocchi, l’operaio croato Jerko Juko. L’incidente ha comunque avuto luogo all’indomani della nuova strage sul lavoro di cui è stata teatro l’Italia: sei operai morti in Sicilia, altri tre lavoratori in altrettante zone del Paese. In stabilimento ieri si è quindi scioperato per un’ora alla fine di ogni turno, perché le Rsu Fim, Fiom, Uilm hanno deciso di non passare sotto silenzio l’orribile serie di morti sul lavoro di mercoledì. Non lo ha fatto nemmeno la Rsu Fim, Fiom, Uilm di Ansaldo sistemi industriali, che pur non proclamando un’iniziativa di protesta ha diffuso un volantino in cui si ribadisce l’esigenza di attuare l’ultimo decreto sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. L’incidente si è verificato poco dopo le 7.30, sulla riva E dello stabilimento Fincantieri, dov’è ormeggiata la Ruby Princess per completare l’allestimento. Una fase della produzione che vede, com’è accaduto ieri, molte persone e molti mezzi muoversi nella stessa area. Stando a quanto ricostruito dall’azienda, un lavoratore dell’appalto, abilitato e formato per la mansione, stava effettuando una manovra con un carrello. In retromarcia, il lavoratore ha urtato il cordolo che delimita l’area di operatività dei mezzi. A ridosso dello stesso cordolo si trovavano però anche due lavoratori dell’appalto, non in fase operativa, e quindi il carrello ha colpito uno dei due operai fratturandogli il malloelo del piede destro. L’operaio è stato subito soccorso dal personale dello stabilimento Fincantieri, dove poi sono arrivati, oltre alla polizia, anche i vigili del fuoco e un mezzo del 118. Il personale sanitario e i vigili del fuoco ieri mattina hanno comunque dovuto affrontare anche un’altra emergenza nello stabilimento, verificatasi quasi in contemporanea con l’infortunio, perché un lavoratore ha accusato un malore mentre si trovava a bordo della Ruby Princess. Ricoverato per accertamenti è stato dimesso in giornata. La Rsu Fim, Fiom, Uilm ieri ha denunciato dopo l’incidente l’eccessiva congestione della riva E e lo scarso coordinamento esistente tra i vari trasporti di materiali nell’area. L’azienda ieri ha sottolineato di voler capire tutta la dinamica dell’incidente di ieri mattina per poi cercare, se ne esistono i margini, di ridurre ancora le possibilità di rischio presenti nell’area.
Laura Blasich

Il Piccolo, 14 giugno 2008 
 
SINDACATI  
«Sulla Ruby Princess alto rischio-infortuni»  
Denuncia della Rls di Fincantieri dopo un’ispezione sulla nave 
Una situazione che i rappresentanti per la sicurezza hanno definito «disastrosa»
 
 
I rappresentanti del lavoratori per la sicurezza e le Rsu di Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento Fincantieri tornano a puntare il dito sulla situazione in materia di sicurezza all’interno del cantiere navale. In particolare di quella, definita «disastrosa», riscontrata a bordo della Ruby Princess, in fase di allestimento e ormai prossima alla prima uscita in mare aperto. L’area della banchina alla quale la Ruby è ormeggiata è stata fra l’altro teatro di un infortunio sul lavoro giovedì. «Nonostante gli accordi fatti nelle commissioni che si svolgono settimanalmente – denunciano Rsu e Rls -, dove vengono presi impegni da parte dell’azienda, dove viene assicurato il rispetto delle regole e degli accordi sottoscritti in tema ambiente e sicurezza, dove vengono verbalizzate le buone intenzioni, nella pratica manca assolutamente la conseguenza di tutto ciò». Nell’ispezione che ha avuto luogo ieri mattina a bordo della Ruby, sul ponte 17, gli Rls hanno riscontrato «una situazione del tutto inaccettabile», come spiegano in una nota scritta che i sindacati hanno subito inviato alla direzione dello stabilimento. Nel corso del sopralluogo i rappresentanti per la sicurezza hanno osservato ponteggi eseguiti senza alcun criterio, mancato rispetto delle procedure di coibentazione, mancato utilizzo dei Dpi (Dispositivi di protezione individuale) necessari per le lavorazioni sulla lega leggera. E poi ancora «l’imbarco dei materiali con ammagliatori improvvisati, non formati e in zona non recintata, cavi e quadri elettrici 380V a terra e non separati dai tubi di alimentazione dei gas tecnici, materiali ingombranti, disordine e pulizia del tutto assente». Gli Rls e le Rsu hanno voluto quindi «sottolineare lo scarso impegno e una cattiva gestione del processo produttivo da parte della struttura Fincantieri deputata al controllo, soprattutto nelle aree di maggior rischio». «Quella che i rappresentanti sindacali hanno assunto – chiarisce il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, Moreno Luxich – non è una posizione demagogica, ma un atto dovuto per eliminare tutte le possibili cause di rischio. I lavoratori che ieri stavano operando in quel modo o non sono stati formati o lo sono stati in modo insufficiente, al di là appunto delle rassicurazioni che l’azienda continua a darci». Il nuovo protocollo che regola l’attività e le mansioni dei guardiafuoco e dei vigili del fuoco interni, rispettivamente 29 e 18 persone, alle quali la Rsu Fim, Fiom, Uilm l’ha presentato in assemblea in questi giorni, prevede intanto verifiche mensili con l’azienda almeno per un anno. «Il protocollo sarà inoltre “blindato”, cioé non potrà essere oggetto di interpetazioni personali», sottolinea Luxich.

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