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Il Piccolo, 18 giugno 2009
 
LAVORI PER LA RETE FOGNARIA IN VIA CELLOTTINI  
Cittadini in allarme per le ruspe nel parco
 
 
Spuntano le ruspe in via Cellottini e i residenti tornano sul piede di guerra. Ha destato preoccupazione, ieri mattina, la presenza di operai al lavoro sul marciapiede che delimita un angolo del giardino adiacente all’asilo e via Aulo Manlio. Allertato dall’intervento, il comitato spontaneo che da anni contrasta l’ipotesi di un parcheggio nell’area verde ha chiesto subito chiarimenti sull’operazione, denunciando la volontà da parte dell’amministrazione di voler mettere in pratica quanto osteggiato dai cittadini. «Si tratta della posa di una pompa di sollevamento per agevolare il reflusso fognario – ha spiegato l’assessore alla Progettazione di quartiere Giordano Magrin -: un’azione fissata nell’agenda di Irisacqua e quindi non competente al Comune». Un tanto è tuttavia bastato per mettere sull’avviso i residenti, da sempre molto sensibili alla salvaguardia del giardino, una delle pochissime aree verdi del rione impiegata da ragazzi e adulti per svago e relax. Con l’arrivo della bella stagione, infatti, il giardino di via Cellottini viene ”occupato” da mamme e bambini, adolescenti e anziani. Non solo: la comunità bengalese trova in quel sito un punto d’aggregazione attraverso il cricket, sport di cui spesso organizzano dei piccoli tornei. L’inizio delle tensioni si era avuto all’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’ex albergo impiegati di via Cosulich, allorché il Comune aveva ventilato la possibilità di realizzare proprio in quel posto delle file di parcheggi a servizio della struttura. Una tale eventualità era stata scongiurata anche grazie alla mobilitazione di un comitato spontaneo che aveva organizzato dei sit-in e tappezzato la città di bandiere bianche in segno di protesta.
«Mi è stato riferito – afferma Mauro Bussani, esponente del comitato – che qualche operaio avrebbe parlato di “lavori urbanistici” e non di “lavori fognari”, facendo cenno al parcheggio. La nostra vigilanza è e sarà sempre massima». (ti.ca.)
 

Messaggero Veneto, 18 giugno 2009 
 
Operai al lavoro in via Cellottini, ma la costruzione del nuovo posteggio per il momento è scongiurata 
 
MONFALCONE. Allarme ieri mattina al parco di via Cellottini: l’arrivo di alcuni operai con ruspe e strumenti di lavoro aveva fatto temere ai residenti della zona che il Comune avesse deciso di realizzare, nonostante le proteste del comitato appositamente costituito e nonostante le promesse che la cosa non si sarebbe fatta, il contestato posteggio a servizio del vicino e ristrutturato Albergo Impiegati di via Cosulich.
Della presenza degli operai si è accorto ieri mattina un componente del comitato ed è immediatamente scatta una catena di messaggi telefonici. «Stanno cominciando i lavori per il posteggio di via Cellottini». Ma l’ipotesi era sbagliata e la paura infondata: si trattava solo di alcuni lavori per la sistemazione di una pompa per la rete fognaria. L’allarme è quindi rientrato, ma l’attenzione sull’area verde utilizzata da tantissimi bambini e dai ragazzi bengalesi per giocare a calcio o a cricket resta alta.
A difesa dell’area verde si erano mobilitati da circa due anni almeno 200 famiglie e l’intero rione di Largo Isonzo-Crociera, che avevano chiesto al comune di non realizzare il progetto di 60 posti auto in quell’area e di cercare invece soluzioni alternative, programmando una diversa localizzazione dei parcheggi, con un ricalcolo di quello che effettivamente servirà a supporto della grande struttura dell’ex albergo impiegati di via Cosulich. Anche il comitato di quartiere ha sempre difeso la battaglia dei residenti per impedire la realizzazione dei 60 posti macchina, pur considerando le difficoltà del Comune a reperire altrove nuovi spazi.
Il comitato spontaneo, sorto per difendere la piccola area verde aveva organizzato sit-in di proteste, striscioni, volantini, bandiere antiparcheggio da appendere alle finestre e ai balconi, disegni creati dai bambini sul tema del giardino e una vasta campagna di sensibilizzazione nel rione e in tutta la città. A ottobre 2008 il Comune aveva affermato, anche se non ufficialmente, l’intenzione di voler abbandonare l’idea per trovare appunto una soluzione diversa, ma a marzo di quest’anno l’ipotesi era rispuntata, tanto da far ricostituire il comitato spontaneo che si era sciolto e che, ora invece, promette di nuovo battaglia.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 03 settembre 2009 
 
DAL 10 SETTEMBRE  
L’Albergo impiegati rinasce a quattro stelle  
Quaranta stanze e otto suite nel rispetto del passato ma con tanta tecnologia
 
 
Dal prossimo 10 settembre, cinque giorni dopo l’inaugurazione, il ”nuovo” Albergo impiegati riaprirà i battenti. Non solo per ospitare le sedi del Consorzio per lo sviluppo industriale, del Distretto tecnologico navale e dei corsi Ial. Dopo aver ospitato per decenni, dalla sua costruzione agli inizi degli anni ’20, gli impiegati celibi del cantiere navali, fornendo servizi e lussi che gli operai si sognavano di avere nel loro albergo annesso allo stabilimento, tornerà alla sua antica vocazione di albergo. Le 120 camere di allora si sono ridotte a 40. Ma il lusso verrà riproposto nel Monfalcone Palace Hotel: 4 stelle, otto suite, caratterizzate da “comfort, armonia e tranquillità”, come recita il depliant pubblicitario. Tutte le camere sono state rigorosamente restaurate in diverse tipologie di ambienti ”con gli infissi lignei magistralmente conservati”. Dai balconi si possono osservare le decorazioni e il soffitto a cassettoni oggetti del restauro conservativo eseguito con la supervisione delle Belle Arti.
Ma il tempo è passato. E ciascuna camera è ora dotata di aria condizionata, accesso a internet, cassaforte, mini-bar, telefono diretto, tv satellitare, Pay-tv. E nelle suites ci sono pure le vasche Jacuzzi. E per allietare le serate, anche un’esclusiva guestline che informerà degli eventi organizzati all’interno dell’hotel e in città. L’area congressuale è poi composta da due sale riunioni, dotate di impianto di amplificazione fisso, registrazione audio e video, proiezione per diapositive e per video, lavagne luminose, tv a circuito chiuso, penna laser, microfoni, e tutto ciò che ”fa congresso”.
Tutto progettato per ospitare conferenze, corsi didattici, cene di gala, cerimonie e banchetti studiati ad hoc, meeting. Amministratore del nuovo Monfalcone Palace Hotel, sarà Claudio Martinis, già conosciuto negli ambienti gradesi con gli alberghi Hannover, Friuli e ”Il Guscio” nonchè molto attivo nel settore promozionale alla presidenza della Promhotels.
E ai tempi nuovi si adeguerà anche la clientela del nuovo albergo. Non più impiegati celibi ma prevalentemente business-men, con particolare attenzione anche alla clientela leisure, che sta via via scoprendo la bellezza della nostra regione. Con il nuovo Palace Hotel, Monfalcone arricchirà dunque anche la sua offerta alberghiera, uno dei settori che meno fino ad ora almeno ha sofferto della crisi proprio perchè legato a doppio filo ai cantieri e alla produzione navale. (e.o.)

Messaggero Veneto, 03 settembre 2009 
 
Monfalcone. Sabato mattina l’assessore regionale Molinaro presiederà la cerimonia con il taglio del nastro. La struttura assumerà il nome di EuroPalace  
Tutto pronto per l’inaugurazione dell’ex Albergo impiegati
 
 
MONFALCONE. Sarà l’assessore regionale Roberto Molinaro, assieme al sindaco Gianfranco Pizzolitto, sabato mattina, a tagliare il nastro inaugurale dell’ex Albergo impiegati, che assumerà il nome di EuroPalace Monfalcone.
È stato definito il programma dell’iniziativa che si aprirà alle 11 con l’esibizione del coro della Fincantieri Ermes Grion. Seguiranno gli interventi delle autorità e quindi il taglio del nastro e la benedizione della nuova struttura. All’interno, dopo l’ingresso dei visitatori, è prevista l’esibizione di due giovani dell’Istituto Vivaldi e quindi l’ingegner Edino Valcovich, che ha curato il progetto di restauro e sistemazione della struttura, illustrerà l’intervento di recupero e presenterà le tre esposizioni dedicate all’architettura di Panzano e che sono articolate in tre sezioni, una dedicata all’ingegner Dante Fornasir, una dedicata alla storia dei lavori dell’ex Albergo Impiegati e una dedicata alla memoria fotografica del villaggio di Panzano. Ci sarà anche un catering preparato dalla scuola alberghiera dello Ial, istituto alberghiero che troverà sede nell’edificio. La riqualificazione, realizzata con il sistema pubblico-privato del project financing, ha richiesto un investimento di 15 milioni di euro e la struttura è destinata a ospitare anche un polo di alta formazione, il Ditenave distretto dell’innovazione navalmeccanico e un albergo a quattro stelle. «In soli due anni di lavoro – ha sottolineato Pizzolitto – è stato portato a nuova vita uno degli edifici architettonicamente più importanti della città. Il recupero ha interessato oltre 8 mila metri quadrati ed è stato rigorosamente rispettoso dell’originale progetto dovuto all’ingegner Dante Fornasir. Ma il dato più rilevante è l’aver saputo individuare insediamenti d’eccellenza nel campo della innovazione, della ricerca e della formazione, come Ditenave, che sono fondamentali nella moderna economia per attrarre nuove opportunità». Costruito negli anni 20, destinato in origine a ospitare gli impiegati celibi dipendenti del cantiere navale, l’albergo già sede della Capitaneria di porto era rimasto pressoché abbandonato per anni. È stato l’ingegner Edino Valcovich a redigere il progetto di recupero, eseguito dalla Icep di Pordenone, che ha recuperato al loro splendore la bellissima struttura, la camere, la loggia decorata, lo scalone e l’atrio di ingresso. Nello storico palazzo, entreranno, oltre al Ditenave distretto tecnologico navale, anche Fincantieri, Anci e Anci Federsanità, Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone e lo Ial che, assieme a Icep e alla società alberghiera Helios di Grado, è tra i promotori del project financing che ha consentito il recupero dell’immobile e il suo riutilizzo. (ci.vi.)

Il Piccolo, 06 settembre 2009 
 
IL PALAZZO RESTAURATO  
In mille alla festa per l’ex Albergo impiegati  
Tra commozione e curiosità la città ha inaugurato il ”suo” gioiello ritrovato  
ELEGANTE ESEMPIO DI ART NOUVEAU E TAPPA IMPORTANTE PER LO SVILUPPO
 
 
di ELISA COLONI

Curiosità, entusiasmo, emozione e pure un pizzico di nostalgia, soprattutto tra chi, in quelle stanze e in quei saloni, c’era già stato oltre dieci anni fa. Si vedeva e si sentiva tutto questo, ieri mattina in via Callisto Cosulich, invasa da oltre mille persone, accorse per l’inaugurazione dell’ex Albergo impiegati. Monfalcone ieri ha infatti svelato una delle più belle pagine del suo album della memoria, ha aperto le porte del più affascinante gioiello di art nouveau che possa vantare, e la gente non si è fatta attendere. I monfalconesi sono arrivati in massa per tuffarsi nell’eleganza ritrovata del ”loro” ex Albergo impiegati, che dopo più di un decennio di oblio e degrado, è stato ridonato alla città.
Quello di ieri, infatti, non è stato solo un taglio del nastro, una cerimonia di fine cantiere. È stato di più: una festa di popolo e un’occasione per fare quadrato intorno alla città e al suo futuro, tra vocazione industriale e necessità di ritrovare la propria identità partendo proprio dalla storia e della cultura. «Questa struttura è la rappresentazione della volontà di guardare avanti, di scommettere sul nostro futuro – ha affermato il sindaco Pizzolitto sulla scalinata d’ingresso dell’edificio davanti al folto pubblico presente in strada -. Quest’opera, la cui realizzazione sembrava impossibile, è una risposta alle attuali incertezze economiche, che riguardano anche le nostre aziende. In questo momento di crisi siamo chiamati a interrogarci su come rafforzare il nostro tessuto produttivo e adeguarci ai nuovi modelli di sviluppo. Per competere, ogni sistema produttivo avrà sempre maggiori esigenze di investimenti in innovazione e formazione. E ora Monfalcone dispone non solo di un contenitore, ma anche dei soggetti che possono alimentare, appunto, innovazione e formazione. Sono queste, assieme alla logistica, le carte vincenti che la città giocherà per potenziare il suo sistema economico». Contenitore scientifico e tecnologico, dunque, ma anche gioiello artistico e spazio culturale: «Senza il rinnovato ex Albergo impiegati – ha aggiunto Pizzolitto – Monfalcone non avrebbe mai potuto ospitare le attività di alta formazione, gli incontri, gli eventi, le cerimonie che ora qui diventeranno realtà».
Parole pronunciate, come si diceva, davanti a un pubblico numerosissimo, fatto soprattutto di cittadini qualunque, tra cui spuntavano qua e là molti volti noti: esponenti politici di tutti i ”gradi” e gli schieramenti, rappresentanti delle isitituzioni religiose e militari cittadine e dell’ex ”padrone di casa”, la Fincantieri (rappresentata dal direttore dello stabilimento di Panzano Paolo Capobianco). L’evento è stato aperto dalle voci del coro Grion, seguite dai discorsi. Il primo è stato il sindaco Pizzolitto. Poi è stata la volta del presidente della Provincia Enrico Gherghetta, che ha posto l’accento sulla capacità mostrata dalla città di staccarsi dal «tipico atteggiamento di sfiducia, per unire le energie e realizzare questa struttura, che è una perla a disposizione della provincia e della regione». L’assessore regionale alla Cultura Roberto Molinaro ha definito «esemplare e innovativo» il lavoro di recupero, «anche per il modo in cui è stato realizzato, coinvolgendo le energie dei privati sotto una regia pubblica». E il risultato, effettivamente, può dirsi davvero esemplare. Lo hanno visto con i loro occhi le centinaia di persone che, dopo i discorsi e il taglio del nastro, si sono immerse nell’atmosfera primo-novecentesca dell’ex Albergo impiegati, accompagnate dalle note dei musicisiti dell’Istituto Vivaldi e del conservatorio Tartini di Trieste. Tra colonne doriche e corinzie in pietra, scalinate in ferro battuto, giardini d’inverno con porte e finestre dai vetri fresati, da cui emergono le originali decorazioni floreali, nel piano terra dell’ex Albergo impiegati ieri si respirava vita vissuta un secolo fa. Nei saloni, nei corridoi e nelle stanze in cui riposeranno gli ospiti del Monfalcone palace hotel, il passato dell’art nuoveau si mescola attentamente ed elegantemente con il design minimalista e pulito, secco e a volte geometrico, degli arredi ultra-moderni, che ricordano il nuovo ruolo della struttura. Costruito con soluzioni innovative (ad esempio il riscaldamento a soffitto), negli spazi non c’è posto per i ”fronzoli”. Resta solo l’essenziale, come le riproduzioni delle stampe d’epoca appese alle pareti, che raccontano, ognuna con un soggetto diverso, la storia della città, delle sue navi e del suo cantiere.

GIÀ IL 22 SETTEMBRE L’EDIFICIO OSPITERÀ UN CONCERTO  
Non solo hotel, ma anche un centro per prestigiosi eventi culturali e convegni
 
 
Nell’ex albergo impiegati i monfalconesi, perlomeno quelli alle prese con patenti nautiche e concessioni demaniali, sono entrati fino al 1996, anno in cui la Capitaneria di porto, insediata nell’edificio dal 1977, si è trasferita nel nuovo palazzo di via Rossini. Moltissimi quelli che però l’avevano frequentato prima, quando oltre a essere un albergo per gli impiegati single, era un centro culturale e ricreativo. L’ampia sala di lettura aveva tutti i quotidiani montati sulle stecche. C’era chi giocava a bridge, chi a ramino e le donne a canasta. C’erano piante di kenzia ovunque, queste anche dopo, negli anni della Capitaneria. Nell’albergo si davano però anche regolarmente concerti di pianoforte e nell’atrio i ragazzini della scuola di musica del Crda davano i loro saggi. Ora il palazzo di via Cosulich è ritornato a essere un albergo, ma a 4 stelle, e sede di enti formativi di alto livello. L’intenzione, almeno nell’immediato, pare però quella di non chiudere alla città la struttura. Intanto ci sono le tre mostre allestite fino al 19 settembre nelle sale a piano terra, dedicate all’architettura di Panzano e all’opera dell’ingegner Dante Fornasir, alla storia dell’albergo e alla memoria fotografica del rione operaio. Le esposizioni sono state realizzate con la collaborazione del Consorzio culturale del Monfalconese e del progettista del restauro dell’ex albergo, l’ingegner Edino Valcovich. L’assessorato alla Cultura sta invece lavorando assieme all’Orchestra filarmonica a un concerto che dovrebbe potersi tenere nel palazzo il 22 settembre. Una delle due sale a pianoterra è stata del resto riservata alla convegnistica. I monfalconesi da ieri hanno ritrovato il “loro” albergo, pur rinnovato e dotato di un cuore tecnologico. Merito di un’operazione di restauro che, condotta di pari passo con la Soprintendenza regionale, si è spinta fino alla salvaguardia della rosa quasi centenaria che si arrampica sulla destra dell’ingresso principale. (la. bl.)
 

