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Il Piccolo, 15 luglio 2010

IL PROGETTO
Mitigato l’impatto ambientale della Tav
Il sindaco Pizzolitto: «Ma il tracciato non è in discussione»
Utile confronto tra i tecnici Rfi e le amministrazioni comunali interessate dall’infrastruttura

Anche il nuovo progetto della Tav non risparmia impatti importanti al territorio monfalconese. Il confronto già avviato con la Regione e i tecnici di Rfi ha però consentito di mitigarli in modo consistente. E’ quanto ha affermato il sindaco Gianfranco Pizzolitto, rispondendo alla domanda di chiarimenti del consigliere comunale di Rifondazione comunista Emiliano Zotti nella seduta di martedì sera del Consiglio comunale. «Il tracciato, comunque, non si discute, perché rientra in una pianificazione europea e questo l’assessore regionale ai Trasporti Riccardi l’ha chiarito da subito», ha aggiunto il sindaco. «La fase è quella della predisposizione del progetto preliminare – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo – e il confronto con le amministrazioni locali è servito per fornire le osservazioni dei territori attraversati dalla linea. Il coinvolgimento del Consiglio comunale ci sarà». In ogni caso si parla ormai, stando all’assessore all’Urbanistica di Ronchi dei Legionari, Sara Bragato, di Alta capacità e non più di Alta velocità. La proposta progettuale di Rfi è quindi quella di interrare la linea storica Udine-Trieste a partire pressapoco dal confine tra i comuni di Ronchi e Monfalcone, per permettere lo scavalco della stessa da parte della linea ”storica” Trieste-Venezia e della futura linea AC. «Se tale interramento fosse fatto partire già prima della stazione di Ronchi Nord – afferma Sara Bragato – potrebbe essere risolto d’un colpo il problema dell’isolamento del rione dello Zochet e delle frazioni di Vermegliano e Selz, sulle quali pesa anche il traffico proveniente da Doberdò e altri comuni carsici, attraverso la strada provinciale numero 15». La possibilità di progettare fin d’ora le opere legate alla soluzione del bivio San Polo e al passaggio dell’AC, prevedendo l’interramento della linea Udine-Trieste già in territorio di Ronchi, è però legato alla soppressione della ”lunetta”. Vale a dire del binario unico di collegamento tra le due linee Udine-Trieste e Trieste-Venezia, che interseca la statale 305 in prossimità del cimitero di Ronchi. (la. bl.)

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Il Piccolo, 28 febbraio 2010
 
MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA LEGAMBIENTE 
Duecento in sella per le piste ciclabili 
Chiesti a Monfalcone, Ronchi e Staranzano collegamenti intercomunali

