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Il Piccolo, 25 ottobre 2008 
 
IL VARO DELLA CARNIVAL DREAM  
Un minuto di silenzio l’omaggio alle vittime  
Sirene mute alla cerimonia dopo la recente disgrazia avvenuta in cantiere 
LA PIÙ GRANDE NAVE PASSEGGERI COSTRUITA DALLA FINCANTIERI
 
 
Si è aperta con un minuto di silenzio per commemorare le vittime sul lavoro la cerimonia del varo della Carnival Dream, la più grande nave da crociera mai realizzata da Fincantieri e dal suo stabilimento di Monfalcone. L’appuntamento di ieri pomeriggio nel cantiere navale di Panzano, pur importante, perché ha di fatto segnato il raggiungimento di un ulteriore traguardo per la società e lo stabilimento, non poteva non avere al centro il tema della sicurezza sul lavoro, dopo l’incidente del 15 ottobre in cui ha perso la vita Mauro Sorgo, 43enne dipendente di Fincantieri. Il direttore uscente dello stabilimento, Carlo Demarco, all’inizio del suo intervento ha rivolto «il pensiero a tutte le nostre vittime sul lavoro», invitando «tutti a tenere alta l’attenzione» in modo da evitare il ripetersi di tragedie come quella accaduta la scorsa settimana. Anche il project manager di Carnival Cruise Lines a Monfalcone, Roberto Fazi, ha espresso innanzitutto il suo più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Mauro Sorgo. Molti lavoratori, operai e tecnici, hanno presenziato al varo, in silenzio. Non ci sono state contestazioni nei confronti dell’azienda con cui ieri a Roma Fim, Fiom e Uilm hanno ripreso il confronto per un contratto integrativo nel quale i sindacati tornano a chiedere anche più sicurezza sul lavoro. In silenzio è rimasta ieri anche la Carnival Dream, tenuta a battesimo dalla dipendente del cantiere navale Patrizia Bottaro e benedetta dal cappellano del cantiere, padre Ermenegildo Maragno. La grande nave bianca, nuova ammiraglia della flotta Carnival, non ha suonato le sirene dopo che tradizionale bottiglia di champagne si è infranta sulla sua fiancata.
Si tratta, con le sue 130mila tonnellate di stazza lorda, della più grande passeggeri varata nel Mediterraneo, ha sottolineato il project manager di Carnival, dimostrando la grande capacità tecnologica dello stabilimento di Monfalcone nei 100 anni della sua nascita. La realizzazione dell’unità, ha spiegato Fazi, comporta molteplici sfide sia per la complessità della costruzione sia perché si tratta di un prototipo. La Dream è contrassegnata da sostanziali modifiche rispetto le sorelle maggiori (come età e non come stazza) per quel che riguarda il profilo esterno e la distribuzione degli spazi interni. Fazi si è quindi complimentato con Fincantieri, con i suoi tecnici e le sue maestranze a Monfalcone e Trieste che «hanno contribuito a raggiungere questo primo importante traguardo». Il prossimo, la consegna dell’unità, è previsto per l’autunno 2009. Il momento del varo è stato comunque preceduto ieri dalla tradizionale e beneaugurante «coin ceremony», la posa di un dollaro d’argento sull’ultimo ponte della nave, secondo un’antica consuetudine marinara. La Dream, una lunnghezza di 306 metri e 2.559 cabine, potrà ospitare fino a 4.631 ospiti, assistiti da 1.369 componenti dell’equipaggio. Il progetto della Carnival Dream presenta molte discontinuità rispetto a quello della serie Conquest, da cui deriva per evoluzione, 6 navi costruite nei cantieri di Monfalcone, Marghera e Sestri Ponente a partire dal 1996. Notevoli infatti le modifiche che sono state apportate al layout delle sale pubbliche. In particolare il ponte 5 avrà una passeggiata che copre l’intero perimetro della nave e numerose sono le sale pubbliche e i ristoranti che si affacciano all’aperto.
Laura Blasich 
 
OGGI L’INAUGURAZIONE  
Monumento in ricordo dei caduti sul lavoro
 
 
Monfalcone ricorderà in modo tangibile i propri morti sul lavoro oggi, alle 10 inaugurando nel giardino antistante il cimitero un monumento intitolato alle vittime del lavoro alla presenza dell’arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni e del presidente nazionale dell’Anmil Petro Mercandelli. Quest’opera assume un particolare significato, spiega l’Anmil, poiché è stato fortemente voluto dagli invalidi di Monfalcone, la città più industrializzata della provincia, ma che detiene, purtroppo, anche il triste primato degli infortuni, per ricordare tutti coloro che per il lavoro e sul lavoro hanno perso la vita. “Non a caso il presidente nazionale dell’Anmil, Pietro Mercandelli, ha voluto essere con noi in questa ricorrenza – spiega il presidente provinciale dell’associazione, Emilio Jelen -, dopo aver ribadito, durante la celebrazione della 58esima Giornata vittime incidenti sul lavoro, il 12 ottobre, l’importanza della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Il monumento, realizzato con il contributo e il patrocinio del Comune di Monfalcone e con il contributo di Fincantieri, è stato ideato da Franco Buttignon ed eseguito dagli operai del cantiere navale di Panzano. E’ un tributo quello dell’Anmil e degli operai per i loro compagni di lavoro che non ci sono più, «persone che hanno perso la vita in infortuni, ma anche per malattie professionali tra le quali la più temibile, l’asbestosi, che continua a mietere vittime.
 

Messaggero Veneto, 25 OTTOBRE 2008 
 
Ha una stazza lorda di 130 mila tonnellate È lunga 306 metri, ha 2.559 cabine ed è in grado di ospitare 4.631 persone 
Varata la “Carnival dream”  
È la più grande nave passeggeri costruita in Italia dalla Fincantieri 
Ieri la cerimonia caratterizzata dal pensiero rivolto alle vittime del lavoro e in particolare a Michele Sorgo
 
