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Il Piccolo, 07 giugno 2010

APPELLO DELL’EX PRESIDENTE DEL WWF ALESSANDRO BROLLO 
«Salvate alberi e siepi a San Polo» 
Comparso un cartello per l’avvio dei lavori della rotatoria di… San Paolo

Partono i lavori della nuova rotatoria di… San Paolo. La ”gaffe” è di chi ha stampato il cartello che indica l’avvio dei lavori e che, poco pratico dei toponimi cittadini, evidentemente ha scambiato San Polo per San Paolo. Ma al di là della battuta, c’è già chi mette le mani avanti sul progetto. È Alessandro Brollo, ex presidente del Wwf cittadino, che teme per la sorte di alcuni alberi, «fra i quali – scrive – il grandissimo pioppo immediatamente adiacente all’incrocio, con un diametro, alla base, di oltre un metro, oltre alla siepe che aveva piantato anni fa il Wwf cittadino, e anche alla piccola siepe che era stata piantata dai ragazzi del Cim dell’ospedale, sempre in collaborazione con l’associazione».
«Quel pioppo – scrive Brollo – che io ho visto nascere, mi ha accompagnato per gran parte della mia attività professionale, e lo guardavo ogni giorno, proprio come ogni giorno, molti anni fa, salutavo il tiglio secolare adiacente all’ingresso del vecchio ospedale, abbattuto solo per non deviare di un metro la pista ciclabile che percorre la sponda del canale Dottori». Brollo ritiene che tale ”sacrificio” non porterà alcun beneficio sul piano della viabilità, vista la situazione esistente sulla direttrice Monfalcone-Ronchi. «Mi auguro – conclude che l’accuratezza dei lavori sarà superiore a quella con cui sono state preparate le segnalazioni». Del problema, in effetti, si sta rendendo conto anche il Comune che sta studiando un ingresso alternativo al centro commerciale Emisfero da via Primo Maggio per ridurre il carico di traffico sulla rotatoria tra via San Polo e via Pocar.
L’ipotesi è riemersa in Consiglio, sollevata da Duilio Russi del Pd che ha chiesto se sia stata valutata la possibilità di realizzare una bretellina verso l’Emisfero che si diparta dalla statale 14 dalla zona dove è insediata un’attività di marmista, poco prima del cavalcavia che porta a Ronchi. «Ci siamo incontrati, presente il comandante della polizia municipale Walter Milocchi, con il rione di Aris-San Polo e abbiamo affrontato anche questa questione – ha risposto a Russi l’assessore ai Servizi tecnici e progetti di quartiere, Giordano Magrin -. Valuteremo questa possibilità, anche se i terreni sono di proprietà privata e va verificato se ci sia lo spazio per creare una nuova viabilità di accesso al centro commerciale». E per ora dovrà attendere anche un seppur più accessibile miglioramento della sicurezza dei passaggi pedonali di via Duca d’Aosta e via Fratelli Rosselli, sollecitato da tempo ormai dalla consigliere del Pdl Suzana Kulier Pusateri. Il rifacimento delle ”zebre” in asfalto stampato, utile ad aumentarne la visibilità e percezione da parte degli automobilisti, è stato accantonato per i costi, eccessivi per le finanze del Comune.

Il Piccolo, 07 giugno 2010
 
DOMANI L’INAUGURAZIONE TRA VIA STOPPANI E VIA ZAPPATA 
Nasce la prima ”zona franca” per cani

