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Il Piccolo, 27 novembre 2010 
 
IL TITOLARE: NESSUN RILIEVO, ABBIAMO DECISO NOI DI INTERROMPERE L’ESIBIZIONE 
Arriva la polizia e il bar spegne la musica 
Concerto stoppato al Carducci dopo che un residente si era lamentato per il rumore

L’archetto del violino è rimasto d’un colpo sospeso a mezz’aria. Il contrabbassista ha smesso di pizzicare le corde del suo strumento. Il djembe non ha più sussultato. Stop alla musica e concerto interrotto a metà per… l’arrivo della polizia. È accaduto l’altra sera al centralissimo bar Carducci, da consuetudine gremito di avventori all’ora dell’aperitivo. Verso le 21, allertata da una telefonata compiuta da un residente, la pattuglia si è precipitata al civico 83 di via Duca d’Aosta. Il motivo? Presto detto: musica troppo alta. Peccato che all’interno del locale, riconosciuto come una delle insegne storiche della città, non si stesse svolgendo un rave party bensì un assai meno movimentato concertino con tre musicisti, uno dei quali peraltro piuttosto noto in città, dal momento che si trattava del 36enne Simone D’Eusanio, originario di Monfalcone, oggi affermato violinista, con una carriera brillante che l’ha visto affiancare sul palco artisti del calibro di Elisa, Battiato Antonella Ruggiero, Elio, Alice ed Arisa. Solo un paio di settimane fa, giusto per citare un nome, D’Eusanio aveva suonato con Giusy Ferreri al Teatro Nuovo di Gradisca. L’altra sera, il repertorio proposto non annoverava certo la techno music, bensì una carrellata di motivi tzigani e folk, ricchi di virtuosismo e pathos. Infatti, i due agenti del locale commissariato di Polizia non hanno constatato alcunché di irregolare, sia sul fronte dei decibel che degli orari (mancava un’ora alle 22, quando solitamente si applica la sordina al Carducci). Ma il 37enne titolare del bar, Paolo Maritani, ha ugualmente deciso di far calare il sipario sull’esibizione del trio Cargo. «L’ho fatto per quieto vivere – ha commentato il giorno seguente Maritani – anche se i poliziotti non hanno mosso alcun rilievo. Purtroppo, ma non lo dico con spunto polemico, non è la prima volta che mi trovo davanti a simili lamentele». Solo un paio di settimane fa una donna era entrata nel locale, sempre di sera, e aveva scagliato contro il bancone dei bicchieri, in segno di irritazione. A quanto pare, dunque, la lotta dura ai decibel continua, tra il mugugno generale degli avventori, più o meno giovani. Vale la pena sottolineare, infatti, che giovedì la clientela riusciva tranquillamente a conversare all’interno del locale: segno che il volume non doveva essere poi così elevato. Non solo, tra gli avventori, aldilà dei giovani, figuravano anche imprenditori e professionisti come il geometra ed ex sindaco di San Canzian Fulvio Calligaris, il presidente della Bcc Carlo Feruglio o rappresentanti dello scenario politico quale il consigliere regionale del Carroccio Federico Razzini.
Ciononostante qualcuno ha avuto da ridire sulla movida, ponendo termine alla festa. Non è la prima volta che accade a Monfalcone, al punto che alcuni locali hanno chiuso con al musica e il clima che si respirava in via Sant’Ambrogio quando pullulava di giovani, provenienti perfino da Trieste e Gorizia, è ora solo un ricordo. Gli esercenti borbottano e reclamano la possibilità di lavorare, togliendo il bavaglio al d-j.
Viene da chiedersi: l’insopportabile rumore del silenzio renderà davvero tutti più felici o spegnerà la città?
Tiziana Carpinelli

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Il Piccolo, 09 maggio 2009

È LA ZONA DEL CENTRO LA PIù PENALIZZATA 
Nelle aree isolate il permesso si estende fino alle 3 del mattino

