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Il Piccolo, 14 marzo 2010
 
L’ISTRUZIONE IN CITTÀ
Elementari, 20% di iscritti in meno 
Classi sovraffollate addio: la crisi allontana i trasfertisti e la scuola si ”snellisce”

di TIZIANA CARPINELLI

L’incubo delle classi strapiene, che arrivano a sfiorare il limite consentito dalla legge, ha agitato per lungo tempo i sonni dei genitori monfalconesi, costretti a confrontarsi con lo spauracchio di un’eventuale, conseguente, istruzione deficitaria. Il prossimo anno, tuttavia, le famiglie potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo: stando alle iscrizioni raccolte nelle ultime settimane, il problema del sovrafollamento innesta infatti una vigorosa retromarcia. Vuoi la crisi occupazionale, che ha dirottato i trasfertisti (e dunque i loro figli) verso altri lidi, vuoi una lieve debacle demografica, la scuola si ”snellisce”.
Addio alle super-classi di deamicisiana memoria, dunque, con bambini pigiati come sardine in spazi traboccanti: se nel corso del 2009, nelle aule delle elementari si erano registrate punte di 27-28 alunni, quest’anno si delinea un robusto taglio, pari al 20%, sulle iscrizioni del primo anno, passate complessivamente da 203 a 172 unità. E la tendenza, riconducibile perlopiù ai fenomeni di immigrazione (diminuita a causa della recessione), non viene sconfessata negli istituti secondari di primo grado, dove si è passati dai 230 studenti di prima media immatricolati nel 2009/2010, agli attuali 200 (-14%) per il 2010/2011. Insomma, le prime classi di elementari e medie tornano a ”misura di alunno”, come sottolinea anche l’assessore comunale all’Istruzione, Silvia Altran: «Per anni abbiamo vissuto una situazione di emergenza adesso siamo tornati alla normalità. Indubbiamente il fenomeno è legato al ciclo produttivo: la mancanza di lavoro ha allontanato le famiglie dei trasfertisti e pertanto sono venute meno diverse iscrizioni. Le classi di 28 allievi diventano un ricordo del passato».
Non si tratta, tuttavia, dell’unico fenomeno da rilievare: il prossimo anno potrebbe infatti decollare la scuola elementare di rione. «Anche se ogni istituto ha il suo Pof (Piano di offerta formativa) – prosegue il vicesindaco – grazie alle sinergie promosse tra istituti, il livello di preparazione degli scolari si sta omogeneizzando, rendendo meno evidente lo scarto d’istruzione nel passaggio alle medie. In questo modo, si incentiva le famiglie a scegliere la scuola più prossima alla propria abitazione, con meno problemi di spostamento per gli scolari e la possibilità di prediligere la passeggiata alla corsa in auto».
Non più alunni di serie A e alunni di serie B, già discriminati dai banchi di scuola di provenienza. Le scuole spalmano e rendono più ”standardizzata” l’offerta formativa, mantenendo sempre le rispettive perculiarità: l’approdo alle medie, però, sarà indolore. «Il recupero delle scuole di rione – afferma Altran – è importante, come è importante portare avanti dei progetti mirati alla crescita dei ragazzi. In questo senso si inserisce una proposta che prenderà piede da settembre, per coinvolgere i ragazzi nella valorizzazione della città: si tratta di un laboratorio volto a fare in modo che gli studenti si riapproprino di una parte di Monfalcone, realizzando installazioni, murales, graffiti o mosaici». L’iniziativa, che prende spunto da una analoga esperienza attivata nelle scuole tedesche, punta a contrastare il degrado urbano e i vandalismo.
«Poi – conclude l’assessore all’Istruzione – proseguirà l’iniziativa del bicibus, nonché quella per promuovere una sana alimentazione tra i ragazzi. Stiamo infine verificando la possibilità di accedere a dei fondi europei per invogliare gli studenti alla pratica di uno sport e disincentivarne l’abbandono verso l’età critica dei 15 anni. Non mancheranno, infine, progetti a tema indirizzati ai genitori e calibrati sulle diverse fasce d’età della prole: si va dalla navigazione sicura su internet alle tossicodipendenze, fino ai disturbi alimentari».
 