 
Oltre 200 cittadini ieri hanno inforcato la loro bicicletta per chiedere alle amministrazioni comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano piste ciclabili “per ogni giorno”. Insomma, tracciati che consentano di raggiungere in sicurezza la scuola, l’ospedale, gli uffici pubblici e non utili solo alla pedalata della domenica. Quanto ora non esiste al di fuori dei confini di Monfalcone, dove una rete di percorsi è stata costruita negli anni. Quelle che mancano sono però appunto le interconnessioni con Ronchi e Staranzano, come ha dimostrato la biciclettata promossa da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale contro lo smog “Mal’Aria” assieme comunque ai tre enti locali. Il serpentone, affollato da ragazzi della scuola media Randaccio e dell’Isit di Staranzano, ma anche da cittadini più “in età” che non vogliono rinunciare a usare la bicicletta, si è snodato in sicurezza lungo le piste di Monfalcone. Prima in via Duca d’Aosta, nononostante le consuete perplessità dei pedoni che la frequentano, poi lungo il canale De Dottori e il nuovo tracciato realizzato con il sottopasso di San Polo. Solo l’intervento di due agenti della polizia municipale di Monfalcone, in bicicletta, ha però consentito di attraversare in sicurezza via Cave di Selz, dove la pista finisce nel nulla, con buona pace di chi la percorre. La carovana di biciclette poi non ha mancato di infastidire gli automobilisti in transito lungo la statale 305 in territorio di Ronchi, dove ci sono ben 150 metri di pista ciclabile, come ha ricordato davanti al municipio di Ronchi Fiorenzo Boscarol, che nel 1985 aveva sollecitato assieme al Wwf la creazione di percorsi ciclabili nel paese. «E’ un’esigenza che abbiamo illustrato più volte alla Provincia, competente in materia – ha detto l’assessore di Ronchi Enrico Masarà -. Rimaniamo in attesa». Un collegamento tra Ronchi e il territorio di Staranzano ora c’è, perché la “bretellona” tra l’aeroporto e la strada provinciale per Grado è dotata di una pista. «Pochi sanno però come imboccarla», ha osservato ieri Michele Degrassi, amministratore di Friulia, ciclista convinto, che, dopo attenta ricerca, ha scoperto un accesso a ridosso dei vivai Petrini. Il serpentone di ciclisti ieri ha invece utilizzato via Staranzano per raggiungere il municipio della cittadina, dove è stato ricevuto dall’assessore Matteo Negrari, che ha sottolineato l’impegno dell’ente locale per l’estensione delle piste esistenti. «Solo un punto di partenza», ha detto, spiegando come si stia lavorando con Monfalcone per unire la pista di Marina Julia con il Lido di Staranzano. Intanto via Trieste e via Terenziana rimangono strade molto trafficate e molto a rischio per le due ruote, nonostante siano un percorso obbligato per i ragazzi che frequentano la media Randaccio o l’Isit Einaudi-Marconi.
«Servono piste per tutti i giorni, per raggiungere i posti di interesse per tutti i cittadini – ha detto una volta raggiunta piazza della Repubblica a Monfalcone il presidente del circolo di Legambiente Michele Tonzar -. Solo dando la possibilità di un uso quotidiano, si può pensare di cambiare le abitudini e abbandonare il più possibile l’automobile». «In questo senso va l’azione dell’amministrazione comunale – ha detto la vicesindaco Silvia Altran -, che sta lavorando per estendere la rete e attivare un servizio come il bicibus». (la. bl.)

Il Piccolo, 07 giugno 2010
 
SETTECENTO PARTECIPANTI ALLA KERMESSE ALLESTITA LUNGO UN PERCORSO DI 18 KM 
L’appello del popolo delle biciclette: «Vogliamo le piste anche a Ronchi»

di LUCA PERRINO

RONCHI È stata ancora un successo, l’undicesima edizione di “Ronchi in bici”, la festa delle due ruote che, com’è ormai tradizione, viene promossa dal gruppo cittadino dell’Associazione nazionale alpini, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e la collaborazione della Protezione civile e del Team Isonzo-Pedale Ronchese. Ben 700 i partecipanti di ogni età hanno invaso le strade cittadine creando un lungo serpentone multicolore fatto di giovani e anziani, di intere famiglie e scolaresche che, assieme alle “penne nere” ronchesi, hanno richiamato l’attenzione sulla voglia di poter usare la due ruote in tranquillità. Come? Avanzando ancora una volta la richiesta di realizzare a Ronchi delle piste ciclabili, oasi di pace e di sicurezza per chi ama le due ruote: fatta eccezione per un breve tratto in via dei Brechi, sono infatti ancora un tabù. Da anni si parla di dotare la città di piste, utilizzando per esempio l’argine del canale De Dottori o i percorsi delle canalette irrigue dismesse, ma ancora nulla si è fatto. Ci sono state proposte, sono stati avanzati progetti, ma a oggi è rimasto tutto sulla carta. Così “Ronchi in bici” è stata l’occasione per richiamare l’attenzione su questa grande aspettativa.
C’è dunque desiderio di riscoprire la città in sella a una bici e di stare assieme per una mattinata di festa. Così è stato anche in passato e ieri è stato bellissimo vedere tante persone al via della kermesse. Diciotto i chilometri percorsi ieri: toccati gli abitanti di San Pier d’Isonzo, Turriaco, San Canzian d’Isonzo e Staranzano. E, al termine, pastasciutta di rito alla baita alpina, suggellata dalla consegna di alcuni speciali riconoscimenti.
Come si diceva, l’appuntamento è stata l’occasione per incentivare l’uso della due ruote. Già nel 2007 si parlò nuovamente (e in maniera più concreta) di piste ciclabili a Ronchi, portando avanti una richiesta di finanziamento alla Regione, sulla base di quanto previsto dalla legge 1, per la progettazione e la realizzazione di una serie di piste dedicate agli amanti delle due ruote, per un totale di 200mila euro. Il percorso allora individuato correva sulla striscia di terra lungo il canale De Dottori, dall’ospedale di San Polo sino a via dei Brechi. E si pensava anche a un’analoga dotazione per via Redipuglia. Ronchi dei Legionari non è quasi per nulla dotata di piste ciclabili.
L’unica, che si sviluppa solo per alcune centinaia di metri, è quella di via dei Brechi, realizzata contestualmente alla nascita di un nuovo ambito di urbanizzazione. Non c’è altro, anche se da tempo e da più parti si chiedono interventi in tal senso. La zona accanto al canale De Dottori ben si presta: lo spazio esiste ed è quello che è stato ricavato proprio con la costruzione di nuove unità abitative. Ma, come detto, tra gli obiettivi della municipalità ronchese c’è anche la ristrutturazione di via Redipuglia che facilmente potrebbe essere dotata di una pista per le biciclette.

