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Il Piccolo, 25 marzo 2009 
 
PROSPETTIVA NELL’AMBITO DELLA «CARTA FAMIGLIA»  
Sconti sulla Tarsu alle famiglie in crisi
 
 
Sconto-Tarsu inserito nell’ambito del bonus della «Carta famiglia». È questa l’ipotesi alla quale l’amministrazione di Monfalcone sta lavorando. Alle prese peraltro con la definizione applicativa del provvedimento che originariamente prevedeva agevolazioni sul pagamento delle bollette per l’energia elettrica, grazie a una convenzione su base regionale, considerando la possibilità da parte dei Comuni di stipulare direttamente accordi locali ai fini di ulteriori benefici da erogare alle famiglie. L’idea, in fase di studio e verifica, è quella di prevedere sconti nel pagamento della tassa sulla raccolta «porta a porta» che, nell’ambito del bilancio di previsione 2009, ha subito un aumento del 10%. Un aiuto significativo per le famiglie strette nella morsa della crisi economica, soprattutto quelle monoreddito e con più figli a carico. Quanto agli stanziamenti regionali, per Monfalcone sono a disposizione 100mila euro, metà erogati in riferimento al 2007 e metà al 2008. Le domande presentate in città per beneficiare della «Carta famiglia» quest’anno sono state quasi mille, a fronte di una popolazione di 28 mila abitanti. A formulare l’ipotesi di uno sgravio per le famiglie sulla Tarsu è il vicesindaco, Silvia Altran, che guarda alla «Carta famiglia» come a una delle possibili opzioni da sfruttare a vantaggio dei cittadini monfalconesi. Il ragionamento, spiega, nasce nell’ambito del confronto tra i Comuni sull’applicazione del provvedimento regionale, per il quale si è tenuto un incontro del Comitato di gestione dell’Ambito. «Lo sconto sulla Tarsu – precisa il vicesindaco – rappresenta una delle ipotesi allo studio, ai fini della definizione dei settori sui quali intervenire per sostenere il fabbisogno sociale. Siamo tuttavia in una fase di verifica, di chiarimenti e di opportune simulazioni in relazione alle modalità e ai criteri di erogazione della Carta famiglia, provvedimento istituito due anni fa e che, però, anche a causa di modifiche intervenute con la nuova giunta regionale, stenta a decollare».
L’operazione-Tarsu, tuttavia, resta un’ipotesi di lavoro di innegabile interesse, considerata peraltro la lievitazione della tassa, decisa a fronte del blocco dell’addizionale Irpef e della cancellazione dell’Ici sulla prima casa, che rientra, al 95% del dato consolidato, sotto forma di trasferimenti da parte dello Stato.
Il Comune, peraltro, si attende circa 6 milioni di entrate dall’Ici e 4,725 dalla Tarsu. L’amministrazione, nonostante le chiare difficoltà legate ai ridotti trasferimenti, mantiene comunque una forte attenzione al «fabbisogno sociale», avendo destinato in bilancio una posta di oltre il 30% delle risorse. (la.bo.)

Il Piccolo, 20 marzo 2009 
 
BILANCIO DI PREVISIONE 2009  
Comune, torna a crescere la pressione tributaria: quest’anno sarà di 440 euro  
Aumento di 11 euro medio pro capite determinato essenzialmente dall’incremento della tariffa-rifiuti
 