 
MONFALCONE. «Il primo pensiero va alla vittima e alle vittime del lavoro. Invito tutti, dirigenti, capi, capisettore, maestranze, sindacati affinché si tenga alta l’attenzione per evitare altre disgrazie». Il direttore uscente dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, Carlo De Marco, ha aperto così il suo breve intervento in occasione della cerimonia del varo di Carnival dream, la nuova nave da crociera in costruzione allo stabilimento monfalconese. 
Cerimonia che, anche in verità, ha risentito ancora del dolore e del cordoglio per la recente morte di Michele Mauro Sorgo, l’operaio 43enne deceduto a bordo della Ruby princess, nave che ha lasciato la banchina del cantiere di Monfalcone giovedì pomeriggio.
Se la partenza di Ruby è avvenuta in silenzio, altrettanto silenzioso è stato il varo, dove la rottura della bottiglia benaugurante contro la fiancata della nave è stata salutata solo da un breve applauso, non seguito dal tradizionale suono delle sirene. Non ci sono state peraltro manifestazioni di dissenso o protesta da parte delle maestranze presenti. Se De Marco (all’ultima cerimonia ufficiale visto che dal primo novembre lascerà la direzione che sarà assunta da Paolo Capobianco) ha poi ricordato la soddisfazione di riprendere il rapporto con Carnival, il rappresentante di Carnival, Roberto Fazi, che non ha mancato di esprimere cordoglio per la famiglia dell’operaio deceduto, ha auspicato che «tutti assieme scongiuriamo il ripetersi di tali fatti».
Ha quindi evidenziato come Dream sia «la più grande nave costruita in Italia e la più grande varata nel Mediterraneo, testimonianza della crescita tecnologica del cantiere, che festeggia 100 anni. E quest’anno è anche il 190º anniversario del varo a Trieste del primo piroscafo del Mediterraneo, il Carolina I, testimone della nostra tradizione marinara». Ha quindi evidenziato come Dream sia la più grande nave passeggeri costruita finora da Fincantieri e in Italia e come sarà l’ammiraglia della flotta di Carnival cruise lines, brand del Gruppo Carnival, primo operatore al mondo del settore crocieristico.
Complimentadosi con Fincantieri, dai tecnici agli operai, per il successo ottenuto, ha salutato De Marco e augurato buon lavoro a Capobianco, sottolineando come il momento di transizione e cambiamento sia dimostrato anche dall’importante ristrutturazione logistica e infrastrutturale che si sta attuando nello stabilimento «volontà del cantiere di far fronte alle esigenze di mercato.
Il momento del varo è stato preceduto dalla tradizionale e beneaugurante “coin ceremony”, la posa di un dollaro d’argento sull’ultimo ponte della nave, secondo un’antica consuetudine marinara. Madrina della cerimonia è stata Patrizia Bottaro, dipendente del cantiere. Il progetto di Carnival Dream, che ha 130.000 tonnellate di stazza lorda, una lunghezza di 306 metri e 2.559 cabine, potrà ospitare fino a 4.631 ospiti, assistiti da 1.369 componenti dell’equipaggio, presenta molte discontinuità rispetto a quello della serie “Conquest”, da cui deriva per evoluzione. Notevoli le modifiche che sono state apportate al layout delle sale pubbliche.
In particolare, il ponte 5 avrà una passeggiata che copre l’intero perimetro della nave e numerose sono le sale pubbliche e i ristoranti che si affacciano all’aperto. “Carnival Dream” verrà allestita nei prossimi mesi con un elevatissimo standard di comfort e proporrà una vasta gamma di intrattenimenti, tra cui teatri, negozi, centri benessere e alcune piscine Jacuzzi. Sarà dotata di due nuovi “water park” situati ai ponti esterni: uno per gli adulti e uno per i più piccoli, con un innovativo schema a quattro scivoli. La consegna è prevista per l’autunno 2009. Già lunedì pomeriggio inoltre sarà impostata la prossima nave, Azura princess, gemella della Ventura.

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Il Piccolo, 24 ottobre 2008 
 
L’INFORTUNIO IN FINCANTIERI  
Ruby dissequestrata, partenza senza sirene  
La passeggeri alle 15.30 ha lasciato la banchina con mille tecnici a bordo 
RISPETTATA DALLA SOCIETÀ LA RICHIESTA DEI SINDACATI: SILENZIO IN MEMORIA DI MAURO SORGO
 
 
La Ruby Princess ha lasciato Monfalcone ieri pomeriggio, attorno alle 15.30. Una partenza in sordina, perché la grande nuova passeggeri realizzata dallo stabilimento Fincantieri non ha dato nemmeno i tre usuali colpi di sirena, come è consuetudine quando le navi da crociera costruite dal cantiere navale escono dal bacino di Panzano e imboccano il canale del porto verso il golfo di Trieste. Nella mattinata di ieri i rappresentanti dei lavoratori di Fim, Fiom, Uilm avevano chiesto sia alla direzione del cantiere sia al comandante della Ruby Princess di non far suonare le sirene, come ultimo segno di rispetto per la memoria di Mauro Sorgo, l’operaio deceduto a bordo dell’unità in un incidente sul lavoro. Subito dopo aver appreso dell’infortunio, Fincantieri aveva cancellato la cerimonia di consegna dell’unità e l’Anci il giorno dopo quella di apertura della sua assemblea nazionale, che avrebbe dovuto portare a bordo della Ruby e a Monfalcone circa 1.200 sindaci provenienti da tutta Italia. La partenza di ieri è avvenuta senza contrattempi, dopo che la nave da crociera è stata dissequestrata nella giornata di mercoledì dalla magistratura goriziana che si sta occupando dell’inchiesta sull’infortunio mortale avvenuto alle 20.27 del 15 ottobre nel corso delle prove di black out a bordo dell’unità. L’indagine dovrà chiarire per quale motivo Mauro Sorgo, un lavoratore molto esperto, dipendente di Fincantieri dal 1997, ma che in stabilimento era entrato a 18 anni, sia rimasto intrappolato nella porta tagliafuoco della sala macchine, dove si trovava con altri due colleghi, parte della stessa squadra impegnata nell’area. Stando alla nuova prova di black out effettuata venerdì scorso, non sono state evidenziate anomalie agli impianti che comandano il funzionamento della porta tagliafuoco. Nemmeno i colleghi che si trovavano con lui al momento dell’infortunio si sarebbero resi conto esattamente di cosa fosse accaduto nella sala macchine della Ruby Princess, secondo quanto hanno riferito in questi giorni altri lavoratori dello stabilimento. L’unità, che ha 116mila tonnellate di stazza lorda per 290 metri di lunghezza, ieri ha mollato gli ormeggi con un migliaio di persone a bordo tra componenti dell’equipaggio, ormai pressoché al completo, e addetti di Fincantieri, oltre a qualche lavoratore della società cui l’armatore ha offerto una breve crociera. La Ruby Princess effettuerà una sosta ad Algeciras, in Spagna, prima di affrontare la traversata atlantica che la porterà a Fort Lauderdale, in Florida, dove sarà tenuta a battesimo il 6 novembre, mentre la crociera inaugurale salperà invece l’8 novembre. La scelta della società armatrice di non effettuare un passo indietro sulle crociere-premio non è stata quindi condivisa dai rappresentanti sindacali, secondo quanto spiega il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento Moreno Luxich. La Ruby Princess è la 25.a nave passeggeri costruita nello stabilimento di Monfalcone dal 1989, quando fu impostata la prima Crown Princess per P&O, a oggi ed è la quarta unità della classe Caribbean Princess. La nave, lunga 290 metri per 76 di altezza massima e 116 mila tonnellate di stazza lorda, è stata realizzata in tempi record rispetto alle gemelle e a navi di pari dimensione costruite per conto di altre compagnie crocieristiche. La Ruby è rimasta in bacino solo 8 mesi, la fase successiva dell’allestimento ha richiesto altri 8 mesi e mezzo.
Laura Blasich 
 
IN BACINO ALLE 15.30  
Oggi il varo tecnico della gigantesca Dream
 
 
Sarà molto basso il profilo della cerimonia del varo della Carnival Dream che avrà luogo oggi pomeriggio nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. A fare da madrina sarà la figlia di un ex dipendente del cantiere navale di Panzano, presenti il direttore uscente dello stabilimento Carlo Demarco e quello entrante Paolo Capobianco e dirigenti di Carnival Cruise Lines.
Il momento del varo sarà preceduto alle 15.30 dalla «coin ceremony», cioé dalla posa di un dollaro d’argento beneaugurante sull’ultimo ponte dell’unità, secondo un antica consuetudine marinara. La cerimonia del varo prenderà invece il via alle 16 per concludersi con l’inizio dell’allagamento del bacino, operazione che richiede diverse ore. La Carnival Dream, che con le sue 130mila tonnellate di stazza lorda e 306 metri di lunghezza è la più grande nave passeggeri mai realizzata da Fincantieri e dallo stabilimento di Monfalcone, sarà spostata già domani mattina alla banchina E dello stabilimento, dove prenderà il via la fase di allestimento che si concluderà alla fine dell’estate del 2009.
La società armatrice ha già programmato la partenza della prima crociera per il 21 settembre del prossimo anno. Il viaggio inaugurale salperà da Civitavecchia per un tour del Mediterraneo, dove la passeggeri rimarrà in piena operatività fino ad autunno inoltrato. 
 
