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Il Piccolo, 18 agosto 2009 
 
ESATTAMENTE 2 ANNI FA SI CONCLUSE LA CLAMOROSA OCCUPAZIONE DEL SILOS  
Ineos, altri 12 mesi di mobilità per cento Solo nel 2011 la fine della riconversione
 
 
Sono scesi ormai due anni fa dal silos dell’ex Adriaplast ed ex Ineos Films, dov’erano rimasti diversi giorni per cercare di salvare il proprio posto di lavoro e quello di altri 150 colleghi. Il silos nel frattempo è scomparso, mangiato dalle ruspe che stanno lavorando alla riconversione del sito industriale del Lisert, e i “pirati” dell’Ineos non hanno ottenuto quanto invece hanno portato a casa con la loro protesta i colleghi della Innse di Milano, acquistata da Camozzi che riattiverà la produzione mantenendo tutti i posti di lavoro. L’ex Ineos, chiusa nell’aprile 2007 dall’omonima multinazionale britannica a nemmeno due anni dall’acquisto da Solvay, è stata sì acquistata da Mangiarotti, ma la riconversione in stabilimento per la produzione di grandi componenti per il nucleare si concluderà appena verso la fine del prossimo anno-inizio 2011. Intanto per i primi lavoratori, quelli con un’età sotto i 40 anni, la mobilità scade in questi giorni. Si tratta comunque solo di due-tre persone alla cui ricollocazione sta attivamente lavorando la Provincia, mentre sono 94 quelli con un età sopra i 40 anni che rimangono ancora in mobilità per almeno un altro anno, però con un’indennità ridotta e che si aggirerà tra i 500 e i 600 euro al mese. «Il caso Ineos è quindi tutt’altro che chiuso – sottolinea Tiziano Pizzamiglio, già coordinatore della Rsu di stabilimento, uno dei lavoratori che protestarono salendo sul silos -. Abbiamo avuto di recente incontri con la Provincia, che si sta impegnando molto per individuare delle opportunità di lavoro. Va detto, però, che i corsi di riqualificazione e formazione professionale previsti due anni fa partiranno forse solo a settembre. Più il tempo passa più si creano situazioni pesanti, però, perché ci sono famiglie che scoppiano e lavoratori che entrano davvero in crisi». Insomma, a due anni dalla discesa dal silos, «molto c’è ancora da fare e da applicare». Ecco perché alcuni degli ex lavoratori Ineos stanno pensando, se non arriveranno a breve segnali concreti, di riprendere le fila dell’attività di sensibilizzazione effettuata nei mesi successivi alla chiusura della fabbrica, storica presenza per Monfalcone grazie a Solvay. «Sì, c’è un gruppo di persone disposto ad attuare – conferma Pizzamiglio – un’altra forma di protesta con le caratteristiche solite, quindi pacifica e democratica, ma comunque ad alta visibilità. Speriamo però non ce ne sia bisogno». Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, che sta seguendo di persona la ricollocazione delle ex maestranze Ineos, spiega come sopra i 40 anni ci siano appunto 94 persone, quindi ancora in mobilità, ma come una ventina di queste siano di fatto collocate. Una parte consistente del resto dei lavoratori sarà inserita nei corsi per magazziniere e in quelli, al via in settembre, per saldatore agganciati alle realtà industriali isontine. «Altri saranno in mobilità lunga fino al 2011 – aggiunge il presidente della Provincia -, mentre di una ventina di lavoratori abbiamo perso le tracce, nel senso che non si sono rivolti al nostro servizio per l’impiego. Stiamo in ogni caso gestendo i casi urgenti attraverso la task force dedicata, alla quale partecipa l’assessore al Lavoro Alfredo Pascolin ed è coordinata da me. Come ho promesso, non lasceremo solo neanche un lavoratore dell’Ineos».