 
di LAURA BLASICH

La pressione tributaria che il Comune esercita sui monfalconesi torna a salire, dopo il netto calo del 2008, imputabile in sostanza tutto alla cancellazione dell’Ici sulla prima casa decisa dal Governo nazionale. L’aumento previsto nel 2009 è di circa 11 euro pro capite, perché l’attesa è quella di passare dai 428,07 euro per residente dello scorso anno ai 439,56 euro di quest’anno. In questo caso l’incremento è legato in sostanza solo alla scelta dell’amministrazione comunale di andare al rialzo della Tassa rifiuti di un 10%, perché, scomparsa l’Ici sulla prima abitazione (che rientra sotto forma di trasferimenti dallo Stato), la Finanziaria ha imposto per il 2009 il congelamento della leva fiscale di cui potevano disporre i Comuni. In sostanza, l’amministrazione, posto che l’avesse voluto, non ha potuto mettere mano all’addizionale Irpef, che rimane ferma allo 0,3% dei redditi sopra i 15mila euro, e neppure alla Tosap, confermata ai livelli dell’anno precedente. Nonostante l’incremento del 10%, la Tarsu consentirà all’ente di incassare 4,345 milioni di euro contro un costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti di 5 milioni di euro, pari a un tasso di copertura dell’83,54% della spesa del servizio. Di fatto il settore ambiente, rifiuti e pulizia della città, richiederà quest’anno l’impegno di 650mila dei 39,4 milioni di euro delle spese correnti ipotizzate dalla giunta. La manovra sulla Tassa rifiuti, a fronte appunto del congelamento delle altre imposte, mancata reintegrazione di tutto il gettito Ici prima casa, diminuzione dei trasferimenti regionali e aumento dei costi di gestione, era comunque una strada obbligata. Lo ha ribadito l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno, spiegando mercoledì sera al Consiglio comunale le scelte effettuate dall’amministrazione per comporre il bilancio di previsione 2009. «L’aumento della Tarsu è in ogni caso affiancato dalla garanzia delle fasce deboli – ha aggiunto Trivigno – e dalla costante vigilanza del rispetto del contratto stipulato con Iris e che va verso una riduzione dei costi del servizio nell’arco dei prossimi anni». La giunta ha però messo mano anche ad alcune tariffe dei servizi a domanda individuale, dalle rette della casa di riposo (più 5%) alle tariffe dei servizi cimiteriali (più 2% che diventa 3% per concessioni cimiteriali), a quelle per l’utilizzo di impianti sportivi e contenitori culturali. Nonostante gli aumenti, la maggior parte dei servizi a domanda individuale rimane in perdita, anche se in effetti ridotta rispetto l’anno o gli anni precedenti. E’ il caso del teatro, la cui attività è comunque in gran parte sostenuta da trasferimenti regionali o statali, che dovrebbe chiudere il 2009 con un passivo di 300mila euro contro 450mila del 2008. Per restare in ambito culturale per la Galleria comunale d’arte contemporanea si prevede un risultato in negativo di 162mila euro contro una perdita di 186mila euro nel 2008 e di 221mila nel 2007. La gestione della casa di riposo, anche a fronte della razionalizzazione dell’uso delle strutture (chiusura dell’edificio più datato in attesa della ristrutturazione), avrà un deficit di 704mila contro i 771mila euro dell’anno precedente. Pure i servizi funebri e cimiteriali non riusciranno ad andare in pari (perdita di 35mila euro), nonostante si tratti di un’attività ormai gestita in libera concorrenza dal Comune. Il motivo? L’ente in ogni caso sta tenendo prezzi inferiori ai privati per fornire anche in questo caso una risposta alla comunità. La perdita nella gestione degli impianti sportivi dovrebbe infine essere ridotta a 43.600 euro contro i 50mila del 2008 e i 476mila del 2007.

Messaggero Veneto, 25 febbraio 2009 
 
Monfalcone, bilancio “magro”  
Pareggia a 78,5 milioni di euro, 11 in meno rispetto al 2008 Ridotti investimenti e spese correnti. Tagliata l’Ici, Tarsu +10%
 
