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Il Piccolo, 20 gennaio 2009 
 
TRATTATIVE BLOCCATE  
Reggiane, i sindacati chiedono un confronto
 
 
I sindacati dei metalmeccanici sono tornati a chiedere un incontro urgente con i vertici di Fantuzzi Reggiane a Reggio Emilia per fare il punto di una situazione che non si è ancora chiarita, dopo che prima di Natale la statunitense Terex aveva annunciato di non voler acquisire la società emiliana, che però aveva contrattaccato, minacciando un’azione legale per difendere i propri interessi. Fra due settimane, il 31 gennaio, il gruppo Fantuzzi Reggiane dovrà però versare più di 55 milioni di euro per rimborsare l’ultima rata dell’obbligazione emessa nel 2001 attraverso una società lussemburghese. E si apre anche un interrogativo su chi sarà a pagare gli obbligazionisti, se le parti non dovessero trovare un accordo. Questa volta il mancato rimborso della rata farebbe scattare la richiesta della dichiarazione di insolvenza. Intanto, Terex ha licenziato 45 dipendenti dello stabilimento di Cusano Milanino. Il 16 luglio scorso, alla scadenza dei termini, il gruppo non era stato in grado di rimborsare i creditori. L’azienda però era riuscita a superare l’ostacolo perché un mese e mezzo più tardi, a Londra, l’assemblea degli obbligazionisti aveva accettato una dilazione.

Messaggero Veneto, 22 gennaio 2009 
 
La Failms chiede chiarezza sul futuro delle Reggiane 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Rientrano nelle aziende che stanno pagando la crisi economica mondiale anche i lavoratori dello stabilimento Fantuzzi Reggiane di Monfalcone, il cui futuro resta incerto dopo che prima di Natale la statunitense Terex aveva annunciato di non voler più acquisire la società emiliana, che però aveva contrattaccato minacciando un’azione legale per difendere i propri interessi.
Fra circa due settimane, sabato 31 gennaio, il gruppo Fantuzzi Reggiane dovrà però versare più di 55 milioni di euro per rimborsare l’ultima rata dell’obbligazione emessa nel 2001 attraverso una società lussemburghese.
Una data che si rivela fondamentale per il futuro dell’azienda visto che si dovrà capire chi pagherà gli obbligazionisti, se le parti non dovessero trovare un accordo e visto che il mancato rimborso della rata farebbe scattare la richiesta della dichiarazione di insolvenza.
«Chiediamo con forza un tavolo di confronto sulla situazione di completa confusione societaria, tecnica e amministrativa che oggi le maestranze subiscono nell’azienda metalmeccanica che occupa circa 70 dipendenti», afferma il segretario provinciale della Failms, Fabrizio Ballanen.
Il sindacalista evidenzia come i lavoratori siano demoralizzati per la totale mancanza di informazioni da parte dell’azienda sul loro futuro lavorativo. «Non sanno neppure se a fine mese riceveranno la busta paga. Lo stato attuale vede una situazione senza sbocco: incertezze societarie, scarsità di lavoro, mancanza di investimenti, mettono in discussione la futura permanenza dell’azienda nell’area monfalconese e la sicurezza fisica dei lavoratori che misurano giornalmente il degrado degli impianti e delle attrezzature».
«Sappiamo – aggiunge – che l’azienda cerca di mettere in atto tutte le azioni utili a trovare una soluzione, ma di fatto attualmente la situazione è di stallo e confusione».
Alla richiesta di incontro, però, Reggiane avrebbe risposto picche, riservando di informare la Failms «quando lo riterrà più opportuno. Risposta inaccettabile in questa situazione, perché la preoccupazione e la tensione fra i lavoratori è tangibile e non vorremmo che tali sensazioni si sviluppassero in azioni incontrollate. Quello che più ci amareggia – conclude Ballaben – è il fatto che la nostra richiesta di incontro è stata presentata anche al sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, per spiegargli la grave situazione esistente e per coinvolgerlo nelle nostre preoccupazioni per trovare eventuali soluzioni, ma il sindaco non si è degnato di rispondere».

