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Il Piccolo, 10 dicembre 2009
 
GHERGHETTA: «LE CENERI NON TORNERANNO NELL’ISONTINO»  
Rifiuti all’inceneritore di Trieste  
Proroga di 4 anni all’accordo tra la Provincia e Acegas-Aps
 
 
La frazione residua della raccolta differenziata verrà portata all’inceneritore di Trieste fino alla fine del 2015. A rassicurare sul futuro dei rifiuti dell’Isontino è Enrico Gherghetta. Il presidente della Provincia di Gorizia ha siglato nei giorni scorsi un pre-accordo con l’amministratore delegato di Acegas-Aps Cesare Pillon. Il documento in cinque punti redatto a mano proroga di 4 anni il contratto in scadenza il 31 dicembre del 2011.
«La bozza del piano provinciale dei rifiuti – spiga Ghergehtta – è terminata. Ora stiamo mettendo mano alla convenzione tra noi e la provincia di Trieste per l’utilizzo del termovalorizzatore. Intanto io e l’ingegner Flavio Gabrielcic, in accordo con l’assessore all’Ambiente Mara Cernic, abbiamo avuto un incontro preliminare con i vertici di Acegas-Aps per verificare le questioni tecniche. Anche se il piano provinciale dei rifiuti non è di loro competenza, lo hanno trovato molto interessante e lo condividono».
L’obiettivo della Provincia di Gorizia è il raggiungimento del 75% della frazione riciclabile. Nei fatti, dunque, all’inceneritore dovrebbe andare circa il 25% dei rifiuti prodotti nell’Isontino. «Si tratta di 20 o 25mila tonnellate in tutto, in ogni caso da parte di Acegas-Aps non ci è stato imposto un tetto oltre il quale non andare. La quantità che potrà essere smaltita a Trieste sarà quella necessaria e ad ogni modo a noi costerà meno che mandarle il rifiuto in discarica», assicura Gherghetta che nel ricordare che l’accordo potrà avere risvolti positivi anche per l’occupazione dell’Isontino poi aggiunge: «È importante sottolineare che nell’accordo abbiamo abolito l’articolo 4: quello relativo alle ceneri. Ceneri che in teoria oggi dovrebbero essere rimandate a Gorizia. In realtà, dal 2005 ce ne hanno mandato un’unica partita perché Acegas-Aps ha trovato il modo per riciclare anche quelle».
Per quanto riguarda i costi, dal 2011 ci sarà un inevitabile aggiornamento delle tariffe per tonnellata di rifiuto conferito. La Provincia ha chiesto un preventivo, ma il presidente rassicura i cittadini anche su questo punto: «Non ci saranno incrementi sulla bolletta perché, comunque, la cifra sarà identica a quella dell’area giuliana e, comunque, i costi saranno inferiore a quelli dello smaltimento in discarica».
L’Isontino riuscirà dunque ad eliminare tutti i suoi rifiuti? Quasi. «Rimangono circa 4mila tonnellate che non potranno andare all’inceneritore e che dovremo smaltire in altri modi. Sono quelle relative agli ingombranti e alla spazzatura strade. Per il primo problema la soluzione sono i trituratori, per il secondo stiamo vedendo se è possibile realizzare tra San Pier d’Isonzoa e Ronchi dei Legionari un piccolo impianto con il quale separare la ghiaia dalle foglie. Comunque se non riusciremo a farlo noi, Acegas è già pronta a realizzarne uno al nostro posto».
Stefano Bizzi

