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Il Piccolo, 12 dicembre 2010 
 
IL CLIMA POLITICO SI ACCENDE ANCHE TRA I NUMEROSI BANCHETTI DEI PARTITI IN CENTRO 
Battibecchi in piazza. E sui leghisti piovono uova 
Intervenuta la polizia. Scambi di accuse tra Carroccio, studenti e no-global

Gli esponenti della Lega Nord lo hanno definito un «attacco a sfondo politico»: prima gli insulti e il dileggio, poi il lancio di uova, in piazza della Repubblica, mentre ancora era in allestimento il gazebo. I giovani dell’Unione degli studenti Fvg e di ”Spazi sociali Venezia Giulia”, hanno ribattuto: ci siamo limitati ad esprimere il netto dissenso nei confronti della politica portata avanti dal Carroccio, partito al Governo. In mezzo la polizia che, intervenuta ieri pomeriggio, ha mediato lo ”scontro” invitando i ragazzi ad allontanarsi. Animi accesi in questo rigido clima natalizio gravido di questioni sociali e battaglie politiche, materializzatesi in centro da fronti diversi. La Lega che, a suon di volantini, dice «stop all’integrazione alla rovescia», dà la «sveglia» a bisiachi e monfalconesi e dice ai giovani: «Non farti fregare, sei a casa tua». È sempre la Lega che con una mozione-ciclostilata «respinge i rifiuti dalla Campania». Dall’altra, si leva la voce degli studenti contro i tagli «indiscriminati» e «irrazionali» della riforma, passando per i finanziamenti alle scuole private, tirando un bilancio, recita un volantino, da «museo degli orrori».
Slogan e grida di protesta incrociati. Banchetti e manifestazioni concentratisi in centro, a rieccheggiare messaggi da fronti opposti. Finchè, verso le 17, si è accesa la scintilla. I leghisti ed il Movimento giovani padani, reduci da un incontro nella sede di via della Resistenza, con l’europarlamentare, onorevole Lorenzo Fontana, l’hanno scandito: «Stavamo allestendo il gazebo in piazza – hanno raccontato -, quando si sono avvicinati una quindicina di giovani. Hanno iniziato a cantare ”Bella Ciao”, quindi, sono passati agli insulti. Fino al lancio di uova, che ha colpito una nostra iscritta e un altro ragazzo». Tanto che l’europarlamentare Lorenzo Fontana ha osservato: «È curioso che questi giovani si definiscano antirazzisti, ma poi non permettono ad un partito come la Lega, rappresentato nelle istituzioni, di esprimere le proprie idee. Dimostra che sono i primi a non rispettare la democrazia». Walter Sepuca ha parlato di un’«aggressione squisitamente politica, che sa di programmato». Dall’Unione studenti, ormai riuniti davanti al Duomo, sono partiti i rimandi. «Non abbiamo aggredito nessuno – hanno tuonato -, ci siamo limitati ad esprimere il nostro dissenso». «È scandaloso – ha rincarato Stefano ”Cicciuzzo” Micheluz di ”Spazi sociali Venezia Giulia” – che la Lega porti avanti idee che fomentano il razzismo». «I disoccupati – ha aggiunto Marta Iernetti – li creano i padroni, non gli immigrati». Sul tappeto questioni come il nucleare e la ”vertenza Gelmini”: «Frequento l’Itis D’Annunzio di Gorizia – ha spiegato una studentessa -: dopo 30 anni, rischia lo smembramento. Questi sono i problemi che vanno risolti».

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Esce il numero 5 di MonfalconeTerritorio
In tutte le edicole della sinistra Isonzo da giovedì 29 aprile

Editoriale: Eccoci al secondo anno

Siamo al primo numero del 2010.
Con un po’ di ritardo sul previsto ma facciamo quello che possiamo .
Anche se con grandi diffi coltà ci sembra importante mantenere viva questa voce fuori dal coro.
A Monfalcone le cose continuano ad andare malamente. Assistiamo continuamente ad un imbarbarimento che a volte lascia sgomenti. La destra, Razzini in testa, non perde occasione per creare zizzania in città, per esasperare gli animi e creare solchi sociali difficili poi da ricomporre.
Sembra sia andata persa ogni capacità di ragionare sui problemi, si preferisce agitarli, amplifi carli, inventarli per creare un clima di insofferenza che non appartiene alla nostra gente.
Se ne sentono di tutti i colori: anche la proposta di abbattere gli alberi del viale per far posto a parcheggi. Sembra che ogni limite all’umana decenza sia ormai superato.
In città si parla del mega piano Unicredit di cui si capisce la portata (1 ml di euro) ma non cosa rappresenterà per il nostro porto e la nostra città. Intanto la centrale termoelettrica continuerà ad andare a carbone ed il gas rimane una chimera.
Con buona pace dei nostri polmoni. Di tutto questo parliamo nella copia di MT che avete tra le mani…

Questo giornale nasce per parlare, discutere e far discutere sui problemi reali della nostra città e di tutto il suo territorio mandamentale verso il quale abbiamo grandi responsabilità.
Questo giornale nasce per parlare della nuova Monfalcone e anche dei suoi nuovi abitanti, di cosa sa esprimere questa città, anche delle cose belle che vi succedono.
Vogliamo essere un giornale aperto per una città aperta, rinnovata, ottimista nonostante tutto.

