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Il Piccolo, 30 gennaio 2009
 
L’ACCUSA È DI OMICIDIO COLPOSO DI 11 OPERAI  
Amianto, chiesto il rinvio a giudizio per 13 ex dirigenti del cantiere navale
 
 
di FRANCO FEMIA

Il rinvio a giudizio per omicidio colposo è stato chiesto dal pm Annunziata Puglia nei confronti di 13 ex dirigenti ed ex responsabili del servizio di sicurezza dell’Italcantieri in relazione ai decessi legati all’esposizione all’amianto di 11 persone, tutte dipendenti dello stabilimento navalmeccanico monfalconese.
Il giudice delle udienze preliminari Emanuela Bigattin deciderà su questa richiesta nella prossima udienza del 16 marzo. Un rinvio deciso per un approfondimento dell’indagine in attesa che le difese producano ulteriori documentazioni. In particolare il giudice intende approfondire la posizione di Marino Visintin e Mario Bilucaglia, responsabili dal 1972 al 1992 della sicurezza dello stabilimento, che nell’indagine condotta dalla procura di Trieste, sempre sull’amianto, erano stati sentiti come testi tanto da non risultare tra gli indagati.
Inoltre, dall’avvocato di parte civile Paolo Bevilacqua, è stata ventilata anche la possibilità di arrivare a un cambiamento del capo di imputazione con una formula più grave di quella dell’omicidio colposo avanzata finora dalla Procura goriziana in tutti i processi aperti per l’esposizione all’amianto.
Presente all’udienza preliminare anche l’avvocato Roberto Maniacco, che tutela il Comune di Monfalcone, che ha assicurato che si costituirà parte civile nella prima udienza del processo.
Gli imputati sono Giorgio Tupini, Vittorio Fanfani, Manlio Lippi, Marino Visintin, Enrico Bocchini, Giancarlo Testa, Mario Abbona, Giampaolo Framarin, Roberto Schivi, Livio Alfredo Minozzi, Corrado Antonini, Bernardo Vittorio Carratù e Mario Biculaglia. Nei loro diversi incarichi avrebbero omesso le misure di sicurezza necessarie per contenere l’esposizione all’amianto, di fornire ai dipendenti mezzi personali di protezione (mascherine e guanti) e di sottoporli a un adeguato controllo sanitario. Gli undici lavoratori deceduti per carcinoma polmonare lavoravano nei cantieri come tubisti, meccanici, carpentieri in ambienti che, secondo l’accusa, erano saturi di polvere di amianto.
I familiari delle persone offese si sono costituite parte civile, oltre che con Paolo Bevilacqua, anche con l’avvocato Pierluigi Fabbro. Quest’ultimo tutela pure Marco Visintin, il 34enne di San Canzian d’Isonzo che sta scontando a Padova una condanna a 14 anni per aver ucciso la madre alla vigilia di Natale di quattro anni fa. Il giovane si è costituito parte lesa per la morte del padre Elio, avvenuta nel 2002. 
 
AMIANTO. ASSESSORE PROVINCIALE E IMPUTATO  
Scoppia il «caso» Visintin
 
 
I processi per l’amianto rischiano di avere ripercussioni politiche in seno all’Amministrazione provinciale. Il coinvolgimento dell’assessore al Lavoro Marino Visintin nei procedimenti giudiziari, per il suo ruolo ricoperto quando era dipendente dell’Italcantieri, ha provocato già una presa di posizione dell’opposizione. Il capogruppo del Pdl Marino De Grassi ha presentato un’interrogazione al presidente della Provincia Gherghetta per conoscere «quali provvedimenti intende adottare e se non ritiene di aprire un pubblico e approfondito dibattito in Consiglio provinciale per le necessarie determinazioni politiche sul caso». Visintin è già stato rinviato a giudizio per omicidio colposo nell’udienza preliminare del 19 gennaio scorso e il processo inizierà il 4 giugno. De Grassi rileva «l’insopportabile contraddizione politica» tra le prese di posizione del presidente Gherghetta sul fenomeno dell’amianto e la condizione di imputato dell’assessore al Lavoro. Il capogruppo del Pdl ricorda, infatti, che la giunta provinciale nella seduta del 16 gennaio scorso ha adottato «un atto di indirizzo per la costituzione di parte civile della Provincia nei procedimenti penali per le morti da amianto e quindi anche nel procedimento in cui è imputato uno dei suoi componenti». 

