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Il Piccolo, 26 marzo 2009

Fincantieri, tre ore di sciopero e presidi 
Nuova interruzione della trattativa sull’integrativo

La due-giorni di trattative per il rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri si è conclusa in modo negativo. Secondo la Fim e la Fiom a causa dell’intrasigenza della società che, stando a quanto riferiscono le due organizzazioni, ha deciso di lasciare sul tavolo per 8 giorni, cioé fino al primo aprile, la sua proposta per poi ritirarla scaduto questo termine. In presenza di adesioni da parte dei sindacati o meno. Fim e Fiom hanno proclamato subito un’azione di protesta e oggi sciopereranno assieme per tre ore, le prime di ogni turno, anche a Monfalcone, il più grande cantiere del gruppo, il cui ingresso sarà inoltre presidiato per buona parte della mattina. «Su queste basi – ha affermato ieri il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi – l’accordo non è possibile, e questo è ciò che la Fiom ha affermato con chiarezza, pur dichiarandosi disponibile a proseguire il confronto». Fincantieri ha mantenuto ferme le sue posizioni sulla produttività, ha affermato invece il segretario provinciale della Fiom Thomas Casotto, senza però fornire alcun elemento di confronto sull’efficientamento della produzione. «A Fincantieri avevamo posto tre punti per noi irrinunciabili – ha sottolineato Gianpiero Turus, segretario provinciale Fim – e cioè l’aumento del premio per gli indiretti, un nuovo sistema di calcolo del premio di efficienza e l’uso di un meccanismo trasparente in grado di garantire un riconoscimento a tutte le aree produttive. Fincantieri ha opposto un rifiuto a modificare la sua posizione e quindi anche per noi non c’erano e non ci sono le condizioni per arrivare alla firma». Fim e Fiom non escludono altre azioni di mobilitazione da qui a mercoledì prossimo.
 
Messaggero Veneto, 26 marzo 2009
 
Fincantieri, scatta lo sciopero

MONFALCONE. È saltata la trattativa sul contratto integrativo di Fincantieri e la due-giorni dedicata agli incontri tra azienda e sindacato si è conclusa, ieri, in negativo. Secondo Fim e Fiom a causa dell’intransigenza della società, che, stando a quanto riferiscono le due organizzazioni dei metalmeccanici, ha deciso di lasciare sul tavolo per otto giorni, cioè fino al primo aprile, la sua proposta per poi ritirarla, se alla scadenza del termine i sindacati non avessero aderito. «Un atto ultimativo non accettabile», hanno detto i rappresentanti sindacali di Fim e Fiom, che hanno proclamato un’immediata azione di protesta. Per oggi, insieme, anche nello stabilimento di Monfalcone hanno proclamato lo sciopero, per le prime tre ore di ogni turno. L’ingresso del cantiere di Panzano sarà presidiato quanto meno per buona parte della mattina. «La vertenza di gruppo alla Fincantieri è giunta a un punto di stallo totale per l’intransigenza e per l’indisponibilità dell’azienda alla trattativa – ha affermato ieri il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi –. Dopo due giorni di negoziato, svoltisi a Roma, l’azienda ha presentato un documento “prendere o lasciare”, nel quale sono contenute misure profondamente ingiuste e persino punitive per moltissimi lavoratori, in particolare rispetto al rapporto salario-produttività». «Su queste basi, l’accordo non è possibile – ha aggiunto –, e questo è ciò che la Fiom ha affermato con chiarezza, pur dichiarandosi disponibile a proseguire il confronto». Secondo quanto riferito dal segretario provinciale della Fiom Cgil, Thomas Casotto, Fincantieri avrebbe mantenute ferme le sue posizioni sulla produttività, senza però fornire alcun elemento di chiarezza e spiegazioni su come si potrebbe raggiungere l’efficientamento della produzione.
«A Fincantieri avevamo posto tre punti per noi irrinunciabili – ha sottolineato Gianpiero Turus, segretario provinciale della Fim – e cioè l’aumento del premio per gli indiretti, un nuovo sistema di calcolo del premio di efficienza e l’uso di un meccanismo trasparente in grado di garantire un riconoscimento a tutte le aree produttive degli stabilimenti. Fincantieri ha opposto un netto rifiuto a modificare la sua posizione e quindi anche per noi non c’erano e non ci sono le condizioni per arrivare alla firma».
Da qui quindi la proclamazione dello sciopero, che dovrà servire perché «sia Fincantieri a riflettere in questi otto giorni a disposizione». In attesa del nuovo incontro, previsto per il primo aprile, non sono escluse altre azioni di protesta. (cr.v.)