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Il Piccolo, 10 ottobre 2009 
 
COMUNE PIÙ VIRTUOSO DELL’ISONTINO. I FONDI DESTINATI AD ALLEVIARE LA SPESA PER I CITTADINI  
Rifiuti, città maglia rosa di riciclaggio Premio di 31 mila euro dalla Provincia
 
 
di LAURA BORSANI

Monfalcone incassa dalla Provincia di Gorizia 30.700 euro quale premio per i risultati conseguiti nel 2008 con la raccolta differenziata. E la città svetta nella classifica dei Comuni più ricicloni guadagnandosi il primo posto nell’Isontino, nonostante la sua complessità urbanistica, geografica e sociale. A fronte di una percentuale di rifiuti differenziati attestatasi stabilmente sul 60%, Monfalcone supera anche Gorizia, che ha ottenuto 12mila euro di contributo-premio. A ruota, seguono, nel mandamento, il Comune di Ronchi dei Legionari, con uno staziamento di oltre 24mila euro, e Staranzano con 15mila euro. La città dei cantieri, che ha affrontato un lungo e non facile percorso nell’applicazione del sistema di raccolta differenziata porta a porta, conquista la ribalta recitando un ruolo trainante nella provincia in fatto di capacità di differenziare, segno di rispetto per l’ambiente. Un riconoscimento che anche Legambiente ha accreditato alla città ponendola tra i Comuni con oltre 10mila abitanti più virtuosi d’Italia, in considerazione del rapporto tra quantità di materiale differenziato e qualità del servizio offerto.
Il modello Monfalcone consegna così risultati da primato. Lo annota l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, non senza soddisfazione: «Monfalcone risulta il Comune che nell’Isontino ha riciclato di più. La differenziata in città si è ormai stabilizzata sul 60%. Un dato che si riferisce solo allo smaltimento dei materiali, poichè la capacità di conferimento è superiore. Il contributo assegnato dalla Provincia – continua – premia pertanto il buon lavoro effettuato dai cittadini, ai quali rinnovo il mio ringraziamento. Ma rappresenta anche la conferma della validità del sistema messo in campo che, nell’arco di due anni, ha prodotto una vera e propria coscienza civica e ambientale tra la popolazione». Dunque 30.700 euro da spendere. Come? L’assessore non si sbilancia ritenendo prematuro indicare specifiche destinazioni. Ma fa capire quale sarà la direzione di massima: «Il contributo provinciale servirà ad alleviare l’onere economico a carico dei monfalconesi. Stiamo lavorando per definire una proposta. C’è tempo, poichè dalla comunicazione ufficiale da parte della Provincia dell’erogazione dello stanziamento, non ancora avvenuta, sono previsti tre mesi per presentare i progetti».
Soldi quindi a beneficio dei monfalconesi. Il tutto perseguendo la strada del costante monitoraggio e dell’ottimizzazione del servizio. Garantendo determinazione sul fronte delle inadempienze. L’assessore ribadisce: «Viene mantenuta alta l’attenzione per combattere gli abbandoni di rifiuti, frutto di una minima percentuale di maleducati». Contro i deliberati e recidivi abbandoni di rifiuti, vale la tolleranza zero. Lo conferma il potenziamento dei controlli sul territorio eseguiti dalla Polizia municipale: «Nell’arco di due mesi, luglio e agosto – ricorda l’assessore – le contravvenzioni sono triplicate rispetto al primo semestre del 2009, da gennaio a giugno». Intanto il sistema ”work in progress” continua, volto a migliorare e a snellire ulteriormente il servizio di raccolta. Tra le ipotesi al vaglio, c’è l’idea di installare nelle aree cittadine dove la differenziata funziona meglio, cassonetti multiriciclo sotterranei. Il conferimento avverrebbe attraverso una sorta di totem, con evidente risparmio di spazio e un migliore effetto visivo eliminando l’accumulo dei sacchi differenziati esposti durante la giornata del prelievo. «È un progetto costoso e che stiamo valutando – ha spiegato l’assessore -. È un intervento funzionale nelle aree dove vi sono problemi di spazio, ma anche potrebbe essere applicato nelle zone dove la differenziata funziona». Frittitta è ottimista: «Il nostro non è un progetto statico – conclude -, si guarda sempre avanti. Un dato è certo: abbiamo ridotto drasticamente la quantità di rifiuti migliorando la qualità dell’ambiente».