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Il Piccolo, 27 ottobre 2008 
 
Fino a 12mila euro a chi assume i licenziati Ineos  
Incentivi alle aziende per ridurre gli effetti della crisi del settore gomma-plastica
 
 
C’è uno strumento in più per arrivare alla ricollocazione degli ex lavoratori Ineos, perché il settore produttivo della gomma-plastica rientra ormai tra le situazioni produttive di «grave crisi». E’ quanto ha stabilito la Regione a fronte della situazione di persistente difficoltà occupazionale delle aziende del settore nell’Isontino, ex Ineos in testa. La decisione della Regione nasce dalle richieste avanzate dalla Provincia di Gorizia a fronte della forte concorrenza dei produttori asiatici e dalla sovracapacità produttiva delle calandrature e della spalmatura pvc. Al momento, come spiega la Provincia, il numero dei lavoratori che nel territorio isontino operano nel settore della gomma-plastica è di circa 485 unità, suddivisi in 10 aziende. La buona parte dei lavoratori, oltre 120 persone, proviene appunto dallo stabilimento Ineos Films di Monfalcone, che dopo 12 mesi di cassa integrazione straordinaria sono stati iscritti lo scorso agosto nelle liste di mobilità. Secondo quanto hanno dichiarato l’assessore regionale Alessia Rosolen e quello provinciale al Lavoro, Marino Visintin, l’intervento promosso dalla Regione consentirà ai lavoratori posti in mobilità e alle aziende che intendano assumerli a tempo indeterminato di poter usufruire degli incentivi, che variano da 3mila a 12mila euro, come previsto dall’articolo 48 della legge regionale 9 agosto 2005, e di partecipare a corsi di riqualificazione professionale. In questo senso si è già mossa la Provincia, ottenendo la disponibilità di massima degli ex lavoratori Ineos che non hanno già trovato un altro impiego. L’assessore provinciale ha inoltre dato mandato all’Ufficio di collocamento di via Valentinis di effettuare incontri specifici per gli impiegati e i lavoratori ultracinquantenni della fabbrica di via Timavo. Visintin ha sottolineato più volte l’urgenza di arrivare a un reinserimento nel modo del lavoro per le ex maestranze Ineos. La scadenza della mobilità, agosto del 2009, del resto arriverà quasi due anni prima la riattivazione del sito produttivo da parte della Mangiarotti, che in questi giorni ha illustrato il proprio progetto nella sede della Provincia. Mangiarotti ha annunciato 100 milioni di euro di investimento e due anni e mezzo di lavoro per trasformare l’ormai ex sito dell’Ineos in una piattaforma logistico-produttiva da cui esportare impianti nucleari praticamente chiavi in mano. Mangiarotti intanto acquisterà l’area di 280mila metri quadri a titolo definitivo nel giro di un mese. «Per noi si tratta di un investimento indispensabile per completare i nostri piani di espansione nel settore nucleare – ha spiegato Paolo Di Salvio, numero uno dell’azienda codroipese, presentando il programma messo a punto dal suo staff tecnico -. Realizzeremo un capannone attrezzato da 30mila metri quadrati nel quale verrà effettuato l’assemblaggio finale della componentistica proveniente dai nostri stabilimenti di Sedegliano, San Giorgio di Nogaro e Milano». Nei prossimi mesi scatterà quindi una serie di assunzioni mirate, a tutti i livelli: dagli ingegneri ai periti, fino agli operai Mangiarotti ha chiarito di essere alla ricerca di personale altamente qualificato per l’insediamento di Monfalcone.

Messaggero Veneto, 24 ottobre 2008 
 
L’ex Ineos è stata acquistata dalla Mangiarotti  
Monfalcone: nei prossimi due anni la società di Sedegliano investirà circa 100 milioni di euro nell’area
 
