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Il Piccolo, 11 marzo 2009 
 
MANCA SOLO IL PERMESSO DELL’ASS  
Via l’amianto, riapre il palazzetto  
Approda in Consulta la polemica tra Ar Fincantieri e Comune
 
 
Le associazioni sportive devono essere in grado di dimostrare capacità imprenditoriale e occuparsi con regolarità della manutenzione ordinaria degli impianti. Lo chiarisce l’assessore allo Sport Michele Luise che assieme al collega Giordano Magrin, responsabile dei Servizi tecnici comunali, non ha nascosto lunedì pomeriggio alla Consulta di settore le difficoltà finanziarie dell’ente. «L’amministrazione, però, ha deciso di mantenere aperti tutti gli impianti», ha affermato Magrin. Le risposte che non sono ancora arrivate non dipendono quindi da capricci degli amministratori, ha tenuto a sottolineare Luise, rispondendo alle nuove critiche mosse in questi giorni al Comune dal presidente dell’Ar Fincantieri Carlo Fucile. Stando a quanto assicurato da Luise e Magrin, i lavori di bonifica dell’amianto nel palasport sono conclusi e ora manca solo il benestare dell’Ass. Se arriverà in questi giorni, il palasport sarà quindi riutilizzabile da sabato. Per quel che riguarda i campi da gioco l’assessore allo Sport ha invece sollecitato un uso corretto degli impianti così da evitare che «manutenzioni ordinarie diventino straordinarie e il Comune debba poi farvi fronte». Il campo di sfogo in sintetico che sarà realizzato in via Boito con una spesa dell’ente di 640mila euro servirà comunque a tutte le società e non solo all’Ac Monfalcone, a quanto affermato da Luise. Sul mancato sezionamento dell’impianto di illuminazione del Cosulich gli amministratori non hanno potuto invece che dare ragione all’Ar Fincantieri, in attesa da 4 anni e 5 mesi, come ha ribadito Fucile, di un intervento che consentirebbe alla società di risparmiare 5.200 euro l’anno. Magrin ha dichiarato l’impegno del Comune a risolvere il problema e quello per realizzare una serie di impianti sportivi, come il pattinodromo del Cosulich, i cui lavori sono stati appaltati alla Effeci impianti, il nuovo campo di sfogo del Comunale, il bocciodromo sempre a Panzano e l’ulteriore ampliamento della sede dell’Associazione windsurfing Marina Julia con una spesa di 280mila euro.

Il Piccolo, 12 marzo 2009

Mancano solo gli ultimi test, il palasport sarà di nuovo agibile fra qualche giorno 
 
Ci vorrà ancora qualche giorno per la riapertura del palasport di via Rossini, inagibile dallo scorso autunno a causa dell’amianto impiegato nella coibentazione dell’impianto di riscaldamento della struttura. L’Ass ieri ha effettuato un nuovo sopralluogo, prelevando campioni nell’ambiente per testare l’assenza di fibre d’amianto nel palazzetto, dove si svolgono fra l’altro allenamenti e partite della squadra femminile dell’Ar Fincantieri che milita in B2. I campioni dovranno ora essere analizzati, come spiega l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, da un laboratorio specializzato di Treviso. «La volontà dell’amministrazione è di velocizzare al massimo i tempi – aggiunge Magrin – in modo da ottenere il risultato delle analisi quanto prima e riaprire il palazzetto all’attività sportiva e al pubblico nei tempi previsti, cioé attorno alla metà di marzo». Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, era limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto.

Messaggero Veneto, 12 marzo 2009 
 
Monfalcone. A breve l’impianto di via Rossini sarà rimesso a disposizione degli atleti  
Palasport, ultimati i lavori di bonifica dell’amianto
 