Il Piccolo, 28 dicembre 2008
 
VERSO UN CONTENZIOSO CON LA STATUNITENSE TEREX 
In bilico l’acquisto di Reggiane: futuro incerto per i lavoratori
 

Il futuro di Fantuzzi Reggiane e quindi anche dello stabilimento monfalconese di proprietà della società emiliana rimane molto incerto. Anche in questi giorni e nei prossimi dovrebbe continuare il confronto con la statunitense Terex, che pochi giorni prima di Natale ha di fatto confermato di non avere alcuna intenzione di acquisire Fantuzzi, come previsto invece dal contratto preliminare sottoscritto a inizio agosto. Un passo indietro anticipato da una comunicazione alla Sec, l’organismo di controllo della Borsa di New York, che rischia di far precipitare la situazione finanziaria di Fantuzzi. In una nuova nota alla Sec, che fa seguito alla comunicazione prima inviata direttamente a Fantuzzi, Terex afferma di considerare chiuso l’accordo con la società emiliana, a causa del mancato ottenimento dei benestare degli organismi antitrust coinvolti senza condizioni aggiuntive, di un cambiamento in negativo delle condizioni iniziali e di «altre ragioni» non meglio specificate.
Terex sostiene di non aver ottenuto tutte le informazioni addizionali richieste a Fantuzzi che alla società statunitense ha ribattuto di non condividere i motivi per la recessione dall’accordo minacciando di avviare un’azione legale. La discussione tra le parti quindi continua e l’esito della vicenda non può essere ancora determinato, ha fatto sapere Terex alla Sec. «In riferimento alla comunicazione da parte di Terex – ha affermato invece il gruppo Fantuzzi – si precisa che tale risoluzione costituisce un atto unilaterale e illegittimo di Terex, che non è fondato né supportato da elementi fattuali, contrattuali e giuridici». Fantuzzi ritiene che «dal 5 dicembre 2008 il contratto è pienamente efficace e quindi tecnicamente si può ritenere attuato il trasferimento, posto che Terex non può sottrarsi all’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali». Anche Fantuzzi conferma comunque «l’esistenza di contatti e discussioni con Terex volti a chiarire l’attuale situazione, e quindi, auspicabilmente, a consentire una rapida e positiva soluzione».
Il gruppo Fantuzzi ha inoltre provveduto a informare i suoi creditori, banche, Jp Morgan, bondholders – che nel breve incontrerà per fare il punto della situazione – di quanto accaduto e della propria posizione. La piena ripresa dell’attività lavorativa di Fincantieri all’inizio di gennaio farà il paio invece con quella del confronto tra azienda e rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uilm, dopo l’incontro avvenuto a ridosso di Natale. La Fiom resta molto critica, spiega il coordinatore dell’organizzazione nella Rsu dello stabilimento di Monfalcone, Moreno Luxich, rispetto la reale volontà di Fincantieri di arrivare a un’intesa: «Riconoscendo le difficoltà congiunturali del settore navale – afferma -, siamo disponibili a effettuare un ragionamento che ne tenga conto, ma non siamo disponibili a rinunciare ai consolidamenti del salario richiesti e alle ricadute sollecitate per i lavoratori dell’appalto».
All’incontro ristretto del 9 gennaio seguirà un coordinamento Fiom in cui l’organizzazione effettuerà le sue valutazioni e deciderà eventuali mobilitazioni, se le risposte di Fincantieri non saranno ritenute soddisfacenti. «La Uilm è disponibile a ragionare su una riorganizzazione di Fincantieri, anche perché l’ha sollecitata per prima – sottolinea il coordinatore della Uilm nella Rsu, Luca Furlan – e perché è la strada per recuperare competitività. L’integrativo va chiuso però in tempi strettissimi». (la. bl.)

Il Piccolo, 12 dicembre 2008 
 
TRATTATIVA  
Terex più vicina a Reggiane
 
 
È stato superato, secondo i sindacati, l’ultimo ostacolo formale, all’acquisizione di Fantuzzi Reggiane da parte della società Usa Terex. L’antitrust turca avrebbe infatto dato il suo assenso all’operazione, dopo che quella europea e ucraina l’avevano già fatto. «Crediamo che in pochi giorni la situazione dovrà chiarirsi – afferma il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto -, perché non esiste più alcun impedimento tecnico e quindi Terex deve chiudere l’acquisizione. Fantuzzi continua a ripetere che il contratto siglato a inizio agosto con la società americana è pienamente esigibile». I sindacati, che in questi giorni sono tornati a incontrare i lavoratori dello stabilimento di Reggiane, sono cautamente ottimisti rispetto la conclusione di un percorso che dovrebbe consentire alla società di rimanere sul mercato. «Lo stabilimento di Monfalcone rimane più che appetibile – ricorda Casotto -, vista la sua collocazione». Intanto le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto al ministero delle Attività produttive l’apertura di un tavolo nazionale per affrontare la situazione dei 3 stabilimenti di Eaton in Italia. «Non c’è ancora un piano industriale per il 2009 – afferma Casotto – e, vista la situazione del mercato dell’auto, abbiamo paura di avere delle ricadute occupazionali negative anche a Monfalcone». Dove già si sta ricorrendo da settembre alla cassa integrazione ordinaria. Lo sportello delle Rsu per tenere il contatto con i lavoratori anche in questo periodo di chiusura della fabbrica a causa della Cigo ha quindi non a caso ricevuto la visita di un centinaio dei 340 dipendenti di Eaton. Le Rsu saranno presenti nello stabilimento nuova anche martedì, dalle 14 alle 16.