Messaggero Veneto, 30 gennaio 2009 
 
Amianto, tredici richieste di rinvio a giudizio  
Tra gli indagati c’è anche l’assessore provinciale al lavoro, Marino Visintin. Il responso il 16 marzo 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Il gup del Tribunale di Gorizia Emanuela Bigattin ha aggiornato ieri al 16 marzo l’udienza preliminare per il pronunciamento circa le richieste di rinvio a giudizio per ipotesi di omicidio colposo avanzate dal pm Annunziata Puglia per 13 indagati in relazione ai decessi legati all’esposizione all’amianto di 11 persone, dipendenti dello stabilimento navalmeccanico ex Italcantieri di Monfalcone.
Fra gli indagati per i quali è stato richiesto il rinvio a giudizio dal pm figurano gli ex presidenti del cda Italcantieri Vittorio Fanfani e Giorgio Tupini, l’ex presidente del Cda Enrico Bocchini e l’ex direttore generale Corrado Antonini, gli ex direttori del cantiere Giancarlo Testa e Manlio Lippi.
Poi, Bernardo Vittorio Carratù e Roberto Schivi, in passato direttori centrali del personale Italcantieri, gli ex direttori del personale Giampaolo Framarin e Livio Alfredo Minozzi, tre ex responsabili del servizio di sicurezza, tra i quali Marino Visintin, attualmente assessore provinciale al Lavoro di Gorizia.
Le richieste di rinvio a giudizio in questione sono in relazione, come detto, a 11 decessi per malattie legate all’esposizione alla “fibra killer”, carcinomi e microcitomi polmonari.
Si tratta di Roberto Savignano, che ricopriva mansioni di isolatore e di ponteggiatore, Tristano Hellner, carpentiere in ferro, Francesco Tuia, saldatore elettrico, Romano Periz, meccanico manutentore, Bruno Erman, elettricista, Mario Cesare Gregori, carpentiere, ponteggiatore e tracciatore, Annibale De Rossi, carpentiere, Bruno Bosma, che ricopriva mansioni di calafato e poi di magazziniere, Valentino Versolatti, prima carpentiere e fabbro, poi imbragatore nelle officine e addetto al settore trasporti, Attilio Davoli, tubista e operaio meccanico, Elio Visintin, carpentiere.
Tutti operavano, secondo l’accusa, in ambienti saturi di polveri di amianto senza che venissero adottate misure di sicurezza generiche e specifiche per contenere l’esposizione alla “fibra killer”. Nel corso dell’udienza di ieri c’erano anche i legali delle parti civili e in particolare Paolo Bevilacqua, che rappresenta Elena e Gianluca Visintin, e Pierluigi Fabbro, per Marco Visintin, figli del carpentiere Elio.
L’avvocato Bevilacqua, sostenendo che le conseguenze dell’esposizione all’amianto dei lavoratori fossero all’epoca prevedibili, ha adombrato la possibilità che l’ipotesi di reato possa essere non di natura meramente colposa.
Come difensori c’erano gli avvocati Alessandro Cassiani, Giovanni Borgna, Riccardo Cattarini e Corrado Pagano. Era presente anche l’avvocato Maniacco per l’amministrazione comunale di Monfalcone, per la quale si profila la costituzione come parte civile.
Piero Tallandini

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Il Piccolo, 30 gennaio 2009 
  
Lunedì picchetto e sciopero di 2 ore  
Sempre più distanza tra Fim-Fiom e Uilm che crede nell’intesa
 