Il Piccolo, 27 marzo 2009 
 
PROTESTA DI FIOM, FIM E FAILMS PER IL CONTRATTO  
Sciopero con presidio davanti alla Fincantieri Caos viabilità a Panzano  
Adesione del 48%. In fila, i camion delle ditte e le auto degli operai hanno occupato per ore le strade del rione
 
 
di LAURA BLASICH

Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone, il più grande del gruppo, 1.800 dipendenti diretti e oltre 2mila lavoratori dell’appalto, si è fermato per buona parte della mattina ieri a causa dello sciopero proclamato da Fim-Cisl e Fiom-Cgil, dopo la quasi rottura di mercoledì delle trattative con la società per il rinnovo del contratto integrativo di gruppo. Lo ha fatto però anche una buona fetta del rione di Panzano, in cui il cantiere navale è incastonato, perché i Tir diretti allo stabilimento Fincantieri e anche a quello, adiacente, di Ansaldo sistemi industriali si sono accumulati lungo le vie di accesso ai siti industriali, in attesa che rappresentanti sindacali e lavoratori togliessero il presidio scattato attorno alle 5 di ieri.
All’esterno sono rimasti i mezzi dei fornitori e le automobili dei dipendenti in attesa di entrare nel cantiere navale, ma anche i lavoratori delle imprese dell’appalto, che in stabilimento sono entrati solo quando il presidio si è sciolto, nella tarda mattinata. A controllare che eventuali tensioni non sfociassero in qualcosa di più numerosi agenti di polizia e carabinieri, visto che lo sciopero era stato proclamato solo da due delle tre principali organizzazioni dei metalmeccanici e la stanchezza dei lavoratori, in attesa da mesi del nuovo integrativo e preoccupati anche dalle prospettive tutt’altro che certe per quel che riguarda le commesse, ieri era davvero palpabile.
Problemi comunque ieri non ce ne sono stati, anche perché all’astensione dal lavoro di tre ore indetta da Fim e Fiom ha deciso di accodarsi la Failms-Cisal, sindacato autonomo entrato lo scorso anno nella Rsu dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone.
Stando ai dati forniti dalla società, l’adesione sarebbe stata però del 48% tra gli operai e gli impiegati del primo turno e giornalieri, per i quali lo sciopero interessava le prime tre ore di lavoro. Fincantieri ieri non ha commentato le dure critiche mosse da Fim e Fiom dopo la due giorni di trattative a Roma, conclusasi in modo negativo, dopo che la società, stando ai sindacati, ha posto sul tavolo una proposta «prendere o lasciare». Fincantieri si è limitata solo a dire di attendere il nuovo incontro previsto per mercoledì prossimo e al quale, comunque, Fim e Fiom hanno già assicurato la loro presenza. Intanto nei prossimi giorni, prima del nuovo confronto, le organizzazioni sindacali terranno assemblee con i lavoratori per illustrare la posizione di Fincanteri e la propria. Quanto comunque è già avvenuto in parte ieri, davanti all’ingresso presidiato del cantiere navale. «Abbiamo spiegato che anche questa volta l’azienda non ha chiarito quali strumenti potrebbe mettere in campo per sostenere il recupero di efficienza e produttività che si prefigge – ha detto ieri mattina il coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento Moreno Luxich -. Anche sul premio di programma l’impostazione è peggiorativa rispetto quella dell’attuale integrativo. Ecco perché nel cantiere più grande del gruppo oggi (ieri, ndr) si è avuta una vera e propria sollevazione contro i contenuti della proposta, ma anche l’arroganza della società, che ha deciso di mettere sul tavolo il suo documento per otto giorni dicendosi poi pronta a ritirarlo dal nono giorno. Un ultimatum vero e proprio».
L’obiettivo dello sciopero di ieri rimane quindi quello di cercare di far spostare l’asse della vertenza. «Dispiace dire che la Uilm sembra sia disposta a firmare quel documento – ha aggiunto ieri Luxich -, non avendo però mai avuto il coraggio in questa fase di venire a spiegare le proprie motivazioni ai lavoratori. Se comunque una sola organizzazione andasse a firmare l’accordo, vogliamo poi vedere come farà a gestirne l’applicazione all’interno di questo e degli altri stabilimenti».