 
È sempre l’assessore Magrin ad annunciare con soddisfazione che, sempre nei giorni scorsi, Fincantieri ha provveduto a smontare e rimontare in altra zona (vicino alla torre dell’acqua a Panzano) le capannette di via Bonavia, che avevano creato notevoli disagi ai residenti della zona di Panzano a causa dei rumori prodotti dalle lavorazioni.
«Fincantieri ha rispettato l’impegno preso dal direttore Paolo Capobianco in febbraio – ha detto l’assessore –. Il direttore si era impegnato a spostare i manufatti entro marzo e così è stato fatto». I capannoni mobili dello stabilimento Fincantieri erano stati trasferiti nell’estate scorsa a ridosso di via Bonavia da un’altra area dello stabilimento a causa della riorganizzazione logistica legata all’innalzamento delle due nuove grandi gru a cavaliere. I residenti di via Bonavia si erano subito accorti che le due costruzioni funzionavano da cassa di risonanza, amplificando tutti i rumori delle lavorazioni che si svolgevano all’interno. Un fenomeno considerato insopportabile dai residenti, che avevano avviato una raccolta di firme a sostegno della richiesta di rimozione. Rimozione ora completata.
«Così – ha concluso Magrin – i residenti non dovranno più sopportare i rumori che provenivano dalla capannette, riconquistando la tranquillità».
«Non sempre le mancate risposte sono dovute a mancanza d’impegno, ma spesso si verifica una serie di problemi. Comunque lo sport a Monfalcone non è solo l’Ar Fincantieri e le risposte mancano anche ad altre società. Certo, ognuno porta avanti i suoi problemi e richieste, ma, grandi o piccole, le società sono tutte uguali». Risponde l’assessore allo Sport, Michele Luise, al presidente dell’Ar Fincantieri, Carlo Fucile, ma sopratutto sollecita lo sviluppo a Monfalcone di una politica sportiva “corale”, in cui ognuno non pensi soltanto a sé e alla sua società, ma ragioni in un’ottica generale e di promozione dello sport quale veicolo di valori e integrazione.
«In città ci sono tante strutture, servirebbe un assessorato solo all’impiantistica», ha detto Luise, ricordando che il nuovo direttivo della consulta sport (presieduta da Roberto Abram) ha confermato il Comitato ristretto, a cui partecipano i gestori degli impianti, utile per il controllo degli stessi.
Circa, poi, le manutenzioni straordinarie di campi di gioco o strutture, ha riconosciuto che alcune cose ordinarie, se non risolte, diventano straordinarie e il Comune vi deve mettere mano, ma ha anche evidenziato come si dovrebbe evitare «il fatto che lo straordinario diventi questione ordinaria proprio perché non si è intervenuti nell’ordinario».
Ha quindi chiarito che a fine anno sarà realizzato il campo di calcio sintetico in via Boito (600 mila euro), che non sarà usato soltanto dal Monfalcone calcio, ma anche da altre società.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 16 marzo 2009 
 
L’INTERVENTO È COSTATO 40MILA EURO  
Bonificato dall’amianto il palasport di via Rossini riapre oggi dopo 5 mesi  
Tornerà a essere utilizzato da centinaia di atleti di diverse società, ma anche dagli alunni di alcune scuole cittadine
 
