You are currently browsing the tag archive for the ‘mobilitazioni studenti’ tag.

Il Piccolo, 08 novembre 2008 
 
COORDINAMENTO DEGLI STUDENTI  
«Pressioni di presidi contro le occupazioni»
 
 
Studenti uniti ma preoccupati nella protesta di ieri, dopo il sit-in congiunto di tutti gli istituti superiori di fronte alla Provincia a Gorizia. L’allarme è arrivato dopo il consiglio «gratuito e spassionato» di qualche dirigente scolastico, che li avrebbe invitati a non spingersi oltre l’autogestione, evitando di procedere ad altre ccupazioni delle scuole, perchè oltre alla denuncia alle autorità competenti per interruzione di un pubblico servizio, l’azione potrebbe significare anche di trovarsi in pagella un voto basso in condotta. Con le conseguenze poi che ne deriverebbero nella valutazione finale dell’anno scolastico.
Un’azione punitiva che potrebbe inasprire un clima già piuttosto teso. «Ci viene portata via l’Istruzione e respingiamo questo tipo di minaccia da parte dei dirigenti scolastici – commentano i rappresentanti degli studenti – e ci dicono di stare zitti. Invece continueremo ad opporci contro la riforma Gelmini e protesteremo nel modo in cui stabilirà il comitato unitario dei tre istituti del Monfalconese. Molti non hanno ancora non hanno capito che vogliamo una scuola migliore, senza tagli e che possa competere in Europa».
Intanto, anche se non è stata decisa la data, prende sempre più consistenza l’ipotesi di una manifestazione unitaria dei tre istituti superiori del Polo professionale in via Boito, il liceo scientifico Buonarroti e l’Iti-Itc Einaudi Marconi di Staranzano, da effettuare al di fuori dell’orario scolastico, proprio per dimostrare che la protesta non ha nulla a che fare con l’accusa di voler saltare le giornate di scuola. «Siamo per una protesta pacifica, costruttiva – spiegano i portavoce degli studenti – e proponiamo dibattiti e confronti. È assurdo che il governo decida senza ascoltare gli studenti.
«Il nostro scopo – hanno continuato – è anche di sensibilizzare l’opinione pubblica e le nostre famiglie per quello che sta succedendo. Vogliamo dimostrare che la nostra protesta non significa voler perdere giorni di scuola, ma che comportandoci in questo modo diciamo di voler bene alla scuola». Nei giorni scorsi si sono riuniti in assemblea oltre gli studenti del Liceo scientifico Buonarroti, anche quelli dell’Iti-Itc Einaudi Marconi per fare il punto della situazione e per parlare dei risultati venuti dall’esperienza dell’autogestione. È stato deciso, inoltre, di non interrompere le iniziative di pressione e di continuare, in stretta collaborazione con gli altri due istituti superiori del Monfalconese, per avere una forza maggiore per ottenere risultati migliori.
Ciro Vitiello

Scivola la maggioranza, non passa in Consiglio la mozione anti-Gelmini  
Manca il numero legale, seduta aggiornata. Delusione di insegnanti e studenti presenti
 