Messaggero Veneto, 27 marzo 2009 
  
Monfalcone. Tre ore di sciopero e presidio dei cancelli allo stabilimento di Panzano  
Integrativo, salta la trattativa Mobilitazione alla Fincantieri
 
 
Luxich non manca di evidenziare l’atteggiamento di «totale arroganza» di Fincantieri, che ha posto sul tavolo un documento chiedendo adesione entro otto giorni, ovvero entro il primo aprile, quando è stato convocato un nuovo incontro.
Fincantieri da parte sua non esprime posizioni, ma dice di attendere l’esito del prossimo incontro. «L’azienda non discute, impone. E questo non è accettabile, tanto che – dice Luxich -, pur se su alcune posizioni siamo ancora in dissenso, assieme a Fiom ha proclamato lo sciopero anche Fim».
E afferma come nello stabilimento navalmeccanico di Panzano, il più grande del gruppo, ieri ci sia stata una vera sollevazione popolare rispetto all’impostazione aziendale, sia per i contenuti, sia per il metodo che avrebbe voluto imporre.
Ai lavoratori è stato spiegato cosa era successo a Roma ed è stato precisato che la finalità dello sciopero è spostare il tiro «e creare una vera opposizione sociale, non solo a Monfalcone. Dai dati che abbiamo – prosegue – ci stiamo riuscendo».
La prossima settimana sono previste assembleee con i lavoratori per spiegare l’integrativo, con l’intento però di arrivare a un tavolo di confronto con una situazione diversa e più favorevole. «Dispiace dire – osserva ancora Luxich – che Uilm era convinta di firmare il documento dell’azienda. Ma allora i rappresentanti si sarebbero dovuti presentare davanti ai lavoratori a spiegare perchè. Come Fiom, abbiamo fatto un percorso che anche se non ha avuto ancora risultati, ha però fatto in modo di non arrivare a firme separate, coinvolgendo tutti i lavoratori del cantiere. Se poi un’organizzazione da sola, unilateralmente, andrà alla firma, vogliamo vedere come farà a gestire l’accordo all’interno del cantiere. Ma auspico che chi fa sindacato rappresenti l’interesse dei lavoratori e non di altre entità».
Oltre a Fiom e Fim, ha aderito allo sciopero anche Failms. «Per dare un segnale forte alla Fincantieri sulla vertenza del contratto integrativo di 2° livello», spiega il segretario provinciale Fabrizio Ballaben, che annuncia appunto «giorni caldi durante i quali non si escludono forme e azioni di mobilitazioni anche di intere giornate, se l’azienda non dovesse recepire i messaggi dei lavoratori. Fincantieri deve tener conto delle esigenze dei lavoratori: necessitano ricadute salariali, riduzione drastica degli appalti e recupero delle professionalità acquisite da decenni. Ribadiamo a Fincantieri che tutti i meccanismi devono essere trasparenti e in grado di garantire un riconoscimento a tutte le aree produttive. Solo con trasparenza e giusto riconoscimento – conclude – potremmo arrivare alle condizioni per firmare l’accordo».
Cristina Visintini

Il Piccolo, 21 marzo 2009 
 
Presidio e Tir bloccati ai cancelli di Fincantieri  
Sciopero di tre ore proclamato da Fiom e di otto dalla Failms
 