Confronto sulla sicurezza Fincantieri-sindacati  
Richiesti maggiori finanziamenti contro le morti bianche. Apprezzate le parole dell’arcivescovo
 
  
Ci sarà anche la sicurezza oggi al centro della ripresa del confronto per il rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri. Non potrebbe andare diversamente, dopo il nuovo infortunio mortale che si è verificato il 15 ottobre nello stabilimento di Monfalcone. Fim, Fiom, Uilm da un lato hanno già espresso la volontà di riproporre la questione, dall’altro, su proposta dell’amministratore delegato Giuseppe Bono, il CdA della società ha approvato la scorsa settimana la costituzione di un comitato di esperti che, d’intesa con il sindacato e le istituzioni pubbliche, elaborerà un progetto per affrontare il tema della sicurezza in tutti i suoi aspetti, dagli investimenti, alla formazione, alla comunicazione.
«In ogni caso la battaglia del sindacato sulla questione della sicurezza continua – sottolinea il coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento, Moreno Luxich -, come abbiamo sempre fatto. Torneremo quindi a chiedere ancora che siano realizzati corsi di formazione per tutti i lavoratori di Fincantieri, vecchi e nuovi. Abbiamo apprezzato quindi le parole dell’arcivescovo di Gorizia durante il funerale di Mauro. C’è da chiedersi davvero se le due morti di quest’anno nel cantiere navale di Monfalcone erano evitabili e se servono nuovi investimenti per aumentare la sicurezza sul lavoro».
Luxich ieri ha tenuto comunque a sottolineare anche la compostezza dei lavoratori che hanno partecipato all’ultimo saluto all’operaio, ma anche la presenza del sindaco di Udine Furio Honsell «che bene ha fatto operando questa scelta». Si è parlato di sicurezza, comunque, sia in apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci sia ieri in uno dei convegni a latere svoltisi a Trieste. «Le morti sul lavoro devono essere un assillo per i Comuni», ha affermato il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici, aprendo la 25.a assemblea nazionale dell’associazione dei Comuni. Domenici ha rivolto il suo pensiero alla morte di Mauro Sorgo, rimasto vittima di un infortunio sul lavoro a bordo della Ruby Princess, auspicando che l’Anci possa cercare di dare «un contributo per poter combattere questo fronte drammatico, che fa registrare ogni giorno 2.500 incidenti sul lavoro e in media la morte di tre persone».
Un’assunzione di responsabilità diretta è comunque già avvenuta in Friuli Venezia Giulia. Ieri è stato firmato, nell’ambito dell’assemblea nazionale dell’Anci, il protocollo d’intesa tra Anci Fvg, Federsanità Anci Fvg e Inail Fvg per la sicurezza sul lavoro.
L’obiettivo è quello di rendere le istituzioni del territorio veri modelli di riferimento nell’ambito della prevenzione e sicurezza su luogo di lavoro. E proprio per promuovere la cultura della salute e sicurezza sul lavoro tramite interventi coordinati e intersettoriali sono state presentate le attività e le proposte del Forum permanente. L’appuntamento ieri a Trieste si è aperto comunque con un minuto di silenzio per ricordare Mauro Sorgo.

Il Piccolo, 22 ottobre 2008 
 
L’INCIDENTE IN FINCANTIERI  
L’addio all’operaio morto, la città si ferma  
Due ore di lavoro devolute alla famiglia. Rinviata la trattativa per l’integrativo 
OGGI ALLE 14 NELLA CHIESA DI SAN LORENZO A RONCHI I FUNERALI DI MAURO MICHELE SORGO
 
 
Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone rallenterà oggi i suoi ritmi, perché saranno tanti i lavoratori che hanno anticipato ieri la volontà di partecipare all’ultimo saluto a Mauro Michele Sorgo, il collega rimasto vittima una settimana fa di un incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess. Attorno alla famiglia oggi, alle 14, nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi, dove sarà celebrato il funerale, si stringeranno anche gli amministratori locali e la dirigenza dello stabilimento di Fincantieri, ma anche delegazioni provenienti da alcuni degli altri stabilimenti e sedi della società. Saranno presenti anche i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento ieri hanno chiesto formalmente proprio ai tre coordinatori e all’ad di Fincantieri Giuseppe Bono di rinviare il nuovo incontro per il rinnovo del contratto integrativo che era stato fissato proprio per questa mattina a Roma.
«Siamo contenti che si sia deciso di far slittare l’appuntamento a venerdì – afferma il coordinatore Uilm nella Rsu, Luca Furlan -, pur conoscendo gli impegni che ci sono a livello sia dell’azienda sia dei tre coordinatori». Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai suoi dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le 2 ore di lavoro di cui le Rsu hanno sollecitato la devoluzione saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud. Ci sono anche altre ditte e lavoratori che si sono mossi raccogliendo offerte in contanti. Speriamo che l’ufficio personale del cantiere possa funzionare come punto di riferimento, in grado poi di trasferire quanto donato alla famiglia». L’amministrazione, che sabato scorso ha proclamato il lutto cittadino in segno di cordoglio per la morte di Mauro Sorgo, sarà presente con la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci, che avrebbe dovuto debuttare proprio a bordo della Ruby Princess. Un appuntamento cancellato dall’Associazione dei Comuni, di cui Pizzolitto è presidente regionale, in seguito all’infortunio mortale. Nel giorno dei funerali i segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo, «anch’essi vittime di questa ennesima circostanza drammatica e inacettabile, come lo sono tutte le morti sul lavoro». Le segreterie confederali sottolineano di condividere «da sempre la denuncia delle Rsu Fincantieri e del sindacato di categoria nei confronti della direzione di stabilimento: la ricerca di tempi di realizzazione più brevi, costi più contenuti, l’utilizzo di appalti scarsamente controllati, senza un adeguato miglioramento delle tecnologie ed una seria formazione professionale e sulla sicurezza, non possono che produrre infortuni». Cgil, Cisl e Uil stanno però denunciando da tempo, ricordano i tre segretari, l’inadeguatezza degli organici della Uopsal, la Medicina del lavoro dell’Ass. «Risorse deliberate dalla Regione e messe a disposizione per questo già dal 2005 – affermano i segretari – non sono state utilizzate dalla direzione dell’Ass, penalizzando di fatto la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. Senza organici adeguati la vigilanza, la repressione, le sanzioni ovvero la prevenzione si fa in modo molto approssimativo e continuando così qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di altri possibili incidenti». Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi un maggiore impegno delle autonomie locali, della Prefettura, della Regione.
Laura Blasich

