You are currently browsing the tag archive for the ‘michele sorgo’ tag.

Il Piccolo, 23 dicembre 2008
 
Malore sulla «Dream», morto tecnico siciliano 
Infarto fatale per l’ascensorista Giuseppe Lonero, 50 anni, accasciatosi sul ponte 14 della nave

 
Giuseppe Lonero, 50 anni, tecnico di origine siciliana residente a Trieste, dipendente della Schindler Italia, ditta che installa ascensori anche a bordo delle navi passeggeri, è stato stroncato ieri da un infarto, mentre si trovava sul 14.o ponte della Carnival Dream, la più grande passeggeri mai realizzata nello stabilimento Fincantieri di Panzano, ormeggiata in banchina di allestimento.
L’episodio ha suscitato impressione nello stabilimento di Panzano, soprattutto perchè avvenuto a ridosso delle festività di Natale, feste di lavoro per migliaia di cantierini. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo si trovava sul ponte 14 della nave. Verso le 11.30 avrebbe avvisato il suo capo, con cui aveva scambiato poche parole qualche momento prima, che si sarebbe assentato per andarsi a prendere un caffè. Il tempo di girarsi e si è accasciato al suolo privo di sensi. Sono subito scattati i soccorsi con l’allertamento dell’automedica e dei i sanitari del 118 che sono subito arrivati sul posto dall’ospedale di San Polo. A nulla è servito il prodigarsi del personale medico e infermieristico che ha cercato in tutti i modi di rianimare l’uomo senza purtroppo riuscirvi. Per almeno tre quarti d’ora i sanitari hanno praticato al tecnico tutte le tecniche possibili di rianimazione, osservati da vicino da centinaia di lavoratori che, venuti a sapere del malore, confidavano che si trattasse di qualcosa di meno grave. Alla fine il personale medico ha dovuto arrendersi e constatare il decesso dell’uomo. Dolore e costernazione da parte dei lavoratori presenti sul posto.
Il corpo è stato rimosso dopo un paio d’ore per permettere all’autorità giudiziaria di eseguire i rilievi e interrogare il personale presente al fatto e accertare il riconoscimento dell’uomo.
I vertici dell’azienda, hanno espresso il loro cordoglio per la morte del tecnico della Schindler e partecipano al lutto che ha colpito la famiglia del lavoratore, proprio a ridosso delle feste. Quella che si chiude è un anno nero per lo stabilimento di Panzano, dove ai primi di aprile era deceduto un operaio croato di 41 anni, Yuko Jerco schiacciato da una lamiera nella nuova linea-blocchi alle dipendenze di una ditta croata appartenete al consorzio Mistral di Trieste.
E a metà ottobre era morto Michele Sorgo 43 anni, rimasto intrappolato in una porta stagna sulla Ruby Princess, pochi giorni prima della consegna all’armatore.
Ciro Vitiello

 
Messaggero Veneto, 23 dicembre 2008
 
Elettricista 50enne muore per infarto alla Fincantieri
MONFALCONE

 
MONFALCONE. Si è accasciato al suolo dopo aver chiacchiarato per un pò con il titolare dell’azienda di cui era dipendente, la Schindler di Milano, ditta che si occupa in appalto di montaggio e manutenzione ascensori nel cantiere navale della Fincantieri, a Monfalcone. Ha detto: «Vado a prendere un caffè». Si è girato ed è caduto.
Immediatamente i colleghi hanno cercato di portargli soccorso e di rianimarlo, ma per Giuseppe Lonaro, 50 anni, residente a Trieste, ma originario della Sicilia, non c’è stato nulla da fare, nonostante in pochi minuti fossero arrivati sul posto anche il personale del 118 e dell’automedica.
Il decesso è avvenuto ieri mattina nello stabilimento navalmeccanico di Panzano. Un anno davvero nefasto quello del cantiere navale cittadino, già segnato dalle tragiche morti per infortunio di Juko Yerko (ad aprile) e Mauro Michele Sorgo (in ottobre) e ora, a poche ore dal Natale, reso ancora più triste dalla morte di Lonaro, avvenuta come ha riscontrato il medico legale per un arresto cardiaco.
Il malore fatale si è verificato ieri mattina, verso le 11.30, a bordo della Carnival Dream, sul cui ponte 14 l’uomo, elettricista, stava lavorando.
I sanitari hanno cercato di rianimare Lonaro per oltre mezz’ora, ma ogni tentativo è stato vano e il decesso è stato accertato verso le 12.30.
Sul posto erano presenti anche agenti di polizia del commissariato. Il corpo dell’uomo è stato portato all’obitorio dell’ospedale San Polo di Monfalcone. Addolorati e costernati i colleghi e i rappresentanti sindacali. «Pur se naturale, è pur sempre una morte sul lavoro», dicono, sottolineando come ora sia opportuno aprire una indagine per capire se è stata davvero una fatalità o se l’operaio aveva una patologia che avrebbe potuto renderlo inidoneo alle sue mansioni e a lavorare in un ambiente complesso come quello a bordo nave.