 
Tir bloccati lungo le vie di Panzano e cantiere navale semivuoto ieri mattina. È stato questo l’effetto del nuovo sciopero di tre ore e affiancato da un presidio dell’ingresso allo stabilimento, proclamato ieri dalla Fiom-Cgil per tentare di imprimere una sterzata alla trattativa per il rinnovo del contratto integrativo del gruppo Fincantieri. La Fiom con la mobilitazione di ieri e le assemblee di giovedì, tenute peraltro assieme alla Fim-Cisl, che però non ha indetto alcuna iniziativa di sciopero, ha ribadito di condividere affatto l’impostazione data dalla società al tema della produttività e del consolidamento di quote di salario. Nella giornata di ieri ha però scioperato anche la Failms-Cisal, presente con tre delegati nella Rsu di stabilimento, e lo ha fatto per otto ore per lanciare un segnale chiaro alla società sempre in merito alla vertenza per il rinnovo dell’integrativo aziendale. Tra le proposte della Failms ci sono la riorganizzazione del processo produttivo, il consolidamento e non il congelamento dei 35 punti di produttività di area acquisiti e il consolidamento del premio di produttività definito nel 2004, da affiancare con un nuovo premio basato su efficienza, efficacia e prestazione effettuata con un aumento a regime di 4.500 euro annui, oltre che l’incremento dell’indennità di trasferta e l’istituzione di quella di chiamata. La Failms ritiene quindi la proposta di Fincantieri inaccettabile, perché prevede «niente ricadute salariali, più appalti e nessun disturbo al manovratore». La Fiom ieri ha sottolineato da parte sua, per voce del suo coordinatore nella Rsu Moreno Luxich la voglia dei lavoratori di chiudere presto questa partita. Stando alla società, l’adesione complessiva agli scioperi di ieri a Monfalcone si è attestata comunque al 49,14% dei dipendenti dello stabilimento.

Il Piccolo, 17 marzo 2009 
 
PROCLAMATO DOMANI DALLA CGIL  
Sciopero, disagi nei trasporti  
Garantiti da Iris i servizi essenziali. L’anagrafe resterà aperta
 
 
Lo sciopero generale di 4 ore proclamato per domani dalla Cgil regionale potrebbe ridurre i servizi erogati dal Comune e mettere a rischio il funzionamento anche degli istituti scolastici. Il Comune di Monfalcone, come sempre in questi casi, garantirà i servizi essenziali di stato civile limitatamente al raccoglimento delle registrazioni di nascita e morte, e i servizi cimiteriali limitatamente al trasporto, al ricevimento e all’inumazione delle salme. Verranno pure garantiti il funzionamento della residenza per anziani a utenza diversificata e l’assistenza domiciliare per quel che riguarda il servizio di pronto intervento e di assistenza, anche domiciliare, per assicurare la tutela fisica, la confezione, la distribuzione e somministrazione del vitto a persone non autosufficienti. Saranno attive infine la squadra di pronto intervento e la polizia municipale, anche se con compiti limitati alle emergenze e alla centrale operativa. Disagi potrebbero verificarsi anche nel trasporto urbano ed extraurbano dalle 18.30 alle 22.30. Per quanto riguarda il servizio di raccolta rifiuti gestito dall’Iris, domani, la multiutility garantirà comunque la raccolta e il trasporto dei rifiuti pericolosi ai sensi della normativa vigente, la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilati di scuole, mense, ospedali, case di cura e ospizi.

Il Piccolo, 11 marzo 2009 
 
INTEGRATIVO FINCANTIERI  
Fiom annuncia nuovi scioperi
 
 
La Fiom chiamerà a un nuovo sciopero i lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. La due-giorni di trattative con la società per il rinnovo dell’accordo integrativo aziendale non ha quindi segnato dei passi avanti, perlomeno secondo i metalmeccanici della Cgil. La Fiom, che si è riunita subito dopo la conclusione dell’incontro con l’azienda, ha quindi già proclamato un nuovo pacchetto di ore di sciopero, da effettuare dopo le assemblee con i lavoratori per informarli sulla vertenza. Il tavolo con Fincantieri però non è saltato, perché un nuovo incontro è già stato fissato per il 24 e 25 marzo. La Fiom intende quindi convocare assemblee e indire la nuova azione di protesta prima della nuova due-giorni di confronto con la società e con Fim e Uilm. Fincantieri avrebbe ribadito le sue difficoltà di mercato e l’esistenza di tensioni con il sistema creditizio. La società avrebbe quindi posto il 24 e 25 marzo come termine ultimo per raggiungere l’accordo.