 
di LAURA BLASICH

Il palazzetto dello sport di via Rossini ritorna oggi utilizzabile per qualche centinaio di atleti dell’Ar Fincantieri e per gli studenti delle sezioni staccate degli istituti superiori cittadini ubicate nella vicinanze dell’impianto sportivo. La bonifica dell’amianto commissionata dal Comune, che vi ha investito 40mila euro, e realizzata dall’Adriatica ecologie industriali a partire dalla fine di gennaio ha avuto l’esito sperato. Lo hanno confermato i campioni prelevati dall’Azienda sanitaria la scorsa settimana e inviati a un laboratorio specializzato di Treviso nei quali non sono state riscontrate tracce di fibre di amianto. «Il palazzetto può riaprire da oggi», conferma l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin, che ha seguito passo passo l’intervento, resosi necessario dopo che alla fine di ottobre era emersa l’esigenza di bonificare l’impianto di riscaldamento dalla presenza del materiale, ampiamente usato nel periodo di costruzione della struttura sportiva.
Gli atleti e le atlete, soprattutto quelle dell’Antonveneta, la squadra femminile di pallavolo che milita in B2, dell’Ar Fincantieri possono quindi «tornare a casa», mettendo fine alla peregrinazione negli impianti sportivi dei Comuni limitrofi e non (le partite di B2 femminile sono state ospitate dalla palestra di Villa Vicentina).
Quella di chiedere e ottenere ospitalità altrove è stata l’unica soluzione praticabile in questi mesi, comportando però dei costi aggiuntivi per l’Ar Fincantieri. La società fra l’altro aveva la necessità di ritornare nel palasport di via Rossini in tempi certi, anche perché l’utilizzo delle strutture all’esterno di Monfalcone era stato comunque concesso a termine.
Da parte sua l’amministrazione anche in questi giorni aveva sottolineato, per voce dell’assessore Magrin, la sua volontà di velocizzare al massimo i tempi in modo da ottenere il risultato delle analisi quanto prima e riaprire il palazzetto all’attività sportiva e al pubblico nei tempi previsti, cioé attorno alla metà di marzo.
Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, era limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto. L’intenzione dell’ente locale è in ogni caso quella di completare l’operazione con il rifacimento dell’impianto di riscaldamento ed è inoltre già stato messo in preventivo l’adeguamento della centrale termica con una spesa aggiuntiva di 11.500 euro. Anche la tempistica degli interventi futuri sarà concordata con l’Ar Fincantieri che utilizza in modo intensivo l’impianto, la cui parziale inagibilità ha creato appunto notevoli problemi.
In questi mesi è del resto rimasto agibile solo il piano seminterrato, utilizzato dai settori boxe e judo dell’Ar Fincantieri che nell’ultimo incontro della Consulta della cultura ha però messo in evidenza l’esigenza di una rimodulazione degli spazi, necessaria per seguire una disciplina in espansione com’è il pugilato in questo momento.
Per le altre attività, pallavolo in testa, vista la partecipazione della prima squadra femminile, l’Antonveneta, al campionato nazionale B2, la soluzione tampone individuata è stata invece quella dell’utilizzo della palestra polifunzionale, oltre che del palazzetto di Staranzano, mentre le partite sono state disputate a Villa Vicentina. Monfalcone si è rivolta a Staranzano anche per poter dirottare nella palestra della scuola media della cittadina le altre attività che hanno finora avuto luogo nel palazzetto di via Rossini, come la ginnastica artistica o l’attività di motricità per i più piccoli. Intanto rimane un’altra struttura sportiva a fare i conti con l’amianto, anche se si tratta del tetto in eternit, e si tratta del bocciodromo di via Cosulich, di cui l’amministrazione comunale ha previsto il rifacimento, ma solo nei prossimi anni.

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Il Piccolo, 02 gennaio 2009 
 
L’IMPIANTO DI VIA ROSSINI DICHIARATO INAGIBILE OLTRE UN MESE FA  
Palasport, parte la bonifica dell’amianto  
L’asporto del minerale avrà inizio il 12 gennaio e si concluderà alla fine di febbraio
 