Annunci

Il Piccolo, 13 ottobre 2009
 
Solidarietà dei colleghi alla famiglia di Sorgo 
Una messa ricorderà giovedì l’operaio morto un anno fa sulla Ruby

A un anno di distanza il ricordo di Michele Sorgo, l’operaio di Fincantieri morto in un incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess, rimane vivo. Per la famiglia, ma anche per gli amici e colleghi che non hanno lasciato sole la moglie Antonella e la figlia Mary di 7 anni. C’è chi lo ha fatto e lo sta facendo con la sua presenza, chi dando, ancora, il suo contributo. «Un assegno, che come gli altri è stato depositato su un conto intestato a nostra figlia, è arrivato in questi giorni, inviato da colleghi di un altro cantiere del gruppo», dice Antonella, che ha deciso di ricordare Michele a un anno dalla scomparsa, avvenuta il 15 ottobre 2008, anche con una messa, giovedì alle 15.30, nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi. Dodici mesi dopo, Antonella è ancora alla ricerca di chiarezza su quanto accaduto sulla Ruby Princess. «Non so a che punto sia l’indagine della Procura – spiega Antonella Parovel, che non crede in una disattenzione del marito -. Mi auguro si arrivi appunto a fare chiarezza, per noi e perchè non si ripeta mai più quanto ci è accaduto». Come dirà a chiusura della messa giovedì, Antonella ricorda che «non è facile dimenticare le sirene, la polizia che suona alla porta di casa e tutto quello che avviene dopo». Nonostante il dolore, la moglie di Michele Sorgo continua a chiedere attenzione e impegno per migliorare la sicurezza sul lavoro. «Michele amava il lavoro e il lavoro al cantiere – c’è scritto ancora nella lettera che Antonella leggerà nella chiesa di San Lorenzo -. Era parte della sua vita, era contento di alzarsi per varcare quel portone, di assumere le responsabilità che gli avevano affidato. Per noi quel luogo ora è diventato luogo della disgrazia e della sofferenza». (la.bl.)
 
Il Piccolo, 16 dicembre 2008 
 
INFORTUNIO  
«Grazie ai cantierini per il loro sostegno»  
Parla la vedova di Michele Sorgo, morto a bordo della «Ruby»
 
 
A due mesi dalla morte a bordo della Ruby Princess di Michele Sorgo, la moglie Antonella e la figlia Mary hanno voluto ringraziare tutti i lavoratori del cantiere navale di Panzano che le hanno aiutate e stanno continuando a farlo con la propria solidarietà. Colleghi di Michele, e quindi dipendenti Fincantieri, ma anche tanti, tantissimi lavoratori delle imprese in appalto. Antonella e Mary lo hanno fatto con una lettera distribuita ieri nello stabilimento Fincantieri di Panzano, dicendo appunto grazie, ma ribadendo anche l’invito a non dimenticare, perché non ci siano altre morti sul lavoro. «In un momento di dolore come quello che stiamo vivendo – scrivono Antonella e Mary, la figlia di 6 anni – la vosta solidarietà lascia un segno indelebile nel nostro cuore. Vogliamo ringraziare i colleghi che hanno lavorato con Michele e tutti coloro che lo hanno conosciuto. Vogliamo infine ringraziare i lavoratori delle ditte esterne per la vicinanza e la dignità che hanno dimostrato. Fate in modo che la tragedia di Michele non debba più accadere». Antonella Parovel non nasconde di essere rimasta colpita dal nuovo infortunio sul lavoro verificatosi alcuni giorni fa nell’area di costruzione blocchi a terra del cantiere navale.
«Non si può continuare a sperare – sottolinea con forza – che le cose vadano bene invece di fare in modo che quanto è accaduto a noi e ad altre famiglie non succeda più. Finché ce la faccio, continuerò a dirlo, perché glielo devo a Michele. Era il mio perno e ora non c’è più e questo fa male». La moglie di Michele Sorgo non nasconde di non aver sentito vicina proprio l’azienda. «Non per me o mia figlia – spiega -, ma per quanto Michele ha dato al cantiere, che veniva di pari passo con la famiglia. Mio marito non è mai stato uno che andava a lavorare per la fine del mese». Antonella non nasconde anche come accettare la solidarietà arrivata in questi mesi non sia facile. «Anche se so che è fatta con tutto il cuore – aggiunge -. È per questo che abbiamo voluto fare la lettera, per cercare di ringraziare anche quanti non riesco a raggiungere di persona. Come i lavoratori del cantiere navale di Palermo dai quali pure è arrivato un sostegno concreto proprio in questi giorni. A Staranzano si sono mossi la scuola e il sindaco, anche se abitiamo qui da solo un anno». A casa la moglie di Michele Sorgo ha ricevuto anche la visita di un’altra moglie che 17 anni fa ha perso suo marito in un incidente sul lavoro nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. «Non bisogna dimenticare, perché sennò non cambierà niente», dice ancora Antonella, convinta che una battaglia del genere non possa essere abbandonata. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 16 dicembre 2008 
 