Il blog di MonfalconeTerritorio

MonfalconeTerritorio 05

SOMMARIO DEL NUMERO 5, APRILE 2010

Pag.02 Editoriale: Eccoci al secondo anno
Pag.03 Il morso del ragno
Pag.04 Monfalcone: anatomia di un omicidio
Pag.06 Sicurezza per tutti o delirio di potenza?
La fabbrica della paura

Pag.08 Se potessi avere 1000 euro al mese
Ansia press

Pag.10 Monfalcone vista da chi ci viene a vivere da fuori
Pag.11 Sapete dove si trova Haiti?
Pag.12 L’istinto della libertà
Monfy e la lotta agli infedeli

Pag.13 Il muro di Monfalcone
Pag.14 Ancora a proposito di amianto
Elzeviro

Pag.15 Le mie riforme
Pag.16 Il centro destra monfalconese bolle e ribolle in vista del 2011
Pag.17 La scuola in degrado
Pag.18 Intervista ad Antonio Ingroia
Pag.20 Il porto delle nebbie
Pag.21 Penso in bisiaco, parlo in bisiaco, sono bisiaco?
Pag.22 Mediazione animale
Pag.23 Maxi-rotatoria o maxi-cazzata?
Pag.24 Monfalcone si trasforma…
Pag.25 Varietà
Pag.26 Ancora carbone per Monfalcone
Pag.27 Uno a Zero
Pag.28 El gaucho

Il Piccolo, 14 marzo 2010
 
L’ISTRUZIONE IN CITTÀ
Elementari, 20% di iscritti in meno 
Classi sovraffollate addio: la crisi allontana i trasfertisti e la scuola si ”snellisce”

di TIZIANA CARPINELLI

L’incubo delle classi strapiene, che arrivano a sfiorare il limite consentito dalla legge, ha agitato per lungo tempo i sonni dei genitori monfalconesi, costretti a confrontarsi con lo spauracchio di un’eventuale, conseguente, istruzione deficitaria. Il prossimo anno, tuttavia, le famiglie potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo: stando alle iscrizioni raccolte nelle ultime settimane, il problema del sovrafollamento innesta infatti una vigorosa retromarcia. Vuoi la crisi occupazionale, che ha dirottato i trasfertisti (e dunque i loro figli) verso altri lidi, vuoi una lieve debacle demografica, la scuola si ”snellisce”.
Addio alle super-classi di deamicisiana memoria, dunque, con bambini pigiati come sardine in spazi traboccanti: se nel corso del 2009, nelle aule delle elementari si erano registrate punte di 27-28 alunni, quest’anno si delinea un robusto taglio, pari al 20%, sulle iscrizioni del primo anno, passate complessivamente da 203 a 172 unità. E la tendenza, riconducibile perlopiù ai fenomeni di immigrazione (diminuita a causa della recessione), non viene sconfessata negli istituti secondari di primo grado, dove si è passati dai 230 studenti di prima media immatricolati nel 2009/2010, agli attuali 200 (-14%) per il 2010/2011. Insomma, le prime classi di elementari e medie tornano a ”misura di alunno”, come sottolinea anche l’assessore comunale all’Istruzione, Silvia Altran: «Per anni abbiamo vissuto una situazione di emergenza adesso siamo tornati alla normalità. Indubbiamente il fenomeno è legato al ciclo produttivo: la mancanza di lavoro ha allontanato le famiglie dei trasfertisti e pertanto sono venute meno diverse iscrizioni. Le classi di 28 allievi diventano un ricordo del passato».
Non si tratta, tuttavia, dell’unico fenomeno da rilievare: il prossimo anno potrebbe infatti decollare la scuola elementare di rione. «Anche se ogni istituto ha il suo Pof (Piano di offerta formativa) – prosegue il vicesindaco – grazie alle sinergie promosse tra istituti, il livello di preparazione degli scolari si sta omogeneizzando, rendendo meno evidente lo scarto d’istruzione nel passaggio alle medie. In questo modo, si incentiva le famiglie a scegliere la scuola più prossima alla propria abitazione, con meno problemi di spostamento per gli scolari e la possibilità di prediligere la passeggiata alla corsa in auto».
Non più alunni di serie A e alunni di serie B, già discriminati dai banchi di scuola di provenienza. Le scuole spalmano e rendono più ”standardizzata” l’offerta formativa, mantenendo sempre le rispettive perculiarità: l’approdo alle medie, però, sarà indolore. «Il recupero delle scuole di rione – afferma Altran – è importante, come è importante portare avanti dei progetti mirati alla crescita dei ragazzi. In questo senso si inserisce una proposta che prenderà piede da settembre, per coinvolgere i ragazzi nella valorizzazione della città: si tratta di un laboratorio volto a fare in modo che gli studenti si riapproprino di una parte di Monfalcone, realizzando installazioni, murales, graffiti o mosaici». L’iniziativa, che prende spunto da una analoga esperienza attivata nelle scuole tedesche, punta a contrastare il degrado urbano e i vandalismo.
«Poi – conclude l’assessore all’Istruzione – proseguirà l’iniziativa del bicibus, nonché quella per promuovere una sana alimentazione tra i ragazzi. Stiamo infine verificando la possibilità di accedere a dei fondi europei per invogliare gli studenti alla pratica di uno sport e disincentivarne l’abbandono verso l’età critica dei 15 anni. Non mancheranno, infine, progetti a tema indirizzati ai genitori e calibrati sulle diverse fasce d’età della prole: si va dalla navigazione sicura su internet alle tossicodipendenze, fino ai disturbi alimentari».
 