 
MONFALCONE. L’area industriale ex Ineos di Monfalcone verrà acquisita entro la fine dell’anno dalla Mangiarotti spa, azienda storica di Pannellia di Sedegliano, in provincia di Udine. E’ quanto ha affermato ieri mattina, a Gorizia, il presidente della società, Paolo Di Savio, nel corso di un incontro con l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin.
Specializzata nella progettazione e nella produzione di speciali apparecchi di processo, quali colonne di distillazione, scambiatori di calore e reattori, la Mangiarotti spa intende utilizzare circa 30mila metri quadrati dell’area di Monfalcone sia per la linea produttiva, sia per quella di assemblaggio della produzione degli altri stabilimenti della società, vale a dire quelli di San Giorgio di Nogaro, di Sedegliano e, soprattutto, di Milano.
Avendo inoltre acquisito, alla fine del 2007, il 70% delle azioni dell’Ansaldo Camozzi di Milano, la Mangiarotti è ormai entrata a pieno titolo nel settore di produzione delle parti meccaniche della cosiddetta “isola” delle centrali nucleari.
Nei prossimi due anni la società di Sedegliano investirà circa 100 milioni di euro nell’area ex Ineos, cifra necessaria per realizzare un moderno impianto in grado di produrre apparecchiature tanto sofisticate quanto imponenti da esportare in tutto il mondo. Ecco allora l’importanza del sito di Monfalcone e dello sbocco sul mare che può offrire, una condizione ritenuta indispensabile per il trasferimento via nave di componenti la cui mole renderebbe difficile l’uso di altri mezzi di trasporto.
Come ha spiegato l’assessore provinciale, Marino Visintin, con il nuovo insediamento industriale, la Mangiarotti spa avrà bisogno di reclutare nuovo personale che, operando in un settore manifatturiero di nicchia, dovrà necessariamente essere altamente specializzato. Ingegneri, tecnici, saldatori, carpentieri e personale addetto alla manutenzione con una preparazione adeguata al settore specifico in cui si troveranno ad operare. Una necessità che ha spinto i vertici della Mangiarotti spa a rivolgersi proprio alla Provincia di Gorizia.
La quale ha mobilitato i propri uffici sia per reclutare il personale più qualificato, sia per organizzare, in accordo con la Regione, dei corsi di riqualificazione per tutti quei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro dall’attuale crisi occupazionale.
I corsi, completamente gratuiti, coinvolgeranno circa 200 persone e avranno una durata di 400 ore, gran parte delle quali verrà svolta nelle diverse aziende che già hanno aderito al progetto, tra cui la stessa Mangiarotti spa. Una parte dei “corsisti” verrà assunta direttamente dalla Mangiarotti, anche se la società ha già chiesto alla Provincia di Gorizia di poter disporre fin da subito di 35 operai specializzati da impiegare nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro. 
 

Il Piccolo, 24 ottobre 2008 
  
INVESTIMENTO DI 100 MILIONI 
La Mangiarotti entro un mese va all’acquisto delle aree ex Ineos  
L’azienda produrrà a Monfalcone impianti nucleari per l’estero
 