 
La vertenza per il rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri si fa sempre più aspra. Si fa però anche sempre più ampio il solco tra la posizione decisamente critica assunta da Fim e Fiom e quella della Uilm, possibilista su una chiusura in tempi rapidi di un’intesa con la società. I metalmeccanici di Cisl e Cgil, il cui fronte si sta quindi saldando, incroceranno assieme le braccia lunedì per due ore, presidiando anche l’ingresso del cantiere navale di Monfalcone. La protesta sarà effettuata comunque, anche se Fincantieri ieri ha comunicato la disdetta del nuovo incontro del tavolo di trattativa, già concordato per mercoledì prossimo. Una decisione pesantemente criticata dalla Fiom-Cgil, anche a Monfalcone. «Nonostante la nostra piattaforma sia molto distante dalla proposta di Fincantieri – ha detto ieri Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento -, non abbiamo abbandonato il tavolo. Chi dimostra quindi di non voler chiudere un’intesa è proprio Fincantieri la cui decisione rischia solo di portare a ulteriori mobilitazioni e di creare tensioni in cantiere». Luxich invita invece la Uilm, che anche in questi giorni si è detta disponibile a chiudere un accordo in tempi stretti, a tenere un’assemblea in stabilimento per spiegare la propria posizione. La Uilm da parte sua, spiegando perché rimane contraria a qualsiasi iniziativa di sciopero, sottolinea come «oggi Fincantieri rispetto ai grandi gruppi industriali che hanno bloccato il rinnovo degli accordi aziendali è l’unica azienda che si è resa disponibile a rinnovare l’integrativo pur in presenza di una fase di crisi finanziaria e industriale drammatica per il Paese».

Il Piccolo, 31 gennaio 2009 
 
CONTRATTO INTEGRATIVO  
Sindacato spaccato, Fincantieri non tratta  
L’azienda spiega i motivi della cancellazione dell’incontro di mercoledì
 
 
Fincantieri ribadisce la volontà di chiudere in tempi brevi e in modo positivo la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo.
La società tiene quindi a spiegare perché ha deciso di non proseguire il confronto con la controparte sindacale, nonostante l’appuntamento di mercoledì prossimo fosse già concordato dall’incontro del 22 gennaio.
«A fronte di un accordo integrativo scaduto il 31 dicembre del 2007, le organizzazioni sindacali – afferma la società – hanno presentato le loro piattaforme a luglio del 2008 e la trattativa ha preso il via lo scorso settembre. Il confronto è quindi aperto da soli cinque mesi».
Nel frattempo le condizioni che pure c’erano all’inizio dell’estate sono completamente mutate, perché la crisi dell’economia mondiale ha dato un’accelerata al di là di quanto prevedibile. Fincantieri in ogni caso sottolinea di essere rimasto l’unico grande gruppo italiano che sta trattando per il rinnovo del contratto integrativo, nonostante un quadro economico particolarmente critico. Dopo oltre 4 mesi di confronto e, secondo Fincantieri, dopo aver registrato che le piattaforme presentate a luglio da Fim, Fiom e Uilm sono state in qualche modo superate dagli eventi, l’incontro di mercoledì prossimo sarebbe dovuto servire per la società ad avviarsi in modo più deciso alla chiusura di un accordo. Il fronte sindacale registra una spaccatura profonda, però, testimoniata dalla decisione di Fim e Fiom di andare in modo unitario a nuovi scioperi e dalla posizione della Uilm molto possibilista sulla chiusura di un’intesa con Fincantieri.
La società ha quindi deciso di rinviare il confronto al momento in cui il clima sindacale si sarà chiarito. «Fincantieri ribadisce però la volontà – afferma la società – di chiudere in tempi brevi e in modo positivo la trattativa». A Monfalcone Fim e Fiom hanno proclamato due ore di sciopero per domani, con presidio dell’ingresso del cantiere navale.