Il Piccolo, 02 agosto 2009 
 
AMBIENTE. PUGNO DI FERRO CONTRO CHI NON SI ATTIENE ALLE REGOLE DELLA RACCOLTA  
Rifiuti, ecco le prime multe: botte da 600 euro  
La task force del Comune ha colto in flagranza 13 persone che abbandonavano immondizie
 
 
di ELENA ORSI

Tredici multe nel solo mese di luglio, botte dai 100 ai 600 euro. Dopo gli avvertimenti, il Comune di Monfalcone è passato ai fatti nella lotta contro quei cittadini che non osservano il regolamento della raccolta dei rifiuti. Sta funzionando dunque la task-force di controllori pronti a stanare chi sgarra. E funzionano pure le tante segnalazioni di cittadini disponibili ad aiutare il Comune a mantenere il decoro in città.
I NUMERI. Riassume l’assessore Paolo Frittita: «Dal primo gennaio al 30 giugno, la Polizia municipale aveva elevato 22 contravvenzioni per l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Dal primo luglio ad oggi, ne sono state elevate tredici. Questo però non significa che ci si sia stato un aumento di abbandoni indiscriminati, bensì che, grazie all’azione dei cittadini, i controlli hanno avuto molto più effetto. Le contravvenzioni non hanno riguardato cittadini che hanno sbagliato nel conferire i rifiuti, o che sono stati vittime di distrazione, bensì di maleducati che più volte sono stati visto abbandonare le loro immondizie».
LE MULTE. Chi abbandona sacchetti al di fuori dei giorni stabiliti o in aree non previste rischia, se colto sul fatto, di dover sborsare dai 100 ai 600 euro. Smaltire dei rifiuti attraverso i pozzetti stradali costerà invece dai 200 ai 1500 euro se si tratta di urbani, dai 300 ai 2mila euro se invece si tratta di rifiuti classificati come speciali, mentre la manomissione di cassonetti, campane del vetro, centri di raccolta sarà punita con una sanzione dai 200 ai 1000 euro.
I CONTROLLI. Il Comune di Monfalcone aveva dato il via, a inizio mese, alla campagna di «zerozerosette dell’immondizia», con operatori della Polizia municipale alla ricerca di trasgressori, seguendo le segnalazioni e le denunce arrivate dalla stessa popolazione monfalconese. Le modalità con le quali la campagna di controllo totale è stata attuata sono top secret. Ma quello che si sa è che si è intervenuti con appostamenti mirati, documentazione fotografica e sorveglianze su segnalazioni precise dei cittadini. Che hanno individuato i maleducati e li hanno denunciati. «Dico grazie ai cittadini che hanno inviato le segnalazioni, anche tramite mail: ci sono state molto utili, e vi prego di continuare a farle», chiosa Frittitta.
 
La differenziata cresce ma a rilento Si farà il terzo giro dell’umido  
 
Una categoria speciale per Gorizia e Monfalcone, che preveda un terzo giro dell’umido di «default», lo smaltimento delle alghe e la conferma dei cassonetti condominiali. Le nuove linee guida della raccolta differenziata, appena approvate dalla giunta provinciale, prevedono novità anche per Monfalcone. Che si trova tra le città meno che riciclano di meno in provincia. Con una scusante, però: il sistema è partito ben dopo gli altri. Secondo la Provincia Monfalcone si ferma al 58,47%; peggio, in provincia, fa solo Gorizia (52,50%) e Grado (attorno al 20) che però è esclusa dal sistema. Spiega l’assessore provinciale Mara Cernic. «Monfacone ha iniziato dopo tutti gli altri Comuni e ha fatto finora un bel lavoro. Tanto da raggiungere comunque una percentuale oltre il 50 per cento in un solo anno, crescendo rispetto al 40 del 2007. È una realtà urbana molto complessa e come tale ha le sue peculiarità». Per questo, le linee guida previste dalla giunta vedono la creazione di una ‘classe a parte’ per Gorizia e Monfalcone tra le quattro previste dal piano. Le altre tre prevedono delle direttive per Grado (che farà classe a sè), per i Comuni dai 4mila abitanti in su e per quelli al di sotto di tale limite. Il piano provinciale prevede per Monfalcone il terzo giro dell’umido “di serie” (mentre ora era stato deciso sulla base di una necessità), nonchè il mantenimento della specialità dei cassonetti per i condomini, anch’esso previsto inizialmente come sperimentale. (e.o.)