Messaggero Veneto, 11 marzo 2009 
 
Monfalcone. La Fiom è contraria alla politica dell’azienda, mentre la Uilm è disponibile a proseguire la trattativa  
Fincantieri, contratto congelato
 
 
MONFALCONE. Posizioni diverse per Fiom e Uilm al termine della due giorni di trattative con Fincantieri, per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
Se per Fiom non si sono fatti passi in avanti e quindi i lavoratori saranno chiamati a nuovi scioperi, per Uilm c’è stato un avvicinamento delle posizioni, tanto da poter pensare per i prossimi 24 e 25 marzo, giornate in cui ci saranno nuovi incontri, di raggiungere un accordo. La Fiom, che si è riunita subito dopo la conclusione dell’incontro con l’azienda, ha già proclamato un nuovo pacchetto di ore di sciopero, da effettuare comunque dopo le assemblee con i lavoratori indette per informarli rispetto all’esito della vertenza. La nuova azione di protesta Fiom sarà indetta prima della nuova due giorni romana.
«L’impostazione della società purtroppo non è affatto cambiata – ha detto Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu dello stabilimento di Monfalcone –, perché Fincantieri ha ripresentato un’ipotesi di accordo in cui si continua a parlare del recupero del 20% della produttività a totale carico dei lavoratori. Su questo fronte la società non ci ha finora mai dato quindi una ricetta seria. Come Fiom riteniamo quindi irricevibile la proposta di Fincantieri, anche per quel che riguarda il premio di programma».
Nell’incontro di ieri e lunedì Fincantieri avrebbe da parte sua ribadito le sue difficoltà di mercato e l’esistenza di tensioni con il sistema creditizio. Per Uilm, invece, l’accordo sarebbe più vicino, visto che l’azienda ha presentato una bozza di testo per un possibile accordo, che Uilm ha ritenuto poter essere «una base di discussione utile a far proseguire speditamente la trattativa pur rilevando ancora diversi punti da chiarire e implementare». Nel documento è illustrato come costruire il nuovo meccanismo del premio di risultato che dovrà produrre un recupero del 20% di efficienza; tale meccanismo interesserà le singole officine e avrà un monitoraggio mensile continuo da parte di una commissione paritetica appositamente costituita; il meccanismo prefigura l’assegnazione di un monte ore interne, da valere per l’intero anno e ripartito in due semestri.
Tra i punti discussi il fatto che il congelamento proposto dall’azienda del vecchio meccanismo della produttività non dovrà essere la media del Gruppo (39 punti) ma dovrà essere l’intero importo della vecchia scala (40 punti) pari a 720 euro circa.