BOSCAROLLI  
La solidarietà dei commercianti
 
 
I commercianti del Monfalconese condividono il lutto per la morte di Mauro Sorgo, vittima di un infortunio sul lavoro nello stabilimento Fincantieri. Lo sottolinea il presidente dell’Ascom cittadino e mandamentale, Glauco Boscarolli, rispondendo implicitamente alle sollecitazioni giunte in questi giorni dai suoi associati, dopo la scarsa riuscita della serrata di un quarto d’ora voluta proprio dall’Ascom sabato in concomitanza con il lutto cittadino. «La notizia della proclamazione del lutto cittadino mi è pervenuta solo nel pomeriggio di Venerdì 17 – spiega Boscarolli -. Non ho potuto quindi che decidere di fare un limitato giro di telefonate entro la serata, limitato in quanto non avevamo il tempo di chiamare gli oltre 700 commercianti del mandamento». Secondo Boscarolli, la partecipazione è stata limitata. «Me ne scuso e prego la famiglia e i colleghi di Mauro Sorgo di accogliere le sincere condoglianze mie e dei commercianti – afferma quindi Boscarolli -. Invito i sindacati a confidare nel fatto che il commercio è consapevole del fatto che facciamo tutti parte di una realtà sociale comune e unita. In questi giorni siamo impegnati a sostenere, a esempio, la battaglia sindacale sulle aperture domenicali e ancor più a definire importanti linee di finanziamento, oltre 2 milioni di euro, per difendere l’occupazione e le imprese della nostra provincia a fronte della crisi mondiale dell’economia». 
 
I sindacati ai sindaci: «Sicurezza al primo posto»  
Chiesti interventi per l’integrazione dei lavoratori stranieri. «In provincia troppi infortuni»
 
 
I sindacati chiedono sicurezza sul posto di lavoro, alla luce dell’ultimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri. Lo hanno ribadito ieri i segretari provinciali di Cisl, Cgil e Uil ai sindaci dei 16 comuni dell’Associazione «Città dei motori». Come testimoniato dalla presidente dell’associazione e sindaco di Maranello, Lucia Borsi, Monfalcone non è l’unica a dover gestire la coesistenza di grandi fabbriche, con tutte le conseguenze sul piano economico e sociale che queste comportano. L’impatto delle fabbriche è fortte. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha presentato alcuni dati ai presenti: solo Fincantieri conta 1.500 operai interni e 3.500 persone che lavorano per le ditte esterne. Il 12,6% della popolazione monfalconese è costituita da stranieri. Pizzolitto ha poi parlato di promozione del territorio in relazione ai marchi e ai prodotti realizzati nelle fabbriche cittadine: Fincantieri, Ansaldo ed Eaton. «Bisogna sfruttare la produzione per veicolare il valore e l’importanza della sicurezza sul posto di lavoro», ha affermato il segretario provinciale della Cisl, Umberto Brusciano, rifacendosi a quanto affermato dal sindaco. Brusciano ha evidenziato anche il triste primato conquistato dalla provincia di Gorizia: nella classifica nazionale è al secondo posto per la quantità di infortuni sul lavoro. Effettivamente basta pensare ai due incidenti mortali avvenuti nel cantiere navale negli ultimi 6 mesi.
Due morti bianche che non devono passare inosservate, ma devono servire ad accelerare i tempi per varare il testo unico sulla sicurezza. «Serve una normativa sostanziale, non formale, che informi i lavoratori sui rischi del luogo in cui lavorano e sulle norme da seguire durante lo svolgimento dell’attività», ha spiegato Brusciano. E ha posto l’attenzione anche sui tanti stranieri che lavorano in città. Molti non conoscono perfettamente la nostra lingua e questa mancanza rappresenta la prima fonte di insicurezza nelle fabbriche, un problema da risolvere al più presto. Su questo argomento è tornato anche Giacinto Menis della Uil, che ha parlato di obblighi per i datori di lavoro. Uno su tutti: informare e formare il lavoratore, compreso l’insegnamento della lingua utilizzata nel luogo di lavoro. Attraverso un gioco di parole, Menis ha detto: «Le Città dei motori devono essere il motore della sicurezza nei posti di lavoro». Il segretario della Uil ha spiegato che le morti bianche non sono solo disgrazie. Non è un caso che siano più frequenti fra immigrati e precari e che avvengano verso la fine dei lavori, quando le persone sono più stanche e i ritmi più frenetici. Paolo Liva, segretario provinciale della Cgil, ha evidenziato i cambiamenti subiti da Monfalcone. «Fino a qualche anno fa i cantierini erano orgogliosi delle navi che costruivano – ha detto – e si intristivano quando prendevano il largo. Oggi questo non avviene più. Gli stranieri e i trasferisti non sono integrati, perciò non riescono ad affezionarsi al lavoro che svolgono».
Rossella de Candia 
 
Messaggero Veneto, 22 ottobre 2008 
 
Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato ieri sera in municipio a Monfalcone i sindaci delle Città dei Motori. Evidenziata anche la situazione di precari e immigrati  
Sicurezza: appello dei sindacati a Fincantieri  
«Sia veicolo di marketing territoriale, ma anche esempio per il rispetto delle norme»
 
 
MONFALCONE. Sicurezza sul lavoro e prospettive dell’industria: ieri incontro tra sindacati e sindaci del territorio. «Fincantieri sia veicolo di marketing territoriale, ma sia anche veicolo di applicazione delle norme della sicurezza sul lavoro e si assuma, contestualmente, anche il peso dell’impatto sociale che il suo modello produttivo porta al territorio».
D’altra parte, l’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, solleciti il Governo perché si arrivi all’approvazione rapida del testo unico sulla sicurezza, testo che contiene tutti gli strumenti, tra cui il documento di rischio aziendale, per poter agire concretamente a salvaguardia dei lavoratori.
Sono queste le richieste che i segretari provinciali di Cgil, Paola Liva, Cisl, Umberto Brusciano e Uil, Giacinto Menis hanno presentato all’Associazione dei sindaci delle Città dei Motori, riuniti in assemblea a Monfalcone, a margine della XXV Assemblea nazionale dell’Anci che si aprirà oggi a Trieste. Al presidente dell’associazione, Lucia Bursi sindaco di Maranello, ma anche agli altri primi cittadini tra cui appunto anche il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, i tre sindacalisti, che hanno ricordato come Monfalcone abbia registrato in meno di sei mesi due morti sul lavoro, hanno evidenziato in modo chiaro luci e ombre della situazione monfalconese, dove il Cantiere ha rappresentato sicuramente l’ossatura di una nuova e importante economia, ma dove, tramite un modello produttivo che vede il ricorso massiccio agli appalti e quindi alla ditte private “esterne” al cantiere, sono piovuti anche problemi legati alla presenza di migliaia di lavoratori stranieri extracomunitari e trasferisti provenienti dal Sud Italia. Presenza che ha avuto in forte impatto sociale su tutta la città, incidendo sull’emergenza abitativa e sull’aumento della richiesta di servizi. Hanno d’altra parte ricordato come la presenza di lavoratori precari, con insufficiente formazione, che spesso non conoscono la lingua italiana incida fortemente sul grado di sicurezza con cui viene svolto il lavoro, tanto che purtroppo la provincia di Gorizia è ai primi posti per il numero di infortuni.
«Occorre lavorare tutti con impegno e responsabilità per l’obiettivo di arrivare ad uno sviluppo che si configuri nell’ambito del buon lavoro. Fincantieri è un’azienda grande e come tutte le grandi aziende deve essere riferimento per le più piccole, ma non solo dal punto di vista produttivo, ma anche del rispetto delle regole», ha detto Brusciano, mentre Liva, riconoscendo che a Monfalcone, «piccola città che vive i problemi di una grande città si verifichi il preoccupante fenomeno della perdita d’orgoglio rispetto a ciò che si realizza. Un tempo chi lavorava al cantiere era davvero orgoglioso di ciò che realizzava, ora i lavoratori, che arrivano da fuori, non si integrano nel territorio e nemmeno nell’azienda». Ha sollecitato anche un potenziamento e una riorganizzazione della Medicina del lavoro, perché finalmente si chiariscano ruoli e compiti.
Cristina Visintini
 