Messaggero Veneto, 02 febbraio 2009 
 
Monfalcone. Rammarico da parte dei rappresentanti della Uilm. L’azienda: mutate le condizioni  
Fincantieri, vertenza aperta  
Slitta l’incontro con i sindacati per il contratto integrativo
 
 
MONFALCONE. I rappresentanti Uilm della Fincantieri apprendono «con rammarico» che l’azienda ha fatto slittare l’incontro sul rinnovo del contratto integrativo di gruppo già concordato per mercoledì. «La Uilm ha sempre informato e continuerà anche in futuro a informare i lavoratori di Fincantieri sullo stato di avanzamento e sull’evoluzione della trattativa, che non si è mai interrotta da quando è cominciata questa lunga vertenza – spiegano i rappresentanti Uilm dello stabilimento monfalconese –. Non appena sarà possibile valutare l’ottenimento di un risultato concreto, sia esso economico oppure normativo, ci confronteremo con i lavoratori. Purtroppo dobbiamo prendere atto come le scelte conflittuali di altre organizzazioni sindacali, sia pur legittime, ma da noi non condivise – dicono riferendosi allo sciopero proclamato da Fiom e Fim –, abbiano provocato l’irrigidimento da parte dell’azienda al tavolo nazionale e la disdetta dell’incontro già in calendario».
Uilm ritiene che, se si abusa di uno strumento importante come quello dello sciopero, strumento utilizzato per difendere i diritti e ottenere migliori condizioni salariali per tutti i lavoratori, si possono produrre effetti diametralmente opposti. «Come delegati Uilm Fincantieri c’impegneremo fortemente per tentare di far riaprire il tavolo di confronto con l’azienda per l’integrativo».
L’azienda, da parte sua, spiega che la trattativa è aperta da soli cinque mesi e che, rispetto all’estate 2008, quando il confronto con i sindacati si è iniziato, le condizioni economiche sono mutate di fronte alla crisi globale. Dopo mesi di confronto le piattaforme presentate nel luglio 2008 sarebbero, secondo Fincantieri, superate dagli eventi e la decisione di fare slittare l’incontro già programmato per il 4 febbraio è stata presa di fronte alla spaccatura del fronte sindacale che vede, da un lato, Fim e Fiom andare in modo unitario a nuovi scioperi e Uilm, invece, esprimere la possibilità di un’intesa con Fincantieri.

Il Piccolo, 30 gennaio 2009 
 
ACCORDO TRA COMUNE E SINDACATI DEI PENSIONATI  
Sconti su tasse e tariffe per 7276 anziani  
Esenzioni e riduzioni di Ici, Tarsu, Irpef e bus. Misure contro il caro-rette in casa-albergo
 