 
Prenderà il via il 12 gennaio l’intervento di bonifica dell’amianto presente nell’impianto di riscaldamento del palazzetto dello sport di via Rossini, parzialmente inagibile da oltre un mese ormai proprio a causa della presenza del materiale, fuori legge dal 1992.
Tra meno di due settimane scatterà comunque una fase preliminare, relativa all’allestimento dell’impalcatura necessaria per consentire che gli addetti dell’impresa cui è affidata la bonifica, la Adriatica ecologie industriali, lavorino in sicurezza. Ad annunciare l’avvio dei lavori è l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, che spiega come l’operazione di bonifica vera e propria partirà il 22 gennaio per concludersi il 28 febbraio.
«Entro la fine del mese sarà invece affidato l’incarico per la progettazione del rifacimento dell’impianto di riscaldamento – prosegue Magrin – che poi inizierà il primo marzo per concludersi entro la fine dello stesso mese». L’amministrazione comunale tenterà però, come preannuncia l’assessore ai Servizi tecnici, di ottenere la riapertura dell’impianto una volta conclusa la bonifica dell’amianto e quindi già con l’inizio di marzo e non a primavera inoltrata.
«La tempistica degli interventi – aggiunge Magrin – è stata comunque concordata con il presidente dell’Ar Fincantieri Carlo Fucile, che ho incontrato in questi giorni». Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, è limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto. I due interventi previsti dall’ente locale dovrebbero essere coperti dallo stanziamento di 65mila euro deciso dalla giunta comunale con una delle due ultime variazioni al bilancio 2008. L’ente locale ha però già messo in preventivo quanto meno l’adeguamento della centrale termica con una spesa aggiuntiva di 11.500 euro. «In questo caso pensiamo si possa però intervenire durante i mesi estivi», afferma l’assessore ai Servizi tecnici, che pure sostiene l’esigenza che il mandamento si doti di un palazzetto adeguato e utilizzabile anche per eventi non sportivi, ma di intrattenimento. L’area dove realizzare l’impianto potrebbe essere quella, secondo Magrin, del polo natatorio di via Grado.
Anche l’assessore allo Sport, Michele Luise, non ha mai abbandonato il progetto del palasport mandamentale, sottolineando, però, che, davanti allo scarso entusiasmo degli altri centri del territorio, Monfalcone potrebbe muoversi da sola.
Intanto la Regione ha stanziato già nella Finanziaria 2009 fondi specifici per la ristrutturazione e adeguamento dell’impiantistica sportiva ai quali Monfalcone potrebbe attingere, presentando un progetto in tempi stretti, per risistemare completamente il palazzetto dello sport di via Rossini. Di certo, nonostante l’impegno dell’ente locale, buona parte dei 500 atleti dell’Ar Fincantieri che utilizzavano l’impianto sarà costretta ancora ad allenarsi «in trasferta», o in altre palestre a Monfalcone o a Staranzano.
A essere agibile nel palasport è solo il piano seminterrato, utilizzato dai settori boxe e judo dell’Ar Fincantieri.
Per le altre attività, pallavolo in testa, vista la partecipazione della prima squadra femminile, l’Antonveneta, al campionato nazionale B2, la soluzione tampone individuata è invece quella dell’utilizzo della palestra polifunzionale, oltre che del palazzetto di Staranzano.
Monfalcone si è rivolta a Staranzano anche per poter dirottare nella palestra della scuola media della cittadina le altre attività che hanno finora avuto luogo nel palazzetto di via Rossini, come la ginnastica artistica o l’attività di motricità per i più piccoli.

Messaggero Veneto, 02 gennaio 2009 
 
Monfalcone. Il 12 gennaio saranno montate le impalcature per rimuovere l’amianto  
Palasport, bonifica imminente
 
 
MONFALCONE. Comincerà il 12 gennaio il montaggio delle impalcature che consentiranno poi, circa un decina di giorni dopo, l’inizio del lavori di bonifica dell’amianto del palazzetto dello sport di via Rossini, chiuso per motivi precauzionali lo scorso 1º dicembre, dopo avere scoperto nell’impianto di riscaldamento la presenza di amianto.
L’amministrazione comunale, nell’ottica di difesa della salute degli atleti, dei loro allenatori, ma anche degli spettatori e dei cittadini in generale, aveva deciso, con ordinanza firmata dal sindaco, di chiudere la struttura, anche se in effetti il livello di polvere d’amianto riscontrata nella struttura era stato bassissimo e solo in un punto delle tribune.
La giunta, poi, con l’avallo del consiglio comunale, e con l’obiettivo di poter riaprire al più presto il palasport e quindi far tornare alla normalità le attività sportive che vi si svolgono, aveva previsto a metà dicembre una variazione di bilancio, prevedendo di investire 65 mila euro proprio per la bonifica della fibra killer. E come promesso dall’assessore allo sport, Michele Luise, i tempi dell’intervento sono stati rapidissimi, tanto appunto da prevedere già dopo le feste di Natale l’inizio dei lavori, che saranno effettuati dalla Adriatica ecologica industriale Srl. Dopo il montaggio delle impalcature, il 22 gennaio s’inizierà la bonifica vera e propria che si prevede possa essere ultimata per il 28 febbraio. Secondo quanto riferisce poi l’assessore ai servizi tecnici, Giordano Magrin si sta già pensando all’affidamento del progetto per il rifacimento dell’impianto di riscaldamento, progetto che potrebbe essere affidato entro la fine di gennaio, mentre i lavori veri e propri potrebbero svolgersi nel corso del mese di marzo.
«La tempistica sarà comunque concordata con l’Ar Fincantieri, società che usa per il Palasport per l’allenamento e le partite di varie discipline sportive e con il cui presidente, Carlo Fucile – dice Magrin –, ho già avuto un incontro».
L’assessore auspica che una volta ultimata la bonifica dell’amianto il palasport possa già essere riaperto all’uso, anche se saranno necessari un sopralluogo e la certificazione dell’azienda sanitaria. In merito alla spesa, gli interventi rientrerebbero nei 65 mila euro stanziati.
Nel corso dell’estate è previsto inoltre un intervento sulla centralina termica dell’impianto, per una spesa prevista di 11.500 euro.