Un progetto ambizioso nato otto anni fa  
Impegno misto pubblico e privato per un investimento di 15 milioni di euro
 
 
Il restauro dell’ex albergo impiegati è il frutto di un’operazione complessa, che ha coinvolto molti soggetti, è durata otto anni, e che ha comportato un investimento tra capitale pubblico e privato di 15 milioni di euro. Risale al 2001 il primo finanziamento della Regione ottenuto dall’amministrazione comunale di Monfalcone allo scopo di acquisire prima e ristrutturare poi l’edificio, realizzato all’inizio degli anni ’20 dello scorso secolo dall’ingegner Dante Fornasir per conto dei Cosulich, che l’avevano voluto per alloggiarvi gli impiegati celibi del cantiere navale. Il Comune otto anni fa, sindaco ancora Adriano Persi, ricevette un primo contributo di 3 miliardi lire, stanziato dalla Regione a sollievo degli oneri per l’ammortamento del mutuo da contrarre da parte dell’ente locale per l’acquisto, messa in sicurezza e restauro dell’ex albergo con l’impegno di destinarlo ad attività istituzionale. Un finanziamento quello regionale che venne accolto con una punta di innegabile preoccupazione, perché, viste le condizioni e le dimensioni dell’edificio, del tutto privo di inquilini dal 1999, la spesa che si profilava all’orizzonte era imponente. Come poi si è puntualmente verificato. Solo per arrivare all’acquisto, tre anni dopo, dell’edificio da Fincantieri, che applicò un prezzo pari alla rendita catastale, il Comune dovette sborsare 2,9 milioni di euro, cifra quasi del tutto coperta da contributi regionali. Divenuto sindaco, Pizzolitto ha quindi accettato la sfida rappresentata dal restauro dell’ex albergo impiegati, conscio che l’operazione avrebbe potuto essere resa possibile solo da un’alleanza pubblico-privato e immaginando dei contenuti innovativi. L’amministrazione comunale ha quindi costruito un percorso di project financing che ha trovato una risposta tra 2005 e 2006 da parte di un’Associazione temporanea d’imprese formata dall’agenzia formativa Ial, dalla società edile pordenonese Icep di Carlo Frisan e dalla società  alberghiera Helios di Claudio Martinis. Il piano proposto dall’Ati prevedeva quanto ora è divenuto realtà: la trasformazione dell’edificio in un contenitore per l’alta formazione e un ritorno alla funzione alberghiera, ma di altissimo livello a fronte di un impegno finanziario di 9,5 milioni di euro (1,2 a carico dell’impresa, 8,3 dei privati attraverso il credito) e la concessione trentennale dell’immobile il cui 50,5% è destinato a uso pubblico (formazione e alta formazione), il restante impiegato per la struttura ricettiva, ristorazione e servizi. I lavori preliminari alla ristrutturazione presero il via nell’ottobre 2006, il restauro vero e proprio nel marzo 2007. Ora la struttura, oltre all’hotel, ospita il Consorzio per lo sviluppo industriale, il Distretto tecnologico cantieristica e nautica e il corsi dello Ial.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 06 settembre 2009 
 
Monfalcone. Taglio del nastro per la struttura il cui restauro ha richiesto un investimento di 15 milioni  
L’hotel ha assunto il nome di EuroPalace 
Il sindaco Pizzolitto: «In soli due anni di lavoro portato a nuova vita uno degli edifici più importanti della città» 
L’assessore regionale Molinaro: «Questa diventa una risorsa importante per l’intera comunità» 
Inaugurato l’ex albergo Impiegati 
BATTESIMO 
 
MONFALCONE. Superbo nella magnificenza di un restauro rispettoso dei valori architettonici e storici, che si riflette anche negli arredi eleganti e perfetti, è tornato a nuova vita l’ex albergo Impiegati di via Cosulich a Monfalcone, che da ieri ha assunto il nome di EuroPalace Monfalcone. Una struttura che, come ha ricordato il sindaco Gianfranco Pizzolitto nel corso della cerimonia inaugurale, «servirà ad agganciare la città alla sua memoria. La riqualificazione, realizzata con il sistema pubblico-privato del project financing, ha richiesto un investimento di 15 milioni di euro e la struttura è destinata a ospitare anche un polo di alta formazione, il Ditenave distretto dell’innovazione navalmeccanico e un albergo a quattro stelle. In soli due anni di lavoro – ha sottolineato Pizzolitto, emozionatissimo – è stato portato a nuova vita uno degli edifici architettonicamente più importanti della città. Trovare le risorse e l’utilizzo idoneo sembrava impossibile: una scommessa complicata che la città ha vinto». Il recupero ha interessato oltre 8 mila metri quadrati ed è stato rigorosamente rispettoso dell’originale progetto dovuto all’ingegner Dante Fornasir. Ma il dato più rilevante «è l’aver saputo individuare insediamenti d’eccellenza nel campo della innovazione, della ricerca e della formazione, come Ditenave, che sono fondamentali nella moderna economia per attrarre nuove opportunità. La realizzazione è stata fatta in un momento in cui prevalgono segni di incertezza economica e in cui occorreva interrogarci su come rafforzare il tessuto produttivo e adeguarci a nuovi modelli di sviluppo: qui possiamo trovare le risposte, tangibile rappresentazione della volontà di guardare avanti», ha affermato il primo cittadino evidenziando come la collaborazione di pubblico-privato possa essere esempio non solo a livello regionale, ma anche nazionale. Modello di intervento a cui ha plaudito anche l’assessore regionale, Roberto Molinaro, che si è compiaciuto anche del modo in cui l’edificio è stato restituito alla città, accompagnandolo ad altre iniziative culturali. «L’edificio ha un significato esemplare: indica come le realizzazioni urbane segnino la storia. Oggi torna a essere risorsa per la comunità, luogo dedicato alla formazione, all’innovazione, all’ospitalità, ma indica anche come sia importante che ognuno faccia la sua parte». Se Pizzolitto ha ringraziato tutti i soggetti che hanno collaborato (tra cui Regione, Camera di commercio, Sis, Ial, impresa Frisan, Helios, Fincantieri, Sinloc, Fondazione Carigo, Csim, Associazione delle Autonomie locali), il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, ha voluto ringraziare lo stesso Pizzolitto «che si è speso senza risparmio per raggiungere questo obiettivo. Con questa struttura non cresce solo Monfalcone, ma tutto l’Isontino».
L’ingegner Edino Valcovich, che ha curato il progetto di restauro e sistemazione della struttura, ha illustrato l’intervento di recupero e presentato le tre esposizioni dedicate all’architettura di Panzano, articolate in tre sezioni, una dedicata all’ingegner Dante Fornasir, una dedicata alla storia dei lavori dell’ex albergo Impiegati e una dedicata alla memoria fotografica del villaggio di Panzano. Per gli ospiti e le centinaia di cittadini che hanno voluto essere presenti all’evento, allietati dall’esibizione del coro Ermes Grion e di due musicisti dell’Istituto Vivaldi, è stato offerto un ottimo buffet preparato magistralmente dalla scuola alberghiera dello Ial, istituto alberghiero che troverà sede nell’edificio. Nello storico palazzo, entreranno, oltre al Ditenave distretto tecnologico navale, anche Fincantieri, Anci e Anci Federsanità, Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone e lo Ial che, assieme a Icep di Pordenone e alla società alberghiera Helios di Grado, è tra i promotori del project financing che ha consentito il recupero dell’immobile e il suo riutilizzo.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 07 settembre 2009 
 
IL FUTURO UTILIZZO DEL PALAZZO DI VIA COSULICH  
L’INTERVENTO  
Albergo impiegati, perché non farci il municipio?  
La proposta arriva dagli ex sindaci, che promuovono la ristrutturazione voluta da Pizzolitto 
«Il project financing è stata la scelta giusta»
 
 
di ELISA COLONI

«Un bel colpo. Gianfranco Pizzolitto ha giocato le carte giuste ed è riuscito a individuare la strada migliore per riportare alla vita uno dei pochi palazzi di grande prestigio di Monfalcone. Però che peccato che una struttura del genere non possa diventare la sede del Municipio, una sorta di grande casa dei monfalconesi…». A cimentarsi nel gioco del ”Se fossi…” sono gli ex sindaci di Monfalcone che, davanti all’importante restaturo dell’ex Albergo impiegati e davanti alle scelte operate dall’attuale primo cittadino per riuscire nell’intento, non si lasciano perdere l’occasione per commentare e raccontare cosa avrebbero fatto loro, al posto di Pizzolitto, dello splendido edificio di via Cosulich inaugurato l’altro ieri.
In mezzo al folto pubblico che ha accolto l’ex Albergo impiegati nella sua nuova vita, c’erano anche alcuni degli ex sindaci di Monfalcone. C’era ad esempio il democristiano Roberto Porciani, in Municiapio tra l’86 e l’88. «Il mio primo atto da sindaco fu quello di andare a Roma, dall’allora presidente dell’Iri Romano Prodi, per sollecitare dei finanziamenti per il progetto di recupero dell’ex Albergo impiegati. Allora si pensava che avrebbe potuto ospitare il museo della cantieristica. Il problema, però, erano i soldi, che non c’erano. Pizzolitto ha avuto la fortuna e la capacità di individuare una procedura, quella del project financing, che ha permesso di sbloccare una situazione di stallo duranta vent’anni. La ristrutturazione è sicuramente un fatto molto positivo per la città, anche perché le attività di alta formazione e ricerca che verranno svolte all’interno della struttura sono legate al punto forte di Monfalcone: il mare e la cantieristica. Sono importanti soprattutto in un’ottica di occupazione giovanile». Parla di scommessa anche Adriano Persi, sindaco tra il ’93 e il 2001: «Aver sfruttato numerosi finanziamenti privati per realizzare l’opera è stata una scelta decisiva. Mi auguro però che, vista la presenza di tanti soggetti privati, con attività così diverse tra loro, prevalga sempre l’interesse comune. Certo, sarebbe stato molto più soddisfacente realizzare l’opera con soli soldi pubblici e trasformarla, ad esempio, nella sede del Comune. Ma probabilmente non sarebbe mai stato possibile. Quindi va benissimo, così: è stato rimesso perfettamente a nuovo un palazzo di grande pregio per la città». «Anch’io ci avrei visto bene la sede del Municipio in via Cosulich – afferma il socialista Luigi Blasig, primo cittadino tra il ’79 e l’83 – però, essendo realista, mi rendo conto che le sole risorse pubbliche non sarebbero bastate. Mi sarebbe piaciuto che fosse Fincantieri, che deve molto a questa città, a finanziare l’opera, e avrei volentieri speso quei soldi pubblici per risolvere prima problemi annosi, come quelli legati alla viabilità. In ogni caso sono contento che l’ex Albergo impiegati sia stato restaurato, dopo anni di abbandono. È senza dubbio un punto a favore della città. «Non è solamente una struttura di pregio, ma anche un simbolo e un motivo di orgoglio per tutti – spiega il socialista Gino Saccavini, in Municipio dall’’83 all’86 -. Io c’ero all’inaugurazione, non avrei mai potuto mancare. Scegliere la strada della finanza partecipata è stata la soluzione giusta: complimenti a Pizzolitto per averla saputa gestire bene. Monfalcone ha una posizione strategica, qui convergono molti interessi ed è giusto disporre di una struttura che possa soddifare le esigenze di soggetti diversi».

Il Piccolo, 08 settembre 2009 
 
IL SINDACO PIZZOLITTO REPLICA AI SUOI PREDECESSORI  
«Il municipio nell’Albergo impiegati è una buona idea, ma non è attuabile»
 
 
di ELISA COLONI

«Trasformare l’ex Albergo impiegati nella sede del Comune? Anche a me sarebbe piaciuto. Anzi, è stata la prima idea che mi è venuta in mente. Proprio per questo avevo richiesto una consulenza tecnica, il cui responso è stato però incontestabile: impossibile convertire gli spazi dell’ex albergo in moderni uffici. Quindi ho dovuto optare per trasformarlo in un articolato contenitore. Un progetto ambizioso, per la cui riuscita creeremo una commissione di esperti ad hoc, che avrà il compito di gestire e promuovere la struttura nei primi due anni di vita». Così Gianfranco Pizzolitto risponde ad alcuni ex sindaci monfalconesi, che ieri, commentando l’importante intervento di recupero realizzato in via Cosulich, avevano sottolineato quanto «sarebbe stato bello e importante per la città destinare il prestigioso palazzo a sede del Comune», facendolo cioè diventare una sorta di grande casa dei monfalconesi. «Affrontiamo in primis il discorso economico – afferma Pizzolitto -. Per trasformare l’ex Albergo impiegati in municipio avremmo dovuto usare solo soldi pubblici, e mi sembra già un miracolo averne trovata la metà. Se non ci fosse stata anche la partecipazione dei privati, infatti, probabilmente non saremmo mai riusciti a restaurare l’edificio. E dopo la questione economica c’è quella tecnica. Quello di via Cosulch è un palazzo protetto dalla Soprintendenza: non potevamo di certo buttare giù pareti a piacimento. Ho chiesto proprio per questo una consulenza in merito e i tecnici mi hanno detto che, considerando i vincoli architettonici e considerando che i moderni uffici devono per legge soddisfare una lunga serie di standard, la risposta è stata negativa». Se un intero municipio, dunque, non lo si sarebbe mai potuto trasferire nell’ex Albergo impiegati, perché non ”scavarci” almeno un ufficio di rappresentanza del sindaco? «L’ufficio del sindaco – afferma ancora Pizzolitto – deve trovare posto vicino agli altri uffici comunali, non in un luogo distaccato. Non ce ne sarebbe motivo».
Messa quindi in cassetto l’idea, il sindaco Pizzolitto sfodera una novità: «Oggi (ieri, ndr.) la giunta ha discusso la proposta di insediare una commissione di esperti che promuova la nuova struttura. L’importante, infatti, è fare in modo che nell’ex Albergo impiegati convergano da subito le più numerose e diversificate attività. È cioè fondamentale fare in modo che nei primi due anni la struttura riesca a stare perfettamente in piedi, che sia funzionale al massimo e che raccolga adesioni in tutti gli ambiti. Per questo è importante promuoverla al di fuori dei confini monfalconesi. Insomma non dobbiamo sprecare nessuna occasione. Presto lì verrà ospitata, ad esempio, la Conferenza economica. E così dobbiamo procedere: riempire il calendario di eventi, incontri, corsi, conferenze».

Il Piccolo, 24 settembre 2009 
 
VIAGGIO TRA GLI EDIFICI STORICI DI MONFALCONE: QUELLI SALVATI E QUELLI IN ABBANDONO  
L’ex fabbrica del ghiaccio va in rovina  
Stesso rischio per la ”Cassa malati” e casa Mazzoli. Altri positivi casi di riconversione
 
 
di FABIO MALACREA

L’ex Albergo impiegati è risorto, quello degli operai è in piena fase di ristrutturazione, le Terme romane e il villaggio Solvay potranno rivivere grazie all’intervento pubblico e privato. Ma ci sono ancora molti edifici storici di Monfalcone che aspettano il loro turno e, nel frattempo, vanno a pezzi. L’ex fabbrica del ghiaccio di via Romana, ad esempio. I possenti ruderi, di proprietà privata, sono in stato di completo abbandono ai piedi della stazione ferroviaria. È uno dei più interessanti esempi di archeologia industriale esistenti in città. E rischia di sparire tra sterpi, erbacce e topi. Sarebbe un ”delitto” che i resti facessero la stessa fine dell’imponente Cotonificio Triestino, demolito nel 1980 dall’ottusità della politica. Miglior sorte ha avuto poi il complesso dell’ex Gaslini, in via Valentinis, pure abbattuto ma conservando le due splendide ciminiere.
RUDERI. Tanti i ruderi in città. Per alcuni si sta cercando una soluzione, per altri non c’è prospettiva. Gli esempi non mancano. C’è l’ex albergo Roma di via Sant’Ambrogio, realizzato ai primi del ’900, sede di uffici comunali: è inserito tra gli edifici che l’amministrazione potrebbe alienare. Nel frattempo i ”comunali” sono dovuti scappare: colpa dei topi. C’è casa Mazzoli di via Don Bosco che, al momento della costruzione nel 1908, era il ”grattacielo” di Monfalcone. Da anni è ridotta a un rudere, occupato fino a poco tempo fa da abusivi. Il Comune, che ne è proprietario, sta tentando di venderla ma incontra molte difficoltà (deserta la prima asta). C’è poi il palazzo dell’ex ”Cassa malati” di via Manzoni, di epoca fascista, in totale abbandono da una ventina d’anni. Il Comune, che l’ha barattato con l’Ass alla quale l’ha ceduto in cambio l’ex casa di riposo Desenibus di via Romana, voleva farne una Casa delle associazioni. Ma non ci sono fondi. E l’edificio, tutelato dalla Soprintendenza, va in rovina. E ci sono pure le storiche centraline idroelettriche sul canale de’ Dottori che potrebbero essere riqualificate. Insomma, parecchi ”buchi neri”. Che meriterebbero un riutilizzo o quanto meno una valorizzazione. Come altre testimonianze del passato che invece hanno avuto una sorte migliore.
RICONVERSIONI. Di riconversioni e trasformazioni a Monfalcone ce ne sono state tante e quasi sempre con buoni risultati. Molte hanno riguardato edifici costruiti nel Ventennio. Le più significative sono quelle della Casa del Fascio, in via Rosselli, trasformata prima in Commissariato e quindi, poco più di un anno fa, in Comando dei vigili urbani. Nuova vita, dunque, anche se all’ingresso sono ancora ben visibili i ”fasci”. Poco lontano c’è il palazzo dell’ex Scuola professionale (poi Avviamento e Iti), costruito nel ’27, dove si sono formati migliaia di cantierini. La scuola si è trasferita una quindicina di anni fa a Staranzano. E l’edificio è stato riconvertito in Biblioteca. Altro ottimo investimento del Comune. Poco lontano, in viale San Marco, c’era l’ex casa Gil (Gioventù italiana del Littorio). Da caserma della polizia stradale si è trasformata negli ultimi anni in Centro giovani e Centro anziani. E poi c’è il mercato ortofrutticolo, costruito nel ’24 in piazza Cavour. Ristrutturato, è diventato dal 2002 la Galleria d’arte contemporanea. Peccato che Monfalcone ora non abbia più un mercato, visto che quello ”nuovo”, in via della Resistenza, non ha mai ospitato una bancarella ed è destinato ad essere venduto.
I CINEMA. È un viaggio pieno di sorprese quello nella Monfalcone del passato. I cinema ad esempio. Negli anni ’60 ce n’erano ancora sei: due parrocchiali (San Michele e Marcelliana), gli altri (Principe, Azzurro, Nazionale, Excelsior) nel quadrilatero tra corso del Popolo, viale San Marco e via Duca d’Aosta. Tutti spariti. Tre sono stati sostituiti da banche. Solo uno, l’Azzurro, è stato riconvertito in Teatro, una delle scelte più azzeccate da parte del Comune all’inizio degli anni Ottanta. Forse non tutti sanno che l’edificio che ospita l’ufficio postale e l’ambulatorio in via Valentinis è nato come dopolavoro e ”ospedaletto” della Solvay negli anni ’30. E sempre grazie alla Solvay, a Monfalcone ci sono ancora la sede del Csm, nata come casa di riposo in via Romana, e il magazzino comunale, ex asilo aziendale, in via delle Mandrie.

Il Piccolo, 01 settembre 2010
 
CAMBIATA LA GESTIONE, LA STRUTTURA A 4 STELLE DOVREBBE COMUNQUE RIAPRIRE 
Un flop l’hotel dell’ex Albergo impiegati 
Chiuso da un mese per mancanza di prenotazioni. Prezzi non rapportati alla clientela media

di LAURA BLASICH

Si sa che la stagione estiva a Monfalcone, città  industriale, nonostante il suo spicchio di mare e di Carso, pur punteggiato di memorie della Grande guerra, non riempie gli alberghi. Da qui a chiudere tutto il mese di agosto, come sta accadendo al Monfalcone Palace hotel, il quattro stelle ricavato al secondo piano dello storico ex albergo impiegati, però ce ne passa.
A stoppare l’attività ricettiva a nemmeno un anno dall’inaugurazione del restauro dell’edificio, sede anche di Ditenave, Consorzio industriale, corsi di formazione dello Ial, è stata infatti la mancanza totale di prenotazioni che ha determinato un cambio di gestione della stuttura ricettiva. La Helios srl di Claudio Martinis, che a Grado possiede alcuni degli alberghi di più alto livello, ha deciso di sfilarsi dalla società di progetto, nata cinque anni fa per condurre in porto assieme al Comune di Monfalcone la riqualificazione dell’ex albergo impiegati.
Una scelta dettata forse dal non facile momento che il settore sta attraversando e dalla difficoltà di “piazzare” un hotel come il Monfalcone Palace, un quattro stelle con 40 camere dotato di tutti i comfort e un arredo accurato (ma non collocato in centro, a differenza dell’altro quattro stelle cittadino, il Lombardia) rispetto alla clientela media degli alberghi di Monfalcone costituta per lo più da tecnici di ditte legati al lavoro nel canitere navale di Panzano. Nello stesso tempo l’attività formativa e convegnistica dell’ex albergo impiegati non sembra aver creato un indotto interessante, almeno finora, per l’hotel collocato al secondo piano. «L’hotel dovrebbe comunque ormai riaprire a giorni», afferma il sindaco Gianfranco Pizzolitto, che con caparbietà nel suo primo e secondo mandato ha costruito e concluso l’operazione di ristrutturazione e riconversione del palazzo realizzato dai Cosulich negli anni ’20 per accogliere gli impiegati celibi del cantiere navale.
Il soggetto che assumerà la gestione dell’hotel c’è già e si tratta di Carlo Frisan, titolare della Icep, l’impresa edile di Pordenone pure componente della società di progetto creata, assieme allo Ial e alla Helios, per recuperare e dare dei contenuti all’ex albergo impiegati. Non è escluso del resto che l’ex albergo impiegati ampli in un breve futuro la sua offerta di alta formazione.
L’ingresso principale dell’edificio, affacciato su via Cosulich, resterà comunque chiuso, come durante tutto agosto, fino a quando il servizio alberghiero non sarà di nuovo in funzione. Inaugurato all’inizio di settembre dello scorso anno, il restauro dell’ex albergo impiegati ha richiesto un impegno finanziario complessivo di 15,5 milioni di euro di cui di 9,5 a carico dei privati a fronte della concessione trentennale dell’immobile e il resto a carico del Comune, grazie ai finanziamenti ricevuti da Regione e Camera di commercio.