Il regolamento comunale adottato dall’amministrazione per dirimere la convivenza tra il rispetto della quiete pubblica e le istanze dei commercianti in ordine alla possibilità di poter offrire intrattenimenti musicali, parla chiaro fissando limiti orari e deroghe. Lo strumento è frutto di un percorso partecipato, che ha coinvolto i cosiddetti ”portatori di interesse”, cittadini infastiditi dalla musica fino a tarda notte e commercianti. Il risultato è stato una flessibilità calibrata alle diverse zone cittadine. La musica per i locali del centro, comunque a ridosso delle abitazioni private, è possibile fino alle 23 qualora l’intrattenimento viene svolto fuori dalle attività commerciali, per estendersi fino alle 23.30 quando la diffusione musicale avviene nel pubblico esercizio. L’orario di tolleranza si amplia se il locale è provvisto di insonorizzazione, o è situato oltre i 200 metri dalle abitazioni. In questo caso, il tetto orario per la musica viene elevato fino alle 3 del mattino. Per quanto concerne, invece, le attività poste sul litorale, come a esempio Marina Julia o Marina Nova, i limiti orari sono fissati alle 23.30 per la diffusione musicale esterna e all’una di notte per quella interna. Sono altresì previste le deroghe orarie per le feste durante l’anno, per le quali l’intrattenimento viene permesso anche all’esterno dei locali fino all’una. A Capodanno si può proseguire fino alle 3 del mattino. L’iter autorizzatorio richiede una semplice comunicazione all’Ufficio commercio del Comune. Se invece si tratta di un vero e proprio evento musicale, un concerto, le procedure sono più specifiche, anche in ordine alla sicurezza. Da parte sua, il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, ritiene il regolamento congruo, un «accordo ragionevole» ai fini del rispetto delle esigenze del pubblici esercizi e della quiete pubblica.

CRITICHE AL REGOLAMENTO COMUNALE: «BASTA CON IL COPRIFUOCO MUSICALE ALLE 23» 
Bar e pub contro le notti silenziose: «I giovani se ne vanno in Slovenia»

di LAURA BORSANI

Monfalcone sta diventanto un mortorio. I giovani preferiscono emigrare. Per loro la notte ha altri programmi. In città resta la toccata e fuga di chi, preso al volo l’aperitivo, si sposta dove il ritrovo si fa più interessante. Forse meno ingessato da regole e dal ”coprifuoco” delle 23 per la musica all’aperto. E ora che l’estate è alle porte, tutti a Sistiana. A completare il giro di vite, c’è la sindrome dell’alcol-test. Città da coprifuoco? Gli esercenti non lo nascondono: ci vorrebbe più flessibilità e buonsenso. Almeno nei fine settimana la quiete pubblica potrebbe dare una tregua. In fin dei conti durante l’estate si può anche fare uno strappo alla regola.
«È un vero disastro – osserva Ariana Vetta, titolare del bar De Pellegrin -. Ai giovani di Monfalcone non si offre niente. Noi ci difendiamo, la domenica, con le partite e un po’ di musica. Abbiamo provveduto anche a insonorizzare il locale. Ma qui sembra ormai che tutto disturbi. Adesso arriverà la Festa del vino e sarà un’altra battaglia. Una volta la città era un riferimento, le compagnie arrivavano anche da fuori. Mi ricordo quando i giovani si cimentavano in tornei di pallacanestro e di calcio sul ”biscotto”. La piazza era animata, era un sano divertimento. Ora i giovani vanno altrove, in Slovenia. Con l’estate emigreranno a Sistiana. Ma lasciamoli vivere questi giovani nella loro città! Tratteniamoli con iniziative, per loro alle 23 la sera è solo all’inizio». Le fa eco Barbara Mattiazzi, una dei tre soci del Bar Da Deo: «Sono calati i consumi, c’è poco movimento e la crisi certo non aiuta. I giovani li vedo sempre di meno. È cambiato anche il modo di consumare, con il rigore dei controlli stradali. Una volta venivano da fuori. Ora vedremo questa estate, quando inizieremo con gli intrattenimenti musicali all’esterno. I giovani cercano la musica, cercano un motivo per stare insieme e divertirsi. Qui non c’è più neppure una discoteca. Mi chiedo cosa offra la città, anche sotto il profilo delle manifestazioni. Che anche quanto ci sono, vedi la Festa del vino, producono i soliti malumori». La questione, c’è chi sostiene, è anche un’altra: per richiamare i giovani è importante ”creare un circuito”, offrire animazione periodica e variegata. Giorgio Muffato, titolare di Riva 51, in viale San Marco, spiega: «Dal 2 al 7 giugno organizzeremo il Festival di San Marco, una sorta di ”Festival di San Remo” per gli appassionati di musica. Abbiamo una quarantina di iscritti, anche da Gorizia, Trieste e Udine. Si deve creare il motivo per stare insieme, invogliare al divertimento sano. Credo che se venissero offerte più occasioni di svago, pur senza esagerare, i giovani vivrebbero la propria città, si fermerebbero volentieri. Ci vorrebbero più margini di tolleranza, almeno durante i fine settimana e fino a mezzanotte». Marino Furlan, del bar Marino, dice: «I giovani vanno altrove a divertirsi. Noi con gli intrattenimenti abbiamo rinunciato da tempo, sono solo complicazioni. Anche l’unica discoteca ha chiuso. Che resta?». Il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, fa appello all’equilibrio e al buonsenso nell’applicare le regole: «La giunta comunale ha varato un regolamento che di fatto impedisce di suonare fuori dai locali oltre le 23. Così non ci si paga neppure una band. Ma il ragionamento è più ampio: la tradizione vitivinicola sta subendo una contrazione preoccupante. Del resto, lo ha evidenziato il ministro all’Agricoltura, Zaia. Si sta andando verso una deriva troppo repressiva nei confronti del bicchiere di vino. Certo, è giusto prevenire, come reprimere chi si rende pericoloso sulle strade. Ma se vogliamo parlare di parametri e di sanzioni, dico che stiamo esagerando. Mi sembra davvero al limite della persecuzione che gli avventori all’uscita dei locali possano venire seguiti e fermati dopo poche centinaia di metri mentre nella maggior parte dei casi rincasano tranquillamente, nonostante abbiano assunto qualche bicchiere di vino e siano perfettamente in grado di guidare anche se hanno un tasso superiore allo 0,5. Ciò quando alcuni anni fa lo stesso limite era a 1. A questo punto, mettiamo fuori legge il vino, uno dei vanti del Made in Italy e della nostra cultura».

