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Messaggero Veneto, 17 maggio 2009 
 
Centrale a biomasse, perplessità dei Verdi 
 
STARANZANO. Attenzione a definire ecologica una centrale a biomasse: la definizione corretta per questo tipo di centrali è agrocombustibile in quanto il termine biomassa alluderebbe a qualcosa di ecologico che evidentemente in questo caso non è. Infatti con lievi modifiche il motore, cuore di questa centrale, può funzionare a idrocarburi come il petrolio e l’unico motivo scelto per il tipo di combustibile sta nell’approfittare dei certificati verdi come finanziamento.
L’allarme è stato lanciato dal deputato europeo dei Verdi, Sepp Kusstatscher, che ha tenuto un incontro pubblico nella piazza a Staranzano in supporto alla lista civica Staranzano partecipa e al suo candidato sindaco Giovanni Dean. L’incontro è stato organizzato dalla Federazione isontina dei Verdi in sintonia con la filosofia del movimento politico “che è – spiega il presidente provinciale dei Verdi, Mauro Bussani – quella di appoggio a tutte quelle realtà che sui territori si danno come momento di partecipazione dal basso e, come in questo caso, per sviluppare un percorso che contrasti la realizzazione di una centrale a biomasse a Bistrigna, l’ennesimo esempio di speculazione ai danni di cittadini e territorio”.
Kusstatscher ha sottolinea che in molti stati europei, Germania in primis, la certificazione “verde” non viene data a impianti come questo che importano la materia prima da migliaia di chilometri (Borneo), ma solo laddove si presenti una filiera corta con materiale prodotto o riciclato in loco. Oltretutto piantagioni di questo genere nel terzo mondo sono causa di sfruttamento, impoverimento, depauperazione della biodiversità.
E’ stato quindi affermato che su tali premesse “è inaccettabile il comportamento di una giunta comunale che porta a conoscenza dei consiglieri e dei cittadini di un progetto simile solo a cose fatte, senza una minima discussione pubblica e avviando percorsi partecipativi. Che sono il vero fondamento della lista Staranzano Partecipa”. Kusstatscher nel salutare l’attento pubblico intervenuto ha allargato la discussione su un tema quanto mai di attualità anche nella nostra zona, ricordando che in Europa esiste ancora la tentazione di rilanciare una forma energetica come il nucleare e in questo campo vengono finanziate molte ricerche.
“Ai cittadini che hanno a cuore il proprio territorio, come nel caso della centrale agrocombustibile o della ben più impegnativa centrale nucleare che tra le righe si vorrebbe costruire nell’isontino – conclude Bussani -, Kusstatscher ha evidenziato la necessità di informare e protestare. E’ questa l’essenza della partecipazione”.

Il Piccolo, 27 ottobre 2009 
 
STARANZANO. IN ZONA SCHIAVETTI-BRANCOLO  
Parte la costruzione della centrale a biomasse  
Dopo il sì della Regione manca solo la convenzione sulla fideiussione Comune-società
 
 
STARANZANO Manca solo la convenzione con il Comune sulla “fideiussione” e la società Elettrostudio Energia con sede a Mestre potrà partire la costruzione della nuova centrale a biomasse da 55 megawatt di potenza nella zona Schiavetti-Brancolo a Staranzano. Elettrostudio Energia ha ottenuto, infatti, in estate il rilascio dell’autorizzazione “unica” dalla Regione (è comprensiva cioè di una serie altre autorizzazioni) e a fine luglio è stata pubblicata anche sul bollettino regionale. Anche se non ci sono segnali di inizio lavori, la società può cominciare a costruire l’impianto quando vuole, ma entro un anno dal decreto regionale, pena la decadenza del provvedimento. Il Comune sta preparando il documento che prevede le garanzie finanziarie fidejussorie (non è ancora quantificata la cifra), a fronte degli obblighi di adempiere nel caso di dismissione dell’impianto. Per la cessazione dell’attività energetica la società infatti, sarà obbligata a provvedere a proprie spese alla demolizione, allo smantellamento e al ripristino dello stato precedente dei luoghi.
Intanto a seguito dell’autorizzazione regionale entrerà nelle casse comunali un’una tantum straordinaria di 80mila euro, prevista nell’accordo che la società dovrà versare prima della costruzione dell’impianto. Soldi che sono stati girati subito nelle entrate del bilancio e “spacchettati e convogliati” per 49.722,20 euro a finanziamento di spese “correnti” e 30.277,80 euro a spese per “investimenti”.
L’amministrazione, tuttavia, ha condizionato il suo parere positivo espresso nel consiglio comunale del 9 dicembre scorso al rispetto di una serie di prescrizioni. Oltre alla fideiussione, ci sono la garanzia sulla realizzazione di opere di mitigazione ambientale, il controllo e la verifica della funzionalità dei filtri e di tutti i sistemi di controllo delle emissioni in atmosfera e di quelle acustiche, la verifica dell’approvvigionamento del combustibile via mare e lo studio di fattibilità di una rete di teleriscaldamento da destinare al territorio. Per i “disagi”, Elettrostudio ha definito un contributo annuo di 200 mila euro.
Procede, dunque, senza intoppi l’iter della costruzione della centrale, dopo le fiammate pre elettorali di Pdl e Ln, ambientalisti e Rifondazione che lo scorso mandato aveva tagliato con la maggioranza di cui faceva parte. Contro la centrale era nato anche il comitato “Staranzano partecipa” che nelle elezioni, ha ottenuto il 20% di voti con due consiglieri.
Ciro Vitiello

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