Il Piccolo, 03 agosto 2009

SEGNALATA DA LEGAMBIENTE NEL RAPPORTO 2008 
La città? È tra le più ”riciclone” 
Monfalcone al 126.o posto tra i Comuni con oltre 10mila abitanti

Monfalcone è uno dei Comuni più ricicloni d’Italia. La conferma viene dal rapporto 2008 di Legambiente, che colloca la città dei cantieri al 126° posto nella classifica nazionale, tra le città con oltre 10mila abitanti che si sono dimostrate più attive nella politica di recupero e differenziazione dei rifiuti. Questo, sottolinea l’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta, riguardo all’impegno di Monfalcone nei confronti della raccolta differenziata. «Ringrazio l’assessore Cernic per le parole spese per Monfalcone – spiega Frittitta -. Anche le modifiche previste dal piano provinciale sono il risultato di un impegno importante».
Per quanto riguarda il dato che vede Monfalcone agli ultimi posti della classifica dei Comuni in provincia, Frittitta sottolinea che «si deve considerare anche la complessità della nostra situazione, che non si può mettere alla pari di realtà meno complicate». D’altra parte l’impegno è confermato proprio dai dati di Legambiente. «E questo è per noi un grande risultato – spiega Frittitta – perché è un grande merito della città e dei cittadini, ai quali va il nostro grazie». Il giudizio di Legambiente viene a sancire in primo luogo la bontà del progetto, ma anche l’applicabilità sul territorio, l’attenzione nell’informazione e nella comunicazione, specie con i soggetti del territorio (in primis le scuole), e il senso civico dei cittadini.

Il Piccolo, 06 giugno 2009 
 
Rifiuti, il Comune chiude le ecopiazzole  
Decisione contestata dai quartieri: «Servono ancora» 
È stata accolta la domanda dell’Emisfero di andare all’ampliamento del no-food
 
 
Il Comune vuole chiudere le isole ecologiche. E i quartieri protestano. In particolar modo, il rione Romana-Solvay che si troverebbe, se la proposta dell’amministrazione andrà in porto, a rinunciare alla sua isola econologica. La notizia, caduta come un fulmine a ciel sereno visto che mai si era parlato di modifiche al piano della raccolta in città, è stata data durante l’ultimo incontro rioni-amministrazione comunale, svoltosi giovedì sera, quando ai presidenti dei Comitati di rione presenti è stato accennato al fatto che alcune isole costano troppo, che vengono usate poco e che quindi si sta pensando di eliminarle. Si comincerebbe con due, quelle di via Romana e di Panzano. E subito le voci contrarie si sono levate. «Ciò che stupisce – afferma il presidente del rione Romana Solvay, Giorgio Busatto – è che a questo fatto non si era mai accennato, mentre a noi piacerebbe poter discutere di decisioni che riguardano da vicino il quartiere. Inoltre, anche se ci sono persone che usano le isole come discariche, non è questo il modo di risolvere la questione. Se la Tarsu è aumentata del 10% e i servizi vengono tagliati per i costi, dove andremmo a finire? Ora spariranno anche i cassonetti condominiali? Sarà anche vero che queste isole non vengono usate molto e che rimane attivo il punto di raccolta di Panzano – afferma ancora Busatto – ma quanti cittadini di Aris o di via Romana attraverserebbero tutta la città con il pattume nell’auto per andarlo a depositare lì? Considerato che siamo d’estate, le ”isole” dovrebbero rimanere aperte anche perchè, specie in alcuni quartieri periferici, sono tutte quanto mai utili». Lo stesso hanno sottolineato, avanzando la loro perplessità alla decisione, anche gli altri presidenti di rione. (e.o.)