La vedova e la figlia di Michele Sorgo ringraziano per la solidarietà ricevuta 
 
MONFALCONE. Il 15 ottobre moriva a causa di un tragico infortunio a bordo della Ruby Princess, in Fincantieri, Michele Mauro Sorgo. Una morte che ha provocato dolore, rabbia, voglia di un cambiamento reale e che ha lasciato sole la moglie Antonella e la figlioletta Mary. E proprio Antonella e Mary hanno scritto una lettera in ricordo del marito e del papà, ringraziando tutti i lavoratori che con la loro solidarietà le hanno aiutate.
«In un momento di dolore come quello che stiamo vivendo – scrivono –, la vostra solidarietà lascia un segno indelebile nel nostro cuore. Vogliamo ringraziare i colleghi che hanno lavorato con Michele e tutti coloro che l’hanno conosciuto. Vogliamo infine ringraziare i lavoratori delle ditte esterne per la vicinanza e la dignità che ci hanno dimostrato. Grazie di cuore a tutti. Fate in modo che la tragedia di Michele non debba più accadere».
Antonella è certa che la vicinanza e la grande solidarietà dei colleghi sia dovuta alla persona che era suo marito, anche se «non è facile accettare di essere aiutati così», dice, ricordando come nei giorni scorsi sia arrivato anche un assegno dalla Fincantieri di Palermo.
Osserva che Fincantieri invece non si è mossa così rapidamente e «forse avrebbe potuto fare qualcosa di più rispetto a quanto ha dato lui al cantiere. Michele non andava a lavorare per la paga di fine mese, ma perchè amava il suo lavoro». Ricorda pure il grande aiuto ottenuto dalla scuola di Staranzano frequentata da Mary e dal sindaco Presot, «nonostante siano pochi mesi che abitiamo qui».

Messaggero Veneto, 15 ottobre 2009 
 
Messa per Michele Sorgo 
A Ronchi
  
 
RONCHI. Michele “Micky” Sorgo, l’operaio di Fincantieri morto il 15 ottobre 2008 in un tragico incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess a soli 43 anni, sarà ricordato oggi alle 15.30 nel corso di un messa che sarà celebrata nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi dei Legionari.
Sono trascorsi dodici mesi dalla morte di Michele, ma il suo ricordo è sempre vivo nel cuore e nell’anima della moglie, Antonella Parovel, e della figlia Mary di 7 anni, ma anche dei numerosi amici che in questo anno sono rimasti vicini alla famiglia.
Amici, che pur non essendo vicini fisicamente, non hanno mai lasciato sole Antonella e Mary, tanto che anche nei giorni scorsi è arrivato un assegno dai colleghi di uno dei cantieri del gruppo, con una somma che è stata depositata sul conto intestato alla bimba e che servirà per garantire il suo futuro.
Antonella al termine della cerimonia ricorderà il marito leggendo una lettera, in cui chiede l’impegno concreto di tutti per migliorare la sicurezza sul lavoro.
«Non è facile dimenticare le sirene, la polizia che suona alla porta di casa e tutto ciò che avviene dopo. Michele amava il lavoro e amava il suo lavoro al cantiere. Era parte della sua vita – dice –, era contento di alzarsi per varcare quel portone, di assumere le responsabilità che gli avevano affidato. Per noi quel luogo ora è diventato luogo della disgrazia e della sofferenza».

Il Piccolo, 15 novembre 2008 
  
UN MESE FA LA MORTE DI SORGO  
La moglie commossa dalla solidarietà ricevuta  
Anche aiuti economici da sconosciuti alla famiglia dell’operaio deceduto
 
 
Un mese fa la scomparsa di Mauro Michele Sorgo, il ronchese vittima di un incidente allo stabilimento della Fincantieri. Un triste anniversario che da l’occasione alla moglie Antonella, anche a nome della figlia Mary, di ricordare tutti coloro i quali hanno aiutato la famiglia, sia moralmente, sia anche in termini economici. «Tante persone semplici – sono le sue parole – che si sono adoperate per confortarmi in questo doloroso momento. Gente che non conosco, nomi che non ho mai sentito, ma che porterò sempre nel mio cuore. Sono attonita di fronte all’affetto dimostratomi dalla gente comune, che lavora e che si è privata di una parte dello stipendio per aiutarmi, mentre chi dovrebbe essere presente non si è fatto vivo». Antonella Parovel ricorda quello che è stato un anno funesto per il cantiere. Due morti, due famiglie distrutte, senza papà e mariti, costrette ad affrontare da sole la cruda realtà della vita. «Una mancanza che diventa pesante – continua – come un macigno che non riesci a sollevare. Momenti di panico, in cui le domande di nostra figlia, semplici e spiazzanti, non trovano risposta. Non si può più pensare a una logica di guadagno a scapito delle vite umane. Non voglio che ciò che è successo a me e ad altre famiglie succeda ancora. Senza che sia fatto nulla. Non si può vivere nell’attesa che arrivi un poliziotto che prima di proferire parola ti ha già fatto capire tutto».
Luca Perrino

Il Piccolo, 16 novembre 2008 
 
INFORTUNIO SUL LAVORO  
Solidarietà di Staranzano ai familiari di Mauro Sorgo  
Messa, concerto e raccolta di fondi in ricordo dell’operaio morto a bordo della «Ruby»
  
