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Il Piccolo, 27 aprile 2009 
 
CONSULTA IMMIGRATI FAVOREVOLE AL DIVIETO. RAZZINI: NON SERVONO MANUALI PER FAR RISPETTARE LE LEGGI  
Il Comune cancella l’ordinanza anti-sputo  
L’assessore Luise: «Punteremo sull’informazione». Nicoli (Pdl): «Si è deciso di non decidere»
 
 
di LAURA BORSANI

Stop alle ordinanze anti-sputo, anti-assembramento, anti-accattonaggio. L’amministrazione prende tempo e si riserva di ”riscrivere” i provvedimenti che pure, da circa un anno, l’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, unitamente alla Polizia municipale, aveva definito, prefigurandone una rapida entrata in vigore. Tutto bloccato, cancellato, dunque, ora subentra la necessità di ponderare termini, ma soprattutto di mettere in campo un’operazione conoscitiva, propedeutica e informativa, utile a ”preparare” i cittadini. È un percorso articolato e a fasi graduali, quello illustrato dall’assessore Luise: «Il blocco delle ordinanze – spiega – è dettato dall’opportunità, che ho condiviso con il sindaco Pizzolitto, di affrontare una riflessione più ampia, che tenga conto della necessità di crescita della popolazione. Monfalcone deve interrogarsi su dove vuole andare, nel momento in cui la città è più complessa, caratterizzata dalla forte concentrazione di immigrati stranieri, ma anche italiani. Ritengo che gli stessi contenuti delle ordinanze debbano rappresentare un passo in avanti ai fini anche dell’integrazione e un punto di arrivo di uno specifico percorso propedeutico».
Per Luise, «legare le ordinanze a un fatto esclusivamente emotivo non porta ad alcuna parte. Potrebbero sortire effetti solo immediati, che però rischiano di rimanere fine a se stessi. Non è, insomma, la sanzione per chi sputa tout-court a risolvere i problemi di fondo. Nè limitarsi a vietare i bivacchi sulla scalinata di salita Granatieri, quando, invece, se venisse ”vissuta”, con la realizzazione a esempio di un mercatino di libri usati, annullerebbe o quantomeno ridurrebbe questi effetti. Così non si lavora per la crescita della città».
Si procede quindi per fasi, spiega Luise. L’intenzione è quella di elaborare una sorta di ”Libro verde” attraverso il quale cogliere le istanze della popolazione. Linee guida da tradurre opportunamente nelle ordinanze. Altro momento è rappresentato dalla realizzazione di un opuscolo del ”vivere civile”, un ”vademecum” in più lingue da diffondere tra le famiglie. Luise tiene altresì conto dell’aspetto comunicativo, affrontando una fase di informazione che raggiunga anche gli immigrati.
Ma intanto, in città, i problemi restano. Chi bivacca o sporca le scalinate o altre strutture, chi si sdraia sulle panchine o ci mette sopra i piedi. Chi sputa nelle aree e nelle vie pubbliche, un comportamento comune tra gli immigrati del Bangladesh, che pure, come aveva già spiegato il presidente del Coordinamento degli immigrati e presidente della Bimas, Mark Mukter, deriva da un’esigenza ”fisiologica” consolidata nelle proprie terre, caratterizzate da strade polverose. E se dalla comunità bengalese questo ”ripensamento” viene accolto con favore, dal centrodestra piovono critiche. Così Mark Mukter osserva: «Mi fa piacere questa impostazione. È quanto avevo proposto. È importante preparare la comunità, garantendo l’opportuna informazione. Un’azione educativa e conoscitiva potrà già contribuire a eliminare la tendenza a sputare. L’amministrazione, comunque – afferma -, dovrà però emettere le ordinanze, proprio per non produrre l’effetto opposto. Noi siamo disponibili a collaborare, l’integrazione deve passare attraverso il rispetto delle regole, che devono esserci».
Il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, è lapidario: «Mi sembra che si meni troppo il can per l’aia. Siamo in Friuli Venezia Giulia, siamo a Monfalcone. Presumo che, specie dopo anni di residenza, si debba ormai conoscere la lingua italiana, sarebbe il caso anche il dialetto. E questo significa anche conoscere le nostre regole. Apprezzo la volontà dell’assessore Luise, seppure non credo che realizzare opuscoli, di questi tempi di ristrettezze economiche, possa avere un senso. Non servono manuali per far rispettare le leggi. Si emanino le ordinanze e basta. È da un anno che se ne parla».
Gli fa eco il consigliere del Pdl, Giuseppe Nicoli: «È la solita musica: hanno deciso di non decidere. Di fronte a situazioni che richiedono una presa di posizione, si temporeggia, a dimostrazione della debolezza di questa amministrazione. Se può essere giusto informare i cittadini, mettendo in evidenza usi e costumi, affinché l’integrazione avvenga realmente è necessaria un’azione concreta. La sanzione amministrativa costituisce un deterrente alla maleducazione. Ritengo che alcune regole del senso civico non debbano essere scritte, ci devono essere e basta. Non ci possono essere ripensamenti». C’è poi l’aspetto politico: «Queste ordinanze – conclude Nicoli – hanno sempre raccolto le critiche della sinistra radicale, e mi riferisco a Rifondazione. E il sindaco è ostaggio di questa minuscola minoranza che vorrebbe imporre uno stile di vita che non è proprio di questa città».

Il Piccolo, 06 agosto 2009 
 
Subito il via alle misure anti-accattoni  
Pronte le ordinanze. Ma quella contro chi sputa sarà operativa solo fra un mese
 