Messaggero Veneto, 18 dicembre 2008 
 
A bilancio la bonifica del palasport 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Sono compresi anche i 65 mila euro da fondi propri di bilancio per procedere alla rapida bonifica dell’amianto del Palazzetto dello sport di via Rossini nelle due variazioni al bilancio di previsione 2008, approvate a maggioranza dal consiglio comunale.
È stato l’assessore al Bilancio, Gianluca Trivigno, a spiegare che le due modifiche al bilancio sono state determinate dalla comunicazione dell’ottenimento di trasferimenti regionali o di altri enti, comunicazione giunta dopo l’approvazione del bilancio e che dovevano comunque essere approvate dalla giunta entro il 30 novembre, approdando quindi entro fine anno all’approvazione del consiglio.
I maggiori trasferimenti per 493 mila euro riguardano l’ambito socio-assistenziale, oltre a 60 mila euro concessi dalla Camera di commercio per il centenario del cantiere e per le feste di Natale, 10 mila euro dalla Fondazione Carigo e 15 mila euro regionali per equipaggiamento della Protezione civile. Per gli investimenti sono stati segnalati i 130 mila euro ottenuti da bando ministeriale per la realizzazione di attraversamenti pedonali semaforizzati per portatori di disabilità.
Negli interventi è prevista la partecipazione del Comune, che metterà altri 130 mila euro da fondi di bilancio (già stanziati).
Come detto, inoltre, saranno utilizzati 65 mila euro da bilancio per la bonifica dell’amianto dall’impianto di riscaldamento del Palazzetto dello sport, intervento che consentirà poi la totale riapertura dell’impianto (chiuso nelle scorse settimane per motivi precauzionali) e in piena sicurezza.
Il consiglio comunale ha anche approvato all’unanimità (21 voti positivi) la variante 32 al piano regolatore per consentire i lavori di completamento della trasformazione irrigua da scorrimento a pioggia in alcuni fondi agricoli di via Grado. Lavori che consentiranno un risparmio idrico dell’80%. (c.v.)

Il Piccolo, 18 dicembre 2008 
 
BILANCIO  
Amianto al palasport: destinati 65mila euro all’operazione di bonifica
 
 
Sono 65mila gli euro che l’amministrazione comunale ha stanziato con le ultime variazioni al bilancio 2008, ratificate dal Consiglio a maggioranza martedì sera, per la bonifica del palasport di via Rossini dall’amianto utilizzato nell’impianto di riscaldamento e la cui presenza ha decretato la chiusura della struttura (con l’esclusione del piano seminterrato). L’assessore allo Sport Michele Luise aveva del resto assicurato nei giorni scorsi l’avvio imminente dei lavori di messa in sicurezza del palasport. Le due variazioni si sono rese necessarie per inserire in bilancio alcuni trasferimenti a destinazione vincolata di cui è stata data comunicazione all’ente locale solo alla fine dello scorso mese. Si tratta ad esempio dei 480mila euro stanziati dalla Regione per l’Ambito socio-assistenziale Basso isontino e il Fondo sociale o i 65mila euro erogati dalla Camera di commercio a finanziamento delle attività realizzate dal Comune per il centenario del cantiere navale (45mila euro) e le manifestazioni di fine anno. L’amministrazione ha inoltre recepito i 10mila euro ricevuti dalla Fondazione Carigo a sostegno dell’attività della Biblioteca.