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MARTEDÌ, 12 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Parte una petizione per evitare che in una parte dell’area di via Cellottini sia realizzato un parcheggio
Largo Isonzo difende il proprio giardino: «Vogliamo più verde, non 57 posti-auto»

«Vogliamo un parco, non un parcheggio». La protesta arriva da Largo Isonzo dove è in programma la realizzazione di un parcheggio nell’attuale campo-giochi di via Cellottini, a ridosso della scuola materna. Un’area verde, questa, utilizzata ora sia dai ragazzi – che organizzano spesso dei tornei di calcio – che dalle mamme, a passeggio coi loro bambini piccoli. Non solo: ad utilizzarla sono anche numerosi giovani della comunità del Bangladesh che l’hanno individuata come ideale campo da cricket, il loro sport nazionale. Ora tutto questo rischia di sparire, o quanto meno, di venir ridimensionato per servire la sosta al futuro Albergo impiegati. Così un gruppo di cittadini, recependo le lamentele di tanti genitori e ragazzini, ha deciso di opporsi al provvedimento e di chiamare a raccolta la comunità per difendere il giardino di via Cellottini, promuovendo anche una raccolta di firme.
Per questo è stata indetta domani alle 18 una riunione pubblica al primo piano dell’Officina sociale di via Natisone 1 (Centro sociale blu) in modo da discutere il problema e correre ai ripari. Non solo: in questi giorni il gruppo ha fatto una capillare opera di volantinaggio per spiegare quanto sta accadendo: «C’è un progetto in atto da parte del Comune – spiega uno dei promotori dell’iniziativa – per tagliare una grossa fetta del parco e sostituirla con 57 posti auto: ne siamo venuti a conoscenza perché siamo entrati in possesso dell’incartamento. L’ampia zona di sosta ha come finalità quella di servire il futuro Albergo impiegati, quando sarà in funzione. Difatti non sarà l’unica area a essere intaccata, ma probabilmente ve ne saranno altre due, di cui una accanto alla capitaneria di porto, dove oggi sorge un campo. Il fatto è – sottolinea – che Monfalcone ha pochissime zone verdi, specialmente questa quartiere, quindi non è proprio il caso di ridurre o eliminare il giardino: diverse mamme vi si oppongono strenuamente e per questo si sono rivolte a noi, quindi invito tutti i residenti a partecipare alla nostra riunione».
Su un altro versante, l’assessore Montagnani ha annunciato l’acquisizione dell’ampia area di via Acque Gradate, dopo anni di impasse. «Sì l’abbiamo letto – replica l’esponente del Centro sociale –, probabilmente glia amministratori volevano mettere le mani avanti, comunque ogni innovazione è gradita, basta che però poi non si vadano a eliminare i parchi che già esistono, perché allora non avrebbe senso». E difatti il gruppo è fermamente intenzionato a dare del filo da torcere: «Ancora una volta – spiega il volantino diffuso – il rione Largo Isonzo-Crocera è posto sotto attacco dal punto di vista della qualità della vita. Dopo la vicenda dell’impianto radio base, che vorrebbero installare nel giardinetto di via Isonzo, ora è l’area verde di via Cellottini a rischiare il ridimensionamento grazie ai progetti di chi ci governa. L’area è una delle poche rimaste libere nel quartiere. Difendiamo il nostro diritto a poterci fermare mezz’ora a giocare con i nostri bambini o a chiacchierare seduti su una panchina, guardando un albero e non tenendo d’occhio le macchine altrui. A Monfalcone i parcheggi abbondano e i parchi scarseggiano: è la città in cui viviamo e in cui vogliamo viverci nel modo migliore possibile». Tiziana Carpinelli

MARTEDÌ, 12 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
L’assessore Montagnani: «Non sfratteremo i giochi»
 
«I giochi per i bambini presenti nel giardino di via Cellottini non verranno tolti: è la mia parola». Anche se la realizzazione del parcheggio in quel punto del rione Largo Isonzo non è certo di competenza di Andrea Montagnani, il giovane assessore alla Progettazione di quartiere e al verde si sente in dovere di precisare che «lo spazio pubblico dedicato ai minori non verrà affatto intaccato: l’arredo per il divertimento e lo svago dei piccini verrà solo spostato». Di primo acchito, venuto a conoscenza del fatto, nemmeno il presidente del comitato di quartiere, Alberto Benes, appare entusiasta per il progetto del Comune di creare lì un parcheggio per servire l’Albergo impiegati, ma si riserva la possibilità di esprimere un giudizio una volta conosciuti i termini esatti della questione. Soddisfatto, invece, per l’acquisizione del giardino di via Acque Gradate: «Ringrazio l’assessore Montagnani, l’amministrazione e il consigliere Del Bello – afferma – che si sono prodigati per portare a buon fine l’operazione. Come comitato, ci siamo ampiamente prodigati per realizzare vari progetti con le scuole, fino a realizzare un plastico tutt’ora conservato nelle strutture didattiche. Siamo orgogliosi del fatto che il rione abbia ottenuto un’area verde in più».

MERCOLEDÌ, 13 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Il quartiere non intende dividere l’area verde di via Cellottini con 57 posti auto
Largo Isonzo, firme contro il parcheggio

PROTESTA
È guerra aperta per la conversione in parcheggio di una porzione del parco giochi di via Cellottini. I residenti del quartiere di Largo Isonzo sembrano intenzionati a difendere con le unghie e con i denti una delle poche aree verdi attualmente presenti nella loro zona e infatti in parecchi, ieri mattina, si sono presentati per sottoscrivere, in uno dei banchetti posti davanti alla scuola materna presente nella zona, la petizione popolare avanzata da chi contesta il progetto da 57 posti-auto. Che dovrebbe andare a servire, una volta completato il restauro, l’ex Albergo impiegati. Oggi il giardino è utilizzato e dai ragazzi – che nelle belle giornate organizzano tornei di calcio – e dalle mamme, a passeggio coi figli. Non solo: è anche un punto di ritrovo per la comunità di bengalesi presente a Monfalcone (o almeno la parte più sportiva) che gioca a cricket. Il Comune stesso, rendendosi conto delle potenzialità d’attrattiva del parco, ha a suo tempo inserito un bell’arredo, con tanto di giochi, panchine, altalene e gazebo, ritagliando perfino uno spazio apposito per i più piccini. Ora, però, una parte di verde rischia di sparire e così alcuni cittadini hanno organizzato stasera alle 18 una riunione al primo piano dell’Officina sociale di via Natisone 1 (Centro blu), per discutere pubblicamente il problema, dopo aver sensibilizzato la gente con volantini e passaparola. E più d’un residente, venuto a conoscenza della questione, ha iniziato a brontolare per la scelta dell’amministrazione, ribadendo l’importanza di non intaccare il patrimonio verde. «Mi è arrivato il volantino a casa – spiega Emilia Fugaroli – e l’ho letto, non so se riuscirò ad andare all’assemblea ma fin d’ora dico che per me il giardino deve restare così com’è, c’è già abbastanza traffico di veicoli: non è forse sufficiente?». Concorde Roberto Cernigoi: «Non sono d’accordo con la decisione del Comune: questa è un’area pubblica bella e decorosa, non vedo perché la si debba rovinare. I bambini giocano lì in tutta tranquillità ed è vicino casa: se davvero si farà un posteggio, noi nonni dovremo metterci a controllare che i piccoli non finiscano sotto le ruote di un’auto». Qualcuno ha anche sottolineato che il giardino è usato come spiazzo dell’elisoccorso 118 e che si presta alle attività della Protezione civile. «Io ho firmato la petizione – dice David Verzegnassi – perché già mancano aree verdi, se poi iniziano anche a ridimensionarle. Questo è uno dei pochi posti dove si può ancora giocare a pallone e credo che rappresenti un bene per tutti». «Io ci porto il bimbo – racconta il papà Roberto Massoni – e non mi sta bene che riducano il parco». «Firmiamo la petizione – concludano i coniugi Marinella Musina e Vincenzo Passero – perché siamo contrari alla conversione in parcheggio: ci sono troppi pochi spazi per i bimbi».
t. c.

GIOVEDÌ, 14 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Assemblea nel quartiere per discutere il progetto del Comune di destinare parzialmente alla sosta il parco di via Cellottini
Largo Isonzo, sit-in contro il parcheggio

 
Molti i residenti decisi a mobilitarsi assieme ai figli. Raccolte 250 firme
MONFALCONE Duecentocinquanta firme in soli due giorni di attività al banchetto. Ampio consenso popolare alla protesta sorta nel rione Largo Isonzo per scongiurare la realizzazione di un parcheggio da 57 posti auto. Che dovrebbe sorgere sul giardino di via Cellottini, accanto alla scuola materna, per servire il futuro albergo impiegati, una volta restaurato. Molti residenti sono decisi a mobilitarsi assieme ai propri bambini. Sulla questione si è tenuta un’affollata assemblea dalla quale gli amministratori del Comune si sono tenuti alla larga.
Tiziana Carpinelli

GIOVEDÌ, 14 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo

Assemblea nel quartiere per discutere il progetto del Comune di destinare parzialmente alla sosta il parco di via Cellottini
Largo Isonzo, sit-in contro il parcheggio
Molti residenti decisi a mobilitarsi assieme ai loro bambini. Già raccolte 250 firme

Duecentocinquanta firme in soli due giorni di attività al banchetto. Ampio consenso popolare alla protesta sorta nel rione Largo Isonzo per scongiurare la realizzazione di un parcheggio da 57 posti auto. Che dovrebbe sorgere sul giardino di via Cellottini, accanto alla scuola materna, per servire il futuro albergo impiegati, una volta restaurato.
Se il Comune pensa di riuscire a far passare il provvedimento in maniera «indolore» tra la popolazione residente, stavolta si sbaglia di grosso, perché stando almeno alle posizioni agguerrite, assunte ieri sera dai cittadini che hanno indetto la riunione pubblica all’Officina sociale di via Natisone, la petizione popolare continuerà anche nei prossimi giorni, con l’aggiunta di ulteriori manifestazioni. Come quella di organizzare, in un giorno festivo, un grande pic nic nel parco di via Cellottini, invitando tutti i genitori a portare lì i bambini a giocare per testimoniare pubblicamente l’importanza di quell’area verde.
Non solo, l’associazione Nuova entrata, che gestisce l’Officina sociale, ha dato la propria disponibilità a preparare striscioni e cartelloni per sensibilizzare il resto della cittadinanza. Si sta valutando anche di promuovere dei punti di raccolta firme all’uscita di altre scuole, per raggiungere una più ampia adesione, onde portare il numero più ampio possibile di sottoscrizioni all’attenzione della Giunta. Si spera di riuscire inoltre a coinvolgere anche il Wwf, Legambiente e la comunità del Bangladesh, che lì si reca per praticare lo sport nazionale, ovvero il cricket.
Alcuni cittadini, stando a quanto riferito ieri, hanno già incontrato nei giorni scorsi e l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo, e l’assessore ai Lavori pubblici, Bou Konate, i quali, pur comprendendo le loro ragioni di scontento, avrebbero sottolineato l’inevitabilità del progetto, alla luce soprattutto del miglioramento complessivo tradibile dal futuro albergo. «Non siamo contrari allo sviluppo o ai parcheggi – specifica una attivista –, ma non vogliamo che per servire una struttura di business school, da cui qualcuno trarrà comunque dei vantaggi, sia l’intera comunità a patire. I posti auto porteranno smog e cemento in un rione che è già abbastanza martoriato dalle antenne».
«Via Aulo Manlio – esordisce un cittadino – è diventata una pista da corsa: tutti sfrecciano ad alta velocità e all’uscita dall’asilo la carreggiata diventa a senso unico, perchè tutti si mettono in doppia fila: ci manca solo il traffico dell’albergo, che di fatto si riverserà massicciamente su via Cosulich». «Il comitato di quartiere – commenta un altro partecipante – non ci tutela: come mai non ha riferito l’esistenza di questo progetto? Possiamo dire veramente che ci rappresenti?». «Noi no vogliamo che venga sottratto verde pubblico alla comunità – conclude una signora – sono disposta a mettere gli striscioni alle finestre». Alla riunione, nessun esponente dell’Amministrazione ha preso parte, eccezion fatta per la minoranza, rappresentata dal consigliere della Lega, Federico Razzini, che ha affermato: «Di questo progetto non se ne sapeva nulla o si sapeva molto poco: la Giunta, evidentemente, si è ben guardata dal pubblicizzarlo e per questo presenterò stasera (ieri, ndr) in Consiglio una interrogazione sull’argomento a risposta immediata».   Tiziana Carpinelli

SABATO, 16 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo

Si allargano le adesioni all’iniziativa avviata in via Cellottini per evitare la riduzione del prato vicino alle scuole
Appuntamento alle 11: l’invito allargato alle famiglie con bambini
Già 500 firme contro il parcheggio
Domani al pic-nic di protesta ci sarà anche la squadra di cricket dei bengalesi

Si è estesa anche alla Consulta degli immigrati, alla comunità dei bengalesi e agli ambientalisti del Wwf la protesta sollevata dai cittadini del rione Largo Isonzo per la riconversione di una fetta del parco giochi di via Cellottini in parcheggio per servire, una volta restaurato, l’albergo impiegati. Domani alle 11, il gruppo di residenti che in questi giorni sta portando avanti una petizione, ha organizzato un pic nic – presidio, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e invitare tutti i genitori a partecipare, con i bambini, alla mobilitazione. Il segretario del Wwf, Graziano Benedetti, assieme al presidente della Consulta immigrati hanno già dato la loro adesione al sit-in. La comunità del Bangladesh parteciperà con la propria squadra di cricket, lo sport nazionale praticato d’estate proprio in quel giardino. Intanto, ieri mattina, qualcuno ha appeso uno striscione alla rete del giardino di via Cellottini, con la seguente scritta: «Non toccate il parco», mentre la raccolta firme è proseguita, raggiungendo quota 500 adesioni. Più tardi, nel pomeriggio, gli attivisti hanno fatto volantinaggio anche in piazza.
«Sono sempre contrario alla riduzione di verde in città – ha dichiarato Benedetti del Wwf – tanto più che quella è una zona di sfogo e di divertimento per molti giovani. Ritengo una cosa demenziale fare un parcheggio proprio lì: non ha senso. Specie se si considera quanto a lungo, anni fa, abbiamo dibattuto in Consiglio la salvaguardia del giardino: ricordo che già all’epoca si aveva sottolineato l’importanza del sito per l’atterraggio dell’elisoccorso del 118 e per le attività della Protezione civile. Per questo appoggio l’iniziativa dei cittadini: ritengo positivo che la gente si mobiliti, in maniera civile, per difendere il verde». «Non solo la comunità del Bangladesh ma in generale tutti gli immigrati – ha spiegato Mark – da tempo hanno istituito delle squadre sportive per l’esercizio di sport come il calcio o il cricket. Per questo, volevamo chiedere al Comune la realizzazione di un’area dove tutti, cittadini e stranieri, potessero giocare assieme. Recentemente, la squadra monfalconese, allestita per l’occasione, è arrivata al secondo posto del torneo regionale di cricket avvenuto a Pordenone col patrocinio della Regione e questo ci rende fieri. Ci associamo anche noi alla difesa del giardino e assieme ai ragazzi parteciperemo domenica alla manifestazione». «L’assemblea di mercoledì è stata molto utile – ha confermato Mauro Bussani, uno dei promotori della protesta – ed è stata dimostrata ferma determinazione a mettere in campo un ventaglio di iniziative per esprimere la propria contrarietà. L’insieme di cittadini presenti ha inteso da subito allargare il dibattito dal caso specifico per costruire un ragionamento complessivo sulla qualità della vita nel rione e sul territorio in generale». Intanto prosegue anche la raccolta firme in ogni ambito del quartiere. Il pic nic si svolgerà alle 11 «e costituirà – aggiunge Bussani – la dimostrazione, coi fatti, che è possibile immaginare di realizzare un uso differente del territorio a partire dalle necessità dei cittadini monfalconesi e non degli interessi di pochi. I bambini, ovviamente, saranno i benvenuti».

LUNEDÌ, 18 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Il sindaco Pizzolitto assicura: «Il progetto verrà parzialmente modificato per lasciare più spazio al verde pubblico»
Cento sotto la pioggia dicono no al parcheggio
In via Cellottini l’annunciata manifestazione di protesta. Raccolte 700 firme

 
Nonostante l’abbondante pioggia, si è svolta ieri, come annunciato, la manifestazione di protesta organizzato dal rione Largo Isonzo per scongiurare la conversione di una parte del giardino di via Cellottini in parcheggio. Ovviamente il tempo ha impedito l’impiego del campo per il picnic o per le attività sportive programmate, tuttavia un centinaio di persone, a più riprese, è giunta nell’area verde per esprimere la propria contrarietà al progetto. Che vorrebbe ricavare, all’angolo tra via Cellottini e via Aulo Manlio – proprio dove oggi si trovano giochi e gazebo – 57 posti macchina, per servire in futuro, una volta restaurato, l’albergo impiegati, Alla manifestazione che è durata poco più di un’ora proprio a causa del maltempo, ha preso parte anche una rappresentanza della consulta degli immigrati e alcuni ambientalisti. Presenti molti appartenenti della folta comunità di bengalesi residente in città, che lì si reca, durante la bella stagione, per praticare il loro sport nazionale, ovvero il cricket. Il numero della firme della petizione ha raggiunto ieri quota 700 e una parte degli attivisti si è recata al circolo ricreativo della Fincantieri, dove era in corso la festa dei bambini, per incrementare il numero delle adesioni. Intanto, ieri mattina, il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha voluto rassicurare i cittadini del rione: «Il nostro intento non è quello di essere “impattanti” o di ridurre drasticamente il verde presente su quell’area. Domani (oggi, ndr) mi recherò personalmente nell’ufficio dell’ingegner Valcovich e gli commissionerò l’ordine di modificare il piano, ponendo tutti i posti macchina in un’unica striscia d’asfalto larga non più di tre metri, in modo da incidere al minimo sullo spiazzo pubblico. L’obiettivo è quello di produrre un intervento analogo a quello svolto al Centro anziani: anche in quell’occasione, quando si è trattato di realizzare delle soste, c’era una certa perplessità, ma poi ci si è ricreduti, poiché siamo riusciti, come promesso, a salvaguardare gli spazi. Invito pertanto i cittadini a recarsi lì e a vedere coi propri occhi che tipo di lavoro si è fatto».«Vorrei infine ricordare – aggiunge il sindaco – che sì, l’albergo impiegati avrà una parte destinata al settore alberghiero privato, ma di fatto, la sua funzione sarà quella di accentrare l’alta formazione: cerchiamo di pensare al futuro e a come migliorerà la nostra città e, in particolare, quel quartiere, dove nei prossimi anni, vedrete se non avrò ragione, si svolgeranno molti rilevanti convegni di carattere regionale»
t. c.

