You are currently browsing the tag archive for the ‘scuola giacich’ tag.

Il Piccolo, 14 marzo 2010
 
L’ISTRUZIONE IN CITTÀ
Elementari, 20% di iscritti in meno 
Classi sovraffollate addio: la crisi allontana i trasfertisti e la scuola si ”snellisce”

di TIZIANA CARPINELLI

L’incubo delle classi strapiene, che arrivano a sfiorare il limite consentito dalla legge, ha agitato per lungo tempo i sonni dei genitori monfalconesi, costretti a confrontarsi con lo spauracchio di un’eventuale, conseguente, istruzione deficitaria. Il prossimo anno, tuttavia, le famiglie potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo: stando alle iscrizioni raccolte nelle ultime settimane, il problema del sovrafollamento innesta infatti una vigorosa retromarcia. Vuoi la crisi occupazionale, che ha dirottato i trasfertisti (e dunque i loro figli) verso altri lidi, vuoi una lieve debacle demografica, la scuola si ”snellisce”.
Addio alle super-classi di deamicisiana memoria, dunque, con bambini pigiati come sardine in spazi traboccanti: se nel corso del 2009, nelle aule delle elementari si erano registrate punte di 27-28 alunni, quest’anno si delinea un robusto taglio, pari al 20%, sulle iscrizioni del primo anno, passate complessivamente da 203 a 172 unità. E la tendenza, riconducibile perlopiù ai fenomeni di immigrazione (diminuita a causa della recessione), non viene sconfessata negli istituti secondari di primo grado, dove si è passati dai 230 studenti di prima media immatricolati nel 2009/2010, agli attuali 200 (-14%) per il 2010/2011. Insomma, le prime classi di elementari e medie tornano a ”misura di alunno”, come sottolinea anche l’assessore comunale all’Istruzione, Silvia Altran: «Per anni abbiamo vissuto una situazione di emergenza adesso siamo tornati alla normalità. Indubbiamente il fenomeno è legato al ciclo produttivo: la mancanza di lavoro ha allontanato le famiglie dei trasfertisti e pertanto sono venute meno diverse iscrizioni. Le classi di 28 allievi diventano un ricordo del passato».
Non si tratta, tuttavia, dell’unico fenomeno da rilievare: il prossimo anno potrebbe infatti decollare la scuola elementare di rione. «Anche se ogni istituto ha il suo Pof (Piano di offerta formativa) – prosegue il vicesindaco – grazie alle sinergie promosse tra istituti, il livello di preparazione degli scolari si sta omogeneizzando, rendendo meno evidente lo scarto d’istruzione nel passaggio alle medie. In questo modo, si incentiva le famiglie a scegliere la scuola più prossima alla propria abitazione, con meno problemi di spostamento per gli scolari e la possibilità di prediligere la passeggiata alla corsa in auto».
Non più alunni di serie A e alunni di serie B, già discriminati dai banchi di scuola di provenienza. Le scuole spalmano e rendono più ”standardizzata” l’offerta formativa, mantenendo sempre le rispettive perculiarità: l’approdo alle medie, però, sarà indolore. «Il recupero delle scuole di rione – afferma Altran – è importante, come è importante portare avanti dei progetti mirati alla crescita dei ragazzi. In questo senso si inserisce una proposta che prenderà piede da settembre, per coinvolgere i ragazzi nella valorizzazione della città: si tratta di un laboratorio volto a fare in modo che gli studenti si riapproprino di una parte di Monfalcone, realizzando installazioni, murales, graffiti o mosaici». L’iniziativa, che prende spunto da una analoga esperienza attivata nelle scuole tedesche, punta a contrastare il degrado urbano e i vandalismo.
«Poi – conclude l’assessore all’Istruzione – proseguirà l’iniziativa del bicibus, nonché quella per promuovere una sana alimentazione tra i ragazzi. Stiamo infine verificando la possibilità di accedere a dei fondi europei per invogliare gli studenti alla pratica di uno sport e disincentivarne l’abbandono verso l’età critica dei 15 anni. Non mancheranno, infine, progetti a tema indirizzati ai genitori e calibrati sulle diverse fasce d’età della prole: si va dalla navigazione sicura su internet alle tossicodipendenze, fino ai disturbi alimentari».
 