Questo pomeriggio i funerali dell’operaio  
Nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi l’addio a Michele Sorgo, morto alla Fincantieri
 
 
RONCHI DEI LEGIONARI. Sarà celebrato oggi alle 14 nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo il funerale di Michele Mauro Sorgo, l’operaio 43enne deceduto mercoledì scorso in un tragico infortunio avvenuto sulla Ruby Princess, nave realizzata nei cantieri navali di Monfalcone. Dopo la messa il corteo funebre partirà alla volta del cimitero di Staranzano dove l’uomo sarà sepolto.
L’autopsia, effettuata sul corpo lunedì, non avrebbe fatto emergere elementi diversi rispetto a quanto già, purtroppo, conosciuto: lo schiacciamento del corpo di Sorgo da parte della porta tagliafuoco della sala macchine ha provocato lesioni incompatibili con la vita. Secondo quanto riferito dalla Procura di Gorizia non sarebbero per ora stati emmessi avvisi di garanzia, ma proseguono gli accertamenti e i sopralluoghi tesi ad accertare la dinamica dell’infortunio. Oltretutto già nei giorni scorsi la ripetuta simulazione di black out, esercitazione durante cui l’operaio ronchese ha perso la vita, non avrebbe rivelato alcuna anomalia nel sistema.
In concomitanza con il funerale avrebbe dovuto tenersi a Roma l’incontro tra sindacati e azienda per la discussione del contratto integrativo Fincantieri, che invece è stato fatto slittare a venerdì. Saranno presenti al funerale anche gli amministratori (la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci), i dirigenti delle stabilimento Fincantieri e i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini «per dimostrare – spiegano le Rsu di stabilimento – che si fa parte di un vero gruppo sempre, non solo in occasione per la realizzazione delle navi». Hanno dato la loro adesione e solidarietà anche le Rsu di Muggia e di Marghera. Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai propri dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le due ore di lavoro sollecitate dalle Rsu saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud». I segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis, in concomitanza con i funerali, esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo. (c.v.)

Il Piccolo, 21 ottobre 2008 
 
Sindacati: fare blocco sul nodo-sicurezza  
Appello lanciato ieri a mille tute blu riunite in assemblea
 
 
Fare blocco sulla questione della sicurezza, pretendendo il costante e pieno rispetto delle normative in materia e assumendo una responsabilità diretta. È questa la sollecitazione che i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm hanno lanciato ieri ai lavoratori di Fincantieri, riuniti in due partecipate assemblee, convocate venerdì dopo l’infortunio che è costato la vita a Mauro Sorgo, a bordo della Ruby Princess. «È ormai evidente che l’azienda non è in grado di governare processi produttivi così veloci – ha detto il coordinatore della Fiom, Moreno Luxich -. Noi lavoratori siamo quindi soli e dobbiamo far capire a questa azienda che non si può barattare la salute con la necessità di fare in fretta. Si tratta quindi di fare fronte comune, perché così sarà molto più difficile effettuare pressioni sui lavoratori che già ora pretendono di operare in luoghi sicuri».
Il sindacato ieri ha lanciato quindi un’assunzione di responsabilità da parte dei lavoratori, in modo tale da non lasciare a spazio ad alibi sulle questioni della sicurezza. «D’altra parte dopo l’infortunio mortale di aprile – aggiunge Luxich – si è messa in moto una macchina di solidarietà anche da parte delle istituzioni che però non ha dato alcun frutto all’interno dello stabilimento». Il sindacato sa che il cantiere navale di Monfalcone produce il 50% del Pil della provincia di Gorizia, ma crede si «debba anche dire a che prezzo vengono realizzate queste navi», conclude Luxich.
«Come sindacato abbiamo voluto sottolineare – ha affermato dopo l’assemblea del mattino il coordinatore della Uilm nella Rsu, Luca Furlan – che bisogna fare fronte comune e che tutti hanno una responsabilità diretta nel far rispettare la 626. È un cammino che va avviato quello di creare una nuova cultura di sensibilità e attenzione alle questioni della sicurezza». Furlan ritiene però fondamentale che si arrivi a una formazione continua dei lavoratori e non solo dei neoassunti, perché «le lavorazioni e le tecnologie hanno subito cambiamenti continui in questi anni». Nel corso dell’assemblea della mattina, alla quale ha preso parte un migliaio di lavoratori di Fincantieri, stando ai sindacati, è stato comunque rinnovato l’invito a stringersi attorno alla famiglia di Mauro Michele Sorgo. «In questi giorni e anche oggi (ieri, ndr) i cantierini hanno dimostrato di avere una grandissima dignità e di saper esprimere la propria solidarietà», ha detto dopo l’assemblea il coordinatore della Fim-Cisl, Michele Zoff. Anche i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento di Monfalcone si preparano intanto a riprendere il confronto con Fincantieri sul rinnovo del contratto integrativo. Il nuovo appuntamento è fissato per domani a Roma e pare inevitabile che i sindacati ripropongano all’attenzione dell’azienda i problemi della sicurezza. 
 
