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Il Piccolo, 29 agosto 2010
 
L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DI STARANZANO: A RISCHIO ANCHE IL CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA 
Riserva dell’Isonzo, saltano tutti i progetti 
Nonostante la riduzione dei tagli della Regione saranno garantiti solo i servizi essenziali

STARANZANO La Regione conferma il taglio del 40% dei contributi rispetto allo scorso anno per la Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo. E il Comune elimina alcune prestazioni già programmate. In termini di disponibilità finanziaria significa che se prima c’erano 200 mila euro per la gestione della Riserva, quest’anno ne dovrebbero arrivare 120 mila. Se fosse andato in porto il taglio del 70% come in origine preventivato dalla Regione, Staranzano, capofila dei quattro Comuni dell’Ente Gestore (gli altri sono San Canzian, Grado e Fiumicello), avrebbe rinunciato alla gestione. «A questo punto – afferma l’assessore all’Ambiente di Staranzano, Matteo Negrari – potremo garantire solo i servizi essenziali per il normale svolgimento delle attività quotidiane, ma sospenderemo tutti gli interventi straordinari e i nuovi progetti. E’ a rischio, dunque, il funzionamento del nuovo Centro di recupero della fauna selvatica nella Riserva aperto già lo scorso anno. Per altri impegni dovremo ancora valutare il quadro economico non appena la Regione ci comunicherà l’esatto importo di cui potremo disporre».
Per effetto di questi tagli, dunque, al momento sono assicurati solo i servizi di ingresso, del bar, del centro visite e dell’accoglienza dei visitatori. Un quadro completo si avrà solo nei prossimi giorni. «Dovremmo, comunque, ritenerci soddisfatti perché per fortuna la situazione non è tragica come si era prospettata – spiega l’assessore Negrari – ma tuttavia i soldi non sono sufficienti a risolvere i nostri problemi. Evidentemente la Regione non ha compreso l’importanza di questo punto di riferimento dell’ambiente naturalistico all’avanguardia in Friuli Venezia Giulia, una Riserva molto conosciuta all’estero considerata un polo scientifico naturalistico».
Per recuperare qualche risorsa, secondo Negrari, occorrerà puntare sull’autofinanziamento e promuovere alcune iniziative come la creazione di gadget, e puntare su marketing e sviluppo turistico sia in campo nazionale sia all’estero. Occorre inoltre potenziare l’accesso in tutte le stagioni alla foresteria, che fino a oggi è stato uno dei punti di riferimento dei servizi dell’Isola della Cona». La Riserva che ospita infatti anche la Stazione biologica Isola della Cona oggi è un centro di attenzione di turismo-naturalistico a livello nazionale e internazionale.
Ciro Vitiello

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Il Piccolo, 17 agosto 2010
 
SORGERÀ A BISTRIGNA NEL COMUNE DI STARANZANO AL CONFINE CON QUELLO DI MONFALCONE 
Centrale a biomasse, iniziati i lavori 
L’impianto, del costo di 60 milioni, avrà una una capacità produttiva di 55 megawatt

di CIRO VITIELLO

Aperto il cantiere per la costruzione della centrale a biomasse a Bistrigna, in Comune di Staranzano. Fine lavori 31 maggio 2013. Questa la data indicata sul tabellone che è stato sistemato nei giorni scorsi dall’impresa. È dunque iniziata la costruzione dell’impinato a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili e olio vegetale. E se tutte le tappe rispetteranno i tempi stabiliti dal progetto fra tre anni comincerà la produzione dell’energia elettrica “da esportazione”. Il cantiere è aperto in località della Risaia, proprio nella zona accanto al depuratore.
Tutta l’area è recintata per la costruzione dell’impianto, mentre le ruspe sotto un sole cocente estivo hanno cominciato a spianare il terreno. Dalle parole ai fatti. Il Comune, retto dal sindaco Lorenzo Presot, dunque, tira dritto per la sua strada e tutto quello che prima era solo sulla carta, ora comincia a diventare realtà con la concreta costruzione del mega impianto. Verrà costruito dalla B.O. Power per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre che ha realizzato il progetto.
Sono finite, dunque, le discussioni fra le forze politiche e si scrive, invece, la storia che per oltre un anno ha coinvolto i partiti, ha spaccato l’ex maggioranza con l’uscita di Rifondazione comunista e facendo nascere nelle ultime elezioni il movimento “Staranzano Partecipa” che si oppone alla costruzione dell’impianto, ottenendo il 22% dei consensi elettorali e incassando l’appoggio di Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente e di Pdl e Lega Nord.
Favorevoli Pd, “Sinistra per Staranzano” e Italia dei valori. I contrari all’impianto mettono in primo piano la questione ambientale e lo sfruttamento del terzo mondo per l’estrazione dell’olio di palma da piantagioni che potevano servire all’agricoltura locale. Per i favorevoli, invece, ci sono tutte le garanzie per l’ambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, in base alla convenzione, porterà un beneficio economico in 15 anni nelle casse del Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese.
In uno degli ultimi consigli comunali, inoltre, era stata approvata una fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.