 
La città è ringiovanita nell’ultimo anno, grazie soprattutto all’arrivo di centinaia di immigrati, ma gli anziani, o quantomeno gli ultrasessantacinquenni, rimangono una fetta consistente della popolazione di Monfalcone, cioé 7276, poco meno del 26% del totale. E quasi tutti alle prese con sempre maggiori difficoltà economiche, visto lo scarso potere d’acquisto delle pensioni, ed esigenze di assistenza e cura. L’amministrazione locale, d’intesa con le organizzazioni dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, ha quindi varato un pacchetto di azioni che comprendono riduzioni o esenzioni su tasse e imposte e l’acquisto di abbonamenti del bus, ma anche la volontà di aprire un secondo ambulatorio infermieristico rionale a Panzano e il sostegno all’esperienza del Punto d’ascolto gestito dal Volontariato cittadino.
I sindacati dei pensionati, dal canto loro, non avrebbero voluto prendere atto dell’aumento del 5% delle rette della casa di riposo comunale di via Crociera – comunque tra le più basse a livello provinciale – ma il regolamento per l’integrazione di quanto dovuto dagli utenti interviene in qualche modo a tutelare le famiglie con i redditi più bassi. Il protocollo sottoscritto ieri dall’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin e dai rappresentanti dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil conferma innanzitutto l’esenzione dal pagamento dell’addizionale Irpef, che nel 2009 si suppone resterà ferma allo 0,3%, per i redditi sotto i 15mila euro. Una misura che lo scorso anno ha interessato 6.097 monfalconesi. C’è poi la riduzione del 50% della Tassa rifiuti per gli ultrasessantacinquenni che abitano da soli o con un’altra persona anziana in case di tipo economico-popolare e con un reddito complessivo lordo ai fini dell’Irpef rispettivamente sotto i 12.014,39 euro e i 18.020,27 (il dato deve essere riferito al 2008). Sono esentati del tutto dal versamento della Tarsu invece i cittadini con un reddito complessivo pari o inferiore all’importo della pensione sociale quindi, per il 2009, 7.540 euro. In totale lo scorso anno hanno pagato il 50% di Tarsu 630 monfalconesi sopra i 65 anni e altri 183 ne sono stati esentati del tutto. Il protocollo, come hanno sottolineato le stesse organizzazioni sindacali ieri, prevede però anche l’acquisto da parte del Comune di abbonamenti dell’Apt che saranno quindi assegnati gratuitamente o a tariffa agevolata a chi vive in uno stato di disagio economico, il mantenimento del fondo per il risarcimento delle vittime della microcriminalità (4 le persone che lo hanno utilizzato nel 2006, nessuna nel 2007 e 2008, comunque), la rateizzazione, a seconda dell’Isee, delle sanzioni amministrative. «C’è poi la disponibilità dell’amministrazione a sperimentare una partecipazione diretta di ospiti della casa di riposo e loro familiari – hanno rilevato le organizzazioni dei pensionati – che potrebbero esercitare una funzione di controllo sulle problematiche inerenti gli utenti».
Proseguirà anche il tavolo di lavoro per tentare di migliorare la condizione degli anziani residenti nelle case Ater di via Volta e il confronto con l’Azienda sanitaria sull’ampliamento dell’esperienza dell’ambulatorio per il rione del rione Romana-Solvay. «Avrò un confronto con il direttore generale Manuela Baccarin lunedì – ha confermato ieri l’assessore Cristiana Morsolin – per una verifica del funzionamento del servizio di via Valentinis in modo da aprire poi il ragionamento sulla creazione di un servizio analogo a Panzano, i cui rappresentanti mi hanno rinnovato in questi giorni l’esigenza di mettere in campo il progetto». I sindacati dei pensionati temono però che l’Ass «freni» su questo fronte, visto che tra i quartieri di Monfalcone quello di Panzano è proprio quello a più bassa concentrazione di ultrasessantacinquenni: 694, contro i 2.197 di Aris-San Polo, i 1.976 del centro, i 1.231 di largo Isonzo e i 1.196 di via Romana. «Per noi si tratta però sempre di attivare un servizio di prossimità nei rioni più distanti dal Distretto sanitario e utili per la sicurezza sociale della popolazione», hanno sottolineato ieri i sindacati.
Laura Blasich

Il Piccolo, 01 febbraio 2009 
 
PRIORITÀ AI NON AUTOSUFFICIENTI  
SITUAZIONE  
ASSISTENZA  
Casa di riposo, 100 in lista d’attesa  
Il Comune ha chiesto un contributo alla Regione per ampliare la struttura 
Previsti aiuti alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rette 
Nel Basso Isontino un solo posto-letto ogni mille abitanti, 7 invece nel resto della Provincia
 