 
Sulla difesa della scuola pubblica la maggioranza di centrosinistra non ha avuto i numeri per sostenere la propria posizione di critica e contrarietà al decreto Gelmini. È un vero proprio passo falso quello avvenuto nella seduta di giovedì sera del Consiglio comunale davanti a un pubblico formato da insegnanti delle scuole cittadine e studenti delle superiori di Monfalcone, che nelle ultime settimane hanno protestato con forza, occupando o autogestendo i propri istituti, a sostegno di una scuola pubblica forte. La mancanza del numero legale, di cui la minoranza di centrodestra ha approfittato con tempismo e senza incertezze, è comunque arrivata prima dell’ennesimo incontro del sindaco Gianfranco Pizzolitto con le forze di centrosinistra nel tentativo di mettere assieme un sempre più necessario rimpasto di giunta.
Assenti giustificati Paola Benes, segretario cittadino del Pd, e Antonello Murgia, consigliere della Rosa bianca, dato come nuovo possibile assessore, la maggioranza si è trovata in aula rappresentata da soli 13 consiglieri. Più che a sufficienza per sostenere un voto favorevole alla mozione contro il decreto Gelmini presentata dall’esponente del Pd, Fabio Del Bello, visti i vuoti nei banchi della minoranza, ma a rischio per il mantenimento del numero legale. A confermare la concretezza del pericolo è stata l’uscita dall’aula del consigliere Giuliano Antonaci, esponente di quella Rosa bianca che da mesi sta trattando con il primo cittadino per ottenere un riconoscimento del proprio peso in Consiglio comunale (due esponenti come Rifondazione comunista).
Il centrodestra fatti un due calcoli veloci è uscito compatto dall’aula, dalla quale se n’era già andato fra l’altro il capogruppo di CittàComune Maurizio Volpato, chiedendo prima la verifica del numero legale al presidente dell’assemblea Marco Ghinelli, che non ha potuto che constatarne la mancanza. La seduta si è quindi chiusa attorno alle 22.30, bloccando sul nascere il dibattito, dopo che Del Bello aveva introdotto la sua mozione con un lungo intervento, argomentando con dati e raffronti con la situazione negli altri Paesi europei «l’attacco senza precedenti portato alla scuola pubblica». Prima dell’interruzione del Consiglio, che sarà riconvocato quanto prima, ripartendo proprio dalla discussione del documento di Del Bello, il consigliere di Forza Italia Giorgio Pacor ha comunque fatto a tempo a ribattere alla posizione del centrosinistra.
«L’intervento di Del Bello è un logorroico riassunto del dibattito parlamentare – ha detto Pacor -. Al centrosinistra locale non possiamo quindi che rispondere come il centrodestra ha risposto a livello nazionale. Nessuno ci ha coinvolto per cercare di trovare una sintesi sul tema della scuola e il metodo che Del Bello propone è inaccettabile».
Il consigliere di Fi si è riferito, chiedendo al segretario generale Primo Perosa di verbalizzare la sua dichiarazione, al volantino affisso nelle scuole cittadine in cui si dava per certa la costituzione di un coordinamento territoriale di difesa della scuola pubblica proposto dalla mozione e da Del Bello in questi ultimi giorni.
«Si dice che il Comune di Monfalcone supporterà anche logisticamente il coordinamento – ha sottolineato Pacor -. Nel caso ci sia qualsiasi utilizzo di personale, stamperia, risorse comunali che vada a vantaggio di un coordinamento sorto contro una legge dello Stato mi riservo di ricorrere all’autorità giudiziaria per distorsione di risorse pubbliche». Nel suo intervento iniziale il consigliere del Pd ieri ha comunque illustrato la serie di azioni che andrebbero messe in campo per fornire una risposta organizzativa e programmatica territoriale ai contenuti del decreto Gelmini. Il confronto riprenderà già nel corso della prossima settimana dal punto in cui si è interrotto. Questa perlomeno l’intenzione del presidente del Consiglio comunale Ghinelli.
Laura Blasich

TROPPE SPESE ALLA «DUCA D’AOSTA»  
Le mamme: «Basta contributi alla scuola»  
Contestata l’ultima richiesta: due euro e mezzo per il materiale didattico
 
