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Il Piccolo, 17 giugno 2010
 
Consulta stranieri, cinque liste in lizza 
Gli ammessi al voto del 4 luglio saranno 1500. Solo quattro le donne candidate

Saranno cinque le liste in corsa per l’elezione della Consulta degli stranieri, voluta dall’amministrazione comunale di Monfalcone per favorire il dialogo con le comunità immigrate, ma anche la gestione dei nodi posti dalla presenza in città di circa 4100 cittadini comunitari ed extracomunitari, pari a quasi il 15% della popolazione. Per quanto la consulta sia poco più di una qualsiasi associazione e non abbia alcun poter decisionale, gli stranieri sembrano ritenerla un’occasione da non perdere per far arrivare la propria voce direttamente all’amministrazione locale. Gli stranieri monfalconesi si sono inoltre mossi al di là degli steccati delle comunità di appartenenza. Tre liste sono composte in modo del tutto trasversale da cittadini del Bangladesh, nordafricani, kosovari, romeni, serbi, mentre la lista ”Stella” è formata solo da albanesi e la lista ”Ananas” solo da persone originarie del paese asiatico.
L’elezione della consulta vede comunque in pista gli stranieri già attivi all’interno della propria comunità e di Monfalcone con associazioni e prima con il Coordinamento degli stranieri, che di fatto ha rappresentato il prologo alla nascita della consulta. È il caso di Muhammad Hossain Muktar, più noto come Mark, già presidente del coordinamento e della Bimas, una delle tre associazioni bangladeshe attive a Monfalcone, coinvolto in un’inchiesta sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Mark ha presentato la lista ”Stelle”, mentre Islam Mohammed Jairul, presidente della Bag, la lista ”Ombrello aperto”. La quinta lista si chiama ”Sedia” ed è prevalentemente composta da africani e nordafricani. «Tutte le liste sono risultate valide, perchè corredate dal numero richiesto di firme, dal simbolo del diametro di due centimetri e dal programma scritto in italiano – spiega l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin -, nonostante i tempi concessi fossero molto stretti». Nei programmi gli stranieri parlano delle azioni che intendono compiere all’interno della comunità immigrata per favorire l’integrazione con quella locale, ma anche dell’esigenza di insegnare ai figli la propria lingua e le proprie tradizioni. E le donne? Ce ne sono, ma davvero pochine: tre in una lista, una in un’altra. Il meccanismo individuato dal Comune per garantire una rappresentanza femminile non passa del resto dalle quote rose nelle liste, pur esistendo la raccomandazione di riservare il 30% delle candidature al genere meno rappresentato. La soluzione è invece quella di aggiungere fino a un massimo di due seggi da assegnare sempre al genere meno rappresentato ai 15 previsti per comporre l’organismo, nel caso in cui tutti e i 15 componenti siano dello stesso genere.
L’appuntamento con le urne è il 4 luglio, dalle 8 alle 20, nell’ex dispensario di via Vecellio. Il Comune sta già procedendo all’invio delle convocazioni al voto a circa 1500 stranieri aventi diritto, cioè maggiorenni, residenti a Monfalcone da almeno un anno e da almeno due in Italia. La Consulta resterà in carica tre anni.
Laura Blasich

Il Piccolo, 04 luglio 2010
 
Stranieri oggi al voto per eleggere i componenti della Consulta immigrati

Sono cinque le liste tra le quali i cittadini comunitari ed extracomunitari ammessi al voto potranno scegliere oggi per eleggere i 15 componenti della Consulta comunale per gli stranieri.
Le elezioni si terranno dalle 8 alle 20 nel seggio elettorale di via Vecellio 1, cioé nell’ex centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
Potranno votare, esibendo un documento valido di identificazione (passaporto o altro documento valido per l’espatrio o, se non in possesso, carta d’identità italiana e documenti di soggiorno) tutti i cittadini stranieri maggiorenni alla data delle elezioni e che sono residenti a Monfalcone da almeno un anno.
In corsa per entrare nella Consulta ci sono la lista “Ombrello”, tutta composta da cittadini del Bangladesh (una è donna su 8 candidati) e di cui è capolista Islam Md Faridul, e la lista “Stella”, i cui candidati sono tutti albanesi (una donna su cinque).
La lista “Sedia” è capeggiata invece dal cittadino originario del Bangladesh Nurul Amin Khandoker, ma è formata anche da algerini, serbi, bosniaci, marocchini, etiopi, senegalesi e una donna rumena. La lista “Ananas”, di cui è capofila Jasin Sarkar, è tutta di cittadini del Bangladesh, mentre quella “Stelle”, capeggiata da Muhammad Hossain Muktar, più noto come Mark, comprende tre donne (una bangladesha, una albanese e una macedone) su 15 candidati, originari anche della Tunisia, Bosnia, Ucraina, Kosovo e Senegal.
La Consulta, come dice già il nome, è un organo consultivo dell’amministrazione comunale e sarà  di norma consultata in tutti quei casi in cui cioè si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti e indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti nel Comune di Monfalcone.
La Consulta vuole però anche essere uno degli strumenti attraverso i quali l’amministrazione comunale s’informa sulle condizioni e le problematiche delle comunità straniere presenti sul suo territorio, ma riesce a comunicare anche le esigenze del resto della comunità cittadina.