MARTEDÌ, 19 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
La promessa del sindaco Pizzolitto di limitare a una striscia di 3 metri la zona di sosta ha soddisfatto in parte i residenti di Largo Isonzo
Il quartiere: «Una vittoria a metà contro il parcheggio sul prato»

Una «vittoria a metà»: così, i cittadini del rione Largo Isonzo, hanno interpretato le rassicurazioni fornite dal sindaco Pizzolitto circa la conversione a parcheggio del giardino di via Cellottini. L’amministratore di Monfalcone, infatti, ha dichiarato ieri la ferma intenzione a intaccare il meno possibile il verde di quell’area pubblica oggetto, negli ultimi giorni, di una petizione popolare indetta da alcuni attivisti per scongiurare la realizzazione del posteggio, atto a servire l’ex Albergo impiegati, una volta restaurato. «Le affermazioni del sindaco Pizzolitto – esordisce Mauro Bussani, uno dei promotori del pic-nic di protesta organizzato domenica – vengono oggi lette in chiave positiva e rappresentano una mezza vittoria. Siamo contenti d’aver appreso che il progetto dell’area di sosta non è così blindato come l’assessore ai Lavori pubblici, Bou Konate, aveva paventato durante un colloquio avuto coi cittadini. Dalle parole pronunciate dal sindaco emerge la volontà di effettuare un percorso partecipato e condiviso, cosa che ci rendere ovviamente soddisfatti, poiché riteniamo importante creare un quartiere migliore assieme ai cittadini, alla consulta degli immigrati, agli ambientalisti e a tutti i portatori di interesse. Dal mio punto di vista – conclude Bussani – ritengo ci dovrebbe essere una maggiore rappresentazione delle istanze collettive e soprattutto della sensibilità della popolazione residente, cosa che forse, il comitato di quartiere locale, non ha saputo in questo caso interpretare».
La raccolta firme proseguirà comunque per tutta la settimana, in modo da sensibilizzare più fasce della popolazione contro l’ipotesti di realizzare, all’angolo tra via Cellottini e via Aulo Manlio – proprio dove oggi si trovano giochi e gazebo –, 57 posti macchina. A questa iniziativa, l’altro ieri, ne è stata affiancata un’altra: un pic-nic presidio nel parco, che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, nonostante la pioggia incessante caduta per tutto il giorno. Davanti a questa mobilitazione, Pizzolitto ha assicurato la modifica del piano, così da porre tutti i posti macchina in un’unica striscia d’asfalto (larga non più di 3 metri) e incidere al minimo sullo spiazzo pubblico. «L’obiettivo – ha dichiarato – è di produrre un intervento analogo a quello svolto al Centro anziani: anche là, quando si è trattato di realizzare delle soste, c’era una certa perplessità, ma poi ci si è ricreduti, poiché siamo riusciti, come promesso, a salvaguardare gli spazi».
Tiziana Carpinelli

MERCOLEDÌ, 27 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Chiesta al sindaco la revisione del progetto che toglie spazi all’area verde di via Cellottini
In 150 al girotondo contro il parcheggio
Festosa manifestazione di protesta attorno al palazzo municipale

Girotondo di protesta attorno al municipio per contrastare la riconversione a parcheggio di una fetta della vasta area verde di via Cellottini. Una trentina di bambini, assieme ad oltre cento adulti, uttti residenti nel rione di Largo Isonzo, ha sfilato per mano, nel giorno dell’antivigilia di Natale, attorno al perimetro del palazzo comunale per chiedere al sindaco Gianfranco Pizzolitto un incontro pubblico in cui fissare il futuro e del quartiere e del giardino in questione. Nei giorni scorsi, un gruppo spontaneo di cittadini residenti aveva denunciato la volontà, da parte dell’amministrazione, di ritagliare una porzione del parco per destinarla alla sosta, in modo da servire l’Albergo impiegati, una volta restaurato. Un provvedimento davanti al quale la gente, fortemente contraria, ha deciso di mobilitarsi: lo scorso venerdì mattina è stata protocollata la prima tranche di firme raccolte tramite petizione popolare (quasi 700) ma le adesioni sono frattanto cresciute a quota mille. La scorsa domenica, nell’ambito delle celebrazioni per i 125 anni della Mutuo soccorso, il sindaco Pizzolitto aveva voluto rassicurare i cittadini di Largo Isonzo manifestando la ferma intenzione a intaccare il meno possibile il giardino, riducendo a un’unica striscia di asfalto i 57 posti auto preventivati. Il gruppo di attivisti però non ha ancora ufficialmente ricevuto risposta dall’ente pubblico alle proprie richieste e per questo non cessa la forma di protesta pacifica, anzi rinnova al sindaco, all’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo, e ai lavori Pubblici, Bou Konate, l’invito a indire un incontro pubblico per discutere questi problemi. «Il senso della nostra presenza odierna in piazza della Repubblica – hanno riferito gli attivisti durante il girotondo – è quello di portare all’attenzione pubblica una vertenza che dura da alcune settimane nel nostro rione. La ristrutturazione dell’ex Albergo impiegati prevede la costruzione di parcheggi per 150 posti macchina da reperire nelle sue vicinanze e l’amministrazione comunale ha pensato di farlo riconvertendo parte dell’area verde pubblica situata tra le vie Cellottini e Aulo Manlio, senza dire niente a nessuno e senza far partire alcun percorso partecipativo. Ci siamo attivati con numerose iniziative, coinvolgendo centinaia di cittadini sul problema, tanto che ora possiamo tranquillamente affermare che, nel nostro rione, praticamente tutti sono contrari»
t. c.

GIOVEDÌ, 28 DICEMBRE 2006 – Il Piccolo
 
Dal progetto che prevede il taglio dei cipressi della Marcelliana a quello del parcheggio che ridurrà il parco di via Cellottini
 
Per come si sta chiudendo il 2006, per il verde pubblico il 2007 rischia di non riservare nulla di buono. E’ quanto ritiene perlomeno il Wwf, a fronte della vicenda dello spostamento dell’asse di via dei Cipressi ai danni di una parte degli alberi del parco della Rimembranza e di quella del giardino di via Cellottini. Anche se va ricordato che la variante urbanistica relativa alla riorganizzazione della viabilità tra viale Cosulich e via Grado è stata approvata a maggioranza nell’ultima seduta del Consiglio comunale a fronte dell’impegno dell’amministrazione Pizzolitto di portare le successive fasi progettuali sul tavolo di Agenda 21 locale, al quale saranno invitate anche le associazioni ambientaliste. La sezione isontina del Wwf rileva però come tutte le osservazioni presentate alla variante siano state bocciate. Compresa quella in cui si indicava che nel disegno dello stato di fatto, sul quale il cittadino si doveva basare per fare le proprie osservazioni, «stranamente non era riportato un filare di cipressi (23 alberi)». La motivazione tecnica? «Per mero errore grafico o semplificazione grafica si propone di non porre in votazione tale punto in quanto inconferente perché esula dagli aspetti urbanistici».
Anche le osservazioni sull’eccessivo abbattimento di alberi, sull’inquinamento luminoso, sulla pericolosità del nuovo parcheggio a servizio dell’elementare Sauro, sullo spostamento a est dell’asse di viale Cosulich e sul mantenimento dell’ingresso alla scuola da via Cosulich sono state tutte considerate non accoglibili o da non mettere addirittura in votazione. L’associazione non ritiene valide le risposte ottenute alle proprie osservazioni, anche se in alcuni casi le indicazioni degli uffici sono state condivise dal Consiglio comunale nella sua interezza. Secondo il Wwf, questo «no» su tutti i fronti «dimostra che il cittadino ha poco da sperare da chi gestisce la cosa pubblica» e che «sono invece prioritari solo i finanziamenti, senza nessuna disponibilità al dialogo e al confronto».
«Parlando di verde pubblico, è di questi giorni la mobilitazione degli abitanti, nella stessa zona – aggiunge la sezione isontina del Wwf -, per evitare la costruzione di un parcheggio a servizio dell’albergo impiegati che andrebbe a ridurre drasticamente l’area verde su via Cellottini-via Aulo Manlio, unico sfogo per i giochi dei ragazzi e per l’allenamento di cricket della comunità bengalese. Non sappiamo come andrà a finire. Comunque le premesse non sono incoraggianti. Nonostante tutto, anche se mestamente, la sezione isontina del Wwf desidera augurare alla cittadinanza un felice 2007».

DOMENICA, 21 GENNAIO 2007 – Il Piccolo
 
Solo una mezza vittoria per il quartiere: non sarà cancellato il parco giochi
Non bastano 700 firme: previsti 60 posti auto nel prato di via Cellottini

 
I residenti e soprattutto i fruitori dell’area verde di via Cellottini hanno vinto la loro battaglia, ma solo in parte. L’amministrazione comunale ha deciso di spostare il parcheggio a servizio dell’ex albergo impiegati su via Aulo Manlio, in modo da non intaccare il parco giochi e, comunque, la fascia di verde più vicina alla scuola dell’infanzia. Non cambiano, però, a quanto pare, le dimensioni dell’intervento e quindi il prato, utilizzato anche dalla folta comunità del Bangladesh per giocarvi a cricket, sarà ridotto in modo abbastanza consistente, anche se nella sua parte meridionale, affacciata appunto su via Aulo Manlio. Questa è in ogni caso la soluzione individuata, come spiega l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, alla fine di una serie di incontri con il comitato, sorto per difendere l’area e che in poco tempo ha raccolto oltre 700 firme a sostegno della sua battaglia, e con i progettisti della trasformazione dell’ex albergo impiegati in centro di alta formazione. «Siamo andati incontro alle richieste di contenere i posti auto e di ruotare la sosta su via Aulo Manlio – afferma Schiavo -. Credo si sia trovata una mediazione, anche se rimarrà una parte di insoddisfatti. L’amministrazione comunale ha compreso, ritengo, le esigenze dei cittadini e questi hanno da parte loro capito che il progetto dell’ex albergo impiegati è importante per la città».
In ogni caso, i posti auto previsti rimangono una sessantina e quindi saranno sempre disposti su due file, occupando, compresa la viabilità di accesso, una profondità di 16 metri. L’ipotesi prospettata dal sindaco Gianfranco Pizzolitto di disporre i parcheggi su una sola «fila» accessibile da via Cellottini è risultata evidentemente non praticabile. Il numero di posti auto previsti in via Cellottini non era del resto modificabile, in basso, in modo consistente a meno che non fosse possibile aumentare quelli previsti nelle altre due aree destinate alla sosta al servizio dell’ex albergo impiegati, sul retro dello stesso e in un’area vicina al palazzetto dello sport di via Rossini. La quantità complessiva di parcheggi è stata calcolata in base agli standard urbanistici vigenti e riducendola si mette in discussione l’intera operazione di restauro dell’ex albergo impiegati. Il Consiglio comunale cittadino in una delle prossime sedute non dovrà che prendere atto del cambiamento della collocazione del parcheggio proprio perché non vengono toccati i parametri urbanistici relativi alla sosta. L’argomento sarà intanto preso in esame dalla commissione consiliare per la Programmazione territoriale economica nella riunione di mercoledì o in quella di venerdì, convocate entrambe alle 18.
Laura Blasich

LUNEDÌ, 22 GENNAIO 2007 – Il Piccolo
 
I promotori della raccolta di firme annunciano iniziative per tutelare l’area verde di via Cellottini
«Parcheggio sul prato: ci hanno preso in giro»

Il comitato spontaneo sorto in difesa dell’ampia area verde di via Cellottini promette battaglia contro l’amministrazione. Il gruppo, ricordiamo, era sorto verso la fine dell’anno per contrastare la realizzazione di un parcheggio da 57 posti auto, pensato per servire il futuro Albergo impiegati, una volta restaurato. Oggi, per niente soddisfatto della piega che ha preso la vicenda, con l’annuncio che la sosta verrà ugualmente realizzata su due file e sarà solo ruotata di 90 gradi rispetto al originale prospetto (su via Aulo Manlio, ndr), protesta vivamente: «Non si è tenuto minimamente conto delle nostre istanze e si è voluto procedere lungo la propria strada, senza una reale condivisione d’intenti: a queste condizioni noi non ci stiamo».
Infatti il comitato ha indetto per stasera alle 18, nella sala del Centro sociale di via Natisone, una riunione pubblica, nella quale verrà discusso l’intero piano e verranno messi giù i prossimi passi da effettuare. Se, dunque, il Comune pensava di riuscire ad archiviare una volta per tutte la vicenda, è in errore perché Mauro Bussani, attivista del gruppo, promette che i cittadini «non se ne staranno con le mani in mano, a vedere cancellare una importante fetta di verde pubblico». Va detto che il comitato aveva intrapreso diverse azioni – tra cui una raccolta firme arrivata a quota 700, striscioni, volantinaggio in centro, un pic-nic di protesta e un girotondo davanti al municipio – che ora, naturalmente verranno riprese: «Proseguiremo la lotta – annuncia Bussani – effettuare due file di parcheggi, su quell’area, è per noi inaccettabile: stiamo valutando anche delle opzioni dal punto di vista normativo, per vedere di scongiurare un tale intervento. Ci sentiamo presi in giro, perché si sono girate le carte in tavola lasciando tutto allo stesso posto. Il sindaco aveva promesso di ridurre i posti in un’unica fila, mentre alla fine non sarà così. Gli assessori Schiavo e Montagnani, poi, sono pure convinti di aver recepito le nostre istanze, perché c’è stata l’accettazione incondizionata da parte del comitato di quartiere, a cui ogni cosa calata dall’alto va comunque bene. E, ciò, nonostante tutti i cittadini del rione siano riamasti fortemente perplessi di fronte al fatto che si stia cercando di eliminare una importante fetta di verde pubblico».
Chi sostiene questa protesta? «Abbiamo ricevuto l’appoggio degli ambientalisti e anche la comunità bengalese si è schierata dalla nostra parte», replica Bussani. Va detto infatti, che molti stranieri di origine indiana si recano lì per praticare il cricket, loro sport nazionale. Tanti monfalconesi, viceversa, praticano nell’area verde di via Cellottini, le partite di calcio. Infine, l’area è strategica anche per le esercitazioni della Protezione civile e gli atterraggi dell’Elisoccorso. Nata in seno alla protesta di qualche cittadino la polemica sul nuovo parcheggio da inserire nel rione Largo Isonzo si era dunque estesa agli ambientalisti del Wwf e alla Consulta degli immigrati, che avevano preso massicciamente parte al pic nic-presidio organizzato sullo stesso giardino lo scorso mese. Un’iniziativa a cui avevano partecipato anche le famiglie dei residenti e parecchi bambini.
t. c.

MERCOLEDÌ, 24 GENNAIO 2007 – Il Piccolo
 
Non si placa la protesta in via Cellottini
I residenti annunciano battaglia contro il parcheggio sul prato

 
«Il parcheggio non verrà mai realizzato né lungo via Cellottini né lungo via Aulo Manlio, perché i cittadini del rione si opporranno con tutti i mezzi che riterranno opportuni». Questo quanto emerso lunedì sera nel corso della riunione pubblica indetta all’Officina Sociale di via Natisone dal comitato spontaneo che da due mesi si batte contro la conversione di parte dello spazio pubblico di via Cellottini in parcheggio.
«Partendo dalla constatazione che la ristrutturazione dell’area dell’ex albergo impiegati è vista in maniera unanime come una risorsa da perseguire per la città – esordisce Mauro Bussani – resta in noi una visione totalmente critica per come l’amministrazione ha condotto il percorso di condivisione del progetto con gli abitanti del rione. Ci si chiede, infatti, quale idea di sviluppo del territorio e di qualità della vita sottenda l’uso dell’edificio, una volta ristrutturato, se gli aspetti positivi andranno interamente a carico di privati e quelli negativi verranno scaricati totalmente sulle spalle dei cittadini, a partire dalla vicenda del parcheggio».
«Per parlare chiaro – prosegue – i residenti si sentono totalmente presi in giro per l’atteggiamento assunto dall’amministrazione comunale che, sui giornali, dice di accogliere le richieste dei cittadini per poi semplicemente ruotare il progetto di 90 gradi lungo via Aulo Manlio, aumentando ulteriormente il numero di posti auto previsti inizialmente, o presentando documenti incomprensibili e disegni che non c’entrano nulla con le discussioni fatte». Bussani accusa inoltre l’amministrazione comunale di «mettere in discussione la serietà della raccolta firme effettuata e le iniziative di mobilitazione attuate dai cittadini in nome dei quali si dovrebbe amministrare la cosa pubblica». Bussani sottolinea poi che non esiste, allo stato delle cose, alcun accordo nel merito. «I cittadini – afferma – si sono dichiarati totalmente contrari al progetto del parcheggio, non documentato e che attualmente esiste solo nelle teste degli assessori, e invitano gli stessi a iniziare a lavorare seriamente senza prendere la gente in giro. Anche perché le numerose soluzioni alternative finora proposte dal basso sono state velocemente e sistematicamente liquidate con quattro frasi di circostanza. I rapporti con l’amministrazione verranno pertanto chiusi, per lasciar spazio a iniziative che cerchino il consenso di tutta la cittadinanza per quella che si profila come una battaglia di civiltà portata avanti da singoli cittadini, famiglie e bambini».
Tiziana Carpinelli

VENERDÌ, 26 GENNAIO 2007 – Il Piccolo
 
Montagnani: «Il parcheggio di via Cellottini è funzionale all’ex albergo impiegati»
 
POLEMICA
A inserirsi nella protesta innescatasi sulla riconversione in 60 posti auto di una fetta del giardino di via Cellottini è oggi l’assessore alla Progettazione di quartiere, Andrea Montagnani, il quale ribadisce la necessità dell’intervento, onde scongiurare un pericolo più grosso: il mancato recupero dell’ex albergo impiegati. Che altrimenti resterebbe un immobile fatiscente, ricettacolo di problemi sociali e di ordine pubblico. «La riqualificazione dell’edificio – esordisce l’assessore – ha un’importanza strategica per la città, che così recupera una parte della sua storia e contemporaneamente innesta una possibilità ulteriore di sviluppo. L’amministrazione non ha agito su una logica di “potere forte”, anzi ha tenuto nella massima considerazione le esigenze del rione, per questo ha tentato di porre in essere tutte le soluzioni atte a garantire un minore impatto su quel giardino. Che, ribadisco, non verrà intaccato nella sua funzionalità. Purtroppo, l’area di sosta che doveva essere ricavata sul retro dell’ex albergo impiegati, per una serie di vincoli fissati dalla Soprintendenza delle belle arti, non si è resa più disponibile, così siamo stati costretti a individuare altre aree da adibire a parcheggio».
«Se non si fosse agito così – precisa Montagnani – il Comune non avrebbe potuto avallare il progetto, vedendo concretamente sfumare la possibilità di un recupero della struttura. Vale la pena ricordare che solo attraverso la fusione di pubblico e privato si riuscirà a restituire alla città quell’area, poiché il Comune da solo o un privato da solo, non l’avrebbe mai potuto fare». «Andare a toccare un’area verde – conclude Montagnani – ovviamente non ci piace, tuttavia, non si è potuto fare diversamente, nell’ottica di scongiurare il male peggiore: ovvero lasciare quell’area in totale abbandono. Il presidente rionale Benes ha fornito delle dichiarazioni corrette, mentre per quanto riguarda il problema della rappresentatività dei comitati verrà risolto alla luce dell’apposito regolamento, in dirittura d’arrivo».
Intanto, dalla riunione del comitato rionale svoltasi mercoledì sera, il presidente Alberto Benes è uscito con la convinzione rafforzata di voler mantenere un profilo basso: «La polemica è sterile: il nostro comitato, nel corso della sua attività, si è ampiamente prodigato per incrementare la qualità della vita del rione. Forse non ne abbiamo dato ampia pubblicità sulla stampa o non l’abbiamo comunicato direttamente ai cittadini, tuttavia si sono ottenute tante cose: a partire dai rafforzamenti dell’illuminazione pubblica, la prossima asfaltatura delle strade, per non parlare poi del giardino di via Acque Gradate, che il Bussani dà come un regalo piovuto dal cielo, mentre pure esso è frutto di solleciti e mediazioni con l’amministrazione».
Tiziana Carpinelli

GIOVEDÌ, 01 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Approvato lo spostamento da via Cellottini
Si farà in via Manlio il parcheggio al servizio dell’ex albergo impiegati
 
Una parte dei parcheggi a servizio dell’ex albergo impiegati saranno realizzati non più in via Cellottini, ma in via Aulo Manlio. La decisione della giunta Pizzolitto è stata convalidata martedì sera dal Consiglio comunale, che ha approvato a maggioranza con i voti favorevoli del centrosinistra (contrari i due consiglieri presenti di Fi e Sergio Pacor della Lega Nord) la variazione dell’ubicazione dell’area di sosta. Come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, non si va a una modifica della superfici coinvolte dal piano di recupero dello storico palazzo che, oltre a quella di via Cellottini-via Aulo Manlio, sono quelle di via Perugia e della corte retrostante l’ex albergo.
In aula martedì sera non si sono comunque affacciati i residenti della zona e i fruitori dell’area verde che si sono opposti con forza alla riduzione del giardino e il dibattito è stato pressoché assente, se si eccettua la sollecitazione del capogruppo consiliare di Rifondazione comunista Emiliano Zotti ad avviare un dialogo preventivo con i cittadini coinvolti da operazioni del genere e a salvaguardare il più possibile le aree verdi presenti a Monfalcone. L’assessore Schiavo ha ricordato come il punto di partenza della vicenda sia il progetto di restauro dell’ex albergo impiegati che ha bisogno di almeno 147 posti auto pertinenziali, quindi collocati a non più di 300 metri di distanza dalla struttura, stando agli ultimi calcoli effettuati dai progettisti, invece dei 164 del piano originario. «La questione si è scontrata poi con la sistemazione della corte sul retro dell’ex albergo impiegati, su cui è intervenuta la Soprintendenza regionale – ha aggiunto Schiavo -. Non tutti i cittadini sono contenti della soluzione individuata, ma quanto meno i parcheggi sono stati spostati su via Manlio. L’area di sosta servirà comunque anche ai residenti quando l’ex albergo tornerà in attività, perché i fruitori della struttura cercheranno di parcheggiare il più vicino possibile, sottraendo posti agli abitanti della zona». A detta di Schiavo, l’area non è priva di verde, che però ha bisogno di maggiore cura. Schiavo ha spiegato di essersi attivato con l’assessore ai Lavori pubblici Bou Konate per elaborare un progetto per rendere fruibile il parco della Rimembranza contestualmente alla riorganizzazione di via dei Cipressi e via Grado.