 
Alla fine non sono tanto quei 2,50 euro in più richiesti dal Consiglio di circolo della direzione Duca d’Aosta per contribuire alle spese relative all’acquisto del materiale didattico, a infastidire. Peraltro, dicono, li hanno già versati. Ciò che preoccupa, piuttosto, è il principio di fondo: «perchè dobbiamo continuare a sborsare di tasca nostra, fornendo anche fazzolettini da naso, saponette e quant’altro per un servizio pubblico?». Si sentono «tradite», spiegano, da un sistema scolastico che «garantisce sempre di meno e chiede sempre di più». A parlare è un gruppo di mamme che portano i propri figli alla materna e all’elementare della scuola Duca d’Aosta. Un gruppo di sei persone che, precisano, «rappresentano una parte di quanti non si trovano d’accordo con questa organizzazione».
Per questo i 2,50 euro in più «pesano», considerati come una «richiesta non dovuta». Una sorta di «piccola ingiustizia» che preoccupa: «È il principio che contestiamo – spiega Maria Sinagra -. Ci chiediamo se tocca a noi genitori, già peraltro oberati dalle spese scolastiche, provvedere anche a contribuzioni economiche, di fronte ai continui tagli di risorse destinate alla scuola pubblica».
«Il fatto è – aggiunge Immacolata De Mai – che a scuola manca di tutto, sapone, carta per fotocopie. Materiale di prima necessità. A turno si contribuisce. Senza contare il fondo cassa previsto per ogni classe e i 4,50 euro di assicurazione integrativa. Va bene, si paga. E ora sono altri 2,50 euro. Ci chiediamo se questa sia la qualità della scuola».
Le mamme ne fanno dunque una questione di principio. Lo stesso principio posto anche da un rappresentante dei genitori della elementare «Battisti», che ha inviato due lettere al presidente del Consiglio di circolo, Massimo Bulli.
Si dicono altresì consapevoli che «il problema va individuato a monte, laddove si decidono i finanziamenti scolastici che stanno mettendo in difficoltà anche la Duca d’Aosta». «Piano piano ci tolgono tutto – osserva Antonella Tranzillo -. Prendercela con la dirigenza scolastica, tuttavia, non ha senso. Ma le questioni sono di due ordini: se sia giusto chiedere alle famiglie di venire incontro alla scuola pubblica e se, di fronte a una richiesta di contributo, il versamento venga rispettato da tutti. Perchè succede pure che si paga anche per chi non lo fa». Le mamme, che intendono comunque richiedere un incontro con la dirigente scolastica, lo fanno presente: «La maggior parte delle famiglie vive con un solo stipendio. Il marito che lavora in cantiere, mentre la moglie si arrabatta come può».
Intanto la dirigente scolastica vicaria, Livia Antonini, ha osservato: «La Duca d’Aosta non domanda nulla di fatto con quei 2,50 euro. Invito a verificare cosa succede in tutte le scuole del mandamento, prima di fare i conti».
Il presidente del Consiglio di circolo, Massimo Bulli, premettendo come sia comunque opportuno discuterne all’interno degli organi collegiali scolastici, risponde: «Se si parla di una questione di principio che chiama in causa la forte contrazione dei finanziamenti al sistema pubblico scolastico, mi sta bene. Sono d’accordo con i genitori, i tagli sono stati considerevoli. Purtroppo – aggiunge -, dobbiamo abituarci, come già sta avvenendo in parte per la sanità, a convivere con i giri di vite. Si può anche scendere in piazza a protestare. Ma se la critica vuole essere indirizzata alla nostra struttura, dico che si sbaglia interlocutore. Invito altresì ad andare a fondo sulle problematiche e a comprendere i reali meccanismi e le difficoltà. Qui si tratta di situazioni contingenti e di tamponare l’emergenza. Del resto, se lo Stato non interviene e la volontà delle famiglie viene meno, a pagare restano gli alunni. Il nostro sforzo è invece quello di continuare a costruire insieme e in armonia il percorso scolastico dei nostri figli. La guerra tra poveri non fa bene a nessuno». (la.bo.) 
 