CELEBRAZIONI CANCELLATE IN SEGUITO ALL’INFORTUNIO MORTALE  
«Ruby» passa alla flotta Princess senza festa  
Domani il cambio di bandiera in forma privata. Giovedì la partenza alla volta di Fort Lauderdale
 
 
Fincantieri consegnerà domani la nave da crociera «Ruby Princess» alla società armatrice Princess Cruises. L’unità lascerà quindi Monfalcone nella tarda mattinata di giovedì, secondo quanto concordato dalle due società.
Non subiscono quindi alcuna variazione i programmi di Princess Cruises, che ha fissato per il 6 novembre lo svolgimento della naming ceremony a Fort Lauderdale e la partenza della crociera inaugurale per l’8 novembre. La Ruby salperà alla volta della Jamaica per poi toccare Grand Cayman, Cozumel in Messico e le Bahamas, rientrando infine in Florida. Anche le scadenze produttive che Fincantieri si è data rispetto la realizzazione della Carnival Dream non sono destinate a subire modifiche. La Dream, la più grande nave passeggeri mai realizzata dalla società e dallo stabilimento di Monfalcone, sarà varata venerdì per essere ultimata nella tarda primavera del prossimo anno. Carnival Cruise Lines ha già lanciato le prenotazioni della prima crociera della sua nuova ammiraglia, che salperà da Civitavecchia il 21 settembre del 2009. La Ruby è la venticinquesima nave da crociera costruita a Monfalcone dal 1989 a oggi ed è la quarta unità della classe Caribbean Princess. La capostipite della serie è stata la Caribbean Princess (consegna 2004), seguita da 3 gemelle, ancorchè caratterizzate da una diversa motorizzazione, la Crown Princess (2006), l’Emerald Princess (2007), e ora la Ruby Princess.
La nave da crociera, lunga 290 metri per 76 di altezza massima e 116 mila tonnellate di stazza lorda, è stata realizzata in tempi record rispetto alle gemelle e a navi di pari dimensione costruite per conto di altre compagnie crocieristiche. La Ruby è rimasta in bacino solo 8 mesi, la fase successiva dell’allestimento ha richiesto altri 8 mesi e mezzo.
L’abbattimento del lead-time di produzione è quantificabile in un mese e mezzo, spiegava Fincantieri nel materiale prediposto in occasione della presentazione ufficiale dell’unità, annullata in seguito all’incidente in cui ha perso la vita Mauro Sorgo. Il risultato è stato conseguito grazie alla nuova impiantistica del cantiere di Monfalcone, soprattutto nell’area scafo, impiegata in parte per la prima volta su questa nave.
Gli investimenti impiantistici, che hanno richiesto una spesa di 40 milioni di euro, a regime, dovranno garantire, a detta di Fincantieri, un incremento della produzione di assoluto rilievo, e di conseguenza una maggiore competitività sui tempi di consegna nave che è un elemento sostanziale di differenziazione nei confronti dei concorrenti e di interesse per il cliente. (la.bl.) 
 
EFFETTUATA L’AUTOPSIA SUL CORPO  
«Mauro era sotto stress per il lavoro»  
La moglie: «Non vedeva l’ora che la nave partisse». Funerali domani a Ronchi
 
 
Ci sono forse la stanchezza e la pressione alla quale Mauro Michele Sorgo si sentiva sottoposto negli ultimi tempi alla base dell’incidente di cui è rimasto vittima attorno alle 20.30 di mercoledì scorso, nella sala macchine della Ruby Princess, durante le prove di blackout. Una procedura che aveva già affrontato altre volte e che non è stata contraddistinta da alcun malfunzionamento degli impianti. È quanto ha accertato la nuova prova di blackout effettuata venerdì sera a bordo della nave passeggeri, ormai ultimata e in consegna alla società armatrice Princess Cruises, a beneficio dei periti nominati dal tribunale di Gorizia. La segnalazione di anomalia è stata inviata in plancia solo quando Mauro Sorgo, 43 anni, dipendente di Fincantieri dal 1997, ma un totale di 25 anni di lavoro nel cantiere navale di Panzano, è rimasto intrappolato in una porta tagliafuoco, che pare avesse aperto con una procedura manuale, del peso di 3 tonnellate. L’autopsia effettuata ieri mattina dal servizio di anatomia dell’ospedale di Monfalcone non ha potuto che confermare che a causare la morte di Mauro Sorgo sono stati i gravissimi traumi da schiacciamento riportati e nonostante i quali era stato estratto vivo dalla porta tagliafuoco. I colleghi e il personale di Fincantieri avevano tentato di rianimarlo, usando anche il defibrillatore, ma il lavoratore era deceduto prima dell’arrivo dei mezzi e del personale del 118. Mauro Sorgo stava concludendo il turno di lavoro, che mercoledì scorso andava dalle 14 alle 22. «Avevo parlato con lui anche nei giorni precedenti l’incidente e mi aveva detto che era stanchissimo – afferma Michele Zoff, coordinatore della Fim-Cisl, ma anche a lungo vicino di casa e amico della famiglia -, che stava facendo troppe ore, ma che non voleva rischiare di perdere il lavoro a turno, alla mattina o al pomeriggio, che gli lasciava più spazio per la famiglia, per passare a quello a giornata». Un aspetto, quello della stanchezza, confermato a Michele Zoff anche dalla moglie Antonella Parovel.
«Mauro le aveva detto che si sentiva sotto pressione e che non vedeva l’ora che la nave andasse via per avere un po’ più di respiro», aggiunge Michele Zoff. I familiari, gli amici e i colleghi ora si preparano a salutare per l’ultima volta Mauro Michele Sorgo. Il magistrato che coordina le indagini, il pm Fabrizio Suriano, dovrebbe aver fornito ieri il nullaosta alla sepoltura e le esequie dovrebbero essere celebrate domani a Ronchi, dove Sorgo ha abitato fino a 3 mesi fa. Nelle assemblee che si sono tenute ieri nello stabilimento Fincantieri per parlare di sicurezza Fim, Fiom, Uilm hanno sollecitato tutti i lavoratori ha partecipare al funerale e a rimanere vicini alla famiglia di Mauro.
Laura Blasich 
 
INCIDENTE  
Furgone urtato dalla maxi-gru
 
 
Un nuovo incidente si è verificato ieri in Fincantieri, questa volta sotto bordo della Ruby Princess, secondo quanto segnalano i sindacati. Ieri mattina un furgoncino è stato parcheggiato sulle rotaie su cui si muove la gru a servizio della banchina cui è ormeggiata la nave da crociera. Il conducente non si è però evidentemente accorto che la gru era in movimento. Il mezzo di sollevamento è quindi andato a sbattere contro il furgone, senza provocare comunque conseguenze alle persone. Il veicolo è invece rimasto danneggiato nell’impatto con la gru. Venerdì scorso un manufatto in alluminio era volato dal ponte 12 al ponte 11 della Dream per le forti raffiche di bora. 
 
ABBASSAMENTO DELLE SERRANDE  
Negozianti contro l’Ascom  
Non informati sulla chiusura in occasione del lutto cittadino
 
 
I commercianti sabato non hanno potuto esternare la loro solidarietà nei confronti della famiglia di Mauro Sorgo e degli altri lavoratori di Fincantieri semplicemente perché la loro associazione di categoria non ha effettuato una comunicazione diretta e puntuale. È quanto denunciano alcuni negozianti, dispiaciuti per non aver potuto dimostrare il proprio cordoglio, aderendo al lutto cittadino proclamato dal sindaco Gianfranco Pizzolitto. «Non abbiamo potuto dimostrare la nostra partecipazione in modo tangibile con la chiusura e l’abbassamento delle serrande – spiega un commerciante monfalconese -, perché non c’è stata un’informazione da parte dell’Ascom». Nessuno, secondo il commerciante, avrebbe avuto problemi ad abbassare le serrande e quindi a chiudere per un solo quarto d’ora. «Siamo dispiaciuti, perché si tratta della nostra gente», aggiunge il negoziante, che si sarebbe atteso quanto meno un comunicato dell’Ascom per chiarire la situazione. Il fatto che pochi negozi in città abbiano chiuso non è passato inosservato ai sindacati del cantiere. «Fincantieri ha creato a Monfalcone ricchezza per tutti, ma i commercianti non hanno nemmeno chiuso un quarto d’ora a fronte della proclamazione del lutto cittadino», ha denunciato ieri in assemblea il coordinatore della Fim-Cisl nella Rsu di stabilimento, Michele Zoff.
 