IL CASO
Asili nido sotto organico protestano i genitori 
La Cgil provinciale punta il dito sui vincoli imposti ai contratti dalla Finanziaria regionale
 

Con domani i piccolissimi del nido comunale di via Cosulich non troveranno più una delle loro educatrici, una persona che li ha accolti al loro arrivo a settembre e che in questi mesi li ha seguiti, con attenzione e passione. Il motivo di un’assenza che disorienterà i bambini, dopo aver fatto arrabbiare i genitori, sta nelle nuove regole imposte all’assunzione di personale dalla legge Finanziaria regionale 2010, stando alla denuncia dei sindacati. Le organizzazioni di categoria si sono mosse in questi giorni per verificare prima se fosse possibile prorogare il rapporto di lavoro con l’educatrice e poi gli strumenti per garantire la continuità di un servizio rivolto a un’utenza come quella dei bimbi dai quattro ai 36 mesi. Ora, ma anche in prospettiva, come sottolinea Luca Manià, segretario provinciale della Funzione pubblica-Cgil. «In base alla nuova normativa, l’educatrice che se ne va non potrà mai più lavorare per il Comune di Monfalcone, visto che ha già accumulato i 36 mesi stabiliti come tetto massimo per i contratti a tempo determinato – spiega Manià -. A meno che non si possa procedere a una stabilizzazione del posto di lavoro. Quanto però è diventato impossibile, visto che le nuove regole stabiliscono che possa procedere al rimpiazzo di un lavoratore su cinque che se ne vanno».
Tant’è che il Comune ha già  iniziato a ragionare, com’è emerso nell’incontro che i rappresentanti sindacali hanno avuto in questi giorni con la vicesindaco Silvia Altran e i dirigenti comunali, sulla strada da seguire per sostituire l’educatrice di asilo nido che andrà in pensione alla fine di dicembre. In questo caso, pare, si procederà  attraverso la mobilità da un altro Comune, il cui nido, comunque, rischia di rimanere a sua volta sprovvisto di un educatore.
«I nuovi vincoli alle assunzioni di personale pongono serii interrogativi sul mantenimento “in casa” da parte dei Comuni di servizi alla persona come quelli di asilo nido – afferma Manià -. E’ per questo che abbiamo chiesto un incontro al sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto in veste di presidente regionale dell’Anci».
Intanto l’educatrice che conclude il suo lavoro alla “Tana dei cuccioli”, il cui contratto era legato alla maternità di una dipendente comunale dei nidi, sarà sostituita con un altra educatrice a tempo determinato, ma non prima dell’inizio di aprile, a quanto pare. «Il tutto in barba alla continuità educativa del servizio e alla capacità dimostrata da questa educatrice», denuncia qualche genitore, decisamente rattristato dalla vicenda.
I due nidi comunali, in via Cosulich e via Tagliamento, accolgono 40 bambini ciascuno, seguiti da 15 educatrici dipendenti del Comune e 4 a tempo determinato.
Laura Blasich

Alle materne nessuna lista d’attesa 
Per la prima volta dopo anni. Resta scoperta una decina di posti

Duecentodiciannove posti disponibili e 209 iscritti alle scuole materne comunali: nessuna lista d’attesa dunque quest’anno a differenza di quanto accadeva in passato. Il motivo? È aumentata, in questi ultimi mesi, la mobilità delle famiglie. «Evidentemente molti bambini, sia di familgie di stranieri, sia figli di trasfertisti, hanno lasciato la città – spiega l’assessore all’Istruzione Silvia Altran – e questo ha comportato una diminuzione degli iscritti». Rimane comunque molto alta la percentuale degli stranieri, soprattutto in certi plessi scolastici e in certe fasce di età: nella scuola dell’infanzia, ad esempio, nelle due sezioni particolari della Duca d’Aosta, i bambini non italiani solo oltre il 70 per cento. «E questa è una questione che dovremmo affrontare – spiega ancora l’assessore – perchè ci sono due elementi in ballo: il fatto di non voler creare delle classi ”di nicchia”, e anche le maggiori esigenze delle scuole primarie, visto che le sezioni dell’infanzia alla Duca d’Aosta vanno a occupare degli spazi all’interno di un plesso scolastico dedicato a un’età più grande». La stessa cosa era avvenuta nella scuola di via Largo Isonzo, e anche qui le due classi dell’infanzia si era dovute chiudere perchè erano cresciute le esigenze dei bambini in età da scuola primaria. La buona notizia, comunque, è che non ci saranno le liste di attesa.Temevano di non riuscire a far fronte alla richieste, anche perchè abbiamo sempre dei bambini che si presentano ad anno iniziato – spiega ancora la Altran -. Invece, anche grazie all’ottima collaborazione con la scuola paritaria di via Romana, riusciamo a dare risposta a tutti». Le segreterie stanno predisponendo le graduatorie secondo le quali si saprà a quale scuole di quelle prescelte i bambini saranno iscritti. Non ci dovrebbero essere problemi, nel senso che ci sarà una buona corrispondenza tra richieste ed effettiva assegnazione. Per quanto riguarda i posti disponibili, sono 106 alle scuole corrispondenti alla Giacich (31 in via Cellottini, 48 in via Gramsci, 27 in via Tartini), 61 quelli alla Duca D’Aosta (20 in via della Poma, 25 in via Primo Maggio, 16 alla sede centrale). Alla Randaccio (Largo Isonzo) sono 22, e alla paritaria 30. «Siamo riusciti ad allargare gli spazi disponibili – spiega ancora la Altran – in particolare in via Cellottini, dove è stata aggiunta una sezione, e in via Gramsci, dove le sezioni erano già quattro, ma è stato previsto uno spazio per un ulteriore allargamento».
Elena Orsi