IL CASO
Asili nido sotto organico protestano i genitori 
La Cgil provinciale punta il dito sui vincoli imposti ai contratti dalla Finanziaria regionale
 

Con domani i piccolissimi del nido comunale di via Cosulich non troveranno più una delle loro educatrici, una persona che li ha accolti al loro arrivo a settembre e che in questi mesi li ha seguiti, con attenzione e passione. Il motivo di un’assenza che disorienterà i bambini, dopo aver fatto arrabbiare i genitori, sta nelle nuove regole imposte all’assunzione di personale dalla legge Finanziaria regionale 2010, stando alla denuncia dei sindacati. Le organizzazioni di categoria si sono mosse in questi giorni per verificare prima se fosse possibile prorogare il rapporto di lavoro con l’educatrice e poi gli strumenti per garantire la continuità di un servizio rivolto a un’utenza come quella dei bimbi dai quattro ai 36 mesi. Ora, ma anche in prospettiva, come sottolinea Luca Manià, segretario provinciale della Funzione pubblica-Cgil. «In base alla nuova normativa, l’educatrice che se ne va non potrà mai più lavorare per il Comune di Monfalcone, visto che ha già accumulato i 36 mesi stabiliti come tetto massimo per i contratti a tempo determinato – spiega Manià -. A meno che non si possa procedere a una stabilizzazione del posto di lavoro. Quanto però è diventato impossibile, visto che le nuove regole stabiliscono che possa procedere al rimpiazzo di un lavoratore su cinque che se ne vanno».
Tant’è che il Comune ha già  iniziato a ragionare, com’è emerso nell’incontro che i rappresentanti sindacali hanno avuto in questi giorni con la vicesindaco Silvia Altran e i dirigenti comunali, sulla strada da seguire per sostituire l’educatrice di asilo nido che andrà in pensione alla fine di dicembre. In questo caso, pare, si procederà  attraverso la mobilità da un altro Comune, il cui nido, comunque, rischia di rimanere a sua volta sprovvisto di un educatore.
«I nuovi vincoli alle assunzioni di personale pongono serii interrogativi sul mantenimento “in casa” da parte dei Comuni di servizi alla persona come quelli di asilo nido – afferma Manià -. E’ per questo che abbiamo chiesto un incontro al sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto in veste di presidente regionale dell’Anci».
Intanto l’educatrice che conclude il suo lavoro alla “Tana dei cuccioli”, il cui contratto era legato alla maternità di una dipendente comunale dei nidi, sarà sostituita con un altra educatrice a tempo determinato, ma non prima dell’inizio di aprile, a quanto pare. «Il tutto in barba alla continuità educativa del servizio e alla capacità dimostrata da questa educatrice», denuncia qualche genitore, decisamente rattristato dalla vicenda.
I due nidi comunali, in via Cosulich e via Tagliamento, accolgono 40 bambini ciascuno, seguiti da 15 educatrici dipendenti del Comune e 4 a tempo determinato.
Laura Blasich

Alle materne nessuna lista d’attesa 
Per la prima volta dopo anni. Resta scoperta una decina di posti