Messaggero Veneto, 30 novembre 2008 
 
Monfalcone. L’assessore Luise: scelta dolorosa dopo attenti controlli  
Amianto, domani sarà chiuso il palasport
 
  
MONFALCONE. Sarà chiuso da domani il palazzetto dello sport di viale Cosulich, a Monfalcone. Nella struttura è stata riscontrata, infatti, la presenza di amianto e l’amministrazione comunale, nell’ottica di difesa della salute degli atleti, dei loro allenatori, ma anche degli spettatori e dei cittadini in generale, ha deciso, con ordinanza firmata dal sindaco, di chiudere la struttura.
La notizia è confermata dall’assessore allo Sport, Michele Luise, che spiega come la dolorosa decisione sia arrivata dopo verifiche e sopralluoghi attenti, ma che non hanno lasciato scelta.
«In seguito a un guasto dell’impianto di riscaldamento abbiamo scoperto che tutti i tubi sono ricoperti di amianto, cosa che d’altra parte è quasi logica, visto che la struttura risale a circa 40 anni fa. Abbiamo quindi fatto scattare il procedimento utile per capire come stessero davvero le cose e abbiamo affidato a una ditta esterna la verifica del problema, sopratutto rispetto alla polvere di amianto che sarebbe potuta essere presente nei locali», rileva.
La ditta ha sistemato misuratori e ha scoperto che in realtà polvere d’amianto era presente in quantità minima, soltanto in un angolo della tribuna e assolutamente assente sul parquet. Una situazione, quindi, sicura che consentito di non chiudere immediatamente, ma attendere l’esito dei controlli dell’azienda sanitaria, opportunamente avvisata e che ha inviato i suoi tecnici.
«Ma è emerso – dice – che non sarebbe stato sufficiente chiudere né un termoconvettore né tutto il riscaldamento per risolvere il problema. Oltretutto, vista la stagione, per norma non si può scendere sotto i 15 gradi e quindi comunque la struttura sarebbe stata inagibile».
La chiusura creerà certo difficoltà alle squadre e associazioni che si allenano e giocano al palazzetto: pallavolo e boxe dell’Ar Fincantieri, ma anche pallacanestro e arti marziali. L’assessore spiega come sia stato informato il gestore della palestra, l’Ar Fincantieri, appunto, con il presidente Carlo Fucile, che assieme alla consulta sport, con il presidente Abram, ha valutato la situazione per trovare delle soluzioni di emergenza. Per domani è convocata una riunione con le società sportive cittadine per riuscire a “incastrare” le attività in quelle già svolte in altre palestre.
Luise ha chiesto, quindi, al sindaco di fare il punto della situazione impianti in città e di avviare un tavolo di confronto e di lavoro a cui far partecipare anche la Provincia e la Regione.
«Occorre investire le risorse senza buttare via i soldi», dice ancora, chiedendo se valga la pena fare un intervento costosissimo su una struttura ormai vecchia e quindi «usare risorse senza dare poi risposte reali. È meglio concentrarsi allora su altri progetti» quali la realizzazione di un palazzetto mandamentale, cosa che l’assessore aveva già proposto all’inizio del suo mandato.
«Dobbiamo ragionare su questo perché non c’è miglior ammortizzatore sociale dello sport. Non vogliamo fare gli arroganti – conclude –, ma non si devono spendere milioni e milioni di euro. Basterà avere una struttura funzionale, che risponda a esigenze sovraccomunali». 
 
Il Piccolo, 30 novembre 2008
 
PROVVEDIMENTO DEL SINDACO  
Polveri di amianto, chiuso il palasport  
Rimaste senza palestra le squadre di volley e 500 tra atleti e studenti 
RISCONTRATE SULLE TRIBUNE TRACCE DEL MINERALE PROVENIENTI DALL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
 