Messaggero Veneto, 21 gennaio 2010
 
Il consiglio comunale sulla Fincantieri sarà allargato a Staranzano e Ronchi 
 
MONFALCONE. È stato convocato per il 10 febbraio, nella Galleria comunale d’arte contemporanea, il consiglio comunale allargato dedicato a Fincantieri e in particolare a tempi e modi del calo di produzione, al ricorso alla cassa integrazione, alle prospettive future della più grande realtà produttiva isontina.
Da ricordare che l’azienda con febbraio inizierà un periodo di cassa integrazione, che interesserà fino a un massimo di 450 dipendenti nell’arco di 13 settimane, cominciando con il prossimo mese con 60/70 dipendenti. Alla seduta, che s’inizierà alle 18, sono invitati i consiglieri comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano.
La proposta di ampliare la convocazione del consiglio comunale di Monfalcone, dedicato alla situazione di Fincantieri, anche alle assemblee consiliari di Ronchi dei Legionari e Staranzano, era stata avanzata a novembre dal consigliere del Pdl, Suzana Kulier Pusateri, al presidente del consiglio comunale, Marco Ghinelli, nel corso di una riunione dei capigruppo consiliari. Kulier aveva trovato anche l’accordo dei colleghi Giuseppe Nicoli e Riccardo Grassilli.
«È innegabile che eventuali problemi occupazionali, di cassa integrazione e scarico di lavoro farebbero pesare le loro conseguenze anche sui comuni vicini. Tanti sono infatti i lavoratori che lavorano allo stabilimento di Monfalcone, ma risiedono nel mandamento. Quindi – osserva – è opportuno che anche gli amministratori di Ronchi e Staranzano vengano messi al corrente di ciò che potrebbe accadere e di qual è la situazione attuale di Fincantieri».
L’azienda da parte sua ha dato la disponibilità al confronto: al momento non si sa chi parteciperà a consiglio, anche se la richiesta era quella di poter avere come interlocutore l’amministratore delegato, Giuseppe Bono.
Il presidente del consiglio, Marco Ghinelli, ha sottolineato che l’occasione è importante per tutti, perché offre la possibilità di porre a Fincantieri questioni e dubbi che animano l’intera comunità. È probabile che la seduta del 10 febbraio sia solo un incontro di illustrazione della situazione e di chiarimento dei quesiti, mentre l’eventuale dibattito politico tra i gruppi consiliari potrebbe essere ospitato in una seduta successiva.