Il Piccolo, 14 febbraio 2009
 
Fabbriche bloccate dallo sciopero
 
C’è stata un’adesione massiccia nelle principali fabbriche di Monfalcone allo sciopero di 8 ore proclamato ieri la Fiom-Cgil contro la precarietà e per i diritti. Ad affermarlo è la stessa organizzazione sindacale che ha promosso l’agitazione assieme ai colleghi della Funzione pubblica della Cgil anche per rivendicare politiche diverse da parte del Governo per contrastare la crisi. Il Governo, ma anche Cisl e Uil, sono finiti nel mirino della manifestazione di ieri, che ha portato a Roma almeno 500mila persone, anche per la firma separata dei contratti di categoria. Nella capitale sono arrivati anche un centinaio di metalmeccanici della Cgil isontina, rappresentanti delle realtà di Fincantieri, Sbe, Ansaldo Sistemi Industriali e Eaton Automotive, che sta subendo le pesantissime difficoltà del settore dell’automobile cui è legata a doppio filo.
«Avevamo più richieste per partecipare alla manifestazione – ha detto ieri il segretario provinciale della Fiom-Cgil Thomas Casotto -, ma c’era solo un centinaio di posti a disposizione sul treno speciale. L’adesione nelle nostre fabbriche è stata molto alta ed è andata oltre i nostri iscritti, confermando l’alta partecipazione alle assemblee che abbiamo tenuto in questi giorni per illustrare le motivazioni dello sciopero». Stando alla Fiom, l’adesione alla protesta è stata pressoché totale nello stabilimento Fincantieri di Panzano e alla Eaton Automotive di via Bagni Nuova, i cui 340 lavoratori sono nuovamente in cassa integrazione ordinaria, mentre all’Ansaldo Sistemi Industriali avrebbe scioperato l’80% dei dipendenti, sempre secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale. Lo sciopero ieri è stato inoltre affiancato dal presidio dell’ingresso del cantiere navale, a partire dalle 5, ma senza provocare questa volta pesanti disagi alla circolazione e al traffico nel rione di Panzano e nelle zone limitrofe, come accaduto il 2 febbraio, un lunedì, però. All’esterno dello stabilimento ieri mattina sarebbero rimasti pochi mezzi dei fornitori, che forse hanno anticipato a giovedì la consegna del materiale a Fincantieri. Il 2 febbraio la Fiom, affiancata in quell’occasione dalla Fim, nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo del gruppo aveva indetto uno sciopero di due ore, ma articolate in modo tale da togliere il presidio al cantiere navale solo alle 10, quando camion e lavoratori giornalieri si sono ritrovati tutti incolonnati lungo le vie di Panzano in attesa di entrare in stabilimento o trovare posteggio. Lo sciopero ieri ha coinvolto anche la Funzione pubblica e quindi anche il Comune di Monfalcone, senza che però vi siano stati pesanti disagi per gli utenti. Secondo il dipartimento della Funzione Pubblica, dai primi dati pervenuti, le adesioni nel settore del pubblico impiego allo sciopero sono state comunque pari al 6% ieri. Il corteo nella capitale composto anche da lavoratori del Friuli Venezia Giulia ieri ha comunque mosso da piazzale dei Partigiani per poi raggiungere piazza San Giovanni, dove si è tenuto il comizio. (la.bl.)
 
Messaggero Veneto, 14 febbraio 2009
  
Monfalcone. Sciopero contro il governo 
Casotto (Cgil): adesione totale negli stabilimenti Fincantieri ed Eaton, l’80% all’Ansaldo
Metalmeccanici: un centinaio a Roma per la manifestazione