 
MONFALCONE. Pareggia a 78,5 milioni di euro il bilancio di previsione 2009 del Comune di Monfalcone, un pareggio decisamente più “magro” dell’assestato 2008, che pareggia su 89,5 milioni di euro e che partiva da un bilancio di previsione di 85,087 milioni di euro.
Il taglio più importante è quello deciso per il settore investimenti, contenuto a 16 milioni di euro contro i quasi 23 dello scorso anno, ma anche le spese correnti scendono di quasi 5 milioni, passando dai quasi 44 milioni di euro dell’assestato 2008 a un’ipotesi di 39,5 milioni di euro.
Il “peso” delle spese correnti sull’insieme del bilancio comunque aumenta, visto che la sforbiciata più consistente riguarda gli investimenti che scendono al 20,33% contro il 25,45% del 2008.
Aumenta però l’uscita per rimborso prestiti, anche se non di molto (200 mila euro in più) e per quel che riguarda le entrate crescono quelle da tributi, grazie, in sostanza, all’incremento del 10% della Tarsu deciso dall’amministrazione comunale a fronte del blocco dell’addizionale Irpef e della cancellazione dell’Ici sulla prima casa.
Il settore in cui l’ente locale si attende minori introiti è quello dei trasferimenti correnti da Stato, Regione e altri enti: circa tre milioni in meno, anche se poi nel corso dell’anno ci sono correzioni in aumento grazie a finanziamenti regionali erogati in base alle esigenze, alle necessità e ai progetti.
Di certo il Comune di Monfalcone per il 2009 ha deciso di ridurre le entrate con accensione di mutui, cosa già annunciata dall’assessore alle Finanze, Gianluca Trivigno, che ha voluto evidenziare come per far fronte a una situazione economica difficile si sia deciso di agire non soltanto sulla Tarsu, ma anche sul taglio delle spese.
Scendono infatti le spese del personale tornando ai livelli del 2007, arrivando a 13,074 milioni di euro, pari però sempre al 33% circa dei 39,5 milioni di euro del totale delle spese correnti.
La giunta Pizzolitto ha però messo mano anche ad alcune tariffe dei servizi a domanda individuale per far quadrare un bilancio in cui si è voluto mantenere il forte impegno sul sociale, per il quale nel 2009 si conta di spendere oltre 10 milioni di euro, sempre il 30% delle uscite correnti, mentre la quota a carico del Comune di Monfalcone per l’Ambito socio-assistenziale passa da 81 mila a 200 mila euro. (cr.vi.)

Il Piccolo, 26 febbraio 2009 
 
IL CONTO PREVENTIVO PIÙ «MAGRO» DI 11 MILIONI  
Il bilancio taglia gli investimenti
 
 
Il bilancio di previsione 2009 si profila decisamente più magro di quello del 2008. Stando allo schema approvato dalla giunta in questi giorni, come previsto dalla normativa, il documento contabile pareggia a 78,5 milioni di euro contro gli 89,5 dell’assestato 2008, anno in cui in ogni caso si era partiti da una previsione di 85,087 milioni di euro. Il taglio più consistente è stato apportato al settore degli investimenti, contenuto a 16 milioni di euro contro i quasi 23 dello scorso anno, ma anche le spese correnti non ne escono indenni, perché scendono dai quasi 44 milioni di euro dell’assestato 2008 a un’ipotesi di 39,5 milioni di euro. Il «peso» delle spese correnti sull’insieme del bilancio comunque aumenta, visto che la sforbiciata più consistente riguarda gli investimenti che scendono al 20,33% contro il 25,45% del 2008. Aumenta però l’uscita per rimborso prestiti, anche se non di molto (200mila euro in più), e per quel che riguarda le entrate crescono quelle da tributi, grazie all’incremento del 10% della Tarsu deciso a fronte del blocco dell’addizionale Irpef e della cancellazione dell’Ici sulla prima casa. Il settore in cui l’ente locale si attende minori introito è quello dei trasferimenti correnti da Stato, Regione e altri enti. Si tratta di circa 3 milioni in meno, anche se va detto che la parte corrente nell’anno subisce di solito delle correzioni al rialzo a fronte di finanziamenti regionali che vengono erogati in base alle esigenze quantificate dal Comune. La manovra del Comune comprende in ogni caso anche una riduzione delle entrate attraverso l’accesione di prestiti. L’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno l’ha del resto preannunciato nelle scorse settimane: per fare fronte a una situazione difficile si è deciso di agire non solo sulla Tarsu, ma anche sul taglio delle spese. La giunta ha però messo mano anche ad alcune tariffe dei servizi a domanda individuale per far quadrare un bilancio in cui si è voluto mantenere il forte impegno sul sociale, per il quale nel 2009 si conta di spendere oltre 10 milioni di euro, sempre il 30% delle uscite correnti, mentre la quota a carico del Comune di Monfalcone per l’Ambito socioassistenziale passa da 81mila a 200mila euro. (la.bl.)