Messaggero Veneto, 08 novembre 2008 
  
Del Bello (Pd) propone la creazione di un coordinamento 
E’ bagarre per una mozione sui tagli nella scuola 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Proseguirà in occasione del prossimo consiglio comunale la discussione della mozione mozione consiliare sulla scuola “Gli annunciati tagli nella scuola pubblica: governo senza una visione strategica e all’insegna dell’improvvisazione. Attacco senza precedenti alla scuola pubblica”, presentata dal consigliere del Pd, Fabio Del Bello. Giovedì infatti la seduta è stata sospesa e rinviata, in assenza del numero legale di consiglieri, ma non prima che Del Bello avesse fatto il suo articolato e lungo intervento contro una riforma che va ad intaccare la scuola italiana «scuola che funziona, che è al top su scala europea. L’unica spiegazione è che si intende fare cassa. Non ci sono giustificazioni di tipo pedagogico, non si sono soluzioni in merito al problema del bullismo ed è molto grave che si tocchi una scuola modello che funziona, per recuperare risorse sparite a seguito della dissipazione di miliardi in provvedimenti quali l’abolizione dell’Ici sulle dimore degli abbienti e i tre miliardi che l’avventura della nuova Alitalia lascia a carico dei contribuenti». Secondo Del Bello i provvedimenti per le scuole della prima e seconda infanzia devono essere cancellati perché «non hanno confronti nei paesi civili».
Ha poi ribattuto punto su punto le argomentazioni governative, dal numero di docenti e ritorno al voto, al taglio delle scuole senza i numeri per restare autonome, proponendo una serie di linee guida per “un’autentica riforma”, che mantenga e rinforzi la qualità didattica. «Un conto comunque è l’azione a livello nazionale e parlamentare, altro la presenza organizzata sul piano locale per contenere i tagli e i danni e rilanciare un ruolo centrale alla scuola pubblica» ha detto, proponendo la creazione di un “Coordinamento cittadino e territoriale per la difesa e la promozione della scuola pubblica”.
Ma è stata proprio questa proposta a provocare e la reazione del consigliere di Fi, Giorgio Pacor. «Al di là del logorroico riassunto del dibattito parlamentare fatto da Del Bello, segnalo che lo stesso ha affisso negli albi della scuola cittadine un volantino in cui afferma che esisterà questo coordinamento. Ma la mozione – ha osservato – non è stata ancora approvata e quindi neanche il coordinamento».
Ha chiesto quindi al segretario comunale di verificare se siano stati utilizzati personale, strumenti o risorse comunali per la promozione di «tale fantomatico coordinamento, che va contro la legge dello Stato. Mi riservo di adire agli organi giudiziari per spreco di risorse». Ha inoltre fatto notare come sul volantino non sia stata data indicazione del luogo della stampa e ha chiesto sempre al segretario di valutare «se siano stati commessi atti contrari alla legge e promuovere gli eventuali provvedimenti».
In apertura di seduta sono state inoltre ufficializzate le dimissioni dal consiglio di Federico Razzini della Lega Nord, eletto consigliere regionale, che ha augurato buon proseguimento di lavori a tutti. Entro dieci giorni sarà comunicato il subentro: il posto di Razzini sarà occupato da Paolo Bearzi, primo dei non eletti della lista.

Il Piccolo, 07 novembre 2008 
 
Studenti al corteo e al sit-in di Gorizia  
Il coordinamento pensa le nuove forme di protesta: forse lezioni all’aperto

 

