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Il Piccolo, 25 agosto 2009
 
NESSUN ACCORDO TRA COMUNE E PROPRIETARIO DEL TERRENO. UDIENZA IL 5 OTTOBRE 
Il Comune rischia un salasso di 460mila euro 
Si trascina da vent’anni la vertenza sull’indennizzo per l’esproprio dell’area della palestra verde

Comune e proprietario dell’area su cui sorge la palestra verde, Alfonso Zoratto, stanno cercando di arrivare in tempi stretti a una chiusura del contenzioso aperto ormai da un paio di decenni sull’acquisizione del terreno di 2500 metri quadrati in via Baden Powell da parte dell’ente locale, che però non aveva saldato il conto con il privato. La perizia depositata nel corso della primavera dal perito del Tribunale civile di Gorizia, cui il privato si è rivolto reclamando il mancato pagamento dell’occupazione del terreno da parte del Comune, è stata contestata sia da Zoratto sia dall’amministrazione Pizzolitto. Secondo il privato, tramite il suo legale, l’avvocato Stefano Cavallo, il valore stabilito dal Consulente tecnico, 460mila euro, è riduttivo e dovrebbe essere doppio rispetto la stima. Il Comune sostiene invece che il valore dovrebbe essere inferiore. A fronte dei rilievi delle parti il giudice del Tribunale civile ha quindi riconvocato il consulente nella prima udienza utile, quella fissata per il 5 ottobre, ma di fatto prendendo in considerazione solo le osservazioni avanzate dal legale di Zoratto.
«Posso esprimere un cauto ottimismo sulla composizione bonaria della vicenda», afferma l’avvocato Stefano Cavallo a nome del suo cliente, che comunque avrebbe chiesto una cifra che oscilla tra i 460mila euro stabiliti dal perito e i 400mila euro. L’ente locale comunque ha già messo le mani avanti a inizio anno, vincolando però uno degli immobili di cui ha deciso la vendita, per arrivare alla copertura della cifra dovuta ai privati. Si tenta di arrivare quindi a una chiusura di una vicenda aperta da anni e dopo che già nel corso degli anni scorsi era stata raggiunta una transazione rispetto all’acquisizione dell’area verde di via Valentinis, versando allo stesso proprietario 1,9 miliardi di lire. L’area di via Baden Powell ne era rimasta esclusa e il percorso avviato non è mai stato concluso, perché il tentativo di mediazione avviato 6 anni fa da Zoratto tramite l’avvocato Cavallo, non era andato a buon fine. Da qui la decisione dei proprietari di rivolgersi al Tribunale, che nel 2008 ha dato ragione ai privati. L’”occupazione abusiva” dell’area si protrae invece da 30 anni, da quando cioè iniziò la costruzione della scuola. L’area coinvolta era edificabile e il calcolo del perito ha quindi tenuto conto del valore del terreno nel 1978 aumentato degli interessi maturati. (la.bl.)
 
Messaggero Veneto, 25 agosto 2009
 
Monfalcone. Sembra destinata a risolversi in tempi brevi la querelle tra l’amministrazione comunale e il proprietario dell’area su cui sorge l’impianto 
Schiarita per il contenzioso sulla palestra di via Baden Powell

MONFALCONE. Potrebbe essere risolto in tempi piuttosto brevi il contenzioso aperto ormai da tempo fra il Comune di Monfalcone e il proprietario dell’area su cui sorge la palestra verde di via Baden Powell, Alfonso Zoratto.
Il Comune, infatti, negli anni 70 aveva realizzato sul terreno compreso tra via Valentinis e via Baden Powell l’area verde e la struttura sportiva, ma non era stata mai saldata l’acquisizione dello spazio, fatto che aveva dato logico avvio a un contenzioso da parte del privato che voleva vedere riconosciuto quanto dovuto. Si era quindi attivato un iter che già nel corso degli anni 90 aveva visto raggiungere una transazione rispetto l’acquisizione dell’area verde di via Valentinis, versando allo stesso proprietario 1,9 miliardi di vecchie lire. Ma l’area di via Baden Powell era rimasta esclusa e il percorso avviato non è mai stato concluso, perché il tentativo di mediazione avviato sei anni fa da Zoratto tramite l’avvocato Stefano Cavallo, non era andato a buon fine. Di qui la decisione dei proprietari di rivolgersi al Tribunale civile, che nel 2008 ha dato ragione ai privati. Quella che si può definire quindi “occupazione abusiva” del Comune dell’area di via Baden Powell si protrae da 30 anni, da quando è cominciata la costruzione della scuola di via Baden Powell. L’area coinvolta, che ha una superficie di 2 mila 500 metri quadrati, era edificabile e il calcolo del Ctu, il perito chiamato dal Tribunale di Gorizia, ha quindi tenuto conto del valore del terreno nel 1978 aumentato degli interessi maturati. La perizia depositata nel corso della primavera di quest’anno dal Ctu, e che stabilisce in 460 mila euro il valore di quanto dovuto dal Comune a Zoratto, è stata però contestata sia da Zoratto stesso sia dall’amministrazione Pizzolitto. Secondo il privato, tramite il suo legale, l’avvocato Stefano Cavallo, il valore stabilito dal Ctu è riduttivo e dovrebbe essere doppio rispetto alla stima.
Il Comune sostiene invece che il valore dovrebbe essere inferiore. Di fronte ai rilievi delle parti il giudice del Tribunale civile ha quindi riconvocato il Ctu nella prima udienza utile, fissata per il 5 ottobre, ma di fatto prendendo in considerazione soltanto le osservazioni avanzate dal legale di Zoratto. La trattativa già in corso da tempo ha quindi ripreso slancio, tanto da avviarsi forse alla dirittura d’arrivo. «Posso esprimere un cauto ottimismo sulla composizione bonaria della vicenda», afferma l’avvocato Stefano Cavallo a nome del suo cliente, che comunque avrebbe chiesto una cifra che oscilla tra i 460 mila euro stabiliti dal Ctu e i 400 mila euro. L’ente locale per premunirsi e avere le risorse necessarie a coprire la cifra dovuta ha vincolato uno degli immobili di cui ha deciso la vendita e il cui ricavato potrà essere utilizzato per chiudere la vicenda.(cris.vis.)

