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Il Piccolo, 19 ottobre 2010 
 
L’ANNUNCIO NEL CORSO DEL VERTICE A VICENZA TRA SINDACATI E AZIENDA 
Cartiera Burgo, a dicembre chiude la linea 1 
A fine anno scade anche il contratto di solidarietà siglato per congelare i 50 esuberi

Dopo un’agonia durata due anni, chiude la linea 1 della Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. L’annuncio da parte della proprietà è scaturito nel corso del vertice convocato all’Assindustria di Vicenza, cui hanno preso parte anche alcuni delegati dello stabilimento locale. Dall’autunno 2008 la linea 1, l’impianto più datato della fabbrica, familiarmente chiamato “Anna” dagli operai, risultava in fermo produttivo. Mentre le altre linee, la 2 e la 3, pur colpite a singhiozzo da iniezioni di cassa integrazione hanno continuato a funzionare, per l’impianto in questione la ripresa della produzione, al di là degli interventi manutentivi, non è mai stata riavviata. Entro dicembre, dunque, “Anna” andrà in pensione.
D’altro canto, il perdurare della difficile congiuntura economica cui si imputa d’aver provocato a livello internazionale un crollo verticale della domanda di prodotto, aveva segnato un biennio da dimenticare, con ricadute pesanti sui fatturati. E appena adesso si inizia a intravedere un’inversione di tendenza. Per una cattiva notizia che allarma i rappresentanti dei lavoratori ve n’è, infatti, un’altra che spinge i sindacati a un cauto ottimismo: l’andamento positivo di Burgo group, illustrato dall’azienda nel corso dell’incontro vicentino. Merito della ristrutturazione che Burgo group, risultato della fusione tra il cartario torinese Burgo e la famiglia famiglia vicentina Marchi (43,3% del capitale), ha avviato a partire dal 2004, la prima metà dell’anno ha registrato un fatturato consolidato di 1,15 miliardi di euro (erano 1,02 miliardi nel primo semestre 2009) e un margine operativo lordo di circa 82 milioni di euro (erano 72 milioni nel 2009). L’indebitamento finanziario netto è sceso di 76 milioni. Stando alle previsioni riferite dal neoriconfermato delegato Rsu Adriano Valle (Ugl), nel 2011 “ci saranno investimenti per 30 milioni di euro, 12 dei quali verranno posti sulla manutenzione ordinaria nei diversi stabilimenti del gruppo”. La rimanente quota sarà distribuita invece negli impianti di Sora e Avezzano. “La proprietà – ha spiegato Valle – concentrerà gli investimenti sul funzionamento delle centrali turbogas delle fabbriche, strategicamente chiamate ad aumentare il margine dei profitti”. Segnali positivi anche sul fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali, che nei primi nove mesi di quest’anno è diminuito dell’ 85% rispetto al 2009. Per assenza di ordinativi l’azienda si è invece vista costretta a confermare la terza settimana consecutiva di Cigo alla cartiera di Toscolano: “Se la tendenza non verrà invertita – ha commentato il sindacalista dell’Ugl – nei primi mesi del 2011 sarà purtroppo dichiarata la chiusura anche di questo stabilimento, dopo le fabbriche di Marzabotto e Chieti”. Per quanto riguarda invece le trattative in corso alla Cartiera Burgo di San Giovanni, a fine anno scadrà l’accordo sul premio produzione e dunque i sindacati saranno chiamati al rinnovo dell’intesa con la contrattazione di secondo livello. Altro importante scoglio da affrontare, per tamponare i circa 50 esuberi, la proroga per l’anno venturo del contratto di solidarietà, il cui termine è fissato il 31 dicembre 2010. Intanto è stata resa nota la nuova Rsu votata nei giorni scorsi dai 450 lavoratori: Uil e Cgil hanno perso un delegato rispetto all’ultima nomina. Questi i nominativi: per la Cisl Mauro Benvenuto, Roberto Pugliese e Alessandro Matteacci; per la Cgil Maurizio Goat, Simone Cumin e Francesco Vozza; mentre per l’Ugl Adriano Valle (il più votato in assoluto con 39 voti per Rsu e 79 per Rsl) e Andrea Capun; e per la Uil Luca Mian.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 10 dicembre 2010 
 
Cartiera Burgo, trattative a oltranza 
Sul tappeto il rinnovo del contratto di solidarietà ai lavoratori
A fine anno la linea 1 cesserà la produzione, settanta esuberi dichiarati

Sono proseguite fino a ieri in tarda serata le trattative alla Confindustria di Trieste per il rinnovo del contratto di solidarietà alla Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Il tavolo, convocato per discutere punto per punto le condizioni avanzate nel precedente incontro dall’azienda, ha preso avvio alle 14. Ma le prime quattro ore sono servite solo per affrontare la materia del documento presentato la volta prima da Burgo group. I sindacati hanno proposto le proprie modifiche, concertate assieme agli operai, consultati nel corso dell’assemblea di fabbrica di martedì. Dopodiché i rappresentanti della proprietà si sono ritirati per altri sessanta minuti. Quindi il braccio di ferro serrato sul tema più delicato: la riorganizzazione del settore manutentivo. Come noto, i vertici aziendali hanno avanzato la richiesta di trasformare a giornata il turno diurno di un meccanico e un elettricista, chiamati a garantire anche la reperibilità sulle 24 ore nelle giornate infrasettimanali (durante i giorni festivi l’organico resta allo stato attuale), previa retribuzione ulteriore di 80 euro settimanali.
Fino a sera inoltrata le parti sindacali hanno strenuamente difeso le posizioni, avanzando la controproposta che ogni deroga al contratto nazionale di categoria – e sul riassetto della manutenzione e sulla riduzione dei turni di riposo, avvenga su base volontaria e non obbligatoria – come invece appunto vorrebbe Burgo group. In caso di mancata riconferma, da parte dell’azienda, della volontà di sottoscrivere il contratto di solidarietà, per i lavoratori dello stabilimento di San Giovanni di Duino, si prospetterebbe lo scenario della cassa integrazione straordinaria e dei licenziamenti, stante i 70 esuberi dichiarati dalla proprietà. A fine anno infatti, secondo quanto annunciato, la linea 1 cesserà definitivamente la produzione. A causa della difficile congiuntura economica e della crisi attraversata dal mercato cartaio negli ultimi anni, l’impianto risultava dal 2008 in fermo forzato. (ti.ca.)

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