IL CASO
Asili nido sotto organico protestano i genitori 
La Cgil provinciale punta il dito sui vincoli imposti ai contratti dalla Finanziaria regionale
 

Con domani i piccolissimi del nido comunale di via Cosulich non troveranno più una delle loro educatrici, una persona che li ha accolti al loro arrivo a settembre e che in questi mesi li ha seguiti, con attenzione e passione. Il motivo di un’assenza che disorienterà i bambini, dopo aver fatto arrabbiare i genitori, sta nelle nuove regole imposte all’assunzione di personale dalla legge Finanziaria regionale 2010, stando alla denuncia dei sindacati. Le organizzazioni di categoria si sono mosse in questi giorni per verificare prima se fosse possibile prorogare il rapporto di lavoro con l’educatrice e poi gli strumenti per garantire la continuità di un servizio rivolto a un’utenza come quella dei bimbi dai quattro ai 36 mesi. Ora, ma anche in prospettiva, come sottolinea Luca Manià, segretario provinciale della Funzione pubblica-Cgil. «In base alla nuova normativa, l’educatrice che se ne va non potrà mai più lavorare per il Comune di Monfalcone, visto che ha già accumulato i 36 mesi stabiliti come tetto massimo per i contratti a tempo determinato – spiega Manià -. A meno che non si possa procedere a una stabilizzazione del posto di lavoro. Quanto però è diventato impossibile, visto che le nuove regole stabiliscono che possa procedere al rimpiazzo di un lavoratore su cinque che se ne vanno».
Tant’è che il Comune ha già  iniziato a ragionare, com’è emerso nell’incontro che i rappresentanti sindacali hanno avuto in questi giorni con la vicesindaco Silvia Altran e i dirigenti comunali, sulla strada da seguire per sostituire l’educatrice di asilo nido che andrà in pensione alla fine di dicembre. In questo caso, pare, si procederà  attraverso la mobilità da un altro Comune, il cui nido, comunque, rischia di rimanere a sua volta sprovvisto di un educatore.
«I nuovi vincoli alle assunzioni di personale pongono serii interrogativi sul mantenimento “in casa” da parte dei Comuni di servizi alla persona come quelli di asilo nido – afferma Manià -. E’ per questo che abbiamo chiesto un incontro al sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto in veste di presidente regionale dell’Anci».
Intanto l’educatrice che conclude il suo lavoro alla “Tana dei cuccioli”, il cui contratto era legato alla maternità di una dipendente comunale dei nidi, sarà sostituita con un altra educatrice a tempo determinato, ma non prima dell’inizio di aprile, a quanto pare. «Il tutto in barba alla continuità educativa del servizio e alla capacità dimostrata da questa educatrice», denuncia qualche genitore, decisamente rattristato dalla vicenda.
I due nidi comunali, in via Cosulich e via Tagliamento, accolgono 40 bambini ciascuno, seguiti da 15 educatrici dipendenti del Comune e 4 a tempo determinato.
Laura Blasich

Alle materne nessuna lista d’attesa 
Per la prima volta dopo anni. Resta scoperta una decina di posti