Alla Randaccio 133 matricole e soltanto 67 alla Giacich

Anche per il prossimo anno scolastico 2010-2011 il divario tra le due scuole medie cittadine, la ”Giacich” e la ”Randaccio”, rimane tale e quale a quello registrato negli anni scorsi.
Ovvero, la scuola di via Canaletto ”doppia” in pratica quella di viale Cosulich, sotto il profilo del numero di iscritti alle prime classi.
Secondo i dati pervenuti al Comune, infatti, i bambini che per il prossimo anno scolastico frequenteranno la media Randaccio saranno 133, a fronte dei 67 che invece hanno deciso di continuare alla media Giacich il loro percorso scolastico.
Un fenomeno, quello dell’esodo dalla scuola di viale Cosulich, che si è fatto più evidente con il passare degli anni, e che probabilmente è stato determinato da alcuni episodi di bullismo che, ingigantiti nel passaparola tra i genitori, hanno evidentemente indotto molte famiglie a iscrivere i propri figli alla media Randaccio, la quale avrà così sei prime classi contro l’unica che sarà attivata alla media di viale Cosulich.

Il Piccolo, 29 novembre 2009
 
Omofobia, incontro all’Itis con gli esperti

La scuola si interroga, riflette e coinvolge genitori e studenti per contrastare il bullismo, che spesso si indirizza verso chi si pensa diverso, anche sotto il profilo dell’orientamento sessuale. L’Isit Einaudi ha così deciso di accogliere la proposta dell’Ass di ospitare mercoledì, alle 18, un incontro dal titolo ”Omofobia: conoscere, riflettere, intervenire”. L’appuntamento servirà al Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste, in collaborazione con Arcigay ”Nuovi passi” e Arcilesbica di Udine, per presentare il progetto ”A scuola per conoscerci. Isolamento sociale, bullismo e omofobia: strategie d’intervento in ambiente scolastico”. L’associazione illustrerà inoltre i dati ricavati dalla ricerca ”Benessere psicofisico e omofobia interiorizzata delle persone con diverso orientamento sessuale nel Friuli Venezia Giulia”. La ricerca è stata realizzata sotto la supervisione del professor Giovanni Battista Flebus dell’Università di Trieste e della psicologa Margherita Bottino, presente insieme alla psicoterapeuta Adriana Monzani, alla presidente del Circolo Arcobaleno Maria Ginaldi e al responsabile scuola Davide Zotti. Il progetto ”A scuola per conoscerci” prevede due interventi, rivolti agli studenti del triennio delle superiori sul tema del bullismo omofobico e del pregiudizio sociale verso le persone omosessuali.

Il Piccolo, 19 settembre 2009
 
CLIMA DI TENSIONE PER LA GESTIONE DELLE MEDIE DA PARTE DI ANNA RUSSO 
Genitori e docenti contro la preside Arriva un commissario alla ”Giacich”