 
Cento milioni di euro e due anni e mezzo di lavoro per trasformare l’ormai ex sito dell’Ineos in una piattaforma logistico – produttiva da cui esportare impianti nucleari – e non solo quelli – praticamente chiavi in mano. È particolarmente ambizioso il progetto che la Mangiarotti intende varare per rimettere a nuovo l’area di via Timavo, che nel giro di un mese acquisterà a titolo definitivo. «Per noi si tratta di un investimento indispensabile per completare i nostri piani di espansione nel settore nucleare – ha spiegato Paolo Di Salvio, numero uno dell’azienda codroipese, presentando ieri, in Provincia, il programma messo a punto dal suo staff tecnico -. Realizzeremo un capannone attrezzato da 30mila metri quadrati nel quale verrà effettuato l’assemblaggio finale della componentistica proveniente dai nostri stabilimenti di Sedegliano, San Giorgio di Nogaro e Milano (quest’ultimo ospita l’Ansaldo Camozzi, recentemente acquisita al 70% dal gruppo friulano, ndr)».
Operazioni molto più complesse di quello che si potrebbe pensare. Su questo punto è sufficiente dire che dovranno essere movimentati pezzi che possono arrivare a un peso anche di 300 tonnellate. Anche per questa ragione Di Salvio ha già anticipato che nei prossimi mesi scatteranno una serie di assunzioni mirate, a tutti i livelli. «Dagli ingegneri ai periti, fino agli operai siamo alla ricerca di personale altamente qualificato per l’insediamento di Monfalcone – ha aggiunto -. Il completamento delle lavorazioni che effettueremo nell’Isontino avrà un valore strategico». Un aspetto, quello occupazionale, che vedrà coinvolto da vicino l’assessorato provinciale al Lavoro, guidato da Marino Visintin. «L’arrivo della Mangiarotti non può non essere salutato con grande positività – ha commentato -. È chiaro, però, che se la manodopera isontina vuole essere coinvolta in questo grande progetto deve fare un salto di qualità. Noi ci stiamo già muovendo in questa direzione e presto proporremo una serie di importanti proposte formative». Proposte formative che saranno articolate su moduli da 400 ore che prevederanno anche periodi di tirocinio direttamente nelle aziende. Una di queste realtà coinvolte è proprio la Mangiarotti, che accoglierà a San Giorgio una parte dei corsisti. «Ci scontriamo con un mercato del lavoro che non offre quella preparazione di cui, invece, abbiamo grande bisogno – ha fatto notare Di Salvio -. Un problema che per noi è di notevole rilevanza». Attualmente i dipendenti della società codroipese sono 350.
Nei prossimi anni il nuovo sito di Monfalcone trainerà una crescita «significativa» del numero delle maestranze che, però, stando a quanto riferiscono i dirigenti, «non è ancora quantificabile con precisione». La scelta di acquistare l’area Ineos è stata fatta soprattutto alla luce delle capacità di Portorosega. «Non comparabili con Porto Nogaro, specie in termini di pescaggio – ha evidenziato il presidente della Mangiarotti -. Il 95% della nostra produzione, buona parte della quale è rappresentata dalla realizzazione di impianti ad alta e altissima pressione per l’industria petrolifera, sia di estrazione che di raffinazione, e quella del gas, prende la via dell’estero». In un quadro di questo tipo ha una certa rilevanza anche la presenza dello scalo aeroportuale di Ronchi. «Tutte le fasi della progettazione e della costruzione, nonché dell’assemblaggio, della componentistica nucleare sono seguite dai tecnici dei Paesi nei quali gli impianti vanno a finire. Ospitiamo spesso esperti provenienti dal Nord Europa, dal Sudamerica, dagli Usa, dall’Asia – ha evidenziato Di Salvio –. Avere a disposizione a pochi chilometri di distanza un aeroporto internazionale è fondamentale per mantenere e rafforzare i nostri contatti globali».
In gennaio, una volta completata la procedura di acquisto degli oltre 200 mila metri quadrati di via Timavo, la società presenterà al Comune i dettagli del progetto che intende sviluppare. «Ci auspichiamo un iter burocratico rapido – ha anticipato il direttore generale Davide Vanin – in modo da partire al più presto con la costruzione del capannone». Se non ci saranno intoppi, nella primavera del 2011 la struttura dovrebbe diventare operativa a tutti gli effetti.
Nicola Comelli

Il Piccolo, 19 ottobre 2008 
 
Cinquanta dell’ex Ineos ai corsi di formazione  
L’iniziativa servirà a preparare i lavoratori alle nuove mansioni previste della Mangiarotti Spa 
La nuova azienda non potrà iniziare la produzione prima della seconda metà del 2010
 