Duecentodiciannove posti disponibili e 209 iscritti alle scuole materne comunali: nessuna lista d’attesa dunque quest’anno a differenza di quanto accadeva in passato. Il motivo? È aumentata, in questi ultimi mesi, la mobilità delle famiglie. «Evidentemente molti bambini, sia di familgie di stranieri, sia figli di trasfertisti, hanno lasciato la città – spiega l’assessore all’Istruzione Silvia Altran – e questo ha comportato una diminuzione degli iscritti». Rimane comunque molto alta la percentuale degli stranieri, soprattutto in certi plessi scolastici e in certe fasce di età: nella scuola dell’infanzia, ad esempio, nelle due sezioni particolari della Duca d’Aosta, i bambini non italiani solo oltre il 70 per cento. «E questa è una questione che dovremmo affrontare – spiega ancora l’assessore – perchè ci sono due elementi in ballo: il fatto di non voler creare delle classi ”di nicchia”, e anche le maggiori esigenze delle scuole primarie, visto che le sezioni dell’infanzia alla Duca d’Aosta vanno a occupare degli spazi all’interno di un plesso scolastico dedicato a un’età più grande». La stessa cosa era avvenuta nella scuola di via Largo Isonzo, e anche qui le due classi dell’infanzia si era dovute chiudere perchè erano cresciute le esigenze dei bambini in età da scuola primaria. La buona notizia, comunque, è che non ci saranno le liste di attesa.Temevano di non riuscire a far fronte alla richieste, anche perchè abbiamo sempre dei bambini che si presentano ad anno iniziato – spiega ancora la Altran -. Invece, anche grazie all’ottima collaborazione con la scuola paritaria di via Romana, riusciamo a dare risposta a tutti». Le segreterie stanno predisponendo le graduatorie secondo le quali si saprà a quale scuole di quelle prescelte i bambini saranno iscritti. Non ci dovrebbero essere problemi, nel senso che ci sarà una buona corrispondenza tra richieste ed effettiva assegnazione. Per quanto riguarda i posti disponibili, sono 106 alle scuole corrispondenti alla Giacich (31 in via Cellottini, 48 in via Gramsci, 27 in via Tartini), 61 quelli alla Duca D’Aosta (20 in via della Poma, 25 in via Primo Maggio, 16 alla sede centrale). Alla Randaccio (Largo Isonzo) sono 22, e alla paritaria 30. «Siamo riusciti ad allargare gli spazi disponibili – spiega ancora la Altran – in particolare in via Cellottini, dove è stata aggiunta una sezione, e in via Gramsci, dove le sezioni erano già quattro, ma è stato previsto uno spazio per un ulteriore allargamento».
Elena Orsi

Alla Randaccio 133 matricole e soltanto 67 alla Giacich

Anche per il prossimo anno scolastico 2010-2011 il divario tra le due scuole medie cittadine, la ”Giacich” e la ”Randaccio”, rimane tale e quale a quello registrato negli anni scorsi.
Ovvero, la scuola di via Canaletto ”doppia” in pratica quella di viale Cosulich, sotto il profilo del numero di iscritti alle prime classi.
Secondo i dati pervenuti al Comune, infatti, i bambini che per il prossimo anno scolastico frequenteranno la media Randaccio saranno 133, a fronte dei 67 che invece hanno deciso di continuare alla media Giacich il loro percorso scolastico.
Un fenomeno, quello dell’esodo dalla scuola di viale Cosulich, che si è fatto più evidente con il passare degli anni, e che probabilmente è stato determinato da alcuni episodi di bullismo che, ingigantiti nel passaparola tra i genitori, hanno evidentemente indotto molte famiglie a iscrivere i propri figli alla media Randaccio, la quale avrà così sei prime classi contro l’unica che sarà attivata alla media di viale Cosulich.