DOMENICA, 04 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Si farà il progettato parcheggio nonostante l’opposizione dei residenti
Via Cellottini, requiem per un parco

 
IL CASO
Sento intorno a me un coro di «abbiamo perso» . E’ vero. Ma non solo la dignità dell’abitare, abbiamo perduto anche la fiducia in chi dovrebbe rappresentarci: partendo dal comitato di quartiere Largo Isonzo per finire con chi ci dovrebbe tutelare come cittadini. Abbiamo partecipato a riunioni con i vari assessori (Schiavo, Konate, Montagnani), parlato, proposto,pregato, supplicato. Con che risultato? Nessuno. Il Comune di tutto ciò che abbiamo detto ha fatto propri due punti: la pericolosità di via Cellottini stretta e a doppio senso, la difficoltà di entrata e uscita dal garage degli abitanti del condominio di fronte al parco, li ha risolti ruotando il parcheggio in via Aulo Manlio. Fine, coscienza pulita. Quando è stata ratificata la condanna a morte del parco c’era uno solo di noi, il più coraggioso. Gli altri si leccavano le ferite e piangevano sulle disillusioni. Quando un assessore dice «Sappiamo bene come si raccolgono le firme», vanificando così la richiesta di 700 persone di riconsiderare il progetto e tentare di salvare il piccolo parco. Quando a una legittima richiesta di un cittadino di modificare le turbosoffianti per la pulizia delle strade e farle aspirare la polvere invece di lanciarla per aria, un assessore ride e dice che non si possono modificare certi contratti. Quando si fa un referendum e non si tiene conto dei risultati ottenuti, nemmeno per fare un pò di autocritica… Ha senso ancora cercare di parlare?Dov’è la democrazia? Forse anche lei in gita a Venezia.
Alessandra Serafin
Monfalcone

LUNEDÌ, 05 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo

Accettiamo la decisione ma convinti che non era la soluzione migliore
Dubbi sul parcheggio in via Cellottini

IL CASO
Sul contestato parcheggio di via Cellottini, ritengo sia utile effettuare alcune considerazioni con nessuna intenzione di ravvivare braci (forse e purtroppo ormai spente) o di associarmi ad alcuna fazione politica. Scrivo come libero cittadino e come membro attivo di quel Comitato spontaneo che tanto ha fatto e che poco ha raccolto.
Sul vostro giornale di giovedì 1 febbraio è scritto: «Una parte dei parcheggi saranno realizzati non più in Via Cellottini, ma in Via Aulo Manlio», peccato che ci si dimentica di dire che il campo di gioco è compreso tra entrambe le vie e che comunque si priva lo stesso di una porzione di verde pari a circa un quarto della sua attuale lunghezza. Più avanti: «In aula martedì sera non si sono affacciati i residenti della zona… e il dibattito è stato pressochè assente»: cosa dovevamo fare oltre agli incontri e alle manifestazioni pacifiche già effettuate? Forse azioni dimostrative di dubbia civiltà? La risposta è che non c’eravamo perchè nessuno ce l’aveva detto e comunque ritengo che con una giunta democraticamente eletta non penso ci sia nè il diritto del semplice cittadino di votare personalmente nè il dovere della giunta di convocarlo. E ancora: «Se si eccettua la sollecitazione… ad avere un dialogo preventivo con i cittadini coinvolti da operazioni del genere …»: bella consolazione a cose ormai fatte ! Sarebbe comunque scorretto dire che non c’è stata divulgazione di informazione e dialogo, ma sappiamo anche che il solito «semplice» cittadino può anche non essere sempre aggiornato sulle varianti al Piano regolatore le cui emissioni vengono pubblicate sui quotidiani e comunque obbligandolo a dover prendere un permesso di lavoro per recarsi in municipio per consultare i progetti. Le migliorie o quelle ritenute tali comunque vengono puntualmente pubblicate a piene mani e con ricchezza di dettagli, ben diversa è l’informazione per parcheggi o insulsi palazzoni al posto di prati erbosi.
Di questa vicenda non posso comunque che sottolineare ed apprezzare alcuni aspetti. Tutti i firmatari della petizione (il totale di quelle raccolte e ben 700!) a cui porgevo la scheda da firmare l’hanno fatto con sincera convinzione e non per farmi un favore. La coesione che c’è stata all’interno del Comitato spontaneo (giovani e anziani, italiani e stranieri) è stata ammirevole soprattutto per il fatto di combattere per un ideale fianco a fianco tra persone che non si conoscevano. L’Amministrazione comunale nella figure dell’assessore Schiavo e dell’assessore Montagnani si è dimostrata disponibile al dialogo anche se con mani troppo legate da cavilli burocratici, da budget troppo limitati che spesso comportano soluzioni economiche, sbrigative e irrazionali e da vincoli «all’italiana» che solo quando si vuole vengono aggirati.
Il Comitato di Largo Isonzo schieratosi in ritardo e con scarsa convinzione se non quella di trovare al più presto una soluzione di compromesso. Permangono tanti dubbi: e se c’erano altre soluzioni? E se ci fossimo impuntati? Rimane l’amaro di dover accettare un verdetto, ma a testa alta e con la convinzione che non era la soluzione migliore!
Andrea Zamparo – Monfalcone

MERCOLEDÌ, 07 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Dal sacrificio di un’area verde per fare un parcheggio alle ironie sul referendum
Giunta incapace di ascoltare la gente

IL CASO
Un amico, occasionale osservatore esterno della realtà cittadina, resta sbalordito leggendo le sconcertanti recenti dichiarazioni da parte di alcuni assessori.
«Perché si è deciso di non ascoltare le proteste da parte di alcuni cittadini alla realizzazione del parcheggio di pertinenza dell’ex albergo impiegati, sacrificando uno dei pochi spazi verdi sopravvissuti all’edificazione scriteriata?» Perché un assessore ha affermato che la zona interessata non è priva di verde?
«Ma a quale tonalità cromatica si riferisce: a quella della plastica dei pochi cassonetti ormai prossimi al pensionamento o a quei luridi e sparuti brandelli di terreno destinati a stoccaggio di cartacce e deiezioni canine, questa affermazione è l’ennesima dimostrazione di come i vostri amministratori se ne stiano rintanati nella loro torre d’avorio senza minima cognizione di causa della realtà che dovrebbero invece ben conoscere per poter amministrare al meglio».
E poi un altro assessore ha dichiarato di ritenere necessario il suddetto parcheggio pena il mancato recupero dello storico edificio, che rappresenterà una sicura possibilità di sviluppo.
«Ma sviluppo per chi? La parte privata che parteciperà al progetto sicuramente non si avvarrà di manodopera locale per cui le ricadute occupazionali per gli autoctoni saranno nulle».
E poi un altro assessore con un outing di pessimo gusto ha manifestato la propria personale avversità per il metodo referendario e nonostante la carica istituzionale rivestita imporrebbe ben altro comportamento ha dichiarato di aver disertato i seggi in occasione dell’ultimo referendum sui rifiuti.
«Si è scoperta l’acqua calda! Lo sanno anche i simpatici bengalesi che gli accoliti del suo schieramento politico non ragionano con la propria testa, ma si attengono pedissequamente alle indicazioni che provengono dall’alto, dove la politica è considerata l’arte di impedire alla gente di occuparsi di ciò che la riguarda: altrimenti non si spiegherebbe come un’amministrazione che ha contribuito con dubbie scelte e con azioni mancate a ridurre la città nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti potesse essere riconfermata con percentuali bulgare così come allo stesso modo non si potrebbe giustificare il mancato raggiungimento del quorum nel referendum sulla raccolta differenziata».
«Ma dopo tali sbalorditive prese di posizione, il primo cittadino come reagisce?»
Spiccando come un uccello del paradiso in un pollaio infestato dall’aviaria, se ne è uscito con delle battute triviali di basso rango, forse ispirato dalla visione di «Ultimo tango a Parigi».
L’amico, sul volto un’espressione che permette di capire cosa deve provare una porcellana di Limoges nelle tenaglie di un fabbro, se ne va sconsolato, rimuginando: «Ma come avete fatto a votarli?»
Mauro Luglio – Monfalcone

VENERDÌ, 09 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
La manifestazione si terrà domenica pomeriggio in piazza della Repubblica davanti al municipio
Una fetta dell’area verde di via Cellottini verrà sacrificata per realizzare un posteggio al servizio dell’ex albergo impiegati
Girotondo di protesta di mamme e bambini contro il parcheggio al posto del parco-giochi

 
Scenderanno con le bandiere in piazza per contrastare la realizzazione del parcheggio di via Cellottini, progettato dall’amministrazione Pizzolitto a servizio del futuro albergo impiegati. Mamme e bambini del quartiere di Largo Isonzo e Panzano promuoveranno domenica alle 14 un girotondo di protesta davanti al municipio per difendere l’ampia area verde, situata all’incrocio con via Aulo Manlio e vicino alla scuola materna. Nonostante il consiglio comunale abbia dato il via libero alla realizzazione della zona di sosta, i cittadini continuano a protestare, forti delle oltre 700 firme raccolte un mese e mezzo fa a Monfalcone. «È assurdo costruire lì un parcheggio – spiega Sabrina Tricarico, portavoce delle mamme – tanto più se si dice che quella fascia di cemento servirà per l’albergo impiegati. Sappiamo benissimo che i futuri clienti della struttura non percorrano affatto tutta via Cellottini con la valigia in mano per andare a riporre il bagaglio nell’auto lasciata su via Aulo Manlio. Andrà invece a finire che gli utenti impiegheranno i posti macchina oggi utilizzati dai residenti che alloggiano nei numerosi condomini presenti in zona, mentre quest’ultimi saranno costretti a sloggiare e ad andare a parcheggiare più in là». Sabrina Tricarico rimarca negativamente l’assenza di comunicazione con l’amministrazione: «Manca un dialogo concreto – afferma – anzi, con quella famosa frase “Si sa bene come vengono fatte le raccolte di firme” è stato sminuito il lavoro di tante persone che si sono attivate per vedere riconosciuto il diritto di continuare a godere di un’area pubblica. Tanto più che l’operazione è avvenuta in osservanza della legge. Stupisce come chi amministra la città rimanga sordo alle proteste di persone civili, non schierate politicamente, che vorrebbero solo vedere i loro bambini giocare in quel parco». Stando alla donna, «fare lì un posteggio rappresenta uno scempio»: A difesa del parco è stato allertato, da Gorizia, pure l’Unicef. Ieri mattina, infatti, una delegazione dell’associazione si è dapprima recata in visita al comitato spontaneo sorto in difesa del parco e poi, verso le 12, ha avuto colloquio col sindaco Gianfranco Pizzolitto. «Non chiediamo la luna – conclude Sabrina Tricarico – vogliamo che i ragazzi continuino a giocare lì, come ogni domenica, a pallone o a cricket. Se si intacca il giardino di via Cellottini non sarà più possibile offrire uno spazio pulito e si verrà a spezzare anche quell’integrazione tra culture che piano piano, anche attraverso un semplice gioco, viene a svilupparsi».
t. c.

VENERDÌ, 09 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo

L’esempio più lampante il parcheggio in via Cellottini al posto del parco
Il sindaco decide senza consultare

IL CASO
Mi sento profondamente delusa! Desidero ricordare al sindaco, agli assessori tutti e ai consiglieri che se si trovano su quelle poltrone è per merito dei cittadini di Monfalcone che, in questo caso direi, ingenuamente hanno creduto e appoggiato quelle che dovevano essere delle migliorie e dei progetti inenarrabili per la nostra città. Togliere un parco per farne un parcheggio, non mi sento assolutamente di inserire questo progetto nella lista di tutte queste belle cose. Ho avuto l’onore di conoscere Pizzolito che, a suo tempo mi aveva descritto dettagliatamente che l’ex Albergo Impiegati sarebbe diventato un importante centro congressi. Parlando un po’ in giro ho scoperto che non è così; ad alcuni ha promesso che diventerà un albergo per ospitare temporaneamente extracomunitari, ad altri ha descritto la struttura come una scuola per master a beneficio della sempre presente Fincantieri. Mi chiedo: cosa diventerà alla fine e veramente questo ex Albergo?
Se non mi sbaglio era il 22 dicembre, quando siamo scesi in piazza con i nostri bambini, per la raccolta firme con tanto di megafono, a cantare e a spiegare il perché non desideravamo che il parco di via Cellottini venisse tramutato in parcheggio, preciso che nessuno dei nostri figli è stato soggiogato, i bambini di oggi hanno orecchie, occhi e un cervello che funziona alla perfezione per poter trarre i loro semplici giudizi. Possibile che all’interno del municipio non ci fosse nessuno? Possibile che nessuno abbia aperto quella porta per parlare con noi per spiegarci, per chiarire, per confrontarci? Menefreghismo totale.
Una cosa l’ho capita, e purtroppo ormai è tardi, quando questa giunta si mette in testa una cosa non c’è modo di arrivare a un accordo, mi sembra di scontrarmi con un mucchio di boriosi che non sanno ascoltare le esigenze dei cittadini. Posso votarti, ma ho anche il diritto di non essere completamente d’accordo con tutte le tue idee. Se il sindaco mira ad essere ricordato, se spera di lasciare un segno a Monfalcone, ebbene non serve che si ci scervelli più tanto, l’ha già fatto. Per esperienza gli incontri con il sindaco non servono a nulla perché è talmente bravo nel parlare che ti rigira le cose come più gli fa comodo, quindi a questo punto un confronto con lui lo ritengo una pura perdita di tempo a meno che non si presenti con vera umiltà davanti ai suoi cittadini.
Il Comitato di quartiere è d’accordo sullo spostamento del parcheggio con entrata in via Manlio? Ma qualcuno ci ha chiesto qualcosa? Che sia chiaro una volta per tutte noi il parcheggio in quel parco non lo vogliamo! Lo consideriamo una sciocchezza perché nessuno dell’Albergo, o di quello che diventerà quella struttura si farà a piedi quel tratto di strada per andare a prendersi la macchina, ciò significa che gli abitanti di via Cellottini saranno costretti a parcheggiare nel nuovo parcheggio e a lasciare i posti liberi per gli altri. Per concludere vorrei dire che se in effetti ci sarà una scuola master per Fincantieri allora che se la facciano all’interno dei loro 740.000 mq circa, oppure chi sostiene che a governare la città di Monfalcone è proprio Fincantieri ha proprio ragione!
Sabina Tricarico – Monfalcone

SABATO, 10 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Un invito a salvare un angolo di verde

Lettera
Nonostante il Consiglio comunale abbia votato a favore dell’istituzione del parcheggio nel campo sportivo all’angolo della via Cellottini – Aulo Manlio alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola materna “Il Germoglio” non si rassegnano perché sentono tale atto come un sopruso nei confronti della cittadinanza.
Domenica 11 febbraio 2007, a partire dalle ore 14, nel parco in questione avverrà la distribuzione di bandierine da appendere alle finestre e terrazze delle nostre case per testimoniare ancora una volta e più forte la nostra contrarietà al progetto.
Ci piacerebbe che molti seguissero il nostro esempio, vi chiediamo di partecipare.
Un gruppo di genitori – Monfalcone

DOMENICA, 11 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Manifestazione in difesa del parco di via Cellottini
 
Mobilitazione nel primo pomeriggio di oggi, dalle 14, nel rione di Largo Isonzo per la difesa del giardino pubblico di via Cellottini. Il Comitato spontaneo «non accetta assolutamente la decisione vergognosamente adottata da tutte le forze politiche che supportano la maggioranza di questa amministrazione». E dichiara che «si sta adoperando per comunicare le proprie istanze a quanti più cittadini possibili, dal momento che la via istituzionale è stata di fatto preclusa da quegli stessi soggetti, amministrazione in primis, ma anche organi rionali di cosiddetta ”partecipazione”.