Duecentodiciannove posti disponibili e 209 iscritti alle scuole materne comunali: nessuna lista d’attesa dunque quest’anno a differenza di quanto accadeva in passato. Il motivo? È aumentata, in questi ultimi mesi, la mobilità delle famiglie. «Evidentemente molti bambini, sia di familgie di stranieri, sia figli di trasfertisti, hanno lasciato la città – spiega l’assessore all’Istruzione Silvia Altran – e questo ha comportato una diminuzione degli iscritti». Rimane comunque molto alta la percentuale degli stranieri, soprattutto in certi plessi scolastici e in certe fasce di età: nella scuola dell’infanzia, ad esempio, nelle due sezioni particolari della Duca d’Aosta, i bambini non italiani solo oltre il 70 per cento. «E questa è una questione che dovremmo affrontare – spiega ancora l’assessore – perchè ci sono due elementi in ballo: il fatto di non voler creare delle classi ”di nicchia”, e anche le maggiori esigenze delle scuole primarie, visto che le sezioni dell’infanzia alla Duca d’Aosta vanno a occupare degli spazi all’interno di un plesso scolastico dedicato a un’età più grande». La stessa cosa era avvenuta nella scuola di via Largo Isonzo, e anche qui le due classi dell’infanzia si era dovute chiudere perchè erano cresciute le esigenze dei bambini in età da scuola primaria. La buona notizia, comunque, è che non ci saranno le liste di attesa.Temevano di non riuscire a far fronte alla richieste, anche perchè abbiamo sempre dei bambini che si presentano ad anno iniziato – spiega ancora la Altran -. Invece, anche grazie all’ottima collaborazione con la scuola paritaria di via Romana, riusciamo a dare risposta a tutti». Le segreterie stanno predisponendo le graduatorie secondo le quali si saprà a quale scuole di quelle prescelte i bambini saranno iscritti. Non ci dovrebbero essere problemi, nel senso che ci sarà una buona corrispondenza tra richieste ed effettiva assegnazione. Per quanto riguarda i posti disponibili, sono 106 alle scuole corrispondenti alla Giacich (31 in via Cellottini, 48 in via Gramsci, 27 in via Tartini), 61 quelli alla Duca D’Aosta (20 in via della Poma, 25 in via Primo Maggio, 16 alla sede centrale). Alla Randaccio (Largo Isonzo) sono 22, e alla paritaria 30. «Siamo riusciti ad allargare gli spazi disponibili – spiega ancora la Altran – in particolare in via Cellottini, dove è stata aggiunta una sezione, e in via Gramsci, dove le sezioni erano già quattro, ma è stato previsto uno spazio per un ulteriore allargamento».
Elena Orsi

Alla Randaccio 133 matricole e soltanto 67 alla Giacich

Anche per il prossimo anno scolastico 2010-2011 il divario tra le due scuole medie cittadine, la ”Giacich” e la ”Randaccio”, rimane tale e quale a quello registrato negli anni scorsi.
Ovvero, la scuola di via Canaletto ”doppia” in pratica quella di viale Cosulich, sotto il profilo del numero di iscritti alle prime classi.
Secondo i dati pervenuti al Comune, infatti, i bambini che per il prossimo anno scolastico frequenteranno la media Randaccio saranno 133, a fronte dei 67 che invece hanno deciso di continuare alla media Giacich il loro percorso scolastico.
Un fenomeno, quello dell’esodo dalla scuola di viale Cosulich, che si è fatto più evidente con il passare degli anni, e che probabilmente è stato determinato da alcuni episodi di bullismo che, ingigantiti nel passaparola tra i genitori, hanno evidentemente indotto molte famiglie a iscrivere i propri figli alla media Randaccio, la quale avrà così sei prime classi contro l’unica che sarà attivata alla media di viale Cosulich.

Il Piccolo, 06 gennaio 2009 
 
L’Apt congela le nuove linee scolastiche: vecchi orari per i ragazzi della Randaccio  
La protesta dei genitori ha convinto l’Azienda: evitato agli alunni l’obbligo di attendere coincidenze 
Saranno reintrodotte le corse soppresse: informata la presidenza
 