Non si placa la protesta nel mondo della scuola e potrebbero partire anche a Monfalcone le lezioni in piazza da parte degli studenti. Oggi gran parte degli studenti delle superiori di Monfalcone saranno a Gorizia per partecipare a una manifestazione e a un sit-in davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale contro gli effetti della riforma Gelmini. Per la prossima settimana è stato confermato lo stato di agitazione degli studenti, riuniti ieri in assemblea al Liceo scientifico Buonarroti proprio per fare il punto della situazione sull’occupazione e sull’autogestione dell’altra settimana. I ragazzi pensano di organizzare nuove forme di protesta contro questa legge. La decisione sarà adottata dai rappresentanti del Liceo Buonarroti dell’l’Iti-Itc Einaudi-Marconi di Staranzano e delle tre sezioni del Polo professionale di via Boito e via Baden Powell. E questa volta potrebbero essere organizzate manifestazioni extra orario scolastico. Viene anche caldeggiata la possibilità da parte dei comitati studenteschi, di affiancarsi alla proteste in atto nelle Università che stanno trasformando qualsiasi angolo della città in un’aula per fare lezione. «Nei giorni scorsi – ha affermato uno dei rappresentanti dell’Unione degli studenti del Polo professionale – ero a Roma durante l’occupazione alla Sapienza e ho visto un gruppo di studenti che seguiva la lezione di un professore, nello spazio adiacente a un semaforo pedonale e perfettamente visibili al transito della gente. Non vogliamo fare lo stesso, ma qualcosa di simile. È ora di finirla – ha aggiunto – di accusarci di non voler studiare. Dobbiamo scrollarci di dosso questo appellativo di “fannulloni” che ci hanno appiccicato addosso e vogliamo coinvolgere la gente su un problema che interessa anche loro».
Anche dal Buonarroti arrivano segnali di indignazione per come viene trattata la scuola. «Non intendiamo allentare la protesta – spiegano gli studenti – anche se la nostra voce non è stata ascoltata e la riforma è passata. Per la prossima settimana stiamo preparando una manifestazione anche se non è ancora definita la data. Dobbiamo agire uniti con gli altri istituti superiori del Monfalconese per sensibilizzare la gente e le istituzioni sul grave problema della scuola pubblica, che oramai sta per morire facendo risorgere quella privata se non si interviene in modo organico e adeguato». Per fine novembre ci potrebbero essere nuovi effetti per la nuova riforma nella Finanziaria. Sull’eventuale decisione del governo, c’è apprensione al Liceo scientifico Buonarroti per il possibile taglio degli indirizzi sperimentali, linguistici e ramo classico, mentre il Professionale rischia di essere accorpato con l’Iti Einaudi-Marconi.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 06 novembre 2008 
 
SCUOLA  
Sit-in degli studenti monfalconesi a Gorizia  
Delegazione dei tre istituti cittadini alla manifestazione di domani 
Ieri assemblea al liceo Buonarroti 
 
Oggi, al liceo scientifico Buonarroti di via Matteotti si terrà un’assemblea (inizio dopo la prima ora di lezione) organizzata dal comitato studentesco. All’ordine del giorno il punto della situazione sull’occupazione e sull’autogestione conclusesi la scorsa settimana e la proposta di organizzare nuove iniziative contro il decreto Gelmini appena trasformato in legge dello Stato. Già decisa la partecipazione delle delegazioni dei tre istituti superiori cittadini al sit-in organizzato per domani davanti alla sede dell’Ufficio provinciale scolastico di Gorizia dove manifesteranno i rappresentanti di utti gli istituti dell’Isontino.
In fermento anche il Polo professionale, per il quale il settore Alberghiero di via Oscar Cosulich lunedì scorso aveva effettuato qualche ora di autogestione. Poi era intervenuto il preside, Salvatore Simoncini, e dopo una trattativa gli studenti erano rientrati in classe.
Anche in questo istituto il comitato ha deciso di continuare lo stato di agitazione. «Ma non finisce qui la protesta», dicono i rappresentanti degli studenti perché se per il momento è passata solo una parte di decreti che riguarda la scuola primaria come il ritorno del maestro unico, entro fine novembre ci potrebbero essere nuovi effetti per la nuova riforma scolastica. Come indicato dal ministro Tremonti nel piano programmatico legato alla Finanziaria, c’è una parte che potrebbe mettere a rischio anche le scuole professionali.
La previsione più accreditata è che probabilmente ci saranno accorpamenti per quelle scuole che non hanno i numeri tali da garantire la propria autonomia.
E’ possibile, quindi visto che tali accorpamenti saranno decisi entro la fine di novembre, prevedere un riacutizzarsi della protesta degli studenti.
Preoccupazioni anche all’l’Iti Einaudi-Marconi di Staranzano, che potrebbe essere unificato con l’istituto professionale monfalconese con a capo un unico dirigente scolastico. Attualmente, infatti, ci sono due dirigenti scolastici: per l’Iti-Itc Marco Fragiacomo e per il Polo professionale Salvatore Simoncini.
Su un’eventuale decisione del Governo, apprensioni anche al liceo scientifico Buonarroti, dove con la nuova riforma, potrebbe perdere gli indirizzi sperimentali, linguistici e il ramo «classico». Gli studenti monfalconesi, quindi potrebbero perdere queste nuove opportunità desiderate per anni.
Ciro Vitiello 
 