Il Piccolo, 11 febbraio 2009 
 
ILLUSTRATO IL BILANCIO 2009  
Stangata sui rifiuti, la Tarsu aumenta del 10%  
Il servizio di Iris nell’anno in corso costerà al Comune 5 milioni di euro. Evitati tagli nel comparto sociale
 
 
Scomparsa per i cittadini e ridotta per i Comuni l’Ici sulla prima casa e congelata l’addizionale Irpef sul livello del 2008, per l’amministrazione comunale di Monfalcone far quadrare il bilancio dell’ente quest’anno si è rivelato un esercizio particolarmente complicato. A fronte della decisione di salvaguardare le fasce deboli e quanti sono colpiti dagli effetti della crisi economica e quindi non tagliare sul sociale, contenendo inoltre per quanto possibile le tariffe dei servizi a domanda individuale, la giunta Pizzolitto si è trovata a far quadrare i conti assumendo una misura di certo non popolare: l’aumento del 10% della Tassa dei rifiuti, che invece avrebbe dovuto, almeno delle speranze, diminuire grazie all’introduzione del sistema di raccolta «porta a porta». La scelta, di cui l’amministrazione si assume «la piena responsabilità politica», come ha sottolineato ieri l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno presentando la manovra di bilancio, fa il paio comunque con una decisa sfoltita alle spese non essenziali, una contrazione di quelle del personale e l’avvio di una riorganizzazione delle sedi comunali.
«La situazione di difficoltà nell’elaborare il bilancio di previsione – ha spiegato Trivigno – deriva da precise scelte politiche del Governo che hanno ridotto i nostri margini di manovra sulle entrate. Penso al congelamento dell’addizionale Irpef e alla cancellazione dell’Ici sulla prima abitazione, benvenuta se i Comuni ottenessero tutto quanto loro dovuto». Quello di Monfalcone riceverà invece il 95% del dato consolidato del 2007, cioé 1,350 milioni di euro, per una mancata entrata quindi di circa 70mila euro e, come è logico, nessun possibile incremento degli introiti.
Nello stesso tempo l’ente locale si sta trovando a fare davvero i conti con l’aumento dei costi fissi per la gestione delle proprie sedi, sempre più frammentate, e degli altri contenitori, culturali e sociali. La sola contrazione delle spese del personale, che pure scendono ai livelli del 2007, anche se si tratta sempre di 13 milioni di euro sui 42 complessivi della parte corrente del bilancio, dei costi fissi, almeno in parte, e delle uscite per eventi non erano e non sono però sufficienti a far quadrare un bilancio in cui si è voluto mantenere il forte impegno sul sociale, per il quale nel 2009 si conta di spendere oltre 10 milioni di euro, sempre il 30% delle uscite correnti, mentre la quota a carico del Comune di Monfalcone per l’Ambito socioassistenziale passa da 81mila a 200mila euro.
«A fronte della crisi che sta investendo il nostro territorio – ha ricordato l’assessore – il Consiglio comunale ha risposto con prontezza, anche se è difficile per un ente locale che deve garantire soprattutto i servizi a tutti, a prezzi equi e in modo efficiente mettere in campo sforzi straordinari».
La giunta comunale ha quindi deciso che tutte le risorse disponibili saranno gestite nella logica di un unico fondo di solidarietà, secondo le indicazioni date dall’aula consiliare. In sostanza, si cercherà di aiutare i cittadini con i redditi più bassi anche favorendo l’accesso a tariffe agevolate dei servizi. «Nonostante questa serie di azioni e anche a causa dell’esistenza dei vincoli esistenti sul fronte delle entrate, non abbiamo non potuto ricorrere all’aumento della Tarsu, con un introito atteso di 4,345 milioni di euro, per far tornare i conti – ha detto ieri l’assessore alle Finanze -. Lo sappiamo che è un’azione ”sconsigliabile” visto lo sforzo che abbiamo chiesto ai monfalconesi sul porta a porta, ma in questo modo andremo a coprire l’83,54% dei costi, pur garantendo le fasce deboli della popolazione.
«Abbiamo però dovuto muoverci – ha concluso l’assessore Trivigno – anche a fronte del nuovo contratto con Iris che quantifica la spesa del servizio nel 2009 in 5 milioni di euro. I vantaggi ci sono e ci saranno, perché abbiamo finalmente una spesa certa e in tendenziale riduzione nei prossimi anni». Insomma, l’insieme delle scelte operate dall’amministrazione consente, secondo Trivigno, di chiudere un bilancio di previsione sostenibile e soprattutto non privo di margini di azione nel corso dell’anno.
Laura Blasich 
 
