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Il Piccolo, 28 marzo 2009
 
Lo Stato taglia i fondi, bilanci in rosso nelle scuole superiori 
Difficoltà a pagare gli insegnanti supplenti Ricorso alle sponsorizzazioni di ditte private

di ELENA ORSI

Scuole senza fondi. Tanto da vantare crediti per centinaia di migliaia di euro con lo Stato. Che, dopo aver previsto il Fondo per il funzionamento delle scuole, al quale gli istituti attingevano per garantire tra le altre cose il pagamento delle supplenze, ha poi iniziato a tagliare. Privando quindi le scuole delle risorse necessarie, tanto che gli istituti hanno dovuto farvi fronte con fondi stornati da altri capitoli e ora si ritrovano con debiti che hanno sfondato, in certi casi, il tetto dei 100mila euro. E’ il caso del liceo scientifico Buonarroti, che si trova con oltre 138mila euro di crediti verso lo Stato, soldi che non si sa arriveranno. Le speranze, infatti, sono sempre più labili. La vicenda è stata anche portata come «caso limite» dai sindacati della scuola per illustrare le difficoltà del settore. «E’ vero, la situazione è questa, ma è una situazione comune a tutte le scuole – spiega la preside, Isabella Minon –. La nostra si è aggravata quest’anno perchè siamo passati dalla classificazione di liceo a quella di Istiuto di istruizione superiore, cambiando quindi codice. C’è stato un intoppo proprio in questo passaggio, e la cosa ha fatto sì che i fondi siano rimasti bloccati. Questo ha causato un aggravio ulteriore della situazione. Ma è una cosa che potrebbe toccare a molte altre scuole il prossimo anno, quando con la riforma Gelmini cambieranno denominazione». La mancanza di fondi deriva essenzialmente dall’anno 2006-2007, quando è iniziato il taglio. Si tratta di soldi che servirebbero, tra le altre cose, a pagare i supplenti, oppure a prevedere i rimborsi per chi si occupa degli esami. Ci sono casi di presidenti di commissioni che sono stati pagati dopo anni. E casi in cui le scuole devono attingere a fondi propri per poter garantire le supplenze. La situazione, come detto, non è migliore nelle altre scuole superiori. Per esempio all’Ipsia si viaggia sopra i centomila euro di crediti. «Si tratta di somme che erano state promesse e non sono mai state erogate – spiega il preside, Salvatore Simoncini – e speriamo che la situazione si sblocchi al più presto, che lo Stato ci dica cosa dobbiamo fare». Perchè altrimenti la cosa rischia effettivamente di trasformarsi in un’emergenza. «Ci sono scuole, come gli istituti più tenici, che possono in qualche modo far fronte all’emergenza perchè possono far ricorso a sponsor privati, altre che invece non hanno questa possibilità – spiega Marco Fragiacomo, preside dell’Iti-Itc di Staranzano, che anche vanta crediti attorno ai centomila euro -. E’ chiaro però che non possiamo andare avanti mettendo fondi nostri, visto che se si stornano dei finanziamenti dedicati ad altre attività per coprire questo buco alla fine ne va dell’operatività della scuola».

Il Piccolo, 30 marzo 2009 
 
Scuola, iscrizioni in crescita alla Giacich  
Dai 50 iscritti alle prime del 2007 si è passati agli 86 per l’anno 2009-2010
 