 
I collegamenti con la scuola media «Randaccio» non subiranno variazioni fino alla fine dell’anno, perlomeno per quanto riguarda le corse all’uscita dalle lezioni dal lunedì al sabato e il lunedì pomeriggio. L’Apt ha deciso di congelare i cambiamenti che avrebbero interessato gli studenti dell’istituto già da domani, al rientro a scuola dalle vacanze di Natale. La modifica introdotta dalla nuova organizzazione del sistema di Trasporto pubblico locale tra Monfalcone e Staranzano, scattata il 23 dicembre, riguardava proprio il servizio fornito all’uscita da scuola, perché alla mattina il collegamento non subisce variazioni. Mentre fino al 23 dicembre la connessione con il centro era diretta e garantita dalla linea 13, ora gli studenti avrebbero dovuto salire sulla Circolare Aris, scendere nel piazzale dell’ospedale di San Polo e prendere la coincidenza con la Circolare centro.
Questione di pochi minuti, come aveva sottolineato Apt, rispondendo alle perplessità di alcuni genitori. Finora la «Randaccio», a differenza dell’altra media cittadina, fra l’altro, aveva in sostanza potuto fare affidamento su un servizio di scuolabus «vestito» da linea urbana (la 13), ha rilevato ancora Apt, mentre ora si sarebbe dovuti passare a un vero e proprio servizio urbano, che però consente ai ragazzi di avere un servizio adeguato anche al pomeriggio, quando l’istituto rimane aperto per le attività di laboratorio. Per evitare però qualsiasi disservizio a chi aveva operato una scelta scolastica anche in base al servizio urbano esistente lo scorso anno, Apt ha deciso di rinviare qualsiasi novità al prossimo anno scolastico.
La dirigenza dell’istituto comprensivo è già stata contattata e informata della scelta di Apt, che appunto da domani reintrodurrà le corse che erano state soppresse, quelle in sostanza delle 12.55 e delle 13.50 dal lunedì al venerdì, dalle 12 del sabato e delle 16.40 del lunedì, giornata di rientro per i ragazzi che hanno scelto il «tempo cinque».
Le rimostranze principali a Circolando, che al momento sta creando qualche disorientamento nell’utenza più anziana, sono arrivate dai genitori degli studenti dell’istituto di via Canaletto, a causa della modifica del collegamento a servizio della scuola, benché parziale. Alla mattina i ragazzi possono infatti sempre contare su una connesione diretto con la «Randaccio», quanto invece non era previsto al ritorno. All’uscita dalle lezioni gli studenti avrebbero dovuto salire sulla Circolare Aris che li avrebbe depositati nel piazzale interno all’ospedale di San Polo, dove avrebbero dovuto prendere la Circolare centro o la linea per Panzano. La nuova organizzazione del servizio urbano dell’Apt ha come snodo centrale la Circolare Centro, mentre le nuove Circolari Aris e Staranzano nascono dalla riprogettazione completa del servizio che comprende il territorio a Nord e Sud di via Trieste.
Le Circolari Ronchi e Cantieri in questa fase non hanno subito modifiche, ma potranno connettersi alle nuove Circolari e al servizio extraurbano sfruttando alcuni punti di interscambio, per raggiungere velocemente ogni altro punto di interesse con delle coincidenze. La seconda fase del piano scatterà invece alla fine di giugno del prossimo anno. (l.bl.)