Messaggero Veneto, 11 febbraio 2009 
  
Monfalcone. Aumenta la Tarsu. Pesano i mancati trasferimenti statali dopo il taglio dell’Ici  
Bilancio, l’ombra del rincaro della tariffa rifiuti (+10%)
 
 
L’assessore – che ieri ha presentato il bilancio alle commissioni comunali congiunte – prevede «l’impiego di risorse nella politica di formazione e rifomazione per la qualificazione del personale interno in modo da rendere più funzionale la macchina».
Circa i precari, in attesa di dare concretezza a contratti a tempo determinato nei limiti della spesa dei precenti co.co.co saranno attivanti contratti part-time. Il risparmio rispetto al 2008 è stato reso possibile dalla mancata copertura di due figure dirigenziali.
Il livello della spesa si attesta al 33% della spesa corrente, all’interno del 35% imposto dalla legge finanziaria regionale 2009. «Rispetto all’aumento della Tarsu, che certo provocherà il dibattito, vorrei ricordare che è stato fatto un ragionamento preciso, anche con la volontà di fare un bilancio sostenibile, serio, realistico e non tecnico, che speriamo sia capito dai cittadini e dall’intera struttura», prosegue Trivigno, che spiega come nel settore del costo smaltimento rifiuti occorra tenere conto anche di quello che sarà nei prossimi anni il mantenimento dei costi, reso possibile da una contrattualizzazione del servizio con Iris.
Con l’aumento del 10% si prevede un introito complessivo di 4.345.000 euro a fronte di un costo del servizio di 5 milioni. «Con la modifica tariffaria si presume di raggiungere un tasso di copertura dell’83,54%, che potrà restare tale nel futuro, proprio in base a quanto previsto rispetto al contenimento costi dal contratto con Iris».
Se Tosap e Irpef (0,3% del reddito con esenzione per redditi fino a 15 mila euro) restano immutate, aumentano del 5% le rette della casa di riposo e del centro diurno (con contestuale potenziamento delle riduzione/agevolazioni per le fasce più deboli); si propongono adeguamenti non inferiori al tasso inflattivo ai servizi cimiteriali.
Nel settore assistenza, rispetto alle spese aumenta a 210 mila euro (rispetto agli 81 mila del 2008) la quota a carico dell’ente nell’ambito socio-assistenziale mentre tutte le risorse disponibili, previste in 10 milioni, saranno gestite nella logica di un unico fondo di soodiarietà, così come indicato dal consiglio comunale in occasione del dibattito sulla situazione occupazionale ed economica. In quest’ottica si inquadra la razionalizzazzione dei costi gestionali della casa albergo: il servizio sarà completamente spostato nella struttura nuova, chiudendo quella vecchia in attesa di ottenere finanziamenti per la ristrutturazione.
Circa le attività di animazione, saranno contratti gli eventi stagionali mantenendo quelli tradizionali (Carnevale, Festa del Vino, Mercatino di San Nicolò), mentre per i contributi saranno garantiti quelli minimi per attività sportive, culturali, assistenziali e convenzioni in essere. Gli altri saranno assegnati secondo il nuovo regolamento, che a breve sarà portato in consiglio comunale.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 31 gennaio 2009 
 
RIFIUTI  
La differenziata costerà 5milioni di euro all’anno  
Passa in Consiglio comunale il rinnovo dell’accordo con Iris. Incertezza sulla Tarsu 
Contratto valido fino al 2012
  