 
STARANZANO Un concerto alla memoria dello staranzanese Mauro Sorgo, morto sul lavoro lo scorso mese a bordo della Ruby Princess in Fincantieri pochi giorni prima della consegna all’armatore e una raccolta di fondi destinata alla sua famiglia con grande partecipazione di pubblico. Si è sviluppata così la serata di solidarietà che si è svolta a Dobbia organizzata dall’assessore alla Cultura Giorgio Carneglia e che si è aperta con la celebrazione nella chiesetta della frazione di una messa. Poi l’esibizione de coro femminile Audite Nova diretto dalla maestra Gianna Visintin Quargnal e del coro Edi Forza con la maestra Annalisa Miniussi. Entrambe le formazioni corali staranzanesi hanno presentato una serie di brani celebri del loro repertorio classico molto apprezzato dal pubblico. «C’è stata una sincera partecipazione – ha detto Carneglia – e una grande sensibilità da parte di tutta la gente per questa particolare occasione, nella quale era prevista anche la festa di San Carlo. Non avevamo dubbi sull’immensa generosità della gente che ha voluto essere vicino alla vedova Sorgo per partecipare al dolore avuto in questa grande tragedia. Un ringraziamento a tutti». Ogni anno, infatti, la festa di San Carlo organizzata dalle associazioni e dal Comune, effettua una raccolta di fondi a scopo umanitario che poi viene destinata ad associazioni Onlus, come Via di Natale, Burkina Faso o nella ricerca. (ci. vi.)

Messaggero Veneto, 28 ottobre 2008 
 
Monfalcone. Sul tavolo anche i problemi legati alla crisi economica e al numero di commesse  
I sindacati bussano a Fincantieri  
A giorni riprende il confronto per il rinnovo dell’integrativo 
L’azienda annuncia un rallentamento negli investimenti
 
 
MONFALCONE. È slittata a venerdì, per rispetto nei confronti dell’operaio deceduto sulla Ruby princess, la ripresa del confronto tra Fincantieri e Fim, Fiom, Uilm per il rinnovo del contratto integrativo che non ha avuto esito positivo. La Fiom-Cgil ha già proclamato un’ora di sciopero, che sarà utilizzata mercoledì e giovedì per tenere assemblee in tutti gli stabilimenti e informare i lavoratori sui contenuti del documento che la società ha presentato al tavolo.
Preoccupazione viene espressa da Fim-Cisl. «L’azienda ha posto la questione delle ripercussioni della crisi finanziaria ed economica – spiega il segretario provinciale della Fim, Gianpiero Turus – da cui Fincantieri non sembra sia esclusa».
E nemmeno Monfalcone, quindi, dove le commesse, e quindi il lavoro, sono assicurate fino al 2010, ma dove le prime ripercussioni di scarico lavoro potrebbero essere avvertite già nella seconda metà del 2009, a carico soprattutto delle prime lavorazioni, tra cui per esempio il parco lamiere. È stata evidenziata anche una certa difficoltà di reperimento di commesse sul mercato.
«Sembra ci potesse essere possibilità di tre nuove commesse, ma per ora tutto è sospeso», spiega Turus che ricorda che resta valida la questione della concorrenza dei coreani entrati in Aker Yards. Fincantieri venerdì ha annunciato anche un rallentamento degli investimenti previsti, stando a quanto riferiscono i sindacati. Ma ciò che desta preaccupazione (e un certo fastidio) non è solo la situazione del mercato, ma anche l’atteggiamento dell’azienda. Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto a Fincantieri di rispondere sulle parti comuni alle tre piattaforme presentate separatamente dalle organizzazioni dei metalmeccanici.
«Fincantieri continua a sostenere che il sistema va efficientato – spiega Turus –. Per noi però si tratta di incidere sull’organizzazione dell’azienda e del lavoro, per la società invece l’obiettivo è raggiungibile solo attraverso un aumento della produttività, rincorrendo il modello attuale degli appalti. Speriamo che il 4 novembre, quando si terrà il nuovo incontro, Fincantieri chiarisca se ha intenzione di entrare nel merito delle nostre piattaforme».
Insomma, nel corso dell’incontro si è respirato un clima pesante e pieno di tensione. Stando alla Fiom, Fincantieri ha presentato «una specie di contro-piattaforma» senza rispondere a quelle sindacali e ventilando «la richiesta di una moratoria di un anno della vertenza di gruppo». Avrebbe anche proposto «come via alternativa l’adesione dei sindacati a un “patto” che faccia propri gli obiettivi fondamentali del documento aziendale».
La Fiom ha escluso entrambe queste ipotesi, ribadendo di volere risposte sul proprio documento. Di fatto, se nel prossimo incontro le risposte dell’azienda confermeranno la linea del documento, allontanando così la possibilità di definire un accordo positivo per i lavoratori, secondo quanto spiegano i rappresentanti sindacali «sarà necessario passare immediatamente a forme di mobilitazione e di lotta molto incisive».