Il Piccolo, 28 novembre 2009 
 
Disoccupazione, cresce il timore micro-criminalità  
L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri impone una riflessione sulla tenuta sociale della città
 
 
di LAURA BORSANI

La crisi economica, con la perdita di centinaia di posti di lavoro, rischia di rendere esplosiva una situazione che già fin d’ora si presenta difficile sotto il profilo sociale. L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri fa infatti scattare il timore-microcriminalità a Monfalcone. La rapina dell’altro giorno alla Unicredit di Ronchi è stata letta da più parti come un ”anticipo” di quanto potrebbe succedere se la città e il mandamento dovessero fare i conti, da soli, con un improvviso aumento della disoccupazione. Nessun allarme concreto, per ora, ma le istituzioni sono chiamate a muoversi per tempo. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto pone precisi distinguo, chiamando in causa anche il patto di legalità sul quale chiede di fare il punto in un icontro con il prefetto: «La situazione è delicata. La sicurezza strutturale è legata al livello dello stato sociale. E la crisi non può che ripercuotersi sul disagio delle famiglie». Pizzolitto propone l’immagine di un grande ingorgo dove se le prime auto iniziano a muoversi, le ultime restano bloccate: «Il nostro territorio sta vivendo un periodo ulteriormente ansiogeno, in relazione all’incerta situazione di Fincantieri. A ciò si aggiungono i tagli ai traferimenti della Regione ai Comuni che, solo grazie a trattative, sono scesi dal 19,30% al 13%. Sono tagli rilevanti, che fanno seriamente temere nella tenuta del sistema degli enti locali, anche perchè si tratta di riduzioni strutturali proposte come emergenze contingenti ma senza che sia chiaro il ruolo dei Comuni». Tenuta economica, degli enti locali, occupazionale e sociale. «La preoccupazione è generale. Ma va sgomberato il campo dalle emozioni». Pizzolitto parla di ordine pubblico convenendo sul fatto che venga alzato il livello di attenzione. Di una riflessione sul patto di legalità, pur se «al momento, mi risulta che la situazione sia comunque sotto controllo». E sottolinea: «Il mio ruolo istituzionale non viene meno. Resto pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti utili e necessari. Rispetto le normative, compreso l’utilizzo delle telecamere». Preoccupazione esprime il consigliere dell’Udc, Giorgio Pacor: «La situazione di Fincantieri è aperta, specie in relazione ai dipendenti interni. Se ci si augura che gli scarichi di lavoro siano lenti, non si evidenziano, al momento, chiare prospettive alternative al blocco delle commesse. In questo ragionamento pongo anche la questione sicurezza, distinguendo tra gli aspetti legati al vivere civile, che attengono alla regolamentazione comunale, in capo al sindaco, richiedendo una riorganizzazione dei controlli territoriali da parte dei vigili urbani, e la sicurezza legata al patto di legalità. Mi chiedo, e ho chiesto al sindaco, a che punto sono i previsti monitoraggi semestrali e se il protocollo venga attuato. C’è inoltre la necessità di verificare se le politiche di diversificazione industriale funzionano, come il rilancio del Porto e la valorizzazione della nautica e del turismo». Il consigliere del Pdl, Giuseppe Nicoli, spiega: «Ci preoccupa fortemente l’atteggiamento quasi disinteressato del sindaco. Il Pdl, in modo responsabile, vuole aggredire il problema in modo prioritario, adottanto le contromisure per evitare nuove tensioni sociali e rischi. Il sistema è concatenato: la situazione economica condiziona quella sociale, che condiziona la sicurezza e, a sua volta, la prospettiva futura, la quale, e qui il cerchio si chiude, condiziona l’economia. Servono provvedimenti urgenti per tutti questi ambiti». Interviene anche il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, dopo che, peraltro, l’altra sera in Consiglio, il capogruppo Sergio Pacor ha denunciato una serie di danneggiamenti alle auto in centro, questo mese, e atti vandalici ripetuti. «Anche grazie alle misure del Governo – dice Razzini – in Italia la crisi è meno pesante. È tuttavia evidente che Monfalcone non sia esente da contraccolpi. Vogliamo che vengano in primis salvaguardati i dipendenti nostrani. L’immigrazione di massa che ha conosciuto la città senza porre un’adeguata politica di accoglienza rischia di scaricare e aumentare i problemi sociali. È molto preoccupante». Razzini parla di un «salto di qualità anche per Fincantieri attraverso nuove vocazioni produttive compatibili assieme allo sviluppo del Porto e della nautica». Il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, osserva: «La crisi economica che manda a casa la gente produce disagio per le famiglie. Subiremo più infrazioni alle leggi e meno tranquillità sociale. Molti commercianti hanno fatto ricorso ai sistemi di allarme collegati alle forze dell’ordine. L’Ascom ha inoltre stabilito un contratto con un istituto di vigilanza al quale hanno aderito diversi soci».
 