Il Piccolo, 28 aprile 2010
 
Rifiuti industriali, un impianto a Bistrigna 
Presentato un progetto di Iris, Sagidep e Igp. Investimento di due milioni

 
Iris assieme a due partner privati, la Sagidep di Mantova e la Igp di Trieste, intende investire due milioni di euro per realizzare a Bistrigna un impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi industriali. La struttura progettata da Isi Ambiente, questo il nome della società partecipata al 34% da Iris e al 33% da Sagidep e Igp, risponderà così a una forte esigenza presente nel comprensorio industriale di Monfalcone e delle realtà produttive del resto della provincia, ha spiegato ieri il presidente di Iris, Armando Querin, presentando l’iniziativa al Monfalcone Palace di via Cosulich. Al di là delle ricadute occupazionali dirette (una decina gli addetti previsti), l’impianto produrrà un alleggerimento dei costi per l’industria insediata in una zona, come ha rilevato Querin, in cui alcune tipologie di rifiuti liquidi di natura industriale trovano difficile collocazione negli impianti di trattamento acque sia pubblici sia privati. In base all’indagine delle esigenze presenti nel territorio, Isi Ambiente ha individuato come principali categorie di rifiuti liquidi da trattare nell’impianto quelli prodotti dall’industria metalmeccanica, dall’agricoltura e dall’allevamento, dalle attività di lavorazione del legno e da attività portuali.
Il progetto, che deve ancora completare le fasi autorizzative, prevede la costruzione delle strutture di stoccaggio e trattamento dei materiali, di un laboratorio interno e di uffici in un’area di 11mila metri quadrati alle spalle del depuratore di Bistrigna e a ridosso della zona destinata ad accogliere la centrale a biomasse da 55 megawatt. Vista la collocazione dell’impianto, particolare attenzione è stata prestata al problema della viabilità di accesso che, comunque, dovrebbe quella necessaria a servire anche la centrale a biomasse. Nel caso in cui la nuova strada d’accesso non sia realizzata in tempo utile, la società ipotizza la costruzione di una bretellina dalla strada bianca che già consente di raggiungere il depuratore. L’impianto avrà del resto una capacità ricettiva di 300 tonnellate al giorno e 75mila tonnellate l’anno, generando quindi una notevole mole di traffico su gomma. I materiali conferiti all’impianto saranno poi trattati in tre linee, una destinata ai rifiuti semplici, una ai rifiuti complessi e una ai fanghi, che saranno sempre analizzati in ingresso e poi durante le fasi di lavorazione dal laboratorio di cui si è deciso di dotare l’impianto per consentire un costante monitoraggio. Le attività principali saranno effettuate in un capannone per evitare fuoriuscite di odori e di rumori. L’impatto paesaggistico della struttura, le cui acque di risulta dei trattamenti saranno accolte dal depuratore di Irisacqua, sarà inoltre ridotto dalla creazione di una quinta verde sui lati esterni e non confinanti con gli altri impianti presenti e previsti nella zona. Iris svolgerà le funzioni di controllo e certificazione dell’impianto, Sagidep l’attività commerciale e Igp la gestione operativa, mentre il Ceta di Gorizia sta fornendo supporto progettuale, anche per il superamento del percorso autorizzativo.
Laura Blasich

FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE 
Nasce a Staranzano il nucleo provinciale in difesa dell’acqua