 
Oltre una cinquantina di ex lavoratori Ineos hanno partecipato all’incontro promosso dalla Provincia nell’Ufficio del lavoro dell’ex Gaslini, dando la propria disponibilità di massima a partecipare ai corsi di formazione per saldatori, carpentieri e congegnatori meccanici per poter quindi essere reinseriti nel mondo del lavoro. Il servizio provinciale di collocamento effettuerà comunque degli incontri appositi con gli impiegati della fabbrica, che la multinazionale britannica Ineos ha deciso di chiudere nell’aprile del 2007 (dopo averla acquistata solo due anni prima da Solvay), e con i lavoratori ultracinquantenni.
«Stiamo preparando il bando per la realizzazione dei corsi – spiega l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin – legati a professionalità nuove per questi lavoratori, ma di cui c’è estrema richiesta a Monfalcone e come pure nel resto dell’area isontina».
Già al momento attuale e a prescidente quindi dalla riconversione dello stabilimento di via Timavo da parte della Mangiarotti Spa, che a Monfalcone sembra voler trasferire la produzione di reattori, generatori di vapore e accessori per le centrali nucleari da esportare poi nel mondo. «Mi sembra positivo che molti dei lavoratori presenti abbiano dato la loro disponibilità a frequentare i corsi – afferma l’assessore provinciale Visintin -, perché c’è urgenza di andare al ricollocamento di queste persone». La mobilità scattata nel corso dell’estate si chiuderà infatti a metà agosto del 2009, mentre il sito ex Ineos ed ex Adriaplast, un tempo occupato dalla Solvay, sarà riconverito e rientrerà in attività a un anno e mezzo dall’avvio dei lavori, quindi non prima della seconda metà del 2010 (quanto meno). L’assessore provinciale al Lavoro auspica quindi che nel corso della settimana possa finalmente essere approvato il riconoscimento dello stato di crisi per il settore della gomma-plastica nell’Isontino che di fatto mette a disposizione ulteriori strumenti per incentivare il ricollocamento dei lavoratori coinvolti. La Mangiarotti Spa ha comunque intanto assunto una decina di manutentori ex dipendenti Ineos, che saranno impiegati per ora negli stabilimenti della società situati in friuli e in Veneto.

Il Piccolo, 07 agosto 2008 
 
OCCUPAZIONE  
Via ai licenziamenti alla Ineos: senza lavoro 93 dipendenti  
Da metà mese: epilogo di una crisi iniziata nell’aprile 2007 
Rsu e Provincia chiedono a Regione un impegno per favorire le riassunzioni
 
 
Ineos e Mangiarotti hanno firmato il preliminare per la cessione dello stabilimento ex Solvay di via Timavo, ma il perfezionamento dell’accordo avverrà solo nei prossimi mesi. Dalla fine della prossima settimana, dal 16 agosto per l’esattezza, 93 dei 154 lavoratori della fabbrica di materie plastiche entreranno in mobilità, saranno cioè di fatto licenziati e senza più un lavoro. Ineos sta non a caso provvedendo al pagamento dei trattamenti di fine rapporto in questi giorni che precedono la chiusura della cassa integrazione straordinaria, aperta poco meno di un anno fa, dopo che ad aprile del 2007 la società aveva formalizzato l’intenzione di dismettere lo stabilimento di Monfalcone. Acquistato da Solvay, vale forse la pena di ricordare, nei primi mesi del 2005. Il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, e l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin, hanno quindi incontrato ieri pomeriggio la Rsu per fare il punto della situazione e stabilire la linea da seguire per il prossimo futuro. «E’ fondamentale la tenuta del fronte sindacale – sottolinea Vinsintin – e del rapporto creato con la Provincia, perchè credo che i primi incontri con la nuova proprietà ci saranno appena a settembre e nel frattempo i lavoratori dello stabilimento di via Timavo saranno ex dipendenti di Ineos». Vanno inoltre tenute le fila del dialogo aperto in questi giorni con la nuova giunta regionale, che Visintin e la Rsu hanno trovato molto attenta e preparata sul caso Ineos. Dagli assessori regionali al Lavoro, Alessia Rosolen, e alle Attività produttive, nonché vicepresidente della giunta, Luca Ciriani, Provincia e rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto rassicurazioni circa l’impegno della Regione per favorire il rilancio del sito e il riassorbimento dei lavoratori. «Gli assessori Rosolen e Ciriani – afferma Visintin – hanno espresso la volontà di contattare la Mangiarotti per avere un quadro chiaro del piano industriale per Monfalcone. La Regione ha inoltre intenzione di sostenere la priorità del riassorbimento dei lavoratori che, però, dalla prossima settimana saranno appunto ex dipendenti Ineos». C’è comunque un dato positivo, perché è stato del tutto sciolto il nodo della possibilità di utilizzare la banchina di Portorosega da parte della nuova proprietà. Dalla Capitaneria di porto, autorità marittima dello scalo, è arrivato un parere favorevole all’accesso alla banchina dall’ambito dello stabilimento, che confina con il perimetro portuale. La Mangiarotti avrebbe del resto l’esigenza di effettuare solo un paio di trasporti al mese e sarebbe in grado di programmare le proprie esigenze su base quadrimestrale. L’Autorità marittima avrebbe solo chiarito come la Mangiarotti non possa contare su un accosto preferenziale, vista la situazione che esiste nello scalo. Proprio in questi giorni il presidente della Regione Renzo Tondo ha visitato lo stabilimento della Mangiarotti Spa a Panellia di Sedegliano, dove il presidente della società Paolo Di Salvo ha sottolineato il percorso di crescita intrapreso dall’azienda negli ultimi anni e che l’ha portata a specializzarsi in prodotti ad alto valore aggiunto. La società, specializzata nella realizzazione di apparecchiature per l’industria chimica e petrolchimica, è entrata di recente nel settore della produzione di componenti per l’industria nucleare. Proprio a Monfalcone Mangiarotti dovrebbe produrre scambiatori di calore per centrali nucleari, sfruttando il vantaggio logistico fornito dalla vicinanza della banchina del porto.
 