Il Piccolo, 05 luglio 2010
 
OLTRE 700 STRANIERI HANNO PRESO PARTE ALLE VOTAZIONI 
L’ITER 
Alle 12 si insedierà la commissione per lo spoglio, nel pomeriggio le nomine 
In coda per eleggere la Consulta

Oltre settecento immigrati si sono recati ieri al voto per nominare il proprio rappresentante, tra le cinque liste candidate, in seno alla Consulta comunale per gli stranieri: la prima di natura elettiva in Regione.
Quindici i componenti che andranno a formare il nuovo direttivo dell’organo di consultazione. Nonostante l’afa, fin dalle prime ore del mattino, i cittadini comunitari ed extracomunitari si sono messi pazientemente in fila, all’ex dispensario di via Vecellio, per esprimere la relativa preferenza. Molte le donne, che fino a sera si sono attivate promuovendo la campagna elettorale della lista di riferimento.
Soddisfatta per l’affluenza (erano 1.800 gli aventi diritto) Cristiana Morsolin, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Monfalcone. «È andata molto bene», ha commentato dopo una giornata trascorsa tra i seggi, al pari di altri colleghi della maggioranza. «Un’esperienza bellissima constatare l’entusiasmo e la voglia di partecipazione espressa da questa gente – ha proseguito l’assessore -: l’affluenza, rimasta sempre alta fino a sera (le votazioni si sono concluse alle 20, ndr), è segnale di interesse e desiderio di influire nella società. Per quanto riguarda invece le procedure, è bene sottolineare che siamo stati molto fiscali: sono stati valutati con attenzione tutti i requisiti dei candidati e sono stati effettuati controlli incrociati all’Anagrafe per verificare il possesso di tutte le caratteristiche richieste».
Oggi a mezzogiorno si insedierà la commissione elettorale, mentre nel tardo pomeriggio, con tutta probabilità, verranno resi noti gli eletti. L’organo della Consulta stranieri sarà attivata in tutti quei casi in cui ciò si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti e indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti sul territorio. La Consulta servirà però anche all’amministrazione comunale per apprendere le problematiche inerenti le diverse comunità.
Sono complessivamente 4.096 gli stranieri presenti a Monfalcone (1.642 femmine e 2.454 maschi), pari al 14,61% dei residenti totali, che all’Anagrafe risultano 28.043. La parte del leone la fa la comunità bengalese, con 1.437 abitanti, il 5,12% della popolazione totale. Seguita a ruota da quella croata (401 cittadini) e macedone (370). (ti.ca.)

Il Piccolo, 06 luglio 2010
 
Consulta stranieri 4 le donne elette nel nuovo direttivo 
Marocchina la più votata. Un 25enne bengalese fa incetta di preferenze. Mark Mukther secondo