Il Piccolo, 04 aprile 2009 
 
LE ISCRIZIONI ALLE MEDIE  
Stranieri-boom alla Giacich, in prima sono il 26%  
Alla Randaccio solo il 7%, è la scuola dei monfalconesi. La preside: «Premiate le nostre scelte didattiche»
 
 
di ELENA ORSI

Su 83 nuovi iscritti alle prime della scuola media Giacich ben 21 sono figli di lavoratori stranieri, il 26%. L’istituto di viale Cosulich rafforza dunque il suo ruolo di scuola multietnica per eccellenza di Monfalcone, assieme alla scuola elementare Duca d’Aosta. I primi dati relativi alle iscrizioni scolastiche confermano inoltre, sempre per le scuole medie, che i genitori dei ragazzi monfalconesi usciti dalle elementari preferiscono iscrivere i propri figli alla scuola media Randaccio di via Canaletto (stranieri attorno al 7%), mentre va consolidandosi la confluenza alla Giacich degli studenti figli delle famiglie immigrate, sia italiane che straniere. La scuola media Giacich, al momento, è quella che più si avvicina al tetto massimo di stranieri per classe (il 30%) che il governo intende porre per il prossimo anno scolastico.
IL CASO ”GIACICH”. Quest’anno i nuovi iscritti alla scuola media saranno 83, in crescita rispetto allo scorso anno. E di questi gli stranieri sono 21, uno su quattro. Una percentuale superiore a quella già alta rispetto agli scorsi anni, quando si viaggiava tra il 13 e il 20%. La scuola Giacich è da sempre una delle realtà che maggiormente ha puntato sull’integrazione e sui progetti di convivenza tra studenti italiani e stranieri. E la cosa ha avuto i suoi effetti: lo scorso anno la scuola aveva già registrato una specie di record, con oltre il 20% di studenti stranieri, in pratica uno su cinque. Nell’anno scolastico 2008-2009, infatti, le medie Giacich avevano registrato 61 iscritti, 13 dei quali stranieri. Quest’anno su 83 iscritti gli stranieri sono addirittura 21, per la maggior parte del Bangladesh. «Siamo comunque ancora sotto il tetto massimo che il ministro Gelmini ha intenzione di proporre per il prossimo anno scolastico», spiega la preside, Anna Russo. «E quanto emerge dai primi dati sulle iscrizioni fa intendere che le scelte finora adottate proprio sul fronte dell’integrazione sono premianti».
MEDIA RANDACCIO. Diversa la situazione nelle altre medie cittadine, alla Randaccio. Qui le percentuali sono infatti infinitamente più basse, anche andandole a calcolare sull’intero istituto comprensivo. Gli alunni stranieri totali sono 53, i nuovi iscritti 15, su un numero complessivo di studenti che viaggia sulle 770 unità. La percentuale quindi è molto più bassa di quella dell’altra scuola: poco più del 7% se si parla del numero totale. Anche qui però le percentuali sono in aumento: nell’anno scolastico 2008-2009, alla Randaccio i ragazzi stranieri erano in tutto 37 su 760 iscritti totali, con una percentuale pari al 4,9 per cento.
ELEMENTARE DUCA D’AOSTA. Un bel record infine lo registra anche la elementare Duca d’Aosta, che nello scorso anno scolastico si era rivelata la scuola più gettonata dagli stranieri. In totale, dai primi dati, i bambini stranieri in aula saranno circa 5 per ogni classe di 20. Quindi, più o meno, il 20% del totale. Una percentuale che grossomodo ricalca quella già registrata lo scorso anno, anche se i dati ufficiali delle iscrizioni non sono ancora stati elaborati.
PROGRAMMI. Senza aver predisposto percorsi «speciali» per gli alunni stranieri, le scuole cittadine si sono adeguate. Al primo posto, naturalmente, l’attenzione per il linguaggio, non solo verbale. Innumerevoli anche le attività collaterali, come teatro, musica, ma anche fotografia, ceramica, aeromodellismo, falegnameria «per sviluppare quella manualità di cui i ragazzi, al momento, spesso sono carenti», come spiega lo stesso istituto. 
 