 
Ben che vada tra quest’anno e il 2012 il costo del servizio di smaltimento rifiuti rimarrà più o meno stabile. Non è detto che però ciò avvenga per la Tassa rifiuti, almeno nel 2009, rimasta l’unica «leva fiscale» anche per il Comune di Monfalcone, visto il blocco delle aliquote dell’addizionale Irpef e l’incertezza sui trasferimenti a compensazione della scomparsa dell’Ici sulla prima casa. Il nuovo contratto tra l’ente locale e la multiutility provinciale, posto all’esame del Consiglio comunale giovedì sera assieme al nuovo regolamento comunale per la gestione dei rifiuti, avanza delle previsioni, ma che variano a seconda dei ribassi d’asta che la società potrà conseguire nella gara per l’affidamento dei servizi già svolti in appalto (la raccolta del secco, umido, carta, plastica, vetro con campane, imballaggi). Così l’ipotesi senza ribasso d’asta è che il Comune di Monfalcone spenda 5,073 milioni nel 2009 contro i 4,9 del 2008 (la previsione era però di 4,750) e i 5 del 2007, passando poi a 4,925 nel 2010, 4,941 nel 2011, 4,974 nel 2012, mentre se il ribasso fosse del 15% la spesa passerebbe rispettivamente a 4,983 milioni di euro, 4,710 milioni, 4,725 e a 4,755 milioni di euro. In mezzo si collocano altre due possibilità, quelle create da ribassi del 5 e del 10%. A incidere sul costo complessivo sono però anche i servizi gestiti in proprio da Iris e le spese di smaltimento e trattamento, non destinate comunque ad aumentare in modo esponenziale grazie alla raccolta differenziata. In aula giovedì sera sono emerse però perplessita sia sulle cifre, ritenute sempre molto alte rispetto a esperienze condotte nel Veneto, sia sul termine del contratto, viste le nuove disposizione di legge sui servizi e rispetto la costituzione di un Ambito territoriale ottimale anche in campo ambientale. Le ha avanzate il consigliere comunale di Forza Italia Giorgio Pacor, mentre l’altro esponente di Fi Giuseppe Nicoli ha sottolineato i fattori di incertezza che minano le previsioni dell’ente locale e di Iris. Vedi il calo della domanda di carta che ha fatto calare il prezzo di quella raccolta con il riciclaggio. «La contrattazione con Iris è stata difficile – ha affermato l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta -, ma siamo riusciti a introdurre una reale programmazione e a chiudere il 2008 molto vicino alle nostre previsioni. Non chiuderemo più l’anno con una sanatoria a piè di lista, mentre attorno al 2010 ci sarà una riduzione tendenziale dei costi». Il contratto viene stipulato fino alla fine del 2012, ma con la possibilità, come ha riferito Frittitta, di andare a una rescissione anticipata proprio nel caso in cui nasca l’Ato ambientale che, secondo il presidente di Iris, Armando Querin, dovrebbe avere portata regionale, visto il numero di abitanti del Friuli Venezia Giulia. Il presidente di Iris ha anche sottolineato come servirebbero linee chiare e una coerenza generale in regione nel campo dei rifiuti, non nascondendo come la società paghi al momento il fatto di essere proprio una multiutility, ma di dimensioni ridotte. «Il settore ambientale rimasto solo – ha aggiunto – sarebbe riorganizzato in modo sostanziale, conseguendo risultati diversi». Il regolamento comunale per la gestione dei rifiuti intanto prevede non solo multe, anche molto salate, a carico dei cittadini poco civili, ma anche penali a carico di Iris nel caso di un’interruzione non motivata del servizio.
Giacomo Panariello del Partito socialista-Sdi ha da parte sua sottolineato come il regolamento per la gestione dei rifiuti andasse votato con fiducia, perché «”disciplina e indirizza l’utente all’osservanza delle regole, fino a sanzionarlo, qualora non venisse rispettato». Regolamento e contratto sono comunque stati approvati dalla maggioranza di centrosinistra più i voti della Rosa bianca, mentre si sono espressi in modo contrario Forza Italia, Lega Nord, An e Maurizio Volpato di CittàComune.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 31 gennaio 2009 
 
Monfalcone. È stato approvato dal consiglio comunale assieme al regolamento per la gestione della raccolta differenziata  
Il presidente della società, Querin: «Nell’Isontino, i costi per il trattamento completo sono i più bassi in regione». Per la maggioranza necessaria una ristrutturazione interna della multiutility a beneficio della qualità L’opposizione: «Serviva una nuova gara» 
Nuovo contratto per i rifiuti  
Il Comune verserà alla Multiservizi importi intorno ai 5 milioni di euro
 