STARANZANO Nasce a Staranzano il nucleo provinciale isontino del Comitato di coordinamento di Gorizia per la raccolta firme del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, che ha come capofila l’associazione staranzanese Benkadì con sede in piazza Dante 4. Lo slogan della campagna referendaria sarà: “L’acqua non si vende. Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”. Del Comitato isontino fanno parte esponenti del mondo associativo, Legambiente di Monfalcone, il gruppo Aria di Cormons, Meet-up Gorizia e i gruppi Gas “Il Ponte” e Cvcs.
Supportano il comitato anche rappresentanti di Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e Libertà. «Durante l’incontro dell’altra sera – spiega Giovanni Dean di Benkadì – abbiamo analizzato quale potrebbe essere la logistica per essere più incisivi nella raccolta firme e quali le manifestazioni di questo inizio campagna referendaria. Benkadì sarà il fulcro di collegamento e di riferimento, ma l’obiettivo è che in ogni Comune nasca un gruppo di persone che possa coordinare le iniziative. Pertanto invitiamo le associazioni e i cittadini a impegnarsi nella collaborazione per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati». Saranno operativi banchetti nei punti strategici della provincia di Gorizia, in particolare nei centri di Monfalcone, Ronchi, Staranzano, San Canzian, Turriaco e Doberdò.
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 26 aprile 2010
 
STARANZANO PARTECIPA, RIFONDAZIONE, LEGAMBIENTE E WWF CONTRO IL PROGETTO 
Scontro serrato sulla centrale a biomasse 
Si accende la protesta: in aula approderà la proposta di fideiussione

STARANZANO È più vicina la costruzione della contestata centrale a biomasse di Bistrigna e si riaccende lo scontro con la coalizione della lista civica ”Staranzano Partecipa” (nata proprio per contrastare l’impianto) e Rifondazione comunista, alla vigilia del Consiglio comunale, probabilmente venerdì, nel quale approderà la proposta di fideiussione, condizione necessaria per l’avviamento del progetto. La fideiussione del valore di un milione di euro viene ritenuta una sottostima dei reali costi di ripristino e servirà per tutelare il territorio dal rischio che l’imprenditore decidesse di abbandonare la centrale venendo meno al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
Scoppia la polemica anche con le associazioni ambientaliste, Legambiente e Wwf, e i numerosi cittadini che avevano raccolto più di 700 firme contro la centrale, presentate proprio dal presidente di Legambiente, Michele Tonzar, nelle mani del sindaco Lorenzo Presot durante il Consiglio comunale a fine dicembre 2008. «Il nostro movimento – spiega la lista Sp – è nato proprio per impedire la nascita dell’impianto che ora si ripropone quasi in sordina in tutte le sue negatività, predisponendo l’ultimo atto che permetterà l’inizio dei lavori. La scelta di una centrale elettrica a olio vegetale non rientra in un piano energetico e non permette di rilanciare né l’economia locale, né l’occupazione, ma arricchisce solo il proprietario dei terreni e l’investitore, quest’ultimo garantito dai contributi statali più che dai guadagni del mercato energetico. A fronte di tutto questo – dicono Sp e Rc -, il territorio del mandamento, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Cona». Rifondazione comunista, che aveva abbandonato la giunta nello scorso mandato perché contraria alla costruzione dell’impianto, attacca la maggioranza sostenendo che la filiera dell’olio vegetale, importato dai paesi in via di sviluppo, è notoriamente causa di devastazione del territorio e di sfruttamento del lavoro, come denunciato in più sedi dai contadini dei paesi coinvolti nella produzione. I biocarburanti, poi, sono poco convenienti dal punto di vista energetico e permettono un abbattimento estremamente modesto dei gas serra, la loro convenienza economica non esisterebbe in assenza di finanziamento da contributi europei. «La cosiddetta ”partecipazione della cittadinanza” promessa da questa amministrazione durante le scorse elezioni – sostiene l’opposizione – continua a essere disattesa. Chiediamo da subito che questo importante passaggio della fideiussione e della costruzione dell’impianto venga discusso in un Consiglio comunale dedicato, incoraggiando in ogni modo la partecipazione della cittadinanza».

Il Piccolo, 29 aprile 2010
 
AMBIENTE. UN PATTO GARANTIRÀ IL COMUNE DAI RISCHI IN CASO DI RINUNCIA DELLA SOCIETÀ 
Parchi in cambio della centrale a biomasse 
Il sindaco di Staranzano mette sul piatto anche le ricadute occupazionali dell’impianto