di FABIO MALACREA

È sotto il tiro dei genitori e di parte del corpo insegnante la preside della scuola media Giacich di viale Oscar Cosulich, Anna Russo, la cinquantenne docente campana insediatasi un anno fa alla guida dell’importante Istituto comprensivo cittadino.
Alla dirigente sono contestate carenze organizzative e difetti di comunicazione. Al punto che il Collegio dei genitori si è dimesso e la scuola, per la parte gestionale e amministrativa, è stata ora affidata a un commissario straordinario, Flaviana Zanolla, dirigente dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri di Staranzano. Una situazione definita «estremamente delicata» negli ambienti scolastici e tutt’ora in via di definizione. In questi giorni sono previsti incontri tra le famiglie dei ragazzi che frequentano l’istituto di viale Cosulich e il Direttore scolastico provinciale Pietro Biasiol per accertare la consistenza delle osservazioni che hanno portato alle dimissioni della componente dei genitori.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso avrebbe riguardato l’orario adottato all’inizio dell’anno scolastico alle medie della ”Giacich”: dalle 7.45 alle 14. Un orario inconsueto, contestato da molti ma soprattutto che non sarebbe stato per nulla concordato, secondo quanto affermano i genitori, con le famiglie. Ma c’è dell’altro. Si parla di gestione amministrativa discutibile, si mette in discussione la capacità della dirigente di rapportarsi con le famiglie. Sostanzialmente si ritiene che la preside sia stata inviata a Monfalcone, al vertice della scuola forse più ”difficile”, senza una sufficiente esperienza a livello dirigenziale. La contestazione sta coinvolgendo anche il corpo docente, spaccandolo in due ”partiti”: quello che vorrebbe chiudere la questione senza ”spargimenti di sangue” e quello che invece è più propenso a far scoppiare il bubbone con tutte le conseguenze del caso. Anche con le dimissioni dello stesso Collegio. La direzione scolastica provinciale, al momento, si astiene da commenti, in attesa di ottenere i chiarimenti dai colloqui in corso.
La questione preoccupa, comunque, molto gli organismi scolastici. Proprio alla scuola media Giacich si concentra la maggior parte dei ragazzi di famiglie straniere – molti del Bangladesh, molti slavi – con tutti i problemi di inserimento che questa presenza, pari a oltre il 20% del totale, comporta. Molti anche i bambini di famiglie di trasfertisti immigrate dal Sud. La scuola non è stata immune, in passato, di episodi di bullismo e di situazioni legate proprio alla convivenza non sempre facile tra ragazzi di culture e abitudini diverse.
La preside Anna Russo, che al momento resta al suo posto e continua a occuparsi della branca didattica, era giunta alla guida del Comprensivo Giacich l’anno scorso, accolta con soddisfazione, visto che il suo arrivo interrompeva una precedente gestione part-time dell’istituto.

I PROBLEMI DELLA SCUOLA DI VIALE COSULICH 
È STRANIERO UN NUOVO ISCRITTO SU QUATTRO

È da anni ritenuto il Comprensivo ”sperimentale” della città in fatto di integrazione. Con un numero di iscritti che supera le 800 unità, divisi tra 265 alle materne, 296 alle elementari e 257 alle medie. Ma il fenomeno più eclatante alle Medie è costituito dalla presenza di stranieri: quest’anno i nuovi iscritti alla scuola media sono stati 83, in crescita rispetto allo scorso anno, e di questi gli stranieri sono 21, uno su quattro. Una percentuale superiore a quella già alta rispetto agli scorsi anni, quando si viaggiava tra il 13 e il 20%, cui si aggiunge un 10-15% di studenti provenienti dal Sud Italia. Questo ha portato la scuola a specializzarsi proprio in direzione delle politiche di integrazione: ha attivato, da anni, un percorso di integrazione molto forte, che prevede corsi di pronto intervento linguistico, di alfabetizzazione elementare e intermedia, e di corsi che consentono l’insegnamento delle basi della lingua italiana fino alla maggiore specializzazione. Una strada seguita da Anna Russo, 50 anni, che nel 2008 ha preso il posto del precedente dirigente, Bruno Lasca, preside part-time per un anno. Anna Russo è diventata insegnante nell’83 al primo Circolo didattico della scuola di Santa Maria Capua Vetere, ”Principe di Piemonte”. Ha alle spalle 25 anni di insegnamento alla scuola dell’infanzia. A Monfalcone è arrivata con il suo primo incarico di dirigente. (e.o.)

Il Piccolo, 20 settembre 2009 
 
LA MEDIA COMMISSARIATA  
La preside della Giacich: ho ereditato una scuola difficile, faccio il possibile  
Straniero un alunno su quattro e in passato nell’istituto si sono verificati anche alcuni episodi di bullismo
 
 
di ELISA COLONI

«Gli studenti per me sono come figli. Il loro benessere psicologico viene prima di tutto. Sono commossa e felice che molti dei miei alunni e dei loro genitori abbiano già preso le mie difese, sostenendo il lavoro che sto svolgendo alla Giacich. E comunque, sull’intera vicenda mi esprimerò solo quando avrò tutti gli elementi necessari. Per il momento preferisco tacere».
Difende così il proprio ruolo e il proprio operato Anna Russo, preside della media Giacich, da ieri nell’occhio del ciclione per le accuse lanciate da un gruppo di genitori e da una parte del corpo docenti. Questi ultimi hanno infatti sollevato una miriade di ciritche sull’operato della dirigente scolastica, contestandole carenze organizzative e difetti di comunicazione. Una bufera che ha fatto dimettere il Collegio dei genitori e che ha portato al commissariamento della Giacich che, per la parte gestionale e amministrativa, è stata affidata a un commissario straordinario, Flaviana Zanolla, dirigente della Dante Alighieri di Staranzano. Nei prossimi giorni si terranno degli incontri tra genitori, docenti e Ufficio scolastico provinciale, per mettere nero su bianco tutti i problemi. Nel frattempo Anna Russo resta in attesa. Però, con poche precise frasi, difende il suo operato, facendo capire che sedersi in presidenza, in un istituto come quello di viale Cosulich, non è cosa semplice. «Quando sono arrivata, un anno fa, la Giacich non aveva una bella fama. Io mi sono impegnata e ho fatto molto, lavorando al meglio. Ringrazio di cuore gli studenti e i genitori che, in queste ore, stanno mostrano la loro solidarietà nei miei confronti. Per il momento la cosa migliore è lasciar parlare loro».
La situazione della Giacich è, effettivamente, una delle più complesse in città. Negli ultimi anni non sono infatti mancati numerosi episodi di bullismo e ci si è dovuti scervellare per individuare strumenti giusti per l’inserimento dei tantissimi studenti stranieri, soprattutto bengalesi e slavi. Ragazzi che rappresentano una fetta abbondante dei 257 iscritti alla media. Solo quest’anno i nuovi iscritti stranieri sono stati 21 su 83: praticamente uno su quattro. Questi numeri, però, non riguardano solo la media Giacich. Quello dell’integrazione, spesso non facile, tra ragazzi italiani e stranieri, è infatti un nodo che tanti dirigenti scolastici monfalconesi devono sciogliere. Un esempio viene dall’elementare Duca d’Aosta, dove di recente la preside aveva laciato un appello, dichiarando che l’istituto da lei diretto non sarebbe riuscito a sostenere una massiccia presenza di alunni stranieri, in costante aumento. Il problema dell’integrazione a scuola, comunque, riguarda ormai un po’ tutti gli istituti monfalconesi. Bastano alcuni dati: dall’anno scolastico 2003/2004 a oggi il numero degli stranieri nelle scuole isontine è più che raddoppiato. Allora, tra scuole dell’infanzia, primarie, medie e superiori, gli iscritti non italiani erano 712, mentre oggi il numero è salito vertiginosamente, toccando quota 1.498, ovvero l’8% del totale della popolazione scolastica isontina. 
 