di TIZIANA CARPINELLI

Si tinge di verde e rosso la Consulta comunale per gli stranieri: con un incredibile gioco di squadra, la comunità bengalese è riuscita a piazzare ben sette rappresentanti su 15 in seno all’organo consultivo, il primo di natura elettiva in regione. La giornata di passione ai seggi, risultati particolarmente torridi date le temperature, è giovata: bangladesho, infatti, è anche il candidato che, in assoluto, ha raccolto più preferenze. Si chiama Hossain Suleman, ha 25 anni e ha raccolto 122 voti. A incalzarlo, subito dietro, un nome ben più conosciuto in città: Mohammad Hossain Mukter, alias Mark, 32 anni, interprete, traduttore e coordinatore della Bimas, a febbraio rinviato a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un segno, l’incetta di 93 voti, che pone un sigillo sull’affezione della comunità asiatica a colui che è stato uno degli esponenti di maggiore spicco.
Bisogna arrivare al decimo tra i più eletti, per scorgere una nazionalità diversa da quella bangladesha: si tratta di una donna, macedone, Ate Jlds, impostasi con 26 voti. E a proposito di quote rosa, va detto che su un totale di 856 votanti (il 37% degli aventi diritto, cioè 2.809 stranieri) sono state 216 le elettrici (25%). Ciononostante sono state nominate delle donne in misura inferiore al 30% previsto e pertanto la Consulta è stata integrata con un’ulteriore esponente del gentil sesso, scelta tra le candidate più votate indipendentemente dalla nazionalità: Shamima Khanam, 28 preferenze, anche in questo caso, bengalese. Quattro, comunque, le donne che l’hanno infine spuntata: Ate Jlds e Shamima Khanam, come detto, ma anche Elena Lucia Marcu (rumena, 8 voti) e Shehu Xhoana (albanese, 23).
Oltre a Hossain Suleman e Mark gli altri nove colleghi maschi, entrati nella Consulta per gli stranieri, sono: Mustapha Mouaoia (marocchino, 20 preferenze), Uddin Afaz (bengalese, 77), Islam Md Faridul (bengalese, 75), Mohammed Mehdi (bengalese, 67), Khondaker Nurul Amin (bengalese, 65), Alieski Same (macedone, 5), Dolic Radoje (bosniaco, 10), Dia Bassirou (senegalese, 12) e Saljihu Azem (serbo, 11). A breve il direttivo della Consulta, di durata triennale, nominerà il suo presidente, che resterà in carica per dodici mesi, dopodiché l’organo si riunirà investire un altro rappresentante, così come previsto dal regolamento. «Sono soddisfatta per la partecipazione – commenta l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – ora finalmente abbiamo una consulta molto rappresentativa e mista: l’obiettivo di dare voce a ogni nazionalità è stato centrato». «Nessun problema si è verificato – osserva il presidente del consiglio Marco Ghinelli, ai seggi assieme ai consiglieri Frisenna, Zilli, Sabato, Panariello, Saullo e Zotti – e ringrazio i consiglieri per l’attività resa durante il seggio». «È stato un momento di festa e di grande democrazia», ha chiosato il consigliere Alessandro Saullo.

Il Piccolo, 11 settembre 2010

PER IL SINDACO LA PRESENZA DELL’ESPONENTE DELLA COMUNITÀ BENGALESE È INOPPORTUNA 
« Mark è sotto processo, lasci la Consulta stranieri»

La partecipazione di “Mark”, cioè di Mohammad Hossain Mukter, 32 anni, traduttore, principale imputato del processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aperto al Tribunale di Gorizia, alla Consulta degli stranieri di Monfalcone è “inopportuna”. A chiarirlo è il sindaco Gianfranco Pizzolitto, sollecitato sulla questione dal consigliere del Gruppo misto-Unione di centro Giuliano Antonaci giovedì sera nella seduta del Consiglio comunale.
«D’intesa con l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, ho affrontato il problema su suoi due piani, quello legale e quello politico – ha detto Pizzolitto -. Dal punto di vista legale l’elezione di Mark e la sua partecipazione alla Consulta è ineccepibile. Non è così da un punto di vista politico, perché se fossimo stati in lui avremmo atteso l’esito del giudizio del tribunale sulle accuse che gli sono state mosse».
Il sindaco ha spiegato di aver convocato Mark, a lungo uno dei principali rappresentanti della comunità del Bangladesh residente in città, esprimendo, assieme all’assessore Morsolin, la propria perplessità e preannunciando che avrebbe reso pubblica la propria posizione, se sollecitato. Com’è avvenuto in aula giovedì. Antonaci ha affermato di ritenere la risposta del sindaco soddisfacente. Intanto la nuova udienza del processo che vede Mark come principale imputato avrà luogo il 12 novembre, quando saranno ascoltati i primi dieci testimoni presentati dal pubblico ministero. Nel procedimento è coinvolta anche una decina tra imprenditori e lavoratori bengalesi. Nella precedente udienza dell’11 giugno del processo, apertosi il 30 marzo a Gorizia, il pm aveva depositato i decreti relativi alle intercettazioni effettuate nel corso delle indagini compiute dalla squadra mobile di Gorizia assieme al commissariato di Monfalcone e al nucleo della Guardia di finanza. Mukter venne arrestato il 2 settembre 2009 e dopo qualche tempo gli vennero concessi gli arresti domilciliari, in seguito revocati. Oggi ”Mark” attende gli esiti del processo in stato di libertà. (la.bl.)