STARANZANO «La centrale a biomasse si farà con tutte le garanzie per la popolazione. Ci sono prospettive occupazionali per tecnici locali e importanti ritorni economici per realizzare opere pubbliche e migliorare i servizi del paese». Tira dritto per la sua strada il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot alla vigilia del Consiglio comunale convocato per domani alle 16. All’ordine del giorno figura l’approvazione della Convenzione garanzia fideiussoria di un milione di euro, che servirà per tutelare il territorio dal rischio se l’imprenditore deciderà di abbandonare la centrale, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente e anche l’autorizzazione all’installazione di una centralina per il controllo antinquinamento. Pur rispettando il parere contrario di chi non è d’accordo con l’amministrazione comunale,
Presot sottolinea che il Comune sta mettendo in atto non solo le precauzioni affinchè non ci siano problemi di inquinamento dell’aria, ma anche un beneficio economico che porterà una serie di migliorie di opere a favore della comunità. Chi costruirà la centrale elettrica, infatti, verserà in 15 anni al Comune la somma di 3 milioni e 300mila euro, a cui si aggiungeranno 200 mila euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettanti zone del paese.
«La società che dovrà gestire la centrale – spiega Presot – ha incaricato inoltre un responsabile a Staranzano per selezionare tecnici del posto. Non sappiamo quanti potranno trovare occupazione per l’inserimento della nuova industria, ma il fatto che troveranno lavoro nostri concittadini è un segnale molto positivo. Devo aggiungere, inoltre, che le aziende partner di fornitura di olio vegetale per il funzionamento della centrale, hanno preso accordi con un gruppo industriale italiano in modo che gran parte dell’olio vegetale che alimenterà l’impianto arriverà da una filiera italiana e non dall’estero. Dal 5-10% previsto in origine, si potrebbe arrivare anche a una fornitura dalla filiera italiana fino al 30-40%». Per il sindaco, dunque, è un altro passo deciso verso la costruzione della centrale elettrica a olio vegetale.
«Siamo poi l’unico Comune – afferma Presot – a vedere accolta una richiesta di garanzia. La fidejussione rappresenta, inoltre, un preciso adempimento a cui è stato vincolato il parere favorevole del Consiglio comunale del 9 dicembre 2008 e fatto proprio dalla Regione che l’ha anche inserito come una delle condizioni indispensabili per concedere l’autorizzazione alla costruzione della centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da fonti rinnovabili». Intanto la lista civica “Staranzano Partecipa” nata nelle ultime elezioni proprio per rappresentare in consiglio la voce dei contrari alla centrale, Rifondazione comunista, Legambiente e Wwf, continuano la loro battaglia contro la realizzazione dell’impianto.
Il mandamento, dicono, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone a Monfalcone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo.

AMBIENTE. DOMANI IN CONSIGLIO IL VOTO SULLA BOZZA DI FIDEJUSSIONE 
Le opposizioni: «Troppi rischi»
 

STARANZANO Un “no” secco alla centrale a biomasse da 55 megawatt di potenza e alla “bozza di fideiussione” di un milione di euro (da rivalutare ogni otto anni). Documento che verrà presentato domani in Consiglio comunale di Staranzano convocato per le 16 a tutela del ripristino del sito in caso di abbandono del progetto da parte della B.O. Power, la società incaricata dall’Elettrostudio di Venezia-Mestre di costruire l’impianto energetico.
Lo hanno ribadito ieri mattina nel corso di una conferenza stampa la lista civica “Staranzano Partecipa” con i due consiglieri comunali Giovanni Dean e Andrea Corà, da Carlo Iernetti dello stesso gruppo, e dal responsabile del Circolo Isontino del Partito della rifondazione comunista Monfalcone-Staranzano, Emiliano Zotti.
«Da un lato – spiega Giovanni Dean – siamo contrari alla realizzazione dell’impianto e alla garanzia fideiussoria, irrilevante rispetto all’impianto che costa 60 milioni di euro.
«Dall’altro – continua Dean – essendo amministratori dobbiamo garantire ai cittadini che questa convenzione, oltre al danno per il territorio, non ne aggiunga uno pecuniario». Pertanto ”Staranzano Partecipa” e il Partito della rifondazione comunista hanno chiesto in prima battuta per discutere sulla fidejussione, una rivalutazione annuale o al massimo triennale del valore citato. Di inserire, inoltre, nella bozza i costi del carotaggio (verifica dell’inquinamento del terreno) e di avere un avallo che manca dell’ufficio tecnico comunale delle previsioni di garanzia stimate dalla società Sinergo-Elettrostudio Group. Il valore di un milione, comprende, secondo ”Staranzano Partecipa”, solo l’immobile, mentre il Comune dovrebbe accollarsi l’onere di vendere a terzi altri beni della centrale per ricavare introiti.
«Nella presentazione della bozza in commissione – afferma Corà – c’è stato un tentativo di sensibilizzare il problema, essendo il documento presentato in anticipo rispetto al solito. Ma non c’è stata la possibilità di interagire, perché era già tutto pronto e si è persa l’occasione di portare avanti con questo argomento una linea nuova».
Dura la presa di posizione, invece, di Rifondazione con il consigliere Zotti. «La centrale a biomasse è un impianto insostenibile per il territorio – afferma – che si regge solo sulle sovvenzioni pubbliche. La fidejussione è uno specchietto per le allodole ed è una risposta sulla criticità del progetto che non cautela certo il cittadino». (ci.vi.)