 
MONFALCONE. Il Comune di Monfalcone può contare sul nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, ma può contare soprattutto su un nuovo contratto di servizio con Iris, contratto che disciplina il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati e che lo affida a Iris fino alla costituzione dell’Ato previsto dalla legge di settore e comunque non oltre il 31 dicembre 2012. Il contratto, approvato assieme al regolamento dal consiglio comunale (voto positivo della maggioranza, “no” di Forza Italia, Lega Nord, An e CittàComune), prevede che il Comune possa versare alla società, negli anni 2009, 2010, 2011, 2012 importi di poco dissimili da quelli versati finora, compresi tra 5 milioni e 4 milioni e 700 mila euro, cifra in cui rientrano il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti che Iris svolge in proprio (che ammonta in previsione per il 2009 a un milione 393 mila 811 euro), ma anche i servizi che la società affida a terzi. 
La differenza dei costi è determinata proprio dall’esito delle gare per l’affidamento dei servizi e dalla percentuale del 5, o 10, o 15 per cento del ribasso d’asta.
Cifre che sicuramente restano alte per il 2009 (il costo totale previsto con il ribasso d’asta del 15% è di 4 milioni 983.238 euro, quello con il prezzo a base d’asta è di 5 milioni 73.692 euro) «perché la presunzione di una riduzione dei costi si potrà avere nel 2010, per ora la tendenza deve essere quella di ridurre gli aumenti» ha spiegato l’assessore all’ambiente, Paolo Frittitta, che ha anche sottolineato che con il contratto si è trovata soluzione al contenzioso con Iris per il 2007 e si è trovata una negoziazione per il 2008 che abbassa le pretese di Iris. Coscienti del fatto che con la differenziata abbiamo imposto ai cittadini un metodo nuovo, abbiamo imposto anche a Iris, con un lavoro lungo e faticoso e grazie al nostro direttore generale, un nuovo ragionamento: non si procede più anno per anno senza tener conto della differenziata, ma si ragiona a medio termine. Potevamo risparmiare riducendo i servizi – ha detto ancora, ricordando che obiettivo primario del regolamento è punire i maleducati e le persone incivili –, ma non è questo quello che volevamo. Puntiamo invece a ridurre i costi tenendo alta la qualità dei servizi».
Che per la prima volta si sia ragionato in termini strategici è stato evidenziato anche dal presidente di Iris, Querin: «Abbiamo condotto le trattative seguendo logiche di risparmio e coerenza di costi, anche se occorre ricordare che nella nostro provincia i costi per il trattamento completo dei rifiuti sono i più bassi, 128 euro pro capite annui, contro i 150 di Udine o 230 di Trieste», ha detto, ricordando il problema della dimensione dell’azienda e dei suoi strumenti a fronte di una provincia con un bacino d’utenza piccoli.
Se Duilio Russi (Pd) ha sollecitato un’indispensabile ristrutturazione interna di Iris, Giacomo Paneriello (Ps-Sdi) ha affermato come il regolamento e l’accordo servono per disciplinare e indirizzare l’utenza. «Con il regolamento si chiude una prima fase della raccolta differenziata, con l’approvazione del contratto si inizia a parlare di una futura società di igiene ambientale, più snella e con l’alleggerimento degli organi dirigenziali – ha detto – il tutto garantito dalle carte dei servizi che servirà per fornire al cittadino-utente un’informazione capillare dell’attività. Ma anche noi come partito e a nome dei nostri elettori vigileremo perché il tutto non si traduca in un affare finanziario, con poche ricadute in termini di qualità».
Opposta la posizione di Giuseppe Nicoli (Fi-Pdl) che ha chiesto, anzi, il rinvio del punto (non accolto dal consiglio) per consentire un maggior approfondimento e di avere maggior certezze. «Per esempio – ha obiettato – si parla dell’instabilità del mercato della carta e rischiamo di differenziare la carta e poi pagare perché ce la ritirino. Perché c’è tanta fretta di approvare? Monfalcone deve fare da apripista»?
Giorgio Pacor (Fi-Pdl) ha invece ricordato come l’alto prezzo pagato gli scorsi anni per il servizio sia determinato non da questo, ma dal costo dell’azienda. «Avevamo pensato di fare scadere il contratto con Iris, previsto per il 2010 e poi andare a gara per una nuova azienda. Ora, invece – ha osservato – si fa una proroga con la stessa azienda, per gli stessi costi esosi. Quindi diremo ai cittadini: il Comune di fa pagare di più perché deve pagare l’azienda che ha fatto assunzioni sconsiderate».

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