Il Piccolo, 07 gennaio 2009 
 
CONTRO I «PORTOGHESI»  
Controllori da oggi anche sui bus
 
 
Da oggi scatterà l’effettivo esame per le nuove linee Apt parrite lo scorso 23 dicembre. Non solo: da oggi scatterà anche la prima delle tranche di controllo sugli abusivi. Con un doppio risultato: primo, fornire appunto ai viaggiatori informazioni sulle nuove linee, e secondo, controllare il fenomeno dell’evasione negli acquisti dei titoli da viaggio. «Al momento fare un primo bilancio di come le nuove linee sono state accolte è ancora presto – spiega il presidente dell’Apt, Paolo Polli – anche se la curiosità, già dai primi giorni, è stata tanta. Ma solo da domani (oggi, ndr) potremmo effettivamente verificare come le linee rispondono all’utenza, con la riapertura di scuole e uffici». Dal 7 gennaio in poi l’Apt metterà anche in campo i suoi verificatori che, oltre a controllare l’abusivismo, serviranno anche per informare gli utenti sulle nuove linee. I controlli si terranno sia nelle mattinate che ai pomeriggi. Le nuove linee Apt sono scattate, come detto, lo scorso 23 dicembre. Il cuore dell’intero progetto è la Circolare Centro, che ogni dieci minuti mette in collegamento i principali poli di attrazione e i parcheggi scambiatori cittadini con la città. La nuove Circolari Aris e Staranzano nascono invece dalla riprogettazione completa del servizio che comprende il territorio a Nord e Sud di via Trieste, andando a servire anche le nuove aree residenziali (via Corbatto, via del Capitello e via Crociera), con frequenza costante durante tutto l’arco della giornata e coincidenze veloci in piazza dell’Unità d’Italia e davanti al piazzale dell’ospedale di San Polo con la Circolare Centro.

Il Piccolo, 24 novembre 2008 
 
COMUNE  
Libri di testo, fino a venerdì le richieste di contributo
 
 
Scade alle 12 di venerdì il termine per presentare istanza di contributo per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico 2008/2009 per la scuola dell’obbligo. I requisiti richiesti sono: residenza nel Comune di Monfalcone e valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) riferito al 31.12.2007 pari o inferiore a 19mila euro. Si precisa che per alunni della scuola dell’obbligo s’intendono gli alunni iscritti e frequentanti le scuole secondarie di primo grado (ex scuole medie inferiori) e i primi due anni delle scuole secondarie superiori, con età inferiore ai 18 anni alla data di inizio dell’anno scolastico. I moduli sono disponibili negli Uffici di segreteria delle scuole Giacich e Randaccio e all’Unità Attività Educative del comune in via Ceriani 12 (tel. 0481494362).

Il Piccolo, 11 ottobre 2008 
 
Docenti: assurda protesta anti-Ramadan  
Gli insegnanti della Randaccio solidali con la preside e la comunità musulmana
 
  
La concessione della palestra della scuola media Randaccio alla comunità musulmana per la celebrazione della conclusione del Ramadam non ha creato disagi. Anzi, ha rappresentato un’occasione di riflessione con gli studenti sulla convivenza civile e l’accettazione reciproca. Lo affermano 62 dei 65 docenti di ruolo dell’istituto comprensivo, che condannano quindi «la speculazione creatasi attorno alla concessione della palestra alla comunità musulmana per la celebrazione di un suo rito religioso». Gli insegnanti firmatari sostengono perciò la decisione del capo d’istituto, Alessandra Conte Romani, di concedere quello spazio scolastico. Va da sé che la «strumentalizzazione costruita attorno a un caso che tale non è» viene giudicata dagli insegnanti della Randaccio «altamente diseducativa». Anche perché arrivata in un momento in cui «si è impegnati, ormai in ogni aula, per far convivere la multietnicità e la pluralità di fede che sono una realtà pressante della società monfalconese». Le polemiche scatenatesi dopo la concessione della palestra alla comunità musulmana erano utili invece solo per portare tensioni, secondo gli insegnanti, e scavare fossati nella comunità monfalconese. «La sottolineatura della diversità è trasversale nella storia – proseguono gli insegnanti – e soprattutto trova terreno in situazioni di incertezza e inquietudine come il momento che stiamo attraversando a livello locale come nazionale, con un crescere costante delle problematiche in casa come sul posto di lavoro. Il diverso è sempre stato una valvola di sfogo, purtroppo». Gli insegnanti affermano quindi di non poter «tollerare che un avvenimento che non ha creato alcun disturbo alle lezioni, anche per il rispetto e l’educazione mostrati dalla comunità musulmana, che ha visto le classi al completo, venga fatto diventare un pericoloso veicolo di differenziazione sociale e culturale». L’esperienza è stata anzi «motivo di riflessione con gli alunni sulla convivenza civile dando così più alta significatività a uno dei primari aspetti formativi dei cittadini di domani». 
 