Il Piccolo, 10 ottobre 2009 
 
Area verde, saltata l’intesa sul risarcimento  
Il proprietario del terreno rilancia: pretende dal Comune 450mila euro
 
 
Non si è chiuso con una mediazione il contenzioso aperto tra Comune e privati sull’acquisizione di un terreno di 2.500 metri in via Baden Powell da parte dell’ente locale, che però non aveva pagato tutto il dovuto. Alcuni dei proprietari dell’area, su cui il Comune trent’anni fa aveva avviato la realizzazione della palestra verde, ad accordo quasi fatto sulla cifra di 400mila euro hanno rilanciato, chiedendone invece 450mila di euro. In sostanza solo 10mila euro in meno rispetto all’importo che è stato fissato negli scorsi mesi dal Ctu, cioè dal perito del Tribunale civile di Gorizia, cui i privati si sono rivolti nel 2008 reclamando il mancato pagamento del terreno da parte del Comune. Il legale dell’ente locale, avvocato Antonio Pollino, ha osservato di conseguenza come la cifra fosse appunto molto vicina a quella fissata dal Consulente tecnico d’ufficio e come di fatto la convenienza della transazione venga a ridursi di molto. La giunta comunale ha così deciso di dare mandato al proprio legale di proseguire il contenzioso in aula, a partire dalla nuova udienza che ha avuto luogo lunedì nel Tribunale civile di Gorizia. Un nuovo appuntamento interlocutorio, comunque, a quanto pare, perché il giudice ha aggiornato il dibattimento per l’inizio di dicembre. L’amministrazione comunale rimane disponibile a concludere il contenzioso con una transazione, ma non andando oltre il tetto dei 400mila euro. La perizia depositata nel corso della primavera dal Ctu era stata contestata sia dai privati proprietari del terreno sia dal Comune. Per i privati, il valore stabilito dal Ctu, 460mila euro, era riduttivo e avrebbe dovuto essere doppio rispetto la stima.

Il Piccolo, 11 febbraio 2009 
 
BILANCIO ACCANTONAMENTI  
Derivati, l’obiettivo è uscirne al più presto
 
 
Ci sono anche due azioni straordinarie in programma da parte del Comune per il 2009 e sono quelle necessarie a gestire da un lato il contratto di finanza derivata con Banca Opi e dall’altro il contenzioso con il privato cui il Comune, oltre un paio di decenni fa, non ha pagato l’espropriazione del terreno di via Baden Powell, dove è stata costruita la palestra verde.
Nel primo caso la giunta comunale effettuerà quindi ulteriori accantonamenti di fondi in modo da ipotizzare la risoluzione del contratto sul derivato, che a fine anno l’ente ha deciso di posticipare per questioni tattiche (la discesa dei tassi favorisce il Comune).
«Resta però fermo l’obiettivo – ha sottolineato ieri l’assessore alle Finanze Gianluca Trivigno – di concludere il ricorso a uno strumento del genere, nei tempi che si riterranno più opportuni». Per fare fronte al mancato raggiungimento di un’intesa con il privato e a una possibile sentenza avversa la giunta ha invece deciso di vincolare un immobile tra quelli compresi nel Piano di valorizzazione e alienazione degli immobili, destinandolo all’esito della vertenza sull’area di via Baden Powell. Il Comune potrebbe del resto trovarsi a dover versare circa 700mila euro ai privati, affrontando quindi un’uscita straordinaria di non poco conto.

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