 
Lentamente, la scuola Giacich sta riprendendo terreno. Dalla deblace di due anni fa, quando le iscrizioni pervenute per le prime classi delle scuole medie furono solamente 50, adesso è passata a quasi il doppio. In totale, per il 2009-2010 la scuola di via Cosulich arriverà a 86 alunni. Un numero, certo, ancora molto inferiore a quello dell’altra media, la Randaccio (che quest’anno si colloca a livello del 2008, ovvero 144 alunni), ma comunque crescita. Per l’anno 2008-2009, a fronte di 141 domande pervenute alla Randaccio solo 61 erano arrivate alla Giacich. Meglio, comunque, dell’anno precedente, quando il divario tra le due scuole medie cittadine era stato ancora più evidente, con 50 richieste d’iscrizione per quest’ultima e ben 133 per l’altra. E quest’anno poi ecco ancora una piccola ripresa in più: da 61 si passa a 86. Una buona notizia, che la preside sottolinea come significativa. «Quando sono arrivata alla Giacich sapevo bene che si trattava di una scuola a rischio – spiega la dirigente, Anna Russo –, ma penso che la politica che abbiamo intrapreso finora pare abbia dato i suoi frutti. In primo luogo, non c’è più una reggenza ma una presidenza come nelle altre, e questa è una buona notizia perchè i genitori percepiscono la scuola come meglio guidata, con una presenza fissa, ogni giorno. E poi, certamente, anche i nostri programmi ci hanno premiato». La Giacich si è sempre contraddistinta come la scuola con la maggior percentuale di studenti stranieri, cosa che forse, negli anni precedenti, aveva spaventato più di qualche genitore, che aveva quindi preferito l’altra media cittadina, che nel 2007-2008 aveva visto verificarsi anche una piccola «lista di attesa». Ora la situazione alla Radaccio è buona come negli anni scorsi, ma a essere cambiata, in meglio, è quella della Giacich, che guadagna una ventina di alunni in più rispetto allo scorso anno. Infatti si riusciranno a replicare le undici classi (totali nel triennio) previste lo scorso anno. Già in precedenza sono state fornite innumerevoli motivazioni per lo squilibrio esistente tra le due scuole medie. Da parte del Comune c’era stato l’invito a «non drammatizzare la questione», attribuendo il fenomeno più a un passaparola che a questioni oggettive. Infatti, la scuola Giacich nell’immaginario è stata, negli scorsi anni, associata a fenomeni di bullismo o a particolari problematiche, che però non sono mai state supportate da elementi certi. A quanto pare, visti i numeri di queste nuove iscrizioni, si tratta di percezioni che stanno lentamente modificandosi. La scuola di viaCosulich, del resto non presenta problematiche diverse rispetto a quelle delle altre scuole presenti sul territorio.

Il Piccolo, 31 marzo 2009 
 
RITARDANO I RIMBORSI DELLO STATO  
Elementari e materne con le casse vuote, primi supplenti senza paga  
Situazioni-limite nei comprensivi Giacich e Randaccio Gli istituti costretti a utilizzare i fondi per la gestione 
Alcuni insegnanti si sono già rivolti ai sindacati per essere tutelati. Una preside: «Si può solo sperare che i soldi arrivino in fretta»
  
 
di ELENA ORSI

Scuole senza fondi per pagare le supplenze. Alcuni supplenti ne hanno già fatto le spese. Altri si troveranno nella medesima situazione da qui alla fine dell’anno scolastico. La situazione economica delle scuole di Monfalcone è grave. E le maggiori criticità si stanno già registrando nelle scuole elementari e materne dove l’eventuale assenza di un insegnante va coperta nel giro di due o tre giorni, mentre alle superiori l’impiego provvisorio di docenti a scavalco consente un’urgenza minore. Le scuole, dunque, non hanno soldi e di conseguenza non pagano, tanto che alcuni insegnanti si sono già rivolti ai sindacati.
«GIACICH». La situazione è pesante e proprio ieri il discorso è stato affrontato in un vertice tra dirigenza e sindacati. «Purtroppo il credito che abbiamo nei confronti dello Stato c’è e anche le difficoltà non possono essere negate – spiega la dirigente dell’Istituto comprensivo Giacich, Anna Russo –, tanto che negli scorsi mesi non siamo riusciti a garantire il compenso ad alcuni supplenti, che quindi si sono anche rivolte ai sindacati per essere tutelati. E i sindacati non hanno potuto fare altro che confermare la gravità della situazione: i fondi non ci sono e quindi è impossibile al momento saldare tutto. Possiamo solo sperare che il ministero, che ci aveva garantito i fondi entro metà mese, tenga fede alle promesse. Speriamo si tratti solo di problemi burocratici». Anche i sindacati si sono mossi, inviando una lettera per segnalare la situazione al ministero. «Lo faremo anche noi – conclude la preside – per segnalare la gravità della vicenda».
«RANDACCIO». La situazione non è migliore all’Istituto comprensivo Randaccio dove i crediti nei confronti dello Stato superano i 40mila euro. «Siamo riusciti, per il momento, a saldare i pagamenti ai supplenti per febbraio – spiega la direzione scolastica – ma per marzo non sappiamo se ce la faremo». Al 31 dicembre, i crediti della scuola verso il ministero arrivavano a 39mila euro. Poi sono arrivati ulteriori fondi ma anche ulteriori spese. E così è stata raggiunta la somma di 40mila euro. «Se i fondi non dovessero arrivare a breve, la scuola andrebbe in rosso con i conti – spiega ancora la direzione –, nonostante la nostra gestione fin troppo oculata». E scarseggiano anche i fondi per l’acquisto di detersivi e altro materiale di prima necessità.
ALTRE SCUOLE. Le scuole superiori non stanno meglio di elementari e materne, potendo gestire il personale con maggiore elasticità. «Le difficoltà economiche sono di tutti – spiega la preside del Liceo scientifico, Isabella Menon – . Tanto è vero che ci sono scuole che tra un mese non potranno più assicurare la sostituzione dei docenti in malattia o assenti». Anche le superiori, infatti, sono in crisi finanziamenti: il Liceo è in rosso per 139mila euro, il Polo professionale per altri centomila, e lo stesso vale per l’Itic-Itc Einaudi. A lanciare l’allarme sulla condizione delle scuole sono stati di recente i sindacati, che hanno sottolineato come questo problema, ormai, rischia di diventare una vera emergenza. da affiancare a quella della mancanza di cattedre.