Messaggero Veneto, 11 ottobre 2008 
 
«Diseducativo strumentalizzare il caso Ramadan» 
I PROF DELLA RANDACCIO
 
 
MONFALCONE. La polemica nata in città in seguito alla concessione della palestra della scuola media Randaccio per la preghiera della comunità musulmana, in occasione della festa di fine Ramadan, ha indotto gli insegnanti dell’istituto didattico a intervenire in merito, inviando una lettera aperta, firmata da 62 docenti, in cui spiegano la loro opinione e la loro posizione, che è di sorpresa e disaccordo rispetto a chi ha puntato il dito contro tale concessione di spazi.
Questi i contenuti della lettera: «I docenti dell’istituto Randaccio denunciano la speculazione creatasi attorno alla concessione della palestra alla comunità musulmana per la celebrazione di un suo rito religioso. Sostengono appieno la decisione del capo d’istituto di concedere quello spazio scolastico e ritengono altamente diseducativa la strumentalizzazione che si è costruita attorno a un caso che tale non è».
«Mentre si è impegnati, ormai in ogni aula – continuano gli insegnanti della Randaccio –, a far convivere la multietnicità e la pluralità di fede, che sono ormai una realtà pressante della società monfalconese, si è assistito invece a una manipolazione mediatica in grado soltanto di portare tensioni sociali e scavare fossati nella nostra comunità. La sottolineatura della diversità è trasversale nella storia, soprattutto trova terreno in situazioni d’incertezza e inquietudine, come il momento che stiamo attraversando a livello locale così come nazionale, con un crescere costante delle problematiche così in casa come sul posto di lavoro. Il diverso è sempre stato una valvola di sfogo, purtroppo».
Gli insegnanti della scuola Randaccio «non possono tollerare, quindi, che un avvenimento che non ha creato alcun disturbo allo svolgimento delle lezioni, anche per il rispetto e l’educazione mostrati dalla comunità musulmana, che ha visto le classi al completo senza le millantate defezioni, sia fatto diventare pericoloso veicolo di differenziazione sociale e culturale».
«Riaffermano, infine, che l’esperienza è stata semmai motivo di riflessione con gli alunni su convivenza civile e accettazione reciproca, dando così più alta significatività a uno dei primari aspetti formativi dei cittadini di domani, cui la scuola è oggi chiamata su mandato istituzionale e delega delle famiglie stesse».

Il Piccolo, 03 ottobre 2008 
 
IL DIBATTITO DOPO IL CASO-RAMADAN ALLA MEDIA RANDACCIO  
In città i musulmani sono il 7% Il centrosinistra chiede la moschea
 