«SEMPRE ATTENTA ALLE ESIGENZE DEI RAGAZZI»  
La solidarietà di un gruppo di mamme: contro la dirigente solo cattiverie e falsità
 
 
«Anna Russo poco disponibile e incapace di rapportarsi con noi genitori? Macché, non diciamo stupidaggini. Quelle uscite in questi giorni sono solo assurde cattiverie e falsità. La preside della Giacich è un’ottima persona, sempre molto vicina ai ragazzi e alle famiglie». Molti genitori non ci stanno. Dopo la montagna di polemiche crollata addosso ad Anna Russo, uniscono le forze e difendono a spada tratta l’operato della dirigente scolastica. «Siamo almeno una trentina di persone – spiega ad esempio Manuela Gasparin -. Ciò che è stato detto sulla professoressa Russo è assurdo: non lo capiamo e ci sorprende. Certo, noi genitori non possiamo mettere bocca sulle capacità gestionali della preside e sulle questioni amministrative interne all’istituto. Ma possiamo di certo esprimerci su ciò che viviamo e vediamo. Anna Russo è sempre estremamente disponibile e presente, attenta alle esigenze dei ragazzi e delle famiglie. Anche sulla questione degli stranieri mi sembra che siano state dette molte falsità: non credo si possano imputare tutti i problemi della Giacich ai bengalesi piuttosto che ai napoletani. I ragazzi sono tutti uguali: ci sono gli educati e i maleducati, senza distinzioni di nazionalità». La mamma di un’allieva del primo anno afferma: «La preside Russo è sempre stata molto aperta e disponibile, e fa quello che può per gestire la nostra scuola al meglio. Io sono bisiaca e ho sposato un napoletano; non mi sembra giusto prendersela con i ragazzi stranieri. Se i genitori monfalconesi hanno dei problemi, che iscrivano i figli nelle scuole slovene di Duino Aurisina…». (el. col.)

Il Piccolo, 27 settembre 2009 
 
IL CASO. LA SCUOLA MEDIA GIACICH ANCORA AL CENTRO DELLA POLEMICA  
I docenti: «Gravi carenze della preside»  
Un gruppo di insegnanti accusa: «Orari non concordati e disorganizzazione»
  