Sarà inaugurata domani alle 17, presenti il vicesindaco Silvia Altrane e l’Assessore Giordano Magrin, la prima area libera di proprietà comunale da adibire a giardino per cani, tra via Stoppani e via Zappata.
L’area è stata realizzata su espressa richiesta di alcuni abitanti del Rione Aris – San Polo. Sarà una sorta di ”zona franca” in cui i cani – oltre duemila in città – potranno scorazzare a loro piacimento, senza i vincoli vigenti quando invece sono a spasso con i loro padroni per la città. In molte città i giardini per i cani sono una realtà da decenni. In provincia si tratta del primo caso, grazie alla sensibilità di una trentina di abitanti del quartiere di Aris, stanchi di incontrare sempre maggiori difficoltà per consentire ai loro ”quattro zampe” di starsene un po’ liberi, anche se controllati.
L’area è stata attrezzata a dovere dagli operai dei Servizi tecnici del Comune: una zona di prato circa 200 metri quadrati, collocata tra via Stoppani e via Zappata, è stata recintata e attrezzata per ospitare gli animali e i loro padroni. Vi sono state sistemate due panchine e dei cestini portarifiuti che serviranno anche a rimuovere le deiezioni che, inevitabilmente, ci saranno. Solo in un secondo momento sarà pure realizzata una fontanella a misura di cane. Costava troppo (circa 4000 euro) e quindi il Comune ha deciso di affrontare la spesa successivamente, anche con il contributo di Irisacqua.
A breve il giardino per cani di via Zappata sarà duplicato in via Fermi, dove l’ultimazione dell’area verde è in via di ultimazione, dopo lo smantellamento dei due campi di calcetto, utilizzati fino a qualche anno fa.
Il Comune ha voluto quindi sfruttare questi spazi per creare un’area protetta e attrezzata per i cani in una zona della città densamente popolata e dove la residenza è concentrata in condomini privi, spesso, di spazi verdi.
Anche l’area di via Fermi è in avanzato stato di esecutzione, visto che di recente, è stata demolita la platea di cemento dei campi di calcetto e l’area è già stata seminata per crearvi un manto erboso.
Monfalcone era già assurta, anni fa, alle cronache per la creazione di un primo spazio aperto ai cani nella spiaggia di Marina Julia, dove sorgeva la concessione ”La Playa”.
L’esperienza, però, non durò che una stagione. E da anni, ormai, l’accesso alla spiaggia di Marina Julia e del Lido di Staranzano è vietata ai ”quattro zampe”, pena sanzioni anche salate ai proprietari che non osservano il divieto. L’iniziativa del quartiere di Aris, quindi, non può che essere vista con favore.

Il Piccolo, 09 giugno 2010
 
UN MINI-PARCO PER I CANI 
Inaugurata la prima area riservata ai quattrozampe
L’auspicio è di riservare agli amici dell’uomo anche un pezzo di spiaggia

È nata a Monfalcone la prima ”zona franca” per i cani, un giardinetto di duecento metri quadri dove i quattrozampe possono circolare liberi, naturalmente sotto il controllo dei loro padroni per evitare ”risse”, e in futuro anche abbeverarsi a una fontanella, senza vincoli di guinzagli, museruole o vigili pronti a sanzionare i proprietari nel caso di deiezioni non rimosse su aiuole o marciapiedi. Monfalcone, dove i cani censiti sono circa duemila – uno ogni tredici persone – si pone quindi all’avanguardia quanto meno in provincia. Presto infatti il giardino inaugurato ieri ad Aris, all’angolo tra le vie Zappata e Stoppani, dal vicesindaco Silvia Altran e dall’assessore Giordano Magrin, avrà un clone in via Fermi, andando a occupare la zona dei vecchi campi di calcetto, già smantellati. L’area è stata realizzata su espressa richiesta di alcuni abitanti del rione di Aris–San Polo sull’esempio di innumerevoli città estere molto attente alle esigenze dei quattrozampe. Ieri il giardino è diventato operativo a tutti gli effetti. Il vicesindaco Altran e l’assessore Magrin hanno espresso soddisfazione per questa realizzazione, davanti ai primi utenti dello spiazzo, una decina di animali che, nell’occasione, si sono comportati molto bene dando il meglio di sè.
L’area, attrezzata dagli operai dei Servizi tecnici del Comune, è di circa 200 metri quadrati, recintata e attrezzata per ospitare gli animali e con alcune panchine per i loro padroni. Fra breve arriverà anche una fontanella a misura di cane con il contributo di Irisacqua. A breve il giardino per cani di via Zappata sarà duplicato in via Fermi, una zona densamente popolata dove la residenza è concentrata in condomini privi di spazi verdi e quindi abbastanza inospitali per gli animali domestici. Sarebbe ora interessante ampliare questa possibilità anche alle spiagge di Monfalcone, magari quelle più periferiche dove ancora la possibilità di condurre i cani è preclusa e le sanzioni previste per coloro che non osservano il divieto sono salate.
Una decina di anni fa Monfalcone era stata al centro delle cronache proprio per aver riservato uno spazio aperto ai cani e ai loro padroni a Marina Julia, nella concessione ”La Playa”, attualmente chiusa e inutilizzata. L’esperienza, però, non durò che una stagione.