Il Piccolo, 03 maggio 2010
 
STARANZANO. L’ACCUSA DI ASQUINI (LN): «IL TERRITORIO HA GIÀ DATO ABBASTANZA» 
Ok del Consiglio, centrale più vicina 
Approvata la convenzione per l’impianto a biomasse. Si passa alla realizzazione

 
STARANZANO Sei ore di discorsi fiume, una sospensione di una ventina di minuti e per la prima volta tanto pubblico (più di una cinquantina di persone), che ha alzato la voce nel corso dell’intervento di più di un consigliere. Un pubblico presente, dunque, composto da cittadini preoccupati, che si ritengono impotenti di fronte alle incognite di un progetto contrastato fin dalla sua nascita. Si è consumato infatti, nel corso della seduta del Consiglio comunale di venerdì sera, l’ultimo atto che precede la costruzione a Staranzano della centrale elettrica a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili: si tratta dell’approvazione della convenzione relativa all’impianto, ovvero la fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
La delibera ha registrato il voto favorevole della maggioranza: Pd, “Sinistra per Staranzano” e Idv. Contraria l’opposizione: Pdl, Ln e “Staranzano Partecipa”, quest’ultima sorta proprio per opporsi alla centrale. Una posizione peraltro appoggiata anche da Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, attende ora solo l’inizio lavori. Verrà costruita nell’area di Bistrigna dalla “B.O. Power” per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre. In base alla convenzione, l’impianto porterà un beneficio economico in 15 anni al Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese. Per il sindaco Lorenzo Presot la fidejussione rappresenta «una conquista importante e per nulla scontata». Un adempimento, questo, a cui era stato vincolato il parere favorevole del consiglio comunale del 9 dicembre 2008. Per la maggioranza sono intervenuti Erika Boscarol, Patrizia Dominutti, Flavio Pizzolato e Fabio Marchiò.
Un muro di contrarietà si è invece levato dalle fila dell’opposizione. Tanta amarezza per i consiglieri di Sp Giovanni Dean e Andrea Corà. «Siamo contrari all’impianto – così Corà – perché non è sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico ed economico, inoltre contribuisce allo sfruttamento del terzo mondo ed è stato deciso senza la partecipazione della gente». «Ci opponiamo fortemente – ha ribadito invece Nassimo Asquini (Ln) – perché questo territorio così piccolo ha già pagato tanto ed è fortemente inquinato. La centrale servirà solo a far guadagnare soldi ad altri con la complicità del Comune a danno della popolazione». Per il Pdl sono intervenuti Adriano Ritossa, Alessandro Marega e Pasquale Pusateri. «Appena finiranno gli incentivi verdi dello Stato – ha detto Marega – gli imprenditori ci lasceranno il bubbone». «La situazione è molto grave – ha concluso Ritossa – perché Staranzano è diventata la pattumiera della zona industriale. Ci sono l’impianto di compostaggio, il depuratore fognario, il nuovo impianto di Irisacqua e ora arriverà la centrale a biomasse».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 12 maggio 2010
 
STARANZANO. ATTACCO DI ”PARTECIPA”, RC E VERDI 
«Centrale a biomasse con il trucco»