Il Piccolo, 24 agosto 2009 
 
PROMESSE MANCATE  
Beffa-rifiuti: sconti Tarsu solo nel 2012
 
 
di LAURA BORSANI

Per vedere ridurre la tariffa sui rifiuti i monfalconesi dovranno aspettare almeno fino al 2012. Fino ad allora non è possibile prevedere alcuno sconto. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto aveva considerato la prospettiva di tradurre la raccolta porta a porta costata ”lacrime e sangue” in effettivi benefici per i cittadini attraverso l’abbattimento della Tarsu. Tenendo conto di più fattori. A partire dal principio secondo il quale, a fronte dei costi derivati dal servizio di raccolta dei rifiuti, non possono che conseguire parallelamente anche le minori spese di smaltimento, legate alla progressiva riduzione del conferimento in discarica. Il primo cittadino considerava il raggiungimento del 65% di differenziata entro il 2012 quale riferimento fondamentale per poter dare un senso concreto alla raccolta, finalizzata a tradursi, in ultima battuta, in un beneficio economico per i cittadini attraverso la riduzione della tariffa, riconoscendo lo sforzo dimostrato dagli utenti. Il tutto valutando anche gli importanti snodi, ai fini dell’abbattimento dei costi, rappresentati dall’appalto unico di Iris per i servizi di raccolta e dalla vendita del ramo gas della società.
SLITTA LO SCONTO. Ma, cifre e proiezioni alla mano, per i monfalconesi bisognerà attendere prima di veder pesare di meno sul portafoglio la Tarsu. Tutto, insomma, slitta oltre il 2012. Quest’anno peraltro la Tarsu è stata aumentata del 10% per fronteggiare le maggiori spese dell’ente locale sul fronte socio-assistenziale, con i tagli nel settore per i disabili, per le famiglie in disagio economico e per le nuove povertà. Una scelta, dunque, anche politica. Che presuppone, tuttavia, il congelamento della tariffa almeno per i prossimi tre anni. Ai fini degli equilibri economici e della copertura al 100% della spesa-rifiuti prevista dalla legge, si può ragionevolmente pensare a un reale abbattimento della Tarsu per i cittadini solo qualora il costo del servizio scendesse sotto i 4,4 milioni di euro, importo corrispondente all’incasso della Tarsu.
I COSTI. Intanto il Comune fa i conti con i costi dal 2009 al 2012. Mettendo in conto due importanti fronti di possibile abbattimento della spesa a carico dell’ente locale, l’esternalizzazione del servizio di raccolta da parte di Iris, prevista a settembre e slittata si presume a gennaio prossimo, e la vendita del ramo gas della società.
APPALTO DI IRIS. Sull’appalto di Iris attraverso l’affidamento a terzi dei servizi di gestione integrata della raccolta, il Comune di Monfalcone si attende visibili risparmi. Lo si evince dall’atto aggiuntivo al contratto stipulato con la multiutility nel marzo scorso, che prevede anche le relative Ipotesi previsionali dei Servizi ambientali per gli anni 2009-2012. Nell’accordo viene stabilito che il ribasso d’asta verrà riconosciuto interamente al Comune, a titolo di minore costo. Le previsioni così stimate indicano in tre scaglioni l’abbattimento dei costi nei prossimi tre anni. Si ipotizzano pertanto i ribassi d’asta del 5%, del 10% e del 15%. Con ciò prevedendo altresì una penale del 3% sul costo dei soli servizi messi in gara fino all’effettivo svolgimento dell’attività da parte del vincitore della gara di appalto. Le previsioni di minore costo tengono conto di efficienze interne e del contenimento dei costi esterni, tali da portare il valore delle spese generali, applicate a livello provinciale al 12%, a un valore dell’8% fissato nel 2012.
AGEVOLAZIONI. Secondo le ipotesi formulate nell’atto aggiuntivo al contratto con Iris, questi sono i costi complessivi dal 2010 al 2012 a carico dell’ente locale beneficiando dei tre ribassi d’asta prospettati. Nel 2010 con il ribasso del 5% la spesa comunale è quantificata in 4,8 milioni di euro, con il 10% in 4,7 milioni e con il 15% in 4,6 milioni. Nel 2011 i costi sono ipotizzati rispettivamente in 4,8 milioni (5%), 4,7 milioni (10%) e 4,6 milioni (15%). Nel 2012, infine, si parla di 4,8 milioni di spesa per il Comune con il ribasso del 5%, 4,8 milioni con il 10% e 4,7 milioni con il 15%.