 
Orari non concordati, ritardi nell’adottare contromisure a fronte dei tagli di insegnanti operati dal governo, carenze organizzative. Secondo un gruppo di insegnanti (Lorenzo Ceriani, Valentina Diminich, Fabio Fumis, Renata Guicciardi, Ingrid Stifanich, Paolo Tagliolato), il ”commissariamento” della scuola media Giacich è la logica conseguenza di una cattiva gestione della scuola da parte della dirigente Anna Russo. I docenti contestano inoltre le affermazioni della stessa preside e di alcuni colleghi per cui la scuola cittadina sarebbe da ritenersi ”difficile” e ”da riorganizzare”. «Possiamo garantire – spiegano gli insegnanti – che gli alunni stranieri non sono mai stati un problema, anzi la loro presenza ha rappresentato una ricchezza in più per i loro compagni e una sfida affascinante per noi insegnanti. Tanti ragazzi difficili sono passati per le nostre aule, ma grazie a una gestione corretta delle regole non si sono mai verificati negli anni passati episodi di bullismo degni di nota. All’avvio di quest’anno scolastico la dirigente si è assunta la responsabilità di adottare un orario oneroso (7.45–14) non approvato dai docenti e contestato dai genitori, mettendo in forse lo svolgimento delle attività pomeridiane che hanno sempre caratterizzato l’offerta formativa della scuola».
Le conseguenze dei tagli di organico operati dalla legge Gelmini, affermano ancora gli insegnanti, non sono state affrontate con il necessario anticipo tanto che la sostituzione del personale assente e la sorveglianza degli alunni durante la ricreazione sono «lasciate alla buona volontà dei docenti». Non si sa ancora, continuano, come potrà essere garantita agli alunni che non frequentano l’ora di religione un’attività alternativa o occasioni di recupero agli alunni in difficoltà. «Molte delle carenze organizzative e di comunicazione contestate dai genitori si sarebbero potute evitare se affrontate per tempo». Le dimissioni del Consiglio d’istituto, secondo i docenti, non sono state un caso isolato: «Prima e dopo, altre persone hanno rinunciato ai propri incarichi e si sono allontanate dalla dirigente. Possiamo capire che alcuni insegnanti e genitori abbiano ottenuto l’appoggio e la collaborazione della dirigente su questioni specifiche, e si dicano soddisfatti. Tuttavia crediamo che sia necessaria una prospettiva più ampia, considerando fatti che sono sotto gli occhi di tutti – personale della scuola, alunni e famiglie. Siamo convinti – concludono gli insegnanti – che se molte famiglie continuano a iscrivere i propri figli alla “Giacich”, ciò sia dovuto in gran parte alla fiducia che il corpo docente ha saputo conquistare in questi anni. Pertanto sentiamo il bisogno di esternare anche la nostra posizione, seppure “scomoda”, perchè riteniamo che nascondere la reale situazione significhi oggi nuocere alla scuola e domani, conseguentemente, alla città».

Il Piccolo, 28 settembre 2009 
 
DICIASSETTE INSEGNANTI DENUNCIANO I DISAGI E CHIEDONO UN INCONTRO CHIARIFICATORE  
Giacich, i docenti fanno muro contro la preside  
Sul tappeto l’orario delle lezioni, le assegnazioni delle classi e l’organizzazione delle attività
 
 
L’orario delle lezioni, le modifiche nell’assegnazione dei docenti alle classi. Ma anche la composizione delle classi e l’organizzazione in fatto di sostituzioni di personale, sorveglianza degli alunni, attività alternativa alla religione cattolica. Ce n’è abbastanza, insomma, da aver indotto oltre la metà dei componenti del Collegio docenti della media ”Giacich” a prendere una dura posizione nei confronti della dirigente scolastica Anna Russo. Diciassette insegnanti in servizio alla scuola hanno così preso carta e penna inviando una lettera alla stessa dirigente e al commissario d’Istituto, Flaviana Zanolla. Toni composti, ma pesanti. E determinati nel richiedere un incontro chiarificatore con la dirigente scolastica «a difesa della propria professionalità». I docenti si dicono «certi del fatto che molte delle difficoltà in cui attualmente versa la scuola secondaria ”Giacich” si sarebbero potute prevedere e affrontare da tempo».
In rassegna, dunque, c’è l’orario di funzionamento della scuola (7.45-14, da lunedì a venerdì, per un totale di 31 ore e 15 minuti settimanali) che «non è stato in alcun modo voluto dai docenti, ma è stato presentato dalla dirigente come l’unico che il commissario d’Istituto intendeva approvare ritenendolo a norma di legge. Nessuna votazione, nè del Collegio dei docenti, nè di una sua parte, ha mai formalizzato la proposta». E ancora, «le ripetute modifiche dell’assegnazione dei docenti alle classi, conclusesi, si spera, il 22 settembre, non sono state determinate da alcuna specifica richiesta dei docenti, decise solo dalla dirigente». Si fa altresì riferimento alle composizioni delle classi prime e terze, «frutto di consistenti rimaneggiamenti operati dalla dirigente scolastica in seguito alle richieste ricevute da genitori e alunni».
Sia la Commissione formazioni classi, sia altri insegnanti, continuano i docenti, hanno più volte espresso contrarietà alla dirigente «ritenendo discriminati alcuni alunni e violati il Regolamento di istituto e la normativa. Spostamenti da una classe all’altra, peraltro, sono ancora in corso, tanto che gli insegnanti sono stati informalmente invitati a non trascrivere gli elenchi sui registri». Si chiedono altresì chiarimenti sull’organizzazione in ordine alla sostituzione del personale assente per malattia, alla sorveglianza durante la ricreazione degli alunni, all’attività alternativa alla religione cattolica e alle attività di recupero e approfondimento previste dal Piano dell’offerta formativa ed eventuali attività integrative. Gli insegnanti concludono: «Disagi e disorganizzazione si sarebbero potuti evitare se la dirigente non avesse più volte agito contro il parere dei docenti, avocando a sè compiti assegnati in precedenza a singoli o a gruppi di lavoro e demotivando molti docenti a collaborare oltre i propri obblighi contrattuali».