Messaggero Veneto, 21 ottobre 2008 
 
Monfalcone. I sindacati  
«Per ricordare Sorgo la città doveva fermarsi»
 
 
MONFALCONE. Alla presenza di circa un migliaio tra operai, capi settore, impiegati si è svolta ieri nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone l’assemblea di approfondimento sulla questione sicurezza, tenuta dai rappresentanti sindacali di stabilimento e fortemente voluta dopo la morte di Michele Mauro Sorgo, avvenuta mercoledì sera. È stato il coordinatore Fiom nell’ambito della Rsu, Moreno Luxich a spiegare come la gestione dello stabilimento «non sia in grado di governare processi produttivi così veloci. I lavoratori sono soli. Occorre, invece, capire al più presto con la proprietà che non si baratta la salute con i posti di lavoro e con la mancanza di sicurezza». Unitariamente Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto ai lavoratori di fare fronte comune rispetto alla mancanza di applicazione delle regole e di “pretendere” invece il rispetto della 626, anche se è condizione nota quella che vede vessati i lavoratori che appunto chiedono il rispetto delle norme. «Siamo noi i protagonisti della nostra salute, ma la struttura tutta è responsabile della situazione sicurezza» ha detto ancora Luxich, riferendo l’impressione che l’assemblea abbia recepito il messaggio e auspicando che il tavolo sulla sicurezza avviato ad aprile, in occasione della morte del lavoratore croato Yuko Jerco, «non resti solo una serie di belle parole, come è stato finora». I sindacati non dimenticano che l’“azienda” Fincantieri produce oltre il 50% del Pil regionale, fatto senz’altro notevole e positivo, «ma occorre dire però a che prezzo si fanno le navi». Luca Furlan coordinatore Uilm ha sottolineato che al fronte comune dei lavoratori devono partecipare anche i dipendenti della ditte private «perché tutti hanno responsabilità diretta». Ha ricordato anche come esistano dei fondi specifici per l’attivazione di corsi di formazione, che non sono stati utilizzati. «Invece la formazione è necessaria e non solo per chi inizia il lavoro, ma anche per i lavoratori più anziani perché le lavorazioni cambiano con rapidità e bisogna essere preparati. Certo il processo va avviato e il problema non si risolverà in tempi brevi, ma è importante – ha detto – creare una nuova cultura del lavoro». Amaro invece il commento di Michele Zoff, coordinatore Fim, sulla mancata partecipazione della città al lutto proclamato dal sindaco. «Fincantieri ha creato la ricchezza di Monfalcone, ma i negozi non si sono fermati davanti al lutto» ha detto, rimarcando ancora una volta come la fretta delle lavorazione per arrivare al completamento della navi sia prioritaria.
«Michele mi aveva detto di essere stanchissimo, per le tante ore di lavoro, ma aveva paura che se avesse parlato gli avrebbero tolto il lavoro a turno che invece per lui era necessario. Era pressato – ricorda Zoff – non vedeva l’ora che la nave partisse». Ancora una volta poi, rinnova l’appello ad essere vicini alla famiglia di Sorgo non solo nelle prime settimane dopo la tragedia, ma con continuità ed è stata anche sollecitata la partecipazione ai funerali, che dovrebbero svolgersi mercoledì a Ronchi dei Legionari. In merito alla mancata partecipazione dei commercianti al lutto cittadino è uno dei rappresentanti della categoria, che vuole restare anonimo a confermare che evidentemente «all’Ascom c’è un problema di comunicazione, perché non abbiamo saputo cosa avremmo dovuto fare. Il quarto d’ora di serrande abbassate mi sembra fosse assolutamente accettabile ed era un gesto che avremmo sicuramente fatto se l’avessimo saputo. Mi meraviglio poi che Ascom non abbia pubblicamente spiegato cosa è successo, né abbia espresso solidarietà alla famiglia».

Messaggero Veneto, 20 ottobre 2008 
  
MONFALCONE  
Firme per annullare ogni manifestazione di “Vivere di cantiere” 
 
MONFALCONE. A giorni sarà consegnata al sindaco di Monfalcone la richiesta di annullare le iniziative previste nell’ambito di “Vivere di cantiere”, programma di manifestazioni previste per celebrare il centenario del cantiere navale, e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione dello stabilimento di Panzano, a partire dall’elica di salita Granatieri. La richiesta, promossa dall’associazione “Tenda per la pace e i diritti” sarebbe stata sottoscritta da tanti cittadini che nel pomeriggio di sabato sono passati e si sono fermati con i rappresentanti dall’associazione, presenti in piazza.
L’iniziativa era stata lanciata prima della morte di Michele Mauro Sorgo, il dipendente Fincantieri deceduto mercoledì sera in un tragico infortunio sul lavoro a bordo della Ruby princess. La manifestazione ha avuto come obiettivo principale la contestazione dell’ordinanza del sindaco Pizzolitto e del piano da 800 mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano come il Comune non solo sia alieno dai veri problemi, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini – dicono dalla Tenda – che già è maggiormente sotto pressione dal punto di vista produttivo perché dipendenti in subappalto al cantiere navale, ma che pagano anche l’emergenza territoriale: disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
Alla giunta viene chiesto, quindi, un drastico cambio di rotta. «La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri, sia nel territorio. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sia sbagliato voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo “Vivere di cantiere”». (c.v.) 
 
Il Piccolo, 20 ottobre 2008 
 
TENDA PER LA PACE  
«Via quell’elica dalla piazza entro 10 giorni»  
Chiesta alla giunta la fine anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere
 
 
Protesta per le condizioni di lavoro in Fincantieri e per chiedere una maggiore tutela dei lavoratori ma anche contro i provvedimenti adottati dalla giunta Pizzolitto in tema di sicurezza. In merito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza della Repubblica, la Tenda per la Pace e i diritti, l’associazione che ha promosso la manifestazione, chiedendo tra l’altro anche la chiusura anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere navale, sottolinea che «la stessa è stata lanciata prima del tragico incidente occorso all’operaio della Fincantieri». L’iniziativa, sostiene l’associazione, aveva come obiettivo primario la contestazione dell’ordinanza di Pizzolitto e della giunta comunale e del piano da 800mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano – sostiene l’associazione – come l’amministrazione comunale non solo sia aliena dai veri problemi della città, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini cioè che già è più sotto pressione dal punto di vista produttivo, come dimostra la politica degli appalti praticata nel cantiere navale, e dal punto di vista territoriale, con il disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
L’iniziativa di sabato pomeriggio, dunque, era stata pensata nei riguardi della giunta alla quale è stato chiesto «un drastico cambio di rotta».
«La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti – afferma l’associazione che ha promosso l’iniziativa – ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri che nel territorio circostante. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sbagliato sia voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo ”Vivere di cantiere”. Le associazioni e i singoli che hanno aderito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza – conclude la Tenda per la Pace e i diritti – hanno decretato dal basso la fine anticipata dei festeggiamenti e nei prossimi giorni verrà consegnata al sindaco e alla giunta la richiesta ufficiale di annullare tutti le iniziative previste all’interno di ”Vivere di cantiere” e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione del cantiere, a partire dall’elica di salita Granatieri. 
 