Il Piccolo, 28 ottobre 2009 
  
L’IMPIANTO INIZIALMENTE OSTEGGIATO DAL RIONE ANDRÀ NEL CENTRO COMMERCIALE  
Aris perde l’antenna, se la prende l’Emisfero  
I residenti: «Almeno prima incassavamo l’affitto. Adesso solo le radiazioni»
 
 
Si riapre il caso dell’antenna del rione Aris San Polo, posizionata provvisoriamente più di tre anni fa nel quartiere, in attesa che venisse decisa la sua collocazione definitiva. Collocazione che adesso pare essere stata trovata: nel cortile interno dell’Emisfero. Che, quindi, si intascherà l’affitto da parte dell’operatore, lasciando il Comune senza i fondi, ma alle prese con le onde elettromagnetiche (che comunque, in tutto il territorio comunale, non sono mai state registrate come pericolose).
La vicenda nasce dalla decisione del Comune di dare il via a diversi nuovi insediamenti di antenne per videotelefonini e telefonini in città, ancora più di tre anni fa. Tutto in regola e nell’assoluto rispetto delle leggi, tanto più che il Comune si impegna a destinare i proventi della Tosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, al controllo delle emissioni elettromagnetiche. L’arrivo dell’antenna però aveva scatenato le ire degli abitanti del rione: vedendola a poca distanza dalle loro case immediatamente si era scatenata la protesta, con tanto di Comitato spontaneo contro l’impianto. Il risultato era stata la decisione di spostare l’antenna dal luogo in cui era stata posizionata a una nuova collocazione, stavolta non più temporanea ma stabile. Solo che nessuna area pubblica, causa anche il rifiuto degli abitanti, si era resa disponibile. Mentre invece si sono fatti avanti i privati, che hanno dato il loro assenso all’utilizzo del suolo.
Risultato? L’antenna si sposterà di poche centinaia di metri, e il Comune non incasserà più un euro di quello che destinava all’acquisto di nuove centraline e al loro utilizzo. «Quando l’antenna venne posizionata nel rione ci furono reazioni immediate, da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – spiega il presidente del Comitato, Onelio Paoletti – .Poi, come spesso succede, tutto è caduto nel dimenticatoio, tanto che ci si è scordati che la concessione stava scadendo, e adesso è tardi per intervenire. A volte l’onda emotiva ha il sopravvento sul resto, nessuno infatti ha pensato che le onde elettromagnetiche hanno effetto non nelle vicinanze dell’impianto, ma in un raggio ”a ombrello”». Quindi, sulle case che non hanno voluto l’impianto accanto a loro.
Da parte dell’amministrazione si conferma che la vicenda è andata proprio così. «Siamo dispiaciuti di non poter più almeno incassare quanto avrebbe potuto rendere la città più sicura dal punto di vista del controllo – spiega l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, che all’epoca si era occupato della vicenda – ma sono stati proprio i cittadini del rione a chiedere lo spostamento dell’antenna: si è fatto avanti un privato e l’operatore ha accettato. Adesso sarà solo questione di tempo». Lo stesso Schiavo comunque avverte che quest’antenna, come le altre, è tenuta rigidamente sotto controllo rispetto alle emissioni. Elena Orsi

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