 
A Monfalcone il 7% della popolazione è costituito da persone di fede musulmana per un totale di 2mila individui. Delle 1.300 persone provenienti dal Bangladesh, l’85% segue la religione di Allah, come altri numerosi albanesi, bosniaci, macedoni e africani che vivono a Monfalcone. Ciò ripropone, dopo la clamorosa «interferenza» di martedì alla scuola media Randaccio, la necessità di un luogo dove poter accogliere centinaia di persone, pregare e celebrare le festività legate al culto musulmano. Tra l’altro il problema si ripresenterà fra poco più di due mesi, alla Festa del Sacrificio. E se il centrodestra chiude la porta alla possibilità che a Monfalcone possa sorgere una moschea, il centrosinistra apre invece un dibattito su questa necessità. Negli anni scorsi la fine del Ramadan era stata celebrata nella palestra della media Giacich, nei locali dell’ex mercato di via della Resistenza e nella palestra dell’elementare Duca d’Aosta. Quest’anno, però, la comunità musulmana non aveva ricevuto la disponibilità per nessuna di queste sedi e si è verificata una corsa all’ultimo minuto per trovare un luogo disponibile ad accogliere centinaia di persone. Il segretario di Rifondazione, Emiliano Zotti, lancia quindi una proposta: individuare ed allestire uno spazio comune dove i fedeli di tutti i diversi credo presenti in città possano trovarsi a pregare. «L’idea nasce dal diritto di tutti a esprimere il proprio culto. Per realizzare questo progetto privato – chiarisce Zotti – i rappresentanti delle diverse religioni presenti in città dovrebbero unirsi in un fronte comune e organizzarsi, perché la mia proposta non prevede l’utilizzo di soldi pubblici. Ci può essere solo un aiuto amministrativo e politico nell’individuare la scelta del luogo più adatto». La realtà che si va profilando a Monfalcone è legata alla multiculturalità e alla pluralità di religioni destinate alla coesistenza. In base ai calendari diversi e alle festività che non si sovrappongono, pensare ad un luogo unico di preghiera non è così ambizioso, basterebbe un po’ di disponibilità e sensibilità per gestirlo al meglio. Zotti sottolinea, comunque, che la comunità musulmana ha sbagliato ad arrivare a ridosso della festa di fine Ramadan senza aver individuato con anticipo la sede dove festeggiare. «Comunque – ribadisce – la questione va affrontata serenamente, non bisogna creare allarmismi falsi e inutili».
Secondo l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin il centrodestra deve chiedere scusa agli immigrati, perché «non è corretto creare un clima di xenofobia da un caso isolato che si è venuto a creare. Strumentalizzare un episodio è sbagliato. Credo che sia corretto rispettare le religioni, in Italia c’è la libertà di culto, basta che le diverse fedi non vadano a pesare sul bilancio statale. Sulla possibilità di costruire una moschea in città sostengo quanto detto dal Sindaco: se queste persone individuano una sede, provvedono a gestirla e non si avvalgono di fondi pubblici sono d’accordo», ha precisato la Morsolin. Concorda Paola Benes, segretaria del Pd, che lancia un’affermazione provocatoria: «Nel futuro dell’Italia, e di Monfalcone, l’unica cosa da separare e da dividere è l’immondizia. Nei prossimi anni ci si dovrà abituare alla mescolanza di etnie, religioni e alle coppie miste». Paola Benes sostiene che ognuna delle componenti – amministrazione comunale, comunità musulmana e dirigente scolastico – debba prendersi le proprie responsabilità per quanto accaduto. «A Trieste convivono pacificamente 7 religioni diverse – spiega la segretaria del Pd – non vedo perché a Monfalcone non può accadere la stessa cosa». (r.d.c.) 
 
Messaggero Veneto, 02 ottobre 2008 
 
MONFALCONE  
Musulmani in preghiera nella palestra scolastica durante le ore di lezione: scoppiano le polemiche
 