Il Piccolo, 01 giugno 2009 
 
L’ACCESSO FAVORITO DALLE PISTE FORESTALI ANTINCENDI  
Discariche sul Carso, è allarme-ambiente  
Si abbandona di tutto, anche rifiuti nocivi. Chiesta una vigilanza preventiva più efficace
 
 
di LUCA PERRINO

RONCHI Sentieri carsici trasformati in vere e proprie discariche. Succede a Ronchi e proprio la zona collinare sembra essere la meta preferita per chi vuol disfarsi dei rifiuti che non si ha voglia di riporre per strada nei giorni prestabiliti per la raccolta differenziata portare all’ecopiazzola di via del Lavoro Artigiano. Un malcostume contro il quale non servono i numerosi appelli e nemmeno i benefici che l’amministrazione comunale ha previsto proprio per incentivare la raccolta differenziata. L’allarme arriva da chi è solito avventurarsi lungo i sentieri naturalistici o le testimonianze della Grande Guerra. Inoltre i corridoi tagliafuoco della Protezione civile e della Forestale facilitano ovviamente l’accesso delle auto. Così grandi quantità di rifiuti di ogni genere si sono notate in queste settimane lungo i sentieri che si sviluppano dal maneggio di Pietrarossa ed anche nella zona del monumento a piramide nel rione di Selz, lungo la strada che da Ronchi porta a Doberdò Nelle boschette, all’interno dei fossati, ma anche lungo la strada c’era di tutto: vecchi materassi, scarti dell’edilizia, sacchetti di nylon contenenti immondizie e persino cavi elettrici ed elettrodomestici. In molte occasioni sono stati impiegati gli operai comunali che sono dovuti intervenire sul Carso per rimuovere una grandissima quantità di rifiuti abbandonati. E questa volta, ancora nel rione di Selz, sarà lo stesso. Si dovrà intervenire in forze per ripulire l’area che è stata presa d’assalto da persone senza scrupoli.
«Ciò che succede è vergognoso e non posso che esprimere tutta la mia indignazione – afferma l’assessore all’ambiente, Enrico Masarà – ed è davvero impensabile che al giorno d’oggi ci siano persone che si disfano in questo modo delle immondizie. A Ronchi dei Legionari esiste una grande ecopiazzola, servizi di ogni genere, tra i quali quello dell’asporto degli ingombranti a domicilio, ma a qualcuno tutto ciò non interessa». Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti continua, dunque, nonostante che il servizio di raccolta differenziata funzioni e che proprio la municipalità ronchese abbia potenziato l’ecopiazzola ed abbia sistemato in città parecchie benne per la raccolta del verde e delle ramaglie. Non va dimenticato, poi, che proprio per il 2009 le tariffe non sono state aumentate, anzi, in molti casi hanno subito una flessione. E’ stata prevista, infatti, una riduzione dallo 0,5 al 3% per le utenze familiari e dall’1 al 5% per quelle extrafamiliari, come nei confronti di attività commerciali, artigianali o industriali. Senza che il servizio ne risenta. «Anzi – sono state le parole del sindaco, Roberto Fontanot – visto che l’accordo sottoscritto con Iris prevede un sensibile miglioramento dello stesso. Dal primo marzo, ad esempio, lo svuotamento delle benne per il verde è passato da uno a due alla settimana. Ma se siamo riusciti ad abbassare le tariffe lo dobbiamo all’impegno della gente nel fare la raccolta differenziata e, non c’è da nasconderlo, al fatto che la presenza in città di alcune grandi strutture commerciali e ricettive ci ha dato modo di ridistribuire i costi».

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