Pizzolitto: poche risorse questo il vero problema  
«Inadeguati i fondi per far fronte alla perdita del posto»
 
 
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto lo sottolinea: «I fomentatori del livello emotivo sulle questioni sono gli stessi che oggi hanno in mano tutte le leve per gestire e tenere sotto controllo la situazione. Il sindaco mette a disposizione tutte gli strumenti che è in grado di garantire. Perchè bisogna uscire dall’equivoco. I problemi veri sono sotto gli occhi di tutti: sono il lavoro, la questione sociale, i tagli ai trasferimenti regionali, quindi le risorse inadeguate per fronteggiare le emergenze di carattere occupazionale e sociale. L’ospedale che rischia di venire declassato a struttura di serie B».
Il primo cittadino lo vuole ribadire: «Il mio è l’atteggiamento istituzionale di un sindaco che applica e applicherà gli strumenti messi a disposizione dalla normativa. Il patto di legalità mette in moto un progetto interistituzionale che fa capo al prefetto. Che venga dunque eseguita la verifica, che vengano illustrati i dati. Anche se mi risulta che la situazione sia al momento sotto controllo». Pizzolitto, tuttavia, aggiunge: «Credo che dobbiamo evitare di profetizzare solo scenari bui, ritengo invece sia giusto affidarsi anche all’ottimismo della ragione. Se infatti non si nega che vi siano problemi reali e concreti, c’è anche da tener in considerazione le molte risorse e le responsabilità positive espresse dal territorio. Non mancano infatti gli strumenti e le potenzialità utili per affrontare la situazione, a cui dobbiamo attenerci. Il mio auspicio – ha concluso il sindaco – è che ci si muova seriamente verso una reale integrazione sociale, non suscitando emozioni e ponendo questioni che parlano solo alla ”pancia” dei cittadini, infondendo timori e paure».
 