Il Piccolo, 07 dicembre 2008 
 
Reggiane, Terex ancora interessata  
Luciano Fantuzzi: «Nessun fatto reale suffraga il ritiro degli americani»
 
 
L’acquisizione del gruppo Fantuzzi da parte della statunitense Terex, fondamentale per il ripianamento dei debiti della società emiliana di cui fa parte anche lo stabilimento monfalconese Reggiane Cranes&Plants, non è messo in discussione da alcun fatto reale. Lo ha affermato il cavalier Luciano Fantuzzi nel corso dell’incontro tenuto venerdì pomeriggio a Reggio Emilia con i rappresentanti delle istituzioni locali coinvolte e delle organizzazioni sindacali. La notizia contribuisce a rasserenare lo scenario che si profila per le realtà produttive del gruppo, una delle quali si trova a Monfalcone. Maggiore chiarezza, peraltro, dovrebbe comunque essere possibile a breve, dopo che, il 21 novembre,
Terex ha inviato infatti una comunicazione ufficiale alla Sec, l’organismo di controllo della Borsa di New York, in cui affermava di aver verificato un peggioramento delle attività di Fantuzzi e di aver quindi chiesto alla società emiliana ulteriori notizie. Le organizzazioni sindacali venerdì hanno preso atto delle valutazioni fatte dalla proprietà dell’azienda, evidenziando però la necessità di essere continuamente informate sull’evolversi della situazione, unitamente a tutti i soggetti facenti parte del tavolo istituzionale esistente.
Al tavolo convocato nella sede comunale di Reggio Emilia venerdì scorso si sono seduti i rappresentanti delle istituzioni locali, il sindaco di Reggio Graziano Delrio con l’assessore all’Urbanistica Ugo Ferrari, il vicepresidente della Provincia ddi Reggio Pier Luigi Saccardi, il vicesindaco di Monfalcone Silvia Altran, le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia e di Monfalcone, l’Associazione industriali di Reggio Emilia e il cavalier Luciano Fantuzzi con lo tutto staff dirigenziale del gruppo Fantuzzi Reggiane.
Tutti i partecipanti alla riunione e in specifico gli enti locali reggiani e di Monfalcone, oltre a recepire in pieno la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali, hanno manifestato la volontà di sostenere in qualsiasi modo ed in qualsiasi sede il patrimonio di lavoro e di professionalità dell’azienda Fantuzzi Reggiane.

Il Piccolo, 29 novembre 2008 
 
DIFFICOLTÀ PER REGGIANE  
Fantuzzi chiede che sia rispettato il preliminare siglato con Terex
 
 
Fantuzzi ha intenzione di dare battaglia per vedere rispettato il contratto preliminare siglato a inizio agosto con Terex, che una decina di giorni fa ha invece effettuato una frenata dell’operazione di acquisizione del gruppo emiliano, fondamentale per risolverne le difficoltà finanziarie e garantire un futuro anche allo stabilimento Reggiane Cranes&Palnts di Monfalcone. Nell’incontro di questi giorni con i sindacati a Reggio Emilia la società ha ribadito di voler far valere l’accordo, la cui attuazione sembra bloccata solo dal via libera dell’autorità antitrust turca. Secondo Fantuzzi Reggiane non sussiste alcun elemento ostativo al closing dell’operazione di cessione al gruppo americano Terex, che quindi può essere perfezionata non appena sarà rilasciato a breve, dalla Turchia, l’ultimo dei nulla osta delle autorità antitrust competenti. In un’intervista a inizio settimana a Bloomberg Tv, canale di informazione finanziaria, il Ceo di Terex Ron DeFeo ha comunque confermato quanto comunicato alla Sec, la società di controllo della Borsa di New York, e cioé di ritenere che si sia verificato un deterioramento delle attività del gruppo Fantuzzi tale da impedire il perfezionamento dell’acquisizione e di aver chiesto ulteriori informazioni alla società emiliana per chiarire la situazione. «Il problema è che c’è poco tempo – sottolinea il segretario provinciale della Fiom-Cgil Thomas Casotto -, perché il bond contratto da Fantuzzi scade a gennaio». Il coordinamento della Fiom-Cgil del gruppo Eaton si ritroverà invece martedì a Massa, dove la società statunitense ha deciso di chiudere il suo stabilimento, mettendo in mobilità 355 lavoratori. «Abbiamo intanto tenuto assemblee nella fabbrica di Monfalcone – spiega Casotto – per informare i lavoratori su cosa sta accadendo. Aspettiamo di incontrare quanto prima l’azienda a livello locale per un quadro dei carichi di lavoro per il prossimo anno».

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