Il Piccolo, 26 ottobre 2008 
 
LETTERA A NAPOLITANO  
I sindacati: migliorare le norme di sicurezza
 
 
Si intitola «In memoria di Mauro Michele Sorgo» la lettera inviata da Fim, Fiom e Uilm nazionali al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani e al presidente della Camera Gianfranco Fini per richiamare ancora una volta l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro. «Noi dipendenti di Fincantieri, colleghi di lavoro e amici di Mauro Michele vogliamo ricordarlo chiedendo che vi sia un maggiore impegno in tema di sicurezza e ambiente di lavoro – si afferma nella lettera -, rivendicando una cultura che mette al centro non le mere esigenze produttive, ma principalmente il valore e la tutela della persona, gestendo, applicando e migliorando quelle regole che consentano una sempre maggiore tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro». Nella lettera si chiede quindi la salvaguardia del Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro da modifiche peggiorative, ma anche che «venga proseguita con ulteriori interventi, controlli, investimenti e procedure adeguate la battaglia a difesa della sicurezza e della salute, e quindi della vita, in tutti i luoghi di lavoro». Intanto la famiglia di Sorgo ringrazia quanti le si sono stretti attorno in questi giorni. «La piccola Mary Sorgo ringrazia coloro che hanno voluto partecipare alla perdita del papà», sono le parole della famiglia, che auspica che quanto accaduto a Mauro Michele non venga dimenticato.
 
 
Rc: «Contro le morti bianche mozioni nei Comuni»  
Dopo l’ultimo infortunio in Fincantieri appello alle altre forze politiche per la tutela della salute
 
 
Rifondazione comunista trasforma la richiesta di dimissioni del gruppo dirigente di Fincantieri, scattata subito dopo la morte in un incidente di Mauro Michele Sorgo, in una vera e propria campagna per chiedere che la società volti pagina, ma in modo concreto, sul fronte della sicurezza sul lavoro. Lo hanno annunciato ieri il segretario cittadino del partito, Emiliano Zotti, il segretario provinciale Alessandro Saullo, e il consigliere regionale Roberto Antonaz. Gli esponenti di Rc ieri hanno quindi lanciato un appello a tutti i partiti e a tutti gli amministratori locali a condividere questa battaglia che avrà come primo atto la presentazione di mozioni in tutti i Consigli comunali in cui Rifondazione è rappresentata. A iniziare da quello di Monfalcone. Zotti ieri ha innanzitutto richiamato i contenuti del Testo unico in materia di sicurezza, che prevede da un lato la valutazione del rischio e poi la messa in atto delle misure conseguenti da parte delle aziende. «Riteniamo non siano passaggi perfettamente applicati in Fincantieri – ha aggiunto Zotti – la cui dirigenza dovrebbe quindi effettuare una profonda riflessione. Rifondazione ritiene comunque che chi non ha saputo o non ha voluto attuare quanto previsto dal Testo unico debba dimettersi». La politica, in ogni caso, «non deve andare solo ai funerali e ricordarsi del lavoro solo a fronte di eventi tragici», ha sottolineato Saullo. «La politica deve farsi carico di un’azione diretta – ha affermato il segretario provinciale di Rc -, perché non è una grande fabbrica quella che non si occupa della salute dei suoi lavoratori. E non è efficace quella politica che non riesce a costringere le aziende ad avere una responsabilità sociale». Saullo ieri ha quindi sollecitato «tutte le istituzioni a muoversi per far cambiare rotta a Fincantieri in modo definitivo, dando tempi certi entro cui attuare le misure decise e controllando i risultati ottenuti». Rimettere al centro il ruolo della politica si traduce quindi in pratica nella richiesta «a tutti i sindaci e gli amministratori locali di agire nei confronti dell’azienda» e a tutti i partiti di «condividere un progetto comune per cambiare le cose». Antonaz ha ricordato ancora il secondo posto che la provincia di Gorizia detiene a livello nazionale per la frequenza degli incidenti sul lavoro. «Va detto con forza che non è il destino, soprattutto in un’area che non può considerarsi arretrata», ha detto Antonaz, che ha criticato anche l’annuncio di Fincantieri di volersi dotare di un grande piano per la sicurezza. «Significa che sono i primi ad ammettere che non c’era sicurezza finora – ha proseguito -. Non si può sempre attribuire la responsabilità alla disattenzione dei singoli, si pensi alla fretta, agli appalti, al precariato. Facciamo una battaglia comune e questo gruppo dirigente si trovi a fare i conti con un’opinione pubblica che non tollera più infortuni e morti sul lavoro». (la. bl.) 
 