LUNEDÌ, 12 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Mobilitazione degli abitanti del rione che non intendono rinunciare al loro «polmone» verde
Bandiere anti-parcheggio in via Cellottini

 
PROTESTA
Bandiere anti-parcheggio da appendere alle finestre e ai balconi (nei prossimi giorni compariranno anche in centro) e una campagna di sensibilizzazione in tutta la città, anche nelle scuole. Se le protesta civile non dovesse bastare, i lavori verranno bloccati. Alza il tiro la protesta dei residenti in via Cellottini, per la trasformazione di una parte di zona verde in parcheggio per 60 posti auto, a servizio dell’ex albergo impiegati di via Cosulich ora in ristrutturazione. Nel sit-in di ieri sono state distribuite bandiere che hanno come logo un cerchio di divieto con al centro una gigantesca P. La gente intervenuta ha manifestato soprattutto una grande delusione per il comportamento del Comune. Per la testardaggine, cioè, di voler a tutti i costi intaccare uno dei pochi ”polmoni verdi” di Monfalcone a scapito dei ragazzi. Il Comune, dicono, è colpevole di aver ignorato diverse alternative perchè «costano di più che requisire un pezzo di parco giochi». Una delle proposte avanzate dal comitato spontaneo riguarda a esempio l’utilizzo di un’area abbandonata di fronte alla Capitaneria, dove potrebbe essere costruito un parcheggio multipiano, simile a quello realizzato a Panzano da Fincantieri. «Per tre mesi ci hanno preso in giro – dice Claudia Barros – perché ogni volta che abbiamo parlato con gli assessori Schiavo, Konate e Montagnani, hanno sempre ostacolato le nostre proposte. Come risposta hanno preso ancora di più terreno ai ragazzi che giocano». «Una fregatura – spiega Marco Visintin – perché ci portano via una quantità maggiore di verde per costruire tre file di parcheggi. Mi farebbe piacere che uno degli assessori abitasse qui così si renderebbe conto del grave errore che si sta commettendo». «Questo polmone a ridosso del centro – sostiene Mauro Bussani – fa gola a tutti gli interessi forti. E chi amministra questa città non coinvolge i cittadini quando sono in ballo interessi di parte. Il Comune – aggiunge Bussani – è costretto a inseguire i tempi perché se entro il 31 marzo non provvede a 120 posti macchina, perderà il contributo di 7 milioni di euro per l’albergo». Il prato viene utilizzato come parco-giochi, ma anche come campo di calcio e di cricket dai giovani del Bangladesh. «Siamo una trentina a volte di più – dice Kabir Hossain da 3 anni in Italia – che soprattutto nei weekend ci troviamo qui, l’unico campo di Monfalcone per giocare a cricket. Se ci tolgono questo spazio non sapremo dove andare». Daniela Rosolen sottolinea che il parco giochi non è solo utilizzato dal rione. «Piace anche a quelli del centro», dichiara. «Come è possibile – dice Andrea Zamparo – a quattro passi dall’asilo mettere parcheggi che inquinano l’aria». «Sono il nonno di Giulia – dice Fulvio Cogni – e spesso noi cittadini chiediamo cose che il Comune non ci darà mai. Dobbiamo difendere a tutti i costi la nostra area verde». Per Salvatore Puleo dell’associazione Fareverde «la battaglia per l’area verde di via Cellottini non è solo una legittima protesta dei residenti ma il grido d’indignazione per l’ennesimo scempio urbanistico».
Ciro Vitiello

MERCOLEDÌ, 14 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Residenti e attivisti decisi a opporsi a oltranza al progetto del Comune. Mobilitata anche la comunità bengalese
«Difenderemo il parco dalle ruspe»
Bandiere di protesta contro i 60 posti auto previsti nel giardino di via Cellottini

 
«Se non verrà fornita una valida alternativa per salvare il verde del giardino pubblico di via Cellottini, intendiamo arrivare a bloccare le ruspe». Nonostante in Consiglio comunale non si sia levata una sola voce a favore del comitato spontaneo sorto per contrastare la realizzazione del parcheggio da 60 posti macchina, i residenti del quartiere e gli «attivisti» paiono decisi più che mai a non mollare la presa sulla protesta civile, che ormai va avanti da mesi.
Maggioranza e opposizione hanno però votato in maniera compatta il provvedimento, che consentirà di poter avviare, nel quartiere di largo Isonzo, l’atteso progetto di recupero dell’albergo impiegati, un immobile per anni rimasto fatiscente e oggetto perfino di un’occupazione abusiva. Ciò ha fatto scaturire una serie di rimostranze da parte di un gruppo di residenti, che non vogliono vedere intaccato l’ampio giardino, uno dei pochi «polmoni verdi» di Monfalcone: in principio fu la raccolta firme, poi il picnic-presidio nel parco, quindi il girotondo davanti al municipio e infine, domenica scorsa, la distribuzione di bandiere da appendere alle finestre per esprimere il proprio dissenso.
Decine di bambini e genitori hanno preso parte a quest’ultima iniziativa, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. Il fatto è che l’amministrazione comunale ha ampiamente dimostrato di non voler rinunciare all’area da 60 posteggi, sistemata sulla carta sul lato del campo che si affaccia lungo via Aulo Manlio.
«La necessità di restituire un edificio abbandonato alla collettività – sottolinea l’assessore alla Progettazione di quartiere, Andrea Montagnani – è stata valutata preminente rispetto a quella di sacrificare un pezzo del giardino di via Cellottini. Come politici siamo chiamati a operare delle valutazioni, poi oggetto di giudizio da parte del consiglio comunale. In questo caso, il progetto è stato votato all’unanimità, quindi pure col consenso generale dell’opposizione: evidentemente ci sarà un motivo. “Partecipazione” significa recepire le istanze degli altri e operare delle scelte: in questo caso le posizioni sono risultate diametralmente opposte e abbiamo dovuto scegliere sulla base dell’interesse più importante per tutta la città. Ciò non significa che per questo dobbiamo essere accusati di “sordità” o di “incapacità al dialogo”». Ma il comitato sorto in questi ultimi giorni in via Cellottini non demorde e ribatte che se non si troverà un soluzione per salvare il giardino – utilizzato anche come campo da cricket dalla comunità del Bangladesh – dal cemento, quando i lavori verranno avviati si potrà arrivare a bloccare le ruspe.
«Innanzitutto – spiegano gli attivisti – è bene sottolineare che il comitato spontaneo non accetta assolutamente la decisione vergognosamente adottata da tutte le forze politiche che supportano la maggioranza di questa amministrazione comunale. Il comitato si sta adoperando invece su più fronti per comunicare le proprie istanze: c’è l’idea che una nuova definizione di ”comune” o ”pubblico” debba essere ragionata e formulata anche nel nostro territorio a partire da esperienze più generali e avanzate come potrebbero essere le mobilitazioni contro l’alta velocità nella Val di Susa o contro la distruzione del parco Dal Molin a Vicenza, per costruirvi una base militare internazionale. Motivo, questo, per cui alcune delle persone che stanno partecipando alla vertenza locale sul parco di via Cellottini intendono allargare le istanze partecipando alla manifestazione indetta sabato a Vicenza, dove la vera posta in gioco è proprio la ridefinizione dello spazio pubblico a partire dalla esigenze dei cittadini che vivono il territorio.
«Istanze alle quali – dicono – qualsiasi amministrazione o governo, di qualunque colore politico, restano sorde quando ci sono in ballo imponenti flussi finanziari.
«Un gruppo di genitori – continuano – si sta adoperando per sensibilizzare le famiglie che hanno bambini e ragazzi iscritti alle scuole di ogni ordine e grado della zona: la base reale che supporta l’opposizione a questo progetto. I giochi sono ben lontani dal considerarsi chiusi».
Tiziana Carpinelli

GIOVEDÌ, 15 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Anche Fareverde in difesa del parco di via Cellottini
 
AMBIENTE
Anche Fareverde, gruppo ambientalista provinciale, s’inserisce nella protesta sorta a proposito del parcheggio di via Cellottini, oggetto di polemiche e di forti prese di posizione da parte di un comitato spontaneo di cittadini residenti nel quartiere di largo Isonzo.
«L’amministrazione di Monfalcone segue alla lettera la linea ”progressista”, stendardo della propria appartenenza ideologica. Cos’è il progresso per lorsignori, sindaco, giunta & amici? Il progresso è cemento e asfalto, acciaio e strisce blu. Il verde non può essere progresso: fiori, erba, alberi e il più semplice arbusto sono doni della natura, non implicano intervento umano, nascono spontaneamente, non sono progresso. Questa è l’interpretazione del progresso-regresso che la giunta di Monfalcone dà», afferma il gruppo Fareverde.
Per Fareverde la battaglia per il giardino di via Cellottini finisce per trascendere la problematica locale e divenire battaglia di principio: «Non è solo un legittima protesta dei residenti delle aree limitrofe, non è solo il grido d’indignazione per l’ennesimo scempio urbanistico. Per noi è l’ennesima manifestazione dello scontro tra il progressismo becero e le istanze della tradizione. Quel progressismo che, da un lato, propaganda contro il demone del turbocapitalismo e, dall’altro, a quel turbocapitalismo e consumismo regala aree di parcheggio e industria, sacrificando l’ambiente e quindi gli stessi cittadini». Per questo Fareverde si unisce al coro di protesta, «indignato per i propositi di distruzione del verde pubblico».

LUNEDÌ, 26 FEBBRAIO 2007 – Il Piccolo
 
Molte bandiere sono apparse sulle finestre delle abitazioni nel quartiere di largo Isonzo
Protesta: «No al parcheggio nel nostro parco»
 
Un fiorire di bandiere esposte ai davanzali e alle finestre di via Aulo Manlio tiene alta la protesta relativa al giardino di via Cellottini. Decine di lenzuola bianche, contrassegnate da un divieto di sosta in cui ad essere barrata è la «P» di parcheggio, sono visibili lungo le case del rione largo Isonzo e vogliono affermare la contrarietà delle famiglie residenti al progetto di riconversione di una fascia dell’area verde in posteggio atto a servire – una volta restaurato – l’ex albergo impiegati, oggetto di restauro e riqualificazione. Non accenna dunque a placarsi la protesta portata avanti dal comitato spontaneo sorto in difesa del giardino di via Cellottini. Il quale, ricordiamo, si era formato verso la fine del 2006 e aveva attivato tutta una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della tutela del verde: una raccolta firme che in pochi giorni aveva raggiunto quota 700 adesioni, un girotondo di protesta ai piedi del municipio, un pic nic-presidio nell’area verde e volantinaggio. Ciò non è servito a scongiurare il progetto che però ha avuto modifica con la rotazione di novanta gradi del posteggio rispetto al prospetto iniziale e la delimitazione a due strisce di posti macchina anziché tre, sicuramente più impattanti. La fascia di cemento sorgerà dunque su via Aulo Manlio, con disappunto del comitato, che ha sempre ribadito: «Non si è tenuto minimamente conto delle nostre istanze e si è voluto procedere lungo la propria strada, senza una reale condivisione d’intenti: a queste condizioni noi non ci stiamo». Il comitato, dopo varie assemblee, ha già annunciato che se non vi saranno sostanziali modifiche alle soluzioni proposte dal Comune, non appena arriveranno le ruspe bloccheranno i lavori. L’amministrazione ha sempre affermato la necessità di realizzare quel posteggio per avviare il recupero dell’ex albergo impiegati, per anni rimasto fatiscente. Va detto, però, che quel parco è molto usato, specie dai giovani che lì praticano diversi giochi. Molti bangladeshi si recano lì per praticare il cricket, loro sport nazionale. Tanti monfalconesi, viceversa, organizzano veri e propri tornei amatoriali di calcio. Infine, l’area è strategica anche per le esercitazioni della Protezione civile e gli atterraggi dell’elisoccorso.
t. c.

LUNEDÌ, 12 MARZO 2007 – Il Piccolo
 
L’esempio di via Cellottini: nella zona non ci sono negozi o case di persone che contano
I politici? Schierati solo per interesse

 
IL CASO
Leggo sul Piccolo, in questo periodo di tante polemiche (vecchie e nuove), gli argomenti del momento che coinvolgono più o meno direttamente cittadini di diverse zone di Monfalcone interessati da possibili modifiche viarie o strutturali. In questi giorni è in prima pagina la questione di via Primo Maggio, ma è solo un esempio perchè possiamo annoverare nella «top-ten» la storica questione dei rifiuti (porta a porta sì, porta a porta no), piuttosto che le ronde padane e altro ancora.
Ovviamente ci sono pareri favorevoli e contrari sui diversi argomenti sia nella popolazione sia nelle varie associazioni e forze politiche, ma quello che è triste osservare è che tra i politici (non importa il colore) schierarsi è strettamente legato a interessi economici o politici, mentre è superfluo e inutile prendere una posizione per ciò che non rientra tra gli interessi di cui sopra.
L’esempio dell’ormai accantonato (dall’opinione pubblica) parcheggio di via Cellottini è un caso, come altri, dove la «sfortuna» ha voluto che nella zona contesa non vi fossero negozi, esercizi pubblici o abitazioni di persone «che contano», che potessero indurre il Palazzo a ripensare a progetti che i soliti semplici cittadini chiedevano o, meglio, imploravano di modificare evitando lo scempio. Non posso credere che nessuno della nostra intellighenzia locale non si senta la coscienza sporca o la cosiddetta coda di paglia se pensa a quando ha votato in favore del cemento.
Ma questi signori e signore non hanno mai fatto una passeggiata nella zona per vedere con i propri occhi quanto sia sfruttato il parco? O ha mai fatto un piccolo sforzo mentale per immaginare quelle devastanti tre file di auto (già, se non lo sanno, le file prospettate sono due più una strada di servizio). Con tanti progetti realizzati al computer e ampiamente pubblicizzati (la rotonda su via San Polo ne è un esempio) possibile che non si è voluto fare lo stesso sforzo di «parcheggiare virtualmente» i sessanta autoveicoli in tale spazio per valutare l’impatto urbano? Oppure fare una simulazione (viene tanto e giustamemente utilizzata per i piani del traffico) del movimento auto su via Aulo Manlio e su via Cellottini?
Chiudo ricordando forse la cosa più significativa e cioè l’unica esternazione che ci aveva fatto sperare in una soluzione equa, quella del nostro sindaco che, occupandosi di persona del caso, prospettava un parcheggio a pettine e su una sola fila (senza strada di servizio) come già fatto in altri casi. Morale: la conoscete già.
Andrea Zamparo
Monfalcone

MERCOLEDÌ, 14 MARZO 2007 – Il Piccolo
 
Area verde di via Cellottini: non accenna a placarsi la protesta dei cittadini
Bandiere contro il parcheggio nei giardini

 
Anche in centro sono arrivate le bandiere esposte ai davanzali e alle finestre per sostenere la protesta relativa al giardino di via Cellottini. Parecchi lenzuoli bianchi, contrassegnate da un divieto di sosta in cui ad essere barrata è la «P» di parcheggio, sono oggi visibili anche vicino al cuore storico della città per affermare la contrarietà al progetto di riconversione di una fascia dell’area verde sita nel rione largo Isonzo in posteggio atto a servire – una volta restaurato – il futuro albergo impiegati, oggetto di riqualificazione. Rimane dunque alta, nella popolazione, la protesta portata avanti dal comitato spontaneo sorto in difesa del giardino di via Cellottini. Su tema interviene oggi il consigliere provinciale e comunale, Fabio Del Bello, il quale sottolinea «l’inderogabile necessità di trovare parcheggi nelle vicinanze dell’albergo impiegati, il cui recupero è un’iniziativa eccezionale sotto il profilo architettonico ed estetico, turistico ed economico, nonché formativo e tecnologico. Stretti tra questa esigenza – prosegue – il voto già espresso in consiglio e l’intransigenza di tipo no global, ho suggerito al comitato largo Isonzo di proporre all’amministrazione la rotazione del parcheggio da via Cellottini su via Aulo Manlio, proposta che è passata e di cui mi assumo la corresponsabilità. Gli aspetti positivi sono diversi: non vengono toccati i giochi, né il campo di calcio, ma si preservano i 4 quinti dell’area verde e si assicurano i parcheggi indispensabili per il recupero dell’albergo. Il lato negativo è che purtroppo si sacrifica un quinto dell’area verde per i parcheggi». «Si tratta tuttavia – aggiunge Del Bello – della zona meno utilizzata rispetto alle altre due. Va poi messo sul piatto della bilancia il fatto che il rione e la città stanno per guadagnare il più grande parco-urbano rionale di Monfalcone, ovvero il parco Acque gradate, oggi terreno inaccessibile, acquisito in virtù di una intelligente azione realizzata nel 2004 dall’allora neonato comitato di quartiere. Il quale ha recepito le indicazioni progettuali e la tattica da me suggerite in quanto presidente consiliare. Con l’intransigenza non si governa e non si va da nessuna parte. È legittimo dire di no, ma bisogna avere subito delle controproposte praticabili e realizzabili».

VENERDÌ, 23 MARZO 2007 – Il Piccolo

Continua la protesta contro il parcheggio previsto nel parco rionale
Nuova iniziativa dopo la raccolta di firme, i girotondi e le bandiere esposte alle finestre
Transennata dai residenti l’area verde di via Cellottini: «Fuori le auto dal giardino»

Dopo la raccolta firme, i girotondi e le bandierine di protesta, anche il nastro isolante. I cittadini del rione Largo Isonzo hanno recintato virtualmente il giardino di via Cellottini per delimitare – evidenziandola a tutta la popolazione – l’area destinata alla riconversione in parcheggio. Che, ricordiamo, è stato fissato sulla carta dall’amministrazione Pizzolitto come condizione perchè l’ex albergo impiegati possa essere definitivamente recuperato. Si tratta, insomma, di un nuovo «blitz» del comitato spontaneo sorto per contrastare il provvedimento comunale: un gesto per certi versi clamoroso, teso a richiamare l’attenzione dei monfalconesi su quel parco, una delle poche aree verdi rimaste accessibili in città. Il giardino di via Cellottini ospita infatti un campo di calcio, utilizzato non solo dai residenti ma anche dalle comunità di immigrati presenti in città: la squadra bengalese di cricket (sport nazionale del paese indiano) vi si allena in attesa di svolgere i regolari campionati regionali. E un gruppo di olandesi che lavorano in Fincantieri, ha aderito alla contestazione appendendo uno striscione – nel posto dove loro stessi giocano a pallone – un cartellone in inglese. Non solo, sono presenti anche attrezzature per l’aggregazione di bambini, giovani e famiglie.
«Si tratta – spiega il comitato di cittadini – di un piccolo polmone verde che, in un quartiere del tutto residenziale come può essere quello in cui viviamo o lavoriamo, rappresenta uno spazio in cui si è realizzata, in maniera molto più armonica che altrove, una sintesi inedita dei processi sociali monfalconesi alla quale non vogliamo rinunciare». Il giardino di via Cellottini è definito un centro vitale e importante, che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per le nuove famiglie con bambini molto piccoli e per i ragazzi più grandi, ma anche per i neocittadini provenienti da paesi lontani.
«Abbiamo appeso alle nostre finestre più di 200 bandiere con il simbolo del “divieto di parcheggio” – prosegue il gruppo – alcune hanno fatto capolino anche in altri rioni, a conferma di una certa condivisione di intenti. In poche settimane questo semplice simbolo è divenuto presupposto di costruzione di un’identità in divenire, elemento sicuramente positivo per il futuro della nostra città. Ribadiamo ancora una volta di essere favorevoli alla ristrutturazione dell’ex albergo impiegati. Siamo costretti però a insistere sul fatto che nei programmi di sviluppo sfrenato d’oggi, sono sempre meno considerati quei collanti della vita sociale che sottintendono le parole “democrazia” e “partecipazione”».
Il comitato spontaneo si rivolge quindi direttamente al sindaco Gianfranco Pizzolitto, dopo che gli «innumerevoli incontri con i suoi assessori non hanno assolutamente portato a qualcosa di concreto per le nostre istanze». Perché è «l’unica persona che ha pronunciato parole sensate in merito allo sciagurato progetto di conversione del parco in posti auto, dichiarando che verranno utilizzati non più di tre metri per una fila di posteggi».
«Da allora – conclude il comitato, chiedendo un incontro con lo stesso Pizzolitto – è passato del tempo. Sia a noi, sia ai consiglieri comunali che si sono espressi ufficialmente, sono state mostrate almeno quattro versioni del progetto e a tuttora nessuno è in grado di dire con sicurezza come è destinata a cambiare il giardino». Tiziana Carpinelli

GIOVEDÌ, 19 APRILE 2007 – Il Piccolo  
 
No al parcheggio nel parco, il sindaco pronto a discutere le proposte del Comitato

POLEMICA Il sindaco Gianfranco Pizzolitto si è impegnato a valutare la soluzione alternativa presentata dal comitato sorto per difendere l’area verde di via Cellottini, destinata a ridursi a causa della realizzazione di uno dei parcheggi di relazione necessari per attuare la riconversione dell’ex albergo impiegati. «Valuterò l’alternativa – conferma il sindaco -. Se questa soluzione ha una fondatezza tecnica, da verificare, si potrà adottarla». Il sindaco nell’incontro di lunedì ha però spiegato di voler agire anche cercando di accelerare il percorso per la dismissione del raccordo ferroviario Fincantieri, che consentirebbe di ricavare spazi sufficienti per la sosta sul retro dell’ex albergo impiegati. «Il quadro si sta componendo – afferma Pizzolitto -, perché è in definizione la questione delle aree retrostanti l’Ansaldo sistemi industriali in cui dovrebbe passare il nuovo tracciato che Fincantieri è decisa a realizzare. Credo si possa quindi calendarizzare un percorso che comprende anche l’acquisizione del sedime della vecchia ferrovia da parte del Comune e l’eliminazione dei binari». Pur non nascondendo la complessità dell’operazione, il sindaco ricorda come ci siano due anni di tempo davanti per lavorare in questa direzione, visto che il restauro dell’ex albergo impiegati sarà ultimato non prima dell’inizio del 2009. «Il dialogo con il comitato è importante – afferma Pizzolitto – per tentare di impattare ancora meno sull’area verde, dopo che si è deciso di ruotare l’area di sosta da via Cellottini a via Aulo Manlio. Credo però che i residenti si siano resi conto dell’importanza che il progetto del recupero dell’ex albergo impiegati riveste per la città nel suo insieme». Intanto la rinascita dell’ex albergo impiegati, storico edificio degli anni ’20, realizzato dai Cosulich per accogliere i suoi «quadri» non sposati, è stata avviata a tutti gli effetti. La consegna dei lavori all’impresa esecutrice, l’Icep di Pordenone, che in cordata con Ial e Helios di Grado è protagonista dell’operazione promossa dal Comune, ha avuto luogo nella seconda metà di marzo. Per vedere trasformato l’immobile, vuoto da 10 anni, in un centro di alta formazione e di nuovo in un albergo bisognerà però attendere la metà di gennaio 2009. la. bl.