Il Piccolo, 01 ottobre 2010
 
STRANIERI A MONFALCONE 
Consulta immigrati Mukter presidente 
Insieme a lui eletti Muoauia Mustafa e Faridul Anis

È Mohammad Hossain Mukter, più noto come Mark, il primo presidente della consulta degli stranieri di Monfalcone. A indicare il suo nome è stata la ”giunta” eletta a luglio dalla comunità non italiana. Dei 15 membri eletti, i candidati sono stati addirittura otto e questo ha portato a una frammentazione delle preferenze. A Mark sono stati sufficienti cinque voti per essere eletto come primo presidente. La sua carica durerà un anno, poi lascerà il posto a Faridul Anis, il quale, dodici mesi più tardi la lascerà a Muoauia Mustafa. Lo statuto prevede l’alternanza di tre presidenti nel corso dei tre anni di mandato della giunta.
L’elezione di Mark ha già sollevato polemiche. A Islam Jahirul e Miah Fazul, presidenti rispettivamente delle associzioni Bag e Bairab, la scelta non piace. «Non può essere presidente», dicono ricordando che su di lui pende un processo in corso. Da parte sua, il diretto interessato risponde: «La mia legittimità è di fronte agli occhi di tutti. Ho la fiducia della comunità che mi ha votato e chiedo di aspettare la fine del processo prima di giudicarmi»
Sono sei le priorità individuate dal neo-presidente per andare incontro alle esigenze della comunità straniera: l’assitenza legale per l’ottenimento dei documenti, l’assistenza amministrativa per la compilazione dei tanti moduli previsti dalla burocrazia italiana, l’assitenza per l’accesso alla casa, l’assitenza per orientarsi nel mondo del lavoro, l’assitenza sanitaria e l’assitenza culturale.
«Sono tutte attività svolte da diversi enti e associazioni – osserva Mark – noi cercheremo di cucire tutto assieme. per questo organizzeremo un incontro per farci conoscere da tutti».
La Consulta, come dice già il nome, è un organo consultivo dell’amministrazione comunale e sarà di norma interpellata in tutti quei casi in cui ciò si renda necessario in vista dell’approvazione di atti che avranno effetti diretti o indiretti sulle condizioni dei nuovi cittadini presenti nel comune di Monfalcone. La Consulta vuole però anche essere uno degli strumenti attraverso i quali l’amministrazione comunale informa sulle condizioni e le problematiche delle comunità straniere presenti sul suo territorio e delle proposte avanzate dalle stesse. La Consulta sarà però pure il canale attraverso il quale comunicare le esigenze del resto della comunità cittadina.
Dei 15 componenti eletti sette sono originari del Bangladesh, due sono macedoni, uno è marocchino, uno è senegalese, uno è serbo, uno è bosniaco, uno è rumeno, e uno è albanese. (s.b.)

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Il Piccolo, 08 maggio 2010
 
PROGETTI A FAVORE DEI MIGRANTI
Processo Anolf, il pm chiede condanne per quasi 11 anni 
La pena più pesante, 4 anni e 8 mesi, all’ex presidente Salvatori