L’INFORTUNIO MORTALE SULLA «RUBY» 
Le inchieste: nessuna anomalia nella chiusura della porta stagna  
Da chiarire il motivo per cui Sorgo non ha potuto evitare l’impatto
 
 
Le inchieste avviate da Fincantieri e dalle forze dell’ordine sull’infortunio verificatosi mercoledì sera a bordo della nave passeggeri «Ruby Princess» in cui è morto l’operaio ronchese di 43 anni Mauro Michele Sorgo sembrano concordare: non ci sarebbe stato alcun malfunzionamento della porta stagna di tre tonnellate che ha schiacciato l’operaio durante la prova di black-out che doveva saggiare l’efficienza dei sistemi di sicurezza della nave in fase di completamento e di consegna all’armatore. Questo peraltro avrebbero dimostrato anche i test eseguiti da Fincantieri venerdì sera a beneficio dei periti nominati dal Tribunale di Gorizia, presenti i periti di parte di Fincantieri e alcuni esperti. Nel test sono state ricreate le condizioni a bordo della «Ruby Princess» mercoledì poco prima delle 21, quando si è verificato l’infortunio mortale.
Ma alle stesse conclusioni sembra essere giunta anche la Polizia che ha verificato a sua volta, per conto della Procura, il funzionamento delle porte stagne. C’era da accertare, di fatto, se la chiusura violenta della paratia potesse essere eventualmente dovuta a un inconveniente tecnico e che quindi l’operaio fosse rimasto intrappolato a causa di qualche anomalia. Non sembra, però, che tutto ciò si sia verificato. Secondo quanto emerso, il funzionamento della porta stagna è risultati rispondente a quanto previsto: la struttura ha cioè una chiusura violenta che deve servire a evitare, in casi di emergenza, che la nave sia invasa dall’acqua, isolando i singoli settori.
A questo punto le ipotesi possono essere diverse: Mauro Michele Sorgo potrebbe aver sottovalutato la violenza della chiusura automatica della porta stagna. O forse l’operaio ronchese riteneva di avere comunque il tempo di passare, dopo aver lasciato il maniglione, confidando nella sua rapidità. Forse, però, qualcosa – un ostacolo improvviso, un impaccio – potrebbe avergli impedito di compiere l’operazione con la dovuta velocità. Resta il fatto che il funzionamento della porta stagna è risultato del tutto regolare.
Mauro Michele Sorgo, comunque, era un lavoratore molto esperto, dipendente diretto di Fincantieri dal 1997, e con un totale di 25 anni di lavoro nello stabilimento alle spalle. Difficile quindi supporre una sua leggerezza nel compiere l’operazione. Più probabile una fatale disattenzione o il fatto che l’uomo abbia incontrato un’improvvisa difficoltà proprio nel momento in cui avrebbe dovuto levarsi da quella posizione con la massima sollecitudine.
Mercoledì scorso, durante le prove di black-out, Mauro Michele Sorgo si trovava nella sala macchine assieme ad altri due colleghi, come previsto in occasioni del genere. Durante tutta la procedura, anche prima dell’inizio, avevano funzionato i segnali acustici e visivi di attenzione. L’anomalia del funzionamento degli impianti è stata segnalata in plancia solo nel momento, le 20.27, in cui è avvenuto l’incidente mortale.
L’indagine coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Suriano della Procura della Repubblica di Gorizia comunque continua per chiarire l’esatta dinamica e le possibili cause dell’infortunio che è costato la vita al 43enne dipendente di Fincantieri, che lascia la moglie e una figlia di 6 anni, adottata da pochi mesi. Questa mattina, intanto, nell’obitorio dell’ospedale di San Polo si svolgerà l’autopsia sul corpo dell’operaio ronchese. L’esame necroscopico è stato affidato all’anatomopatologo dal sostituto procuratore del capoluogo isontino, Fabrizio Suriano, che coordina l’indagine sull’incidente. Difficile, comunque, che da questi accertamenti possano emergere elementi in grado di spiegare l’accaduto.
Fino a ieri, intanto, non era stata ancora fissata la data per i funerali di Mauro Michele Sorgo, mentre pare al momento confermata la partenza della «Ruby Princess», non ancora consegnata ufficialmente all’armatore, giovedì per raggiungere Fort Lauderdale, dove all’inizio di novembre deve prendere servizio secondo quanto concordato con Princess Cruises. Ancora da verificare invece se venerdì sarà effettuato il varo della Carnival Dream, che dovrebbe prendere il posto della Ruby nella banchina di allestimento. Va ricordato che, oltre alla cerimonia di consegna, che si sarebbe dovuta svolgere sabato scorso alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, è stata cancellato a causa dell’infortunio anche l’avvio dell’assemblea nazionale dell’Anci, prevista proprio sulla Ruby. I lavori sono invece stati spostati a Trieste. 
 
Pd: infortuni frutto dei ritmi di lavoro  
Omar Greco chiede una riflessione ai sindaci dell’Anci
 
 
Per Omar Greco, segretario provinciale del pd «l’ennesimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri non può che portarci, ancora una volta nello spazio di pochi mesi, a una profonda riflessione. Lascia sgomenti e senza parole ciò che è successo in cantiere, con la morte di un operaio durante un normale turno di lavoro. Al momento non è chiara l’esatta dinamica dell’incidente, per cui non sarebbe corretto esprimere giudizi definitivi. Certo è – afferma Greco – che si fa ormai fatica a trovare le parole per commentare questa ennesima tragedia sui luoghi di lavoro. E che ciò avvenga nella principale realtà industriale della nostra provincia, ci fa capire quanto ancora rimanga da fare per limitare al massimo i rischi per le persone che svolgono quotidianamente la propria attività».
Per Greco e il Pd «le trasformazioni in atto nei processi produttivi stanno accelerando la frequenza degli incidenti e in particolare in Fincantieri questa condizione si manifesta in tutta la sua tragicità. Non possiamo accettare che nel nostro Paese 4 persone al giorno perdano la vita guadagnandosi da vivere. Questa è una piaga che dobbiamo sconfiggere e per farlo abbiamo bisogno di riflettere attentamente attorno alla realtà che ci circonda». Greco chiede quindi maggiori investimenti nella sicurezza, prestare maggiore attenzione alle richieste dei sindacati che conoscono le realtà in cui si opera, per migliorare una situazione che, al momento, appare drammatica.
Greco esprime quindi il cordoglio del Pd alla famiglia dell’operaio deceduto, l’ennesima famiglia distrutta da una tragedia che non può trovare giustificazione. Infine un appello all’Anci che in questi giorni doveva tenere una parte della propria assemblea nazionale a bordo della Rudy Princess: quello di avviare un dibattito sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. «Si sfrutti questo momento di ribalta mediatica nazionale – conclude Omar Greco – per richiamare l’attenzione di tutti, e in particolare del governo nazionale, su un tema che deve stare al centro del dibattito politico, soprattutto in una realtà, come Monfalcone, la cui storia è stata sempre legata a doppio filo all’industria manifatturiera».

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