STARANZANO Lanciano nuove accuse all’amministrazione comunale la lista civica “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista, Verdi e ambientalisti sulla centrale a biomasse che dovrebbe essere costruita a Bistrigna. «Il sindaco Lorenzo Presot – affermano – non dice la verità sull’affidamento del progetto all’Elettrostudio di Mestre, in quanto la società ha messo in atto trucchi per avere l’autorizzazione regionale, evitando di essere sottoposta alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale. Ci batteremo per impedire la costruzione di uno scempio a danno della nostra comunità». Secondo il gruppo esistono prove che, per l’assoggettazione del progetto della centrale, l’Elettrostudio prima ha abbassato la potenza dell’impianto da 55 mw, come inizialmente richiesto nella domanda di rilascio dell’autorizzazione a 49.7 mw, contrariamente a quanto affermato dal sindaco Lorenzo Presot nel recente consiglio comunale. «L’Elettrostudio, inoltre, dopo aver evitato la procedura di Via e superato lo sceening ambientale è tornata sui suoi passi e ha aumentato la potenza a 55,2 mw indicandola come una modifica non sostanziale».
Un attacco all’amministrazione anche dal verde Luciano Giorgi. “Ci sono profonde contraddizioni etiche che minano profondamente la credibilità di un centrosinistra – dice Giorgi – che predica bene e razzola male. A Staranzano questa non è una novità. La creazione di una centrale senza il Via. – afferma Giorgi – è una mera speculazione finanziaria che favorisce proprietari terrieri e investitori, grazie ai sostanziosi certificati verdi che rendono economicamente vantaggioso l’investimento. Visto l’andazzo siamo portati a supporre che l’affare, comprenda anche altri possibili beneficiari».
Il gruppo Sp appoggiato da Rc, verdi e ambientalisti, ha raccolto più del 20% dei consensi nelle ultime elezioni proprio per impedire la costruzione della centrale. Il gruppo ha rilevato, inoltre, un caso simile a Staranzano anche a Casarano nel Salento. “Un gruppo di cittadini e associazioni ambientaliste stanno combattendo come noi – afferma Carlo Iernetti di Sp – e si oppongono ad una centrale a olio vegetale sponsorizzata da un sindaco Pd, considerata dai cittadini inquinante, immorale per l’impoverimento del Sud del mondo».

Il Piccolo, 14 maggio 2010
 
STARANZANO. IL SINDACO RIBATTE ALLE ACCUSE MOSSE DA SP, PRC E VERDI 
Presot: nessun giochetto sulle biomasse

STARANZANO «Menzogne, malafede e poca dimestichezza con le norme legislative». Il sindaco Lorenzo Presot reagisce con forza alle accuse di “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista e Verdi che lo hanno attaccato su possibili “giochetti” messi in atto per l’impianto a biomasse, onde evitare la procedura della Via (Valutazione di impatto ambientale). Secondo SP e Prc, infatti, la società Elettrostudio prima avrebbe abbassato il valore della potenza nel progetto dell’impianto da 55 Mw a 49.7 Mw. Superato lo screning ambientale in Regione, sarebbe invece tornata sui suoi passi aumentandola a 55,2 Mw . «La modifica di potenza – spiega Presot – non ha nulla a che vedere con la Valutazione di impatto ambientale. E’ avvenuta, da quello che al Comune è stato riferito dagli uffici regionali competenti per l’istruttoria, per la semplice ragione che in quel momento era in dubbio se l’iter autorizzativo di un impianto di potenza a cavallo dei 50 MW fosse di competenza regionale o ministeriale ai sensi della Legge regionale 30/2002. Per tale motivo in un primo momento la potenza dichiarata era stata diminuita, al fine di mantenere la competenza per il rilascio dell’autorizzazione alla Regione, visto che l’istruttoria era già in fase avanzata. Una volta chiarito che la competenza, anche per impianti di potenza superiore rimaneva alla Regione, la potenza è stata riportata al valore iniziale di progetto». «Nonostante ciò – continua Presot – il progetto è passato attraverso i rigorosi esami di tipo ambientale previsti dalla legge e ha ottenuto l’Autorizzazione integrata ambientale. Se chi parla è convinto che sia stata utilizzata qualche procedura illegittima, non comprendo perché non abbiano proceduto a denunciare il fatto alle autorità competenti». «Evidentemente – aggiunge Presot – è più semplice spargere insinuazioni . Quanto denunciato è di competenza del Comune e il sindaco non ha mai fatto affermazioni diverse da contenuti ufficiali di atti amministrativi». Presot attacca i Verdi, Prc e SP. «Mi interessa poco replicare al signor Luciano Giorgi o a al Prc – dice – perchè il giudizio sulla politica di questi personaggi l’hanno già dato i cittadini facendoli scomparire dal panorama politico del nostro paese. Spiace invece osservare come a questi squallidi metodi di insinuazione e di falsità, si unisca chi si fa paladino di un nuovo modo di fare politica. A Staranzano Partecipa vorrei ricordare che i pilastri della partecipazione sono prima di tutto un’informazione corretta, obiettiva e il rispetto per le idee degli altri. Anche quando non condivise».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 24 maggio 2010
 
Giorgi: «Presot sulla Centrale rigira soltanto la frittata» 
Ancora polemiche a Staranzano per la procedura di Via