 
A Monfalcone sono un centinaio le persone in lista di attesa per poter entrare nella casa di riposo comunale, che mette a disposizione 60 posti, dando la priorità ai non autosufficienti nella nuova struttura protetta inaugurata lo scorso anno. La capacità è destinata a raddoppiare, ma solo quando sarà effettuata la manutenzione straordinaria dell’edificio più vecchio, che ha vent’anni di vita alle spalle.
Dalla Regione, cui il Comune si è rivolto per un sostegno finanziario, non è arrivata però ancora alcuna notizia su un possibile contributo al progetto, il cui costo complessivo supera il milione di euro.
Il dato sulle dimensioni della lista d’attesa per l’accesso alla casa di riposto comunale è emerso nel corso dell’ultima riunione della quarta commissione consiliare ed è stato letto come un indicatore di come il ricovero nella struttura di via Crociera sia visto come ottimale, ma anche come nel Monfalconese il numero di posti a disposizione nelle case di riposo non sia sufficiente a differenza di quanto accade nel resto del Friuli Venezia Giulia.
Nel Basso Isontino continua del resto a esserci un posto per non autosufficienti ogni mille abitanti, mentre i posti salgono a sette solo nell’Alto Isontino.
Appare quindi fondamentale, e i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che hanno partecipato alla riunione si sono trovati d’accordo, arrivare alla messa in rete delle case di riposo del Basso isontino, in modo tale che i cittadini dell’area abbiano tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità. Esiste però una lista d’attesa anche per quanti chiedono l’assistenza domiciliare.
Non tutti quindi, come sottolinea la presidente della commissione Barbara Zilli, stanno avendo risposta.
All’incontro i sindacati provinciali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno del resto partecipato per discutere la bozza di ordine del giorno che le stesse organizzazioni hanno presentato a tutti i Consigli comunali per chiedere all’amministrazione regionale un maggiore investimento proprio sull’assistenza domiciliare.
I sindacati dei pensionati vogliono insomma tentare di garantire la permanenza dell’anziano nel proprio ambiente familiare e sociale piuttosto che il ricovero in case di riposo. Nella riunione è stato sollevato quindi il problema della contrazione dei fondi a disposizione sia per l’assistenza domiciliare sia per l’autonomia possibile. I sindacati confederali provinciali hanno quindi chiesto ai consiglieri comunali di poter aggiornare e adeguare il testo dell’ordine del giorno secondo quanto emerso dall’incontro e presentarlo in aula, inoltrandolo alla Regione, se approvato.
Nell’ultima seduta del Consiglio comunale è stato intanto approvato, a maggioranza (19 sì, compresi quelli di Lega Nord e La Destra, 4 no quelli di Fi e An), il regolamento per l’integrazione delle rette della casa di riposo. Come ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, il regolamento introduce i tetti Isee a protezione delle famiglie con i redditi più bassi.
In sostanza, i «civilmente obbligati» a sostenere il carico della retta nel caso il ricoverato non abbia risorse sufficienti interverranno a copertura del costo fino a quanto consentito dal loro reddito, mentre per la parte restante subentrerà il Comune. Il regolamento stabilisce anche un tetto al prelievo sul conto bancario degli anziani ricoverati per il pagamento della retta.
«In conto dovranno rimanere sempre 3.500 euro – ha spiegato l’assessore – e con il regolamento abbiamo anche cercato di dare risposta a delle situazioni particolari. La contribuzione dovuta dai familiari si riduce inoltre all’ampliarsi del grado di parentela e c’è un’ulteriore riduzione se il familiare ha un’invalidità o disabilità certificata». Lo sforzo compiuto dall’amministrazione, che pure ha aumentato del 5% le rette dovute per il 2009, è stato condiviso sia dalla Lega Nord sia da La Destra.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 01 febbraio 2009 
 
Monfalcone. Sarà l’indice Isee la misura di valutazione del reddito: oltre ai familiari interverrà il Comune  
Casa di riposo, aiuti agli anziani in difficoltà nel pagare le rette
 