Un monumento per ricordare i caduti sul lavoro  
Cerimonia davanti al cimitero, presenti il presidente nazionale dell’Anmil, il vicesindaco e il vescovo
 
 
E’ «basta» la parola che è risuonata più spesso ieri nel corso dell’inaugurazione del monumento ai caduti sul lavoro realizzato dall’Anmil nello spazio verde antistante l’ingresso del cimitero cittadino. Un evento programmato da tempo, ma che si è collocato dopo il nuovo infortunio mortale del 15 ottobre nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, lo stesso che, attraverso il sostegno della società e dei lavoratori, ha collaborato, assieme al Comune, alla realizzazione concreta del monumento ideato da Franco Buttignon, ex coordinatore Fiom nella Rsu del cantiere navale. Da parte del presidente provinciale dell’associazione degli invalidi e mutilati sul lavoro, Emilio Jelen, ma anche dall’assessore provinciale alle Politiche sociali, Licia Morsolin, è venuto un forte invito a fare di più sul fronte della prevenzione e dell’applicazione delle leggi in materia di sicurezza. «Non voglio più sentire che è morto un collega per un infortunio o una collega di malattia professionale perché è stata esposta all’amianto – ha detto Licia Morsolin -. Questa è la vera emergenza da affrontare. Facciamo in modo che il lavoro sia sicuro». Da parte dei sindacati ieri è giunta però una forte critica non solo nei confronti dell’azienda, ma anche delle istituzioni. «Dalle istituzioni, presenti anche qui oggi, mi sarei aspettato una convocazione per un incontro – ha detto ieri a nome della Rsu Fincantieri, il coordinatore della Fiom, Moreno Luxich -, anche solo una telefonate per dire “Cosa sta succedendo?”. Invece non abbiamo sentito nessuno, ma nessuno potrà neanche dire a noi che non abbiamo segnalato. Ho apprezzato le parole del vescovo al funerale di Mauro Michele: la fabbrica è fatta per i lavoratori e non viceversa. E sempre il vescovo ha sollecitato la riflessione: le due morti in cantiere si potevano evitare? Si potevano fare maggior investimenti? Noi ora attendiamo le risposte, perchè siamo stanchi di sentire solo parole. Crediamo ancora nelle istituzioni e nel dialogo e che le cose possano migliorare, ma le coscienze devono essere svegliate prima che succeda il peggio. Il dialogo deve essere costante». Il presidente nazionale dell’Anmil, Petro Mercandelli, che ha sottolineato l’assenza dell’amministrazione regionale, ha posto il problema non solo della prevenzione, ma di cosa accade ai superstiti degli infortuni, alle vedove, ai figli. «E’ ora di dire basta ai morti sul lavoro», ha affermato il presidente nazionale dell’Anmil, lanciando un appello agli imprenditori per la prevenzione e alle istituzioni per la tutela dei lavoratori invalidi. Davanti al monumento, scoperto dalla vicesindaco di Monfalcone, Silvia Altran, e dal presidente nazionale dell’Anmil, l’arcivescovo Dino De Antoni è tornato a sollecitare una forte riflessione sul lavoro, sui suoi ritmi e orari, sul suo senso ultimo, come aveva già fatto mercoledì nell’omelia del funerale di Mauro Michele Sorgo. Giusto quindi erigere un monumento per non dimenticare, ha detto il vescovo, «ma anche le nostre domande». A iniziare da quella se «è legittimo un ritmo di lavoro che porta a infortuni, mutilazioni e morte». Alla cerimonia ieri erano presenti il direttore entrante dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone Paolo Capobianco e il dirigente della società Paolo Maschio, ma anche rappresentanti della prefettura, del Comune di Gorizia, dell’Inail e delle associazioni Carico sospeso e Aea.
Laura Blasich

SINDACATI  
Fincantieri, sciopero e assemblee  
Iniziativa di Fiom. Fim e Uilm dopo l’incontro sul rinnovo del contratto 
L’astensione si terrà mercoledì e giovedì
 
 
La ripresa del confronto venerdì a Roma tra Fincantieri e Fim, Fiom, Uilm per il rinnovo del contratto integrativo ha avuto un esito tutt’altro che positivo. La Fiom-Cgil ha già proclamato un’ora di sciopero che sarà utilizzata mercoledì e giovedì per tenere assemblee in tutti gli stabilimenti e informare il lavoratori sui contenuti del documento che la società ha presentato al tavolo. La Fim-Cisl esprime invece quanto meno preoccupazione per quanto emerso nell’incontro di venerdì scorso. «L’azienda ha posto la questione delle ripercussioni della crisi finanziaria ed economica – spiega il segretario provinciale della Fim, Gianpiero Turus – da cui Fincantieri non sembra sia esclusa. La situazione in sostanza non è tranquilla come un paio d’anni fa, anche per Monfalcone, dove le lavorazioni che impegnano i dipendenti si fermano al febbraio del 2010». Nel caso del parco-lamiere lo scarico di lavoro potrebbe comunque essere avvertito già nella seconda metà del prossimo anno. «C’è una difficoltà di reperimento di commesse sul mercato – aggiunge Turus -. C’erano tre ordini nell’aria, ma sembrano sospesi. Rimane inoltre in piedi la questione della concorrenza dei coreani». Fincantieri ha annunciato anche un rallentamento degli investimenti previsti, stando a quanto riferiscono i sindacati. A destare preoccupazione non è però solo la situazione del mercato, ma anche l’atteggiamento dell’azienda. Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto a Fincantieri di rispondere sulle parti comuni alle tre piattaforme presentate separatamente dalle organizzazioni sindacali. «Fincantieri continua a sostenere che il sistema va efficientato – spiega Turus -. Per noi però si tratta di incidere sull’organizzazione dell’azienda e del lavoro, per la società invece l’obiettivo è raggiungibile solo attraverso un aumento della produttività, rincorrendo il modello attuale degli appalti. Speriamo che il 4 novembre, quando si terrà il nuovo incontro, Fincantieri chiarisca se ha intenzione di entrare nel merito delle nostre piattaforme». Fincantieri, sempre secondo la Fiom, avrebbe presentato «come via alternativa l’adesione dei sindacati a un patto che faccia propri gli obiettivi fondamentali del documento aziendale». La Fiom ha escluso entrambe queste ipotesi, ribadendo di volere risposte sul proprio documento. Di fatto, «se nel prossimo incontro le risposte dell’azienda confermeranno la linea del documento, allontanando così la possibilità di definire un accordo positivo per i lavoratori, sarà necessario passare immediatamente a forme di mobilitazione e di lotta molto incisive». (la. bl.)
 