 
Vita dura d’oggi in avanti per gli accattoni a Monfalcone. Se sorpresi in giro a chiedere la carità, potrebbero vedersi recapitare una multa: bene che vada da 25 euro, peggio fino a 150. ”Sputatori” e maleducati, invece, possono stare tranquilli ancora per un mese. Il Comune di Monfalcone non ha intenzione di calcare subito la mano contro di loro ma intende prima avviare un’azione preventiva di persuasione, soprattutto nei confronti dei residenti stranieri, attraverso le scuole e le varie comunità cittadine. Le multe cominceranno dunque a fioccare ma solo a partire da settembre. Una cosa comunque è certa. Le misure del Comune contro i maleducati sono in arrivo. Dopo una interminabile gestazione, la giunta del sindaco Gianfranco Pizzolitto le ha finalmente approvate e anche la Prefettura di Gorizia ha dato il suo benestare. Il sindaco è quindi pronto a metterci la sua firma. Contenuti, sanzioni e dispositivi delle ordinanze saranno resi noti oggi dall’assessore comunale Michele Luise che detiene anche la delega della sicurezza.
La prima misura a entrare in vigore sarà quella anti-accattoni, con effetto immediato. «L’esigenza è di darne immediata attuazione – anticipa l’assessore Luise – vista la frequenza con cui alcuni episodi si stanno verificando in città». Le altre, con effetto posticipato, riguarderanno invece le regole di comportamento e di decoro urbano: a cominciare da quella anti-sputo, capace di innescare un animato dibattito in città visto che coinvolge in particolare la folta comunità bengalese. E proprio i bengalesi hanno già fatto partire una serie di iniziative al loro interno per porre un freno a questa abitudine molto radicata.
Ma d’ora in avanti dovranno modificare i loro comportamenti anche i ragazzini e le persone che, soprattutto di sera, si siedono sui gradini della loggia del Municipio, quelli che scambiano le panchine per la stanza da bagno, che utilizzano la piazze e le aree pubbliche per estemporanee partite di calcio o per corse in bicicletta, senza contare quelli che lasciano le biciclette incatenate a ogni albero o palo della città.
«Prima di pensare di trasformare piazza della Repubblica in una sorta di piazza di Spagna – afferma l’assessore Luise – è necessario porre delle regole precise di comportamento alle quali dovranno attenersi coloro che frequentano la nostra piazza e la zona del centro. Interventi di abbellimento, arredi urbani, manifestazioni e iniziative non hanno alcun senso se non si mette un freno a chi scambia la piazza per una sorta di porto franco in cui fare quello che gli pare». (f. m.)

Il Piccolo, 07 agosto 2009 
 
CITTÀ VIVIBILE. DAL 19 AGOSTO OPERATIVA UNA SPECIFICA ORDINANZA DEL SINDACO: SANZIONI FINO A 150 EURO  
Multe agli accattoni, ma solo se molesti  
Impunito chi tende la mano. Vietati gli assembramenti: mai più di tre nello stesso posto
 
 
di LAURA BORSANI

Multe agli accattoni, ma solo ai molesti. Non viene punito invece chi semplicemente tende la mano. E vietati gli assembramenti, con la presenza di più di tre mendicanti nello stesso posto. Sono questi gli elementi di punta delle ordinanze in avvio, contro l’accattonaggio, di tutela del decoro e della vivibilità urbana, e sull’abbandono delle biciclette, nonchè la sosta-selvaggia. I tre provvedimenti, unitamente a due delibere attuative, sono stati firmati dal sindaco Gianfranco Pizzolitto, dopo il ”disco verde” della Prefettura. Sono stati illustrati ieri dall’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, e dal comandante della Polizia municipale Walter Milocchi. La prima a diventare operativa sarà l’ordinanza anti-accattonaggio, dal 19 agosto. Le altre due entreranno in vigore dall’1 settembre. «Le ordinanze – ha sottolineato Luise – hanno una valenza preventiva e educativa, nel segno della crescita e dell’integrazione sociale. Ma si vuole anche rassicurare il cittadino, specie le persone più deboli, come gli anziani». Ci saranno periodiche verifiche e specifici report. Il primo ”test” avverrà a Natale.
ANTI-ACCATTONAGGIO. Multe applicate al ribasso per l’accattonaggio. La sanzione prevede comunque una forbice dai 25 ai 150 euro, oltre a contemperare la denuncia a fronte del coinvolgimento di minori. Si parte così da 25 euro di multa con l’invito a non ripetere l’atto molesto. Il divieto colpisce solo i mendicanti invadenti, insistenti, che condizionano il senso di pietà del cittadino, provocando disagio, con l’avvicinamento fisico o le richieste verbali. Chi invece allunga una mano o un contenitore non è sanzionabile, se non quando lo fa in mezzo alla strada o a ridosso degli incroci. Il divieto all’accattonaggio, per il quale vengono inasprite le sanzioni con la denuncia in caso di attività recidiva, è altresì previsto nell’ambito del mercato settimanale, mercatini e manifestazioni, la Fiera di San Nicolò, i parcheggi di esercizi e centri commerciali, i parcheggi di accesso all’ospedale, ai luoghi di culto e cimiteri. È inoltre vietata in città la contemporanea presenza sulla stessa via, piazza, porticato o area di parcheggio, di più di tre persone che mendicano con qualsiasi modalità. In parallelo, gli uffici comunali monitorano le situazioni di disagio sociale, emarginazione e nuova povertà, per segnalare le circostanze di indigenza intervenendo con idonee misure sociali.
VIVIBILITÀ URBANA. È un pacchetto articolato. Si va dal divieto d’imbrattamento con scritte e disegni, alle affissioni abusive su edifici e sulla pubblica via, compresa l’attività di ”graffittari” non autorizzati. Il divieto riguarda i danneggiamenti a beni immobili e mobili, edifici pubblici o privati, monumenti, muri, panchine, carreggiate, marciapiedi, alberi. Ai trasgressori verrà intimato il ripristino, a proprie spese, dello stato originale del manufatto imbrattato. Che se non eseguito comporterà la denuncia. Vietata altresì la lordatura di edifici e delle strade mediante residui fisiologici, configurando anche il reato di atto osceno. È vietato, ancora, sputare sulla pubblica via e dai balconi interessando l’area pubblica. Via i piedi dalle panchine, ed è vietato sedersi anche sullo schienale. Le multe vanno da 30 a 300 euro. Sono 60 euro per chi sputa. Giro di vite poi a chi lancia o lascia i volantini pubblicitari sulle auto in sosta e sul suolo pubblico. Le multe vanno da 30 a 200 euro e da 100 a 600 euro per il committente del messaggio pubblicizzato. Infine è inserito il divieto di abbandono, scarico e deposito incontrollato di rifiuti.
BICICLETTE. Stop all’abbandono delle biciclette e alla sosta-selvaggia di bici e motorini. Dal primo settembre non sarà più consentito agganciare le dueruote ai manufatti stradali, agli alberi, comunque su supporti diversi dalle apposite rastrelliere. La rimozione seguirà dopo 10 giorni di stazionamento del mezzo. Vietata anche la sosta irregolare con relativa rimozione del mezzo da parte del personale comunale, dove crea intralcio. I mezzi saranno custoditi nei locali della Polizia municipale o comunali per 3 mesi, cui seguirà la demolizione. Le multe oscillano da 25 fino a 150 euro.
 