 
MONFALCONE. Sarà l’indice Isee la misura di valutazione del reddito su cui sarà decisa l’eventuale integrazione delle rette di ricovero degli anziani nella casa albergo comunale. È questa la principale novità del “Regolamento per l’integrazione delle rette di ricovero di anziani in strutture residenziali”, approvato dal consiglio (con il voto contrario di Fi e An) e che prevede, nel caso l’anziano sia in stato di disagio economico, la compartecipazione nel pagamento delle rette dei “civilmente obbligati”, ovvero dei familiari, ma anche del Comune.
«L’introduzione della valutazione Isee come elemento determinante della tariffe e strumento di tutela delle fasce più deboli è stata chiesta da più parti, in particolare dei sindacati pensionati – spiega l’assessore ai Servizi sociali Cristiana Morsolin –. Sono già previste modalità di abbattimento delle rette, ma l’Isee è strumento codificato e uguale per tutti. Fra sei mesi sarà valutato l’effetto di applicazione del regolamento».
Regolamento che prevede, comunque, una serie di misure volte a tutelare le fasce più deboli. In merito alla compartecipazione alla retta, questa viene richiesta se l’anziano ricoverato non riesce a coprire il costo con la sua pensione o i suoi redditi (anche fondi bancari). A quel punto viene chiesto l’intervento dei familiari per l’integrazione, con quota a scendere a mano a mano che si allontana il grado di parentela. Se anche questi avessero difficoltà sarebbe il Comune a coprire la parte mancante. Sono previste situazioni particolari, tra cui una coppia di anziani con un’unica fonte di reddito e in cui uno dei due coniugi dovesse essere ricoverato: per non lasciare l’altra persona priva di risorse, sono previsti esoneri o integrazioni. Se al momento della discussione Sergio Pacor (Lega nord) ha ringraziato l’amministrazione per quanto attua a favore degli anziani, sia nella struttura comunale sia con l’assistenza domiciliare, Riccardo Grassili (Fi-Pdl) ha chiesto il rinvio della discussione.
«Il regolamento non è completo e vorremmo confrontarlo con il regolamento regionale, soprattutto riguardo alla residenza degli eventuali utenti», ha detto.
Sia Alessandro Saullo (Rc) sia Lionella Zanolla (La Destra-gruppo misto), apprezzando il lavoro fatto e il sostegno alle fasce deboli, hanno sollecitato una maggior attenzione alle domiciliarità degli anziani. Richiesta che peraltro era giunta anche dai sindacati confederali dei pensionati nel corso della recente Commissione per la tutela della salute, presieduta da Barbara Zilli. I sindacati hanno chiesto di discutere anche in consiglio comunale a Monfalcone un ordine del giorno in cui s’invita la Regione a definire i regolamenti per la riclassificazione e l’accreditamento delle case di riposo, ad aumentare le risorse destinate agli anziani non autosufficienti, a sostenere le forme di assistenza domiciliare. Anche se a Monfalcone c’è un centinaio di persone in lista per la casa albergo.
«Se è vero che in regione il numero dei posti letto nelle case di riposo appare sovraddimensionato, a Monfalcone accade il contrario.
È stato quindi concordato – spiega Zilli – d’individuare un percorso di messa in rete delle case di riposo dell’ambito Basso Isontino perché i cittadini residenti in quest’area abbiano tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità».
Il percorso, in effetti, era già cominciato in passato, ma poi si era arenato.

Il Piccolo, 29 gennaio 2009 
 
I DATI DELL’AGENZIA REGIONALE DEL LAVORO  
La cassa integrazione nell’Isontino è aumentata in un anno del 123%  
Non è soltanto il legno a segnare il passo, in crisi anche il settore chimico  
I dati si riferiscono alla straordinaria Nel 2008 in flessione del 24% le assunzioni a tempo indeterminato
 
 
di FRANCESCO FAIN

ARIANO Un aumento della cassa integrazione ordinaria del 497,8%. Da un anno all’altro. E che si riduce (ma sempre di incremento si tratta) al +123 se si analizzano i dati della cig straordinaria, che è quella che più segnala lo stato di crisi dell’economia.
Sono stati molto preoccupanti quelli che emergono dall’ultimo report dell’Agenzia regionale per il lavoro e che mettono in evidenzia un quadro da «lacrime e sangue» per quanto concerne l’economia isontina. Non è soltanto il settore del legno a segnare il passo: il cospicuo incremento della cassa integrazione è imputabile al settore della chimica. Va precisato che tale incremento è legato alla situazione relativa ad un’unica azienda (l’Ineos) per una situazione di crisi avviata nell’anno precedente e amministrativamente perfezionata nei primi giorni di gennaio. Se la procedura fosse stata chiusa a dicembre 2007, la lettura su base tendenziale del dato complessivo sarebbe piuttosto diversa, con un peggioramento per il 2008 meno grave, ammette l’Agenzia regionale del lavoro. In ogni caso, non si tratta di dati che invitano a brindare. Tutt’altro. Sul piano settoriale, oltre al già citato settore chimico, vanno segnalati gli aumenti per l’alimentare, la carta, le meccaniche, estrazione minerali, i trasporti e il legno. In particolare, per quanto concerne la Cigs, oltre al settore chimico, sono cresciuti la meccanica (6mila ore in più rispetto al primo semestre 2007) e i trasporti/comunicazioni (1,6mila ore)».
Ampliando lo sguardo all’intera regione, la Cig è aumentata ovunque, meno che a Trieste, dove si è registrato invece un calo del 31,8 per cento legato alla diminuzione del 43,1 per cento della Cis. Notevoli sono gli incrementi della Cig registrati nell’Isontino (+123,4 per cento, con l’ordinaria a 497,8 per cento e la straordinaria a 119,6) e nel Pordenonese (+99,6 per cento, con l’ordinaria a 213,8 e la straordinaria a 94,4), mentre a Udine l’aumento della Cig del 32,9 per cento fa riferimento in particolare alla componente ordinaria, che è del 56,4 per cento contro il 20,8 di quella straordinaria. Questi dati se ne aggiungono altri, relativi al mercato del lavoro per il periodo aprile-giugno 2008. Dati che confermano come all’epoca «l’occupazione complessiva fosse in fase di aumento (+1,7 rispetto allo stesso periodo del 2007) con un incremento parallelo delle persone in cerca di occupazione che era però pari ad 8 mila unità ed un tasso di disoccupazione, che già accennava a scenari futuri, del 4,4 per cento rispetto al 3 per cento dell’anno precedente. In riferimento alle tipologie contrattuali, è interessante rilevare, nello stesso periodo, una flessione delle assunzioni a tempo indeterminato del 24 per cento».