di FRANCO FEMIA

Condanne per complessivi 10 anni e 8 mesi sono state richieste dal pubblico ministero Marco Panzeri per quattro dei cinque imputati nel processo Anolf. La pena più pesante, 4 anni e 8 mesi, è stata chiesta per Maria Grazia Salvatori, ex presidente dell’associazione, accusata di malversazione e truffa. Per Gianfranco Tarantino, collaboratore di Anolf, il pm ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi, per l’albanese Klotilda Biniaku 1 anno e 6 mesi e per Giuseppe Paone un anno di reclusione. Per Davide Bradaschia la pubblica accusa ha chiesto il non doversi procedere per prescrizione. Questi ultimi tre imputati erano stati a loro tempo presidenti della cooperativa sociale Aurora di Gorizia. Il pm per alcune ipotesi di truffa ha chiesto l’applicazione della prescrizione, prescrizione che interverrà a partire dal prossimo anno per tutti i capi di imputazione.
L’accusa che viene rivolta ai responsabili dell’Associazione è quella di aver ricevuto contributi da parte di Regione, Comune di Monfalcone e Azienda sanitaria e di non aver destinato la totalità della somma alla realizzazione dei progetti per i quali era stata erogata e, in alcuni casi – sempre secondo l’accusa – firmando assegni a favore di collaboratori dell’associazione o della cooperativa Aurora per operazioni che sono state considerate inesistenti o estrane alle finalità dei progetti. «I rendiconti presentati erano falsi, alcune spese in realtà non erano mai state sostenute. E tutto questo per poter ottenere il saldo dei contributi che erano stati in parte già erogati dagli enti locali», ha detto nella sua requisitoria il dottor Panzeri, che alla fine non ha potuto annotare come la fase istruttoria del dibattimento si sia dilungata anche perché la stragrande maggioranza dei testi citati dalla difesa non aveva alcuna rilevanza ai fini del processo.
Sotto il mirino della magistratura erano finiti alcuni progetti creati dall’Anolf, l’Associazione nazionale oltre le frontiere. Il più consistente riguarda la convenzione con il Comune di Monfalcone per la gestione del Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati per gli anni 2002, 2003 e 2004, per i quali l’ente locale aveva versato all’Anolf 484mila euro. Con l’Ass l’Anolf aveva firmato nel 2003 una convenzione per il progetto Osservatorio migranti ricevendo un finanziamento di 45mila euro concesso dalla Regione. Il terzo progetto era intitolato Casa insieme 2002 con un finanziamento regionale di 32mila euro. Infine, il quarto progetto per 113mila lire erogati dalla Regione, riguardava la costituzione di una fondo rotazione destinato alla concessione di prestiti a favore degli stranieri per il pagamento degli affitti.
Regione, Azienda sanitaria e Comune di Monfalcone si sono costituiti parte civile e i loro legali – rispettivamente avvocati Cossina, Cattarini e Sanzin – ieri hanno chiesto la condanna degli imputati e il risarcimento dei danni materiali quantificati nello stesso importo dei contributi erogati e 50mila euro per i danni morali. Si è costituita con l’avvocato Furlan anche l’Anolf che ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per i danni morali cagionati all’associazione da questa vicenda.
Ora la parola spetterà alla difesa. Nella prossima udienza, fissata per il 28 maggio, interverranno gli avvocati Marchiori per la Salvatori, Agostinis per Biniaku, Paone e Tarantino, e Bassi per Bradaschia. Il tribunale ha già anticipato che servirà poi un’ulteriore udienza per le repliche e la sentenza.
In apertura di udienza l’avvocato Marchiori aveva sollevato che il verbale della deposizione di un testa, avvenuta nell’udienza del 15 gennaio, era incompleta e pertanto chiedeva il rinvio del processo. Il tribunale, accertato che in effetti la trascrizione era incompleta, ha assicurato che entro la prossima udienza avrebbe fornito alle parti la trascrizione completa della deposizione.

Primo Marzo 2010 anche a Monfalcone, un giorno senza di noi

Per parlarne assieme e provare a costruire il comitato promotore anche a Monfalcone vediamoci all’Officina Sociale via Natisone 1, lunedì 25 ore 20.30.

Cosa fare il primo marzo? Cosa può essere uno sciopero oggi? Spazio alla creatività. Invia i tuoi contributi al progetto Melting Pot Europa (primomarzo2010@meltingpot.org)

Il Primo Marzo 2010 sarà una giornata speciale.
Una giornata di sciopero delle fabbriche e delle cooperative, dei cantieri e dei braccianti, uno sciopero delle badanti e degli ambulanti, un giorno in cui chiudere i nostri negozi e non andare a scuola, una giornata di sciopero contro il razzismo e la precarietà.
Ma non uno sciopero convenzionale, tanto meno uno sciopero etnico.
Un giorno senza di noi, senza precari o disoccupati, senza lavoratori dipendenti e autonomi, un giorno senza autoctoni e migranti, uno giorno senza noi tutti, per far vedere quanto siamo importanti.

Melting Pot Europa vuole contribuire a questa giornata promuovendo le iniziative che si stanno articolando intorno alla data del Primo Marzo 2010 e cercando di collaborare alla costruzione collettiva di questo percorso inedito, a questa sfida che assomiglia ad un sogno a cui noi tutti vogliamo credere intensamente.