Messaggero Veneto, 07 agosto 2009 
 
Monfalcone. Dopo vari rinvii l’amministrazione municipale ha deciso che dal 1º settembre scatteranno i provvedimenti per la tutela del decoro urbano  
Stavolta ci siamo: entra in vigore l’ordinanza anti sputo
 
 
MONFALCONE. Dopo vari “stop and go”, entrerà in vigore il primo settembre l’ordinanza riguardante la tutela della qualità urbana e del decoro urbano, firmata dal sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto e facente parte di un pacchetto di tre ordinanze riguardanti la vivibilità urbana.
L’ordinanza, che contiene uno specifico paragrafo sul divieto di sputo, contempla però anche il divieto di imbrattamento, di lordatura degli edifici e di uso improprio delle panchine pubbliche. Le altre ordinanze riguardano il sostegno sociale ai bisognosi, i limiti dell’accattonaggio molesto (in vigore dal 19 agosto) e il divieto di aggancio di velocipedi a manufatti stradali e il loro abbandono (dal primo settembre).
Ordinanze che però, nelle intenzioni dell’amministrazione, non vogliono essere solo punitive, ma soprattutto preventive. «È innegabile – riconosce l’assessore con delega alla sicurezza, Michele Luise – che vivibilità significa anche sicurezza, perché se vogliamo avere una piazza come piazza di Spagna, cosa su cui sono d’accordo, è vero che dobbiamo recuperare anche un vivere più civile e dare delle regole che devono essere rispettate. Abbiamo usato il tempo necessario per dare una risposta organica alle esigenze dei cittadini, in particolare al bisogno di sicurezza dei più anziani. Le ordinanze avranno un impatto sociale e serve quindi una certa maturità, una crescita della città, che deve passare soprattutto per i più giovani. E per questo andremo nelle scuole». L’assessore riconosce che bisogna far capire ai giovani il rispetto e la buona educazione: bivaccare sulla scale del palazzo municipale o sporcare i muri non può essere bloccato con la sola ordinanza, ma bisogna capire che il rispetto della città e delle regole va a vantaggio di tutti. «Inoltre – spiega – la forte presenza di immigrazione non solo italiana, ma anche extracomunitaria, richiedeva che fossero messi dei paletti. È per far arrivare a tutti il messaggio che le ordinanze antisputo e delle biciclette entreranno in vigore il primo settembre, per darci modo di fare opera di informazione con le comunità non italiane».
Il meccanismo delle ordinanze prevede delle sanzioni, ma gli interventi vogliono avere soprattutto valenza pedagogica e di crescita. È stato il comandante della polizia municipale, Walter Milocchi, a spiegare i contenuti tecnici delle ordinanze. In particolare il divieto di sputo in luoghi pubblici o il cui effetto ricada in luoghi pubblici, come detto, rientra in quella che vieta l’imbrattamento, la lordatura (anche con residui fisiologici), la deturpazione e l’imbrattamento di tutti gli edifici e non solo quelli pubblici. Pena per chi viene colto in tali attività, oltre alla sanzione secondo il regolamento di polizia urbana, c’è anche l’obbligo di pulire e sistemare i manufatti imbrattati o rovinati. Nella stessa ordinanza viene ricordato anche il divieto di usare in modo improprio le panchine: non si possono poggiare i piedi (né nudi, né con le scapre), né si può sedere sullo schienale. È vietato anche l’abbandono dei rifiuti in ogni genere di area, ma anche l’attività di lanciare e collocare volantini sui veicoli in sosta su suolo pubblico. In questo caso sono previste delle sanzioni. (cr.vi.)

Messaggero Veneto, 08 agosto 2009 
 
Monfalcone. L’ordinanza firmata dal sindaco Pizzolitto entrerà in vigore il 19 agosto. Misure contro l’emarginazione  
Accattonaggio, multe salate per chi sgarra  
Sono previste sanzioni fino a 150 euro e può scattare anche la denuncia penale
 
 
MONFALCONE. L’ordinanza antiaccattonaggio, firmata dal sindaco Gianfranco Pizzolitto dopo aver ottenuto il “via” dalla Prefettura e che entrerà in vigore il 19 agosto non vuole solo limitare i fenomeni di accattonaggio molesto, ma intende affrontare le situazioni di nuova povertà e di emarginazione intervenendo con adeguate misure sociali e nello stesso tempo prevenire e contrastare l’insorgenza di fenomeni criminosi dediti allo sfruttamento di minori e disabili, evitando le situazioni di disagio urbano derivanti da chi chiede denaro con atteggiamento molesto e fastidioso, magari utilizzando bimbi o esibendo malformazioni o mezzi fraudolenti per muovere la pietà della persone.
«Da parte dei cittadini viene segnalato un aumento del fenomeno al cui interno – si legge sull’ordinanza – possono inserirsi anche quelle condizioni di sfruttamento che gravano su soggetti deboli, minori, donne, portatori di disabilità. Condotte che devono essere opportunamente monitorate». In particolare negli ultimi periodi sono stati spesso segnalati in città soggetti che, in luoghi di maggior concentrazione di persone, ma anche intersezioni stradali, incroci, attese ai semafori chiedevano denaro, esibendo dei foglietti in cui si spiegava che il denaro sarebbe servito per aiutare una bambina malata.
Al di là delle veridicità o meno della circostanza, la presenza di più persone che con fare insistente chiedono denaro ha spaventato e intimorito, soprattutto gli anziani. L’ordinanza quindi vuole intervenire anche per dare sicurezza ai cittadini e per evitare situazioni pericolose, con persone con disabilità che si aggirano in mezzo alle auto e rischiano anche per la propria incolumità. Oppure, come successo nella zona dell’Emisfero, bloccano letteralmente il traffico, fermando ogni auto per chiedere denaro. Come spiega il comandate della polizia municipale, Walter Milocchi l’accattonaggio non è considerato un reato e quindi non è punibile e può essere concesso, ma secondo ordinanza non deve essere esercitato nelle intersezioni stradali e carreggiate stradali in genere. Inoltre in alcune aree e occasione è vietato l’accattonaggio molesto, insistente, tale da turbare la tranquillità dei cittadini, nello specifico nell’ambito del mercato settimanale o mercatini, nel corso della fiera di San Nicolò, nelle aree di accesso e parcheggio di centri commerciali , nei posteggi dell’ospedale, del cimitero, dei luoghi di culto. Inoltre in tutto il territorio comunale è vietata la presenza contemporanea in una zona ristretta (via, piazza, porticato, parcheggio) di più di tre persone.
La violazione dell’ordinanza comporterà l’applicazione di una sanzione amministrativa da 25 a 150 euro, applicazione per scelta delle giunta comunale che viene applicata nelle misura ridotta. Se poi la presenza non consentita viene reiterata, è previsto che scatti la denuncia penale, secondo l’articolo 650 del codice penale. Nell’ordinanza è specificatamente previsto che gli uffici comunali siano incaricati di monitorare le situazioni di disagio sociale, emarginazione, povertà, situazioni che dovranno essere segnalate per poter intervenire con idonee misure.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 15 agosto 2009 
 