Coordinamento in difesa della scuola pubblica  
Mozione del consigliere Del Bello che lancia un appello ai dirigenti, professori, genitori e alunni
 
 
La nascita di un coordinamento cittadino e territoriale per la difesa e la promozione della scuola pubblica è quanto propone la mozione sugli effetti del decreto Gelmini presentata dal consigliere comunale del Pd Fabio Del Bello e in discussione questa sera in aula. Il coordinamento, secondo le intenzioni di Del Bello, dovrebbe essere promosso dal Comune di Monfalcone, in collaborazione con la Provincia di Gorizia, tramite l’approvazione della mozione consiliare. Il coordinamento per la difesa e la promozione della scuola pubblica dovrebbe coinvolgere in prima battuta i tre istituti medi superiori (Polo Liceale, Polo Tecnico, Polo Professionale) e i tre istituti di base cittadini (i due comprensivi Randaccio e Giacich, il circolo didattico) Duca d’Aosta. Del Bello immagina il coordinamento come un organismo in grado di essere rappresentativo, ma nello stesso tempo agile e snello. Sono invitati a farvi parte, quindi, i sei dirigenti scolastici, per i tre istituti superiori e per i tre di base un insegnante, un genitore, uno studente per ciascun istituto e un rappresentante per ogni sindacato di categoria che vorrà aderire. Del coordinamento dovrebbero far parte anche un rappresentante delle associazioni specializzate del settore pedagogico, oltre a un rappresentante del Comune e uno della Provincia. «Questi ultimi coordineranno i lavori – spiega Del Bello – e in particolare il rappresentante del Comune la materia relativa alla scuola dell’infanzia e dell’obbligo, il rappresentante della Provincia la materia relativa alle superiori». Il Comune di Monfalcone dovrebbe sostenere anche logisticamente il coordinamento fornendo il supporto essenziale. «In ogni modo i compiti essenziali del coordinamento – conclude il consigliere comunale e provinciale del Pd – saranno due: difendere la Scuola pubblica opponendosi a tagli proposti da qualunque tipo di Governo o di maggioranza nazionale o regionale; promuovere la scuola pubblica tramite qualsiasi tipo di iniziativa ritenuta importante che avrà il sostegno del Comune di Monfalcone e della Provincia di Gorizia». 
 
Messaggero Veneto, 06 novembre 2008
 
MONFALCONE  
Scuola, la protesta contro la riforma approda in consiglio
 
 
MONFALCONE. Slittata dallo scorso giovedì, verrà discussa questa sera in consiglio comunale a Monfalcone la mozione consiliare sulla scuola “Gli annunciati tagli nella scuola pubblica: governo senza una visione strategica e all’insegna dell’improvvisazione. Attacco senza precedentui alla scuola pubblica”, presentata dall’esponente del Partito democratico, Fabio Del Bello.
Nella mozione, che punta il dito sulla riforma scolastica avanzata dal governo Berlusconi e a firma del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini – e a cui si contrapporrà probabilmente un emendamento-mozione presentato dal consigliere di Forza Italia, Giorgio Pacor, che invece sostiene la riforma Gelmini –, il consigliere del Pd Del Bello (posto che la mozione venga approvata) propone la creazione di un «coordinamento cittadino e territoriale per la difesa e la promozione della scuola pubblica» che, promosso dal Comune, dovrebbe coinvolgere per il momento i tre istituti medi superiori cittadini (polo liceale, polo tecnico, polo professionale) e i tre istituti di base (due comprensivi, un circolo didattico).
«Deve infatti essere massimamente rappresentativo, ma anche agile e snello», sottolinea Del Bello, il quale ricorda che sono invitati a farvi parte i sei dirigenti scolastici (o un loro rappresentante) e per i tre istituti scolastici medi superiori un insegnante, un genitore, uno studente per ciascun istituto.
Per i tre istituti di base sono previsti invece un insegnante e un genitore per ciascun istituto.
Non mancheranno, inoltre, i rappresentanti per ogni sindacato della scuola che vorrà aderire, un rappresentante delle Associazioni specializzate nel settore pedagogico, un rappresentante del Comune e uno della Provincia.
«Questi ultimi – spiega ancora il consigliere comunale Fabio Del Bello, che è anche consigliere provinciale – coordineranno i lavori e, specificatamente, il rappresentante del Comune valuterà la materia relativa alla scuola dell’infanzia e dell’obbligo, mentre il rappresentante della Provincia valuterà la materia relativa alla scuola media superiore».
Il Comune di Monfalcone sosterrà anche logisticamente il Coordinamento fornendo il supporto essenziale. Il Coordinamento, che potrà riunirsi in qualsiasi luogo riterrà più opportuno, nella prima riunione si doterà di un suo semplice e snello Regolamento di funzionamento.
«In ogni modo – conclude – i suoi compiti essenziali saranno due: difendere la Scuola pubblica opponendosi a tagli proposti da qualunque tipo di governo o di maggioranza nazionale o regionale e promuovere la Scuola pubblica tramite qualsiasi tipo di iniziativa ritenuta importante che avrà il sostegno del Comune di Monfalcone e della Provincia di Gorizia». (cr.v.)