 
Il palazzetto dello sport di via Rossini da venerdì sera non è più agibile a causa della presenza, seppur minima, di polveri d’amianto, prodotte dalle cattive condizioni della coibentazione dell’impianto di riscaldamento vecchio di 40 anni. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto, dopo le verifiche affidate a una società specializzata e i sopralluoghi dell’Azienda sanitaria, ha emesso l’ordinanza che ha decretato la chiusura dell’edificio a tempo indeterminato. Una decisione dovuta, come ha spiegato ieri l’assessore allo Sport Michele Luise, ma non facile. Il palazzetto dello sport è frequentato da oltre 500 tra atleti e bambini e ragazzi che frequentano le attività organizzate dall’Ar Fincantieri e ai quali vanno aggiunti anche gli studenti della sezione classica del liceo scientifico e dell’indirizzo alberghiero dell’Istituto professionale. L’edificio funziona infatti anche come palestra scolastica ed è evidente come la chiusura sta già creando enormi problemi.
L’Antonveneta di B2 femminile di pallavolo, campionato nazionale, avrebbe dovuto giocare in casa questo fine settimana e solo la disponibilità della Fipav pallavolo ha consentito di spostare la partita a Villa Vicentina. In assenza di un’alternativa, lo scontro sarebbe stato perso a tavolino per Monfalcone. L’assessore Luise ha convocato quindi per domani un incontro urgente con l’Ar Fincantieri, che gestisce fra l’altro l’impianto, la Consulta dello sport e i tecnici comunali per tentare di trovare delle soluzioni tampone che consentano di proseguire i campionati, ma anche l’attività giovanile. Luise ha però anche già chiesto al sindaco di aprire un tavolo con la Provincia, consiglieri regionali, Coni per fare il punto della situazione in materia di impiantistica sportiva e prendere delle decisioni conseguenti, vista anche l’insufficiente capienza della palestra polifunzionale di via Baden Powell.
Il problema del palasport, la cui età stava comunque già facendosi sentire in modo evidente, è emerso tre settimane fa a causa di un guasto dell’impianto di riscaldamento. «Siamo intervenuti e sono emerse le condizioni delle tubature coibentate in amianto – ha spiegato Luise -. Sono scattate subito le procedure per verificare lo stato delle cose. Abbiamo affidato a una ditta esterna specializzata l’incarico del controllo e, in base ai rilievi, abbiamo avvisato l’Ass per avere un giudizio sull’agibilità della struttura che alla fine è stato negativo, anche se va detto che minime tracce di polvere d’amianto sono state rinvenute in un solo punto delle tribune». Non è nemmeno pensabile, vista la stagione, chiudere il riscaldamento e basta, perché se la temperatura scende sotto i 15 gradi, il palazzetto comunque non è agibile. «Ci rendiamo perfettamente conto dei problemi creati all’attività agonistica e non agonistica – ha detto ieri Luise -. Proprio per questo non abbiamo dato subito l’allarme, anche perché era possibile che fosse sufficiente un intervento tampone per arrivare alla primavera. Dopo il primo sopralluogo dell’Ass pareva bastasse escludere un solo termoventilatore, ma il secondo ha escluso questa possibilità e quindi per precauzione è scattata l’ordinanza da parte del sindaco». La chiusura del palazzetto impone comunque, secondo Luise, una riflessione e una decisione in materia di strutture, «soprattutto se si crede che lo sport abbia una funzione di ammortizzatore sociale nel nostro territorio». L’assessore pensa sempre a un palazzetto di portata mandamentale da 3mila posti, anche se il problema di fondo resta quello della tempistica della realizzazione, al di là del reperimento dei fondi. L’ente locale invece a questo punto sta valutando se e come mettere mano al palazzetto di via Rossini, perché le carenze dell’edificio non si fermano all’impianto di riscaldamento. «Soprattutto a Monfalcone, già provata dal dramma dell’amianto, viene prima di tutto la salute – ha affermato ieri il presidente dell’Ar Fincantieri Carlo Fucile -. Il problema creato però dalla chiusura del palazzetto è enorme. Sono tra le 500 e le 600 persone a frequentare la struttura, scuole escluse».
Laura Blasich

Il Piccolo, 01 dicembre 2008
 
DOPO LA CHIUSURA DELL’IMPIANTO DI VIA ROSSINI PER LA PRESENZA DI POLVERI DI AMIANTO
Seicento giovani a caccia di una palestra Luise rilancia: «Palasport da 3000 posti» 
Oggi incontro tra Comune, società e Consulta per trovare una soluzione a breve termine