STARANZANO Non si placano le polemiche nei confronti il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot, sulla centrale elettrica a biomasse. «Se c’è qualcosa di squallido nella vicenda è il comportamento omertoso di Presot, che rese pubblico il progetto a cose praticamente fatte. Di squallido e scandaloso c’è pure la speculazione sui terreni interessati all’impianto che ha moltiplicato a dismisura il loro valore nominale». Luciano Giorgi, verde del “Sole che ride”, si scaglia contro Presot sui asseriti “raggiri” ipotizzati da Sp, Prc e Verdi per l’approvazione in Regione del progetto della centrale da 55 megawatt, onde evitare la procedura della Valutazione d’impatto ambientale (Via). A Prc e Verdi, Presot aveva risposto che «il giudizio lo avevano già dato gli elettori mettendoli fuori dalle ultime politiche». A Sp, invece, di fornire «un’informazione corretta». «L’arrogante Presot – così Giorgi – ha imparato bene la lezione berlusconiana di rivoltare la frittata, offendendo chi critica le sue decisioni. L’unico giudizio politico emerso dalle elezioni è la perdita secca del 20% dei voti del Pd conquistati da Sp. In mancanza di tale gruppo i voti sarebbero andati a Ritossa. E Presot oggi non sarebbe sindaco». Sp rincara la dose: «Presot non mostra rispetto per le opinioni altrui. Purtroppo è tipico di certi politici alzare i toni per distogliere l’attenzione dalla chiarezza delle informazioni. Le sue spiegazioni non cambiano la sostanza dei fatti: Elettrostudio, che dovrebbe costruire la centrale, prima ha ridotto e poi aumentato la potenza per evitare la Via. Stupisce che Presot non si rammarichi, poiché la procedura avrebbe meglio tutelato la salute dei cittadini. È insopportabile sentire la lezioncina sull’informazione, dato che non ha coinvolto la gente sulle scelte dell’impianto». (c.v.)

Il Piccolo, 28 febbraio 2010
 
MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA LEGAMBIENTE 
Duecento in sella per le piste ciclabili 
Chiesti a Monfalcone, Ronchi e Staranzano collegamenti intercomunali

 
Oltre 200 cittadini ieri hanno inforcato la loro bicicletta per chiedere alle amministrazioni comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano piste ciclabili “per ogni giorno”. Insomma, tracciati che consentano di raggiungere in sicurezza la scuola, l’ospedale, gli uffici pubblici e non utili solo alla pedalata della domenica. Quanto ora non esiste al di fuori dei confini di Monfalcone, dove una rete di percorsi è stata costruita negli anni. Quelle che mancano sono però appunto le interconnessioni con Ronchi e Staranzano, come ha dimostrato la biciclettata promossa da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale contro lo smog “Mal’Aria” assieme comunque ai tre enti locali. Il serpentone, affollato da ragazzi della scuola media Randaccio e dell’Isit di Staranzano, ma anche da cittadini più “in età” che non vogliono rinunciare a usare la bicicletta, si è snodato in sicurezza lungo le piste di Monfalcone. Prima in via Duca d’Aosta, nononostante le consuete perplessità dei pedoni che la frequentano, poi lungo il canale De Dottori e il nuovo tracciato realizzato con il sottopasso di San Polo. Solo l’intervento di due agenti della polizia municipale di Monfalcone, in bicicletta, ha però consentito di attraversare in sicurezza via Cave di Selz, dove la pista finisce nel nulla, con buona pace di chi la percorre. La carovana di biciclette poi non ha mancato di infastidire gli automobilisti in transito lungo la statale 305 in territorio di Ronchi, dove ci sono ben 150 metri di pista ciclabile, come ha ricordato davanti al municipio di Ronchi Fiorenzo Boscarol, che nel 1985 aveva sollecitato assieme al Wwf la creazione di percorsi ciclabili nel paese. «E’ un’esigenza che abbiamo illustrato più volte alla Provincia, competente in materia – ha detto l’assessore di Ronchi Enrico Masarà -. Rimaniamo in attesa». Un collegamento tra Ronchi e il territorio di Staranzano ora c’è, perché la “bretellona” tra l’aeroporto e la strada provinciale per Grado è dotata di una pista. «Pochi sanno però come imboccarla», ha osservato ieri Michele Degrassi, amministratore di Friulia, ciclista convinto, che, dopo attenta ricerca, ha scoperto un accesso a ridosso dei vivai Petrini. Il serpentone di ciclisti ieri ha invece utilizzato via Staranzano per raggiungere il municipio della cittadina, dove è stato ricevuto dall’assessore Matteo Negrari, che ha sottolineato l’impegno dell’ente locale per l’estensione delle piste esistenti. «Solo un punto di partenza», ha detto, spiegando come si stia lavorando con Monfalcone per unire la pista di Marina Julia con il Lido di Staranzano. Intanto via Trieste e via Terenziana rimangono strade molto trafficate e molto a rischio per le due ruote, nonostante siano un percorso obbligato per i ragazzi che frequentano la media Randaccio o l’Isit Einaudi-Marconi.
«Servono piste per tutti i giorni, per raggiungere i posti di interesse per tutti i cittadini – ha detto una volta raggiunta piazza della Repubblica a Monfalcone il presidente del circolo di Legambiente Michele Tonzar -. Solo dando la possibilità di un uso quotidiano, si può pensare di cambiare le abitudini e abbandonare il più possibile l’automobile». «In questo senso va l’azione dell’amministrazione comunale – ha detto la vicesindaco Silvia Altran -, che sta lavorando per estendere la rete e attivare un servizio come il bicibus». (la. bl.)