Il dibattito è acceso e assolutamente stimolante.
Ma cosa significa costruire uno sciopero contemporaneo? E´ pensabile che l´astensione dal lavoro sia sufficiente ed incisiva per trasformare questa società? Cosa significa scioperare oggi che la produzione non è più limitata alle mura della fabbrica ma coinvolge pienamente la società nel suo complesso e ingloba affetti e comunicazione, stili di vita e creatività senza per questo perdere il vizio dello sfruttamento e della discriminazione?
Eiste uno sciopero senza sindacati? Esiste uno sciopero senza copyright?

E ancora, cosa significa un giorno senza di noi quando è la crisi ad espellere i lavoratori dal mercato del lavoro?

E´ immaginabile uno “sciopero” dei soli migranti o forse l´orizzonte a cui guardare è quello che coinvolge noi tutti, così come il razzismo, la precarietà, le politiche discriminatorie sull´immigrazione, coinvolgono a pieno le nostre vite, interrogando la società nel suo complesso e non solo i migranti stessi?

Il dibattito è aperto ed invitiamo chiunque voglia proporre riflessioni e contribuire alla costruzione di questo pensiero collettivo sul Primo Marzo 2010 a scrivere all´indirizzo di posta elettronica primomarzo2010@meltingpot.org.

Sostieni Il Comitato Primo Marzo 2010 versando il tuo contributo sul Conto Corrente intestato a Primo Marzo 2010 IBAN IT98V050180160000000-0130877 presso banca Etica

Il Piccolo, 28 novembre 2008 
 
VERTICE DI OPERATORI DELLA POLIZIA 
Sicurezza: più telecamere e uomini  
Ridotto il piano-illuminazione. Ma la Regione garantisce continuità nei finanziamenti
 
 
di LAURA BORSANI

Telecamere, più uomini, più mezzi e più soldi. Per garantire un controllo efficace sulla mobilità nell’Euroregione dell’area Schengen servono risorse umane e strutturali. Puntando sul coordinamento, su una «strategia sinergica» e su un «linguaggio comune» in fatto di banche dati e normative. Anche Monfalcone gioca un ruolo di peso, considerate le sue peculiarità di città caratterizzata da un’alta concentrazione e flusso immigratorio, unitamente alla valenza economica e produttiva che la pone quale quinto Comune in regione. Lo ha ribadito l’assessore regionale alla Sicurezza, Federica Seganti, ieri, in occasione del convegno organizzato dall’Ipa (International Police Association), presieduta da Franco Stacul. «Nell’ambito dei finanziamenti relativi all’interconnessione tra le sale operative di polizia urbana, carabinieri, polizia e entro breve anche Gdf, nell’Isontino, assieme a Gorizia è inserita Monfalcone». Un riconoscimento alla città dei cantieri, che richiede un interscambio sempre più serrato tra istituzioni. Tanto che l’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, ha lanciato la sua proposta di collaborazione, anche in termini di finanziamenti. Gli oltre 253mila euro determinati dalla Regione per finanziare il Pacchetto-sicurezza presentato dal Comune, ha osservato, rappresentano una tranche di un progetto più ampio, «perchè vogliamo rassicurare i cittadini, ma anche garantire risposte efficaci ad una realtà composita». L’ente locale ha elaborato un piano articolato, che abbraccia tutte le voci previste dal decreto-Seganti. Con lo stanziamento regionale, verrà completata la rete di videosorveglianza, sarà potenziata la centrale operativa del Comando dei vigili urbani, e si interverrà sull’illuminazione nella zona della Rocca e di via Sant’Ambrogio.
«È importante – ha aggiunto Luise – ragionare nella continuità degli interventi. Non ho dubbi sul sostegno e sulla collaborazione della Regione». Monfalcone punta dunque a inserire nuovi e ulteriori tasselli per il suo pacchetto-sicurezza, ritenuto come un piano di progettualità da seguire nel tempo. L’assessore Seganti, da parte sua, lo ha spiegato. «La Regione, il 5 maggio scorso ha introdotto la delega alla Sicurezza. La nostra ambizione è di creare le migliori condizioni per aumentare la collaborazione e la sinergia tra le forze responsabili della sicurezza urbana e territoriale. Una collaborazione che si affianca ai protocolli nazionali bilaterali, volendo integrare adeguate risposte di efficienza sul territorio. Il nostro ruolo non è quello di sostituirci agli organi statali e di intervento, ma di sostenere il coordinamento».
Da qui la riforma della Polizia municipale, per la quale la Regione ha competenza. Il «forte finanziamento per la sicurezza dedicato ai Comuni e alle Province». E i fondi per gli enti provinciali legati alle scuole superiori. L’obiettivo, ha continuato, è quello di «diminuire la burocrazia, evitare sovrapposizioni e aumentare efficacia di interventi e di comunicazione». In fatto di banche dati, la Seganti ha parlato poi di un sistema informatico comune per il quale la Regione, assieme al ministero degli Interni, è alla fase conclusiva. Riferendosi quindi alla questione immigrazione, che in Italia, di fatto, preme soprattutto dal confine Nord-orientale, l’assessore ha sottolineato la necessità di intervenire a monte nel contrastare i flussi clandestini. «Siamo pronti e aperti – ha concluso l’assessore – a un percorso di collaborazione per fare massa critica attorno alle istanze del territorio. La Regione si propone quale trait-d’union tra le forze dell’ordine e lo Stato, per migliorare i collegamenti e le comunicazioni, ma anche per ottenere maggiori e adeguate risorse economiche».
L’intervento del presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, si riassume in questi termini: maggiore unità, più mezzi, più risorse economiche e meno burocrazia sono gli elementi principali per combattere il crimine organizzato. « In Italia la provincia di Gorizia è terza nella graduatoria della sicurezza, ma dobbiamo investire di più. La sfida di oggi è parlare la stessa lingua in termini di normative e banche dati».
Anche il questore Antonio Tozzi ha sostenuto l’importanza di avere uno stesso vocabolario informatico, ma anche di un modello di sicurezza al quale fare riferimento, tenendo conto dello «scontro tra culture e realtà criminali diverse» nell’ambito europeo. Ha parlato di collaborazione e di partecipazione del cittadino alla formazione della sicurezza e di un’organizzazione interforze coordinata. Le telecamere? Sono utili ma non esaustive. Ci vogliono uomini addestrati, strategia e un sistema giudiziario meno burocratico. Nel corposo convegno hanno portato la loro esperienza il comandante delle forze di Polizia della Carinzia (Klagenfurt) Wolfgang Rauchegger, il direttore delle forze di Polizia di Nova Gorica Alojzij Mohar, il responsabile della Polizia di frontiera di Fiume. È intervenuto anche Alberto Gasparini, direttore dell’Isig di Gorizia.