Don Ostroman boccia l’ordinanza anti-accattoni  
Il parroco del duomo: «Non è così che si deve affrontare il problema della povertà»
 
 
«Questi nuovi regolamenti non risolvono niente». E’ lapidario il commento che giunge dalla canonica del duomo sulle nuove norme comunali anti-accattonaggio. Il parroco, don Fulvio Ostroman, da anni al fianco di bisognosi e famiglie in difficoltà ritiene che le strade da battere siano piuttosto quelle dell’integrazione e della solidarietà, perseguita attraverso i canali istituzionali. A lui, che ha fatto dell’evangelico precetto “Ero foresto e mi avete accolto” la stella polare del suo operato, i provvedimenti comunali non paiono affatto risolutivi. Il problema delle nuove povertà, del resto, è particolarmente percepito in un territorio dove la classe operaia storicamente affonda le proprie radici. Ostroman, noto come don Bobo, è conscio del fatto che tra quanti allungano la mano per chiedere la carità si possano celare anche dei truffatori, e tuttavia può una norma distinguere scientificamente tra chi si trova veramente nell’indigenza e chi no? Secondo il decano di Monfalcone, no. «Io credo che la comunità dovrebbe essere attenta agli ultimi – esordisce –; certo c’è chi approfitta della carità degli altri, ma c’è anche chi ha veramente necessità di tutto l’aiuto possibile dal prossimo. Il mio consiglio, a queste persone, è quello di passare sempre attraverso le istituzioni e la Caritas. Capita pure a me di trovarmi davanti a dei disonesti, che chiedono aiuto alla Chiesa e poi gettano in un cespuglio il panino che abbiamo offerto perché non è denaro contante. Ma non è con questo tipo di norme che si risolvono i problemi. Penso alla questione dello sputo: anche ai miei tempi, nelle osterie, si trovano i cartelli con su scritto “Le persone educate non sputano”. E’ una questione di cultura». «Monfalcone – spiega il parroco – ha una tradizione d’accoglienza molto forte e sentita: credo sia giusto proseguire su questo percorso, nel rispetto delle leggi». La complessità del far quadrare i bilanci domestici, se è vero come dice una recente indagine che le famiglie vanno in crisi per una diminuzione del budget di soli cento euro, è quotidianamente sotto gli occhi della Caritas: «Sono una trentina le persone che si recano a mangiare alla mensa del San Michele – riferisce il sacerdote – e in virtù di ciò terremo la mensa aperta per Ferragosto, su prenotazione del posto tavola». Quattro famiglie, invece, sono già state valutate per l’accesso al Fondo di solidarietà messo a disposizione dalla diocesi.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 19 agosto 2009
 
Guerra all’accattonaggio: da oggi multa ai mendicanti ma solo a quelli molesti 
 
Scatta oggi l’ordinanza anti-accattonaggio in città. È la prima a entrare in vigore, nell’ambito del ”pacchetto” predisposto dall’amministrazione comunale, gestito dall’assessore alla Sicurezza Michele Luise con il supporto del comandante della Polizia municipale, Walter Milocchi. Le prossime ordinanze si affacceranno a partire dal primo settembre. Riguardano le regole relative alla vivibilità urbana e all’abbandono delle biciclette, oltre alla loro sosta-selvaggia. Il primo ”test”, dunque, entra nel vivo dell’applicazione. Le misure prevedono multe, applicate però al ribasso. La sanzione stabilisce comunque una forbice dai 25 fino ai 150 euro, oltre a considerare la denuncia a fronte del coinvolgimento di minorenni. La base pertanto è quella dei 25 euro, con l’invito contestuale a non reiterare le richieste di elemosina con atteggiamenti molesti. L’ordinanza intende colpire, infatti, solo le azioni invasive nei confronti dei cittadini, ai fini della tranquillità del singolo e sociale.
In altre parole, non vengono più tollerati atteggiamenti insistenti, che provocano disagio e muovono a sentimenti di pietà condizionando le sensazioni dei cittadini. Off-limits anche per i turbamenti del libero utilizzo degli spazi pubblici con l’avvicinamento fisico o petulanti richieste verbali. Il medicante che invece si limita a tendere una mano o un contenitore per chiedere l’elemosina, non sarà punito. Resta comunque vietato mendicare in mezzo alla strada, infilandosi tra le auto e creando turbativa al traffico, in particolare agli incroci. È inoltre vietata la contemporanea presenza sulla stessa via, piazza, porticato o area di parcheggio, di più di tre persone che mendicano, con qualsiasi modalità. Il divieto all’accattonaggio prevede un inasprimento delle sanzioni e la denuncia in caso di comportamenti recidivi.
Nel contesto cittadino, restano sotto osservazione le aree pubbliche dove è stata accertata la maggiore concentrazione del fenomeno dell’accattonaggio. Le verifiche quindi saranno indirizzate nell’ambito del mercato settimanale, dei vari mercatini dell’antiquariato e di qualsiasi altra manifestazione su aree pubbliche e nelle vie adiacenti fino a un ragigo di 100 metri.

Il Piccolo, 20 agosto 2009
 
PRIMO GIORNO D’APPLICAZIONE DELLE NUOVE NORME COMUNALI CHE PREVEDONO SANZIONI FINO 150 EURO  
Scatta l’ordinanza anti-accattoni, nessuna multa  
Presenti in città, ma meno del solito. I vigili urbani: non abbiamo ricevuto richieste d’intervento
 