 
MONFALCONE. Ha partecipato anche un centinaio di metalmeccanici della Fiom-Cgil delle industrie monfalconesi (Fincantieri, Sbe, Ansaldo, Eaton) alla manifestazione svoltasi ieri, a Roma, in occasione dello sciopero nazionale proclamato dalla Fiom-Cgil contro la precarietà e per i diritti assieme alla Funzione pubblica della Cgil, iniziativa voluta per rivendicare politiche diverse da parte del governo per contrastare la crisi. Nella capitale avrebbero manifestato 500 mila persone, che hanno protestato contro il governo, ma anche nei confronti di Cisl e Uil e della firma separata dei contratti di categoria.
Secondo il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, l’adesione allo sciopero di otto ore dei dipendenti della fabbriche monfalconesi e isontini è stata molto alta, registrando tra le file di chi si è astenuto dal lavoro anche rappresenanti di altre sigle sindacali. Stando alla Fiom, l’adesione alla protesta è stata pressoché totale nello stabilimento Fincantieri di Panzano e alla Eaton automotive di via Bagni nuova, i cui 340 lavoratori sono nuovamente in cassa integrazione ordinaria, mentre all’Ansaldo sistemi industriali avrebbe scioperato l’80% dei dipendenti.
Nello stabilimento Fincantieri fin dal mattino alle 5 è stato attuato il presidio degli ingressi, presidio che però non ha provocato i disagi dello scorso 2 febbraio, quando il rione di Panzano era stato praticamente intasato dai mezzi che non potevano entrare nello stabilimento. È probabile che i fornitori, sapendo della programmazione dello sciopero, abbiano anticipato le consegne a giovedì. Lo sciopero ieri ha coinvolto anche la Funzione pubblica e quindi anche il Comune di Monfalcone, senza che però vi siano stati pesanti disagi per gli utenti.
Secondo il dipartimento della Funzione pubblica, dai primi dati pervenuti, le adesioni nel settore del pubblico impiego allo sciopero sono state comunque pari al 6% ieri. In merito alla difficile situazione di Eaton, l’europarlamentare comunista Marco Rizzo ha presentato un’interrogazione alla Commissione della Ue. Ricordando le chiusure degli stabilimento Eaton di Rivarolo e di Massa, Rizzo afferma che in questo modo si sarebbe rivelata «la vera strategia dell’azienda: delocalizzare la produzione in Europa orientale chiudendo progressivamente tutti gli altri siti. È chiara, inoltre, l’indisponibilità dell’azienda ad affrontare in un tavolo di trattativa nazionale la crisi che sta vivendo il settore della componentistica per automobili».
Alla Commissione chiede quindi se intenda sia pronunciarsi sul preoccupante aumento di casi di delocalizzazione in Europa con relative gravi ripercussioni occupazionali e sociali, sia richiamare gli Stati membri affinché si adoperino per il rispetto degli accordi tra sindacati e aziende. Chiede, infine, come intenda la Commissione far rispettare le direttive già recepite dagli Stati membri relative ai licenziamenti collettivi e alle procedure per la consultazione dei lavoratori.

Il Piccolo, 16 febbraio 2009 
 
PER IL SINDACATO ALL’ANSALDO ASTENSIONE DAL LAVORO PARI ALL’80%  
Quasi totale alla Fincantieri l’adesione allo sciopero della Fiom
 
 
C’è stata un’adesione massiccia nelle principali fabbriche di Monfalcone allo sciopero di otto ore proclamato venerdì dalla Fiom-Cgil contro la precarietà e per i diritti. Ad affermarlo è la stessa organizzazione sindacale che ha promosso l’agitazione assieme ai colleghi della Funzione pubblica della Cgil anche per rivendicare politiche diverse da parte del Governo per contrastare la crisi. Il Governo, ma anche Cisl e Uil, sono finiti nel mirino della manifestazione, che venerdì ha portato a Roma almeno 500mila persone, anche per la firma separata dei contratti di categoria. Nella capitale c’era anche un centinaio di metalmeccanici della Cgil isontina, rappresentanti delle realtà di Fincantieri, Sbe, Ansaldo sistemi industriali ed Eaton Automotive, che sta subendo le pesantissime difficoltà del settore dell’automobile cui è legata a doppio filo.
«Avevamo più richieste per partecipare alla manifestazione – ha detto il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto -, ma c’era solo un centinaio di posti a disposizione sul treno speciale. L’adesione nelle nostre fabbriche è stata molto alta ed è andata oltre i nostri iscritti, confermando l’alta partecipazione alle assemblee che abbiamo tenuto in questi giorni per illustrare le motivazioni dello sciopero».
Stando alla Fiom, l’adesione alla protesta è stata pressoché totale nello stabilimento Fincantieri di Panzano e alla Eaton Automotive di via Bagni Nuova, i cui 340 lavoratori sono nuovamente in cassa integrazione ordinaria, mentre all’Ansaldo sistemi industriali avrebbe scioperato l’80% dei dipendenti, sempre secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale. Lo sciopero è stato inoltre affiancato dal presidio dell’ingresso del cantiere navale, a partire dalle 5, ma senza provocare questa volta pesanti disagi alla circolazione e al traffico nel rione di Panzano e nelle zone limitrofe, come accaduto il 2 febbraio, un lunedì, però. All’esterno dello stabilimento venerdì mattina sarebbero rimasti pochi mezzi dei fornitori, che forse hanno anticipato a giovedì la consegna del materiale a Fincantieri.

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