Il Piccolo, 19 maggio 2009 
 
INTRATTENIMENTI ALL’APERTO  
Musica di notte, il Comune allenta i divieti  
L’assessore Frittitta: «Pronti a concedere deroghe per ”Onde” e altre iniziative»
 
 
Se Onde Mediterranee e l’Associazione dei commercianti vorranno organizzare una Notte bianca in piazza della Repubblica avranno il sostegno del Comune. E l’avranno anche coloro che vorranno creare eventi musicali nel corso dell’estate cittadina. Il Comune dà la sua intera responsabilità all’animazione estiva per ravvivare la città. Dopo l’annuncio di Onde Mediteranee di voler tornare in piazza, causa lo stop dato ai suoi progetti in piazza, e le polemiche seguite all’accusa del consigliere regionale Federico Razzini sullo stop «troppo anticipato» che in città viene dato alla musica serale, il Comune dichiara la sua disponibilità massima a venire incontro alle richieste degli esercenti. «Se l’Ascom chiede, in occasione dei saldi e della Notte bianca, la musica fino a tarda notte, è una cosa che si può fare – spiega l’assessore comunale Frittitta – e, se si presenta regolare richiesta, daremo sicuramente il nostro assenso. Il regolamento comunale infatti prevede chiaramente che in occasione di particolari eventi si possano prevedere delle deroghe relative alla chiusura della musica alle undici della sera. Senza considerare che comunque per i locali insonorizzati è possibile portare avanti l’animazione fino alle tre del mattino».
Quindi per la Notte bianca, se si organizzerà come prevede l’Ascom (ovvero con concerti e animazione nei locali fino a tarda notte) da parte del Comune non ci sarà alcuna limitazione. Il regolamento comunale adottato dall’amministrazione parla chiaro, fissando limiti orari e deroghe. Lo strumento è frutto di un percorso partecipato, che ha coinvolto i cosiddetti portatori di interesse, cittadini e commercianti. La musica per i locali del centro, a ridosso delle abitazioni private, è possibile fino alle 23 qualora l’intrattenimento venga svolto fuori dalle attività commerciali, per estendersi fino alle 23.30 quando la diffusione musicale avviene nel pubblico esercizio.
L’orario di tolleranza si amplia se il locale è provvisto di insonorizzazione, o è situato oltre i 200 metri dalle abitazioni: in questo caso, il tetto orario per la musica viene elevato fino alle 3 del mattino. Per quanto concerne invece le attività poste sul litorale, come a esempio Marina Julia o Marina Nova, i limiti orari sono fissati alle 23.30 per la diffusione musicale esterna e all’una di notte per quella interna.
«Ma ricordiamo che nello stesso regolamento sono previste le deroghe orarie per le feste durante l’anno – spiega ancora l’assessore Paolo Frittitta – per le quali l’intrattenimento viene permesso anche all’esterno dei locali fino all’una».
A Capodanno, a esempio, si può proseguire fino alle 3 del mattino. E questo potrà essere previsto anche per la Notte bianca, previa chiaramente la presentazione di una apposita domanda.
L’iter autorizzatorio richiede una semplice comunicazione all’Ufficio commercio del Comune. Se invece si tratta di un vero e proprio evento musicale, un concerto, le procedure sono più specifiche, anche in ordine alla sicurezza. (e.o.)

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