 
di ELISA COLONI

La guerra all’accattonaggio, almeno per il momento, non miete vittime. Ieri, giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza comunale contro i mendicanti molesti, la Polizia municipale non ha infatti emesso alcun verbale.
Perché? I mendicanti hanno preferito girare alla larga dai monfalconesi per paura dei 25 euro di multa? Oppure gli accattoni c’erano, ma i vigili urbani non li hanno visti, o hanno preferito optare per una partenza soft, senza calcare la mano? Dopo aver passato ripetutamente in rassegna, ieri mattina, i punti critici (centro città, parcheggi del centro commerciale Emisfero e dell’ospedale San Polo), sembra proprio che la verità stia nel mezzo: i mendicanti, anche molesti, c’erano, ma in numero nettamente inferiore rispetto al solito. Insomma, non sono spariti da Monfalcone, ma ieri era molto più difficile incontrarli rispetto a pochi giorni fa.
L’ordinanza anti-accattonaggio (che prevede sanzioni fino a 150 euro per coloro che chiedono insistentemente l’elemosina o rincorrono i passanti nel tentativo di vendere abusivamente oggetti di vario tipo) è partita in una giornata ”sensibile”. Ieri mattina, infatti, il centro cittadino era invaso dai camper e dalle bancarelle del tradizionale mercato del mercoledì. Insinuandosi nel fitto brulicare di persone intente a sbirciare tra la merce esposta, ci si poteva imbattere solo in qualche mendicante. Un paio di africani si aggiravano, intorno alle 11.30, tra piazza Cavour e via Battisti. Uno fisso in via Battisti fermava i passanti tentando di vendere delle collanine. L’altro, invece, seguiva i passanti a mani vuote, per chiedere qualche spicciolo. Una situazione ben più tranquilla rispetto ai tradizionali mercoledì mattina, quando sono in tanti, come confermato dagli stessi esercenti e negozianti, a chiedere insistentemente l’elemosina, entrando pure all’interno dei negozi e dei bar.
Situazione diversa, invece, nei due luoghi tradizionalmente più ”battuti” dagli accattoni: il parcheggio dell’ospedale di San Polo e quello dell’Emisfero. Nel primo se ne sono visti un paio. Anche questa volta si trattava di persone africane che, munite di un contenitore con alcuni oggetti, ”facevano la posta” agli automobilisti, aspettando che posteggiassero e uscissero dalla macchina, per provare a smerciare qualche accendino.
Ma i mendicanti più molesti si sono visti all’esterno dell’Emisfero. Anche questa volta africani. La tecnica? Sempre la stessa: fermi in attesa che un automobilista scendesse dalla macchina per dirigersi verso i negozi, oppure che qualcuno uscisse dal centro commerciale spingendo il carrello della spesa, diretto verso la propria vettura. In alcuni casi l’”inseguimento” era a dir poco insistente, con il mendicante di turno che attendeva pazientemente che la ”vittima” prescelta trasferisse tutta la spesa dal carrello al bagagliaio dell’auto, prodotto per prodotto. Nella maggior parte dei casi le persone adottavano la classica tecnica delle ”orecchie da mercante”, ma con un’aria visibilmente infastidita.
Questo, dunque, il bilancio del primo giorno. Sarebbe falso dire che i mendicanti non c’erano, ma bisogna comunque sottilineare che (per casualità o proprio in virtù dell’entrata in vigore dell’ordinanza) erano meno numerosi del solito.
Il comandante della Polizia municipale, Walter Milocchi, dal canto suo spiega: «Ieri, a differenza di quanto accade normalmente, non abbiamo ricevuto segnalazioni e richieste di intervento da parte di cittadini ed esercenti. Quindi non c’è stata la necessità di emettere sanzioni. La situazione, almeno per il momento, è questa. Vedremo come andrà nei prossimi giorni».

Il Piccolo, 22 agosto 2009 
 
GIÀ LE PRIME POLEMICHE DOPO L’ORDINANZA COMUNALE  
Mendicante non molesto, niente multa  
L’assessore Luise: «Non è sanzionabile».
 
  
Accattone ”graziato” perché… non molesto. Lo hanno visto in tanti, ieri mattina, seduto per oltre un’ora sul marciapiede di via Duca d’Aosta assieme al proprio cagnolino, mentre porgeva la mano ai passanti chiedendo l’elemosina. E, in tanti, non hanno mancato di segnalare il fatto, chiedendosi se il mendicante in questione fosse o non fosse ”sanzionabile”, in base alle direttive contenute nell’ordinanza anti-accattonaggio entrata in vigore mercoledì. In effetti la questione non è semplice. Il provvedimento del Comune, infatti, mira a punire (con una sanzione) coloro che chiedono spiccioli o tentano di vendere oggetti vari in maniera insistente. O meglio, molesta. Per fare un esempio, coloro che seguono le persone nei parcheggi dei supermercati e non danno tregua finché la ”vittima” di turno non allunga l’euro del carrello o compra un accendino. Insomma, il Comune, con questa ordinanza, non intende dare la caccia ai poveri, ma evitare che alcuni comportamenti diventino invasivi e vengano percepiti dai cittadini come molesti o addirittura pericolosi.
Il problema, però, è: quando un comportamento o un atteggiamento diventano molesti? Il fatto che un gesto sia più o meno tollerato, non dipende forse – almeno in parte – dalla sensibilità di chi lo subisce? Ecco quindi che ieri, quel mendicante che chiedeva l’elemosina in via Duca d’Aosta, per alcuni cittadini (e anche in base a quanto stabilito dall’ordinanza) risultava ”innocuo”; per altri, invece, il fatto che l’uomo fosse semidisteso sul marciapiede era già di per sé un comportamento molesto. Per la cronaca, il mendicante è rimasta nella stessa posizione per circa un’ora e poi se n’è andato, forse intimorito dalla presenza di due carabinieri di quartiere intenti a monitorare via Duca d’Aosta.
Sull’accaduto e, più in generale, su tutta la questione dell’ordinanza anti-accattonaggio, si esprime l’assessore alla Sicurezza Michele Luise, ideatore del provvedimento. «Il ragazzo che chiedeva l’elemosina senza seguire con insistenza le persone – spiega – non è sanzionabile, perchè, appunto, non molesto. Il nostro provvedimento non vuole essere una caccia senza quartiere ai mendicanti, ma semplicemente uno strumento per correggere alcuni comportamenti incivili. Non possiamo di certo accanirci contro la gente.