Messaggero Veneto, 29 gennaio 2009 
 
Terzo di Aquileia. Mauro Burg rimase schiacciato mentre lavorava alla Burgo di Duino. Compaesani e colleghi si sono stretti attorno ai familiari  In migliaia al funerale dell’operaio morto in cartiera 
 
TERZO DI AQUILEIA. Migliaia di persone, ieri pomeriggio, hanno preso parte ai funerali di Mauro Burg, l’operaio quarantanovenne, residente a San Martino di Terzo di Aquileia, deceduto, poco più di una settimana fa, in un infortunio sul lavoro alla cartiera Burgo di Duino Aurisina, a pochi chilometri da Trieste. Da diversi anni, l’uomo era dipendente della Compagnia portuale di Monfalcone, era addetto al servizio di rifinitura del legno e, il giorno del tragico incidente, per esigenze lavorative, si era recato alla cartiera Burgo, dove ha perso la vita. Parenti, amici, colleghi di lavoro e tanti genitori dei compagni di classe dei due figli di Burg, di otto e sedici anni, hanno affollato la chiesa di San Martino, mossi dal desiderio di salutare Mauro per l’ultima volta.
Tanti i volti rigati dalle lacrime, incapaci di nascondere una commozione umana rivolta ad una persona descritta, da chi lo conosceva, come buona e disponibile, che si era fatta da sola e che aveva costruito assieme alla moglie perfino la casa in cui abitavano.
Il rito funebre, cui ha preso parte anche il sindaco di Duino, estremamente colpito da questa tragedia sul lavoto, è stato officiato da Don Giuseppe Franceschin, che durante l’omelia ha detto «Mi faccio portavoce del dolore di tutta la comunità. Preghiamo il Signore che dia alla famiglia di Mauro la forza per andare avanti. Dopo una morte così assurda ci si pone tante domande e, in questi casi, quello che ci deve aiutare è la fede».
Burg era molto conosciuto nel piccolo centro della Bassa friulana, dove risiedeva assieme alla moglie Bianca Rosa e ai suoi due figli, che ora piangono la scomparsa del loro adorato papà. Intanto la comunità di Terzo di Aquileia, che qualche mese fa era stata sconvolta dalla morte di Enzo Barone, deceduto sul lavoro dopo essere stato improvvisamente risucchiato dagli ingranaggi di un macchinario utilizzato per l’estrazione della ghiaia, anche ieri ha manifestato la sua solidarietà alla famiglia Burg. «Conserveremo un ricordo indelebile di Mauro – ha detto il sindaco di Terzo di Aquileia Fulvio Tomasin durante il rito funebre – Era una persona splendida. La nostra comunità, nei prossimi giorni, sarà vicina alla moglie e ai figli tramite concrete iniziative di solidarietà, non vogliamo si sentano soli a superare tutto questo». (e.m.)

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