Una conferenza economica per uscire dalla crisi
 
Il Monfalconese e il resto della provincia si ritroveranno per decidere come uscire dalla crisi economica a inizio anno. L’ex albergo impiegati sarà  la sede il 16 gennaio della Conferenza economica territoriale, sollecitata poco meno di un anno fa ormai dai consiglieri dell’Unione di centro Giuliano Antonaci e Antonello Murgia a fronte del rapidissimo gonfiarsi delle difficoltà delle industrie e dell’economia locale sull’onda della recessione mondiale.
A dare l’annuncio dell’appuntamento è stato il sindaco Gianfranco Pizzolitto sollecitato nella riunione di giovedì sera del Consiglio comunale proprio da Antonaci a spiegare perché la Conferenza economica non si fosse ancora tenuta.
«Subito dopo l’approvazione dell’ordine del giorno “anti-crisi” da parte del Consiglio comunale all’inizio di quest’anno – ha spiegato il sindaco -, mi sono subito mosso nei confronti della Provincia e dei sindacati. Vista la portata della crisi, è parso corretto estendere l’analisi a un territorio più vasto di quello monfalconese e anche andare oltre a una fotografia dell’esistente».
Secondo il sindaco, si trattava e si tratta di mettere in campo delle soluzioni. «Il ritardo deriva da questo secondo compito che mi sono dato», ha sottolineato Pizzolitto, auspicando che la Conferenza economica il 16 gennaio consenta di fornire delle prime risposte per rilanciare l’economia isontina.
«Nel frattempo non siamo rimasti fermi – ha aggiunto – e abbiamo cercato, anche su sollecitazione dei lavoratori di alcune fabbriche, di alleggerire la situazione di chi si trova in cassa integrazione o mobilita».
In aula giovedì sera è approdato anche il ritrovamento di sepolture e resti umani nell’area dell’ex cimitero di via dei Cipressi a causa dei lavori in corso per potenziare la viabilità dell’area.
Il consigliere del Pdl Giuseppe Nicoli ha chiesto all’amministrazione comunale se non si sarebbero potuti bloccare i lavori almeno per qualche giorno per consentire di gestire la vicenda con maggiore sensibilità.
L’assessore ai Servizi cimiteriali Giordano Magrin e l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno hanno risposto che tutte le procedure previste in una situazione del genere sono state rispettate, i resti sono stati immediatamente prelevati e trasferiti nell’ossario del cimitero comunale e che l’ente locale sta effettuando ricerche di archivio per tentare di dare un nome ai resti. (la.bl.)
 
RONCHI. LA CRISI E I REDDITI 
Cresce la povertà, attivate oltre 500 ”carte famiglia”

 
RONCHI Numeri che mettono sotto pressione l’Ufficio assistenza del Comune di Ronchi dei Legionari. E che sono emblematici del fatto che l’emergenza economica e occupazione non è ancora un ricordo del passato. Sono 506 le carte famiglia attualmente attive in città, mentre 74 sono scadute e devono essere rinnovate con l’applicazione dell’Isee aggiornato.
Su una popolazione di oltre 12mila abitanti e di quasi 5.500 famiglie significa che non sono pochi coloro i quali hanno un basso reddito. Ma non finisce qui, visto che 397 titolari della carta hanno anche beneficiato del contributo sull’energia elettrica, liquidato direttamente dall’Amministrazione regionale.
La Carta famiglia prevede la suddivisione degli aventi diritto in tre fasce, a seconda della composizione del nucleo familiare, dei figli a carico e degli indici dell’Isee. Ed a Ronchi dei Legionari, attualmente, la maggior parte delle famiglie, 180, sono a bassa intensità. Ancora una volta l’attenzione nei confronti delle famiglie e della popolazione a rischio è altissima. Nell’ultimo Consiglio comunale, va ricordato, sono stati aggiunti ulteriori 30mila euro ai 110mila già stanziati per interventi a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economiche. Nel 2009, poi, la municipalità ronchese spenderà oltre 2 milioni e 792mila euro, il 32% del bilancio, nel settore sociale e che comprende la gestione dei servizi dedicati agli anziani, gli aiuti economici alle persone in difficoltà ed alle famiglie, ma anche gli interventi nei confronti dell’infanzia e dei disabili. Rispetto al 2008 un aumento del 9,8%, con un maggior impiego di 249.234 euro. Qualcosa come 200mila euro, ancora, sono state destinati per il pagamento delle rette di ricovero dei cittadini in strutture per anziani od in strutture psichiatriche, mentre 7mila euro sono quelli che saranno impiegati per il contributo annuale nella spesa sanitaria agli indigenti. Saranno abbattute tariffe per i rifiuti pari a 12mila euro e ciò nel rispetto del protocollo firmato con le organizzazioni sindacali dei pensionati. (lu.pe.)