Il Piccolo, 07 giugno 2010
 
SETTECENTO PARTECIPANTI ALLA KERMESSE ALLESTITA LUNGO UN PERCORSO DI 18 KM 
L’appello del popolo delle biciclette: «Vogliamo le piste anche a Ronchi»

di LUCA PERRINO

RONCHI È stata ancora un successo, l’undicesima edizione di “Ronchi in bici”, la festa delle due ruote che, com’è ormai tradizione, viene promossa dal gruppo cittadino dell’Associazione nazionale alpini, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e la collaborazione della Protezione civile e del Team Isonzo-Pedale Ronchese. Ben 700 i partecipanti di ogni età hanno invaso le strade cittadine creando un lungo serpentone multicolore fatto di giovani e anziani, di intere famiglie e scolaresche che, assieme alle “penne nere” ronchesi, hanno richiamato l’attenzione sulla voglia di poter usare la due ruote in tranquillità. Come? Avanzando ancora una volta la richiesta di realizzare a Ronchi delle piste ciclabili, oasi di pace e di sicurezza per chi ama le due ruote: fatta eccezione per un breve tratto in via dei Brechi, sono infatti ancora un tabù. Da anni si parla di dotare la città di piste, utilizzando per esempio l’argine del canale De Dottori o i percorsi delle canalette irrigue dismesse, ma ancora nulla si è fatto. Ci sono state proposte, sono stati avanzati progetti, ma a oggi è rimasto tutto sulla carta. Così “Ronchi in bici” è stata l’occasione per richiamare l’attenzione su questa grande aspettativa.
C’è dunque desiderio di riscoprire la città in sella a una bici e di stare assieme per una mattinata di festa. Così è stato anche in passato e ieri è stato bellissimo vedere tante persone al via della kermesse. Diciotto i chilometri percorsi ieri: toccati gli abitanti di San Pier d’Isonzo, Turriaco, San Canzian d’Isonzo e Staranzano. E, al termine, pastasciutta di rito alla baita alpina, suggellata dalla consegna di alcuni speciali riconoscimenti.
Come si diceva, l’appuntamento è stata l’occasione per incentivare l’uso della due ruote. Già nel 2007 si parlò nuovamente (e in maniera più concreta) di piste ciclabili a Ronchi, portando avanti una richiesta di finanziamento alla Regione, sulla base di quanto previsto dalla legge 1, per la progettazione e la realizzazione di una serie di piste dedicate agli amanti delle due ruote, per un totale di 200mila euro. Il percorso allora individuato correva sulla striscia di terra lungo il canale De Dottori, dall’ospedale di San Polo sino a via dei Brechi. E si pensava anche a un’analoga dotazione per via Redipuglia. Ronchi dei Legionari non è quasi per nulla dotata di piste ciclabili.
L’unica, che si sviluppa solo per alcune centinaia di metri, è quella di via dei Brechi, realizzata contestualmente alla nascita di un nuovo ambito di urbanizzazione. Non c’è altro, anche se da tempo e da più parti si chiedono interventi in tal senso. La zona accanto al canale De Dottori ben si presta: lo spazio esiste ed è quello che è stato ricavato proprio con la costruzione di nuove unità abitative. Ma, come detto, tra gli obiettivi della municipalità ronchese c’è anche la ristrutturazione di via Redipuglia che facilmente potrebbe essere dotata di una pista per le biciclette.

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