PARLANO I DIRIGENTI SCOLASTICI  
«Le nostre porte sono sempre aperte»
 
 
«La scuola con gli stranieri non crea più ansia. Anche perchè, e la cosa è evidente man mano che si va avanti nei plessi scolastici, si capisce che gli studenti stranieri sono in realtà quelli più motivati e che danno sprone alla classe». Questo il giudizio dell’assessore all’Istruzione Silvia Altran sulla situazione della scuola media Giacich in particolare e sul sistema scolastico locale in generale. «È chiaro poi che l’ideale sarebbe una diffusione più equilibrata nelle scuole e nelle classi degli alunni stranieri, così da poter favorire l’integrazione di tutti». Non solo: la presenza di alunni stranieri fa anche di Monfalcone una realtà molto particolare. «Ho già mandato una lettera alla Direzione regionale in merito alle modifiche previste dalla riforma Gelmini – spiega Altran – chiedendo che si tenga conto dell’alta presenza di bambini stranieri, che spesso arrivano a metà anno e hanno necessità di essere inseriti con la necessari calma. Chiediamo a esempio che nelle determinazioni delle classi si tenga presente un certo margine di lasco nelle scuole, per non creare difficoltà se nel corso dell’anno arrivassero nuovi alunni». Fabio Del Bello, rappresentante provinciale Pd e insegnante, ritiene che «si conferma la consolidata tradizione dell’istituto che da anni è la scuola più multietnica della città. Prima, perchè i nuclei familiari arrivati in città si sono stabiliti nelle vicinanze, a Panzano o in centro. E poi, perchè è stata la politica portata avanti dal preside Sesti, il cui ruolo è stato ora preso dalla preside Russo». Questo ha comportato una crescita della professionalità degli insegnanti. «Anni fa si paventava per questa scuola la preoccupazione del bullismo – continua Del Bello – ma i fenomeni verificatisi in tal senso sono stati fisiologici e contenuti, grazie alle strategie che gli insegnanti sono stati in grado di mettere in atto».
La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Randaccio, Alessandra Conte Romani, offre più elementi di lettura: «Un aspetto è di natura urbanistica. La maggiore concentrazione di studenti stranieri alla Giacich è riconducibile alla residenza prevalente degli immigrati nel centro cittadino. Per contro, in questi ultimi anni, la residenza dei monfalconesi, comunque non stranieri, si è spostata verso l’Est cittadino». Un «fattore residenza» che si ripropone anche alla scuola primaria, dove alla elementare Duca d’Aosta si registrano più stranieri che alla Largo Isonzo. «Va inoltre considerato il fatto – aggiunge – che le comunità tendono comunque a fare gruppo tra di loro». C’è poi il dato storico, che si mantiene nel tempo riproponendo le iscrizioni di una comunità nello stesso istituto scolastico. A ciò si lega altresì l’aspetto didattico e dell’accoglienza che, anche in termini di servizio e di finanziamenti, si consolida nella realtà scolastica che ha sviluppato una risposta proporzionale e consona alla maggiore presenza di stranieri. La dirigente tuttavia lo sottolinea: «La visione interculturale resta un valore educativo di riferimento per tutte le scuole cittadine, elemento fondante per i nostri ragazzi».

Il Piccolo, 07 aprile 2009 
 
Boom del tempo pieno alle elementari  
In alcune scuole super-classi da 27 ragazzi per effetto della riforma
 