Il Piccolo, 06 dicembre 2009
 
RONCHI. LA CIFRA COMPLESSIVA STANZIATA PER TUTTA L’ASSISTENZA SUPERA I 3 MILIONI DI EURO  
Spesa sociale, 8% in più a causa della crisi  
Nel 2009 è aumentata la richiesta di aiuto al Comune da parte delle famiglie in difficoltà
 
 
RONCHI Una cifra che supera i 3 milioni di euro. E che rappresenta l’oltre 30% del bilancio. L’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari “investe” ancora sul settore sociale e sta per chiudere l’anno con un impegno che, rispetto alla previsione di marzo, “sfiora” di oltre 220mila euro. Perché le necessità sono molte, le emergenze sempre in numero maggiore e nonostante la coperta sia più corta ci sono settori, come la gestione delle strutture per anziani, l’asilo nido e gli interventi a favore dei cittadini in condizioni economiche precarie, ai quali non si può rinunciare. Così, nel dettaglio, 1 milione e 513mila euro saranno spesi per le strutture residenziali e di ricovero per gli anziani, contro 1 milione e 331mila euro del 2008 e la cifra di 1 milione e 78mila euro del 2007.
Quest’anno, poi, verranno impiegati 795mila euro per l’assistenza diretta alle famiglie e ai cittadini in difficoltà, contro i 697mila euro del 2008 ed i 598mila euro del 2007. E ciò la dice lunga sul fatto che la crisi sia ancora di grande attualità e come la municipalità ronchese si trovi di fronte all’esigenza di dare risposte precise in merito al cosiddetto “taglia affitti”, ma anche ai contributi erogati per il pagamento delle bollette o per l’acquisto dei medicinali.
«La spesa nel settore sociale è cresciuta gradualmente nell’ultimo triennio di oltre il 30% – sono le parole dell’assessore alle Finanze, Savio Cumin – e in particolare nell’ultimo anno abbiamo dovuto aumentare il capitolo di oltre l’8% con una spesa che supera i 200mila euro. Nel corso di questi dodici mesi l’impegno di natura strettamente assistenziale è cresciuto di 180mila euro e ciò proprio a causa del persistere della crisi economica ed occupazionale. Sono in numero sempre maggiore le famiglie che si rivolgono a noi per chiedere una mano». Guardando ancora ai dati del 2009 il bilancio in questo settore si completa con i 563mila euro per il nido, i servizi per l’infanzia e i minori, contro una spesa di 540mila euro del 2008 e di 499mila euro del 2007.
Luca Perrino

Messaggero Veneto, 03 gennaio 2010
 
Conferenza sulla crisi e come superarla 
 
MONFALCONE. È stata fissata per i prossimi 15 e 16 gennaio, all’Europalace-ex albergo Impiegati, la conferenza economica territoriale, incontro che riunirà i rappresentanti economici, politici, sindacali del Monfalconese e della provincia, per analizzare la situazione e decidere come uscire dalla crisi economica. L’incontro vuole essere una sorta di laboratorio a più voci per disegnare un nuovo modello di sviluppo alla luce degli ultimi difficili mesi, ma anche delle notizia positive, come quella delle nuova commessa ottenuta da Fincantieri.
Sollecitata già alla fine del 2008 dai consiglieri dell’Unione di centro, Giuliano Antonaci e Antonello Murgia, a fronte del rapidissimo gonfiarsi delle difficoltà delle industrie e dell’economia locale sull’onda della recessione mondiale, ora a distanza di oltre un anno la Conferenza economica verrà realizzata all’insegna del tema “Per ritornare a crescere”.
Come spiegato dal sindaco, Gianfranco Pizzolitto, vista la portata della crisi, è parso corretto estendere l’analisi a un territorio più vasto di quello monfalconese, analizzando la situazione, ma cercando anche delle soluzioni. L’auspicio è che la conferenza economica consenta di fornire delle prime risposte per rilanciare l’economia isontina. Saranno presenti i sindaci di Monfalcone e Gorizia, Gianfranco Pizzolitto e Ettore Romoli, il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, mentre promotori dell’evento sono i soggetti del Patto per lo sviluppo (Provincia, Comuni di Monfalcone e Gorizia, Camera di Commercio, Unione industriali, Ass isontina, Cgil, Cisl e Uil). Sono previsti gli interventi dell’assessore provinciale al lavoro, Alfredo Pascolin, dei segretari provinciali delle sigle sindacali, mentre gli approfondimenti saranno a cura di don Paolo Zuttion della Caritas diocesana, Paolo Mezzorana della 2ª Commissione consiliare, Francesco Marangon per Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Kemecka Zveva, Silvana Olivotto sindaco di Grado e, per Fincantieri, Livio Marchesini.
Non mancheranno, in diversi momenti, dibattiti sull’energia a basso costo e la “green economy” e sullo sviluppo sostenibile. Moderati dall’assessore provinciale Mara Cernic, interverranno rappresentanti del mondo politico ed economico: Gianfranco Di Bert, Marco Ghinelli, Giuseppe Nicoli, Giorgio Pacor, Alessandro Perrone, Alessandro Vescovini. Sul porto e logistica sono previsti interventi di Francesco Giacobone, Franco Malaroda, Pierluigi Maneschi, Gino Maniacco, Renzo Redivo, Emilio Sgarlata.
Non mancherà una discussione-confronto sul turismo, con una tavola rotonda, guidata dal vicesindaco Silvia Altran e a cui parteciperanno Marino De Grassi, Roberta Demartin, Fabio Del Bello, Paolo Bianchi. È previsto infine un confronto cui parteciperanno Giorgio Brandolin, Franco Brussa, Roberto Marin, Federico Razzini, Gaetano Valenti.