Il piccolo, 05 aprile 2009
 
APPROVAZIONE RINVIATA 
Nuove verifiche, slitta l’ordinanza anti-sputo 
Il sindaco ha chiesto un confronto con altri Comuni

Le ordinanze sul ”vivere civile”, che parevano prossime al varo, non faranno la loro comparsa nei prossimi giorni. Nonostante abbia concluso il lavoro di confronto e coinvolgimento con i ragazzi e le scuole, l’amministrazione ha deciso di rallentare il percorso, avviato da mesi, per andare a un’ultima verifica e a un ultimo miglioramento dei dispositivi delle ordinanze anti-sputo, anti-accattonaggio e per la salvaguardia dell’arredo urbano e dell’ambiente cittadino. Come? «Attraverso il confronto con centri che hanno già un’esperienza consolidata su questo fronte», spiega l’assessore alla Sicurezza Michele Luise. Di fatto si tratterà di un raffronto con quanto realizzato e prodotto, anche in termini di ordinanze, da realtà più o meno grandi del Veneto, come Padova, oltre che della regione. «Una riflessione ulteriore c’è la sta imponendo anche quanto sta decidendo la Regione nel campo della sicurezza e rassicurazione dei cittadini – aggiunge l’assessore Luise -. Vedi soprattutto il riordino delle funzioni e del ruolo della polizia municipale». I testi delle ordinanze, a quanto pare, erano però già pronti per essere ”approvati” dal sindaco Pizzolitto, che avrebbe però chiesto di rivederli per renderli più attinenti alla realtà monfalconese. Questione di forma, comunque, e non di sostanza, perché nelle tre ordinanze si affrontano rispettivamente i problemi dello sputo a terra e dell’uso improprio dell’arredo urbano, soprattutto del centro, dell’abbandono delle biciclette, che creano degrado e spesso intralcio alla circolazione pedonale, e, per finire, dell’accattonaggio. Le sanzioni previste vanno dai 15 ai 125 euro, ma anche dai 50 ai 300 euro in base ai regolamenti comunali già in vigore. «Soprattutto sulla questione dell’accattonaggio, che pure non è diffusissima – spiega l’assessore Luise -, vorremmo effettuare un ragionamento più approfondito, tenendo conto che in ogni caso prima della firma da parte del sindaco invieremo le ordinanze al prefetto per un parere. Credo che questo percorso possa concludersi entro la fine del mese o all’inizio di maggio». L’assessore Luise ribadisce come in ogni caso non possono essere fornite risposte emotive alle questioni della rassicurazione dei cittadini e a quelle della convivenza. L’ente locale intende realizzare un vademecum sulle regole da seguire nel campo del vivere civile, anche se difficilmente sarà pronto in tempo l’opuscolo informativo, che per essere efficace dovrebbe essere plurilingue, visto che le misure anti-sputo riguardano in sostanza solo la comunità originaria del Bangladesh. Visto che l’obiettivo rimane quello della condivisione e non dell’imposizione delle regole, la strada da percorrere potrebbe essere quella, stando a Luise, della realizzazione di un ”libro verde” che solleciti opinioni e proposte da parte della comunità. (la.bl.)

Il Piccolo, 11 luglio 2009 
 
Pacchetto vivibilità tra luglio e settembre  
Pizzolitto: «Il rinvio è solo per garantire un’azione completa»
 
 
Il ”pacchetto della vivibilità urbana” è in fieri. La giunta comunale ha consegnato le direttive di indirizzo, propedeutiche a 3 specifiche ordinanze. Una riguarda l’accertamento delle condizioni di vita, di affollamento, igienico-sanitarie e di regolarità contrattuale degli alloggi dove risultano residenti nuovi cittadini. L’altra attiene al decoro urbano e ai comportamenti incivili. Si va dall’imbrattamento ai danneggiamenti dei beni collettivi, all’abbandono di oggetti e rifiuti, comprese le biciclette in cattivo stato. Fino ai comportamenti incivili e anti-igienici, come lo sputo e la lordatura di edifici e pubbliche vie mediante residui fisiologici. La terza ordinanza riguarderà l’accattonaggio molesto. Il tutto si articolerà in fasi mettendo in campo una serie di interventi informativi, preparatori e di orientamento interculturale. Coinvolgendo la comunità immigrata anche con la diffusione di avvisi in lingua bengalese. Passando attraverso la presentazione pubblica nei quartieri e una campagna di educazione nelle scuole, nei circoli culturali e al centro anziani (quest’ultima tra ottobre e dicembre). Entro questo mese è prevista l’adozione del pacchetto, il vaglio dei provvedimenti da parte del prefetto, l’adozione definitiva e la presentazione del Consiglio comunale.
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto lo spiega: «Il ritardo nell’avvio delle ordinanze rientra nella necessità di compiere una riflessione completa. La giunta ha emanato le direttive, ora stiamo lavorando sui provvedimenti che vanno costruiti con la dovuta accortezza». Il sindaco parla di due filoni importanti, quello legato ai subappalti di Fincantieri, nell’ambito del protocollo di trasparenza, l’altro in ordine agli affitti e ai parametri di vivibilità negli alloggi. Quindi aggiunge: «Sappiamo che c’è un percepito molto difficile. Metteremo a punto provvedimenti che non intendono assumere un mero significato punitivo». L’applicazione delle ordinanze vuole infatti far leva sul coinvolgimento puntando sull’aspetto educativo e rassicurativo. 
 
Il Piccolo, 12 luglio 2009 
 
I CONTENUTI DEL PACCHETTO VIVIBILITÀ DEL COMUNE  
Troppi immigrati negli alloggi, scattano i controlli  
I vigili urbani verificheranno a sorpresa regolarità della residenza e condizioni igienico-sanitarie
 