Messaggero Veneto, 07 agosto 2008 
 
Ineos, firmato dalla Mangiarotti il preliminare d’acquisto del sito 
MONFALCONE 
Ma sta per scadere la cassa integrazione per 98 lavoratori
 
 
MONFALCONE. È stato firmato il preliminare d’acquisto per la cessione dei fabbricati e delle aree di via Timavo, con la prospettiva di chiudere entro l’anno la trattativa d’acquisto tra Ineos e Mangiarotti spa, l’azienda intenzionata ad acquisire l’ex stabilimento monfalconese.
Una firma importante per il futuro dei quasi 100 lavoratori ancora in cassa integrazione e che potrebbero essere riassunti con l’avvio della nuova attività. Il condizionale, però, ancora una volta è d’obbligo, visto che in realtà i primi incontri con il nuovo imprenditore per capire strategia d’azienda e piano industriale potrebbero essere fissati dopo il periodo estivo, in settembre, quando i 98 dipendenti rimasti (dei 154 alcuni hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato, altri a tempo determinato, altri sono andati in pensione) saranno diventati “ex dipendenti”, visto che il 16 agosto si concluderà il periodo di cassa integrazione e il 17 agosto per i lavoratori Ineos scatterà la mobilità (leggi licenziamento).
È l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin, a ricordare la non facile situazione, evidenziando come comunque sia previsto per oggi un incontro fra sindacati e presidente provinciale, Enrico Gherghetta, per stabilire come procedere. «L’intenzione – dice – è mantenere stretto il contatto con sindacati e Rsu per avere sempre chiara la situazione e capire come agire. È vero comunque che Mangiarotti avrebbe già confermato di voler riassumere i lavoratori». Nei giorni scorsi la Rsu, assieme a Visintin, ha incontrato gli assessori regionali alle Attività produttive, Luca Ciriani, e al Lavoro, Alessia Rosolen, che hanno dimostrato di aver chiara la situazione dei lavoratori dello stabilimento monfalconese e hanno affermato di voler proseguire sulla linea della precedente giunta di aiuto e sostegno.
Lo stabilimento di Ineos Films dovrebbe essere acquisito dalla Mangiarotti Spa, che dovrebbe convertire il sito della produzione plastica in produzione di scambiatori di calore per centrali nucleari. La Mangiarotti, azienda leader a livello mondiale nella costruzione di apparecchiature a pressione per industrie chimiche e petrolchimiche e nel settore della generazione di energia, ha fissato però alcuni punti precisi da verificare prima di procedere all’acquisizione. Tra questi, la possibilità di avere uno sbocco al mare e quindi di poter usare l’accesso esistente al porto di Monfalcone, di cui è fornito lo stabilimento ex Solvay, utile per la movimentazione della produzione. Da parte sua, la Capitaneria di porto avrebbe già confermato la possibilità di uso della banchina, pur chiarendo che l’approdo non potrebbe essere preferenziale. (cr.vi.)

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