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Il Piccolo, 04 luglio 2010
 
INTANTO CGIL,CISL E UIL PROVINCIALI CHIEDONO UN INCONTRO UFFICIALE COL MINISTRO 
Maroni in città? Volantinaggio delle tute blu per sollecitare una reale politica d’integrazione

Mentre le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di poter incontrare domani il ministro degli Interni Roberto Maroni, che potrebbe decidere, come annunciato dalla Lega Nord, di fare tappa a Monfalcone dopo gli impegni istiuzionali previsti a Trieste e Udine, i sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm saranno in piazza della Repubblica alle 18 per distribuire volantini sul tema dell’immigrazione e del lavoro. «Non privilegi, ma parità ed equità di trattamenti per un’integrazione reale» è quanto i sindacati dei metalmeccanici credono serva a Monfalcone e non solo. «L’Italia ha mandato 27 milioni di italiani nel mondo, il numero maggiore tra i Paesi europei – affermano Fim, Fiom e Uilm -. È grave che oggi non riesca a darsi un diritto e delle politiche di legalità ed accoglienza. Qui oggi vivono e lavorano diverse migliaia di immigrati, comunitari e no. Essi sono per la nostra città, per la nostra economia, per la nostra società una risorsa importante nel presente e nel futuro». Nel volantino che sarà distribuito domani pomeriggio in centro i sindacati dei metalmeccanici sottolineano di non ritenere che gli immigrati abbiano solo diritti e nessun dovere. «Ad esempio solo il 2,3% delle case popolari regionali sono a loro affidate – affermano -, mentre in tutto il Paese i lavoratori immigrati producono il 10% del Pil. Le aziende stesse confermano che non potrebbero farne a meno. I lavoratori immigrati pagano 21 miliardi di contributi aiutando a sostenere anche le ”nostre” pensioni di oggi. Lavorano e regolarmente pagano le tasse: spesso accade che siano loro le vittime di paghe irregolari, sfruttati nel mondo del lavoro, ricattati nella loro condizione di lavoratori immigrati». E spesso agli stranieri, ricordano ancora Fim, Fiom e Uilm, viene affidata la cura delle persone come nel caso delle badanti o le occupazioni più dure e umili.
«Non è nemmeno vera l’equazione, come i dati forniti dalle Questure dimostrano, che immigrato è uguale a delinquente», aggiungono i sindacati dei metalmeccanici, che chiedono «pari diritti e pari doveri». «Chi arriva in Italia deve rispettare le leggi e la cultura del nostro Paese e deve a sua volta essere trattato con dignità e rispetto», concludono Fim, Fiom e Uilm, unite senza incrinature su questo fronte.
A Monfalcone il problema dell’integrazione tra comunità  locale e quelle immigrate è legato saldamente a quello dell’occupazione e, quindi, in buona sostanza alle prospettive di lavoro dello stabilimento Fincantieri. E’ questo il nodo di fondo, anche se non l’unico, che i segretari provinciali di Cgil Paolo Liva, Cisl Umberto Brusciano e Uil Giacinto Menis sperano di poter affrontare domani in un incontro con il ministro Maroni. I segretari provinciali si sono quindi rivolti in questi giorni al prefetto di Gorizia Maria Augusta Marrosu per chiederle di farsi promotrice del momento di confronto su temi che rischiano di diventare sempre più “caldi” per Monfalcone.

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