 
di LAURA BORSANI

Controlli a sorpresa contro il sovraffollamento degli alloggi da parte degli immigrati. Per verificarne la regolare occupazione. Visite senza preavviso, effettuate dalla Polizia municipale al fine di accertare l’esistenza, e soprattutto il mantenimento nel tempo, dei requisiti di iscrizione anagrafica, ma anche la presenza numerica degli inquilini, nel rispetto dei parametri di vivibilità in rapporto alla superficie dell’immobile. I controlli riguarderanno anche le condizioni igienico-sanitarie degli alloggi e la regolarità contrattuale degli affitti. L’azione dovrebbe essere preceduta da un avviso ai proprietari degli immobili, richiamandoli al rispetto delle normative contrattuali. Si profilano quindi verifiche sistematiche in città, attraverso un’opera congiunta tra i vigili urbani e l’Ufficio anagrafe del Comune.
L’operazione ”anti-affollamento” rientra nell’ambito delle direttive stabilite dalla giunta comunale che compongono il ”pacchetto di vivibilità urbana” per il quale saranno elaborate tre specifiche ordinanze. Assieme dunque al provvedimento riguardante affitti e alloggi, anche il ”decoro urbano” e i ”comportamenti incivili”, nonchè l’accattonaggio molesto. Un’articolata e complessiva proposta, che prevede anche una serie di interventi finalizzati all’applicazione delle ordinanze e alla più idonea comunicazione nei confronti della popolazione straniera, attivamente coinvolta in termini educativi, allo scopo di garantire una corretta ed equilibrata integrazione sociale. Ciò che prospetta il ”pacchetto” è un controllo su più livelli, al fine di garantire le condizioni di regolarità e sicurezza necessarie in una città dove la presenza degli stranieri rappresenta oltre il 13% della popolazione.
Le linee guida puntano in primis ad affrontare la questione legata al sistema affittuario e alle condizioni di vita negli alloggi, fronteggiando le situazioni di accertato abusivismo. Una questione di un certo peso, in una città caratterizzata dall’alta tensione abitativa. Le direttive intendono così dare una risposta alle diffuse lamentele espresse dai monfalconesi, che ritengono che negli appartamenti affittati ai nuovi residenti, compresi gli immigrati bengalesi, siano ospitati inquilini irregolari o che vi siano condizioni non igieniche. Tra i cittadini, peraltro, c’è chi ha riferito come situazioni di disagio abitativo avrebbero indotto alcuni inquilini di un immobile ad affiggere avvisi in lingua bengalese invitando a mantenere puliti appartamenti e spazi condominiali. Nella direttiva, tuttavia, si precisa: «La verifica negli alloggi potrà servire a smontare questi diffusi luoghi comuni, ovvero a sanzionare eventuali irregolarità». Con ciò tenendo conto di un aspetto: «Un dato essenziale che emerge – viene osservato – è che esiste una soglia nel rapporto tra percentuale immigratoria e popolazione autoctona che accentua l’”allarme sociale”, il quale, seppure ingiustificato, determina tuttavia irrazionali paure e richieste di intervento. In presenza di questa condizione, anche solo percepita, di ”allarme sociale”, appaiono ”paganti” le politiche che affrontano il problema con maggiore decisione». Altro dato rilevato è che la richiesta di sicurezza è trasversale a tutte le classi sociali, comprese quelle meno abbienti.
In altre parole, esiste una chiara domanda di sicurezza da parte dei monfalconesi. Ne è consapevole il sindaco Gianfranco Pizzolitto quando sostiene: «C’è una tensione abitativa che presumo possa portare ai limiti della legalità. Vorrei capire come si vive negli appartamenti proprio per verificare la reale portata del problema». I controlli messi in campo intendono fare i conti sia con le effettive situazioni di irregolarità, sia con ciò che viene solo ”percepito” dalla popolazione, volendo rassicurare i cittadini. 
 
Il Piccolo, 13 luglio 2009 
 
NORME DI COMPORTAMENTO 
L’OBIETTIVO  
Chiesta al Comune una traduzione precisa delle disposizioni 
La comunità avvia un’informazione sul futuro ”pacchetto vivibilità” 
Sì dei bengalesi alla campagna anti-sputo
  
 
di FABIO MALACREA

«La comunità bengalese di Monfalcone non vede nel ”pacchetto vivibilità” del Comune una minaccia. È giusto che l’amministrazione detti regole di comportamento che tutti devono rispettare. L’importante è che queste regole siano spiegate bene a persone che spesso non conoscono l’italiano e sono ancora molto radicate alle loro abitudini. Per questo noi stessi stiamo avviando nella comunità bengalese una campagna di sensibilizzazione». Muhammad Hossain Muktar (noto come Mark), presidente della Consulta immigrati e della Bimas, e Abus Salam, presidente del Bangladesh Forum («E cittadino italiano», specifica) si dicono dispiaciuti se certe abitudini possono creare fastidio ai monfalconesi, e chiedono «comprensione e un minimo di tolleranza». Convinti che non sarà con la repressione che si cambieranno le cose ma con un’azione di sensibilizzazione alla quale sono pronti a collaborare.
«Noi non siamo dei ”comandanti” – aggiungono – ma solo dei rappresentanti della comunità: possiamo fare opera di convincimento ma non dettare obblighi. Quindi in questa fase abbiamo bisogno dell’aiuto della gente». Muktar e Salam annunciano quindi la partenza, da oggi, di una campagna informativa sulle nuove regole, tesa a smussare proprio i comportamenti – lo sputo in primis, ma anche la sistemazione selvaggia delle biciclette, gli assembramenti nelle abitazioni e il vociare spesso ritenuto fastidioso – messi sotto accusa dai cittadini e contemplati dal ”pacchetto”. Giocano d’anticipo, quindi. «Dateci tempo, sapremo andare a una mediazione con la maggioranza dei nostri connazionali. È un’azione che intendiamo avviare – afferma Muktar – in tutti i luoghi frequentati da nostri connazionali».
Ma da qui partono alcuni appelli. Al Comune i bengalesi chiedono una traduzione fedele del ”pacchetto”, da distribuire poi alla comunità. Alle scuole la spiegazione delle regole ad alunni e genitori del Bangladesh durante le riunioni tra insegnanti e famiglie. Alle aziende e ai capicantiere di riservare almeno un giorno all’illustrazione del ”pacchetto” tra i loro dipendenti del Bangladesh. Oltre a ciò, aggiungono i bengalesi, raccomandiamo al Comune di ricorrere a mediatori culturali e a traduttori capaci e preparati. Altrimenti si rischia di ripetere quanto accaduto anni fa, quando un documento tradotto in bengalese è risultato zeppo di errori e di fatto incomprensibile».
Infine una considerazione sui sovraffollamenti nelle abitazioni. «Noi extracomunitari – afferma Muktar – dobbiamo essere molto attenti nell’osservare le regole per quanto riguarda affitti, presenze massime negli alloggi e spese da affrontare. Ne andrebbe di mezzo lo stesso permesso di soggiorno. È vero che ci sono alloggi che ospitano anche dieci persone. Ma in questi casi ciò è consentito dal contratto di affitto. E d’altra parte è una necessità che molti nostri connazionali, soprattutto gli ultimi arrivati, hanno per contenere i costi. Ben vengano i controlli: serviranno a chiarire che quasi tutti sono in regola».

Ordinanza sicurezza della giunta comunale di Monfalcone.

Votata all’unanimità con astensione dell’assessore Cristiana Morsolin di Rifondazione Comunista.
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Il Piccolo, 19 ottobre 2008 
 
IL 27 OTTOBRE  
Dibattito-sicurezza al De Gasperi
 
 
«Sicurezza nella città di Monfalcone». Questo il tema di un dibattito che il Centro studi De Gasperi ha programmato per lunedì 27 Ottobre alle 17.30 nella propria sede di via del Rosario. Relatori saranno il sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto, il consigliere regionale monfalconese della Lega Nord Federico Razzini, Michele Luise, assessore comunale alla Sicurezza e Giuseppe Nicoli, consigliere comunale di Forza Italia e coordinatore cittadino del partito. I temi in trattazione saranno: realtà abitativa, come è cambiata la nostra città; immigrazione comunitaria ed extracomunitaria; pericolosità sociale: sicurezza, attività di polizia, visibilità delle aree cittadine, aree a rischio.