Messaggero Veneto, 26 ottobre 2008 
  
Monfalcone. I sindacati: le denunce che presentiamo sono ignorate  
Inaugurato il monumento dell’Anmil per ricordare le vittime del lavoro
 
 
MONFALCONE. Ieri a Monfalcone si è tornati a parlare di vittime sul lavoro. E lo si è fatto in occasione dell’inaugurazione del monumento intitolato alle vittime del lavoro, innalzato nel giardino antistante al cimitero comunale di via XXIV maggio. Organizzata dall’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), la cerimonia, ma soprattutto il monumento, hanno assunto un significato particolare, poiché fortemente voluti dagli invalidi di Monfalcone «proprio per ricordare – spiega il presidente provinciale Anmil, Emilio Jelen – nella città dei cantieri, una delle città più industrializzate della provincia ma che detiene, purtroppo, anche il triste primato degli infortuni, tutti coloro che per il lavoro e sul lavoro hanno perso la vita». 
Dure e sentite le parole di Moreno Luxich, coordinatore Fiom Cgil nella Rsu di Fincantieri. «Rappresento un’azienda che è “il territorio”, che produce il 50% del Pil provinciale, in cui però si continua a morire di lavoro e si continua a non ascoltare la denuncia dei rappresentanti dei lavoratori. Anzi l’azienda smentisce quello che dicono i sindacati. Questo stato di cose – ha detto – si deve interrompere. Dalle istituzioni, presenti anche qui oggi, mi sarei aspettato una convocazione per un incontro, anche solo una telefonata per chiedere cosa sta succedendo. Invece non abbiamo sentito nessuno, ma nessuno potrà neanche dire a noi che non abbiamo segnalato. Ho apprezzato le parole del vescovo al funerale: la fabbrica è fatta per i lavoratori e non viceversa. E sempre il vescovo ha sollecitato la riflessione: le due morti di due lavoratori in sei mesi si potevano evitare? Si potevano fare maggior investimenti? Noi ora attendiamo le risposte perché siamo stufi di sentire solo parole, di sentirci dare ragione quando accadano le disgrazie. Crediamo ancora nelle istituzioni e nel dialogo e che le cose possano migliorare, ma le coscienze – ha ribadito – devono essere svegliate prima che succeda il peggio. Il dialogo deve essere costante».
Se il vicesindaco Silvia Altran, a nome dell’amministrazione, ha sollecitato tutti a «riflettere su ciò che si può fare e ognuno deve fare la sua piccola parte», l’assessore provinciale Licia Morsolin ha evidenziato che «si sta perdendo di vista l’entità individuo. Se c’è un’emergenza sicurezza è questa, quella delle morti sul lavoro, dell’amianto, degli invalidi, delle violenze che si sviluppano in famiglia. Abbiamo il diritto/dovere di essere rispettati. Questa è l’emergenza sicurezza, non lasciamoci abbindolare da altre cose». Presente per l’occasione anche il presidente nazionale dell’Anmil, Pietro Mercandelli, che ha voluto invece portare l’attenzione sulle famiglie di chi viene coinvolto negli infortuni.
«Alle istituzioni presenti, tra cui, spiace, ma manca la Regione, chiediamo cosa si fa per la prevenzione nei posti di lavoro, ma anche cosa si fa dopo che la tragedia per chi ne è colpito» ha detto ricordando che Anmil ha dato avvio al progetto “Sosteniamoli subito”, che aiuta economicamente i familiari in attesa che venga costruita la rendita, ma garantisce anche la ricerca per le malattie professionali, motivi di morte dei lavoratori che spesso vengono dimenticati.
«Serve creare un cultura diversa del lavoro intervenendo nelle scuole, ma anche facendo cambiare idea alle azienda che ritengono una spesa aggiuntiva quella dedicata alla sicurezza». Dirette anche le parole del vescovo monsignor Dino De Antoni. Mi auguro che questo monumento sia un segno che non andrà dimenticato e che ci aiuti nella riflessione: dobbiamo mettere al mondo dei figli, lavorare e rovinarci la vita perché tutto sia sia finito così, ne varrebbe la pena?»
Il monumento, effettuato con il contributo e il patrocinio del Comune di Monfalcone e con il contributo di Fincantieri, è stato ideato da Franco Buttignon e realizzato dagli operai Fincantieri. Presenti alla cerimonia anche il neo direttore di stabilimento Fincantieri, Paolo Capobianco e il direttore del personale, Luca Fabbri. 
 