Il Piccolo, 05 novembre 2008 
 
Lezioni regolari, ma è solo una tregua  
Il coordinamento degli studenti si dice pronto a riprendere l’agitazione
 
 
L’autogestione è finita in tutte le scuole superiori cittadine. Almeno per il momento. Anche per il settore Alberghiero del Polo professionale in via Oscar Cosulich, che ha cavalcato fino all’ultimo la protesta nel Monfalconese con 250 studenti. Ieri mattina, infatti, alle 8 in punto tutti gli studenti sono rientrati nelle loro classi, come pure nelle altre due sedi dell’Ipsiam, in quella tecnica di via Boito, quella Turistica e quella sociale di via Baden Powell. Lezioni regolari anche al liceo scientifico Buonarroti, dopo l’occupazione della scorsa settimana, preceduta da alcuni giorni di autogestione e all’Iti-Itc Einaudi Marconi di Staranzano, dove si era concluso senza successo la tentata occupazione notturna a seguito dell’intervento di una pattuglia di carabinieri che, alle due di notte passava in zona. Gli studenti del Liceo hanno fatto sapere che il rientro in classe non pregiudica lo stato di agitazione in quanto l’obiettivo resta sempre il ritiro della riforma Gelmini. Quella in corso, perciò, è solo una tregua della protesta, una sospensione temporanea che serve solo per riorganizzare il coordinamento unitario studentesco dei tre istituti superiori che potrebbe sfociare a breve nella ripresa dell’autogestione. La nuova riforma scolastica contestata convertita in legge nei giorni scorsi dal Senato, rappresenta solo una parte di decreti che riguarda la scuola primaria. Infatti nel piano programmatico della Finanziaria, c’è una parte che potrebbe mettere a rischio anche le scuole professionali, mentre per quanto riguarda l’ambito universitario, le proteste hanno assunto vigore proprio in questi giorni.
Per le superiori, inoltre, sono previsti accorpamenti per quegli istituti che non hanno i numeri tali da garantirne l’autonomia. Poiché gli accorpamenti saranno decisi entro questo mese, tra breve potrebbe essere messa in atto una nuova forma di protesta. Preoccupazione anche per l’Iti Einaudi-Marconi di Staranzano, che potrebbe essere unificato con l’istituto professionale di via Boito, con a capo un unico dirigente scolastico. Apprensioni anche al liceo scientifico Buonarroti, che con la nuova riforma, potrebbe perdere gli indirizzi sperimentali, linguistici e il ramo classico. Gli studenti monfalconesi che hanno sperato per anni queste nuove opportunità. Dopo averle conquistate, potrebbero essere cancellate con la nuova riforma già dal prossimo anno.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 04 novembre 2008 
 