 
Super-classi con punte di 27 alunni quest’anno alle scuole elementari con spazi inadeguati e banchi in alcuni casi ammassati uno all’altro. Saranno queste le conseguenze dell’aumento delle iscrizioni alle scuole elementari alla luce della riforma Gelmini, che prevede un tetto massimo di studenti per classe più alto rispetto a quanto accadeva prima. Alla materne, invece, il problema non si pone: tutti i bambini iscritti, grazie ai posti resisi disponibili alla scuola di via Gramsci, troveranno accoglienza.
ELEMENTARI. La scuola elementare Sauro conta 22 nuovi iscritti, la Toti 40, la Battisti 26, quella di Largo Isonzo 49 e la Duca d’Aosta 76. Prevale, come ormai accade da alcuni anni, il ”tempo pieno” su quello normale. Delle 76 domande pervenute per la Duca d’Aosta (unica ad applicare l’orario prolungato), ben 49 sono per il tempo pieno e 27 per quello normale. Le classi prime, pertanto, saranno due con il tempo pieno e una con orario normale. Tutto ciò, alla luce del fatto che è stata scongiurata l’interruzione del tempo pieno, vista l’impossibilità della copresenza di maestri. «Il maestro primario si occuperà delle sue ore, mentre per le restanti la scuola ricorrerà ad altri insegnanti – spiega l’assessore Silvia Altran –. Ma il problema vero restano le classi numerose». Infatti se in alcuni casi, come alla Toti, sarà possibile realizzare due classi da 20 alunni, non sarà così altrove. A esempio, alla Duca d’Aosta dove i 27 bambini iscritti sono pochi per poter formare due classi a tempo normale. E quindi ci sarà una sola super-classe. «Un tempo si sarebbe ovviato creando dei gruppi classe divisi tra vari insegnanti, così da ridurre il rapporto insegnante-alunni – spiega ancora la Altran –. Ora invece ciò non è più possibile. Il problema è che non si è tenuto minimamente conto delle strutture esistenti: ci saranno casi in cui i bambini avranno perfino difficoltà ad alzarsi in piedi a causa del sovraffollamento dei banchi in aule troppo piccole».
MATERNE. Almeno una buona notizia però c’è: i posti nelle scuole dell’infanzia saranno sufficienti per tutti gli alunni. Questo, grazie agli spazi resi disponibili alla scuola di via Gramsci. Qui infatti saranno ospitati 25 bambini, mentre 28 andranno alla scuola di via Tartini, 34 in quella di via Cellottini, 23 in quella di via Primo Maggio, 31 in via della Poma, 23 alla Collodi, 28 in via Duca d’Aosta. In totale, saranno 192 i piccoli in arrivo per il prossimo anno scolastico. «Saranno necessari alcuni aggiustamenti, visto che per alcune scuole le domande sono più numerose rispetto ad altre – spiega ancora l’assessore – ma i posti complessivi sono sufficienti a garantire una sistemazione a tutti». Le domande più numerose sono arrivate per la scuola di via Cellottini, la più nuova e da sempre quella più gettonata dalle famiglie.
MEDIE. La situazione è già stata anticipata nei giorni scorsi: continuo boom della Randaccio (con 147 iscritti) e lento recupero della Giacich (83).
Elena Orsi

Il Piccolo, 24 novembre 2008 
 
COMUNE  
Libri di testo, fino a venerdì le richieste di contributo
 
 
Scade alle 12 di venerdì il termine per presentare istanza di contributo per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico 2008/2009 per la scuola dell’obbligo. I requisiti richiesti sono: residenza nel Comune di Monfalcone e valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) riferito al 31.12.2007 pari o inferiore a 19mila euro. Si precisa che per alunni della scuola dell’obbligo s’intendono gli alunni iscritti e frequentanti le scuole secondarie di primo grado (ex scuole medie inferiori) e i primi due anni delle scuole secondarie superiori, con età inferiore ai 18 anni alla data di inizio dell’anno scolastico. I moduli sono disponibili negli Uffici di segreteria delle scuole Giacich e Randaccio e all’Unità Attività Educative del comune in via Ceriani 12 (tel. 0481494362).

Home page

Parlano di noi

Monfalcone, la denuncia
corre sul blog

Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
sciopero generale

L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

Inchieste

La costruzione
della grande nave.

Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
Di Fabrizio Gatti

Il caso Fincantieri:
giungla d'appalto.

Di Roberto Greco

La peste di Monfalcone.
Di Angelo Ferracuti

Monfalcone:
l'emergenza casa.

Di Giulio Tarlao


Morire di cantiere

Morire di cantiere

Statistiche

  • 227.424 visite