MARTEDÌ, 24 APRILE 2007 – Il Piccolo
 
Le controproposte del sindaco Pizzolitto non convincono il gruppo sorto in via Cellottini
Il Comitato contro il parcheggio nel parco: «Troppi posti-auto previsti, calcoli da rifare»

 
Potrebbe non bastare la soluzione proposta nei giorni scorsi dal sindaco Gianfranco Pizzolitto per ricavare posti macchina a servizio dell’ex albergo impiegati lungo il tracciato ferroviario della Fincantieri. Lo segnala il Comitato spontaneo sorto in difesa del parco di via Cellottini, che tenta da tempo di scongiurare il «sacrificio» di una fetta dell’area verde, altrimenti destinata ad area di sosta.
«Siamo soddisfatti per l’esito dell’ultimo incontro avuto col Comune – esordisce Mauro Bussani, attivista del gruppo –, soddisfazione dovuta alla novità emersa in quella sede, visto che il sindaco ha prospettato la possibilità di costruire il parcheggio nello spazio limitrofo al muro dell’ex Albergo impiegati, ora occupato dalla linea ferroviaria della Fincantieri utilizzata per il trasporto di materiale pesante ma prossima alla dismissione. Resta la perplessità del Comitato sul fatto che probabilmente lo spazio alternativo individuato non sia sufficiente a ricavare il numero di posti macchina previsto dal progetto di via Cellottini. Ricordo però che è possibile, in base a un progetto a suo tempo consegnato allo stesso Pizzolitto, utilizzare la stessa normativa per eseguire un calcolo diverso. Che porterebbe a un numero inferiore di parcheggi a servizio dell’edificio in ristrutturazione. Tutto ciò farebbe quadrare la situazione, con piena soddisfazione delle parti e con la totale composizione della vertenza in atto». Il comitato, come ribadito davanti al sindaco, intende inoltre sottolineare che «la propria posizione in merito alla recupero dell’edificio è stata di assoluto favore fin dall’inizio della vicenda». «Va sicuramente riconosciuto al sindaco un atteggiamento costruttivo – conclude Bussani – diversamente da altri colloqui avuti con i suoi assessori nel recente passato e improntati al solo ascolto delle rivendicazioni dei cittadini del rione Largo Isonzo – Crociera. Il Comitato ribadisce soddisfazione anche per il fatto che si sono poste le premesse per una reale partecipazione al miglioramento della qualità della vita in città, grazie a un percorso che prevede momenti di informazione e verifica nella realizzazione del progetto in questione».
t. c.

MARTEDÌ, 12 GIUGNO 2007 – Il Piccolo
 
Verde pubblico, troppe le promesse tradite
 
«Non lamentatevi più di tanto perchè ora avrete il vostro parco pubblico di quartiere!», così ci sentimmo dire in più di un’occasione, noi del comitato spontaneo di via Cellottini, in risposta alle nostre civili proteste riguardo la vicenda dei parcheggi al posto del nostro (e vostro) verde pubblico. Già ci ponemmo più di un dubbio riguardo la veridicità di una tale proposta inequivocabilmente interpretabile come merce di scambio per la colata di cemento da noi contrastata. Non ci facemmo (e non ci facciamo tuttora) convincere che lo sfacelo di via Cellottini fosse ripagabile con un progetto di parco, citato come certo nelle ultime due (forse tre) campagne elettorali comunali, con una realizzazione lontana nel tempo e a sua volta chissà quanto esposto a ulteriori limitazioni di superficie, antenne della telefonia mobile e ad altri palazzi (oltre ai due già costruiti). Beh, viene da pensare che le supposizioni erano più che fondate visto il triste stallo del tanto conclamato progetto del parco di via Acque Gradate, temporaneamente sospeso per mancanza di fondi. Si giunge ad una sorta di triste rassegnazione mista a rabbia, quando si assiste a dichiarazioni che i soldi pubblici basteranno solo a progetti minimi e «fondamentali» (aggettivi la cui applicazione è fortemente soggettiva visto quello a cui sono stati applicati finora). Inutile dire che tra questi non vi è il parco di cui sopra! Ma non tutto è perduto, si legge che alcuni progetto sono salvi! E, tra questi, c’è la nostra «vecchia conoscenza» dell’ex albergo impiegati e il suo invadente parcheggio. Sono passati più di due mesi dal nostro incontro con il sindaco, il quale ci aveva gentilmente ricevuto e illustrato l’interessante possibilità di risolvere la questione con l’utilizzo dello spazio recuperabile dall’eliminazione del tracciato dell’attuale ferrovia del cantiere in favore dell’altro tracciato (parzialmente già esistente) e comunque con un costo burocratrico, a nostro dire, imponente per il necessario accordo tra Fincantieri, Ansaldo e il Comune per l’utilizzo di alcune aree. Costi e dubbi confermati da un articolo comparso poco tempo fa nel quale si leggeva di una trattativa in corso nella quale già si intravedevano ostacoli burocratici e tecnici non facilmente risolvibili. Cosa pensare della nostra «questione» a fronte di tutto ciò? Tagli da una parte, ostacoli dall’altra, ferie vicine, elezioni non lontane…
Andrea Zamparo

21-06-07, 03Monfalcone   

Razzini: «No al parcheggio in via Cellottini»

Chiarezza sull’utilizzo di parte dell’area verde di via Cellottini come parcheggio a servizio e indispesabile quindi per la riconversione dell’ex Albergo impiegati in centro di alta formazione e per attività ricettive. È quanto sollecita il capogruppo della Lega Nord Federico Razzini con l’interrogazione rivolta al sindaco Gianfranco Pizzolitto. Razzini sottolinea come i cittadini del quartiere di largo Isonzo, e non solo, si siano mobilitati per chiedere che lo spazio verde non sia mutilato e di fatto snaturato.
«L’Amministrazione comunale a parole si è detta disponibile a trovare soluzioni di parcheggio – osserva Razzini – che consentano di non pregiudicare l’area verde. Sin qui sono state ventilate in forma ufficiosa ipotesi alternative, tra le quali l’utilizzo come park del sedime ferroviario retrostante l’edificio in ristrutturazione, ma nessuna di esse a oggi risulta essere stata sottoposta all’esame del Consiglio comunale». Il capogruppo della Lega Nord chiede quindi al sindaco di sapere quali siano con precisione le intenzioni della giunta comunale rispetto alla sosta necessaria all’ex Albergo impiegati e quindi al futuro del giardino di via Cellottini. I residenti dal canto loro hanno cercato di far capire all’Amministrazione con svariate forme di protesta quanto sia importante l’area verde. A marzo dopo la raccolta firme, i girotondi e le bandierine di protesta, è arrivato il nastro isolante. I cittadini del rione Largo Isonzo hanno recintato virtualmente il giardino di via Cellottini per delimitare – evidenziandola a tutta la popolazione – l’area destinata alla riconversione in parcheggio. Il giardino di via Cellottini ospita un campo di calcio, utilizzato non solo dai residenti ma anche dalle comunità di immigrati presenti in città: la squadra bengalese di cricket vi si allena in attesa di svolgere i regolari campionati regionali. Un gruppo di olandesi che lavorano in Fincantieri ha aderito alla contestazione appendendo uno striscione in inglese.

15-08-07, 02Monfalcone 

Il parco di via Cellottini è diventato il campo da cricket dei ragazzi bengalesi

«La prossima volta che buttate il pallone nel mio giardino ve lo taglio, il pallone». Chi, da bambino, non si è mai sentito rivolgere questa minaccia? I palloni, soprattutto quelli di cuoio, erano merce preziosa. Chi possedeva il pallone e lo portava dagli amici vantava il diritto di prelazione sulla scelta dei compagni di squadra per le interminabili partite del sabato pomeriggio.
Peccato per i soliti brocchi che non sapevano altro che calciar di punta, sparacchiando il pallone nel giardino di qualche vecchiaccio. Ne conseguivano trattative estenuanti per riavere la sfera, partita sospesa e mesto trasferimento in altro spiazzo, o «campagnetta».
I tempi cambiano ma la mira, maldestra, resta. Così capita a Monfalcone quello mai ci saremmo immaginati fino a una decina d’anni fa. I palloni da calcio sono via via soppiantati dalle palline del cricket.
Ecco la scena dell’altra sera in via Cellottini a Monfalcone, dove resiste una delle ultime «campagnette» della città. Un podista amatore tutto preso a percorrere la strada facendo attenzione a rispettare la sua tabella di allenamento viene colpito, di striscio, da una sferetta rossa. L’uomo si ferma, si guarda in giro in cerca di qualche albero da frutto. Ma quella sfera, pur avendo la stessa misura e lo stesso colore, non è né una mela né una pesca. È una pallina da cricket.
L’uomo raccoglie la pallina come fosse un oggetto pericoloso, sicuramente con l’attenzione che ci si mette quando si è alle prese con un esercizio mai fatto prima. Una pallina da cricket a Monfalcone? E chi l’ha mai toccata una pallina da cricket. È capitato sicuramente a molti di assistere seppur parzialmente in qualche localià di ispirazione (e di ex dominio) anglossassone a una partita di questa complicata disciplina sportiva, ma toccare la pallina è stato come immergersi in un altro mondo, fino a ieri lontanissimo e ora invece diventato a Monfalcone il mondo della porta accanto.
A reclamare la pallina, molleggianti in una serie di impercettibili inchini, un gruppo di ragazzini del Bangladesh, giovani del «Commonwealth monfalconese», che stanno soppiantando i bisiachi e i nostri «banali» palloni di cuoio.
Roberto Covaz

17-10-07, 03Monfalcone 

Vince la protesta anti-posteggio, non sparirà il parco di via Cellottini

Il giardino di via Cellottini non sarà sacrificato in modo massiccio alla realizzazione di uno dei tre parcheggi necessari per servire l’ex albergo impiegati, destinato a trasformarsi in un centro di alta formazione e in un albergo a 4 stelle. I progettisti stanno verificando la possibilità di una riduzione dei posti auto previsti sul lato meridionale dell’area verde in base a quanto imposto dagli standard urbanistici in relazione alla destinazione d’uso di parcheggio di relazione. «Di fatto riteniamo che si potrà ridurre i parcheggi da realizzare sul fondo del giardino, sul lato di via Aulo Manlio – spiega il sindaco Gianfranco Pizzolitto -, a una sola fila e non due, fra l’altro separate da una corsia di scorrimento. L’area necessaria non sarà quindi più profonda 25 metri come nel progetto che doveva finora essere messo in pratica, ma meno di 10 metri».
L’area di sosta potrebbe in sostanza essere identica a quella che il Comune ha creato pochi anni fa a ridosso del Centro anziani di via Fratelli Fontanot, dove è stato contenuto il consumo di spazio. «Ritengo che sarà davvero possibile realizzare un intervento a bassissimo impatto – afferma il sindaco -, salvaguardando quindi quasi tutta l’area verde, come chiedevano i residenti, gli utilizzatori e i rappresentanti del rione». Questa soluzione, che passa appunto da un’applicazione della normativa in campo urbanistico, è di certo di più veloce attuazione rispetto alla ricerca di altre aree in cui ricavare i posti auto necessari a non ”mangiare” buona parte dell’area verde di via Cellottini, usata dai bambini, ma anche dagli immigrati del Bangladesh che vi praticano il cricket.
«Eliminando la ferrovia Fincantieri, cosa che comunque non avverrà nell’immediato – spiega Pizzolitto -, si poteva pensare di ricavare un’altra area di sosta sul retro dell’ex albergo impiegati. Questa previsione, oltre a non essere appunto raggiungibile in tempi stretti, è però poco conciliabile con quella di utilizzare il sedime del raccordo con il parco lamiere per realizzare una pista ciclabile». La riduzione dell’impatto sul giardino di via Cellottini è stata comunicata dal sindaco al comitato di quartiere di largo Isonzo nell’incontro che ha avuto luogo in questi giorni. Nel rione, ma anche fra gli utilizzatori dell’area verde, si era creata una fortissima mobilitazione contro la consistente riduzione del giardino per fare spazio a uno dei tre parcheggi (gli altri due saranno ricavati nella corte dell’edificio e in un’area vicina alla Capitaneria) indispensabili per consentire la riconversione dell’ex albergo impiegati, ormai avviata e che si concluderà a marzo del 2009. Proprio sabato avrà luogo, alle 11, una visita guidata al cantiere dell’ex albergo impiegati.

19-10-07, 03Monfalcone 

Il comitato di via Cellottini non si arrende e dice no anche a un mini-parcheggio nel parco

PROTESTA «Sì alla ristrutturazione dell’ex albergo impiegati, no al sacrificio dell’area verde di via Cellottini». La mobilitazione per difendere l’ampio giardino verde – l’unico a portata di bambino esistente nel quartiere di largo Isonzo-Crociera – prosegue nonostante le ultime rassicurazioni del sindaco Gianfranco Pizzolitto. Che di fatto non sono servite a tacitare i timori del comitato spontaneo sorto un anno fa a tutela del parco. Difatti, alcuni rappresentati del gruppo scenderanno in strada domani mattina per professare, davanti all’albergo impiegati, l’importanza di non intaccare quel giardino per realizzare dei parcheggia a servizio del futuro palazzo della formazione. Proprio domani, peraltro, avrà luogo alle 11, nell’edificio in restyling, una visita guidata al cantiere. In questi mesi, il comitato spontaneo si è impegnato per dimostrare che, anche dal punto di vista della normativa, il progetto iniziale poteva essere ampiamente modificato e, spinto da questo presupposto, ha aperto una discussione, tutt’ora in corso, col Comune, per trovare delle alternative.
«Non si riesce quindi a capire – commenta il gruppo – le motivazioni che hanno spinto il sindaco a prendere delle decisioni in merito al parco e a renderle note al comitato di quartiere, da sempre avverso alla vertenza dei cittadini, anziché parlarne con noi. Noi ci auguriamo che nulla di definitivo sia stato ancora deciso nelle sfere alte della politica e che il percorso partecipato di discussione, aperto con la mobilitazione, prosegua. Soprattutto perchè è possibile fare molto di più per limitare al massimo l’impatto, fino ad arrivare a soluzioni diverse da quelle prospettate per l’area di via Cellottini. Se così non fosse – aggiunge il comitato – si dimostrerebbe purtroppo l’ennesima sconfitta della politica e la vertenza tornerebbe ad esprimersi non più con la parola ma con le pratiche dell’attivismo, tra i cittadini contrari a questa visione distruttiva dei beni comuni e del territorio pubblico». Specialmente nel periodo iniziale, infatti, il comitato ricorda «l’atteggiamento totalmente negativo nei nostri confronti, da parte degli enti istituzionali, siano essi gli assessori comunali piuttosto che il comitato di rione Largo Isonzo e Crociera». «È stato però per merito nostro – conclude – e della profonda vertenza sociale messa in atto per impedire la realizzazione dei parcheggi che si è aperto un ragionamento differente».

21-10-07, 02Monfalcone 

Sit-in contro il parcheggio di via Cellottini

Sit-in di protesta, ieri mattina contro il previsto parcheggio nel parco giochi di via Cellottini. Mentre i monfalconesi attendevano l’arrivo del sindaco per dare il via alla visita guidata, fuori dall’ex albergo impiegati una trentina di persone tra genitori, bambini, ragazzi, residenti a Panzano e Largo Isonzo manifestava con striscioni e volantini il proprio dissenso per la decisione del Comune di dedicare una fetta dell’ampio giardino per destinarla alla sosta delle auto a servizio del futuro centro di formazione manageriale che verrà ospitato nell’ex albergo. Non sono dunque bastate le dichiarazioni del sindaco Pizzolitto, il quale ieri ha sottolineato come la costruzione «non verrà eseguita a discapito del giardino». I residenti proseguiranno nella protesta, convinti più che mai che nemmeno un posto-auto debba trovare collocazione su quel giardino, definito «l’unica valvola di sfogo per la popolazione della zona». Anche l’ex sindaco Adriano Persi la pensa così e ieri ha avanzato una controproposta: «Per il parcheggio si potrebbe sfruttare l’area del Parco della Rimembranza, che è di vaste proporzioni e rimane largamente sottoutilizzato dai cittadini. Non a caso è sempre vuoto. Non ci vuole niente, basta solo un po’ di buona volontà». «Stiamo facendo questa manifestazione – ha invece spiegato Claudia Barros – perché, in seguito a un incontro col sindaco ci è stato messo in bocca l’assenso al progetto di realizzare comunque 20 posti macchina sul giardino di via Cellottini. Questo non è vero: noi continuiamo a batterci affinché nessuna parte del parco venga sacrificata. È l’unico giardino a misura di bambino e l’unico spazio di integrazione con comunità diverse dalla nostra». «Fare un posteggio – ha aggiunto Michela Ross – significa creare smog e inquinamento, a causa della circolazione dei veicoli». «Io sono venuto alla manifestazione assieme a mio figlio Giacomo – ha detto Giorgio Valentini – perché questa è l’ultima isola verde rimasta in zona per i bambini. Ma anche per gli adulti che vogliono dare due calci al pallone». «La logica del cemento – ha concluso Stefano Micheluz – non può essere l’unica a muovere gli amministratori: questo giardino riveste un ruolo cruciale nel tessuto sociale e aggregativo di Monfalcone».
t. c.