Il Piccolo, 14 aprile 2009 
 
IN DIFFICOLTÀ GLI ISTITUTI CON PIÙ STUDENTI ISCRITTI  
Scuole senza fondi, mini-contributi in arrivo  
Intervento del Comune per la gestione ordinaria a Giacich, Randaccio e Duca d’Aosta
 
 
Scuole sempre più in difficoltà economica. E il Comune deve intervenire mettendo sul piatto quasi 10mila euro per garantire piccoli interventi di manutenzione e acquisto beni di prima necessità. Perchè il problema economico delle scuole non riguarda solo il mancato pagamento delle supplenze, ma anche e soprattutto le necessità primarie, come l’acquisto di detersivi, carta per ufficio e altri beni per il funzionamento della struttura. E poichè dal governo arrivano pochi spiccioli con il risultato che molte scuole si trovano già ora con l’acqua alla gola, si è resa necessario battere cassa in Comune.
I FONDI. Ecco quindi che il Comune di Monfalcone ha previsto, per quest’anno, uno stanziamento speciale di 10mila euro destinato alle scuole. Una prima somma di 3mila euro è prevista per l’istituto comprensivo Duca d’Aosta. Un’altra cifra di 4.165 euro invece per l’istituto comprensivo Giacich, e un terzo al Randaccio per 3.843 euro. Si tratta in tutti i casi di scuole con un gran numero di ragazzi: la Duca d’Aosta conta 719 alunni, la Giacich 829, la Randaccio 763.
SITUAZIONE. La situazione degli istituti scolastici è tutt’altro che rosea. «Abbiamo concordato con le scuole di ridurre sia i loro costi sia le nostre pratiche burocratiche – spiega l’assessore Silvia Altran -. In questo modo diamo per quanto possibile un aiuto agli istituti in difficoltà. Cerchiamo di star vicino alle scuole il più possibile anche dal punto di vista normativo. Purtroppo in alcuni ambiti non abbiamo possibilità di intervento». Un esempio è quello della Tarsu. Le scuole sono obbligate a pagarla, il Comune ne farebbe volentieri a meno, ma è obbligato dalla normativa. Solo che poi deve comunque stanziare fondi o prevedere deroghe perchè gli istituti non possono pagare.
ALTRE DIFFICOLTÀ. Dopo aver previsto il Fondo per il funzionamento delle scuole, al quale gli istituti attingevano per garantire tra le altre cose il pagamento delle supplenze, lo Stato ha poi iniziato a tagliare, privando quindi le scuole delle risorse necessarie, tanto che gli istituti hanno dovuto farvi fronte con fondi stornati da altri capitoli e ora si ritrovano con debiti che hanno sfondato, in certi casi, il tetto dei 100mila euro. È il caso del Liceo scientifico Buonarroti, che si trova con oltre 138mila euro di crediti verso lo Stato, soldi che non si sa se alla fine verranno restituiti o meno.
Elena Orsi

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