 
Seicento giovani all’improvviso senza palestra: match di volley di campionati nazionali da spostare, centinaia di atleti e mini-atleti senza un parquet di allenamento, pugili costretti a traslocare, studenti senza un luogo per l’educazione fisica. L’ordinanza di chiusura immediata del palasport di via Rossini da parte del sindaco Gianfranco Pizzolitto, per la riscontrata presenza di tracce di amianto provenienti dall’impianto di riscaldamento, rischia di mettere in ginocchio il mondo dello sport cittadino. La chiusura del palazzetto per amianto era forse prevedibile visti i 40 anni di età dell’edificio, ma riapre la questione della presenza e delle bonifiche del minerale-killer non ancora completate a 16 anni dall’entrata in vigore della legge 257 del 1992 di messa al bando dell’amianto in Italia.
Oggi pomeriggio, Comune, società e Consulta dello sport si incontreranno per definire un piano per l’immediato, a media e a lunga scadenza. Ma quali soluzioni si profilano? L’assessore allo Sport Michele Luise non nasconde una grande preoccupazione: «Per l’immediato – afferma – non ci sono alternative. Dovremo trovare ospitalità negli impianti mandamentali, magari fornendo un supporto economico alle società e alle famiglie. Per il lungo termine, ritengo che vada ripresa in esame la proposta di un palasport-contenitore a livello mandamentale». E sul sito Luise prospetta due proposte: un’area baricentrica della provinciale Monfalcone-Grado o, addirittura, l’area dell’ex discoteca Hippodrome, accanto al campo sportivo di via Boito, in totale abbandono da anni e la cui conversione in mini centro commerciale sembra sempre più problematica.
Ma è l’immediato a preoccupare le società. L’Ar Fincantieri, che con le sue squadre di volley occupa ogni giorno la struttura, chiede il ripristino immediato dell’agibilità del palazzetto. E questa soluzione porterà oggi al tavolo tecnico aperto dall’assessore Luise. Ma sedi alternative servono a tutte le attività finora ospitate dal palazzetto, cioé pallavolo femminile e maschile, ginnastica artistica, pugilato, motricità per i più piccoli, e frequentate da oltre 500 persone. Senza contare gli studenti della sezione classica del liceo scientifico e dell’indirizzo alberghiero del Professionale che la utilizzavano ogni mattina. La chiusura del palazzetto, arrivata dopo i sopralluoghi effettuati dall’Ass a seguito del guasto dell’impianto termico che ha fatto emergere la presenza di amianto, rischia di mettere a rischio non solo o non tanto i campionati, con quanto ne consegue anche sul piano economico, ma anche tutta l’attività giovanile e dilettantistica e il regolare svolgimento degli allenamenti.
«Ci siamo preparati per tempo, fortunatamente – afferma il presidente dell’Antonveneta che milita nel campionato di B2 femminile, Roberto Lorenzini -, e quindi abbiamo trovato e troveremo ospitalità dalle società del vicinato per le 9 partite che ancora ci rimangono da giocare in casa. Resta il problema degli allenamenti che per le prime squadre sono giornalieri, perché è quasi impensabile trovare spazi a Monfalcone». La pallavolo dell’Ar Fincantieri conta oltre 200 atleti e, quindi, la società prevede un possibile ridimensionamento dell’attività non agonistica.
«A preoccupare sono le tempistiche della soluzione del problema – aggiunge Lorenzini -, perché abbiamo fatto valutare la situazione da tecnici e sembra che il guasto all’impianto di riscaldamento si possa risolvere a breve. Per quel che riguarda l’amianto, i valori invece sono nella norma e la presenza di polveri è concentrata in una piccola zona delle tribune. Se c’è la volontà di mettere mano alla questione, credo che tempo un mese il problema potrebbe essere risolto. Anche se penso che il palazzetto non sarà più aperto in questa stagione». Lorenzini ritiene, in ogni caso, che la via da praticare sia quella di rimettere in carreggiata l’impianto di via Rossini, la cui capienza, circa 250 posti a sedere, viene ritenuta sufficiente dalla società.
A dover fare i conti con l’esigenza di individuare una sede alternativa c’è anche il settore pugilistico dell’Ar Fincantieri, che conta una trentina di atleti, tra amatori e agonisti. «Ci sono allenamenti e appuntamenti da rispettare – spiega Moreno Luxich, uno degli insegnanti -. Il settore è in ripresa, c’è stato il cambio generazionale, abbiamo dei risultati. Auspico davvero che la cosa si risolva quanto prima, perché per noi si tratterebbe di spostare il ring e le attrezzature per l’allenamento».

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Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
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