Il Piccolo, 30 settembre 2009 
 
SITUAZIONE ECONOMICA PRECARIA AL VIA DELL’ANNO SCOLASTICO  
Scuole al verde, 600mila euro di crediti dallo Stato  
Alla Giacich la condizione più pesante: i bidelli portano da casa il sapone per lavarsi le mani
 
 
di ELENA ORSI

Sfiorano i 600mila euro i crediti delle scuole cittadine nei confronti dello Stato. Il Liceo scientifico attende 130mila euro, l’Iti-Itc Einaudi Marconi 100mila. Altrettanti il Polo professionale di via Boito. All’istituto comprensivo Randaccio la situazione più rosea, si viaggia sui 40mila euro. Al comprensivo Giacich, a sentire le testimonianze dei sindacati della scuola, si è agli sgoccioli: con un credito pregresso verso lo Stato di 200mila euro, soldi che la scuola ha già speso per supplenze e altre voci. Proprio al comprensivo Giacich, al centro di un braccio di ferro tra insegnanti e preside, la situazione sarebbe estremamente precaria. «Siamo in condizioni tali che i bidelli si devono portare da casa il materiale per la pulizia e i singoli insegnanti devono provvedere autonomamente per il materiale didattico – spiega Dario Cauzer della Csil scuola – perchè a scuola non c’è più niente».
La situazione rasenta l’assurdo in queste settimane in cui, nelle varie direzioni scolastiche, stanno pervenendo disposizioni sulla necessità, per i ragazzi, di prestare la massima attenzione alla prevenzione dell’influenza N1H1. «Tra le prescrizioni – spiega ancora il sindacalista della Cisl scuola – c’è quella di lavarsi spesso le mani. Facile, nel caso in cui ci fosse il sapone: il problema è che spesso il sapone non c’è». Sono i bidelli e gli insegnanti che devono portarsi il sapone e i detersivi da casa. E spesso il quantitativo che arriva non è sufficiente. Ma sono anche i genitori a doverso tassare per pagare il materiale didattico, come fogli, carta e matite. «Sempre più scuole ormai fanno affidamento più che mai al contributo richiesto ai genitori come fonte di reddito per l’attività – spiega ancora il sindacalista – che viene ormai usato non solo come ”riserva”, ma anche per acquistare le cose più essenziali».
Se la ”Giacich” piange, le altre scuole non ridono certo. Il problema del materiale scolastico, e non solo, che deve essere acquistato di tasca propria è comune anche in altri istituti. Come il Liceo scientifico. All’Istituto comprensivo Randaccio rischiava addirittura di saltare il bus per gli studenti gemellati di Neumarkt in visita in città e in regione. Per fortuna ci ha pensato il Comune.
Ma i genitori erano già pronti a sobbarcarsi l’onere. Al polo professionale invece è stato congelato il progetto di sms e badge elettronico anti-assenze, che avrebbe dovuto partire entro l’anno: niente fondi, tutto rinviato al prossimo anno. Insomma, il quadro economico delle singole scuole monfalconesi è a dir poco disastroso. Già all’inizio dell’anno scolastico le scuole hanno dovuto fare i conti con la mancanza di fondi legata ai crediti che le singole scuole vantano nei confronti dello Stato. A denunciare per primi il problema sono stati i sindacati. Tutto nasce dall’anno scolastico 2005-2006, cioè quando il ministero ha iniziato a tagliare i fondi per supplenti e commissari d’esame e le scuole, per garantire i pagamenti, si sono trovate costrette a impiegare i fondi propri in attesa di un rimborso. Conseguenza: prosciugati i fondi per le spese correnti.
Ma c’è di peggio: con un credito così alto, non tutti gli istituti riescono più a garantire il pagamento dei supplenti. E devono arrabattarsi alla meglio: facendo fronte con personale interno, costituendo super-classi contestatissime dai genitori, costringendo alunni a cambiare scuola.

Il Piccolo, 03 novembre 2009 
 
Genitori e docenti, elezioni alla Giacich  
Dopo le dimissioni in segno di protesta contro la preside Russo
  
 
La crisi di rappresentanza della scuola media Giacich, al centro di una contrapposizione molto forte tra la componente dei genitori e quella dei docenti da una parte, e la dirogente scolastica Anna Russo dall’altra, troverà una soluzione domenica e lunedì prossimi con le elezioni suppletive per la nomina dei rappresentanti dei genitori e del personale docente e non docente del Consiglio d’Istituto. La polemica, sfociata nelle dimissioni delle componenti, riguardava i metodi di gestione della dirigente scolastica. La scuola media di viale Cosulich è stata peraltro al centro anche di recente di una forte polemica, sfociata in un’interrogazione al presidente della giunta regionale, da parte del consigliere leghista Federico Razzini, in cui si accusava proprio la dirigenza di una scarsa incisività nell’affrontare presunti episodi di bullismo e maleducazione all’interno dell’istituto.
La scuola Giacich è la media monfalconese con il maggior numero di immigrati, sia dal Sud che dall’estero, assieme alla scuola elementare Duca d’Aosta. «Tanto da attuare – afferma l’insegnante e consigliere comunale e provinciale del Pd, Fabio Del Bello, un progetto educativo generale per favorire l’integrazione socioculturale e il successo formativo e scolastico prevenendo la dispersione scolastica e affrontando le problematiche preadolescenziali acuite dal fenomeno migratorio in atto. In queste ultime settimane – continua Del Bello – in seno all’istituto ci sono state delle tensioni che comunque dovrebbero essere in fase di superamento anche a seguito della ricostituzione dell’organismo rappresentativo».

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