All’Alberghiero due ore di autogestione  
La protesta degli studenti rientrata dopo un confronto con il preside 
NELLA SCUOLA 
L’AGITAZIONE  
Ripresi i contatti: tra oggi e domani potrebbero riprendere le iniziative in tutti gli istituti superiori
 
 
Due ore di autogestione, poi il rientro in classe. L’agitazione degli studenti contro la riforma Gelmini è ripresa ieri nel settore Alberghiero del Polo professionale in via Oscar Cosulich, zoccolo duro di questi giorni della protesta nel Monfalconese, dove hanno manifestato circa 250 studenti. Dopo una trattativa con il dirigente scolastico Salvatore Simoncini, la situazione ha preso una piega positiva e i ragazzi hanno deciso di rientrare nelle classi, rinviando ad altra data ulteriori iniziative.
Venerdì scorso, invece, era proseguita l’autogestione con assemblee e convegni, nelle tre sedi dell’Ipsiam, in quella tecnica di via Boito, in quelle degli indirizzi turistico e sociale di via Baden Powell e nell’Alberghiero di viale Oscar Cosulich. Sempre ieri almeno per il momento, lezioni regolari al liceo scientifico Buonarroti, dopo i due giorni di occupazione della scorsa settimana, preceduta da alcuni giorni di autogestione e all’Iti-Itc Einaudi-Marconi di Staranzano, dove era stata tentata un’occupazione notturna, poi sventata dall’intervento prima dei carabinieri e poi del preside, trasformata poi in autogestione. Per i rappresentanti degli studenti quella attualmente in atto è solo una sospensione temporanea delle manifestazioni per riorganizzare il coordinamento unitario della protesta dei tre istituti superiori.
Non c’è ancora un programma definito sulla carta, ma già tra oggi o domani si potrebbe passare dalle parole ai fatti e avere un quadro della lotta che gli studenti intendono portare avanti. C’è aria, infatti, di una ripresa dell’autogestione in tutti gli istituti, che potrebbe riprendere dopo le decisioni delle assemblee. Argomenti di discussione e di proposte sempre gli articoli della riforma Gelmini e dei tagli che comporteranno un ridimensionamento di tutto il settore, sia dal punto di vista del personale che per gli indirizzi che verranno eliminati.
Dopo le turbolenze della scorsa settimana conclusa lo sciopero generale, la dirigente scolastica del Buonarroti, Isabella Minon, e il suo collega Marco Fragiacomo sperano che si torni alla normalità, anche perché questo periodo si ripercuoterà in modo negativo sul profitto degli studenti. È tanta la preoccupazione dei giovani «per il loro destino» e per quello degli istituti, poiché dal prossimo anno potrebbero subire «accorpamenti e decimazione di indirizzi scolastici».
Per questo confermano di non voler mollare la lotta, altrimenti non ci sarà più spazio per l’Istruzione. Gli studenti si dicono consapevoli della grave situazione che sta attraversando la scuola, della battaglia che stanno combattendo e respingono tutte le accuse nei loro confronti. Un esempio arriva dal comunicato indirizzato al personale scolastico dagli studenti dell’Iti-Itc Einaudi-Marconi i quali spiegano che l’esperienza dell’autogestione «va inquadrata in uno spirito di fiducia, reprimendo le apprensioni per l’organizzazione delle assemblee nell’edificio. L’obiettivo finale consiste nel bisogno di discutere collettivamente i problemi scolastici a livello statale e di quelli interni alla scuola.
«Non sfuggono anche a noi gli aspetti deboli di questa esperienza – spiegano i ragazzi – soprattutto per il fatto che non pochi studenti intendano queste occasioni come facile fuga per gli impegni scolastici o come giornata di confusione più che di fermento. Non dimentichiamo, invece, che tale esperienza è tanto più è credibile, quanto più riesce a convivere con le finalità istituzionali della scuola e nel rispetto dei diversi ruoli. Soprattutto quello dei docenti sui quali grava l’impegno maggiore di formazione. Una scuola che riesce a fare sua l’esperienza degli studenti, si può definire certamente una scuola attiva».
Ciro Vitiello

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 227.521 visite