Il Piccolo, 10 luglio 2008 
 
IMMIGRATI  
Dalla Regione 8mila euro per l’integrazione
 
 
Cresce il servizio del Centro a bassa soglia grazie a un finanziamento di 8mila euro ottenuto dalla Regione per dare risposta al progetto presentato dalle associazioni Entrata Libera, Melting Pot e Ya Basta attive nella struttura di via Natisone. «Le nuove risorse consentiranno di mettere a disposizione i servizi del centro, dai pasti caldi alle doccie, dalle informazioni al sostegno, anche per i cittadini immigrati, residenti nel Monfalconese e che dovessero aver bisogno di orientamento e indicazioni rispetto a una piena cittadinanza» spiega Cristian Massimo di Entrata Libera il quale sottolinea come «in tempi in cui si affrontano i problemi dell’emarginazione della socialità con la repressione e servizi di ordine pubblico, l’iniziativa del centro rappresenta invece un’azione di tutela, informazione e accompagnamento sopratutto nei confronti della cittadinanza multietnica di Monfalcone». Per divulgare dunque il servizio a un’utenza sempre più ampia è stata effettuata un’azione di raccolta delle guide pratiche e informative multilingue dell’Agenzia delle Entrate, della Regione e di altri enti e sono stati stampati in francese, inglese, arabo, rumeno, serbo-croato dei depliant illustrativi dei servizi del centro. Il materiale verrà distribuito capillarmente in città, nelle varie comunità non solo per diffondere l’informazione, ma anche per raccogliere le eventuali necessità e richieste che dovessero venire dagli stranieri. «Non escludiamo in futuro di poter stampare anche in bangldesho. Non vogliamo però fare un lavoro uniforme: l’azione va modulata e pensata a seconda delle peculiarità delle singole comunità. Per esempio – spiega Massimo – per quelle del Bangladesh e araba c’è la necessità di agire sui temi della contraccezione o del diritto familiare». «L’iniziativa è di valore e rispecchia la sensibilità delle associazioni che operano a Monfalcone – commenta l’assessore ai Servizi socio assistenziali, Cristiana Morsolin -. Credo che in un clima generale in cui il migrante diventa capro espiatorio rispetto alla sensazione d’insicurezza, questa sia un’azione di sicurezza visto che dà informazioni e sostegno a chi è in situazione di difficoltà, in particolare gli immigrati». Genni Fabrizio e Luciano Capaldo, operatori del centro hanno infine ricordato che esiste già un’utenza migrante, parte rimasta però marginale e che ora potrà usufruire di operatori professionali e di esperienza e che l’attività potrà far aumentare l’attenzione riguardo il fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti nella comunità dei migranti, «uso la cui portata – hanno detto – è ancora sommersa».
 