Il Piccolo, 18 ottobre 2008 
 
INCONTRO TRA I CAPIGRUPPO  
Troppe telecamere, maggioranza divisa  
Rifondazione ritiene eccessivo l’ulteriore ampliamento della rete
 
 
Tutta d’accordo sul «no» alle ronde di vigilantes e ad armare i vigili urbani, la maggioranza di centrosinistra si divide invece sull’ulteriore ampliamento della videosorveglianza. Pare questo, in sostanza, l’esito dell’incontro che i capigruppo di maggioranza (Pd, Rc e Socialisti, non la Rosa bianca) hanno avuto giovedì sera con il sindaco Gianfranco Pizzolitto e l’assessore alla Sicurezza Michele Luise, per discutere del Piano sicurezza da 800mila euro elaborato dalla giunta.
«Aggiungere altre dodici telecamere alle 32 che saranno completamente attive entro breve tempo ci pare davvero troppo», afferma il capogruppo consiliare di Rifondazione comunista, e segretario provinciale del partito, Alessandro Saullo, che però definisce il confronto all’interno della maggioranza molto positivo.
«Ci sono delle divergenze – aggiunge -, ma crediamo si possa arrivare a una composizione». Anche perché Rifondazione comunista non ha nulla da dire né sul miglioramento dell’illuminazione pubblica, né su quello delle dotazioni della Polizia municipale.
«Non abbiamo niente da dire nemmeno sui ”nonni vigile” per come la figura si è connotata finora in città – prosegue Saullo -, mentre non vogliamo le ronde. Se il servizio potesse configuarsi in un modo che non riteniamo opportuno, ci esprimeremo in modo contrario». Rispetto le telecamere, Rc comunque afferma di voler esaminare l’estensione «caso per caso».
«Riteniamo sufficienti quelle che già ci sono – sottolinea il capogruppo consiliare di Rifondazione comunista – e quindi eventuali altre telecamere vanno posizionate per rispondere a singole e comprovate necessità». Rifondazione rimane in ogni caso convinta che prima si dovrebbe pensare alla sicurezza sociale, perché «è inutile ripulire la città dai sintomi, senza affrontare le cause che li generano».
I punti di contatto tra le singole forze di maggioranza però ci sono, come sottolinea anche la capogruppo del Partito democratico, Barbara Zilli.
«Siamo tutti concordi nel dire ”no” a ronde di vigilantes o a corpi volontari di guardia – spiega -. Anche il Pd ritiene che la Polizia municipale non vada armata a meno di una rivisitazione totale del Corpo. Il sindaco si è comunque espresso chiaramente sulla volontà di non dotare i vigili urbani di armi».
Nel progetto inviato alla Regione, si parla del resto solo dell’acquisto di strumenti di autodifesa per migliorare l’operatività degli agenti. «Siamo contrari alla distribuzione ”a pioggia” delle telecamere – prosegue Barbara Zilli -, ma favorevoli alla copertura delle aree ad esempio dove si sono avuti furti di motori marini e imbarcazioni.
Insomma, va bene un’estensione, se razionale e contenuta. Comunque si tratta di strumenti di prevenzione e in questo senso vanno intese tutte le misure proposte dall’amministrazione. Non si può invece farle passare, come fa il centrodestra, per azioni urgenti necessarie a fare fronte a minaccie che non esistono». (la. bl.)
 

Messaggero Veneto, 18 ottobre 2008 
 
Maggioranza divisa sul potenziamento del sistema della videosorveglianza 
MONFALCONE 
Rc: sarebbe troppo installare altre dodici telecamere
 
 
MONFALCONE. Se la maggioranza politica di centro-sinistra a Monfalcone è unanime nel dire “no” alle ronde di vigilantes e ad armare i vigili urbani, qualche divisione si registra invece sul progetto di ampliamento della videosorveglianza. Sarebbe questo l’esito dell’incontro dei capigruppo di Pd, Rc e Socialisti, non la Rosa bianca) con il sindaco Pizzolitto e l’assessore alla Sicurezza Luise per discutere del Piano sicurezza da 800 mila euro elaborato dalla giunta.
E’ il capogruppo consiliare e segretario provinciale di Rc, Alessandro Saullo a dire che aggiungere altre 12 telecamere alle 32 che saranno completamente attive a breve “ci pare davvero troppo”. Tutto sommato però ritiene che il confronto sia stato positivo e che pur dinanzi ad alcune divergenze si possa trovare una certa composizione, soprattutto perché non ha obiezioni né sul miglioramento dell’illuminazione pubblica né su quello delle dotazioni della polizia municipale. “Non abbiamo niente da dire nemmeno sui nonni vigile per come la figura si è connotata finora in città – prosegue Saullo -, mentre non vogliamo le ronde. Se il servizio potesse configuarsi in un modo che non riteniamo opportuno, ci esprimeremo in modo contrario”.
Rispetto alle telecamere Rc comunque afferma di voler esaminare l’estensione caso per caso. “Riteniamo sufficienti quelle che già ci sono – sottolinea il capogruppo consiliare – e quindi eventuali altre telecamere vanno posizionate per rispondere a singole e comprovate necessità”. Rifondazione rimane in ogni caso convinta che prima si dovrebbe pensare alla sicurezza sociale.
E’ il capogruppo del Pd, Barbara Zilli, a confermare come anche il suo partito dica “no” alle ronde e ad agenti di polizia muncipale armati, “a meno che non si proceda a una rivisitazione totale del corpo. Il sindaco si è comunque espresso chiaramente sulla volontà di non dotare i vigili urbani di armi”. Nel progetto inviato alla Regione si parla del resto solo dell’acquisto di strumenti di autodifesa per migliorare l’operatività degli agenti.
In merito alle telecamere crede che si possa ampliare la rete, ma che la videosorveglianza non vada messe senza una precisa strategia, ma pensando alla copertura delle aree in cui un controllo è necessario, esempio dove si sono avuti furti di motori marini e imbarcazioni. Insomma, va bene un’estensione, se razionale e contenuta e se valutata come strumento di prevenzione”. Obiettivo a cui del resto mirerebbero tutte le misure proposte dall’amministrazione. (cr.vi.)

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