Il Piccolo, 22 ottobre 2009 
 
NON È IL PRIMO CASO REGISTRATO NELLA ZONA CARSICA DI RONCHI  
Lastre di eternit abbandonate alle Mucille  
Ad accorgersi è stata una donna che passeggiava con il cane. Intervento dei carabinieri
 
 
RONCHI Torna l’allarme amianto nelle campagne. Ancora una volta il ritrovamento di lastre di eternit abbandonate da persone senza scrupoli. È successo nei giorni scorsi nella zona dei laghetti delle Mucille, nel rione di Selz, ed è stata una donna che passeggiata con il suo cane ad accorgersene. Sono stati così avvisati i carabinieri che hanno adottato tutte le procedure prima di dare il via alle operazioni di smaltimento della non poca quantità di lastre abbandonate. Come detto non è la prima volta, come non è la prima volta che le campagne ed il territorio carsico a Ronchi sono meta di chi si disfa dei rifiuti in maniera illegale. Ci sono due precedenti importanti e significativi. Solo un anno fa sono stati ritrovati, in un terreno agricolo di via Monte Sei Busi, sette sacchi di nylon con all’interno brandelli di lastre di eternit.
In un’altra zona della città, invece, fu la polizia municipale ad occuparsi del caso, riuscì a scoprire dove erano stati acquistati i sacchi e da qui al colpevole dell’abbandono dei rifiuti. E ora si spera che le indagini possano andare a buon fine, anche se non è certamente cosa facile. Resta il fatto che le campagne ed il Carso, a Ronchi ma non solo, sono vulnerabili e spesso meta di persone senza scrupoli che, con l’arrivo delle tenebre, scaricano da automobili e furgoncini di tutto e di più. Mobili, frigoriferi, altri ingombranti, ma anche solo sacchetti colmi di spazzatura che c’è chi si diverte persino di lanciare dalla macchina in corsa. È emergenza ora come ieri. In città continua ad operare una squadra di operai che deve quotidianamente lavorare per ripulire quelle zone, non solo nella periferia, che diventano discariche incontrollate. È questione di educazione, certo, ma a questo punto è anche questione di sicurezza e di igiene. Che diventa terreno spinoso, visto che non ci possono essere controlli 24 ore su 24 nelle aree a rischio. Potrebbero aiutare le telecamere, ma a Ronchi dei Legionari se ne sente parlare da tempo senza che se ne sia installata una. L’abbandono dei rifiuti è sempre un fenomeno che non sembra arrestarsi in città. Nonostante che, nei mesi scorsi, proprio la polizia municipale abbia attuato dei servizi in borghese che, però, non hanno portato ad alcun risultato.
Luca Perrino

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Monfalcone, la denuncia
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Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

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La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


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