16-11-07, 03Monfalcone 

«Via quei binari, dateci una pista ciclabile»

Dopo anni di promesse e soprattutto di prolungata attesa, non se lo figuravano proprio i monfalconesi l’ennesimo stop alla dismissione della ferrovia Fincantieri. Si era parlato, in campagna elettorale – all’epoca delle ultime amministrative -, di riconvertire il tracciato in pista ciclabile, ponendo questo progetto in alternativa all’idea di realizzare un percorso pedonale. Si era ipotizzato, perfino, di disegnare sulle attuali rotaie poste all’altezza dell’ex albergo impiegati una fila di posteggi, in modo da non intaccare il parco di via Cellottini, placando così le resistenze dei residenti, restii ad acconsentire a una striscia di parcheggi su quel punto. Insomma, ricucire le due aree divise dai binari sembrava cosa fatta. E invece no. E le difficoltà indispettiscono i cittadini. Il nervosismo trapela anche nella maggioranza da parte di chi, in questi anni, si è attivato per raggiungere dell’obiettivo. «Il Consorzio industriale – commenta Giordano Magrin, consigliere dello Sdi – sta chiudendo l’ammodernamento del raccordo RonchiSud-Defranceschi con un investimento pari a 2,2 milioni di euro, in parte finanziati dalla Regione: per contro, si registrano queste criticità. Ancora una volta, dunque, amareggia constatare che ci troviamo nella posizione di essere una piccola città davanti alla grande fabbrica: da anni, infatti, il dibattito si protrae su questa anacronistica suddivisione e, nonostante ciò, l’azienda continua a fare orecchie da mercante. Non è possibile, oggi, accampare difficoltà burocratiche da un lato e, dall’altro, esigere l’immediatezza dell’intervento pena la perdita dell’operazione: c’è qualcosa di poco chiaro. Anche le dichiarazioni dell’assessore Sonego mi paiono deboli: basterebbe fare una bretellina di collegamento tra AsiRobicon e Fincantieri e la soluzione sarebbe subito a portata di mano. Il sindaco – conclude Magrin – deve alzare la voce con Fincantieri per fare valere le ragioni dei cittadini». Concordi i residenti: «Da anni attendiamo questo evento e sarebbe ora di vederlo tradotto in pratica», dice Pietro Perin. «Sono d’accordo – aggiunge Giacomo Pellegrin – sarebbe bello veder sorgere una pista ciclabile che arrivi fino a Ronchi». «Per carità – afferma invece Mario Loda – piuttosto che vengano edificate altre case o insediamenti meglio tenerci le rotaie». «Il passaggio dei convogli non è pericoloso – afferma Ivana Baldassi –, tuttavia sarebbe auspicabile questa operazione perché abbatterebbe le suddivisioni tra rioni e favorirebbe una riqualificazione». «Questi rallentamenti burocratici indispettiscono la gente, che vorrebbe riappropriarsi del tracciato per vedere realizzata una pista ciclabile», sostiene Monica Pasian, titolare del bar Capit. «La ferrovia non mi crea problemi – conclude Marzio Spigola – perché il passaggio dei mezzi non è frequente».
Tiziana Carpinelli

 
18-11-07, 04Monfalcone 

Antonini: «Quello di via Cellottini non sarà un maxi-parcheggio»

Appello al comitato del parco di via Cellottini affinché sia accettata la proposta dell’amministrazione relativa alla riduzione di posti macchina da realizzare su quel giardino. L’accorata richiesta viene da un cittadino del rione, Renato Antonini, ingengnere: interessato dalla vertenza che da mesi sta smobilitando l’opinione pubblica, ha studiato i vari progetti, arrivando a formulare l’ipotesi poi accettata e formalizzata dal Comune. Ipotesi che punta non risulta impattante per l’ambiente e a realizzare il minor numero possibile di aree di sosta, quando invece il comitato non vorrebbe che venisse realizzato alcun posteggio. «Sensibilizzato adeguatamente sui problemi del parco – spiega Antonini – mi sono recato lo scorso febbraio in Comune dove ho esaminato il progetto preliminare, individuando una possibile soluzione in accordo con le vigenti leggi urbanistiche e con il Piano regolatore, depositando altresì le mie osservazioni tecniche». La soluzione individuata consisteva in una rilevante diminuzione dei posti macchina, tenendo conto della riduzione degli standard urbanistici, resa possibile da una diversa valutazione delle condizioni ambientali. «Proponevo inoltre – prosegue – l’aumento del numero dei posti macchina del parcheggio di via Perugia (da 55 a 61) attraverso la modifica della mobilità interna del parcheggio medesimo. Modifica che si è rivelata inattuabile. La proposta avrebbe garantito in definitiva l’intangibilità del parco giochi attrezzato e l’uso attuale del parco, sia pure con dimensioni più limitate nel lato sud (via Aulo Manlio), con un parcheggio dimensionato per una sola fila di 23 automezzi (invece di 57), con un impegno di spazio pari a circa il 37% di quello previsto originariamente dal Comune». «Irrigidirsi nelle posizioni di non accettazione – conclude – non potrà che portare a inutili delusioni».
t. c.

06-12-07, 04Monfalcone 

«Sul parcheggio di via Celottini ancora nessuna decisione»

Si era parlato di una riduzione della gran parte della superficie del progettato parcheggio di via Cellottini. Ma, al momento, il progetto presente in Comune è uno solo: quello originale, che prevede la totale soppressione dello spazio verde per far posto alle auto. Lo denuncia il Comitato spontaneo nato per salvaguardare il campo tra le case di via Cellottini. «Il progetto depositato in Comune a quanto ne so è uno solo, quello originario – spiega Mauro Bussani, uno dei promotori del Comitato –. Al momento quindi l’idea del sindaco di dimezzare lo spazio per le auto non pare aver avuto seguito. E comunque, noi siamo contrari anche a quella. Perché pensiamo che le alternative ci siano». Quali però non si specifica. «E’ compito del Comune trovarle» spiega ancora Bussani. E, in effetti, il Comune pareva stare lavorando per una via di mezzo che potesse salvare capra e cavoli. L’idea era partita dal sindaco Pizzolitto, che aveva annunciato una riduzione dei posti auto previsti sul lato meridionale dell’area verde in base a quanto imposto dagli standard urbanistici in relazione alla destinazione d’uso di parcheggio di relazione. In pratica, il sindaco aveva proposto di ridurre i parcheggi da realizzare sul fondo del giardino, sul lato di via Aulo Manlio, a una sola fila e non due, separate da una corsia di scorrimento. Un’area di sosta nelle vicinanze è comunque necessaria, per garantire la sosta necessaria all’ex albergo impiegati, destinato a trasformarsi in un centro di alta formazione e in un albergo a 4 stelle.

10-12-07, 01Monfalcone 

Salvo il parco di via Cellottini: previsti soltanto 13 posti auto

La riduzione del numero di posti auto a servizio del futuro centro di alta formazione che sarà ricavato nell’ex albero impiegati non rappresenta un problema. Lo ribadisce l’amministrazione comunale, che spiega come in sostanza non ci sia più necessità di ricorrere a percorsi autorizzativi complessi come a una specifica variante urbanistica per raggiungere l’obiettivo e garantire che l’area verde di via Cellottini, utilizzata da mamme e bambini e appassionati di cricket, non sia penalizzata. A salvaguardia del parco, «minacciato dal parcheggio», nei mesi scorsi era sorto un comitato popolare, erano stati promosse manifestazioni pubbliche ed erano state raccolte centinaia di firme che aevano indotto il comune e rivedere il progetto originario. «E’ sufficiente che i posti auto rimangano sempre nelle aree individuate», afferma l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo. A realizzare le tre aree di sosta collegate all’ex albergo impiegati, la cui trasformazione si concluderà nel marzo 2009, sarà però l’associazione temporanea d’imprese costituita da Icep, Helios Srl e Ial Fvg che sta effettuando la ristrutturazione e poi gestirà l’immobile. Il sindaco Pizzolitto a metà ottobre ha però assunto un impegno preciso sulla riduzione dei posti auto da ricavare a spese dell’area verde di via Cellottini anche a fronte delle osservazioni fornite dall’ingegner Renato Antonini, residente nel rione, nell’ambito dell’esame della variante 22 al Piano regolatore relativa alla riqualificazione dell’ex albergo impiegati. A fronte della modifica di destinazione d’uso dell’edificio il calcolo dei parcheggi di relazione, stando all’ingegner Antonini, può essere rivisto al ribasso, portando il numero dei posti auto necessari dai 160 circa iniziali a 126. Rimanendo fermi i 52 posti interni alla corte dell’ex albergo e aumentando di 6 quelli previsti nell’area di via Perugia, in sostanza l’area verde di via Cellottini dovrebbe fare i conti con la realizzazione di soli 13 posti auto, già previsti con la variante al Prgc sul lato meridionale, affacciato su via Aulo Manlio, in posizione più lontana possibile dal parco attrezzato a giochi. In questo caso, il parcheggio si riduce a una fila di stalli collocati a pettine, riducendo dell’80% l’area sottratta al parco. «Continuo a ritenere che quest’area di sosta tornerà utile ai residenti della zona – afferma Schiavo -, una volta che l’ex albergo impiegati entrerà in attività e attrarrà utenti dell’alta formazione e clienti dell’albergo a quattro stelle». Il contenitore, com’è emerso nel corso della presentazione alla città, ha già dei contenuti di alto livello, che faranno della struttura un punto di riferimento regionale ed extraregionale nel campo della formazione. Nell’ex albergo impiegati troverà sede una scuola per l’amministrazione pubblica e la formazione in campo sanitario. L’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, entrerà addirittura nella società promotrice della trasformazione dell’immobile con una quota del 2%, mentre Federsanità ha assicurato la volontà di utilizzare la struttura. La finalità è quella di costituire a Monfalcone un punto di riferimento per la formazione di livello universitario e post-universitario, perché nell’ex albergo impiegati arriverà anche parte dell’alta formazione legata a Fincantieri e alle costruzioni navali e al Consorzio per lo sviluppo industriale. A completare il quadro, infine, la formazione per operatori del turismo.

16-02-08, 05Monfalcone 

Il rione: «Via le auto dal nostro parco»

Non è piaciuta, al comitato per la difesa del giardino di via Cellottini, la notizia dell’ulteriore slittamento sull’acquisizione e realizzazione dell’ampio giardino di via Acque gradate, nel quartiere di Largo Isonzo. E per questo, il gruppo – che da mesi combatte per il mantenimento, nella sua integrità, del vasto parco – protesta, ribadendo la volontà di non vedere intaccato, nemmeno con uno stallo di cemento, l’area verde. Che, va ricordato, anche nel periodo invernale – quando cioè tutti gli altri giardini di Monfalcone restano deserti – è stata ampiamente usata dai ragazzi per svolgere qualche partitella a calcio o a cricket, dai bambini per giocare con l’arredo predisposto dal Comune e dagli anziani per una passeggiata.
In questi giorni, il comitato sta riflettendo sulla possibilità di realizzare qualche manifestazione, da inserire nell’ambito delle prossime domeniche a piedi, per sensibilizzare la popolazione sul problema. «Noi – ha spiegato ieri Mauro Bussani, uno degli attivisti – non intendiamo accettare neanche l’ultima soluzione prospettata dal Comune, ovvero la predisposizione di 23 stalli di cemento sul parco di via Cellottini. E credo che questa posizione assuma valore ancor più rilevante alla luce dello slittamento annunciato in merito all’acquisizione del parco di via Acque gradate.
«La nostra attenzione – afferma ancora Bussani – continua a restare vigile: già da tempo, comunque, avevamo l’impressione che il progetto sarebbe passato, come si suol dire, in cavalleria. Ovviamente, come comitato, siamo molto favorevoli alla realizzazione di un grande parco in via Acque gradate, perché il quartiere ha pochissimi giardini pubblici. A maggior ragione, dunque, è indispensabile che non si vada a intaccare il parco di via Cellottini, limitandone di fatto l’estensione». L’intervento su via Acque gradate è slittato al 2009 per mancanza di fondi, come annunciato ieri dall’assessore alla Progettazione di quartiere, Andrea Montagnani. La cosa, non ha reso contenti i cinquemila abitanti del rione, né, tanto meno il comitato di quartiere presieduto da Alberto Benes.
«Francamente – ha concluso Bussani – questa smania di fare parcheggi in ogni punto della città appare incomprensibile: Monfalcone sta diventando un centro sempre più importante e la popolazione mandamentale sta crescendo ancora, quindi, la riflessione da fare è semmai quella su uno sviluppo alternativa di viabilità urbana, ovvero di incentivazione del mezzo pubblico a sostituzione del privato, per non trovarci intasati di auto».
Da mesi, ormai, in città si discute sulla possibilità di tagliare una “fetta” dell’ampio giardino di via Cellottini per destinarla ad area di sosta, adibita a servizio dell’ex albergo impiegati, futuro centro di formazione manageriale. L’ultima proposta avanzata per salvare quanto più possibile il verde pubblico, consisteva in un ridimensionamento – in una sola fila di 23 automezzi (anziché 57, ndr) – del ventilato posteggio, con un impegno di spazio pari a circa il 37% di quello previsto originariamente dal Comune.
Ma la cosa non rende soddisfatti i rappresentanti del comitato spontaneo, che nei mesi scorsi hanno protestato con sit-in e striscioni per la salvaguardia dell’intera area.
La mobilitazione per difendere l’ampio giardino verde – l’unico a portata di bambino esistente nel quartiere di largo Isonzo-Crociera – aveva coinvolto i residenti perfino con l’apposizione di lenzuola alle finestre delle case, in segno di dissenso.
Tiziana Carpinelli

26-02-08, 03Monfalcone 

Danneggiati i giochi al parco di via Cellottini Protestano i residenti

Giochi dei bambini danneggiati e scatta, da parte del comitato di quartiere di largo Isonzo, la richiesta di intervento del Comune. Il gazebo posto nell’area del parco di via Cellottini, stando alle lamentele pervenute in questi giorni alla redazione del «Piccolo», appare infatti in uno stato deprecabile, al punto da sollecitare una riparazione, con sostituzione della struttura, all’amministrazione.
Questo perché, come sottolineato ieri dal presidente rionale Alberto Benes, «l’area risulta intensamente utilizzata dai ragazzi e dai bambini piccoli del quartiere. Non solo – ha aggiunto -, il parco viene spesso usato anche da altri ragazzi, provenienti da altri rioni, per svolgere qualche sana partita a calcio».
Dal canto suo, l’assessore ai Servizi tecnici, Andrea Montagnani, informato della questione, ha risposto: «Ho già attivato la squadra degli operai per intervenire laddove si sono verificati atti di vandalismo». Il comitato di quartiere, peraltro, ha sottolineato la necessità di rinunciare – specie alla luce dello slittamento subito dall’acquisizione del giardino di via Acque gradate – al progetto di collocare in quel sito dei posteggi a servizio del futuro palazzetto della formazione ed ex albergo impiegati. «Il mio auspicio – ha concluso – è che si trovi un’altra soluzione, privilegiando, come location, il tracciato della ferrovia dei cantieri, di futura dismissione».
Va ricordato che, anche nel periodo invernale – quando cioè tutti gli altri giardini di Monfalcone restano deserti -, il parco di via Cellottini è stato ampiamente frequentato dai ragazzi per svolgere qualche partita a calcio o a cricket, ma anche dai bambini, per giocare, o dagli anziani per una passeggiata. L’intervento su via Acque gradate, invece, è slittato al 2009 per mancanza di fondi, come annunciato un paio di settimane fa dall’assessore Montagnani. La cosa, non ha ovviamente reso contenti i cinquemila abitanti del rione, né tanto meno il comitato di quartiere presieduto da Benes o il comitato spontaneo sorto a difesa del parco. Che nei mesi scorsi aveva protestato con sit-in e striscioni per la salvaguardia dell’intera area.
ti. ca.

11-04-08, 03Monfalcone 

Trovati i soldi, Largo Isonzo avrà il suo parco

Chiudere una convenzione con Gradisca, realizzare una struttura che possa essere utilizzata per tutto il mandamento e dirottare i fondi previsti sulle aree verdi. Questo il piano che l’amministrazione comumale di Monfalcone sta pensando di attuare per risolvere, una volta per tutte, il problema dell’impianto di cremazione del cimitero e quello della cura e della realizzazione delle aree verdi in città.
Originariamente, infatti, il Comune aveva stanziato un importo superiore al milione di euro per la realizzazione dell’impianto di cui l’obitorio di Monfalcone è sprovvisto. Contemporaneamente aveva messo in conto anche la realizzazione delle aree verdi, tra le quali quella di Largo Isonzo, con altri fondi da reperire tramite mutui. Poi, come si sa, era intervenuto il blocco dei mutui, che aveva fermato tutto. Le aree verdi quindi erano rimaste alla finestra. Risultato? Protesta dei rioni per le mancate promesse. Adesso, però, tutto potrebbe essere risolto con un dirottamento di fondi. «Stiamo pensando di realizzare, assieme a Gradisca d’Isonzo, una struttura che possa servire più comuni, tramite il project financing – spiega l’assessore ai Servizi cimiteriali Andrea Montagnani -. Questo ci permetterebbe di risparmiare i fondi previsti per la struttura che potrebbero essere destinati al rifacimento e alla creazione di nuove aree verdi, prima tra tutte quella di via Acque Gradate». Il Comune di Gradisca si è già detto interessato al progetto, ora resta solo da vedere se il privato contattato per la realizzazione del forno darà il suo via libera. Se tutto andrà a buon fine, come si spera, Monfalcone potrà finalmente avere i fondi per la realizzazione di altri giardini comunali, primo tra tutti quello appunto di Largo Isonzo. Secondo le intenzioni del Comune, infatti, il parco avrebbe dovuto riguardare una zona di 10.400 metri quadrati, che moltiplicati per 65 euro (a tanto ammonta la tariffa a metro quadro per l’esproprio), fanno 676mila euro. Per estensione, una volta realizzata, sarà l’area verde più ampia della città, eccezion fatta per il Parco della Rimembranza, il quale però non può propriamente essere considerato un luogo di divertimento o intrattenimento, perché sprovvisto di arredo e giochi per bambini. Finora, il problema principale per la realizzazione del parco erano proprio i fondi. Impiegare 600mila euro per l’esproprio più i soldi per la gestione necessariamente significava distogliere fondi da altre cose, come le sistemazioni di marciapiedi: serve quindi valutare i pro e i contro. Ecco quindi la soluzione proposta: utilizzare i fondi rimasti liberi grazie al nuovo progetto per la realizzazione dell’area, e per la sistemazione delle altre. Per esempio, il giardino in via di realizzazione in via dell’Agraria, ma anche il parco di via Cellottini (per il quale però pesa ancora l’idea di trasformarlo in un parcheggio), o le altre zone verdi della città, che hanno comunque sempre bisogno di una manutenzione. Non che finora non sia stato fatto nulla: il Comune ha messo in campo una serie di interventi per migliorare l’esistente, soprattutto acquistando nuovi arredi. Una decisione, questa, che il Comune ha preso su segnalazione dei cittadini, che hanno più volte fatto presente il degrado delle strutture esistenti oppure la loro mancanza, come ad esempio le aree senza panchine o cestini portarifiuti.
e. o.

16-05-08, 03Monfalcone 

No dei bambini al parcheggio nel parco

Prima sono venute le lenzuola appese alle finestre. Poi le petizioni sottoscritte dai residenti. Quindi i girotondi sotto il municipio. E ora i disegni dei bambini. Una delegazione di mamme del comitato per la difesa del giardino di via Cellottini si recherà lunedì in municipio, dalla segreteria del sindaco Gianfranco Pizzolitto, per consegnare una serie di fogli colorati, dipinti dai bimbi che frequentano la scuola e l’asilo del quartiere. Fogli che raffigurano ruspe e bandiere della pace: un modo per sensibilizzare l’amministrazione ed evitare così che nel parco in questione vengano realizzati dei parcheggi asfaltati, col rischio di intaccare uno dei pochi giardini pubblici presenti nell’area. Lo ha riferito ieri una delle attiviste del gruppo, Claudia Barros: «Sono 48 disegni creati dai bambini sul tema del giardino di via Cellottini – ha precisato -. Lunedì prossimo una ristretta cerchia di adulti andrà in municipio per consegnarli a chi di dovere e ribadire che la nostra battaglia è ancora viva. I bambini del rione meritano di crescere nel miglior modo possibile, perseguendo uno sviluppo sostenibile che tenga conto anche della qualità della vita».Il comitato per la difesa del parco di via Cellottini da mesi combatte per il mantenimento, nella sua integrità, del vasto giardino situato nel rione di largo Isonzo. Uno dei pochi a essere utilizzato anche nel periodo invernale, quando cioè tutti gli altri fazzoletti verdi di Monfalcone restano deserti. Ma non solo: il parco di via Cellottini è diventato un simbolo di aggregazione sociale e integrazione, posto che spesso vi si recano a giocare a cricket gli esponenti della comunità bengalese. Nel corso delle attività messe in campo dal comitato, si sono susseguite riunioni, petizioni, manifestazioni e distribuzioni di bandiere per testimoniare la necessità di proteggere il parco. In quell’area, infatti, il Comune dovrebbe predisporre 23 stalli di cemento, a servizio del futuro palazzetto della formazione, meglio noto come ex albergo impiegati. Da mesi, pertanto, si discute in città sulla possibilità di tagliare una «fetta» dell’ampio giardino di via Cellottini per destinarla ad area di sosta. L’ultima proposta avanzata per salvare quanto più possibile il verde pubblico, consisteva in un ridimensionamento – in una sola fila di 23 posti macchina anziché gli iniziali 57 – del contrastato parcheggio, con un impegno di spazio pari a circa il 37% di quello previsto originariamente dal Comune. Ma la cosa non rende soddisfatti i rappresentanti del comitato spontaneo, che nei mesi scorsi hanno protestato in piazza con sit-in e striscioni, a sostegno della salvaguardia dell’intera area. La mobilitazione per difendere l’ampio giardino verde – l’unico a portata di bambino esistente nel quartiere di largo Isonzo-Crociera – aveva coinvolto i residenti anche con lenzuola alle finestre.Tiziana Carpinelli

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Il Manifesto, 15 maggio 2008

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Il caso Fincantieri:
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La peste di Monfalcone.
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