Rc: chi sbaglia in Fincantieri deve dimettersi 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Se accadano tragedie sul lavoro come quella di Michele Mauro Sorgo, ma anche di Juko Yerko, vuol dire che chi doveva applicare gli interventi per la sicurezza previsti dalla legge non ha saputo fare il suo dovere. Quindi, al di là degli avvicendamenti che sono già previsti ai vertici dello stabilimento, Rifondazione comunista a livello provinciale e cittadino, ma anche regionale, chiede che «chi non ha saputo applicare la legge si dimetta dal suo incarico. Ci aspettiamo che qualcuno di Fincantieri vada a casa».
A parte questo, Rc intende chiedere a tutti i partiti, agli amministratori, ai consigli comunali, di sostenere un progetto comune perché Fincantieri «lavi questa macchia che si porta addosso e faccia i conti con l’opinione pubblica, che chiede chiarezza e che non sopporta più la situazione». E al proposito è intenzionata a presentare mozioni simili in tutti i consigli comunali, ma anche a valutare eventuali altre azioni e iniziative. La posizione decisa di Rc è stata illustrata ieri dai segretari, provinciale, Alessandro Saullo e del circolo Monfalcone-Staranzano, Emiliano Zotti, ma anche dal consigliere regionale, Roberto Antonaz.
«Non si può assistere fatalmente a certe tragedie. La nostra provincia è al secondo posto in Italia per infortuni e in questo incide fortemente Monfalcone e, in particolare, alcune aziende. Occorre chiedersi perché, ma soprattutto arrabbiarsi quando Fincantieri, il giorno dopo la tragedia, dice che si deve fare un nuovo piano per la sicurezza: allora vuol dire che loro stessi ammettono che finora la sicurezza non era garantita – dice Antonaz –. Non puntiamo il dito contro qualcuno, ma su una situazione generale. Non vorremmo essere qui tra qualche mese a denunciare di nuovo una situazione analoga».
Sollecita quindi a non far scendere il silenzio sull’argomento e a ricordare come ritmi di produzione elevati, appalti al massimo ribasso, precariato e non formazione cancellino il vero senso del lavoro. «La politica non deve essere presente solo ai funerali, deve farsi carico di un’azione diretta. In Fincantieri deve esserci un’inversione di tendenza, una presa di responsabilità. Non è possibile – afferma Saullo – che si arrivi sempre dopo e si lanci la campagna sicurezza dopo una morte. Fincantieri non deve solo dire quanto è stata brava nella produzione, ma anche quanto sono diminuiti gli incidenti».
«Riteniamo assurdo che un diritto sancito dalla Costituzione, il diritto al lavoro, diventi un fardello», ricorda Zotti, evidenziando come il “fattore rischio” aumenti anche per mancanza di formazione, per mancanza di volontà e capacità di applicare le norme, come il testo unico sulla sicurezza in cui sono invece previste molte risorse da dedicare alla prevenzione e alla formazione». 
 
Lettera al capo dello Stato  
«Maggior impegno sul tema della sicurezza»
  
 
MONFALCONE. Hanno scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma anche al presidente del Senato, Schifani e al presidente della Camera, Gianfranco Fini e lo hanno fatto con il cuore in mano, per ricordare Michele Mauro Sorgo, ma soprattutto per dire basta alla morti sul lavoro e per chiedere, a rappresentanti dello Stato e del Governo, maggiore impegno in tema di sicurezza.
La lettera è stata scritta nei giorni scorsi, unitariamente, da Fim, Fiom e Uilm, i cui rappresentanti, a nome di tutti i lavoratori, chiedono «perché accadano questi fatti drammatici, nella convinzione che non siano fatalità, ma eventi sempre riconducibili al modo di lavorare e alle condizioni di sicurezza applicate. Ancora una volta – scrivono – abbiamo urlato: mai più».
Dipendenti di Fincantieri, colleghi di lavoro e amici di Michele Mauro affermano di volerlo ricordare chiedendo appunto maggior impegno in tema di sicurezza e ambiente di lavoro, «rivendicando una cultura che mette al centro non le mere esigenze produttive, ma principalmente il valore e la tutela della persona, gestendo, applicando e migliorando quelle regole che consentono una sempre maggiore tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro».
I lavoratori chiedono che venga innanzi tutto salvaguardato e difeso l’attuale Testo Unico dalle preannunciate modifiche che potrebbero depotenziarlo e che venga proseguita con ulteriori interventi, controlli, investimenti e procedure adeguate la battaglia a difesa della sicurezza e della salute e quindi della vita di tutti i luoghi di lavoro. «Solo così – concludono – il nostro paese potrà superare lo scandaloso, triste e non più accettabile primato delle morti bianche».

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 219.536 visite
Annunci