 
MONFALCONE. “Il sindaco Pizzolitto chieda scusa alla città e agli immigrati il cui diritto alla preghiera va rispettato. Confinare i mussulmani in una scuola durante le ore di lezione, mentre erano vuoti e disponibili molti altri spazi pubblici (mercato nuovo, centro di via Vecellio) è politicamente irresponsabile e offensivo per gli immigrati che in questo modo pagano le conseguenze di una decisione sbagliata del Comune”.
E’ il consigliere comunale di Forza Italia, Giorgio Pacor, a chiedere le scuse pubbliche del sindaco dopo la polemica nata con i genitori della scuola Randaccio in seguito all’ospitalità concessa nella palestra dell’istituto ai fedeli musulmani che martedì mattina vi hanno celebrato la festa di fine Ramadan. Non è però nella palestra di una scuola che avrebbe dovuto essere concesso lo spazio per la preghiera. Concessione data oltretutto, probabilmente per i tempi strettissimi con cui è stata richiesta, senza consultare il consiglio di istituto e avvisare i genitori.
“Purtroppo c’è un precedente – ricorda Pacor – la concessione della sala conferenze della biblioteca a Forza Nuova durante l’orario di apertura del servizio (si erano verificati dei disordini politici tra gruppi di giovani, che avevano obbligato la chiusura della biblioteca al pubblico), precedente che non ha insegnato alla Giunta il fatto che la dovuta garanzia dei diritti di alcuni non può essere fatta valere a danno degli altri cittadini. Con l’aggravante che questa volta si tratta dei ragazzi di una nostra scuola”. La festa di fine Ramdan, una festa religiosa per la comunità musulmana, negli anni scorsi si è tenuta in una palestra cittadina (spesso la palestra verde) o nella struttura di via della Resistenza, ma questa volta gli edifici non sarebbero stati disponibili.
La settimana scorsa, in tempo per organizzare la cerimonia, era stata chiesta anche la possibilità di utilizzare la palestra della scuola Duca d’Aosta, ma la nuova dirigente aveva interpellato il consiglio d’istituto che aveva espresso parere negativo. Ma intanto i giorni erano trascorsi e giunti alla fine della settimana, sembra sabato, i rappresentanti religiosi della comunità musulmana avevano chiesto di poter usare la palestra della Randaccio. La dirigente, senza riuscire per mancanza di tempo ad avvisare il consiglio d’istituto nè le famiglie, ha concesso l’uso. Uso che ha creato polemica con i genitori, che condotti i figli a scuola martedì mattina e viste le centinaia di musulmani riuniti in preghiera in palestra, hanno sgranato gli occhi, perplessi, scegliendo in qualche caso di riportarsi a casa i ragazzi.
“Sono giustamente inviate comunicazioni per ogni cosa – commenta la mamma di uno studente – si sarebbe dovuta mandarne una sicuramente per questa. Tanto più che, normalmente, si fa grande attenzione a chi entra nell’area scolastica e in questo caso invece si sono aperti i cancelli a centinaia di persone in fondo sconosciute”.
Accuse al sindaco sull’episodio sono arrivate dalla Lega Nord e da Alleanza nazionale.

Messaggero Veneto, 15 ottobre 2008 
 
Ramadan: «Eccessive le polemiche»  
Del Bello difende la dirigente Conte Romani: ha sopperito alle nostre carenze
 
 
MONFALCONE. Non teme di bacchettare il centro-sinistra, né di arrabbiarsi con i rappresentanti del centro-destra, il consigliere comunale del Pd, Fabio Del Bello che già nei giorni scorsi aveva parlato della confusione in cui pare caduto il centro-sinistra in materia di sicurezza. Ora Del Bello interviene in quella che definisce «eccessiva polemica» scatenata a seguito della celebrazione del Ramadan nella palestra dell’Istituto comprensivo Randaccio. Formula piena solidarietà alla dirigente scolastica, Conte Romani, «che ha sopperito, sobbarcandosi un onere di non poco conto, a carenze e a ritardi della politica locale: e cioè le difficoltà del centro-sinistra e le sconvolgenti posizioni del centro-destra che per bocca di alcuni suoi autorevoli dirigenti ha enunciato il diniego al diritto alla preghiera e al culto per gli immigrati. Un’aberrazione, forse dovuta alla foga della polemica e alla spasmodica ricerca di una maldestra (l’aggettivo suona proprio bene) visibilità, che ci auguriamo – dice il consigliere – venga in qualche modo ritrattata perché, in caso contrario, ciò rappresenterebbe un fatto di gravità senza precedenti nella storia politica di questa città».
La soluzione del problema non andrebbe ricercata nei luoghi pubblici e tanto meno scolastici, soluzioni emergenziali possibili negli anni scorsi quando la comunità musulmana era piccola e agli esordi. «È oramai tempo – sollecita – che la Conferenza dei sindaci di Città Mandamento dia un indirizzo preciso e condiviso sul luogo più idoneo per le pratiche religiose e cultuali, è poi necessario che la comunità immigrata si attivi per la ricerca delle risorse e che da parte degli enti locali siano messe in atto le opportune facilitazioni per la soluzione del problema nonché la necessaria e corretta informazione per i residenti».

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