Messaggero Veneto, 10 luglio 2008 
 
MONFALCONE  
Dalla Regione 8 mila euro a sostegno delle attività del Centro a bassa soglia
 
 
MONFALCONE. Grazie al finanziamento di 8 mila euro ottenuto dal nuovo governo regionale quale risposta al progetto presentato dalle associazioni Entrata libera, Melting pot e Ya Basta, sarà implementato il servizio del Centro a bassa soglia di via Natisone.
«Le nuove risorse consentiranno di mettere a disposizione i servizi del centro, dai pasti caldi alle docce, dalle informazioni al sostegno anche per i cittadini immigrati, residenti nel Monfalconese e che potessero aver bisogno di orientamento e indicazioni rispetto a una piena cittadinanza», spiega Cristian Massimo, di Entrata libera, sottolineando come in tempi in cui si affrontano i problemi dell’emarginazione della socialità con la repressione e servizi di ordine pubblico, l’iniziativa del centro rappresenta invece un’azione di tutela, informazione e accompagnamento sopratutto nei confronti della cittadinanza multietnica di Monfalcone.
È stata fatta quindi un’azione di raccolta delle guide pratiche e informative multilingue dell’Agenzia delle entrate, della Regione e di altri enti e sono stati stampati in francese, inglese, arabo, romeno, serbo-croato dei dépliant illustrativi dei servizi del centro, materiale che verrà distribuito capillarmente in città, nelle varie comunità non solo per diffondere l’informazione, ma anche per raccogliere le necessità e le richieste degli stessi stranieri.
«Non escludiamo in futuro di potere stampare anche in bangldesho. Non vogliamo però fare un lavoro massificato, perché sappiamo che l’azione va modulata e pensata – spiega –. Per esempio, per alcune comunità, quali quelle bangladesha e araba, c’è necessità di agire sui temi della contraccezione o del diritto familiare».
L’obiettivo è di lavorare in sinergia, centro Bassa soglia e assessorato alle Politiche sociali, per tutelare i soggetti più svantaggiati, soprattutto con differenza di lingua. «L’iniziativa è di valore e rispecchia la sensibilità delle associazioni che operano a Monfalcone – commenta l’assessore ai Servizi socioassistenziali, Cristiana Morsolin –. Credo che in un clima generale in cui il migrante diventa capro espiatorio rispetto alla sensazione di insicurezza, questa sia un’azione di sicurezza, visto che dà informazioni e sostegno a chi è in situazione di difficoltà, in particolare i migranti che sono una presenza forte in città, parte economicamente importante, ma invisibile nelle necessità».
Morsolin ha ricordato anche che il Comune ha avviato l’iter per la concretizzazione della consulta degli immigrati, progetto per cui ha ottenuto 33.000 euro di finanziamento regionale (su 100 mila euro richiesti). «Vogliamo però avviare dei percorsi di vera partecipazione delle comunità, sopratutto quelle più chiuse. Vogliamo fare un lavoro di osmosi tra le comunità locali e quella dei migranti per arrivare all’elezione di una consulta consapevole», dice, evidenziando come le risorse serviranno anche per creare la figura del mediatore linguistico da mettere a disposizione negli uffici comunali maggiormente a contatto con l’utenza straniera (anagrafe, servizi sociali, educativi). Genni Fabrizio e Luciano Capaldo, operatori del centro, hanno ricordato che esiste già un’utenza migrante, parte rimasta però marginale e che ora potrà essere implementata e usufruire di operatori professionali e di esperienza e che l’attività potrà far aumentare l’attenzione riguardo al fenomeno dell’uso di sostanze nella comunità dei migranti, «uso che esiste, ma la cui portata è ancora sommersa».

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